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TU AMIANTO PROPOSTA DI LEGGE.pdf


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Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA




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Camera dei Deputati — 1366

DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI

mira a metterlo al bando effettivamente ed
efficacemente, disponendo il divieto di
esposizione, con l’obbligo di bonifica e di
rimozione dai luoghi di vita e di lavoro.
Già il nostro Paese è stato lungamente
inadempiente, tanto che dovettero intervenire le istituzioni europee, in quanto
non aveva recepito la direttiva 83/477/
CEE, « Sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con una esposizione
ad amianto durante il lavoro », entro il
termine del 1o gennaio 1987, cui seguì la
procedura di infrazione n. 240/89, che fu
definita con la decisione di condanna della
Corte di giustizia dell’Unione europea del
13 dicembre 1990 e che reca il seguente
tenore letterale: « (...) la Corte dichiara e
statuisce: 1) La Repubblica italiana, non
adottando nei termini prescritti i provvedimenti, diversi da quelli relativi alle attività estrattive dell’amianto, necessari per
conformarsi alla direttiva del Consiglio 19
settembre 1983, 83/477/CEE, sulla tutela
dei lavoratori contro i rischi connessi ad
un’esposizione all’amianto durante il lavoro, è venuta meno agli obblighi che le
incombono in forza del Trattato CEE
(...) ».
La stessa Corte di giustizia dichiarava
la seguente motivazione: « 1. Con atto
depositato nella cancelleria della Corte di
giustizia il 31 luglio 1989, la Commissione
delle Comunità europee ha presentato, a
norma dell’articolo 169 del Trattato CEE,
un ricorso mirante a far dichiarare che la
Repubblica italiana, non adottando entro i
termini prescritti i provvedimenti, diversi
da quelli inerenti alle attività estrattive
dell’amianto, necessari per dare attuazione
nell’ordinamento giuridico interno alla direttiva 83/477/CEE del Consiglio, del 19
settembre 1983, sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi ad un’esposizione all’amianto durante il lavoro è
venuta meno agli obblighi che le incombono in forza del Trattato CEE.
2. L’articolo 18, paragrafo 1, della direttiva 83/477/CEE, già citata, dispone che
gli Stati membri adottano le disposizioni
legislative regolamentari ed amministrative
necessarie per conformarsi alla direttiva
stessa anteriormente al 1o gennaio 1987 e



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che informano immediatamente la Commissione. Esso precisa inoltre che, per
quanto riguarda le attività estrattive dell’amianto, la data del 1o gennaio 1987 è
rinviata al 1o gennaio 1990. A norma del
paragrafo 2, gli Stati membri comunicano
alla Commissione le disposizioni di diritto
interno che adottano nell’ambito disciplinato dalla direttiva.
3. Non avendo ricevuto entro i termini
prescritti alcuna comunicazione da parte
della Repubblica italiana per quanto riguarda i provvedimenti di attuazione della
direttiva, la Commissione le ha inviato una
lettera di diffida il 16 novembre 1987,
sollecitando la presentazione delle difese
in merito al termine di due mesi. La
risposta fornita dalla Repubblica italiana il
5 febbraio 1988 non è stata ritenuta sufficiente dalla Commissione che, dopo
avere adottato il 18 gennaio 1989 un
parere motivato, rimasto senza seguito, ha
introdotto il presente ricorso.
4. Per una più ampia illustrazione degli
antefatti, dello svolgimento del procedimento e dei mezzi ed argomenti delle parti
si fa rinvio alla relazione d’udienza. Questi
aspetti del fascicolo sono riportati in proseguo solo nei limiti necessari per comprendere il ragionamento della Corte.
5. La Repubblica italiana, pur ammettendo sostanzialmente che non sono stati
ancora adottati i provvedimenti necessari
per l’attuazione della direttiva nel proprio
ordinamento, osserva che la normativa
italiana contiene attualmente varie disposizioni volte a garantire la tutela della
salute dei lavoratori e che, inoltre, il
governo italiano ha promosso un’iniziativa
specifica con la quale è stata chiesta al
Parlamento una delega legislativa allo
scopo di adottare le norme necessarie per
attuare, mediante decreto del Presidente
della Repubblica, le numerose direttive in
materia di sanità e di tutela dei lavoratori,
tra i quali rientra la direttiva in questione.
Nella fase orale, essa ha precisato che
detta iniziativa è sfociata nella legge
n. 112, promulgata e pubblicata il 30 luglio 1990, ma osserva che è necessario un
certo tempo per dare attuazione alla direttiva in questione.