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SPECIALE ASSISI .pdf



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I.R.

SPECIALE ASSEMBLEA 2016
SPECIALE ASSEMBLEA 2016
SUPPLEMENTO NUMERO 10, ottobre 2016 - ANNO 58

Benvenuti ad Assisi!
Carissimi, nell’Anno Santo della Misericordia abbiamo scelto
Assisi, per convocare la 27^Assemblea Nazionale del M.A.S.C.I.,
riconosciuto dal mondo come luogo di spiritualità e di pace.
Ed in questo luogo sia proprio la spiritualità francescana a guidare i nostri lavori ed il nostro stare insieme.
Un altro pensiero forte che questo luogo esprime, coniugandosi
con il nostro essere scout, è l’essenzialità e la sobrietà, da riscoprire soprattutto nei contenuti e nei rapporti prima ancora che
nelle cose; come espressione autentica di relazioni vere e sincere.
Qui ci ritroviamo per deliberare un indirizzo di programma che
ci aiuti a cogliere le esigenze, i bisogni e quelle priorità emerse
nel percorso scaturito dall’analisi fatta all’Agorà di Caserta che
tutte le Regioni hanno fatto e, vorremmo che fosse proprio lo
stesso Spirito che ha guidato Francesco ed i suoi, nel rinnovarsi
in un momento storico dove la chiesa e la fede avevano bisogno
di nuova freschezza, a guidare anche i lavori di questa Assemblea
che vedrà tre particolari momenti:
1. la verifica di quanto abbiamo vissuto e realizzato in questo
triennio, importante per orientare i passi futuri;
2. il definire la direzione lungo la quale muoverci con la respon-

sabilità e la consapevolezza che siamo una realtà educativa/formativa per adulti;
3. la scelta di quali saranno gli uomini e le donne che dovranno
assumere i ruoli di responsabilità, coordinamento e rappresentanza nel Movimento per il prossimo triennio.
Entro la data del 30 Giugno che era stata posta come limite alle
iscrizioni dei delegati e dei soci, contro ogni attesa sono giunte
oltre 1.000 adesioni che hanno costretto a ripensare all’organizzazione dell’intero evento.
Questo ci riempie di gioia perché esprime da una parte, la volontà di partecipazione alla vita democratica del Movimento,
dall’altra una manifesta espressione di appartenenza che già si
era registrata negli ultimi anni, disattese e disguidi siamo sicuri
che saranno superate dallo spirito scout che ci appartiene.
“Pace e Bene” è il saluto che risuona come il saluto di Francesco,
ma vuole essere anche l’augurio a tutti voi perché siate “segno di
pace e strumenti di bene “.... Benvenuti a tutti!

Sonia Mondin

Presidente Nazionale

Benvenuti nella terra di Francesco
Ci siamo, l’Assemblea Nazionale ha inizio e porta con se speranze nuove e nuovi orizzonti da esplorare.
Noi del MASCI della regione Umbria, come sa chi ha avuto eventi nazionali, siamo in fibrillazione e un pizzico di
preoccupazione, fra l’altro in aumento, ci fa sentire la responsabilità di un servizio che non è usuale.
Siamo tutti preparati a qualche rimprovero poiché, non essendo del mestiere, trascureremo qualche dettaglio ma
confidiamo nella comprensione e la pazienza dei nostri Fratelli.
La faccio breve: benvenuti di vero cuore, qui troverete un grande affetto ed una terra che è un inno alla pace ed alla
fratellanza ….. fatene buon uso.

Renzo Angeli

Segretario Regionale Umbria

SPECIALE ASSEMBLEA 2016

SPECIALE ASSEMBLEA 2016

Programma Assemblea Nazionale
Assisi – 28/30 ottobre 2016

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Programma venerdì 28 Ottobre 2016
da ore 09:00 Accoglienza e Verifica Poteri
ore 16:00 Cerimonia di apertura presso Teatro Liryc
ore 16:30 Saluto di benvenuto ed insediamento organi
Assembleari
ore 16:45 Saluti di autorità ed ospiti
ore 17:30 relazione Assistente Ecclesiastico
ore 17:45 relazione Presidente Nazionale
ore 18:00 dibattito sulla relazione PN ed approvazione
ore 19:00 trasferimento agli hotels per la cena
ore 19:30 cena francescana
ore 21:00 Pellegrinaggio Basilica Inferiore San Francesco
ore 23:00 Rientro
Programma sabato 29 Ottobre 2016
ore 08:30 preghiera comunitaria presso Teatro Liryc
ore 09:00 Presentazione candidature SN - PN
ore 09:30 Presentazione candidature al CN
ore 10:30 Assisi luogo di Pace e Misericordia dialogo su:
ecumenismo, pace, incontro tra i popoli.
- Padre Pierbattista Pizzaballa, arcivescovo,
amministratore apostolico di Gerusalemme
- Padre Enzo Fortunato, direttore sala stampa del Sacro
Convento di Assisi
- Alberto Quattrucci, segretario generale di “Uomini e
Religioni”, Comunità di Sant’Egidio
- Coordina Piero Badaloni Giornalista
ore 12:00 trasferimento alle strutture per il pranzo
ore 13:00 pranzo
- dalle ore 14:30 alle ore 19:30 escursioni per non delegati
- dalle ore 14:00 alle ore 17:00 apertura seggi presso
Domus Pacis
ore 14:30 lavori di gruppo sull’indirizzo programmatico
(presso la Domus Pacis)
ore 17:00 presentazione e votazione emendamenti ai
documenti e mozioni.
ore 19:30 trasferimento alle strutture per la cena
ore 20:00 cena
ore 21:00 partenza dalle strutture
ore 21:30 Spettacolo presso Teatro Liryc
ore 23:00 Proclamazione eletti*
Programma domenica 30 Ottobre 2016
ore 08:00 Celebrazione Eucaristica Santa Maria degli Angeli
ore 09:00 trasferimento al Teatro Lyrick
ore 09:30 Premio Nazionale MASCI “Testimoni del Nostro
Tempo” ad Augusto Di Meo - Teatro Lyrick
ore 09:45 Petizione al Parlamento. Testimonianze.
ore 10:30 Indirizzo programmatico.
Delibere inerenti e conseguenti.
ore 12:00 Presentazione eletti e saluti
ore 13:00 CHIUSURA ASSEMBLE
*Per eventuali ballottaggi: apertura seggi dalle 09:00 alle 10:30 di domenica 30 ottobre e si
proclameranno i risultati alle ore 11:30

Assisi 28.29.30 Ottobre 2016

1. Introduzione

Relazione
del Presidente Nazionale

Quali adulti scout, che hanno accolto e cercano di vivere il
Vangelo come criterio che guida le scelte e gli orientamenti,
siamo cittadini inseriti attivamente nel cammino della Società
e della Chiesa italiana, sia nella vita personale che in quella comunitaria.

a nome del CN (Art. 13 c.3, Statuto)

Composizione assemblea delegati
Regione
Delegati Delegati TOTALE

comunità di diritto
ABRUZZO
8 3 11
4 3 7
BASILICATA
16 4 20
CALABRIA
CAMPANIA
28 3 31
EMILIA-ROMAGNA 44 3 47
2
12
FRIULI VENEZIA GIULIA 10
LAZIO
33 6 39
LIGURIA
17 3 20
LOMBARDIA
31 3 34
MARCHE
13 2 15
3 2 5
MOLISE
PIEMONTE
19 4 23
24 4 28
PUGLIA
SARDEGNA
9 3 12
SICILIA
31 3 34
TOSCANA
12 3 15
TRENTINO A.A.
8
2
10
UMBRIA
7 3 10
VALLE D’AOSTA
3
2
5
VENETO
65 5 70

“Camminanti…
non erranti”
Fare strada in famiglia,
strada nel creato, strada nella città.
Camminare facendo strada:
camminanti, non erranti,
e non quieti …”
(Papa Francesco 08 Novembre 2014 – Udienza Masci)

INDICE
1. Introduzione
2. L’uomo di oggi nella societa’ e nella chiesa
3. Il nostro movimento nella societa’ e nella chiesa
4. Gli eventi che hanno contraddistinto il triennio
5. Le relazioni
A. Le relazioni con gli organi con gli organismi esterni:
• Relazioni con lo scautismo giovanile e adulto
• Relazioni sociali e con le altri reti cattoliche
• Relazioni con la vita della Chiesa
B. Le relazioni con gli organismi interni del movimento.
• La struttura organizzativa
• Consiglio Nazionale
• Comitato Esecutivo
• Comunità e Regioni
6. Dalle linee programmatiche all’indirizzo di
programma
• Verifica del triennio per area tematica
• Considerazioni sulla nuova progettualità
• L’indirizzo di programma
7. Formazione - comunicazione – sviluppo, ambiti
trasversali e strategici
• Formazione
• Comunicazione
• Sviluppo
• Altre Funzioni Operative: Economia Finanza – Sede –
Rivista – Cooperativa Strade Aperte
8. Sintesi conclusiva
• Sintesi Finale
• Conclusioni

Il costante riferimento al “cammino” e alla “strada”, oltre che
ricondurci al metodo, è esperienza reale che, anche in questo
triennio, è stata vissuta da adulti capaci di scelte ed impegni.
Come ci ha sollecitato Papa Francesco nell’udienza dell’8 novembre 2014, il nostro fare strada sia: “in famiglia, nel creato,
nella città. Camminare facendo strada: camminanti, non erranti, e non quieti! … Con speranza nel futuro”.
Ed è stata volontà del Consiglio Nazionale recuperare questa
citazione del Santo Padre. “Camminanti non erranti”, per farla diventare sia lo slogan dell’Assemblea di Assisi, sia l’orientamento per i lavori dell’indirizzo programmatico 2016-2019,
che si pone in continuità con il tema “al Cambio di Passo”, che
ha guidato le linee programmatiche del triennio 2013- 2016,
oggetto di verifica della presente relazione.
“Camminanti non erranti” significa camminare secondo una
progettualità che dia risposte di senso, e che delinei ed indichi,
nel contempo, con chiarezza la meta. Consapevoli che i nostri
obiettivi devono avere come riferimenti imprescindibili la Legge, la Promessa e il Patto Comunitario.
Nel suo ultimo messaggio B.-P. scrive: “Credo che il Signore ci
abbia messo in questo mondo meraviglioso per essere felici e godere la vita. La felicità non dipende dalle ricchezze né dal successo, nella carriera, né dal cedere alle nostre voglie. .... Ma il vero
modo di essere felici è quello di procurare la felicità agli altri.”
La felicità, come intesa da B.-P., è il senso del nostro vivere. La
felicità è la consapevolezza di vivere e crescere insieme a chi
cammina nel nostro tempo e nella nostra terra.

2. L’uomo di oggi nella società
e nella chiesa
Il miracolo economico vissuto dal nostro Paese nel secondo
dopoguerra ha permesso decenni di crescita su piano delle retribuzioni, dei consumi e in generale del nostro tenore di vita,
contribuendo alla percezione di un benessere diffuso, destinato a crescere, a non avere limiti.
Poi, sin dall’inizio degli anni Novanta, l’imposizione di politiche fiscali di austerità, l’apertura di ogni mercato alla speculazione finanziaria, figlia di scelte ideologiche marcatamente
iperliberiste, hanno gettato le basi della crisi che ci attanaglia.
Da alcuni anni i consumi e l’ occupazione si sono notevolmente ridotti, mentre la protezione assicurata dallo Stato sociale
recede a livelli minimi: la ricerca del benessere, sogno delle ge-

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4

nerazioni che ci hanno preceduto, è diventata un incubo.
L’ultimo decennio ha sconvolto i dogmi di un ordine economico che credevamo valido per sempre. I figli sono destinati
ad essere più poveri dei genitori, ciò non era mai accaduto dal
dopoguerra. La quasi totalità delle famiglie oggi ha redditi inferiori rispetto alle generazioni precedenti. Anche le fasce più
anziane della nostra popolazione si trovano spesso in situazioni di forte indigenza che rendono ancora più precario il loro
stato di vita.
La grande crisi economica del nuovo millennio svela la profonda e devastante crisi di valori e di civiltà che aveva già frantumato le certezze della società occidentale. Divenuto soggettivo
ogni valore, lo smarrimento dei punti di riferimento sociali trasforma l’utile economico nell’unico metro di giudizio della vita
e delle relazioni interpersonali: la felicità individuale è strettamente legata al proprio stato di benessere e la stessa persona
umana viene valutata secondo le logiche dello scambio.
In questo contesto, l’impoverimento delle classi medie genera un sentimento diffuso di disagio sociale, che alimenta a sua
volta i nuovi populismi, pronti a prendere il sopravvento sulla
politica moderata e dialogante. Assistiamo ovunque al diffondersi di sentimenti quali la xenofobia ed il nazionalismo esasperato che rischiano di far regredire i rapporti tra le comunità
e gli Stati.
La caduta dei miti del progresso economico illimitato scopre
voragini interiori: riprendendo la nota terminologia usata da
Erich Fromm per descrivere la società dei consumi, “è la mancanza dell’ avere che mostra la povertà dell’essere”. Se il mantenimento del reddito diviene l’ orizzonte ultimo dell’ esistenza,
la recessione economica (tanto globale quanto individuale)
conduce all’ egoismo cieco, alla sfiducia, alla paura, allo smarrimento e trasforma i rapporti sociali in un’arena in cui tutti
sono in lotta contro tutti.
La globalizzazione per se stessa non è un evento negativo: offre
nuove opportunità ai popoli e alle persone se governata nel segno di uno sviluppo più equo e diffuso.
Al tempo stesso, lo sguardo al mondo ci consegna una catena
interminabile di stragi: orrori che si ripetono, guerre che continuano, violenze che non si fermano. S’innalzano nuovi muri,
materiali e ideologici, di fronte ai drammi ignorati di persone
sfruttate, respinte, uccise. Tali conflitti e persecuzioni costituiscono le cause maggiori delle migrazioni di massa dall’Africa e dal Medio Oriente, che nell’ultimo quinquennio hanno
conosciuto un’ accelerazione notevole dopo il fallimento delle
“primavere arabe”.
Si pensi, in primo luogo, al conflitto siriano, deflagrato nei primi mesi del 2011, che ha già prodotto 11 milioni e 600 mila
sfollati interni e rifugiati. Negli ultimi 5 anni sono stati ben 15 i
conflitti scoppiati o riattivati tra Africa (8), Medio Oriente (3),
Europa (1) e Asia (3). Tale realtà, complessa e dinamica, non
può essere risolta solo con soluzioni temporanee, come misure
repressive e di controllo, che non incidono sulle ragioni delle
migrazioni: quando interi territori sono devastati da guerre,

SPECIALE ASSEMBLEA 2016

desertificazioni, inondazioni, espropriazioni terriere di massa,
non si aspira ad altro che alla mera sopravvivenza.
Chi parte abbandona aree devastate da conflitti e guerre intestine, dove i bambini vengono reclutati forzatamente in corpi
militari, la libertà di espressione, associazione e assemblea è repressa, vengono praticate violenze nei confronti delle donne e
torture indiscriminate che la legge locale non sanziona. Non si
fugge in cerca di una vita migliore, ma soltanto per conservare
la propria vita.
Una parte notevole della popolazione occidentale, tuttavia, riesce a vedere in questo fenomeno migratorio nient’altro che una
minaccia alla stabilità del proprio tenore di vita, minato invece
da tutt’ altre cause: è proprio la crescente incertezza economica
a fermentare sentimenti di rabbia nei confronti dello straniero,
che si scatenano talvolta con una ferocia verbale e anche fisica
davvero disarmante.
Le grandi migrazioni, pur nella complessità del fenomeno e
delle difficoltà che portano, divengono un’ occasione di rigenerazione per le nostre società occidentali: le persone che s’
inseriscono nei nostri paesi per le loro caratteristiche, la loro
forza giovanile e le loro capacità possono fornire nuova linfa
per il nostro “vecchio mondo”.
Da ultimo, non possiamo non ricordare che l’ Italia viene da
un’ estate difficile. A soli quattro anni dalla devastazione emiliana, piangiamo nuovamente distruzione e morte a causa di
un terremoto. Il sisma che ha colpito il Centro Italia (in particolare i comuni al confine fra Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria) ha portato con sé quasi trecento vite, oltre che provocato
danni ingentissimi.
Quasi come un paradosso, però, nel quadro generalizzato di
egoismo appena delineato, questo dramma viene percepito
come nazionale e collettivo, consentendoci così di recuperare
la nostra umanità mediante la presenza e l’ accompagnamento
del Paese intero, che esprime solidarietà, attenzione e voglia di
ricostruire insieme.
A fronte della situazione descritta, circa gli attentati, le guerre,
i fenomeni migratori, anche noi cattolici e scout, rischiamo di
lasciarci pervadere da sentimenti di inadeguatezza, smarrimento e di paura.
È vero, in fondo, che ci troviamo dentro ad una terza guerra
mondiale combattuta a pezzi, come più volte ha sottolineato
il Santo Padre: non è combattuta da eserciti, né in campi di
battaglia, ma si avventa su vittime innocenti in luoghi casuali.
Dopo ogni tragedia, dentro di noi si fa strada la domanda inquietante: cosa accadrà domani? Dove accadrà? Scrive Tonino
Cantelmi: “Siamo entrati nel tunnel del pensiero catastrofista e
la rinuncia all’ identità, alla stabilità, alla progettualità ha creato
la premessa.
Possiamo quindi uscire dalla paura ricominciando dalla valorizzazione della persona, prendendosene cura, tornando a
puntare sulla vita, sul lavoro in comunità e sulla costruzione
delle relazioni.

L’ attenzione alla persona, quale essa è nella sua originalità,
permette di riscoprire la fragilità che le è connaturata. La riscoperta della fragilità apre la strada alle domande di senso,
eclissate dagli idoli del benessere e del consumo: il tempo della
crisi diventa, allora, tempo di riflessione, di opportunità e di
rinascita.
In quest’ ottica si pone la missione dei cattolici nella Chiesa.
Svuotata degli inutili fasti dell’ istituzione mondana, centro di
potere e di ricchezza, quale talvolta è apparsa nel corso della
sua storia, la Chiesa si identifica nel Popolo di Dio, come la definisce il Concilio Vaticano II, e “opera nel mondo come Corpo
Mistico, in cui tutti siamo uniti a Cristo e salvati in lui per mezzo
della fede”.
La Chiesa guarda all’ uomo, ma non è dell’ uomo; ne accoglie
“le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono” poiché esse sono anche “le
gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e
nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore”(GS, 1). Essa scruta i segni dei tempi e li interpreta alla luce
del Vangelo (GS, 4): non si abbandona allo spirito del mondo,
ma al tempo stesso nessuno esclude e condanna, proponendo a
tutti l’ eterna verità e la continua novità del Vangelo.
In un mondo dilaniato dai conflitti e diviso dalle disuguaglianze, oggi la Chiesa è chiamata in particolare a mostrare il volto misericordioso di Dio, facendosi prossima agli ultimi, agli
emarginati, ai dimenticati, quale “ospedale da campo”, secondo
la metafora proposta da Papa Francesco.
È, dunque, nostro compito, quali adulti scout cattolici, inseriti nella comunità ecclesiale, mostrare al mondo rinchiuso
nell’ egoismo e nell’indifferenza i segni concreti della speranza
evangelica mediante l’ incontro con i fratelli, considerati puramente e semplicemente nella loro dignità di persone e figli di
Dio.

3. Il nostro movimento
nella societa’ e nella chiesa
Il MASCI, proposta di valori e di senso (fede cristiana, Legge e
Promessa scout), Movimento capace di custodire la memoria
e di valorizzare l’ esperienza, insieme di Comunità fondate sul
servizio e sulla gratuità, è un luogo privilegiato per la nascita di
progetti etici, civili, politici.
Il MASCI, è sensibile alle emergenze del nostro tempo: nelle
piccole come nelle grandi situazioni il quotidiano è vissuto da
ognuno con attenzione all’ Uomo, ai suoi bisogni e alle sue
esigenze. I molteplici servizi che sotto forme diverse si vivono, oltre a rafforzare chi li compie danno la dimensione di un
Movimento capace di calarsi nella realtà per vivere appieno “il
tempo che ci è dato”.
Il MASCI è formato da persone che hanno imparato la difficile arte del discernimento vivendo in comunità, questo aiuta
non solo ad uscire dalle paure, ma soprattutto a dare ancora
speranza al mondo che ci circonda, diventando “esseri che contagiano”. Non è una forma di presunzione se diciamo che IL

MONDO HA BISOGNO DELLA NOSTRA SPERANZA!
Il triennio che si sta concludendo, come i precedenti è stato
ricco di opportunità messe a disposizione di tutti nelle “Isole
dell’ Arcipelago” e negli altri eventi che provengono dalle realtà locali, che sono una vera occasione di crescita individuale e
comunitaria.
Parlando del nostro Movimento nella società e nella Chiesa è
doveroso fare un cenno alle “tentazioni”, sapendo peraltro quali sono i limiti e le dinamiche che caratterizzano le relazioni tra
adulti; né l’ associazionismo cattolico, né il nostro Movimento
ne sono esenti.
E quindi le tentazioni da evitare diventano:
1. La tentazione della competizione. Spesso si respira anche
nelle nostre comunità, proprio nei confronti di altre realtà
cattoliche e pastorali presenti nei territori, comportamenti
in antitesi al “fare rete” sul quale il Movimento a livello nazionale ha puntato fortemente in questo triennio;
2. La tentazione della divisione. A volte le nostre azioni di sviluppo non nascono da qualcosa di nuovo da offrire alla Società e alla Chiesa nella bellissima proposta dello scautismo,
ma da divisioni in cui il primato “della ragione propria” crea
solchi incolmabili;
3. La tentazione che il nostro impegno non sia un’autentica
esperienza di strada, di comunità, di servizio, ma un luogo
dove rifugiarsi per un’ autorealizzazione o peggio ancora
per esercitare forme di “potere”;
4. La tentazione all’ autoreferenzialità: persone e comunità
che, invece di giocarsi la carta dell’ apertura investono le
proprie energie per guardare solo a se stessi isolandosi dal
resto che li circonda.
5. La tentazione dell’ eccesso di autostima che a volte porta a
non farci partecipi delle difficoltà del quotidiano, sminuendo l’ altro.
6. La tentazione dell’abitudinarietà, nemica della fantasia che
da sempre appartiene allo scautismo, che ci lascia statici e
immobili.
Tentazioni e sfide vanno superate cercando di dare a noi stessi, alle nostre Comunità, alle nostre Regioni, al nostro Paese, il
MEGLIO DEL MEGLIO: ossia riuscire a canalizzare ciò che di
positivo riusciamo ad esprimere, per essere testimoni visibili
nella società e nella Chiesa.
Ci sostiene l’idea che un Movimento capace di progetti, di
confronto, di vita comunitaria e che ha la capacità di superare
differenze, vecchie contrapposizioni e pregiudizi, sia in grado
sempre di realizzare un gioco a somma positiva, con le altre
realtà associative ed istituzionali. Tutti i nostri eventi nazionali
sono andati in questa direzione.

4. Gli eventi che hanno contraddistinto il
triennio e alcune iniziative rilevanti
In questo triennio, nella realizzazione delle linee programmatiche, ci siamo trovati a vivere eventi importanti, vere e proprie
sfide dal punto di vista organizzativo, che resteranno impressi

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SPECIALE ASSEMBLEA 2016

SPECIALE ASSEMBLEA 2016

indelebilmente nella storia del nostro Movimento, in termini
di qualità d’incontro, di contenuti espressi, e non ultimo per le
emozioni che ci hanno regalato.

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spendere il percorso di rivisitazione dello Statuto, dando mandato alla Presidente di non convocare l’Assemblea Straordinaria per la modifica dello stesso.
La commissione statuto, a questo scopo istituita, ha tentato di
armonizzare, le richieste di modifica e le osservazioni pervenute, la cui sintesi è stata raccolta in due articolati conservati
presso la sede nazionale.

Sacrofano ed il nostro sessantesimo
La sfida del 60°, preparato e vissuto in tutte le Regioni d’Italia,
ha avuto il suo culmine a Sacrofano con 1.100 adulti scout.
Tre grandi tavole rotonde con i nostri ex Presidenti, ex Segretari, con i politici, con i Presidenti di altre associazioni1 che hanno caratterizzato l’evento.
Nell’idea del Consiglio Nazionale, c’era il grande desiderio di
farci conoscere, di metterci operativamente in rete con altre realtà, per potenziare il nostro impegno di collaborazione a servizio del bene comune. 2

Il mandato era quello di partire da quanto le Comunità per
tramite delle Regioni, avevano da segnalare in base a criticità
oggettive e, riscontrata la necessità di modifica, cercare di adeguare, con la dovuta attenzione, questo strumento alle nuove
esigenze.
Tale gruppo di lavoro si è trovato a mettere insieme idee che
esprimevano visioni diverse di Movimento e, in talune circostanze, anche molto contraddittorie tra di loro. All’unanimità
ci si è resi conto che i tempi non erano ancora maturi per portare in assemblea proposte che non sarebbero state pienamente
comprese e condivise dal Movimento.
Inoltre si è constatato che le Comunità non hanno contribuito
con grande interesse e partecipazione a supportare il percorso
in atto.

Udienza del Santo Padre
Come dimenticare l’udienza del Santo Padre: 7.200 persone
presenti in Sala, con l’esperta conduzione di Piero Badaloni e
la preziosa presenza di padre Federico Lombardi. Riteniamo
che questo sia stato un momento di grazia per il nostro Movimento; per la prima volta nella sua storia tutto il Masci è stato
ricevuto in udienza privata dal Santo Padre.
Semplici ma profetiche le parole di Papa Francesco che ci sollecitava a fare “strada in famiglia, strada nel creato, strada nella
città. Camminare facendo strada: camminanti, non erranti, e
non quieti ..
La “strada”, termine molto caro allo scautismo, ci può condurre in realtà nuove, farci incontrare persone e culture diverse;
il fare strada per noi scout è di fatto un invito ad uscire dalla
limitatezza del proprio punto di vista per aprirci alla ricchezza
dell’umano, coniugando le diversità.

L’Agorà l’educazione
Il percorso che ci ha portati a Caserta è maturato e cresciuto
nel tempo, forte delle esperienze di Alghero, Salerno, Bardonecchia e Sacrofano.
Una piazza, quella dell’Agorà, che ha visto la presenza di 560
adulti scout, relatori altamente qualificati3 e la partecipazione
di testimoni quali don Maurizio Patriciello e la vedova Liguori
che hanno arricchito tutti per la loro umanità e sensibilità.

1. Azione Cattolica, Cittadinanzattiva, Focsiv, Sant’Egidio, Unitalsi
2. I tavoli a Sacrofano sono stati coordinati da persone quali Marco Tarquinio
e Toni Mira, e con la presenza della Ministra della Difesa Roberta Pinotti, del
Senatore Roberto Cociancich, ed il Sindaco di Perugia Andrea Romizi
3. Prof. Savagnone, Prof. Becchetti, Prof.ssa Lazzaretto, Padre Del Riccio coordinati dal Prof. Enzo Romeo, nonché Prof.sa Chiara D’Alessio.

A rafforzare tale scelta è stato pure il ritiro da parte di tre regioni delle proposte di modifica, precedentemente già presentate
alla sede nazionale.
Si è infine compreso che il Movimento ha bisogno di norme
semplici, capaci di regolare la vita di una realtà di volontariato
come la nostra in coerenza col PATTO COMUNITARIO.
L’evento ha concretamente coinvolto una ventina4 di realtà aggregate sul tema dell’educazione che hanno contribuito a gestire i gruppi di lavoro.
Enrico Capo già Segretario Nazionale, persona che fin dall’inizio ha raccolto la sfida “dell’educazione permanente” quale Via
Maestra anche per il nostro Movimento, ci ha fatto il dono di
presenziare all’Agorà e dopo questo evento ha dichiarato: “Non
penso di essere particolarmente bigotto né visionario, ma in pochi momenti della mia vita ho avuto l’impressione che lo Spirito
soffiasse sull’accadimento a cui stavo partecipando. E’ quello che
mi è capitato a Caserta, quando 560 adulti scout del MASCI gioiosamente insieme, un passo alla volta, hanno partecipato all’Agorà dell’Educazione. Si respirava un’atmosfera di complicità e
di connivenza, che ben conoscevo fin dai primi incontri del MASCI negli anni passati …”
Questa atmosfera è frutto di un cammino che l’intero Movimento ha compiuto in questi 60 anni insieme; raccogliamo
i frutti di ciò che altri hanno seminato, e di questo dobbiamo
essere grati a chi ci ha preceduto, ma contemporaneamente siamo pronti ad aprirci a nuove frontiere e a nuove sfide.
Riteniamo che l’Agorà sia stato una tappa fondamentale nella

4. AGESCI, CNGEI, FSE, ICCG.CIG.EUROPE, FOCOLARI, CISL,
LIBERA, ADR Docenti di religione, CAVALIERI DI SAN GIORGIO, S.
EGIDIO, AZIONE CATTOLICA, FUCI, RINNOVAMENTO DELLO
SPIRITO, ACLI, UCIM, COONF.COOPERATIVE, ICRA, CL.

storia del nostro Movimento per avere fatto emergere, in modo
diversificato, le esigenze degli adulti scout di oggi. Queste richiedono riflessione e approfondimento, la ricerca di risposte
quanto più condivise, che indirizzino il camino futuro del Movimento. Il Consiglio Nazionale ha identificato tre “cornici”
che possono aiutare a definire meglio lo specifico dell’educazione degli adulti: La cornice antropologica - La cornice relazionale - La cornice metodologica, sulla base delle quali sarà
definito l’indirizzo di programma 2016-2019.

