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Giorgio .pdf



Nome del file originale: Giorgio.pdf
Autore: Adiconsum WEB TV

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Presidenza Regionale

GVgv

Comunicazione trasmessa solo via PEC
SOSTITUISCE L’ORIGINALE
(art. 6 comma 2, Legge 412/1991)

11.10.2016
Alla Società ABBANOA S.p.A.
Responsabile della Direzione Generale
Pec: protocollo@pec.abbanoa.it
Alla Società ABBANOA S.p.A.
Rappresentante Legale
Pec: protocollo@pec.abbanoa.it

e
All'ATO-Sardegna
Pec: protocollo@pec.ato.sardegna.it
All'AEEGSI
Pec: idrico.aeeg@pec.energia.it
All'AGCM
Pec: protocollo.agcm@pec.agcm.it
All'ADICONSUM Nazionale
Pec: adiconsum@pcert.postecert.it

Oggetto: Procedure di conciliazione paritetica, riscontro nota Abbanoa n. 52157 del 02.09.2016.
DIFFIDA ex dell'art. 140 del CdS - comunicazione di messa in mora

Gentile Responsabile della Direzione Generale,
formulo la presente in riscontro della Sua in oggetto, per contestarne integralmente il contenuto ritenendo le affermazioni in
essa ricomprese del tutto false, tendenziose e con il solo scopo di manipolare i fatti tentando di insinuare in chi legge il
dubbio circa la correttezza e la buona fede dell'agire di ADICONSUM, capovolgendo completamente la verità degli stessi.
Pare utile in questa sede ricordare, seppur brevemente e a vantaggio di chi non ha memoria, la genesi e la storia della
Conciliazione Paritetica concordata tra le AA.CC. firmatarie e ABBANOA.

La conciliazione ABBANOA
Il 3 dicembre 2008, dopo circa 20 incontri e i tantissimi problemi creati dal Gestore Unico, dei quali Ella dovrebbe avere
qualche memoria, è stato sottoscritto l'Accordo per l'istituzione della procedura di conciliazione paritetica tra azienda e
consumatore, con decorrenza dal 01.01.2009 (art. 5 Accordo di Conciliazione).
Rispettosi di tale Accordo i consumatori, a seguito dell'inoltro di un reclamo rimasto privo di risposta, iniziarono a inviare le
domande per avvalersi di tale procedura, anche per il tramite di ADICONSUM. Sforzo del tutto vano atteso il fatto che
ABBANOA, malgrado i tantissimi solleciti avanzati dalle AA.CC. firmatarie, non dava corso agli impegni (obbligazioni) assunti
ADICONSUM-Sardegna
Sede operativa: Piazza Roma Palazzo SOTICO - 09170 ORISTANO • Tel./Fax +39 0783.73945
Sede legale: Via Ancona 1 – 09125 CAGLIARI • Tel.+39 070.349931 Fax +39 070.304873
P.E.C.: adiconsumsardegna@legalmail.it • e.mail: sardegna@adiconsum.it • C.F. 92116540920

Presidenza Regionale

con la sottoscrizione del citato Accordo, mancando completamente ai propri doveri quali quello fondamentale di istituire la
Segreteria di Conciliazione con il conseguente impedimento del proseguo delle procedure.
Migliaia sono le domande che nel corso degli anni, a partire dal 1° gennaio 2009, sono state presentate.
Domande rimaste tutte inevase e prive di risposta alcuna da parte del Gestore. Salvo il dover subire dai malcapitati utenti,
anche la inopinata decisione del Gestore di sospendere la fatturazione, con tutti i conseguenti e comprensibili patemi d'animo
di chi ABITUATO AD ONORARE I PROPRI DEBITI non è messo nelle condizioni di farlo.
Ai tanti richiami avanzati da parte delle AA.CC. affinché venisse istituita la Segreteria di Conciliazione e convocate le
Commissioni, si rispondeva da parte dell'allora Direzione Generale con le scuse più improbabili, strumentali e dilatorie. Era
apparso chiaro a tutti che se da un lato il Presidente e il CdA avevano deciso di istituire la procedura di conciliazione, dall'altro
la DG non dava corso a tale decisione.
Nel corso dell'anno 2011, a seguito di ulteriori pressioni da parte del CdA, sollecitato a sua volta dalle AA.CC., la DG proponeva
un regolamento attuativo dell'Accordo di Conciliazione dichiarandolo quale assolutamente indispensabile per far partire le
procedure di conciliazione.
Il 19 luglio 2011 le AA.CC. firmatarie dell'Accordo, pur di fare in modo che ABBANOA desse finalmente corso alle procedure,
come da richiesta, decisero di addivenire alla sottoscrizione del Regolamento di Conciliazione.
Malgrado ciò: la DG non diede corso agli impegni assunti, l'azienda rimase del tutto inerme e le domande di conciliazione
continuarono ad accumularsi inevase e sempre prive di risposta alcuna.
Successivamente, nel mese di giugno 2012, non paga del mancato rispetto degli accordi sin qui esposti, i consumatori titolari
delle domande di conciliazione già inoltrate, si videro recapitare una minaccia di slaccio da parte di ABBANOA con la quale si
preavvisava che in difetto di pagamento immediato delle fatture (già oggetto di reclamo e di successiva domanda di
conciliazione) si sarebbe provveduto all’immediata interruzione del servizio idrico.
Il tutto, venendo meno ad un preciso punto dell'Accordo che ciò impedisce (art. 4 lettera j : a far data dalla presentazione della
domanda di adesione di cui al punto 4.A e sino alla conclusione della procedura di conciliazione Abbanoa non intraprende
iniziative di autotutela (a titolo esemplificativo : sospensione servizio, interessi di mora etc.). Concetto ribadito anche dall'art. 11
del Regolamento. Vale a dire che i due strumenti, procedura di conciliazione e iniziative di autotutela quali le intimazioni di
pagamento, la sospensione del servizio, l'utilizzo di società di recupero crediti, di studi legali con decreti ingiuntivi, di
ingiunzioni di pagamento (l'ultima nata!) non sono neppure astrattamente sovrapponibili. Nel senso che dal momento in cui si
incardina il procedimento di conciliazione per il singolo utente, che avviene con l'inoltro del reclamo (vedi Ordinanza del
Tribunale di Nuoro), tutte le iniziative di autotutela dell'Azienda devono immediatamente interrompersi per poi r iprendere
nell'eventualità di mancato accordo.
A questo punto i consumatori si trovavano nella incredibile condizione di:


