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cs CESSI PUBBLICI .pdf


Nome del file originale: cs_CESSI PUBBLICI.pdf
Autore: marina

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Teatro Filodrammatici di Milano, dal 21 al 26 febbraio

CESSI PUBBLICI
di Guo Shixing
regia e traduzione Sergio Basso
con Lidia Castella, Cristina Castigliola, Federico Dilirio, Mele Ferrarini, Mattia Giordano, Eva Martucci, Paolo
Mazzanti, Francesco Meola, Lucia Messina, Elena Nico, Matthieu Pastore, Alessandra Raichi
acting coach Karina Arutyunyan, assistente alla regia Lucia Messina, scenografia Federica Pellati,
direzione cori Camilla Barbarito, produzione Teatraz

In arrivo a Milano lo spettacolo che cambierà per sempre la vostra idea sulla Cina. Dimenticate le
fascinazioni esotiche, la retorica politica e il riso alla cantonese: quella che va in scena al Teatro
Filodrammatici di Milano dal 21 al 26 febbraio è la vera Cina, quella di oggi, senza filtri, senza
pudore e senza vestiti, esattamente come si sta nei bagni, ed esattamente nei CESSI PUBBLICI.
Tre giorni a distanza di dieci anni, uno nel 1975, uno nel 1985, uno nel 1995, tre giorni che
raccontano tutta la Cina dagli anni Settanta ai giorni nostri, tre giorni lontani nel tempo ma
collocati nello stesso spazio, un cesso pubblico a Pechino. Ci sono i frequentatori abituali, ci sono
quelli che riescono a cavalcare l’onda del cambiamento – dalla Rivoluzione Culturale all’Economia
Socialista di Mercato -, c’è chi soccombe, c’è chi resiste, c’è la società cinese di oggi, spaccata tra la
vecchia generazione formata agli ideali confuciani, di sobrietà e rispetto reciproco, e i giovani
rampanti che idolatrano il dio denaro e bruciano tutto sull’altare dell’ambizione. È un po’ come un
treno in marcia su cui il macchinista ha dimenticato dove stiano i freni, e in questa corsa
inarrestabile il vespasiano diventa un luogo di sospensione, uno spazio personale dove fare i conti
con la memoria e con i propri fantasmi, al punto che il protagonista – che del cesso pubblico è il
gestore – vi viene assalito dalle proprie colpe in un delirio allucinatorio.
La contrapposizione fra la dimensione pubblica e privata, il rimpianto per il passato, l’inesorabile
scorrere del tempo sono tematiche care alla drammaturgia cinese, che la accostano
prepotentemente a filoni tipici anche del teatro europeo come Calderón de la Barca o Cechov, ma
che mantengono anche una loro struggente e specifica potenza che fa del teatro cinese
contemporaneo una delle voci più sorprendenti e affascinanti del nostro tempo.
In concomitanza con la prima europea di CESSI PUBBLICI a Milano, verrà presentata la pubblico la
prima traduzione del testo a cura di Sergio Basso, edita da CuePress. Il drammaturgo cinese Guo
Shixing sarà eccezionalmente in Italia per assistere allo spettacolo e incontrare il pubblico il giorno
16 febbraio presso l’Università degli Studi di Milano. Terrà conferenze per presentare il libro e lo
spettacolo a Torino, Roma, Firenze, Enna.
Teatro Filodrammatici di Milano - via Filodrammatici, 1 - ingresso Piazza Paolo Ferrari, 6
www.teatrofilodrammatici.eu tel. 02 36727550
DATE E ORARI DI RAPPRESENTAZIONE martedì 21, giovedì 23 e sabato 25 febbraio 21.00
mercoledì 22 e venerdì 24 febbraio 19.30 | domenica 26 febbraio 16.00
BIGLIETTI Intero: 22€ | ridotto convenzionati: 18€ | ridotto under 30: 15€ | ridotto over 65 e
under 18: 11€
Ufficio Stampa compagnia Teatraz Marina Saraceno | 349 3602434| marinasaraceno@gmail.com
Ufficio Stampa Teatro Filodrammatici Antonietta Magli | 340 9037334 |stampa@teatrofilodrammatici.eu

