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La banda dello sport Capitolo III .pdf



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LA BANDA DELLO SPORT – CAPITOLO III
“Tramite un Managment Buy out creiamo un Capital Expenditures che possiamo poi riutilizzare come
Economic Value Added e ecco qui che abbiamo il nostro magazine” cercava la Biscia di spiegare a Ponzio
Pilato l’operazione finanziaria che avrebbe portato alla creazione del primo magazine della redazione
sportiva del giornale.
Ponzio- “Ma per il finanziamento poi?”
La Biscia- “Anche per quello tutto ok. Ho sentito tutti e tutti sono favorevoli ad autofinanziarsi per creare
un piccolo capitale iniziale per pagarci le prime spese sai, la gestione del sito etc…….. Si crea un bel fondo
Fair Value dove il finanziatore basta che fa un bonifico di tipo Equity Linked Bond con Exchange Traded
Fund e ecco fatto. Semplice no? Ah a proposito, per la raccolta fondi ci penserebbe il Cassiere, mentre per
la gestione del magazine sono tutti d’accordo che me ne occupi io ok?”.
E fu così che iniziò la raccolta fondi per la creazione del magazine che avrebbe finalmente cambiato il
modo di fare giornalismo non solo di quella redazione ma dell’intero panorama editoriale nazionale.
La raccolta fondi come stabilito fu affidata al Cassiere. Egli si premurò di seguire le indicazioni
finanziare dettategli dalla Biscia, che si faceva passare agli occhi di tutti come esperto in materia
finanziaria, e aprì i vari conti dove sarebbe poi dovuta confluire la raccolta fondi
dell’autofinanziamento. In pochi giorni fu raccolto tutto il capitale necessario per iniziare il progetto
magazine. Nonostante ciò anche Steff voleva partecipare all’autofinanziamento, ma non avendo la
disponibilità di aprire conti off shore come richiedevano le istruzioni dell’autofinanziamento si rivolse
direttamente al Cassiere, trovando un metodo geniale quanto facile di superare tutti gli ostacoli
finanziari che non gli permettevano l’invio di soldi. Steff avrebbe ritirato direttamente dalla banca
alcuni dei suoi guadagni e li avrebbe spediti per posta direttamente all’indirizzo del Cassiere.
Steff si recò quindi in Banca prelevando una cospicua somma dal suo conto e inserendola in una busta,
apponendovi poi sopra l’indirizzo del Cassiere.
Nel frattempo alla redazione non si faceva altro che organizzarsi per il magazine. Inizialmente tutti si
offrirono di scrivere 5/6 articoli cadauno, ma quando Ponzio volle sentire di che parlassero, tali
articoli si sciolsero come neve al sole per via della loro inconsistenza.
“Allora soltanto questo genere di fesserie avete prodotto? Non vi viene in mente nient’altro? Cavolo non è
il nostro quotidiano dove ci danno le ultime pagine che quasi nessuno legge. E’ il nostro magazine. La
gente lo comprerà per leggerci qualcosa di interessante. Non le solite lamentele arbitrali di Napuliello o
il disfattismo del Nano. Non c’è nessuno che abbia una bella idea?”
“Io, io. Io ce l’ho” si sentì dal fondo rompendo un imbarazzante silenzio.
Cagacazzi sussurrando a Ponzio Pilato- “No, ma eh il solito. E’ Steff, lasci fare”
Ponzio- “Come lascio fare? No scusa tu dimmi, qual è la tua idea?”
Steff- “Signor capo redattore……….”
Ponzio- “Tralasciamo i convenevoli, venga al dunque”
Steff- “Beh ecco si, ecco…….. tramite un mio sofisticato algoritmo mi sono accorto che ci sono delle
leggere anomalie nelle partite in cui si gioca sui campi da calcio sintetici. Ecco secondo i miei calcoli essi
darebbero un vantaggio. Beh ecco signor capo redattore stavo pensando che si potrebbe fare un’indagine
sui campi sintetici”
Ponzio- “Ma è geniale! Perché non è venuta in mente a nessuno di voi un’idea così bella eh? Ve lo dico io,
perché voi siete quadrati, non sapete uscire fuori dagli schemi, pensare oltre. Cosa che invece il nostro
Steff sa fare. Borghesotto, ci sono produttori di campi sintetici tra i finanziatori del nostro giornale?”

