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Claudio Zarotti IL SOLE 24 ORE Martedi 17 Settembre 1985 E la chiave e il micro suono .pdf


Nome del file originale: Claudio Zarotti - IL SOLE 24 ORE - Martedi 17 Settembre 1985 - E la chiave e il micro-suono.pdf

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-=--��---------�------------------.;.__---'------�---:c-----...,..----------•L SOLE-24 ORE - Martedì 17 Settembre 1985 - N. 207 -. PAGINA 5

Tecnologia.

Dall'aeronautica le mescole carbonio-resine si stanno diffondendo in altri settori, come
. l'automobile
'

o è nel composito

.nuovi materiali

Accanto a forti vantaggi bisogna valutare attentamente le controindicazioni di questi materiali

A

partire dalla seconda
metà degli Anni Settan­
ta, per prima l'industria
aeronautica ha iniziato ad im­
pi�e sempre di più mate­
riah sintetici non metallici a
mano a mano che emergeva­
no le nuove qualità di nuovi
prodotti, e principalmente il
risparmio di peso.
I nuovi materiali compositi
si basano generalmente su fi­
bre di kevlar, carbonio e boro
in una matrice di ·resine spe­
ciali ehe polimerizza in auto­
'Ciave: la loro principale dote
è data dalla grande resistenza
alla trazione e dalla elastiaità.

' Predisponendo la trama delle
fibre secondo l'asse degli sfor­
zi da sopportare, si può ren­
dere il progetto più robusto e
contemporaneamente più leg�
gero. Le fibre di carbonio, le
più impiegate, hanno uno
stie�� SC?ttilissim<;>, �tt�rn�
a1 dieci micron (milles1m1 d1
millimetro). Quelle di boro
sono più speSse e arrivano a
cento micron, in quanto il
,boro (assai più costoso del
carbomo) vaporizza attorno
ad un filo di tungsteno, senza
partecipare all'aumento di re­
sistetiz.a dell'insieme; le quali­
tà meccaniche delle fibre di

Una tecnica creata al Cise-Enel

E la ·chiave è
il micro-suono
G

li Anni Ottanta sareb­
bero stati felici per il
_ Barone di Munchhau­
sen. Per natura attento ai se­
gnali deboli (rumore del filo
d'erba che cresce) e dotato
di ca1;>acità tiercettive ecce­
zionali, se gh fosse capitato
di passeggiare in prossimità
di un laboratorio per prove
di materiali compositi, le sue
orecchie avrebbero goduto di
una musica celestiale: fibre
che si scollano, fibre che si
spezzano, matrici che si cre­
pano, lesioni che avanzano.
Nuovi
Baroni
di
Munchhausen, jP"UPPi di ri­
cercatori italiani (come quel­
li. d�J Cise di Milano) e stra­
men hanno messo a punto
nuove t.ecniche di analisi
non distruttiva per la rileva­
zione · di 1;>articolari segnali
che si origmano e si propa­
gano in un materiale compo­
sito quando viene sollecitato.
Questi rilasci improvvisi di
energia elastica accumulata

in zone localizzate, sono
chiamate «Emissioni Acusti­
che» (EA). . Sensori (usual­
mente trasduttori piezoelet­
trici) predisposti sulla strut­
tura le convertono in segnali
elettrici che contengono una
serie di informazioni «pre­
giate», analizzando le quali
si può risalire al tipo e al­
l'entità del danneggiamento,
alla localizzazione del danno
e ad altre informazioni sul
materiale o sulla struttura in
esame. Risulta cosi possibile
analizzare lo stato di degra­
do strutturale o il danno su­
bito dal materiale. ·
L'emissione acustica rap­
presenta dunque un prezioso
strumento per la rivelazione
dei fenomeni di degradazio­
ne strutturale che p<?ssono
verificarsi in qualsiasi istante
durante il funzionamento
dell'impianto o del materia­
le.
Con le tecniche e la stru­
mentazione og._� a disposi-

boro vengono ritenute supe­
riori a quelle di carbonio, ma
l'elemento nuovo su cui ruota
l'attuale ricerca è la composi­
zione delle resine. I fili delle
fibre, impregnati con resine
epossidiche, vengono infatti
tessuti fino a formare delle
tele, ritagliate e poste sopra
forme dei modelli che si vo­
gliono realizzare. Tutto viene
inserito in autoclave sottopo­
ste· a vari cicli e solidificate
con il calore, fino ad assume­
re un aspetto simile al metal­
lo. A secondo della quantità
e del tipo di resine, si otten-

