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Patto per Venezia 2016 .pdf



Nome del file originale: Patto per Venezia 2016.pdf
Autore: DFP

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Presidenza del Consiglio dei Ministri

Città di Venezia

PATTO PER LO SVILUPPO DELLA CITTA’ DI VENEZIA
Interventi per lo sviluppo economico, la coesione sociale
e territoriale della Città di Venezia

1

PREMESSO
 Che la Città di Venezia e la sua laguna costituiscono un patrimonio storico-artistico, economico
ed ambientale di rilevanza nazionale ed internazionale;
 che l’articolazione territoriale del Comune di Venezia ha delle caratteristiche e delle specificità
uniche. La peculiarità più evidente deriva dalle caratteristiche morfologiche della città storica,
per cui la città è articolata tra terra e acqua in un territorio comunale di ampiezza tale da essere
il secondo più ampio a livello nazionale;
 che Venezia è caratterizzata da un’economia articolata e diversificata all’interno della quale
possono essere riconosciute alcune funzioni produttive di eccellenza e di forte attrattività: tra
queste, in particolare, la rilevanza strategica del Porto di Venezia e del connesso polo
industriale di Porto Marghera, con la dimensione del settore turistico che insiste sulla città
storica;
 che un progetto di valorizzazione della Città di Venezia presenta una valenza nazionale per
l’impatto e le potenzialità di sviluppo e le opportunità che può generare sullo scenario
internazionale. Una progettualità di questo tipo richiede il coinvolgimento di tutte le istituzioni a
livello locale, regionale e nazionale;
 che la risposta del Governo all’impegno della città rappresenta il riconoscimento della centralità
di Venezia in Italia e il rafforzamento dell’azione di sostegno agli elementi di eccellenza del
Paese;
 che l’attrattività della Città di Venezia dipende anche da una condizione economica,
infrastrutturale ed ambientale in linea con i migliori standard internazionali;
 che l’impegno della Città di Venezia si caratterizza per l’attenzione ai temi della sicurezza e
della tutela del territorio anche di tipo ambientale, ma imprescindibile è il rinnovato presidio di
esso da parte della polizia locale e delle forze dell’ordine;
 che la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Città di Venezia condividono la volontà di
attuare una strategia di azioni sinergiche e integrate, miranti alla realizzazione degli interventi
necessari per la infrastrutturazione del territorio, la realizzazione di nuovi investimenti industriali,
la riqualificazione e reindustrializzazione delle aree industriali, la riqualificazione ambientale e la
riconversione economica e funzionale dell’area industriale di Porto Marghera, e ogni azione
funzionale allo sviluppo economico, produttivo e occupazionale del territorio metropolitano;
 che l’articolo 2, comma 203, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, prevede che “gli interventi
che coinvolgono una molteplicità di soggetti pubblici e privati e implicano decisioni istituzionali e
risorse finanziarie a carico delle amministrazioni statali, regionali, locali e possono essere
regolati sulla base di accordi”, compreso il presente Patto;
 che il Patto per la Città di Venezia, sulla base del citato articolo 2, comma 203, è da intendersi
come l'accordo tra amministrazione centrale e la Città attraverso cui le Parti si impegnano a
collaborare sulla base di una ricognizione programmatica delle risorse finanziarie disponibili, dei
soggetti interessati e delle procedure amministrative occorrenti, per la realizzazione degli
obiettivi d'interesse comune o funzionalmente collegati;
 che l’articolo 1, comma 703 della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015), ha
definito le nuove procedure di programmazione delle risorse del Fondo per lo Sviluppo e la
Coesione (FSC) 2014-2020;
 che I'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, ed in particolare il comma 6 prevede che il
complesso delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione per il periodo di