Borghesotto- “Che io sappia no”, Ponzio- “Neanche tra quelli che ti intaschi sotto banco tu?”
Il Borghesotto rimase un po’ di stucco e imbarazzato: “No Ponzio no”
Ponzio- “Biscia tra le pubblicità nel magazine c’è per caso qualche produttore di campi sintetici?”
Biscia- “No Ponzio”, Ponzio- “Bene Steff il caso è tuo. Mi raccomando fai un bel lavoro, abbiamo tutti
fiducia di te”.
Provò ad intervenire Satana: “Ma signore?..........”
Ponzio- “Beh che c’è?”
Cagacazzi- “Ponzio ecco, forse quello che voleva dire Satana è che……….. ecco voleva dire che Steff è un
completo analfabeta. I suoi articoli sono pieni di errori grammaticali, io non credo che sarebbe una
buona cosa farlo scrivere sul magazine”
Ponzio- “Analfabeta? Quest’uomo ha tirato fuori la più geniale delle idee che abbia mai sentito in questa
redazione di pecore. Ti ha appena dato un esempio di cosa significhi essere un giornalista. E se fa qualche
errore grammaticale vuol dire che tu lo ricontrollerai e lo correggerai”.
Steff fu entusiasta dell’incarico ricevuto si mise subito a scrivere il pezzo in modo che fosse pronto per
la prima uscita del magazine. Condusse un’indagine deduttiva, avvalendosi di una metodologia di
calcolo da lui stesso messa a punto, analizzò decine e decine di partite del gioco del calcio e arrivò alla
scoperta che giocare su un campo da calcio sintetico avrebbe aiutato la squadra di casa favorendone le
prestazioni. Steff lavorò notte e giorno sul pezzo finchè ritenendolo pronto lo inviò a Cagacazzi per
farselo controllare come richiesto da Ponzio.
Cagacazzi afferrò il pezzo di carta dalle mani di Steff con totale sufficienza e disprezzo rinchiudendosi
nel suo ufficio a svolgere il laborioso compito di revisione. Ma con suo imprevedibile stupore, non solo
non trovò tanti refusi come si aspettava, ma trovò il pezzo giornalistico di una rara intelligenza tanto
da ritenerlo uno dei migliori pezzi d’inchiesta che il giornalismo avesse mai prodotto. Capì finalmente
che dietro l’uomo più bistrattato dall’intera redazione, si nascondeva un grande giornalista. Fu
proprio lui ad insistere affinchè il pezzo di Steff venisse pubblicato sul primo numero del magazine. E
tale scelta si rilevò vincente. Tra tutti i pezzi presenti su quel primo numero, quello di Steff fu il più
apprezzato da lettori e critica.

Casa del Cassiere.
Il Cassiere si svegliò quel giorno proprio come ogni mattina, al suono della sveglia pronto per
prepararsi e andare al lavoro. Davanti allo specchio, si insaponò la faccia con la schiuma da barba
pronto per tagliarsela. All’improvviso però un Zoong improvviso. “Ma chi è a quest’ora? Cara vai tu ad
aprire? Oh ma possibile che……. lascia fare vado io” e prendendo la cornetta del citofono “Si? Chi è?”
“Posta signor Cassiere. Può venire al cancello?” “Si un momento solo”, il Cassiere in tutta fretta finì di
tagliarsi la barba mentre il postino davanti il cancello della sua villa lo stava aspettando impaziente.
L’impazienza del postino lo portò dapprima a guardarsi attorno, e poi a sbattere le dita sulla busta che
doveva consegnare al Cassiere. Proprio questo sbattimento di dita, lo portò a fargli notare che quella
busta non era semplice corrispondenza, c’era di più. In quella lettera c’erano dei soldi.
Il pensiero del postino andò immediatamente al mutuo da pagare, alle rate della macchina, alle
bollette ancora in sospeso. Per anni era stato onesto e mai una lettera aveva smarrito. Ma ora, in
quell’istante un pensiero perverso lo assalì.
Vedendo il Cassiere scendere e venirgli incontrò verso il cancello, si decise che era giunto il momento
di venir meno ai suoi sani principi morali.
Cassiere- “Mi scusi sa ma così presto la mattina………. dunque cosa c’è per me?”

