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Il Gazzettino

Il giornalino del Centro Diurno

GAZZETTINO

NUMERO 1

Sommario:
La teor ia del Big Bang

3

Una breve stor ia del tempo

“Non è mai troppo tardi”

4

“Il moletto”

5

Gior nate tra sole mare e pesca

I pensier i di Matteo Montanar i: Cuspide

6

“Tutti tagliano ma nessuno pota”

8

L’angolo dei sapor i:
Reg inelle al sapore di mare.

11

La teor ia del Big Bang
Una breve stor ia del tempo
Una b reve s to ri a de l temp o

“Bing bang” significa
grande scoppio e in effetti tutto è iniziato da
un grande nocciolo infuocato.
Esso consisteva di milioni di particelle relativistiche come descritte
dalle equazioni di ALBERT EINSTEIN.
Contrariamente al modello stazionario di
EINSTEIN che prevedeva un universo statico
da quel nocciolo sarebbe derivato uno stato di
continua espansione.
Una conferma sperimentale di tale scoppio
è data dalla rilevazione
di fotoni nello spettro
delle microonde di
scarso contenuto energetico.
La grande espansione
sarebbe iniziata da valori
di
densità,temperatura estremamente elevati.

La fase espansiva è
matematicamente
espressa dalla legge
di HUBBLE che
afferma
che
V=HO*D, in cui V
rappresenta la velocità
di allontamento delle
galassie e D la loro distanza dalla terra presa
come punto di riferimento.
A HO diamo il nome
costante di HUBBLE.
A conti fatti l’età del
universo sarebbe di circa 14 miliardi di anni.
Il risultato di questa
espansione è un continuo
raffreddamento
della materia oscura
portando alla morte
termica dell’universo.
A livello particellare si
partirebbe da atomi
leggeri di idrogeno ed
elio, fino alla costituzione di protoni e neutroni
che si annichilano con

fotoni che scompaiono
con liberazione di energia secondo l’equazione
E=M C² .
Se la densità dell’universo è minore di quella
critica, la sua curvatura
è negativa; se maggiore,
la curvatura è positiva;
se uguale è nulla
(Universo piatto).
Comunque in tutto
questo contesto la diatriba è sempre divisa fra
creazionisti e anticreazionisti.
Peppino

PAGINA 3

“Non è mai troppo tardi”
IL 24 e 25 febbraio 2014, Rai

lo sociale ed educativo mol-

tate fino al 10 maggio

1 trasmesse una fiction intito-

to importante e prezioso,

1968. Il programma era

lata “Non è mai troppo tardi”

contribuendo all’ unificazio-

condotto dal maestro e

che raccontava la vita dell’

ne della nazione tramite

pedagogo Alberto Man-

insegnante Alberto Manzi,

l’insegnamento della lingua

zi, che ne era stato anche

interpretata da Claudio San-

italiana e abbassando note-

l’ ideatore. Egli nacque a

tamaria, ed ebbe un convin-

volmente il tasso di analfa-

Roma il 3 novembre

cente successo di ascolti.

betismo,

particolarmente

1924 e si spense a Piti-

Devo ammettere che mi

elevato nell’ Italia di quegli

gliano il 4 dicembre

appassionò straordinariamen-

anni; Pare infatti pare che

1997; Manzi utilizzava

te.

grazie a queste lezioni a

un grosso blocco di car-

distanza, quasi un

ta montato su cavalletto

milione e mezzo di

sul quale scriveva, con l’

persone sia riuscito

aiuto di un carboncino,

a conseguire la li-

semplici parole e lettere,

cenza

elementare.

accompagnate

La

trasmissione

accattivante disegno di

ebbe inizio il 15

riferimento. Usava anche

novembre 1960 e venne

una lavagna luminosa,

mandata in onda dal lunedi’

che per quei tempi era

al venerdi’nella fascia prese-

assai suggestiva.

“Non è mai troppo tardi”,
Corso di istruzione popolare
per il recupero dell’ adulto
analfabeta è il titolo di un
programma televisivo curato
da Oreste Gasperini, Alberto
Manzi e Carlo Piantoni. Questa trasmissione ebbe un ruo-

rale per permettere a chi
lavorava di potervi assistere
con cadenza quotidiana .
Furono realizzate 484 pun-

