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La Stampa Cuneo 16 Febbraio 2017 .pdf



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CN

IL CASO

BORDIGHERA
LE STORIE

DAL 18 FEBBRAIO
IN EDICOLA

La maturità?
A Trento
anche in cinese

Torino, un falò valdese Boves torna in tv
contro le persecuzioni per vincere il bus

Ladri di mimose
Arriva la ronda
dei carabinieri

Matteo Borgetto A PAGINA 40

Loredana Demer A PAGINA 15

Fabio Poletti A PAGINA 11

Andrea Rossi A PAGINA 16

ALPI PIEMONTESI MISTERI E MERAVIGLIE

LA
LA STAMPA
STAMPA
QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 & ANNO 151 N. 46 & 1,50 € IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO www.lastampa.it

Ieri si sono incontrati Emiliano, Speranza e Rossi. Lunedì dopo l’Assemblea l’addio a Matteo: costretti a rompere

Netanyahu negli Usa

Pd, patto a tre per la scissione

Svolta Trump
“I due Stati
non unica via
Nostro sondaggio: cala la popolarità dei Democratici, gli elettori delusi dalle liti alla pace”
Emiliano, Rossi e Speranza
hanno siglato un patto per la
scissione dal Pd e la formazione
di un nuovo movimento alla sua
sinistra. Intanto, dal sondaggio
de «La Stampa» emerge il calo
di popolarità dei democratici.

n

L’IRRESISTIBILE
ISTINTO
DI DIVIDERSI
FRANCESCO BEI

A

lzi la mano chi ha capito perché, tra pochi
giorni, il partito che bene o male ha garantito per anni un governo al paese, il rispetto degli obblighi internazionali, le missioni militari all’estero, la lotta al terrorismo,
le riforme, la tenuta del sistema bancario, che in definitiva
costituisce ancora l’unica dorsale su cui costruire una possibile maggioranza dopo le elezioni, ebbene alzi la mano chi
ha capito perché questo partito debba andare incontro a
una scissione devastante.
C’è forse bisogno della psicanalisi più che della scienza
politica per comprendere come una classe dirigente di
persone stia allegramente
correndo incontro a un suicidio collettivo. E’ come se i manager di una fabbrica di automobili improvvisamente si
mettessero a dire ai consumatori che il loro prodotto fa
schifo, non funziona, si arrugginisce se lasciato all’aperto, è
inservibile d’inverno. E in fondo le auto della concorrenza
sono le uniche che rispondono
davvero ai requisiti del momento. Naturalmente la colpa
di questo disastro produttivo,
di questo schifo di auto, è tutta
da addossare al collega della
scrivania accanto.

La Mattina, Lombardo, Magri,
Martini, Sorgi E IL BAROMETRO
DI Piepoli DA PAGINA 2 A PAGINA 5

Nelle terre di Renzi: Nel feudo di Bersani:
“Tradito il partito”
“Separarsi è inutile”
ANDREA MALAGUTI
INVIATO A FIRENZE

A PAGINA 3

NICCOLÒ ZANCAN
INVIATO A BETTOLA (PC)

A PAGINA 2

STOP A GUCCI PER L’EVENTO DA 57 MILIONI. DA ROMA A FIRENZE LE POLEMICHE ITALIANE. MA C’È ANCHE CHI È A FAVORE

“Il Partenone è un gioiello”, no alla sfilata di moda

ALLE PAGINE 24 E 25

“L’Ue ci aiuti
sui migranti”

MARKO DJURICA/REUTERS

MARIA CORBI

L

e dee della moda non calpesteranno le
pietre dell’Acropoli. Niente sfilata di
Gucci, sui resti della cultura classica,
simbolo della grandezza greca che fu, per-

MATTIA FELTRI

ché «il carattere culturale unico dei monumenti dell’Acropoli è in contrasto con un
evento di questo tipo», spiega la Commissione archeologica centrale greca (Kas). Un no
che significa la rinuncia a due milioni di euro
destinati a un piano di restauro e altri 55 mi-

lioni che sarebbero derivati da diritti di immagine. Una proposta «volgare», quella di
Gucci, secondo Euguenia Gatopoulou, direttore generale dell’area restauro, musei e
opere tecniche del ministero della Cultura.
CONTINUA A PAGINA 23

Gran Ballo Comunista

u Per scissione si nasce e si muore e così, quando nel 1991

9 771122 176003

C

ome tutti i suoi predecessori, Donald
Trump vuole la pace
in Medio Oriente. La continuità si ferma qui. In mezz’ora di conferenza stampa
con Benjamin Netanyahu,
il Presidente americano ha
messo la pietra sopra la soluzione dei «due Stati».

INTERVISTA

Buongiorno

70216

Così Donald
cambia i giochi

CONTINUA A PAGINA 23

La sfilata all’Acropoli sarebbe dovuta durare 15 minuti, ma Atene: «Sito culturale unico, incompatibile con questo genere di eventi»

Baudino, Colonnello e Minello

Mastrolilli e Stabile ALLE PAG.6 E 7

STEFANO STEFANINI

CONTINUA A PAGINA 23

25 anni dopo
Mani Pulite, quando finì
la Prima Repubblica

«Israele e Palestina due
Stati? Non è l’unica soluzione possibile». Così Trump,
nell’incontro a Washington
con il premier Netanyahu,
apre al suo alleato. David,

n

I REPORTAGE

nasce il Pds, per scissione nasce Rifondazione in cui confluiscono Democrazia proletaria e Partito comunista dei
marxisti-leninisti-Linea Rossa, ma subito si scinde il Movimento dei Comunisti unitari che più avanti fonderà i Ds
entrando nel Correntone, tranne alcuni che si scindono e
fondano Sinistra democratica per il socialismo europeo,
che sarà tra i fondatori di Sinistra e libertà, che sarà tra i
fondatori di Sel, ma intanto da Rifondazione si scinde
Mara Malavenda che fonda i Cobas e si scinde Cossutta
che fonda il PdcI, che subito si scinde e nasce l’Associazione sinistra rossoverde da cui si scinde Marco Rizzo che
fonda Comunisti sinistra-popolare, e si scinde Katia Bellillo che fonda Unire la sinistra (e si sottolinea Unire), ma

intanto Rifondazione si ri-scinde perché se ne vanno i
trotzkisti di Ferrando che fondano il Partito comunista
dei lavoratori, allora Rifondazione e Pdci si fondono nella
lista Anticapitalista che fallisce il quorum allora si riscindono, e da Rifondazione si scinde l’Ernesto, corrente
marxista-leninista e va nel PdcI intanto che Vendola si
scinde da Rifondazione e fonda Rifondazione per la sinistra, da cui ci si scinde per fondare Iniziativa comunista,
da cui ci si scinde per fondare i Comunisti autorganizzati,
da cui ci si scinde per fondare Progetto comunista, da cui
ci si scinde per fondare Sinistra classe rivoluzione, e non
sarebbe finita qui... ma ecco il punto: D’Alema è sicuro
sicuro di chiamare la sua scissione ConSenso?
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Guterres,
segretario
generale Onu
Tutti collaborino
E in Libia serve
il dialogo fra
Sarraj e Haftar
PAOLO MASTROLILLI
A PAGINA 9

2 .Primo Piano

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

Pd, ecco il patto a tre:
dopo l’assemblea
la scissione sarà realtà

Insulti
social su
Morani
n «Querelerò

il militante del
M5S che ha
pubblicato una
mia foto sui
social dove dice
che prima di
entrare in Parlamento facevo la
escort». Lo
annuncia Alessia
Morani, deputata del Pd, e racconta: «Ho ricevuto solidarietà
da tutti i partiti
tranne dal M5S.
Quando Libero
ha fatto il titolo
“Patata Bollente” sulla Raggi
dal Pd abbiamo
subito espresso
solidarietà»

Emiliano, Speranza e Rossi lanciano un nuovo movimento
“Renzi non ci ha ascoltati”. E aprono a Pisapia e Vendola
AMEDEO LA MATTINA
ROMA

La scissione di via Barberini è
stata decisa al numero civico
36, nella sede romana della Regione Puglia. Al primo piano,
dove c’è l’ufficio di Michele
Emiliano. Non c’è ancora un nome, non c’è un logo: è ancora
presto. C’è però un patto a tre
tra Emiliano, Roberto Speranza ed Enrico Rossi per fondare
un movimento dando vita ad
una «costituente» a sinistra del

15
per cento
A tanto,
secondo
Emiliano,
può arrivare
un movimento di sinistra.
«Il Pd non va
oltre il 18%»,
ha aggiunto
il governatore

Pd. Un movimento, non un partito, in cui non c’è né un leader
né un candidato premier che il
sistema proporzionale non richiede. È la «costituente di centrosinistra» di cui parla pure
D’Alema. Aperta alla società,
alle associazioni, a coloro che
sono delusi da Renzi e che hanno votato 5 Stelle. «Una separazione consensuale dal Pd e non
conflittuale». Dopo le elezioni
non è escluso che si possano
mettere insieme le forze parla-

mentari per formare un governo e fermare i populisti.
È la logica del proporzionale
che spinge a valorizzare l’identità rispetto alle coalizioni. E allora
ognuno faccia la sua battaglia,
presenti il suo programma. Il
partito di Renzi potrebbe fare il
pieno di voti moderati e svuotare
Forza Italia; il movimento nascente raccoglierà tutti i voti a sinistra e un pezzo del bacino elettorale pentastellato, fino al centro. Un nuovo Ulivo, un nuovo

centrosinistra in cui non ci saranno in prima fila Bersani e
D’Alema. Loro due si impegneranno in campagna elettorale ma
faranno un passo di lato rispetto

NEL FEUDO DI BERSANI
Manto

Piacenza

Po

Po

Parma

Reggio
Emilia

BETTOLA

S

EMILIA
ROMAGNA

LA STAMPA

Tremila abitanti
Bettola, paese natale
di Pierluigi Bersani,
è un comune di circa
3 mila abitanti in
provincia di Piacenza.
Qui a destra un
momento
di un comizio
dell’ex segretario
LAPRESSE/SERGIO VOLO

A Bettola tra delusione e rimpianti
“Il rottamatore ha tradito il partito”
L’amica d’infanzia di Bersani: “La gente si è sentita trattata male,
Renzi vuole decidere tutto a Roma, per lui i circoli sono inutili”
NICCOLÒ ZANCAN
INVIATO A BETTOLA (PERUGIA)

ierluigi sta soffrendo
molto». «Pierluigi è
una persona seria».
«Guarda che per far litigare
uno come Pierluigi devi proprio
tirarlo dentro…».
Odore di legna ad ardere nelle stufe. Un aereo nel cielo sopra il campanile del Santuario
della Madonna della Quercia. E
qui, sotto la vecchia casa del
maestro partigiano Gino Pancera, che combatté i nazisti acquartierati sul versante opposto della piazza, adesso si ferma

«P

una signora che ha fatto molta
strada assieme a Pierluigi Bersani. Scuola elementare, scuole
medie, la corriera per Piacenza
ai tempi del liceo: «Io e Pierluigi
siamo coetanei. Il sabato ascoltavamo i primi complessi americani nel jukebox al bar della
stazione». La stazione non c’è
più. E non c’è più neanche l’unico circolo del Pd di Bettola, che
era gestito proprio da lei, la signora Marcellina Anselmi, di
professione commercialista.
«La cosa più assurda è che
hanno usato questa storia delle tessere non rinnovate contro Pierluigi. Ma è esattamen-

te il contrario. Renzi vuole un
partito leggero con il verbo
unico pronunciato in televisione. Vuole un partito che decide tutto a Roma. E allora è ovvio che i circoli, non solo il nostro, si sono sentiti inutili».
Quante cose stanno scomparendo qui, lungo la statale 654
che attraversa l’Emilia e finisce
a Chiavari in Liguria. Anche il
torrente Nure, che divide in
due il paese natale di Pierluigi
Bersani, oggi è quasi in secca.
Eppure questa non è solo una
storia sul tempo passato.
«Io non ho paranoie di sinistra», dice la signora Anselmi.

53,2
per cento
Nelle elezioni
primarie del
2009 del Pd
Bersani
aveva
vinto
con il 53,2%,
Franceschini
si era fermato
al 34%
e Marino
al 12,5%

«Da ragazza non ho scelto il partito comunista per Marx e Lenin, ma perché era un partito di
persone serie. Io l’ho scelto per
Berlinguer. Quello era un partito dove non ci si accoltellava alla
schiena, dove tutti cercavano di
darsi una mano. Per me un compagno era esattamente questo:
una persona seria e onesta, uno
che se poteva ti aiutava. Eravamo una comunità. Ovvio che
adesso, quando Pierluigi va in
strada, la gente lo ferma e gli dice: “Ma cosa ci fai ancora con
quello lì?“. Ecco cosa intende,
secondo me, quando dice che la
scissione c’è già nel Paese».
Quello lì è il segretario Matteo Renzi. L’usurpatore. «No,
non è una questione di vecchi o
giovani, Renzi era stato accolto
bene. Ma si tratta di guardare
le cose. Se la gente si sente trattata male, se ne va. Mi sembra
normale. Ed è questo che ha
fatto Renzi durante i suoi anni
di governo: ha ferito la gente.
Penso a tutte le persone iscritte
alla Cgil, e lo dico da libera professionista senza tessera. Penso all’Anpi, i nostri partigiani.
C’è tutto un popolo che non si

sente rappresentato dai suoi
modi di fare. Non saprei dire se
quello di Renzi sia stato un errore o una scelta. Ma ha puntato sempre a destra, e ora siamo
qui a parlare di scissione».
La stazione di benzina della
famiglia Bersani è ancora al suo
posto, sul versante più popolare del paese. Proprio di fronte,
in una casetta giallina di due
piani, abita il fratello di Pierluigi Bersani. Si chiama Mauro,
ha quasi lo stesso viso, è un chirurgo: «Non sono sempre d’accordo con Pierluigi. Io avevo
simpatie per il partito Repubblicano di Ugo La Malfa. Quindi
sono abituato agli inizi, ed anche alle fini. La mia idea su
quello che sta succedono nel Pd
è questa: tutto deriva sempre
dal verbo rottamare. Stanno
solo costringendo i vecchi del
partito ad andarsene via, in un
modo o nell’altro».
Tremila abitanti, molti artigiani. Una solida tradizione democristiana, che qui storicamente è sempre stato il partito
dominante. Ma c’è anche questa sarta di nome Adriana Sala,
ex operaia di una fabbrica chiusa, che adesso parla sotto l’insegna del suo negozio «Punti e
fantasia, riparazioni su misura»: «Ho sempre votato Pd. Lo
faccio per mio padre, che era un
operaio e un comunista. Non mi
piace per niente quello che vedo. Questo continuo litigare
mentre l’Italia è in condizioni
drammatiche. Ognuno vuole
portare acqua al suo mulino.
Ma invece che separarsi, dovrebbero unirsi ancora di più.
Sono sincera: non riesco a capire chi abbia ragione fra Renzi e
Bersani. Ma so che Pierluigi è
una persona molto perbene,
nessuno qui hai mai sentito
qualcosa sul suo conto. Se lo
hanno portato a questo punto, a
parlare di scissione, deve essere davvero in difficoltà. Lui non
è uno che vuole sfasciare il partito». È quello che pensa anche
la signora Marcellina Anselmi,
forse davvero e definitivamente l’ultima segretaria del Pd di
Bettola: «Si vede che Pierluigi
sta soffrendo molto in questo
momento. Lui è un generoso
che cerca sempre di ascoltare
gli altri, uno che tenta continuamente una mediazione.
Non è da guerra, Pierluigi è per
la pace. Ma non possono pretendere che questo sia un partito di signorsì. In quel caso, almeno tolgano la parola democratico dal nome».
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LA STAMPA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

Primo Piano .3

.

LA FRATTURA NEI DEMOCRATICI
I tre big
Da sinistra:
il presidente
della Regione
Toscana Ettore Rossi,
il governatore
della Regione
Puglia Michele Emiliano
e l’ex capogruppo del Pd
alla Camera
Roberto
Speranza:
i tre hanno
raggiunto
l’intesa per
dare vita
a una nuova
costituente
di sinistra

FRANCESCO FOTIA/AGF

all’impegno e al lavoro diretto e
organizzativo. A guidare il movimento saranno il governatore
pugliese, il presidente toscano e
il giovane ex capogruppo del Pd.

Rossi, Emiliano e Speranza
si sono stretti la mano nel salotto di via Barberini 36. Erano
emozionati, si sono detti che
non ci sono più le condizioni per

stare nel Pd, che la scissione
l’ha voluta Renzi. «Io faccio
questa cosa con voi perché vi
considero delle persone perbene», ha detto Emiliano. «Non

Zingaretti
«Un manifesto
per restare uniti»
n «Io non voglio il

Pd di Renzi o di Speranza o di Rossi o di Emiliano, voglio ancora il
Pd che, proprio in
quanto forte di obiettivi e valori comuni e
condivisi, poi si dà una
linea e una leadership
e chiama tutti a sostenerle». A fare un appello all’unità è Nicola
Zingaretti. Il governatore democratico della
Regione Lazio spiega:
«Pur nei tempi congressuali brevi che ci
vogliamo dare, sarebbe importante preparare, approvare e accompagnare il congresso da un manifesto comune di valori e
sfide condivise faccia
sentire tutti a casa»

NEL FEUDO DI RENZI

“Matteo fermato da vecchi arnesi”
La rabbia nel fortino dell’ex premier
A Rignano sull’Arno tra accuse e critiche: un caos, dividersi è inutile
ANDREA MALAGUTI
INVIATO A RIGNANO SULL’ARNO (FIRENZE)

a sede partito è chiusa a
doppia mandata e Tiziano
Renzi, padre del Leader
Maximo, segretario del Pd locale, non ha nessuna voglia di parlare. Tanto meno dell’addio molto annunciato dell’irrequieta ala
sinistra bersaniana-dalemiana.
Si rifugia in un sms di cortesia.
«A Rignano non c’è scissione.
Anzi abbiamo un aumento del
70% degli iscritti. Quindi non
avremmo argomenti interessanti di discussione». In effetti il
70% in più sarebbe un argomento interessantissimo. È il mondo
che va al contrario, no?
Nei giorni della grande fuga, del dibattito incattivito,
dei veleni e delle tessere
stracciate, nella casa madre
dell’ammaccato Giglio Magico, la disfatta del 4 dicembre,
del referendum fallito, della
riforma costituzionale che
non c’è, è diventata una specie
di richiamo alle armi. Mai viste tante iscrizioni in una volta. Non sarebbe utile parlarne? «Io da immondo come
vengo dipinto da certa stampa faccio un servizio alle persone perbene stando lontano
per non contaminarle. Credo
mi possa capire». Complicato
essere il padre di un premier
segretario nella bufera, ancora più complicato guidare un
partito senza avere la libertà
di discuterne. Ma Rignano è
grande come un guscio di noce, ogni frase diventa un comizio e Renzi padre preferisce
evitare. In cinquecento metri
ci sta dentro tutto. La stazione, il Comune con la targa che
ricorda le vittime del fascismo, la vetrina del Pd, la Chiesa e la Coop che ospita la Casa
del Popolo. Il circolo Arci al
cui ingresso campeggia un
cartellone con una delle frasibussola di Enrico Berlinguer.

