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CENTRO PECCI, PRATO

DBInformation Spa - The Next Building - Anno I - N. 3 Ottobre 2016 - ISSN: 2465-3063

SENSING THE WAVES

INTERVISTA
MARIO CUCINELLA
Cinque progetti
dal forte
impatto sociale
e ad alto valore
ambientale
ed energetico,
per ricostruire
l’Emilia Romagna
dopo il sisma
del 2012.

■ Decorative Radiators

■ Comfortable Indoor Ventilation

Sempre il miglior clima per

■ Heating & Cooling Ceiling Systems

■ Clean Air Solutions

L’INSTALLAZIONE
IDEALE
Comfort, salute ed efficienza energetica
per il perfetto clima abitativo
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Imago è il primo serramento interamente in legno selezionato da ADI,
per essere pubblicato nel Design Index e partecipare al Compasso d’oro.

edi tori ale

N. 3 - ottobre 2016 ANNO I
www.dbinformation.it

RICOSTRUIRE
Con i progettisti è meglio

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(francesco.briglia@dbinformation.it)
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in collaborazione con Alberto Schoenstein
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"L

'Italia è un Paese bellissimo e fragile”. Renzo Piano, ricevuto
dal premier Matteo Renzi qualche giorno dopo il terremoto che
ha colpito le provincie di Rieti, Ascoli Piceno e Perugia lo scorso
24 agosto, ha ben chiaro da cosa stiamo partendo per iniziare a progettare
ricostruzione: “Mi hanno nominato senatore a vita perché sono un architetto,
un costruttore di città. Sono pratico”. La chiamata al mondo del progetto inizia
a dare frutti e dopo i primi commenti a caldo post-sisma, al di là delle opinioni,
va definendosi un modello strutturato, mirato non solo alla ricostruzione, ma
anche, finalmente, alla prevenzione.
Così il Senato ha indicato il percorso ideale del progetto “Casa Italia” che, oltre a
individuare le modalità obbligatorie della ricostruzione - rispetto dell’identità dei
luoghi e degli edifici operando nel rispetto di ambiente, architetture e paesaggio;
responsabilizzazione di comunità e istituzioni locali; gestione trasparente delle
risorse; legalità e controllo contro le infiltrazioni mafiose; equità verso cittadini,
imprese ed enti - deve includere un piano nazionale di prevenzione. Tre le fasi:
monitoraggio e diagnostica, adozione del fascicolo di fabbricato, certificazione
sismica obbligatoria. Di notevole importanza, l’intenzione di prorogare di 3 anni
e semplificare l’ecobonus per le ristrutturazioni e il risparmio energetico.
A questo si aggiunge l’estensione dell’agevolazione alla messa in sicurezza
sismica e all’efficientamento energetico dei condomini.
Le strategie e le intenzioni non mancano e neppure le tecnologie: in Italia siamo
paradossalmente all’avanguardia nella produzione di strumentazione scientifica
e nella ricerca. Anche le eccellenze non mancano: l’ITC-CNR di Milano ha da
poco installato un’innovativa attrezzatura per le prove di resistenza al sisma
delle facciate continue. Di questo e altri significativi traguardi parliamo al nostro
convegno di Bologna: “Progettare a energia quasi zero: tecnologia, impianti
e sistemi per l'architettura sostenibile. Focus su sostenibilità e sismica”,
quarto appuntamento del nostro ciclo di eventi dedicati ai temi più attuali che
coinvolgono progettisti, ingegneri e architetti e che stanno riscuotendo
un successo sempre maggiore. Organizzati in collaborazione con i maggiori poli
universitari italiani, gli ordini professionali di architetti e ingegneri e importanti
associazioni di categoria, i convegni di The Next Building, lo diciamo senza
nascondere un certo orgoglio, hanno registrato straordinarie affluenze di
pubblico, superando le 450 presenze registrate lo scorso giugno al Politecnico
di Torino e le 350 in maggio a Venezia, alla giornata organizzata con IUAV. In
queste occasioni esclusive l’aggiornamento professionale è affidato ai grandi
esperti del mondo accademico, della ricerca e della progettazione, dell’industria
invitati a informare e confrontarsi sulla sfida degli edifici a energia quasi zero.
L’invito è quindi per il prossimo appuntamento, segnatelo in agenda, non manca
molto. Ci vediamo a Milano il 30 novembre al Palazzo delle Stelline, per parlare
di un anno di cambiamenti in Lombardia, la regione che per prima ha accettato
la grande sfida nZEB.
Il cuore della nostra rivista.

Manuela Battaglino

Nello stesso settore DBInformation pubblica le riviste: Nuova Finestra, TIS, GIE, Il Bagno Oggi e Domani

OTTOBRE 2016

3

03.2016

CENTRO PECCI, PRATO

DBInformation Spa - The Next Building - Anno I - N. 3 Ottobre 2016 - ISSN: 2465-3063

SENSING THE WAVES

in copertina
CENTRO PER L'ARTE
CONTEMPORANEA
LUIGI PECCI, PRATO
UN DISCO LUMINOSO
PER L’ARTE

24
INTERVISTA
MARIO CUCINELLA
Cinque progetti
dal forte
impatto sociale
e ad alto valore
ambientale
ed energetico,
per ricostruire
l’Emilia Romagna
dopo il sisma
del 2012.

cover_TNB_03 OK.indd 1

06/10/16 15:44

ATTUALITÀ
EFFICIENZA ENERGETICA
il ruolo delle nuove
tecnologie

40

CASE STUDY
NAUTILUS HOTEL
PESARO
BIOEDILIZIA E LEGNO PER
L’HOTEL ANTISISMICO

DOSSIER
PROGETTARE
E COSTRUIRE LA CASA
PASSIVA

CASE STUDY
CASA RIGA
TRENTINO ALTO ADIGE

66

DA PAGINA

46

Sommario

032016

CASE STUDY
CASA BOTTICELLI
CATANIA

UN TAGLIO ORIZZONTALE
NELLA VALLE

70 

CASE STUDY
VODAFONE
HEADQUARTERS
MILANO

intervista
MARIO CUCINELLA
CINQUE PROGETTI
PER RICOSTRUire

6

LA PRIMA “CASA ATTIVA”
IN SICILIA

50

CASE STUDY
SMART VILLAGE
MURIALDO, VITERBO

ATTUALITÀ
GLI IMPIANTI ELETTRICI
E IL RISCHIO SISMICO

il VILLAGE AD ALTA
EFFICIENZA

72

36

anche I COSTI FANNO
LA DIFFERENZA

56

LABORATORIO INNOVAZIONE 14
PROGETTI & PRODOTTI 80
VETRINE 86
ABBIAMO PARLATO DI 96

OTTOBRE 2016

4

DALLE AZIENDE
QUANDO I SERRAMENTI
PARLANO IL LINGUAGGIO
DELLA SOSTENIBILITÀ

76

Linea Light Group Tràddel Collection
Product Fylo
Project Horizons House - Aberdeen
Architect Cumming & Co Architects
Property Waterloo Quay Properties

linealight.com

THE NEXT BUILDING

MARIO CUCINELLA
Cinque progetti per ricostruire
L’ARCHITETTO E URBANISTA è ALL’OPERA CON IL progetto wsr, realizzato
con i fondi raccolti dopo il terremoto che ha colpito l'emilia romagna

Manuela
Battaglino
Foto: Giuseppe
Coliva, Francesco
Galli, Federico La
Piccirella Courtesy
MCA Architects

nel 2012. un esempio di buona pratica professionale e dal forte
impatto sociale, dedicato alla realizzazione di opere di alta qualità,
attente ai temi ambientali ed energetici

D

opo l’ennesimo dramma che ha colpito
questa volta il centro Italia nella notte del
24 agosto, torna l’urgenza di pensare a
come affrontare il futuro. Sono molte le
proposte dei progettisti per la messa in sicurezza
del nostro Paese, che ha un patrimonio edilizio

storico imponente del quale occorre rendere conto.
Il tema più generale, teorico ma non troppo, è se sia
corretto e opportuno ricostruire tutto “come e dove
prima” o considerare altri percorsi. Quindi, chi lo
debba fare e cioè quale il ruolo di architetti, tecnici,
amministrazioni e governo nell’articolata gestione

il team al completo
Per il progetto WSR,
Workshop Ricostruzione
Emila, Mario Cucinella
(al centro) ha coinvolto
più professionisti. Sulla
sinistra: Valentino Gareri,
Mirco Bianchini, Federico La
Piccirella. Sulla destra: Clelia
Zappalà, Arianna Balboni,
Francesco Galli.

OTTOBRE 2016

6

INTERVISTA

LA SCUOLA DI DANZA
Anno
2014 - in corso
Beneficiario
Comune di Reggiolo
Team
Mario Cucinella, Marco
dell'Agli (coordinamento
progetto), Arianna
Balboni (responsabile di
progetto), Mirco Bianchini,
Francesco Galli, Valentino
Gareri, Federico La
Piccirella, Clelia Zappalà
Rendering
Paris Render Studio

Reggiolo - Reggio Emilia

Elementi schermanti a infittimento variabile, verde verticale rampicante,
tanta luce naturale da lucernai e vetrate: tecnologia fa rima con natura
Demolita a seguito del sisma la scuola di danza sarà ricostruita con struttura e finiture in legno. L’edificio
a pianta rettangolare, di impianto semplice e geometrico adotta un sistema schermante esterno curvo, che
definisce due piccoli patii scoperti, dove ci saranno i giardini e piante utili alla schermatura delle vetrate
e alla privacy. Il rivestimento esterno con struttura portante in metallo, prevede elementi schermanti
ancorati a infittimento variabile, con un gradiente
decrescente (più rado) in corrispondenza dei patii.
Nelle pareti opache nord e sud della sala invece,
la trama della schermatura si fa più fitta. Questa
soluzione ricorda visivamente gli intrecci tipici
della zona, i cesti di vimini e i graticci. Tutte le
facciate a sud sono rivestite con un sistema di verde
verticale rampicante. Il fronte su via Garibaldi è
uno spazio senza barriere e pubblico donato alla
città, e funzionale a un processo di integrazione tra
ragazzi, struttura, cittadinanza. Progetto finalizzato
alla massima sostenibilità, grazie alla forma
compatta dell'edificio e la presenza di un involucro
a prevalenza opaco che riducono le dispersioni
termiche invernali, minimizzando il ricorso al
riscaldamento meccanico. La luce è modulata nei
vari ambienti in base all’uso, attraverso aperture
ridotte al minimo nelle camere da letto e nei
bagni e sovradimensionate negli spazi collettivi.
Lucernari in copertura e ottimizzazione delle
superfici trasparenti, permettono un ottimale
illuminazione naturale. Sono previsti raccolta e
riciclo delle acque piovane.

non solo della ricostruzione, ma anche della
prevenzione sismica e della manutenzione, quali le
azioni di concerto, gli errori da evitare, gli esempi
da imitare. Lo abbiamo chiesto a Mario Cucinella,
architetto e urbanista che alla ricostruzione ha già
partecipato - al suo studio è stato affidato, dopo il
terremoto che ha colpito la terra emiliana nel 2012,
il progetto WSR Workshop Ricostruzione Emilia al
quale è dedicata parte di questo servizio.
Architetto, tra le tante voci che hanno affollato i
media dopo l’ultima tragedia italiana, la sua non
si è unita al coro…
«Trovo sia difficile parlare a caldo e a volte un po’
inappropriato il fiorire dei commenti del “dopo”:
ricostruire non è un’opinione e suggerire come
farlo deve considerare il dramma umano e i tempi
diversi di ogni azione. Sradicare dalla propria

terra le persone che, in questi momenti tragici,
hanno bisogno di stare vicine ai luoghi della loro
vita passata e della loro proiezione nel tempo, è
terribile. Quindi è bene realizzare casette in legno o
come saranno: è un modo per vegliare le macerie
che ancora rappresentano la memoria dei paesi.
Comprendo profondamente questa necessità e
l'attesa della ripresa di una normalità. Il fatto che i
bambini possano tornare a scuola ha un enorme
valore psicologico, anche per “immaginare” i tempi
della ricostruzione. Che non saranno brevi. Restare
lì ha anche un valore di alta sorveglianza: la gente,
con la propria presenza, ricorda al mondo che è
necessario ricostruire in tempi ragionevoli».
E a proposito del “dove era, come era”, quale è il
suo parere?
«L’architettura è immobile, però viaggia nella
OTTOBRE 2016

7

THE NEXT BUILDING

IL CENTRO SPORTIVO E CULTURALE
Anno
2014 - in corso
Beneficiario
Comune di Bondeno
Superficie
850 m²
Progetto
Mario Cucinella Architects

Un edificio in perfetta armonia con il territorio e la memoria, vicino alla
popolazione e amico dell’ambiente
A Est del centro di Bondeno (FE), in un’area del territorio strategica per le attività ludiche e sportive,
l’intervento prevede la realizzazione di tre cilindri di diametri ed altezze diverse, che condividono
il medesimo sistema costruttivo e il riferimento simbolico alle balle di fieno tipiche della campagna
circostante. L’obiettivo è creare un edificio che non risulti “calato dall’alto” ma sia espressione dei
costumi locali, degli elementi che ne caratterizzano la storia, riconoscibile e vicino alla popolazione. Ogni
cilindro, deputato a funzioni specifiche ha ampie vetrate che assicurano luce del sole agli ambienti interni.
Esternamente, la schermatura frangisole ottimizza l’irraggiamento e il riscaldamento passivo interno. Nel
caso di eventi che lo richiedano, l’illuminazione naturale viene ridotta da un sistema di tendaggio interno.
Per la produzione di energia elettrica si ricorre a un sistema fotovoltaico.

Team
Mario Cucinella, Marco
Dell’Agli (coordianmento
progetto), Arianna
Balboni, Mirco Bianchini,
Francesco Galli, Valentino
Gareri (responsabile di
progetto), Federico La
Piccirella, Clelia Zappalà
Rendering
Cristian Chierici - CC79
Strutture
Sarti Ingegneria
Progettazione
elettrica
Studio Tecnico P.S.
Progettazione
meccanica
Studio Tecnico Ing.
Riccardo Giannoni

Bondeno, Ferrara

TABELLA ENERGETICA
Classe energetica B, 52%di energia rinnovabile per la climatizzazione,
grazie al sistema fotovoltaico in copertura. Strategie: schermatura
solare, luce naturale, apporto solare invernale, ventilazione naturale,
focalizzazione acustica della sala polivalente, fotovoltaico. 