�ono fibre adatte a particolari
impieghi.
Il vantaggio dei compositi
non è legato solo al risparmio
di peso, ad esempio negli ae­
rei. Le fibre di carbonio sono
ideali per le strutture conti­
nue, come rivestimenti di
alettoni, e sono molto resi­
stenti alla corrosione e alla
fatica (uno çlei fattori chiama­
ti recentemente in causa per
la caduta del B747 della Jal)
tanto che secondo alcuni tec­
nici si potrebbero addirittura
escludere problemi inerenti
allo «stress» come quello che
affligge il metallo.

Dove entrano i compositi al carbonio
(Consumo mondiale di fibre al carbonio, migliaia di libbre)
1987*
1982
1980
USA

Aereospaziale
Articoli · sportivi
Automob. e industriale
Totale Usa
EUROPA

560
320
170

1.050

1.100
400
200
1.700

4.060
530

600

5.190

980
370
430

Aereospaziale
Articoli sportivi
Automob. e industriale

125
80
45

250

125

560

1.780

Aereospaziale
Articoli sportivi
Automob. e industriale

15
370
115

30
250

140
900
1.250

Totale Europa
GIAPPONE

Totale Giappone

500

• Stima - Fonte Sri intemational

zione è possibile distinguere
segnali di EA dovuti a scol­
lamento di fibre l'una dal­
l'altra o alla rottura di fibre
del composito. Poichè il
danneggiamento e l'alterazio­
ne delle proprietà meccani­
che è molto differente nel
caso di rottura o scollamen­
to delle fibre, le analisi con
l'EA aumentano considere­
volmente le possibilità di
diagnosi dei compositi non
possibile con altre tecniche
di controllo non distruttivo.
E' un campo di ricerca cru­
ciale per i futuri compositi.
Contrariamente a quanto
accade in troppi settori ad
avanzata tecnologia, ove l'I­
talia ha perso la possibilità
di aviluppare autonomamen­
te tecnologie d'avanguardia,
l'emissione acustica ha avuto

��'

500

780

Z.290

in Italia un notevole svilup­
po grazie all'impegno del Ci­
se (il Centro Informazioni
Studi Esperienze di Segrate
dell'Enel) che ha sviluppato
l'emissione acustica all'inizio
degli Anni Settanta. Attual­
mente il Cise è impe�ato in
importanti applicazioni di
questa tecnica al controllo
non distruttivo di recipienti
in pressione (in prova idro­
statica), di strutture in calce­
struzzo (dighe) e di manufat­
ti in vetroresina.
Anche la Sonda di Milano
sta trovando ori�nali appli­
cazioni nel momtoraggio di
saldature, nel campo biome­
dicale, nella caratterizzazione
meccanica dei compositi.