Centenario dello scautismo cattolico
Il 2016 è stato caratterizzato dalle celebrazioni riguardanti il
centenario della nascita dello scautismo cattolico. A livello nazionale il MASCI ha aderito all’evento svoltosi a Genova il 28
Maggio, promosso dal Centro Studi Mario Mazza. Molte altre
iniziative diffuse sul territorio sono state realizzate con la fattiva
partecipazione del Masci.
Il giorno 23 Aprile, a San Giorgio al Velabro, nel corso della
celebrazione presieduta dal Card. Ravasi, c’è stato il rinnovo
della Promessa di noi adulti scout unitamente alle associazioni
giovanili.

Il percorso sullo Statuto
Dopo un’attenta analisi, il Consiglio Nazionale ha deciso di so-

5. Le relazioni
“L’educazione non finisce mai!” (Robert Baden-Powell); questo concetto dà senso all’oggi e dà senso ad ogni stagione della
vita, come più volte ribadito anche all’Agorà dell’Educazione.
Auto-educarsi significa incontrarsi, conoscersi, confrontarsi,
parlarsi, capirsi, mettendo al centro la relazione umana e condividendo le esperienze più ricche.
Ma “la relazione” e le “reti in relazione” sono processi che mai si
esauriscono e che devono appartenere ad uno “stile”, ovvero ad
un modo di essere. Le nostre esperienze (anche professionali)
ci hanno insegnato che non potrà mai esserci nessuna organizzazione degna di questo nome se le persone non comunicano
tra loro. La persona è “essere con”, è desiderio di relazione, perciò il “tra noi” diventa la piena maturazione di ogni “io”.
Sollecitati da questo “sentiment” e rispondendo ad un impegno
assembleare, Presidenza e Segreteria si sono messi a disposizione del Movimento, per partecipare ai tantissimi incontri,
alle tante assemblee, alle inaugurazioni, ai “festeggiamenti del
sessantesimo” ecc.
Questo ci ha fatto conoscere meglio il Movimento, ha accorciato le distanze tra i livelli della nostra struttura, e ci ha permesso
di assaporare la bellezza dello scautismo adulto con le sue mille
declinazioni, con i tanti e significativi servizi, nei diversi cam-

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SPECIALE ASSEMBLEA 2016

mini metodologici e spirituali, nei più variegati percorsi progettuali, educativi e culturali.

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Da sempre camminiamo a fianco ad altri processi di crescita,
e dobbiamo rispettare e riconoscere i tempi e le modalità proprie di altri gruppi aggregati, di comunità ecclesiali, di realtà di
volontariato, di cooperazione, e di altre associazioni. Solo così
ci si apre ad una “convivialità delle differenze”, perché si faccia
progetto sociale e si dia significato a progetti in rete.

A. Le relazioni con le realtà esterne
Relazioni con lo scautismo giovanile e adulto
L’esperienza dello scautismo adulto per sua natura non può essere scollegata dalla proposta educativa giovanile, in quanto ci
uniscono comuni radici, gli stessi valori, una comune missione:
“Lasciare un mondo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato”.
Sulla base costruita nel passato, è continuata anche in questo
triennio la relazione con i nostri “fratelli” dello scautismo giovanile; questo rapporto si è maggiormente consolidato anche grazie ad una serie di circostanze legate agli avvenimenti “speciali”
che hanno caratterizzato questo tempo.
I contatti e le collaborazioni più frequenti sono state in modo
particolare con l’AGESCI, che è l’associazione di maggior riferimento, sia per il livello numerico che vede una diffusione
più capillare sul territorio nazionale e che maggiormente può
intrecciarsi con le attività delle nostre comunità, sia perché l’AGESCI risulta essere l’associazione dalla quale provengono la
maggior parte dei nostri censiti.5
Positivi sono stati i rapporti di amicizia e d’incontro anche con
le altre associazioni FSE – CNGEI – ASSORAIDER.
Per una maggior efficacia nei rapporti tra il MASCI e le ASSOCIAZIONI giovanili sarà utile un più proficuo collegamento tra
i livelli centrali e quelli periferici, anche per una migliore affermazione della nostra proposta verso l’esterno.
Significativo l’incontro avvenuto con tutte le Presidenze AGESCI - FSE – CNGEI – ASSORAIDER al Consiglio Nazionale di
Settembre 2015, finalizzato ad una maggior conoscenza delle

5. Con l’AGESCI ricordiamo:
- Le presenze per intervento alle Assemblee del MASCI e ai Consigli Generali AGESCI;
- La presenza agli eventi legati al sessantesimo del MASCI a Sacrofano, ma
anche in altre occasioni a tutti i livelli;
- La bellissima condivisione alle Udienze Papali in occasione dei nostri
rispettivi anniversari;
- Il coinvolgimento del MASCI nei laboratori di San Rossore;
- La partecipazione insieme nella trasmissione “A SUA IMMAGINE” su
RAI UNO;
- L’adesione congiunta sui temi dell’immigrazione e dell’integrazione (l’Appello dell’AGESCI - la Petizione MASCI)
- Il dialogo diretto e costruttivo con alcuni settori (FB e INTERNAZIONALE) che hanno partecipato ai nostri Consigli Nazionali.
- Gli incontri tra Presidenze per confrontarci su iniziative comuni, sulla
partecipazione alle Reti e ad altre iniziative di carattere Nazionale;

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rispettive realtà e strutture associative.
Momenti di vicinanza e di emozione sono stati vissuti con le
realtà di matrice cattolica in occasione degli avvenimenti legati
al Centenario dello Scautismo Cattolico.
Siamo consapevoli che ci sono tante realtà, gruppi, fondazioni,
centri studi, riviste, che fanno riferimento allo scautismo , e con
alcune di queste si è cercato di costruire momenti d’incontro.6
Tutte queste sono esperienze di scautismo adulto alle quali più
volte abbiamo prospettato, ognuno nel proprio specifico, una
più stretta relazione in un percorso comune.
Auspichiamo sempre che tutte le organizzazioni di adulti scout
che hanno fatto dello scautismo il loro stile di vita, siano disponibili a dar vita ad una Federazione Italiana Adulti Scout
(F.I.A.S.), e in questo senso ci sarà da lavorare nei prossimi anni.
Relazioni sociali e con le altre reti cattoliche
In questo triennio la Presidenza del MASCI è entrata nell’esecutivo di RETINOPERA; si tratta di un coordinamento al quale
fanno capo diciannove associazioni di matrice cattolica, ed il
MASCI, perseverando nella “cultura” della RETE, e offrendo la
sua disponibilità si è ritrovato nell’esecutivo con le cinque associazioni di primaria importanza nazionale.
RETINOPERA promuove la collaborazione tra le associazioni
che vi aderiscono, per dare concretezza ai principi ed ai contenuti della dottrina sociale della Chiesa (DSC).
Per realizzare tali finalità delinea e propone itinerari di formazione socio-culturali orientati al progresso della società italiana.
Il percorso di questo triennio è stato caratterizzato dal tema
“LA CULTURA DELL’INCONTRO” per dare un contributo
a combattere la cultura dello scarto che si sta purtroppo diffondendo nella società italiana. Cultura dell’incontro è la traccia
fondamentale che ha orientato il lavoro delle nostre associazioni nell’attuale momento politico, sociale ed economico.7
Il MASCI a questi eventi ha sempre garantito una presenza
significativa, con Presidenza e Segreteria, e grazie anche alla
regione Lazio. Il coordinatore della Rete Franco Miano è stato
invitato per un resoconto delle attività ad un nostro Consiglio
Nazionale, in cui ha espresso nei confronti del nostro Movimento, amicizia, affetto e stima.
Riteniamo che sia fondamentale perseverare in questo cammino che a sua volta ci ha aperto ad ulteriori ed importanti collaborazioni come quella con la FOCSIV, che ha aderito alla nostra

6. Precisamente con il Centro Studi Mario Mazza, il Centro Studi Baden-Powell, con la Compagnia di San Giorgio, con l’Associazione Tracce,
con la Fondazione Baden, con l’Associazione di B-P Park e la rete delle Basi
Scout.
7. Le articolazioni al tema con i rispettivi incontri sono state:
1. La responsabilità sociale dell’impresa/ Il lavoro / Il welfare / Il territorio
2. L’ambiente / La salvaguardia del creato / L’ecologia umana
3. I migranti / Le persone e gli scenari internazionali
4. I corpi intermedi / La corruzione / La cultura del bene comune / La giustizia sociale

Petizione sull’Immigrazione e che ha sollecitato il MASCI nel
triennio 2014-2015- 2016 ad essere di SUPPORTO A CAMPAGNE EDUCATIVE, ECOLOGICHE, AMBIENTALI,
AIUTI A RIFUGIATI E MIGRANTI, FINANZA GIUSTA.8
Abbiamo partecipato ogni anno alla Marcia della Pace Perugia-Assisi, grazie anche al coordinamento della neo costituita
PATTUGLIA PACE, che ha tra i vari obiettivi anche quello di
raccogliere e mettere in rete le tante iniziative a livello regionale
sui temi della Pace.
Relazioni con la vita della Chiesa
La nostra forza di essere Chiesa sta nel fatto che le nostre comunità e i singoli Adulti Scout sono pienamente inseriti nelle
comunità ecclesiali locali.
Papa Francesco, nell’udienza dell’8 novembre, ci sollecitava
come comunità e come adulti scout: “a testimoniare il Vangelo
secondo lo stile scout nella Chiesa e nella società per sottolineare la dimensione della vostra realtà associativa, che raccoglie
laici ben consapevoli degli impegni derivanti dai sacramenti
del Battesimo e della Cresima”.
Con questa coscienza e con questa responsabilità riportiamo
gli avvenimenti significativi che hanno caratterizzato a livello
nazionale la nostra appartenenza a Cristo e alla Chiesa.
1. NOMINA DEL NUOVO ASSISTENTE:
P. Francesco Compagnoni OP, dopo aver servito con dedizione e generosità per sei anni il Movimento è stato sostituito nel
2014 da Mons. Guido Lucchiari (Diocesi di Adria- Rovigo).
Da quel momento don Guido si è inserito nella vita del nostro
Movimento rendendosi disponibile a seguirci pastoralmente
in ogni momento a partire dalle strutture di servizio a livello
nazionale.

8. Elenchiamo quelle più significative ben coordinate dal nostro rappresentante presso FOCSIV Mario Bertagnolio:
- EMERGENZA CRISTIANI IN KURDISTAN
Partecipazione a campagna di supporto e raccolta fondi per rifugiati
e sfollati da Siria ed Iraq. Capofila iniziativa Focsiv ,Caritas, Avvenire ed
altre associazioni cattoliche.
- UNA SOLA FAMIGLIA UMANA, CIBO PER TUTTI: E’ COMPITO
NOSTRO
Partecipazione alla campagna nazionale di educazione ecologica ,ambientale e di finanza giusta.
- COP 21
Partecipazione a varie iniziative di pressione per una conclusione risolutiva della Conferenza Internazionale di Parigi sul contenimento della crescita di temperatura media nel mondo.
- CAMPAGNA TTF
Iniziativa nazionale sostenuta anche dal Masci per l’introduzione di una
tassa europea sulle transazioni finanziarie(0,05%),al fine di combattere la
Finanza fuori controllo e le disuguaglianze crescenti da essa causate, recuperando fondi per il welfare europeo e l’aiuto ai paesi poveri del sud del
mondo.
- TUTTI I CAMMINI PORTANO A ROMA
Cinque cammini porteranno a Roma nel periodo 8-12 ottobre pellegrini
in marcia attraverso il Lazio.
- MINERALI E CONFLITTI
Supporto Masci a campagna internazionale contro lo sfruttamento di
bambini e ragazzi impegnati nelle miniere del Congo per l’estrazione illegale di prodotti destinati all’industria elettronica mondiale(Coltan).

2. CONVEGNO ECCLESIALE NAZIONALE DI FIRENZE :
IN GESU’ CRISTO UN NUOVO UMANESIMO
Ci siamo uniti al cammino di preparazione della Chiesa Italiana al V Convegno Ecclesiale di Firenze, novembre 2015, dal
tema: “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”, cui ha partecipato
il nostro Assistente Nazionale. Riguardo agli obiettivi del convegno, il Consiglio Nazionale ha redatto un documento, sintesi
rispettosa e ragionata dei contributi delle Comunità, la cui elaborazione è stata possibile grazie al prezioso lavoro del gruppo
CUORE/CREATO.
3. VEGLIA DI PREGHIERA IN APERTURA AL SINODO
ORDINARIO SULLA FAMIGLIA
Giovedì 25 giugno 2015 Presidente e Assistente si sono recati
presso la CEI, in quanto Mons. Nunzio Galantino, Segretario
Generale, aveva convocato i Presidenti ed i Responsabili di tutte le realtà cattoliche sul tema della Famiglia.
Sollecitati da questo richiamo, noi Adulti Scout del MASCI
“Famiglia di Famiglie”, abbiamo aderito alla veglia di preghiera,
voluta e presieduta da Papa Francesco, in apertura del Sinodo
Ordinario sulla Famiglia sabato 3 ottobre 2015, per sostenere,
con la preghiera i padri sinodali, e perché i lavori fossero illuminati dallo Spirito.
4. PARTECIPAZIONE AGLI INCONTRI CON IL CNAL
Da tantissimi anni partecipiamo alla Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali, grazie alla preziosa collaborazione di
Giorgio Aresti. Questa presenza rimane però sterile se non diventa presenza nell’ambito delle consulte diocesane e regionali
nel trasmettere le istanze alla consulta nazionale, e questo invito è stato recepito solo da alcune regioni.
Inoltre assieme all’Assistente Nazionale abbiamo partecipato su iniziativa dell’Azione Cattolica ed insieme alle altre aggregazioni laicali - alla formazione dei sussidi di preghiera personale,
che annualmente vengono inviati alle comunità.
5. COPERCOM E SIR
Giovanni Morello, direttore della rivista, ha sempre partecipato
in qualità di delegato agli incontri con Copercom, il coordinamento delle associazioni per la comunicazione, e mantenuto
i contatti con SIR il servizio d’informazione religiosa. Questa
presenza, supportata da puntuale comunicazione e comunicati
stampa, ha fatto si che a tutti gli eventi sia stato dato ampio
risalto all’interno del mondo cattolico.

Incontri annuali per assistenti ecclesiastici del
masci

In questo triennio è stato avviato un percorso di confronto
con gli assistenti ecclesiastici, che si è realizzato in tre incontri, (2014-2015-2016). Incontri che dovevano aiutarci a capire
“come e quanto” gli Assistenti sono coinvolti all’interno della
progettualità delle nostre regioni e comunità. Gli incontri vanno comunque promossi maggiormente nella speranza di veder
coinvolti progressivamente gli AE di tutte le regioni.

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B. Le relazioni tra gli organi interni del
movimento.

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La struttura organizzativa
In questo triennio abbiamo sperimentato una modalità nuova
di collaborazione tra Presidente, Segretario, Consiglieri Nazionali, componenti il Comitato Esecutivo, membri delle pattuglie
ed i tanti adulti scout che svolgono un servizio nel Movimento
e per il Movimento. Una modalità che, nella finalità di realizzare quando deliberato dall’Assemblea, ci permettesse una maggior condivisione e coesione.
Il documento “Insieme per costruire” (approvato il 30 novembre 2013 al primo consiglio nazionale del triennio) rappresenta
un nuovo metodo di lavoro. Il documento è basato sui seguenti
capisaldi: il servizio come spirito di fondo, la coerenza ai deliberati assembleari, la collegialità ed il coinvolgimento come
regola di lavoro, la leggerezza ossia dare il giusto peso alle cose,
la concretezza che è l’interdipendenza fra pensiero e azione.
Il percorso non è stato semplice, ma favorito dalla collegialità
e sostenuta dalla volontà, ha dato la forza al Presidente e sostenuto il Segretario nell’andare avanti. I Consiglieri Nazionali
e i componenti il Comitato Esecutivo, sono stati pienamente
coinvolti nei processi decisionali e attuativi della vita del Movimento, in un contesto di responsabilità condivisa.
Il Consiglio Nazionale
Il Consiglio Nazionale si è incontrato undici volte nel triennio,
ed è stato l’ambito nel quale si è cercata una sintesi unitaria,
maturata nel confronto. Con l’approvazione del nuovo regolamento avvenuta il 16-18 maggio 2014, è stata istituita una nuova modalità di lavoro per gruppi con il compito di facilitare e
snellire i lavori del Consiglio Nazionale.
I gruppi di lavoro, coordinati dai 10 Consiglieri Nazionali,
prendendo spunto dalle Linee Programmatiche e dalle mozioni di Bardonecchia, hanno elaborato il programma operativo
per il triennio che è stato approvato nella seduta del CN del
16-18 Maggio 2014.

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Comunità e Regioni
Riteniamo che la nostra riflessione sulla vita del Movimento
debba partire dai livelli previsti dallo Statuto: la comunità – la
regione.

Regione e Nazionale, pur nelle loro specificità ed impegni,
sono livelli a servizio delle COMUNITA’ e la aiutano a far crescere, nella pluralità delle esperienze, il senso di appartenenza
al Movimento.

Nella presentazione che ha accompagnato “l’impegno al servizio di Presidente del Movimento” in questo triennio, si trova
scritto: “le nostre regioni sono come tante perle, belle, preziose,
ognuna diversa dalle altre, uniche, irripetibili, un po’ isolate tra
loro e gelose della loro identità. Con ago e filo il mio impegno
vuole essere quello di farle diventare un’unica, preziosissima collana, realizzando il sogno di un Movimento più coeso e vitale”.
Questo è stato il costante lavoro della Presidenza e della Segreteria, che ha caratterizzato il triennio, senza venir meno all’impegno legato alla realizzazione delle linee programmatiche,
alle uscite legate alle relazioni con le reti, alla responsabilità
inerente alla “legale rappresentanza” del Movimento.

Le partecipazioni agli eventi del triennio e all’Assemblea di Assisi, con più di mille iscritti, sono importanti cartine al tornasole, che esprimono lo spirito di appartenenza al Movimento
nonché le esigenze d’incontro di Comunità e Regioni.

Il contatto con le realtà locali ci ha fatto percepire con maggior
consapevolezza e lucidità che le comunità sono il nostro punto di forza, ma potrebbero diventare anche il nostro punto di
debolezza se non vissute con il costante riferimento ai valori
fondativi (Legge, Promessa, Patto) e ai valori cristiani.
La comunità è un luogo dove si vive un’esperienza educativa
supportata da un metodo (quello scout) che è uno strumento
caratterizzante e non un fine. La comunità è un luogo di comunione e come tale di educazione.

E’ necessario che le Comunità sappiano rinnovarsi sviluppando maggiormente la comunicazione e la collaborazione tra
loro, ma anche con tutto il mondo degli adulti.
Analogamente le Regioni; un passo avanti in questa direzione
si è concretizzato nell’incontro nazionale dei segretari regionali
che si è svolto a fine Giugno 2016.

6. Dalle linee programmatiche all’indirizzo
di programma
L’indirizzo di programma del triennio 2013-2016 è stato introdotto da un documento dal titolo “Camminare al Cambio di
Passo”, che era una riflessione sulla situazione complessa e di
profonde trasformazioni in atto nella società.

Abbiamo tentato, a partire dagli organismi di coordinamento e di guida, di affrontare il futuro con “un cambio di passo”,
cercando di rispondere alle domande che il tempo presente ci
pone con forza e di attualizzare maggiormente i valori della
strada indicati dal nostro “Patto Comunitario” al punto 5.4.
Nell’elaborazione delle Linee Programmatiche approvate
nell’ultima Assemblea, il Consiglio Nazionale si è dato una
nuova e precisa modalità di lavoro (contenuta nel documento
“Insieme per costruire”, ricercando attraverso il lavoro collegiale l’individuazione di un cammino fedele alle scelte ed agli
orientamenti del Movimento, alla luce del tempo presente.
C’è stato un grande sforzo nella costruzione del Programma
Triennale Nazionale per proiettare le Linee Programmatiche
nei vari livelli, compreso quello delle comunità, come primo
tentativo di un Movimento che, pur nell’autonomia dei livelli
stessi, sa trovare una sua identità e sussidiarietà, cercando di
mettersi in relazione.
E’ stato un tentativo perché tutto il Movimento, comprese le
nuove comunità, avessero ben presente l’Indirizzo di Programma nel valore della condivisione, nella chiarezza delle modalità
e nello stile di operare in modo che non vi fossero distanze tra
i diversi “livelli” della nostra struttura, ossia tra la base rappresentata dalle comunità e gli organismi nazionali.

Verifica del triennio per area tematica
Le Linee Programmatiche e le Mozioni assembleari, elaborate nella precedente Assemblea, presentavano i seguenti temi:
SCAUTISMO PER ADULTI, SPIRITUALITÀ E CATECHESI, ENTRA NELLA STORIA, MONDIALITA’ E CUSTODIA
DEL CREATO, FORMAZIONE SVILUPPO, COMUNICAZIONE, VITA DEL MOVIMENTO.
Tali temi sono stati ripartiti in cinque ambiti, uno per ogni
gruppo di lavoro.

Il Comitato Esecutivo
Nel documento “Insieme per costruire” è stata data una
nuova interpretazione di Statuto e Regolamento per la nomina del Comitato Esecutivo. Il Segretario Nazionale nomina i
componenti del Comitato e la nomina è soggetta a ratifica del
Consiglio Nazionale. A nostro parere, dunque, il Consiglio si
esprime sull’atto di nomina del Segretario e non sulle singole
persone, ed è così che la votazione dei componenti il Comitato
Esecutivo è stata globale e palese.

AMBITI DIVISI PER GRUPPI DI LAVORO:
1. Scautismo per adulti / formazione e Sviluppo – Pino Romeo
e Aldo Riggio
2. Imprese e grandi eventi / Statuto, Regolamenti, Bilancio –
Luisa Zanelli e Claudio Bissi
3. Comunicazione (Documentazione), Comunità (Vita del
Movimento) – Lorena Accollettati e Laura Terreni
4. Cuore (famiglia, spiritualità e catechesi) / Creato (ambiente,
nuovi stili di vita) – Liliana Mustaro e Angelo Vavassori
5. Mondialita’ (internazionalità) / Citta’ (politica, servizio)
Francesco Bosticardo e Giuseppe Angelone

Nel triennio due componenti il Comitato Esecutivo si sono
dimessi per sopraggiunti problemi di carattere personale; il Segretario ha provveduto alle sostituzioni sottoponendole a ratifica del Consiglio Nazionale. Il “gioco di squadra” ed il grande
impegno profuso dagli altri, non solo nel loro specifico settore
di competenza, ha permesso che queste sostituzioni, pur rallentando i lavori, non siano state problematiche per la vita del
Movimento.

Scautismo per Adulti e Formazione:
Da un Albo formatori da molto tempo in uso, si è lavorato
affinché fosse approvato un documento che stabilisse i criteri
per la selezione degli adulti scout disponibili a questo tipo di
servizio nel Movimento, per qualificare l’azione formativa si
sono stabiliti i parametri sui quali il Comitato Esecutivo, con
il supporto delle Segreterie Regionali, ha potuto individuare i
formatori.

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SPECIALE ASSEMBLEA 2016

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SPECIALE ASSEMBLEA 2016

L’impegno è continuato per la preparazione dell’Agorà sull’educazione, predisponendo un documento del Consiglio Nazionale strutturato in tre parti e precisamente:
- Il percorso del Movimento verso la comprensione del
tema “l’educazione permanente degli adulti”;
- la situazione attuale e la prospettiva educativa degli adulti;
- dal Convegno alla quotidianità.

Imprese e Grandi Eventi:
Per i grandi eventi - a partire dalla partecipazione ai Laboratori della Route con l’Agesci, per passare poi a Sacrofano con
l’Udienza papale, e poi al successivo Agorà dell’Educazione il gruppo ha contribuito a lavorare unitariamente in sede consiliare dando poi mandato all’Esecutivo per la realizzazione
degli stessi.

L’Agorà, pur con una ridotta pubblicizzazione degli stimoli e dei risultati, è stato un momento “topico” per ribadire la
”mission” primaria e identitaria: il prossimo triennio dovrebbe
assumere il tema dell’educazione/formazione come centrale e
come opportunità di qualificazione e di sviluppo.

Statuto, Regolamenti, Bilancio:
Il gruppo è stato attento alla formulazione dei Bilanci allo scopo di poter proporre al Consiglio Nazionale di mantenere inalterata la quota associativa.

Dagli atti dell’Agorà il Gruppo di lavoro ha provveduto ad
elaborare un documento, approvato dal Consiglio Nazionale,
propedeutico all’avvio nelle regioni del lavoro per l’indirizzo di
programma; nella seconda fase ha recuperato tutti i contributi
al fine di una sintesi, convergente sui contenuti di fondo.
E’ stato inoltre deliberato l’INCONTRO FRA SEGRETARI
REGIONALI, che si è svolto in Lombardia. E’ emersa l’esigenza di recuperare una progettualità che aiuti le comunità a sentirsi parte costitutiva del livello regionale. E’ stata un’esperienza
positiva e da considerare come appuntamento periodico.
Si sono realizzati per Macroarea numerose Isole della Responsabilità, mentre le Isole della Scoperta in modo diversificato
sono state vissute a livello regionale.
Sviluppo:
Il Movimento ha da sempre prestato particolare attenzione a
questo tema considerato importante e vitale per il proprio futuro, tanto da chiedere alle varie strutture di servizio, uno “sviluppo programmatico” e non “estemporaneo” per rendere più
concreta l’azione di sviluppo.
L’impegno del triennio scaturito dagli indirizzi programmatici
può essere così riassunto:
- Formazione Pattuglia Nazionale. La Pattuglia Sviluppo si è
data come obiettivo principale l’individuazione delle modalità per organizzare gli incontri con chi desidera aderire al
Movimento.
- Campo di formazione per “missionari e piloti”
- Verifica della situazione delle regioni riguardo lo sviluppo
- Supporto ed accompagnamento delle comunità nuove
- Coinvolgimento comunità nello sviluppo
- Collegamenti ed incontri con le Associazioni dello scautismo
giovanile, riflessione su dopo partenza e capi a disposizione.
E’ emersa l’esigenza di costituire un’isola di competenza con
il coinvolgimento di tutte le regioni per un progetto che ponga attenzione alla testimonianza delle comunità relativamente al rapporto con lo scautismo giovanile.
Di fondamentale importanza sono state anche le botteghe
territoriali svolte. E’ opinione condivisa che la pattuglia non
venga azzerata totalmente ad ogni triennio, per non perdere le
esperienze maturate.

Stante la disponibilità di risorse provenienti dalla gestione, è
stata fatta una politica di Bilancio in grado di dare più respiro
agli aspetti della formazione, comunicazione e sussistenza; a tal
proposito è stato deciso di costituire un FONDO REGIONI. Il
Consiglio poi ha varato un documento volto a stabilire i criteri
di accesso a tali risorse.
A differenza del bilancio annuale, il “bilancio sociale”, che ha
scadenza triennale è giunto a ratifica del Consiglio Nazionale
a Maggio 2016, ed ha richiesto la costituzione di una apposita
commissione guidata dall’Amministratore.
E’ stata varata la modifica del regolamento del Consiglio Nazionale come conseguenza del documento “camminare insieme e costruire”. Rimane ora la necessità di un allineamento
degli altri regolamenti allo Statuto e al Regolamento Nazionale
con l’attenzione di non riscrivere nei regolamenti “periferici”
quanto già sancito da questi ultimi.
Sono stati puntualmente verificati dopo aver riscontrato la loro
aderenza allo Statuto e al Patto Comunitario e portati in Consiglio per la successiva ratifica, molteplici Regolamenti Regionali.
Relativamente ai Censimenti On Line, chiusa positivamente
la sperimentazione e superate le ultime difficoltà, la partenza,
che prevede un anno di parallelo con il cartaceo, è prevista per
Ottobre 2016.
Comunità - Vita del Movimento
Il gruppo ha elaborato un testo supportato da un’analisi statistica e documentale utile a meglio definire i contorni delle nostre comunità, cercando di ragionare anche su nuova struttura
delle stesse e sulla loro rappresentatività.
I gruppi “comunicazione e vita delle comunità” e “formazione-sviluppo” hanno elaborato congiuntamente un documento
contenente spunti concreti per un approccio di dialogo da avviare con l’associazione giovanile.
Comunicazione:
Nel Consiglio Nazionale si è fatta un’analisi dello stato del nostro sistema di comunicazione.
Sarà importante rivedere dal punto di vista statutario le figure
che si occupano di comunicazione che attualmente sono: il Direttore della Rivista, l’Incaricato al Sito, il Referente del Gruppo
del Consiglio Nazionale, l’incaricato del Comitato Esecutivo.