L

ALEANDRO BIAGIANTI/AGF

Modena

A1
Se
cc
hi
a

Bologna

EMILIA ROMAGNA

TOSCANA

RIGNANO
SULL’ARNO

Firenze
LA STAMPA

8mila anime
Rignano
sull’Arno è
un comune
toscano di
8600 abitanti.
Sopra la sede
del partito
democratico

«Ci si salva e si va avanti se si
agisce insieme e non solo uno
per uno». Quante volte l’avrà vista Matteo Renzi? È proprio in
quella frase inascoltata che si
nasconde la spaccatura di questi anni. Ostinazioni personali
che sembrano contare più dei
dibattiti sui salari, sulla paura

di cittadini impoveriti che
avrebbero solo voglia di barricarsi in casa mettendo un bodyguard davanti alla porta per impedire a chiunque di entrare.
«Invece questi discutono della
data del Congresso».
Il pensionato Stefano Meli,
vecchio comunista consegnatosi per inerzia al partito democratico, stacca per i posteri la
sua indiscutibile analisi. «Qui
non si capisce più nulla». Ci aveva creduto a un futuro condiviso capace di coniugare giustizia
sociale e libertà. Una prospettiva che gli consentiva persino di
andare a braccetto con i vecchi
democristiani. Ma ora? Ora vede solo questa lavatrice del nulla che gli fa venire mal di testa.
«Ma la scissione a che serve? A
fare un altro partitino del 4%?
Ridicolo». Colpa di Matteo? Non
riesce a rispondere, perché uno
dei suoi compagni di tavolo si alza di scatto e impreca. «Matteo?
Matteo non c’entra niente. È
partito alla grande. Poi gli han-

67,5
per cento
Nelle elezioni
primarie del
Pd del 2013
Renzi ha vinto
con il 67,5%,
dietro di lui
gli altri candidati: Cuperlo
con il 18,2%
e Civati
con il 14,2%

sarei qui se io non pensassi la
stessa cosa», ha risposto Rossi.
«A me costa moltissimo lasciare il partito, è un dolore personale indicibile, dovete credermi», ha fatto presente Speranza. «Io non ci dormo la notte»,
ha aggiunto il presidente della
Regione Puglia. «Ma siamo costretti a fare questo passo - ha
sostenuto Speranza - e nessuno
può venirci a dire che lo abbiamo fatto per la data del congresso o per qualche capolista
in più. Ci mettiamo la faccia e
navighiamo in mare aperto».
Così i tre si sono messi a scrivere un documento che verrà
letto all’assemblea nazionale
del Pd domenica prossima. Un
documento nel quale si dice che
la direzione del partito è stata
animata da «un dibattito ricco e
plurale». Purtroppo le conclusioni del segretario non l’hanno
rappresentato. Il Pd si sarebbe
trasformato nel Partito di Renzi, personale e leaderistico. È
stato chiesto di sostenere il governo fino al 2018, un congresso
senza forzature e una conferenza programmatica nel quale
trovare l’unità. «Ma siamo stati
inascoltati». Per questa ragione
«sabato mattina saremo tutti

Centrodestra

Per Berlusconi
meglio che
il Pd resti unito
UGO MAGRI
on il Pd che tenta il
suicidio, viene facile
immaginare Berlusconi mentre da Arcore si
gode lo spettacolo. E invece
no. A sorpresa, i più intelligenti dei suoi lo descrivono
pensoso e anzi addirittura
preoccupato, un po’ per sé e
un po’ per l’Italia. Anzitutto, il Cav teme l’«effetto
specchio», cioè un bis a destra di quanto sta succedendo a sinistra. Il giorno
che si spaccasse il Pd, verrebbe meno l’avversario
storico, il Nemico che obbligava a stare uniti Forza Italia, post-fascisti e Lega. Salvini con la Meloni spezzerebbero le catene, cosicché
Silvio al massimo potrebbe
rimettersi con Alfano. Insomma, lo sfarinamento Pd
renderebbe vani gli appelli
all’unità del centrodestra,
ripetuti ancora ieri da Brunetta col cuore in mano.
C’è dell’altro. Una scissione a sinistra spalancherebbe la strada a Grillo. E
un governo imperniato sui
Cinquestelle metterebbe
subito nel mirino le concessioni tivù, cioè il portafogli
del Cav, laddove giorni addietro Renzi si era speso
personalmente con Bollorè
per difendere l’italianità di
Mediaset: così ha rivelato
su «Panorama» Keyser Söze, firma dietro cui si nasconde qualcuno bene al
corrente. Ma la vera ragione per cui l’ex premier non
desidera scissioni a sinistra
è di pura bottega. Se si sbarazzasse dei «comunisti»,
incominciando da Bersani e
D’Alema, il vero super-eroe
dell’elettorato berlusconiano diventerebbe Matteo, altro che Silvio. Si realizzerebbe a quel punto la profezia di Crozza a Sanremo su
Renzi «cover» di Berlusconi: un sosia politico, ma con
quarant’anni di meno.

C

c BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

assieme al Teatro Vittoria di
Roma, con l’obiettivo di costruire un’azione politica comune».
La costituente è aperta anche
a Sinistra italiana in cui confluirà Sel di Vendola che domenica
a Rimini celebrerà il congresso
di scioglimento (ci andrà Emiliano). È aperta soprattutto a
Giuliano Pisapia che lunedì a Venezia sarà protagonista, insieme a Speranza, di un incontro.
L’ex sindaco di Milano guarda
con grande interesse all’iniziativa dei tre di via Barberini: potrebbe partecipare alla costituente e anche al movimento
per ora senza leader. «Non c’è
questa ansia di chi deve fare il
leader. L’ansia del leader uccide
la politica», precisa Emiliano
che ieri ha fatto la sua apparizione a Montecitorio. Poi è tornato
a via Barberini e ha rilasciato
un’intervista al settimanale
francese L’Express al quale ha
detto che un movimento di sinistra può arrivare al 14-15%, che il
Pd di Renzi non andrà oltre il 1718%. Ha parlato degli esclusi, di
chi non conta nulla. Poi ha citato
Papa Francesco e l’enciclica
Laudato si’ per spiegare la sua
visione ambientalista del creato.
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no tagliato le gambe». Chi? «Le
lobby. E i vecchi arnesi della politica che vogliono uno scranno», dice Andrea Cosi.
Un gruppetto di quattro persone si sfida a briscola con il tifo
attorno e un manifestino sul
muro ricorda che anche gli
iscritti al circolo se vogliono vedere la Fiorentina su Sky devono scucire un euro e mezzo. È
un mondo antico che fatica con
la modernità. Fatto di molti fedelissimi del Prodigioso Bambino di Casa e di nuovi nemici. «Io
la tessera del Pd l’ho buttata
due anni fa. A Rignano ho anche fatto l’assessore e il disagio
che denuncia Bersani io l’ho
vissuto sulla mia pelle. Ho cominciato a soffrire con il Jobs
Act, ma con il referendum costituzionale ho capito che non
c’era più speranza», dice Fabio
Venneri. Renzi o non Renzi, allora, scissione o sofferenza comune? È un pendolo emotivo
che anche a Rignano oscilla con
forza fermandosi sempre nel
campo de Leader Maximo. «La
scissione sarebbe un errore
enorme. Su che cosa poi? Sulle
date del Congresso? Ma una cosa la so di sicuro: a guadagnarci
sarebbe comunque Matteo. La
gente è dalla sua parte. Ha provato a cambiare il sistema e
l’hanno fermato. È come se questo Paese avesse bisogno di governi deboli per consentire alla
criminalità, alla burocrazia e al
malaffare di prosperare. Ma
Matteo tornerà», dice Graziano
Capanni. Lui, 70 anni, i Renzi li
conosce da sempre. E a Matteo
ha persino guidato il camper al
tempo delle primarie contro
Bersani. «È pulito, serio, preparato ed è un leader», insiste. Ma
come fa a convincere Stefano
Meli, che quando dice «vedo solo caos», lo fa con il tono di uno
che vuole sapere a tutti i costi
chi sia il cineasta del subconscio dei padroni del partito?
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Jena
Scoop
La notizia che pubblichiamo
in queste due pagine
è uno scoop sensazionale:
il Pd ha ancora una base
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jena@lastampa.it

4 .Primo Piano

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

ALCUNI ESPONENTI DEL PD:
CONOSCENZA E FIDUCIA

Nota
metodologica

Fiducia

INDICATORE IMMAGINE
Indicatore di immagine: media dei valori positivi
Base: conoscono il personaggio

Conoscenza

n Il sondaggio

è stato eseguito
dall’Istituto
Piepoli il 13
febbraio 2017
per La Stampa
con metodologia Cati-Cawi su
un campione di
510 casi rappresentativo della
popolazione
italiana maschi e
femmine dai 18
anni in su, segmentato per
sesso, età, grandi ripartizioni
geografiche e
ampiezza dei
centri proporzionalmente all’universo della popolazione italiana con un sovracampionamento
nella città di
Roma. Il documento della
ricerca è pubblicato sul sito
www.agcom.it
e/o www.sondaggipoliticoelettorali.it

IL PARTITO
DEMOCRATICO E’

(MEDIA % VALORI POSITIVI)

56

Michele
Emiliano

Base: totale campione

Michele
Emiliano

41

56

Senza
opinione

Un partito unito

10%
53

Sergio
Chiamparino

45
51
53

Giuseppe
Sala
Andrea
Orlando

51
46

Enrico
Rossi

51
30

Massimo
D’Alema

Matteo
Renzi

52

Sergio
Chiamparino

83

Andrea
Orlando

35

Gianni
Cuperlo

54

Indicatore
di fiducia:
% di italiani
che dichiarano
di avere molta
o abbastanza
fiducia
Base:
conoscono
il personaggio

41

Matteo
Renzi

Enrico
Rossi

49

Giuseppe
Sala

47

44

Gianni
Cuperlo

50
20
62

Massimo
D’Alema

36

Un partito
frammentario
composto da più
correnti politiche

25

81%

Pd impopolare ma degno di fiducia
Renzi diventa “uno dei tanti leader”
Solo un italiano su tre pensa che il partito possa vincere le elezioni
I Dem pagano la potenziale diaspora e la scarsa vitalità che trasmettono
NICOLA PIEPOLI

L

a popolarità del Pd in caduta libera, sebbene i
suoi esponenti siano
considerati più degni di fiducia
di altri. Il ridimensionamento
di Renzi, tornato a essere uno
dei tanti leader del partito. E la
vitalità e compattezza dei Cinquestelle, percepite come gli
aspetti che potrebbero fare la
differenza. Regala scenari inediti l’ultimo sondaggio del nostro istituto compiuto per La
Stampa nella settimana della
Direzione del Pd.
Se guardiamo ai pronostici
il partito che per ora è ancora
saldamente in sella a Palazzo
Chigi non gode di grande popolarità. Solo un italiano su tre
è convinto che il Pd sia in grado

di vincere le elezioni. La percentuale scende al 23% quando
si chiede se il partito sarebbe
in grado di prendere il 40% dei
voti e quindi ottenere il premio
di maggioranza previsto dalla
legge elettorale. Il Pd viene
considerato un partito poco
unito (l’81% degli intervistati lo
considera frammentario e
composto da più correnti),
prossimo a una spaccatura
(per il 63% potrebbe dividersi)
e poco vitale (tre italiani su
quattro lo vedono così).
Quindi? Stando a questi dati
il Pd sembrerebbe sconfitto
già ai nastri di partenza nel caso di un confronto diretto con
il suo principale antagonista,
l’M5S, nel governo dell’Italia.
Eppure, particolare curioso, i
leader del Pd sono considerati

mediamente più preparati e
quindi maggiormente degni di
fiducia. In un confronto diretto
con i Cinquestelle non sembra
esserci partita: gli esponenti
del Pd hanno raccolto un punteggio medio di fiducia di 45
contro il 40 raccolto da vertici
del M5S. La compagine Dem
viene guidata da leader come
Michele Emiliano (56), Sergio
Chiamparino (53) e Giuseppe
Sala (51). Troviamo un Matteo
Renzi al sesto posto su otto
(41) avanti solo a Gianni Cuperlo (35) e Massimo D’Alema
(20). L’ex presidente del Consiglio che fino a qualche mese fa
sembrava non avere rivali in
un confronto interno, è dunque rientrato nel «gruppone
degli inseguitori».
Sull’altro versante è Chiara

Matteo prova a mediare
per evitare la rottura
Tanti gli appelli all’unità
L’ex premier lancia a marzo una convention al Lingotto

Retroscena
FABIO MARTINI
ROMA

A

tre giorni dal “d day”,
quando si riunirà il
“parlamentino” del
Pd, Matteo Renzi ha smesso
di inseguire i suoi “nemici” e
di cercare un onorevole com-

promesso con loro. Certo, ci sono - e ci saranno ancora - mediatori in azione, ma il leader
del Pd ritiene che oramai i suoi
avversari siano pregiudizialmente ostili a tutto quel che lui

Prima hanno chiesto
di anticipare, poi
ritardare... una farsa
Matteo Renzi
segretario
del Pd

dirà o farà: «Prima hanno chiesto il congresso anticipato, poi
hanno chiesto il congresso ritardato: questo balletto delle
date, francamente, sta diventando una farsa. Ma lo dico se-

PIERO CRUCIATTI/LAPRESSE

Il segretario
Matteo Renzi, leader di un Pd molto diviso

renamente: immaginare una
scissione sul calendario è una
cosa che non si è mai vista!».
Certo, tutti i protagonisti
della sfida hanno un interesse
più o meno confessabile: Renzi

è indisponibile ad un congresso
al ralenti da celebrarsi fra 10
mesi perché teme che tutto
questo tempo potrebbe logorarlo, ma nel fronte dei suoi avversari la tattica prevalente è

Sondaggio
Il Pd viene
percepito
diviso e in
caduta
Ma la classe
dirigente
grillina non
convince

Appendino, la sindaca di Torino, a raccogliere più fiducia
dall’elettorato (63). Segue
Alessandro Di Battista (50)
mentre il «candidato premier» Luigi Di Maio raccoglie
il 37, Virginia Raggi il 31 e Da-

stata quella di fare una proposta e poi negarla appena era
fatta propria da Renzi. Sintetizza il ministro Graziano
Delrio: «Prima è stato chiesto il
congresso, poi di non farlo, poi
delle primarie, poi di non farle,
poi di nuovo il congresso...».
Al di là del balletto sulla data
del congresso, mercoledì 15
febbraio 2017 resterà nelle cronache politiche quello nel quale il Pd è stato più vicino alla divisione definitiva. Tra gli oppositori del segretario, alcuni dei
quali (come D’Alema e Bersani) divisi da antichi dissapori
ha preso corpo la leadership di
Michele Emiliano e da quelle
parti i venti di scissione hanno
iniziato a spirare con intensità
senza precedenti.
Renzi continua a non crederci ma il suo fronte per il momento gioca in difesa. Anzitutto è saltato il controllo dei
gruppi parlamentari, dove
ogni giorno parte un’iniziativa
nuova: firme pro o contro Padoan, ieri firme contro i capolista bloccati. Un rompete le righe che si svolge con un segre-

9%

LA STAMPA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

Primo Piano .5

.

I PARTITI
NEI PROSSIMI MESI
IL PARTITO DEMOCRATICO
POTREBBE DIVIDERSI?

Taccuino
MARCELLO
SORGI

Base: totale campione

Una scissione
senza materia
del contendere

Senza
opinione

15%

C

No

22%



63%
- LA STAMPA

TAMTAM

vide Casaleggio il 30. Interessante anche la posizione di
Beppe Grillo. Il leader del Movimento ha un indice di popolarità enorme (89%), ma raccoglie la fiducia solo del 29%
degli intervistati.

tario oramai lontano, che ha rinunciato ad intervenire alle
riunioni dei gruppi, come faceva quando era il “lider maximo”. E d’altra parte oramai
Renzi è entrato nel countdown:
da domenica non sarà più il segretario. Altro segnale di una
progressiva incomunicabilità,
la decisione di Renzi di indire
dal 10 al 12 marzo una sorta di
convention programmatica dei
“renziani” al Lingotto di Torino, nel luogo del più significativo discorso riformista di Walter Veltroni e dove simbolicamente nacque il Pd.
Certo, quella di ieri è stata
la giornata nella quale la scissione è parsa più vicina. Le
proposte di mediazione, partite dal fronte della maggioranza sono state lasciate cadere, in primis quella di Piero
Fassino e del ministro Maurizio Martina di svolgere, prima del congresso, una Conferenza programmatica.
Ma se è ieri è stata la giornata di maggiore distanza tra i
fronti contrapposti, negli ultimi giorni sono destinati a mol-

Tirando le somme, il Movimento 5 Stelle gode di una migliore immagine nel complesso, ma di una minore fiducia rispetto agli esponenti del Pd. I
Dem perdono terreno proprio
a causa delle divisioni interne.
La potenziale diaspora del
Partito Democratico si trasforma in una maggiore attenzione verso la vittoria elettorale del Movimento Cinque Stelle che raccoglie una probabilità positiva quasi doppia di vincere alle urne rispetto al Pd:
51% contro il 32%.
Gli italiani, se dovessero
scommettere, non hanno dubbi. Ma un conto è considerare
il possibile vincitore, un altro è
poi come uno voterà. Le intenzioni di voto degli italiani restano infatti granitiche rispetto alle rilevazioni precedenti. Il
Pd risulta ancora il primo partito con il 32% seguito dal Movimento Cinque Stelle (27%),
dalla Lega Nord (11,5%) e da
Forza Italia (11%). Da sottolineare che proprio la compagine
berlusconiana è quella che è
riuscita a rosicchiare un +0,5%
rispetto al precedente sondaggio. Gli italiani, in termini di
voti reali, si dimostrano quindi
ancora una volta molto prudenti e piuttosto allergici a
percorrere strade nuove.
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tiplicarsi gli appelli all’unità.
Dopo i sindaci, ieri è stata la
volta di alcune parlamentari e
donne del Pd rappresentative
di realtà territoriali e sociali.
Oltre alla prima firmataria
Sandra Zampa (già portavoce
di Romano Prodi), hanno sottoscritto il documento tra le altre Albertina Soliani, Flavia
Piccoli Nardelli, Franca Chiaromonte, Anna Maria Carloni.
Donne appartenenti a diverse
aree del Pd e con storie diverse.
E proprio per rintuzzare l’accusa che viene, per esempio dal
governatore della Toscana Enrico Rossi, di voler riproporre
una nuova Dc, Renzi sta ultimando una “mappa” degli ex
Ds che guidano capoluoghi di
provincia e federazioni e che
non lascerebbero il Pd in caso
di scissione. Da due ex segretari come Piero Fassino e Walter
Veltroni,al presidente del partito, Matteo Orfini, a ministri
come Marco Minnitti e Maurizio Martina e probabilmente
Andrea Orlando: l’elenco si
preannuncia lungo.
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i sono almeno due cose strane in questa
scissione annunciata
del Pd, che a tratti sembra
ormai inevitabile, ma poi
vediamo se ci sarà veramente e come sarà. La prima è che manca la materia
politica del contendere:
quando Cossutta diede vita
a Rifondazione comunista,
nel 1991, il motivo della rottura era il nome del partito
che il Pci aveva deciso di abbandonare, con tutto l’immaginario italiano della
«diversità» comunista che
si portava dietro, e che contribuì per oltre un decennio
- tra crisi di governo, appoggi esterni ai governi dell’Ulivo, e pessimi rapporti
con i cugini separati del Pds
- all’affermazione del nuovo
partito, giunto con Bertinotti nel 2006 alla presidenza della Camera, e poi diluito in Sel e ora in Sinistra
Italiana, con un ulteriore
seguito di diverse scissioni.
Oggi invece di vere distinzioni politiche non se ne percepiscono, e dentro e fuori il
Pd si ritroverebbero sia ex
comunisti sia ex democristiani, mentre la bandiera del
«Nuovo Ulivo», che gli aspiranti fondatori del nuovo partito vorrebbero carpire a
Prodi, senza il Professore, disilluso dal Pd, ma indisponibile a qualsiasi rottura, non
avrebbe molto valore. Tra
l’altro non va dimenticato che
un lavoro di federazione delle
diverse anime della sinistra
radicale, in prospettiva di
una collaborazione di governo con il Pd, lo sta portando
avanti da mesi l’ex sindaco di
Milano Pisapia: la sua formazione verrebbe dunque a pescare nello stesso bacino di
voti del nascituro partito della minoranza bersanian-rossiana-emiliana, dai nomi dei
tre principali promotori dell’eventuale iniziativa.
Il secondo strano aspetto
di quanto sta accadendo, o
dovrebbe accadere di qui a
domenica, nel Pd, è che il
maggior partito di governo,
attualmente quotato sul
trenta per cento, si dividerebbe in due tronconi, uno
renziano, l’altro antirenziano, che verrebbero a contare, secondo stime approssimative, rispettivamente sul
venti e sul dieci per cento dei
consensi. Anche a voler
prendere per buoni questi
numeri, che tali restano, in
assenza di nuove norme
elettorali e basandosi su
quelle lasciate in vita dalla
Corte Costituzionale, il nuovo partito di sinistra rischierebbe di avere una rappresentanza ridotta, o addirittura in molti casi di non entrare, al Senato, dove vige a
livello regionale una soglia
di sbarramento all’8 per
cento che non sarebbe agevole superare in molte parti
del territorio. Queste semplici constatazioni le avranno fatte ovviamente anche
quelli che si preparano alla
scissione. Se il loro unico
obiettivo è imporre a Renzi
una nuova sconfitta possono
riuscirci di certo. Ma a caro,
carissimo prezzo.
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Sullo stadio della Roma
piazza grillina anti Raggi
Il coordinatore del tavolo urbanistico dà dei “bugiardi”
a sindaca e Di Maio. Non si trova il sostituto di Berdini

