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Monitor Emilia Romagna settembre 2016 .pdf



Nome del file originale: Monitor Emilia Romagna_settembre 2016.pdf
Titolo: Microsoft Word - Monitor Emilia Romagna_settembre 2016.docx
Autore: U094979

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Monitor dei Distretti Emilia Romagna
Direzione Studi e Ricerche
Settembre 2016

Monitor dei Distretti
dell’Emilia Romagna
Settembre 2016

 
Executive summary



1. L’evoluzione dell’export dei distretti tradizionali dell’Emilia Romagna



Trimestrale – n. 34

2. La CIG nei primi 8 mesi del 2016



Intesa Sanpaolo

3. I Poli tecnologici dell’Emilia Romagna: export e CIG



Appendice Metodologica



Direzione Studi e Ricerche

Ufficio Industry
A cura di:
Carla Saruis

Database management:
Angelo Palumbo

Monitor dei Distretti – Emilia Romagna
Settembre 2016

Executive summary
Nel secondo trimestre del 2016 per i distretti tradizionali della regione si denota un’accelerazione,
dopo la partenza poco decisa dei primi mesi: le esportazioni hanno, infatti, evidenziato una
crescita tendenziale elevata (+6,6%), tale ritmo ha portato i livelli su valori superiori ai 3 miliardi di
euro, nuovo massimo storico, rendendo l’Emilia Romagna la prima regione italiana per l’export in
questo trimestre. Anche il dato del primo semestre è molto positivo, vede l’export dei distretti
della regione in crescita del 3,5%.
Chiudono positivamente 15 distretti su 19; emerge, dunque, una situazione quasi totalmente
favorevole. Nella meccanica, ottime performance dei distretti delle Macchine per l’imballaggio di
Bologna (+12,8%) trainato dalle vendite in Russia e in Repubblica Ceca, delle Macchine utensili di
Piacenza (+9,4%), delle Macchine per il legno di Rimini (+8,5%), della Food machinery di Parma
(+6,7%) e dei Ciclomotori di Bologna (+2,9%). Segnali negativi vengono dal distretto delle
Macchine agricole di Modena e Reggio Emilia (-2,3%), che soffre in particolare negli Stati Uniti e
in Gran Bretagna e per il distretto delle Macchine per l’industria ceramica di Modena e Reggio
Emilia, che nel secondo trimestre registra una perdita delle esportazioni del -16,5% (fonte:
ACIMAC).
Nel secondo trimestre 2016 migliora anche il quadro per il settore Alimentare. In forte crescita il
Lattiero-caseario di Reggio Emilia (+14,1%), l’Ortofrutta romagnola (+13,8%) e il Lattierocaseario Parmense (+16%). Lievemente positivi l’Alimentare di Parma (+1,1%), i Salumi di
Modena (+1,1%) e i Salumi di Parma (+1,9%). Continua, invece, la dinamica negativa per i
Salumi di Reggio Emilia.
Tutti distretti del sistema Moda della Regione, mostrano segnali di ripresa nel secondo trimestre
dell’anno: spicca, in particolare, l’Abbigliamento di Rimini (+17%) grazie alle vendite in Russia,
Polonia e Stati Uniti. In lieve crescita la Maglieria e abbigliamento di Carpi (+1,7%) e le Calzature
di San Mauro Pascoli (+5,2%).
Segnali contrastanti vengono dal sistema Casa: nel secondo trimestre 2016 in crescita il principale
distretto della regione, quello delle Piastrelle di Sassuolo (+8%) grazie all’export in Giappone, Cina
e Germania. Mentre è in calo, da tre trimestri consecutivi, il distretto dei Mobili imbottiti di Forlì
(-6,1%) a causa della riduzione delle vendite in Francia e Cina.
L’analisi per mercato di sbocco evidenzia che a trainare la performance regionale dopo cinque
trimestri consecutivi negativi sono finalmente i mercati emergenti (+11,4%) e, in particolare,
l’aumento dell’export in Russia, Repubblica Ceca e Romania. Si conferma, anche nel secondo
trimestre 2016, la dinamica positiva per le esportazioni verso i mercati maturi (+4,4%), trainata
dalle buone performance in Germania, Francia e Stati Uniti.
Performance molto positive hanno caratterizzato i poli tecnologici della regione che hanno chiuso
il secondo trimestre con una crescita tendenziale delle esportazioni contrariamente alla dinamica
nazionale (+4,1% versus -5,7%), trainati dal polo ICT di Bologna e Modena (+7,1%); bene anche
il polo Biomedicale di Bologna (+10,4%), mentre ha mostrato segnali di rallentamento il polo
Biomedicale di Mirandola (-3,3%).
Lo scenario sul mercato del lavoro, analizzato attraverso i dati di CIG, resta complesso. Nei primi 8
mesi del 2016 il ricorso alle ore di Cassa Integrazione Guadagni delle imprese dei distretti
tradizionali regionali ha evidenziato un aumento del 29,1%, portando il monte ore a 9,6 milioni,
su livelli che rimangono storicamente elevati. Tale trend è il risultato di un aumento generalizzato
della richiesta di ore di Cassa Integrazione Guadagni e in particolare di quella straordinaria, che
sottende fenomeni di crisi strutturali.