2

programmazione 2014-2020 sia destinato a sostenere esclusivamente interventi per lo sviluppo,
anche di natura ambientale;
 che la Commissione Europea ha adottato, in data 29 ottobre 2014, l’Accordo di Partenariato con
l’Italia per l'impiego dei fondi strutturali e di investimento europei per la crescita e l’occupazione
nel periodo 2014-2020;
 che la Legge n. 56 del 7 aprile 2014 «Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle
unioni e fusioni di comuni», all’articolo 1, comma 2, definisce le Città Metropolitane quali “enti
territoriali di area vasta” con le seguenti finalità istituzionali generali: “cura dello sviluppo
strategico del territorio metropolitano; promozione e gestione integrata dei servizi, delle
infrastrutture e delle reti di comunicazione di interesse della città metropolitana; cura delle
relazioni istituzionali afferenti al proprio livello, ivi comprese quelle con le città e le aree
metropolitane europee”;
 che il PON Città Metropolitane 2014-2020, approvato dalla Commissione Europea con
Decisione C(2015) 4998 del 14 luglio 2015, costituisce uno degli strumenti attuativi dell’Agenda
urbana nazionale, fornendo un’interpretazione territoriale dell’Accordo di Partenariato 20142020, e individua il Sindaco del Comune capoluogo della Città Metropolitana come Autorità
urbana e Organismo intermedio, attribuendogli ampia autonomia nella definizione dei fabbisogni
e nella conseguente individuazione degli interventi da realizzare;
 che pertanto, Venezia, Città capoluogo, è individuata quale Autorità Urbana nell’ambito del PON
Città Metropolitane, ai sensi dell’art. 7 del Regolamento UE 1301/2013, in analogia con gli
interventi previsti nell’Agenda Urbana che prevede azioni in ambito metropolitano e con le linee
strategiche di costruzione del predetto Programma Operativo Nazionale;
 che il Sindaco della città capoluogo di Venezia, in coerenza con il Programma Operativo
Nazionale Città Metropolitane e con i programmi previsti nell’Agenda Urbana per il territorio
metropolitano, viene individuato nel presente patto come “Autorità Urbana”;
 che con DPCM 25 febbraio 2016 è stata istituita la Cabina di Regia, di cui all’articolo 1, comma
703, lettera c), della legge 23 dicembre 2014, n. 190, che, per la programmazione del Fondo
sviluppo e coesione 2014-2020, costituisce la sede di confronto tra lo Stato, le Regioni e le
Province autonome di Trento e Bolzano nonché le Città metropolitane e assicura il raccordo
politico, strategico e funzionale per facilitare un’efficace integrazione tra gli investimenti
promossi, imprimere l’accelerazione e garantirne una più stretta correlazione con le politiche
governative per la coesione territoriale;
 che l’articolo 10, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito in legge, con
modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, recante “Misure urgenti per il potenziamento
delle politiche di coesione”, che, nell’ambito di specifiche disposizioni per il rafforzamento delle
azioni di programmazione, coordinamento, sorveglianza e sostegno della politica di coesione,
ha ripartito le funzioni relative alla politica di coesione tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri
e l’Agenzia per la coesione territoriale;
 che il Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di cui
all’articolo 10, comma 2, del decreto-legge 31agosto 2013, n. 101, convertito dalla legge 30
ottobre 2013, n. 125, cura il raccordo con le amministrazioni statali e regionali competenti,
anche ai fini dell’adozione degli atti di indirizzo e di programmazione relativi all’impiego dei
Fondi strutturali dell’Unione europea nonché del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione;
 che l’Agenzia per la coesione territoriale, di cui all’art. 10, comma 1, del decreto-legge 31
agosto 2013, n. 101, convertito dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, al fine di assicurare il
rafforzamento dell’azione di programmazione, coordinamento, sorveglianza e sostegno della

3

politica di coesione, tra l’altro:
o

opera, in raccordo con le amministrazioni competenti, il monitoraggio sistematico e
continuo dei programmi operativi e degli interventi della politica di coesione;

o

può assumere le funzioni dirette di Autorità di Gestione;

o

vigila, nel rispetto delle competenze delle singole amministrazioni pubbliche,
sull’attuazione dei programmi;

o

dà esecuzione alle determinazioni adottate ai sensi degli articoli 3 e 6 del D. Lgs. n.
88/2011;

 il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare assicura la coerenza
dell’impiego delle risorse dedicate alla tutela ambientale e rigenerazione urbana, al fine di
ricondurre ad unitarietà l’intero ammontare dei finanziamenti assentiti nel tempo a favore del
Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Porto Marghera.
TENUTO CONTO
 Che la Città di Venezia ha individuato i principali ambiti di intervento per favorire l’attrazione di
nuovi investimenti e di nuove iniziative economiche finalizzate allo sviluppo del sistema locale,
per valorizzare il patrimonio storico-architettonico e garantire la sicurezza del territorio e la sua
tutela ambientale;
 che le principali Linee di Sviluppo e relative aree di intervento, concordate tra la Presidenza del
Consiglio dei Ministri e la Città di Venezia, sono le seguenti:
1.

Infrastrutture

Gli interventi prioritari che rientrano in questo settore hanno l’obiettivo di dotare la Città, sia
Storica che di Terraferma, degli elementi fondamentali che permettano di programmare lo
sviluppo con orizzonte di medio-lungo termine. In particolare:
a.

Superare definitivamente il problema del transito nel Canale di San Marco e nel Canale
della Giudecca delle navi adibite al trasporto di merci e passeggeri superiori a 40.000
tonnellate di stazza lorda, preservando le attività della Stazione Marittima e dei lavoratori in
essa occupati.

b.

Riqualificazione urbanistica ed edilizia della Stazione di Mestre in modo da raggiungere la
massima interconnettività tra tutte le tipologie di trasporto ivi confluenti e di sottrarre le aree
di stazione e quelle contermini al degrado urbano e sociale nel quale ora versano.

c.

