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Risoluzione del 29092016 85 (1) .pdf



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RISOLUZIONE N. 85/E

Direzione Centrale Normativa
______________

Roma, 29 settembre 2016

OGGETTO: Interpello ordinario Art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212 - n. 11
della Tabella A, Parte III, allegata al DPR n. 633 del 1972; n. 3
della Tabella A, Parte III, allegata al DPR n. 633 del 1972 –
aliquota cessione latte

QUESITO
La società istante produce e commercializza, tra l’altro, latte intero di alta qualità,
omogeneizzato e stabilizzato mediante trattamento termico di pastorizzazione in
confezioni da 10 e da 20 litri. Tale prodotto è ceduto esclusivamente a laboratori di
pasticceria e di gelateria, e non anche ceduto al dettaglio per il diretto utilizzo dei
consumatori.
L’istante, che dichiara di applicare a dette cessioni l’aliquota IVA ridotta del 10%,
in ossequio al n. 11 della Tabella A, Parte III, allegata al DPR n. 633 del 1972,
segnala un comportamento non univoco da parte di altri produttori, i quali ritengono
applicabile l’aliquota del 4% prevista dal n. 3 della Tabella A, Parte II, allegata allo
stesso DPR.
La società ritiene che ci siano dubbi in merito all’applicazione di una delle due
aliquote, stante il tenore letterale delle disposizioni citate e, per tale motivo, chiede
un chiarimento da parte della scrivente Agenzia.
SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE
L’istante rileva che nonostante siano intervenuti atti di prassi da parte
dell’Amministrazione finanziaria, esistono comunque evidenti dubbi interpretativi.

2

L’istante, in particolare, ritiene che si possa applicare l’aliquota del 4%, in quanto il
latte intero fresco di alta qualità pastorizzato contenuto nelle confezioni da 10 e da
20 litri è idoneo al consumo alimentare, come richiesto dal citato n. 3 della Tabella
A, Parte II. Secondo tale tesi, sarebbe non rilevante che il latte stesso possa essere
impiegato dai soggetti acquirenti come materia prima per la produzione dei propri
prodotti alimentari.
La società sostiene, quindi, che occorre avere riguardo alle caratteristiche oggettive
del bene esistente al momento della cessione.
L’istante, inoltre, ritiene che anche le confezioni di latte fresco intero pastorizzato
da uno e da due litri, prodotte dalla stessa e per le quali è pacifica l’applicazione
dell’aliquota IVA del 4%, possono essere cedute alla medesima tipologia di
acquirenti - pasticcerie e gelaterie – e da questi impiegate, oltre che per la rivendita
e la consumazione in loco da parte dei propri clienti, anche per la preparazione di
gelati e di altri prodotti di pasticceria.
PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
Il n. 3 della Tabella A, Parte II, allegata al DPR n. 633 del 1972, dispone
l’applicazione dell’aliquota IVA ridotta del 4% a “latte fresco, non concentrato
né zuccherato, destinato al consumo alimentare, confezionato per la vendita al
minuto, sottoposto a pastorizzazione o ad altri trattamenti previsti da leggi
sanitarie”.
Il n. 11 della Tabella A, Parte III, allegata allo stesso DPR, di contro, disciplina
l’applicazione dell’aliquota IVA ridotta del 10%, tra l’altro, a “latte fresco, latte
cagliato, siero di latte, latticello (o latte battuto) e altri tipi di latte fermentati o
acidificati”.
Come rilevato dalla società istante, in entrambi i casi si tratta di latte fresco,
anche se, nel tempo, una cospicua prassi dell’Amministrazione finanziaria è
intervenuta sul punto per meglio chiarire la diversa portata delle disposizioni
riportate.
Dalla lettura sistematica delle citate disposizioni, che rilevano entrambe per le
cessioni di latte fresco, occorre evidenziare che per l’applicazione dell’aliquota

3

IVA ridotta del 4% deve trattarsi di “latte fresco, non concentrato né zuccherato,
destinato al consumo alimentare, confezionato per la vendita al minuto,
sottoposto a pastorizzazione o ad altri trattamenti previsti da leggi sanitarie”; in
buona sostanza deve trattarsi di latte fresco che, nel rispetto delle norme in
materia, deve essere pronto per il consumo alimentare, senza che necessitino
ulteriori lavorazioni o trasformazioni e, elemento importante, deve essere
confezionato per la vendita la minuto.
Sul punto, l’Amministrazione finanziaria è intervenuta con la risoluzione n.
353048 del 18 ottobre 1989, con la quale è stato precisato che la ratio della
norma agevolativa “è quella di agevolare il latte destinato al consumatore e non
ad usi industriali”.
In tal senso, non può non assumere rilievo la circostanza secondo la quale, per
poter godere dell’aliquota IVA agevolata del 4%, pur trattandosi della stessa
tipologia di prodotto, il latte deve essere “confezionato per la vendita al minuto“,
secondo la precisa prescrizione del menzionato n. 3.
Nel caso di specie, pur ammettendo che il prodotto contenuto nelle confezioni
destinate alla vendita al minuto al consumatore finale abbia le stesse
caratteristiche del latte ceduto ai laboratori di pasticceria ed ai produttori di gelati
sia lo stesso, occorre rilevare che quest’ultimo non è destinato al consumatore
finale, per cui le relative cessioni non possono godere dell’aliquota IVA ridotta
del 4%, bensì devono essere assoggettate ad imposta con l’aliquota del 10% ai
sensi del citato n. 11 della Tabella A, Parte III, allegata al DPR n. 633 del 1972.
******
Le Direzioni regionali vigileranno affinché i principi enunciati e le istruzioni
fornite con la presente risoluzione vengano puntualmente osservati dalle
Direzioni provinciali e dagli Uffici dipendenti.

IL DIRETTORE CENTRALE
(firmato digitalmente)


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