OTTOBRE 2016

8

INTERVISTA

IL CENTRO SOCIO-SANITARIO San Felice sul Panaro, Modena
Anno
2014 - in corso
Proponente
Trust Nuova Polis Onlus
Beneficiario
ASP Comuni Modenesi
Area Nord, Comune di San
Felice sul Panaro
Superficie
1400 m²
Progetto
Mario Cucinella Architects
Team
Mario Cucinella, Marco
dell’Agli (coordinamento
progetto), Arianna
Balboni, Mirco Bianchini
(responsabile di progetto),
Valentino Gareri,
Francesco Galli, Federico
La Piccirella, Clelia
Zappalà
Rendering
Cristian Chierici - CC79
Strutture
Sarti Ingegneria
Progettazione elettrica
Studio Tecnico Paolo
Scuderi
Progettazione
meccanica
Studio Tecnico
Ing. Riccardo Giannoni
Acustico
Ing. Gabriele Raffaellini,
Ing. Marco Dall’Olio
Computi e
capitolati
Studio Tecnico
Roberto Guidi

Un progetto dal forte impatto sul piano dei servizi, per una struttura
articolata che servirà un bacino intercomunale, nell’area Nord di Modena
Si rivolge ai nove comuni di Camposanto, Concordia sulla Secchia, Finale Emilia, Cavezzo, Mirandola,
San Felice sul Panaro, Medolla, San Possidonio e San Prospero, la struttura residenziale che accoglierà
i dieci ospiti attualmente residenti nel centro per disabili gravi “Il Picchio” e altri dieci residenti. A
ispirare il concept del progetto, l’archetipo del fienile o barchessa, che si associa alla casa e trasmette
immediata rassicurazione. L’intervento punta a reinterpretare tre aspetti caratteristici di questa
tipologia: il tetto a falda e gli aspetti proporzionali tra larghezza, altezza e inclinazione; l’aggregazione;
la gelosia, elemento utilizzato per garantire la ventilazione all’interno oltre che estetico. Il progetto
si compone di 4 corpi aggregati, compenetrati l’uno all’altro, che creano internamente uno spazio
unitario percepito esternamente come articolato. Le gelosie sviluppano un pattern crescente l’intensità
delle aperture aumenta dal basso verso l’alto, con la funzione di schermare gradualmente la luce.
Il rivestimento esterno, elemento di innovazione, è una pelle continua che avvolge pareti verticali e
copertura, mantenendo una forma pulita. In uno dei volumi, il rivestimento sarà di legno composito
(misto PVC e fibra di legno) a indicare l’accesso alla struttura, nei restanti sarà in pannelli modulari
di ceramica opaca, per ridurre
il surriscaldamento solare.
Materiali differenti e ampie
aperture, definendo diversamente
gli ambienti, ne aumentano
la riconoscibilità e quindi la
famigliarità. Ulteriore aspetti
tecnologici riguardano la struttura,
completamente a secco e in legno
XLam, con elevate prestazioni
termico/acustiche. Infine impianto
fotovoltaico, recupero delle acque
piovane, teleriscaldamento, sistemi
di controllo e di protezione dei
ragazzi che abiteranno la struttura.
OTTOBRE 2016

9

THE NEXT BUILDING

IL CENTRO DI AGGREGAZIONE GIOVANILE Quistello, Modena
Sostenibilità in primo piano, con
la progettazione passiva, impianti
a elevata efficienza energetica
e certificazione dell’edificio in
classe energetica A

Anno
2014 - in corso
Beneficiario
Comune di Quistello
Progetto
Mario Cucinella
Architects
Team
Mario Cucinella, Marco
dell'Agli (coordinamento
progetto), Arianna
Balboni, Mirco
Bianchini, Francesco
Galli (responsabile di
progetto), Valentino
Gareri, Federico
La Piccirella, Clelia
Zappalà

Nella zona centrale di Quistello, in un’area di
2260 m2 complessivi, 225 verranno destinati
per l’edificazione del Centro per giovani,
un volume unico a un piano, inserito in un
disegno più ampio che trasforma i restanti

Rendering
Paris Render Studio

memoria, che rappresenta un valore enorme
per la ricostruzione. Questa non può avvenire
se non attraverso un processo di partecipazione
dei cittadini. Sarebbe veramente difficile farla
altrimenti, in maniera accademica e fredda,
esclusivamente “come era e dove era”: nel dialogo
con le persone bisogna ritrovare le tracce delle
case, i loro colori, i vicoli, l’acciottolato. Il processo
di presenza e di partecipazione alla ricostruzione è
molto importante e va al di là dell’aspetto tecnico. Il
“come prima e dove prima” ha senso per il valore
storico di quei borghi, che sono parte della cultura
del nostro paese. E' ovvio e banale che non vadano
ripetuti gli errori e le brutture che caratterizzano
tanta edilizia residenziale nostrana degli anni 70/80,
o che scuole e ospedali vadano rifatti meglio. Se
infatti l'architettura contemporanea ha fallito e non
c’è stata capacità progettuale nel costruire la città
moderna (troppe connivenze con la politica, poca
cultura) non bisogna per questo arrendersi. Quindi,
nel ricostruire la nostra storia e i nostri antichi
paesi, non rinuncerei a inserire della costruzione
contemporanea di qualità. Un po’ come abbiamo
OTTOBRE 2016

10

fatto in Emilia Romagna, partendo dall’analisi di
quello che c’era prima del sisma e quelli che erano
i bisogni e i desideri delle popolazioni colpite,
sono nati anche nuovi luoghi di aggregazione, di
socialità. Insomma, al di là delle opinioni, lasciamo
spazio alle visioni: ricostruiamo per migliorare il
territorio ma anche la vita della gente, facciamo un
passo avanti».
A chi dovrebbe essere affidato, secondo lei,
questo processo di virtuosa ricostruzione?
«Credo che in questo primo momento sia
importante contare su professionisti che aiutino a
costruire una strategia: in Italia abbiamo 150mila
architetti di cui circa la metà sono disoccupati. Non
dobbiamo immaginare chissà quali protagonisti,
ma giovani progettisti impegnati ad analizzare
più temi relativi ai territori colpiti: l’economia, le
risorse, i servizi necessari… Molta dell’edilizia da
ricostruire è civile, semplice. Ovviamente serve
un’organizzazione e una gestione centrale. E poi
abbiamo invece bisogno di menti che abbiano una
visione, non necessariamente progettisti, magari

INTERVISTA

20135 m2 in un piccolo parco urbano. Dimensionato
per accogliere circa 90 persone, l’edificio è costituito
da una pelle vetrata selettiva, schermata internamente
da tendaggi. Il progetto è stato sviluppato secondo i
principi della sostenibilità ambientale, per ridurre la
domanda di energia per il funzionamento dell’edificio
e ottimizzare i livelli di comfort in ambiente nelle aree
interne ed esterne. A compensare la ridotta massa
termica dovuta alle numerose vetrate perimetrali,
una copertura verde combinata con un solaio massivo
in CA con elevate prestazioni di isolamento termico
e controllo del surriscaldamento estivo. Infine, in
copertura, un impianto fotovoltaico.
TAVOLA ENERGETICA
Classe energetica A.
Strategie: forma compatta,
copertura verde, alberature
schermanti, luce e
ventilazione naturale, guscio
schermante, impianto
fotovoltaico.

anche filosofi, che forniscano le linee di indirizzo
generali, le idee..».
A pochi giorni dal sisma, Renzi ha chiamato
Renzo Piano…
«Ha fatto bene: chi chiamare altrimenti? Non
si può, non si deve pensare a un tecnico, a un
ingegnere. Il mestiere dell’architetto è quello del
visionario: pensa al futuro, lo progetta. Se Renzo
parla di “cantieri leggeri” dà un’indicazione
importante, strategica. Poi ovviamente bisognerà
costruire una squadra, anche con giovani
progettisti, che resti concentrata sul tema e sia
un punto di riferimento per la ricostruzione nei
suoi molteplici aspetti. Dovrà esserci un tavolo, un
laboratorio che operi per i prossimi anni, in cui si
conservino le idee e vengano forniti strumenti di
guida. Altrimenti succede come a l’Aquila dove,
nella fretta (una fretta relativa, sono passati 7
anni) si ricostruiscono i condomini degli anni 70
brutti come erano, perché non si è individuato un
percorso diverso. Lì è mancata completamente una
stanza della regia sul luogo. Allora, prendiamoci
OTTOBRE 2016

11

un po’ di sacrosanto tempo per riflettere sui
metodi, sulle modalità e anche sulle tecnologie da
adottare».
Lei ha partecipato direttamente al processo
di ricostruzione seguito al sisma dell’Emilia
Romagna del 2012, quindi ha un’esperienza
in prima persona di quale sia il peso, non
solo emotivo, ma anche gestionale della
ricostruzione...
«Faccio una premessa d’obbligo: il WSR è nato
dall’iniziativa dei sindacati confederati che hanno
raccolto le offerte degli iscritti: un’ora di lavoro
ciascuno fino a raggiungere oltre 7 milioni di
euro. Confindustria Emilia Romagna ha avuto
delega di gestire l’operazione e mi ha chiamato.
La prima cosa che ho fatto è stato individuare
6 ragazzi, giovani neo-laureati provenienti dai
luoghi colpiti dal terremoto, per costruire con
loro un percorso conoscitivo del territorio su
cui andavamo a operare e anche un percorso
formativo importante per la loro professione
futura. Quindi non ho preso la matita e iniziato a
disegnare, ma ho pensato di partire dall’analisi dei
bisogni reali, ragionando in un’ottica di sistema.
Spesso, in queste drammatiche situazioni ci sono
anche molte risorse economiche da gestire con
attenzione. I ragazzi hanno lavorato al fianco delle
amministrazioni e delle associazioni locali e sono
emerse esigenze inespresse. La ricostruzione è
divenuta un’opportunità per migliorare il territorio,
rispondere alle mancanze: abbiamo fatto un lavoro
tecnico, ma soprattutto sociale straordinario. Della
parte burocratica preferisco non parlarne: abbiamo
avuto ostacoli anche nell’accettare e ricevere la
donazione. E qui riemerge l’Italia lenta e faticosa
che allunga tempi e modalità di processi urgenti e
vitali».
In un suo sintetico commento, ha dichiarato
che “non si può trattare la ricostruzione come
un evento qualsiasi”: come andrebbe affrontata,
idealmente, secondo lei?
«La ricostruzione non può rientrare in un sistema
di norme orizzontali che vanno bene per fare
un’autostrada, un ospedale o una discarica. Per
accelerarla, occorrono strumenti legislativi che
assicurino qualità, tempi certi e modalità chiare,
percorsi dedicati straordinari che limitino l’azione
frenante delle gare d’appalto pubbliche, delle
concessioni che richiedono anni di attesa (come
lo spieghiamo a chi sta davanti alle macerie della
propria casa?). Io mi auguro che lo sforzo del

THE NEXT BUILDING

LA CASA DELLA MUSICA
Anno
2014 - in corso
Proponente
Trust Nuova Polis Onlus
Beneficiario
Scuola media a indirizzo
musicale “G. Cavicchi” e
Comune di Pieve di Cento
Superficie
750 m²
Progetto
Mario Cucinella Architects
Team
Mario Cucinella, Marco
dell’Agli (coordinamento
progetto), Arianna Balboni,
Mirco Bianchini,
Francesco Galli,
Valentino Gareri,

Pieve di Cento, Bologna

Federico La Piccirella
(responsabile di progetto),
Clelia Zappalà
Rendering
Cristian Chierici - CC79
Strutture
Sarti Ingegneria
Progettazione elettrica
Studio Tecnico Paolo Scuderi
Progettazione
meccanica:
Studio Tecnico Ing. Riccardo
Giannoni
Acustico
Ing. Gabriele Raffaellini, Ing.
Marco Dall’Olio
Computi e capitolati
Studio Tecnico Roberto Guidi

commissario per la ricostruzione Errani vada oltre
l’avviare processi trasparenti, questo è il minimo, e
si concentri sull'operatività. Le gare di affidamento
per la ricostruzione devono essere fatte secondo
un unico parametro, la qualità: qualità del prodotto
architettonico, qualità tecnica. Non il prezzo: non
c’è negoziazione possibile sulla sicurezza sismica,
su quella ambientale. La logica attuale premia la
mediocrità: fare qualità costa, servono imprese
valide, ottimi professionisti. Bisogna bandire la
mediocrità dalla ricostruzione. L’abbiamo già
vista all’opera: scuole che crollano, tetti che si
abbattono. Siamo consapevoli che più del 60%
delle scuole italiane non ha certificato di agibilità,
eppure mandiamo i nostri figli in classe tutti i
giorni. E succedono tragedie come quella di San
Giuliano di Puglia, dove sono morti 32 bambini. E
da allora non è cambiato niente. Dovremmo fare
come in alcuni stati americani dove all’ingresso
degli edifici c’è un cartello con scritto: "Questa
struttura non è a norma sismica". Poi ognuno può
decidere e magari, la spinta sociale fare in modo
che scuole e ospedali diventino luoghi sicuri».
OTTOBRE 2016

12

Un punto di riferimento permanente,
anche di notte, per la ripresa
delle attività musicali dopo il
sisma, immerso in un’area verde
recentemente bonificata, che
diventerà parco urbano
Pensato per offrire spazi e strutture alle due scuole di
musica presenti nel comune, il progetto si ispira alla
radicata tradizione musicale di Pieve richiamando,
anche matericamente, l’anima degli strumenti musicali,
in particolare la cassa armonica lignea. Nella piazza
coperta di oltre 700 m2 che trovano spazio piccole aule
musicali circolari mono-strumento, comunicanti con
una zona tampone, con funzione bioclimatica e di spazio
distributivo per sosta/wifi. Luogo di aggregazione fruibile
in ogni momento della giornata dall’intera comunità, la
Casa della Musica funzionerà da catalizzatore sociale.
Illuminata internamente durante la notte offrirà un
riferimento permanente, per favorire la ripresa delle
attività musicali e ricreative dopo il disagio del sisma,
rispondendo alle esigenze dei 250 iscritti alle scuole
locali. L’intervento riqualificherà altresì un’area verde
recentemente bonificata, creando un parco per le scuole,
connesso con il circostante da una pista ciclabile.

