File PDF .it

Condividi facilmente i tuoi documenti PDF con i tuoi contatti, il Web e i Social network.

Inviare un file File manager Cassetta degli attrezzi Ricerca PDF Assistenza Contattaci



ORIENTE VS OCCIDENTE PDF.pdf


Anteprima del file PDF oriente-vs-occidente-pdf.pdf

Pagina 1 2 34514

Anteprima testo


CLAUDIO PIRA
13/8/16
ORIENTE VS OCCIDENTE: SVILUPPI SEPARATI MA DESTINI INCROCIATI

ma, al contrario, che esiste il bene, il quale però è in sé anche male ed il male, che in sé racchiude
anche del bene. Per tale motivo i due caratteri dialettici ed iconografici in cui si riconosce il
principio ontologico di base del Tao, che letteralmente potrebbe essere tradotto in italiano con «la
via», sono Yin 陰e Yang 陽.
Iscriviti ad Amazon Prime: 19,99 EUR all'anno con 30 giorni di prova gratuita! Clicca QUI per
saperne di più!
Lo Yin è essenzialmente un principio femminile che riporta all'idea di ombroso, oscuro e freddo,
così come potrebbe essere il carattere femminile, mentre lo Yang costituisce il principio maschile, il
calore, il sole, il duro lavoro e la spontaneità. Entrambe queste due forze non si escludono a vicenda
ma sono, come detto precedentemente, complementari e si equilibrano tra loro.2 L'origine di tale
filosofia monistica potrebbe essere riconducibile alla vita campestre dei contadini della Cina
continentale, i quali vedevano e testavano sulla propria pelle l'alternarsi del giorno e della notte e
quindi il mutamento, nella quotidianità, di un eterno ritorno che si bilancia costantemente. Quindi
alla notte si alterna sempre il giorno, il maschio esiste perché esiste la femmina e via dicendo.
Il Tao in questo modo starebbe a significare la via intesa come vita, quotidianità e, soprattutto,
armonia. Lo stesso concetto di armonia nel mondo culturale confuciano, è estremamente importante
e, come evidenziano gli studiosi Franco Mazzei e Vittorio Volpi:
«Il Confucianesimo enfatizza l'importanza dell'armonia, dell'ordine sociale che nello stesso tempo è anche morale: un
ordine consistente in un sistema gerarchizzato sulla base delle “cinque relazioni” (sovrano-popolo, padre-figlio,
marito-moglie, fratello maggiore-fratello minore, amico-amico). Da queste relazioni derivano regole morali di tipo
comunitaristico, che ubbidiscono non tanto alla coscienza individuale, la quale è scarsamente sviluppata, ma al
giudizio della società, del gruppo d'appartenenza.» 3

Ed è così che la citazione iniziale di Zengzi (o Tsengtzu) 曾子, famoso filosofo cinese e discepolo di
Confucio, inizia ad avere agli occhi dei lettori occidentali un senso ben preciso. Nella sua citazione
emergono tutti i punti chiave della dottrina confuciana: la riflessione filosofica, l'agire in funzione
della società, degli amici e della famiglia secondo norme di comportamento legate al senso di
giustizia (Yi) e al rispetto dei rituali (Li), avendo fiducia verso il prossimo (Xin) e onorando la
propria e l'altrui saggezza (Zhi). Risulta inoltre importante e interessante considerare non solo la
citazione in sé, ma anche il periodo storico in cui essa fu scritta. Infatti stiamo parlando di ben
cinquecento anni prima di Cristo, durante la dinastia Zhou e l'imminente periodo dei regni
combattenti, epoche cruciali per il successivo sviluppo politico/culturale del continente cinese. Il
Confucianesimo in secoli difficili ed incerti quali la Cina si stava apprestando ad attraversare, funse
da catalizzatore, da collante sociale che aiutò la formazione di future dinastie, successive al periodo
dei regni combattenti. Gli imperatori della dinastia Han 漢朝 (206 a.C. - 220 d.C.), dopo alcune
esitazioni iniziali, elevarono il confucianesimo a dottrina ufficiale dello Stato e da allora il dominio
ideologico della scuola dei letterati non conobbe che deboli e temporanee eclissi. Le trasformazioni
sociali e politiche cui era andata incontro la Cina al tempo dell'unificazione (proprietà privata della
terra, centralizzazione burocratica dell'amministrazione, selezione meritocratica dei funzionari) si
consolidarono nelle loro grandi linee ed il confucianesimo se ne fece difensore. Non risulta quindi
difficile ora comprendere come la cultura cinese (ed estremo orientale) sia intrisa capillarmente
di Confucianesimo e, proprio per queste profonde radici, lo stesso Confucianesimo sia
sopravvissuto ancora oggi e stenti a perdere la nuova lotta contro l'attuale globalizzazione
occidentale.