Intesa Sanpaolo – Direzione Studi e Ricerche

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Monitor dei Distretti – Emilia Romagna
Settembre 2016

1. L’evoluzione dell’export dei distretti tradizionali dell’Emilia
Romagna
Grande slancio per l’export dei distretti dell’Emilia Romagna che, dopo un inizio d’anno un po’
spento, ha chiuso il secondo trimestre 2016 con una crescita del 6,6%. L’incremento è
notevolmente superiore sia a quello del totale dei distretti tradizionali italiani (+0,2%), sia al
sistema manifatturiero regionale (+3%). Grazie all’accelerazione del secondo trimestre anche il
dato del primo semestre 2016 è positivo (+3,5%).

Brillante secondo
trimestre per i distretti
dell’Emilia Romagna

Fig. 1 – Evoluzione dell’export dei distretti industriali
(var. % tendenziali): confronto Emilia Romagna-Italia

Fig. 2 – Evoluzione dell’export dei distretti dell’Emilia Romagna
per mercato di sbocco (var. % tendenziali)

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

A trainare la performance regionale dopo cinque trimestri consecutivi negativi sono finalmente i
mercati emergenti (+11,4%) e, in particolare, l’aumento dell’export in Russia, Repubblica Ceca e
Romania.

Slancio sugli emergenti,
ma bene le vendite in
Europa e USA

E’ sempre positivo il trend sui mercati maturi che hanno registrato una crescita delle esportazioni
del 4,4%, trainati dalle buone performance osservate sul mercato tedesco (+7,7%). Le vendite in
Germania sono cresciute per la maggior parte dei distretti, in particolare nel distretto delle
Piastrelle di Sassuolo dove l’export è passato da 111 milioni di euro nel secondo trimestre 2015 ai
125 milioni di euro nel secondo trimestre 2016. Bene anche la Maglieria e abbigliamento di Carpi.
Prosegue inoltre il buon andamento delle vendite in Francia, Stati Uniti, Spagna e Austria, ma
anche in Algeria e Cina.
Tab. 1 - I principali mercati in cui la crescita dell’export è stata più rilevante (in milioni di euro) nel 2° trimestre del 2016 per i
distretti dell’Emilia Romagna
Milioni di euro
Variazione % tendenziale
2° trim. 2015
2° trim. 2016
differenza
2° trim. 2016
1° sem. 2016
Germania
349,5
376,6
27,1
7,7
2,3
Francia
433,4
454,5
21,1
4,9
5,1
Stati Uniti
297,3
316,4
19,1
6,4
10,3
Federazione russa
64,8
79,5
14,7
22,7
-3,3
Repubblica Ceca
26,1
40,4
14,3
54,8
22,8
Spagna
108,5
119,2
10,8
9,9
10,0
Romania
28,4
39,1
10,8
37,9
35,4
Algeria
18,0
27,8
9,8
54,7
20,6
Austria
57,6
67,3
9,8
17,0
11,2
Cina
46,5
55,7
9,2
19,7
-24,1
Polonia
62,4
70,9
8,5
13,7
9,1
Israele
19,8
28,2
8,4
42,2
33,8
Egitto
11,4
19,8
8,4
73,2
22,7
Messico
20,2
26,3
6,0
29,8
5,1
Turchia
55,1
61,1
6,0
10,8
-1,0
Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Intesa Sanpaolo – Direzione Studi e Ricerche