aver presentato un reclamo e di non aver ricevuto risposta;



di aver presentato domanda di conciliazione, rimasta inevasa;



di essersi visti sospesa la fatturazione senza motivazione e senza comunicazione alcuna;



di vedersi minacciare di slaccio in caso di mancato pagamento delle somme in contestazione per le quali avevano già
presentato reclamo ed essere in attesa dell'esito della procedura di conciliazione.

Per alcuni consumatori alle minacce seguirono i fatti: ABBANOA, del tutto illegittimamente diede corso allo slaccio delle
utenze!
A seguito di ciò ADICONSUM diffidò l'azienda (4 luglio 2012) e iniziò la procedura inibitoria cautel are volta al rispetto delle
obbligazioni assunte con la firma dell'Accordo di Conciliazione e del successivo Regolamento.
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In data 29 ottobre 2012 viene depositata presso il Tribunale di Nuoro la domanda inibitoria (ricorso ex art. 140 comma 8
Codice del Consumo).
In data 4 febbraio 2013 il Giudice Monocratico inibisce ABBANOA dallo slaccio delle utenze in pendenza di procedura di
conciliazione.
Concetto ribadito e ampliato dal medesimo Tribunale, questa volta in forma collegiale, che a seguito del ricor so di ABBANOA,
in data 23 ottobre 2013, confermando quanto già ordinato dal Giudice Monocratico, stabiliva che la procedura di conciliazione
doveva essere intesa come comprensiva della fase pre-conciliativa del reclamo.
Sennonché, solamente a seguito dell'azione giuridica intrapresa da ADICONSUM, in data 28 giugno 2013, l'azienda decideva
di dar corso ai citati accordi istituendo l'ufficio di Segreteria di conciliazione, individuando i propri conciliatori e, finalmente,
iniziando a convocare le Commissioni di conciliazione.

Ora, la domanda che pongo a chi legge è: alla luce di quanto sopra, l'azione dilatoria è stata posta in essere da ADICONSUM
o dalla struttura di comando di ABBANOA?

Finalmente iniziate le procedure di conciliazione, si poneva però il problema del recupero dell'arretrato (oltre 7.000 domande
di conciliazione già presentate alla data del 27.07.2013, la stragrande maggior parte per il tramite di ADICONSUM).
Arretrato, è bene precisarlo, dovuto alla esclusiva responsabilità di ABBANOA, alla sua totale inerzia e, in generale, al
mancato rispetto degli accordi sottoscritti.
Come Ella ricorderà, su nostra richiesta, è stato concordemente creato un tavolo di confronto tra ADICONSUM e la D.G. (nelle
persone di Giorgio Vargiu e Sandro Murtas), per tentare di trovare accordi finalizzati alla chiusura MASSIVA dell'arretrato.
Nel corso dei svariati incontri, tenutisi nella vostra sede di Cagliari, (ben 5, della durata di 5-7 ore ciascuno) si è avuto modo di
discutere e analizzare tutti i punti di contenzioso tra gli utenti e il Gestore, di confrontarsi, anche animatamente, e di accordarsi
su 15 dei 19 punti posti in discussione, mediando sulle rispettive posizioni iniziali e stabilendo criteri, modalità e tempi per la
loro risoluzione.
Ricorderà che già dal giorno dopo l'Azienda ha messo in dubbio l'accordo frapponendo alla sua applicazione tutta una serie di
problemi della più varia natura, anche di natura tecnico-applicativa.
Ricorderà anche, come la struttura di ADICONSUM si fosse fortemente impegnata per dimostrare che era operativamente
possibile l'applicazione di quanto concordato, realizzando, a titolo di esemplificazione, un file exel riguardante le posizioni di
tutte le procedure di conciliazione relative agli utenti del comune di Oristano e che avrebbe permesso di chiudere le stesse in
un colpo solo. Ripetendo il tutto Comune per Comune.
Ricorderà che, sulla base del nostro lavoro, Ella aveva fatto realizzare una proiezione del valore economico di applicazione
dell'accordo a tutte le procedure conciliative ante 28 luglio 2013, proiezione che venne calcolata approssimativamente in 8
milioni di euro.
Ricorderà che, malgrado avessimo concordato quali fossero i diritti da riconoscere ai consumatori, mediando sulle nostre
reciproche posizioni, mi fece comunicare che disponibilità dell'Azienda si sarebbe limitato al concorso massimo di un milione
di euro per la chiusura di tutte le conciliazioni aperte ante 28 luglio 2013, di fatto venendo meno all'accordo e vanificando
tutto l'enorme lavoro svolto.
ADICONSUM non accettò ritenendo la proposta fortemente scorretta e non rispettosa dei diritti dei consumatori!

