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ISTAT com ottobre 2016 pdf .pdf



Nome del file originale: ISTAT_com_ottobre_2016 pdf.pdf
Titolo: Giugno 2010
Autore: ISTAT

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14 ottobre 2016

Settembre 2016

PREZZI AL CONSUMO
Dati definitivi
Nel mese di settembre 2016 l’indice nazionale dei
prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo
dei tabacchi, registra una diminuzione dello 0,2% su
base mensile e un aumento dello 0,1% rispetto a
settembre 2015 (era -0,1% ad agosto). La stima
preliminare è confermata.
Dopo sette mesi consecutivi di diminuzioni
tendenziali, i prezzi al consumo tornano a crescere
seppur di poco. Questa inversione di tendenza è
dovuta principalmente al marcato ridimensionamento
della flessione dei prezzi dei Beni energetici sia non
regolamentati (-2,7%, da -7,0% di agosto) sia
regolamentati (-3,8%, da -5,9%) e, in misura minore,
alla ripresa della crescita tendenziale dei prezzi dei
Servizi relativi ai trasporti (+1,1%; la variazione era
nulla il mese precedente).
Al netto degli alimentari non lavorati e dei beni
energetici, l’“inflazione di fondo” sale a +0,5% (da
+0,4% di agosto); al netto dei soli beni energetici si
attesta a +0,5% registrando, rispetto al mese
precedente (+0,6%), un rallentamento di lieve entità.
L’inflazione acquisita per il 2016 risulta pari a -0,1%
(era nulla il mese precedente).
Rispetto a settembre 2015, i prezzi dei beni fanno
registrare una flessione pari a -0,2% (era -0,5% ad
agosto), mentre il tasso di crescita dei prezzi dei
servizi scende a +0,4% (da +0,5% del mese
precedente). Di conseguenza, rispetto ad agosto 2016,
il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si riduce
di quattro decimi di punto percentuale.
La diminuzione su base mensile dell’indice
generale dei prezzi al consumo è principalmente
ascrivibile ai cali congiunturali, in larga parte dovuti a
fattori stagionali, dei prezzi dei Servizi relativi ai
trasporti (-3,0%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per
la cura della persona (-0,8%).
I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e
della persona diminuiscono dello 0,1% su base
mensile e registrano una variazione nulla su base
annua (da +0,6% di agosto).
I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto
aumentano dello 0,1% in termini congiunturali e dello
0,2% in termini tendenziali (era +0,1% ad agosto).
L’indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA)
aumenta dell’1,9% su base mensile e dello 0,1% su
base annua, con un’inversione di tendenza dal -0,1%
di agosto, confermando la stima preliminare.
L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le
famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei
tabacchi, diminuisce dello 0,2% su base mensile e
aumenta dello 0,1% nei confronti di settembre 2015.
Prossima diffusione: 31 Ottobre 2016

INDICE GENERALE NIC
Settembre 2015-settembre 2016, variazioni percentuali congiunturali

0,3
0,2

0,2

0,2

0,2

0,1

0,0
-0,1

-0,4

S

-0,2

-0,2

G

F

-0,2

-0,4

O

N

D

M

A

M

G

L

A

S

INDICE GENERALE NIC
Settembre 2015-settembre 2016, variazioni percentuali tendenziali

0,2

0,3

0,1

0,1

0,3
0,1
-0,1 -0,1

-0,3 -0,2

-0,3
-0,5

S

O

N

D

G

F

M

A

M

-0,4

G

L

A

S

INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO
Settembre 2016, (base 2015=100) (a)
INDICI

VARIAZIONI %

settembre
2016

set-16
ago-16

set-16
set-15

Indice nazionale
per l’intera collettività NIC

100,1

-0,2

0,1

Indice armonizzato IPCA

100,7

1,9

0,1

Indice per le famiglie di
operai e impiegati FOI
(senza tabacchi)

100,0

-0,2

0,1

(a) le variazioni tendenziali per gli indici NIC e FOI, con l’aggiornamento della base di
riferimento all’anno 2015 (base precedente 2010=100), sono calcolate utilizzando il
coefficiente di raccordo (si veda la Nota metodologica alla fine del comunicato) mentre
quelle dell’indice IPCA (base precedente 2005=100) sono state calcolate utilizzando
indici slittati nella nuova base di riferimento.

Indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC)
Le divisioni di spesa
Nel mese di settembre 2016 si registrano diminuzioni congiunturali dei prezzi per le divisioni di
spesa Ricreazione, spettacoli e cultura (-1,9%), Trasporti (-1,3%) – in larga parte dovuti a fattori
stagionali – e Prodotti alimentari e bevande analcoliche (-0,1%) (Prospetto 1). Sono in aumento i
prezzi di Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+0,8%), Istruzione (+0,4%), Abbigliamento e
calzature e Servizi ricettivi e di ristorazione (+0,3% per entrambe le divisioni di spesa) e Altri beni e
servizi (+0,1%). I prezzi delle rimanenti divisioni di spesa non variano rispetto ad agosto 2016.
Su base annua, nove divisioni di spesa presentano prezzi in aumento e tre in diminuzione. Per
quelle in aumento, il rallentamento della crescita di maggiore ampiezza si registra per i Prodotti
alimentari e bevande analcoliche (+0,1%, dal +0,9% del mese precedente) seguito da
Ricreazione, spettacoli e cultura (+0,3%, era +0,8% ad agosto) e Istruzione (+0,9%, era +1,2% ad
agosto). Mobili, articoli e servizi per la casa (+0,3%), Servizi sanitari e spese per la salute (+0,2%),
Servizi ricettivi e di ristorazione (+0,8%) e Altri beni e servizi (+0,3%) segnano una riduzione della
crescita di un decimo di punto percentuale mentre è stabile l’aumento dei prezzi di Bevande
alcoliche e tabacchi (+2,0%); per Abbigliamento e calzature (+0,5%, da +0,4% di agosto) la
crescita accelera di poco. Tra le divisioni di spesa i cui prezzi sono in calo, la flessione si riduce
per Trasporti (-0,1%, dal -2,3% di agosto) e Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-1,2%, era
-2,0% il mese precedente) mentre si accentua per le Comunicazioni (-1,0%, dal -0,4% di agosto).
PROSPETTO 1. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO NIC, PER DIVISIONE DI SPESA
Settembre 2016, pesi e variazioni percentuali (base 2015=100) (a)
Pesi

set-16
ago-16

set-16
set-15

ago-16
ago-15

set-15
ago-15

Inflazione
acquisita

165.706

-0,1

0,1

0,9

0,7

0,1

Bevande alcoliche e tabacchi

32.497

0,0

2,0

2,0

0,0

1,5

Abbigliamento e calzature

71.837

0,3

0,5

0,4

0,2

0,4

114.454

0,8

-1,2

-2,0

0,0

-1,7

71.798

0,0

0,3

0,4

0,1

0,3

Divisioni di spesa
Prodotti alimentari e bevande analcoliche

Abitazione, acqua, elettricità e combustibili
Mobili, articoli e servizi per la casa
Servizi sanitari e spese per la salute
Trasporti

86.049

0,0

0,2

0,3

0,1

0,4

133.218

-1,3

-0,1

-2,3

-3,4

-1,4

Comunicazioni

26.950

0,0

-1,0

-0,4

0,6

-0,2

Ricreazione, spettacoli e cultura

77.890

-1,9

0,3

0,8

-1,4

0,5

Istruzione
Servizi ricettivi e di ristorazione
Altri beni e servizi
Indice generale

12.482

0,4

0,9

1,2

0,6

1,0

114.490

0,3

0,8

0,9

0,5

1,0

92.629

0,1

0,3

0,4

0,2

0,2

1.000.000

-0,2

0,1

-0,1

-0,4

-0,1

(a) le variazioni tendenziali e l’inflazione acquisita, con l’aggiornamento della base di riferimento degli indici NIC all’anno 2015 (base precedente 2010=100),
sono calcolate utilizzando i coefficienti di raccordo. Si veda la Nota metodologica alla fine del comunicato.

FIGURA 1. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO NIC, PER DIVISIONE DI SPESA
Settembre 2016, variazioni percentuali congiunturali
Prodotti alimentari e bevande analcoliche

-0,1

Bevande alcoliche e tabacchi

0,0

Abbigliamento e calzature

0,3

Abitazione, acqua, elettricità e combustibili

0,8

Mobili, articoli e servizi per la casa

0,0

Servizi sanitari e spese per la salute

0,0

Trasporti

-1,3
0,0

Comunicazioni

Ricreazione, spettacoli e cultura

-1,9

Istruzione

0,4

Servizi ricettivi e di ristorazione

0,3

Altri beni e servizi

0,1

-2,4

| 2

-2,0

-1,6

-1,2

-0,8

-0,4

0,0

0,4

0,8

1,2

1,6

2,0

2,4

FIGURA 2. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO NIC, PER DIVISIONE DI SPESA
Variazioni percentuali tendenziali
0,1

Prodotti alimentari e bevande analcoliche

0,9
2,0
2,0

Bevande alcoliche e tabacchi
0,5
0,4

Abbigliamento e calzature
Abitazione, acqua, elettricità e combustibili

-1,2

-2,0

0,3
0,4
0,2
0,3

Mobili, articoli e servizi per la casa
Servizi sanitari e spese per la salute
Trasporti

-0,1

-2,3

-1,0

Comunicazioni

-0,4

0,3

Ricreazione, spettacoli e cultura

set16/set15
ago16/ago15

Istruzione

0,8
0,9

Servizi ricettivi e di ristorazione

0,8
0,9

1,2

0,3
0,4

Altri beni e servizi
-2,8

-1,8

-0,8

0,2

1,2

2,2

Il tasso tendenziale dell’indice generale è in primo luogo dovuto ai contributi positivi dei prezzi dei
Servizi ricettivi e di ristorazione (per 0,088 punti percentuali) e di Bevande alcoliche e tabacchi
(per 0,064 punti percentuali). Per la prima volta, da dicembre 2014, i maggiori contributi negativi
non vengono dai prezzi dei Trasporti che, a seguito della marcata attenuazione della flessione dei
prezzi dei carburanti, influiscono sulla variazione dell’indice generale per appena -0,021 punti
percentuali, ma dai prezzi dell’Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-0,126 punti
percentuali) su quali incide la componente energetica regolamentata (Figura 3).
FIGURA 3. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO NIC, PER DIVISIONE DI SPESA
Settembre 2016, contributo alla variazione tendenziale dell’indice generale
0,200

