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La banda dello sport Capitolo II.pdf


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Ad Arrampicatore che nel frattempo aveva visto tutta la scena venne in mente una delle sue idee
geniali, una delle tante idee grazie alle quali era riuscito a scalare le vette di potere del giornale, non
solo della redazione sportiva, e a diventare uno dei tagliateste più temuto dell’intero giornale.
Arrampicatore chiamò Steff, lo fece venire accanto a lui e mettendogli una mano sulla spalla iniziò a
parlare a tutti i rivoltosi presenti che in silenzio lo ascoltarono.
Arrampicatore- “Che vi piaccia o no ora Steff fa parte della famiglia del giornale. Da oggi è a tutti gli
effetti un giornalista proprio come voi. Egli merita il vostro rispetto, perché ogni suo pensiero è
esattamente come quello di tutti gli altri”.
Al termine di tali parole la sommossa fu placata e si ritornò piano piano alla normale routine del
giornale.

Passarono giorni, settimane, mesi, e la situazione alla redazione sportiva del giornale si tranquillizzò.
La scelta del Gran Consiglio dei direttori sembrava aver dato i giusti frutti. Tutti i giornalisti si erano
ormai adeguati a tale nuova linea editoriale. Erano finalmente scomparsi articoli incitanti l’odio
sportivo e non, e il lessico si era fatto mielato, adeguato a lettori veri amanti dello sport nonché alle
famiglie. “Siamo finalmente un giornale adatto alle famiglie” amavano ripetere i direttori osservando
felici la nuova impennata delle vendite.
Questo clima da famiglia si era riversato anche nei momenti di pausa tra colleghi. Le vecchie
discussioni di incitamento all’odio che si tenevano nei momenti di pausa erano ormai solo un ricordo.
Nei momenti di pausa ora, andava di moda parlare di famiglia, di animalini in casa, di bricolage fai da
te e di igiene del corpo.
“Ho comprato un barbecue troppo al top” “Ho comprato un lucernaio troppo al top” “Ma avete visto che
anta da armadio che ho comprato? Cioè mica come le vostre questa si apre dall’interno verso l’esterno
con un movimento angolare. Questo è il top anta da armadio che si possa avere” amava spesso
intervenire Permalosino vantandosi dei suoi nuovi acquisti, salvo poi offendersi quando qualcuno gli
faceva vedere che era un normalissimo barbecue, lucernaio, anta da armadio.
“Ho finalmente comprato il nuovo telefono. Quello vecchio ce l’avevo ormai da due settimane. Speriamo
questo resista altrettanto” amava invece vantarsi la Biscia.
“Volete vedere che bell’armadio fatto in casa ho fatto? E già che c’ero tra una vite e l’altra mi sono messo
a sfornare questa Millefoglie alla zenzero” era invece il vanto di Borghesotto.
“Sapete anch’io ieri ho comprato…………..” “E che cazzo ce ne frega Steff?”. Ogni qual volta invece
provava ad intervenire nella discussione Steff.
La situazione nel frattempo per lui era si migliorata, ma non era divenuto affatto quello il cui pensiero
è uguale a quello di tutti gli altri. Spesso ricadeva su di lui ogni minima colpa, se c’era da punire
qualcuno quel qualcuno sarebbe sicuramente stato lui. E se c’era un direttore che doveva firmare tal
provvedimento disciplinare Satana non si faceva mai indietro. Come se a punirlo provasse una sorta di
appagamento per una propria insicurezza personale. Egli si sentiva infatti sbeffeggiato e deriso da
tutti i suoi sottoposti per via del fatto di essere considerato come colui che non era riuscito a mandar
via Steff. E tale umiliazione Satana non riusciva proprio a sopportarla. Spesso si rinchiudeva nei bagni
di nascosto dove nessuno poteva vederlo e tirando nevrastenici pugni al muro urlava tra se e se “Me la
pagherai!!! Me la pagherai!!!! Fosse anche l’ultima cosa che faccio me la pagherai!!!!!!”.
Non che con gli altri direttori la situazione fosse più rosea. In loro vi era quasi come l’idea che Steff
fosse un miracolato a rimanere ancora lì, un miracolato proprio da loro stessi e non li sfiorava mai