Dunque non solo ricostruzione, ma prevenzione...
«Serve un programma strategico, non solo per
Amatrice: per proteggere le persone e il patrimonio
edilizio che è un valore culturale del nostro paese.
La grande crisi economica di questi anni ha prodotto
tantissima disoccupazione nelle file di architetti
e ingegneri: utilizziamo investiamo in queste
risorse, mettiamole in gioco in questa situazione
drammatica. Certo, sarà un processo lento,
generazionale. Ma iniziamo almeno un’operazione di
salvaguardia di quello che ancora è in piedi. L'edilizia
pubblica purtroppo è stata finora spesso costruita
esclusivamente con la logica del miglior prezzo:
ma l’operatore pubblico dovrebbe rappresentare
l'eccellenza! Mettiamo i migliori al servizio di queste
operazioni, ricostruzione e prevenzione, lavoriamo
con questa idea. In Italia abbiamo centri universitari
e istituti di ricerca riconosciuti in tutto il mondo, libri
e documenti della Protezione Civile, mappature del
rischio sismico dettagliate. E questo significa anche che
chi sapeva e non ha fatto niente non deve più mettere
mani. Una volta tanto, premiamo la conoscenza, non le
conoscenze. Il governo non ha molte altre alternative».

INTERVISTA

TAVOLA ENERGETICA
Classe energetica A, -61%
di fabbisogno energetico,
62% di energia rinnovabile.
Strategi e: involucro
regolabile: buffer zone
ventilata in estate, serra
bioclimatica in inverno,
forma compatta, involucro
interno massivo, vegetazione
schermante, focalizzazione
acustica, luce zenitale,
fotovoltaico.

Il suo studio promuove un concetto "allargato" di
sostenibilità, mosso dall'empatia creativa. Nel
vostro modo di progettare la cultura del territorio,
le condizioni paesaggistiche i reali bisogni delle
persone e quindi anche la loro sicurezza trovano
voce sostanziale, insieme con i temi del consumo
delle risorse energetiche e ambientali. Mi sembra
una posizione particolarmente attuale e coerente
con il nostro argomento...
«Quando parlo di empatia creativa penso a
uno strumento e una qualità umana utile a
capire i luoghi e dare un senso ai progetti fatti
per altri, non per noi. Esiste una responsabilità
sociale ed etica nel mestiere dell’architetto e
seguire una logica troppo tecnica, pensando
alla sostenibilità come un dato relativo ai soli
consumi, limita l'architettura a una prestazione,
banalizzando un processo complesso. Negli
ultimi decenni, l'architettura ha in qualche modo
rappresentato le logiche del profitto, dando
espressione a dinamiche sull’efficientamento
globalizzate e universali, che l'hanno impoverita,
allontanandola dalla sua relazione con il

clima, le modalità di vita, i luoghi. Quando noi
progettiamo, invece, cerchiamo di trovare un
equilibrio tra l'appartenenza al territorio, le sue
tradizioni, le risorse e le tecnologie. Credo sia
molto importante questa attitudine ad adattare
innanzitutto il proprio pensiero ai luoghi e quindi
affrontare il tema prestazionale. E il passo
successivo non può essere che far diventare
questa architettura anche più bella. Un edificio
sostenibile dal punto di vista tecnico, deve essere
migliore in tutto: nel suo rapporto con l'ambiente
naturale e con gli uomini. Il tema della bellezza
è complesso, attraversa il tempo e la storia: ma
non si possono costruire brutti edifici ad alte
prestazioni. Mi piacerebbe che si diffondesse
la consapevolezza che l’architettura è una cosa
molto seria e ha un’azione molto pericolosa, per
i danni visibili che si possono lasciare, è un atto
di estrema responsabilità sociale e ambientale.
Il nostro ruolo è anche guidare la committenza,
condividere la competenza, aiutare a capire gli
elementi visibili, ma anche quelli, altrettanto
importanti, che non si vedono». ❖
OTTOBRE 2016

13

THE NEXT BUILDING

Laboratorio Innovazione
MATERIALI, TECNOLOGIE, SOLUZIONI

A

Legno e acciaio:
l’unione sostenibile
Un nuovo sistema di prefabbricazione per l’edilizia
residenziale, commerciale e pubblica, unisce i due materiali
principi delle costruzioni in un innovativo brevetto.

ABITARE A BASSO IMPATTO E BASSO COSTO

C

osì l’architetto Carlotta Bevilacqua di Evotre
(vincitrice del premio Mirna Terenziani,
istituito nel 2015 per riconoscere i progetti
innovativi e di eccellenza sviluppati dalle donne
della comunità del Green Building Council
Italia): «Con questo prototipo siamo riusciti a
raggiungere un’ottima efficienza termica e un
ridotto impatto ambientale con alto comfort e
salubrità interni, per un prodotto realmente
industriale. L’industrializzazione dell’edilizia
è fondamentale per accelerare la transizione
verso un abitare a basso impatto e basso
costo, per tutte le tasche, sia nuovo che per
la riqualificazione, modulare, circolare e
veramente moderno».

OTTOBRE 2016

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lla base della nuova tecnologia
costruttiva, il progetto di ricerca
e sviluppo industriale della trentina
Pre Metal, realizzato con il supporto di
Evotre, giovane impresa nata dentro
Progetto Manifattura, Tesi Engineering,
Habitech - Distretto Tecnologico
Trentino e in collaborazione con
l’Università degli Studi di Trento e
Delta Ingegneria. Il progetto si fonda
sull’individuazione di una tipologia

costruttiva ibrida che, sfruttando la
collaborazione meccanica fra i due
materiali, abbraccia le costruzioni
in legno, mantenendo le peculiarità
strutturali e di forte integrazione
impiantistica tipiche delle costruzioni in
acciaio. Il modello presenta una completa
flessibilità nella distribuzione funzionale
grazie alla prefabbricazione anche per le
parti impiantistiche; la suddivisione delle
unità abitative è modificabile garantendo
qualità e funzionalità degli spazi nel
rispetto degli standard residenziali.
La ricerca si è concentrata sulla
collaborazione strutturale dei materiali

la nuova tecnologia
In apertura, vista dall'alto di un
progetto sviluppato secondo il
nuovo sistema di prefabbricazione
brevettato. In alto, un esploso e a
lato, uno spaccato.

attraverso lo studio delle connessioni
(struttura in acciaio - solaio in legno tamponamento), della collaborazione
fra i vari materiali, senza tralasciare il
comfort e le prestazioni energetiche
con l’analisi del comportamento termico

e acustico. Inoltre ha approfondito lo
studio del profilo di sostenibilità del
sistema sviluppando un’analisi LCA sul
ciclo di vita della costruzione, mettendo
a confronto le tecnologie costruttive e le
diverse tipologie di prodotti utilizzabili,

mantenendo sempre alte le prestazioni
termiche dell’involucro. Si sono infine
valutati i problemi di natura tecnicoeconomica quali l’ottimizzazione dei
rapporti fra costi, tempi di costruzione,
prestazioni e caratteristiche dell’edificio.

Perfettamente adattabile
ad ogni sistema!
insulbar® – il profilo ideale, sempre.
Essere in grado di rispondere in modo rapido e flessibile alle
richieste dei nostri clienti – questo è ciò a cui aspiriamo. La
nostra ampia gamma standard di profili termoisolanti soddisfa la maggior parte dei requisiti quando si parla di taglio
termico in finestre, porte e facciate in alluminio. E nel caso
non doveste trovare il profilo giusto per voi, svilupperemo
insieme quello ideale per soddisfare le vostre esigenze.

OTTOBRE 2016

15

Ensinger Italia S.R.L.
Via Franco Tosi 1/3
20020 Olcella di Busto Garolfo
Italia
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+39 (0) 331 562 111
Fax
+39 (0) 331 567 822
E-Mail insulbar@ensinger.it
Internet www.insulbar.de/it

THE NEXT BUILDING

Laboratorio Innovazione
MATERIALI, TECNOLOGIE, SOLUZIONI

COSTRUIRE

Energia dal sole per il mattone in vetro

S

SEVES GLASSBLOCK
MATTONI E SISTEMI
IN VETRO

Via R. Giuliani 360
50141 Firenze

www.sevesglassblock.com

otto brevetto internazionale depositato
(n. PCT/IB2012/052085) i mattoni
di vetro Photovoltaic di Seves alimentati
a energia solare, sono pedonabili,
luminosi e a basso voltaggio. Progettati
per applicazioni esterne commerciali,
strutture pubbliche o residenziali,
hanno alte prestazioni tecniche grazie
alla potente batteria al litio (LiFePO4
3.2V) e ai Led ad alta luminosità (30003500MCD). L’energia raccolta attraverso
il pannello solare viene accumulata nella
batteria ad alta capacità che alimenta
le luci durante la notte. Il mattone
si accende automaticamente grazie
ad un sensore crepuscolare quando

MATERIALI

la luminosità dell’ambiente esterno
scende sotto i 30 lux. Si spegne al
raggiungimento dei 60 lux, o quando la
carica della batteria scende sotto di 2.4 V.
Caratteristiche tecniche
Dimensioni

11,7 x 11,7 x 7,5 cm

Peso

1,25 kg

Numero pezzi/m2

49

Peso/m2

1,8 (KN/m2)

Resistenza allo shock
termico

ΔT = 30°C [EN
1051/1]

Resistenza allo
sfondamento (KN)

≥ 7,5 N
[EN 1051-1]

Brevetto Internazionale
depositato

n. PCT/
IB2012/052085

LABORATORIO
Isolamento ultraleggero

Dalla pasta allo Smartwood

P

er porre fine in modo efficace alla necessità di accedere alle foreste native, i
ricercatori del Flinders Centre for Nano-Scale Science & Technology (CNST) sono
riusciti a sviluppare un sostituto del legno duro (quello derivato dalle conifere, come
ontano, quercia, noce). Il risultato è stato possibile grazie alla collaborazione con la
società australiana 3RT Holdings Pty che ha sviluppato un metodo per la conversione
di economica pasta di legno in un materiale con le medesime proprietà fisiche e
meccaniche del legno duro e altamente sostenibile. 3Wood, in più, offre una maggiore
stabilità dimensionale ed elimina gli sprechi.

OTTOBRE 2016

16

Si chiama Airloy ed è un materiale a
ingegneria avanzata, che combina la
forza delle plastiche convenzionali con
le caratteristiche di bassa densità e
superisolamento degli aerogel.
Ultraleggero (dalle tre alle dieci volte
di più della plastica e della ceramica
e con in densità comprese tra 0,01 e
0,9 g/cc), forte e resistente, l'Airloy è
destinato a divenire il miglior isolante
termico e acustico esistente per utilizzi
nel settore edilizio.

THE NEXT BUILDING

Laboratorio Innovazione
MATERIALI, TECNOLOGIE, SOLUZIONI

SOLARE TERMICO
Pannello-finestra: l’impianto
coordinato
Collettori solari dalle elevate performance
Fakro SKW e SKC vengono fissati all’interno
di robusti telai in alluminio e sono completati
da un pannello in lamiera di rame, coperto
da uno strato selettivo, contraddistinto da
un’elevata efficienza di assorbimento dei
raggi solari (circa 95%). Sono installabili su
qualsiasi tipologia di tetto grazie all’innovativa
tecnologia di raccordi mobili di montaggio.
Il vetro temperato prismatico antigrandine,
spesso 4 mm, aumenta i valori di
trasmittanza termica e consente l’incidenza
dei raggi con angolo acuto. Predisposti per
il montaggio combinato con le finestre da
tetto Fakro, possono essere collegati tra loro
o montati in più configurazioni. Ne attesta
le prestazioni, il certificato europeo Solar
Keymark.

RESISTENZA ALL’EFFRAZIONE

Le blindate salgono
di classe

L’

intera gamma delle porte blindate
a doppio battente Alias passa dalla
classe RC2 alla classe RC3 di resistenza
all’effrazione secondo la norma europea
EN 1627, con certificazione CSI-Gruppo
IMQ. L’operazione nasce dall’urgenza di
assicurare una maggiore protezione ai
consumatori. Nell’ultimo decennio, in Italia,
i reati di furti nelle abitazioni sono quasi
raddoppiati rispetto a 10 anni fa: + 94% dal
2005 al 2015 secondo i dati del Ministero

dell’Interno. Le porte a due ante sono tra le
più diffuse nelle abitazioni private, spesso
ville isolate prese di mira dagli attacchi
criminali. Tra le porte a due ante in classe
RC3 di Alias anche la blindata rasomuro
Wing Wall, completamente complanare alla
parete interna.
ALIAS
PORTE BLINDATE
DESIGN SECURITY DOORS

Via Berlinguer, 22
29020 Settima di
Gossolengo (PC)

www.aliasblindate.com

SISTEMI A SECCO

Una nuova vita per il cartongesso

S
FAKRO
FINESTRE DA TETTO
CONNETTORI SOLARI

Via Strade delle Trincee, 1
37135 Cà di David (VR)

www.fakro.it

oluzione inedita nel campo dei sistemi a secco, le lastre Habito
Forte di Saint Gobain Gyproc eguagliano le prestazioni delle
lastre in gesso fibrato e grazie alle elevate caratteristiche e prestazioni
meccaniche, mantengono la stessa lavorabilità, in termini di
taglio, avvitatura e finitura, di una normale lastra in gesso rivestito
standard. Altissime la portata ai carichi: con una normale vite da
legno truciolare è possibile appendere carichi
SAINT GOBAIN GYPROC
fino a 30 kg: un risultato inedito nel settore.
SISTEMI A SECCO
Infine sostenibilità in primo piano: sono prive di
CONTROSOFFITTI
formaldeide e sostanze dannose (Classe A+).
INTONACI

OTTOBRE 2016

18

Via E. Romagnoli, 6
20146 Milano

www.gyproc.it
www.saint-gobain.it

SICUREZZA

Accesso hi-tech giorno e notte

P

articolarmente indicate
all’installazione in ville e
abitazioni indipendenti, le pulsantiere
videocotofoniche della Linea 3000 offrono
particolari prestazioni tecnologiche
grazie alla telecamera grandangolare
a colori, mascherata dal robusto
schermo protettivo. La telecamera
consente un’ampia visuale (105 gradi)
in orizzontale e verticale, per un’ottima
visualizzazione di interlocutore e ambiente
esterno. Led infrarossi, nascosti sotto lo
schermo di protezione, assicurano una

perfetta visione nottura. La pulsantiera del
videocitofono può essere configurata per
una o due abitazioni. Semplice e flessibile
l’installazione: a parete senza accessori;
a parete con tettuccio antipioggia; a
incasso (sulle scatole delle linee BTicino
Sfera e Tersystem, evitando manodopera
nelle sostituzioni o ristrutturazioni).
Tre le versioni, intercambiabili: audio,
video colori, video colori con lettore di
prossimità apri-porta. Tutte con la stessa
estetica, lo stesso ingombro e gli stessi
accessori d’installazione. Con la versione
video colori con lettore di prossimità apriporta, sono forniti 6 badges portachiavi
e 2 clear disk, minuscoli dispostivi
elettronici passivi dissimulabili negli
accessori personali. Avvicinati all’apposito
lettore, vicino al pulsante di chiamata,
badge e clear disk consentono di aprire
la porta con un semplice gesto. La
resistenza alle sollecitazioni meccaniche è
garantita dal grado di robustezza IK10.