0,020

0,023

0,025

0,027

Servizi sanitari e spese per la salute

Altri beni e servizi

Ricreazione, spettacoli e cultura

Abbigliamento e calzature

Trasporti

0,019

Mobili, articoli e servizi per la casa

-0,021

0,011

Prodotti alimentari e bevande
analcoliche

-0,029

Comunicazioni

0,000

0,031

Istruzione

0,100

0,064

0,088

-0,100
-0,126
-0,200

| 3

Servizi ricettivi e di ristorazione

Bevande alcoliche e tabacchi

Abitazione, acqua, elettricità e
combustibili

-0,300

Le tipologie di prodotto
Considerando i due principali aggregati (beni e servizi), i prezzi dei beni registrano una flessione
su base annua (-0,2%) meno ampia di quella rilevata ad agosto (-0,5%) e i prezzi dei servizi un
tasso di crescita tendenziale in rallentamento (+0,4%, era +0,5% il mese precedente) (Figura 1 e
Prospetto 2).
Tra i beni, i prezzi degli Alimentari (incluse le bevande alcoliche) diminuiscono dello 0,1% su base
mensile e azzerano la crescita su base annua registrata ad agosto (+0,8%). La dinamica dei
prezzi dei Beni alimentari è imputabile principalmente all’andamento dei prezzi dei prodotti non
lavorati, che diminuiscono dello 0,3% in termini congiunturali e registrano un rallentamento della
crescita tendenziale (+0,4%, era +2,4% il mese precedente). I prezzi dei prodotti lavorati, invece,
sono fermi in termini congiunturali e fanno registrare una diminuzione dello 0,1% su base annua
(la variazione era nulla ad agosto).
I prezzi dei Beni energetici aumentano dell’1,6% su base mensile e registrano una flessione su
base annua (-3,4%) meno ampia di 3,1 punti percentuali rispetto a quella rilevata ad agosto
(-6,5%). La dinamica tendenziale dei prezzi dei Beni energetici è da ascrivere in misura maggiore
alla componente non regolamentata, i cui prezzi aumentano dell’1,3% su base mensile – a causa
principalmente dei rialzi dei prezzi della Benzina e del Gasolio per mezzi di trasporto – e fanno
registrare una marcata riduzione del calo tendenziale (-2,7%, era -7,0% ad agosto); il consistente
ridimensionamento della flessione tendenziale dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati
risente del confronto con settembre 2015 mese in cui, per i prodotti del comparto, era stata
registrata una variazione congiunturale negativa e pari a -3,2%.
Anche i prezzi degli Energetici regolamentati aumentano su base mensile (+2,0%) e mostrano
un’attenuazione della flessione tendenziale, (-3,8% dal -5,9% del mese precedente), su cui incide,
anche in questo caso, il confronto con settembre 2015 mese in cui i prezzi erano diminuiti su base
mensile dello 0,2%. Si precisa che, a settembre, le variazioni di prezzo relative alla componente
regolamentata tengono conto dell’aggiornamento dei prezzi dell’energia elettrica in servizio di
tutela predisposto, per il terzo trimestre 2016, dall’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema
idrico, con deliberazione n°354/2016. L’aggiornamento dei prezzi dell’energia elettrica segue
l’accoglimento da parte del Tar Lombardia, con ordinanza n. 1185 del 15 settembre 2016,
dell’istanza di revoca, presentata dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, del
decreto cautelare monocratico del Tar Lombardia, Sez. II, 19 luglio 2016, n. 911, confermato con
successivo decreto n. 982 del 28 luglio 2016, che sospendeva l'efficacia della deliberazione
354/2016/R/eel di aggiornamento dei prezzi dell’energia in servizio di tutela per il terzo trimestre
2016 predisposto dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico.
I prezzi dei Tabacchi non variano su base mensile, con un tasso di incremento annuo stabile al
2,9%.
Infine, i prezzi degli Altri beni (non energetici e non alimentari, esclusi i tabacchi) aumentano dello
0,3% rispetto ad agosto e mantengono una crescita tendenziale stabile a +0,4%.
FIGURA 4. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO NIC
Variazioni percentuali rispetto allo stesso mese dell’anno precedente
Componente di fondo

Indice generale

Beni

Servizi

5,0
4,0
3,0
2,0
1,0

0,0
-1,0
-2,0
set-11

| 4

mar-12

set-12

mar-13

set-13

mar-14

set-14

mar-15

set-15

mar-16

set-16

PROSPETTO 2. INDICE DEI PREZZI AL CONSUMO NIC, PER TIPOLOGIA DI PRODOTTO
Settembre 2016, pesi e variazioni percentuali (base 2015=100) (a)
set-16
set-15

ago-16
ago-15

set-15
ago-15

Inflazione
acquisita

-0,1

0,0

0,8

0,7

0,1

0,0

-0,1

0,0

0,1

0,0

70.893

-0,3

0,4

2,4

1,7

0,1

Tipologie di prodotto

Pesi

set-16
ago-16

Beni alimentari, di cui:

176.293

Alimentari lavorati

105.400

Alimentari non lavorati
Beni energetici, di cui:

89.593

1,6

-3,4

-6,5

-1,7

-5,8

Energetici regolamentati

46.894

2,0

-3,8

-5,9

-0,2

-5,1

Energetici non regolamentati

42.699

1,3

-2,7

-7,0

-3,2

-6,3

21.910

0,0

2,9

2,9

0,0

2,1

249.402

0,3

0,4

0,4

0,3

0,5

Beni durevoli

79.828

0,0

0,9

1,1

0,2

1,1

Beni non durevoli

67.677

0,1

0,0

0,0

0,1

0,1

Beni semidurevoli

101.897

0,6

0,3

0,2

0,5

0,3

537.198

0,3

-0,2

-0,5

0,0

-0,7

Servizi relativi all'abitazione

77.764

0,0

0,7

0,8

0,1

0,7

Servizi relativi alle comunicazioni

20.997

0,1

-1,4

-1,4

0,1

-0,9

175.565

-0,8

0,6

1,0

-0,5

0,9

Tabacchi
Altri beni, di cui:

Beni

Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona
Servizi relativi ai trasporti
Servizi vari
Servizi

73.869

-3,0

1,1

0,0

-4,0

0,9

114.607

0,1

0,3

0,4

0,2

0,5

462.802

-0,8

0,4

0,5

-0,7

0,7

1.000.000

-0,2

0,1

-0,1

-0,4

-0,1

Indice generale al netto degli energetici e alimentari
freschi (Componente di fondo)

839.514

-0,3

0,5

0,4

-0,4

0,6

Indice generale al netto dell’energia, degli alimentari
(incluse bevande alcoliche) e tabacchi

712.204

-0,5

0,4

0,5

-0,4

0,6

Indice generale al netto degli energetici

910.407

-0,3

0,5

0,6

-0,2

0,5

Indice dei beni alimentari, per la cura della casa e della
persona

199.682

-0,1

0,0

0,6

0,6

0,0

Indice generale

(a) le variazioni tendenziali e l’inflazione acquisita, con l’aggiornamento della base di riferimento degli indici NIC all’anno 2015 (base precedente 2010=100),
sono calcolate utilizzando i coefficienti di raccordo. Si veda la Nota metodologica alla fine del comunicato.

Nell’ambito dei servizi si rileva una sensibile diminuzione congiunturale – di natura stagionale – dei
prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-3,0%) che però, su base annua, registrano una ripresa della
crescita (+1,1%, la variazione era nulla ad agosto), per effetto del confronto con settembre 2015
quando si era registrata una diminuzione congiunturale più marcata e pari a -4,0%. Analoghi fattori
stagionali contribuiscono a spiegare la diminuzione su base mensile dei prezzi dei Servizi
ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,8%) che segnano un rallentamento della crescita
tendenziale (+0,6%, da +1,0% del mese precedente). I prezzi dei Servizi relativi alle comunicazioni
aumentano dello 0,1% rispetto ad agosto e mostrano, su base annua, una flessione stabile e pari
a -1,4%. Anche i prezzi dei Servizi vari crescono dello 0,1% su base mensile e la relativa crescita
tendenziale rallenta (+0,3%, da +0,4% di agosto). I prezzi dei Servizi relativi all’abitazione sono
fermi in termini congiunturali e presentano un lieve rallentamento della crescita tendenziale
(+0,7%, dal +0,8% del mese precedente).
Nella disaggregazione per tipologia di prodotto, i maggiori contributi positivi al tasso tendenziale
dell’indice generale derivano dai prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona
(per 0,103 punti percentuali) e dei Servizi relativi ai trasporti (per 0,076 punti percentuali); i
principali contributi negativi sono, invece, forniti dai Beni energetici, sia regolamentati (-0,175 punti
percentuali) sia non regolamentati (-0,116 punti percentuali) (Figura 5).

| 5

FIGURA 5. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO NIC, PER TIPOLOGIA DI PRODOTTO
Settembre 2016, contributo alla variazione tendenziale dell’indice generale
0,400

0,053

0,064

0,067

0,076

Beni semidurevoli

Servizi vari

Servizi relativi all'abit azion

Tabacchi

Beni durevoli

Servizi relativi ai trasporti

Servizi ricreativi, culturali

-0,001

Beni non durevoli

-0,175

-0,005

Alimentari lavorati

-0,200

-0,028

Servizi relativi alle comunica

0,000

0,025

0,045

0,103

0,024

Alimentari non lavorati

0,200

-0,116

-0,400

Energetici non regolamentati

Energetici regolamentati

-0,600

All’interno delle principali tipologie e a un maggiore livello di dettaglio, per il mese di settembre
2016 sono da segnalare le seguenti dinamiche di prezzo:
Beni alimentari: il ribasso su base mensile dei prezzi degli Alimentari non lavorati è
principalmente imputabile alla diminuzione del prezzo della Frutta fresca (-2,8%; +2,9% su base
annua, era +4,8% ad agosto). Per contro, nello stesso comparto, il prezzo dei Vegetali freschi
aumenta dell’1,4% e mostra, su base annua, un’inversione di tendenza (-3,8%, dal +4,9% di
agosto) per effetto del confronto con settembre 2015 quando l’aumento congiunturale era stato più
marcato e pari a +10,5%.
Beni energetici: per quanto riguarda il comparto non regolamentato si rilevano rialzi
congiunturali dei prezzi di quasi tutti i carburanti. Si registrano aumenti su base mensile del prezzo
della Benzina (+1,8%) e del Gasolio per mezzi di trasporto (+1,5%) che, su base annua, mostrano,
entrambi, un marcato ridimensionamento della flessione tendenziale (-2,3%, da -8,5% di agosto
per la Benzina; -2,9%, da -7,5% del mese precedente per il Gasolio per mezzi di trasporto). I
prezzi degli Altri carburanti sono fermi su base mensile e segnano un’attenuazione del calo
tendenziale (-5,8%, era -7,4% ad agosto). Nello stesso comparto, si segnala l’aumento del Gasolio
per riscaldamento (+1,4%) la cui flessione su base annua si riduce di 3,9 punti percentuali (-5,2%,
era -9,1% il mese precedente).
Nel comparto regolamentato, il rialzo congiunturale è da attribuire principalmente all’aumento del
prezzo dell’Energia elettrica (+3,4%) che, su base annua, registra un’inversione di tendenza
(+1,7%, era -1,6% il mese precedente). Il prezzo del Gas naturale aumenta dello 0,8% rispetto ad
agosto e segna un ridimensionamento della flessione tendenziale (-8,3%, era -9,4% ad agosto).
Altri beni: nell’ambito dei Beni semidurevoli (+0,6% su base mensile; +0,3% su base annua, era
+0,2% ad agosto) si segnalano gli aumenti congiunturali dei prezzi di Giochi e hobby (+11,2%,
-12,2% in termini tendenziali) e dei Libri scolastici (+1,8% sia in termini congiunturali sia in termini
tendenziali).
Servizi: la diminuzione congiunturale dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti è in larga parte da
ascrivere a fattori stagionali, che spiegano il sensibile ribasso su base mensile dei prezzi del
Trasporto aereo passeggeri (-23,5%) e del Trasporto marittimo (-20,1%); in entrambi i casi erano
state rilevate, a settembre 2015, diminuzioni congiunturali dei prezzi piu marcate; pertanto, su
base annua, il Trasporto aereo passeggeri mostra un’attenuazione della flessione (-2,7%, dal
-8,6% del mese precedente) e il Trasporto marittimo segna un’inversione di tendenza (+11,6%,
era -15,6% ad agosto); i prezzi del Trasporto ferroviario passeggeri, invece, aumenta del 2,7% in
| 6

termini congiunturali e registra un’accelerazione della crescita tendenziale (+5,0%, era +1,2% il
mese precedente).
Per quanto riguarda i Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona si mettono in luce le
diminuzioni congiunturali – su cui incidono fattori stagionali – dei prezzi dei Villaggi vacanza,
campeggi, ostelli della gioventù e simili (-26,8%) e dei Pacchetti vacanza (-17,7%); questi cali
sono più contenuti di quelli registrati a settembre dello scorso anno e pertanto, in entrambi i casi,
accelera la crescita tendenziale (+2,8%, era +1,7% ad agosto per i primi e +1,4%, da +1,1% del
mese precedente per i secondi). Nello stesso settore, i prezzi di Alberghi, motel, pensioni e simili
aumentano del 5,0% su base mensile e, per analoghi motivi di confronto anche se di segno
opposto con l’anno precedente, mostrano, in termini tendenziali un’inversione di tendenza (-0,4%,
era +0,3% ad agosto). Il segno positivo su base mensile si deve al peso prevalente, per questo
gruppo di prodotti, nel campione d’indagine, di Comuni che non sono mete tipiche dei mesi estivi
quali le località di mare o di montagna.
Infine, con riferimento ai Servizi vari, sono da segnalare i rialzi dei prezzi dell’Istruzione primaria
(+2,1% sia su base mensile sia su base annua) e della Scuola dell’infanzia (+1,4% in termini
congiunturali, +1,5% rispetto a settembre 2015). Aumentano inoltre i prezzi dei Servizi per bambini
offerti dai nidi d’infanzia (+0,6% su base mensile, +1,4% su base annua) a seguito principalmente
del rialzo dei prezzi dei nidi comunali, e in misura minore, di quelli privati. Nello stesso settore, si
registra invece una diminuzione dei prezzi dell’Istruzione secondaria superiore (-0,9% su base
mensile, -1,0% su base annua).
I beni e servizi regolamentati
Nel mese di settembre, i prezzi dei Servizi regolamentati sono fermi su base mensile e registrano,
su base annua, un rallentamento della crescita (+0,6%, dal +0,8% di agosto). (Prospetto 3 e
Figura 6). La stabilità congiunturale dei prezzi dei servizi regolamentati è la sintesi di variazioni dei
prezzi di alcune tipologie di servizi a regolamentazione locale, in aumento per i nidi d’infanzia
comunali e privati e in diminuzione per l’Istruzione secondaria superiore.
I prezzi dei Servizi non regolamentati diminuiscono dello 0,9% in termini congiunturali e registrano
una crescita su base annua stabile e pari a +0,5%.
PROSPETTO 3. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO NIC, PER BENI E SERVIZI REGOLAMENTATI E NON
REGOLAMENTATI
Settembre 2016, variazioni percentuali e contributi alla variazione tendenziale dell’indice generale (base 2015=100) (a)
Tipologie di prodotto