Retroscena
Raggi
ILARIO LOMBARDO
ROMA

Il sindaco di Roma Virginia
Raggi, assediata da mille guai
politici e giudiziari

Ieri su La Stampa

L’intervista dell’ex
assessore all’ambiente di
Roma Paola Muraro alla
Stampa di ieri in cui parla di «gruppi di potere
che controllano il sindaco
di Roma».

n

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ANGELO CARCONI/ANSA

I

l M5S contro il M5S. Così
sarà martedì quando la base organizzata del Movimento romano, coordinata
dall’attivista e architetto
Francesco Sanvitto, si presenterà sotto il Campidoglio.
Per manifestare contro Virginia Raggi. Sono stati già chiesti i permessi in questura ed è
partita la raccolta delle adesioni tra le associazioni ambientaliste, come Italia Nostra e Salviamo il paesaggio,
che avevano sostenuto la presa grillina di Roma in nome di
quella svolta anti-cemento
che ora vedono minacciata
dall’accordo sullo stadio dell’As Roma. I militanti stanno
setacciando il web per trovare tutto quanto è possibile per
provare che la sindaca e i suoi
vanno contro le loro stesse
promesse. Ci sono tweet di
Raggi, video e interventi dell’ex vicesindaco Daniele Frongia sul blog. In una registrazione, prima del turno di ballottaggio in cui ha stravinto,
la sindaca sosteneva che lo
stadio andava fatto «secondo
le norme del Piano regolatore». «Peccato che il Prg non
prevede tutte queste cubature concesse ai costruttori» risponde Sanvitto che dà dei
«bugiardi» anche a Luigi Di
Maio e Alessandro Di Battista: «Hanno detto che lo stadio era nel programma. Non è
così». Sono ragionamenti che
stanno facendo pure una decina di consiglieri, pronti a segnare ulteriori incrinature
nella maggioranza. Grillo e
Davide Casaleggio, comunque, vogliono lo stadio. Ma,
consapevoli di cosa significhi
adesso una ribellione della
propria gente, ospitano sul
blog una giustificazione di
Raggi. Un post che non spiega
nei dettagli i termini del compromesso con i costruttori
ma ne scarica le responsabilità sulla precedente giunta Pd.
La sindaca ormai è accerchiata da ex. Ex assessori, come Paolo Berdini e Paola Mu-

Lo Stadio della Roma
(quando se lo compra)
è un regalo
al costruttore.
Punto. (Il calcio
è solo una scusa)
raro, che hanno affidato a La
Stampa il proprio disagio o il
proprio risentimento. Muraro
a due mesi dall’addio ha parlato di gruppi di potere che tengono in ostaggio Raggi. Lei ha
risposto sorridendo: «Vedremo quali sono». Muraro ha anche ritirato fuori il nome dell’avvocato Luca Lanzone che
prima di occuparsi della trattativa sullo stadio, secondo l’ex
assessora, per conto della Casaleggio avrebbe indirizzato
Raggi verso il nome di Stefano
Bina come dg di Ama. La presenza del legale in tanti e delicati episodi della breve vita
della giunta 5 Stelle ha convinto il Pd a presentare una inter-

Firme false a Bologna
Quattro verso il processo
n La Procura di Bolo-

gna ha notificato gli
avvisi di fine indagine
a 4 esponenti del M5S
indagati per le firme irregolari raccolte durante le regionali del
2014. Tra loro, Marco
Piazza, vicepresidente
del Consiglio Comunale a Bologna.

rogazione per capire quali siano gli incarichi «di questa sorta di eminenza grigia cui appare essere stato affidato il compito di tutore del sindaco».
Ma gli ex da cui è assediata
Raggi sono anche i militanti
che avrebbero dovuto essere
un corpo solo con gli eletti, i così chiamati «portavoce».
«Macché portavoce - sbotta
Sanvitto - Non ci ascoltano più,
non rispondono, non usano il
lavoro dei tavoli come facevano quando eravamo all’opposizione». Sanvitto è un grillino
molto conosciuto a Roma, uno
non certo etichettabile tra i nemici giurati della sindaca. Anzi. Proprietario dello stabile in
cui Raggi aveva fissato il quartier generale in via Tirone, fu
l’autore della mail a suo sostegno contro Marcello De Vito,
candidato vicino a Roberta
Lombardi con la quale Sanvitto ha un rapporto pessimo. Alla guida del tavolo di urbanistica del M5S Roma, è uno degli
esperti che producevano il materiale utilizzato da Frongia,
quando da semplice consigliere di opposizione si scagliava
contro il progetto dello stadio.
«Noi non siamo contro lo stadio in sé ma contro questo piano pieno di illeciti che il M5S
prima denunciava». Assieme
ai tecnici del tavolo M5S, Sanvitto ha confezionato una delibera di annullamento di quella
precedente firmata Marino
che, «spedita a Berdini e alla
presidente della commissione
urbanistica Donatella Iorio,
non è mai stata presa in considerazione». Berdini ora non c’è
più e per evitare di aspettare
un mese come avvenuto per il
successore dell’assessore al
Bilancio Marcello Minenna,
fonti del Campidoglio fanno sapere che lunedì o martedì si sapranno i nomi. Al plurale: perché l’idea è di scorporare l’Urbanistica dai Lavori pubblici,
nonostante le difficoltà nel trovare il sostituto di Berdini si
stiano rivelando tante.
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6 .Primo Piano

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

22/01/1996

Alla Casa
Bianca
Donald Trump
con Benjamin
Netanyahu
e le rispettive
consorti Melania
e Sarah

7/05/2002

20/05/2011

Clinton con Ehud Barak

Bush con Ariel Sharon

Obama con Netanyahu

Uno dei tanti incontri, fra i due c’era feeling

Alleati solidissimi nella lotta al terrorismo islamico

Fra Netanyahu e Obama scontri accesi e poche intese

Trump e Netanyahu congelano
la soluzione dei “due Stati”
Il leader americano frena sugli insediamenti. “Tocca a Israele e Anp fare un’intesa”
Sintonia sull’Iran: impediremo che abbia l’atomica. Il Pentagono pensa a truppe in Siria
PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK

La soluzione dei due Stati non è
più la strada maestra che gli Usa
intendono seguire per arrivare
alla pace tra israeliani e palestinesi. Piuttosto il presidente
Trump punta su un accordo regionale che includa anche i Paesi
arabi, per trovare un’intesa di
ampio raggio in grado di affrontare insieme i diversi problemi
che compromettono la stabilità
dell’intero Medio Oriente. Lo ha
detto ieri il capo della Casa Bianca, ricevendo per la prima volta il
premier Netanyahu.
«Io - ha detto Trump - sono
per uno Stato, o due Stati. Quello
che preferiscono le parti. Il mio
obiettivo è la pace, e a negoziarla
devono essere israeliani e palestinesi. Noi possiamo assisterli,
e poi sosterremo le loro decisioni». Il presidente si è detto sicuro che «faremo un accordo»,
scherzando con il suo ospite che
non sembrava altrettanto ottimista. Quindi ha aggiunto che
preferirebbe uno stop agli insediamenti, per favorire il negoziato, che intende affidare al genero
Jared Kushner, un ebreo ortodosso che conosce Netanyahu
da quando era bambino. Trump
ha ripetuto che «stiamo considerando il trasferimento dell’ambasciata americana a Gerusalemme», ma senza prendere impegni precisi sui tempi.
Il premier ha detto che «non
mi interessano le etichette, ma la
sostanza. E la sostanza è la stessa che ripeto da sempre. Le nostre condizioni per la pace sono
due: primo, i palestinesi devono

Io sono per uno Stato,
o due Stati. Quello che
preferiscono le parti. Il
mio obiettivo è la pace
Donald Trump
Presidente
degli Stati Uniti

A causa del terrorismo
molti Paesi arabi ora ci
considerano un alleato
non più un nemico
Benjamin Netanyahu
Premier
israeliano

accettare l’esistenza dello Stato
ebraico, smettendo di minacciarne la distruzione e insegnarla ai loro bambini; secondo, la sicurezza dell’intera regione dovrà essere affidata ad Israele, altrimenti creeremo solo le condizioni per una nuova base terroristica». Netanyahu ha detto che
questo momento rappresenta
una grande occasione, perché a
causa del terrorismo prodotto
dall’islam radicale «molti Paesi
arabi, per la prima volta nel corso della mia vita, non considerano più Israele un nemico, ma un
alleato». Questo ha spinto
Trump a dire che il disegno strategico è allargare il negoziato a
questi Paesi, in modo da fare un
accordo complessivo per la stabilità dell’intera regione.

SAUL LOEB/AFP

Oggi il segretario di Stato Tillerson vede l’omologo russo Lavrov

NonsoloFlynnhaavutocontatticonMosca
Ilpresidente:l’intelligencevuolfarmifuori
DALL’INVIATO A NEW YORK

35
espulsi
Obama
alla fine
di dicembre
aveva deciso
di punire
Putin
per le interferenze
nel voto Usa
espellendo
35 diplomatici russi

Alti dirigenti della campagna
presidenziale di Donald Trump
sono stati in costante contatto
con agenti dei servizi segreti
russi, durante tutto il processo
elettorale dell’anno scorso. Lo
hanno rivelato al New York Times fonti dell’intelligence americana, allargando così lo scandalo che ha costretto alle dimissioni il consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn.
Questo è uno sviluppo che avvicina sempre di più la crisi al capo della Casa Bianca, che infatti
ieri ha attaccato i responsabili

delle fughe di notizie, accusandoli di lavorare per vendicare la
sconfitta di Hillary Clinton.
Durante la campagna elettorale Wikileaks aveva pubblicato una serie di mail rubate dagli
archivi digitali del Partito democratico, per mettere in difficoltà la sua candidata. Dopo il
voto Nsa, Fbi e Cia erano arrivate alla conclusione che i furti
erano stati condotti da hacker
russi, con l’intenzione di aiutare Trump. Obama alla fine di dicembre aveva deciso di punire
Putin espellendo 35 diplomatici, e il 29 Flynn aveva chiamato
l’ambasciatore del Cremlino a

Ex generale
Michael Flynn
ha dovuto
dimettersi
da consigliere
per la sicurezza nazionale
per una telefonata all’ambasciatore
del Cremlino
a Washington

Washington per rassicurarlo
sulle intenzioni dell’amministrazione entrante. A causa di
questa telefonata l’ex generale
è stato costretto alle dimissioni,
perché aveva mentito al vice
presidente Pence e probabilmente violato la legge.
Ora si scopre però che non è
stato il solo ad aver avuto contatti costanti con la Russia, all’interno della campagna presidenziale di Trump. L’ex manager Manafort, costretto anche
lui alle dimissioni in agosto a
causa dei rapporti con Mosca, e
diversi altri funzionari parlavano regolarmente con gli uomini
dei servizi segreti russi. Non c’è
ancora la prova che avessero
coordinato con loro gli attacchi
all’archivio democratico e la distribuzione a Wikileaks delle
mail imbarazzanti, ma il livello
e la frequenza delle comunicazioni ha insospettito le agenzie
investigative Usa. I problemi
ora sono due: capire meglio il
contenuto e l’obiettivo delle

I due leader hanno confermato la determinazione a lavorare
insieme contro il terrorismo, e la
piena convergenza sulla linea
verso l’Iran. Entrambi considerano l’accordo nucleare negoziato dal presidente Obama un errore, e il capo della Casa Bianca ha
ribadito che «non consentiremo
mai a Teheran di avere l’arma
atomica». Netanyahu ha elogiato
la decisone di imporre nuove
sanzioni per il recente test missilistico, «fatto con un vettore con
su scritto che Israele deve essere
distrutto». Quindi ha chiesto di
prendere provvedimenti anche
contro Hezbollah.
Il clima tra gli Usa e lo Stato
ebraico è cambiato radicalmente
rispetto all’amministrazione precedente, ma secondo l’ex vice segretario di Stato e vice consigliere per la sicurezza nazionale di
Obama, Tony Blinken, la strategia di Trump e Netanyahu non è
praticabile «a causa della demografia. Se resta un Stato solo,
Israele non potrà essere insieme
ebraico e democratico, perché i
palestinesi diventeranno la maggioranza. A quel punto o dovrà
rinunciare alla democrazia, oppure al fatto di essere uno Stato
ebraico».
Poco dopo la conclusione dell’incontro e mentre Netanyahu
stava dirigendosi al Congresso, il
Pentagono faceva filtrare la notizia che «potrebbe raccomandare
l’invio di truppe da combattimento Usa in Siria contro lo Stato islamico». Il Pentagono - ha riferito la Cnn - avrebbe illustrato
la proposta a Trump.
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conversazioni, e quanto ne fosse informato Trump. Se venisse provato che il candidato incoraggiava o conosceva questi
contatti, lo scandalo arriverebbe alle soglie dell’Ufficio Ovale.
Ieri il presidente, che è stato
costretto anche a rinunciare alla nomina di Andy Puzder come ministro del Lavoro per
problemi personali, ha difeso
Flynn e ha attaccato i delatori,
perché violano la legge. È vero,
ma la sostanza resta nella natura imbarazzante dei contenuti.
Ieri il portavoce del Cremlino
ha prevedibilmente detto che è
tutto falso, e oggi il segretario
di Stato Tillerson avrà un primo incontro formale con il collega Lavrov alla riunione preparatoria del G20 che si terrà a
Bonn. La questione però ora è
nelle mani degli investigatori, e
del Congresso, dove ci sono anche alcuni repubblicani che
chiedono un’inchiesta parla[P. MAS.]
mentare.
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LA STAMPA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

Primo Piano .7

.

IL NODO MEDIORIENTALE
Origami

Le ipotesi da cui partire
n Il leader del partito

di destra «Casa ebraica» Naftali Bennet propone l’annessione del
60% dei Territori e la
creazione di autonomie palestinesi nel restante 40%. In alternativa l’annessione totale dando la
cittadinanza ai palestinesi

2

Confederazione
n Caldeggiata

dal
presidente israeliano
Reuven Rivlin questa
soluzione prevede Israele come Stato e
«un’entità» autonoma palestinese. Sarebbe comunque lo
Stato ebraico a mantenere il
controllo su esercito e confini

3

Mondo arabo

N. 66

Un solo foglio, le molte pieghe dell’attualità

n Da più parti in Isra-

ele si pensa a coinvolgere il mondo arabo nella
trattava con i palestinesi. Ma il mondo arabo
vuole prima di tutto il ritiro dai
terrori occupati nel 1967 e la
creazione di uno Stato palestinese a tutti gli effetti

Settimanale de LA STAMPA
in collaborazione con

1

Annessione parziale

Chi salverà
l’Europa
se non
l’Europa?

1,50
euro
16 Febbraio
22 Febbraio
2017

Giacomo Leopardi
Patria
La patria moderna dev’essere abbastanza grande, ma non tanto che la
comunione d’interessi non vi si possa
trovare, come chi ci volesse dare per

A sessant’anni dai Trattati di Roma, il progetto europeo arranca sotto i colpi
degli euroscettici: i loro programmi, commenta Mario
Deaglio sul nuovo Origami da
oggi in edicola, sembrano
concreti, meno noiosi rispetto a quelli degli europeisti.
Ma è davvero così? L’intervento del governatore della
banca Centrale europea Mario Draghi, gli articoli di eco-

n

nomisti ed esperti come Thomas Piketty, Julian Nida-Rumelin, Francesco Guerrera e
Stefano Lepri, ci aiutano a fare chiarezza. Alessandro Alviani e Marco Zatterin spiegano cosa intenda Angela
Merkel con «più velocità».
Mentre Tzvetan Todorov,
l’intellettuale bulgaro-francese recentemente scomparso, guarda al sogno europeo e
alle sue contraddizioni.

Analisi
ARIEL DAVID
TEL AVIV

ella conferenza stampa a margine del suo
primo incontro con il
premier israeliano Benjamin
Netanyahu, il presidente
americano Donald Trump
ha confermato che la sua
amministrazione non considera la soluzione dei due
Stati l’unica percorribile per
porre fine al conflitto israelo-palestinese.
La dichiarazione rompe
con le precedenti amministrazioni Usa e con il resto
della comunità internazionale, che fin dagli accordi di
Oslo del 1993 ritiene essenziale per il raggiungimento
della pace la creazione di
uno Stato palestinese accanto a Israele.
Con il protrarsi dello stallo
nei negoziati di pace, alcune
voci moderate hanno cominciato a valutare nuovi modelli, ma finora le alternative alla visione dei due Stati sono
arrivate principalmente dalle frange estreme della politica israeliana e palestinese.
Quali sono le alternative
che ora potrebbero trovare
ascolto alla Casa Bianca? E
quali i maggiori ostacoli alla
loro realizzazione?

N
1993
gli accordi
di Oslo
Furono firmati tra l’allora
premier
israeliano
Yitzhak Rabin
il Presidente
dell’Olp
Yasser Arafat
con la mediazione degli
Usa di Bill
Clinton e
aprirono la
strada alla
soluzione dei
«due Stati»

2002
piano
saudita
Prevedeva il
ritiro di Israele dai territori
occupati nel
1967 e l’accettazione di
uno Stato
palestinese. In
cambio
i Paesi arabi si
sarebbero
impegnati a
considerare
«concluso il
conflitto
arabo-israeliano, a stipulare un accordo di pace
con Israele e
ad adoperarsi
per la
sicurezza
della
regione»

Le ipotesi sul tavolo

Una delle prime ipotesi è
quella di una Confederazione
o Stato binazionale. Questo
modello è caldeggiato da diversi esponenti del partito di
destra Likud, tra cui il presidente israeliano Reuven Rivlin. Un «falco» in politica
estera, ma attento a garantire i diritti civili dei palestinesi, Rivlin è contrario alla creazione di uno Stato palestinese. In passato, ha lanciato
la proposta di una confederazione composta da Israele e
da «un’entità» autonoma palestinese, in cui lo Stato
ebraico manterrebbe il controllo sull’esercito e i confini.
Questa settimana, durante un incontro con un’organizzazione pro-insediamenti,
Rivlin si è invece dichiarato
favorevole all’annessione di
tutta la Cisgiordania, a patto
che agli abitanti palestinesi
sia concessa la cittadinanza
israeliana. La soluzione dello
Stato unico è appoggiata non
solo da ambienti di destra,
ma anche da esponenti dell’estrema sinistra e degli arabi israeliani.
Ovviamente è una soluzione che presenta criticità. È
improbabile ad esempio che
la dirigenza palestinese accetti una soluzione a sovranità limitata, e tantomeno
un’annessione. L’ipotesi di
uno Stato binazionale spaventa anche gli stessi israeliani moderati. Annettere la
Cisgiordania e concedere la
cittadinanza a quasi tre mi-

AMMAR AWAD/REUTERS

Confederazione o un piano saudita
Ecco le strade per puntare alla pace
Il presidente Rivlin per confini aperti fra “entità” diverse ma i moderati frenano
lioni di palestinesi altererebbe
gli equilibri demografici del
Paese e rischierebbe di segnare la fine d’Israele come Stato
ebraico, aprendo possibili scenari di guerra civile.