BTICINO
APPARECCHIATURE
ELETTRICHE
IN BASSA TENSIONE

Viale Borri, 231
21100 Varese

www.bticino.it

3D BUILDING

Così si “stampa” un ufficio

È

a Dubai il primo ufficio stampato interamente in 3D. Sede
attuale della Dubai Future Fondation, occupa circa 250 m2,
è energeticamente efficiente ed è costato (relativamente) poco.
Il materiale utilizzato è una miscela esclusiva, un mix di cemento
armato addizionato ad altri materiali da costruzione. Venti i giorni utili
per realizzarlo e installarlo, grazie alla mega-stampante alta 6 metri,
lunga 36 e larga 12. La tecnologia evoluta caratterizza tutto il progetto:
tra i partner dell’operazione Siemens Building Technologies che ha
fornito i sistemi di sicurezza, condizionamento dell’aria, accesso. Tutti
completamente integrati nella piattaforma di gestione evoluta degli
edifici Desigo CC che monitora, quantifica e diagnostica prestazioni e
problemi dell’edificio.

OTTOBRE 2016

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THE NEXT BUILDING

Laboratorio Innovazione
MATERIALI, TECNOLOGIE, SOLUZIONI

IOT
Luce, suono e wi-fi
in una lampada
Una soluzione unica per uffici e
abitazioni: le lampadine Led Sengled
integrano altoparlanti JBL e ripetitori
wi-fi per diffondere luce, suono e
connessione senza la necessità di
effettuare alcun intervento strutturale.
Grazie all’interfaccia wi-fi, possono
essere controllate a distanza con
la App Sengled che consente la
regolazione del volume dello speaker
e l’intensità della luce senza cavi e
prese di corrente sovraccaricate. Nella
foto, Pulse, con tecnologia Bluetooth,
speaker JBL da 13 Watt e proposta in
set: lampadina Led satellite più master
che funziona da hub a cui collegare
fino a 7 dispositivi.

TECNOLOGIA LED

Illuminare con lo
spettro solare

U

n Led di nuova generazione Tri-R
è stato realizzato dal giapponese
TOL Studio in collaborazione con
Toshiba Materials. L’innovazione? La
capacità di riprodurre lo spettro solare grazie a tecnologie brevettate che diminuiscono
la componente blu della sorgente luminosa sino ai livelli del sole, rimuovendo i raggi
ultravioletti dannosi e gli infrarossi ad alto calore radiante, con la combinazione di
Led viola. Si produce così una luce bianca, completamente priva di bagliori, dalla
grande fedeltà cromatica e dal calore ridotto. Una luce adatta al benessere umano,
che influenza positivamente il metabolismo e crea benessere psicofisico. Nella foto:
applicazione in ambito museale,
installazione di Marco Piva alla Biennale
di Architettura di Venezia.
TOL STUDIO
TREND OF LIGHT
TOKYO

Milano office
Via San Vincenzo, 18/d

www-tol-studio.com

RISCALDAMENTO da remoto

Il caldo a portata
di smartphone

C

SENGLED
OPTOELECTRONICS
INNOVATIVE LIGHTING
SOLUTION

Böhlerstraße 71
40549 Düsseldorf,
Germany

www.sengled.com

on la nuova caldaia a
condensazione Genus Premium
Net, Ariston entra nel mondo
dell’Internet of Things: grazie a
una App scaricabile sul proprio
smartphone, l’utente può infatti gestire
non solo la temperatura della casa,
ma anche contare su un centro di
assistenza tecnica pronto ad intervenire
tempestivamente da remoto.
A questo si aggiungono funzionalità
evolute come l’autoregolazione della
caldaia secondo le variazioni delle
temperature esterna e interna, la
riduzione dei cicli di accensione e
spegnimento, temperatura dell’acqua
sanitaria costante, un regime di
funzionamento sempre al massimo
dell’efficienza con un risparmio
energetico fino al 35% rispetto ad una
caldaia di vecchia generazione.
OTTOBRE 2016

20

ARISTON
RISCALDAMENTO
CLIMATIZZAZIONE

Viale Aristide Merloni, 45
60044 Fabriano (AN)

www.ariston.com

LA CITY SI RIFÀ IL TRUCCO
La nuova pelle esterna del
Motel One, l’albergo firmato da
Mackay + Partners nel cuore di
Londra, splende di notte grazie
all’innovativo rivestimento
realizzato in facciata con la
superficie hi-tech Corian Du
Pont. La nuova struttura a quattro
stelle è composta da un cubo
di 7 piani e una torre di vetro di
16 piani. La facciata in Corian,
sostenibile, antipioggia e a giunti
aperti è di un bianco traslucente
di giorno e brilla di notte, grazie
alla retroilluminazione con Led
dai colori, pattern e tonalità
programmabili. Per l’intervento
sono stati utilizzati circa 1000
m2 di Corian (spessore 12 mm,
pannelli larghi 1500 mm, per
evitare giunte). Le eccellenti
prestazioni termiche della
facciata (con solo il 35% di
vetratura) e il ricorso a sistemi
di recupero del calore e tetti
verdi per potenziare l’efficienza
e attenuare la dispersione
di acqua piovana, hanno
contribuito all’ottenimento della
certificazione Breeam Excellent.

OTTOBRE 2016

21

THE NEXT BUILDING

Laboratorio Innovazione
MATERIALI, TECNOLOGIE, SOLUZIONI

MADE 2017
integrati e connessi, alla fiera del “Fare”
L’appuntamento è a Milano Rho, dall’8 all’11 marzo 2017. In
mostra nei quattro saloni specializzati dedicati a progettare,
costruire e recuperare, le novità di prodotto e le tecnologie
più evolute dedicate al mondo dell’architettura e dell’edilizia:
Costruzioni e Materiali; Involucro e Serramenti; Interni e
Finiture; Software, Tecnologie e Servizi.

P

artiamo dal logo: a documentare
il cambiamento e l’aria di
forte rinnovamento della prossima
edizione, ecco la nuova immagine di
MADE, che comunica sinteticamente
gli elementi chiave della biennale di
riferimento per il comparto edilizio:
materiali, soluzioni, connessioni. Con
un invito esplicito: “dal dire al fare,
MADE”. Un’edizione, la prossima,
che non farà mancare le novità, in
tutti gli ambiti: dalle innovazioni
di prodotto, alle iniziative speciali,
ai convegni e gli appuntamenti
formativi, alle nuove partecipazioni
di associazioni coinvolte in molteplici
attività. Oltre alla riconferma di
appuntamenti attesi e di successo
come il Forum Serramenti, l’arena
BuildSmart, l’International Business
Lounge sono infatti in calendario
iniziative dedicate all’innovazione
come MADE for StartUP, il Forum
Holzbau dedicato all’edilizia in
legno, il prestigioso concorso di
architettura Archmarathon. E ancora,
MADE4Contract, rivolto al mondo
delle finiture e delle superfici, lo
spazio Xylexpo che ospiterà le
tecnologie per la lavorazione del
serramento e del massello e infine, la
prima edizione di Woodworking, area
coordinata da Acimall, che completa
egregiamente l’informazione dedicata
all’involucro edilizio.

OTTOBRE 2016

22

La soluzione
che andavi cercando

ampadv.it

TOTAL GLASS È UN SISTEMA BREVETTATO DI
ANCORAGGIO PER PARAPETTI IN CRISTALLO UNICO
ED INNOVATIVO PROGETTATO PER RISPONDERE ALLE
ATTUALI RICHIESTE DI SICUREZZA E DI FACILITÀ DI
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• Certificato per edificio pubblico fino a 300 Kg e per
edificio privato fino a 200 Kg per metro lineare
• Facilità di montaggio senza l’ausilio di ponteggi
esterni permettendo la realizzazione di nuove
soluzioni anche in fase di ristrutturazione
• Regolazione e manutenzione facilitata anche dopo
la posa direttamente dall’interno della struttura
• Nuovo sistema di scarico delle acque piovane

senza interruzione del cristallo e senza interventi
alla pavimentazione
• Predisposto per l’illuminazione a LED del cristallo
• Sistema modulare progettato per facilitare la
movimentazione dei materiali e la posa in opera
• Total Glass è disponibile in tre differenti soluzioni:
a pavimento, a fronte soletta e a scomparsa

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BALCONI E SCALE

THE NEXT BUILDING PROGETTI
Copertina
CENTRO per l'arte
contemporanea luigi PECCI
PRATO

Manuela Battaglino
Foto: © Ivan D’Alì
Courtesy: Centro per l’Arte Contemporanea
Luigi Pecci, Nio architecten

Un disco luminoso
per l’arte
Sensing the Waves
È firmata da Maurice Nio, uno degli esponenti più interessanti
della scena architettonica contemporanea, l’avveniristica struttura
che amplia il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato.
Il forte focus sulla sostenibilità si esprime soprattutto nell’illuminazione
- una delle voci principali della spesa energetica di un edificio risolta con soluzioni tecnologiche evolute, ecologiche ed economiche
che sfruttano tutto il potenziale della luce naturale

OTTOBRE 2016

25

THE NEXT BUILDING PROGETTI

Progetto

Dati tecnici
teatro
all’aperto
1000 posti
cinema/
auditorium
140 posti
spazio
performativo
400 posti

Tempi

Committente

Architetto e direttore artistico
MAURICE NIO

V.LE DELLA REPUBBLICA, 277
PRATO

Superficie
totale
ampliamento
7.815 m2
piano
seminterrato
5.170 m2
piano terra
825 m2
primo piano
1.820 m2

Esecuzione

Progetto architettonico

centro per l'arte
contemporanea
luigi pecci

NIO Architecten, Rotterdam
www.nio.nl

Comune di Prato
Responsabile procedimento
Luca Piantini

Progetto
inizio dei lavori
termine dei lavori

Amministrazione

Costi

2006
2007
2016

nuovo edificio, risistemazione
spazi esterni, ristrutturazione
vecchio edificio
14.400.000 €

Stefania Galli

Partner e Consulenti
Superficie
totale
edificio
originario
4.310 m2
Superficie
totale
Centro Pecci
12.125 m2

Progetto ingegneria strutturale
Ingenieursbureau Zonneveld

Iacopo Ceramelli, Alberto Antonelli, Daniele Storai

Direzione lavori
Paolo Bartalini 2007/2012,
Antonella Cacciato 2012, Massimo Lastrucci 2013/2016

Dante Di Carlo

Direzione operativa opere strutturali Andrea Vignoli, Claudio Consorti

Impianti meccanici e antincendio

CMA Maurizio Mazzanti

Impianti elettrici

Bernardo D’Ippolito - Kino Workshop

Progetto illuminotecnico

Paola Falaschi

Coordinatore per la sicurezza

Pietro Danesi

Acustica

Progetto e direzione lavori ristrutturazione/
adeguamento edificio originale
Progetto sistemazioni esterne
Geologo

Massimo Perri

Collaudatore

Antonio Silvestri

Luca Piantini, Michele Faranda
Deborah Bresci 2007/2011
Damiano Franzoni 2012/2016

Aziende
Sistema illuminante Solatube
Apparecchi illuminanti
Sistemi di sicurezza
Sistema BMS

A

perto ai visitatori
lo scorso
16 ottobre
2016, dopo il
completamento
dell’originale
intervento di ampliamento
affidato al progettista
olandese Maurice Nio
e la riqualificazione
dell’edificio originario di

in Italia Infinity Motion
Antrox, Erco, Novaluce, Norlight, Siteco
UTC Fire&Security
ABB

Italo Gamberini, il nuovo
centro Pecci è l’unica
istituzione pubblica dedicata
all’arte contemporanea in
Italia - e tra le poche in
Europa - a inaugurare un
nuovo edificio nel decennio
2010-2020. Qui troveranno
spazio la sperimentazione
di più linguaggi e discipline
artistiche contemporanei,

Climatizzazione

Climaveneta

Copertura esterna anello

Bemo Monro

Vetrate isolanti
Sistema di facciate

inclusi architettura e design,
cinema, moda e letteratura…
Un po’ di storia
La sede museale originaria,
sorta negli anni Ottanta per
volontà del cavaliere del lavoro
Enrico Pecci, che la donò
alla città di Prato in memoria
del figlio Luigi e inaugurata
nel 1988, è stata realizzata

prospetto ovest

OTTOBRE 2016

26

Glass 6 therm - Guidi Glass
Schüco

dall’architetto fiorentino
Gamberini. Nel 2006, il
progetto di rilancio della sede
museale, commissionato dalla
famiglia Pecci allo studio di
Rotterdam Nio Architecten.
Se infatti il Centro vantava una
collezione unica in Italia, con
capolavori dell’Arte Povera,
della Transavanguardia italiana
e internazionale, di artisti dell’ex

SENSING THE WAVES - CENTRO PECCI, PRATO

forma plastica
e volumi fluidi
L'ampliamento del Centro
Pecci ideato da Maurice
Nio ha un forte impatto
iconico. La corpertura e
il rivestimento del disco,
realizzati con pannelli
speciali in alluminio naturale
dalla finitura bronzo-dorata,
sono stati composti in
cantiere, su misura e sui
disegni in 3D del progettista.