Pesi

set-16
ago-16

set-16
set-15

ago-16
ago-15

set-15
ago-15

Contributo
variazione su
set-15

Inflazione
acquisita

Beni non regolamentati

465.554

0,3

0,2

0,0

0,1

0,060

-0,2

71.644

1,3

-2,5

-3,8

-0,1

-0,177

-3,3

46.894

2,0

-3,8

-5,9

-0,2

-0,175

-5,1

Beni regolamentati, di cui:
Energetici regolamentati
Altri beni regolamentati
Beni
Servizi non regolamentati
Servizi regolamentati
Servizi
Indice generale

24.750

0,0

0,0

-0,1

-0,1

-0,002

0,1

537.198

0,3

-0,2

-0,5

0,0

-0,117

-0,7

397.575

-0,9

0,5

0,5

-0,9

0,212

0,7

65.227

0,0

0,6

0,8

0,2

0,037

0,6

462.802

-0,8

0,4

0,5

-0,7

0,249

1.000.000

-0,2

0,1

-0,1

-0,4

0,7
-0,1

(a) le variazioni tendenziali e l’inflazione acquisita, con l’aggiornamento della base di riferimento degli indici NIC all’anno 2015 (base precedente 2010=100),
sono calcolate utilizzando i coefficienti di raccordo. Si veda la Nota metodologica alla fine del comunicato.

I prezzi dei Beni regolamentati aumentano dell’1,3% su base mensile e mostrano un’attenuazione
della flessione tendenziale (-2,5%, da -3,8% di luglio): la loro dinamica riflette gli aumenti dei
prezzi dei Beni energetici regolamentati.
I prezzi dei Beni non regolamentati aumentano dello 0,3 rispetto ad agosto e registrano una
ripresa della crescita su base annua (+0,2%, la variazione era nulla il mese precedente).

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FIGURA 6. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO NIC, SERVIZI REGOLAMENTATI E NON REGOLAMENTATI
Variazioni percentuali rispetto allo stesso mese dell’anno precedente
Servizi regolamentati

Servizi non regolamentati

4,5
4,0
3,5
3,0
2,5
2,0
1,5
1,0
0,5
0,0
-0,5
set-11

mar-12

set-12

mar-13

set-13

mar-14

set-14

mar-15

set-15

mar-16

set-16

I prodotti per frequenza di acquisto
A settembre, i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza aumentano dello 0,1% su
base mensile e dello 0,2% su base annua (era +0,1% ad agosto) (Prospetto 4 e Figura 7). La
dinamica dei prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto è principalmente ascrivibile agli
aumenti dei carburanti e dei Vegetali freschi.
I prezzi dei prodotti a bassa frequenza di acquisto aumentano dello 0,1% in termini congiunturali e
e dello 0,7% in termini tendenziali (era +0,8% ad agosto). I prezzi dei prodotti a media frequenza di
acquisto diminuiscono dello 0,6% su base mensile e dello 0,2% su base annua (era -0,4% il mese
precedente); a questa dinamica contribuiscono soprattutto gli andamenti dei prezzi dei servizi
turistici e del Trasporto aereo passeggeri.
PROSPETTO 4. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO NIC, PER PRODOTTI A DIVERSA FREQUENZA DI ACQUISTO
Settembre 2016, variazioni percentuali e contributi alla variazione tendenziale dell’indice generale (base 2015=100) (a)
Contributo
variazione su
set-15

Inflazione
acquisita

0,0

0,104

-0,2

-0,8

-0,095

-0,2

0,123

0,7

set-16

set-16

ago-16

set-15

ago-16

set-15

ago-15

ago-15

Tipologie di prodotto

Pesi

Alta frequenza

401.652

0,1

0,2

0,1

Media frequenza (b)

428.972

-0,6

-0,2

-0,4

Bassa frequenza (b)

169.376

0,1

0,7

0,8

0,2

1.000.000

-0,2

0,1

-0,1

-0,4

Indice generale

-0,1

(a) le variazioni tendenziali e l’inflazione acquisita, con l’aggiornamento della base di riferimento degli indici NIC all’anno 2015 (base precedente 2010=100),
sono calcolate utilizzando i coefficienti di raccordo. Si veda la Nota metodologica alla fine del comunicato;.
(b) i valori dei pesi dei prodotti a media e bassa frequenza d’acquisto riportati nei comunicati stampa di gennaio (provvisorio e definitivo) 2016 e febbraio
provvisorio 2016 a causa di un refuso si discostano di poco da quelli corretti e qui pubblicati.

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FIGURA 7. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO NIC, PER PRODOTTI A DIVERSA FREQUENZA DI ACQUISTO
Variazioni percentuali rispetto allo stesso mese dell’anno precedente
Alta frequenza

6,0

Media frequenza

Bassa frequenza

Indice generale

5,0

4,0
3,0
2,0
1,0
0,0
-1,0

-2,0
set-11

mar-12

set-12

mar-13

set-13

mar-14

set-14

mar-15

set-15

mar-16

set-16

I dati del territorio
A settembre 2016, in quasi tutte le ripartizioni geografiche, i prezzi fanno registrare tassi
tendenziali positivi, con valori in ripresa nel Sud e nelle Isole (+0,3% per entrambe le ripartizioni
geografiche; per tutte e due la variazione era nulla ad agosto), in lieve accelerazione nel Nord-est
(+0,2%, era +0,1% il mese precedente) e in inversione di tendenza nel Centro (+0,1%, dal -0,1%
di agosto); nel Nord-ovest i prezzi sono fermi su base annua azzerando la flessione (-0,2%)
registrata il mese precedente (Figura 8).
FIGURA 8. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO NIC, PER REGIONE E RIPARTIZIONE GEOGRAFICA
Settembre 2016, variazioni percentuali tendenziali (a)
ITALIA

0,8
0,6

0,6

0,5

0,5
0,4

0,4
0,2

0,3 0,3

0,3
0,2

0,3

0,3 0,3
0,1

0,1
0,0

0,0
-0,2

0,3

0,2 0,2

0,2 0,2 0,2

0,1

0,0

-0,2

-0,2

ISOLE

Sardegna

Sicilia

SUD

Calabria

Basilicata

Puglia

Campania

Abruzzo

CENTRO

Lazio

Marche

Umbria

Toscana

NORD-EST

Emilia-Romagna

Friuli-Venezia Giulia

Veneto

Trentino-Alto Adige

NORD-OVEST

Liguria

Lombardia

Valle d'Aosta

Piemonte

-0,4

(a) i dati del Molise non sono diffusi perché, nel 2016, in questa regione i capoluoghi di provincia partecipano all’indagine sui prezzi al consumo solamente per
un sottoinsieme di prodotti del paniere.

Nel Centro-nord, la situazione regionale mostra prezzi in crescita su base annua in dieci regioni
(erano sei il mese precedente) su dodici. L’incremento maggiore si registra in Valle d’Aosta
(+0,5%) in accelerazione, rispetto al dato di agosto, di tre decimi di punto percentuale; seguono,
con prezzi in aumento dello 0,3%, la Liguria, il Trentino-Alto Adige, il Veneto e la Toscana, tutte
con una dinamica tendenziale positiva o stabile rispetto a quella registrata il mese precedente;
segnano una crescita dello 0,2%, il Piemonte (che inverte la tendenza dal -0,2% di agosto), il
| 9

Fiuli-Venezia Giulia, l’Emilia Romagna, l’Umbria e le Marche e, in tutte, anche in questo caso, la
crescita accelera o registra un’inversione di tendenza. I prezzi sono in diminuzione in Lombardia e
nel Lazio (-0,2% per entrambe le regioni, stabile la prima, in attenuazione di un decimo di punto
percentuale la seconda). Nel Mezzogiorno si rilevano incrementi tendenziali dei prezzi in sei
(erano tre ad agosto) delle sette regioni per le quali sono calcolati gli indici generali, con l’Abruzzo
che fa registrare l’aumento maggiore (+0,6%) in accelerazione dal +0,3% del mese precedente,
seguito dalla Campania (+0,5%) e dalla Basilicata (+0,4%). In Puglia i prezzi non variano rispetto
a settembre 2015.
Per quanto riguarda i capoluoghi delle regioni e delle province autonome per i quali sono calcolati
gli indici generali, a settembre sono 11 (erano 9 ad agosto) su 19 quelli in cui si registra una
crescita su base annua, con Napoli che registra l’incremento più elevato (+0,7, da +0,2% di
agosto); seguono Trieste (+0,6%, era +0,4% il mese precedente) e Aosta e Bolzano (+0,5% per
entrambi), in accelerazione la prima (era +0,1% ad agosto) e in crescita stabile la seconda (Figura
9). A Torino e Palermo (+0,2%) gli aumenti piu contenuti (erano rispettivamente -0,3% e -0,2% il
mese precedente). Si registrano diminuzioni dei prezzi a Milano (-0,5%, era -0,3% ad agosto), ad
Ancona e a Roma (-0,2% in entrambi) in attenuazione, rispettivamente, dal -0,4% e -0,3% di
agosto. A Trento, Firenze, Bari, Potenza e Catanzaro i prezzi sono fermi su base annua.
FIGURA 9. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO NIC, PER CAPOLUOGO DI REGIONE E PROVINCIA AUTONOMA
Settembre 2016, graduatoria delle variazioni percentuali tendenziali e variazioni congiunturali (a) (b)
Napoli

0,7

0,3

Trieste

0,6

-0,3

Bolzano

0,5

-0,5

Aosta

0,5

-0,6

Venezia

0,4

0,1

Cagliari

0,4

-0,3

Bologna

0,3

0,1

Genova

0,3

0,0

Perugia

0,3

-0,2

Torino

0,2

-0,1

Palermo

0,2

-0,2

Firenze

0,0

Catanzaro

0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0

Potenza
Bari
Trento

-0,6

Roma

-0,2

Ancona

-0,2

-0,5

Milano
-0,9

-0,4

-0,5

0,1

-0,1

Variazioni tendenziali
Variazioni congiunturali
0,3

-0,1

0,3

0,7

(a) i dati del comune di Campobasso non sono pubblicati poiché, nel 2016, il capoluogo di regione del Molise partecipa all’indagine sui prezzi al consumo
solamente per un sottoinsieme di prodotti del paniere; (b) i dati del comune di L’Aquila non sono pubblicati perchè non sono stati rispettati gli standard Istat
nella raccolta dei dati.