C’è poi la via di una annessione parziale, ed è quella sostenuta dal ministro dell’Istruzione Naftali Bennett, leader
del partito di estrema destra la
Casa Ebraica: egli propone di

annettere il 60 per cento della
Cisgiordania e creare delle autonomie palestinesi nei territori rimanenti. In base al suo
piano, Israele annetterebbe
l’Area C della Cisgiordania che

Le preoccupazioni dell’Anp

Così gli 007 Usa hanno preparato
i palestinesi al cambio di rotta
GIORDANO STABILE
INVIATO A BEIRUT

Ramallah
Il capo della
Cia Mike
Pompeo
è volato
a Ramallah,
nei territori
occupati per
incontrare
il presidente
dell’Autorità
palestinese
Abu Mazen

Sul proscenio mondiale della
Casa Bianca il duetto con Netanyahu. Dietro le quinte le
trattative con i palestinesi per
preparare il terreno alle «nuove
soluzioni», cioè la fine della formula «due popoli, due Stati». È
la parte difficile per il grande
accordo che sogna il presidente
americano Donald Trump.
Senza la soluzione «due Stati» le posizioni si allontanano in
maniera irrimediabile. Per questo martedì è arrivato a Ramallah, il giorno prima del summit
alla Casa Bianca, il direttore della Cia Mike Pompeo. Un faccia a
faccia con il presidente palestinese Abu Mazen, segreto ma fatto filtrare da fonti interne alla
Muqata. Che hanno anche fatto
trapelare come nei giorni scorsi
il capo dell’intelligence palestinese, Majd Faraj, era a Washington per colloqui con «alti funzionari della sicurezza», cioè lo
stesso Pompeo, in vista del vertice e di un possibile incontro fra il
leader palestinese e il presidente americano.
Assieme ad Abu Mazen c’era

anche il capo negoziatore Saeb
Erekat. Pompeo ha anticipato
quello che poi ieri Trump ha
chiesto a Netanyahu. Un freno
ai nuovi insediamenti nei Territori. La mossa, assieme allo
spostamento dell’ambasciata
americana da Tel Aviv a Gerusalemme, che potrebbe scatenare una rivolta incontrollabile
in Cisgiordania. Ne sono convinte le forze di sicurezza palestinesi che hanno passato le informazioni ai colleghi americani. E infatti, dopo la frenata sull’ambasciata, sono arrivate anche le richieste della Casa Bianca per lo stop alle 6 mila nuove
case che il governo israeliano ha
annunciato di voler costruire.
Le contropartite offerte dagli
americani non sono comunque
sufficienti. Senza la prospettiva
di uno Stato palestinese su tutta
o quasi la Cisgiordania, la leadership moderata perde la sua carta
più importante e rischia di essere
travolta dagli oltranzisti, a cominciare da Hamas ora guidata
da un «militare» come Yahya
Sinwar. Il fuoco di sbarramento è
cominciato prima ancora della
conferenza alla Casa Bianca.

«Non ha senso accantonare la politica dei due Stati - ha detto Hanan Ashrawi, del comitato esecutivo dell’Olp -. Non possono dirlo
senza un’alternativa». E l’alternativa, ha aggiunto, «è uno Stato
unico con eguali diritti per tutti».
È la posizione ribadita da
Erekat, che si oppone «a ogni sistema discriminatorio nei confronti dei palestinesi». Se Stato
unico deve essere, i palestinesi
dovranno godere dei pieni diritti. Ma questo punto potrà rimanere uno Stato «ebraico»? Il rischio per gli ebrei di ritrovarsi in
minoranza è una delle ragioni
che ha frenato la leadership israeliana, assieme alle pressioni internazionali, dall’annettere una
parte o tutta la Cisgiordania.
I palestinesi non si fidano e
vedono come principale minaccia gli insediamenti che, secondo
Erekat, stanno portando «alla
costruzione di uno Stato, due sistemi, cioè all’apartheid». E anche se i contenuti dei colloqui
con Pompeo sono rimasti segreti
c’è da scommettere che è stato
questo il punto critico delle discussioni.
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comprende i principali insediamenti, e offrirebbe la cittadinanza ai circa 150.000 palestinesi che risiedono nell’area.
La proposta di Bennett potrebbe trovare sostenitori nell’amministrazione Usa, come
David Friedman, il candidato
di Trump alla carica di ambasciatore in Israele. Friedman,
vicino alla destra israeliana, si
è detto in passato favorevole
all’annessione di parte della
Cisgiordania. Ma per i palestinesi e i moderati israeliani,
l’idea di Bennett rimane inaccettabile, perché lascerebbe ai
palestinesi solo dei minuscoli
«bantustan» a sovranità limitata e privi di continuità territoriale.
«Il piano saudita»

Trump e Netanyahu nella loro
conferenza stampa di ieri hanno auspicato un ruolo maggiore nel processo di pace per il
mondo arabo e una soluzione
regionale al conflitto. Proposte in questo senso vanno da
quella di Yaakov Peri, deputato dell’opposizione ed ex capo
del servizio di Sicurezza Interna, che vorrebbe aprire in Arabia saudita un tavolo di negoziato permanente con i palestinesi e gli altri Paesi arabi, all’idea di una confederazione
tripartita tra Israele, Palestina
e Giordania.
Iniziative come la proposta
di pace saudita del 2002 dimostrano la crescente disponibilità del mondo arabo a normalizzare le relazioni con Israele,
ma queste aperture considerano ancora imprescindibile il
ritiro israeliano dai territori
conquistati nel 1967 e la creazione di uno Stato palestinese.
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GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA STAMPA 8

LA STAMPA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

Primo Piano .9

.

LE SFIDE DELLA GLOBALIZZAZIONE

IL SEGRETARIO GENERALE DELL’ONU

Guterres: “Alla crisi dei migranti
serve una risposta europea”
“L’Ue lavori per prevenire i conflitti. Israeliani e palestinesi? Non c’è alternativa ai due Stati”
bali come la crescita della popolazione, l’urbanizzazione, la
scarsità di acqua, l’insicurezza
del cibo, la distruzione delle
condizioni di vita in molte parti
del mondo. L’accordo di Parigi
non risolve tutti i problemi, è
ancora necessario un approccio
più esigente, ma è stato un passo importante. Il mio appello è
che, a prescindere dalle decisioni di ogni Paese, la comunità internazionale vada avanti».

Intervista
PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK

ntonio Guterres parla
dall’alto di un’esperienza
lunga dieci anni nella gestione dell’emergenza rifugiati,
quando ammonisce che «abbiamo bisogno di una risposta europea al problema». Il nuovo segretario generale dell’Onu ci riceve nel suo ufficio al Palazzo di
Vetro per la prima intervista
con un media italiano, realizzata con «Guardian», «Sueddeutsche Zeitung» e «Le Monde»,
nel progetto «Europa». È pronto a discutere di tutto: Libia, Siria, Crimea, rapporti con
Trump, futuro della Ue.

A
Gli altri
temi
Siria

Con quale messaggio va alla
conferenza di Monaco sulla sicurezza?

«Viviamo in un mondo che non
è più bipolare, non è unilaterale,
ma non è ancora multipolare. È
un mondo caotico, impunità e
imprevedibilità tendono a prevalere. In questo contesto è importante aumentare la cooperazione internazionale, la diplomazia preventiva, la capacità
delle organizzazioni internazionali di risolvere i conflitti, e affrontare le cause alla radice».

Portoghese
Antonio Guterres,
67 anni, socialista,
è stato primo ministro
del Portogallo dal 1995
al 2002, presidente
dell’Internazionale
socialista dal 1999 al 2005
e Alto commissario delle
Nazioni Unite per i rifugiati
dal 2005 al 2015

Qual è in questo mondo caotico
il ruolo suo e dell’Onu?

L’Italia è al centro della crisi dei
migranti, ma spesso si è sentita
abbandonata dagli altri Paesi
europei. Come va aiutata?

«La priorità è preservare
la sicurezza globale
Lavorare su una nuova
Costituzione e elezioni»
Brexit

«È stata una decisione
sovrana. L’Ue deve
capire la lezione e creare
più integrazione»

4500
vittime
Lo scorso anno
nel Mar Mediterraneo
secondo Frontex,
un record

«L’idea dovrebbe essere evitare
l’esistenza dei rifugiati, che significa aumentare la capacità
di prevenire e risolvere i conflitti. Detto ciò, ho sempre pensato
che in una Ue che nel 2016 ha
ricevuto circa un milione di persone, cioè il 2% della sua popolazione, questo fenomeno poteva
essere gestito, se ci fosse stato
un investimento importante
nelle aree di accoglienza. Ciò significa alloggio, amministrazione, controlli, inclusi quelli per la
sicurezza, e poi la capacità di
distribuire le persone nei diversi Paesi europei, su base proporzionale in relazione alle capacità. Se fosse stato fatto, sarebbe stato relativamente facile gestire il fenomeno, e non
avremmo avuto questo drammatico impatto sull’opinione
pubblica, vedendo masse che si
spostavano attraverso i Balcani
in maniera caotica. Ciò ha aiutato tutte le reazioni populiste,
e ogni forma di rigetto dei rifugiati, migranti, stranieri, che
ora sono il problema centrale
nel dibattito politico europeo.
Nessun Paese può farcela da solo, ma se tutti esprimono la solidarietà necessaria a lavorare
insieme, io penso che le sfide attuali possono trovare una risposta adeguata».
Negli Usa c’è una nuova amministrazione, e
la bozza di un ordine
esecutivo per il presidente Trump chiede di
tagliare del 40% i fondi all’Onu. Ne ha parlato con l’ambasciatrice
Haley?

«Non ci sono ordini firmati. Io
non rispondo alle cose che non
esistono, farlo può creare le
condizioni perché esistano».
Ma l’ambasciatrice Haley le ha
dato garanzie sui bilanci?

«I nostri incontri sono stati
estremamente costruttivi, e
spero sia possibile avere una relazione che rispetti due condizioni essenziali: essere basata
sui principi, e cercare le aree in
cui la cooperazione possa venir
sviluppata in modo positivo».
Gli Usa hanno bloccato la nomi-

KIRSTY WIGGLESWORTH/AP

Un milione di rifugiati
non doveva gettare nel
caos l’Europa. La cattiva
gestione dell’emergenza
ha favorito i populismi

na dell’ex premier palestinese
Fayyad a inviato in Libia, cosa farà ora?

«Credo sia la persona giusta, al
momento giusto, per il giusto
lavoro. Ha competenze che nessuno nega, e la Libia richiede.
Penso sia una perdita per il processo di pace e per il popolo libico che io non possa nominarlo.
Nessuno all’Onu rappresenta
un Paese o un governo, l’unica
lealtà è verso la Carta delle Nazioni Unite. Sono dispiaciuto
per l’opposizione e non ne vedo
alcuna ragione».
Sarraj è ancora la soluzione, o bisogna includere Haftar?

«Tutto il possibile deve essere
fatto per unire i libici. Ovviamente ci sono soluzioni che
hanno la loro legittimità e non
dovrebbero essere
messe in discussione,
ma è importante creare una situazione di
dialogo, affinché ognuna delle parti rilevanti
del conflitto sia integrata».
La Casa Bianca ha detto che non
si sente più vincolata alla soluzione dei due Stati fra israeliani e
palestinesi.

«Non c’è alternativa alla creazione di due Stati, e dovremmo
fare tutto il possibile per mantenerla».

Qual è il suo messaggio per il
presidente Usa, per convincerlo
che i rifugiati non sono una minaccia per il suo Paese?

«Il collocamento dei rifugiati
viene fatto oggi con meccanismi
di screening molto attenti, e investigazioni accurate su chi vie-

In Libia bisogna
fare tutto il possibile
per unire le diverse fazioni
Sarraj e Haftar
devono dialogare

ne accolto. Se un gruppo terroristico volesse infiltrare un Paese,
preferirebbe altre strade. Io ho
sostenuto che tali meccanismi
fossero adottati, e li ritengo non
solo un diritto, ma un obbligo dei
Paesi membri. Ciò però non è incompatibile con la possibilità di
offrire protezione a persone che
hanno sofferto così tanto».

lunque contraddizione o visione
possano avere, ora c’è un interesse comune più importante di
ogni altro a preservare la sicurezza globale. Spero che l’evoluzione in corso in Siria possa
condurre almeno all’inizio di
quella che potrebbe essere una
soluzione politica, attraverso i
colloqui di Ginevra».

In pratica «l’extreme vetting»
già esiste?

C’è ancora un futuro in Siria per
Assad?

«Qualunque cosa sia, ci sono
oggi meccanismi che consentono di essere molto efficaci».

Teme l’isolazionismo americano?

«È un dibattito ricorrente, ma
credo che la società Usa troverà le risposte adeguate. Il mondo ha bisogno degli Stati Uniti,
spero ciò sia compreso dal popolo e dall’amministrazione».
Lei è cattolico praticante. Possono collaborare Onu e Vaticano?

«La Santa Sede ha
avuto un ruolo molto
positivo. Se guardiamo alla crisi dei migranti, è stata una delle
più importanti voci morali. Io
credo che Papa Francesco sia
chiaramente il più forte messaggero di pace che abbiamo
oggi nel mondo».
Pensa di impegnarsi personalmente in Siria e contro l’Isis?

«La Siria è una fonte di sviluppo
di una nuova forma di terrorismo globale. Credo che sia nell’interesse di tutti, in particolare dei Paesi che sono parte del
conflitto o hanno influenza sulle
parti, di unirsi e capire che qua-

«Dobbiamo fare in modo che
quanto era stato deciso con la risoluzione 2254 del Consiglio di
Sicurezza, e nel primo comunicato di Ginevra, sia applicato.
Ciò significa un meccanismo di
transizione che sia realmente
rappresentativo del popolo siriano, e quindi una nuova costituzione e nuove elezioni. Ciò che
voglio è che questo
processo proceda».
La presenza russa in
Crimea è accettabile?

«Ci sono alcuni principi
essenziali, e uno di essi
è l’integrità territoriale
dei Paesi membri dell’Onu. È ancora valido, e la mia
speranza è che la comunità internazionale possa confermarlo».
L’accordo nucleare con l’Iran
può sopravvivere senza gli Usa?

«È stato un passo positivo nella
direzione della pace globale.
Spero sia confermato, e che il
meccanismo previsto per garantirne l’applicazione sia effettivamente realizzato».
E l’accordo di Parigi sul clima
può sopravvivere senza gli Usa?

«Credo nei cambiamenti climatici, che sono l’acceleratore
principale dei mega trend glo-

«Ci muoviamo verso un mondo
multipolare. Alcuni pensano
che sia la soluzione. Io sono dell’opinione che un mondo multipolare senza istituzioni multilaterali forti non sia necessariamente pacifico. Alla vigilia della
Prima guerra mondiale l’Europa era multipolare, ma non
c’erano meccanismi di governance multilaterali, e il risultato fu il conflitto. Quindi se anche la multipolarità nel mondo
può essere un fattore positivo di
equilibrio, senza una governance multilaterale potrebbe aumentare la conflittualità».
Come giudica la Brexit?

«È stata una decisione sovrana
del popolo britannico. L’Europa
deve capire la lezione e creare
le condizioni per un’integrazione più efficace, riconciliandola
con l’opinione pubblica».
Il 2017 sarà un anno cruciale per
l’Europa, con elezioni in Olanda,
Francia e Germania. Cosa significa per il suo lavoro un’Europa
debole e riversa su se stessa?

«Per andare verso un mondo
multipolare funzionale il ruolo
dell’Europa è essenziale. La Ue
è diventata il capro espiatorio,
per molti problemi non risolti, e
molte ansie e paure avvertite
dalla gente. Spero che il dibattito politico consenta di superare
questa situazione, e sia possibile una discussione seria e razionale sul futuro dell’Europa».
Come?

«I politici devono dire la verità e
assumersi la responsabilità dei
propri valori. A volte vediamo
leader che li dimenticano, e
usano verità alternative come
strumenti di propaganda, solo
per vincere le prossime elezioni. Spesso ciò porta solo a perdere le elezioni, perché quando
la gente deve scegliere tra l’originale e la copia, tende a scegliere l’originale».
In sostanza non si può essere più
populisti dei populisti?

«Quando i partiti cercano di
guadagnare voti copiando i populisti, non fanno altro che legittimare il populismo. E poi i populisti prendono ancora più voti».
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Su www.lastampa.it
l’intervista integrale

10 .Primo Piano

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

LA CRISI DELLE PROFESSIONALI

Nessuno vuole fare l’elettricista
e la scuola rischia di chiudere
A Erba il caso della Romagnosi senza più allievi iscritti al nuovo anno
Il preside: “C’è poca consapevolezza, usciti di qui l’impiego è assicurato”

ANDREA SABBADINI/BUENAVISTA

SIMONE GORLA
ERBA
n dieci anni dal corso per
elettrotecnici dell’Istituto Romagnosi di Erba, in
provincia di Como, sono
usciti circa 350 elettricisti.
Tutti hanno trovato un lavoro in tempi brevi nelle aziende della zona. Dal prossimo
anno scolastico rischia però
di non essercene neanche
uno. I ragazzi non sono più
interessati a imparare il mestiere e solo 8 si sono preiscritti al corso, in passato
formato da due classi di 18
persone, che così potrebbe
scomparire. E dire che un
tempo, accanto all’indirizzo
agrario, all’economico e all’enogastronomico, era il più
ambito. «È il primo anno che
succede una cosa del genere,
avevo due corsi pieni per gli
elettricisti, erano il nostro
fiore all’occhiello», racconta
il preside Carlo Ripamonti, il
primo a essere sorpreso alla
chiusura delle graduatorie
online, lo scorso 6 febbraio.
«Gli studenti sono tutti innamorati dell’idea di frequentare i licei, eppure noi ogni
anno riceviamo richieste da
venticinque aziende della zona che vogliono assumere».
Uno sbocco sul mercato del
lavoro praticamente certo e
in tempi brevi, in grandi
aziende come Siemens e Pirelli. Ma quasi nessuno si è
fatto vivo. Perché? «C’è poca
consapevolezza delle prospettive, e questi istituti hanno spesso una cattiva nomea
per colpa di qualche testa
calda», riflette il preside. Così la produttiva Brianza, nei
prossimi anni, potrebbe doversi cercare degli elettricisti d’importazione.
Il caso della scuola di Erba

Roma
Il «gran ballo fascista»
finisce in Parlamento

I

n Un «gran ballo in epoca fasci-

sta» organizzato dalla scuola media
romana «Guido Alessi» nell’ambito
del progetto «Ricostruire la storia»,
ha suscitato una pioggia di proteste che hanno portato alla revoca
dell’iniziativa. E il caso approda in
Parlamento. I deputati del M5S
hanno infatti annunciato un’interrogazione in proposito chiedendo
la rimozione della preside.

non è isolato, né eccezionale. I
primi dati sulle iscrizioni alle
scuole superiori per il 2017-18,
parlano di un Paese in cui più
della metà dei ragazzi vuole fare il liceo (54 per cento), meno
di un terzo sceglie un istituto
tecnico (30,3 per cento) e il 15
per cento tenta la strada della
formazione professionale. In
Lombardia il dato è ancora inferiore: solo il 12,6 per cento dei
quattordicenni, due punti in
meno rispetto a un anno fa. Gli
istituti professionali sono ancora frequentati in Basilicata,
Campania e Puglia, mentre
vanno controcorrente gli studenti stranieri, che secondo i
dati della fondazione Ismu
scelgono nel 36 per cento dei

8
preiscritti
I ragazzi non
sono più
interessati a
imparare il
mestiere di
elettricista
e solo 8
si sono
preiscritti
al corso, in
passato formato da due
classi di 18
persone

casi un percorso professionale.
Il preside Ripamonti si dice comunque ottimista, perché «di
ragazzi con voglia di rimboccasi le maniche e lavorare ne abbiamo bisogno, quindi sono
certo che alla fine ne arriveranno altri e riusciremo a fare
almeno una classe».
Che il mercato del lavoro,
soprattutto in Lombardia, sia
affamato di professionalità
tecniche lo conferma anche
Veronica Meloni, talent acquisition manager di Abb, multinazionale leader nelle tecnologie per l’energia e l’automazione, con clienti in tutto il mondo
e stabilimenti in quattro province lombarde. «In tutta Italia
cerchiamo sempre profili spe-

Quasi la metà dei diplomati
si pente della scelta fatta
Lo stage è la carta vincente
Il rapporto di Almadiploma e Almalaurea
Università

il caso

rrivare al sospirato
giorno dell’esame di
maturità, guardarsi indietro e rendersi conto di aver
fatto la scelta sbagliata. È la
sgradevole sensazione con cui

A

si trovano a fare i conti il 45%
dei diplomati, cioè quasi uno
ogni due. Nel dettaglio, oltre il
26% cambierebbe sia scuola sia
indirizzo, l’11% ripeterebbe il
corso ma in un’altra scuola, l’8%