OTTOBRE 2016

27

THE NEXT BUILDING PROGETTI

Working Detail
IMPIANTO

Sistemi elettrici:
vince l'integrazione

A
URSS e oltre 1000 opere di
artisti internazionali come Anish
Kapoor, Jan Fabre, Jannis
Kounellis, Sol LeWitt, Mario
Merz, Michelangelo Pistoletto,
molte di queste erano da tempo
relegate nei magazzini per la
mancanza di spazio espositivo.
Operazioni necessarie, il
raddoppio della superficie
espositiva e la ristrutturazione
dell’esistente, ormai datata,
sono state sostenute dal
Comune di Prato e dalla
Regione Toscana attraverso
i fondi europei e si sono
incentrate sulla costruzione
della nuova ala (supportata
dall’Ambasciata del regno dei
paesi Bassi in Italia). Questa
si collega alla sede originaria,
ripristinata architettonicamente
e potenziata nelle funzioni
e nei servizi. Il complesso si
estende oggi su quasi 10mila
metri quadrati e ospita, oltre
alle aree per esporre, archivio
e biblioteca specializzata
(più di 50mila volumi), teatro
all’aperto (1000 posti),
cinema auditorium, spazio
performativo, bookshop, bar
e ristorante, laboratorio e sale
d’incontro. Risale al luglio 2015
la costituzione della Fondazione

per le Arti Contemporanee in
Toscana che raccogliendo e
rilanciando l’eredità culturale
del Centro Pecci, a cui è stata
riconosciuta ufficialmente la
funzione pubblica oltreché
l’identità giuridica di polo
artistico contemporaneo
regionale. I promotori
della nuova fondazione
sono il Comune di Prato e
l’Associazione Centro per l’Arte
Contemporanea Luigi Pecci,
che gestiscono dal 2016 la
struttura rinnovata e ampliata,
in convenzione con la Regione
Toscana.
Il progetto di ampliamento
Il futuristico anello ideato da
Maurice Nio per l’ampliamento
del Centro Pecci abbraccia
idealmente l’edificio originale,
integrando la fabbrica
moderna, la piazza umanistica
e il teatro classico rappresentati
nell’intervento di Gamberini.
L’avveniristica architettura
dal forte impatto iconico è
caratteristica del linguaggio
progettuale del suo autore
e si esprime nella forma
plastica e nei volumi fluidi,
esito dell’incontro tra matita,
continua a pag. 33

OTTOBRE 2016

lla forte componente
iconica, il grande
disco che circonda
il museo Pecci unisce
particolari scelte di impianto,
determinate anche dalle sue
caratteristiche strutturali.
Responsabili dell’intervento,
gli ingegneri di CMA Servizi
integrati di ingegneria e
architettura, specializzati
nella progettazione di
impianti elettrici e speciali.

GESTIONE INTEGRATA
Dal punto di vista dei sistemi
elettrici implementati,
l’intervento si caratterizza
per la forma singolare
dell’edificio, l’ampio apporto
di luce naturale e per
la continuità funzionale
con il corpo di fabbrica
esistente. L’intenso lavoro
di preparazione svolto con
gli altri professionisti e
con l’amministrazione ha
consentito di ottimizzare la
posizione delle centrali e
dei locali tecnici in generale
e di coniugare le esigenze
della illuminazione generale
con quelle dell’illuminazione
d’accento, attraverso
soluzioni originali mirate
alla completa fruizione delle
opere d’arte. La capillare
distribuzione di energia

e la necessità di coprire
ampie superfici libere
con i sistemi di safety e
security ha condotto sino
dall’inizio a scegliere un
completo sistema di BMS
per il controllo di ogni
elemento impiantistico. Per
l’integrazione delle varie
componenti progettuali, non
sono stati utilizzati strumenti
BIM specifici (il progetto
è iniziato nel 2008) ma la
necessaria comunicazione
tra le diverse funzioni
della progettazione è stata
raggiunta mediante l’impiego
esteso di database condivisi.
LE DECLINAZIONI
DI IMPIANTO
Sono state implementate le
principali classi di funzioni
di impiantistica elettrica
tipiche della attività museale.
In particolare gli aspetti di
safety e security sono tra
loro integrati a partire dalla
scelta di un unico produttore
(UTC Fire&Security), mentre
il sistema di BMS, fondato
su un’architettura Konnex
utilizza componentistica ABB.
Per consentire la regolazione
del flusso luminoso emesso
si è utilizzata la tecnologia
Dali implementata dai
costruttori italiani (Norlight).

I PUNTI DI FORZA
• Illimitata flessibilità degli elementi di comando
• Controllo degli impianti in tempo reale ai fini per la conduzione e la
manutenzione dell’edificio
• Impiego della tecnologia RGB per gestire il contenuto emozionale legato
all’illuminazione delle opere
• Sicurezza e la semplicità nell’interfaccia uomo macchina
28

CENTRO PER L'ARTE CONTEMPORANEA LUIGI PECCI, PRATO

IMPIANTI, La GESTIONE é UNica
Un unico sistema gestisce, con controllo
anche remoto da tablet e portatili, tutti gli
impianti: regolando la luce artificiale in base
alla naturale (con sensori esterni) e creando set
emozionali; comandando impianti di sicurezza
attivo e passivo (compresa luce d’emergenza);
contabilizzando l’energia e realizzando statistiche
dei consumi per controllare gli sprechi;
verificando il funzionamento degli impianti
tecnologici e registrando in tempo reale eventi
anomali e allarmi…

comfort sotto controllo

L

a climatizzazione del nuovo Museo Pecci è affidata
a 2 unità polivalenti Integra di Climaveneta, di tipo
Necs-WQ 0512 con sistema di controllo Manager
3000. Le unità si caratterizzano per la loro capacità di
soddisfare contemporaneamente richieste di acqua
calda e fredda, realizzando così un sistema che non
necessita di commutazioni stagionali e che è in grado
di garantire sempre la massima efficienza energetica
all’impianto di climatizzazione. L’impianto Hydronic
System ha una potenza frigorifera totale di 316 kW e
una potenza termica totale di 338 kW.

L’illuminazione di accento
utilizza sistemi Erco.
L’ASPETTO ENERGETICO
L’elevata automazione dei
sistemi ha consentito di
raggiungere prestazioni
conformi alla Norma Uni
15232 per impianti di classe
A. Benchè non si sia fatto
ricorso a soluzioni quali
moduli fotovoltaici, si sono
ottenuti risultati eccellenti
di contenimento energetico
grazie soprattutto al largo uso
di sistemi di distribuzione
della luce attraverso condotti
ottici.

DIFFUSIONE SONORA
Il sistema si adatta con grande flessibilità all’assetto architettonico,
e all’allestimento delle varie manifestazioni ospitate dal museo. Da
un’unico set sonoro è possibile passare a 12 set zonali. Le tecnologie
adottate garantiscono un’ottimale qualità del suono in ambienti
tipologicamente differenti: sale, uffici, spazi ricettivi e di servizio.

da 1 a 12 ambientazioni audio distinte

OTTOBRE 2016

29

THE NEXT BUILDING PROGETTI

Working Detail
ILLUMINAZIONE

Lighting design: luce del sole per lo spazio museale

“L’

incontro con
Maurice Nio
risale al 2007.
Fu durante la presentazione
della sua mostra “Snake
Space”, ospitata a Firenze nel
nostro spazio-laboratorio Kino
Workshop, che l’architetto
olandese notò i Solatube,
condotti solari tecnologici
adatti a illuminare spazi privi
di finestre utilizzati nella sede.
Così, quando fu incaricato del
progetto esecutivo del Museo
Pecci di Prato ricevemmo
l’invito diretto a partecipare a
questo intervento innovativo,
per progettarne l’illuminazione.

Le condizioni
dell’intervento
L’ampliamento del Pecci
firmato da Nio avvolge il
museo esistente dai suoi
estremi, accogliendolo
e creando un unicum
morfologico. La struttura si
sviluppa su tre livelli: piano
terra con foyer di ingresso,
biblioteca, bookshop, bar e
ristorante; primo piano con
l’area espositiva e piano
interrato per locali di servizio
e uffici. La pianta del progetto
nasce dallo sviluppo una

sezione trapezia, variabile in
altezza (da 3 a 13 metri) e
in larghezza che, fatta girare
su iperboloidi, genera un
solido di rotazione a più di
180°. Ogni parete perimetrale
prodotta dalla rotazione
viene composta da una
spezzata (concava all’interno
e convessa all’esterno) dello
spazio espositivo che risulta
un enorme contenitore di
1700 m2.
Le sfide del progetto
illuminotecnico
Come assecondare le
voluttuose curve intersecanti
le diverse altezze e larghezze
che generano forme e volumi
sempre dinamici?
La difficoltà maggiore stava
proprio nella geometria
dello spazio, nelle sue
curve spezzate, nelle
differenti proporzioni che
mal si conciliano con il
solido trasparente di una
sorgente di luce. Occorreva
rendere le pareti perimetrali
spezzate dalla geometria
(adibite in principio a laterali
di esodo di un percorso
museale concepito con isole
espositive centrali in black

box) omogeneamente e
morbidamente illuminate,
dando invece ai proiettori
posti trasversalmente allo
spazio il ruolo di accentuare
le opere d’arte. Intervenire in
uno spazio museale dedicato
all’esposizione di opere
contemporanee in ambito
temporaneo, richiede sistemi
luce adattabili in potenza e
ampiezza di fascio, nonché in
numero e tipologie adeguate
a differenti collocazioni
nello spazio e nel tempo.
Un’ulteriore complicazione
nasceva dalla scelta di Nio
di collocare esclusivamente
due finestre quali punti di
osservazione privilegiati per
la vista delle opere d’arte
all’esterno dell’edificio. Lo
spazio espositivo rimanente
sarebbe stato privo di luce
naturale, evitando ogni
possibile distrazione del
visitatore.
Le soluzioni
Per garantire un’ottima e
omogenea illuminazione
naturale, accogliendo il
desiderio del progettista di
non avere finestre sull’esterno,
sono stati collocati 77 Solatube

atmosfere naturali
con i solatube
Per l’illuminazione del Centro
Pecci, decisivo l’utilizzo dei
Solatube, tubi riflettenti
captatori delle luce del sole
capaci di trattenere sia i
raggi infrarossi sia gli UVA
e UVB e con un bassissimo
livello di trasmittanza
termica.

OTTOBRE 2016

30

(Ø 350 mm). Dopo un’attenta
valutazione dei livelli medi
di illuminamento nelle varie
stagioni dell’anno e alle varie
ore del giorno, sono stati
dotati di daylight dimmer
che, otturando il condotto
solare attraverso una valvola
a farfalla ad apertura variabile
brevettata, consentono di
attenuare fino all’80% la luce
naturale. L’inserimento per
settori del controllo sistemico
dei daylight dimmer ha
garantito un’enorme variabile
luxometrica naturale, capace
di interagire con quella
artificiale grazie all’ausilio
di eliometri che, attraverso
i controlli elettronici sulle
lampade, assicurano sia il
risparmio di energia sia il
controllo sui flussi luminosi
delle lampade.
La giusta luce
per esporre
Rispetto all’idea iniziale, che
prevedeva l’esistenza di un
soffitto a telo teso tipo Barrisol,
il progetto illuminotecnico
della sala espositiva è
stato adattato all’attuale
architettura naked, con travi
e coperture a vista. Abbiamo

CENTRO PER L'ARTE CONTEMPORANEA LUIGI PECCI, PRATO

Il progetto luci
Fondamentale in uno
spazio museale, il progetto
illuminotecncio è firmato
dall'architetto Bernardo
D'Ippolito, di Kino Workshop,
autore di questa relazione.

dunque utilizzato gli incassi
acquistati precedentemente
immaginando la collocazione
di travi tecnologiche sospese,
parallele agli andamenti
perimetrali, che contenessero
le lampade fluorescenti wallwasher Erco per l’illuminazione
delle pareti, concepite come
guide per gli avventori dei
percorsi laterali. La luce
d’accento è affidata a proiettori
tipo Dali da binario elettrificato,
montati sulle travi trasversali
e dotati di ottiche variabili
(7-14-28-56 gradi), così da
illuminare opere di dimensioni
e collocazioni differenti. Le
due ali del piano espositivo si
raccordano poi al centro, in
uno spazio a doppia altezza
assolutamente bianco che,
attraverso una scala, comunica
con il foyer di ingresso. Qui,
l’illuminazione nasce dal
confronto diretto con Nio,
che immaginava un enorme
disco “Moon” incombente
sulla doppia altezza. Ecco
quindi l’imponente anello

L’efficientamento
energetico
La sostenibilità energetica è un
argomento presente da sempre,
sia nelle premesse del progettista
architettonico sia nella nostra ricerca.
Motore del progetto luministico del
Museo Pecci non è stato un approccio
prettamente ingegneristico, ma
l’integrazione sistemica tra tecnologie
applicate e soluzioni architettoniche
avanzate. Ogni elemento di
illuminazione, ogni corpo lampada e
ogni sorgente rispondono alla finalità
di un processo virtuoso e articolato,
che ha valutato risparmio energetico e
sostenibilità in armonia ed equilibrio
preciso per esaltare al contempo
la funzione primaria di uno spazio
museale unico. Decisivo, in questo
senso, è stato il ricorso ai Solatube,
dotati di captatori di luce capaci di
trattenere sia i raggi infrarossi sia
gli UVA e UVB. Questi tubi riflettenti
contengono un cuscino d’aria ferma
e hanno un bassissimo livello di
trasmittanza termica (a differenza di
qualunque lucernario, anche dotato
del miglior vetro). Di fatto, non c’è
trasferimento del calore entrante:
un dato estremamente significativo
che risponde all’obiettivo, anche
normativo, del massimo risparmio
energetico, evitando impegnative
compensazioni in termini di
raffreddamento deputate all’impianto
termico. (B.D.I.)

bianco autoportante, rivestito
in basso da un telo Barrisol
traslucente, sospeso alla
struttura portante naked
superiore, con sorgenti di
luce bianca caldo/freddo Dali.
Queste lampade consentono,

secondo le variabili del ciclo
circadiano umano di irrorare,
automaticamente o secondo
il bisogno, luce variabile in
intensità e temperatura colore
(tra 3000K° e 5600K°). Il
controllo della luce parassita
derivante da questa enorme
quantità di luce in uno spazio
open, viene invece attenuato
dai muri bianchi che partono
trasversalmente dal piano terra
e si interrompono nel vuoto
superiore spaziale, senza
compromettere la visione della
continuità strutturale.
Luce architetturale
al piano terra
Qui la luce ha un ruolo più
decorativo: anelli luminosi a

OTTOBRE 2016

31

TECNOLOGIA INTEGRAta
Lo studio illuminotecnico e il
conseguente progetto si sono basati
sull’integrazione digitale con protocollo
di gestione Dali. L’elettronica montata
a bordo lampada consente il dialogo
costante degli apparecchi con il
server, quindi la gestione dei livelli di
illuminamento, il controllo del colore e
altre funzioni, tra cui la principale: il
dialogo con i sensori luxometrici interni
e con gli eliometri esterni al museo. Ogni
Solatube, responsabile della traduzione
della luce naturale, viene monitorato
adeguando in tempo reale i valori
di illuminamento, esito ideale della
comunicazione tra server, luci artificiali
e daylight dimmer. Lo scambio di dati
è costante e automatico e permette
anche la valutazione del consumo
energetico e della migliore durata delle
lampade. Ogni sorgente, infatti, se non
stressata nelle prestazioni, aumenta
notevolmente la propria durata di vita,
riducendo gli oneri di manutenzione e
relamping. (B.D.I.)