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Monitor dei Distretti – Emilia Romagna
Settembre 2016

Tab. 2 – L’export dei distretti tradizionali dell’Emilia Romagna

Totale complessivo
Piastrelle di Sassuolo
Macchine per l'imballaggio di Bologna
Ciclomotori di Bologna
Alimentare di Parma
Salumi del modenese
Food machinery di Parma
Macchine agricole di Reggio Emilia e Modena
Abbigliamento di Rimini
Maglieria e abbigliamento di Carpi
Ortofrutta romagnola
Salumi di Parma
Macchine legno di Rimini
Calzature di San Mauro Pascoli
Lattiero-caseario di Reggio Emilia
Lattiero-caseario Parmense
Mobili imbottiti di Forlì
Macchine utensili di Piacenza
Salumi di Reggio Emilia
Macchine per l'ind. Ceramica di Modena e Reggio Emilia

2° trim. 2015
2.879

Milioni di euro
2° trim. 2016
3.068

differenza
189

865
519
183
162
155
141
151
97
102
84
79
71
68
61
46
44
22
32
472

934
585
188
163
157
150
147
113
103
96
80
77
71
69
54
41
24
14
394

69
67
5
2
2
9
-4
16
2
12
1
6
4
9
7
-3
2
-18
-78

Variazione % tendenziale
2° trim. 2016
1° sem. 2016
6,6
3,5
8,0
12,8
2,9
1,1
1,1
6,7
-2,3
17,0
1,7
13,8
1,9
8,5
5,2
14,1
16,0
-6,1
9,4
-56,6
-16,5

9,4
-2,0
15,7
-0,9
-2,4
-4,9
-1,5
13,5
-2,8
4,7
3,7
17,2
-1,8
14,3
16,5
-6,3
-9,6
-47,3
-4,5

Nota: (*) I dati del distretto delle macchine per l’industria della ceramica di Modena e Reggio Emilia sono di fonte ACIMAC (Associazione Costruttori Italiani Macchine Attrezzature
per Ceramica). I dati si riferiscono all’intero settore italiano e, vista l’alta concentrazione delle imprese nelle province di Modena e Reggio Emilia, approssimano molto bene
l’andamento del distretto, ma non sono direttamente confrontabili con quelli dei distretti tradizionali da noi individuati. Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Dall’analisi per singolo distretto emerge un quadro molto favorevole nel quale si confermano i
segnali positivi del principale distretto della regione, le Piastrelle di Sassuolo (+8% tendenziale nel
secondo trimestre del 2016), che ha beneficiato del brillante andamento sui mercati tedesco,
francese e statunitense. Le esportazioni di piastrelle verso gli Stati Uniti sono cresciute di un
ulteriore 9,4%, dopo il +19,9% del primo trimestre 2016. La Francia rimane il primo sbocco
commerciale, chiudendo con un aumento del 7,9% in questo trimestre, confermando i segnali
positivi di inizio anno. Da segnalare anche l’ulteriore calo in Russia (-14,9%), ormai undicesimo
mercato di riferimento del distretto.
Continua la crescita, anche se con valori moderati, del distretto dei Ciclomotori di Bologna
(+2,9%), che ha registrato performance molto positive sui primi tre mercati di riferimento,
soprattutto negli Stati Uniti (+27,1%). Continua a crescere l’export del distretto delle Macchine
per il legno di Rimini (+8,5%), trainato dal buon andamento nelle vendite in Polonia, Spagna,
Francia e Germania. Ottima evoluzione anche in Russia e Australia, contrariamente a quanto
accaduto nel 2015 in questi paesi.

