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NV Note sulla traduzione letterale dell ebraico biblico e sull opera di Biglino.pdf


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dal mio computer, situato a casa mia, al mio paese. Basandomi solo sui
miei sensi posso scientificamente dire solo che l’email proviene da lì, non
da Parigi. Effimero è dunque il contenuto della mail percepibile come
scaturente dal mio computer, e solo accogliendo quel contenuto come
simbolo del fatto che la mail è stata scritta a Parigi, cioè in un luogo a me
impercepibile, posso sapere SOVRASENSIBILMENTE (o EXTRASENSIBILMENTE) che quel contenuto proviene da Parigi. La realtà non è
dunque solo quella sensibile ma anche quella SOVRASENSIBILE (o
EXTRA-SENSIBILE). Bisognerebbe allora almeno chiedersi: cosa intende
dire oggi chi parla di realtà? Cos’è realtà? La materia oscura? L’energia
oscura? Chi parla di realtà dovrebbe caratterizzarla, almeno per intendersi
con chi ascolta.
Per Mauro Biglino “la necessità di premiare i giusti e punire i malvagi
nasce dalla palese contraddizione tra ciò che l’uomo si attende da un Dio
giusto e la realtà che invece mostra come i malvagi prosperano e i giusti
spesso soffrono” (Biglino, “Resurrezione. Reincarnazione. Favole
consolatorie o realtà?... op. cit). Questo suo libro ha per sottotitolo “Favole
consolatorie o realtà?”. Bisognerebbe quindi che egli spiegasse
innanzitutto cos’è per lui la realtà. Ogni realtà deve fare i conti con due
aspetti che la costituiscono: il percepibile e il capibile (cioè l’oggetto di
percezione ed il concetto che vi si riferisce), altrimenti ogni cosa poi si
dimostra sempre effimera e quindi sarà sempre illusoriamente afferrata
(una simile illusione fu per esempio il geocentrismo).
Oggi la scienza CREDE ancora nella “realtà” dei “nervi motori” (senza
averne mai dimostrata l’esistenza) e nega realtà ai colori e a tutto il
sovrasensibile che non riesce ad accogliere. Ma che scienza è mai questa?
Posso io affermare che sia reale una scienza che per molti versi poggia
ancora sulla FEDE? Una risposta affermativa non sarebbe molto coerente.
La realtà mostra che i malvagi prosperano? A me non sembra. Vivere
costantemente in paranoia non è prosperare: come fa un malvagio a
prosperare se poi è costretto a girare con la scorta? Se dovessi scegliere fra
questa condizione di prosperità e la povertà, sceglierei la povertà. E poi il
male non è un’idea che si realizza a discapito del bene che invece non si
realizza. A me pare che sia vero il contrario: il bene è l’idea che si realizza,
mentre il male l’idea che non si realizza. Il male è tutto ciò che come fatto,