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Abstract tesi di laurea .pdf


Nome del file originale: Abstract tesi di laurea.pdf
Autore: Utente1

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ABSTRACT TESI DI LAUREA: I NUOVI POTERI SPECIALI DEL GOVERNO NEI CONFRONTI
DELLE SOCIETA’ STRATEGICHE:
I GOLDEN POWERS

La tesi ha avuto ad oggetto l’analisi delle modalità attraverso cui gli Stati (in particolare
europei) reagiscono ad una globalizzazione dei mercati non adeguatamente regolata da strutture
pubbliche sovranazionali.
Nell’ordinamento italiano, in particolare, il d. l. n. 21/2012 convertito in legge dalla l. n. 56/2012,
ha introdotto i nuovi poteri speciali del Governo nei confronti delle imprese che svolgono attività di
rilevanza strategica (cd golden powers). I poteri introdotti sono esercitati in relazione ad alcune
operazioni societarie di particolare rilevanza e consistono nel potere di imposizione di specifiche
condizioni che, qualora non fosse sufficiente a garantire la tutela degli interessi nazionali essenziali,
potere di veto; potere di opposizione.
L’analisi inoltre, ha affrontato il tema relativo all’applicazione dei poteri speciali nei confronti di
mercati globalizzati, verificandone il presupposto (clausole di salvaguardia) e legittimità
(applicazione e rispetto dei principi procedurali, propri dello Stato di diritto).
I poteri speciali si inseriscono nella tradizionale dialettica Stato-mercato per almeno due
motivi. Anzitutto, l’assetto dei poteri attuali, rappresenta un potere di tipo regolatorio. I golden
powers, inoltre, rappresentano l’evoluzione della vecchia golden share, che a sua volta si inseriva in
una delle fasi più delicate e complesse, ossia quelle di privatizzazione delle imprese pubbliche in
Italia, compiute durante gli anni novanta. Il d. l. 332/1994 convertito dalla l. n. 474/1994, recante
norme di accelerazione della fase di privatizzazione, ha introdotto attraverso l’art. 2 per la prima
volta i poteri speciali attribuiti al ministero del tesoro nei confronti di società di particolare
rilevanza strategica.
Il fenomeno non è unicamente italiano. Anche altri paesi europei hanno introdotto nei
rispettivi ordinamenti dei poteri, attribuiti generalmente all’esecutivo, funzionali a controllare e
governare la fase di dismissione delle imprese pubbliche. Nel Regno Unito, infatti, nasce proprio la
golden share, nelle sue due diverse manifestazioni (bilt in majority e relevant person – quest’ultima
sanzionata direttamente dalla CGUE nel caso della British Airport Authority), ma anche in
Germania, Spagna, Francia, Belgio: tutte misure sanzionate dalla Corte di Giustizia europea, ad
eccezione della normativa belga, per violazione della libera circolazione dei capitali e del diritto di
stabilimento.
Anche la normativa italiana sulla golden share è stata dichiarata incompatibile con la
disciplina dei trattati europei. Nell’ultima causa, in particolare (C-326/07), la CGUE nella sentenza
del 2009 ha dichiarato i criteri introdotti dal DPCM 10 giugno 2004, nell’applicazione nei rispettivi
poteri, lesivi dell’art. 43 e 56 TCE (poteri di opposizione) e dell’art. 43 (potere di veto).
Sulla base di questa condanna e di un’ulteriore procedura di infrazione attivata dalla Commissione
UE, il Governo italiano, nel 2012, ha provveduto a modificare la disciplina dei poteri speciali
attraverso il citato d. l. del 2012 convertito.
Il decreto individua in particolare due settori di applicazione della normativa: difesa e sicurezza
nazionale da un lato; energia, trasporti e comunicazioni, dall’altro. L’evoluzione dei poteri speciali
nella nuova disciplina rileva sotto diversi profili: soggettivo (società verso cui i poteri sono
esercitabili) ed oggettivo (presupposti, criteri e poteri speciali. Tempi e verifica giurisdizionale).
Riguardo ai poteri speciali, in particolare, sembrano essere stati recepiti i principi comunitari
(diretta tutela di interessi pubblici essenziali, principio di proporzionalità, criteri oggettivi, stabili e
duraturi nel tempo all’esercizio dei poteri da parte dell’Esecutivo, al fine di restringere la
discrezionalità del Governo).
Diverso è anche il rapporto con la normativa sub-primaria.
In particolare, tre sono gli ambiti di attuazione delle disposizioni del decreto:
1) Individuazione degli attivi strategici (Dif. Sic. Naz. DPCM 6 giugno 2014 – En. Tr. Com. DPR
n. 85/2014);
2) Procedure di attivazione (Dif. Sic. Naz. DPR n. 35/2014 – En. Tr. Com. DPR n. 86/2014);
3) Esercizio in concreto dei poteri speciali (tramite apposito DPCM).


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