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ALL NIGHT LONG TESTO 6000 .pdf


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ALL NIGHT LONG
collezione CasaCicca
Il fenomeno del collezionismo è un tema antropologico complesso. Esso è comune a ogni società umana,
di ogni tempo e di ogni area geografica, risponde alla dinamica primordiale tra eros e thanatos, legata al
piacere istintivo di possedere la natura e alla volontà ancestrale di superare la morte eternandosi
attraverso le cose. Fin dai suoi inizi la collezione rappresenta una scelta di stranezze ed esoticità, un
desiderio di conservare oggetti che sorprendessero, unito a un senso più privato e personale del
possedere.
Una delle prime forme di collezionismo, i tesori, rappresentava una sorta di memoria collettiva. L’altra
tipologia di raccolta, tipicamente medioevale, gli studioli, era strettamente legata alla figura del
collezionista sia sul piano dell’allestimento sia su quello della composizione. Queste antiche raccolte
erano enciclopedie, composte da oggetti differenti per provenienza e materiale, così come le
Wunderkammern (camera delle meraviglie), che univano arte, scienza e natura, i poli del sapere antico,
riletti attraverso il pensiero rinascimentale.
Ogni collezione è una confessione pubblica di un essere umano che non è, che non può essere come gli
altri. André Breton parla infatti nell'Amour fou (1937) di “caso oggettivo”, riprendendo da Sigmund
Freud l’idea della scoperta di un oggetto di affezione, l’idea che la scelta non sia solo del collezionista
verso l’oggetto, ma anche dell’oggetto verso il collezionista. La sensazione che l’oggetto chiami il
collezionista, sotto il segno di una casualità che è sì “oggettiva”, ma reale e significante.
Noto è il racconto di come Alberto Giacometti fece un incontro “casuale oggettivo” in un mercato delle
pulci con la maschera di metallo e il cucchiaio con la scarpetta all’estremità del manico. L’artista scopre a
posteriori l’effetto del desiderio che rovescia i tempi, che svela poi ciò che stava prima, che cosparge la
vita di oggetti sostitutivi.
Queste idee appartengono alla collezione CasaCicca, un collezionismo spinto dalla passione e non dal fine
economico,

legata

alla

spontaneità,

all’indeterminatezza,

all’imprevedibilità

e

anche

all’inverosimiglianza. In via Ascanio Sforza 105 c'è l’incontro tra esterno e interno, tra pulsione e cosa.
Sono opere trovate, opere regalate, opere lasciate nell'appartamento. Sono emblemi investiti di
proiezioni immaginarie e valenze simboliche. CasaCicca comprende ciò che colleziona, lo fa proprio in un
senso totale. È una mappa del pensiero e un metodo narrativo. Ogni opera ha una storia che la lega alle
altre. Da sempre Traslochi Emotivi colleziona oggetti, disegni, poster e quadri. L'appartamento è
diventato conseguentemente il luogo dove riporre tutto. Così nel 2012 nasce CasaCicca, una residenza
d'artista e così arrivano nuove opere che si intrecciano a quelle già presenti.
Era Walter Benjamin che nel La mia biblioteca (1931) scriveva della “marea massima dei ricordi che
travolge ogni collezionista che si occupa del suo patrimonio”, perché “se è vero che ogni passione confina
col caos, quella del collezionista confina col caos dei ricordi”. Analizzava il rapporto del collezionista con
le cose, non più scelte per i valori funzionali, ma amandole. Il possesso è per lui il rapporto più profondo

che si possa avere con le cose. Il parallelismo tra ciò che è accaduto al filosofo durante il suo trasloco e
l'analisi svolta dai curatori con Traslochi Emotivi diviene necessario. Richard Prince, John Baldessari,
Rosemarie Trockel, Marisca Voskamp Van Noord, Lisetta Carmi, Marlene Dumas, solo alcuni dei nomi
della collezione, sono inscritti nel mondo frammentario che riunisce ciò che è affine a CasaCicca.
Palese è la similitudine con Kurt Schwitters, di cui si dice che raccogliesse scarti da terra, per lui pezzi
mancanti del suo collage, ma questa è un'altra storia.
Se ci avviciniamo alla nostra contemporaneità non sono rari gli esempi di collezioni di artisti. Uno tra
tanti quello di Stefano Arienti che ha esposto diverse sue collezioni, da quelle delle cartoline alle
diapositive ai tessuti. Oggi Sposi (2003) è una collezione di oggetti trovati, biglietti, manifestini,
striscioni di novelli sposi.
Insieme ad Amedeo Martegani, Arienti ha realizzato un libro d’artista con una collezione di immagini,
Bugie di tutti i giorni (1993), selezionate dagli album fotografici di amici. La collezione testimonia,
comprende, ingloba, “mette in scena” i dubbi, le ambiguità, l’incontrollabilità.
I verbi del collezionismo [cercare, indagare, scandagliare, chiedere delazioni, spiare, controllare,
archiviare, inscatolare, eludere, nascondere, coprire] sono quelli dei servizi segreti, del mondo
dell’azione parallela, della simulazione o dell’azione mai avvenuta ufficialmente ma accaduta; […] a
volte invece può bastare avere avuto, aver visto, non necessariamente avere fatto prigionieri; alcune
cose si arrendono in fretta e non è conveniente portarle con sé, poiché esauriscono magari in un solo
dettaglio la loro necessità di cose; altre invece, inaccessibili e sempre diverse a ogni attenzione, devono
essere isolate e magari riguardate, condivise, per mescolare e rimescolare quello che non viene mai a
galla e resta segreto. Altre ancora prendono forma solo se raccolte tutte insieme, ordinate come aiuole,
semplici ed elementari, inutili se sole. Collezionare è piegare il desiderio al di sopra delle cose
chiedendo una compagnia vivente, è un esercizio di attenzione, un’assenza calibrata dalla storia.
(Amedeo Martegani, Il collezionismo o il mondo come voluttà e simulazione, in Elio Grazioli (a c. di), Il collezionismo o il mondo
come voluttà e simulazione, cit. pp. 7-8)

Perché, cosa sono in realtà gli oggetti ambiti dal collezionista, se non gli artifici di un eterno
inseguimento di se stesso? Essere asociale per eccellenza, si sente sicuro solo in compagnia delle sue
conquiste perché esprimono i rari momenti in cui ha potuto, in qualche modo, ingannare il destino.
CasaCicca è una collezione in tutti sensi. CasaCicca esiste grazie agli oggetti che gli hanno dato forma.
CasaCicca racconta, descrive e condivide una storia, la narrazione di Traslochi Emotivi e di tutto ciò che
orbita attorno a lei.
testo di

Elisa Lemmo e Giorgia Quadri


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