il postino- “Per lei? Ecco………. ehm……. Ah si ecco c’è questa pubblicità del nuovo centro commerciale che
ha appena aperto”
Cassiere- “Il centro commerciale? La pubblicità? Ma scusi lei mi suona per della pubblicità? Ma non può
metterla dentro come fanno tutti?”
Il postino- “Ah si mi scusi”, Cassiere- “Senta piuttosto sto aspettando una lettera piuttosto importante, lei
sa a chi mi devo rivolgere?”
Il postino rimase un attimo impietrito- “A nessuno? Vedrà che arriverà, abbia fiducia nel servizio
postale” e se ne andò con la sua bicicletta.
Nessuno nella zona lo rivide più. Si disse che si fosse licenziato e che fosse partito per il Sud America.

Steff entrò nell’ufficio dei redattori.
Ponzio Pilato- “I tuoi soldi non sono mai arrivati al Cassiere”
Satana- “Già chissà se li ha mai spediti ahhh” ma poi Ponzio lo interruppe freddandolo con uno
sguardo.
Ponzio- “Satana per cortesia! Dunque come dicevo i tuoi soldi non sono mai arrivati ma……. Beh poco
importa perché è stato lanciato il nostro primo numero del magazine e grazie al tuo splendido articolo
abbiamo venduto tantissimo. Praticamente già con il tuo solo articolo abbiamo coperto 10 volte i soldi
che dovevi al Cassiere. A nome di tutta la redazione complimenti! E mi raccomando al prossimo numero
vogliamo un nuovo bellissimo articolo eh!”
Steff ricevette una stretta di mano da parte di tutti i redattori, persino Satana in quell’occasione non
potè dirgli nulla contro e si limitò anche lui ai complimenti. Quando Steff uscì poi dalla sala del Gran
Consiglio, tutti i sui colleghi gli fecero una calorosa ovazione.
“Oh sei un grande Steff!” “Steff sei il migliore” “Evviva Steff!” ”Oh scusa Steff se in passato tra noi c’è stato
dell’attrito. Capirai che è tutta acqua passata, sei un grande Steff!” e Steff ad uno ad uno ringrazia.
Ma non c’erano solo i ringraziamenti per tutti i suoi articoli di successo compresi gli ultimi sul
magazine. “Grazie mille Steff, anche ieri mi hai fatto vincere 1.000 euro” “Ieri altri 3.000 euro vinti grazie
a te. Mi raccomando Steff se passi dalle mie parti hai una cena offerta da me, mi raccomando ci tengo”,
“Ma come fai Steff, anche questa volta ci hai indovinato”. Erano questi suoi colleghi, e anche gente di
fuori della redazione, che aveva vinto diverse somme di denaro tramite le scommesse sportive grazie
ai suggerimenti di Steff. Egli infatti da diverso tempo riusciva a prevedere con un’incredibile
precisione, avvalendosi di metodologie di calcolo previsionale elaborate proprio da egli stesso, i
risultati di molti eventi sportivi. Pur essendo contrario ad utilizzare tale strumento come scopo di
lucro, molta gente leggendo le sue previsioni sul giornale andava a scommettere su gli esiti di tali
eventi guadagnandoci poi ingenti somme di denaro. Ciò non fece che accrescere la stima dei suoi
colleghi. Le offese pesanti, l’ostracismo, il boicottaggio, erano ormai dei ricordi lontani. Poche erano le
sacche di resistenza, solamente Satana, la Serpe, il Nazista, e sovente Brontolone ma quest’ultimo più
per un innato stimolo alla critica, soprattutto verso la redazione. Si poteva tranquillamente affermare
quindi che Steff era ormai ben voluto da tutti e riconosciuto all’unisono come uno dei migliori
giornalisti che avesse mai fatto parte di quella redazione.