Prosegue il trend positivo
di Sassuolo

Quadro quasi totalmente
favorevole nella
Meccanica…

Torna positiva, dopo due trimestri, la dinamica delle esportazioni della Food machinery di Parma
(+6,7%), grazie al balzo di vendite in Cina, Algeria e Russia, nonostante il rallentamento negli
Stati Uniti, in Turchia e India. Segnali positivi anche per il distretto delle Macchine utensili di
Piacenza (+9,4%), grazie ad un boom di vendite in Francia, primo mercato di sbocco, passando
dai 3 milioni di export del secondo trimestre 2015 ai 13 milioni di export nello stesso periodo del
2016. Mostra la performance migliore il distretto delle Macchine per l’imballaggio di Bologna
(+12,8%) dovuta all’andamento positivo dell’export negli Stati Uniti, in Turchia e Egitto e al balzo
delle vendite sui mercati russo e ceco.
Continua, invece, il trend negativo delle Macchine agricole di Modena e Reggio Emilia che ha
chiuso il trimestre con un calo del 2,3%, a causa delle performance negative in alcuni importanti
mercati di sbocco, come Stati Uniti (-27,7%) e Regno Unito (-39,9%); rimane invece positiva la
dinamica delle vendite in Turchia (+35,8%).

Intesa Sanpaolo – Direzione Studi e Ricerche

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Monitor dei Distretti – Emilia Romagna
Settembre 2016

Segnali negativi anche per il distretto delle Macchine per l’industria ceramica di Modena e Reggio
Emilia, che nel secondo trimestre registra una perdita delle esportazioni del -16,5% (fonte:
ACIMAC).
Fig. 3 - Evoluzione dell'export dei distretti della Meccanica della regione (var. % tendenziale )

Fonte: elaborazione Intesa Sanpaolo su dati Istat

Chiudono in positivo quasi tutti i distretti dell’Alimentare. In evidenza il distretto Lattiero-caseario
parmense (+16%) grazie alle buone performance conseguite in gran parte di mercati di sbocco e,
in particolare, negli Stati Uniti (+15,1%) e in Germania (+55,1%). Anche il Lattiero caseario di
Reggio Emilia chiude molto positivamente per il secondo trimestre consecutivo (+14,1%), grazie
alle vendite sui mercati francese (+12,4%), inglese (+8,6%) e tedesco (+20%), primi tre mercati di
riferimento del distretto. Nel secondo trimestre 2016 ottima performance anche per l’Ortofrutta
romagnola (+13,8%) grazie all’incremento di vendite in Polonia (+49,9%), Paesi Bassi, Austria e
Danimarca. Crescita del +1,9% per l’export dei Salumi di Parma, grazie al buon andamento di
vendite nei Paesi Bassi (+14,4%) e nel Regno Unito, che compensa il calo registrato in quasi tutti
gli altri mercati.

… e nell’Alimentare

Ritornano in territorio positivo i Salumi del modenese (+1,1%), grazie alle performance positive
osservate in Germania (+4,9%) e Giappone (+20,8%), primo e terzo mercato di sbocco, che
hanno annullato l’effetto negativo degli Stati Uniti. Lo stesso vale per il distretto dell’Alimentare di
Parma (+1,1%) che ha mostrato una dinamica positiva in Francia (+3,9%) e Germania (+3,8%),
primo e secondo mercato di sbocco, e un balzo dell’export verso Hong Kong. Ancora in territorio
negativo il distretto dei Salumi di Reggio Emilia (-56,6%), che soffre su quasi tutti i principali
sbocchi commerciali e in particolare in Francia, con l’eccezione del mercato spagnolo.
Fig. 4 - Evoluzione dell'export dei distretti dell’Alimentare della regione (var. % tendenziale )