Con riferimento ai comuni con più di 150.000 abitanti che non sono capoluoghi di regione, i prezzi
sono in crescita su base annua in sette città su dieci (erano cinque ad agosto): gli aumenti
maggiori interessano Livorno (+0,7%, era +0,6% il mese precedente) e Parma (+0,6%, come ad
agosto). Si registrano cali tendenziali dei prezzi a Ravenna (-0,1%). I prezzi sono fermi su base
annua a Verona e a Reggio Calabria (Figura 10).
| 10

FIGURA 10. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO NIC, PER GRANDI COMUNI (a)
Settembre 2016, graduatoria delle variazioni percentuali tendenziali e variazioni congiunturali (b)
0,7

Livorno

-0,8
0,6

Parma

-0,5
0,3

Modena

-0,3
0,3

Messina

-0,3
0,2

Brescia

-0,5

0,1

Padova

-0,2
0,1

Reggio nell'Emilia

-0,6

0,0
0,0

Reggio Calabria

Variazioni tendenziali

0,0

Verona

Variazioni congiunturali

-0,8

-0,1

Ravenna

-0,8
-1,2

-1,0

-0,8

-0,6

-0,4

-0,2

0,0

0,2

0,4

0,6

0,8

1,0

1,2

(a) comuni con più di 150.000 abitanti; (b) i dati del comune di Catania non sono pubblicati perchè non sono stati rispettati gli standard Istat nella raccolta dei dati.

Indice armonizzato dei prezzi al consumo
Le divisioni di spesa
A settembre l’aumento congiunturale più marcato riguarda i prezzi dell’Abbigliamento e calzature
(+33,0), imputabile in larga parte alla fine dei saldi estivi (Prospetto 4). Rialzi congiunturali di
minore entità si rilevano per i prezzi delle divisioni di spesa Abitazione, acqua, elettricità e
combustibili e Altri beni e servizi (+0,7% per entrambe le divisioni di spesa), Istruzione (+0,4%),
Mobili, articoli e servizi per la casa e Servizi ricettivi e di ristorazione (+0,3% per entrambe) e
Bevande alcoliche e tabacchi (+0,1%). Diminuzioni su base mensile si registrano per i prezzi di
Ricreazione, spettacoli e cultura (-2,4%), Trasporti (-1,3%) e Prodotti alimentari e bevande
analcoliche (-0,3%). I prezzi delle rimanenti divisioni non variano su base mensile.
PROSPETTO 5. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO IPCA, PER DIVISIONE DI SPESA
Settembre 2016, pesi e variazioni percentuali (base 2015=100) (a)
Divisioni di spesa

Pesi

Prodotti alimentari e bevande analcoliche

176.326

set-16
ago-16

set-16
set-15

ago-16
ago-15

set-15
ago-15

Inflazione
acquisita

-0,3

0,1

0,9

0,5

0,0

Bevande alcoliche e tabacchi

34.597

0,1

2,0

1,9

0,1

1,5

Abbigliamento e calzature

83.102

33,0

0,1

-0,2

32,6

-0,2

122.032

0,7

-1,2

-1,9

-0,1

-1,7

76.724

0,3

0,1

0,2

0,5

0,2

Abitazione, acqua, elettricità e combustibili
Mobili, articoli e servizi per la casa
Servizi sanitari e spese per la salute
Trasporti

41.506

0,0

1,0

1,1

0,1

1,0

141.802

-1,3

-0,2

-2,2

-3,4

-1,4

Comunicazioni

28.727

0,0

-1,0

-0,4

0,6

-0,1

Ricreazione, spettacoli e cultura

60.996

-2,4

0,3

1,0

-1,7

0,7

Istruzione

13.314

0,4

0,9

1,1

0,6

0,9

121.889

0,3

0,8

1,1

0,6

1,0

Altri beni e servizi

98.985

0,7

0,3

0,5

0,8

0,2

Indice generale

1.000.000

1,9

0,1

-0,1

1,6

-0,1

1.000.000

1,8

0,0

-0,1

1,7

-0,2

Servizi ricettivi e di ristorazione

Indice generale a tassazione costante

(a) le variazioni tendenziali e l’inflazione acquisita, con l’aggiornamento della base di riferimento degli indici IPCA all’anno 2015 (base precedente 2005=100),
sono calcolate utilizzando una serie storica slittata nella nuova base.

| 11

In termini tendenziali, nove divisioni di spesa presentano prezzi in aumento e tre in diminuzione.
Tra quelle i cui prezzi sono in aumento, gli incrementi tendenziali più elevati interessano i prezzi
delle Bevande alcoliche e tabacchi (+2,0%); seguono quelli dei Servizi sanitari e spese per la
salute (+1,0%), dell’Istruzione (+0,9%) e dei Servizi ricettivi e di ristorazione (+0,8%); quelli più
contenuti i prezzi di Prodotti alimentari e bevande analcoliche, Abbigliamento e calzature e Mobili,
articoli e servizi per la casa (+0,1% per tutte e tre le divisioni). Tra le divisioni di spesa i cui prezzi
sono in diminuzione, Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-1,2%) e Comunicazioni (-1,0%)
registrano le flessioni più marcate, la prima in attenuazione dal -1,9% del mese precedente, la
seconda in accentuazione dal -0,4% di agosto, seguite da quella dei Trasporti (-0,2%) che segna
una riduzione della flessione, rispetto ad agosto, di 2,0 punti percentuali (era -2,2%).
Gli aggregati speciali
Considerando i principali aggregati speciali dell’IPCA, a settembre i prezzi dei Beni alimentari
(incluse bevande alcoliche) e tabacchi diminuiscono dello 0,2% in termini congiunturali e mostrano
un rallentamento della crescita tendenziale (+0,4%, era +1,0% il mese precedente) (Prospetto 5).
I prezzi dell’Energia aumentano dell’1,6% su base mensile e registrano una flessione su base
annua (-3,3%) meno ampia rispetto a quella rilevata ad agosto (-6,4%).
I prezzi dei Beni industriali non energetici aumentano del 9,1% in termini congiunturali – per effetto
principalmente della fine dei saldi estivi di abbigliamento e calzature – e registrano
un’accelerazione della crescita tendenziale (+0,3%, da +0,2% del mese precedente).
Infine, i prezzi dei Servizi diminuiscono dello 0,9% su base mensile e mostrano una crescita su
base annua stabile e pari a +0,6%.
PROSPETTO 6. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO IPCA, PER AGGREGATI SPECIALI
Settembre 2016, pesi e variazioni percentuali (base 2015=100) (a)
Pesi

set-16
ago-16

set-16
set-15

ago-16
ago-15

set-15
ago-15

Inflazione

Beni alimentari (incluse bevande alcoliche) e tabacchi, di
cui:

210.923

-0,2

0,4

1,0

0,5

0,3

Alimentari lavorati (incluse bevande alcoliche) e
tabacchi

118.753

-0,1

0,5

0,4

-0,2

0,4

92.170

-0,3

0,4

1,9

1,2

0,2

95.516

1,6

-3,3

-6,4

-1,7

-5,7

Elettricità, gas e combustibili solidi

54.396

1,8

-3,6

-5,5

-0,2

-4,8

Combustibili liquidi, carburanti e lubrificanti

41.120

1,4

-2,8

-7,5

-3,5

-6,8

258.295

9,1

0,3

0,2

9,0

0,3

76.635

0,2

0,9

1,0

0,3

0,9

Aggregati speciali

Alimentari non lavorati
Energia, di cui:

Beni industriali non energetici, di cui:
Beni durevoli

acquisita

Beni non durevoli

65.826

-0,1

0,5

0,8

0,2

0,6

Beni semidurevoli

115.834

23,2

-0,1

-0,5

22,8

-0,3
-0,8

564.734

4,3

-0,2

-0,7

3,7

Servizi relativi all'abitazione

82.915

0,0

0,6

0,6

0,0

0,6

Servizi relativi alle comunicazioni

28.727

0,0

-1,0

-0,4

0,7

-0,1

164.162

-1,0

0,7

1,2

-0,5

1,0

78.534

-3,0

1,1

0,0

-4,0

0,9

Beni

Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona
Servizi relativi ai trasporti

80.928

0,1

0,3

0,5

0,2

0,4

435.266

-0,9

0,6

0,6

-0,8

0,7

1.000.000

1,9

0,1

-0,1

1,6

-0,1

Indice generale al netto dell’energia e degli alimentari
freschi (Componente di fondo)

812.314

2,2

0,5

0,4

2,1

0,5

Indice generale al netto dell’energia, degli alimentari
(incluse bevande alcoliche) e tabacchi

693.561

2,5

0,4

0,4

2,5

0,5

Indice generale al netto dell’energia

904.484

1,9

0,4

0,6

2,0

0,5

Servizi vari
Servizi
Indice generale

(a) le variazioni tendenziali e l’inflazione acquisita, con l’aggiornamento della base di riferimento degli indici IPCA all’anno 2015 (base precedente 2005=100),
sono calcolate utilizzando una serie storica slittata nella nuova base.

| 12

La componente di fondo, calcolata al netto dell’energia e degli alimentari freschi sale allo 0,5%
(era +0,4% il mese precedente). L’inflazione calcolata al netto dell’energia, degli alimentari
(incluse bevande alcoliche) e dei tabacchi è stabile e pari a +0,4%. L’inflazione al netto dei soli
beni energetici scende allo 0,4%, con un rallentamento di due decimi di punto percentuale rispetto
ad agosto (+0,6%).
FIGURA 11. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO IPCA, ITALIA E AREA EURO
Variazioni percentuali rispetto allo stesso mese dell’anno precedente
IPCA Italia

IPCA Area Euro (a)

5,0
4,0
3,0
2,0
1,0
0,0
-1,0
set-11

mar-12

set-12

mar-13

set-13

mar-14

set-14

mar-15

set-15

mar-16

set-16

(a) il dato di settembre 2016 è la stima anticipata diffusa da Eurostat il 30 settembre 2016.

Indice a Tassazione Costante (IPCA-TC)
Nel mese di settembre 2016, l’indice dei prezzi al consumo armonizzato a tassazione costante
diminuisce dell’1,8% rispetto al mese precedente e registra una variazione nulla nei confronti del
corrispondente mese del 2015, registrando un tasso tendenziale inferiore di 0,1 punti percentuali
rispetto all’indice IPCA (Prospetto 5 e Figura 12).
Pertanto, il differenziale tra i tassi di crescita tendenziali dell’indice IPCA e dell’indice a tassazione
1
costante – che incorpora, cumulandoli, gli effetti delle variazioni nell’imposizione indiretta
verificatesi negli ultimi dodici mesi – risulta positivo.

1

Si ricorda che la differenza tra il tasso di variazione dell’IPCA e quello dell’IPCA-TC offre una stima del massimo impatto potenziale delle variazioni
delle imposte indirette degli ultimi dodici mesi sull’inflazione IPCA, nell’ipotesi di una loro traslazione immediata e completa sui prezzi pagati dai
consumatori.

| 13

FIGURA 12. INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO IPCA E IPCA-TC
Variazioni percentuali rispetto allo stesso mese dell’anno precedente
IPCA

IPCA-TC

5,0
4,0
3,0
2,0
1,0
0,0
-1,0
set-11

mar-12

set-12

mar-13

set-13

mar-14

set-14

mar-15

set-15

mar-16

set-16

Revisioni
Le stime preliminari e definitive delle variazioni congiunturali e tendenziali degli indici generali NIC
e IPCA relative al mese di settembre 2016 sono messe a confronto nel prospetto 8. Questo
confronto viene effettuato al fine di valutare l’eventuale revisione intercorsa e quindi l’accuratezza
della stima preliminare.
Per un’analisi più ampia dell’accuratezza e una descrizione della metodologia della stima
provvisoria dell’inflazione, si rimanda alla nota metodologica allegata al comunicato.
PROSPETTO 8. REVISIONI DEGLI INDICI DEI PREZZI AL CONSUMO
Settembre 2016, indici e variazioni percentuali (base 2015=100) (a)
Dati provvisori
INDICI

Dati definitivi

VARIAZIONI %

INDICI

VARIAZIONI %

Settembre
2016

set-16
ago-16

set-16
set-15

Settembre
2016

set-16
ago-16

set-16
set-15

Indice nazionale per l’intera
collettività NIC

100,1

-0,2

0,1

100,1

-0,2

0,1

Indice armonizzato IPCA

100,7

1,9

0,1

100,7

1,9

0,1

(a) le variazioni tendenziali per l’indice NIC, con l’aggiornamento della base di riferimento all’anno 2015 (base precedente 2010=100), sono calcolate utilizzando
il coefficiente di raccordo (si veda la Nota metodologica alla fine del comunicato) mentre quelle dell’indice IPCA (base precedente 2005=100) sono state
calcolate utilizzando indici slitatti nella nuova base di riferimento.