Parco cittadino al di fuori dal centro.
Satana era seduto su una panchina da solo osservando lo sgombero di un ospedale. Egli infatti grazie a
subdole conoscenze nel mondo della politica corrotta, era riuscito a comprare il terreno dove era

collocato quell’ospedale per riqualificarlo (diceva lui) e costruircisi sopra un’enorme veranda.
Naturalmente per far ciò era necessario lo sgombero e la cacciata degli ammalati, anche gravi, presenti
al momento nella struttura ospedaliera.
Mentre Satana si godeva la scena, immaginando già come predisporre la sua nuova veranda, un uomo,
tale Agente X, mai visto prima, gli si avvicinò e si sedette accanto a lui nella panchina.
Agente X- “Permette?”, Satana- “Ci conosciamo?”
Agente X- “No, ma abbiamo amici in comune. E soprattutto abbiamo nemici in comune. Perché Steff è
anche un tuo nemico giusto”
Satana- “Io lo odio. E’ ormai la mia ragione di vita, farlo fuori in qualche modo”
Agente X- “E perché ora hai smesso?”
Satana- “Ho smesso perché ormai è inutile. Ormai è ben voluto da tutti, oramai è troppo tardi per
cacciarlo”
Agente X- “Io non credo che sia troppo tardi. Ad esempio hai letto questo reportage? Lo sapevi che Steff
prima di venire a lavorare da voi ha scritto qualche articolo per un giornale estremista razzista e
violento?”
Satana- “Si lo sappiamo già. Borghesotto, un nostro direttore ha incaricato un suo sottoposto, Spioncino,
di pedinare Steff ovunque lui andasse e qualunque cosa facesse. Naturalmente è emerso anche questo ma
è inutilizzabile per screditarlo. Anzi semmai quell’episodio non fa altro che gettare un’ulteriore buona
luce su Steff. Infatti Steff fu l’unico che ebbe il coraggio di criticare quel giornale e le loro idee razziste e
fu per quello che fu cacciato dopo solo qualche giorno.”
Agente X- “Già ma nella nostra agenzia abbiamo un motto: ripetere una bugia mille volte la fa diventare
una realtà. Che ti importa di come sono andati realmente i fatti, tu butta l’amo e vedrai che qualche
pesce che abbocca ci sarà sempre”
Satana- “Effettivamente non devo mollare………. Se c’è ancora qualche speranza per cacciare quel cane io
la devo trovare. Ma voi chi siete in realtà? E perché ce l’avete anche voi con Steff?”
Agente X- “Non importa. Certe volte basta avere degli interessi comuni no? E il nostro interesse, il mio e il
tuo è di eliminare Steff giusto?
Satana- “Giusto!” e si alzò di scatto dalla panchina andandosene con una nuova spinta emotiva.
L’Agente X poi prese il telefono- “Signore c’ho parlato. Parrebbe motivato…………. Si, si fidi, è la scelta
giusta. E’ come con Kennedy, è meglio armare qualcun altro. Qualcuno che abbia lui stesso un valido
motivo per farlo. Quello che in Accademia fin dai primi giorni ci hanno insegnato a chiamare utile idiota.
Qualcuno che faccia il lavoro sporco al posto nostro. Si fidi signore, Steff e i suoi pronostici non saranno
più un problema per lei. Ha finito di perdere i soldi per quel giornalista”

Un giorno all’improvviso mentre tutta la redazione era intenta a sviluppare il nuovo numero del
magazine, delle urla abbatterono quel silenzio laborioso. Erano Arrampicatore e Ponzio Pilato che
discutevano animosamente con il Nazista.
Arrampicatore- “Lo hai rifatto ancora? Eri stato avvertito! Eri stato avvertito!”
Il Nazista- “Ma quello è veramente negro. Ora se è negro non posso più scrivere nel mio articolo che è
negro? Che ci scrivo che è colorato? Ahhhhh”
Arrampicatore- “Tu eri ben conscio della nuova linea editoriale. Mi dispiace ma questi atteggiamenti non
sono più tollerabili ormai. Eri stato avvertito, questa volta è troppo. Sei licenziato!”
Ponzio- “Passa più tardi da me che ti firmerò il tuo licenziamento”