- REGISTRAZIONE DEL LOGO e DELL’ACRONIMO MASCI – RIVISITAZIONE CARTA INTESTATA
Una delle azioni rivolte a rafforzare la nostra identità è stata
la registrazione del logo e dell’acronimo del MASCI con l’emanazione di alcune linee guida sull’utilizzo.
- COMUNICATO STAMPA SULLA COMUNICAZIONE
Si è reso necessario, fare un comunicato stampa che rendesse noto a tutti quali sono gli strumenti telematici a cui il
M.A.S.C.I. affida le proprie informazioni e l’espressione del
suo pensiero. L’analisi fatta è stata supportata da un parere
legale. In forza di tale comunicato è stato richiesto alle pagine Facebook, ai siti e a tutti gli strumenti di condivisione in
rete, se non aperti da organi ufficiali del MASCI (Comunità, Regioni e Nazionale) di non riportare il logo, l’acronimo
MASCI, e/o la scritta Movimento Adulti Scout.
- PAGINA FACEBOOK e twitter:
Si è dato mandato di realizzare una pagina Facebook ufficiale
rivolta allo sviluppo, con notizie relative alle regioni, per promuovere gli eventi, campi, ed altre informazioni, ma senza
possibilità di commenti da unirsi a twitter.
- MAILING LIST CON ESTENSIONE @MASCI.IT
E’ stato ampliato il sistema di mailing list allo scopo di facilitare i lavori e le comunicazioni nel nostro interno con la predisposizione da parte dell’esecutivo di un apposito manuale
d’uso.
- SITO
E’ stata definito il nuovo sito. Dovrebbe essere attivo dopo
l’assemblea di Assisi.
- NEWS LETTER
La News Letter telematica del Consiglio Nazionale dal titolo
“Dal CN alle COMUNITA’” come anche la News “Work in
progress” dell’Esecutivo, sono ancora in fase di sperimentazione.
Si sono inoltre realizzate tre Isole di competenza sulla Comunicazione
Cuore (famiglia, spiritualità e catechesi) / Creato (ambiente, nuovi stili di vita)
Sul Cuore:
Il gruppo ha messo al centro del progetto CUORE la famiglia
per ragioni che sono alla base delle nostre convinzioni sostenute da una forte spiritualità e da valori sollecitati anche da papa
Francesco.
- CONVEGNO CON AGESCI – FSE DAL TEMA UN IMPEGNO DA LAICI SERVIRE LA FAMIGLIA
Il 14 dicembre 2013 si è tenuto il convegno, presso lo Scout
center, dal Tema “Un Impegno da laici: servire la famiglia”
L’idea d’incontrarsi fra Agesci, Fse e Masci per confrontarsi
sui temi della famiglia è maturata a Torino sulla scia della
“Settimana Sociale.”
- CONVEGNO DI FIRENZE
Il gruppo ha sottoposto ad approvazione del CN un documento di presentazione del MASCI e dei suoi intenti in relazione agli obiettivi del convegno. E’ stata una proposta utile
per essere visibili e compresi nella nostra proposta educativa
per adulti all’interno della Chiesa.
Sono state realizzate tre Isole della Competenza sul tema del-

la famiglia, e diversi campi Bibbia sull’esperienza consolidata delle regioni.
Sul Creato:
Relativamente all’educazione ambientale degli adulti, abbiamo
ricevuto dalle Comunità un limitato interesse circa la progettualità contenuta nelle Linee Programmatiche e pertanto crediamo sia opportuna un’adeguata riflessione sulle iniziative da
mettere in atto.
Parimenti riscontriamo un vivere i temi del Creato attraverso
una miriade d’iniziative realizzate nelle Comunità e nelle Regioni, a volte attuate secondo modalità più vicine allo scautismo giovanile.
Inoltre si sono realizzate alcune Isole sul Creato assumendo gli
stimoli della “Laudato Sii” e anche “Sui nuovi stili di Vita”. Infine un buon risultato è stato dato dal Convegno Nazionale “Dal
Bosco alla Città” realizzato in Lombardia.
Nel triennio si sono portate a conclusione l’esperienza delle Vie
Francigene e si è offerta una nuova proposta di percorso giubilare dallo slogan “Di qui passò Francesco” con tre Route che si
sono concluse ad Assisi.
Mondialita’ (internazionalità) / Citta’ (politica, servizio)
Mondialità ed Internazionalità
Fa parte della nostra missione la scelta della “Mondialità”, e sul
tema della mondialità / internazionalità ha lavorato il gruppo
per dare concretezza ai vari impegni, coadiuvati dal Segretario
Internazionale e dal Membro ISGF .
L’area Mondialità ed Internazionalità merita essere declinata in
tre temi:
a) l’educazione alla Pace e alla Mondialità,
b) la solidarietà Internazionale,
c) lo scautismo internazionale.
L’educazione alla Pace e alla Mondialità
Quattro i campi di competenza che hanno avuto come tema
“l’accoglienza”.
All’inizio del triennio è stata costituita la Pattuglia Pace che
ha coordinato la nostra presenza alla marcia della Pace “Perugia-Assisi”.
La solidarietà Internazionale
Onlus Eccomi
La collaborazione con la nostra Onlus Eccomi sui progetti di
solidarietà internazionale diventa sempre più attiva.
In questi mesi proprio Eccomi sta raccogliendo fondi che saranno destinati ad un progetto di ricostruzione nel centro Italia
di recente colpito dal terremoto.
Inoltre, stante la nuova riforma sulla cooperazione, è stato affidato ad Eccomi il compito di fare un censimento delle Onlus
nel MASCI e per quali finalità sono state costituite, con la possibile costituzione di una Federazione per poter accedere alle
risorse nei bandi della cooperazione.
Petizione
Il gruppo ha lavorato per la presentazione di una “Petizione

13

SPECIALE ASSEMBLEA 2016

14

popolare” al Parlamento Italiano relativa alla situazione dei Migranti, e in particolare impegna su questi punti:
- Individuare corridoi umanitari sicuri per consentire il transito ai migranti vittime di guerre, persecuzioni, catastrofi e
dittature;
- Garantire un’accoglienza degna e rispettosa dei diritti della
persona;
- Accelerare le procedure di identificazione e definizione delle
richieste di asilo;
- Superare, a livello europeo, i vincoli del Regolamento di Dublino;
- Progettare e realizzare veri percorsi di integrazione;
- Realizzare interventi politici/economici nelle nazioni di partenza dei migranti per la risoluzione nonviolenta dei conflitti
e la creazione di condizioni di pace e giustizia sociale.
A livello Nazionale si è cercato di dare massimo risalto per la
promozione e la divulgazione della Petizione, per tramite delle
agenzie di comunicazione dei canali cattolici e non solo.
Crediamo che questa sia stata non solo la realizzazione di un
indirizzo assembleare, ma un’ottima collaborazione di lavoro
in rete con l’AGESCI, e con le altre associazioni che fanno capo
a RETINOPERA ed in modo particolare con la FOCSIV.
Lo scautismo internazionale
Eventi
Il Masci ha partecipato con le sue rappresentanze a tutti gli
eventi internazionali.9
Fra le numerose iniziative del Comitato mondiale dell’ISGF si
segnala la pubblicazione sul sito di un kit di 10 libretti in francese, inglese e spagnolo, destinati a tutti gli adulti scout dei 102
paesi membri e della branca centrale, ritenendo la “formazione” strumento indispensabile per promuovere lo sviluppo del
nostro movimento.
Attualmente l’ISGF ha 46.325 membri (dati al 20.6.2016) :
Europa 34.284 - Africa 1.624 Asia-pacifica 5.421- Americhe
1.094 - Branca centrale 1.181.
Promozione e Conoscenza del Masci In ISGF
E’ indispensabile promuovere la conoscenza dell’ISGF e creare
rapporti con altri Paesi membri, soprattutto con quelli dell’area
Mediterranea, europea ed araba.
“Strade Aperte” viene spedito a tutti i Paesi associati ISGF per
mantenere vivo l’interesse nei confronti delle attività e della
vita del MASCI Italia.
Traduzione in italiano dello Statuto ISGF
Grazie alla disponibilità e all’impegno di Mario Sica è stato completato il lavoro di traduzione in italiano dello statuto

9. 60° della FONDAZIONE ISGF svoltasi a Ginevra nel settembre del 2013
A Marzo del 2014 il Comitato Mondiale a Tavernerio.
Nell’Ottobre del 2014 conferenza mondiale a SIDNEY con circa 20 persone.
Nell’Ottobre del 2015 l’incontro del Mediterraneo in Marocco a Marrakesh,
dove il MASCI è stato rappresentato da un trentina di AS. In quella circostanza, è stato proposto e votato Franco Vecchiocattivi quale Presidente della
Subregione; Franco sarà referente per i sette Paesi che la compongono (Cipro,
Francia, Grecia, Italia, Portogallo, Spagna e Svizzera). Franco resterà in carica
fino al 2018. Il prossimo MED si terrà ad Atene.
A settembre 2016 la 9ª Conferenza Europea a Tour, Francia.

SPECIALE ASSEMBLEA 2016

dell’ISGF, dopo le variazioni approvate a Sydney. E’ stato divulgato a tutte le comunità per fare meglio conoscere la realtà delle
fraternità internazionali.
Anche la partecipazione agli eventi – uno all’anno: conferenza
mondiale, conferenza europea e MED – deve essere considerata un’occasione importante di promozione e conoscenza de
MASCI, al di là dell’aspetto turistico che a questi eventi si accompagna.
Con lo squardo al futuro
Sarà importante confermare e consolidare iniziative quali :
- Alpe Adria, una fraternità autonoma rispetto al MASCI ma
molto coinvolgente. L’ultimo Jamborette si è tenuto in Austria, nel giugno 2015, molto partecipato e ben riuscito.
- La luce della pace di Betlemme: nel 2015 lo scambio si è svolta Rovereto, sotto La campana della pace.
Il MASCI ha quasi sempre avuto un proprio membro all’interno del Comitato mondiale dell’ISGF. Nel 2017 Virginia terminerà il suo mandato e sarà molto importante individuare una
persona che possa dare il contributo del MASCI per lo sviluppo dell’ISGF.
Considerazioni sulla nuova progettualità
L’indirizzo programmatico costituisce l’orientamento per la
crescita e le azioni di tutto il Movimento nel triennio. “L’indirizzo” deve “consegnare” al Movimento le priorità sulle quali
tutti sono chiamati a camminare per affrontare le sfide dell’oggi, ognuno nelle proprie realtà e livelli associativi.

- esigenza di una “cittadinanza attiva che cambia, comprende
e promuove nuovi stili di vita capaci di incidere per essere
testimoni nel quotidiano” (Leonardo Becchetti) …
- necessità di vincere l’inquietudine “sappiamo che le cose
sono più grandi di noi, ma il futuro, le possibilità nuove, ci
vengono incontro, devono essere accolte e valorizzate, comprendendo le opportunità e i pericoli” (Roberto Del Riccio)
- essere attenti al cambiamento ed “capaci di sguardi lunghi ma
anche di memoria, non asserragliati ma sentinelle dell’aurora” (Monica Lazzaretto) …
Dai lavori dell’Agorà sono stati identificati tre ambiti, che noi
abbiamo chiamato cornici: la cornice antropologica, la cornice relazionale e la cornice metodologica e su queste tre
cornici le Comunità, per il tramite dei Consigli Regionali, hanno dato il loro contributo per la stesura dell’Indirizzo di Programma.
Lo sforzo che si è fatto, cercando di coinvolgere tutti in questo
importante snodo di vita del Movimento, è stato quello di proporre all’interno di ogni cornice le sfide che si presentano, e
gli orizzonti che possiamo traguardare: non l’insieme di tutte
le necessità, ma alcune tracce di percorsi possibili per rispondere alle priorità evidenziate.
Questi obiettivi proposti dovranno poi essere declinati da ogni
livello - nazionale, regionale, comunità – e resi concreti con le
modalità che ognuno, nella propria autonomia sceglierà.

Questo significa che non può riguardare tutti gli aspetti immaginabili, né deve prevedere attività concrete che spettano alla
programmazione dei vari livelli.

Sviluppo, formazione e comunicazione, risultano essere invece
aspetti trasversali, strategici per la vita del Movimento e pertanto necessari anche questi per l’individuazione di percorsi
in risposta alle molteplici esigenze delle realtà territoriali e da
coniugarsi nelle dimensioni antropologica, relazionale e metodologica.

E’ inoltre utile ed importante precisare che il riferimento fondamentale per l’identità e per l’agire del MASCI è il Patto Comunitario, che dobbiamo sempre aver presente per le nostre
scelte, il nostro impegno ed il nostro stile.

7. Formazione - comunicazione – sviluppo,
ambiti trasversali e strategici

L’indirizzo di programma:
Il cammino per l’elaborazione dell’indirizzo di questo triennio
è partito da una riflessione fatta in sede di verifica dell’evento
“L’Agorà l’Educazione”. Il Convegno ha in effetti evidenziato
alcuni aspetti importanti e fondamentali per un Movimento
che, a partire dalla preziosa eredità del roverismo (strada, comunità, servizio), ha voluto orientare le sue attenzioni e la sua
progettualità al tema dell’educazione degli adulti.
Un metodo attuato nel rispetto delle diverse stagioni della vita,
ma che mantiene sempre fermi gli ideali e i valori, che c’invita
a passare dall’esperienza alla testimonianza.
Dall’Agorà emergevano questi aspetti:
- Importanza della relazione non solo al nostro interno, ma
anche con le altre realtà associative; è fondamentale essere
donne e uomini di frontiera, capaci di esplorazione, d’incontro e di confronto

Formazione
Per quanto riguarda il settore della formazione possiamo
rilevare alcune scelte che completano l’assetto ed il quadro
delineato nello scorso triennio e nello stesso tempo porre
alcune riflessioni che possono indicare nuovi percorsi.

crescita e di formazione sia ai singoli adulti scout oltre che,
per il loro tramite, alle comunità, alle zone e alle regioni.
All’Arcipelago partecipano sia adulti scout che individualmente s’iscrivono, sia adulti scout “inviati” dalle strutture
in un progetto di sviluppo e rafforzamento di competenze
e conoscenze.
Partendo da qui si è maggiormente strutturato l’Arcipelago
e si è cercato di verificare l’incisività e l’attualità dei diversi
eventi proposti. Negli scorsi trienni si sono definiti, a livello
nazionale, i diversi taccuini e strutturate le diverse isole e
rotte offrendo una molteplicità di occasioni, ma rendendo
di fatto l’intera proposta statica ed un po’ rigida.
Occorre, per il futuro, cogliere le istanze diversificate che
provengono dai diversi territori e dalle diverse comunità
per essere in grado d’inserire in ogni contesto ciò che sarà
ritenuto utile per un cammino formativo sia dell’adulto
scout che delle strutture.
Il calendario pluriennale degli eventi, la definizione delle caratteristiche del formatore, l’emanazione dell’elenco
triennale dei formatori, la realizzazione delle botteghe per
i formatori, la scheda di verifica a distanza delle isole, sono
tutti fatti che rientrano in quel percorso di consolidamento
del progetto “arcipelago” rispondendo al tentativo di rafforzamento e di rinnovamento del Movimento.
Il ricambio dei formatori con un più forte coinvolgimento
dei livelli regionali così come il tentativo di adattare l’isola
della scoperta alle diverse esigenze e situazioni locali regionalizzando maggiormente questo momento, la distribuzione delle isole su tutto il territorio nazionale così come
l’ideazione di nuove proposte per nuove competenze, ha
perseguito l’obiettivo di legare maggiormente la proposta
formativa alle necessità odierne di un movimento più dinamico e diversificato, maggiormente collegato alla realtà e
in tensione verso le emergenze.
Queste considerazioni potrebbero portare ad ipotizzare
un diverso modello per il settore formazione, che veda un
forte protagonismo regionale ma nello stesso tempo una
azione elaborativa, propositiva e di coordinamento nazionale. In questo senso si dovrà porre il tema della formazione dei formatori per garantire omogeneità propositiva al
Movimento pur valorizzando le diverse realtà territoriali
o tematiche.

La scelta della strutturazione della proposta formativa con
l’Arcipelago ha certamente sottolineato il fatto che per il
MASCI gli eventi formativi non hanno una successione
temporale e sequenziale, ma rispondono ad esigenze diversificate a seconda delle singole necessità dell’adulto scout.

Rimane tuttora non sufficientemente approfondito il tema
del metodo scout per gli adulti. Nella consapevolezza che
non si possono abbandonare i capisaldi della proposta
scout e che per far questo non si devono imitare le esperienze dello scautismo giovanile, va ricercata una via nuova, capace di caratterizzare lo scautismo adulto negli ambiti
di azione che il movimento si è dato: cuore, creato, città.

Vi è, però, nella strutturazione dell’Arcipelago anche un’altra prospettiva: la formazione quale “occasione” per la crescita delle comunità e degli altri livelli di servizio del Movimento. L’Arcipelago, dunque, vuole offrire occasioni di

Infine, un Movimento dinamico e attento ai tempi, ha bisogno di un settore formativo molto flessibile e poco ripetitivo, che possa rispondere alle esigenze del momento nella

15

SPECIALE ASSEMBLEA 2016

continuità e nella solidità della proposta scout complessiva
per gli adulti che scelgono di vivere parte della loro vita nel
Masci.10

16

Comunicazione
La comunicazione è una di quelle realtà che ha subito negli ultimi decenni le più rapide e profonde trasformazioni, fortemente
legate all’evolversi degli strumenti stessi della comunicazione.
Si assiste ad un fenomeno di evoluzione concettuale della comunicazione direttamente proporzionale agli strumenti che
la tecnologia informatica mette a disposizione. E questa evoluzione è così rapida e complessa che anche l’industria della
comunicazione fa fatica a tracciare strategie per il futuro.

SPECIALE ASSEMBLEA 2016

strategia per lo sviluppo;
2. affidare il “compito” di fare sviluppo a missionari e piloti.
I primi con il compito di “esplorare e preparare” nuovi territori, i secondi con il compito di accompagnare eventuali
nuclei di adulti interessati, alla costituzione di nuove comunità.
Alla Bottega del 2014, tenutasi a Loreto, i missionari e i piloti
non sono stati più intesi come persone incaricate di svolgere tali
compiti, ma come funzioni di un processo di sviluppo. In tale
prospettiva la funzione di missionario e di pilota, non essendo
più legata ad una persona, può essere svolta collegialmente da
una comunità o da una zona, ferma restando la responsabilità
del regionale sul tema.

Noi, che siamo un po’ meno che artigiani nel settore, siamo
rimasti ancorati al vecchio concetto che intende la comunicazione solo come canale d’informazione e, marginalmente, di
formazione.

Un altro aspetto sul quale si è soffermata la riflessione della
Bottega è il rilevante turn-over di comunità e adulti scout. Fare
sviluppo significa anche “prendersi cura” dell’esistente, attuare,
cioè, strategie opportune per sostenere e accompagnare le comunità a ritrovare motivazioni ed entusiasmi per proseguire il
proprio cammino.

Questa difficoltà progettuale ci accompagna da lungo tempo e
si è manifestata anche in questo triennio.
Le tecniche di veicolazione delle notizie oggi esistenti sono impressionanti. E noi, per non restare al passo, le abbiamo sostanzialmente attivate tutte. Ma bisogna imparare a usarle, a
capire a cosa servono e usarle per la loro specificità.

Ampi e affascinanti scenari di riflessione e di impegno si aprono su questo terreno perché non può, questo, essere impegno
del solo settore sviluppo. Tante sono le interconnessioni con la
formazione e con il metodo. Questa prospettiva, si ritiene, potrebbe definitivamente chiudere il dibattito tra sviluppo quantitativo e sviluppo qualitativo.

Se a tutti questi strumenti, però, non diamo una profonda (e
creativa) rivisitazione, corriamo il rischio di incrementare le
fonti d’informazione e ridurre la platea dei lettori sia perché
si innesca un meccanismo di bulimia/anoressia, sia perché le
troppe fonti di comunicazione creano, alla fine, solo confusione e sovrapposizione.

La riflessione che si profila per il futuro riguarderà due direttrici: il collegamento con la formazione, in particolare per quanto riguarda l’isola della scoperta, per verificare la possibilità di
modulare tale proposta per coinvolgere gruppi di adulti interessati alla costituzione di comunità MASCI, e l’individuazione di strategie efficaci per stabilire più profondi rapporti con lo
scautismo giovanile anche con finalità di sviluppo.

E’ necessario uscire dal semplicistico confronto tra la demonizzazione e la mitizzazione di nuovi strumenti, per prendere
coscienza che si tratta solo di strumenti e che, in quanto tali,
vanno conosciuti per essere ben utilizzati. In questa prospettiva
bisognerà, almeno per una fase transitoria, investire sulla comunicazione facendo ricorso a competenze professionali fuori
dal Movimento qualora non dovessero esserci adulti scout professionalmente impegnati nel settore.

Sviluppo
Dal precedente triennio abbiamo ereditato due rilevanti lasciti:
1. passare da uno sviluppo occasionale ed episodico, ad una

10. Gli eventi ed i numeri:
nel 2014 eventi programmati 18, saltati 3, circa 200 partecipanti
nel 2015 eventi programmati 20 (comprese due rotte), saltato 1, partecipanti
oltre 300
nel 2016 eventi programmati 24 (tutto compreso), ad oggi saltati 3 gli altri si
dovrebbero fare. partecipanti previsti poco più di 300 nel 2017 eventi pensati
20, calendario in preparazione, pronto per l’assemblea.
botteghe svolte: 2015 con 32 partecipanti, 2016 con 48 partecipanti.

Una considerazione importante è di fatto che siamo una delle
poche realtà adulte associative in Italia (sia tra le religiose che
tra le laiche) che continua a crescere se pur lentamente in un
panorama generale di contrazione, e questo significa che la nostra proposta ha senso ed è riconosciuta; anche se ben sappiamo che dobbiamo esaminare sempre con attenzione i nostri
censimenti per riconoscerne i punti di forza, le debolezze e le
criticità.
A seguire i dati aggiornati al 30.06.2016


2013 2014 2015 al 30.06.2016
CENSITI 6.115 5.935 6.115
6.299
COMUNITA’ 357 357 370
389
C.TA’ CHIUSE
8 6 3
8
C.TA’ NUOVE
9
6
16
27

Iscritti

2013 2014 2015 al 30.06.2016
ABRUZZO 167 130 134
153
BASILICATA 81 57 67
71
CALABRIA 374 353 361
382
CAMPANIA 479 471 471
442
EMILIA-ROMAGNA
648 632 677
810
FRIULI VG 159 155 174
164
LAZIO
473 438 468
453
LIGURIA 304 289 311
318
LOMBARDIA 486 451 466
455
MARCHE 270 253 252
236
MOLISE 26 32 34
34
PIEMONTE 276 260 250
258
PUGLIA 370 416 425
436
SARDEGNA 114 105 100
105
SICILIA
528 567 539
559
TOSCANA 181 180 169
192
TRENTITNO A.A.
126 122 120
118
UMBRIA
96 97 134
140
VALLE D’AOSTA
26 19 26
26
VENETO 931 908 937
947
TOTALE 6.115 5.935 6.115
6.299

Comunità

2013 2014 2015 al 30.06.2016
ABRUZZO 9 9 8
8
BASILICATA 4 4 4
4
CALABRIA 17 16 16
17
CAMPANIA 27 29 29
28
EMILIA-ROMAGNA
38 38 39
45
FRIULI VG
9
9
10
10
LAZIO
33 30 33
34
LIGURIA 16 15 16
17
LOMBARDIA 33 30 31
31
MARCHE 15 13 13
13
MOLISE 3 3 3
3
PIEMONTE 18 18 18
19
PUGLIA 18 21 22
24
SARDEGNA 7 7 8
9
SICILIA
26 29 28
31
TOSCANA 11 11 11
13
TRENTITNO A.A.
8 8 8
8
UMBRIA 5 5 7
7
VALLE D’AOSTA
2 2 3
3
VENETO 58 60 63
65
TOTALE 357 357 370
389

Altre Funzioni Operative:
Economia Finanza
Dall’analisi dei Bilanci consuntivi del MASCI, si evince una
sana gestione economica e finanziaria ed una solidità patrimoniale .
Innanzitutto è da sottolineare che il bilancio economico ha
sempre presentato una marginalità positiva, grazie ad una accurata gestione tra le uscite e le entrate, quest’ultime prevalentemente costituite dalle quote sociali.
Gli eventi importanti del triennio, o hanno chiuso in pareggio
o addirittura, come lo è stato per il 60° l’avanzo è stato destinato
per:
- progetti di solidarietà;
- per finanziare incontri di Pattuglie, Botteghe e lavori di
Gruppo ;
- per l’acquisto di nuove tecnologie informatiche;
- per la ristrutturazione della sede nazionale;
- per l’accantonamento al fondo di solidarietà di recente costituzione, utilizzato solo parzialmente, sia a causa dell’assenza
di un regolamento attuativo, che per l’estrema limitazione
della sua finalità (al solo censimento), si è quindi provveduto
ad ampliare la casistica delle finalità finanziabili.
L’aumento dei soci, avvenuto di anno in anno nel triennio, ci
ha permesso, di mantenere la quota del censimento annuale
inalterata, come del resto lo è stato per questi ultimi dieci anni.
A partire dalle quote del censimento 2015 è stata tolta dai censimenti la quota una tantum da destinare alla base di Sala e si
è provveduto a saldare tale debito nei confronti della Cooperativa Strade Aperte, con le entrate del Bilancio Nazionale, senza
andare ad attingere alle casse delle comunità.
Tutto questo è stato possibile grazie anche all’attenta rivisitazione dei costi compresa la scelta di passare ad un invio telematico e non più cartaceo della rivista (in modo particolare a tutti
i quadri AGESCI, ed evitando ai magister la seconda copia) che
ci ha portato ad un risparmio veramente significativo.
Ottimo lavoro è stato fatto per il Bilancio Sociale del MASCI
(periodo 2013 - 2015), che evidenzia anche aspetti extra contabili legati alle finalità, ai nostri valori, alle risorse e alle attività.
Rispondente ad una mozione presentata all’ultima assemblea,
grazie all’instancabile lavoro di un gruppo di persone del Consiglio Nazionale e dell’Esecutivo coordinate e seguite dal nostro amministratore, il Bilancio Sociale è stato presentato nel
Consiglio Nazionale di Maggio 2016. Tale Bilancio che dovrebbe essere uno strumento di presentazione e promozione del
nostro Movimento, sarà pronto per l’assemblea e consegnato
ai singoli delegati.
Organizzazione
Tutte le nostre attività, le nostre iniziative, i nostri incontri ai
diversi livelli, sono stati supportati dall’Incaricato all’Organizzazione e dal Comitato Esecutivo che, nell’essenzialità e nel

17

SPECIALE ASSEMBLEA 2016

rispetto delle nostre risorse, ha gestito quanto necessario per
una buona riuscita delle iniziative deliberate dal Consiglio Nazionale.