Fonte: elaborazione Intesa Sanpaolo su dati Istat

Intesa Sanpaolo – Direzione Studi e Ricerche

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Monitor dei Distretti – Emilia Romagna
Settembre 2016

Solo segnali positivi dal Sistema moda. Il distretto dell’Abbigliamento di Rimini ha evidenziato una
crescita del 17%, grazie alle vendite in Russia, Polonia e Stati Uniti. La Maglieria e abbigliamento
di Carpi ha chiuso con un aumento dell’export di 1,7%, a causa soprattutto del forte incremento
delle vendite nel Regno Unito, Francia, Germania e Belgio. Di nuovo positivo l’export delle
Calzature di San Mauro Pascoli (+5,2%) specialmente negli Stati Uniti, primo mercato di
riferimento del distretto, nel Regno Unito e in Cina.

Finalmente solo luce per
i distretti del Sistema
moda

Continua la dinamica negativa dell’export dei Mobili imbottiti di Forlì (-6,1%) che sconta il calo
delle vendite in Francia, primo mercato di riferimento, Gran Bretagna e Cina. Il distretto forlivese è
stato comunque uno dei migliori distretti del mobile italiano fino al 2015, anno in cui ha
raggiunto il suo massimo storico di export.
Fig. 5 - Evoluzione dell'export dei distretti del Sistema Moda
della regione (var. % tendenziale)

Fig. 6 - Evoluzione dell'export dei distretti del Sistema Casa
della regione (var. % tendenziale)

Fonte: elaborazione Intesa Sanpaolo su dati Istat

Fonte: elaborazione Intesa Sanpaolo su dati Istat

2. La CIG nei primi 8 mesi del 2016
Nei primi 8 mesi del 2016 il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni delle imprese dei distretti
regionali ha evidenziato un aumento del 29,1% delle ore autorizzate rispetto allo stesso periodo
del 2015, portando il monte ore a 9,6 milioni, su livelli che rimangono storicamente elevati. Tale
trend è il risultato di una crescita generalizzata e, in particolare, di un balzo delle ore autorizzate
di CIG straordinaria, destinata alla gestione di crisi di carattere strutturale. Dall’analisi per singolo
distretto emerge come l’incremento del ricorso alla Cassa Straordinaria sia riconducibile ai distretti
delle Macchine agricole di Reggio Emilia e Modena e Macchine utensili di Piacenza.

Mercato del lavoro: uno
scenario complesso

Fig. 7 - Monte Ore CIG autorizzate nei distretti tradizionali dell’Emilia Romagna (milioni di ore);
confronto primi 8 mesi

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati INPS

Intesa Sanpaolo – Direzione Studi e Ricerche

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Monitor dei Distretti – Emilia Romagna
Settembre 2016

La lettura in dinamica dei dati CIGO e CIGS è divenuta più complessa a partire dal 24 settembre
2015, quando è entrato in vigore il decreto legislativo 148 attuativo del Jobs Act recante
disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali. Una delle novità
più rilevanti del panorama normativo riguarda l’imposizione di un limite massimo complessivo per
lo sfruttamento delle ore di Cassa: per ciascuna unità produttiva, la somma dei trattamenti
ordinari e straordinari di integrazione salariale non può superare la durata massima complessiva di
24 mesi in un quinquennio mobile1. Nonostante il decreto preveda l’estensione degli strumenti
anche agli apprendisti e alle imprese con meno di 15 dipendenti, si sottolinea come, allo stesso
tempo, il requisito di anzianità di effettivo lavoro per godere degli strumenti di Cassa (90 giorni,
alla data di presentazione della domanda di cassa integrazione) sia stato esteso per la prima volta
anche alla Cassa Ordinaria.