Progettare, in sinergia con gli altri porti dell'Alto Adriatico, un sistema portuale in grado di
competere con i porti europei del Mare del Nord per il trasporto di merci da e per l'Asia
attraverso lo Stretto di Suez.

2.

Ambiente e Territorio

Gli interventi prioritari individuati per questo settore strategico sono i seguenti:
a.

Interventi Straordinari per la Città di Venezia – Gli interventi che la Città di Venezia
necessita, per la sua peculiarità unica al mondo di essere città sull’acqua, si estendono
dalla manutenzione straordinaria (escavo) dei rii di Venezia, al restauro e risanamento
conservativo di immobili da destinare alla residenza, attività sociali, culturali, produttive
artigianali e commerciali, ritenuti essenziali per il mantenimento delle caratteristiche
socioeconomiche degli insediamenti urbani lagunari; alla sistemazione di ponti, canali e
fondamenta sui canali di competenza comunale, all'esecuzione di opere di restauro e

4

risanamento conservativo del patrimonio immobiliare privato.
b.

Completamento della rete di marginamento delle Macroisole del SIN di Porto Marghera –
Deve essere completato l’isolamento, mediante marginamento con palancole, delle varie
Macroisole componenti il SIN, allo scopo di isolare le sorgenti di contaminazione ed evitare
l’ulteriore apporto in laguna di acque di falda contaminate. Dalla "Relazione sullo stato di
avanzamento dei lavori di bonifica nel SIN di Venezia Porto Marghera" del 10 dicembre
2015, della Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle attività connesse al ciclo dei rifiuti
e su illeciti ambientali ad esse correlati, risultano mancare circa 3-3,5 chilometri di
marginamenti e di rifacimento delle sponde, da eseguire o ancora in corso di realizzazione
da parte dei tre enti attualmente competenti, Provveditorato Interregionale alle Opere
Pubbliche per il Triveneto, Autorità Portuale di Venezia, Regione Veneto.

c.

Completamento dell'impianto di trattamento delle acque Progetto Integrato Fusina (PIF) –
Deve essere completata la rete impiantistica attualmente riferita al PIF, quale impianto
strategico di area al quale affidare il trattamento delle acque di drenaggio provenienti dai
marginamenti di messa in sicurezza permanente dell’intera area industriale di Porto
Marghera, nonché delle acque derivanti da processi industriali e delle acque pluviali
(anch’esse contaminate dal dilavamento di terreni industriali).

d.

Interramento delle linee elettriche di alta tensione di Terna previste dall’art. 6.1 dell’Accordo
di Programma (AdP) Vallone Moranzani – Con l'intervento previsto si riesce a garantire
l'eliminazione dell'elettrosmog oggi presente nell'abitato di Malcontenta e nelle aree
interessate dall’impianto di smaltimento definitivo dell'AdP Vallone Moranzani, rimuovendo
le linee che interferiscono con gli interventi di compensazione previsti nell’AdP Vallone
Moranzani e quindi necessitano di essere interrate. Tali interventi in ambito Vallone
Moranzani devono essere resi tecnicamente scindibili dalla realizzazione dell'intero
progetto “Fusina/Dolo/Camin".

e.

Individuazione delle aree comprese nel Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Porto Marghera
come Aree di Rilevante Interesse Nazionale per gli effetti di cui all’art. 33 della Legge 11
novembre 2014, n. 164 – E’ prevista una disciplina speciale dall'art. 33 sopra citato per la
realizzazione di interventi di bonifica ambientale e di rigenerazione urbana in Aree
Territoriali di Rilevante Interesse Nazionale. Le funzioni amministrative relative agli
interventi previsti sono attribuite allo Stato che le esercita attraverso la nomina di un
Commissario straordinario del Governo e di un Soggetto Attuatore, che sono preposti alla
formazione, all'approvazione e all'attuazione di un programma di risanamento ambientale e
di un documento di indirizzo strategico per la rigenerazione urbana, anche ai fini
dell'adozione di misure straordinarie di salvaguardia e tutela ambientale.

3.

Sviluppo economico

Al fine di promuovere una riqualificazione delle aree industriali, favorire le attività produttive per
uno sviluppo economico della Città e dell’area metropolitana, per questa area tematica sono stati
individuati i seguenti interventi prioritari:
a.

Riconoscimento di Porto Marghera e Aree Limitrofe (Murano) come Area di Crisi Industriale
Complessa – La perdurante crisi delle attività produttive nelle aree citate rende necessario
dare attuazione al disposto del D.M. 31 gennaio 2013 del Ministero dello Sviluppo
Economico, "Attuazione dell'articolo 27, comma 8, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83
recante: «Misure urgenti per la crescita del Paese». Per la definizione e l’attuazione degli
interventi sarà redatto un Progetto di riconversione e riqualificazione industriale (PRRI), di
cui al comma 1 dell'art. 27, comma 8, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 citato.

b.