da

Gianni
PAGINA 4

un

“Il moletto”
Gior nate tra sole mare e
pesca
Una delle mie passioni, oltre al calcio è la pesca e,
vivendo in un paesino sul mare, sin da piccolo mi
sono avvicinato a questo mondo e tuttora coltivo questa mia passione. Un luogo che ormai
fa parte della mia vita e’ “il moletto”, un piccolo braccio di grosse pietre e scogli con una
sorta di stradina di sabbia, dove ci riuniamo noi amanti della pesca e del mare, e dove trascorro gran parte del mio tempo soprattutto il sabato e la domenica. Sono particolarmente
affezionato a questo luogo per la sua atmosfera familiare, oltre al fatto che, quando sto lì il
tempo scorre tranquillamente tra il rumore del mare e le chiacchierate con gli altri pescatori. Io quando arriva il fine settimana sono carico e di buon ora mi alzo e preparo tutta la
mia attrezzatura, poi con la mia bicicletta parto per il “moletto” pronto a trascorrere li
tutta la giornata. Mi concedo solo una piccola pausa per il pranzo approfittando della vicinanza di casa mia. L’autunno per “il moletto” e’ il periodo più bello e più vivo, sia perché
le giornate non sono ancora freddissime ma soprattutto perché e il tempo di sua maestà la
spigola. Proprio in autunno viene a deporre le uova e si avvicina a riva e per noi pescatori
e’ una festa; si fa a gara a chi ne prende di più e di più grosse e quindi non manco mai. Io
non sono tra i migliori e forse anche meno fortunato degli altri, ma ogni tanto capita anche a me di prenderne qualcuna e quando capita non vedo l’ora di tornare a casa col bottino, e farmi una bella cenetta con i miei genitori. Diciamolo non sarò un grande pescatore
ma chi se ne frega, a me andare al “moletto” mi piace cosi tanto che la pesca a volte passa
in secondo piano, sono felice di averlo e anzi visto che oggi che sto scrivendo questo articoletto è giovedì sono già pronto per un bel fine settimana di pesca,
mare e fantasia.

PAGINA 5

I p e n s i e r i d i M at t e o M o n t a n a r i : C u s p i d e
Come la luna nasconde sempre una sua metà. Come il centro invisibile di ogni galassia occultato dalle proprie diramazioni. Così si muovono distanti i miei insoliti pensieri in lontananza questo caldo pomeriggio estivo.
Dicono che vi sia un cuore,un centro scuro, nascosto, impercettibile,
al centro di ogni sistema stellare, poi di ogni costellazione, e così via,
dicono che vi siano almeno tante stelle quanti sono i granelli di sabbia,
e che ognuna di esse sia la potenziale realizzazione, l'immagine futura
di ogni individuo, e che uno degli scopi della nostra esistenza sia risolvere, guarire, porre rimedio alla nostra esistenziale dissociazione natale.
E dicono che macrocosmo e microcosmo siano identici, un'unica cosa,
speculari l'un l'altro: io, di per me, tremo tremendamente al solo
pensiero di sfiorare il corpo di una donna.
E’ creduto che l'esplosione all'inizio di tutto sia stata un prevalere, una
volontà disequilibrante, e che si possa creare effettivamente materia
dal nulla, con una certa energia, certo, e che una qualunque siffatta
particella si trovi ovunque, e che la nostra stessa identità ordinaria, sia
essa stessa qualcosa di assolutamente temporaneo, provvisorio.
E’ creduto che all'opposto di ogni buco nero che attrae e annulla tutto
ve ne sia uno complementare luminoso che respinge,esplode e genera:
io di certo so che anche una lievissima carezza,un pic- PAGINA 6
colissimo bacio, un minimo gesto potrebbe inesorabilmente annien-

tarmi per sempre.
Si pensa che la materia,l'universo,e tutto ciò che esiste sia un'immane
ed infinitesimale vibrazione,sincronizzata con la propria immutabile
fonte,e che il vuoto assoluto non sia possibile,e si pensa che la vittoria
fra i falsi illusori opposti sia già stata decretata in profondità,nell'essenza,e che una meta di inimmaginabile portata per noi minuscoli punti dell'inconcepibile voglia dire illuminare con la ragione i
recessi del nostro fuoco primordiale e che la mente intera a quel punto svanisca.
e che la chiave di volta della nostra esistenza sulla terra consista nel
divenire dei veri Uomini.
e che per giungere a quel supremo e miracoloso istante sia necessario
annullare il proprio padre,il proprio re,e Dio:
ma io riguardo agli altri opposti così come ai dubbi sull'azione,non
trovo scampo,né risposte,e scivolo sgomento e poveramente tremante,e minuscolo come qualsiasi altro,più di qualsiasi altro,fra le pareti
del mio solitario e relegato esistere,ove di lì l'immane azzerante terrore che mi strappa alla coscienza,brama smodatamente al mio fianco,ciò che istantaneamente ed inesorabilmente lo ucciderà senza dolore:
una sola chiave per due enigmi.un solo miracolo per due cicatrici.un
unico Amore.
PAGINA 7

“Tutti tagliano ma nessuno pota”