3. I Poli tecnologici dell’Emilia Romagna: export e CIG
Nel secondo trimestre del 2016 prosegue la crescita complessiva dei poli tecnologici della regione
(+4,1%). Si conferma il dato positivo per il Polo ICT di Bologna e Modena, con una crescita del
7,1%. L’export del polo tecnologico è passato da 141 milioni di euro del secondo trimestre 2015
ai 151 milioni di euro attuali, evidenziando un trend di sviluppo sostenuto su alcuni mercati, in
primis Stati Uniti (+23,3%), Cina (+45,4%) e Giappone (+54,2%), e un balzo in Ghana. Molto
bene il Polo biomedicale di Bologna (+10,4%), con ottime performance in particolare sui mercati
francese (+22,3%), spagnolo (+66,1%) e cinese (+57,6%), e un balzo di export in Tunisia. Chiude
in negativo, invece, il Polo Biomedicale di Mirandola, che, con una riduzione delle esportazioni del
3,3%, evidenzia un andamento negativo soprattutto in alcuni mercati come Francia e Svizzera,
secondo e terzo mercato di sbocco del distretto, e anche nella Repubblica di Corea. Bene invece
in Austria e Stati Uniti, verso cui però muovono bassi volumi che non riescono perciò a
compensare le perdite sui principali mercati. Il dato del primo semestre 2016 rimane comunque
positivo per il Polo Biomedicale di Mirandola (+0,9%), si potrebbe trattare di un fisiologico
rallentamento dopo le straordinarie performance del 2015 (+29,1%).

Continua la dinamica
positiva del biomedicale
di Bologna

Complessivamente, la crescita dei distretti tecnologici dell’Emilia Romagna è stata pari al +4,1%
rispetto al secondo trimestre 2015, mostrando un andamento nettamente superiore alla media
dei poli italiani monitorati (-5,7%), che scontano le deboli performance del Polo farmaceutico del
Lazio, del Polo ICT di Catania e del Polo aereonautico di Torino. L’export dei poli tecnologici
regionali è cresciuto verso Stati Uniti (+28,6%), Cina (+34,2%) e Spagna, rispettivamente
secondo, terzo e quinto mercato di riferimento, e ha registrato un balzo verso l’Austria e l’Arabia
Saudita.
Fig. 8 – Evoluzione dell’export: confronto Poli tecnologici
italiani e Poli tecnologici dell’Emilia Romagna

Fig. 9 - Evoluzione dell'export dei Poli tecnologici regionali
(var. % tendenziale)

Fonte: elaborazione Intesa Sanpaolo su dati Istat

Fonte: elaborazione Intesa Sanpaolo su dati Istat

1

Ai fini del controllo del limite di utilizzo si procede nel seguente modo: si considera la prima settimana
oggetto di richiesta di prestazione e, a ritroso, si valutano le 259 settimane precedenti (cosiddetto
quinquennio mobile). Se in tale arco temporale saranno già state autorizzate 104 settimane (pari cioè a 24
mesi) non potrà essere riconosciuto il trattamento richiesto.

Intesa Sanpaolo – Direzione Studi e Ricerche

7

Monitor dei Distretti – Emilia Romagna
Settembre 2016

Tab. 3 – L’export dei Poli tecnologici dell’Emilia Romagna

Poli tecnologici italiani
Poli tecnologici Emilia Romagna
Polo ICT di Bologna e Modena
Biomedicale di Mirandola
Biomedicale di Bologna

2° trim. 2015
7.236,3
281,7
141,3
94,6
45,7

Milioni di euro
2° trim. 2016
6.821,0
293,3
151,3
91,5
50,5

differenza
-415,3
11,6
10,0
-3,1
4,8

Variazione % tendenziale
2° trim. 2016 1° sem. 2016
-5,7
-1,3
4,1
5,9
7,1
6,9
-3,3
0,9
10,4
14,3

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat

Meno positivo il quadro che emerge dall’analisi dei dati sugli ammortizzatori sociali: aumenta,
infatti, il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni per i 3 poli tecnologici regionali nei primi 8 mesi
del 2016, che vedono un ampliamento del monte ore richiesto di CIG Ordinaria e in particolare di
CIG Straordinaria.
Fig. 10 - Monte Ore CIG autorizzate nei distretti tradizionali dell’Emilia Romagna (milioni di ore);
confronto primi 8 mesi

Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati INPS

Dall’analisi per singolo distretto emerge come l’incremento del ricorso alla Cassa Straordinaria sia
riconducibile prevalentemente al Polo ICT di Bologna e Modena.