THE NEXT BUILDING PROGETTI

Working Detail
ILLUMINAZIONE

cantiere luci
Test di resa dei dischi
luminosi con controllo
cromatico, al piano terra.
A lato, connettori Solatube
al primo piano.

controllo digitale del colore
sospesi nel vuoto generano
un’atmosfera accogliente
e dinamica. Grande
attenzione è stata posta al
controllo dell’equilibrio tra
la luce naturale proveniente

dall’esterno, veicolata dalle
ampie vetrate che creano
un dialogo con il piazzale
d’ingresso e luce interna, per
evitare la percezione di uno
spazio irrorato di fastidiosa
luce parassita.

posizionamento dei solatube al I° piano

OTTOBRE 2016

32

Il dialogo tra indoor
e outdoor
Nel progetto di Nio, il tetto
rivestito in lamiera di alluminio
presso-piegata e curvata lungo
le sue superfici di color oro
poggia su vetrate continue
e appare come sospeso nel
vuoto notturno. Abbiamo
deciso di inserire nel pavimento
esterno adiacente la facciata
una serie di lampade Erco
a ottica wall-washer radente
basculante di +/-10° poste
a un passo di 4 metri di
interdistanza, a garanzia della
distribuzione omogenea della
luce sulla pancia del museo,
con fasci che si disperdono
lentamente in altezza, senza
mai abbagliare gli avventori, né
all’interno né esternamente. Il
percepito finale vuole essere
quello di vivere in uno spazio
interno gestito da una luce
dinamica e cangiante, che si
adatta alle diverse esigenze,
mentre al calar delle tenebre,
esternamente, la struttura
inizia a prendere il sopravvento
con la sua pancia illuminata,
lasciando lentamente
nell’ombra le nere vetrate
inferiori.
Bernardo D’Ippolito

CENTRO PER L'ARTE CONTEMPORANEA LUIGI PECCI, PRATO

software evoluti, materiali
tecnologici. L’involucro alieno
invita alla scoperta di una
dimensione interna autonoma
e inedita. Interprete originale
della cultura architettonica
contemporanea, Nio è
anche attento alla relazione
tra costruzione e luogo, qui
particolarmente strategica:
il progetto vuole favorire
l’interazione tra spazio museale
e territorio, esaltando le nuove
funzioni culturali del Centro,
permettendo di identificarne
chiaramente l’accesso con la
nuova entrata, il bookshop e
il ristorante collocati nel corpo
trasparente al piano terra,
aprendolo alla città attraverso
il giardino sperimentale e la
grande piazza. La soluzione di
Nio valorizza anche l’area verde
esterna al Centro. Già sede di
una collezione open air, questa
è stata riorganizzata e resa più
accessibile, visibile sia dai viali
e dalle strade che circondano
il complesso museale, sia dai
grandi oblò, che si aprono
sull’anello. Forma e funzione, al

di là del forte impatto scenico si
fondono razionalmente, con la
precisa collocazione dei servizi
ricettivi al piano terra e delle
funzioni espositive al piano
superiore. Il livello inferiore,
deputato all’accoglienza
e altre funzionalità per il
pubblico, si apre verso la città
attraverso la cortina vetrata che
segue il profilo anulare della
struttura. Quello superiore,
destinato alle esposizioni, è
caratterizzato esternamente
da un rivestimento metallico
color bronzo che regala
spettacolari giochi di luce.
Al suo interno, gli ambienti
sono distribuiti lungo l’intero
volume che, restringendosi alle
due estremità, si salda infine
con il complesso originario.
Nell’anello quindi, non solo
sono ospitate le nuove attività,
ma viene anche assicurata
la possibilità di raddoppiare
e diversificare i percorsi.
Infine, elemento simbolico di
questa presenza importante
e al contempo oggetto di
trasmissione/recezione dei

messaggi provenienti dal
mondo, la grande antenna che
si erge sul disco, visibile da
molto lontano.
“Sensing the waves”
È questo il titolo fortemente
evocativo che Nio ha scelto da
subito per sintetizzare intenti
e programma del proprio
lavoro. «Il problema maggiore
del museo - dichiarava il
progettista, in relazione
alle criticà del museo - è la
mancanza di una continuità
tra i percorsi di fruizione
e circolazione. Il percorso
esistente, lineare e fortemente
direzionato, impone al visitatore
di ripercorrere una medesima
direttrice al termine della visita
della mostra. Un secondo
punto debole è rappresentato
dall’ingresso principale, di
difficile individuazione. Ci
piace per questo paragonare
il museo esistente al palazzo
imperiale di Tokio, visibile
da tutti e riconoscibile ma
estremamente inaccessibile. Il
primo problema è stato risolto

un radar
per la cultura
Elemento a sé stante, la
torre-antenna voluta da Nio,
capta virtualmente i segnali
delle nuove culture artistiche
emergenti.

OTTOBRE 2016

33

con la creazione, al primo
piano - dove si articolano
attualmente tutte le sale
espositive - di un nuovo tragitto,
per creare una diversificazione
degli assi di fruizione. Per
risolvere la seconda criticità,
sono state collocate al piano
terra tutte le funzioni rivolte
al pubblico, come il desk
di accoglienza, il centro di
informazioni, la biglietteria
ed il bookshop. Abbiamo
infine orientato l'ingresso
principale chiaramente
in direzione dell’incrocio
delle strade principali». A
differenza dell’edificio museale
esistente, dal carattere rigido
e meccanicistico, ispirato
parzialmente ai laboratori
industriali di Prato, la nuova
struttura appare fluida
ed estatica: «La nuova
estensione - racconta Nio circonda l'edificio esistente,
intersecandolo solo ove
necessario lungo la pianta
circolare. Poiché l'angolazione
del piano espositivo varia in
continuazione, si originano

THE NEXT BUILDING PROGETTI

Working Detail
involucro

Una struttura avveniristica, progettata in 3D

P

er realizzare
l’intera copertura
e il rivestimento
dell’avveniristico disco
disegnato da Maurice Nio,
di circa 5500 metri quadrati,
è stato utilizzato il sistema
per facciate Bemo Monro,
composto da profili realizzati
su misura e pannelli speciali
in alluminio naturale con
finitura bronzo-dorata. Questo
sistema ha permesso la
massima personalizzazione
delle superfici, creando una
transizione armoniosa tra
facciata e tetto e offrendo
molteplici i vantaggi, grazie
alla possibilità di ottenere
pannelli continui di più
lunghezze e con larghezze
da 100 a 1000 mm, oppure
saldati per inclinazioni del tetto
fino a 1,5°, con modellazioni
concave e convesse per
realizzare forme arrotondate
e arcuate. A queste
caratteristiche si aggiungono
la vasta selezione dei materiali
disponibili per un risultato
di alta qualità e una durata
di vita eccellente. Modellati
direttamente in cantiere, in
base alle specifiche richieste
di progetto e grazie alla

tecnologia rollformer mobile
Bemo, i profili Monro che
compongono il sistema
riproducono fedelmente la
geometria programmata,
anche nel caso di forme
complesse: un requisito
non sottovalutabile nella
progettazione architettonica
di altissima qualità. Tra i
loro plus: la lunghezza e
la larghezza variabili, la
modellazione concava/

convessa per forme arcuate e
arrotondate.
L’ANALISI 3D
Il tetto del Museo Pecci è stato
realizzato utilizzando i disegni
in 3D dei progettisti e quindi
il software proprietario Bemo
per definire il posizionamento
corretto dei pannelli saldati,
quindi il numero e la posizione
dei punti di ancoraggio.
Questo ha consentito di gestire

Dial disegno
alla struttura
In sequenza, dal disegno
(prospetto nord) al modello
in legno, alla struttura
portante in acciaio.

OTTOBRE 2016

34

con ampio anticipo i costi
dei materiali. Completata la
struttura portante, è stata
eseguita la scansione 3D
completa del manufatto per
verificarne la coerenza al
millimetro. Questa operazione
ha aiutato a individuare
le irregolarità determinate
dalle tolleranze e permesso
di posizionare con estrema
precisione la sottostruttura,
quindi i pannelli e gli ancoraggi.

CENTRO PER L'ARTE CONTEMPORANEA LUIGI PECCI, PRATO

trasparenze al piano terra
Apparentemente sospeso, il grande disco dorato di Nio ha
una base “trasparente” realizzata grazie al sistema di facciate
in alluminio Schüco FW 50+ a montanti e traversi, versatile e
performante. L’involucro risulta particolarmente leggero e aereo,
grazie ai profili sottili che permettono la realizzazione di superfici
vetrate essenziali e formalmente pulite. Tra le caratteristiche
tecniche del sistema: il contenimento dei consumi energetici,
l'ampiezza dei reticoli e delle altezze di costruzione (con pesi dei
tamponamenti fino a 6 kN), la garanzia della massima sicurezza
antifulmine, antieffrazione, antiproiettile e antiesplosione.

all'interno dell'edificio spazi
dalle atmosfere differenziate,
dunque atte ad accogliere
diverse possibilità espositive.
La “torre” è un oggetto
peculiare, a sé stante. È una
sorta di sintesi tra un corno ed
un’antenna, poiché, da un lato
rappresenta uno stendardo
issato con orgoglio per visitatori
e passanti e allo stesso tempo,
come una sonda, esplora tutte
quelle condizioni non misurabili
da radar e uomini, captando gli
“umori culturali”, alla ricerca
continua delle nuove correnti».
Un’anima tecnologica
Dietro alla forte presenza
scenica catalizzatrice di
attenzione e segnale urbano
potente, il “disco alieno” di
Nio - che nella notte raggiunge
il massimo effetto scenografico,
sospeso sulle luci della cortina
vetrata del piano terra come
un’astronave in atterraggio
- nasconde un forte importo
tecnologico e l’attenzione a più
aspetti legati alla sostenibilità
di ambiente, consumi e costi.
Così, il progetto di illuminazione,
opera particolarmente
complessa e articolata nel caso
di uno spazio museale, prevede
il soddisfacimento di più
esigenze, non esclusivamente
funzionali: si tratta di un luogo
pubblico, quindi con oggettive
necessità di fruizione allargata
e anche di sicurezza, ma si
tratta anche di uno spazio
deputato all’esposizione di
opere d’arte, che necessitano
soluzioni specifiche e interventi
che non ne compromettano la
lettura da parte dell’osservatore.
Quindi i temi del risparmio
energetico: l’intervento
dell’architetto Bernardo
D’Ippolito e della sua società
di ingegneria e servizi Kino

ISOLAMENTO ACUSTICO PERFETTO
CON I VETRI FONOASSORBENTI
Le vetrate sono state realizzate
utilizzando, sia all’interno sia all’esterno,
vetri stratificati di sicurezza con ricorso a
plastico fonoassorbente nello stratificato
interno della vetrata isolante, garanzia
di un elevato e ottimale isolamento
acustico per poter visionare le opere
esposte. Mediante l'utilizzo del “coating”
con emissività 0.01 e l'aiuto del gas
argon, sono state raggiunte massime
prestazioni termiche del vetro camera
con una sola intercapedine. L’intervento
è stato realizzato da Guidi Glass, azienda
specializzata nel raggiungimento di
obiettivi di elevata efficienza energetica.

OTTOBRE 2016

35

Workshop si caratterizza per
l’attenzione a questi molteplici
aspetti e le risposte esemplari
in termini di lighting design
(ne parliamo dettagliatamente
nell’intervista in queste pagine).
A caratterizzarsi per i risultati
di efficientamento energetico,
i Solatube, dispositivi che
catturano e quindi trasportano
la luce naturale, variandola e
regolandola elettronicamente,
ecologicamente ed
economicamente. Le scelte di
impianto, determinate anche
dalle caratteristiche strutturali
del nuovo edificio e affidate
a CMA Servizi integrati di
ingegneria e architettura, si
sono orientate ad assicurare
una gestione centralizzata
BMS per il controllo di ogni
elemento, in particolare,
trattandosi di uno spazio
aperto al pubblico, gli aspetti
di safety e security, tra loro
integrati. L’elevata automazione
dei sistemi ha consentito
di raggiungere prestazioni
conformi alla Norma Uni
15232 per impianti di classe
A. Evolute tecnologicamente
anche le scelte di involucro:
particolarmente leggero e
aereo al piano terra, grazie al
sistema di facciate in alluminio
dai profili sottili che permettono
la realizzazione di superfici
essenziali e formalmente
pulite, completate da vetrate
fonoassorbenti che assicurano
un isolamento acustico perfetto.
E infine, l’intera copertura e il
rivestimento del disco disegnato
Nio (circa 5500 m2), realizzati
dal progetto in 3D dell’architetto
e costruiti in cantiere, secondo
la tecnologia per facciate Bemo
Monro, composta da profili
realizzati su misura e pannelli
speciali in alluminio naturale
con finitura bronzo-dorata. ❖

THE NEXT BUILDING

Gli impianti elettrici
e il RISCHIO SISMICO
LA SICUREZZA DELLE PERSONE NELLE AREE SOGGETTE Ai terremoti È
DIVENUTA DI DRAMMATICA ATTUALITÀ DOPO IL RECENTE EVENTO CATASTROFICO
ACCADUTO LA NOTTE DEL 24 AGOSTO IN CENTRO ITALIA. quale può essere
il contributo DEGLI IMPIANTISTI, in primo luogo quelli elettrici, nel
complesso processo della prevenzione, operazione che coinvolge
tutti gli ambiti della progettazione strutturale edilizia?