18

Il Comitato Esecutivo è stato chiamato ha svolgere un compito
non facile nel dover affrontare ogni anno l’organizzazione di
un grande evento a carattere Nazionale.
Chi non ricorda la bellissima immagine della Sala Nervi con
7.200 persone, 1.100 delle quali hanno soggiornato per tre
giorni a Sacrofano, vivendo l’evento nazionale del 60°, e dopo
qualche mese era già in cantiere l’organizzazione dell’Agorà
dell’Educazione a Caserta che ha visto la presenza di 560 adulti
scout. Ed ora si prepara un’Assemblea Nazionale per
1.100 soci; una partecipazione mai registrata in nessun’altra
Assemblea precedente.
A tutto questo si deve aggiungere la routine del triennio, ossia
l’organizzazione dei Consigli Nazionali, dei Comitati Esecutivi,
e delle Botteghe.
Rivista
Nel corso del triennio trascorso la redazione di ”Strade Aperte”
ha proseguito nel cammino intrapreso nel triennio precedente,
ponendosi come obbiettivo primario quello di non occupare
con propri articoli tutte le pagine della rivista ma di trovare
nuovi e significativi contributi da parte di altri AS, allargando
così ad un coro di voci diverse gli interventi sul giornale.
La redazione, oltre che dal direttore, è composta da nove adulti scout, di ambo i sessi, provenienti da otto diverse comunità
di Roma e del suo interland. Agli incontri di redazione (che si
svolgono regolarmente ogni mese) interviene anche il direttore
responsabile che tiene anche una rubrica fissa sul giornale.
La redazione si avvale inoltre delle competenze di alcuni collaboratori fissi disseminati sul territorio nazionale, oltre che
dell’apporto saltuario di diversi adulti scout, anche in questo
caso di ambo i sessi, che intervengono sempre più numerosi
nella realizzazione mensile del giornale.
Nel corso del triennio, inoltre, si è venuta sempre più accentuando la diversificazione tra la rivista stampata e “Strade
Aperte on-line”: alla prima vengono sempre più riservati gli
interventi “culturali” e le elaborazioni ed i commenti relativi
alle decisioni delle assemblee e del Consiglio Nazionale, mentre alla rivista elettronica sono sempre più affidate le notizie,
per una più incisiva tempestività, e la vita delle regioni e delle
comunità.
In questa ottica si ritiene indispensabile che “Strade Aperte
on-line” venga affidata ad una redazione vera e propria per
rendere lo strumento comunicativo più incisivo e significativo,
mentre la rivista stampata, dalle discussione emerse in Consiglio Nazionale, dovrà assumere un carattere sempre più di
rivista culturale e di formazione associativa, affidata ad un redattore ed aperta alle voci stimolanti e rappresentativi del Movimento e della rete di cui è parte.

SPECIALE ASSEMBLEA 2016

Cooperativa strade aperte.
All’ inizio del mandato, Presidente, Segretario e Revisori si
sono dati appuntamento a Venagrande per prendere visione
dell’organizzazione della Cooperativa e constatare il legame
che ne lega la gestione al MASCI; questa visita alla cooperativa
si è ripetuta negli anni successivi.
Questo ha permesso di verificare che Cooperativa Strade
Aperte, (come auspicava la decisione del Consiglio Nazionale
che ne suggeriva la costituzione nel 1991), s’incarica di svolgere
nell’ interesse del Movimento, sia a livello centrale che periferico, tutte quelle operazioni che avendo un risvolto di carattere
commerciale risulterebbero fiscalmente incompatibili se svolte
direttamente dal MASCI che è giuridicamente classificato tra
gli enti associativi senza scopi di lucro.
La Cooperativa Strade Aperte è anche proprietaria ed editrice
della rivista associativa Strade Aperte, sia cartacea che on-line,
ed è la rivendita ufficiale del Movimento per quanto riguarda le
uniformi e i distintivi, nonché l’intestataria del contratto quarantennale (rinnovabile) della cessione in comodato gratuito
della Base scout di Sala (RI).

turale crea paure, resistenze, dubbi, conflitti e forti disequilibri
soprattutto nella nostra realtà europea in forte crisi non solo
economica ma soprattutto culturale.
Il grande sviluppo tecnologico e delle comunicazioni ha cambiato e continua a cambiare la nostra vita offrendoci servizi
straordinari ma che stanno incidendo anche nei nostri rapporti con le cose, con le persone e con il mondo, portando con sé
nuove fragilità, dipendenze e solitudini.
A fronte di ciò c’è il bisogno di riscoprire la nostra identità di
creature che riconoscono la loro dipendenza dagli equilibri del
pianeta ed il valore della vita di tutte le altre forme viventi, di
uomini e donne capaci di una nuova umanizzazione che recuperi relazioni, dialogo e rispetto con gli altri uomini e donne,
soprattutto di culture diverse, abbandonando l’idea che il benessere è legato al denaro, al possesso, al potere.
C’è bisogno quindi di quella nuova cultura ecologica espressa
dal Santo Padre nella sua enciclica LAUDATO SI’ che ci esorta
ad intravedere e adottare nuovi stili di vita coerenti con i valori
umani e cristiani che ci appartengono.

Inoltre la Cooperativa, sempre nell’interesse del Movimento,
svolge incarichi di carattere amministrativo e contabile e si
occupa della gestione di rapporti esterni con enti diversi (ad
esempio il Consorzio Sala).

Ci rendiamo conto che un cristianesimo vissuto soprattutto nei
riti e nell’ abitudinarietà va superato; dobbiamo contribuire affinchè le nostre comunità parrocchiali riscoprano nella semplicità la vera essenza evangelica.

Sede
A metà triennio vi è stato un avvicendamento alla Direzione
della Sede che da Bruno Fratini, dimissioni formulate per problemi di carattere personale, è passata a Mario Bertagnolio.

Come Movimento di educazione degli adulti dobbiamo saper
cogliere queste sfide senza pregiudizi, disponibili al confronto,
capaci di uscire, superare la nostra autoreferenzialità e fare rete,
gettare ponti e cambiare noi stessi ed il mondo che ci circonda
per essere portatori della speranza che è in noi.

E’ stato fatto un grosso lavoro di ripristino e di manutenzione,
che ha visto la sostituzione della pavimentazione, il rifacimento dell’impianto elettrico, la ritinteggiatura di tutti i locali, l’acquisto di tutto il mobilio ormai obsoleto, e da ultimo la sostituzione della porta d’ingresso. Gran parte dei lavori sono stati
fatti in economia e questo grazie ad un gruppo di nostri AS
“squadriglia scoiattoli” coordinati da Aldo Riggio.
E’ stata inoltre fatta una ricognizione sui documenti relativi
all’accatastamento e alle agibilità.

Si tratta di essere portatori della nostra gioia di vivere, che deriva dalla nostra visione di grande bellezza della vita e dall’aver
scoperto il sapore del dono del servizio gratuito e disinteressato. Dobbiamo quindi guardare all’attuale situazione non come
un problema ma come un’opportunità per una nuova stagione
dell’uomo e della fede.
Il cambiamento puo’ avvenire solo attraverso il rafforzamento
dell’educazione dell’adulto che trova il percorso anche nei tre
ambiti formazione, comunicazione sviluppo.

Sintesi finali

Rispetto alla formazione si ravvisa la necessità di rivedere la
nostra proposta sia in ordine ai contenuti che nella sua organizzazione perché possano rispondere alle esigenze di una realtà in continuo cambiamento e all’emergenza educativa dell’adulto di oggi.

I cambiamenti sociali, il cammino della Chiesa e quanto emerso dalle nostre “esperienze forti” in questo triennio ci interpellano su alcune realtà importanti della nostra vita e che appaiono fondamentali per il futuro, non solo nostro ma delle nuove
generazioni e dell’intero pianeta.

Anche sull’aspetto della comunicazione occorre rimboccarci
le maniche, ma non solo per favorire la divulgazione esterna
di ciò che facciamo e l’adeguamento alle nuove tecnologie, ma
soprattutto per sostenere e diffondere i valori in cui crediamo,
che ci identificano e che sono il nostro stile.

Sta nascendo un mondo nuovo, quello della pluralità. Siamo
ormai, infatti, un villaggio globale dove però la diversità cul-

Lo sviluppo è un’esigenza che coinvolge ogni livello del movimento ed è possibile solo se possiamo maturare la consape-

8. Sintesi conclusiva

volezza che passa attraverso una testimonianza credibile dei
valori in cui ci riconosciamo. Dobbiamo divenire capaci di
intercettare le esigenze degli adulti, in modo particolare dei
giovani adulti, e per questo occorre continuare il prezioso percorso avviato coinvolgendo ogni regione.
Un aspetto importante che emerge come necessità è una riflessione sull’applicazione del metodo scout nell’educazione
dell’adulto che chiede di superare la sua visione pedagogica per
assumere valenza testimoniale.

Conclusioni
Nei paragrafi precedenti, dopo l’introduzione che dà motivazione del tema scelto per l’assemblea “CAMMINANTI NON
ERRANTI”, si è tracciata un’analisi dell’Uomo d’Oggi e del
nostro Movimento all’interno della Società e della Chiesa,
cercando di fare un resoconto di quali siano state le relazioni
“interne ed esterne” al Movimento a livello nazionale, e degli
avvenimenti, delle attività , degli aspetti finanziari ed organizzativi del triennio, concludendo la relazione con uno sguardo
rivolto al futuro.
Ma a volte le fatiche più grandi, ma che danno pur le maggiori
soddisfazioni non si vedono e non possono nemmeno essere
descritte perché appartengono all’esperienza del vivere, che si
fonda sul dialogo, sul rispetto, sull’esercizio dell’ascolto e della
pazienza, ma soprattutto sulla capacità di mantenere gli equilibri.
Ben sappiamo che per mantenere l’equilibrio i funamboli tengono tra le mani aste lunghe fino a dieci metri con due pesanti
sfere alle estremità. Agli estremi del bilanciere stanno sempre
due opposti, ma che sono complementari per l’equilibrio stesso
delle cose. Per consentirci di rimanere in piedi e camminare
sulla corda, queste sfere devono avere un peso importante e
mantenersi ben divaricate agli estremi del bilanciere.
Il giusto (equilibrio) quindi non sta nel mezzo, il giusto sta
nell’attenzione a entrambi gli estremi, nella capacità di coniugarli a volte nella loro diversità; il punto di equilibrio si sposta,
deve spostarsi, compensando con flessibilità le variazioni dei
pesi dovute all’evoluzione e agli eventi della storia, alle congiunture, alla coesistenza delle diverse anime.
Questa capacità di equilibrio è richiesta non solo a chi ha compiti di coordinamento e rappresentanza nel movimento, ma ad
ognuno di noi in quanto Adulti e Scout. Dobbiamo imparare
a camminare sul filo delle sfide in un mondo sempre più complesso per cogliere anche l’alito di vento che altera i pesi del
bilanciere!
Buona strada.

Sonia Mondin

Presidente Nazionale

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SPECIALE ASSEMBLEA 2016

Relazione dell’Assistente
Ecclesiastico Nazionale
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“Camminanti ….
non erranti”
Una comunità cristiana si spezza quando vive di un ideale...
Chi ama il suo ideale di comunità cristiana più della comunità cristiana stessa, distruggerà ogni comunione cristiana, per quanto sincere, serie, devote siano le sue intenzioni personali.
Chi nella sua fantasia si crea un’immagine di comunità,
pretende da Dio, dal prossimo e da se stesso la sua realizzazione.
Considera fallimento tutto ciò che non corrisponde più
alla sua volontà. Lì dove il suo ideale fallisce, gli pare che
debba venire meno la comunità. E così egli rivolge le sue
accuse prima contro i suoi fratelli, poi contro Dio, ed infine accusa disperatamente se stesso.
Dio vuole condurci a riconoscere la realtà di una vera comunione cristiana... Il Signore non è Signore di emozioni,
ma della verità. Solo la comunità che è profondamente
delusa per tutte le manifestazioni spiacevoli connesse con
la vita comunitaria, incomincia ad essere ciò che deve essere di fronte a Dio, ad afferrare nella fede le promesse che
le sono state fatte.

SPECIALE ASSEMBLEA 2016

Linea formativa assunta nei vari interventi
Siamo qui ad Assisi per sentire il palpito del MASCI: un
palpito robusto e sereno.
Guardando al cammino percorso fino ad ora, mi propongo
non tanto di tracciare un bilancio del mio servizio presbiterale di presenza nel MASCI, e nemmeno dare una valutazione della proposta religiosa/educativa che ho cercato
di trasmettere al Movimento, quanto piuttosto di cogliere
alcune linee di cammino che ho cercato di comunicare durante i miei incontri per far fare ai censiti una autentica
esperienza di Chiesa.
Sono partito sull’onda di un augurio fattomi all’inizio del
mio mandato da un confratello ex assistente scout che mi

atteggiamenti di carattere personale e quattro atteggiamenti di carattere comunitario.
Un mese dopo, a febbraio 2015, nella riflessione proposta
durante la riunione del Comitato Esecutivo, sono tornato nell’argomento sottolineando tre caratteristiche fondamentali che aiutassero a cogliere come l’adulto scout debba
essere uomo o donna che sa gettare ponti, ricucire situazioni difficili e guardare in avanti. Le ho esposte nel modo
seguente:
1. La prima caratteristica è quella della POSITIVITA’
2. La seconda caratteristica non è dimenticare o far finta
che non ci sia la CONFLITTUALITA’
3. La terza caratteristica è una profonda UNITARIETA’

(La vita comune - Dietrich Bonhoeffer)

Prefazione
“Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere e tenendo continuamente presenti l’operosità
della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fermezza della
vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, davanti a Dio e
Padre nostro” (1 Tess. 1,2-3).
Nel momento in cui le comunità MASCI, come esperienza ecclesiale, si ritrovano insieme ad Assisi per l’Assemblea Nazionale, mi sia consentito di salutarvi con queste parole di Paolo.
Proprio perché la Chiesa, le comunità MASCI, hanno come
connotazione qualificante il cammino: cammino nella fede,
cammino nel servizio, cammino nella speranza.
Un’antica leggenda narra che i monaci del monte Athos, amanti della solitudine e della preghiera solitaria, per non perdere
nella individualità del silenzio il significato della comunione,
a tempi determinati, si prostrano a terra e poggiano l’orecchio
sul pavimento del luogo di preghiera. Che cosa ascoltano? Il
palpito del cuore della Chiesa nel quale vive lo spirito di Cristo.
E’una leggenda, ma è grandemente espressiva.

ricordava che “trovarsi insieme è un inizio, restare insieme è un progresso, lavorare insieme è un successo” oltre
che un dono, aggiungo io.
Le linee indicate nell’incontro del 30 gennaio 2015 privilegiavano il ruolo della persona – che deve essere considerato
sempre centrale – nell’ambito della dinamica associativa e
sono state quattro:
1. Ascolto e rispetto
2. La persona nella propria individualità
3. La persona nella propria unicità
4. La scelta della collaborazione
Nel tentativo di concretizzare il discorso, facevo seguire sei

Al Comitato Esecutivo del giugno 2015 non mi è stato
possibile partecipare personalmente a causa dei miei problemi di salute. Non ho fatto comunque mancare, tramite
il segretario Luigi, una mia breve riflessione in cui dicevo
che il Paradiso è desiderare che tutto duri, apprezzare chi
ci circonda, meravigliarsi di quello che ci è donato, vivere
di ciò che merita di essere per sempre. La vita eterna inizia
con il dare senso a quello che viviamo, con l’amare gli altri
accogliendoli in noi, con il vivere il presente in profondità
scorgendovi la presenza di Colui che salva la nostra esistenza.
Affidiamoci nelle sue mani perché ci formi all’attenzione,
alla disponibilità, al servizio.

Durante il Consiglio Nazionale dell’11-13 settembre
2015, la mia proposta formativa ha preso l’avvio dal testo
evangelico di Matteo 11, 2-6 per comunicare come “Il cristiano sia l’uomo del dubbio e dell’attesa”.
Ho quindi sviluppato la mia riflessione nei quattro seguenti
punti.
1. L’adulto scout è chiamato alla conversione
2. L’adulto scout è uno che attende sempre
3. L’adulto scout è uno che domanda e dubita
4. L’adulto scout è colui che non si scandalizza delle proposte rivoluzionare di Gesù.
All’AGORA’ … DELL’EDUCAZIONE di Caserta 16-18
ottobre del 2015 mi sono soffermato sul brano del Vangelo
dei due discepoli di Emmaus per vedere come Gesù mette
in pratica l’essere educatore.
“Ti ascolto, cammino con te, io dialogo con te”, ecco l’educazione che Gesù ci insegna. Farsi compagni di strada, ascoltare facendo strada insieme lasciando che la parola cammini nel cuore, accettando le proprie debolezze, difficoltà e
anche le proprie sconfitte.
Per l’educatore di strada Gesù l’uomo sta al centro con la
concretezza delle proprie incertezze e sofferenze, l’uomo
con il volto triste e con gli occhi che non riconoscono l’amico..
Accompagnarsi, porre domande, ascoltare le risposte, leggere il cuore dell’altro e farlo ardere con l’annuncio della
Parola di vita, accendere il desiderio e corrispondervi con
i gesti della condivisione, ecco cosa vuol dire educare. La
compagnia della vita è cercarli lì dove sono, adattarsi al loro
passo, camminare con loro sulla strada sbagliata e spezzare
il pane dei giorni, dei problemi, delle delusioni; rigenerando nei cuori la speranza e la fiducia.
Al Consiglio Nazionale del gennaio 2016, ho cercato di
proporre una sintesi personale della mia partecipazione
al grande Convegno Ecclesiale di Firenze, traducendo per
il nostro Movimento di adulti scout l’invito di “camminare insieme con uno stile sinodale” per poter rispondere alle
proposte e alle attese di Papa Francesco ed essere così preparati alla promozione di “nuovo umanesimo”.
Le cinque vie proposte per il lavoro sinodale dei partecipanti al Convegno, che dovrebbero diventare metodologia
concreta e abituale della nostra attiva e responsabile partecipazione ecclesiale:
1. Uscire
2. Annunciare
3. Abitare
4. Trasfigurare
5. Educare
Ricordo con particolare gratitudine i due incontri avuti
con gli Assistenti durante i quali abbiamo insieme riflettuto su “L’Assistente in un movimento che educa e e forma”
avvalendoci di alcuni strumenti, oltre il Vangelo e le direttive della Chiesa,
che tracciano le linee fondamentali della nostra azione: Statuto, Patto Comunitario e Carta della Comunità …
Abbiamo individuato che il nostro ruolo specifico si spende soprattutto

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SPECIALE ASSEMBLEA 2016

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SPECIALE ASSEMBLEA 2016

1. Nell’offrire strade di santità
2. Nel creare senso ecclesiale
3. Nel fare da guide spirituali
4. Nell’aiutare a scoprire la vocazione personale di ognuno
5. Nel sostenere l’esperienza di comunione
6. Nel tendere rapporti con il vescovo e il presbiterio
7. Nel fare collegamento con gli altri uffici di servizio pastorale
diocesano e nazionale
Particolarmente positivo e apprezzato è stato l’intervento
di Don Gianni Toni, Assistente regionale dell’Unitalsi Laziale che, durante l’incontro di Roma di quest’anno, ci ha
fatto riflettere sul cammino spirituale offerto agli Associati
dei Movimenti laicali della enciclica “Evangelii Gaudium”
di Papa Francesco.
Sento qui il dovere di ringraziare don Davide Paglia, don
Andrea Lotterio e don Francesco Marconato per la collaborazione data per l’organizzazione degli incontri, oltre agli
Assistenti presenti.
Tra le istanze emerse nel dialogo e nel confronto tra Assistenti mi sembra importante sottolineare l’importanza
della riscoperta della formazione degli adulti come luogo
di azione pastorale. Nelle varie stagioni della vita, infatti,
è possibile fare esperienza di formazione e anche di crescita nella fede. Naturalmente sarà necessario agire con
modalità specifiche, con le opportune attenzioni, proprie
dell’approccio formativo rivolto agli adulti e quindi diverse
rispetto alle modalità con cui ci si accosta ai ragazzi, agli
adolescenti e ai giovani. L’adulto, infatti, ha necessità di cogliere l’utilità del cammino che sta compiendo, ha bisogno
di sentire accanto a sé compagni di viaggio capaci di profondità, di libertà interiore, di significatività. Tuttavia, proprio nel contesto multiculturale e spesso dispersivo in cui
viviamo, caratterizzato anche da una pluralità di esperienze
religiose, ci è sembrato fondamentale riscoprire l’età adulta
come tempo di formazione, di esperienza di fede autentica
e strutturata, di catechesi. Il rischio è che nel contesto attuale si tenda a riproporre anche in età adulta una religiosità superficiale, di appartenenza sociologica o una forma
religiosa di tipo identitario e rassicurante. Di fronte a queste possibili derive è invece indispensabile un’esperienza di
fede che abbia sempre più i tratti dell’esperienza evangelica,
in un tempo in cui serve proporre esperienze di evangelizzazione e non di semplice conservazione di quanto acquisito nel proprio itinerario di vita.
Nel Consiglio Nazionale 6 – 9 maggio 2016 a Rieti abbiamo insieme riflettuto sullo spirito giusto da tenere per
“essere fedeli” alla nostra scelta associativa e cristiana.
Nella proposta che ho fatto, mi sono lasciato guidare da
cinque criteri evangelici quali:
1. L’ascolto
2. La responsabilità
3. Il dialogo
4. Il lavoro di squadra indispensabile per creare comunione
5. Il senso di inutilità, nello spirito del versetto di Luca
17,10.
Da ultimo, nell’incontro del Comitato Esecutivo del 26 giugno 2016, ho cercato di tracciare la fotografia di quello che

te, ad aspettarsi e a prevenirsi reciprocamente, ad ascoltarsi
e ad aiutarsi, affinché il MASCI cresca dall’apporto di ciascuno e di una testimonianza fatta di attenzione e servizio.
2. Del cammino
Siamo arrivati qui preparati da un cammino per individuare uno stile e definire un modo di essere. Il MASCI è
cammino; è formato da comunità che camminano verso la
pienezza del regno con la certezza che la forza gli viene da
Dio alimentata dallo spirito di disponibilità, accoglienza,
solidarietà con il genere umano e la sua storia (G. et SPES
n 1)
Il Masci non deve mai dimenticare di mettere nel proprio
zaino valori, ricchezze e tesori che lo contraddistinguono,
senza nessun baratto.
3. Del servizio
Il servizio è dono e accoglienza. E’un atto di amore perché
mi decentro per non essere più centro a me stesso.
Il primo servizio lo devo fare dentro di me: conoscermi
meglio, la vita che faccio, i pregi che ho, le ferite che sanguinano, entrare in relazione con me stesso, vivere in comunione, sconfiggere tanti pre-giudizi che ho nella testa
… prima di mettermi in “servizio” devo mettermi in adorazione.

dovrebbe essere il MASCI del futuro, prelevandone i lineamenti dalle due encicliche “Caritas in veritate” di Benedetto
XVI ed “Evangelii Gaudium” di Papa Francesco.
Benedetto XVI ci ha ricordato che la carità è la virtù che “dà
vera sostanza alla relazione personale con Dio e con il prossimo; è il principio non solo delle micro relazioni: rapporti
amicali, familiari, di un piccolo gruppo, ma anche delle macro relazioni: rapporti sociali, economici, politici” (n. 2).
Papa Francesco, con il suo linguaggio semplice e lo stile
immediato, ci ha invitati ad una conversazione pastorale
che ci porti a passare da un’azione di semplice conservazione dell’esistente ad un’azione più decisamente missionaria
che spinga a raggiungere tutte le “periferie esistenziali”, bisognose della luce del Vangelo.
E’ chiaro che l’invito dei due Papi, in particolare di Francesco, diventa pressante esigenza ad una permanente riforma
di sé, delle strutture istituzionali ecclesiali, comprese le Associazioni, le Organizzazioni e i Movimenti, per renderli
più funzionali all’evangelizzazione e all’azione missionaria.

Il cammino che ci sta davanti
Le nostre comunità MASCI, in questo nostro tempo sono
chiamate ad essere luoghi in cui l’amore di Dio per gli uomini e donne può essere in qualche modo sperimentato e
quasi toccato con mano con lo stile:
1. Della coralità
E’ Ignazio martire, vescovo di Antiochia, che nella lettere
agli Efesini evoca l’immagine delle corde e della cetra per
esortare a procedere nell’unità. E precisa: “ciascuno di noi
diventi un coro, affinché nell’armonia del vostro accordo
prendendo nell’unità il tono di Dio, cantiate in una sola
voce per Gesù Cristo nel Padre, perché vi ascolti e vi riconosca, le opere buone, che siete le membra di Gesù Cristo”.
Mi auguro che da questa Assemblea possa emergere una
rinnovata coscienza di un MASCI Movimento ecclesiale in
cui tutti imparino a comprendersi e a stimarsi fraternamen-

4. Dello stile di presenza
Come comunità MASCI siamo invitati a vivere con nitida
coscienza la responsabilità di voler offrire alla costruzione e alla promozione del Paese un patrimonio ideale, un
tessuto morale e vocazioni personali assolutamente degne
dell’uomo e capaci di far lievitare una società verso i grandi
traguardi che sono solidarietà, giustizia, libertà e democrazia, rispondendo ai problemi concreti del territorio.
Sono consapevole che è un cammino difficile, ma nello
stesso tempo entusiasmante, perchè, come laici, vi è chiesto di essere testimoni di impegno cristiano nell’Italia di
oggi, nel rispetto, anzi nella promozione e difesa, insieme
ad ogni cittadino amante del suo Paese, della libertà, democrazia e progresso nella società in cui ci è dato a vivere.
Non dobbiamo vivere di nostalgie o di rimpianti: sappiamo
che la pienezza è sempre oltre e che Dio ci precede sempre.
Il nostro compito di MASCI è quello di camminare nella
speranza per percorrere i sentieri dell’uomo: basta far credito a Dio!
Resto comunque consapevole che ogni progetto di vita,
fosse anche il più perfetto, rimane lettera morta se non trova ascolto attento e condivisione sincera da parte di tutti,
evitando inutili personalismi e interpretazioni distorte.
Il Signore ci aiuti a farci convinti e disinteressati costruttori
di unità pur nella diversità, che ritengo positiva, dei doni e
dei carismi di ognuno.

