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Arcireport n 3 2017.pdf


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arci

arcireport n. 3 | 26 gennaio 2017

Otto progetti per lo sviluppo
associativo dell’Arci
di Greta Barbolini responsabile nazionale Arci Politiche economiche

Di sviluppo associativo si discute spesso
dentro l’Arci, a tutti i suoi livelli. Se
non vi sono dubbi sul fatto che compito dell’Arci sia favorire la crescita di
nuovo associazionismo, ampia invece
è la discussione sugli strumenti per
perseguire un obiettivo così strategico
che, inevitabilmente, necessita di un
insieme di soluzioni e approcci.
Il Concorso per progetti e idee innovative per lo sviluppo associativo dell’Arci
rappresenta ‘solo’ uno strumento specifico di una politica più complessiva con
l’obiettivo di sollecitare l’emersione di
progetti innovativi di carattere sociale e
culturale, potenziare la crescita dell’Arci
a fronte di una non ampia ma costante
erosione di basi associative facilitando
l’accesso al credito, che è certamente
uno dei principali problemi per realtà
associative nascenti nell’attuale contesto
socio-economico.
L’iter ideativo del concorso ha avuto una
lunga gestazione: dal primo confronto
con i Presidenti di Comitato riuniti
nell’Assemblea di ottobre 2015 fino al
varo definitivo in occasione della Conferenza di Programma di luglio 2016.
Un lungo periodo dedicato a costruire
le dinamiche finanziarie che sottostanno
al Concorso, che non prevede finanziamenti a fondo perduto ma una facilitazione all’accesso al credito soprattutto
dal punto di vista della riduzione delle
garanzie che troppo spesso costringono
ancora i Presidenti di Circolo a mettere
in campo garanzie personali.
Negli attuali tempi di disintermediazione
delle filiere e delle relazioni abbiamo
scelto di andare controcorrente, avendo
voluto confermare - tramite l’impostazione del concorso – la centralità del
rapporto di prossimità tra circolo e
Comitato rafforzandolo con specifici momenti formativi che possano accrescere
le capacità complessiva di orientamento
e accompagnamento del Comitato, oltre
che la specificità dei singoli progetti.
I risultati di questa prima esperienza
sono certamente interessanti. A fronte di
un’aspettativa di un numero significativo
di progetti, sono stati complessivamente
12 i progetti candidati da parte di 10
Comitati territoriali. Dal punto di vista
geografico, 5 progetti provengono da
Comitati del Nord, 5 dal Comitati del
Sud e 2 del Centro. Le realtà candidate
sono quasi totalmente associazioni di

promozione sociale (11 progetti) e solo
in un caso è stata proposta un’associazione di volontariato. 7 progetti su 12
riguardano realtà associative definibili
come start up: 4 progetti riguardano
circoli in via di costituzione, 3 progetti
riguardano circoli costituiti negli ultimi
5 anni. Complessivamente in 5 progetti
su 12 il fulcro è rappresentato dalla dimensione fisica del circolo, dai suo spazi,
siano essi da allestire o trasformare; 5
progetti vertono invece sulle attività da
ampliare e diversificare.
Tutti i progettisti e le figure di riferimento dei rispettivi Comitati hanno
partecipato a un seminario dedicato alla
progettazione economico-finanziaria
tenuto da due formatori di Banca Etica.
Un seminario che ha svolto appieno la
propria funzione formativa migliorando
la pianificazione fino a fare emergere la
necessità di sospendere la candidatura
di 4 progetti per un maggiore approfondimento.
Un percorso parallelo di analisi qualitativa è stata sviluppata dal Comitato
scientifico (composto da Anna Fasano,
vice presidente di Banca Etica, Andrea
Volterrari dell’Università di Tor Vergata, Angelo Rindone di Produzioni dal
Basso e Roberta Franceschinelli della
Fondazione Unipolis) che ha supportato

l’associazione a individuare indicatori di
valutazione dei progetti sia nella forma
in cui sono stati presentati ma anche in
previsione del loro avanzamento esecutivo. Anche se la definizione di Concorso
può avere evocato una dinamica valutativa simile a quella dei bandi, il lavoro
di valutazione non si è dato l’obiettivo
di definire i progetti migliori, ma dei
progetti destinati a funzionare.
Al momento attuale, il lavoro di completamento della documentazione per
Banca Etica relativamente agli 8 progetti
approvati dalla Presidenza nazionale dell’Arci sta andando di pari passo
con la definizione di un documento di
valutazione per ogni progetto che sarà
presentato ai progettisti dei Circoli e dei
Comitati in occasione di un prossimo
incontro specifico.
Fornire l’innesto iniziale per partire,
infatti, a volte non basta per sviluppare
appieno, nel medio periodo, una buona
idea progettuale: è necessario avere gli
strumenti per una valutazione in itinere
del proprio lavoro per migliorarlo, modificarlo e condividerlo.
All’Arci serve certamente crescere e
sviluppare la propria rete sperimentando

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