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Provo a riproporre la domanda: alla luce di quanto sopra, l'azione dilatoria è stata posta in essere da ADICONSUM o dalla
struttura di comando di ABBANOA?

La risposta di ABBANOA
Da questo momento, atteso il peccato di lesa maestà, si mise in essere nei nostri confronti una feroce campagna
ostruzionistica e fortemente denigratoria, tesa a screditare l'immagine, la serietà e l'affidabilità di ADICONSUM, a ridurne
l'operatività e ad intimidirne l'azione.
Una campagna fatta di comunicati stampa, interviste, dichiarazioni, con accuse false, faziose, pretestuose e strumentali.
Fatta di ostruzionismo nelle procedure di risoluzione dei reclami e di conciliazione.
Fatta di atteggiamenti indisponibili e indisponenti di una parte della struttura di contatto con le AA.CC.
Fatta di eccessi di potere e arbitrarietà nell'interpretazione e applicazione dell'Accordo e del Regolamento di conciliazione .
Fatta di proposte di conciliazione irragionevoli, prive di buon senso e presentate con la formula del "prendere o lasciare".
Fatta di verbali di conciliazione da accettare al buio, da parte sia dei nostri conciliatori che degli stessi malcapitati utenti,
poiché privi di quantificazione economica e demandanti, per la decisione finale, all'esclusivo e unilaterale apprezzamento di
altre strutture aziendali.
Fatta di dichiarazioni di "irricevibilità" delle domande di conciliazione, disposte da soggetti non titolati (Segreteria di
conciliazione).
Fatta di convocazioni "simulate" con le quali la Commissione veniva chiamata a discutere 50 domande di conciliazione al
giorno. Chiunque, non in malafede e con un minimo di buon senso, può ben capire che una simile convocazione era solo
finalizzata alla successiva dichiarazione di mancata conciliazione, incuranti degli effetti a carico dei malcapitati consumatori. A
comprova di ciò, basti il fatto che la Segreteria di conciliazione non inviava in allegato alla convocazione le cartelle
documentali delle singole posizioni. Nemmeno si sforzava di far finta!
Fatta di invio, nei confronti dei nostri iscritti già in procedura di conciliazione, di ripetute intimazioni di pagamento con
minaccia di slaccio e addebiti di non meglio precisati aggravi di costo e sanzioni. Costringendo le nostre sedi a ad un enorme
sovrappiù di lavoro e inducendo lo scoramento e il patema d'animo nei malcapitati consumatori.
Fatta di denunce penali nei confronti di nostri Dirigenti (Presidente regionale - Presidente provinciale di Nuoro), delle quali
immagino che Ella sia a conoscenza dell'esito: non luogo a procedere perché il fatto non costituisce reato.

Tornando all'arretrato. Stranamente, dopo aver concordemente istituito un apposito tavolo di confronto, aver fatto 5 appositi
incontri, aver trovato un accordo su 15 dei 19 punti in discussione, tutto l'arretrato viene disconosciuto con la seguente
motivazione: "domande presentate prima dell'inizio della conciliazione (28.07.2013)".
Il tutto ben sapendo che la "conciliazione" era ed è da considerarsi valida ed efficace a far data dal 1° gennaio 2009 (art. 5
Accordo sottoscritto in data 03.12.2018) e dunque tutte le domande presentate dopo questa data dovevano essere considerate
tali. Così come peraltro ha affermato il Tribunale di Nuoro con l'Ordinanza Monocratica del 04.02.2013 e con la successiva
Ordinanza Collegiale del 23.10.2013.
Mentre appare del tutto palese la violazione del principio di correttezza, buona fede e imparzialità, le domande che mi pongo
sono la seguenti:
 ammesso e non concesso che le domande di conciliazione presentate ante 28.07.2013 possano essere legittimamente
dichiarate fuori procedura (cosa che evidentemente non è!), quali vantaggi ne trae l'Azienda dal non gestire con una
procedura stragiudiziaria codificata il contenzioso in essere con circa 7.000 dei propri clienti?
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 Quali interessi possono portare un'azienda di servizio pubblico a consolidare il contenzioso piuttosto che risolverlo?
Purtroppo, quello che ancora oggi in ABBANOA non si è capito - anzi, NON SI E' VOLUTO CAPIRE - è che la procedura di
conciliazione paritetica con le AA.CC. serve, certamente ai consumatori per risolvere le controversie con il professionista senza
ricorrere ai tribunali, ma serve infinitamente di più allo stesso professionista: evita il contenzioso giudiziario, soddisfa il proprio
cliente vittima di disservizio migliorandone il rapporto, incassa le somme non oggetto di contestazione, risparmia inutili sp ese
legali e di giudizio, migliora la propria immagine, mira a ristabilire un clima di fiducia reciproco fra il consumatore e l’azienda, è
utile all'Azienda (come lo sono pure i reclami) quale sensore del'insoddisfazione dell'utenza e delle criticità del servizio
consentendo di avviare i correttivi interni che permettono il non ripetersi delle situazioni di disservizio.
Invece si fa di tutto per osteggiarla, quasi vanificarla! La si usa contro i consumatori e le AA.CC., interpretando gli accordi a
proprio uso e consumo. Si istituiscono procedure parallele: soluzione negoziata, soluzione negoziata condomini, conciliazione
Comuni.
In tutte queste procedure è prevista la trattativa diretta con gli utenti, senza il coinvolgimento delle AA.CC..
Ma di particolare gravità risulta essere la cosiddetta "conciliazione Comuni". L'utente viene invitato dal Sindaco del proprio
Comune ad aderire alla procedura che si svolge in un ufficio messo a disposizione della stessa Amministrazione Comunale - se
te lo dice il Sindaco tu ti fidi - e gli ignari malcapitati consumatori vengono letteralmente e direttamente messi nelle mani dei
funzionari ABBANOA, privandoli della tutela delle AA.CC. e privi di adeguate conoscenze per potersi auto-tutelare.
Il livello di bontà del risultato finale per il consumatore, lo lascio alla fantasia di chi legge.