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Glossario
Altri beni: comprendono i beni di consumo ad esclusione dei beni alimentari, dei beni energetici e
dei tabacchi.
Altri beni regolamentati: comprendono l’acqua potabile e i medicinali.
Beni alimentari: comprendono oltre ai generi alimentari (come, ad esempio, il pane, la carne, i
formaggi) le bevande analcoliche e quelle alcoliche.
Si definiscono lavorati i beni alimentari destinati al consumo finale che sono il risultato di un
processo di trasformazione industriale (come i succhi di frutta, gli insaccati, i prodotti surgelati). Si
dicono non lavorati i beni alimentari non trasformati (carne fresca, pesce fresco, frutta e verdura
fresca).
Beni alimentari, per la cura della casa e della persona: includono, oltre ai beni alimentari, i
beni per la pulizia e la manutenzione ordinaria della casa e i beni per l’igiene personale e prodotti
di bellezza.
Beni durevoli: includono le autovetture, gli articoli di arredamento, gli elettrodomestici.
Beni non durevoli: comprendono i detergenti per la pulizia della casa, i prodotti per la cura della
persona, i medicinali.
Beni semidurevoli: comprendono i capi di abbigliamento, le calzature, i libri.
Beni energetici regolamentati: includono le tariffe per l’energia elettrica e il gas di rete per uso
domestico.
Beni energetici non regolamentati: comprendono i carburanti per gli autoveicoli, i lubrificanti e i
combustibili per uso domestico non regolamentati.
Beni regolamentati: includono i beni energetici regolamentati e gli altri beni regolamentati.
COICOP: classificazione dei consumi individuali secondo l’utilizzo finale.
Componente di fondo: viene calcolata escludendo i beni alimentari non lavorati e i beni
energetici.
Contributo alla variazione tendenziale dell’indice generale: permette di valutare l’incidenza
delle variazioni di prezzo delle singole componenti sull’aumento o sulla diminuzione dell’indice
aggregato. A tal fine, il tasso di variazione tendenziale dell’indice generale viene scomposto nella
somma degli effetti attribuibili a ciascuna delle variazioni delle sue componenti. Poiché si tratta di
un indice concatenato, il contributo della componente i-esima alla variazione dell’indice generale è
funzione della dinamica di prezzo di tale componente e della modifica del suo peso relativo nei
due anni a confronto. I contributi alla variazione tendenziale dell’indice generale sono calcolati a
partire dagli indici elementari di prezzo dei prodotti del paniere di riferimento. Per effetto degli
arrotondamenti, la loro somma può differire dalla variazione dell’indice generale.
ECOICOP: classificazione europea dei consumi individuali secondo l’utilizzo finale, che prevede
un livello di dettaglio (le sottoclassi) maggiore rispetto alla COICOP.
FOI: indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.
Inflazione acquisita: rappresenta la variazione media dell’indice nell’anno indicato, che si
avrebbe ipotizzando che l’indice stesso rimanga al medesimo livello dell’ultimo dato mensile
disponibile nella restante parte dell’anno.
IPCA: indice armonizzato dei prezzi al consumo per i Paesi dell’Unione europea.
IPCA-AS: indici armonizzati dei prezzi al consumo per aggregati speciali. Sono indicatori costruiti
secondo uno schema classificatorio alternativo alla ECOICOP-IPCA e diverso da quello utilizzato
per gli indici NIC per tipologia di prodotto. Lo schema di classificazione e il metodo di calcolo sono
comuni a quelli utilizzati da Eurostat.
IPCA-TC: indice armonizzato dei prezzi al consumo a tassazione costante per i Paesi dell’Unione
europea.
NIC: indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività.

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Prodotti ad alta frequenza di acquisto: includono, oltre ai generi alimentari, le bevande alcoliche
e analcoliche, i tabacchi, le spese per l’affitto, i beni non durevoli per la casa, i servizi per la pulizia
e manutenzione della casa, i carburanti, i trasporti urbani, i giornali e i periodici, i servizi di
ristorazione, le spese di assistenza.
Prodotti a media frequenza di acquisto: comprendono, tra gli altri, le spese di abbigliamento, le
tariffe elettriche e quelle relative all’acqua potabile e lo smaltimento dei rifiuti, i medicinali, i servizi
medici e quelli dentistici, i trasporti stradali, ferroviari marittimi e aerei, i servizi postali e telefonici,
i servizi ricreativi e culturali, i pacchetti vacanze, i libri, gli alberghi e gli altri servizi di alloggio.
Prodotti a bassa frequenza di acquisto: comprendono gli elettrodomestici, i servizi ospedalieri,
l’acquisto dei mezzi di trasporto, i servizi di trasloco, gli apparecchi audiovisivi, fotografici e
informatici, gli articoli sportivi.
Servizi regolamentati: tipologie di servizio i cui prezzi sono stabiliti da amministrazioni nazionali o
locali e da servizi di pubblica utilità soggetti a regolamentazione da parte di specifiche Agenzie
(Authority). Comprendono i certificati anagrafici, il passaporto, la tariffa per i rifiuti solidi, la tariffa
per la raccolta acque reflue, l’istruzione secondaria, le mense scolastiche, i trasporti urbani
unimodali e multimodali (biglietti e abbonamenti), il trasporti extraurbano su bus e quello
extraurbano multimodale, i taxi, i trasporti ferroviari regionali, i pedaggi autostradali, i concorsi
pronostici, il canone tv, i servizi di telefonia fissa, la revisione auto, le tasse per il trasferimento
della proprietà delle autovetture e dei motoveicoli e alcuni servizi postali.
Servizi relativi all’abitazione: comprendono i servizi di riparazione, la pulizia e la manutenzione
della casa, la tariffa per i rifiuti solidi, la tariffa per la raccolta acque reflue, il canone d'affitto, le
spese condominiali.
Servizi relativi alle comunicazioni: comprendono i servizi di telefonia e i servizi postali.
Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona: comprendono i pacchetti vacanza, i
servizi di alloggio, i ristoranti, bar e simili, le mense, la riparazione di apparecchi audiovisivi,
fotografici e informatici, i servizi per l'abbigliamento, i servizi per l'igiene personale, i servizi
ricreativi e culturali vari, i concorsi e le lotterie.
Servizi relativi ai trasporti: comprendono i trasporti aerei, marittimi, ferroviari, e stradali, i servizi
di manutenzione e riparazione di mezzi di trasporto, i trasferimenti di proprietà, le assicurazioni sui
mezzi di trasporto.
Servizi vari: comprendono l’istruzione, i servizi medici, i servizi per l’assistenza, i servizi finanziari;
professioni liberali; servizio funebre; assicurazioni sugli infortuni.
Variazione congiunturale: variazione rispetto al periodo precedente.
Variazione tendenziale: variazione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

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Nota metodologica
Gli indici dei prezzi al consumo
I numeri indici dei prezzi al consumo misurano le variazioni nel tempo dei prezzi di un paniere di
beni e servizi rappresentativi di tutti quelli destinati al consumo finale delle famiglie presenti sul
territorio nazionale e acquistabili sul mercato attraverso transazioni monetarie. Sono pertanto
escluse le transazioni a titolo gratuito, gli autoconsumi, i fitti figurativi ecc..
Gli indici dei prezzi al consumo sono calcolati utilizzando l’indice a catena del tipo Laspeyres, con
aggiornamento annuale sia del paniere, sia del sistema dei pesi. Gli indici mensili vengono
calcolati con riferimento al mese di dicembre dell’anno precedente (che rappresenta la base di
calcolo) e sono successivamente concatenati sul periodo scelto come base di riferimento, al fine di
misurare la dinamica dei prezzi su un periodo di tempo più lungo di un anno.
L’Istat produce tre diversi indici dei prezzi al consumo:
l’Indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC);
l’Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI);
l’Indice dei prezzi al consumo armonizzato per i paesi dell’Unione europea (IPCA).

Finalità, campo di osservazione, concetto di prezzo
I tre indici hanno finalità differenti.
Il NIC è utilizzato come misura dell’inflazione a livello dell’intero sistema economico; in altre parole
considera la collettività nazionale come se fosse un’unica grande famiglia di consumatori,
all’interno della quale le abitudini di spesa sono molto differenziate.
Il FOI si riferisce ai consumi dell’insieme delle famiglie che fanno capo a un lavoratore dipendente.
È l’indice generalmente usato per adeguare periodicamente i valori monetari, ad esempio gli affitti
o gli assegni dovuti al coniuge separato.
L’IPCA è stato sviluppato per assicurare una misura dell’inflazione comparabile a livello europeo.
Infatti, viene utilizzato come uno degli indicatori per verificare la convergenza delle economie dei
paesi membri dell’Unione europea. L’indice viene calcolato e pubblicato dall’Istat e inviato
all’Eurostat mensilmente secondo un calendario prefissato. L’Eurostat, a sua volta, diffonde gli
indici armonizzati dei singoli paesi dell’Ue ed elabora e diffonde l’indice sintetico europeo,
calcolato sulla base dei primi.
I tre indici hanno in comune i seguenti elementi: la rilevazione dei prezzi; la metodologia di
calcolo; la base territoriale; l’articolazione del paniere in 12 divisioni di spesa.
I tre indici differiscono per altri specifici aspetti. In particolare, NIC e FOI si basano sullo stesso
paniere e si riferiscono ai consumi finali individuali indipendentemente se la spesa sia a totale
carico delle famiglie o, in misura parziale o totale, della Pubblica Amministrazione o delle istituzioni
non aventi fini di lucro (ISP). Il peso attribuito a ogni bene o servizio è diverso nei due indici, a
seconda dell’importanza che i diversi prodotti assumono nei consumi della popolazione di
riferimento. Per il NIC la popolazione di riferimento è l’intera popolazione; per il FOI è l’insieme di
famiglie che fanno capo a un lavoratore dipendente.
L’IPCA ha in comune con il NIC la popolazione di riferimento, ma si differenzia dagli altri due indici
poiché si riferisce alla spesa monetaria per consumi finali sostenuta esclusivamente dalle famiglie
(Household final monetary consumption expenditure); esclude, inoltre, sulla base di regolamenti
comunitari, alcuni prodotti come, ad esempio, le lotterie, il lotto e i concorsi pronostici.
Un’ulteriore differenziazione fra i tre indici riguarda il concetto di prezzo considerato: il NIC e il FOI
considerano sempre il prezzo pieno di vendita. L’IPCA si riferisce invece al prezzo effettivamente
pagato dal consumatore. Ad esempio, nel caso dei medicinali, mentre per gli indici nazionali viene
considerato il prezzo pieno del prodotto, per quello armonizzato il prezzo di riferimento è
rappresentato dalla quota effettivamente a carico delle famiglie. Inoltre, l’IPCA tiene conto anche
delle riduzioni temporanee di prezzo (saldi, sconti e promozioni). Tale caratteristica può
determinare in alcuni mesi dell’anno andamenti congiunturali sensibilmente diversi da quelli degli
indici NIC e FOI.

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Gli indici nazionali NIC e FOI sono prodotti anche nella versione che esclude dal calcolo i
tabacchi, ai sensi della legge n. 81 del 1992.

Base di riferimento degli indici
Le serie degli indici nazionali NIC e FOI hanno base di riferimento 2015=100.
L’indice IPCA è calcolato e diffuso con base di riferimento 2015=100, in linea con gli altri paesi
dell’Unione europea e in conformità al Regolamento Ue 2015/2010 della Commissione europea
dell’11 novembre 2015.

