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Monsignor Gianni Carrù “Strepitus Silentii… le notti delle catacombe” .pdf



Nome del file originale: Monsignor Gianni Carrù “Strepitus Silentii… le notti delle catacombe”.pdf
Autore: Admin

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Monsignor Gianni Carrù: “Strepitus Silentii… le
notti delle catacombe”
“Le catacombe di S. Giovanni a Siracusa, tra le più estese e suggestive del territorio siciliano, sono,
ogni anno, illuminate dalla emozionante iniziativa, definita, in maniera assai significativa, Strepitus
silentii ed organizzata dal gruppo dei giovani, che fanno capo alla società Kairos, in perfetta
sintonia con la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, l’Ente Vaticano che si occupa della
custodia, della tutela e della valorizzazione delle catacombe cristiane d’Italia…” – ha detto
Mons. Giovanni Carrù, Segretario Generale della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.

La voce dei primi cristiani nelle catacombe di Siracusa. Le catacombe sono state definite "i grandi
archivi " della Chiesa. Esse rappresentano la più cospicua testimonianza monumentale della fede
cristiana delle origini, e sono il tempio dei primi martiri. Papa Giovanni Paolo II ricordava: «Questi
monumenti rivestono un alto significato storico e spirituale. Visitandoli si viene a contatto con
suggestive tracce del cristianesimo dei primi secoli e si può, per così dire, toccare con mano la fede
che animava quelle antiche comunità cristiane (...) Come non commuoversi dinanzi alle vestigia
umili, ma così eloquenti, di questi primi testimoni della fede?».

Da queste parole nasce “Strepitus Silentii … le notti delle catacombe”: un modo per riscoprire il
valore di quell’archivio cristiano, le catacombe, che vuole parlare a gran voce, anche se in un
fragoroso silenzio.
Le catacombe a Siracusa, seconde per estensione ed importanza solo a quelle di Roma, rivivono
nel viaggio notturno. Nel decennale del progetto della società Kairòs, promosso dall’Ufficio per la
Pastorale del Turismo dell’Arcidiocesi di Siracusa e dalla Custodia della Catacomba di San Giovanni,
dalla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San
Metodio” e con il patrocinio dell’Assessorato ai Beni culturali del Comune di Siracusa, è stata
organizzata una serata evento il 31 luglio alla Basilica di San Giovanni alle catacombe a Siracusa,
che precede le quindici serate di agosto alle Catacombe di San Giovanni.
Ieri mattina la conferenza stampa di presentazione nel corso della quale la Pontificia Commissione
di Archeologia Sacra ha annunciato che “Strepitus” avrà quest’anno anche una cornice romana,
nella Catacomba di San Callisto, tutta da scoprire nel mese di settembre.
“Le catacombe di S. Giovanni a Siracusa, tra le più estese e suggestive del territorio siciliano, sono,
ogni anno, illuminate dalla emozionante iniziativa, definita, in maniera assai significativa, Strepitus
silentii ed organizzata dal gruppo dei giovani, che fanno capo alla società Kairos, in perfetta
sintonia con la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, l’Ente Vaticano che si occupa della
custodia, della tutela e della valorizzazione delle catacombe cristiane d’Italia – ha detto
Mons. Giovanni Carrù, Segretario Generale della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra
-. Le catacombe per noi cristiani sono il momento culminane della nostra riflessione cristiana. Porto
il saluto del cardinale Gianfranco Ravasi, presidente della commissione di archeologia sacra. Lui è
presente con il cuore perché proprio all’inizio trovandosi a Siracusa andò una sera ad assistere e
meditare e ne rimase profondamente commosso e oggi continua a dirmi che è un’esperienza
catechistica con un taglio pastorale. Nelle gallerie delle catacombe di S. Giovanni, dunque,
attraverso una sapiente opera di “teatralizzazione”, sono ricostruite scene ispirate ai gesti e ai riti
che i primi cristiani praticavano nei cimiteri paleocristiani, al suono commovente del flauto. Queste
drammatizzazioni sono utili a restituire l’atmosfera sobria e gioiosa delle prime comunità cristiane
di Siracusa, che deponevano in questi grandi “contenitori della morte” i corpi dei loro fratelli,
all’insegna dell’uguaglianza e della pietà. Le gallerie della catacomba diventano, così, come le
braccia del Cristo, che abbraccia tutti i fedeli, secondo l’insegnamento di Lattanzio, che ricorda:
“Non c’è nessuna ragione per cui ci chiamiamo fratelli, se non per il fatto che siano tutti uguali
davanti a Cristo”. Con l’iniziativa Strepitus silentii si vuole dare voce a quei primi uomini cristiani,
che pregavano per i loro morti, che veneravano i martiri, che consumano i pasti funebri, che
percorrevano i bui ambienti delle catacombe per, intercettare il raggio di luce della fede, della
speranza, della resurrezione di tutto il popolo di Dio”.
“Un percorso suggestivo che aiuta alla comprensione. Strepitus silentii non può essere ridotto ad
una visita e non è uno spettacolo. Ogni giorno cerchiamo di dare voce agli ultimi, ai deboli, agli
indifesi. Strepitus Silentii da voce ai cristiani, alla comunità cristiana in epoca romana – ha detto