Claudio Zarotti

piego eniro certe temperature
(al massimo 120 gradi centi­
gradi); la non idoneità per
strutture che presentano giun­
zioni o fori e la fragilità agli
urti sono le principali con­
troindicazioni.
Secondo Luigi Poritoi;ii, re­
sponsabile del Reparto Strut­
ture dell'Aeritalia di Torino,
occorre prestare molta atten­
zione nel realizzare una strut­
tura in fibra, ricercando a
monte le soluzioni adatte alla
loro natura, che giustifichino
con buoni risul,tati finali la
trasformazione di una struttu­
ra da metallica in fibra di
carbonio.
Oltre che nell'industria ae­
ronautica, ·le fibre di carbonio
hanno dato buoni risultati per
la costruzione di scocche,
alettoni e spoiler di vetture di
Formula l , per canne da pe­
sca, sci, racchette da tennis,
dove cioè il fattore leggerezza
unito ad una grande resisten­
za e rigidezza è prioritario. In
composito, infatti, si sta pro­
gettando un albero di trasmis­
sione per automobili al repar­
to ricerche della Bmw. Di qui
i nuovi fronti di ricerca: si
stanno affrontando · metodi
nuovi, al fine di produrre ·
ome è noto le celle fotovoltaiche sono dispositivi a stato compositi assai più resistenti
solido che ut�lizzano �ome materiale il sihcio. Allo. stato all'ùrto e al calore, che renda­
attuale lo sviluppo d1 questa tecnologia, altamente pro- no sinergiche le migliori qua­
mettente per applicaz1oni energetiche, è essenzialmente limitato lità delle fibre di carbonio e
dalla disponibilità e dal costo del silicio, che, a sua volta, è dell'alluminio combinate. La
determinato daWinstabile. mercato dei �hip �lettronici. Per que- rirerca riguarda in particolare
st_o �otivo è 1.n corso m E1:1ropa e 1n G1apll?ne u.no sforz� l'impiego di nuove resine, la
d1 n�rca e sviluppo m9lt9. 1�pegnat1�0 per I o�t�mmento d1 riduzione del numero delle
quantità a ,ba�so . cost9.. d1 s�hc10 �r �s, fo�oyolta1�1. .
e dei cicli in
Con I �b1et�1vo éh venficare . 1 nspett1v1 �tatl d1 .avanza- . impregnazioni
_ anche per · ridurre·
.
.
mento e d1 delmeare uno scenano comune s1 è svolto nelle autoclave
costi . - e la _produzione d1
scorse. settimane un incontro fra una . delegazio.ne gi�ppon�se, Jfibre
d_ 1 . carbo!'.110 con alte ca­
coordmata dal professor Sano dell'Umvers1tà d1 Tokio e ,ta- rattenstlche
di allungamento.
liana composta da esponenti industriali dell'Università e del
Politecnico di Mila�o.
· .
.
.
.
L'obiettivo, che potrebbe
. Nel c.ors_o dell m�ontro �' è pot�to venfi�re c�e il M1raggiunto entro la fine
u�N<:4o. con�1de� oggi lo s_viluppo d1 processi J?asat1 sull.,us� essere
decennio, mira a ottenere
del
d1 s1.hc10 �r:is�llmo strategicamente . a�tre�tanto 1mpo�nt� d) la disponibilità di' compositi
quelh sul s1hc10 a�orfo, un tempo pnvJ!egiato, per apphcaz1om ibridi
. ' · ovvero Fibre di. carbo.
ne! settore energetico.
e m�tallo. «saldat1>> . m . un
E' emersa, poi, una essenziale omogeneità di obiettivi che mo
vede impegnati italiani e giapponesi nello sviluppo di silicio . bagno �1 . resma. ad �lt1ss1m�
metallurgico. D'ora in poi vi sarà uno stabile scambio di in- carattenstJche d1 coesione. S1
potranno affrontare, così, an­
formazioni sulle rispettive ricerche.
Dal punto di vista industriale la Samim Abrasivi ha an- che problemi come la costru­
.
nunciato la decisione di completare la fase di R&S con finan- zione, ad esempio, di parti di
ziamenti di provenienza Enea e propri investimenti e di in- motori che operano a tenipe­
�rire i! silicio J!let;allurgico solare, in . caso di _successo, . iI?- una rature elevate, oppure le pale
hnea d1 prodotti h1�-tech (ad esemp10 ceramiche spec1ah) per delle eliche degli ormai prosla sua futura produzione.
simi motori aerei «Propfan».
Un altro vantaggio deriva
dalla eliminazione di buona
parte della rivettatura dei ma­
nufatti, operazione che com­
porta sempre un maggiore co­
sto derivante dalle ore di la­
voro necessarie per l'alesatura
dei fori.
Anche il problema dei cari­
chi ammissibili sulle parti
realizzate in composito appa­
re più favorevole rispetto a
quello · dei particolari in me­
tallo: con le fibre di carbonio
si possono ottenere rigidezze
diverse a seconda dell'orien�­
mento delle fibre stesse du-