L’indagine
evidenzia
che 70 ragazzi
su 100 proseguono gli
studi dopo
il diploma

sceglierebbe un diverso indirizzo nella stessa scuola. I dati poco confortanti emergono dall’ultimo rapporto di Almadiploma e Almalaurea che ha coinvolto 115 mila ragazzi di circa

350 istituti intervistati a uno,
tre e cinque anni dal diploma.
L’indagine evidenzia che 70 ragazzi su 100 scelgono di proseguire gli studi (il 54% a tempo
pieno, il 16% conciliando lavoro

cializzati e tecnici da inserire».
Gli istituti professionali
provano a far capire ai ragazzi
che gli sbocchi ci sono. «Ci
chiedono di anticipare l’orientamento al primo anno per
spiegare i bisogni che abbiamo
e quali sono le professioni del
futuro. Nonostante una riorganizzazione che negli ultimi
due anni ha ridotto le assunzioni, collaboriamo con 31
scuole vicine ai nostri impianti
produttivi, di cui un terzo in
Lombardia, già a partire dall’alternanza scuola-lavoro».
Stando ai dati della piattaforma Eduscopio della fondazione Giovanni Agnelli, le
scuole professionali a indirizzo industriale lombarde hanno
un indice di occupazione medio nei due anni successivi al
diploma che oscilla tra il 55 e il
75 per cento. In più, chi esce da
queste scuole finisce a fare un
lavoro coerente con quello che
ha studiato. In generale, da un
analisi dei dati di sette regioni
(Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Lazio,
Basilicata e Sardegna) «la metà dei diplomati tecnici e professionali entra nel mondo del
lavoro nei due anni successivi
al diploma» e «il tempo di attesa è in media di sette mesi»
mentre «nella maggioranza
dei casi, per lavorare non si va
oltre il proprio luogo di residenza o i comuni limitrofi, con
una distanza media da casa di
26 chilometri». Il governo sta
provando a fermare la fuga
dalle scuole professionali con
una riforma, cui è dedicato
uno dei decreti attuativi della
Buona scuola. Le nuove «scuole territoriali dell’innovazione» saranno «strettamente
connesse con il territorio e
ispirate ai modelli promossi
dall’Unione Europea», avranno l’alternanza scuola-lavoro
già dal secondo anno e percorsi individuali per gli studenti.
Servirà a convincerli a rimboccarsi le maniche?
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e università), ma il 14% si pente
della scelta e abbandona o cambia corso di laurea. I maturati
con voti bassi tendono a presentarsi direttamente sul mercato del lavoro e a un anno dal
diploma portano a casa buste
paga che si aggirano intorno ai
1.028 euro mensili netti. La prosecuzione degli studi, invece, è
una scelta che coinvolge soprattutto i diplomati più brillanti e i
liceali. Anche il contesto socioeconomico e culturale della famiglia influenza la scelta: l’87%
dei diplomati provenienti da famiglie in cui almeno un genitore
è laureato ha deciso di iscriversi all’università.
Stage e studio all’estero, infine, si confermano carte vincenti. I ragazzi che hanno svolto attività di tirocinio durante gli
studi hanno infatti il 60% in più
di probabilità di lavorare, mentre chi trascorre un periodo di
formazione oltre i confini nazionali ha il 31% di chance in più di
trovare un’occupazione.
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LA STAMPA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

Primo Piano .11

.

L’ITALIA CHE CAMBIA

IL RILANCIO DEI LINGUISTICI
Ideogrammi
La vera
difficoltà
per gli
studenti che
studiano
il mandarino
è imparare
la scrittura,
il linguaggio
degli
ideogrammi

GETTY

“L’esame di maturità
lo facciamo in cinese
È la lingua del futuro”
I 29 diplomandi del liceo Sophie Scholl di Trento
saranno i primi in Italia. “Laggiù c’è lavoro per tutti”

145
studenti
Su 910
studenti
iscritti
al liceo
linguistico
Sophie Scholl
di Trento,
quelli che
hanno scelto
di studiare
il mandarino
come terza
lingua
sono 145

FABIO POLETTI
INVIATO A TRENTO
inque anni fa avevano
iniziato a canticchiare
«liang zhi lahou bèi
yùnxíng sùdù gèng kuài». Tradotto alla lettera dal mandarino tradizionale sarebbe «duetigri-correvano-velocemente». La versione cinese di
«Frà-Mar-ti-no-cam-pa-naro». Cinque anni dopo, 29 studenti della V A del liceo linguistico Sophie Scholl di Trento
saranno i primi a sostenere
l’esame di maturità in lingua
cinese. I primi in Italia. Perchè
se la lingua cinese è la più parlata al mondo, in Italia la insegnano soltanto in 150 scuole.

C

Nuoro
Lezioni di sesso in classe
Polemica sul prof di religione
n «Le polemiche contro di me sono

costruite sul pressapochismo e sull’ignoranza, sto valutando di sporgere
denuncia per mobbing». Così si difende
Giovanni Siotto, 32 anni, il professore di
religione in diverse scuole medie della
provincia di Nuoro, finito nella bufera
per aver svolto in classe educazione sessuale e aver consigliato agli alunni libri
«troppo espliciti». I genitori ne hanno
chiesto l’immediato allontanamento.

“L’Italia è una tappa strategica
della nuova Via della Seta
Un’opportunità da cogliere”
L’architetto: l’Oriente sarà sempre più legato all’Europa
Intervista

studiosi cinesi». Michele Bonino, architetto, cura i consolidati
rapporti del Politecnico di Torino col gigante orientale.
Quali sono le prospettive di collaborazione?

FABRIZIO ASSANDRI
TORINO

osse anche solo per
il suo Pil e le materie prime che consuma, è un dovere scientifico
e persino morale non lasciare
la ricerca sulla Cina solo agli

«F

«Lunedì col rettore Marco Gilli
partiremo per Pechino, in piazza
Tienanmen ci sarà il forum sul
business italo-cinese organizzato
da Confindustria e dal governo,
in occasione del viaggio del presidente Mattarella. Il rallentamento che c’è stato nella crescita dell’economia cinese potrebbe per
noi non essere affatto negativa».

2030
la svolta
urbana
Entro pochi
anni 300
milioni di
cinesi si sposteranno nelle
città e sui
modelli urbanistici hanno
molto da
imparare
dall’Europa

Maria Silva Boccardi la direttrice scolastica del liceo ne è
giustamente orgogliosa: «Abbiamo iniziato 5 anni fa perchè
c’era molta richiesta dagli studenti. Fino ad allora c’era stata
qualche sperimentazione al liceo Rosmini. Da noi lo studio
del mandarino è diventato
parte integrante del programma. E quest’anno ci saranno i
primi maturandi».
Visto da fuori il liceo Sophie
Scholl, intitolato alla studentessa della «Rosa bianca» giustiziata dai nazisti, è una scuola come tante. C’è la bandiera
dell’Italia. Quella dell’Europa.
Ma dentro le indicazioni sono
multilingue. Pure in mandarino. Su 910 studenti iscritti

quelli che hanno scelto di studiarlo come terza lingua sono
145. Mica pochi in una città come Trento che non arriva a
120 mila abitanti. Obbligatorio
inglese e tedesco come in tutti
i licei linguistici. Poi si può scegliere tra francese, spagnolo,
russo e dal 2012 pure il mandarino. «Ci piacerebbe aprirci
anche all’arabo. È un’altra lingua del futuro», scommette la
direttrice che - non pare vero
in tempi di buona scuola di
nome più che di fatto - giura
di avere un buon sostegno
dall’amministrazione autonoma locale ma pure dal ministero. «Qualche anno fa c’è
stato pure un incontro nazionale di tutte le scuole dove si
insegna il cinese».
Se gli insegnanti sono soddisfatti gli studenti non sono da
meno. Roberto della V A è uno
dei 29 che sosterranno la maturità: «La parte più difficile è
la scrittura. Bisogna imparare
gli ideogrammi. Se devo pensare a un Paese estero dove andare a lavorare penso alla Cina. È
un Paese con uno sviluppo impressionante. C’è posto per
tutti». Martina, stessa classe,
stesso zainetto carico di libri, il
suo futuro lo vede fino alla maturità: «E’ la lingua del domani
il mandarino. È quella più parlata al mondo e continuerà a
diffondersi sempre di più. Al
lavoro non ho ancora pensato.
Magari qui in Italia. Sono tante

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diritti umani e dei lavoratori».

In che senso?

«Se la Cina adotta una politica
di crescita più sostenibile ed
equilibrata, è naturale che si interessi di più al modello europeo. È un avvicinamento culturale, ancor prima che economico, e per noi si apre una grande
possibilità da non farsi scappare. L’Italia è anche una tappa
strategica della nuova Via della
Seta per il commercio».

Cosa chiedono i cinesi all’Europa?

Che strategie avete?

«Non è facile inserirsi nella rigida e gerarchica struttura cinese. Il nostro ateneo per la prima
volta assumerà due docenti col
compito di stare fissi in Cina a
cercare collaborazioni e ha cominciato a fare i test d’ingresso
in loco per chi vuole venire a studiare in Italia. Da noi i cinesi sono la comunità di stranieri più
numerosa, ci ha visitati il ministro dell’istruzione Wan Gang e
abbiamo un accordo di collaborazione con le Olimpiadi di Pechino 2022. In ogni caso, non
dobbiamo collaborare con realtà e aziende che non rispettano i

le aziende che hanno rapporti
commerciali con la Cina».
Per adesso sono tutti chini
sui libri in attesa dell’esame.
Con qualche promettente incentivo. Cinque anni fa la classe era stata in visita a Pechino.
Quest’estate il soggiorno di
studio sarà a Shenyang, capoluogo della provincia di Liaoning. Ad accompagnarli la sinologa Maria Assunta Contino, una delle insegnanti del liceo che sta preparando i ragazzi alla maturità: «Le classi di
cinese hanno studenti attenti
ed impegnati. Non si può pensare di imparare il mandarino
se non si ha voglia di affrontare lo studio con serietà. Il programma oltre alle conoscenze
linguistiche attraversa lo studio della storia di quel Paese.
Adesso stiamo studiando la
Guerra dell’oppio. All’orale e
al terzo scritto, i ragazzi dovranno dimostrare di conoscere la lingua, di saperla scrivere e di avere appreso il programma di Storia».
Il liceo di Trento è gemellato con un analogo istituto linguistico di Cheng Du nella regione dello Sichhuan. La speranza è che presto i ragazzi cinesi vengano fare degli stage
di studio in Italia. Chi da tempo ha attraversato mezzo
mondo è Niu Chunye il lettore
dei corsi di mandarino per gli
studenti che studiano cinese.
Nel suo Paese era un ingegnere chimico ma sognava di venire in Europa. A Trento è arrivato nel 2008 e in poco tempo ha imparato un italiano impeccabile. Da 4 anni tiene i
suoi corsi al liceo Sophie
Scholl: «Ogni anno 30 nuovi
iscritti scelgono come terza
lingua il cinese. Sono tutti studenti molto motivati e appassionati. La vera difficoltà è imparare la scrittura, il linguaggio degli ideogrammi. Ma tutti si applicano con grande diligenza. Frequentano la scuola
anche una decina di studenti
cinesi. Sono di grande aiuto ai
loro compagni non solo nell’apprendimento della lingua
ma pure per conoscere la cultura e la tradizione della Cina
antica e moderna». È un primo ponte verso un sano melting pot di culture. Quattro
studenti italiani di questo liceo - ancora pochi ma potranno aumentare negli anni - il loro quarto anno lo stanno facendo in Cina. Un Paese lontano che a Trento non è mai stato così vicino.

Non conoscere
la lingua è un limite
enorme, i programmi
nelle scuole superiori
formeranno una
generazione che avrà
molti meno problemi
Michele Bonino
Architetto

«Sicuramente sono interessati
all’urbanistica. Entro il 2030 trecento milioni di cinesi si sposteranno nelle città e il governo ha
cambiato il motto, da “urbanizzare il suolo” a “urbanizzare le
persone”, vuol dire attenzione
alle esigenze e sul tema di come
costruire una città gli europei
hanno molto da dire. Poi c’è la
mobilità intelligente e pulita e
l’automotive in genere. Per non
parlare di tutto il settore della
cultura europea che esercita sulla Cina un fascino magnetico».
Quindi è meglio mettersi a studiare il cinese?

«Non conoscere la lingua è un limite enorme e programmi innovativi come quelli delle scuole
superiori formeranno una nuova generazione che avrà molti
meno problemi. Ma dobbiamo
anche muoverci come Paese in
modo coordinato, come fa la
Germania, per essere più forti».
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12 .Estero

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

I nodi

il caso

1

CECILIA ATTANASIO GHEZZI
PECHINO

M

ercoledì una berlina
nera della Jaguar, con
bandiera nordcoreana è arrivata di fronte al dipartimento della polizia scientifica di Kuala Lumpur. I due uomini che ne sono usciti non
hanno rilasciato commenti alla stampa, ma secondo molti il
loro scopo era ostacolare l’autopsia sul corpo di Kim Jongnam, il fratellastro del Brillante leader ucciso il giorno di
San Valentino nell’aeroporto
della capitale malesiana.

Secondo la
ricostruzione
della stampa
sudcoreana,
una donna
con una felpa
bianca con la
scritta «Lol»
si sarebbe
allontanata in
taxi dal luogo
del delitto

2
3

se parlava di stracci
imbevuti di veleno,
ora si fa strada l’ipotesi di un liquido letale spruzzato in viso

Chi era
n Figlio di prime

nozze di Kim Jong-il,
era fratellastro del
leader nordcoreano.
Il governo di Seul riferisce che si sentiva
braccato dal 2012

Sempre più intricato il giallo dell’omicidio in Malaysia di Kim Jong-nam
Trovato il corpo di due donne sospettate. Arrestata una vietnamita
passaporto vietnamita, fin’ora
l’unica persona ad essere arrestata in connessione all’omicidio. Né ci sono ipotesi su come
sarebbe scappata la complice.
Altri stranieri

Non è ancora chiaro se si tratti
della 28enne Doan Thi Huong,

Secondo il quotidiano locale
Oriental Daily, gli inquirenti

Fumogeni
Lo scontro
con le forze
armate durante una
manifestazione in sostegno di Theo,
il 22enne
ucciso
lo scorso 2
febbraio in
una banlieue
parigina

In silenzio
La stampa
nordcoreana
ieri non ha
fatto accenno
alla notizia
dell’assassinio
del fratello
del Leader

sarebbero sulle tracce di altre
cinque persone straniere:
quattro uomini e una donna.
Voci non confermate, né
smentite, riportano che la polizia malese avrebbe invece
già ritrovato i corpi delle due
donne, che si suppone siano
coinvolte nell’omicidio. Se ie-

Ci ha serenamente lasciati un uomo
giusto e buono

Oreste Michela
Il tuo amore, la tua forza, la tua generosità non ci abbandoneranno mai.
Lo ricordano con infinito affetto
Vanna, Cristiano, Vivì ed i nipoti Nicolò e Federico. S. Rosario giovedì 16
ore 18,45, Funerale venerdì 17 ore 10
parrocchia Beata Vergine delle Grazie,
Crocetta.
- Torino, 15 febbraio 2017
Genta dal 1848 - Torino
Sarai sempre nei nostri cuori. Gabriella, Carola, Enrico.

AFP

DECIMA NOTTE DI SCONTRI

La rivolta delle banlieue
arriva nel cuore di Parigi
Parigi violenta. Per la prima
volta dall’inizio delle proteste
contro il fermo del ventiduenne Théo nella banlieue di Aulnay sous-Bois, a inizio febbraio, la guerriglia urbana è arrivata nel centro della capitale.
Almeno 400 manifestanti
si sono dati appuntamento ieri sera nel quartiere di Barbès-Rochechouart, alle pendici di Montmartre, per solidarizzare con il ragazzo brutalizzato da quattro agenti
della Police Nationale e denunciare «il razzismo» e «le
violenze». Protesta rapidamente degenerata con lancio
di oggetti contro le forze dell’ordine, che hanno replicato
con cariche e gas lacrimogeni. «Tutti odiano la polizia»,
«Polizia, stupratori, assassini», sono alcuni degli slogan
scanditi dai manifestanti, di
cui alcuni incappucciati o col

La dinamica
n La polizia male-

Nord Corea, caccia al commando
che ha ucciso il fratellastro di Kim

Le ipotesi

PAOLO LEVI
PARIGI

tizie, l’assassinio di
Kim Jong-nam sarebbe stato compiuto da 2 donne. Ora,
spunta l’ipotesi di 4
uomini e una donna

Dama
bianca

I dettagli

La stampa nordcoreana ancora non ha fatto menzione dell’accaduto, ma le agenzie si
susseguono e piano piano cominciano ad emergere ulteriori dettagli di una storia di
spie e omicidi extraterritoriali, che ricorda gli anni della
guerra fredda.
Secondo il capo dell’intelligence sudcoreana, le immagini delle telecamere di sorveglianza testimonierebbero il
coinvolgimento di due donne
nordcoreane. Il Malay Mal ha
ottenuto le immagini di una
delle ragazze, mentre aspettava il taxi, che l’avrebbe portata
lontana dal luogo del delitto.
Si riconoscono chiaramente i
tratti asiatici, il trucco pesante, la pettinatura con frangetta, la borsetta a tracolla, la
gonna sopra al ginocchio e una
felpa bianca con la scritta Lol,
ironicamente l’acronimo di
«lots of laughs», grasse risate.

Quanti sicari
n Dalle prime no-

volto coperto, tra le sirene e
l’aria acre dei fumogeni.
La stazione della metropolitana è stata chiusa e alcuni negozianti hanno abbassato le saracinesche. Scontri, fiamme, e
vetrine rotte anche a Rouen.
Sempre ieri, il numero uno della Polizia, Jean-Marc Falcone,
aveva espresso indignazione
dopo la pubblicazione di un
manifesto firmato da decine di
personalità, tra cui Eric Cantona e Omar Sy, per dire basta all’impunità dei «flics» (poliziotti) violenti.
A meno di tre mesi dalle elezioni presidenziali, il presidente dell’Assemblée Nationale,
Claude Bartolone, ha invece
chiesto un rapporto indipendente sulle pratiche legate al
mantenimento dell’ordine nel
territorio della Francia. Dall’inizio delle rivolte legate alla
vicenda di Théo sono state fermate 245 persone.
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Lo studio avv. Agostino Pacchiana
Parravicini e Associati partecipa con
sincero affetto ed amicizia al dolore
di Cristiano e famiglia per la perdita
del papà ORESTE.
Pallina, Giovanna, Luisa, Andreas ed i
bimbi ricordano con affetto ORESTE e
si stringono a Vanna, Cristiano, Vivì,
Nicolò e Federico in questo triste momento.
Ciao ORESTE, ti penseremo sempre
con infinito affetto. Paolo, Olga e
Marco.
Costanza e Michele abbracciano con
affetto Cristiano e famiglia.
Giovanni e Camilla, con Rachele e
Maddalena partecipano al lutto di Cristiano e famiglia.

L’editto
In una lettera,
in possesso
della Sudcorea, il fratello
di Kim avrebbe chiesto
clemenza
al fratellastro

E’ mancato all’affetto dei suoi cari

E’ mancato un uomo buono

Emilio Calderan

Ci ha lasciati raggiungendo Pieralba

Davide Ciarnelli

Paolo Arvat

anni 77
A Funerali avvenuti lo annunciano la
moglie Giulia, i figli Maurizio e Alberto, il nipote Emanuele parenti
tutti. Le SS. Messe di Trigesima saranno celebrate: venerdì 10 marzo
2017 alle ore 18,30 nella parrocchia
San Benedetto via Delleani 24 Torino.
Domenica 12 marzo 2017 alle ore
10,30 nel Santuario della Madonna
dei Fiori di Bra (CN).
- Torino, 7 febbraio 2017

Lo annunciano i figli Emanuela e Massimo, con Piero e Lalla, Gabriele e
Irene, Maria Angela e Sarina. Un ringraziamento al servizio domiciliare di
Geriatria delle Molinette, a Freddy,
Cynthia, Liliana, Roberto. Funerale
oggi ore 10,30 parrocchia Sacro
Cuore di Gesù.