Mons. Guido Lucchiari

Assistente Ecclesiastico Nazionale

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Assemblea Elettiva Assisi 2016

Candidati a compiti di servizio nelle strutture nazionali

Elenco ufficiale candidati
a compiti di servizio nelle strutture nazionali

Candidati servizio di Presidenza Nazionale
Ognuno di noi, quasi ogni giorno, si risveglia su
frontiere che non avrebbe immaginato di dover
abitare, è chiamato a interpretare pensieri e situazioni che non poteva prevedere, a misurarsi con
culture e obiezioni che non aveva pensato.
(B. Magatti, in “Un’avventura che continua, lo scautismo degli adulti”,Ed. Fiordaliso)

Servizio di presidente nazionale
Bruno Magatti, comunità di Como:
proposto dalla regione Lombardia
Sonia Mondin, comunità di Cavaso del
Tomba: proposta dalle regioni:Basilicata,
Calabria, Campania, Emilia-Romagna,
Lazio, Liguria, Marche, Molise, Puglia,
Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto

Mauro Mellano, comunità Buttigliera
Alta: proposto dalle regioni Liguria e
Piemonte
Franz Petito, comunità Battipaglia 2:
proposto dalla regione Campania
Chiara Sabadin, comunità Mirano:
proposta dalle regioni Liguria e Veneto
Vanda Sansovini, comunità Forlì 6:
proposta dalla regione Emilia-Romagna
Laura Terreni, comunità Livorno:
proposta dalla regione Toscana

servizio di segretario nazionale
Luigi Cioffi, comunità di Triggiano:
proposto dalle regioni:
Basilicata, Calabria, Campania,
Emilia-Romagna, Lazio, Marche,
Molise, Puglia, Sicilia,
Toscana e Umbria

Angelo Vavassori, comunità Como:
proposto dalla regione Lombardia

servizio di revisore dei conti
Cipolloni Maurizio, comunità di Foligno
2: proposto dalle regioni Toscana e Umbria

servizio di consigliere nazionale

Colella Vincenzo, comunità di Afragola 1:
proposto dalla regione Campania

Lorena Accollettati, comunità di Bari 2:
proposta dalla regione Puglia

Cursi Claudio, comunità di
Monterotondo: proposto dalle regioni Lazio
e Marche

Alberto Albertini, comunità di Mestre 3:
proposto dalla regione Veneto
Peppe Angelone, comunità Reggio
Calabria 4: proposto dalla regione Calabria
Caterina Aprile, comunità Galatone:
proposta dalla regione Puglia
Matteo Caporale comunità Roma 19
proposto dalle regioni Lazio, Liguria e
Marche
Carmelo Casano, comunità Messina 3:
proposto dalla regione Sicilia
Laura Crimeni, comunità Gioiosa Jonica:
proposta dalla regione Calabria
Camillo Ludovico, comunità Ascoli
Piceno: proposto dalla regione Marche

Di Cicco Dino, comunità di Rivoli 1:
proposto dalla regione Piemonte
Di Franco Decio, comunità Altamura 1:
proposto dalla regione Puglia

Sono qui:
- per sostenere un’urgenza rifondativa, di riposizionamento del movimento in situazione “scomoda”,
Bruno Magatti come deve essere ogni scout nella società, e proprio
per questo situazione fertile, attiva, di crescita e di
confronto;
- per essere pietra d’inciampo al “pensiero debole” che vuole l’assemblea elettiva
una formalità fastidiosa, da sbrigare in fretta;
- perché per me la parola SCOUT evoca concreta avventura, i valori della lealtà e della fraternità, ma soprattutto una nobiltà d’animo smarrita nei narcisismi personali
o regionali, nella ripetizione noiosa di frasi che “altri” hanno pronunciato;
- perché sogno che lo scautismo adulto torni a essere un’esperienza di cui andare
fieri;
- per liberare spazi di presenza, espressione e intervento più di quanto sia stato fatto
in passato.
Porto in dote: la mia storia personale, la mia esperienza scout (giovanile e adulta), il
mio profilo culturale e professionale, le esperienze umane e sociali, le molte esperienze
di mediazione, di conduzione di gruppi e di organizzazione e di leadership in situazioni
anche molto complesse.
Sono stanco di personalismi sterili e di ipocrisie che pervadono la nostra società e il
nostro tempo. Abbiamo urgenza di qualità, di relazioni schiette e leali. Abbiamo bisogno di un Consiglio Nazionale profetico, capace di liberare le energie e far emergere
idee e ambizioni dell’intero Movimento, di veder attivate forme di ascolto autentico,
di veder riconosciute le diversità come ricchezza da accogliere e sperimentare come
occasione di coralità per tutti gli Adulti Scout, di condividere scelte coraggiose dettate
dal Patto Comunitario, dalle attese del MASCI e dalle elaborazioni dei suoi organismi.
È giunto il momento, ed è questo, di scegliere il sentiero difficile, quello da aprire insieme, non senza fatica, in un dialogo rinnovato e sincero, con lealtà e con fiducia, con lo

sguardo dritto negli occhi: è lo scautismo! Quello che, come tutti voi, ho nel cuore non
ce la fa a essere contenuto soltanto nello sventolio di mille foulard o in cento sorrisi
obbedienti e silenziosi!
Non posso che pensare a un Movimento capace di parlare, senza retorica e senza narcisismi, ai giovani adulti di oggi, vissuto in comunità nelle quali siano offerte occasioni
di ristoro, possibilità di tornare a “prendersi cura” di sé, luoghi e momenti per poter,
insieme, alimentare speranze, custodire sogni, condividere le fatiche della quotidianità
e coltivare ideali grandi.
L’immagine dello scout, giovane o adulto che sia, evoca la strada, richiama un andare, un montare la tenda per smontarla il giorno successivo
e ripartire.
(B. Magatti, in “Con noi sulla strada, tracce di spiritualità e catechesi per adulti”, Ed. Fiordaliso)

• Sono sposato con Donata, ho 3 figlie e 2 figli che sono stati, o sono ancora, capi
scout, come i nostri generi e le nostre nuore.
• Laureato in fisica a Pavia, specializzato a Bologna e a Milano. Ho insegnato fisica
e matematica nei licei dal ’74; sono stato vicepreside e gestore della Qualità ed
esperto qualificato in radioprotezione. Come docente ho collaborato per 24 anni
presso il Seminario diocesano.
• Sono stato: fondatore e presidente di una cooperativa non-profit; consulente del
Centro Studi Scientifici A.Volta nella promozione e divulgazione della cultura scientifica; autore di pubblicazioni, curatore di esposizioni e mostre riguardanti A. Volta e
responsabile scientifico del nuovo allestimento del tempio voltiano a Como.
• Sono consigliere comunale a Como dal ’94 e assessore all’ambiente e alle politiche
sociali dal 2012 ad oggi.
• Promessa da lupetto nel ’61 nel Como 1°- ASCI, ho lasciato lo scautismo giovanile da Capogruppo AGESCI per promuovere, nel 1993, la nascita della Comunità
MASCI di Como che ha sostenuto l’organizzazione, nella nostra città, della XXVI
Conferenza mondiale dell’ISGF nel settembre 2011.
• Ciò che considero più significativo di quanto svolto nel mandato di Consigliere
nazionale (2007- 2013) è l’aver curato i Quaderni di S.A. n. 6 (Entra nella storia)
e n. 10 (Custodirò la mia famiglia), l’organizzazione di un campo sulle povertà a
Milano (2010), la partecipazione, per il Masci, alla Settimana sociale dei cattolici
italiani (Torino 2013) e alla stesura del documento unitario AGESCI-MASCI-FSE
sulla “famiglia”.

Sonia Mondin, 53 anni compiuti il 29 Giugno, Co- - l’Agorà di Caserta con quasi 600 adulti scout presenti, con relatori eccellenti e
munità Cavaso del Tomba (Tv) - Veneto
testimoni significativi, nonché la partecipazione di 20 rappresentanti delle primarie
Sposata nel 1983 con Giorgio, Mamma di Ivan (31)
realtà educative/formative italiane nei laboratori per riflettere e confrontarci sull’ee David (20), lavoro come Dirigente Finanziario /
ducazione degli adulti che caratterizza il nostro movimento.
Amministrativo, altri interessi: Ass. Macondo (dialo- Ritengo particolarmente significativa la presenza avuta nel comitato esecutivo di Rego culturale tra i popoli)
tinopera (19 tra le principali organizzazioni del mondo cattolico italiano per dare concretezza ai principi e ai contenuti della dottrina sociale della Chiesa e del “Magistero di
Carissimi, quando il 13 di ottobre del 2013 sono Papa Francesco”) in cui il MASCI ha potuto farsi conoscere e apprezzare contribuendo
stata eletta Presidente del MASCI, sorpresa vi dissi: al confronto per operare scelte di equilibrio comuni anche sui grandi temi del vivere.
“l’imprevisto accade, scombina e ridisegna il tem- Concludevo la mia presentazione nella precedente assemblea dicendo che le nostre
po, ti lascia a bocca aperta, a noi conservare gelo- regioni sono come tante perle e il mio impegno sarebbe stato quello di farle diventare
Sonia Mondin samente
lo stupore che diventa preghiera, che diventa un’unica, preziosissima collana, realizzando il sogno di un Movimento più coeso e
GRAZIE”.
vitale.
A distanza di tre anni il GRAZIE è molto più grande!
Questa era la promessa, e pochi sono stati i fine settimana trascorsi a casa in questo
Grazie a tutti voi per la fiducia accordatami, grazie alla mia famiglia che mi ha sempre tempo che è volato. Ed è così che ho raccolto LE PERLE di regione in regione, nella
sostenuta, grazie agli amici che nel silenzio mi hanno consigliato ed accompagnato, loro bellezza, nella loro unicità e nella loro diversità seppur espressioni di una comune
grazie al Consiglio Nazionale ed al Comitato esecutivo con i quali è stato bello con- identità fortemente ancorata ai principi dello scautismo ed al servizio.
dividere in questi tre anni una bellissima opportunità di crescita, caratterizzata da tre Mi porto ancora dentro i colori caldi dei mari del sud, il verde dei boschi nei luoghi di
tappe importanti:
montagna del nord, l’incanto dei centri storici del centro, la bellezza di tante nostre
- il nostro 60° (1954-2014), vissuto in tutte le Regioni d’Italia, che ha avuto il suo piazze e città d’Italia ma soprattutto i sorrisi dei vostri volti, la vostra accoglienza e
culmine a Sacrofano con 1.100 presenti all’evento nazionale che ha visto tre grandi cortesia, le strette di mano.
tavole rotonde con gli ex ns. presidenti, con i politici, con i presidenti delle maggiori Porterò all’assemblea di Assisi il mio zaino pieno di tutto questo, orgogliosa di aver
realtà associative nazionali. Da lì siamo partiti a metterci operativamente in rete con servito e rappresentato il Movimento che in questi tre anni è cresciuto nei numeri,
queste associazioni per potenziare il nostro impegno di collaborazione a servizio dei nell’apertura, nel dialogo.
valori e del bene comune.
Molte regioni hanno riproposto la mia candidatura; grata di questo, rinnovo la mia
- l’udienza del Santo Padre con 7.100 presenti in Sala Nervi, grande momento di disponibilità a riprendere il cammino con voi per portare avanti insieme, con gioia ed
grazia personale e per il movimento. Poter abbracciare il Santo Padre è stata un’e- entusiasmo, l’indirizzo programmatico che sarà approvato dall’Assemblea Nazionale,
mozione di quelle che rimangono indelebili. Semplici ma profetiche le parole di nella fedeltà ai valori scout e cristiani in cui crediamo.
Papa Francesco che ci ha sollecitati a fare “strada in famiglia, strada nel creato, strada nella città. Camminare facendo strada: camminanti, non erranti, e non quieti”. A voi e a Dio piacendo, sono pronta a ripartire!

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SPECIALE ASSEMBLEA 2016

SPECIALE ASSEMBLEA 2016

Candidato servizio di Segreteria Nazionale
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Nel suo ultimo messaggio agli scout, B-P ci affida
un compito: lasciare il mondo un po’ migliore di
come lo abbiamo trovato. Ritenere di adempiere a
questo compito con lo straordinario impegno al servizio, a me sembra insufficiente perché, nonostante
la grande utilità e necessità del servizio, il mondo,
nonostante tutto, resta così come l’abbiamo trovato.
Il servizio, nelle sue molteplici forme, è da incentivare, da sostenere, da diffondere tra le nostre
comunità, è, nel concreto del quotidiano, l’unica
Luigi Cioffi
possibilità per rendersi utili al prossimo, in alcuni
casi per restituire un po’ di dignità e di speranza
a chi, drammaticamente, ha perso l’una e l’altra. Ciononostante dobbiamo avere
la consapevolezza che le diseguaglianze sociali ed economiche, causa di povertà ed
emarginazioni, restano immutate.
Dunque il compito affidatoci da B-P non può esaurirsi nel servizio. Per poter lasciare
il mondo un po’ migliore, è necessario impegnarsi per “rimuovere gli ostacoli di ordine economico, sociale e culturale che impediscono il pieno sviluppo della persona
umana”.
Quest’obiettivo, che con diversa terminologia appartiene anche a tantissime altre aggregazioni, noi vorremmo conseguirlo attraverso l’impegno e la passione del servizio
educativo.
La scelta del servizio educativo è molto meno appagante di altre. Si tratta di percorsi
molto lunghi e i cui effetti, spesso, non li percepisce nemmeno chi se ne è fatto promo-

tore. Ma la nostra identità, la nostra storia, la nostra fedeltà alla primaria intuizione di
B-P, la nostra appartenenza al più generale Movimento scout, ci richiamano a questo
impegno. Altre strade, altri percorsi possono egualmente contribuire a cambiare in
meglio il mondo, ma ci collocherebbero in un altro contesto, in un’altra realtà, forse
più efficaci, certamente non inserite nella prospettiva scout.
L’emergenza educativa (ma si può ancora parlare di emergenza?) che tanto ha appassionato il dibattito di quest’ultimo decennio, riguarda solo marginalmente i giovani, ed
è effetto di una crisi che riguarda il mondo degli adulti.
In questo contesto la scelta del servizio educativo del MASCI è scelta coraggiosamente
profetica.
Certo c’è ancora tanto da fare in termini di autonoma elaborazione metodologica,
di adeguamento della nostra cultura associativa e delle nostre strutture di servizio ad
un compito così impegnativo, di piena consapevolezza delle nostre comunità che le
tante bellissime attività, se non inserite in un processo educativo, si trasformano solo
in attivismo.
La mia disponibilità al servizio poggia su questa convinzione e a questa convinzione
mi ispirerò nell’impegno, condiviso con CN e CE, nel tradurre in programma l’indirizzo
programmatico che sarà approvato dall’Assemblea Nazionale.

Alberto
Albertini

Peppe
Angelone

Lorena Accollettati, il cui vero nome è Giuliana, ha 57 anni
è sposata con Pippo, ha due figlie (scout a riposo per il
momento) e due bei nipotini. Lavora all’ISTAT da sempre.
Entrata nello scautismo da adulta, fa parte della Comunità del Bari 2. Nel MASCI nazionale ha svolto l’incarico di
Consigliera Nazionale in questo triennio e di Responsabile
sito web e nuove tecnologie per due mandati dal 2005
al 2011 durante i quali ha trasformato il sito del Masci da
“statico” in Portale con numerose sezioni, mantenendolo
costantemente aggiornato con le ultime novità. Ha avuto
anche l’incarico allo Sviluppo nel triennio 2007/2010. Ha
sempre avuto la passione della comunicazione utilizzando tutto ciò che la tecnologia mette in campo. Sono suoi
molti video del Masci che si trovano in rete e ha sempre

puntato a rendere il Masci e lo scautismo adulto più visibile e conosciuto.
Sua è stata la realizzazione e progettazione, per chi era presente al Sinodo di Alghero, della presentazione della Lente e del Telescopio, scaturita dai questionari sottoposti a tutti i partecipanti
all’incontro.
È uno dei punti di riferimento per il progetto intrapreso dal 2008, in condivisione con l’Agesci, di
campi in Burkina Faso (Africa) dove ha accompagnato e, se la situazione politica lo consentirà,
continuerà a fare, clan di formazione Agesci insieme ad alcuni adulti scout.
Ho conosciuto Lorena telefonicamente quando avevo bisogno di notizie e aiuto per la costituzione della mia Comunità ed in questi anni ho capito che non le piace essere semplice spettatrice,
ma che ama vivere a pieno la vita del Movimento in prima persona. Generosa e sempre disponibile, non si tira mai indietro quando c’è qualcosa da fare e si spende senza tentennamenti. E’
diretta e combattiva nel portare avanti le sue idee, ma leale nel confronto; infaticabile nel lavoro
che le viene affidato, senza dubbio, alla luce di quanto ha fatto, si è rivelata una preziosa risorsa
per il nostro Movimento. (Lorenzo, Segretario Regionale Puglia)

Sono Alberto Albertini, scout da sempre, frutto di una famiglia scout.
Sono docente di costruzione grafica e disegno presso un
istituto veneziano, sono sposato con Paola, ho 2 figli e da
poco tempo un meraviglioso nipotino…
Nel Masci ho svolto già incarichi di SR e SN.
Ho pensato per questa nuova chiamata al servizio di
proporvi parte della presentazione fatto a suo tempo da
un’amica del MASCI a cui avevo chiesto di presentarmi.
“Alberto mi chiede di presentarlo e non posso che esserne
orgogliosa nel farlo! La cosa più bella di Alberto è che

coltiva nel suo cuore delle piante molto rare: la bontà, la lealtà, la trasparenza, valori questi che
sono, a mio parere, i fondamentali del ns. scautismo.
Alberto scout sin da bimbo, ha fatto del Masci un movimento scout credibile e forte, un movimento in linea con la dottrina sociale della Chiesa, si è adoperato per la nascita di Comunità giovani,
ha dato un impulso a tutto il movimento scout adulto in Italia. E’ un uomo di grandissima azione,
anche se non sempre si rivela un grande oratore, ma detiene quel parlare di cui lo scautismo
oggi è ancora arido, ossia di essere capace di voler cercare insieme a noi le parole per pensare, di
cercare insieme a noi le parole per amare, di cercare insieme a noi le parole per parlare. Alberto
è questo, quel mio caro fratello del MASCI veneto al quale chiedo a tutti voi di dargli fiducia e
stima per i prossimi tre anni!”

Giuseppe (Peppe) Angelone, 57 anni, sposato con Maria
Laura Tortorella, 3 figli; scout dall’età di 7 anni è stato
lupetto ed esploratore nell’ ASCI, rover e capo nell’ Agesci dove ha ricoperto vari incarichi: maestro dei novizi,
capo reparto, capo clan. E’ stato segretario del comitato
regionale e membro della pattuglia nazionale ambiente
dell’Agesci.
Nel Masci ha ricoperto l’incarico di Magister e fondatore
della comunità RC 4, membro del CE con l’incarico per la
cittadinanza e la spiritualità ed è attualmente Consigliere
Nazionale.
Laureato in Scienze Religiose, dopo aver insegnato Religione al Liceo Scientifico “L. Da Vinci” di Reggio Calabria,
è stato Educatore Coordinatore presso alcuni istituti penitenziari del nord Italia; attualmente è Direttore presso le

27
Sono Caterina Aprile, ma tutti mi chiamano Rina, ho 58
anni e sono sposata con Antonio. Ho tre figli, per me doni
del Signore, Federica, Francesco e Giovanni. Vivo a Galatone cittadina situata tra Lecce e Gallipoli nel ridente Salento. Mi sono laureata in Matematica presso l’Università del
Salento nel 1982 ed insegno presso l’Istituto di Istruzione
Superiore “ E. Medi” del mio paese, dove svolgo il ruolo di
Vicepreside e Responsabile dell’Orientamento.

Caterina Aprile

strutture del Dipartimento per la Giustizia Minorile di Reggio Calabria.
E’ tra i fondatori del Movimento REGGIONONTACE nell’ambito del quale ha cercato di trasferire i
principi della legge e della promessa scout: primo fra tutti il servizio alla città attraverso l’impegno
per la giustizia, la cittadinanza attiva e il contrasto al crimine organizzato.
Il suo impegno nel Masci è stato sempre teso ad attualizzare e reinterpretare il metodo e lo stile
scout adattandolo alle esigenze educative dell’età adulta.
In particolare si è impegnato nella realizzazione delle rotte della spiritualità e della cittadinanza
e legalità e per un sempre maggior coinvolgimento del Masci nella vita e nelle problematiche
della realtà concreta.
E’ tra gli ideatori e promotori della petizione del Masci sui migranti.
La sua idea di sviluppo è che il Masci deve svolgere un ruolo importante e più decisivo nel panorama dei movimenti cattolici italiani e internazionali nella consapevolezza che le differenze di età
e di sensibilità presenti nel Movimento sono una ricchezza ed una formidabile risorsa.
Nello stesso tempo ritiene che sia indispensabile una maggiore implementazione del metodo
scout e della sua attualizzazione in età adulta, principi per i quali si è sempre impegnato.

Sin da piccola ho vissuto vicino al mondo scout, anche
senza farne parte, poiché mio padre non condivideva
questa mia scelta. Cresciuta ho deciso dopo varie attività di volontariato in centri recupero tossicodipendenze,
esperienze in parrocchia come educatrice e catechista
di mettermi al servizio del mio paese. Per 10 anni circa

consigliere di maggioranza prima, candidato Sindaco poi ,ho fatto del mio meglio affinché la
mia cittadina crescesse e il governo della città facesse giuste scelte nell’ottica del bene comune.
Dopo questa esperienza ho coronato il mio sogno e nel 2007 sono entrata in Agesci come aiuto
nel Clan. Divenuta capo nazionale ed internazionale ricevendo il Wood Badge, ho svolto il mio
servizio come Maestro dei Novizi, Capo Clan ed infine Capogruppo del “Galatone 2”.
Nel dicembre 2014, celebrando il decennale della scomparsa di Don Mimino Colazzo, istituzione
per l’Agesci in Galatone, insieme con un gruppo di capi Agesci, ed altri laici abbiamo pensato di
far nascere una comunità MASCI e così il 2 giugno 2015 con l’aiuto del nostro Assistente Don
Pierluigi Strafella è nata la comunità del “Galatone”, unica nella provincia di Lecce.
In questo primo anno ho svolto la funzione di Magister dedicandomi con passione a fare strada
insieme a coloro che condividono me questo cammino. Cuore, città e creato sono le tre parole
che danno ragione al nostro metodo e ci danno la forza di impegnarci come persone che non
vedono l’età adulta come un punto di arrivo ma intendono operare per un mondo più libero,
giusto e in pace continuando a testimoniare i valori della Legge e della Promessa Scout.

Sono nato a Roma trentasette anni fa (15 maggio 1979).
Sono sposato con Antonella Amico ed ho un figlio lupetto,
Giovanni.
Sono uno Scout dall’età di nove anni: ho percorso tutto il
mio cammino in un gruppo AGESCI della periferia romana
(RM 98), nel quale sono stato anche Capo Reparto, Maestro dei Novizi, Capo Clan e Capo Gruppo. Ho completato
il percorso di formazione capi in AGESCI fino al brevetto
di Capo.
Nel 2007, in un periodo di allentamento del mio servizio
educativo (dovuto alla necessità di trasferirmi in un’altra
zona di Roma), ho incontrato sulla mia strada il MASCI, in
quella strana e meravigliosa Comunità sperimentale (più
che altro un cenacolo di “innamorati dello Scautismo”)
che è la Roma 19.

Ho “scoperto” il MASCI nazionale nel 2013, quando Riccardo della Rocca mi ha proposto di
presiedere il Comitato Mozioni all’Assemblea di Bardonecchia. Nello stesso anno, sono stato
chiamato a far parte del Comitato esecutivo nazionale. Nel CE ho seguito, in particolare, le questioni relative a bilanci e regolamenti: in particolare, ho accompagnato il cammino della Commissione incaricata di sviluppare il percorso – poi interrotto – di revisione dello Statuto nazionale, e
sono stato responsabile economico dei due eventi nazionali delle Celebrazioni del 60° MASCI
(Sacrofano 2014) e del Convegno sull’educazione (Caserta 2015). Dal 2015 sono anche Vice
Segretario regionale del Lazio.
Sono laureato in scienze politiche ed ho un dottorato in diritto costituzionale.
Lavoro da molti anni per il Senato della Repubblica: mi occupo in particolare dell’attività legislativa dell’Assemblea, anche se da circa un anno sto approfondendo le tematiche – ancora “di
frontiera” in sede parlamentare – connesse alle funzioni di valutazione delle politiche pubbliche.
Mi sono da poco impegnato, insieme ad Antonella, nella catechesi battesimale e nella pastorale
familiare – attraverso metodi educativi innovativi – all’interno della nostra comunità parrocchiale.

Mi chiamo Carmelo Casano, ho 58 anni e sono sposato
con Daniela. Ho tre figli e lavoro presso la Città Metropolitana di Messina, Direzione Ambiente, con la qualifica di istruttore di laboratorio. Mi occupo di emissioni in
atmosfera e sto organizzando per conto del mio Ente, in
partenariato con altri enti pubblici e privati, un corso di
formazione per consulenti ambientali EMAS e consulenti
aziendali Ecolabel, marchi europei di certificazione e revisione ambientale sia nel campo produttivo che in quello
turistico, per lo sviluppo del marketing ambientale d’impresa e del territorio.
Sono entrato a far parte della grande famiglia del
M.A.S.C.I. nel 2003. Ho svolto servizio di magister nel
triennio 2005-2008 e di segretario regionale della Sicilia
dal 2008 al 2014. In questi ultimi tre anni mi sono impegnato in regione nella comunicazione

(incaricato al Sito Web regionale), nello sviluppo (con il risultato di ulteriori nuove comunità censite) e nella formazione (faccio parte della pattuglia formatori, con diversi campi già realizzati).
Mi interesso anche del settore della protezione civile: la Comunità Messina 3, di cui faccio parte,
è stata iscritta recentemente all’Elenco Territoriale del volontariato di Protezione Civile ed è stato
realizzato un apposito opuscolo, distribuito a tutte le comunità isolane, per esplicitare l’iter burocratico ed agevolare il compito di coloro che desiderano iscriversi.
In questi ultimi tre anni ho potuto vivere pienamente la Comunità, che ritengo essere il cuore
pulsante del Movimento, dedicandomi con passione a fare strada nelle 3 C insieme a coloro
che con me condividono questo meraviglioso ideale di fratellanza e comunione, nello spirito di
servizio al prossimo.
Ho accettato la candidatura a consigliere nazionale sperando di portare avanti il tema dello
“scautismo per tutta la vita” che risponda all’emergenza educativa degli adulti, donando – se mi
sarà data questa opportunità - tutto me stesso, avendo solennemente promesso davanti a Dio di
“aiutare gli altri in ogni circostanza”.

Tutto con la preghiera a Dio di darmi: La Fede che mi illumina a saper amare La Speranza di essere efficace
La Carità nell’accettare l’altro nel suo essere persona
unica.
“Procurate di lasciare il mondo un po’ migliore di come
lo avete trovato”. (B.P.)

Negli anni, l’impegno sul tema della famiglia e la maturata consapevolezza che è necessaria
l’educazione propria prima di poter guidare gli altri, la portano a partecipare a numerosi incontri
su diversi temi riguardanti: le sfide e frontiere dell’educazione nel nostro tempo, la formazione
all’impegno sociale e politico e non ultimo quello religioso-pastorale. Dal 2012 è Magister della
comunità Gioiosa Ionica.

Sono nato 63 anni fa a Triggiano (Bari) dove tutt’ora vivo. Ho sposato Anna Maria 41
anni fa e abbiamo 3 figli oramai diventati, grazie a Dio, grandi e autonomi
Sono entrato nella grande famiglia scout nel 1965. Ho vissuto intensamente l’esperienza del Movimento giovanile sia come capo in tutte le branche che come quadro
associativo. Mi sono occupato prevalentemente di formazione capi sia a livello regionale che nazionale.

Candidati servizio di consigliere nazionale

Loredana
Accollettati

Candidati servizio di consigliere nazionale

Matteo
Caporale

Carmelo
Casano

“La Legge dei Rovers è la stessa degli Scouts nella lettera e nello spirito, ma deve essere
considerata da un diverso punto di vista che è quello dell’uomo. In entrambi i casi il
principio fondamentale della Legge Scout esclude risolutamente l’egoismo e spalanca la
porta alla buona volontà ed al servizio verso il Prossimo”. (B.P.)
Promuove attivamente diverse iniziative nei diversi ambiti Cuore-Citta-Creato: dalla “Luce di
Betlemme” a
“MARE VIVO” per la tutela dell’ambiente marino; dalla raccolta tappi al coinvolgimento per l’integrazione con i ragazzi immigrati del progetto SPRAR, dalla partecipazione alla Consulta delle
Associazioni alla collaborazione con altre Associazioni territoriali come l’UNICEF; dal gemellaggio
con altre comunità MASCI per la scoperta e valorizzazione del territorio all’organizzazione di
“... vi terrete sempre pronti, in spirito e corpo, per compiere il vostro dovere”. ( B.P. )
Iscritta nel M.A.S.C.I. dal 1997, sin da subito è stata coppia guida insieme al marito dei gruppi ben due pullman di partecipanti dal piccolo paese di Gioiosa a Sacrofano. Oggi, oltre ad essere
famiglia e nel 2000, vista la necessità di essere adeguatamente preparata alle problematiche magistra, coadiuva il servizio in regione come vice segretaria regionale.
familiari, inizia il corso di qualificazione presso la scuola di formazione per consulenti familiari,
fondata da padre Cupia, a Roma, conseguendo dapprima il diploma e successivamente il master «Guida la tua canoa» «Non startene inerte, triste o adirato da solo tu devi guidar la tua canoa»
in consulenza familiare e psicopedagogia di prevenzione. Sempre in ambito familiare, partecipa ( B.P. ). La sua speranza è quella di essere efficace nel servizio, facendo del proprio meglio,
attivamente con la catena di solidarietà, al servizio della comunità agli anziani e nel 2005 insie- attraverso il riconoscimento e la valorizzazione, dei vari carismi che caratterizzano il Movimento,
me ad un gruppo di fratelli della comunità dà vita al consultorio familiare “Centro la Famiglia”. nel considerare ogni persona unica e irripetibile.
Crimeni Laura Emilia Maria, nata a Melito di Porto Salvo il
18.10.1961, sposata dal 1984 con Pasquale Gatto, madre
di due figli Alberto 31 anni e Gabriele 26 anni. Risiede
a Gioiosa Jonica. Lavora, con funzioni di assistente amministrativa, presso la Postazione Sanitaria Territoriale di
Gioiosa Ionica ASP5RC. Alle ultime elezioni amministrative
a Gioiosa Ionica, candidata con lista civica, risulta prima
eletta, ricoprendo ad oggi la carica di Presidente del Consiglio Comunale.

Laura Crimeni

SPECIALE ASSEMBLEA 2016

SPECIALE ASSEMBLEA 2016

Candidati servizio di consigliere nazionale
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Ascolano di provenienza ABRUZZESE, 67 anni,libero
professionista,nello scautismo dal 1962,prima nell’ASCI
e poi nell’AGESCI con servizio attivo; ho svolto l’incarico
di Segretario Regionale Marche nel triennio appena concluso;collaboro nella rivendita della cooperativa Strade
Aperte acquisendo esperienza all’interno del Movimento,
mi candido per offrire un contributo per la crescita del
M.A.S.C.I. con ampia disponibilità di tempo.