Intesa Sanpaolo – Direzione Studi e Ricerche

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Monitor dei Distretti – Emilia Romagna
Settembre 2016

Appendice Metodologica
Non è facile monitorare l’evoluzione congiunturale dei distretti industriali. Le uniche informazioni
aggiornate disponibili, a livello territoriale (provinciale), riguardano le esportazioni espresse a
prezzi correnti (dati trimestrali). Un incrocio province/settori per le esportazioni è disponibile,
inoltre, per un numero relativamente limitato di settori. La congiuntura dei distretti può essere
pertanto approssimata in un modo molto grezzo, con un maggiore grado di confidenza solo per i
distretti fortemente export-oriented (non ci sono, infatti, dati sul mercato interno) e per quelli che
producono beni non troppo specifici (non abbiamo statistiche su micro-settori, ad esempio come
“coltelli e forchette”).
Nel Monitor dei distretti sono analizzati, oltre a circa 140 distretti tradizionali (principalmente
specializzati nel sistema moda, nel sistema casa, nella meccanica e nell’agro-alimentare), 22 poli
tecnologici, specializzati cioè in settori ad alta tecnologia (farmaceutica, ICT, aeronautica).
I distretti analizzati costituiscono una sintesi di quelli individuati dalla Federazione dei distretti
italiani, dall’Istat, dalla Fondazione Edison e dalle Leggi regionali che censiscono i distretti stessi.
Poiché il presente lavoro ha finalità soprattutto quantitative a livello del sistema distretti nel suo
complesso, ci si è concentrati solo sui distretti e poli tecnologici che potevano essere ben
rappresentati dai dati Istat disponibili sul commercio estero a livello provinciale. Vale la pena
precisare che i dati Istat provinciali si riferiscono alle export, espresse a prezzi correnti e, pertanto,
non tengono conto dei fenomeni inflativi, ovvero delle variazioni di prezzo non dovute a
miglioramenti qualitativi dei beni prodotti. Questi dati devono, pertanto, essere valutati con
cautela visto che, l’evoluzione positiva (negativa) dell’export può nascondere aumenti
(diminuzioni) di prezzo legati all’andamento delle quotazioni delle materie prime.
In questo numero del Monitor l’evoluzione delle esportazioni nel 2016 è calcolata confrontando i
dati provvisori nel 2016 con i dati revisionati del 2015. Le variazioni calcolate per il 2015 sono
ottenute dal confronto tra dati revisionati del 2015 e dati definitivi del 2014.

Intesa Sanpaolo – Direzione Studi e Ricerche

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Monitor dei Distretti – Emilia Romagna
Settembre 2016