D Nobel Segré
parla
di atomi e Sdi

rante il cosidetto «tailoring»,
cioè la deposizione sulla ma­
trice di ,resina, mentre nel
metallo il carico· ammissibile
è predeterminato.
Ma vediamo anche gli
svantaggi: contro l'impi�o
più esteso dei compositi m
campo aeronautico, e più in
generale nelle costruzioni di
una certa complessità geome­
trica, giocano alcuni fattori.
L'elevato costo iniziale per lo
svilupJ>? dei proirammi e
l'acqu1sizione degli impianti
mante'?uti in condizioni di
pulizia, pressione e tem.P<?ra­
tura costanti; il limite d1 im-

La Samim produrrà i primi chip

ItaJia e Giappone
si scambiano ricerche
sul silicio solare

e

Se .o Pizzini

(Università degli S� di Milano)

Tavasani

MILANO - Come molti altri suoi colleghi, emi­
nenti scienziati, anche il premio Nobel Emilio Segré è
piuttosto scettico in fatto di «guerre stellari». Il program­
ma Sdi - afferma Segré - aggiungerà ben poco alle
nostre conoscenze scientifiche fondamentali; al più cree­
ra/ «cannoni energetici» più potenti ma la loro base
scientifico - tecnologica resterà sostanzialmente quella di
oggi.
Giunto in Italia dagli Usa (è professore emerito di
fisica all'Università della California) Segré ha aperto ieri
il secondo ciclo delle «Letture Nobel» del Progetto Cul­
tura Montedison. Il grande fisico italiano ha tenuto una
conferenza su «mezzo secolo tra atomi e nuclei», in pra­
tica una lunga carrellata 'Sulla sua ininterrotta attività
di ricercatore. A Segré va infatti il merito, insieme a
Chamberlain, Wiegand e Ypsilantis, della scoperta del­
l'antiprotone, nel 1955. Una dimostrazione essenziale
delle teorie di Paul Dirac sull'antimateria.
«Il mondo subnucleare esplorato con le macchine
e le nuove camere a bolle - ha ricordato Segré - rivelò
presto una ricchezza inaspettata che richiedeva urgente­
mente una classificazione». La fisica delle particelle con­
tinua ancora oggi a rivelare prodigi, come le scoperte
di Rubbia al Cern hanno mostrato ,recentemente.
Ma Segré è un,testimone chiave anche del «Pro­
getto Manhattan» che inaugurò l'era atomica. Stretto col­
laboratore di Enrico Fermi misurò la frequenza della
scissione spontanea nella reazione nucleare. Un tassello
cruciale del progetto.
Con il dopoguerra venne la grande occasione di tra­
sformare queste scoperte in tecnologie per la pace: «C'e-·
ra di nuovo - commenta Segré - un certo numero
di scoperte puFamente scientifiche, ma gli sviluppi tec­
nologici erano più importanti». Per i ricercatori puri «si
prospettava la possibilità di iniziare l'esplorazione di un
nuovo strato nella struttura della matena scendendo dai
nuclei alle particelle».
Un tracciato relativamente prevedibile che continua
ancora oggi. Ben diverso dalla «scommessa» sulle «guer­
re stellan» dove «coloro che sono addentro ai segreti
del programma :.._. rivela Segré - affermano spesso tutto
e il contrario di tutto. I problemi di fattibilità del pro­
getto, insomma non sembrano affatto risolti». Per il no­
bel della fisica è meglio concentrarsi sulle energie pa­
cifiche del futuro.

G.Ca.


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