Classificazione della spesa per consumi, paniere dei prodotti
A partire dai dati definitivi di gennaio 2016, gli indici IPCA, NIC e FOI sono classificati in base alla
nuova classificazione ECOICOP (European Classification of Individual Consumption according to
Purpose), allegata al nuovo Regolamento quadro europeo degli indici armonizzati dei prezzi al
consumo e dell’indice dei prezzi delle abitazioni, attualmente in corso di approvazione, prevede
l’introduzione delle sottoclassi di prodotto come ulteriore livello di dettaglio.
Sulla base degli orientamenti che si andavano consolidando a livello europeo, già nel 2011 l’Istat
aveva introdotto (con la COICOP Rev.Istat) due ulteriori livelli di disaggregazione: le sottoclassi di
prodotto e i segmenti di consumo.
A partire dai dati definitivi di gennaio 2016, le sottoclassi di prodotto che l’Istat utilizza per
classificare IPCA, NIC e FOI sono quelle della ECOICOP e passanocosì da 235 a 227, di cui
solamente 21 non raccordabili con sottoclassi già esistenti. Per le merceologie interessate, queste
nuove 21 sottoclassi di prodotto rappresentano un’articolazione dei consumi delle famiglie diversa
da quella utilizzata in precedenza dall’Istat che, in alcuni casi, ha un impatto rilevante nella
classificazione degli indici prodotti:
il latte non è più classificato in Latte fresco e Latte a lunga conservazione, ma nelle sottoclassi
di prodotto Latte intero e Latte scremato;
la classe di prodotto Automobili è articolata nelle due sottoclassi Automobili nuove e Automobili
usate;
nella classe di prodotto Servizi di telefonia e telefax viene introdotta la sottoclasse Servizi di
telecomunicazione bundle ossia i servizi di telecomunicazione che riuniscono più servizi in un solo
prodotto (TV, Internet e voce);
i Servizi ricreativi e sportivi sono distinti per tipo di fruizione: Servizi ricreativi e sportivi-fruizione
come spettatore e Servizi ricreativi e sportivi-fruizione come praticante.
Anche i segmenti di consumo, che rappresentano un’articolazione delle sottoclassi di prodotto
messa a punto dall’Istat, sono stati resi coerenti con la ECOICOP e passano da 326 a 300; 280 di
questi sono raccordabili con i precedenti.
I segmenti di consumo rappresentano il livello più disaggregato per il quale sono diffusi gli indici
2
NIC riferiti all’intero territorio nazionale . Per gli indici IPCA il livello di dettaglio della diffusione è
rappresentato dalle classi di prodotto ma, nel corso del 2016, scenderà alle sottoclassi, tenendo
conto delle scelte operate da Eurostat. Gli indici FOI nazionali sono pubblicati fino alle divisioni di
spesa. A livello territoriale (ripartizione, regione, provincia), la diffusione degli indici NIC viene
effettuata fino ai gruppi di prodotto e degli indici FOI, per il solo livello provinciale, fino alle divisioni
di spesa.
Inoltre, sono diffusi gli indici IPCA per aggregati speciali (IPCA-AS), basati, analogamente alle
tipologie di prodotto del NIC, su schemi classificatori alternativi alla classificazione COICOP-IPCA.
Gli IPCA-AS vengono elaborati adottando lo stesso metodo di calcolo utilizzato dall’Eurostat
(diverso, pertanto, da quello utilizzato per le tipologie di prodotto del NIC), al fine di permettere una
piena comparabilità tra gli indici italiani e quelli elaborati da Eurostat per l’Ue, la zona euro e gli
3
altri paesi europei .
2

Gli indici riferiti agli Aggregati di prodotto, nei quali si articolano ulteriormente i Segmenti di consumo, sono forniti su richiesta per specifiche finalità
di studio e analisi.
3

La pubblicazione degli indici IPCA-AS è stata avviata a partire dai dati di febbraio 2013.

| 18

Gli indici NIC, FOI e IPCA aggiornati sono pubblicati, in concomitanza con la diffusione del
comunicato stampa, su I.Stat, il data-warehouse delle statistiche prodotte dall’Istituto, all’interno
del tema “Prezzi”, sottotema “Prezzi al consumo” (http://dati.istat.it/). Sul data warehouse, oltre agli
indici nazionali, sono pubblicati gli indici NIC per capoluogo di provincia, regione e ripartizione
geografica e quelli FOI per capoluogo di provincia.

Metodologia di rilevazione e calcolo degli indici dei prezzi dei prodotti stagionali
4

La metodologia di rilevazione e calcolo degli indici dei prezzi dei prodotti stagionali è conforme
alle norme previste dal Regolamento (CE) n. 330/2009 del 22 aprile 2009, per i prodotti stagionali
appartenenti ai gruppi e classi di prodotti Frutta, Vegetali, Abbigliamento e Calzature.
Secondo il citato Regolamento si definisce prodotto stagionale il bene o servizio non acquistabile o
acquistato in volumi modesti o irrilevanti dai consumatori, in alcuni periodi dell’anno (almeno un
mese).
L’Istat ha definito un calendario mensile per tutto il 2016, che stabilisce quando ciascuno specifico
prodotto, appartenente ai gruppi o alle classi sopra indicate, deve essere considerato in stagione
oppure fuori stagione. L’adozione di un calendario della stagionalità comporta l’effettuazione della
rilevazione territoriale dei prezzi al consumo solo nei mesi in cui il prodotto in questione è definito
in stagione e, di conseguenza, la stima degli indici dei prezzi dei prodotti fuori stagione sulla base
di una metodologia coerente con le indicazioni contenute nel Regolamento europeo.

Base territoriale, grado di copertura dell’indagine, periodo e frequenza di
rilevazione
I dati che concorrono alla costruzione degli indici mensili dei prezzi al consumo sono raccolti
attraverso due distinte rilevazioni: la rilevazione territoriale, condotta dagli Uffici comunali di
statistica, e quella centralizzata, effettuata direttamente dall’Istat.
Nel 2016 la base territoriale della rilevazione è costituita da 80 comuni (19 capoluoghi di regione e
61 capoluoghi di provincia), che concorrono al calcolo degli indici per tutte gli aggregati di prodotto
5
inclusi nel paniere, e da 16 comuni (di cui 14 capoluoghi di provincia) che partecipano al calcolo
degli indici per un sottoinsieme di prodotti riferito alle tariffe locali (fornitura acqua, raccolta rifiuti,
raccolta acque reflue, gas, trasporti urbani, taxi, trasferimento proprietà auto, mense scolastiche,
nido d’infanzia comunale, ecc.), ad alcuni servizi locali (operaio edile, partite di calcio, cinema,
spettacoli teatrali, istruzione secondaria superiore, mense universitarie, ecc.) e ai carburanti.
La copertura dell’indice, misurata in termini di popolazione residente nelle province i cui
capoluoghi partecipano alla rilevazione dei prezzi di tutti i prodotti del paniere, è pari all’83,5%.
Per il sottoinsieme del paniere relativo alle tariffe locali e ad alcuni servizi, il cui peso sul paniere
complessivo dell’indice NIC è dell 8,9%, con la partecipazione di altri 14 comuni capoluoghi di
provincia la copertura dell’indagine, in termini di popolazione provinciale, sale al 92,4%.
I prezzi dei prodotti componenti il paniere vengono rilevati presso più di 42.300 unità di rilevazione
(tra punti vendita, imprese e istituzioni), alle quali si aggiungono quasi 8.000 abitazioni per la
rilevazione dei canoni d’affitto. Le quotazioni inviate mensilmente all’Istat dagli Uffici comunali di
statistica ammontano a 495.500.
Nel 2016, sono 111.500 le quotazioni di prezzo rilevate ogni mese centralmente dall’Istat di cui
3.600 raccolte attraverso la base dati del Ministero dello Sviluppo economico.
La raccolta dei prezzi da parte dell’Istat viene effettuata tramite web, anche con l’utilizzo di
procedure di raccolta automatica dei dati da web (tecniche di web scraping per circa 13.000

La descrizione delle categorie merceologiche che definiscono i diversi aggregati speciali è disponibile sul sito web dell’Eurostat all’indirizzo:
http://ec.europa.eu/eurostat/ramon/nomenclatures/index.cfm?TargetUrl=LST_NOM_DTL&StrNom=HICP_2000&StrLanguageCode=EN&IntPcKey=&
StrLayoutCode=. Per la metodologia utilizzata per la sintesi degli indici, si veda invece il Compendio dell’IPCA scaricabile all’indirizzo:
http://ec.europa.eu/eurostat/documents/3859598/5926625/KS-RA-13-017-EN.PDF/59eb2c1c-da1f-472c-b191-3d0c76521f9b?version=1.0. Le serie a
partire da gennaio 2001 sono disponibili su I.Stat, il data-warehouse delle statistiche prodotte dall’Istituto, all’interno del tema Prezzi
(http://dati.istat.it).
4
Essa è stata adottata a partire dai dati relativi a gennaio 2011.
5
Si tratta dei comuni di Asti, Monza, Savona, Prato, Fermo, Frosinone, Chieti, Vasto, Campobasso, Termoli, Isernia, Salerno, Foggia, Matera,
Ragusa e Vibo Valentia.

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quotazioni) o acquisendo informazioni da diversi soggetti. Tra i principali fornitori di informazioni
utili al calcolo degli indici dei prezzi al consumo è possibile elencare i seguenti:
Agenzia delle dogane e dei monopoli, con riferimento ai prezzi dei Tabacchi e dei Concorsi
pronostici;
Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori (Aiscat) per i dati relativi
ai pedaggi autostradali;
Farmadati, per tutti i prezzi dei farmaci di fascia A e C COP;
Associazione Italiana degli Editori (AIE), per i prezzi dei libri scolastici;
la rivista Quattroruote, per le quotazioni delle automobili e in particolare delle Automobili
usate che, a partire dai dati di dicembre 2015, vengono fornite mensilmente a Istat;
Sanguinetti Editore, che fornisce all’Istat i dati Eurotax sui prezzi delle automobili, di moto
e motocicli e di caravan e autocaravan.
L’incidenza dei prodotti rilevati direttamente dall’Istat (calcolata in base al peso che ciascun
prodotto assume all’interno dell’indice NIC) è pari, nel 2016, al 23,6% (23,1% nel 2015).
Per la modalità territoriale di raccolta dei dati, la rilevazione dei prezzi al consumo viene effettuata,
nei primi 15 giorni lavorativi del mese e nello specifico:
due volte al mese per prodotti con elevata variabilità di prezzo (frutta, vegetali e prodotti
ittici freschi, carburanti da autotrazione e da riscaldamento);
una volta al mese per la parte restante dei prodotti del paniere. Per alcuni beni o servizi,
quali ad esempio acqua potabile, gas di rete per uso domestico, trasporto urbano su bus e
multimodale, taxi o per i ticket per analisi, visite specialistiche, fisioterapia ed esami diagnostici,
viene rilevato il prezzo applicato il giorno 15 del mese cui si riferisce la rilevazione.
Per la modalità centralizzata di raccolta dei dati, la rilevazione dei prezzi al consumo viene
generalmente effettuata una volta al mese, nei primi 15 giorni lavorativi del mese di riferimento dei
dati, ma con alcune eccezioni:
per alcuni beni e servizi quali tabacchi, concorsi pronostici, medicinali, servizi di
telecomunicazione, trasporto ferroviario regionali, servizio di cuccetta e vagone letto, autolinee
extraurbane, servizi postali, pedaggi autostradali, trasferimenti di proprietà e revisione auto, viene
rilevato il prezzo applicato il giorno 15 del mese cui si riferisce la rilevazione;
per i trasporti ferroviari nazionali, il prezzo del biglietto con partenza in una data prefissata
viene rilevato tre volte al mese, ovvero con tre diversi anticipi di acquisto rispetto la data stessa;
per i servizi di trasporto aereo e di navigazione marittima, la rilevazione viene effettuata
due volte al mese e in ciascun momento di rilevazione si registrano i prezzi del biglietto acquistato
con due diversi anticipi rispetto alla partenza;
per i periodici, la rilevazione viene effettuata due volte al mese, nella prima e nella terza
settimana;
per i giornali quotidiani, la rilevazione viene effettuata ogni giorno dal 9 al 15 del mese;
per i servizi turistici, ricreativi e culturali (Ingresso ai parchi di divertimento, Stabilimento balneare,
Impianti di risalita, ecc.) vengono rilevati i prezzi in vigore in ciascun giorno del mese.