Francesco, Giacomo, Francesca e le
loro famiglia si stringono con affetto
a Giulia, Maurizio, Alberto in questo
momento di grande dolore per la
scomparsa del caro DAVIDE.
Circondata dall’amore dei suoi figli
e nipoti, ha raggiunto il suo amato
Gustavo, l’anima buona della
N.D.

ing. Margherita Cavallo
Gavotti
Carlo e Luisella ringraziano con tutto
il cuore Clotilde, l’amica di sempre,
Giorgio Scaglione per l’affetto dimostrato in questi lunghi anni, Tina,
Marcella, suor Mariangela e suor Celestina con tutto il personale sanitario
per le attenzioni e le cure riservate. I
Funerali si svolgeranno venerdì 17
c.m. alle ore 15,30 nella Cattedrale di
Acqui Terme, Alessandria.
- Malvicino, 14 febbraio 2017
Cristianamente è mancata

Lorenzo Imperato, Raffaella Enrietti,
Marco Longo, Francesca Peyron e i
collaboratori dello Studio, sono vicini
a Cristiano ed alla sua famiglia in questo momento di dolore per la scomparsa del padre ORESTE.

ri l’arma del delitto sarebbe
stato un ago avvelenato, oggi
le ipotesi paiono propendere
per un liquido velenoso. A
confermarlo sarebbero le parole stesse di Kim, che avrebbe chiesto aiuto, raccontando
che «qualcuno lo avrebbe preso alle spalle per gettargli del

Franca Balma
ved. Alladio
anni 89
L’annunciano i figli Tiziana con Nunzio; Giancarlo con Lidia e rispettive famiglie; parenti tutti. Veglia di preghiera giovedì 16 febbraio alle ore
20,30 e Funerali venerdì 17 alle ore
15,45 nella chiesa di San Pietro.
- Devesi di Ciriè, 15 febbraio 2017
O.F. Mecca & Chiadò - Ciriè

anni 86
Lo annunciano con tristezza la moglie
Giuseppina ed i figli Paola e Gianluigi
con parenti tutti. Rosario oggi ore 18
e Funerali venerdì 17 ore 9,30 nella
parrocchia Sacro Cuore di Gesù, via
Nizza 56.
- Torino, 14 febbraio 2017

Condomini, amministratore e custodi del condominio Palazzo S. Francesco partecipano al dolore dei famigliari per la scomparsa del signor

Massimo e mamma affettuosamente
vicini a Gianluigi.

- Torino, 15 febbraio 2017

Giorgio Aragno

La donna vestita di bianco, di
nazionalità vietnamita, è
l’unica arrestata per l’omicidio

liquido in volto». I risultati
dell’autopsia, che pare essersi conclusa mercoledì sera,
non sono però stati ancora divulgati.
La lettera

Il capo dell’intelligence, sudcoreana Lee Byung-ho, è convinto che il mandante dell’esecuzione sia il Brillante leader in
persona. In una riunione parlamentare a porte chiuse, avrebbe riferito che l’ordine di assassinare Kim Jong-nam esiste da quando il fratellastro
minore Kim Jong-un ha preso
il posto del padre alla guida del
«Paese eremita» nel 2011. A riprova della sua teoria ha portato una lettera del 2012, in cui
il primogenito dei Kim chiedeva al potente fratello di sospendere l’editto che pendeva
sul suo capo e quello della sua
famiglia. Non è stato reso pubblico il modo in cui i servizi sudcoreani sarebbero entrati in
possesso di questa lettera, ma
stando alle loro ricostruzioni
quello stesso anno Kim Jongnam avrebbe subito un tentato
agguato. «Non abbiamo nessun posto dove nasconderci»,
avrebbe scritto. «L’unica via di
fuga è il suicidio».
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Il 14 gennaio 2017 è tornato alla
Casa del Padre

Agostino Nobile
Ne dà il triste annuncio la sorella Maria Rosa Papanicola con i familiari.
Santa Messa di Trigesima il 18 febbraio alle ore 18,30 cappella Santa
Giovanna d’Arco, via Borgomanero
50, Torino.
- Torino, 16 febbraio 2017

- Torino, 14 febbraio 2017
E’ mancato
Monica, Alfredo, Nicola e famiglie
tutte sono vicini con tanto affetto a
Emanuela e Massimo.

E’ mancato all’affetto dei suoi cari

Giacomo Manassero
Lo annuncia la figlia Laura.
- Torino, 15 febbraio 2017
Giubileo 011.8181
assistenza e professionalità

Adriano Gascone
Ne danno doloroso annuncio: l’affezionatissima Silvana con Roberto, parenti tutti. Un sentito ringraziamento
alla signora Graziella per l’umanità dimostrata, alla Direzione e al personale
tutto della struttura Le Acacie di
Santo Stefano Roero per la premurosa
assistenza. Funerali venerdì 17 febbraio alle ore 9,30 nella parrocchia SS.
Annunziata di Pino Torinese.
- Pino Torinese, 15 febbraio 2017

ANNIVERSARI
2000

2017

Mario Vaj
Ti ricordiamo sempre con affetto. La
moglie Alma e i figli.
- Chieri, 16 febbraio 2017
2008

16 febbraio

2017

Giulio Bruno

O.F. Rostagno - tel. 011.9440254

Nel cammino quotidiano la tua presenza è ovunque.
E’ mancata all’affetto dei suoi cari

Angela Tamburini
in Re
(Linetta)
Lo annunciano a Funerali avvenuti il
marito, le figlie con le rispettive famiglie, la sorella e nipoti.
- Torino, 13 febbraio 2017
O.F. Eterno Riposo - tel. 011.6680380

2013

2017

Carlo Carmagnola
Sei sempre nel nostro cuore. I tuoi
cari.
2010

2017

Massimo Burzio
Sempre nel cuore della tua Cristina.

LA STAMPA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

La Mani Pulite brasiliana
fa tremare il Sudamerica

“Sono spie
della Turchia”
Blitz contro
quattro imam
BERLINO

autostrade, ponti a complessi
industriali; dove c’era un appalto miliardario, l’Odebrecht
era presente. In Brasile è stato
citato l’attuale presidente Michel Temer e un centinaio tra
ministri, deputati e senatori; la
Corte Suprema deve decidere
se togliere l’immunità parlamentare a una ventina di loro,
nei palazzi del potere si trema.
Per le mazzette ai politici è finito in carcere anche l’imprenditore Eike Batista, 6 anni fa considerato da Forbes l’ottavo uomo più ricco del Pianeta. A metà dicembre l’Odebrecht, assieme alla compagnia petrolifera
Braskem, ha patteggiato una
maxi multa di 3,5 miliardi di
dollari alla giustizia americana
e a quella svizzera (diverse tangenti sono finite nelle banche
elvetiche), ma ha ancora conti
aperti in Colombia, Perù, Panama, Repubblica Domenicana,
Venezuela; Messico, Equador,
Guatemala e Argentina. Questa settimana si riuniscono a
Brasilia i procuratori di 15 Paesi per studiare la creazione di
un pool congiunto. Partita dal
pagamento di una piccola tangente in un garage in Curitiba
dove si lavavano le auto (in portoghese «lavajato»), la Mani
Pulite brasiliana può falcidiare
ora buona parte della classe
politica latino-americana.

È una mossa che non ha precedenti: da stamattina la polizia del Nordreno-Vestfalia e
della Renania-Palatinato sta
perquisendo gli appartamenti di quattro imam di Ditib,
una delle maggiori organizzazioni turche-islamiche in Germania, sottoposta direttamente al Consiglio turco per
gli affari religiosi (Diyanet).
Da mesi, la procura federale
indaga sul caso degli imam di
Ditib (che coordina circa 900
istituzioni turco-islamiche in
Germania, i cui imam sono
scelti e retribuiti dalla Turchia), accusati di aver spiato
in Germania presunti sostenitori di Gülen per conto di
Diyanet, l’istituzione islamica
sunnita legata al presidente
Erdogan, e di aver girato le informazioni ad Ankara. Il tutto
mentre sta sollevando pesanti critiche l’annuncio che, sabato, il premier turco Binali
Yildirim parlerà ad Oberhausen, in Nordreno-Vestfalia,
davanti a 10.000 sostenitori
di Erdogan, per far campagna
elettorale per la controversa
riforma costituzionale voluta
dal presidente turco (anche i
turchi residenti in Germania
possono votare al referendum del 16 aprile). Per la
Linke, bisognerebbe impedire il comizio, visto che Yildirim «andrebbe portato davanti un tribunale e non nel
palazzetto comunale di Oberhausen».
Erdogan ha indicato il predicatore Fetullah Gülen come la mente del golpe tentato
la scorsa estate. Ma l’ipotesi
di attività di spionaggio in
Germania da parte dell’associazione Ditib, inquieta i politici tedeschi. «È assolutamente inaccettabile che
membri del Ditib agiscano
come un servizio segreto»,
ha detto il ministro della Giu[A. ALV.]
stizia Heiko Maas.

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il caso
EMILIANO GUANELLA
BUENOS AIRES

Lula
da Silva
L’ex presidente brasiliano
Lula è sotto
processo,
nell’ambito
dell’inchiesta
Lava Jato,
come fulcro
del sistema di
corruzione
legato alla
Petrobras

P

Alejandro Toledo

Juan Manuel Santos

L’ex presidente del
Perù avrebbe ricevuto
tangenti per 20 milioni

Il presidente colombiano
(premio Nobel) avrebbe
preso 4,6 milioni

Michel Temer

Mauricio Macri

Il presidente brasiliano
sarebbe stato corrotto
dall’impresa Odebrecht

Il presidente argentino
avrebbe preso mazzette,
come i predecessori

LAVA JATO

Il caso-tangenti pagate
dall’azienda
petrolifera
brasiliana
Petrobras ha
travolto
anche l’ex
presidente,
accusata per
la nomina di
un ministro

residenti ed ex presidenti fuggiaschi o indagati, politici di peso
e grandi imprenditori in
carcere. Un terremoto giudiziario si sta espandendo
dal Brasile a tutta l’America
Latina. Lo scandalo «Lava
Jato», la Mani Pulite brasiliana, partito quasi tre anni
fa dalle mazzette pagate dai
privati per aggiudicarsi gli
appalti della compagnia petrolifera statale Petrobras,
si è allargato ben oltre i confini nazionali, diventando il
più grosso caso di corruzione internazionale degli ultimi anni. L’ex presidente peruviano, Alejandro Toledo, è
ricercato dalla giustizia del
suo Paese, che ha decretato
per lui la carcerazione preventiva. Si trova negli Stati
Uniti e non intende consegnarsi; da Lima, l’attuale
presidente Pedo Paulo
Kucynsky ha telefonato a
Donald Trump per chiedere
di velocizzare le procedure
per l’estradizione. Accusato
di aver ricevuto una tangente di 20 milioni di dollari pagata dall’impresa di costruzione brasiliana Odebrecht
per assicurarsi l’appalto
della «carretera interoceanica», Toledo è solo la punta
di diamante di una lunga lista di politici nell’occhio del
ciclone.
Quasi tutti nei guai a causa dei loro rapporti con
l’Odebrecht, gigante delle
costruzione che ha fatto man
bassa di appalti pubblici un
po’ ovunque. Il figlio del fon-

L’inchiesta che sta facendo tremare le
gambe del potere nella maggior parte
degli Stati in Sudamerica si chiama
operazione «Lava Jato», in italiano
«Autolavaggio». È stata condotta
dalla polizia federale del Brasile,
iniziata il 17 marzo 2014 e ancora in
corso, con l’obiettivo di indagare sul
sistema delle tangenti pagate
dall’azienda petrolifera statale
Petrobras ai politici. L’avvio è stato
dato dalle dichiarazioni del pentito
Alberto Youssef. Il giro di tangenti si
aggirerebbe sui 10.000 milioni di real
brasiliani, 3 miliardi di euro. È la più
grande operazione anti-corruzione
nella storia del Brasile.

Estero .13

IN GERMANIA

Tangenti e appalti truccati, lo scandalo dilaga
In fuga il peruviano Toledo. Coinvolti molti leader

Dilma
Rousseff

.

MARTIN MEJIA/AP

L’ex presidente peruviano Toledo si è rifugiato negli Stati Uniti

datore, Marcelo Odebrecht, si
trova in carcere da un anno e
mezzo, ha già ricevuto una prima condanna a 19 anni di reclusione e dopo mesi di trattative ha deciso di vuotare il sacco. La sua testimonianza, corroborata da quella di altri 77
dirigenti dell’impresa, chiama
in causa decine di parlamentari, ministri e uomini d’affari
brasiliani, oltre a numerosi
politici latino-americani. In
Brasile e all’estero, l’impresa
pagava mazzette miliardarie o
finanziava illegalmente le
campagne elettorali, per assicurarsi i migliori contratti. Oltre a Toledo, sono nei guai anche l’attuale presidente colombiano e premio Nobel della
Pace 2016 Juan Manuel Santos, accusato di ricevere 4,6
milioni di dollari per la campagna elettorale del 2014, il suo
predecessore Alvaro Uribe,
l’ex presidente del Panama Ricardo Martinelli, l’ex presidente argentina Cristina Kirchner e il suo successore Mauricio Macri. Una cosa è chiara
agli inquirenti; l’Odebrecht
non «sposava» un partito o un
candidato, ma pagava tutti indistintamente, pur di assicurarsi i migliori affari.
Dai Mondiali di Calcio 2014
alle Olimpiadi di Rio de Janeiro, dal Canale di Panama ai
pozzi di petrolio, passando per

EFFETTO BREXIT

Nelle acque territoriali

Dopo il referendum

La beffa dei pescatori
Restano le regole Ue

È impennata di reati
a sfondo razziale

«The only way is Brexit. We
want our waters back». L’unica via è la Brexit, vogliamo indietro le nostre acque. Mancavano pochi giorni al 23 giugno,
la data del voto dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione
Europea.
I pescatori britannici, capitanati dal leader dell’Ukip Farage e dalla laburista Kate Hoey, ex ministra del governo
Blair, sfilavano con le barche
nel Tamigi, per tirare la volata
al Sì al referendum. Sono stati
i più convinti sostenitori della
Brexit. Oggi, il loro ottimismo
per le conseguenze che sarebbero state pattuite con gli accordi per la fuoriuscita è stato
gelato dalla stessa Ue.
E rischiano di rimanere a
bocca asciutta. Il Regno Unito lascia l’Europa, ma le «quote pesca», cioè la quantità di
pescato che spettano alla Gb,
non cambieranno. È uno dei
sette punti contenuti nell’ac-

Nei mesi successivi al referendum sulla Brexit si è registrata
un’impennata di reati a sfondo
d’odio razziale: in una delle
aree esaminate, l’incremento
è stato addirittura del 100%.
Secondo i dati delle forze di
polizia d’Inghilterra e Galles,
tra luglio e settembre 2016 ci
sono stati 14.300 episodi, tra
intimidazioni, abusi e in qualche caso violenza fisica. Secondo alcuni non è finita. «É
ragionevole prepararsi ad ulteriori impennate» durante i
negoziati con Bruxelles, ha
detto David Isaac, capo della
Commissione per l’Eguaglianza e i Diritti Umani.
L’agenzia Press Association
ha elaborato dati di quarantaquattro forze di polizia, riscontrando un aumento in
quasi tutte le aree esaminate,
del 50% in una decina di casi,
del 100% nel Dorset. Londra
ha registrato il numero d’incidenti più alto, oltre 3.300, se-

cordo per la Brexit, votato dal
Parlamento Ue. In Gran Bretagna, nel settore della pesca, lavorano circa 11 mila persone.
I pescatori credevano di potersi riappropriare delle acque, incrementando il quantitativo di pescato. Glielo aveva
promesso anche Boris Johnson, oggi Segretario agli Affari Esteri, che aveva descritto
le regole Ue sulla pesca come
«folli». Nel 2015, i pescherecci
europei hanno pescato 683
tonnellate di pesce nelle acque
del Regno Unito. Quelli britannici 111.
Ma la legge sulla pesca è solo una delle 20.883 in discussione al Parlamento Ue. Nei
trattati restano ancora molti
punti da chiarire: ad esempio il
trattamento riservato ai lavoratori stranieri, le regole per
andare a studiare in GB o quelle per l’accesso (con o senza il
[L. TOR. ]
passaporto?).
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DYLAN MARTINEZ/REUTERS

Una nave di pescatori britannici

111

14.300

tonnellate

reati

Pescate dalle barche del
Regno Unito nel 2015 nelle
acque britanniche

A sfondo razziale sono
stati registrati dalla polizia
tra luglio e settembre 2016

guita da Manchester. La maggior parte delle aree esaminate ha votato Leave, ma si è registrato un aumento anche in
aree, come la capitale, contrarie alla Brexit.
I dati confermano gli episodi raccolti dalla stampa inglese dopo il referendum del 23
giugno, un voto che ha spaccato il Paese ed è arrivato al termine di una campagna elettorale cattiva, a tratti xenofoba.
In un caso emblematico, il centro culturale polacco a Londra
è stato imbrattato di graffiti
(»Andatevene a casa») subito
dopo il voto.
«I dati mettono a nudo la discriminazione, l’ostilità e talvolta la violenza che migliaia
di persone subiscono in maniera spesso invisibile», ha
detto Fizza Qureshi, del
Network per i Diritti dei Migranti, che incoraggia le vittime a farsi avanti.
[A. RIZ.]
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14 .Cronache

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

Così su La Stampa

SENTENZA D’APPELLO

Caso Ceste
Trent’anni
al marito
La scelta

Nell’articolo il rapporto degli italiani con la scelta di morire ricorrendo alla sedazione profonda.

n

MANUELA MACARIO
MASSIMO NUMA
TORINO

Dino
Bettamin,
70 anni,
malato di Sla,
è morto
assumendo
un cocktail
di farmaci

parlamentari. La sedazione
profonda, hanno chiarito gli
esperti, non è esplicitamente
citata nella legge 38 sulle cure
palliative ma è praticata e prevista dalle linee guida delle Società di cure palliative.
Arriviamo a questo appuntamento in Italia «con un enorme
ritardo», ha affermato Carlo Alberto Defanti, primario emerito dell’ospedale Niguarda di Milano, membro della Consulta di
Bioetica e medico di Eluana Englaro ricordando che «la prima
legge sul biotestamento risale
al 1976, nello Stato della California. «È incredibile perché in
tutta Europa c’è, da noi ancora
no». «Seguendo il caso Englaro
- ha detto Defanti - all’inizio
avevo pensato che avrebbe accelerato questo processo. Invece, al contrario, ha comportato
quasi una battuta di arresto
perché si è arrivati al principio
non negoziabile della difesa della vita ad ogni costo».