Antonello Greco

I

l terremoto che nel cuore della notte del 24
agosto scorso ha sconvolto le province di
Rieti, Ascoli Piceno e Perugia, ha provocato
quasi 300 vittime, migliaia di sfollati e danni
irreparabili a edifici contemporanei e storici,
sbriciolando letteralmente interi paesi. Oggi,

CALIFORNIA, 2008
Danni all’impianto elettrico e
di illuminazione in un centro
commerciale in seguito al
terremoto del 2008 che ha
colpito Chino Hills, a sud-est
di Los Angeles in California.
(ph. Jason Sherwin
CC BY 2.0)
OTTOBRE 2016

36

inermi all’azione distruttrice del movimento
tellurico, si torna a parlare di costruzioni
antisismiche e della messa in sicurezza delle case
ammassate come presepi: abitazioni, scuole,
edifici pregevoli e di culto… Si rinnova così,
drammaticamente, l’importanza e l’urgenza della

ANTISISMICA

GIAPPONE, 2011
IN 3 MILIONI SENZA ELETTRICITÀ
In seguito al terribile terremoto che colpì il Giappone
settentrionale nel 2011 - un sisma di magnitudo 9,0 con
epicentro in mare e successivo tsunami e un bilancio
drammatico di 15.703 morti accertati - circa 3milioni di
persone rimasero senza elettricità. Nell'immagine in alto:
danni irreparabili a strutture e impianti nella stazione di
Shin-Urayasu a Urayasu, Chiba, vicino a Tokyo, in seguito
al cedimento del terreno e alla liquefazione del suolo.
(ph.CC0 1.0). A lato, pali caduti nella città di Ishinomaki
(ph. CC BY 2.0)

prevenzione dal rischio sismico. Oltre agli aspetti
legati alla progettazione strutturale edilizia, anche
tutti gli ambiti impiantistici che riguardano le
costruzioni ne sono coinvolti, in primo piano quelli
elettrici.
Terremoto e impianti elettrici:
facciamo il punto
Come noto, le norme tecniche delle costruzioni
(Decreto 14 gennaio 2008) stabiliscono che le
strutture debbano essere in grado di resistere alle
azioni sismiche. La regola si applica alle nuove
costruzioni e agli edifici rilevanti per la sicurezza

pubblica e delle persone. In realtà le disposizioni
si applicano anche a impianti ed elementi non
strutturali (Tabella 1). Le Norme Tecniche per le
costruzioni definiscono i principi per il progetto,
l’esecuzione e il collaudo delle costruzioni, nei
riguardi delle prestazioni loro richieste in termini
di requisiti essenziali di resistenza meccanica e
stabilità, anche in caso di incendio e di durabilità.
Esse forniscono i criteri generali di sicurezza,
precisano le azioni che devono essere utilizzate
nel progetto, definiscono le caratteristiche dei
materiali e dei prodotti e, più in generale, trattano
gli aspetti attinenti alla sicurezza strutturale
OTTOBRE 2016

37

THE NEXT BUILDING

TABELLA 1

ESTRATTO DELLE
NORME TECNICHE DELLE
COSTRUZIONI
(Decreto del 14
gennaio 2008)

7.2.2 Caratteristiche generali delle costruzioni
Regolarità
Le costruzioni devono avere, quanto più possibile, struttura iperstatica caratterizzata da regolarità in pianta e in altezza. Se necessario
ciò può essere conseguito suddividendo la struttura, mediante giunti, in unità tra loro dinamicamente indipendenti [w…].

7.2.3 Criteri di progettazione di elementi strutturali “secondari” ed elementi non strutturali
Alcuni elementi strutturali possono venire considerati “secondari”. Sia la rigidezza che la resistenza di tali elementi vengono ignorate
nell’analisi della risposta e tali elementi vengono progettati per resistere ai soli carichi verticali. Tali elementi tuttavia devono essere in
grado di assorbire le deformazioni della struttura soggetta all’azione sismica di progetto, mantenendo la capacità portante nei confronti
dei carichi verticali; pertanto, limitatamente al soddisfacimento di tale requisito, agli elementi “secondari” si applicano i particolari
costruttivi definiti per gli elementi strutturali.
In nessun caso la scelta degli elementi da considerare secondari può determinare il passaggio da struttura “irregolare” a struttura
“regolare”, né il contributo alla rigidezza totale sotto azioni orizzontali degli elementi secondari può superare il 15% della analoga
rigidezza degli elementi principali […].

7.2.4 Criteri di progettazione degli impianti

HAITI, 2010
Il sisma catastrofico di
magnitudo 7,0 MW, colpì
in modo particolare la
capitale Port-au-Prince e
danneggiò moltissimi edifici,
tra i quali tutti gli ospedali,
distruggendo la maggior
parte delle infrastrutture.
(ph. CC BY 2.0)

Ciascun elemento di un impianto che ecceda il 30% del carico permanente totale del solaio su cui è collocato o il 10% del carico
permanente totale dell’intera struttura, non ricade nelle prescrizioni successive e richiede uno specifico studio.
Gli elementi strutturali che sostengono e collegano i diversi elementi funzionali costituenti l’impianto tra loro e alla struttura principale
devono essere progettati seguendo le stesse regole adottate per gli elementi costruttivi senza funzione strutturale ed illustrate nel
paragrafo precedente.
L’effetto dell’azione sismica sull’impianto, in assenza di determinazioni più precise, può essere valutato considerando una forza (Fa)
applicata al baricentro di ciascuno degli elementi funzionali componenti l’impianto, calcolata utilizzando le equazioni (7.2.1) e (7.2.2).
Gli eventuali componenti fragili debbono essere progettati per avere resistenza doppia di quella degli eventuali elementi duttili ad essi
contigui, ma non superiore a quella richiesta da un’analisi eseguita con fattore di struttura q pari ad 1.
Gli impianti non possono essere vincolati alla costruzione contando sull’effetto dell’attrito, bensì debbono essere collegati ad essa con
dispositivi di vincolo rigidi o flessibili; gli impianti a dispositivi di vincolo flessibili sono quelli che hanno periodo di vibrazione T ≥ 0,1s.
Se si adottano dispositivi di vincolo flessibili i collegamenti di servizio dell’impianto debbono essere flessibili e non possono far parte
del meccanismo di vincolo.
Deve essere limitato il rischio di fuoriuscite incontrollate di gas, particolarmente in prossimità di utenze elettriche e materiali infiammabili, anche mediante l’utilizzo di dispositivi di interruzione automatica della distribuzione del gas. I tubi per la fornitura del gas, al passaggio dal terreno alla costruzione, debbono essere progettati per sopportare senza rotture i massimi spostamenti relativi costruzione
terreno dovuti all’azione sismica di progetto.

delle opere. Le istruzioni per l’applicazione delle
“Nuove norme tecniche per le costruzioni” sono
contenute nella Circolare 2 febbraio 2009, n. 617
pubblicata Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana - serie generale - n. 47 del 26 febbraio
2009 - Supplemento Ordinario n. 27. La circolare
riporta, tra l’altro, i criteri di progettazione degli
impianti, le verifiche degli elementi non strutturali
e degli impianti, le indicazioni aggiuntive per gli
elementi non strutturali e gli impianti soggetti ad
azioni sismiche (Tabella 2). Relativamente agli
impianti elettrici, l’azione del sisma può provocare
spostamenti di componenti elettrici (ad esempio
quadri elettrici, trasformatori) deformazione
delle strutture delle cabine elettriche, caduta di
elementi sospesi come lampadari, blindo sbarre,
rottura di condutture elettriche e introdurre rischi
aggiuntivi dovuti all’innesco o la propagazione di
incendi, perdita di funzionamento degli impianti
elettrici (compresi gli impianti di sicurezza),
contatti elettrici.
Impianti elettrici utilizzatori
Relativamente agli impianti elettrici di bassa
tensione, l’articolo 512.2 della Norma Cei 64OTTOBRE 2016

38

ANTISISMICA

TABELLA 2

C7.2.4 Criteri di progettazione degli impianti
In aggiunta a quanto già indicato nelle NTC, si segnala che i corpi illuminanti debbono essere dotati di dispositivi di sostegno tali da
impedirne il distacco in caso di terremoto; in particolare, se montati su controsoffitti sospesi, devono essere efficacemente ancorati ai
sostegni longitudinali e trasversali del controsoffitto e non direttamente ad esso […].

C7.3.6.3 Verifiche degli elementi non strutturali e degli impianti
La prestazione consistente nell’evitare collassi fragili e prematuri e la possibile espulsione sotto l’azione della Fa delle
tamponature si può ritenere conseguita con l’inserimento di leggere reti da intonaco sui due lati della muratura, collegate tra loro ed alle strutture circostanti a distanza non superiore a 500 mm sia in direzione orizzontale sia in direzione
verticale, ovvero con l’inserimento di elementi di armatura orizzontale nei letti di malta, a distanza non superiore a 500
mm […].

APPLICAZIONE DELLE
NUOVE NORME
TECNICHE PER LE
COSTRUZIONI
(Circolare 2/02/2009
n. 617 in GU n. 47 del
26/02/2009 SO n. 27)

C8.2 Criteri generali
Situazioni in cui gli interventi di tipo non strutturale interagiscono con il comportamento delle strutture si riscontrano
spesso nei lavori di riorganizzazione interna e funzionale degli edifici.
Esempi tipici si osservano nella creazione o variazione di impianti nelle strutture murarie, a causa dell’inserimento di
condutture in breccia nelle pareti portanti o della realizzazione di nicchie, che indeboliscono sensibilmente i singoli
elementi strutturali o la connessione tra le varie parti, oppure nello spostamento o nella semplice demolizione di tramezzature o tamponature aventi rigidezza e resistenza non trascurabili, particolarmente nelle tipologie strutturali più
flessibili e maggiormente sensibili all’interazione con le tamponature, come ad esempio le strutture intelaiate […].

C8A.9. Indicazioni aggiuntive per gli elementi non strutturali e gli impianti soggetti ad azioni sismiche
I danni causati dal terremoto ai componenti e ai sistemi non strutturali sono stati una fonte di grande preoccupazione
per diversi decenni. Mentre ci sono stati notevoli miglioramenti nella risposta dei sistemi strutturali resistenti alle forze
laterali, i terremoti hanno continuato a rivelare la poca attenzione prestata all’ancoraggio e al controventamento dei
componenti e dei sistemi non strutturali.
Persino nei casi in cui i terremoti hanno causato danni di piccola entità o addirittura nulli ai sistemi strutturali degli
edifici, i componenti non strutturali hanno subito danni estesi, soprattutto a causa di un ancoraggio o controventamento
impropri.
I danni sismici alle installazioni non strutturali non solo possono risultare costosi, ma possono anche rendere la struttura
inutilizzabile per un periodo di tempo che può variare da alcune settimane a diversi mesi.
L’ancoraggio ed i controventamento corretti dei componenti e dei sistemi non strutturali è cruciale in strutture strategiche,
come gli ospedali, e possono contribuire a che questi servizi siano disponibili e utilizzabili subito dopo una calamità […].

8:2012-07 ricorda che “i componenti elettrici
devono essere scelti e messi in opera prendendo
in considerazione le influenze esterne alle quali
essi possono essere sottoposti, per assicurare
il loro corretto funzionamento e per assicurare
l’affidabilità delle misure di protezione per la
sicurezza”. Per quanto riguarda la protezione
contro gli incendi (articolo 422): “i componenti
elettrici non devono costituire pericolo di innesco
o di propagazione di incendio per i materiali
adiacenti”.
Altre precauzioni devono essere adottate per la
scelta e installazione in funzione delle influenze
esterne (articolo 522): temperatura ambiente,
sorgenti esterne di calore, presenza di acqua,
presenza di corpi solidi, presenza di sostanze
corrosive od inquinanti, urti meccanici, vibrazioni,
altre sollecitazioni meccaniche, presenza di flora
o di muffe, presenza di fauna, irraggiamento
solare, effetti sismici, vento, struttura degli edifici.
Per quanto riguarda gli effetti sismici, l’articolo
522.12 prescrive che “le condutture siano scelte
ed installate tenendo in debita considerazione
i rischi sismici del luogo di installazione. In
particolare, in presenza di rischi sismici si

ANCORAGGIO DEI CORPI ILLUMINANTI

I

corpi illuminanti devono essere efficacemente ancorati ai sostegni longitudinali
e trasversali del controsoffitto e non direttamente ad esso.

Controsoffitto

Soletta
Sostegno
longitudinale

Sostegno longitudinale

Corpo illuminante

deve prestare particolare attenzione al fissaggio
delle condutture alla struttura dell’edificio, alla
scelta, con riferimento alla qualità di flessibilità,
delle connessioni tra condutture fisse e tutti i
componenti elettrici essenziali, come per esempio
i servizi di sicurezza”. Un motivo in più per
ricordarsi che il nostro lavoro può contribuire
a migliorare la sicurezza delle persone anche
quando le strutture sono soggette a rischi
sismici. ❖
OTTOBRE 2016

39

THE NEXT BUILDING

Efficienza Energetica
Il ruolo delle nuove tecnologie
Dal "BOOM" delle pompe di calore, all'illuminazione con tecnologia led, dalla
domotica, alle Superfici opache e vetrate per l'involucro edilizio: quanto pesano sul
conto energetico nazionale le soluzioni innovative utilizzate dai progettisti.

I

dati, a prima vista, appaiono decisamente
positivi: nel 2015, gli investimenti italiani
per migliorare l'efficienza energetica
hanno raggiunto i 5,6 miliardi di euro,
superando del 10% il dato 2014. Il trend degli
ultimi quattro anni ha il segno +: la crescita
annua pari al 14% (nel 2012 gli investimenti
erano stati di 3,8 miliardi). Va però valutato
un dato importante: l’aumento più consistente
si è registrato nel 2014, quando da 4 miliardi

si è saliti a 5,2. Il 2015 registra quindi
uno scatto in avanti molto ridotto. Un
risultato che Vittorio Chiesa, responsabile
Energy&Strategy Group della School of
Management del Politecnico di Milano
legge molto razionalmente: «È innegabile
che la crisi economica abbia portato i
consumi ad un livello già prossimo al target
2020 e che le previsioni di crescita del Pil
dei prossimi 3-5 anni non siano tali da fare

RISCALDAMENTO E
RAFFREDDAMENTO RESIDENZIALE
Tra le tecnologie per il risparmio
energetico, la palma delle installazioni
nel 2015 va alle pompe di calore, con
un volume di affari aumentato di oltre
il 50% (1,1 miliardi di euro). Nella foto:
installazione esterna di una pompa di
calore ad aria. (ph. CC By-Sa 3)

OTTOBRE 2016

40

ENERGIA

immaginare un’inversione di tendenza. Ma non
è certo vera efficienza quella che si basa sul
mancato consumo: si può fingere che la crisi
non ci sia stata e pensare ad un efficientamento
“in valore assoluto” pari a quello previsto dal
Pacchetto 20-20-20? Ovviamente la risposta è
no ed è quindi necessario che gli operatori e gli
stakeholder dell’efficienza energetica nel nostro
Paese si diano dei nuovi obiettivi, concreti e
raggiungibili».
I risultati dello studio
A guidare la classifica relativa all'anno 2015,
redatta dall’Energy&Strategy Group del
Politecnico di Milano nell’Energy Efficiency
Report è il settore residenziale (3 miliardi, il 53%
del totale). Seguono quello industriale (circa 1,8
miliardi, il 32%), quindi terziario e uffici (inclusa
la PA) che valgono meno del 14% del totale.
Lo studio, oltre a stimare il totale degli
investimenti in efficienza energetica realizzati
in Italia nel 2015 nei differenti comparti,
valutandone il trend di variazione rispetto agli
anni precedenti, ha analizzato le soluzioni di
efficienza energetica maggiormente impiegate

nei tre settori residenziale, terziario e industriale.
La lista delle tecnologie, che è stata costruita
sulla base delle indagini condotte nei precedenti
rapporti (e comprende aria compressa, motori
elettrici, inverter, sistemi di gestione dell’energia
e di combustione efficiente, refrigerazione,
cogenerazione, illuminazione, building
automation, chiusure vetrate, superfici opache,
pompe di calore, caldaie a condensazione,
solare termico), è stata ulteriormente aggiornata
intervistando operatori di servizi di efficienza
energetica (oltre 130) e un campione
significativo di clienti (più di 90) per i comparti
industriali e terziario.
Building: residenziale in pole position
Se in ambito industriale prevalgono soluzioni
orientate all’efficientamento del processo
produttivo e l’erogazione dei servizi, nel
residenziale troviamo in primo piano tecnologie
che impattano sull’involucro edilizio e sul
riscaldamento/raffrescamento. In questo settore
(12,2 milioni di edifici) gli investimenti hanno
raggiunto valori massimi, raggiungendo i 3
miliardi. La palma delle installazioni nel 2015
OTTOBRE 2016

41

ILLUMINAZIONE LED
Sul lungomare di Fano,
il nuovo impianto a luci Led,
con apparecchi Disano,
abbatte del 57% il consumo
di energia (23.225 kWatt/h
annui) a parità di ore totali
di accensione, rispetto a
un impianto tradzionale.Il
costo complessivo annuo per
l'energia elettrica è di 4.042
euro (-58,6%).

