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progetto Perugia: Social City .pdf



Nome del file originale: progetto Perugia: Social City.pdf

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Italiani: non perdonate loro perché sanno quello che fanno!
SI PUÒ BENISSIMO CAPIRE…
...perché ci sia la crisi endemica delle varie realtà locali.
Si parla e molto spesso si sparla, già da tempo, in Italia come in Europa, di un
fenomeno definito “anti-politica”. Nata, si dice, da certi movimenti che si
atteggiano a portatori di nuove idee in quel senso.
Il fenomeno dell'anti-politica non esiste e non è mai esistito e figuriamoci se
qualche pseudo-movimento può, per affermare il suo potere, giocare tutte le
sue carte su questo. Parlare di questo fenomeno non ha senso. Forse nei primi
momenti di attività di qualche movimento poteva sembrare ma oramai, da
come si sono integrati nel sistema, anche con insignificanti peculiarità
irrilevanti, risultano facenti parte della stessa forma di politica che avevano
intenzione di combattere. Per quanto mi riguarda sono queste le ragioni che
mi hanno fatto recedere dal mantenere la responsabilità da Segretario politico
che, a suo tempo, mi ero assunto per un nuovo partito nel quale, a quei tempi
credevo, convinto che prendesse veramente una strada parallela, tra la destra
e la sinistra, senza sbandare in una precisa direzione; come in effetti,
volutamente, è stato.
Questi nuovi “cavalli di Troia”, nati dallo sgretolamento delle vecchie forze
politiche, le quali si stanno a poco a poco auto distruggendo, perché non sono
capaci di rinnovarsi perché non in grado di percepire i cambiamenti del
Paese, si sono rivelati non all'altezza delle aspettative e non concreti nel
portare avanti quel tanto decantato cambiamento di rotta politico, motivo
primo, che li ha portati o che li sta, per qualcuno nuovissimo, portati al
successo i primi istanti della loro costituzione grazie a qualche ideuccia messa
li per dare più consistenza alle loro campagne elettorali.
Come è stato possibile e come è ancora possibile la nascita costante di questi
movimenti nella geografia politica italiana?
Solamente perché la endemica crisi storica delle obsolete culture di partito lo
hanno permesso.
Crisi che, tra gli altri danni provocati, ha reso possibile, nei vari vecchi e
navigati leader responsabili, una personalizzazione di potere aggravando, con
ciò, una situazione, già di per se antisociale, che riguarda la notoria
corruzione che ha logorato e sta logorando il nostro Paese.
In Italia questo è successo e sta ancora succedendo, purtroppo, in maniera
drammatica procurando, sempre più, un vuoto di gestione politica a cui,
recentemente hanno cercato di porvi rimedio, velando, in modo instabile, la
situazione senza peraltro riuscirci: come miseramente sta facendo il nostro
attuale capo di Governo che sta solamente riuscendo a nasconderlo
momentaneamente, con la sua corte creata ad hoc per questo, ma che
drammaticamente esiste e non tarderà a far sentire i suoi effetti.

