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Torrione dicembre 2016 .pdf


Nome del file originale: Torrione dicembre 2016.pdf
Titolo: Torrione dicembre 2016
Autore: Brigida

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Anteprima del documento


Nella seduta del 14 dicembre 2016 è stato
finalmente adottato il PSC, il piano strutturale comunale destinato a sostituire il vecchio
PRG e che detta le linee urbanistiche per i
prossimi 15/20 anni. Un’adozione che si è
rivelata un vero e proprio calvario visto che il
PSC è stato bocciato per ben due volte (il 26
settembre e il 18 ottobre) prima di ritornare
in aula notevolmente ridimensionato.
Il 26 settembre, il PSC originario, che prevedeva la nascita di 176 nuovi appartamenti
sul nostro territorio, subiva una prima battuta
di arresto con la bocciatura di 50 appartamenti su via Stradone. In quella occasione,
infatti, la votazione si concluse con sei voti a
favore e sei contrari (di cui tre della lista civica La tua Castel Guelfo, uno del Movimento
5 stelle e due dei consiglieri di maggioranza
Simone Borsari e Fabrizio Mercuri): dall’aula era dovuto uscire un consigliere di maggioranza per conflitto di interessi.

La seconda bocciatura è arrivata nella seduta del 18 ottobre quando, a causa di un altro presunto conflitto di interessi, la votazione sull’intero PSC (già ridimensionato dei 50 appartamenti) si concludeva con soli sei voti a favore da parte della maggioranza ormai divisa, mentre servivano sette voti a favore per adottarlo.
Il 14 dicembre dunque il PSC è tornato in aula ampiamente
“rivisitato” dai tecnici dell’Ufficio tecnico associato. Da 176 appartamenti originari si è passati a “soli” 109. Un piccolo risultato
politico, certo, se si pensa che questa giunta era partita convinta
di riuscire a far passare al primo colpo il PSC. Certo, avremmo
preferito un PSC a consumo di suolo “zero” visto che il vecchio
PRG, assorbito del tutto dal nuovo strumento urbanistico, ha ancora al suo interno aree già convenzionate sulle quali sono previsti in tutto circa 250 alloggi. Un fabbisogno assolutamente sovradimensionato per un paese come il nostro che non conosce
una crescita costante ma solo un andamento oscillatorio nel numero di abitanti fermo sotto le 4500 unità. Del resto basta fare un giro per il paese per notare quante aree di espansione sono rimaste ferme e quanti cantieri ancora aperti ci sono.
Tuttavia prendiamo atto che la maggioranza che ha vinto le elezioni nel 2014 non esiste più. Ne è prova anche il risultato del
referendum costituzionale del 4 dicembre. A Castel Guelfo ha prevalso il NO con il 51% dei voti. Anche il PSC è passato con
soli sette voti a favore, il numero minimo necessario per adottare lo strumento urbanistico perno del mandato elettorale del
sindaco Carpeggiani. Da queste considerazioni la nostra lista vuole partire, fin da subito, per costruire una alternativa di governo per il 2019, sempre che questa maggioranza riesca a terminare il proprio manda-

Dal 15 settembre è attiva, sul retro
della stazione di Castel San Pietro
Terme una nuova fermata Tper
sulla linea 116 in orario scolastico,
sia in andata che al ritorno. Una
bella notizia per gli studenti di Castel Guelfo che usufruiscono di
questa linea e che, negli anni precedenti, vedevano la corriera fermarsi a un chilometro dalla stazione: situazione che li costringeva a
fare le corse per arrivare in orario
per prendere il treno verso le scuole superiori di Bologna o Imola.
L’istituzione della nuova fermata era stata un’idea della nostra consigliera
Veronica Musiani. La proposta era poi passata all’unanimità in consiglio
comunale due anni fa. Lo scorso anno non fu possibile attivare la fermata
per motivi logistici, quest’anno invece, con l’ultimazione del nuovo parcheggio della stazione castellana, la fermata ha trovato la sua giusta collocazione.
La spesa per questo servizio è di 5000 euro l’anno e la convenzione attualmente siglata tra l’azienda e il Comune ha durata biennale. Una spesa
non eccessiva per il nostro bilancio che però va a garantire un servizio
prezioso di cui usufruiscono anche gli studenti di Medicina. La fermata,
inoltre, qualifica ulteriormente la stazione di Castello: per questo riteniamo
che tale servizio debba essere più correttamente posto a carico del bilancio del Nuovo Circondario, al quale non appena possibile presenteremo
un emendamento proprio a tale scopo.