Ampliamento della Zona Franca Doganale di Venezia ad aree ricomprese in ambito

5

portuale anche non contigue e all'isola di Murano – Con D. Lgs. n. 268/1948 è stato istituito
nel Porto di Venezia il Punto Franco. Tale Punto Franco è ora una Zona Franca Doganale
europea con controllo di tipo I, ricompresa nell'elenco delle zone franche riconosciute
dall’Unione Europea. Il rilancio dell'area di Porto Marghera e dell'isola di Murano può
essere promosso anche attraverso l'ampliamento dell'attuale Zona Franca ad altre aree di
Porto Marghera anche non contigue, ed alle aree produttive di Murano delimitabili in tal
senso.
4.

Valorizzazione culturale e turismo

Gli interventi prioritari individuati per questa area tematica sono i seguenti:
a.

Recupero di Forte Marghera – Posizionato al centro della Città, tra la terraferma e la
laguna, su cui si affaccia, Forte Marghera ha sempre rappresentato per i cittadini un bene
inaccessibile in quanto militare. Dopo la sua cessione al patrimonio comunale, si è dovuto
affrontare il problema del costo del suo recupero funzionale. Il progetto di riqualificazione
del Forte vuole trasformare ciò che costituiva una barriera invalicabile come bene militare,
in un bene totalmente fruibile dalla cittadinanza in ogni sua parte, portando ad offrire spazi
aperti al pubblico, eventi culturali e ricreativi, nuove attività produttive, completa visitabilità
del Forte Marghera e del sistema difensivo di origine austriaca.

b.

Riqualificazione funzionale di Palazzo Ducale – Palazzo Ducale necessita di una continua e
costante manutenzione e di altrettanto continuo e costante monitoraggio visivo, tattile e
strumentale. Dalle analisi e dai monitoraggi eseguiti si evince che la superficie muraria
rischia di essere perduta in ampie sue parti se non si interviene prontamente, come anche
per le parti lapidee, in quanto soggette a de-coesione per le caratteristiche dei materiali
impiegati nel manufatto, del clima della laguna e dell'esposizione agli agenti atmosferici in
generale. Il progetto ha come obiettivo la tutela e la conservazione del bene e dei singoli
elementi costituenti, mediante interventi di restauro e consolidamento delle superfici
verticali e orizzontali. A questo si aggiunge il completamento degli impianti ed interventi di
adeguamento per la prevenzione incendi.

c.

Sistemi sperimentali di gestione del turismo a Venezia – Un sistema di gestione dei
visitatori di Venezia, che si coordini con tutte le possibilità di accesso alla città (autobus,
ferrovia, automobile, aereo, etc.), integrato con quello di sicurezza urbana, è diventato una
necessità per una città che ha una superficie limitata di espansione, derivante dalla sua
caratteristica peculiare di essere "città sull'acqua". Un sistema di gestione e di accesso di
questo tipo richiede investimenti tecnologici ingenti, anche per il fatto che dovranno
integrarsi senza deturparlo in un patrimonio culturale ed architettonico unico nel suo
genere.

d.

Sostegno alla ricerca sulle tecnologie per la conservazione, il restauro e la valorizzazione
culturale, in collaborazione con le università e gli enti culturali della città.

5.

Rafforzamento dell’azione della Pubblica Amministrazione e semplificazione dei
procedimenti

Gli interventi prioritari individuati per questa area tematica sono i seguenti:
a.

Trasferimento delle competenze dell'ex Magistrato alle Acque (ora il Provveditorato
Interregionale alle Opere Pubbliche per il Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia
Giulia) alla Città Metropolitana di Venezia – Con legge n. 114 dell’11 agosto 2014, art. 18
comma 3, è stata disposta la soppressione del Magistrato alle Acque per le province venete
e il passaggio delle sue funzioni e competenze al Provveditorato interregionale per le opere
pubbliche, disponendo che “con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da

6

adottare entro il 31 marzo 2015 su proposta del Ministro per gli affari regionali e le
autonomie, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa intesa in
sede di conferenza unificata, di cui all'art. 8 del D. Lgs. 28 agosto 1997 n. 281 e ss.mm.
sono individuate le funzioni già esercitate dal citato Magistrato alle Acque da trasferire alla
Città Metropolitana di Venezia, in materia di salvaguardia e di risanamento della Città di
Venezia e dell'ambiente lagunare, di polizia lagunare e di organizzazione della vigilanza
lagunare, nonché di tutela dall'inquinamento delle acque. Con il medesimo decreto sono
individuate, altresì, le risorse umane, finanziarie e strumentali da assegnare alla stessa città
metropolitana in relazione alle funzioni trasferite”. Il trasferimento di competenze e di
risorse necessiterà di una analisi preliminare della situazione di fatto delle medesime
risorse e di interventi di riorganizzazione e ristrutturazione delle risorse strumentali e
umane, per i quali si stima un fabbisogno economico ulteriore rispetto alle risorse di cui è
prevista l’assegnazione in base al Decreto Legislativo sopra citato.
b.