Novembre: come ogni anno noi abruzzesi ci prepariamo alla raccolta degli ulivi, tiriamo fuori reti, rastrelli, sacchi, cassette e tanta
volontà e dedizione. Purtroppo quest’ anno la raccolta sembra che
non sia ai livelli degli anni passati a causa della mosca olearia che
influisce sul raccolto. La Bactrocera oleae, detta comunemente mosca olearia utilizza l'ulivo per riprodursi, è molto selettiva e depone
le uova nelle piante più produttive che danno vita al frutto più polposo. La lava si sviluppa all'interno del tronco, dove crea dei veri e
propri tunnel e dopo una decina di giorni raggiunge l'oliva che diventa un ammasso di marciume. L’ Abruzzo è stata una delle regioni
più colpite e considerando la notevole produzione che c’è nel nostro territorio e i numerosi frantoi presenti nella nostra zona, i danni economici saranno ingenti.
Una regione che ha riportato tanti danni alla salute dei propri ulivi
è stata la Puglia e in particolar modo gli ulivi seco-

PAGINA 8

lari del Salento, dove alla fine del 2013 è scoppiato il caso Xylella.

La “ Xylella Fastidiosa” è un batterio che vive e si riproduce all interno dei vasi xilematici della pianta ovvero dell apparato conduttore
di acqua e Sali minerali che vanno dalle radici alle foglie e quindi
questo batterio non fa altro che ostruire le condutture portando al
disseccamento della pianta. Questo fenomeno purtroppo porta all
abbattimento della pianta.
La produzione di olio di oliva è prerogativa del sud Italia. Le cifre
parlano chiaro, mediamente ogni anno in Italia vengono prodotti
circa 6 - 7 milioni di quintali. La Puglia, Calabria e la Sicilia hanno
un'incidenza nella produzione nazionale di oltre l'85% di tutto l'olio
di oliva prodotto nel nostro paese. La rimanente produzione che ha
una certa rilevanza se la dividono Toscana, Liguria, Umbria e Abruzzo.
Arginare questi fenomeni come “xilella e mosca olearia” non è semplice, tuttavia nell’arco di tutto l’anno è bene prendersi cura di queste piante e fare il possibile. Una delle tante cose che possiamo fare
per tutelarle e di cui mi premeva fare qualche accenno è la potatura.
Una delle tecniche più usata nella nostra zona è sicuramente il taglio
ad “arieggiare la pianta”, che consiste nel potare i
rami più centrali della pianta cosi da facilitare la cir-

PAGINA 9

colazione dell’aria nel vaso centrale, cosi facendo si va a fortificare
la struttura e inoltre si favorisce la produttività del frutto.
Chiaramente ci sono altri tipi di potatura, comunque sia la potatura
e un elemento principale attraverso il quale raggiungiamo diversi
obiettivi. rinnovare i rami produttivi ,migliorare la penetrazione di
luce e aria internamente alla chioma della pianta , eliminare i rami
secchi e quelli danneggiati ,contenere la crescita della pianta , rendere la pianta più resistente agli attacchi dei parassiti , sostenere la
crescita vegetativa ,mantenere costante la produttività ovvero ridurre per quanto possibile l’alternanza di produzione , prevenire
l’invecchiamento della pianta.
Quindi possiamo dire che con
una buona potatura miglioriamo
la vita delle nostre piante e la
qualità e la produzione del nostro olio e con buona probabilità
combattiamo questi fenomeni
che negli ultimi anni hanno colpito il nostro territorio.
PAGINA 10

Daniele

L’angolo dei sapor i:
Reg inette al sapore di mare.
per la pasta Reginette fresche :
500 gr. di farina 00 - 4 uova - 1 pizzico di sale - acqua
q.b.
per condire : 4 triglie media taglia (sfilettate),
7/8 panocchie, un pugnetto di gamberi rosa , 300gr
di pomodorini, cipollina rossa, olio e prezzemolo.
Mettiamo intanto a bollire l’acqua per la pasta, poi prendiamo una casseruola
bassa e facciamo soffriggere cipollina rossa, olio, e se ci piace un peperoncino
fresco, dopo qualche minuto, stando molto attenti a non far appassire troppo la
cipollina, mettere le triglie , a parte in una piccola padella facciamo scottare le
panocchie con un pò di olio ed un mestolo di acqua della cottura, dopo circa 2
minuti unire le panocchie e i gamberi rosa nella casseruola dove abbiamo soffritto le triglie, a questo punto mettiamo i pomodorini e facciamo andare a fuoco medio per altri 5 max.
Nel frattempo abbiamo fatto cuocere la pasta, la tiriamo fuori rigorosamente
qualche minuto prima della cottura e dopo averla scolata bene la facciamo saltare nella nostra casseruola. Prima di servirla una spolveratina di prezzemolo e

Vino Consigliato
Fattoria Pasetti, Testarossa Passerina
Passerina Terre Aquilane IGP, 2015

PAGINA 11

I Ragazzi di Via Malastrana
Via Gramsci 63
64021 Giulianova
ragazzidiviamalastrana@gmail.com
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