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Saluto Ignazio 24 ottobre .pdf


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Quella nuova Cisl che abbiamo ridisegnato con Annamaria e la Segreteria confederale in occasione
della Conferenza programmatica di Riccione. A noi il compito di interpretare anche qui in Sardegna
una Cisl di prossimità, più sobria, meno burocratizzata, trasparente, accogliente e attenta alle
aspettative di chi ci conferisce mensilmente la propria delega di rappresentanza.
Un ambiente inclusivo e utile a promuovere il rilancio dell'azione sindacale per far traguardare alla
Cisl della Sardegna il ruolo di stimolo storicamente esercitato nello scenario politico e sociale
dell'Isola, ben consapevoli, anche, che non basta il respiro corto di una buona legge di bilancio in
Sardegna e una buona Legge di Stabilità a Roma per tornare competitivi, ma serve molto di più:
servono politiche produttive vere, serve più industria, più telecomunicazioni, più infrastrutture, più
trasporti, più servizi pubblici, più scuola e tant'altro ancora.
Purtroppo quello che è mancato in Sardegna in questi anni è stata una strategia che guardasse al
futuro nella consapevolezza che la politica del giorno per giorno non paga.
Temi più volte sollecitati dalla Cisl sarda e che saranno gli orizzonti delle nostre prossime
rivendicazioni utili a far uscire la Sardegna dallo stallo attuale quali:
- il rilancio della crescita che trovi riscontro in un uso migliore delle risorse regionali e
comunitarie e che richiami una radicale discontinuità rispetto all'andamento fortemente
deficitario dei precedenti cicli di programmazione;
- le politiche dei trasporti, con un’attenzione specifica al palese indebolimento di importanti centri
per la mobilità regionale, come l'aeroporto di Alghero, che auspicherebbero un'azione di rilancio
del confronto con il Governo centrale e con l’Europa su interventi utili a migliorare le
condizioni di mobilità per i cittadini e le imprese dell’Isola e per favorire i flussi turistici al fine
di ottenere l’atteso riconoscimento dello status di insularità che pareggi le condizioni
competitive rispetto alle Regioni in vantaggio per prossimità territoriale;
- il futuro degli assetti industriali, capace di superare le troppe emergenze, impegnando Governo e
Regione in una forte azione utile a difendere, rafforzare ed espandere la struttura produttiva;
. il potenziamento del sistema agricolo, forestale e ambientale attraverso un uso oculato dei fondi
del piano di sviluppo rurale 2014/20;
- le politiche attive per l'occupazione e la garanzia delle tutele per i lavoratori espulsi dalle oltre
2.000 realtà in crisi;
- la questione tributaria, solo parzialmente compensata dai recenti accordi sulle entrate erariali che
non può chiudersi nello stile di un condono tombale a carico della Sardegna;
- la riforma della Regione, completamente omessa nell'intervento di riassetto del quadro
istituzionale intermedio, utile a trasferire funzioni e risorse ai territori, che dovrà trovare la
propria sintesi in un processo di innovazione della struttura burocratica in grado di contenere i
tempi delle procedure decisionali e accompagnare le politiche per la ripartenza;
- Il riordino del comparto della formazione professionale all'interno di un più ampio quadro di
riforma del sistema dell'istruzione regionale alla luce del pericoloso innalzamento al 25% del
tasso di dispersione scolastica (12 punti in più della media europea) e del calo delle
immatricolazioni alle Università che contribuiscono a generare fra i giovani dell'Isola gravi
forme di esclusione sociale e culturale;
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