Perfetto aplomb. Gli avvocati
difensori di Michele Buoninconti, Enrico Scolari e Giuseppe Marazzita, ascoltano la
lettura della sentenza impassibili: confermata la pena di
primo grado, 30 anni per avere ucciso, il 24 gennaio 2014
nella casa di Motta di Costigliole d’Asti, la moglie Elena
Ceste e di averne poi nascosto
il cadavere in un canale distante 800 metri dalla villetta
dove abitavano con i 4 figli,
tutti minori. «La battaglia
continua in Cassazione», dicono i legali. Pianto liberatorio
dei genitori di Elena, Franco e
Lucia. Gelido anche il genero.
Uno dei suoi motti preferiti
era «dal seme alla tavola», al
mercoledì vendita delle uova e
il giorno dopo conigli e galline.
Al centro la donna conosciuta
13 anni prima per caso - lui autista di bus - in un capolinea di
Torino Nord. Elena ci ha creduto: aveva lasciato il lavoro e
sono nati quattro figli, più un
paio di aborti spontanei. La
domenica a messa, tutti nello
stesso banco. Lei a casa. I figli
da accompagnare a scuola, il
pranzo e la cena, la cura dell’orto. Tutto bene. Invece no.
Elena vive un profondo disagio. Nella sua vita ha avuto sei
uomini. Uno è il marito e l’altro un fidanzatino a 16 anni.
Tra il 2012 e il 2013 qualcosa si
inceppa. Cerca via Facebook
altre emozioni. Rivede tre ex
fidanzati. Ecco. Quando Michele scopre, per caso, la doppia vita della sua donna, nasce
e si consolida il movente dell’omicidio. Ieri il pm Laura Deodato, con i carabinieri del colonnello Fabio Federici, ha
sfogliato le migliaia di carte.
Un processo senza una prova
regina ma fitto di indizi «univoci e concordanti». Il giudice
monocratico di Asti Roberto
Amerio e la Corte d’Assise
d’appello di Torino hanno creduto alla ricostruzione degli
inquirenti e non alla lucida tesi della difesa.

c BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

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il caso
MARIA CORBI
ROMA
ANSA

è sempre un eroe per
caso nei grandi cambiamenti e nelle battaglie civili, in questo caso il suo
nome è Dino e lo abbiamo seguito nella sua volontà di morire
con dolcezza, addormentandosi, dopo una vita che non è stata
affatto buona con lui. E in suo
nome ora si gioca l’ultima partita sul testamento biologico che
doveva essere esaminato dalla
Camera il 20 febbraio e che invece slitta di una settimana, vista la necessità della commissione Affari sociali di avere più
tempo per concludere i lavori.
Una settimana non è poi molto
a meno che non si ricordi che
nel 2009 , dopo il clamore del
caso Englaro, il Senato promise
una legge entro trenta giorni.
Otto anni fa. E che secondo i
sondaggi l’80% degli italiani è
favorevole al bio testamento.
Da oggi si proverà comunque
a chiudere con l’esame degli
emendamenti per licenziare il
testo per i pareri delle altre
commissioni e quindi per l’avvio dell’iter in Aula. Tra i nodi
ancora da sciogliere, e che vedono la netta contrarietà delle
forze politiche di area cattolica,
c’è ancora il tema dei Dat, le dichiarazioni anticipate di trattamento, uno degli assi portanti
del provvedimento. Restano, al
momento, le barricate della Lega, la forte contrarietà di Area
popolare, mentre il Pd rivendica compattezza sulla linea favorevole al testo, assieme a M5S e
Sinistra italiana.

L’appello dei medici
“Sì al biotestamento”

C’
80
per cento
Secondo i
sondaggi
8 italiani su
dieci
sarebbero
favorevoli
al biotestamento

2009
anno
A febbraio,
dopo 17
anni in stato
vegetativo,
muore
Eluana
Englaro
La richiesta
della famiglia di interrompere
l’alimentazione divise
l’Italia

Otto anni fa il Senato promise la norma entro 30 giorni
Tour de force per la legge: a fine mese il testo alla Camera
Marco Cappato, presidente
dei Radicali italiani e tesoriere
dell’associazione Luca Coscioni, in prima linea in questa battaglia, ritiene buono «l’impianto di questa proposta di legge».
«Viene infatti prevista la garanzia che tutti possano ricorrere, per esempio, alla sedazione profonda». Il testo, composto da cinque articoli, affronta
il tema della volontà del paziente nei trattamenti sanitari
e l’informazione che viene data
loro dal personale sanitario.
«Le nostre richieste sono tre:
la possibilità per il malato di rinunciare a qualsiasi tipo di
trattamento, far sì che la volontà del paziente sia quella di ultima istanza e avere la possibilità di accedere alla sedazione
continua, profonda», ha spiegato. Cappato sottolinea che ad
oggi, in Italia, «non c’è nessuna
garanzia per il paziente di poter ricevere la sedazione profonda, in quanto è una decisione che spetta al medico. Quan-

Oggi il dottore può opporsi
alla richiesta del paziente di
ricorrere alla sedazione profonda
Marco Cappato
Tesoriere Associazione
Luca Coscioni

do quest’ultimo non è d’accordo il paziente è costretto a trovarsi un altro medico oppure a
ricorrere alle vie legali. Dobbiamo quindi essere sicuri che
non si facciano passi indietro».
Tre punti «irrinunciabili»,
dicono i medici favorevoli al
ddl che ieri, in una conferenza
stampa alla Camera promossa
dall’Associazione Luca Coscioni, hanno illustrato la loro posizione e annunciato che le richieste confluiranno in un documento che sarà diffuso tra i
camici bianchi per una raccolta firme e poi inviato a tutti i

SPERIMENTAZIONE CON DROGHE, ALCOL E TABACCO

Test sugli animali per altri tre anni
Le associazioni: “Andremo in piazza”
ANTONELLA MARIOTTI
TORINO

2012
anno
Gli animalisti fecero
un blitz a
Green Hill
per liberare
i cani usati
per i test

«Da giugno dell’anno scorso
aspettiamo la relazione dell’istituto zooprofilattico della
Lombardia su questo tipo di
sperimentazione
animale.
L’aveva chiesta il ministro Lorenzin per decidere il blocco
dei test su alcol, droghe e tabacco. Non si riesce ad avere
quel documento». Si sfoga così
Gianluca Felicetti, presidente
della Lega antivivisezione,
commentando la decisione del
governo di prorogare di tre anni quel tipo di test sugli animali,
proroga votata in Commissione
Affari istituzionali del Senato e
che ha scatenato la protesta del
mondo animalista.
Tutto inizia con i beagle di Green Hill, nel 2012 gli animalisti
liberano gli animali dell’allevamento, i cani erano destinati
alla sperimentazione sui danni
dall’uso del tabacco. Da quella
vicenda inizia la battaglia con-

tro la sperimentazione animale per i test su droga, tabacco e
alcol. E’ giusto sottolineare
che in discussione non c’è la
sperimentazione su farmaci
salvavita o oncologici.
«Gli animali non fumano, non si
drogano e non bevono alcol. Come per la sperimentazione sui
cosmetici esistono test alternativi - insiste Felicetti - Il governo ha inserito questa proroga
nel mille proroghe che prevede
il voto di fiducia e quindi diventerà legge. I test avrebbero dovuto diventare fuori legge il primo gennaio. Invece in commissione Affari Istituzionali una
votazione bipartisan ha votato
per altri tre anni di sperimentazioni». L’emendamento sotto
accusa è quello De Biasi Cattaneo che all’inizio prevedeva 5
anni. «Gli sperimentatori sostengono che sia il tempo necessario per un progetto - aggiunge Felicetti - Non saranno
contenti neanche loro». Nel

25
marzo
Il primo
giorno in cui
gli animalisti
protesteranno contro la
proroga
Altre manifestazioni il 26
marzo, l’1
e il 2 aprile

pacchetto sono inseriti anche i
test sugli xenotrapianti: organi
di maiale inseriti nelle scimmie.
«Una pratica – aggiunge il presidente della Lav – alla quale
non credono neanche i medici.
Allora perché proseguirla?».
Il calvario degli animali sottoposti ai test prevede iniezioni di
droghe nell’addome o nel cervello, choc acustici o tattili con
pinze e piastre ustionanti. In
Germania «si spendono 50 milioni di euro per la sperimentazione non animale. In Italia?
Cinquecentomila euro». Secondo Felicetti è soprattutto questo il problema, non «che non
esistono metodi alternativi,
perché all’estero ci sono. Come
c’erano 10 anni fa per i cosmetici, ora nessuno di noi rischia un
danno al viso con cosmetici non
testati sugli animali».
La battaglia degli animalisti si
sposterà in piazza: il 25 e 26
marzo e l’1 e 2 aprile la Lav
chiama associazioni e sostenitori nelle principali città per
ottenere dal prossimo Governo la destinazione di almeno il
50% dei fondi previsti per la
ricerca, a sostegno dello sviluppo e della convalida dei
metodi di ricerca che non fanno uso di animali.
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DOSSIER DELLA PROTEZIONE CIVILE ALL'UE

Sisma, danni per 23,5 mld
L’Italia aggiorna Bruxelles
ROMA

Danni per 23,5 miliardi: l’1,4%
del Pil dell’Italia, sette volte
più di quanto ci ha chiesto
l’Ue per l’aggiustamento
strutturale dei conti. È il “costo” delle oltre 53mila scosse
di terremoto che negli ultimi
sei mesi hanno devastato il
centro Italia e la vita di oltre
500 mila persone, oltre a centinaia di morti Il dato è nel
nuovo dossier trasmesso dalla
Protezione Civile a Bruxelles:
nel fascicolo sono indicati tutti i danni e i costi sostenuti per
far fronte ai terremoti che a
partire dal 24 agosto hanno
interessato Abruzzo, Lazio,
Umbria e Marche e che servirà alla Commissione per attivare il Fondo di solidarietà
dell’Ue (Fsue), un salvadanaio
costituito con lo scopo di sostenere gli Stati membri colpiti da catastrofi naturali. Che
il bilancio fosse pesantissimo

già dopo il 24 agosto, era chiaro,
come era evidente che le scosse
del 26 e 30 ottobre e quelle del
18 gennaio avessero ulteriormente aggravato la situazione:
oltre 100 mila verifiche di agibilità e più di 30mila edifici privati inagibili, 12mila persone ancora assistite, borghi distrutti,
131 comuni inseriti nel cratere
sismico, 3 decreti legge per far
fronte alle prime emergenze e
tentare di far ripartire l’economia, intere zone abbassate di 10
centimetri. I 23,5 miliardi includono sia i danni strutturali sia i
costi affrontati per l’emergenza
dal 24 agosto ad oggi: 14 miliardi rappresentano i danni veri e
propri agli edifici, 3,1 miliardi i
danni al patrimonio artistico,
2,7 a infrastrutture, reti di distribuzione quasi 500 milioni a
attività produttive e agricoltura. I restanti 3,2 miliardi sono i
costi sostenuti dall’Italia per
far fronte all’emergenza.
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LA STAMPA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

Cronache .15

.

La madre del 15enne: “Chiamai io la Finanza”
A Lavagna la disperazione ai funerali del figlio suicida: “Ho provato a lottare contro la sua dipendenza
Temevo che fosse troppo tardi. Non sono stata capace di stargli accanto per colmare il vuoto che sentiva”
Il saluto

MARCO MENDUNI
INVIATO A LAVAGNA (GE)

«Un pensiero particolare va
alla Finanza. Grazie per aver
ascoltato l’urlo di disperazione di una madre che non poteva accettare di vedere suo figlio perdersi». Le frasi di
mamma Antonella sono amplificate dalle volte della chiesa strapiena. Sono, quelle della madre del 15enne morto
suicida durante una perquisizione nella sua casa, parole
che cambiano il senso di una
storia, che la inquadrano da
una visuale differente, che
raccontano una sequenza diversa da quella immaginata.
Non intaccano né il senso di
tragedia, né il significato profondo che affonda nel disagio
adolescenziale e nelle paure
dei genitori.
Però dà una spiegazione a
quel manifesto funebre con
cui si annunciava il funerale di
Giovanni, giovanissimo campioncino dell’Entella, che già
aveva sorpreso con i ringraziamenti, in calce, alle Fiamme gialle. È stata mamma Antonella a chiedere il loro intervento: «Avevo provato con
ogni mezzo di combattere la
guerra contro la dipendenza
prima che fosse troppo tardi».
Perché, dice alle duemila persone, centinaia di giovanissimi, che si affollano in chiesa e
sul sagrato, «c’è qualcuno che
invece vuole soffocarvi, facendovi credere che sia normale
fumare una canna, normale
farlo fino a sballarsi, normale
andare sempre oltre».
Ha chiesto, Antonella, aiuto a due amici con la telecamera, sollecitandoli a riprenderla in chiesa, perché le sue
frasi fossero fissate per quello
che sono, per evitare frainten-

Centinaia
di persone si
sono disposte
nel grande
piazzale e
sulla lunga
balconata
Su uno
striscione la
scritta
«nessuno
muore sulla
terra finché
vive nel cuore
di chi resta»
e un grande
cuore blu

SANGUINETI/FLASH

Il dolore
La mamma
del 15enne
in chiesa

il caso
LOREDANA DEMER
BORDIGHERA (IMPERIA)

dimenti. Dopo l’addio a Giovanni, ammette: «Ho passato un
giorno a soppesare, a ponderare quelle parole. Non ne aggiungo una sola in più».
Il comandante
provinciale della
Finanza Renzo Nisi: «È stata la mamma del ragazzo a rivolgersi a noi, quella stessa mattina
venendo in caserma. Non sapeva più
cosa fare. Aveva
provato tante volte
SANGUINETI/FLASH
a cercare di convincerlo a smettere ma non sapeva
più come fare». Insiste: «Abbiamo deciso dall’inizio di finire
nel mirino, pur di tutelare la se-

L'omicidio a Varese
Testimone chiave del caso Uva uccide il padre
n Ha ucciso il padre a coltellate

nell’appartamento alla periferia di
Varese dove viveva con i genitori,
Alberto Biggiogero, uno dei testimoni chiave nel processo sulla
morte di Giuseppe Uva, morto in
ospedale nel 2008 dopo aver passato parte della notte nella caserma dei carabinieri. Un omicidio
preceduto da una lite scoppiata in
casa, per motivi ancora al vaglio
degli investigatori. Biggiogero attorno alle 18.30 ha afferrato un

coltello da cucina e ha colpito il padre, Ferruccio, 78 anni. Il nome di
Alberto Biggiogero è legato al caso
Uva perché, la notte del 14 giugno
2008, l’uomo fu bloccato dai carabinieri mentre spostava alcune
transenne con l’amico Giuseppe e
portato in caserma. Ha raccontato
di aver sentito l’amico chiedere
aiuto nella stanza dove era trattenuto e, con i familiari, ha sostenuto
l’ipotesi di presunte violenze da
parte delle forze dell’ordine.

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I ladri fanno incetta di mimose
Arrivano le pattuglie dei carabinieri
Razzie continue in Liguria nel periodo di massima raccolta
È sparita anche “Itala”, la margherita dedicata a Calvino

Obiettivi
I ladri, che
probabilmente agiscono su
commissione, puntano
alle mimose
e al verde
ornamentale

Nel mirino
I carabinieri
hanno
intensificato
i controlli
serali e
notturni
su furgoni,
station
wagon e
auto monovolume

rmai è una vera razzìa,
e un incubo per tanti
coltivatori che, in uno
scenario di crisi, faticano a tirare avanti. Con l’arrivo di
febbraio, battono le campagne dell’estremo Ponente ligure i ladri di fiori e piante.
Non a caso, perché siamo nel
periodo di massima raccolta
(e mercato) delle mimose e
delle ginestre. Ma non viene
risparmiato neppure il verde
ornamentale: ruscus, populus, pitosforo, erica cinera.
Quintali, tonnellate di fiori e
rami rubati dalle fasce a ridosso della costa e rivenduti sottobanco alimentando il mercato nero del florovivaismo
soprattutto nelle grandi città.
Dalle alture di Latte, a Ventimiglia, a quelle di Imperia. Un
fenomeno che ha convinto i
carabinieri ha organizzare
pattuglie speciali nelle ore
notturne. Ma i ladri (spesso
extracomunitari come evidenziato da recenti arresti) si
concentrano soprattutto nella
zona collinare tra Perinaldo e
Vallebona, alle spalle di Bordighera, e non risparmiano neppure le coltivazioni non facil-

O

mente raggiungibili. Solo pochi giorni fa a una nota azienda locale, proprietaria di un
terreno impervio sono stati
rubati decine di quintali di mimosa. Spariti in poche ore. I
furti, che i carabinieri sospettano possano essere commissionati, non hanno risparmiato nemmeno altre zone. «Mimosa e verde ornamentale sono il bottino preferito», spiega
il sindaco di Vallebona, Roberta Guglielmi, la prima a sposare l’ipotesi dell’Arma sui furti
mirati. «I ladri vengono pagati
pochi spiccioli, a guadagnarci
sono i venditori». Le contrattazioni congelano, per ora, il
prezzo della mimosa a 7/8 euro al chilogrammo ma il costo
salirà, quasi certamente, per
la Festa della donna. E i coltivatori devono fare i conti anche con la fioritura precoce.
Gli inquirenti sospettano che
a tirare le fila sia un unico
mandante. Una banda organizzata in grado di colpire in
diverse zone contemporaneamente, dotata dei mezzi e uomini necessari.
I carabinieri, che stanno seguendo una pista giudicata

gretezza su quel che è accaduto, su quella sua scelta che s’immagina quanto tormento interiore abbia potuto portare. Ma
ora è stata lei a raccontarlo».
Giovanni non tornerà più a
scuola, né ad allenarsi sul campetto dell’Entella. Gli amici,
giovanissimi, lo ricordano con
uno striscione e il testo di un
brando di Francesco Guccini,
“In morte di S.F.”. C’è un grande
cuore blu e la sua foto, in divisa,
sul campo da gioco. Sono arrivati in tremila nella Basilica di
Lavagna. Ci sono le tute dell’Entella, le casacche degli
sbandieratori del Palio dei Fieschi. Un altro striscione: «Nessuno muore sulla terra finché
vive nel cuore di chi resta».
Il padre di Giovanni, Marco,
non era nella casa della tragedia. «Eravamo già andati dalla
Finanza a chiedere più controlli intorno alla scuola. Lungo la
strada c’è un luogo in cui si bucano anche i tossicodipendenti
da eroina e ci sono i pusher.
Controlli efficaci, ma non puntati su nostro figlio». C’era il
sospetto
che
fumasse
l’hashish? «La certezza».
Ma quella mattina Giovanni
viene fermato: «Non è vero che
avesse la droga con sé. Ma si è
spaventato, ha rivelato lui a finanzieri che ne aveva in casa.
Loro hanno telefonato a mia
moglie, le hanno spiegato cos’era accaduto e le hanno chiesto di andare a casa con Giovanni». Difende il loro operato,
ribadisce che hanno fatto il loro dovere, «ma l’ho detto anche a loro, ci voleva comunque
più tatto, un approccio psicologico più attento. Da ora in
poi, credo, in Italia si ragionerà perché in Italia non accada
più nulla del genere».