mons. Salvatore Pappalardo, Arcivescovo di Siracusa - . Raccontare la storia di un sito per dare
voce ai suoi abitanti. Questo viaggio che conduce sottoterra, nel silenzio assordante, stimola
ognuno di noi, arricchendoci. Attraversando le gallerie delle catacombe ci sembra quasi di cogliere
questa presenza, di fede. Ringrazio tutti gli attori istituzionali, che hanno reso possibile questo
evento, e gli attori che ci conducono per mano attraverso questa storia millenaria che è la nostra
storia”.
“Il visitatore non è semplicemente accompagnato lungo i percorso - ha affermato mons. Giovanni
Accolla, direttore delle Catacombe di San Giovanni – ma attraverso questa forma teatralizzata
valorizziamo il sito e soprattutto ciò che il sito significa nella storia della Chiesa. Abbiamo
valorizzato le risorse umane coinvolgendo gli operatori della Kairos, che hanno competenze
specifiche sull’archeologia cristiana, che hanno dimostrato di essere qualcosa in più di una
semplice guida. La forma teatralizzata, rispetto alla visita diurna, consente momenti di riflessione e
meditazione sul percorso della vita cristiana all’interno di quel sito. Otteniamo una visita alle
catacombe con maggior consapevolezza da parte dei visitatori e creiamo stimoli e domande sul
senso della vita cristiana agli albori del cristianesimo”.
“L'esperienza ormai decennale di Strepitus silentii continua a rivelarsi un'iniziativa esemplare
nell'ambito delle iniziative di arte sacra. In essa – ha detto don Nisi Candido, direttore dell’Istituto
di Scienze Religiose San Metodio - si armonizza infatti con equilibrio cultura, spettacolo e religione.
Il luogo in cui si svolgono le visite notturne teatralizzate è parte integrante del messaggio: la
catacomba di San Giovanni trasuda storia religiosa e laica della città di Siracusa. La primigenia
comunità cristiana aveva posto qui non solo la custodia dei propri amati defunti,
ma anche alcuni simboli della sua fede nella risurrezione del Cristo. Ogni angolo della Catacomba è
un'immersione nella storia. A distanza di secoli, il silenzio profondo di questo luogo "grida" con il
suo linguaggio altamente evocativo. Gli scavi archeologici hanno messo in luce percorsi
affascinanti, che si prestano alla teatralizzazione delle vicende del primo Cristianesimo, ma anche
alle testimonianze degli archeologi che hanno scavato con frutto il sito. La presenza dell'Istituto
Superiore di Scienze Religiose tra i collaboratori dell'evento annuale, organizzato dalla società
Kairós, è segno del coinvolgimento dell'Arcidiocesi nell'iniziativa e della volontà di approfondire gli
aspetti più significativi dell'arte sacra che la Catacomba riesce ad esprimere”.
"Quando dieci anni fa abbiamo pensato per la prima volta alla possibilità di realizzare una visita
teatralizzata nella Catacomba di San Giovanni – ha spiegato Vincenzo Dente, presidente della
Kairos - siamo scesi sottoterra per immaginare il percorso e il ritmo della visita, abbiamo iniziato il
sopralluogo parlando tra noi su cosa era meglio fare, su quali zone della catacomba era meglio
toccare, ad un certo punto però ci siamo trovati a percorrere quel luogo in un silenzio surreale, non
prestabilito... è in quel momento che abbiamo capito come dovevamo disegnare l'evento. Il silenzio
del luogo, per niente vuoto, ha suggerito l'attore principale della visita teatralizzata che avremmo
voluto mettere in scena: il silenzio. Questo per noi è Strepitus Silentii... un'esperienza unica, che
permette di riscoprire gli archivi della chiesa cristiana in un rispettoso ma fragoroso silenzio".

Voci recitanti sono Lorenzo Maria Faletti, Marinella Scognamiglio e Doriana La Fauci,
accompagnati dal flauto da Romualdo Trionfante.
Anche in questa decima edizione di Strepitus Silentii il ricavato dei biglietti venduti sarà devoluto
per fini caritativi: quest’anno ad un progetto dedicato agli immigrati che a migliaia sbarcano da
mesi sulle coste siciliane.
Fonte: Corriere del Sud


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