L’autore
Guo Shixing è uno dei più grandi drammaturghi cinesi.
Negli anni Novanta ha concepito la trilogia Niaoren, Yuren, Qiren [“Uomini-uccello”, “Uominipesce”, “Uomini-scacco”. In tre pièces affronta tre hobbies dei pechinesi: portare i canarini al
parco, andare a pesca, giocare a scacchi nei crocicchi. Tre passioni, folkloriche, icastiche, che
sconfinano rapidamente nell’ossessione. Ed ecco che esaminare un passatempo diventa
l’occasione di raccontare la società cinese contemporanea e le sue idiosincrasie. Perché presenta
in maniera icastica una realtà, quella cinese, sempre più presente nel nostro orizzonte quotidiano.
Perché sebbene parli di una realtà specifica, le sue parabole sull’essere umano riescono a essere
universali. Sembra un Aristofane moderno venuto dall’Oriente.
La Cina si guarda allo specchio in questo testo che ricorda la malinconia de Il campiello di Goldoni
e la danza drammaturgica de Il girotondo di Schnitzler, e che alla fine si rivela un’immane metafora
della crisi economica e sociale contemporanea, del bivio tra collettività ed individualismo.
E ha qualcosa da dire anche a noi all’Occidente.
Il regista
Sergio Basso, regista teatrale e cinematografico, sinologo, si dedica da anni all’interazione
culturale tra Cina ed Italia.
Suo il documentario sulla comunità cinese di Milano, Giallo a Milano. Nel 2014 ha girato un
documentario in cinese su Guangwudi, il più grande imperatore cinese del I d.C, per il prime time
della televisione cinese di stato, CCTV. Sempre in Cina nel 2016 sta girando il nuovo documentario
di BeijingTV, per l’uscita cinematografica, sull’ottantesimo della Lunga Marcia. Il suo ultimo film,
Amori elementari, con Cristiana Capotondi, è una co-produzione italo-russa uscita al cinema in
diversi Paesi, dal Canada all’Australia, e premiata a vari festival internazionali.
Gli attori
Francesco Meola, diplomatosi all’Accademia dei Filodrammatici di Milano, ha all’attivo diverse
produzioni teatrali e televisive, dividendosi prevalentemente tra Italia e Stati Uniti.
Mathieu Pastore, diplomato alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano, diretta da Luca Ronconi e è il
Premio Hystrio 2012 alla vocazione teatrale.
Alessandra Raichi ha lavorato al cinema ed in teatro con artisti internazionali come Peter
Greenaway, Irene Papas, Jürgen Müller (Fura dels Baus), Reza Keradman, e italiani come Massimo
Dapporto, Lello Arena, Patrick Rossi Gastaldi, Antonio Calenda, Lamberto Puggelli.
Cristina Castigliola si diploma nel 1997 presso la Scuola di recitazione e mimo del Piccolo Teatro di
Campopisano di Genova. Collabora a più riprese con la Compagnia A.T.I.R. e dal 2013 alterna la
professione d’attrice a quella di docente nel campo teatrale.
Federico Dilirio, dopo essersi diplomato nel 1997 presso la Scuola del Teatro Stabile di Torino, si è
affermato in diversi lavori in teatro come al cinema e in televisione.
Eva Martucci ha recitato sia in teatro che in diverse produzioni cinematografiche. Si forma presso
la Libera Accademia dello Spettacolo e la Palestra dell’Attore oltre ad altri laboratori.
Mele Ferrarini si diploma in Recitazione al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Ha già
collaborato con Sergio Basso in altre due produzioni.
Lidia Castella nel 2009 conclude il suo percorso di studi presso la scuola di teatro Sergio Tofano e
nel 2013 si diploma presso la Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine.
Paolo Mazzanti, diplomatosi nel 2013 all’Accademia dei Filodrammatici di Milano, prosegue il suo
percorso di formazione con la compagnia Nut di danza contemporanea.
Infine, dall’Accademia Teatrale Veneta escono gli elementi più giovani della compagnia, Elena
Nico, Lucia Messina (entrambe classe 2013) e Mattia Giordano (classe 2015).
Ufficio Stampa compagnia Teatraz Marina Saraceno | 349 3602434| marinasaraceno@gmail.com
Ufficio Stampa Teatro Filodrammatici Antonietta Magli | 340 9037334 |stampa@teatrofilodrammatici.eu


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