Mauro
Mellano

Ho iniziato presentando la mia famiglia perché ha sempre giocato un ruolo importante e fondamentale in tutte le mie scelte.
Per quanto riguarda il lavoro direi piuttosto lineare: ho lavorato trentotto anni presso una Banca
di interesse nazionale ( come si diceva una volta) svolgendo diversi ruoli, per la maggior parte del
tempo ho svolto l’incarico di direttore di Filiale. La mia attività lavorativa mi ha sempre interessato
e sono felice di aver lavorato in anni in cui l’essere “bancario” non era assimilabile ad un “reato”
come si percepisce oggi. Ora sono felicemente “esodato” in attesa di pensione.
Mi sono avvicinato allo scoutismo nel 1969 entrando a far parte del reparto Barba di Fuoco,
gruppo “Bardonecchia 1° “. Da subito è stata un’ esperienza affascinante e coinvolgente, erano
anni di grandi fermenti e importanti cambiamenti nella società e nell’Associazione stessa. Da
allora la scoutismo, condiviso sempre con Paola, mi ha accompagnato e ha sicuramente plasmato e orientato la mia vita .

Al Masci mi sono avvicinato intorno all’anno 2000 quando insieme ad un gruppo di amici ex
capi scout abbiamo dato vita alla comunità Val Susa: ha trovato subito il Masci interessante per
il clima che si respira e per la possibilità che offre di vivere la gioia dello scoutismo da adulti,
di un sorriso.
mettendo al centro la comunità e le esigenze di ciascuno.
Lascio spazio all’anagrafica con l’invito al Movimento di avvalersi delle sue competenze.
Nel movimento ho vissuto il servizio di Magister e di Segretario Regionale: ora volentieri accetto
questa candidatura perche continuo ad essere convinto che il Masci sia interessante e soprattutto
Sono nato sessant’anni fa a Domodossola (Verbania), 29 anni dopo mi sono sposato con Paola, perché ritengo necessario che il Movimento, pur avendo come centro le comunità, sia sempre
dal nostro matrimonio sono nati Enrico nel 1986 ed Elena nel 1990. Il 2 di luglio di quest’anno più pronto, a livello centrale, a cogliere e vivere al meglio le sfide dei nostri giorni. Per questo
siamo diventati nonni di Matteo, stupendo bimbetto figlio di Enrico ed Alice.
penso di impegnarmi.

Franz Petito

Sono nato a Battipaglia nel 1948, sono sposato con Giusy
dal 1973 e che ha allietato la mia vita con lo splendido
dono di due figli Mirko e Simona.
Ho incontrato la prima volta lo scautismo nel 1958 come
lupetto e la seconda volta nel 1962. Ho vissuto tutto il
percorso educativo da lupetto a rover fino ad assumere
responsabilità di capo unità, reparto e clan.
Sono entrato nel M. A. S. C. I. nel 2008, socio fondatore della comunità Battipaglia 2, assumendo l’incarico di
magister.
Ho partecipato:
• Agli incontri sulla comunicazione di Cesena, Loreto e
Roma;
• Al Sinodo dei Magister ad Alghero;
• All’organizzazione dei due campi nazionali, responsabi-

lità e scoperta, tenutosi a Battipaglia;
• Ai laboratori sullo “Sviluppo” di Loreto, Roma e Matera;
• Ho fatto parte delle pattuglie organizzativa degli eventi “Piazza Trivi e Quadrivi”, tenutosi a
Salerno, e “Agorà” a Caserta.
• Attualmente sono componente della pattuglia nazionale “Pace” e di quella regionale “Sviluppo”.
Il percorso lavorativo è terminato nel 2006 come dirigente di una multinazionale privata con
funzione di direttore di stabilimento e adesso collaboro con mio figlio nella sua attività.
Dei fratelli scout mi hanno invitato a rendermi disponibile a candidarmi per il Consiglio Nazionale
e, nel ringraziarli della fiducia, ho accettato per e in spirito di servizio.
Ritengo fondamentale, per il nostro Movimento, che si debba agire in maniera incisiva:
• Sullo “Sviluppo” nella sua piena accezione;
• Su una maggiore visibilità e comunicatività;
• Sulla necessità di collaborare, promuovere, coordinare progetti comuni con le altre realtà associative.

Nata l’11/07/57 a Venezia-Mestre
Sposata con Umberto Locatello dal 1984
Due figli: Marta 26 anni e Giuseppe 24 anni.
Diplomata ISEF, lavoro in segreteria di un istituto superiore
a Mirano e insegno ginnastica presciistica ai corsi del CAI.
Appassionata di montagna socia CAI da più di trent’anni.

reparto, capo clan/fuoco, maestra dei novizi, capo branco e capo gruppo. Nomina a capo nel
1980. Dal 1997 al 1999 sono stata Consigliere Generale AGESCI.
Nel 2009 insieme ad Umberto abbiamo fondato la Comunità MASCI a Mirano dove abito.
Da maggio 2011 ricopro il ruolo di Segretaria regionale del MASCI Veneto.
Quando la mia comunità ha saputo che Luisa, attuale consigliere Nazionale non ha dato la
disponibilità per la sua ricandidatura, ha proposto di candidarmi a Consigliere Nazionale vista
la scadenza del mio incarico di Segretario Regionale maggio del prossimo anno. Ha motivato
all’Assemblea Regionale la proposta della mia candidatura ritenendo che, grazie al mio servizio
di Segretaria Regionale conosco il livello nazionale e posso dare continuità al lavoro finora fatto,
per la crescita ed il rinnovamento del movimento.
Mi riconosco e cerco di testimoniare i valori dello scautismo che cerco di testimoniare nella semplicità e nella gioia di chi è disponibile a rimboccarsi le mani e sogna che la fedeltà alla promessa
possa migliorare il mondo.
Accetto la candidatura con spirito di servizio, cercherò di fare “del mio meglio” mettendomi in
gioco per il bene del movimento.

Nel 1966 ho abitato a Roma e ho frequentato il gruppo
delle coccinelle della parrocchia Stella Mattutina a Monte
Mario.
Entrata come guida nell’AGI gruppo di Mirano, nel 1970
(accompagnata dalla mia mamma Rosanna Palazzi ex
guida e capo coccinelle a Venezia e poi capo AGESCI), ho
proseguito in AGESCI il percorso scout.
Dal 1976 sono in Comunità Capi e ho svolto servizio educativo nel gruppo Mirano come capo

Chiara Sabadin

regionale “Risorgi Albania”, nella missione dei Padri Gesuiti di Tirana, negli ospedali di Madre
Teresa e nella bidonville a fare animazione ai bambini.
Nel 2009, ho condiviso e vissuto esperienze di servizio in Burkina Faso, adulti Masci e Agesci
insieme, per valutare la possibilità di realizzare “campi scuola” per futuri capi scout del BF.
Nel 2014, in Togo, sempre con mio marito e l’ AS Ciro Cirillo, abbiamo organizzato ad Asrama il
primo centro estivo nella storia del villaggio... portando avanti i progetti di “Eccomi” – la Onlus
del MASCI.
Come appartenente al gruppo Masci di “Protezione Civile” dell’Emilia Romagna, regione colpita
in modo significativo dal terremoto nel 2012, ancora una volta ”in gioco”, insieme a tanti adulti
scout, ho effettuato servizio in una delle tendopoli di Cavezzo, il Pala Verde.
Come Segretaria Regionale, ho curato, poi, la realizzazione dei progetti: “le casette” a Mirandola
e a Sammartini, realizzate grazie ai contributi raccolti da Eccomi.
All’assemblea regionale, del 15 maggio 2016, a Carpi, i 3 Segretari Regionali, miei predecessori,
con i quali faccio strada da molti anni, mi hanno candidata a Consigliere Nazionale: la Regione
ha votato all’unanimità, che emozione!
E… la mia risposta poteva essere solo: “Sono pronta… a continuare il gioco”

Cresciuta nello scoutismo giovanile, nel MASCI da ventisei
anni, da semplice appartenente al movimento sono stata
Magister, Responsabile allo Sviluppo Regionale, Segretario Regionale e Consigliere Nazionale.
Chi mi conosce sa che ho un carattere aperto e franco,
come la maggior parte dei toscani, mi sono impegnata nel
Movimento sia a livello locale che regionale che nazionale,
dando sempre la mia disponibilità al servizio.
Credo nei valori dello scoutismo e l’ho sempre considerato come scelta di vita. Ho cercato di portare questi valori
nella vita quotidiana, nella famiglia, nel lavoro e nei con-

tatti con altre realtà.
Credo nel MASCI come movimento di persone che devono guardare al futuro, senza scheletri
negli armadi, senza rancori o vecchie ferite; adulti che vogliono cambiare, non rimanere fossilizzati nel passato.
Ringrazio tutti coloro che prima di me hanno aperto la strada al cambiamento ed al nuovo, senza
però scordare ciò che è stato fatto negli anni. Credo fermamente in un MASCI attivo, fuori dalle
consuetudini, non inquadrato, ma libero di prendere parte alla vita esterna.
Mi candido perché credo che il lavoro fatto fino ad ora non deve essere perso, per dare a chi viene
dopo di me un “fil rouge” per continuare a lavorare.
Sarò felice sia che venga eletta o no, perché svolgerò comunque il mio servizio all’interno del
Movimento, per uno scoutismo sempre in crescita proiettato verso il domani.

Dopo un primo mandato di Consigliere Nazionale Masci,
mi ricandido per costruire e sviluppare un Movimento che
sappia parlare agli adulti del nostro tempo ed agli AS delle
comunità con un esempio ed un linguaggio di sincerità,
responsabilità ed impegno, nello stile di chi non si prende
troppo sul serio, ma sappia essere solidale e sensibile alla
dignità di ogni situazione e persona. Per offrire al Movimento un Servizio maturato dalla mie esperienze svolte
nell’associazionismo cattolico e laico e nella chiesa locale.
Penso che la nostra missione dell’educazione permanente
trovi oggi il compito difficile, ma necessario, di richiamare
gli adulti all’ambizione di essere tali assumendosi il compito sociale ed educativo, di saper provvedere agli altri
oltre che a se stessi.
Come diceva il cardinale Martini, ritengo che “l’età adulta
è la stagione per eccellenza in cui dare significati al vissuto, sperimentare lo spessore dell’esistenza e per attuare il rapporto concreto tra la ricchezza della fede e l’esperienza storica, culturale
e civile”.
Il mio percorso scout è iniziato da adolescente aderendo allo scoutismo dal reparto e da allora

non ne sono più uscito. Dopo l’esperienza scout giovanile prima in ASCI e poi in Agesci sono stato, in più città come Verbania, Torino, Milano ed ora Como a causa della mia migrazione familiare,
capo reparto, Maestro del Noviziato, capo Clan, quadro associativo Agesci in regione Lombardia
in R/S e Volontariato sociale ed eletto per tre mandati come consigliere nazionale Agesci. Membro della Pattuglia nazionale RS, Capo campo nei campi di formazione metodologica prima R/S e
poi Interbranca. Con grande soddisfazione sono passato al Masci per continuare la strada dello
scautismo in un ambito consono alla mia età adulta, dove ho svolto anche il ruolo di Magister
della mia comunità di Como. Nel Masci sono stato eletto Consigliere Nazionale dal 2013 al 2016
ed in regione Lombardia sono incaricato alla Formazione.

Vanda
Sansovini

Camillo Ludovico
Sono Francesco Bosticardo e ricambio con gioia a Mauro
la cortesia fattami con la presentazione della mia candidatura a CN nell’Assemblea di Bardonecchia. I dettagli
personali, familiari e scout sono riportati più avanti, io
mi voglio concentrare su tre caratteristiche peculiari che
lo rendono un candidato importante per il nostro Movimento.
Disponibilità ad assumersi le responsabilità del ruolo ricoperto.
Equilibrio nell’affrontare e risolvere i problemi e le situazioni.
Coinvolgimento della persone che gli sono vicine.
Avevo detto tre, ma “devo” aggiungere una qualità scout
che fa da cappello alle altre, e di Mauro una persona
davvero speciale: L’ALLEGRIA, con la quale ci ha tolto da
molte situazioni critiche con la razionalità e la leggerezza

“Gioca, non stare a guardare”: questa frase di Baden-Powell è diventata il motto della mia vita.
Appartengo al Masci da quasi 30 anni (mancano pochi
mesi) e le occasioni per “mettermi in gioco” sono state
molteplici e io… pronta ad accoglierle e a viverle .
Nel 2007 sono stata chiamata a far parte del Comitato Esecutivo Nazionale: per la prima volta veniva chiesto
questo servizio alle donne. Mi sono stati affidati i “Poli
di Eccellenza”, che hanno messo in rete le regioni e le
comunità. Il progetto, ha avuto la sua cassa di risonanza
nel “Sinodo dei Magister” ad Alghero, nel 2009.
Mentre si avvicinava la scadenza del mandato triennale
nel Comitato, sono stata candidata al servizio di Segretaria Regionale ed il 13 febbraio 2011, a Castel S. Pietro,
sono stata eletta. Per la prima volta, una donna responsabile della Regione Emilia Romagna! Dal 16 febbraio 2014, secondo mandato, sto sperimento la
“diarchia” e svolgo il servizio insieme a Domenico (Luciano) Gavardi.
Nel 2011 dal 27 luglio all’8 agosto ho fato un’indimenticabile esperienza di servizio al Jamboree in Svezia.
Ricordando un manifesto che prometteva una vita avventurosa “vieni in Marina e girerai il mondo..” ho pensato di rettificarlo in “vieni nel Masci e … girerai il mondo” ed ho coniugato la mia
voglia di conoscenza col servizio.
Un po’ di date: nel 1995 in Albania, ho fatto servizio con mio marito Roberto, per il progetto

Laura Terreni

Angelo
Vavassori

Alcune note biografiche:
Ho insegnato 40 anni e più nell’ambito della prima infanzia: nell’Asilo Nido e nella Scuola
dell’Infanzia. Ora sono al soldo dell’INPS.
Sono laureata in scienze criminologiche.
Ho 65 anni, un marito scout dall’ASCI e due figli cresciuti in AGESCI, ora impegnati a vivere la
vita familiare, e quattro nipoti.

Sono di origini bresciane (Pontoglio, Brescia) ma ora vivo a Como e sono sposato con Daniela che
condivide con me l’esperienza Masci; abbiamo tre figli Davide, Giulia e Caterina. Lavoro come
professionista agronomo e paesaggista, ovvero mi occupo di paesaggio, parchi pubblici e privati,
alberi, forestazione, ambiente naturale ed educazione ambientale. Amo divulgare quello che conosco ed ho imparato per cui ho scritto una dozzina di libri ed un centinaio di articoli divulgativi e
tecnici della disciplina di cui mi occupo. Da sempre credo nel volontariato per cui ho speso quasi
tutti i miei anni, oltre che nel lavoro, in associazioni di volontariato di tipo ecclesiale, educativo,
ambientale e di cittadinanza attiva.

SPECIALE ASSEMBLEA 2016

SPECIALE ASSEMBLEA 2016

Indirizzo di
programma 2016-2018

Candidati servizio di revisore dei conti
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(Art. 24 Reg. Naz. – Art. 15 Reg.Ass.)

Il ripropormi a Revisore dei Conti ha origine dalla sincera
volontà di mettermi ancora una volta a servizio del Movimento.
li servizio reso come coordinatore dei Revisori ha permesso di affinare le mie capacità professionali e questo ruolo
mi ha portato a sviluppare una più attenta e necessaria
azione di controllo ma anche una stretta collaborazione
con l’Amministratore al fine di garantire una gestione del

bilancio efficacie, efficiente e trasparente del Movimento.
Un lavoro che oggi mi permette di avere le necessarie ed ulteriori conoscenze per migliorare ancora se possibile l’azione di controllo prevista, una professionalità quindi che credo possa essere
ancor più utile al Movimento anche in relazione alla nuova normativa per il terzo settore e che in
materia di fiscalità che impone ulteriori attenzioni ai bilanci dei movimenti, associazioni, ecc…
Nella speranza che l’Assemblea accolga la mia richiesta auguro a tutti BUONA STRADA

Maurizio Cipolloni

Vincenzo Colella

Claudio Cursi

Presento ufficialmente, attraverso queste parole, la mia
candidatura come revisore dei conti all’interno del Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani. Sono nato a Napoli
il 1/11/1965, attualmente sposato, con due figli. Lavoro
come responsabile amministrativo nel campo della ragioneria. Sono altresì specializzato nella consulenza del
lavoro.
All’interno dell’organizzazione scout, ho ricoperto già
diversi compiti: sono magister, in diarchia, della comunità di Afragola 1, presso il qual territorio offro il mio aiuto

nel servizio verso gli altri, insieme agli altri membri della comunità stessa. Da due anni, inoltre,
faccio parte del “Comitato esecutivo M.A.S.C.I.” della regione Campania e sono stato membro
della pattuglia organizzativa della regione per l’evento nazionale “Agorà dell’educazione”. Sono
inoltre responsabile della pattuglia regionale per la modifica del regolamento regione Campania.
Lo scautismo, com’è noto ai molti, è un movimento tra i più numerosi al mondo e con la maggior
diffusione. Attraverso la fantasia, il gioco, l’avventura la vita all’aria aperta, l’esperienza comunitaria, la progressiva ricerca di senso della vita e lo sviluppo della dimensione sociale e spirituale, lo
scautismo risponde alle tante e autentiche domande dei giovani ed adulti sulla vita e sul crescere
in essa. Grazie alla mia esperienza, sento di poter dare un contributo concreto e costante all’organizzazione del M.A.S.C.I., in linea con i suoi principi guida.

Nato a Casaprota (RI) il 31/01/1951, risiede da oltre 60
anni a Monterotondo, dove si è inserito nell’ambiente
sociale e lavorativo distinguendosi per il suo impegno in
ambito politico e nelle attività di volontariato.
E’ sposato con Luisa Valle, ed ha tre figli i quali hanno
vissuto tutti l’esperienza dello Scoutismo.
Ha lavorato fino al 2011 in banca come Quadro direttivo,
e in quella sede è stato conosciuto e stimato per la sua
competenza professionale.
E’ stato impegnato nello Scoutismo fin dal 1963: prima
come scout, poi come Aiuto Capo Branco, Capo Riparto
e Maestro dei Novizi.

Da vari anni ha intrapreso il cammino degli Adulti Scout e attualmente è membro della comunità
MASCI di Monterotondo.
Dal 2005 al 2008 è stato Vicesegretario Regionale del Lazio e dal 2012 al 2015 ha avuto
rinnovato questo incarico.
Attualmente è Revisore dei Conti per il triennio 2013/2016.
Ha collaborato per 15 anni con il mondo del volontariato nel “Centro Betania”, punto di ascolto
e prima accoglienza per extra-comunitari e persone bisognose.
Ha ricoperto vari incarichi amministrativi locali: Presidente Assemblea ASL, Vice Presidente Comitato di Gestione USL, Consigliere Comunale.
Ha seguito dal 2000 al 2009 le problematiche della scuola in quanto Presidente del Consiglio
d’Istituto del Liceo Scientifico “G.Peano”di Monterotondo.
Fa parte del Consiglio Pastorale ed Economico della sua Parrocchia.

Nato a Genova nel 1943, laureato a Napoli nel “69, e poi
Sassari, Pescara e finalmente Torino per testimoniare una
vocazione ad essere “in cammino e in strada” da ogni
punto di vista. Non per niente ”pellegrino” a piedi dal
Gran San Bernardo e dal Monginevro a Roma e poi a Bari
ed a Gerusalemme.

Sposato con Patrizia, con tre figli (tutti passati per lo scoutismo) e sette nipoti, dirigente in pensione, Adulto Scout in Piemonte con la Comunità Rivoli 1.
Anche nello scoutismo in pieno cammino, nel curriculum Magister, Segretario regionale, Consigliere del Centro Mario Mazza di Genova, attualmente nel Collegio dei Revisori dei conti del
MASCI in sostituzione del compianto amico Enzo Vitale, con il fermo proposito di non appendere
il Fazzolettone al chiodo e di essere sempre pronto al servizio.

Dino di Cicco

Decio
Di Franco

È con grande piacere che accetto la candidatura a revisore
dei conti nel MASCI;
sono Decio, Giovanni Decio all’anagrafe, è praticamente
uno scout da sempre; entro nella grande famiglia degli
scout nel 1973, a soli sei anni, nel CNGEI, e dall’ora non
mi sono mai tolto il fazzolettone dal collo, sposando anche
una capo, Chiara, e formando un piccolo branco personale
di tre lupette (per ora); dal 1981 sono in AGESCI dove,
chiaramente, ha ricoperto per più di una volta tutti ruoli presenti in un gruppo, sia come capo che come aiuto;
sono nelle strutture associative AGESCI da moltissimi
anni, ricoprendo svariati incarichi di zona, anche come
responsabile; ancora attualmente in regione come formatore sia in campi per capi che per ragazzi, consigliere

generale dal 2014, sono anche capo gruppo e capo reparto nel gruppo AGESCI Altamura 1.
Un grande sogno ho sempre avuto da molti anni, quello di formare un gruppo MASCI nella mia
città, Altamura, credendo moltissimo nelle potenzialità degli adulti e quindi dare un’opportunità
a chi veramente voleva e vuole mettersi in gioco; ci sono riuscito, con l’aiuto di alcuni che come
me ci hanno creduto, e, dopo qualche anno di rodaggio, abbiamo aperto la comunità MASCI
Altamura 1 “Voglia di Volare”
Anche se il fisico non tanto me lo permette più, ritengo di avere sempre forte il mio spirito scout e
quindi cerco di mettere sempre a disposizione la mia umile esperienza sia scout che nell’ambito
dell’associazionismo, credo molto nel dialogo, nel confronto fraterno e nello spirito di servizio che
dovrebbe caratterizzare ogni singolo scout, mi sforzo di essere testimone del Vangelo svolgendo
anche il servizio di Ministro Straordinario dell’Eucarestia.
Un abbraccio fraterno

Premessa
L’indirizzo programmatico costituisce l’orientamento per la
crescita e le azioni di tutto il Movimento nel prossimo triennio.
Per la sua specifica natura di indirizzo, deve indicare le priorità
essenziali sulle quali siamo chiamati a camminare per affrontare le sfide di uomini e donne della società di oggi.
Questo significa che non può essere esercizio retorico, non può
riguardare tutti gli aspetti immaginabili, né deve prevedere attività concrete spettanti alla programmazione dei vari livelli del
movimento.
E’ inoltre utile ed importante precisare che il riferimento fondamentale dell’identità e dell’agire del MASCI è il Patto Comunitario, che dobbiamo sempre tenere come base delle nostre scelte, del nostro impegno e del nostro stile.
Il cammino per l’elaborazione di questo Indirizzo è sostanzialmente partito all’”Agorà” da cui sono emerse delle “urgenze”
per il nostro Movimento che, organizzate all’interno di tre cornici - antropologica, relazionale, metodologica -hanno aiutato
la riflessione delle comunità e delle regioni.
Lo sforzo che si è fatto, cercando di coinvolgere tutti in questo
importante snodo di vita del MASCI, è stato quello di proporre
all’interno di ogni cornice le sfide che ci si presentano innanzi
e gli orizzonti che possiamo traguardare nel vicino futuro: non
l’insieme di tutte le necessità ma alcune possibili tracce di percorsi per rispondere alle priorità evidenziate.
Questi obiettivi proposti dovranno poi essere declinati da ogni
livello- nazionale, regionale, comunità – che li tradurrà in attività, eventi, iniziative ed imprese, nei tempi e con le modalità
che sceglierà nella propria autonomia.
Si è ritenuto elaborare questo indirizzo al fine di individuare
una significativa risposta degli adulti scout alla necessità di un
nuovo umanesimo, capace di valorizzare il concetto di persona, che ha in sé una dimensione relazionale, e di abbandonare
quello di individuo che, invece, rappresenta la chiusura attorno
al proprio IO.
In estrema sintesi l’idea forte che è sottesa a questo indirizzo
programmatico può esplicitarsi nel bisogno di riscoprire la
nostra umanità come creature in relazione attente al cambiamento e testimoni di speranza.

percorsi di fuga dalla volontà di dialogo e di coesione sociale. E’ fondamentale educare al cambiamento per affrontare la
complessità delle situazioni sociali, ambientali, tecnologiche,
familiari e professionali.
La cultura dominante disattende i valori fondanti la crescita armonica dell’uomo. Il crescente individualismo, la ricerca esasperata del successo e la paura portano sempre più a chiudersi
in se stessi. Anche di fronte alla tragicità dei flussi migratori
non possiamo restare indifferenti: non è solo un problema attuale, drammatico ed urgente, è un frutto emblematico della
nostra società odierna con le grandi contraddizioni che la caratterizzano.
La capacità di intervenire nella cultura attuale deve poggiare
sulle forze vitali e creative della persona. E’ indispensabile riflettere sul tema dell’identità degli uomini e delle donne di oggi,
comprendere come il nostro essere creature sia in comunione
con tutte le altre. L’appartenere ad una realtà cosmica capace
di offrire orizzonti di senso, può orientare le scelte riguardanti
l’intera sfera della vita per raggiungere la felicità.

Gli orizzonti cui tendere
1. Riconoscere e interpretare ogni forma di cambiamento,
in una continua esplorazione della città, della Chiesa, dei
propri ambienti di vita. Essere capaci di discernere, testimoniare e promuovere nuovi stili di vita, per un cambiamento personale e collettivo che salvaguardi il pianeta, il
bene comune, la convivenza e la giustizia sociale, in una
prospettiva di speranza per le nuove generazioni.
2. Acquisire capacità di modulazione che consenta di aprirci
alla comprensione, alla convivenza e al rispetto delle diversità culturali. Incontrare gli altri non usando solo il nostro linguaggio. Educare al senso critico e superare ogni
soggettivismo, per crescere nell’accoglienza e integrazione
del diverso, per la costruzione di una vera comunità umana.
3. Attuare azioni educative capaci di dirottare il desiderio da
noi verso gli altri. Testimoniare i valori etici promossi dalla
Legge scout, con la consapevolezza che i comportamenti
personali sono in grado anche di influenzare gli indirizzi
della società. Testimoniare gli impegni della Promessa con
l’esperienza del servizio quale dimensione di gratuità e condivisione.

Cornice Relazionale
Le sfide che si presentano

Cornice Antropologica
Le sfide che si presentano
Le complessità e i cambiamenti culturali e socio-economici in
atto nella nostra società non devono spaventare né provocare

L’educazione è per sua natura relazione. La grande povertà
relazionale dell’uomo e della donna di oggi si riflette su molti aspetti e scelte della vita e della società: dal matrimonio alla
famiglia, dagli amici al lavoro, dal rapporto con i figli a quello
tra diverse generazioni, dai propri beni al bene comune, dalla
convivenza con culture diverse alla giustizia sociale.
L’idea di benessere come ricchezza economica, l’individuali-

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SPECIALE ASSEMBLEA 2016

32

smo, ed il consumismo hanno riempito la vita delle persone
di cose, generando nel tessuto sociale conflitti, odi, chiusure,
indifferenze.
Sono compromessi l’esercizio della democrazia e della cittadinanza attiva, la capacità di fare comunione e di vivere la dimensione della comunità: non si è più capaci di relazioni stabili e
durature all’insegna della gratuità e della gioia.
Il grande progresso nella comunicazione, strumento privilegiato di relazione che dovrebbe favorire una cultura di conoscenza, dialogo e trasferimento delle esperienze, rischia di
indebolire la qualità dei rapporti nella loro profondità, nella
realtà dell’incontro, nella responsabilità propria dell’adulto.
Occorre entrare nelle dinamiche delle tecnologie e capire come
usarle a favore della relazione autentica.

Gli orizzonti cui tendere
1. Operare per una nuova umanizzazione con la disponibilità
al cambiamento delle nostre relazioni, dalla nostra comunità alla realtà sociale più ampia fino alla mondialità, per
promuovere una cultura dell’accoglienza e del dialogo.
Essere parte della creazione, aprirci al confronto sul senso
dei nostri rapporti umani, evitando giudizi e pregiudizi, e
guardando l’altro come dono.
2. Superare la nostra autoreferenzialità per capire e affrontare i cambiamenti sociali e tecnologici. Rispondere alle esigenze e ai linguaggi delle diverse generazioni per favorire
il dialogo, la coesione e il confronto intergenerazionale. E’
indispensabile saper misurare e discernere le parole senza
perdere la misura e il senso di esse.
3. Maturare la disponibilità ad uscire per metterci in continuo
confronto con gli altri, le comunità, le istituzioni, le componenti sociali, la Chiesa, per imparare a “fare rete” e “gettare ponti”. Costruire relazioni di fiducia con le associazioni
e in particolare con i movimenti scout giovanili per essere
riconosciuti proposta credibile di cammino educativo degli
adulti.

SPECIALE ASSEMBLEA 2016

metodo scout: dalla dimensione esperienziale alla dimensione
testimoniale.