Arrampicatore- “Eh…… Ponzio…….. non si era detto che l’avrei fatto io. Questa settimana tra qui e
Attualità e Snobbismo ho firmato solo 5 provvedimenti disciplinari, sai vorrei mantenermi su un limite
minimo di almeno 8……. Sto lì lì per prendere i buoni benzina promessi dalla presidenza”
Ponzio- “E vabbene fallo tu!”.
Quel giorno il Nazista fu licenziato in tronco e cacciato via. A nulla valse la tentata opposizione di
Satana, tutti i direttori a parte appunto quest’ultimo votarono all’unisono per il suo licenziamento. O
almeno quello era ciò che si erano imposti di dire: dire a tutti che ogni decisione che veniva presa dal
Gran Consiglio era presa all’unanimità, collegialmente, probabilmente per mettersi al riparo da
critiche personali contro il singolo direttore. E ne avevano ben donde. Il licenziamento del Nazista
provocò una recrudescenza di malumori mai del tutto assopiti tra i fautori della nuova linea editoriale
e i nostalgici della vecchia.
“Non è stato giusto cacciarlo via così”, “In fin dei conti lo si poteva perdonare anche questa volta” erano i
pensieri più comuni tra gli amici del Nazista. Ma qualcuno come Satana si spinse più là intravedendo
finalmente la possibilità di regolare un vecchio conto con Steff.
“Certo, il Nazista cacciato mentre Steff può tranquillamente continuare a scrivere i suoi articoli”, fu
questa l’idea che Satana tentò di inculcare tra le menti più deboli della redazione. Tant’è che più d’uno
iniziò sempre più spesso a paragonare la cacciata del Nazista con la non cacciata di Steff.
Il secondo step del piano di Satana fu quello di insistere sulla difficoltà di comprensione degli articoli
di Steff. “Ma voi li capite i suoi articoli? Ma non li trovate troppo difficili? Non è che forse ci vuole
umiliare facendo vedere quanto intelligente è lui e quanto siamo stupidi noi a non capirlo?”
Il piano di Satana di screditare Steff nelle menti più deboli della redazione funzionò perfettamente.
Molti che fino a poco prima lo consideravano come il migliore giornalista della redazione iniziarono di
nuovo ad odiarlo. Ad esempio Cambiomaglia, chiamato così perché in passato come un voltagabbana
aveva cambiato le sue opinioni sportive, iniziò a scrivere falsi report ai direttori su comportamenti
illeciti, del tutto inventati, che Steff avrebbe commesso nelle più disparate occasioni. Così come aveva
venduto la sua fede sportiva ora stava vendendo il suo amico.
La Serpe si riattivò nuovamente con la sua campagna di insinuazioni, mentre finalmente Satana si
decise a sferrare il colpo di grazia.
In fila indiana fuori dalla porta dell’ufficio di Arrampicatore in religioso silenzio stavano diversi
giornalisti dell’intero giornale. Ad uno ad uno entravano e poi riuscivano.
Arrampicatore: “Dunque tu hai camminato sul pavimento del corridoio A6 che era stato appena lavato.
Dunque 6*3+2*48 in base all’articolo 138 fanno 8 giorni di sospensione. Avanti un altro”. “Dunque tu ti
sei presentato in ufficio con 13 minuti di ritardo. Dunque 3*3 più 50 in base all’articolo 751 fanno 15
giorni di sospensione, a cui si somma l’articolo 155 che fanno 7 giorni di sospensione e poi l’articolo 557
che sono altri 15 giorni di sospensione. Dunque in totale fanno 37 giorni di sospensione. Avanti un altro!”.
Arrampicatore si era preso l’incarico di sospendere tutti coloro che al giornale si erano macchiati di
qualche piccolo errore, riducendo in questo modo il carico di lavoro degli altri direttori di tutte le
sezioni del giornale. Arrampicatore in questo modo vedeva la possibilità di fare un nuovo balzo in
avanti nella scala sociale del giornale e magari perché no, ricoprire finalmente un posto
nell’amministrazione. In questo modo, comportandosi come una macchinetta punitiva e “eseguendo
solo gli ordini” ogni giorno sospendeva dalle 4 alle 6 persone. Ma quel giorno il telefono squillò e la
normale routine dovette essere interrotta. Satana aveva chiesto una riunione d’emergenza del Gran
Consiglio della redazione sportiva.
Gran Consiglio, sala riunioni.