Ribadisco la domanda: alla luce di quanto sopra, l'azione dilatoria è stata posta in essere da ADICONSUM o dalla struttura di
comando di ABBANOA?

I fatti oggetto della contestazione
Nel mese di maggio del corrente anno, oltre a inviare a tutti gli utenti la fattura relativa ai famigerati "conguagli regolatori" che
ha costretto ADICONSUM ad una straordinaria attività sia vertenziale che di informazione, consulenza e assistenza dei
consumatori,

ABBANOA decideva di iniziare un nuovo massivo invio di intimazioni di pagamento con minaccia di slaccio

anche a coloro che erano già in procedura di conciliazione, determinando l'ulteriore riversarsi di centinaia di malcapitati utenti.
Viepiù che, sempre nel mese di maggio, il Gestore idrico decideva di pubblicare l'elenco delle utenze in slaccio inserendo, tra
le altre, anche una moltitudine di posizioni già alla nostra attenzione peraltro con procedura di conciliazione pendente o con
dichiarazione fittizia di mancata conciliazione, giacché la stessa non è stata neppure esperita..
Tutto ciò ha causato il comprensibile aumento esponenziale di impegno, peraltro non preventivato, da parte di ADICONSUM.
Giova in questa sede ricordare che ADICONSUM, ancorché sia tra le AA.CC. più strutturate e presenti nel territorio sardo, è e
rimane una associazione no profit che basa la propria azione, prevalentemente, sull'attività di volontariato prestato dai propri
associati.
Appare utile, sempre in questa sede, rammentare che il Dott. Giovanni PISCHE (Conciliatore settore idrico integrato
ADICONSUM) presta la propria opera in qualità di VOLONTARIO, presso la sede di Oristano, ESCLUSIVAMENTE nelle giornate
di giovedì e venerdì, salvo ulteriori impegni legati al suo programma di studi.
Per quanto sopra, attesa l'urgenza di dare risposta e conforto alle migliaia di utenti del servizio idrico che a vario titolo si
riversavano presso le nostre sedi, ho disposto che il Dott. Giovanni PISCHE provvedesse a comunicare alla Segreteria di
conciliazione la propria intervenuta momentanea impossibilità a seguire le procedure di conciliazione, chiedendo nel
contempo l'immediata sospensione delle attività.

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Cosa che avveniva via mail ordinaria in data 9 maggio 2016, ricevendo riscontro e conferma con il medesimo mezzo da parte
della stessa Segreteria la quale chiedeva contestualmente di essere avvisata del cessare dell'emergenza che aveva determinato
la momentanea sospensione delle attività. Apparentemente tutto pacifico!
Ritengo utile precisare, nell'odierna sede, che la sospensione momentanea dell'attività di conciliazione era riferita
esclusivamente al Dott. Giovanni PISCHE. Per tutti gli altri conciliatori della altre sedi ADICONSUM e, in particolare, della sede
di Oristano, permaneva la loro disponibilità a concordare giorni e orari per le convocazioni, ivi compreso chi scrive!
Inopinatamente, in data 13 giugno 2016, malgrado quanto sopra, la Segreteria di conciliazione convocava tramite PEC (prima
volta in assoluto che una convocazione della Commissione di conciliazione avveniva tramite mail certificata) il Dott. Giovanni
PISCHE per discutere 10 pratiche al giorno, tutti i giorni per 2 intere settimane.
Peraltro, tutto ciò avveniva non solo senza che la Segreteria provvedesse a concordare preventivamente le date con il no stro
conciliatore come invece previsto dall'art. 6 comma 5 del Regolamento di conciliazione, ma, a dimostrazione del proprio ruolo
svolto in totale indipendenza dall'azienda e ispirato ai principi di correttezza e buona fede, senza neanche un seppur minimo
straccio di interlocuzione preventiva.
Malgrado le note di protesta inviate dal Dott. Giovanni PISCHE, la Segreteria di conciliazione, non paga di quanto già fatto,
provvedeva ad inviare svariate ulteriori convocazioni con il medesimo interessamento in termini di giorni (tutti i giorni per 2
settimane), ma aumentando le pratiche da discutere portandole a 20 al giorno.
Ad aggravare il tutto vi è il fatto che ADICONSUM, accortasi da tempo che la procedura di conciliazione in essere, per come è
al momento interpretata da ABBANOA, non sta funzionando nei termini dovuti, da mesi chiede INVANO E SENZA OTTENERE
RISPOSTA,

alla nuova responsabile del servizio di Conciliazione, Dott.ssa Alessandra COGONI, un incontro finalizzato a

concordare procedure e modalità che permettano di risolvere meglio e presto l'enorme mole di contenzioso creato
dall'Azienda.
La novità è che la Dott.ssa COGONI, il 5 ottobre u.s., ha ritenuto, finalmente, di dare risposta alle nostre richieste di incontro
e lo ha fatto con una mail, che ELLA ben conosce, dai toni astiosi e sprezzanti, piena di un inutile e gratuito livore, fortemente
offensiva nei confronti degli operatori e dei dirigenti ADICONSUM, in linea con lo stile aziendale.
Mail della quale non è dato da capire il sotteso obiettivo, se non quello della semplice e pura offesa nei nostri confronti.
Mail con la quale nega l'incontro e, sostanzialmente, qualsiasi confronto.
E' bene precisare che sia il Dott. Giovanni PISCHE che tutti gli altri conciliatori, dovrebbero essere considerati un patrimonio
non solo di ADICONSUM ma anche, e forse sopratutto, di ABBANOA e come tali tutelati: concorrono a risolvere i problemi
creati dall'Azienda. Invece...

