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NV Note sulla traduzione letterale dell ebraico biblico e sull opera di Biglino.pdf


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Nereo Villa
NOTE SULLA TRADUZIONE
LETTERALE DELL’EBRAICO BIBLICO
E SULL’OPERA DI MAURO BIGLINO
Mauro Biglino è convinto, in base a dati scientifici, che le cose che per
millenni ci hanno fatto credere sulla bibbia siano false. Non posso che
essere d’accordo e reputo le sue traduzioni letterali un servizio allo studio
dei testi antichi e specialmente della lingua ebraica.
Ciò premesso, devo però fare notare alcune osservazioni, che reputo
importanti anche per questo autore: non mi sembra si possa affermare che
traducendo in modo scrupolosamente letterale si possa scavalcare
l’ermeneutica in senso lato o universale, dato che tutto è interpretabile.
Guai se non fosse per esempio interpretabile il pianto di un bambino, così
come un sorriso o una formula della RELATIVITÀ ricavata da un
ASSOLUTO (la costanza assoluta della velocità della luce). Chi vieta a se
stesso il proprio giudizio critico non può che attenersi ai giudizi altrui, che
io chiamo PENSATI, siano essi veri o falsi.
Un mio appunto a Biglino potrebbe essere pertanto il seguente: riferendosi
a Rudolf Steiner, egli afferma: “A volte si ha veramente l’impressione che
in certi ambiti dello scibile umano sia lecito dire tutto e il contrario di
tutto” (Mauro Biglino, “Resurrezione Reincarnazione. Favole consolatorie
o realtà? Riflessioni e domande per liberi pensatori”, 9, La reincarnazione
in Occidente, Ed. Uno, 2009), senza però citare la fonte da cui egli riceve
questa impressione. Allora la mia impressione, derivante da asserzioni
come queste, è che abbiamo di fronte uno studioso unilaterale nella misura
in cui è, sì, molto meticoloso nel tradurre testi antichi in modo letterale, ma
superficiale in altri ambiti, ugualmente importanti. Infatti, così facendo,
finisce per attribuire a Steiner contraddizioni che, fino a prova contraria, se
si conosce la sua opera, non esistono. Anzi, proprio Steiner è colui che
individua le contraddizioni della scienza e della cultura del suo tempo,
superandole mediante altri risultati di osservazione, poggianti proprio sul
metodo delle scienze naturali (si veda per esempio i suoi capitoli di
Scienza della libertà nel suo libro “La filosofia della libertà”).