Riqualificazione di edifici e luoghi pubblici di rilevanza socio-economica e contrasto
all'illegalità nella Terraferma di Venezia – Date le caratteristiche della Terraferma della Città
di Venezia, la riqualificazione di edifici e luoghi pubblici di interesse locale (scuole,
biblioteche, mercati, impianti sportivi, spazi multifunzionali), è lo strumento principale
attraverso il quale combattere i fenomeni di degrado sociale. Vanno inoltre considerati
quegli interventi straordinari in luoghi o contesti in cui si rilevano situazioni di particolare
degrado o illegalità, quali edifici abbandonati o occupati abusivamente, con conseguenti
situazioni di prolungato disagio e senso di insicurezza per la cittadinanza.

c.

Sicurezza Urbana – In virtù dell'esigenza quotidiana di una sempre maggiore necessità di
controllo di un territorio, come quello veneziano, disperso e frammentato tra isole, laguna e
terraferma ed estremamente ampio, e dei sempre maggiori compiti assunti dalla Polizia
Municipale (supporto all'attivita dei magistrati, gestione dei migranti, gestione delle
presenze rom, clochard etc.), si individua la necessità di potenziare le forze dell'ordine,
attraverso la copertura del turnover, prevedendo un maggior coordinamento delle diverse
forze addette alla sicurezza ed un aumento del numero attuale.







 In relazione al periodo di programmazione 2014-2020, si intendono assegnare risorse pari ad
un importo di 110,0 milioni di euro del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione per l’attuazione degli
interventi compresi nel presente Patto per la Città di Venezia, nell’ambito del Fondo Sviluppo e
Coesione destinato ad interventi nelle Regioni e nelle Città Metropolitane del Centro-Nord;
 che il CIPE, con deliberazione n. 10 del 28 gennaio 2015, ha approvato la definizione dei criteri
di cofinanziamento pubblico nazionale dei programmi europei per il periodo di programmazione
2014-2020 e il relativo monitoraggio, nonché i criteri per la programmazione degli interventi
complementari di cui all’articolo 1, comma 242 della legge n. 147/2013, previsti nell’Accordo di
partenariato 2014-2020;
 che il Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di cui
all’articolo 10, comma 2, del decreto-legge 31agosto 2013, n. 101, convertito dalla legge 30
ottobre 2013, n. 125, cura il raccordo con le amministrazioni statali e regionali competenti,
anche ai fini dell’adozione degli atti di indirizzo e di programmazione relativi all’impiego dei
Fondi strutturali dell’Unione europea nonché del Fondo per lo sviluppo e la coesione.

7

CONSIDERATO
 che la Presidenza del Consiglio dei Ministri/Dipartimento per le Politiche di Coesione, al fine di
accelerare la realizzazione degli interventi infrastrutturali materiali e immateriali, assicurare la
qualità di spesa, garantire il necessario coinvolgimento di tutti i soggetti implicati nel processo di
pianificazione strategica, intende promuovere le misure di attuazione rafforzata degli interventi
avvalendosi dell’Agenzia della Coesione Territoriale per il monitoraggio sistematico e continuo
degli interventi, salvo quanto demandato all’attuazione da parte dei concessionari di servizi
pubblici, ai sensi della normativa vigente.

RITENUTO
 opportuno procedere alla stipula di un Patto per la Città di Venezia, in ragione della dimensione
e complessità degli interventi per lo sviluppo socio-economico della Città, al fine di dare un
rapido avvio e garantire l’attuazione degli interventi considerati strategici, nonché di facilitare la
nuova programmazione nazionale e comunitaria 2014-2020;
 che con la stipula del presente Patto per la Città di Venezia, le Parti intendono fornire una
risposta flessibile ed integrata alle diverse esigenze territoriali, promuovendo a tal fine, un più
efficace coordinamento tra i diversi strumenti di programmazione e di pianificazione e tra le
diverse fonti finanziarie disponibili, nonché tra i diversi soggetti istituzionali interessati;

tutto ciò premesso
Il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Sindaco della Città di Venezia di seguito le Parti,
stipulano il presente Patto:

Articolo 1
(Recepimento delle premesse)
1. Le premesse formano parte integrante e sostanziale del presente Patto e costituiscono i
presupposti su cui si fonda il consenso delle Parti.