La domanda è sempre la stessa: alla luce di quanto sopra, l'azione dilatoria è stata posta in essere da ADICONSUM o dalla
struttura di comando di ABBANOA?

Riepilogando:


ABBANOA con i propri disservizi e con le pratiche scorrette crea il contenzioso;



Il malcapitato utente presenta reclamo e, non ricevendo risposta, presenta successivamente domanda di conciliazione
facendosi assistere dalle AA.CC.;



ABBANOA, nelle more della discussione delle singole procedure di conciliazione, continua illegittimamente ad inviare
intimazioni di pagamento con minacce di slaccio e porta a termine la procedura pre-slaccio (messa in mora con doppia
intimazione di pagamento);
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Intensifica le attività aggressive nei confronti della malcapitata utenza, creando un aumento esponenziale della richiesta di
tutela degli utenti verso ADICONSUM;



ADICONSUM, attesa la necessità, comunica la sospensione delle attività di conciliazione per uno solo dei propri conciliatori;



La Segreteria di conciliazione prima concorda e poi, senza ricercare alcuna intesa e alcuna interlocuzione preventiva,
convoca in conciliazione proprio l'unico conciliatore al momento non disponibile;



Per la prima volta lo fa con mail certificata;



Non convoca gli altri conciliatori ADICONSUM della sede di Oristano;



Carica tutta l'attività su un unico conciliatore ADICONSUM, mentre, in maniera molto equilibrata ed equidistante, spalma la
medesima attività su 4 conciliatori ABBANOA;



La Segreteria, malgrado l'immediata e puntuale contestazione ricevuta da parte del Dott. Giovanni PISCHE, alla quale
peraltro non viene data risposta, continua imperterrita nell'inviare ulteriori convocazioni di pari tenore;



Le convocazioni riguardano anche i giorni nei quali il nostro conciliatore VOLONTARIO non è disponibile;



Le convocazioni riguardano tutti i giorni della settimana, per più settimane di seguito, ulteriormente ripetute nel tempo e
per un numero di pratiche umanamente del tutto impossibili da gestire (anche per gli stessi conciliatori ABBANOA,
malgrado siano in 4);



Le convocazioni vengono effettuate in 1° convocazione per le ore 9:00 e in 2° convocazione per le ore 9:30 del medesimo
giorno, il tutto al fine di poter dichiarare esperiti i 2 tentativi di conciliazione previsti dal Regolamento;



Ancor prima del trascorrere dei giorni interessati per le attività di conciliazione dalle singole convocazioni, a dimostrazione
della evidente simulazione, la Segreteria provvedeva ad inviare una rar a ogni singolo malcapitato utente, e ad
ADICONSUM per conoscenza, comunicando la mancata conciliazione per assenza a due riunioni consecutive del nostro
conciliatore e, così facendo, con un artificio, denegava completamente i loro diritti;



Nel mese di settembre, dopo aver pubblicato la solita lista delle utenze in slaccio, ABBANOA il 19 del medesimo mese,
per la prima volta in assoluto e senza provvedere a darne notizia alcuna, tantomeno informazione ai malcapitati utenti,
atteso che comunque le procedure di pre-slaccio le aveva già portate a compimento anche se illegittimamente, decideva di
pubblicare una integrazione contenente l'elenco di 65 UTENZE DA SLACCIARE, tutte relative a procedure di conciliazione per
le quali era stata dichiarata la mancata conciliazione per assenza a due riunioni del conciliatore ADICONSUM;



Nei primissimi giorni del mese di ottobre, senza alcun ulteriore comunicazione ai malcapitati utenti, ABBANOA ha
provveduto ad effettuare gli slacci, privando illegittimamente famiglie e imprese del servizio essenziale e costringendo le
stesse a pagare somme non dovute per il ripristino dell'irrinunciabile servizio.

Non credo sia necessario avere molta fantasia e/o perspicacia per capire cosa stia in realtà accadendo, quali scorrettezze e
quale ingiustizia si stia perpetrando a danno dei malcapitati utenti e a danno di ADICONSUM!

Nel merito dell’odierna contestazione:
Egregio Responsabile della Direzione Generale, per alcune risposte a una parte delle considerazioni riportate nella missiva del
02.09.2016, confido nell'acutezza che Ella vorrà gentilmente concedermi per estrapolare le stesse da quanto già sopra riportato,
per le altre:
1. Il quadro di insieme dipinto dalla sua comunicazione, descrive ADICONSUM quale soggetto non affidabile e non idoneo a
tutelare adeguatamente i diritti e gli interessi dei consumatori che si rivolgono presso le proprie sedi, per cui, viceversa, in
grado sostanzialmente di cagionare danno agli stessi consumatori essendo sottodimensionata e/o non adeguatamente
strutturata per lavorare tempestivamente un così alto numero di pratiche.

