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ORIENTE VS OCCIDENTE PDF.pdf


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CLAUDIO PIRA
13/8/16
ORIENTE VS OCCIDENTE: SVILUPPI SEPARATI MA DESTINI INCROCIATI

2) Il Confucianesimo applicato al governo e alla società e l'affermazione del collettivismo in
Asia orientale.

“La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo per complicarla”
Lo stesso Confucio era solito ripetere una frase come questa per semplificare e far capire cosa fosse
veramente il Confucianesimo e in che modo lo si dovesse applicare alla società e al governo, uno
dei suoi punti chiave che cercò sempre di chiarire. E, su questo assunto si basa, potremmo dire in
modo strutturale, l'etica e la cultura confuciana degli stati estremo orientali. Secondo lo storico F.
Mazzei infatti, «per il confucianesimo il mondo – questo mondo – è il migliore dei mondi possibili e
la natura umana è fondamentalmente buona. Pertanto, fondamentalmente, tutti gli uomini sono tra
loro uguali perché tutti in grado, in linea di principio, di essere governati dai li (rituali), attraverso
la pratica del continuo autoperfezionamento».4
La collettività all'interno della società confuciana svolge un ruolo cruciale, tant'è che oggi, lo stesso
governo cinese, ha stabilito come future linee guida politico/istituzionali alcuni cardini confuciani
quali: la fiducia negli altri, la conoscenza, il rispetto di civiltà diverse e l'armonia sociale. Lo stesso
cogito cartesiano (basato sulla distinzione tra bene e male) si dissolve nelle società confuciane, dove
ciò che prevale è la netta appartenenza alla società, alla comunità che è considerata una grande
famiglia da rispettare e da migliorare costantemente. L'individualismo non trova spazio nel
ragionamento collettivistico orientale e l'azione del singolo in qualsiasi ambito sociale, economico e
politico, sarà sempre messa in secondo piano dall'agire sociale, dalle decisioni e dai risultati
raggiunti dal gruppo. Il concetto di vergogna è dunque completamente diverso dalla sua controparte
occidentale. La peggior umiliazione per un asiatico non è il senso di colpa o il rimorso interiorizzato
come in Occidente, ma al contrario la vergogna su base sociale, l'aver perso la faccia 面子 (mianzi)
di fronte a chi più conta nella vita di tutti i giorni: il popolo!
Come sottolinea nuovamente lo stesso Mazzei: «Questo atteggiamento, per forza di cose tendente
al conformismo inteso positivamente come tensione morale per garantire l'armonia del gruppo,
spinge il confuciano a una partecipazione sociale attiva giocando al meglio il proprio ruolo (di
sovrano o di suddito, di padre o di figlio ecc.), ed è definito in cinese con l'espressione «entrare
nella società» (rushi).»5 Ben evidenti sono le differenze con il pensiero classico Taoista che