Articolo 2
(Oggetto e finalità)
1. Con il presente Patto, le Parti si impegnano ad avviare e sostenere un percorso unitario di
intervento sul territorio della Città di Venezia, finalizzato allo sviluppo economico, produttivo ed
occupazionale dell’area, nonché alla sostenibilità ambientale ed alla sicurezza del territorio;
2. A tale fine, le Parti, tenuto conto delle linee di sviluppo e delle aree di intervento, condivise tra
la Città di Venezia ed il Governo, hanno identificato gli interventi prioritari ed i relativi obiettivi
temporali, per la cui attuazione è ritenuta necessaria un’azione coordinata, con il
coinvolgimento di tutti i soggetti interessati.

8

Articolo 3
(Risorse finanziarie)
1. Le Parti si impegnano a dare attuazione ai contenuti del Patto mediante la messa a sistema
delle risorse disponibili ordinarie ed aggiuntive, nazionali ed europee e ad attivare ed utilizzare
in tempi rapidi tutte le risorse finanziarie e gli strumenti individuati nella presente Patto, per la
realizzazione delle diverse tipologie di intervento.
2. La Presidenza del Consiglio dei Ministri assicura l’assegnazione delle risorse finanziarie a
valere sul Fondo Sviluppo e Coesione, riferite al periodo di programmazione 2014-2020, da
parte del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE), ai sensi del
comma 703 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015), per un
importo complessivo pari a 110,0 milioni di euro. Con la medesima delibera verranno indicati i
criteri ed i meccanismi per il trasferimento delle risorse.
3. L’importo complessivo degli interventi, che costituiscono gli impegni del presente Patto, e le
risorse finanziarie previste per la loro attuazione sono indicati nella seguente tabella, suddivisi
per aree di intervento:

Nella tabella seguente sono indicati gli interventi dei primi due anni che, alla luce delle
correnti previsioni, avviano opere per un ammontare complessivo di 1,5 miliardi di euro.

9

Tabella 1: Costo totale interventi e risorse per la realizzazione

AREA TEMATICA

Costo totale
(€)

Risorse
FSC
2014-2020
(€)

2.000.000

2.000.000

3.000.000

3.000.000

45.000.000

45.000.000

Altre risorse
(€)
Nazionali

Altre fonti

Infrastrutture
Progettazione infrastrutture necessarie alla
risoluzione del transito nel canale di San
Marco e della Giudecca delle navi superiori
a 40.000 tonnellate di stazza lorda
Progettazione delle opere di
riqualificazione urbanistica ed edilizia della
Stazione di Mestre
Ambiente e Territorio
Interventi di manutenzione straordinaria
(escavo dei rii), acquisizione e restauro
conservativo di immobili da destinare a
residenza, attività sociali, culturali,
produttive artigianali; sistemazione ponti e
canali (Ia tranche)
Opere di completamento rete marginamento
delle macroisole del SIN di Porto Marghera

72.000.000 (1)
178.000.000 (2)

250.000.000

Completamento impianto trattamento acque
Progetto Integrato Fusina (PIF)

13.000.000

Interramento Linee elettriche di alta
tensione di Terna, previste dall’AdP Vallone
Moranzani

90.000.000

13.000.000

90.000.000 (3)

Valorizzazione Culturale e Turismo
Recupero di Forte Marghera – (Ia tranche)
Riqualificazione funzionale di Palazzo
Ducale (Ia tranche)
Sistemi sperimentali di gestione del turismo
a Venezia (Ia tranche)
Ricerca sulle tecnologie di conservazione e
restauro
Rafforzamento dell’azione della P.A. e
semplificazione dei procedimenti
Riqualificazione edifici e luoghi pubblici di
rilevanza socio-economica e contrasto
all’illegalità nella Terraferma di Venezia
TOTALI

12.000.000

5.000.000

8.000.000

8.000.000

10.000.000

10.000.000

3.000.000

3.000.000

21.000.000

21.000.000

457.000.000

110.000.000

7.000.000 (4)

257.000.000

90.000.000

(1)

Risorse MATTM
(2) Risorse come da Accordo di Programma per la Chimica di Porto Marghera del 21 ottobre 1998 e ss.ii. ed Accordo di Programma
per la Bonifica e la Riqualificazione Ambientale del SIN di Venezia - Porto Marghera del 16 aprile 2012.
(3) Terna – Accordo di programma per la gestione dei sedimenti di dragaggio dei canali di grande navigazione e la riqualificazione
ambientale e viabilistica dell’area Venezia-Malcontenta-Marghera; Art. 6, comma 6.1
(4) Risorse MIBACT

10

Articolo 4
(Modalità attuative)
1. Le Parti si impegnano a dare attuazione ai contenuti del presente Patto mediante la messa a
sistema delle risorse disponibili FSC 2014-2020, dei Fondi strutturali e di investimento europei
e delle risorse di cofinanziamento nazionale, delle risorse ordinarie, tenendo conto di quanto
già previsto e programmato nell’ambito dei Programmi Operativi 2014-2020 della Regione
Veneto (POR e PSR) e dei Programmi Operativi Nazionali (PON) rilevanti per gli ambiti di
intervento oggetto del presente Patto.
2. La Città di Venezia, per l’attuazione degli interventi di propria competenza inseriti nel presente
Patto, può avvalersi dei propri Enti e Società in house, ivi compresa l’'Agenzia di Sviluppo
Venezia, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa europea e nazionale in materia
3. L’Agenzia per la coesione territoriale è responsabile del coordinamento e della vigilanza
sull’attuazione del Patto e svolge, altresì, l’azione di monitoraggio e valutazione degli obiettivi
raggiunti.