THE NEXT BUILDING

gli investimenti in efficienza energetica nel 2015 per settore (dati mln. euro)
30

building residenziale

180
• Il totale degli investimenti in soluzioni di efficienza energetica
realizzati nel settore residenziale (12,2 milioni di edifici in
Italia) è di circa 3 mld €.

190

■ Building

850

Automation

• Nel 2015 si è registrato un vero e proprio “boom” di
installazioni di pompe di calore: il volume d’affari è infatti
aumentato di oltre il 50%, arrivando a toccare 1,1 mld €.

450

a condensazione

• Anche gli interventi sull’illuminazione hanno fatto registrare
una crescita significativa (450 mln € di investimenti),
grazie soprattutto al progressivo aumento di maturità della
tecnologia Led.

■ Chiusure vetrate
■ Illuminazione
■ Pompe di calore
■ Solare termico
■ Superfici opache

220

1100

5

building uffici

71

• Il totale degli investimenti realizzati nel 2015 negli "uffici",
ossia negli edifici non residenziali non adibiti ad attività
industriale (che nel nostro Paese sono circa 1,3 milioni), è di
circa 650 mln €.
• Anche in tale ambito è significativo il ruolo delle soluzioni volte
ad efficientare l’illuminazione (il più semplice e rapido in
termini di ritorno degli interventi), che coprono circa il 43% del
volume d’affari complessivo (279 mln €).
• È rilevante anche il peso delle installazioni di superfici
opache (poco meno del 25% del mercato totale con 156 mln
di investimenti).

■ Caldaie

■ Building

156

Automation

36

■ Caldaie

a condensazione

■ Chiusure vetrate
■ Illuminazione
■ Cogenerazione
■ Pompe di calore
■ Solare termico
■ Superfici opache

31
44
34

279

pubblica amministrazione

■ Building

19
• Vi è una forte propensione da parte della Pubblica
Amministrazione verso interventi sull’involucro edilizio. Le
superfici opache e le chiusure vetrate hanno un volume
d’affari pari a circa il 50% di quello totale, rispettivamente di
33 mln € e di 18 mln €.

Automation

33

■ Caldaie

a condensazione

• Significativo è anche il peso dell’installazioni di caldaie
a condensazione, che nel 2015 hanno fatto registrare
investimenti per 19 mln €.

18

5
10
©Energy&Strategy Group 2015

OTTOBRE 2016

42

4

16

■ Chiusure vetrate
■ Illuminazione
■ Cogenerazione
■ Pompe di calore
■ Solare termico
■ Superfici opache

ENERGIA

EFFICIENZA ENERGETICA: DIRETTIVE E OBIETTIVI

energy efficiency report

• La SEN, Strategia Energetica Nazionale stabilisce per l’Italia un consumo di
energia primaria nel 2020 di 158 Mtep (unità di misura che rappresenta la
quantità di energia rilasciata dalla combustione di una tonnellata di petrolio
grezzo).
• Il cosiddetto Pacchetto 20-20-20, meno rigido, impone nello stesso anno un
consumo di 167 Mtep.
A fine 2015, il consumo di energia primaria in Italia è stato di circa 165 Mtep:
meno della soglia del 20-20-20 e poco più di quella SEN. Un ottimo risultato,
dovuto però principalmente al calo dei consumi e della produzione determinati
dalla crisi economica. Non è migliorata l’efficienza, quindi, ma si sono solo ridotti
i consumi: lo scenario di riferimento SEN + 20-20-20 prevedeva per il 2015
consumi energetici pari a 197,5 Mtep (il 20% in più circa di quelli registrati).
È quindi necessario calcolare gli effettivi risparmi previsti per ogni anno fino
al 2020, confrontandoli con i reali investimenti in efficienza energetica e i
conseguenti risparmi.

I

va alle pompe di calore, con un volume di
affari aumentato di oltre il 50% (1,1 miliardi di
euro). In crescita importante anche gli interventi
sull’illuminazione (450 milioni), da attribuirsi alla
conclamata efficacia della tecnologia Led.
Anche nel terziario, in particolare negli uffici
(in Italia circa 1,3 milioni) i 650 milioni di
investimenti hanno riguardato prevalentemente
(43%) le soluzioni per efficientare l’illuminazione
(279 milioni). Un ruolo importante è inoltre
svolto dall’installazione di superfici opache, poco
meno del 25% del mercato totale (156 milioni
di investimento). Di questi 650 milioni, 105
sono legati a interventi su edifici della pubblica
amministrazione, il 60% dei quali riguardanti le
43mila scuole del territorio nazionale (64 milioni).

l recente convegno “L'efficienza energetica
in Italia: il mercato, gli attori e il potenziale
di crescita di fronte alla svolta del sistema
di incentivazione” ha visto protagonisti, oltre
agli estensori del Rapporto - i ricercatori
dell’Energy&Strategy Group della School of
Management del Politecnico di Milano - i partner
della ricerca Edison, Enel, E.On, European Energy
Efficiency Fund, Mediocredito Italiano; i fornitori
di tecnologia Abb, Cesi, Ids, Siemesn, Tree
Solutions, Turboden; le ESCo (Alens, Bartucci,
Electra Italia, Energy Team, Enerqos, Seaside,
Vesta, Yousave); le istituzioni che regolano
questo mercato, con l’intervento di Francesco
Sperandini, presidente e AD del GSE.

E le Esco stanno a guardare…
In questo scenario, è ancora marginale il ruolo
delle ESCo - le società che effettuano interventi
per migliorare l’efficienza energetica - il cui
fatturato 2015 è stato di 1,43 miliardi di euro dei
quali solo 654 milioni attribuibili agli investimenti
in efficienza energetica. Il loro lavoro è frenato
da interventi self-made, affidati ai consigli degli
installatori (in ambito building, residenziale o
uffici) o a tecnici interni (nel caso di operatori
industriali o del terziario e sostanzialmente per
la riluttanza a condividere con operatori esterni i
propri processi core). Il mercato italiano manca
ancora della maturità necessaria per allargare
il ricorso agli operatori specializzati, circoscritto
alle attività non core. ❖

CONDENSAZIONE E
SOLARE TERMICO
Tra le tecnologie per
il risparmio energetico più
apprezzate in ambiente
residenziale, le caldaie
a condensazione (in questo
caso a pellets, Ecosole).
A destra: nella lista delle
tecnologie analizzate
dall’Energy Efficient Report
non può mancare il solare
termico.

OTTOBRE 2016

43

Eliot è il nome del programma BTicino deidicato agli oggetti connessi (Internet of things). Eliot è un marchio registrato e di proprietà del Gruppo Legrand

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Dossier
032016
THE NEXT BUILDING

PROGETTARE
E COSTRUIRE
la casa passiva
PASSIVHAUS
IN CLIMA
MEDITERRANEO
ING. CARMELO SAPIENZA
46

LA PRIMA “CASA
ATTIVA” IN SICILIA:
UN EDIFICIO A ENERGIA
POSITIVA
50

CASE STUDY

SMART VILLAGE
MURIALDO, VITERBO:
QUANDO I COSTI
FANNO LA DIFFERENZA
56

OTTOBRE 2016

45

Casa/agriturismo Riga: un taglio
orizzontale nelle valli del Trentino

70

Bioedilizia e legno: l’Hotel Nautilus
di Pesaro

66

Il Village ad alta efficienza
in città: Vodafone Headquarters,
Milano

72

THE NEXT BUILDING DOSSIER

PASSIVHAUS
Anche al caldo si può
Progettare secondo il protocollo del Passiv Haus Institut non
prevede limiti dettati dal sito climatico. Basta soddisfare i
CARMELO
SAPIENZA

Ingegnere progettista
e consulente certificato
CasaClima
e PassivHaus trainer
responsabile ufficio
di Catania

5 principi della Casa Passiva: isolamento e tenuta all'aria
dell'involucro, nessun ponte termico, serramenti ad alte
prestazioni, ventilazione e recupero termico. Valutando con
consapevolezza le caratteristiche del luogo dell'intervento

I

l tema della crisi energetica e delle emissioni
di CO2 ha portato sotto la luce dei riflettori
i consumi degli edifici. Come si evince
dal libro verde della commissione europea,
essi incidono per oltre il 30% sulla bolletta
energetica e quindi petrolifera, europea e
italiana. La lungimirante legge n.10 pubblicata
nel 1991 trova purtroppo solo oggi e sotto altre
forme, tramite i recenti dispositivi di legge, un
tentativo serio di applicazione. Fossimo partiti
nel 1991, avremmo risparmiato tanta CO2 e costi
energetici, senza parlare dell’indotto industriale
che avrebbe generato! Le leggi sono purtroppo
anche il risultato di compromessi su metodologie
progettuali e interessi di settore. Le leggi fissano
i limiti inferiori di rispetto e la filiera edilizia
approccia la compliance in maniera bottomup, ovvero del “quanto basta” e ciò purtroppo
cieca l’innovazione tecnica ed economica,
a causa di una corta visione di solo costo e
non di investimento. Le leggi non declinano
innovazione e protocolli scientifici che sono
invece propri della cultura ingegneristica ed
architettonica di un paese come l’Italia.
PARLIAMO DI PASSIVHAUS
Effettuando un ribaltamento di visione, ovvero
OTTOBRE 2016

46

top-bottom, dove innovazione e investimento
sono le parole d’ordine, allora si deve parlare
del protocollo dell’istituto tedesco Passivhaus
“PHI Passiv Haus Institut”. Il PHI trova oggi
anche in Italia una declinazione tramite i vari
IG Passivhaus regionali e la sua Federazione
italiana, tutte associazioni volontarie no-profit.
In italiano, il termine Passivhaus si traduce
come “Case passive”, ma case passive
esprime una generica descrizione di alcune,
poche o tante metodologie definite “passive”
quali buon orientamento, ombreggiamenti…
soluzioni abbastanza conosciute nelle lezioni
di architettura e ingegneria, ma applicate
in maniera non pesata o misurata, a volte
disordinata.
Il PHI è un protocollo ingegneristico che tramite
il foglio excel del “PHPP”, Passiv Haus Planning
Package, calcola in cifre i livelli di efficienza
energetica. Gli output progettuali sono ottenuti
tramite delle metodologie di calcolo in regime
dinamico. Oggi gli output sono molto accurati in
quanto validati da oltre 20 anni di monitoraggi.
Purtroppo, gli output progettuali esplicitati
dalle leggi attuali sono solo teorici e mancano
di validazione, sebbene bisogna riconoscerli
migliorativi rispetto al passato.

ALTA EFFICIENZA NEL RESIDENZIALE

La scelta del settore edilizio è tra l’obbligo di
legge, bottom-up, o una procedura progettuale
PHI volontaria, top-down, con i numerosi
vantaggi di superiorità tecnica ed economica
in essa contenuti. Il PHI e il suo strumento
di calcolo PHPP, tra i suoi numerosi, cela
due importanti output, ovvero il comfort e
la salubrità; l’obiettivo primario di comfort
e salubrità negli edifici del protocollo PHI
massimizza l’ottimizzazione delle tecniche
passive e riduce al minimo i sistemi impiantistici
attivi ottenendo l’effetto collaterale di una
altissima efficienza energetica. Semplificando, le
tecniche PHI Passivhaus si possono sintetizzare
in 5 principi base:
• isolamento adeguato dell’involucro
• nessun ponte termico
• finestre/serramenti con prestazioni adeguate
• ventilazione e recupero termico
• tenuta all’aria dell’involucro
Il protocollo del PHI si basa sui principi della
fisica tecnica edile e non prescrive vincoli
di tecnica costruttiva; dunque i progettisti e

LA CASA
PASSIVA

committenti possono liberamente scegliere se
costruire in legno, in calcestruzzo, in mattone
o in paglia. I progettisti devono ovviamente
scegliere tecniche e materiali in funzione dei
vincoli di legge in tema di prevenzione sismica,
prevenzione incendio, in base al sito climatico
e non ultimo in base ai requisiti e desideri
del committente, informandosi e formandosi
sull’impiego di nuovi materiali e componenti
utilissimi alcuni rispetto ad altri prodotti
“miracolosi” non idonei. La progettazione PHI
è una progettazione sistemica e del dettaglio
dell’edificio e non dei materiali.
L’ISOLAMENTO
Non vi sono spessori dell’isolamento “definiti”,
ma questi variano in funzione del sito
climatico, del bilancio annuale energetico
del QH (fabbisogno riscaldamento) e del QC
(fabbisogno raffrescamento) e del rapporto di
forma S/V dell’edificio. Le frasi critiche sui super
isolamenti devono prima trovar conferma in una
conoscenza del protocollo e in un confronto

Tenuta all’aria
dell’involucro

Ventilazione e
recupero termico

Serramenti con
prestazioni adeguate

Isolamento
adeguato
dell’involucro 

Nessun ponte
termico

principi base

OTTOBRE 2016

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