Le pubblicazioni sui Distretti della Direzione Studi e Ricerche
Studi sui distretti industriali
Monografie sui principali distretti industriali italiani
Il distretto del mobile della Brianza, Marzo 2003
Il distretto del mobile del Livenza e Quartiere del Piave, Agosto 2003
Il distretto della calzatura sportiva di Montebelluna, Agosto 2003
Il distretto del tessile–abbigliamento di Schio-Thiene-Valdagno, Settembre 2003
Il distretto delle piastrelle di Sassuolo, Dicembre 2003
Il distretto della calzetteria di Castel Goffredo, Gennaio 2004
Il distretto dei metalli di Lumezzane, Febbraio 2004
Il distretto del tessile–abbigliamento di Prato, Marzo 2004
Il distretto del mobile di Pesaro, Giugno 2004
Il distretto dell’occhialeria di Belluno, Settembre 2004
Il distretto della concia di Arzignano, Settembre 2004
Il distretto delle calzature di Fermo, Febbraio 2005
Il distretto tessile di Biella, Marzo 2005
Il distretto della sedia di Manzano, Maggio 2005
Il distretto serico di Como, Agosto 2005
Il distretto della calzetteria di Castel Goffredo (aggiornamento), Novembre 2005
Il distretto dei prodotti in pelle e cuoio di Santa Croce sull’Arno, Dicembre 2005
Il distretto della concia di Arzignano (aggiornamento), Aprile 2006
Il distretto del mobile imbottito della Murgia, Giugno 2006
I distretti italiani del mobile, Maggio 2007
Il distretto conciario di Solofra, Giugno 2007
Il distretto dei prodotti in pelle e cuoio di Santa Croce sull’Arno (aggiorn.), Settembre 2007
Il distretto della calzatura del Brenta, Ottobre 2007
Il distretto della calzatura veronese, Dicembre 2007
Il Polo fiorentino della pelle, Luglio 2008
Il distretto dei casalinghi di Omegna, Novembre 2008
Il distretto della calzatura di San Mauro Pascoli, Febbraio 2009
Il distretto metalmeccanico del Lecchese, Giugno 2009
I distretti calzaturieri del sud: Casarano, il Nord Barese e il Napoletano, Settembre 2009
Il distretto della maglieria e dell’abbigliamento di Carpi, Marzo 2010
Il distretto delle macchine agricole di Modena e Reggio Emilia, Marzo 2010
I distretti veneti del tessile-abbigliamento: le strategie per un rilancio possibile, Aprile 2010
L’occhialeria di Belluno all’uscita dalla crisi: quale futuro per il tessuto produttivo locale?, Settembre 2010
La Riviera del Brenta nel confronto con i principali distretti calzaturieri italiani, Ottobre 2010
Il comparto termale in Italia: focus Terme Euganee, Giugno 2011
Il calzaturiero di San Mauro Pascoli: strategie per un rilancio possibile, Luglio 2011
Il distretto della carta di Capannori, Marzo 2012
I distretti industriali e i poli tecnologici del Mezzogiorno: struttura ed evoluzione recente, Giugno 2012
Il mobile imbottito di Forlì nell’attuale contesto competitivo, Novembre 2012
Abbigliamento abruzzese e napoletano, Novembre 2012
Maglieria e abbigliamento di Perugia, Luglio 2013
Pistoia nel mondo, Dicembre 2013
Il calzaturiero di Lucca-Lamporecchio, Novembre 2015

Monitor dei distretti e Monitor dei distretti regionali
Trimestrale di congiuntura sui principali distretti industriali italiani
Ultimo numero: Settembre 2016

Economia e finanza dei distretti industriali
Rapporto annuale sui bilanci delle imprese distrettuali
Ottavo numero: Dicembre 2015

Intesa Sanpaolo – Direzione Studi e Ricerche

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Monitor dei Distretti – Emilia Romagna
Settembre 2016

Intesa Sanpaolo Direzione Studi e Ricerche - Responsabile Gregorio De Felice
Servizio Industry & Banking
Fabrizio Guelpa (Responsabile)
Ufficio Industry
Stefania Trenti (Responsabile)
Chiara Billi
Maria Cristina De Michele
Serena Fumagalli
Caterina Riontino
Ilaria Sangalli
Giovanni Foresti (Responsabile coordinamento Economisti sul Territorio)
Romina Galleri (sede di Torino)
Sara Giusti (sede di Firenze)
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Carla Saruis (sede di Bologna)
Ufficio Banking
Elisa Coletti (Responsabile)
Marco Lamieri
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Local Public Finance
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0280212270
0280215569
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0287962077
0115550438
0552613508
0496537603
0516453889

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chiara.billi@intesasanpaolo.com
maria.demichele@intesasanpaolo.com
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carla.saruis@intesasanpaolo.com

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marco.lamieri@intesasanpaolo.com
clarissa.simone@intesasanpaolo.com

0287962074

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Il rapporto è stato elaborato con le informazioni disponibili al 13 settembre 2016.

Editing: Team Nucleo Editoriale

Avvertenza Generale
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