| 20

Struttura di ponderazione
Nel prospetto 1 è riportata la struttura dei pesi per divisione di spesa utilizzata per il calcolo dei tre
indici dei prezzi al consumo (NIC, IPCA e FOI).
PROSPETTO 1. PESI UTILIZZATI PER IL CALCOLO DEGLI INDICI NAZIONALI DEI PREZZI AL CONSUMO, PER
DIVISIONI DI SPESA
Anno 2016, valori percentuali
Pesi

Divisioni di spesa

NIC

IPCA

FOI

Prodotti alimentari e bevande analcoliche

16,5706

17,6326

15,3750

Bevande alcoliche e tabacchi

3,2497

3,4597

3,4490

Abbigliamento e calzature

7,1837

8,3102

7,9923

Abitazione, acqua, elettricità e combustibili

11,4454

12,2032

11,4024

Mobili, articoli e servizi per la casa

7,1798

7,6724

6,5215

Servizi sanitari e spese per la salute

8,6049

4,1506

7,0294

Trasporti

13,3218

14,1802

15,4704

Comunicazioni

2,6950

2,8727

3,1950

Ricreazione, spettacoli e cultura

7,7890

6,0996

8,1386

Istruzione

1,2482

1,3314

1,4612

Servizi ricettivi e di ristorazione

11,4490

12,1889

10,8368

Altri beni e servizi

9,2629

9,8985

9,1284

Indice generale

100,0000

100,0000

100,0000

Nel prospetto 2. sono riportati i pesi delle regioni sulla spesa complessiva utilizzati per la stima
della ponderazione dell’indice NIC.
PROSPETTO 2. PESI REGIONALI PER IL CALCOLO DELL’INDICE NIC
Anno 2016, valori percentuali

| 21

Regioni

Pesi

Regioni

Pesi

Regioni

Pesi

Regioni

Piemonte

8,2325

Valle d’Aosta

0,2888

Lombardia

19,2664

Trentino-A. Adige

2,3229

Veneto

8,9674

Friuli-V. Giulia

2,2774

Liguria

2,8633

Emilia-Romagna

8,8156

Toscana

6,8348

Umbria

1,4226

Marche

2,5088

Lazio

9,8485

Abruzzo

1,9486

Molise

0,4328

Campania

6,8886

Puglia

5,0641

Basilicata

0,7296

Calabria

2,5911

Sicilia

6,3451

Sardegna

2,3512

Pesi

Indice armonizzato dei prezzi al consumo a tassazione costante
6

L’Indice armonizzato dei prezzi al consumo a tassazione costante (IPCA-TC) , elaborato secondo
gli standard previsti dal Regolamento (CE) n. 119/2013 dell’11 febbraio 2013, si differenzia
dall’IPCA per l’utilizzo di indici dei prezzi calcolati a tassazione costante.
Gli indici dei prezzi a tassazione costante vengono stimati depurando quelli usualmente pubblicati
degli effetti dovuti a eventuali cambiamenti delle aliquote delle imposte indirette (ad esempio IVA e
accise) registrati nel mese corrente rispetto a quelle in vigore nel mese di dicembre dell’anno
precedente (base di calcolo dell’indice).
Le imposte considerate per la costruzione dell’IPCA-TC sono quelle direttamente collegate ai
consumi finali delle famiglie, quali IVA, accise e imposte su specifici prodotti (per esempio,
autovetture e assicurazioni). Non sono invece considerati i sussidi e le imposte pagate nelle fasi
intermedie relative alla produzione e al trasporto. Per definizione, nel calcolo dell’IPCA-TC
dovrebbero essere incluse e mantenute costanti nel corso dell’anno tutte le imposte che incidono
sui consumi finali; tuttavia, per evidenti considerazioni di natura pratica, possono essere escluse
quelle che comportano entrate erariali molto ridotte. Nel dettaglio, secondo le indicazioni riportate
nel Manuale IPCA-TC dell’Eurostat, possono essere escluse le imposte che comportano entrate
erariali inferiori al 2% del totale. Nel complesso, le imposte incluse devono coprire almeno il 90%
del totale entrate. Quindi, nel calcolo dell’indice IPCA-TC italiano sono mantenute costanti le
seguenti imposte: l’IVA, le accise sui tabacchi e sui beni energetici (carburanti, gasolio per il
riscaldamento, gas naturale, elettricità, ecc.), le principali imposte locali su elettricità e gas
naturale, l’imposta sull’assicurazione di responsabilità civile (RC) e il contributo al Servizio
Sanitario Nazionale per quanto riguarda le assicurazioni sui mezzi di trasporto. Sulla base dei dati
della Contabilità Nazionale, sono escluse le imposte che comportano entrate erariali inferiori
all’1% del totale e nel complesso le imposte considerate coprono circa il 98% delle entrate erariali
totali derivanti dalla tassazione sui consumi finali delle famiglie italiane.
L’IPCA-TC considera gli stessi beni e servizi considerati dall’indice IPCA, ha la sua stessa
struttura di ponderazione (Prospetto 1) e stessa base di riferimento 2015=100.
L’indicatore IPCA-TC offre una stima dell’impatto teorico delle variazioni delle imposte indirette
sull’inflazione misurata mediante l’IPCA. Infatti, poiché nella sua costruzione si assume un
trasferimento totale e istantaneo delle modifiche di imposta sui prezzi pagati dai consumatori, la
differenza tra il tasso di variazione dell’IPCA e quello dell’IPCA-TC fornisce una misura del
massimo impatto potenziale delle modifiche di imposta indiretta sull’inflazione IPCA.
Si precisa che, nel corso dell’anno, l’indice IPCA-TC può essere soggetto a revisione per effetto
di modifiche nel calcolo richieste da eventuali cambiamenti nel sistema di imposizione fiscale
indiretta. I dati diventano definitivi l’anno successivo a quello di riferimento.
Per quanto riguarda infine la diffusione, il livello di maggior dettaglio di tale indice è quello delle 12
7
divisioni di spesa .

Calcolo delle variazioni degli indici
8

Di seguito si riportano le formule per il calcolo delle variazioni mensili e di periodo (trimestri,
semestri, anni, ecc.), utilizzate per i tre indici NIC, FOI, IPCA. Per gli indici IPCA-TC valgono le
stesse regole degli indici IPCA. Le prime tre formule riguardano il calcolo di variazioni nel caso in
cui gli indici sono espressi nella stessa base di riferimento:
Variazione percentuale tra indici mensili (NIC, FOI, IPCA)

(1)

6

Var ( I m, a ; I n ,b ) 

I

 n ,b

Arr1 
100 100 
I


 m, a


La pubblicazione di tale indicatore è stata avviata a partire dai dati di marzo 2012.
Le serie a partire da gennaio 2002 sono disponibili su I.Stat, all’interno del tema Prezzi (http://dati.istat.it).
Nelle formule gli estremi dell’intervallo temporale sono indicati in ordine cronologico a partire dal più remoto [ad esempio a, per quanto riguarda il
riferimento annuale] al più recente [ad esempio b, sempre per quanto riguarda il riferimento annuale].
7
8

| 22

dove I m,a rappresenta l’indice, arrotondato al primo decimale, del mese m dell’anno a, I n,b
rappresenta l’indice, arrotondato al primo decimale, del mese n dell’anno b e Arr1 l’operatore di
arrotondamento al primo decimale.
Variazione tra l’indice medio dell’anno a e l’indice medio dell’anno b (NIC e FOI)



I

Var ( I a ; I b )  Arr1  b 100 100 


 Ia


(2)

dove I a rappresenta l’indice medio, arrotondato al primo decimale, dell’anno a, I b rappresenta
l’indice medio, arrotondato al primo decimale, dell’anno b.
Variazione tra l’indice medio dell’anno a e l’indice medio dell’anno b (IPCA)

(3)

 12

  I m,b

 m1

Var ( I a ; I b )  Arr1  12
 100  100


 I m ,a


 m1


Come si può notare, per gli indici IPCA (e IPCA-TC), diversamente dagli indici NIC e FOI, le
variazioni di periodo sono calcolate partendo dal rapporto tra la somma degli indici mensili dei
periodi che si vogliono mettere a confronto e arrotondando il risultato finale del calcolo alla prima
cifra decimale. Tale metodo, applicato in conformità con quanto indicato da Eurostat, assicura una
maggiore comparabilità internazionale dei dati. Si fa presente che i risultati della sua applicazione
possono essere diversi da quelli che si ottengono seguendo il criterio standard, ovvero
rapportando direttamente gli indici medi di periodo arrotondati ad una cifra decimale.
La formula di seguito riportata descrive il calcolo delle variazioni tra indici mensili in base diversa;
tale formula può essere utilizzata anche per il calcolo di variazioni tra indici di periodi più ampi di
quelli mensili:
Variazione percentuale tra indici mensili con base di riferimento diversa

X


 I n,bt

Xt
X1
Var
(
I
;
I
)

Arr

R
(
X
;
X
)

R
(
X
;
X
)



R
(
X
;
X
)

100

100


t
t

1
t

1
t

2
2
1
(4)
m, a n , b
1
X1
I


 m, a

X

dove I m,1a rappresenta l’indice, arrotondato al primo decimale, del mese m dell’anno a, espresso
nella base più remota

X 1 , I nX,b
t

rappresenta l’indice, arrotondato al primo decimale, del mese n

dell’anno b, espresso nella base più recente

X t , e R( X i ; X i 1 ) (per i=2…t) sono i coefficienti di

raccordo tra basi contigue. Questi, pari all’indice medio dell’anno corrispondente alla nuova base
espresso nella base immediatamente precedente diviso 100, sono numeri con al massimo tre
cifre decimali. I coefficienti utilizzati sono tanti quanti sono i cambiamenti di base verificatisi
nell’intervallo di tempo considerato.
Per informazioni di maggior dettaglio sulla metodologia di rilevazione, metodologia di calcolo degli
indici e base normativa dell’indagine sui prezzi al consumo si rimanda alla Nota informativa
disponibile sul sito web dell’Istat alla pagina “Il sistema dei prezzi al consumo”
(http://www.istat.it/it/archivio/17484) e alla pubblicazione “Indici dei prezzi al consumo. Aspetti
generali e metodologia della rilevazione”, Collana Metodi, sempre disponibile sul sito web
dell’Istituto al seguente link: http://www.istat.it/it/archivio/87824.
| 23

Stima preliminare degli indici dei prezzi al consumo IPCA: accuratezza e
metodologia di calcolo
La diffusione degli indici dei prezzi al consumo avviene in due successivi istanti temporali secondo
una diversa modalità di rilascio dei dati: prima come stima provvisoria, poi come stima definitiva.
La diffusione della stima provvisoria degli indici IPCA (e degli indici NIC) avviene alla fine del mese
di riferimento nel rispetto del calendario Eurostat di diffusione della stima anticipata dell’inflazione
nell’area euro. Il rilascio dei dati definitivi avviene generalmente tredici giorni dopo e comunque
non oltre la metà del mese successivo a quello di riferimento.
La finalità della diffusione dei dati provvisori, sia dell’indice IPCA sia dall’indice NIC, è quella di
fornire in modo più tempestivo informazioni sull’andamento dei prezzi al consumo, stimando nel
modo più accurato possibile il dato definitivo dell’inflazione rilasciato circa due settimane dopo. In
questo contesto, l’analisi delle revisioni delle stime provvisorie dei tassi tendenziali rappresenta un
importante strumento per valutare il corretto bilanciamento tra le due dimensioni della qualità dei
dati, tempestività e accuratezza.
In linea con la politica di diffusione Eurostat che pubblica mensilmente una nota sull’accuratezza
della stima anticipata dell’inflazione per l’area euro, questa sezione è dedicata all’analisi
dell’accuratezza e alla metodologia utilizzata per il calcolo della stima preliminare dell’indice IPCA.

