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Le Dolomiti diverse .pdf



Nome del file originale: Le Dolomiti diverse.pdf
Titolo: Le Dolomiti diverse
Autore: gf

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Anteprima del documento


Team Ruggeri Bike – Gruppo stradisti
Le Dolomiti … da un punto di vista diverso
Sintesi

Il Percorso

Luogo di partenza e arrivo: Chiusa (casello dell’autostrada A22 Modena-Brennero)
Distanza: 153 km
Dislivello: 4.400 mt (senza il passaggio da Laion e Gufidaun si tolgo circa 500 mt di dislivello)
Durata: 8 ore comprese le soste
Periodo: da metà giugno a fine settembre
Si parte da casa in auto percorrendo prima l’autostrada A4 e poi la A22 fino all’uscita di Chiusa dove si parcheggia.
Dopo 2 ore e mezzo abbondanti di viaggio avremo voglia di pedalare e saremo subito accontentati perché in un paio
di km si imbocca la Val di Funes che oltretutto presenta da subito pendenze impegnative.
Dopo 8 km (i meno panoramici di tutto il giro) si giunge a San Pietro dove si svolta a sinistra e le pendenze
aumentano in modo significativo. Per i successivi 7 km non avremo fiato per parlare e ci accontenteremo (si fa per
dire) di ammirare lo spettacolo delle Dolomiti ed in particolare sulla nostra destra le Odle che si alzano dal fondo valle
in tutta la loro bellezza e sul lato opposto prati e pascoli con boschi di abeti. Poi le pendenze si fanno un po’ più
leggere. Si supera, quasi senza accorgersene, il Passo d’Eores e dopo una breve discesa la strada torna a salire anche
se solo per qualche km perché il Passo delle Erbe con i suoi 1.987 mt di quota è oramai vicino. Si scollina con
soddisfazione perché è una gran salita e la pendenza media inferiore al 6% non deve trarre in inganno, in quanto
falsata dal tratto in discesa dopo il Passo d’Eores.
Quando ripartiamo ci buttiamo nella ripida discesa che ci porta ad Antermoia e dopo un dentino in salita lungo circa
2,5 km si scende nuovamente fino a San Martino in Badia dopo aver percorso complessivamente circa 40 km.
Siamo sotto quota 1.000 e quindi risaliamo con un falsopiano la Val Badia per circa 13,5 km fino a La Villa (famosa
per il gigante di Coppa del Mondo di sci), dove svoltiamo a sinistra e iniziamo la bella e impegnativa salita al Passo di
Valparola.
Anche in questo caso la prima parte presenta qualche strappo più tosto, poi si raggiunge l’Armentarola ed infine si
arriva sotto il Lagazuoi, dove con non poca fatica si scollina a quota 2.192 mt dopo 13,9 km di salita vera. Subito
dopo si scende per un km e mezzo e si arriva al Passo Falzarego (quota 2.137 mt): una sosta per qualche foto e per
ristorarsi è quasi d’obbligo.
Quando si riparte, si affronta il successivo tratto di circa 20 km che prima scende su una bella strada verso
Livinallongo del Col di Lana e poi nell’ultima parte tende a portarsi ad Arabba con un leggero falsopiano. Abbiamo
percorso circa 90 km e dopo aver riempito le borracce si torna a salire per poco più di 9 km affrontando il versante
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Le Salite

Perché farla

est del Passo Pordoi con i suoi tornanti e con l’omonimo Sass in alto a destra che ci osserva severo come a dire “Vai
piano che se no salti”.
L’arrivo ai 2.239 mt di quota del Passo Pordoi ha sempre un sapore speciale che va gustato fino in fondo, con la
giusta soddisfazione di esserci arrivati con le nostre forze. Una foto e poi giù in discesa verso Canazei, senza però
raggiungere la cittadina della Val di Fassa perché a quota 1.815 mt si svolta a destra e si ricomincia a salire per 5,5
km verso l’altrettanto mitico Passo Sella. Scolliniamo a quota 2.240 mt dopo aver superato gli ultimi tornanti stretti e
con il fondo stradale sempre un po’ mosso come quasi se la montagna se lo voglia togliere di dosso quel nastro
d’asfalto e ci gustiamo l’essenzialità di questo passo. Alle nostre spalle e a destra il Gruppo Sella, a sinistra in Col
Rodella che guarda sulla Val di Fassa, mentre davanti a dominare la Val Gardena si erge maestoso il Sassolungo con i
suoi 3.181 mt della Punta Ghromann. E’ uno spettacolo !!!
Ora, traffico permettendo, ci godiamo oltre 23 km di discesa verso la Val Gardena oltrepassando Plan de Gralba, Selva
Gardena, Santa Cristina e Ortisei. Un paio di km dopo il paese teniamo la destra e la strada tende a spianare, ma per
poco perché al bivio per Laion sulla destra c’è un bel muretto di 2,5 km che ci aspetta e ci farà sudare come non mai
perché la fatica dei 4 passi scalati si farà sentire e le nostre gambe non ne vorranno più sapere di fare fatica.
Superato il tratto più difficile ci aspettano 4 km di mangia e bevi, poi a Laion si svolta a destra per altri 5 km circa di
salita parzialmente nel bosco e finalmente gli ultimi 7 km saranno solo di discesa e ci porteranno a Gufidaun e a
Chiusa.
Passo delle Erbe: quota 1.987 mt – partenza da Chiusa (quota 542 mt) – lunghezza 25,6 km - dislivello 1.460 mt –
pendenza media 5,7%
Passo di Valparola: quota 2.192 mt – partenza da La Villa (quota 1.390 mt) – lunghezza 13,9 km - dislivello 802 mt –
pendenza media 5,8%
Passo Pordoi: quota 2.239 mt – partenza da Arabba (quota 1.602 mt) – lunghezza 9,4 km - dislivello 637 mt –
pendenza media 6,8%
Passo Sella: quota 2.240 mt – partenza da bivio Pordoi (quota 1.815 mt) – lunghezza 5,5 km – dislivello 425 mt –
pendenza media 7,5%
Il motivo principale per fare questo giro sta essenzialmente nel fatto che la prima ascesa, il Passo delle Erbe,
stranamente meno blasonata di altre, è davvero una gran salita e merita per di essere affrontata sia per le difficoltà
tecniche che si devono superare, sia per i maestosi paesaggi della Val di Funes dominate dalla Odle. Per il resto anche
il meno nominato Passo di Valparola presenta notevoli spunti di interesse ed infine Pordoi e Sella sono sempre fra gli
obiettivi di ogni ciclista. Un giro da fare assieme, da sudare e soffrire assieme e naturalmente da festeggiare tornando
a casa con una bella pizza e birra in compagnia.
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