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Terna, AD Matteo Del Fante, lancia le sette regole per la sicurezza dell’ambiente .pdf


Nome del file originale: Terna, AD Matteo Del Fante, lancia le sette regole per la sicurezza dell’ambiente.pdf
Autore: Alessandra

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Terna, AD Matteo Del Fante, lancia le sette regole per la
sicurezza dell’ambiente
L’ad Del Fante: sviluppo infrastrutturale e difesa ecologica sono le due gambe della crescita
industriale.
Occorre saper guardare a lungo termine e investire nella tutela del territorio come fattore di
competitività per l’azienda. “Così ha fatto ad esempio Terna, quando, già anni fa, ha eliminato
1.700 vecchi tralicci – liberando un’area di circa 17 km quadrati - installato 800 sostegni
‘monostelo’ e costruito linee elettrice eco sostenibili”, ha spiegato Giuseppe Lasco, capo divisione
Corporate affairs di Terna.

ROMA - Conciliare esigenze di sviluppo economico e tutela ambientale sarà la nuova sfida del
futuro delle aziende. Per vincerla, occorre una strategia di “sicurezza integrata”, basata
sull’unificazione di processi di tutela del territorio e del lavoro. Con questo spirito, Terna ha
lanciato sette “nuove regole per la sicurezza dell’ambiente”, presentate durante un convegno
all’Hotel Parco dei Principi martedì a Roma.
Per la Presidente di Terna, Catia Bastioli, “finora abbiamo conosciuto un modello dissipativo che
ha diviso ambiente e produzioni”. Bisogna, invece, creare ponti tra mondi che considerati separati,
perché, come “la vera scommessa è l’interconnessione”: istituzioni, imprese grandi e piccole,
filiere elettriche e territorio devono lavorare insieme.
Il primo step passa da un cambio di prospettiva dell’impresa sul tema dell’ambiente, non più
ostacolo allo sviluppo ma risorsa da tutelare. Occorre saper guardare a lungo termine e investire
nella tutela del territorio come fattore di competitività per l’azienda. “Così ha fatto ad esempio
Terna, quando, già anni fa, ha eliminato 1.700 vecchi tralicci – liberando un’area di circa 17 km
quadrati - installato 800 sostegni ‘monostelo’ e costruito linee elettrice eco sostenibili”, ha
spiegato Giuseppe Lasco, capo divisione Corporate affairs di Terna.
Altro punto è dotarsi di una governance ambientale, che indichi chiaramente incarichi e ruoli,
meglio ancora se integrata con quella della sicurezza sul lavoro. Poi investimenti nella formazione

del personale, per creare professionalità specifiche e una cultura: solo nel 2014 Terna ha erogato
72000 ore dedicate a sicurezza e ambiente. Attenzione anche al tema della prevenzione, per cui è
necessario dotarsi di uno strumento di risk management, che agisca a monte degli eventi e riesca a
tenerli sotto controllo. Connesso a questo punto è il monitoraggio integrato a 360 gradi di tutte le
fasi dei 230 cantieri di Terna attivi in tutta Italia, per un valore di 2,8 miliardi di euro. Infine, una
certificazione ambientale dei fornitori qualificati per selezionare le aziende più virtuose. “Ad oggi
sono più di 400 le imprese qualificate che lavorando con noi”, ha aggiunto Lasco.
“La storia di Terna dimostra che tanto più la sicurezza e la tutela dell’ambiente assumono una
valenza strategica nella vita delle imprese, tanto maggiore è la crescita anche economica delle
stesse. Serve un nuovo patto che coinvolga tutti gli attori affinché sviluppo infrastrutturale e tutela
dell’ambiente vengano percepiti non più come antagonisti, ma come le due gambe su cui far
camminare la crescita industriale del paese”, ha spiegato l’amministratore delegato di Terna,
Matteo Dal Fante.
Del resto, anche la consapevolezza delle imprese sta cambiando. Secondo un’indagine condotta
dall’Istituto Piepoli per Terna, ben il 61% delle aziende intervistate giudica positivo per il proprio
sviluppo un innalzamento degli standard ambientali da perseguire, mentre per il 76% considerare
l’ambiente come motore centrale dell’economia è una grande opportunità.
“Il fatto che una grande azienda come Terna metta sostenibilità economica e ambientale insieme è
una novità impensabile fino a 10 anni fa. Adesso tutta questa sensibilità va messa in un ecopiano
strategico per il paese, perché non ci sarà crescita senza tutela dell’ambiente. Le parole chiave
devono essere quattro: scienza, tecnologia, semplificazione e visione”, ha dichiarato il ministro
dell’Ambiente Gian Luca Galletti.
________________________________________
Il nodo dell’elettrodotto siciliano. Lasco: “Noi rispettiamo le regole”
ROMA - Giuseppe Lasco, capo divisione Corporate affairs di Terna, giorni fa il Tribunale del riesame
ha confermato il sequestro del pilone 40 dell’elettrodotto Terna Sorgente-Rizziconi, arrivato in
seguito alle proteste di cittadini e associazioni ambientaliste. Qual è la vostra posizione?
“La volontà di Terna è quella di rispettare le regole. Anzi, noi stessi vogliamo essere fautori di una
linea condivisa con gli enti locali e con i territori. Per quanto riguarda Sorgente-Rizziconi siamo
tranquilli: siamo stati responsabili, abbiamo posto in essere tutti i comportamenti idonei a
rispettare quelle che sono le regole normative. Sono sicuro che, approfondendo bene nel merito la
questione, si dimostrerà che abbiamo rispettato le regole in maniera assoluta”.
Quindi crede che i lavori riprenderanno?
“Me lo auguro, questo stop è un danno. Ed è anche un rischio per il sistema elettrico siciliano e lo
sviluppo infrastrutturale dell’intero paese. Si tratta di un’opera fondamentale, necessaria e
importante per la regione. Proprio per questo auspico che le cose vadano per il verso giusto, tutto
ritorni nella normalità e l’opera venga riportata a compimento”.
Fonte Quotidiano di Sicilia


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