Erano tutti presenti, il capo direttore Ponzio Pilato e gli altri direttori Borghesotto, Arrampicatore,
Cagacazzi e Satana.
Satana- “Sapete benissimo perché siamo qui oggi. Il problema di Steff deve essere risolto una volta per
tutte. Non si può più andare avanti così. L’intera redazione mi ha chiesto, anzi implorato di farlo mandar
via”
Borghesotto- “Ma veramente sono quattro gatti!”
Satana- “4 Gatti che possono far scoppiare una rivoluzione. Se Steff non sarà cacciato loro
imbracceranno definitivamente le armi, e mi dispiace dirlo io sarò con loro. E voi perderete ogni
privilegio di direttori. E’ questo che volete? Rischiare di far affondare il giornale per una persona? Una
insignificante persona?”
Ponzio Pilato- “Ma questa è un’insubordinazione Satana. E’ un ricatto!”
Satana- “Un ricatto che vi costerà molto se non lo accetterete”
Arrampicatore- “Temo però che il regolamento non ci consenta di licenziarlo. Dopotutto non ha fatto
nulla”
Satana- “Il regolamento? Ah Ah Ah! Quello che faremo oggi sarà ricordato come uno degli atti più
indegni della storia. Se lo faremo, quando uscirete da quella porta non sarete più voi stessi. Avrete perso
per sempre la vostra innocenza. Ma pensate a voi stessi e a perché lo fate”
Satana chiese ai favorevoli di alzare le mani. Cagacazzi la alzò subito per primo, senza quasi pensarci
due volte. Dopo una breve attesa anche Arrampicatore l’alzò. Borghesotto era tentennoso. Sembrava
alzarla poi a metà strada la riabbassava e così più e più volte finchè Satana non gli si avvicinò:
“Allora?” sussurrandoli all’orecchio. Borghesotto tentennò un’ultima volta e infine alzò la mano.
Satana- “Bene siamo d’accordo all’unanimità” poi con voce maligna e disprezzante verso Ponzio Pilato
“Beh ci sarebbe sempre il direttore capo che volendo potrebbe annullare la nostra decisione. Direttore
capo cosa fa? Accetta la nostra proposta?”
Ponzio Pilato con le lacrime agli occhi prese allora una bacinella e ivi ci si lavò le mani scoppiando poi
in un pianto interminabile.
Satana- “Perfetto siamo tutti d’accordo. Steff è licenziato”. Mentre pronunciava tali parole i suoi occhi
divennero rossi, di un rosso fuoco quasi come fosse posseduto, mentre all’esterno il cielo si fece
d’improvviso plumbeo e un tuono rimbombò nell’aria.
Quando Steff entrò si aspettava i soliti colleghi che lo avrebbero ringraziato ancora in quanto aveva di
nuovo indovinato la vincitrice sportiva della competizione mondiale che si era appena tenuta.
L’ennesima di una lunga serie di grandi previsioni indovinate. Ma invece si trovò Satana che gli
comunicò a voce alta in modo da farsi sentire da tutti il suo licenziamento.
All’eco di tale notizia un boato si diffuse tra i suoi colleghi. C’era chi non si capacitava di come fosse
stato possibile e chi invece sotto sotto ne era contento. O meglio era costretto a farsi vedere contento
credendo in questo modo di non perdere la stima dei colleghi, ma sapeva sotto sotto che quella era
una grande perdita.
“Avanti signori potete lanciargli addosso quello che volete! Ricordatevi che questa è l’ultima occasione
che avete. Ah ah ah”, Satana incitò tutti i presenti a lanciare qualcosa addosso a Steff mentre questo in
modo pacato e distinto stava percorrendo il corridoio che lo avrebbe portato via. La Serpe e il Siciliano
furono i primi a lanciargli contro lampadine, portapenne, e foglietti di carta attorcigliati. Seguirono poi
gli altri per paura di essere tacciati per sostenitori di Steff. La scena era tanto raccapricciante quanto
paradossale. Una moltitudine di colleghi costretti quasi controvoglia a manifestare il loro finto
disprezzo contro Steff. Lo stesso Nano, in passato uno dei più acerrimi rivali di Steff, costretto dalla

calca a lanciargli addosso qualcosa, con le lacrime agli occhi gli lanciò contro due palline di carta
mancandolo appositamente.
Mentre Steff percorreva il lungo corridoio si girò un’ultima volta vedendo Ponzio Pilato ma questi per
la vergogna abbassò lo sguardo. Infine Steff uscì definitivamente dall’edificio


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