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Non è così, come potrà sagacemente intuire dall'integrale lettura di questo documento.
Ma se anche così fosse, ammesso e non concesso, la cosa curiosa è che si tenta di stravolgere e confondere la causa con
l'effetto: se vi sono troppi utenti che si rivolgono presso le sedi delle AA.CC. e in particolare di ADICONSUM, la colpa di c iò
non può certamente essere addebitata a noi. LA COLPA È DI ABBANOA!
La causa scatenante è la mala gestione aziendale che determina l'enorme contenzioso, come mai si era visto in Italia, e
costringe i consumatori a riversarsi presso le AA.CC. chiedendo assistenza e tutela.
Appare utile il porre in evidenza che la Conciliazione è uno strumento per risolvere problemi creati dall’Azienda, non dai
consumatori e tantomeno da ADICONSUM.
Così come appare del tutto incredibile che, mentre ADICONSUM si prodiga a risolvere i contenziosi creati dall’Azienda
prestando la sua opera con costi a carico proprio, il Responsabile della Direzione Generale tenti, in maniera maldestra e
pretestuosa, di addebitarci gli effetti dei propri limiti e delle proprie responsabilità nella mala gestione della più importante
azienda della Sardegna.
Veda, il problema non è che "il numero delle domande presentate è notevolmente più alto rispetto alla capacità

gestionale" di ADICONSUM (affermazione che tra l'altro mal cela un tentativo di dissuasione verso ADICONSUM dal fornire
tutela a tutti i malcapitati utenti vittime delle pratiche scorrette poste in essere dal Gestore Idrico, id est dall'operare in
rispetto dei propri principi statutari!), il problema è come gestire l’Azienda per migliorare la qualità del servizio e ridurre il
contenzioso
Appare poi assai curioso che da una parte si accusi ADICONSUM di non essere adeguatamente strutturata per lavorare
celermente un elevato numero di conciliazioni e dall'altra si rifiuti la nomina di altri conciliatori con argomentazioni del
tutto pretestuose e non rispettose degli accordi.
Così come appare curioso che ABBANOA, l'azienda più importante della Sardegna che vanta un fatturato da 300 milioni di
euro all'anno e oltre 1600 dipendenti, accusi la piccola no-profit ADICONSUM, la quale può contare quasi esclusivamente
sull'opera di volontariato messa a disposizione da propri associati di buona volontà e che hanno a cuore la tutela dei
soggetti deboli, di essere troppo piccola per far fronte al contenzioso creato dallo stesso Gestore Idrico, poi accade che la
grande ABBANOA non sia in grado di organizzare la propria struttura per gestire tempestivamente le richieste dei
malcapitati consumatori. Di seguito alcuni esempi, tra i tanti che si potrebbero fare:


Slacci selvaggi non supportati da una tempestiva ed efficiente gestione della procedura di ripristino fornitura conseguente al
pagamento del dovuto.



A seguito di una mole significativa di interruzioni di forniture, il Gestore si mostra in assoluta difficoltà nell'evadere tempestivamente
le prevedibili richieste della documentazione per il calcolo del dovuto, determinando inoltre, in caso di slacci già effettuati, ritardi nella
riattivazione delle utenze.



Ritardi nella riattivazione delle utenze slacciate malgrado il versamento della somme previste.



Utenti sottoposti a procedura di slaccio nel 2015 che hanno versato il 40% del dovuto, che ad oggi non hanno ricevuto riscontro da
Abbanoa sul versamento del restante 60%, hanno subito il blocco della fatturazione e stanno ricevendo intimazioni con minaccia di
slaccio.

2. Come Ella potrà argutamente intuire, ADICONSUM non ha avuto " eventi contingenti e difficoltà operative " proprie, ma
indotte dalle innumerevoli incapacità gestionali dell'Azienda.
3. Nella comunicazione in argomento cita la celerità quale elemento principale della procedura di conciliazione: vero!
Mi permetto però di farle notare che la casa non sta in piedi se si inizia a costruire dal comignolo, per bello e utile che sia.
Prima del comignolo ci va il tetto, ancora prima ci va la struttura portante e prima dei questa ci vanno le fondamenta.

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Al malcapitato consumatore interessa PREVALENTEMENTE il buon esito della conciliazione, interessa una buona soluzione
al problema causatogli dal Gestore Unico, interessa il riconoscimento dei propri diritti.
Certo, se al buon esito si aggiunge la celerità il risultato è fortemente apprezzabile, MA NON IL CONTRARIO!
In questo momento la procedura conciliativa con ABBANOA non è in grado di finalizzare le conciliazioni al buon esito ma
solamente all'esito più favorevole possibile per l'Azienda (prendere o lasciare):


nella struttura aziendale è totalmente assente una vera cultura della conciliazione (e il consulente scelto dall'azienda non aiuta);



l'attuale procedura, così come attualmente viene interpretata dall'Azienda, non garantisce il rispetto dei principi di indipendenza,
imparzialità, trasparenza ed equità;



tutta la struttura aziendale del settore Conciliazione è fortemente DIPENDENTE dalla struttura di vertice ;