Articolo 5
(Referenti del Patto – Comitato di indirizzo e controllo per la gestione del Patto)
1. I referenti del presente Patto sono l’Autorità Politica per la Coesione e il Sindaco della Città di
Venezia.
2. L’Autorità Politica per la Coesione e il Sindaco della Città di Venezia si avvalgono di un
Comitato di indirizzo e controllo per la gestione del Patto (di seguito Comitato), senza oneri
aggiuntivi, che risulta così costituito:


un rappresentante del Dipartimento per le Politiche di Coesione;



un rappresentante del Dipartimento per la Programmazione e il coordinamento della
Politica Economica;



un rappresentante dell’Agenzia per la Coesione Territoriale;



un rappresentante della Città di Venezia;

3. Le decisioni del Comitato sono adottate d’intesa tra i rappresentanti della Città di Venezia e
quelli delle Amministrazioni centrali coinvolte. Nel caso di mancata intesa, il Comitato rimette la
decisione ai Referenti del Patto.
4. Il Comitato è presieduto dal rappresentante dell’Agenzia per la Coesione Territoriale.
5. Le Amministrazioni centrali e la Città di Venezia, coinvolte nella realizzazione degli interventi,
pongono l’attuazione del Patto tra gli obiettivi annuali dei dirigenti interessati e ne danno
informativa ai Referenti del Patto, trasmettendo le direttive annuali.
6. L’Agenzia per la Coesione Territoriale e la Città di Venezia nella prima riunione del Comitato
indicano i propri rispettivi Responsabili Unici dell’attuazione del Patto i quali sovraintendono
all’attuazione degli interventi previsti e riferiscono al Comitato e ai Referenti del Patto.

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Articolo 6
(Impegni delle Parti)
1. Le Parti si impegnano, nello svolgimento dell’attività di propria competenza, a dare attuazione
alle linee di azione descritte nel presente Patto; in particolare:
a)

L’Autorità per la Politica di Coesione, avvalendosi delle competenti strutture, si
impegna ad assicurare forme di immediata collaborazione e di stretto coordinamento,
anche con il ricorso agli strumenti di semplificazione dell’attività amministrativa e di
snellimento dei procedimenti di decisione e di controllo. Si impegna, inoltre, a
promuovere ogni utile iniziativa affinché le risorse finanziarie necessarie a sostenere
l’attuazione di quanto previsto dal presente Patto siano effettivamente disponibili, per
un’efficace attuazione degli interventi;

b)

Il Sindaco della Città di Venezia, per quanto di competenza, si impegna ad assicurare il
pieno conseguimento degli obiettivi del presente Patto, inclusi quelli di spesa, indicati
nell’Allegato A, subordinati alla effettiva disponibilità delle risorse finanziarie nazionali e
comunitarie;

2. Le Parti, con particolare riferimento agli interventi di bonifica ambientale e rigenerazione
urbana, in coerenza con quanto previsto dall’art. 33 della Legge n. 164/2014, assumono tutti i
provvedimenti di rispettiva competenza che si dovessero rendere necessari a garantire
l’attuazione del citato dispositivo. A tal fine il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio
e del mare assume tutte le iniziative utili per addivenire ad una semplificazione procedurale e
della governance per la realizzazione delle opere di messa in sicurezza e bonifica dell’area SIN
di Porto Marghera.
3. Il Governo si impegna – attraverso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – nella
programmazione degli interventi e nella messa a disposizione delle risorse affinché possa
essere elaborato il progetto finalizzato a superare il problema del transito nel Canale di San
Marco e nel Canale della Giudecca delle navi adibite al trasporto di merci e passeggeri
superiori a 40.000 tonnellate di stazza lorda, salvaguardando in tal modo anche l’attività
dell’attuale Stazione Marittima e dei lavoratori ad oggi in servizio.
4. Le Parti si impegnano, per quanto di propria competenza e in coordinamento con il Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti, a perseguire l’obiettivo di chiusura dell’Accordo di
Programma tra Comune di Venezia e Ferrovie dello Stato Italiane, con l’impegno per la
progettazione e la realizzazione degli interventi di riqualificazione urbanistica ed edilizia della
Stazione di Mestre.
5. Le Parti concordano sulla opportunità di procedere – in coordinamento con il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti – in sinergia con gli altri porti dell'Alto Adriatico, alla definizione di
un progetto finalizzato ad accrescere gli scambi commerciali tra Europa ed Asia attraverso un
sistema portuale in grado di competere con i porti europei del Mare del Nord per il trasporto di
merci da e per l'Asia attraverso lo Stretto di Suez
6. Il Governo si impegna a mettere in atto le iniziative necessarie per un rifinanziamento della
Legge Speciale per Venezia (Legge 798/1984), al fine di dare copertura finanziaria agli