Ormai è noto da tempo che il Comune di Castel Guelfo ha sborsato oltre 600mila
euro di costi maggiori, per il servizio rifiuti, per le annualità 2013, 2014 e 2015.
Una stortura che si è generata con il passaggio da Tia a Tares e prevalentemente sul bacino di gestione di Hera dove, in alcuni Comuni, la tassa non copriva
l’intero costo del servizio e in altri la tassa eccedeva i costi del servizio.
Tutto questo, da parte di Atersir, l’Agenzia regionale che si occupa della redazione dei piani tariffari, è stato giustificato con una sorta di “criterio di solidarietà”: se
alcuni Comuni non ce la fanno, è giusto che chi può aiuti, sottolineando nel contempo che questi Comuni in difficoltà erano prevalentemente Comuni montani. In
realtà non è esattamente così perché, negli anni 2013 e 2014 il Comune maggiormente in debito (cioè che con le tasse non riusciva a coprire il costo del servizio) era il Comune di Bologna che era “sotto” di un paio di milioni di euro.
Come lista civica crediamo che sia doveroso indagare su tali problematiche e per
questo abbiamo presentato in consiglio una mozione che impegni sindaco e
giunta a chiedere un parere legale per capire se quanto abbiamo versato in più,
come cittadini, ci debba essere restituito. Il documento è passato all’unanimità
ma non risulta che il sindaco abbia ancora proceduto a sentire un legale.
Del resto, basterebbe confrontarsi con il sindaco di San Lazzaro di Savena, Isabella Conti, che ha ingaggiato una forte battaglia su questo tema avendo il suo
comune un “credito” sul servizio rifiuti di più di un milione di euro! Il Comune di
San Lazzaro ha chiesto anche un parere all’ANAC (Autorità anticorruzione) che
ha ribadito la competenza comunale nella gestione dei rifiuti. Dovete sapere infatti che la gestione in capo a Hera è in proroga dal 2011 e da anni si sarebbe
dovuto procedere a un bando di gara attraverso Atersir. Perché, fin tanto che non
si farà il bando pubblico, Hera continuerà a praticare i propri prezzi. San Lazzaro
aveva chiesto dunque all’Autorità se il Comune, in assenza dell’azione di Atersir,
poteva procedere a indire un bando per conto proprio. E la risposta è stata in
buona sostanza positiva. Sulla gestione dei rifiuti si stanno aprendo scenari dunque molto problematici e vorremmo che sindaco e giunta mettessero in campo
azioni maggiormente incisive sia verso Atersir che verso Hera per risolvere definitivamente il tema della restituzione di quanto abbiamo versato in eccedenza.

L’Arcivescovo Zuppi ha chiamato Don Massimo ad altro incarico. Tre settimane per
salutarsi, per prepararsi al distacco.
Nell’aria da mesi. Dopo aver ricevuto in primavera l’incarico di seguire gli aspetti finanziari della Diocesi di Bologna, sapevamo
tutti che prima o poi sarebbe arrivato questo
momento. Don Massimo con la sua conoscenza, i suoi carismi, le sue capacità umane e spirituali, la sua prossimità a tutti, il suo amore vivo per Dio, il suo essere aggregatore e vulcano attivo d’idee ed attività,
non poteva certamente fermarsi qua da noi
per sempre. E quindi via, in obbedienza,
laddove il Vescovo lo chiama. Oltre alla cura degli aspetti economici della Diocesi, il
vescovo gli ha ora assegnato l’Incarico diocesano per la pastorale dello sport, turismo
e pellegrinaggi. Già Assistente spirituale del
CSI, raggiungerà i giovani del mondo dello
sport, portando la bellezza del Vangelo in
queste periferie così importanti. I giovani
sono il nostro futuro e tanto è il vuoto che
loro, come noi adulti, abbiamo. Un vuoto
che solo Uno può colmare davvero.
In questi anni Don Massimo ha fatto innamorare di Dio almeno tre generazioni di ragazzi, oggi dai 12 ai 30
anni. Vivendo con loro campi e campi itineranti, GMG, vita assieme
in canonica, Estate Ragazzi. Nella musica e nel gioco ha passato
loro il Vangelo vissuto e testimoniato con la sua vita. Una fede
gioiosa ed autentica.
Anziani, malati che hanno ricevuto le sue visite in ospedale e a casa, le famiglie di tutte le età, i fidanzati, i più piccoli, la scuola materna...chi frequenta e chi non frequenta la Chiesa. Don e parroco
di tutti. Sempre al telefono, sempre a parlare con qualcuno, vita
spesa per gli altri, dimentico di se stesso. Poi per ciascuno di noi
non è mai stato abbastanza, ciascuno lo sa in cuor proprio.
In quanti non abbiamo pensato almeno una volta “ah, ma non mi
dedica abbastanza tempo, non è venuto da noi se non tre volte
quest’anno...”. Ma quanti siamo? 4.450 anime, 27 realtà parrocchiali, più di 1.800 famiglie e lui…uno solo. Ringraziamo il Buon
Dio per quanto abbiamo ricevuto, per quanto Don Massimo ci ha
trasmesso e per quanto ci ha permesso di crescere come uomini e
donne e come figli di Dio. Per l’importanza dell’unità e della comunione nella diversità di ciascuno, per la quale tanto si è speso. Ora
che va via, ci si rende conto facendo il bilancio, si riflette e si comprende. Ma il distacco serve sicuramente anche a questo. Un passo di crescita. “Non capisco, non è giusto”, il pensiero di tanti. Ma
Dio ci insegna a pensare non secondo la nostra logica. I nostri piani non sono quelli di Dio. Guardiamo a Dio, che ci guida, è a Lui
che Don Massimo con il suo vivere, ci ha voluto portare. Non a se
stesso, ma a Dio. Gratitudine e crescita quindi. Obbediamo anche
noi, come lui. E Dio ci darà di capire e di vedere, a suo tempo.
Domenica 4 dicembre il paese tutto si è unito insieme per salutarlo,
in una sentita e calda celebrazione Eucaristica, che ha visto le due
parrocchie, di Crocetta e Castel Guelfo insieme nel canto e
nell’assemblea del popolo di Dio, le autorità ed i suoi amici sacerdoti, tutti raccolti attorno a lui per dirgli il nostro grazie davanti al
Signore. E poi ancora presso il Palazzo Comunale, dove tutte le
associazioni del paese, con l’aiuto di tanti sostenitori del paese,
hanno contribuito a fare festa preparando polenta al ragù, piadine,
vin brulè e cioccolata calda in un rinfresco comunitario.
Don Massimo, grazie, Dio ti accompagni nella nuova missione
pensata per te. Con gratitudine per l’amore che ci hai dato, ti accompagniamo con la nostra preghiera, uniti nella comunione della
Chiesa di Cristo.
Veronica Musiani


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