i conciliatori ABBANOA non sono indipendenti e risultano fortemente influenzati dalle disposizioni aziendali e ne subiscono le
pressioni e i condizionamenti:
- vi è un evidente squilibrio informativo atteso che i conciliatori ABBANOA hanno accesso a tutte le informazioni aziendali e i
conciliatori delle AA.CC. si devono accontentare di quelle scarne e insufficienti ricevute dalla Segreteria;
- vi è un evidente squilibrio di opportunità atteso che i conciliatori ABBANOA possono concordare con i loro colleghi della
Segreteria le date e gli orari per le convocazioni delle Commissioni;
- si sostituiscono alla Segreteria nel redigere il verbale che scrivono nell'esclusivo interesse aziendale senza riportare l'esatto
andamento del tentativo di conciliazione che evidenzi le reciproche posizioni e le reciproche proposte, senza permettere ai
conciliatori delle AA.CC. di poter apportare modifiche,integrazioni o semplici dichiarazioni;
- pretendono la sottoscrizione del verbale di conciliazione con una sorta di "accettazione in bianco" da parte del malcapitato utente
e del conciliatore consumerista senza che lo stesso sia certo e definitivo, comprensivo di tutti gli elementi determinanti le
pattuizioni.
Il verbale viene redatto senza le indicazioni economiche delle pattuizioni, molto spesso senza indicazioni temporali delle stesse,
oltreché demandato ad altri uffici del Gestore per la ulteriore unilaterale definizione.
- negano e/o limitano il riconoscimento dei più elementari diritti dei consumatori, puntando prevalentemente alla mancata
conciliazione con proposte "prendere o lasciare";
la strategia del "prendere o lasciare" l'Azienda ha tutto l'interesse ad addivenire alle mancate conciliazioni: i verbali di mancata
conciliazione (che frequentemente vengono redatti unilateralmente con la sottoscrizione del solo conciliatore ABBANOA) liberano
le mani al Gestore il quale, avendo già portato a termine (illegittimamente!) la messa in mora, possono riprendere le azioni
aggressive e fortemente coercitive della cd. autotutela (slacci - decreti ingiuntivi - ingiunzioni di pagamento - etc.), richiedendo
l'intero ammontare del presunto debito, ivi comprese le somme oggetto di contestazione e (addirittura) le somme per le quali
l'utente aveva già provveduto a evincere la prescrizione nelle forme di legge.
Ciò consente al conciliatore ABBANOA di avanzare proposte al limite della decenza aggiungendo con la formula, appunto, del
"prendere o lasciare", ben consci del fatto che in ognuno dei due casi (accettazione o meno della proposta) l'Azienda andrebbe a
incassare maggiormente a quanto legittimamente dovuto.



la Segreteria di conciliazione, lungi dall'essere indipendente e dal basare il proprio operato al principio di imparzialità verso i due
conciliatori garantendo loro la pari conoscenza e la pari opportunità, risulta fortemente influenzata dalle disposizioni azie ndali e ne
subisce le pressioni e i condizionamenti, interpreta il proprio ruolo e il Regolamento di conciliazione a esclusiva tutela degli interessi
aziendali, si attribuisce poteri che il Regolamento assegna alla Commissione e prevarica i diritti delle AA.CC. firmatarie degli accordi e,
dunque, dei consumatori:
- convoca le riunioni di Commissione senza la previa intesa con i conciliatori ADICONSUM;
- decide, senza previa intesa e senza criteri concordati e in ogni caso sconosciuti, quante e quali conciliazioni inserire in
convocazione salvaguardando esclusivamente l'interesse aziendale;
- non mette i 2 conciliatori nelle stesse condizioni di conoscenza;
- non presenzia alle riunioni della Commissione e non verbalizza le stesse, lasciandone il potere di redigere il verbale al conciliatore
aziendale;
- non convoca tutti i Conciliatori nominati da ADICONSUM;

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- respinge, con difetto di potere e con argomentazioni del tutto illogiche e prive del più naturale rispetto delle regole, la nomina di
nuovi Conciliatori ADICONSUM;
- redige scorrettamente le convocazioni effettuando le stesse con la doppia seduta a distanza di mezzora l'una dall'altra, il tutto al
fine di poter dichiarare esperiti i 2 tentativi di conciliazione previsti dal Regolamento e porre le condizione per la dichiarazione di
mancata conciliazione;
- si sostituisce illegittimamente alla Commissione abusando del potere di dichiarare le domande di conciliazione "irricevibili";
- dichiara, con difetto di potere, irricevibili domande di conciliazione regolari con motivazione "per assenza di reclamo" ben
sapendo che gli utenti avevano provveduto a inoltrare il reclamo e che la responsabilità è esclusivamente in capo ad ABBANOA
che non ha mai provveduto alla registrazione degli stessi;
- dichiara irricevibili, con difetto di potere, le domande di conciliazione conseguenti a reclami con motivazioni ritenute, a loro
insindacabile giudizio, non pertinenti;
- dichiara irricevibili, con difetto di potere, le domande di conciliazione privo dei previsti allegati, ancorché presentabili in sede di
Commissione di conciliazione;
- dichiara irricevibili, con difetto di potere, alcune domande di conciliazione conseguenti a reclami fuori format presentate, salvo
approvarne altre;
- rifiuta il confronto.

Poi, giusto per capire, ma per Il Gestore Idrico l’assoluta necessità di celerità nella procedura di conciliazione si ferma
all’atto della sottoscrizione del verbale?
Perché, come Ella sa, i verbali di mancata conciliazione vanno subito in attuazione e diventano slacci esecutivi e
immediati, mentre i verbali di conciliazione non vi si dà seguito, vengono accantonati diventando lettera morta, salvo il
continuare ad inviare intimazioni di pagamento con minacce di slaccio e pretendendo il pagamento delle stesse somme
accordate in sede di conciliazione in quanto non dovute!
E in ogni caso (1), la celerità nella procedura di conciliazione ABBANOA non c'è mai stata.
E in ogni caso (2), la colpa non può certamente essere attribuita ad ADICONSUM, atteso che la Segreteria di conciliazione
non ha ritenuto di convocare gli altri Conciliatori ADICONSUM della sede di Oristano, ivi compreso lo scrivente.
E in ogni caso (3), ma davvero Ella si permette di dare lezioni di celerità e di tempestività nel fornire risposte ai
consumatori:


centinaia di migliaia di reclami mai registrati e mai risposti e se risposti, mai entro i 30 giorni previsti dalla Carta del Servizio (senza
mai riconoscere il dovuto indennizzo previsto dalla medesima Carta del Servizio, peraltro scritta senza il confronto con le A A.CC.
previsto dalla legge);