Mozioni

Gli orizzonti cui tendere
1. Definire la concreta applicazione degli elementi fondamentali del metodo scout nell’educazione degli adulti, in particolare: vita all’aperto, spirito d’avventura, senso del gioco,
capacità progettuale.
2. Vivere la spiritualità scout per dare senso al proprio agire
e proporre il servizio, inteso anche come cittadinanza attiva, quale condizione esistenziale per l’adulto scout, fondato
sull’esperienza di fede.
3. Considerare i percorsi educativi e formativi per la verifica e
la riscoperta delle scelte personali e dell’identità delle stesse Comunità.

Sviluppo, formazione, comunicazione:
Gli aspetti dello sviluppo, della formazione e della comunicazione sono trasversali rispetto alle tre cornici sopra riportate;
saranno curati nel triennio individuando, per ciascuno, una
progettualità condivisa ai vari livelli (nazionale, regionale,
comunità, secondo le proprie competenze e strutture) che,
guardando agli orizzonti a cui tendere, sappia individuare percorsi di risposta alle diverse esigenze delle varie realtà territoriali.

Il Consiglio Nazionale del MASCI
Roma 23-24-25 Settembre 2016

Mozioni presentate
dalla regione Calabria

Mozioni presentate
dalla regione Lazio

Mozioni presentate
dalla regione Puglia

MOZIONE N. 1

MOZIONE N. 1

MOZIONE N. 1

L’Assemblea Nazionale del M.A.S.C.I., al
fine di assicurare un più ampio senso di
partecipazione alla Cooperativa “Strade
Aperte”, che risulta, come da proprio Statuto,
struttura di servizio per ogni realtà del
Movimento, conferisce mandato agli organi
nazionali di promuovere, con le modalità
che si riterranno opportune, l’iscrizione di
un adulto scout per ognuna delle Comunità attualmente censite che non abbiano
già propria rappresentanza tra i soci della
Cooperativa stessa.

MOZIONE N. 2

Tenuto conto della valenza del metodo scout
nel percorso di educazione permanente
dell’adulto aderente al M.A.S.C.I. e considerando che il Movimento accoglie adulti
che non hanno esperienza di scautismo
giovanile, chiediamo al prossimo Consiglio
Nazionale di promuovere la conoscenza e la
riscoperta del metodo scout all’interno delle
Comunità, con particolare attenzione ai suoi
aspetti di applicazione all’età adulta.
Con riferimento ai campi di formazione
(Arcipelago), chiediamo, altresì:
- che i formatori partecipino ad incontri di
approfondimento su contenuto e metodo;
- che l’offerta formativa sia posta in relazione sia alle indicazioni programmatiche
stabilite dall’AN che alla domanda proveniente dalle Comunità e sia sottoposta a
verifica annuale.

RACCOMANDAZIONE

Cornice Metodologica
Le sfide che si presentano
Di fronte alla crisi dell’educazione e più in generale dell’umanesimo molti adulti sembrano aver rinunciato a proporre il
senso e le regole per vivere con responsabilità e libertà.
Il nostro Movimento considera l’età adulta non un punto di
arrivo nella vita di ciascuno ma una fase di essa, propone l’educazione degli adulti secondo il metodo scout. Il declinarlo
per l’età adulta nella quotidianità comporta fatica, difficoltà e
dubbi.
Il metodo scout deve essere attuato nel rispetto delle diverse
stagioni della vita, capace di evolversi per essere al passo con i
tempi in cui viene vissuto, mantenendo fermi gli ideali e i valori
propri dello scautismo.
Dare una diversa prospettiva alla dimensione pedagogica del

In considerazione:
dell’importanza rivestita dall’esercizio della
cittadinanza responsabile nell’ambito del
metodo scout; del particolare rilievo che
tale aspetto riveste per l’adulto scout perché
si impegni attivamente nel proprio tempo
e nel proprio territorio al fine di “lasciare
il mondo un po’ migliore” di come è stato
trovato, secondo l’insegnamento di B.-P.
Raccomanda al CN ed al CE del prossimo
triennio:
- di favorire percorsi di impegno e partecipazione, ai livelli regionali, zonali e di
comunità;
- di lavorare per mettere in rete tutte le
buone prassi, relative ai suddetti temi, già
presenti nel Masci;
- di realizzare una rete di rapporti con realtà esterne al Movimento che sugli stessi
temi sono impegnate.

(MOZIONE SOSTENUTA ANCHE DALLA REGIONE SARDEGNA)
Si propone di concretizzare nel mandato del
prossimo Consiglio Nazionale una revisione
dello Statuto per confrontarsi nuovamente
sugli obiettivi del MASCI e per dare strutture adeguate a quegli obiettivi.

MOZIONE N. 2

Si propone di elaborare con tutte le associazioni scout presenti in Italia un progetto
comune e condiviso, come fondamento
per lo sviluppo del MASCI. L’obiettivo sarà
proporre il MASCI come casa comune dello
scautismo dedicato agli adulti.

MOZIONE N. 3

• in considerazione del ruolo decisivo svolto

dal fratello scout Riccardo Della rocca,
già Presidente Nazionale e Segretario
Nazionale del Movimento, nella genesi e
nello sviluppo del progetto che ha portato
all’acquisizione e alla gestione da parte
del Movimento (attraverso la Cooperativa
Strade Aperte ed il contributo di tanti
Aduti Scout) della Base scout di Sala
(Rieti);
• al fine di onorarne la memoria in un
luogo di incomparabile bellezza, posto al
servizio della vocazione scout all’educazione attraverso la vita all’aperto e della
collaborazione fra lo scautismo adulto e
quello giovanile;
chiedono che la Base scout di Sala assuma il
titolo “Base Scout Riccardo della Rocca”.

MOZIONE N.4

Considerando che
• Nell’articolo 2 comma 2 del Regolamento
del MASCI, approvato al Consiglio Nazionale del 26 gennaio 2013 e pubblicato
sul sito, si parla di “fazzolettone scout di
colore blu”.
• Nei raduni, anche quando si richiede di
essere in uniforme, si vedono fazzolettoni
difformi, blu e celesti.
• Il fazzolettone è un segno distintivo del
nostro movimento e di norma consegnato
con cerimonia

Si propone

che il Consiglio Nazionale adotti le opportune iniziative per modificare il regolamento
al fine di adeguarlo circa la foggia e il colore
del fazzolettone e darne larga adeguata
informazione

Convinti dell’attualità del nostro Patto Comunitario che recita:
Il MASCI è un movimento laicale riconosciuto dalla Conferenza Episcopale Italiana
(CEI) e le nostre Comunità sono “comunità
di fede” che offrono agli adulti scout un
cammino di conversione del cuore”,
chiediamo che il MASCI, in questo triennio,
avvii contatti con la Conferenza internazionale dello scautismo cattolico (CICS)
allo scopo di arrivare ad una adesione del
MASCI alla stessa CICS.

MOZIONE N. 2

PREMESSO che si ritiene indispensabile
avviare una fase di riflessione sull’attualità e
funzionalità dello Statuto vigente in considerazione dei profondi cambiamenti sociali,
culturali, politici e economici che si sono
verificati in questi ultimi anni nel Paese;
PREMESSO che profondi cambiamenti si
registrano anche all’interno della Chiesa;
CONSIDERATO che in questa società, così
profondamente cambiata, il Movimento ha
bisogno di riflettere, alla luce del Patto Comunitario, sull’adeguatezza dello Statuto alla
necessità di svolgere un ruolo protagonista
nella società e nella Chiesa;
dà mandato agli Organi Nazionali del Movimento perché:
1. entro il prossimo triennio sia avviata una
formale fase di revisione statutaria che
ponga al centro della riflessione:
a. identità e finalità del MASCI
b. modello organizzativo e di rappresentanza a tutti i livelli del Movimento
c. organi (competenze e responsabilità) e
procedure decisionali
2. il percorso che condurrà alla eventuale
convocazione dell’Assemblea Straordinaria, consenta il maggior coinvolgimento
possibile di adulti scout, favorendo il
confronto a livello regionale, cui è riconosciuto un ruolo centrale.

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SPECIALE ASSEMBLEA 2016

Regolamento
del masci
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Titolo I - L’Adulto Scout (art. 3 dello Statuto)
Art. 1 – Soci
1. Sono Soci del MASCI gli Adulti Scout (AS) che
fanno parte di una Comunità.
2. Chi aspira a diventare Socio ne fa richiesta al
Magister della Comunità, locale o regionale, cui
chiede di appartenere e diviene tale, a pieno titolo,
una volta che la Comunità l’abbia accolta e sia stato provveduto al suo censimento.
Art. 2 - Distintivo ed uniforme
1. I Soci del MASCI si qualificano con il distintivo
metallico riproducente l’emblema dell’ISGF.
2. Qualora le Comunità lo ritengano opportuno,
i Soci possono indossare, nelle attività comunitarie o di servizio, una uniforme scout completa costituita da :
- camicia di colore grigio con due tasche a toppa con pattina o polo dello stesso colore;
- pantaloni lunghi o gonna di velluto millerighe di colore blu;
- fazzolettone scout di colore blu con il distintivo dell’ISGF;
- maglione di lana di colore blu ;
- giacca impermeabile di colore blu;
- cintura scout con fibbia del MASCI o, eventualmente, dell’associazione giovanile scout
di provenienza;
- distintivo, in stoffa, dell’ISGF cucito al centro della tasca sinistra della camicia o della
polo e, in metallo smaltato, appuntato sul
maglione, in posizione corrispondente al distintivo della camicia.
- distintivo di Comunità, di stoffa rettangolare
e convessa, delle dimensioni di mm 65x25
(sfondo verde con scritta in giallo) riportante
il nome della località ed il numero progressivo di Comunità, posizionato sul margine
superiore della manica destra della camicia
o della polo.
- distintivo di Regione, di stoffa rettangolare,
delle dimensioni di mm 50x60, posizionato sulla manica destra della camicia o della
polo, sotto il distintivo di Comunità
3. Non sono ammessi altri distintivi all’infuori di
quelli di cui sopra e di quelli, eventualmente, di
un singolo evento, ma solo per il periodo dell’evento stesso.
4. I Soci che fanno parte della Comunità Italiana
dei Foulards Blancs possono indossare sull’uniforme MASCI il fazzolettone ed i distintivi
della Comunità.
5. Il Consiglio Nazionale può deliberare, a maggioranza semplice, l’adozione di altri distintivi.
6. Spetta ai singoli Consigli Regionali definire
l’emblema contenuto nel distintivo di Regione
e di curarne la vendita tramite la cooperativa
Strade Aperte o altre cooperative scout.

SPECIALE ASSEMBLEA 2016

Titolo II – La Comunità (art. 4 dello Statuto)
Art. 3 – Censimenti e quote associative
1. Entro il 31 dicembre di ogni anno il Magister
invia al Comitato Esecutivo il censimento dei
soci della propria Comunità per l’anno successivo, accompagnato dal versamento dell’intera
quota associativa, come determinata dal Consiglio Nazionale.
Contestualmente il Magister invia al Segretario
Regionale copia del censimento; il Consiglio
Regionale, tramite il Segretario Regionale, ha
trenta giorni di tempo per opporsi in modo
motivato al censimento della Comunità, che
altrimenti è accolto dal Comitato Esecutivo.
2. Fino al 30 giugno di ciascun anno possono essere inviati al Comitato Esecutivo censimenti
individuali suppletivi, accompagnati dal versamento della quota associativa; copia dei medesimi è contestualmente trasmessa ai Segretari
Regionali.
3. Le Comunità di nuova costituzione possono
essere censite, versando l’intera quota associativa, in qualsiasi momento dell’anno, con richiesta trasmessa dal Segretario Regionale unitamente alla valutazione espressa dal Consiglio
Regionale.
4. Entro trenta giorni dalla ricevuta comunicazione, da parte del Comitato Esecutivo, dell’opposizione al censimento espressa dagli Organi
Regionali, le Comunità od i gruppi promotori
di Comunità nuove possono, tramite il proprio
rappresentante, inoltrare ricorso motivato in
forma scritta al Presidente
Nazionale per la decisione definitiva, che verrà
emanata entro i sessanta giorni successivi al ricevimento del ricorso.
Art .4 – Comunità Regionali (art. 5, paragrafo
5 dello Statuto)
1. Con modalità fissate dal proprio Regolamento ogni Regione potrà formare la Comunità
Regionale costituita da quegli AS che in via
transitoria non fanno parte di una Comunità,
individuandone anche il Magister.
2. Sulle proprie attività ed iniziative la Comunità Regionale invia, almeno una volta all’anno,
una relazione scritta al Consiglio Regionale;
quest’ultimo ne invia copia, corredandola delle proprie osservazioni, al Comitato Esecutivo
che, nel confronto tra le diverse Comunità Regionali, può fornire indicazioni e suggerimenti.
3. La Comunità Regionale partecipa, con doveri e
diritti pari a quelli delle altre Comunità, a tutte
le assemblee ed alle attività, regionali e nazionali, del Movimento.
Art. 5 – La Comunità dei Foulards Blancs (F.B.)
1. Il Masci riconosce la Comunità Scout Italiana
Foulards Blancs, costituita da Scout dell’AGESCI e del MASCI.
2. Il MASCI censisce come soci coloro che, fatta
la scelta di educazione permanente secondo
le proposte di servizio della Comunità Italiana F.B., intendono impegnarsi nel Movimento
aderendo agli ideali ed ai valori dello Scautismo
per adulti espressi nel Patto Comunitario e nello Statuto.
3. Il censimento avviene di norma nelle Comunità
locali di cui i F.B. divengono membri attivi; in

via eccezionale è possibile il censimento nelle
Comunità Regionali.
Art.6 – La Carta di Comunità, il documento
costitutivo, la denominazione, la registrazione,
gli adempimenti per il riconoscimento ai fini
fiscali della qualifica di ente associativo (art. 6
dello Statuto)
1. La Carta di Comunità va formulata dopo un
congruo periodo di preparazione, auspicabilmente non oltre il biennio dalla data di costituzione della Comunità, e va sottoposta alla
verifica del Consiglio Regionale prima di essere
inoltrata al Presidente Nazionale per la ratifica.
2. La Carta deve contenere anche:
a. l’adesione espressa ed integrale al Patto Comunitario, allo Statuto ed al Regolamento
del MASCI;
b. le disposizioni relative alla composizione ed
al funzionamento dell’Assemblea, del Magistero ove previsto, ed alle elezioni per gli
incarichi sociali.
3. Coloro che intendono formare una Comunità
devono redigere e sottoscrivere un documento
costitutivo come associazione non riconosciuta
ai sensi degli artt. 36, 37 e 38 CC e nel quale
sia espressa l’adesione ai principi, alle finalità ed
alle normative del Movimento. Tale documento va inoltrato, per valutazione, al Consiglio
Regionale che, tramite il Segretario Regionale,
lo invierà poi al Comitato Esecutivo per la registrazione.
4. La Comunità assume il nome della località di
costituzione. Le Comunità della stessa località
aggiungeranno al nome il numero progressivo
di costituzione. E’ possibile inoltre aggiungere
una denominazione specifica.
5. Il Comitato Esecutivo invia alla nuova Comunità il diploma di registrazione e, recuperando
il puro costo, la bandiera dell’ISGF, con indicazione, in una etichetta cucita nell’angolo
superiore sinistro, del numero di registrazione
attribuito alla Comunità.
6. Per il riconoscimento ai fini fiscali della qualifica di Ente associativo e della conseguente non
imponibilità alle imposte dirette ed all’IVA, la
Comunità, entro tre mesi della sua costituzione, richiede all’Agenzia delle Entrate competente per territorio il rilascio del codice fiscale
e, tramite un intermediario autorizzato, presenta il Modello EAS, rivolgendosi alla Segreteria
nazionale del Movimento per ogni eventuale
assistenza.
Art.7- Organismi del livello regionale
1. Valutate le proprie esigenze di eventuale maggiore articolazione rispetto a quella indicata
dall’art. 9 dello Statuto, le Regioni redigono il
Regolamento per il funzionamento degli organismi regionali, da sottoporre all’approvazione
del Consiglio Nazionale.
2. In via sperimentale ai livelli di responsabilità
delle Comunità e delle Regioni è possibile attuare la diarchia (un uomo e una donna). La
diarchia si esprime come unità singola nell’esercizio del voto, nella rappresentanza e nella
spesa, secondo quanto previsto dallo Statuto
per i singoli membri eletti operanti ai vari livelli. E’ compito del C.N. valutare l’andamento di
tale sperimentazione.

Art. 8 - Rinnovo degli incarichi e comunicazioni inerenti
1. Gli incarichi elettivi regionali sono di norma
rinnovati tra il 30 aprile ed il 30 giugno degli
anni di intervallo tra le assemblee nazionali.
2. I risultati delle elezioni dei Magisteri vengono
comunicati, a cura del Magister, al Comitato
Esecutivo e al Segretario Regionale, nei successivi quindici giorni; nello stesso termine il
Segretario Regionale comunica al Comitato
Esecutivo i risultati delle elezioni delle Assemblee Regionali.
Art. 9- Iniziative regionali e deleghe alle Regioni per l’attuazione di iniziative nazionali
1. Al fine di facilitare la programmazione di eventi
nazionali i Segretari Regionali comunicano al
Comitato Esecutivo con congruo anticipo (preferibilmente entro il mese di novembre dell’anno precedente a quello di previsto svolgimento)
gli eventi regionali od interregionali previsti.
2. Le richieste di delega per l’organizzazione e lo
svolgimento di eventi od attività di livello ed a
carattere nazionale devono comunque essere
indirizzate al Comitato Esecutivo entro il suddetto termine.
Titolo IV - Del livello nazionale
Art. 10- Dell’organizzazione di eventi nazionali
(art. 10, paragrafo 1, lettera f, dello Statuto)
1. Gli eventi di competenza del livello nazionale
possono essere delegati alle Regioni, su richiesta o comunque con il consenso delle stesse, da
parte del Consiglio Nazionale
2. Gli eventi di livello nazionale, anche se la loro
organizzazione sia stata delegata ad una Regione, si autofinanziano con il contributo dei
partecipanti.
3. Per eventi ed attività a carattere ricorrente
(come, per esempio, gli eventi di formazione)
il Consiglio Nazionale può stabilire il trasferimento di alcuni costi a carico del Movimento.
Art. 11 -Assemblea Nazionale (art. 12 dello Statuto)
1. Il Consiglio Nazionale fissa la data e il luogo
dell’Assemblea Nazionale almeno un anno
prima e ne stabilisce l’ordine dei lavori almeno
cinque mesi prima.
2. Ogni Comunità, ricevuta la convocazione,
provvede all’elezione dei propri Delegati sulla
base del censimento dell’anno in corso al 30/04,
se la sessione dell’Assemblea Nazionale è convocata per una data tra il 15/08 e il 31/12; sulla
base del censimento dell’anno precedente se la
sessione è convocata per una data tra il 1/01 e il
14/08; il Segretario Nazionale provvederà a comunicare il numero dei censiti ed il numero dei
Delegati assegnati non oltre un mese dopo la
chiusura dei censimenti ai fini dell’assemblea.
I Delegati sono eletti in ragione di uno per Comunità. Le Comunità danno comunicazione al
Segretario Regionale dei nominativi dei Delegati eletti. Ove le Comunità non provvedano
all’elezione di un proprio Delegato, potranno
assegnare la delega al delegato di un’altra Comunità dandone notizia al Consiglio Regionale. I Segretari Regionali comunicano al Comitato Esecutivo tali nominativi almeno trenta

giorni prima dell’Assemblea Nazionale.
3. I componenti del Consiglio Nazionale, del Comitato Esecutivo e gli Assistenti Ecclesiastici
Regionali, essendo membri di diritto, non possono essere nominati Delegati.
4. La qualità di Delegato è documentata da un
certificato firmato dal Segretario Regionale, da
consegnare alla Commissione per la verifica
delle credenziali che opera per tutta la durata
dell’ Assemblea e che ne controlla la validità
sulla base degli elenchi in suo possesso.
5. Il Delegato, regolarmente iscritto all’AN, impossibilitato a partecipare può essere sostituito
dalla propria Comunità, anche da un delegato
di altra comunità; il Magister ne informa per
iscritto il Segretario Regionale prima dell’apertura dell’Assemblea. La sostituzione è comunicata per iscritto dal Segretario Regionale o da
un suo delegato al Presidente della Commissione per la verifica delle credenziali.
6. Ciascun Delegato esprime un solo voto per il
Presidente e il Segretario Nazionale, un voto
per i componenti del Collegio dei Revisori dei
Conti e fino a tre voti per i componenti del
Consiglio Nazionale
7. Nel caso che due o più candidati riportino parità dei voti viene eletto il più anziano per appartenenza al MASCI senza soluzione di continuità.
8. Se nessuno dei candidati alla carica di Presidente e di Segretario Nazionale ottiene alla
prima votazione la maggioranza dei voti dei
componenti dell’Assemblea Nazionale, si procede ad una votazione di ballottaggio tra i due
candidati che, al primo scrutinio, hanno ottenuto il maggior numero di voti.
9. I Revisori dei Conti partecipano all’Assemblea
Nazionale con solo diritto di parola sui problemi che riguardano le loro competenze, a meno
che non siano Delegati.
Art 12 - Candidature ed elezione ad incarichi
nazionali
1. Spetta al Consiglio Nazionale ed a ciascuna Assemblea Regionale presentare le candidature ai
sensi dell’art.12 dello Statuto.
2. Da parte di ogni soggetto proponente può essere indicato un solo candidato agli incarichi di
Presidente Nazionale, Segretario Nazionale e
Revisore dei Conti e tre candidati all’incarico
di Consigliere Nazionale.
3. Le candidature devono essere comunicate al
Comitato Esecutivo almeno quattro mesi prima della data di inizio dell’Assemblea. Per la
validità dell’invio fa fede il timbro postale o una
ricevuta che attesti la data di spedizione della
comunicazione.
4. Almeno tre mesi prima della data dell’Assemblea Nazionale, ogni candidato deve dichiarare
al Comitato Esecutivo l’accettazione della candidatura per l’incarico al quale intende concorrere. Non si possono accettare candidature a
più incarichi.
5. Il Comitato Esecutivo verifica le condizioni di
eleggibilità dei candidati e l’intervenuta loro accettazione e forma un elenco, in ordine alfabetico, con l’indicazione della provenienza della
candidature e della Comunità di appartenenza.
Tale elenco deve essere comunicato a tutte le
Comunità, ai componenti dei Consiglio Na-

zionale ed agli Assistenti Ecclesiastici Regionali
almeno un mese prima dell’Assemblea.
6. Il Consigliere Nazionale eletto o l’Adulto Scout
nominato nel Comitato Esecutivo decade dalle
funzioni di Segretario Regionale o di Magister.
Ove un Consigliere Nazionale eletto accetti di
far parte del Comitato Esecutivo, decade dal
Consiglio Nazionale e gli subentra il primo dei
non eletti.
Art. 13 - Del Presidente Nazionale e del Vicepresidente (art. 13 dello Statuto)
1. Il Presidente, nell’evenienza in cui, per motivi
di necessità ed urgenza, si sia pronunciato pubblicamente a nome del Movimento, ne dà subito notizia per posta elettronica ai Consiglieri
Nazionali.
2. Il Presidente Nazionale convoca 1’Assemblea
Nazionale almeno centoventi giorni prima della data stabilita, dando comunicazione a tutte le
Comunità ed ai Segretari Regionali della data,
del luogo e dell’ordine dei lavori stabiliti dal
Consiglio Nazionale.
3. Il Presidente dirime in via definitiva le controversie all’interno del Movimento, comprese
quelle in merito all’interpretazione dello Statuto, su ricorso degli interessati, che debbono
necessariamente essere sentiti prima della decisione. Allo scopo si avvale dell’assistenza di
due Adulti Scout in funzione di consulenti, che
vengono scelti dal Consiglio Nazionale alla sua
prima riunione dopo l’Assemblea Nazionale.
La durata dell’incarico dei due consulenti del
Presidente è uguale a quella di quest’ultimo;
essi sono sostituiti in caso di dimissioni o incompatibilità con le cariche del Movimento. Le
decisioni finali restano di esclusiva pertinenza e
responsabilità del Presidente.
4. La relazione del Presidente all’Assemblea Nazionale, a nome del Consiglio Nazionale, sullo
stato generale del Movimento e sull’attuazione
degli indirizzi programmatici è pubblicata sul
portale del MASCI e comunicata ai Segretari
Regionali ed a tutte le Comunità in formato
elettronico (ovvero per posta ordinaria alle
Comunità per le quali non risulta un indirizzo di posta elettronica) almeno venti giorni
prima dell’Assemblea Nazionale e comunque
pubblicata in tempo utile su “Strade Aperte”. Il
Presidente la può aggiornare nel caso di eventi
particolari, degni di menzione, successivi alla
stesura.
5. Il Presidente convoca il Consiglio Nazionale
in seduta ordinaria almeno tre volte l’anno, e
in via straordinaria su richiesta di almeno un
terzo dei suoi componenti; la convocazione, di
norma, viene effettuata per posta elettronica.
6. Il Presidente convoca la prima riunione del
Consiglio Nazionale entro il trentesimo giorno
successivo alla conclusione dell’Assemblea Nazionale che lo ha eletto. In apertura dei lavori
provvede alla nomina del Vice Presidente Nazionale che viene immediatamente sottoposta
alla ratifica del Consiglio Nazionale.
7. Ove ricorrano importanti e giustificate motivazioni, il Presidente può sospendere gli atti del
Comitato Esecutivo. Tale decisione è notificata
per scritto al Segretario Nazionale e, per conoscenza, ai componenti del Consiglio Nazionale, che la discuterà nella prima riunione utile.