Come potrebbe essere diversamente se il centro-sinistra basa tutta la sua
pseudo politica su di un contenitore come il PD il cui interno è costituito da
quei partiti (ex comunisti; ex Democrazia Cristiana, ed ora ex Socialisti, tutti
insieme appassionatamente, per citarne solo alcuni) che, per tutta la cosi
detta prima repubblica, si sono dati le martellate nei piedi rispettivamente?
Ed il centro destra? Non si è unito un un unico contenitore ma, al contrario,
ha iniziato delle scissioni, aumentando notevolmente (ed ancora seguitando a
farlo), il loro numero e rendendosi indisponibili ad attuare una vera politica, a
favore della collettività, per le continue contrapposizioni, sfociate, molto
spesso, in inutili e dannose battaglie favorendo, nel contempo, anche la
nascita di elementi estremisti di destra?
Noi di PERUGIA: SOCIAL CITY siamo convinti che non è necessario avere
una ideologia di destra e neanche avere una visone di sinistra della società,
ma basta solamente essere cittadini per avere il diritto ad una politica che non
si comporti come degli eserciti armati, schierati in un campo di battaglia,
pronti ad affrontarsi all’ultimo sangue pur di ottenere la vittoria ma, al
contrario, che sia capace di soddisfare le vere necessità e raggiungere quei veri
obbiettivi che vanno garantiti a tutti e che una sana Democrazia, in quanto
tale, ha il dovere di dare.
Perugia: Social City, nella nostra Perugia, sta diventando una “realtà” che
determinerà, in un prossimo futuro, una buona parte della politica perché
sarà capace di portare a se molti che, per i motivi di una politica dissennata,
incomprensibile e ladrona, se ne sono allontanati.
Una vera coscienza politica, per raggiungere queste mete, non ha bisogno dei
“big foot”, i grandi nomi che hanno messo la politica sopra un palcoscenico,
facendone uno spettacolo teatrale capace solo di soddisfare le loro personali
esigenze e fare cassa! Una politica a cui sono cascate le orecchie e non è più
capace di ascoltare e comprendere i diritti della gente. Una politica diventata
miope e che non percepisce più la realtà ma la vede secondo il proprio
interesse personale e di partito. Una politica che, in pratica, ha messo in
ginocchio la nostra società.
Inesorabilmente, questo deleterio modo di andare avanti della politica
nazionale dove, a quel livello è ancora possibile un momentaneo
mascheramento del dissesto politico, in quello locale, Regioni e Comuni, ciò
risulta non fattibile e, per tale impossibilità nascono, nei comportamenti degli
amministratori, delle contraddizioni nei rispettivi ruoli, tanto di destra che di
sinistra, quelle inevitabili crisi che stanno, per questi motivi, vivendo le
politiche locali, risultando, purtroppo, molto dannose alle comunità nelle
quali chi amministra è chiamato a gestire.
I valori dell'identità ideologica perduta e la caparbietà e l'inutilità di portarli
avanti, dimostrato dai fatti, nella realtà non sono più consoni a soddisfare le
problematiche di una società in pieno cambiamento e fanno in modo che
questi atteggiamenti procurino dei danni incalcolabili a quelle
amministrazioni, già per altri motivi provate rispetto ai conti da far quadrare,
per i dissennati e, molto spesso, ingiustificati tagli economici messi in atto

dal Governo, anche per quella conseguente perdita di identità che gli
amministratori sentono, abbandonati o quantomeno confusi dagli
atteggiamenti dei rispettivi capi storici di partito.
Maggioranze che si spaccano non rendendosi più tali; residui di maggioranze
che si alleano con le opposizioni solo per convenienza nei momenti dei
rinnovi dei Consigli e, purtroppo, cose del genere che vanno a cozzare con
quella che dovrebbe essere una amministrazione oculata secondo regole ben
precise, prima tra tutte; gli interessi dei cittadini amministrati ma che, di
fatto, sopraffatti da quelli personali dei vari personaggi, restano, come sempre
avviene, in fondo alle esigenze di chi li amministra.
No, assolutamente no!
Perugia: Social City non ci sta. Per noi la politica non è questa e non è
neanche il modo di procedere sopra la testa dei cittadini.
Non possiamo permettere che i problemi pubblici, vengano gestiti in siffatta
maniera. Per l'importanza politica, sociale e culturale che dobbiamo
rappresentare per la collettività, ma soprattutto, per il rispetto dovuto alla
società che la abita, non può essere lasciata nelle condizioni attuali. È la
cittadinanza che deve porvi rimedio, con il proprio interessamento costante
ed intenso, correggendo i personaggi politici che si stanno comportando così
male nel gestire le pubbliche questioni.
Il cittadino ha il dovere di ricordarsi, in ogni istante che è l’unico deputato a
controllare l’operato dei nostri amministratori e quindi, se necessario a porvi
rimedio.
Giampiero Tamburi
(Coordinatore P:SC)


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