inizio delle procedure di conciliazione a distanza di oltre 4 anni e mezzo e solo perchè obbligati dalle Ordinanze del Tribunale di
Nuoro;



migliaia di domande di conciliazione mai registrate e mai prese in considerazione;



centinaia di accordi di conciliazione mai andati in attuazione e i cui utenti stanno ricevendo intimazioni di pagamento con minacce di
slaccio per pagare ciò che in conciliazione è stato riconosciuto non dovuto;



centinaia di richieste di rateizzazione non evase i cui utenti stanno ricevendo intimazioni di pagamento con minacce di slacc io, per
alcuni dei quali si è anche dato corso allo slaccio;



incredibili ritardi nel dar corso alle richieste di nuovo allaccio;



mancato rispetto del periodo di fatturazione per centinaia di migliaia di utenti;



fatturazione pluriennale (anche 10 anni e 8 mesi);



decine di migliaia di utenti che ancora oggi patiscono la non tempestività della fatturazione;



decine di migliaia di utenti che patiscono il blocco della fatturazione;



utenti che, malgrado le reiterate richieste, non hanno mai ricevuto le fatture e non sono posti in grado di pagare il dovuto;



decine di migliaia di utenti, ancora oggi, non censiti;
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perdite idriche stradali riparate dopo mesi;



centinaia di migliaia di utenti ai quali periodicamente viene fornita acqua non potabile;



tantissimi altri senza il servizio di depurazione (mancante o insufficiente);



slacci a famiglie e imprese in procedura di conciliazione;



etc. etc.

4. In merito all'invito a prender parte all'incontro fissato al fine di far eseguire dal vostro consulente una " verifica preliminare

all'abilitazione dei nuovi conciliatori", va detto, come già più volte segnalato alla Segreteria di conciliazione, che la
procedura in corso non prevede che vi sia alcuna formazione e valutazione finale dei conciliatori delle AA.CC. prima di
essere inseriti nell’elenco dei conciliatori previsto dagli accordi. Tanto meno da parte di un consulente scelto dall'Azienda.
Peraltro, sia il Protocollo che il successivo Regolamento di conciliazione sono stati concordati e scritti in compartecipazio ne
tra ABBANOA e le AA.CC.. Per cui non si ravvisa l'esigenza di sottoporre i rappresentanti delle AA.CC. a valutazione e
giudizio di un consulente esterno con aggravio di costi a carico dell'Azienda e dunque dell'utenza in generale.
La procedura, viceversa, prevede che i conciliatori siano designati dalla AA.CC. con semplice comunicazione, così come pure
le modifiche e le revoche (Regolamento art. 4, comma 3).
Ciò non significa che ADICONSUM non abbia a cuore la preparazione dei propri conciliatori, tant'è si è provveduto a
organizzare un corso di formazione interno per conciliatori del settore idrico integrato e formato tre nuovi conciliatori
provvedendo, nella nostra responsabilità e in virtù di quanto previsto dal Regolamento, a darne adeguata comunicazione
alla Segreteria.

Anche in ultimo rinnovo la mia domanda: alla luce di quanto sopra, l'azione dilatoria è stata posta in essere da ADICONSUM
o dalla struttura di comando di ABBANOA?

ADICONSUM negli anni ha svolto un ruolo composito. Non si è limitata a produrre reclami e domande di adesione alla
procedura di conciliazione in nome e per conto dei malcapitati utenti che chiedevano assistenza , bensì ha avuto un
atteggiamento propositivo e propulsivo nei confronti dello staff dirigenziale dell'Azienda con proposte atte a ridurre il
contenzioso generato perlopiù da una gestione che ha rischiato di condurla alla deriva economica.
La volontà di ADICONSUM di voler risolvere l’enorme contenzioso è dimostrata anche dalle cento e più volte che il sottoscritto
si è recato a Cagliari, partendo da Oristano, per partecipare a incontri presso la sede aziendale, nel tentativo, vano, di trovare
soluzione ai problemi.
Per quanto sopra, anche in questa sede, malgrado tutto, ADICONSUM riconferma la propria disponibilità al confronto
finalizzato a trovare accordi per la risoluzione extragiudiziaria delle controversie in essere, anche in forma massiva.
Trovare soluzioni per risolvere i problemi ai consumatori è la nostra ragion d’essere.

Tutto quanto sopra ritenuto e specificato
con la presente si chiede ad ABBANOA S.p.A., anche

ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 140, comma 5 del Codice del

Consumo, di porre fine al comportamento considerato lesivo dei diritti e degli interessi dei consumatori entro e non oltre gg.
15 dal ricevimento della presente, con l'avvertenza che, infruttuosamente spirato il termine assegnato, la scrivente Associazione
dei Consumatori provvederà ad intraprendere l'azione di cui al comma uno del medesimo articolo, nonché quella prevista sia
dal successivo comma dieci che dall'art. 37 del citato codice del consumo oltre ad ogni iniziativa, in ogni competente sede, che
riterrà utile per la tutela dei diritti degli utenti.
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In attesa di un cortese riscontro, porgiamo distinti saluti.

Giorgio VARGIU
Presidente ADICONSUM-Sardegna

Ps. (1): quanto sopra è comprovato da ampia documentazione che verrà fornita a semplice richiesta;
Ps. (2): mi scuso per il notevole ritardo nel riscontrare la sua nota derivante dall’essere totalmente assorbito dalle attività di tutela dei malcapitati
consumatori del S.I.I. (da oramai troppo tempo l’attività di ADICONSUM è quasi totalmente indirizzata, nostro malgrado, alla gestione delle
problematiche create da codesta Azienda).

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