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RIFORMA COSTITUZIONALE: ECCO I CAMBIAMENTI PER IL CAPO DELLO STATO
Come tutti sanno, il prossimo 4 dicembre l’elettorato italiano sarà chiamato alle urne per dare il
giudizio definitivo al disegno di legge sulla riforma costituzionale. In caso di vittoria del sì, la
riforma costituzionale avrà il via libera definitivo, mentre in caso di vittoria del no la nuova legge
costituzionale fortemente voluta dal premier Renzi non vedrà mai la luce.
Questa riforma contiene molte novità al suo interno, tra le quali il procedimento di elezione del
Capo dello Stato e i compiti stessi del Presidente della Repubblica.
L’elezione del Capo dello Stato rimane competenza di deputati e senatori, e si svolge sempre in
seduta comune, ma non ci sono più i 59 delegati regionali, visto che con il nuovo senato i senatori
vengono scelti dal territorio. Inoltre vi sono modifiche del quorum richiesto per l’elezione.
Nelle prime 3 votazioni per arrivare all’elezione del Capo dello Stato servono i 2/3 degli aventi
diritto (circa 500 elettori), e fin qui non cambia nulla. Ma dalla quarta in poi le cose cambiano,
infatti non basta più il 50% più uno degli elettori, bensì dal quarto al sesto scrutinio sono necessari i
3/5 degli aventi diritto al voto (circa 440 elettori). Se non si arriva all’elezione del Capo dello Stato,
dalla settima votazione bastano i 3/5 dei votanti (ovvero gli elettori che sono presenti in aula e
votano).
Con la nuova riforma (che prevede la fine del bicameralismo perfetto) il Senato è composto dai
rappresentanti regionali, e non potrà togliere la fiducia al governo. Il Capo dello Stato a sua volta,
non avrà più la prerogativa di sciogliere il Senato.
Un altro aspetto della riforma costituzionale, che sarà sottoposta al giudizio degli elettori tra meno
di 40 giorni, è che in caso di assenza del Presidente della Repubblica, sarà il presidente della
Camera a farne le veci, e non più il presidente del Senato. In pratica il presidente della Camera
diventa la seconda carica dello stato.
Un’altra novità della riforma riguarda i senatori a vita. Solamente gli ex presidenti della Repubblica
rimarranno senatori a vita. I senatori a vita nominati sono sostituiti da senatori nominati dal Capo
dello Stato. Il loro mandato dura 7 anni e non è rinnovabile. Il numero massimo di senatori di
nomina presidenziale è 5.
I senatori a vita eletti prima della riforma Boschi manterranno comunque il loro posto.


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