Accuratezza delle stime preliminari
Nel Prospetto 3 sono posti a confronto i tassi di variazione tendenziale provvisori e definitivi
dell’indice generale IPCA e dei principali aggregati speciali per il periodo settembre 2015 settembre 2016. In questo arco temporale, la differenza maggiore tra la stima provvisoria e quella
definitiva del tasso tendenziale dell’indice generale è stata pari a 0,1 punti percentuali. Nello
stesso periodo, con riferimento ai principali aggregati speciali, le differenze maggiori tra la stima
provvisoria e quella definitiva dei tassi tendenziali hanno interessato l’aggregato dell’Energia (0,4
punti percentuali a gennaio 2016, 0,8 punti percentuali ad aprile 2016 e 0,2 punti percentuali a
maggio 2016), quello dei Beni industriali non energetici (0,2 punti percentuali a settembre 2015, a
gennaio 2016 e ad agosto 2016) e quello dei Servizi (0,3 punti percentuali a gennaio 2016). Le
differenze, oltre alla più elevata frequenza delle revisioni (10 mesi sui 13 in esame) per l’aggregato
dei Beni industriali non energetici sono principalmente da ascrivere alla dinamica dei saldi
dell’Abbigliamento e calzature, poiché in questo caso l’incompletezza delle informazioni utilizzate
per il calcolo ha un impatto maggiore sulle stime provvisorie che di conseguenza risultano essere
meno accurate.
PROSPETTO 3. STIME PRELIMINARI E DEFINITIVE DEI TASSI TENDENZIALI DELL’INDICE GENERALE E DEI
PRINCIPALI AGGREGATI SPECIALI IPCA
Settembre 2015-settembre 2016, valori percentuali (base 2015=100)
Aggregati speciali
Beni alimentari (incluse bevande alcoliche) e tabacchi, di
cui:
Alimentari lavorati
Alimentari non lavorati
Energia
Beni industriali non energetici
Servizi
Indice generale

D
P
D
P
D
P
D
P
D
P
D
P
D
P

Indice generale al netto dell’energia e degli alimentari freschi
(Componente di fondo)

D

Indice generale al netto di energia, alimentari (incluse
bevande alcoliche) e tabacchi

D

Indice generale esclusi energetici

| 24

set-15 ott-15 nov-15 dic-15 gen-16 feb-16 mar-16 apr-16 mag-16 giu-16 lug-16 ago-16
P

P
P
D

set-16

1,7
1,7

2,1
2,1

1,6
1,7

1,4
1,4

0,8
0,8

-0,3
-0,3

-0,4
-0,4

-0,1
0,0

0,4
0,4

0,5
0,5

0,9
0,9

1,0
1,0

0,4
0,4

1,0
1,0

1,1
1,1

1,0
1,0

1,0
1,0

1,0
1,0

0,1
0,1

0,0
-0,1

0,1
0,1

0,4
0,4

0,5
0,5

0,5
0,5

0,4
0,4

0,5
0,5

2,8
2,7
-7,6

3,6
3,5
-7,7

2,6
2,7
-6,8

1,9
2,0
-5,4

0,6
0,6
-3,7

-0,9
-0,9
-5,5

-0,8
-0,8
-7,0

-0,3
-0,2
-7,4

0,4
0,4
-8,2

0,5
0,6
-7,5

1,4
1,4
-6,9

1,9
1,9
-6,4

0,3
0,4
-3,4

-7,6
0,3

-7,7
0,9

-6,8
0,8

-5,4
0,8

-4,1
1,4

-5,5
0,9

-7,0
0,8

-8,2
0,7

-8,4
0,7

-7,5
0,4

-6,9
0,2

-6,4
0,4

-3,3
0,4

0,5
0,9

0,8
1,0

0,9
0,5

0,8
0,3

1,2
0,5

1,0
0,4

0,9
0,6

0,8
0,5

0,7
0,5

0,5
0,5

0,2
0,8

0,2
0,6

0,3
0,6

0,9
0,2
0,2

1,0
0,3
0,3

0,6
0,1
0,2

0,3
0,1
0,1

0,8
0,4
0,4

0,4
-0,2
-0,2

0,6
-0,3
-0,2

0,5
-0,3
-0,4

0,5
-0,3
-0,3

0,5
-0,3
-0,2

0,8
-0,1
-0,2

0,6
0,0
-0,1

0,6
0,1
0,1

0,8
0,8

1,0
1,0

0,7
0,7

0,6
0,6

1,0
0,9

0,4
0,5

0,6
0,6

0,5
0,5

0,5
0,6

0,5
0,5

0,6
0,6

0,5
0,4

0,5
0,5

0,7
0,8

1,0
0,9

0,6
0,7

0,5
0,5

1,0
0,9

0,5
0,5

0,7
0,8

0,6
0,6

0,6
0,6

0,5
0,5

0,5
0,5

0,5
0,4

0,4
0,4

1,0
1,1

1,3
1,3

0,8
0,8

0,7
0,7

0,9
0,9

0,3
0,3

0,5
0,5

0,5
0,5

0,6
0,6

0,5
0,5

0,6
0,6

0,7
0,6

0,4
0,4

La revisione media assoluta (RMA) fornisce una misura dell’ampiezza delle revisioni effettuate
nell’arco di un determinato periodo. Nello specifico, la RMA è calcolata come media aritmetica
semplice delle differenze, considerate in valore assoluto, tra le variazioni tendenziali delle stime
provvisorie e quelle delle stime definitive, con riferimento agli ultimi tredici mesi. Nella Figura 1
sono riportati i valori della RMA per l’indice generale e i principali aggregati speciali IPCA nel
periodo settembre 2015 - settembre 2016. Le RMA più ampie nell’arco di tempo considerato
hanno interessato i tassi di variazione tendenziale dei prezzi dell’Energia (0,115 punti percentuali)
e dei Beni industriali non energetici (0,100 punti percentuali).
FIGURA 1. REVISIONE MEDIA ASSOLUTA DELLE STIME PRELIMINARI DEI TASSI TENDENZIALI DEGLI INDICI
IPCA
Settembre 2015-settembre 2016, punti percentuali
Beni alimentari (incluse bevande alcoliche) e tabacchi

0,015

Alimentari lavorati

0,008

Alimentari non lavorati

0,054

Energia

0,115

Beni industriali non energetici

0,100

Servizi

0,031

Indice generale

0,046

Indice generale al netto dell’energia e degli alimentari
freschi (Componente di fondo)
Indice generale al netto dell'energia, degli alimentari (incluse
bevande alcoliche) e tabacchi
Indice generale esclusi energetici

0,031
0,046
0,015

0,00

0,05

0,10

0,15

0,20

0,25

0,30

0,35

0,40

Un ulteriore modo di valutare l’accuratezza delle stime preliminari consiste nel verificare la loro
capacità di previsione della direzione dell’inflazione. Quest’ultima è correttamente prevista se sia
la stima preliminare sia la stima definitiva indicano tassi di variazione tendenziali crescenti
(decrescenti o stabili) rispetto a quelli del mese immediatamente precedente. Nel dettaglio, con
riferimento alla capacità di previsione della direzione dell’inflazione, i possibili risultati del
confronto tra stima preliminare e stima definitiva sono:
la stima provvisoria ha correttamente previsto la direzione dell’inflazione in quanto
l’accelerazione (decelerazione o stabilità) prevista è stata confermata dai dati definitivi (indicato
da nel Prospetto 4);
la stima provvisoria ha erroneamente previsto la direzione dell’inflazione, vale a dire ha
previsto un’accelerazione (una decelerazione) del tasso tendenziale mentre, sulla base della
stima definitiva, si registra l’opposto (indicato da );
la stima provvisoria ha previsto un’accelerazione o una decelerazione dell’inflazione che,
invece, sulla base della stima definitiva, è rimasta stabile; oppure ha previsto un tasso
tendenziale stazionario mentre secondo i dati definitivi, si è registrata un’accelerazione o una
decelerazione (indicato da ).
Nel periodo settembre 2015 – settembre 2016, le stime provvisorie hanno correttamente previsto
la direzione dell’inflazione in 120 casi su 130 stime.

| 25

PROSPETTO 4. CAPACITA’ DI PREVISIONE DELLE STIME PRELIMINARI DELLA DIREZIONE DELL’INFLAZIONE
MISURATA DAGLI INDICI IPCA
Settembre 2015-settembre 2016
Aggregati speciali
Beni alimentari (incluse bevande alcoliche)

set-15 ott-15 nov-15 dic-15 gen-16 feb-16 mar-16 apr-16 mag-16 giu-16 lug-16 ago-16 set-16
















































































































































Indice generale al netto dell'energia, degli
alimentari (incluse bevande alcoliche) e tabacchi



























Indice generale esclusi energetici



























e tabacchi, di cui:
Alimentari lavorati (inclusi i tabacchi)
Alimentari non lavorati
Energia
Beni industriali non energetici
Servizi
Indice generale
Indice generale al netto dell’energia e degli
alimentari freschi (Componente di fondo)

Metodologia di calcolo delle stime preliminari
Per il calcolo della stima preliminare dell’indice IPCA (e NIC), ogni mese,
vengono utilizzati i prezzi rilevati a livello locale da circa 60 comuni capoluoghi di provincia
(degli 80 che concorrono al calcolo degli indici per tutte gli aggregati di prodotto inclusi nel
paniere). Tra questi, ci sono i 38 comuni che, una volta acquisite le informazioni sui prezzi
rilevati centralmente dall’Istat, provvedono all’elaborazione della stima locale degli indici dei
prezzi al consumo e alla loro pubblicazione simultaneamente al rilascio delle stime preliminari
nazionali da parte dell’Istat. I dati raccolti dagli altri 16 comuni che partecipano alla rilevazione
per un sottoinsieme di prodotti (tariffe locali e alcuni servizi locali) non vengono utilizzati nel
calcolo della stima preliminare ma contribuiscono al calcolo della stima definitiva degli indici;
vengono utilizzati tutti i prezzi rilevati direttamente dall'Istat, via Internet e altre fonti.
Una volta calcolati gli indici degli aggregati di prodotto per i quali i prezzi vengono rilevati
direttamente dall'Istat, si procede all’elaborazione degli indici di aggregato di prodotto per tutti i
comuni capoluoghi di provincia che partecipano alla stima provvisoria. Per i rimanenti comuni, che
9
non partecipano alla stima preliminare, gli indici di aggregato di prodotto sono generalmente
calcolati applicando agli indici del mese precedente il tasso di variazione mensile dei
corrispondenti indici regionali elaborati, come segue, utilizzando i dati dei comuni che partecipano
alla stima provvisoria:

m ,a
R h

I

9



 i   m ,a
 
i I h
iR   i  
 iR 

Per la stima degli indici di alcuni aggregati di prodotto - tra i quali, gli affitti e le tariffe locali, come la fornitura acqua, la raccolta rifiuti e acque reflue,
i servizi di trasporto urbano su strada -, per i comuni che non partecipano all’elaborazione dei dati provvisori dell’inflazione, viene ripetuto il prezzo
del mese precedente. Questo perché l'evoluzione dei prezzi negli altri comuni della stessa regione è risultata essere una proxy non soddisfacente-

| 26

m ,a
dove i I h
è l'indice elementare dell’aggregato di prodotto h, per il comune capoluogo di
provincia i, relativo al mese m dell’anno a e dove

i

 i

rappresenta la quota di popolazione

iR
residente nella provincia del capoluogo i nella regione R rispetto alla popolazione residente nella
stessa regione.
Calcolati gli indici di aggregato di prodotto per tutti i comuni, si procede all’elaborazione degli indici
regionali e, quindi, di quelli nazionali (per aggregato di prodotto e aggregazioni superiori).
Nel caso in cui per una regione, tutti i comuni non concorrono alla stima provvisoria, gli indici di
aggregato di prodotto di questa regione vengono calcolati applicando agli indici del mese
precedente, il tasso variazione mensile dei corrispondenti indici nazionali. Questi ultimi sono
calcolati, come segue, utilizzando gli indici delle regioni che partecipano alla stima provvisoria:





R h 

  20
 R I hm,a


R 1
  R h 
 R1

20

I hm,a

m ,a
dove R I h
è l'indice elementare di aggregato di prodotto h, nella regione R del mese di
riferimento m dell’anno a e

i

 i

corrisponde alla quota della spesa per consumi delle famiglie

iR
dell’aggregato di prodotto h nella regione R sulla spesa nazionale per consumi delle famiglie per
lo stesso prodotto.
Elaborati gli indici di aggregato di prodotto, si procede al calcolo degli indici nazionali (per
aggregato di prodotto e aggregazioni superiori).

| 27


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