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interventi previsti nella legge citata, tra i quali la manutenzione straordinaria (escavo dei rii), il
restauro e risanamento conservativo di immobili da destinare a residenza, attività sociali,
culturali, produttive artigianali e commerciali, ritenuti essenziali per il mantenimento delle
caratteristiche socio-economiche degli insediamenti urbani lagunari, la realizzazione delle
opere di urbanizzazione primaria nonché la sistemazione di ponti, canali e fondamenta sui
canali di competenza comunale.
7. Le Parti si impegnano, per quanto di propria competenza – in coordinamento con il Ministero
dello sviluppo economico ed il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare – a
promuovere ogni azione finalizzata ad accelerare l’esecuzione delle opere previste
dall’Accordo di Programma “Vallone Moranzani” per la gestione dei sedimenti di dragaggio dei
canali di grande navigazione e la riqualificazione ambientale, paesaggistica, idraulica e
viabilistica dell’area di Venezia – Malcontenta – Marghera, ritenendo prioritario l’intervento di
rimozione ed interramento delle linee elettriche di alta tensione da parte della Società Terna –
Rete Elettrica Nazionale S.p.A. nel tratto compreso nel territorio del Comune di Venezia,
considerato scindibile dalla realizzazione dell'intero progetto “Fusina/Dolo/Camin”.
8. Le Parti concordano sulla necessità di riconoscere la situazione di crisi industriale complessa,
con riferimento al sistema locale del lavoro di Porto Marghera e dell’area non contigua di
Murano, ai sensi dell’articolo 27 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito con
modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134. A tal fine, le Parti si impegnano, per quanto di
propria competenza, a promuovere un’azione di raccordo con la Regione Veneto affinché sia
presentata idonea richiesta di riconoscimento di area di crisi industriale complessa al Ministero
dello sviluppo economico.
9. Le Parti, per quanto di propria competenza – in coordinamento con il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti e l’Agenzia delle Dogane – si impegnano a porre in essere i
presupposti per un ampliamento della Zona Franca Doganale di Venezia ad aree ricomprese in
ambito portuale anche non contigue e all’isola di Murano.
10. Il Governo si impegna a mettere in atto le azioni necessarie per accelerare il trasferimento alla
Città Metropolitana di Venezia delle funzioni già esercitate dal Magistrato alle Acque (ora
Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche per il Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli
Venezia Giulia), ai sensi di quanto previsto all’articolo 18, comma 3, della Legge n. 114 dell’11
agosto 2014, che ha disposto la soppressione del Magistrato alle Acque per le province
venete.
11. Il Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, qualora si
rendesse necessario riprogrammare in tutto o in parte le risorse di cui al presente Patto,
interviene nell’istruttoria degli obiettivi e delle scelte di intervento, verificandone la coerenza
con gli indirizzi definiti nei documenti di programmazione nazionali e comunitari.
12. Le Parti si impegnano a verificare periodicamente, almeno ogni 6 mesi, a partire dalla data di
assegnazione delle risorse, lo stato di attuazione del presente Patto ed eventuali necessità di
rimodulazione degli interventi, a parità di spesa ammissibile a valere sul Fondo Sviluppo e
Coesione.

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Articolo 7
(Informazione e pubblicità)
1. Le informazioni riferite agli obiettivi, alla realizzazione ed ai risultati del presente Patto saranno
pubblicizzate sulla base un piano di comunicazione predisposto dall’Agenzia per la Coesione
Territoriale.
2. Al fine di garantire la massima trasparenza e la migliore comunicazione ai cittadini sullo stato di
avanzamento dei lavori, il Sindaco della Città di Venezia si impegna a:
c)

a) individuare e comunicare al Comitato un referente per gli aspetti collegati all’attività
di comunicazione;

d)

b) fornire tutti i dati richiesti dal Comitato al fine di consentire la comunicazione di
informazioni ai cittadini attraverso sistemi “open-data”.

Articolo 8
(Disposizioni finali)
1. Eventuali modifiche al presente Patto sono concordate tra le Parti e formalizzate mediante atto
scritto.

Venezia, 26 novembre 2016

Il Presidente del Consiglio dei Ministri

Il Sindaco della Città di Venezia

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