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SPECIALE ASSEMBLEA 2016

SPECIALE ASSEMBLEA 2016
Una foto del teatro dove si svolge l’assemblea,

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In caso di decisioni di particolare importanza
ed urgenza il Presidente può procedere, anche
per posta elettronica, a sentire i Consiglieri e,
nel caso vi sia la richiesta di almeno un terzo
di questi, provvede a convocare un Consiglio
Nazionale straordinario.
8. In caso di iniziative a carattere regionale o interregionale in contrasto con le norme dello Statuto e
del Patto Comunitario o con le linee programmatiche del Movimento, l’intervento del Presidente
ha luogo previa consultazione dei due Adulti
Scout indicati al paragrafo 3 del presente articolo.
Art. 14- Dell’Assistente Ecclesiastico Nazionale
(art.14 dello Statuto)
La relazione dell’Assistente Ecclesiastico Nazionale, analogamente a quella del Presidente, è
pubblicata sul portale del MASCI e comunicata
ai Segretari Regionali ed a tutte le Comunità in
formato elettronico (ovvero per posta ordinaria
alle Comunità per le quali non risulta un indirizzo di posta elettronica) almeno venti giorni prima
dell’Assemblea Nazionale e comunque pubblicata
in tempo utile su “Strade Aperte”.
Art. 15- Del Consiglio Nazionale (art.15 dello
Statuto)
1 . Le riunioni del Consiglio Nazionale sono valide quando sono presenti chi può presiederlo
ed almeno la metà degli altri componenti con
diritto di voto. Le delibere del Consiglio Nazionale sono adottate a maggioranza assoluta dei
voti espressi, considerando tali anche le astensioni. In caso di parità il voto del Presidente o,
in sua assenza, quello del Vicepresidente è determinante.
2. All’inizio di ogni riunione vengono fissati i
tempi massimi delle relazioni e degli eventuali
interventi successivi.
3. Le delibere sono adottate per alzata di mano.
Si procede a scrutinio segreto ove si tratti di
elezioni o scelte di persone, oppure se venga
richiesto da almeno un terzo dei componenti
del Consiglio Nazionale. Qualora si tratti di ratificare l’assegnazione di incarichi proposta dal
Presidente Nazionale o dal Segretario Nazionale si procede a scrutinio segreto salvo delibera a
maggioranza del Consiglio Nazionale.
4. Le proposte di modifica del Regolamento sono
rese note a tutti i membri del Consiglio Nazionale almeno venti giorni prima della sessione
nella quale verranno discusse.
5. Tra i partecipanti alla riunione viene nominato
un segretario con il compito di redigere il verbale e di curare, tramite gli uffici amministrativi del Movimento, che venga trasmesso a tutti i
membri del Consiglio Nazionale, anche per via
informatica, ma assicurandosi della avvenuta
ricezione. Il verbale è approvato dal Consiglio
Nazionale nella riunione successiva, previa discussione ed eventuale inserimento di osservazioni o emendamenti da parte dei componenti
del Consiglio Nazionale.
Art.16 - Del Segretario Nazionale e del Comitato Esecutivo (artt.16 e 17 dello Statuto)
1. Il Segretario Nazionale comunica i nomi dei
soci scelti come componenti il Comitato Esecutivo, compreso quello del Vicesegretario,
nella prima riunione del Comitato Nazionale

successiva all’Assemblea Nazionale che lo ha
eletto.
2. Il Comitato Esecutivo si riunisce almeno quattro volte l’anno su convocazione del Segretario
Nazionale contenente l’indicazione dell’ordine
del giorno.
3. Le riunioni del Comitato Esecutivo sono valide
quando sono presenti il Presidente Nazionale
ed almeno la metà degli altri componenti con
diritto di voto. Le delibere del Comitato Esecutivo sono adottate a maggioranza assoluta dei
voti espressi, considerando tali anche le astensioni. In caso di parità il voto del Segretario
Nazionale o, in sua assenza, quello del Vicesegretario è determinante.
4. L’opposizione degli organi regionali al censimento di una Comunità preesistente o la valutazione negativa della richiesta di registrazione
di una nuova Comunità determinano la sospensione delle richieste sino all’esito dell’eventuale ricorso previsto dall’art. 3, paragrafo 4 del
presente regolamento.
In tali ipotesi il Comitato Esecutivo notifica
alla Comunità od al gruppo promotore di una
nuova Comunità l’opposizione espressa dagli
organi regionali, assicurandosi dell’avvenuta
ricezione della notifica ed informandone il
Segretario Regionale competente. Detta informativa potrà contenere i suggerimenti che il
Comitato Esecutivo ritenesse opportuni.
La mancata proposizione del ricorso o un suo
esito negativo impediscono di procedere al
censimento e alla registrazione; in tal caso il
Comitato Esecutivo procede all’archiviazione
delle richieste ed alla restituzione delle quote.
5. La relazione prevista dall’art. 17, paragrafo 5,
lettera a) dello Statuto va trasmessa ai membri
del Consiglio Nazionale almeno trenta giorni
prima della riunione nella quale dovrà essere
discussa.
Titolo V - Dei bilanci e delle quote associative
Art. 17
1. Il Consiglio Nazionale, su proposta dell’Amministratore e previo parere favorevole del
Comitato Esecutivo, approva entro il mese di
febbraio di ogni anno il bilancio preventivo e,
successivamente, le variazioni alla previsione
originaria nonché eventuali spese straordinarie.
2. Il Consiglio Nazionale, entro il 30 giugno di
ogni anno, sentita la relazione del Collegio dei
Revisori dei Conti approva il bilancio consuntivo dell’esercizio precedente redatto dall’Amministratore e munito del parere favorevole del
Comitato Esecutivo.
3. La bozza del bilancio consuntivo, la bozza del
bilancio di previsione e le proposte di variazione alla previsione originaria o di spese straordinarie, accompagnate da una relazione esplicativa, devono essere comunicate ai componenti
del Consiglio Nazionale, a cura dell’Amministratore, dopo l’approvazione da parte del Comitato Esecutivo, almeno venti giorni prima
della seduta nella quale verranno discusse.
4. Qualora il bilancio di previsione venga approvato ad esercizio iniziato, l’Amministratore è
autorizzato, per ciascun titolo, ad effettuare
spese nel limite di un dodicesimo ogni mese

della previsione dell’anno precedente.
5. Il Consiglio Nazionale determina, non oltre il
mese di settembre di ogni anno, la quota associative per l’anno sociale successivo. Possono
essere stabilite quote diversificate per coppie,
nuclei familiari e soci in servizio presso associazioni scout giovanili.

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TITOLO VI – Della mondialità (artt.21 e 22
dello Statuto)
Art.18- Progetti di Cooperazione allo Sviluppo,
imprese e gemellaggi internazionali.
Il Consiglio Nazionale, i Consigli Regionali, le
Assemblee di Comunità possono, in accordo con
altre organizzazioni non governative (nazionali
o internazionali), promuovere progetti di cooperazione allo sviluppo, nonché imprese di livello
internazionale, o parteciparvi, e promuovere gemellaggi soprattutto con realtà in via di sviluppo.
Il Segretario Internazionale:
1. stimola e favorisce la partecipazione a tali attività;
2. fornisce alle Comunità ed alle Regioni informazioni sulle opportunità esistenti, sulle organizzazioni non governative affidabili interessate a
forme di collaborazione, sulle modalità per di
realizzare e dare continuità ed efficacia a tali
attività;
3. invia all’Ufficio mondiale dell’ISGF la documentazione sulle attività alle quali partecipa il
M.A.S.C.I.;
4. mantiene aggiornato l’archivio dei “Progetti di
Cooperazione”, nonché l’archivio dei gemellaggi e delle imprese;
5. nella sua relazione annuale al Consiglio Nazionale dedica a tali attività uno specifico capitolo.
Titolo VII - Delle imprese (art. 23 dello Statuto)
Art.19- Delle iniziative promosse dal M.A.S.C.I.
1. Le Imprese Nazionali del M.A.S.C.I. sono promosse dal Consiglio Nazionale che nomina per
la loro gestione una commissione. Almeno una
volta all’anno il presidente della commissione riferisce al Consiglio Nazionale sullo stato
dell’iniziativa.
2. Le società, le fondazioni e le associazioni di cui
all’art. 23, paragrafo 1 dello Statuto sono costituite solo a seguito di decisione assunta dal
Consiglio Nazionale, che ne definisce scopi e
struttura organizzativa.
3. Gli statuti dei detti enti devono prevedere nei
loro organi decisionali e di controllo la presenza maggioritaria di Soci del M.A.S.C.I.; i Soci
chiamati a farne parte sono indicati dal Consiglio Nazionale.
4. Ogni anno il Responsabile di ogni ente illustra
al Consiglio Nazionale il bilancio d’esercizio e
presenta un rapporto sullo stato dell’ente, sulle
attività svolte e su quelle in programma.
Art.20- Iscrizione al Registro delle Organizzazioni di Volontariato
1. I Regolamenti Regionali e le Comunità fissano
gli adempimenti e le modalità operative da attuare per procedere, ai sensi della legge 266/91,
alla iscrizione dei rispettivi livelli al Registro
delle Organizzazioni di Volontariato istituito
presso le Regioni e le Province Autonome.

2. I Segretari Regionali, i responsabili delle strutture intermedie eventualmente previste dai
Regolamenti Regionali ed i Magistri delle Comunità rappresentano rispettivamente il Movimento nella Regione, nella zona di competenza della struttura intermedia e nella città sede
della Comunità. In tale qualità intervengono
nelle attività che, ai sensi dell’art. 10 della legge
266/91, sono o potranno essere disciplinate da
regolamenti regionali o provinciali. Gli stessi,
nel rispetto degli adempimenti e delle modalità operative fissati dalle norme regolamentari
emanate dal livello rappresentato, possono, ai
sensi dell’art. 6 della legge 266/91, iscrivere lo
stesso al Registro delle Organizzazioni di Volontariato istituito presso la propria Regione o
Provincia Autonoma, stipulare le convenzioni
di cui all’art. 7 della legge citata, nonché svolgere ogni altra attività, operazione, atto, ricorso,
appello o contratto a quanto sopra collegati o
conseguenti.
3. Spetta al Consiglio Nazionale deliberare e stipulare le polizze assicurative a favore dei Soci, ivi
comprese quelle obbligatorie previste dall’art. 4
della legge 266/91.
4. Presso la Segreteria Nazionale è istituito il registro degli aderenti previsto dall’art. 3 del D.M.
14/2/1992 per l’elencazione dei soci volontari
al fine della copertura assicurativa obbligatoria
di cui all’articolo precedente. Alla sua tenuta è
preposto il Segretario Nazionale o persona da
questi designata, previa autorizzazione del Comitato Esecutivo.
5. I Segretari delle Regioni, i responsabili delle
strutture intermedie ed i Magistri delle Comunità iscritte ai Registri delle Organizzazioni di
Volontariato ai fini del primo inserimento e
del costante aggiornamento del registro di cui
all’art. 3 del D.M. 14/2/ 1992, sono tenuti, contestualmente all’ottenimento dell’iscrizione al
Registro delle Organizzazioni di Volontariato
da parte della Regione o della Provincia Autonoma, a comunicare alla Segreteria Nazionale
l’elenco dei soci volontari e, nella giornata stessa
in cui avviene, ogni sua successiva variazione.
6. Il Consiglio Nazionale, su istanza dei livelli regionali, può di volta in volta delegare a questi
ultimi la costituzione di O.N.L.U.S. che non

ricadano nella categoria delle Organizzazioni
di Volontariato iscritte ai Registri Regionali,
con le stesse modalità previste per la costituzione e il funzionamento degli enti di cui ai
paragrafi 1 e 2 dell’art. 23 dello Statuto. In tale
ipotesi il Consiglio Regionale delegato è tenuto agli adempimenti descritti come propri del
Consiglio Nazionale nei precedenti paragrafi di
questo articolo.
Titolo VIII - Modifica del Regolamento
Art.21
La procedura di modifica del regolamento è quella prevista dall’art.26, paragrafo 3, lettere c e d dello Statuto.
Titolo IX – Norme transitorie
Art 22
Entro dodici mesi dall’approvazione del presente
Regolamento l’Assemblea Regionale è tenuta ad
emanare il Regolamento Regionale previsto dallo
Statuto, inviandolo per la valutazione e la ratifica
al Consiglio Nazionale, che vi procede nella prima
seduta successiva all’invio.
Art. 23
In deroga al disposto dell’art.11 paragrafo 2 del
presente Regolamento, per la designazione dei
delegati all’Assemblea Nazionale del 2004 dovrà
farsi riferimento alle risultanze del censimento
chiuso il trenta giugno del medesimo anno.
Art. 24 - Indirizzo programmatico
Per quanto riguarda “L’indirizzo programmatico
pluriennale del Movimento” (Statuto art.12 c.2 b)
per l’Assemblea 2013 si segue il procedimento di
seguito descritto:
I consigli Regionali elaborano proposte per l’indirizzo programmatico e le fanno pervenire, 15
giorni prima del Consiglio Nazionale di Maggio,
al Presidente Nazionale che le assegna alla Commissione competente la quale provvederà ad ordinarle segnalando gli elementi di omogeneità e
di discordanza.
Nel consiglio Nazionale di maggio tutte le proposte verranno esaminate, discusse ed integrate

con le proposte ed i suggerimenti dei Consiglieri
Nazionali; in quella sede non si giungerà a nessun
testo definitivo.
Successivamente al Consiglio Nazionale di maggio la Commissione competente provvederà alla
stesura di un testo definitivo interpellando anche
gli altri Consiglieri Nazionali e le regioni proponenti.
Il testo sarà organizzato per punti e punti ben
definiti in modo da consentire una facile e chiara
emendabilità e laddove se ne ravvisi la necessità
verranno formulate due proposte da votare anche
in contrapposizione in Assemblea nazionale.
Il Consiglio Nazionale discuterà il testo proposto
dalla Commissione competente e lo integrerà con
quanto emerso dalla relazione del Presidente e
dell’AEN e formulerà la proposta definitiva.
Il testo così formulato sarà inviato alle regioni almeno 20 giorni prima dell’inizio dell’Assemblea.
Il Regolamento dell’Assemblea definisce le procedure per giungere alla formulazione degli Indirizzi programmatici nel corso dell’Assemblea
Nazionale.
Art. 25 - Specifici documenti di interesse generale del Movimento
Per quanto riguarda “specifici documenti di interesse del Movimento” (Statuto art.12 c.2 c) per
l’Assemblea 2013 si segue il procedimento di seguito descritto:
I consigli Regionali e il Consiglio Nazionale fanno pervenire almeno 30 giorni prima dell’inizio
dell’Assemblea specifici documenti di interesse
generale del movimento.
Tali testi saranno inviati alle regioni e alle comunità almeno 20 giorni prima dell’Assemblea.
Non è previsto che si possano proporre ulteriori documenti nel corso dell’Assemblea ma solo
emendamenti ai documenti ufficialmente distribuiti.
In casi di assoluta urgenza e gravità mozioni specifiche e circostanziate potranno essere proposte
a firma congiunta del PN e del SN, o da 2/3 dei
membri del CN.
Il Regolamento dell’Assemblea definisce le procedure per giungere alla formulazione delle mozioni.
Approvato al C.N. del 26 Gennaio 2013

SPECIALE ASSEMBLEA 2016

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Regolamento per lo
svolgimento della
assemblea nazionale
TITOLO PRIMO
Operazioni preliminari e di apertura dell’Assemblea - Organi assembleari
Art. 1- Commissione per la verifica delle credenziali
Il Consiglio Nazionale nell’ultima sua riunione
anteriore all’Assemblea Nazionale nomina la
Commissione per la Verifica delle Credenziali
(art. 11 del Regolamento). La Commissione è costituita da un Presidente, due Vice Presidenti e altri tre componenti scelti tra gli iscritti al MASCI e
si insedia sul luogo dell’Assemblea almeno un’ora
prima dell’ora fissata dal Consiglio Nazionale per
l’apertura della accoglienza dei delegati. Prima del
suo insediamento la Commissione riceverà dalla
Segreteria nazionale elenchi in triplice copia dei
delegati e degli altri aventi diritto a partecipare
all’Assemblea, suddivisi per regioni.
Art. 2 - Verifica delle credenziali
I delegati delle Comunità sono tenuti a presentarsi
alla Commissione, mostrando le proprie credenziali, che verranno siglate ed immediatamente
loro restituite. La presenza verrà segnata sugli appositi elenchi.
Ove un delegato regolarmente iscritto, impossibilitato a partecipare, sia stato sostituito dalla
propria Comunità (art.11 del Regolamento), la
Commissione ne depenna il nome dagli elenchi
e vi aggiunge le generalità del sostituto, anche di
altra Comunità. La sostituzione è comunicata dal
Segretario Regionale su indicazione del Magister
o suo delegato.
Al momento dell’apertura dell’Assemblea, la
Commissione comunica al Presidente Nazionale
il numero dei presenti. Successivamente fornirà lo
stesso dato aggiornato al Presidente dell’Assemblea ogni volta che questi lo richiederà.
Art. 3 - Operazioni di apertura dell’Assemblea
Constatata la presenza del numero legale per la
validità dell’Assemblea Nazionale, il Presidente
Nazionale, dichiaratala aperta, propone la nomina:
a) del Presidente e del Vice Presidente;
b) di due Segretari;
c) del Comitato Mozioni
d) del Collegio degli scrutatori in aula composto
da un presidente e quattro scrutatori;
e) del seggio elettorale composto da un Presidente
e due componenti.
Art. 4 - Ordine del giorno
Sulla base dello Statuto (art. 15.6.e) l’ordine del
giorno dell’Assemblea Nazionale è deciso dal
Consiglio Nazionale.
In casi eccezionali di necessità ed urgenza il
Presidente Nazionale ed il Segretario Nazionale
congiuntamente possono chiedere in qualunque
momento, con apposita mozione d’ordine, l’inserimento all’ordine del giorno di nuovi argomenti.
In nessun caso questa procedura può essere utiliz-

SPECIALE ASSEMBLEA 2016

zata per modificare lo Statuto, il Regolamento e il
Patto Comunitario.11
Art. 5 - Presidente e Vice Presidente dell’Assemblea
Il Presidente dell’Assemblea ne dirige i lavori curando la regolarità dello svolgimento12. Pone ai
voti proposte e mozioni e proclama i risultati delle
votazioni.
Cura che dei lavori svolti sia redatto il relativo verbale, che poi sottoscrive unitamente al Vice presidente e ai segretari.
Il Vice Presidente coadiuva il Presidente e lo sostituisce in caso di temporanea assenza13.
Art. 6 - Segretari
I Segretari curano la redazione del verbale dell’Assemblea, contenente il resoconto dei lavori svolti
e delle deliberazioni assunte e, in allegato, il relativo materiale (mozioni o interventi scritti).
Art. 7 - Collegio degli scrutatori
Il Collegio degli scrutatori attende a tutte le operazioni di voto a scrutinio palese e segreto ad
eccezione delle elezioni ad incarichi di persone,
comunicandone i risultati al Presidente dell’Assemblea.
Art. 8 - Seggio elettorale
Il Seggio elettorale viene costituito per l’elezione
a scrutinio segreto di incarichi di persone ai vari
ruoli (Presidente, Segretario Nazionale, Consiglieri Nazionali, Revisori dei conti.): il Presidente del
seggio elettorale sovrintende a tutte le operazioni
di voto, verifica le credenziali siglate degli elettori, garantisce la riservatezza del voto, comunica
al presidente dell’Assemblea i risultati del voto e
consegna la relativa documentazione ai Segretari.
Per tutelare la riservatezza del voto, nella sede del
seggio devono essere predisposte due o più postazioni di voto.
Art. 9 - Documenti sottoposti all’Assemblea
I documenti e mozioni sottoposti all’Assemblea
dal Consiglio Nazionale e dalle Assemblee
Regionali sono inviati alle Regioni e alle Comunità almeno venti giorni prima della data di apertura dell’Assemblea. Emendamenti a tali documenti
e mozioni possono essere proposti nel corso
dell’Assemblea entro le ore 18 del giorno di apertura della stessa.
Solo in caso di assoluta necessità ed urgenza, mozioni specifiche e circostanziate possono essere
proposte a firma congiunta del Presidente Nazionale e del Segretario Nazionale, ovvero da almeno
due terzi dei membri del Consiglio Nazionale,
che ne depositeranno il testo presso la Presidenza dell’Assemblea entro le ore 18 del giorno di

11. È opportuno il richiamo allo Statuto nel caso
che a qualcuno venisse in mente di discutere
o votare l’ordine del giorno. Il nuovo articolo
comprende una parte dell’art. 10 del precedente
Regolamento per le Assemblee.
12. La frase tolta è stata fusa nell’attuale art. 11
13. Nuovo.

apertura della stessa. Emendamenti a tali mozioni
possono essere presentate fino al momento della
discussione14. In nessun caso tali mozioni possono essere usate per modificare lo Statuto, il Regolamento e il Patto Comunitario.
Art. 10 - Comitato Mozioni
Per l’esame preliminare dei documenti e mozioni
proposti, a norma del precedente articolo, dal
Consiglio Nazionale e dalle Assemblee Regionali,
delle mozioni di necessità e urgenza presentate in
Assemblea, nonché degli emendamenti depositati
relativi a tali documenti, è costituito un Comitato
Mozioni nominato dal Consiglio Nazionale tra i
membri dell’Assemblea e composto da un Presidente e due componenti.
Il Comitato Mozioni esamina i testi apportandovi, d’intesa coi presentatori, modifiche formali
o destinate a chiarire il senso, ovvero, in caso di
testi concernenti argomenti analoghi, promuovendo un coordinamento e un’armonizzazione
degli stessi. Ugualmente, qualora l’Assemblea costituisca delle Commissioni, il Comitato Mozioni
provvederà, in accordo con i Presidenti delle medesime, ad armonizzare e coordinare i loro documenti che concernano argomenti analoghi.
Il Comitato Mozioni agisce anche come organo
consultivo a disposizione del Presidente dell’Assemblea sulle questioni relative alla discussione di
mozioni ed emendamenti15.
TITOLO SECONDO Svolgimento dell’assemblea
Art. 11 - Ordine dei lavori e facoltà di intervento
Il Presidente dell’Assemblea cura che gli argomenti inseriti all’ordine del giorno vengano
trattati
senza spostamenti e nel tempo previsto.
Il Presidente, tenendo conto del tempo a disposizione e del numero delle richieste di intervento,
fissa preventivamente la durata massima degli
interventi e, allo scadere del tempo, toglie irrevocabilmente la parola.
Il Presidente per garantire il rispetto dei tempi
dell’Assemblea può fissare il numero massimo di
interventi su un determinato punto in discussione.
Nella discussione nessuno può prendere la parola
senza averla ottenuta dal Presidente.
Il Presidente può revocare la facoltà di parlare
quando l’intervento non sia pertinente all’argomento in discussione.
Coloro che chiedono di parlare hanno la parola
nell’ordine di iscrizione, salvo diverso avviso del
Presidente.
Coloro che intervengono nelle discussioni e nelle
votazioni esprimono una volontà propria in forza
del potere che loro deriva dallo “status” di membri
dell’Assemblea.

14. Questa clausola (“Emendamenti…” ecc.), nuova, è inserita nell’ipotesi che anche le mozioni “di
assoluta necessità ed urgenza” siano emendabili.
15. Clausola nuova, che codifica la prassi e
raccoglie un elemento dell’art. 10 del precedente
Regolamento per le Assemblee.

Il Presidente indica le persone che faranno parte
della Commissione deputata all’elaborazione finale delle Linee programmatiche 2013/16, tenuto
conto del lavoro fatto in precedenza.
Art. 12 - Mozione d’ordine
Coloro che intendono avanzare una proposta
procedurale volta a dare un diverso corso ai lavori tramite mozione d’ordine, riconosciuta tale dal
Presidente dell’Assemblea16, hanno diritto di parlare alla fine dell’intervento in corso. Il dibattito
sulla mozione d’ordine è limitato ad un intervento
a favore e uno contrario e la mozione viene quindi
messa ai voti. Se approvata essa entra immediatamente in vigore17.
Art. 13 - Commissioni
Con delibera dell’Assemblea possono essere costituite delle Commissioni incaricate di approfondire temi specifici. Il Presidente della Commissione,
eletto con voto palese, provvede a stilare il documento finale dei lavori della Commissione sotto
forma di mozione da sottoporre all’approvazione
dell’Assemblea.
Il Presidente della Commissione per interventi di
particolare interesse può dare la parola a soci non
delegati nel corso dei lavori della Commissione.
Art. 14 - Mozioni, emendamenti e votazioni
Il Presidente, di ufficio o su proposta di uno o più
partecipanti all’Assemblea, può mettere ai voti
una mozione per punti separati.
Qualora sul medesimo argomento siano presentate più mozioni, esse vengono messe ai voti
iniziando da quella che, se approvata, modificherebbe più radicalmente la situazione esistente. Il
relativo giudizio è rimesso al Presidente. Qualora
su una mozione siano presentati uno o più emendamenti essa viene messa ai voti prima nella forma emendata, iniziando ove occorra dall’emendamento che a giudizio del Presidente appare il più
radicale. Se tutti gli emendamenti sono respinti la
mozione viene messa ai voti nel testo originario.
Nessuno può parlare due volte su una mozione eccetto che per domande di chiarimento e mozioni d’ordine - salvo il proponente per la replica al
termine del dibattito
Art. 15 - Linee di indirizzo programmatico
L’Assemblea Nazionale approva le linee di indirizzo programmatico del Movimento per il
successivo triennio. Esse sono coerenti con il
Patto Comunitario e con lo Statuto e discendono
dalle esperienze e dalle riflessioni realizzate nel
Movimento e dalle sollecitazioni che esso accoglie
dalla realtà sociale ed ecclesiale. Le linee di indirizzo programmatico, approvate nel corso dell’Assemblea, entrano in vigore solo dopo la chiusura
dell’Assemblea in cui sono state approvate.
Il Consiglio Nazionale e conseguentemente il Comitato Esecutivo traducono le linee programmatiche in progetti ed attività, che offrono agli Adulti
Scout occasioni di crescita permanente e di testi-

16. Concetto inserito in via generale nella clausola
finale dell’art. 10
17. Clausola ora inserita nel nuovo articolo 4.

monianza.
Le proposte di indirizzo programmatico vengono
elaborate, discusse e sottoposte ad approvazione
dell’Assemblea sulla scorta delle indicazioni pervenute dalle Regioni ed elaborate dal Consiglio
Nazionale (art. 24 del Regolamento).
Per l’esame delle proposte di indirizzo programmatico il Presidente dell’Assemblea può proporre
la costituzione di gruppi di lavoro. In tal caso le
varie parti delle proposte stesse sono distribuite tra i gruppi di lavoro, ciascuno coordinato da
membri del C.N. e/o del C.E., che provvedono ad
una sintesi delle indicazioni emerse e le trasmettono all’apposita Commissione.
La Commissione provvede, sulla scorta delle sintesi ricevute, ad elaborare ove possibile, una proposta organica - ovvero due proposte alternative di indirizzo programmatico in punti ben definiti,
da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea.
Art. 16 - Relazioni del Presidente Nazionale e
dell’Assistente Ecclesiastico Nazionale
In apertura dei lavori dell’Assemblea il Presidente
Nazionale e l’Assistente Ecclesiastico Nazionale
svolgono la propria relazione (o una sintesi di
quanto inviato nei tempi previsti) sul triennio
trascorso.
Tali relazioni sono sottoposte all’approvazione
dell’Assemblea. Il Comitato Mozioni provvede
alla formulazione di una mozione di approvazione evidenziando gli elementi che possono rappresentare indicazioni per il lavoro futuro.
Art. 17 - Maggioranze
La mozione di approvazione della relazione del
Presidente Nazionale, le mozioni su argomenti di
interesse generale del movimento, la proposta di
indirizzo programmatico ed ogni altra mozione
sono approvate con la maggioranza assoluta dei
voti espressi, considerando voti espressi anche le
astensioni (art.12.6 dello Statuto).
Art. 18 - Modifiche allo Statuto ed al Patto Comunitario
Entro l’ora fissata dal Consiglio Nazionale nel
programma dell’Assemblea Nazionale possono
essere
presentati al Comitato Mozioni emendamenti
alle proposte di modifica presentate a norma di
Statuto; gli emendamenti dovranno indicare con
precisione articolo e proposta alla quale fanno
riferimento. Le proposte di modifica ed i relativi
emendamenti dovranno esser corredati da una
nota esplicativa. Non sono previsti altri momenti
di presentazione di emendamenti.
Il Comitato Mozioni potrà, con l’accordo dei proponenti, armonizzare più emendamenti di analogo contenuto che si riferiscono alla stessa proposta di modifica.
Nel corso del dibattito e delle votazioni su modifiche allo Statuto ed al Patto Comunitario non è
possibile la presentazione di mozioni d’ordine.
Nel tempo stabilito ogni presentatore ha diritto di
illustrare, nei tempi fissati dalla Presidenza:
- le proposte di modifica
- gli emendamenti.
Ogni presentatore ha diritto di parlare una sola
volta in fase di presentazione; modifiche ed emendamenti proposti da più persone sono presentati
un’unica volta.

A conclusione della fase di presentazione e di dibattito generale da contenere nei tempi previsti
dall’o.d.g. si procede alla fase di votazione. Si procede in ordine di articolato.
Per ogni articolo vengono messe in votazioni le
singole proposte di modifica, salvo esplicita rinunzia da parte del proponente. Per ogni proposta vengono prima messi in votazione gli emendamenti, iniziando ove occorra dall’emendamento
che a giudizio del Presidente appare più radicale;
al termine viene messa in votazione la proposta
di modifica eventualmente emendata. Nel caso di
più proposte di modifica relative allo stesso articolo, l’esame inizia dalla proposta che a giudizio del
Presidente appare più radicale. Al termine dell’esame delle modifiche l’articolo viene messo in
votazione nel suo complesso senza altri interventi.
Prima di ogni votazione si può avere un solo intervento a favore ed uno contro.
Conclusa l’approvazione dei singoli articoli il nuovo Statuto viene messo in votazione nel suo complesso. In fase di votazione dello Statuto nel suo
complesso si possono avere tre interventi a favore
e tre contro nei tempi fissati dalla Presidenza.
Gli emendamenti vengono approvati con la maggioranza assoluta dei votanti. Gli articoli modificati e lo Statuto nel suo complesso vengono approvati a norma di Statuto, con la maggioranza
dei 2/3 dei votanti.
Procedura analoga viene seguita per le modifiche
al Patto Comunitario.
Art. 19 - Delibere comportanti oneri economici
Nel corso della discussione di delibere comportanti oneri economici deve essere necessariamente sentito il parere dell’Amministratore o, in sua
assenza, del Presidente Nazionale o del Segretario
Nazionale del Movimento. In siffatte delibere deve
essere comunque indicato il limite di spesa e i criteri di reperimento dei fondi (capitoli di bilancio
e/o eventuali nuove entrate).
Art. 20 - Elezioni a scrutinio segreto
Nel ritirare le schede elettorali i delegati votanti
debbono consegnare al seggio elettorale la loro
credenziale: in difetto non sono ammessi al voto.
Art. 21 - Norme finali
Eventuali modifiche allo Statuto, approvate nel
corso dell’Assemblea, entrano in vigore solo dopo
la chiusura dell’Assemblea in cui sono state approvate.
Ove occorra possono essere messe in discussione
mozioni che prevedano norme transitorie al fine
di rendere possibile una corretta ed agevole applicazione delle modifiche approvate.
Testo approvato dal C.N. del 24-26 maggio 2013

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