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Monitor Emilia Romagna settembre 2016.pdf


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Monitor dei Distretti – Emilia Romagna
Settembre 2016

La lettura in dinamica dei dati CIGO e CIGS è divenuta più complessa a partire dal 24 settembre
2015, quando è entrato in vigore il decreto legislativo 148 attuativo del Jobs Act recante
disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali. Una delle novità
più rilevanti del panorama normativo riguarda l’imposizione di un limite massimo complessivo per
lo sfruttamento delle ore di Cassa: per ciascuna unità produttiva, la somma dei trattamenti
ordinari e straordinari di integrazione salariale non può superare la durata massima complessiva di
24 mesi in un quinquennio mobile1. Nonostante il decreto preveda l’estensione degli strumenti
anche agli apprendisti e alle imprese con meno di 15 dipendenti, si sottolinea come, allo stesso
tempo, il requisito di anzianità di effettivo lavoro per godere degli strumenti di Cassa (90 giorni,
alla data di presentazione della domanda di cassa integrazione) sia stato esteso per la prima volta
anche alla Cassa Ordinaria.

3. I Poli tecnologici dell’Emilia Romagna: export e CIG
Nel secondo trimestre del 2016 prosegue la crescita complessiva dei poli tecnologici della regione
(+4,1%). Si conferma il dato positivo per il Polo ICT di Bologna e Modena, con una crescita del
7,1%. L’export del polo tecnologico è passato da 141 milioni di euro del secondo trimestre 2015
ai 151 milioni di euro attuali, evidenziando un trend di sviluppo sostenuto su alcuni mercati, in
primis Stati Uniti (+23,3%), Cina (+45,4%) e Giappone (+54,2%), e un balzo in Ghana. Molto
bene il Polo biomedicale di Bologna (+10,4%), con ottime performance in particolare sui mercati
francese (+22,3%), spagnolo (+66,1%) e cinese (+57,6%), e un balzo di export in Tunisia. Chiude
in negativo, invece, il Polo Biomedicale di Mirandola, che, con una riduzione delle esportazioni del
3,3%, evidenzia un andamento negativo soprattutto in alcuni mercati come Francia e Svizzera,
secondo e terzo mercato di sbocco del distretto, e anche nella Repubblica di Corea. Bene invece
in Austria e Stati Uniti, verso cui però muovono bassi volumi che non riescono perciò a
compensare le perdite sui principali mercati. Il dato del primo semestre 2016 rimane comunque
positivo per il Polo Biomedicale di Mirandola (+0,9%), si potrebbe trattare di un fisiologico
rallentamento dopo le straordinarie performance del 2015 (+29,1%).

Continua la dinamica
positiva del biomedicale
di Bologna

Complessivamente, la crescita dei distretti tecnologici dell’Emilia Romagna è stata pari al +4,1%
rispetto al secondo trimestre 2015, mostrando un andamento nettamente superiore alla media
dei poli italiani monitorati (-5,7%), che scontano le deboli performance del Polo farmaceutico del
Lazio, del Polo ICT di Catania e del Polo aereonautico di Torino. L’export dei poli tecnologici
regionali è cresciuto verso Stati Uniti (+28,6%), Cina (+34,2%) e Spagna, rispettivamente
secondo, terzo e quinto mercato di riferimento, e ha registrato un balzo verso l’Austria e l’Arabia
Saudita.
Fig. 8 – Evoluzione dell’export: confronto Poli tecnologici
italiani e Poli tecnologici dell’Emilia Romagna

Fig. 9 - Evoluzione dell'export dei Poli tecnologici regionali
(var. % tendenziale)

Fonte: elaborazione Intesa Sanpaolo su dati Istat

Fonte: elaborazione Intesa Sanpaolo su dati Istat

1

Ai fini del controllo del limite di utilizzo si procede nel seguente modo: si considera la prima settimana
oggetto di richiesta di prestazione e, a ritroso, si valutano le 259 settimane precedenti (cosiddetto
quinquennio mobile). Se in tale arco temporale saranno già state autorizzate 104 settimane (pari cioè a 24
mesi) non potrà essere riconosciuto il trattamento richiesto.

Intesa Sanpaolo – Direzione Studi e Ricerche

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