ROBERTO PECORARO

La festa
La mimosa, in vista
dell’imminente Festa della
donna, è il fiore più razziato.
Per ora costa 7/8 euro al kg,
più ci si avvicina all’8marzo
più il prezzo lieviterà

«interessante», hanno incrementato le pattuglie sulle colline, con servizi serali e notturni, pronti a stringere il cerchio. Nel mirino tutti i furgoni,
le station wagon, le auto monovolume. Le verifiche si rafforzano ogni giorno nel tardo

pomeriggio, proseguono fino
all’alba. Sono indagini difficoltose a causa della complicata
morfologia del territorio, della complessità nel rintracciare la proprietà dei lotti di terreno spesso frammentati in
vari Comuni confinanti.
Un altro furto, clamoroso, è
avvenuto a Sanremo, alla
chiusura del Festival della
canzone. È stata infatti rubata
“Itala”: è una margherita non
qualunque, ma un fiore prezioso, che l’Istituto per la floricoltura ligure ha voluto dedicare a Italo Calvino, sanremese e figlio dell’agronomo e
botanico Mario. Una varietà
nuova e brevettata e frutto di
oltre quattro anni di ricerche
e sperimentazioni. Chissà se
lo sa chi ne ha trafugato due
vasi dallo stand della Regione
Liguria al “Palafiori” di Sanremo, dove Itala faceva bella
mostra di sé. Al momento di
smontare lo stand, la scoperta: Itala non c’era più. E trattandosi di una varietà brevettata, la Regione e l’agenzia di
promozione turistica In Liguria hanno dovuto denunciarne
la scomparsa alla questura di
Imperia. Perché Itala potrebbe anche essere riprodotta o
clonata, spacciata per nuova e
rivenduta chissà dove, lontano dalle sue radici che giustamente affondano nella città
dei fiori e della canzone. Per
fortuna ce ne sono altri quarantanove esemplari, 48 sono
tenuti sotto chiave nell’istituto della floricoltura e uno nell’atrio della Regione Liguria.
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16 .Cronache

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

LE STORIE
Simbolo
Il 16 febbraio
è la notte che
ricorda la fine
delle persecuzioni. Quella
sera, nel
1848, le valli
valdesi si
illuminarono
dei fuochi
accesi per
annunciare
alla popolazione che il re
stava per far
cessare la
scure che da
secoli incombeva sulle
loro vite.
Quest’anno il
falò arderà in
centro a
Torino
REPORTERS

Il falò valdese in Piazza Castello
simbolo contro le persecuzioni
Per la prima volta la festa ha il suo epicentro nel cuore di Torino
ANDREA ROSSI
TORINO

Sarà un po’ come chiudere
una ferita. Dopo cinque secoli. Era il 29 marzo 1558: in
piazza Castello, nello spiazzo
che congiunge due simboli di
Torino - Palazzo Reale e Palazzo Madama - venne giustiziato Gioffredo Varaglia, predicatore valdese arrestato
qualche mese prima a Barge,
nel Cuneese. Incarcerato, interrogato per settimane,
sconsacrato in Duomo e infine mandato al patibolo. Dal
2000 una targa lo commemora e in quella stessa piazza,
oggi, si accenderà il falò che
ricorda l’anniversario dell’editto delle Lettere Patenti
con cui, nel 1848, il re Carlo
Alberto concesse ai valdesi i
diritti civili e politici.
La prima volta

Non è la prima volta che accade: trent’anni fa la catasta di
legna fu accesa al monte dei
Cappuccini. Ma è la prima
volta che la notte del 16 febbraio ha il suo epicentro nel
cuore di Torino. È la notte che
ricorda la fine delle persecuzioni, la libertà. Quella sera,
nel 1848, le valli valdesi si illuminarono dei fuochi accesi

per annunciare alla popolazione che il re stava per far cessare la scure che da secoli incombeva sulle loro vite. In attesa
della libertà di culto, sancita
solo cent’anni dopo con la Costituzione
repubblicana,
avrebbero goduto di diritti civili e politici. Gli stessi che qualche settimana dopo, il 29 marzo, vennero concessi agli ebrei.
La presenza degli ebrei

Da allora tutti gli anni il 16 febbraio le vallate dei valdesi - il
Pinerolese, soprattutto - si popolano di falò. Una tradizione
che Torino ha voluto fare propria. La Chiesa valdese ha
aderito all’iniziativa promossa dal Comune, e così la comunità ebraica che parteciperà
alla celebrazione, a rinsaldare
il legame tra le due comunità
religiose di minoranza, presenti in Italia da secoli, a lungo
perseguitate e ghettizzate, e
poi emancipate quasi nello
stesso istante. Legate in questo destino e poi dalle avversità della storia: durante le persecuzioni fasciste e le leggi
razziali molte famiglie ebree
trovarono ospitalità e nascondiglio nella vallate valdesi.
È il segno che la notte dei falò è qualcosa di più di una festa

1558
l’esecuzione
In piazza
Castello di
Gioffredo
Varaglia,
predicatore
valdese (foto
la statua del
fondatore
Valdo)

1848
le Lettere
Patenti
l’editto con
cui il 16
febbraio re
Carlo Alberto concesse
ai valdesi (e
un mese
dopo agli
ebrei) i diritti
civili
e politici

religiosa. È un messaggio da
attualizzare. «Condivideremo
il palco con tutti coloro che
hanno patito o ancora patiscono l’assenza di diritti», spiega
Patrizia Mathieu, presidente
del Concistoro valdese di Torino. «Ci saranno gli ebrei, destinatari anch’essi delle Lettere
Patenti del 1848, ma anche le
associazioni Lgbt, per la laicità
e per i rifugiati». Una festa laica, aperta. «La libertà e il diritto esistono solo laddove vengono riconosciuti ad ognuno, senza distinzione di cultura, religione o condizione sociale. Il
cammino per raggiungere questa meta non è ancora terminato», è scritto nella nota con cui
la Chiesa Valdese estende l’invito a tutti i torinesi.
I 500 anni della Riforma

In questa concatenazione simbolica, c’è un’altra data che dà
il segno di una ricorrenza speciale: il 2017 è l’anno in cui i
valdesi, insieme con le altre
chiese protestanti, festeggiano i 500 anni della Riforma,
nata di fatto il 31 ottobre quando, secondo la tradizione, Lutero affisse le 95 tesi sulle indulgenze alla chiesa di Wittenberg, in Germania.
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La siepe di gelsomino
che ripara la badessa
dai selfie dei turisti
Orta, finisce la guerra tra suore e ambientalisti
MARCELLO GIORDANI
ORTA SAN GIULIO (NOVARA)

Alla fine saranno le piante
di gelsomino a difendere la
privacy delle suore di clausura dell’isola di San Giulio.
Dopo quattro anni di carte
bollate le monache benedettine che vivono nel monastero «Mater Ecclesiae»
hanno ottenuto dalla Soprintendenza, dal ministero e dal Comune la possibilità di spostarsi dal convento a un altro edificio di loro
proprietà, che si trova sul
lato opposto della strada,
senza essere viste e violare
la regola della clausura.
Al centro della vicenda
una passerella che mette
in comunicazione l’abbazia e una casa diventata di
proprietà del monastero e
che serve alle monache
come spazio di lavoro e come deposito.
Il monastero

All’isola di San Giulio le benedettine sono arrivate nel
1972: all’inizio erano in sette,
oggi sono 80; merito del carisma della badessa Anna
Maria Canopi, uno dei punti
di riferimento della spiritualità cattolica contemporanea, autrice delle meditazioni sulla Via Crucis lette da
Giovanni Paolo II.
Grazie alla badessa l’isola
è rinata: il monastero oggi
ha uno dei più importanti laboratori di restauro di tessuti antichi del mondo. Col
tempo gli spazi dell’abbazia
sono diventati insufficienti,
così è stata acquistata una
casa medievale che si trova
di fronte al monastero, separata dall’unica stradina dell’isola, la «via del silenzio».
Per raggiungerla però bisogna attraversare la strada e
violare una delle regole fondamentali della clausura.
Il progetto e le critiche

È il 2013 e le suore pensano
a una passerella sospesa
tra il monastero e il primo

Il precedente
La passerella
delle suore
aveva già
sollevato
clamore
ai tempi del
vescovo Carlo
Bascapè,
segretario di
san Carlo
Borromeo,
morto nel
1615,
che trascorreva l’estate
sull’isola dove,
sin dal Medio
Evo, dimoravano i canonici di San
Giulio.
Questi avevano costruito
un ponte
in pietra
ma non
avevano fatto
i conti
col vescovo
che lo
considerò
fuori luogo
e impose
di demolirlo

piano della casa, un piccolo
ponte in legno, con delle travi
in metallo che unisca i due
palazzi. Il progetto suscita le
critiche delle associazioni
ambientaliste, che non lo ritengono in sintonia con l’ambiente dell’isola; una petizione on line contro il «ponte dei
sospiri», come viene ribattezzato a Orta, trova oltre
mille e 300 sostenitori.
Soprintendenza e Consiglio comunale di Orta, però, approvano la struttura
e oggi la passerella unisce i
due edifici.
Dopo la costruzione

Resta il problema di non fare
del ponticello un punto d’attrazione per gli aficionados
del selfie, pronti a mitragliare
di scatti le suore che attraversano il collegamento: come
schermare il passaggio?
Sulla passerella verranno
collocate delle lastre di policarbonato e saranno messe
delle piante di gelsomino: non
potranno invece essere posati
dei vasi in metallo. Le piante
di gelsomino assicureranno il
necessario riparo dai turisti
troppo voyeur, e saranno in linea con l’ambiente dell’isola.
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R

LA STAMPA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

I mercati

ECONOMIA
FINANZA

Italia
FTSE/MIB
-0,69%
19.056 punti
FTSE Italia
All Share
-0,46%

EuroDollaro

FOCUS

L’Europa: nessuno sconto
sul taglio del deficit

Petrolio
dollaro/barile
53,11

Padoan contro il Pd: non faremo retromarcia sulle privatizzazioni

All’estero

MARCO BRESOLIN
INVIATO A BRUXELLES

Dow Jones
(NewYork)
+0,52%

C’è una certa elasticità sui
tempi, questo è vero. Ma sull’entità della mini-manovra
correttiva, la Commissione
europea non intende fare
sconti all’Italia. Da due giorni
a Roma circolano con insistenza voci relative a una
possibile riduzione della correzione, per effetto della
maggiore crescita prevista
lunedì dalla stessa Commissione per il 2016 e confermata
martedì dall’Istat (0,9%). Numeri che precedono le stime
diffuse ieri dall’Ocse, secondo cui il Pil del 2017 salirà dell’1%. Ma a Bruxelles ci tengono a precisare che «questi
numeri non cambiano nulla».
L’aggiustamento richiesto rimane dello 0,2% del Pil, il cui
valore assoluto non è variato:
3,4 miliardi di euro.
Il ministro dell’Economia,
Pier Carlo Padoan, ieri ha
confermato che il governo sta
studiando le misure correttive, rimanendo vago sui dettagli. Di certo non intende fare
retromarcia sulle privatizzazioni, nonostante le proteste
di alcuni esponenti del Pd. Timori «sbagliati» secondo Padoan, il quale ha ribadito che
userà «tutte le leve per far
scendere il debito, comprese
le privatizzazioni». Una dichiarazione che subito ha
scatenato la reazione del sottosegretario allo Sviluppo
Economico, Antonello Giacomelli: «Confermo la mia preoccupazione e perplessità».

Nasdaq
(New York)
+0,64%
Dax
(Francoforte)
+0,19%
Ftse(Londra)
+0,47%

Oro
Euro/grammo
37,8300

il caso
ALESSANDRO BARBERA
ROMA

0,2
per cento
Il valore in
percentuale
della
correzione
della
manovra
chiesta
dall’Unione
europea
all’Italia

Ma da qualche parte quei
3,4 miliardi devono saltare fuori. La Commissione non vuol
sentir parlare di sconti legati a
un migliore andamento del Pil
nel 2016. E le ragioni sono almeno tre: innanzitutto perché
i dati sulla crescita non sono
definitivi, ma si tratta solo di
stime; poi perché l’oggetto della discussione è il deficit strutturale del 2017, il cui valore del
Pil non è stato modificato dalla
Commissione (resta 0,9% come previsto in autunno). Ma
soprattutto perché «il ragionamento non sta in piedi da un
punto di vista tecnico», dicono
gli esperti del Palazzo Berlay-

Il confronto
Da sinistra
il commissario agli Affari
economici,
Pierre
Moscovici
con il ministro
dell’Economia
Pier Carlo
Padoan

mont. Il deficit strutturale è infatti calcolato sul Pil potenziale, non quello nominale, secondo una metodologia contestata
da Padoan. A Bruxelles c’è la
consapevolezza che il sistema
avrebbe bisogno di una revisione, per questo era stato addirittura istituito un gruppo di
lavoro con l’obiettivo di una revisione, ma tutto si è arenato.
Dalla Commissione, dunque,
sono fermi sulla loro posizione:
si applica il metodo in vigore.
La battaglia di Padoan su
questo fronte è ancora lunga,
certamente non ci sono margini per «incassare» nella trattativa sulla manovra. Però, pur
tenendo il punto su metodologia e cifre assolute della correzione, la Commissione è disposta a concedere qualcosa sui
tempi. L’ipotesi di far slittare il
rapporto relativo alla violazione della regola del debito, inizialmente prevista per mercoledì 22 febbraio, è ancora calda.
Una decisione verrà presa
probabilmente soltanto lunedì.
Prima di stilare il report, Bruxelles vorrebbe avere «sufficienti dettagli» sulle misure
correttive. Non sarà necessario approvare già alcune misure, basterebbero cenni «credibili» da parte del governo. Dopodiché la Commissione terrà
monitorata la situazione italiana fino ad aprile, quando le misure entreranno in vigore. Se
tutto andrà bene, il rapporto
verrà stracciato e la minaccia
di una procedura messa nel
cassetto.
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Milano alle banche a Londra
“Trasferite qui la vostra sede”
In vista della Brexit sindaco e governo vogliono attrarre capitali

taly is now and next!»
Il titolo è accattivante, la città anche: fra
le grisaglie della City Milano
è sinonimo di lusso ed eleganza. In vista della Brexit quando la May si deciderà - e
della perdita del passaporto
finanziario da parte del regno
di Sua Maestà occorre attrezzarsi. All’evento organizzato
a Milano per attirarli nel Belpaese oggi ci saranno i due
ministri più importanti del
governo - Padoan e Alfano - e
il sindaco Giuseppe Sala. Nel
giro di qualche anno migliaia
di persone potrebbero essere
spostate Oltremanica. C’è chi
per ora si limita a minacciarlo
(Goldman Sachs, Ubs, Jp
Morgan, Hsbc, Morgan Stanley per citare i più grandi) e

«I

Goldman
Sachs
È una
delle banche
d’affari
che
potrebbero
spostare
parte
delle attività
oggi di base
a Londra

chi ci è molto vicino, come il
Lloyds. All’evento milanese sono invitati tutti, grandi e piccoli. E poi società di consulenza,
studi legali, fondi di investimento. Se la gara si giocasse
sul lifestyle non ci sarebbe partita. Milano è più piccola e accogliente di Parigi, decisamente più bella di Francoforte, più
calda di Amsterdam. È una delle capitali mondiali della moda
e a un passo dalle montagne:
difficile immaginare che Berlino o Dublino possano fargli
concorrenza. Purtroppo la gara si gioca su ben altro: tasse,
incentivi, scuole, servizi alla
persona.
Da giugno dell’anno scorso
fra le capitali europee si è scatenata una feroce concorrenza.
Ventiquattro ore dopo il refe-

rendum il ministro dell’Economia della città-Stato di Berlino
Cornelia Yzer ha iniziato a inviare lettere e non ha smesso
più. A luglio è volata a Londra
per incontrare i vertici di decine di aziende. Poco dopo, in
agosto, è partita l’iniziativa di
Francoforte. I tedeschi hanno
la fama di «fare sistema», ma
quando ci sono di mezzo gli interessi locali la concorrenza è
spietata: il sindaco di Francoforte Peter Feldmann si è trovato a Londra mentre la Yzer
inaugurava un ufficio di rappresentanza per le aziende.
Non avendo il problema del
dualismo Francoforte-Berlino,
i francesi si stanno muovendo
invece come un sol uomo: a Parigi c’è un «team Brexit» nel
quale è coinvolto l’ex governa-

Morgan
Stanley
Anche questo
colosso della
finanza minaccia di
lasciare
Londra. Potrebbe spostare fino a
duemila
persone a
Dublino

17

&

LA COMMISSIONE PRECISA CHE LA MANOVRA DOVRÀ ESSERE DI 3,4 MILIARDI

Cambio
1,0555

.

tore della Banca di Francia
Christian Noyer. Il distretto
della Défense - non propriamente bello quanto Brera - ha
lanciato la campagna «Tired of
the fog? Try the frogs», citazione autoironica sui gusti culinari dei francesi.
Ora arriva l’iniziativa sponsorizzata dal governo italiano,
che aveva iniziato a pensare al
da farsi già nella legge finanziaria. Fra gli articoli 148 e 159 ci
sono cose interessanti per chi
non vuole sentir parlare di Global Britain. Ad esempio deroghe alle norme in matera di immigrazione per gli extracomunitari che investono almeno
due milioni di euro in titoli italiani per due anni o fanno donazioni di almeno un milione per
iniziative culturali. C’è il raffor-

Le pensioni
i conti in rosso
e i veri numeri
PAOLO BARONI
oppio faro sui conti
della previdenza. La
Corte dei conti
segnala che per la prima
volta nella sua storia il
patrimonio netto dell’Inps nel
2016 è andato in rosso per 1,6
miliardi di euro a fronte di
7,65 miliardi di perdite. Il
nuovo rapporto di «Itinerari
previdenziali», presentato
ieri alla Camera, rivela invece
che il sistema di Welfare
italiano «è il più caro
d’Europa»: nel 2015 è costato
447 miliardi (54% della spesa
pubblica) tanto da assorbire
l’intero il gettito contributivo
più Irpef, Ires e Irap. La colpa
non è però della spesa per le
pensioni, gestione che
produce addirittura un
avanzo di 3,7 miliardi, ma
dell’assistenza. Tra assegni di
invalidità, indennità di
accompagnamento,
integrazioni al minimo e
14esime per i redditi più
bassi, siamo arrivati a quota
103 miliardi. Dato che spiega
non solo i conti «fuori linea»
rispetto all’Europa, ma anche
il «buco» Inps, che comunque
lo Stato ripiana sempre. «Il
nostro sistema è stabile e
sostenibile», assicura il
ministro del Lavoro Poletti.
Ed anche il presidente
dell’Inps Boeri minimizza:
«Nessun allarme, è solo una
questione contabile». Si
arrivasse però a separare
davvero previdenza e
assistenza si potrebbe
certificare che la nostra
spesa è in linea col resto
d’Europa. E (forse)
finirebbero le polemiche.

D

zamento del pacchetto sul
rientro dei cervelli, nuove agevolazioni per i «lavoratori altamente qualificati». Ci riflettano i ricchi funzionari della City
che pensano a prendere casa
sotto la Madonnina quest’anno.
Ipotizziamo il caso di chi ha
«appena» (in quel mondo gli
stipendi raggiungono facilmente i sei zeri) un reddito di centomila euro l’anno: se il collega di
una banca italiana quest’anno
su tutti i redditi assoggettabili
a Irpef pagherà l’aliquota massima del 43 per cento, il britannico pagherà quell’aliquota solo sul 20 per cento (se donna) o
il 30 (se uomo). Non sono per
sempre, ma come incentivo è
piuttosto forte. Se poi ha anche
redditi prodotti all’estero e trasferisce la residenza fiscale in
Italia su quei soldi c’è uno sconto enorme: centomila euro l’anno forfettari per cinque anni.
L’hanno ribattezzata «norma
acchiapparicchi», e ha scandalizzato molti. Ma per rianimare
l’asfittico Pil italiano bisogna
fare anche questo.
Twitter@alexbarbera
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18 .Economia

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

GENERAL MOTORS CONFERMA LA VOLONTÀ DI VENDERE L’AZIENDA TEDESCA, IN GERMANIA SI TEME LA CHIUSURA DI STABILIMENTI

Peugeot pronta a incontrare la Merkel
A Berlino governo e sindacati protestano con i francesi per la mossa su Opel senza preavviso
ALESSANDRO ALVIANI
BERLINO

La cancelliera e ben tre ministri tedeschi si inseriscono
nelle trattative in corso tra
General Motors e i francesi di
Psa per la vendita di Opel. I
titolari del Lavoro, Andrea
Nahles, dei Trasporti,
Alexander Dobrindt, e dell’Economia, Brigitte Zypries,
vogliono discutere col governo francese, col management
di Opel e coi sindacati interni, nonché eventualmente
anche con la nuova amministrazione statunitense per
salvare gli stabilimenti tedeschi. Sull’agenda di Zypries
ieri c’era già un colloquio col
suo omologo francese Michel
Sapin.
Angela Merkel, assicura
il suo portavoce, resterà costantemente informata di
tutti i passi ed è pronta a incontrare il numero uno del
gruppo di Peugeot e Citroen, Carlos Tavares. Il quale
intende vedere a breve la
cancelliera per illustrarle i
suoi piani, assicurano da Parigi. Una richiesta ufficiale
non è però ancora arrivata a
Berlino.
Dopo essere stato preso in
contropiede dalla mossa di
Gm, il governo federale serra
ora i ranghi, vuole affrontare
con urgenza il tema e detta le
sue condizioni. «Per noi la
priorità assoluta è conservare i tre stabilimenti tedeschi

In fabbrica
Uno
stabilimento
della Opel
a
Ruesselsheim

AFP

e soprattutto mantenere il
quartiere generale a Rüsselsheim, questo per noi sarebbe
il punto più importante per far
sì che Opel non diventi una sottodivisione di un gruppo francese», scandisce il ministro del
Lavoro, la socialdemocratica
Nahles. Nel consiglio dei ministri di ieri mattina il tema Opel
è stato discusso a lungo. Il
comportamento di Gm, che ha
avviato le trattative senza informare i sindacati di Opel, ha
irritato l’esecutivo. Nahles ri-

ACCORDO COL CANADA

corre a un eufemismo: «Siamo
rimasti tutti stupiti, la nostra
gioia per il modo in cui s’è agito
è stata molto contenuta». Gm,
mette in chiaro, «deve cercare
urgentemente il dialogo coi
rappresentanti dei lavoratori». Un primo passo in questo
senso è già arrivato. Psa ha annunciato che Tavares vuole incontrare presto le organizzazioni sindacali di Opel «in uno
spirito di dialogo», mentre a
Rüsselsheim sono arrivati ieri
la numero uno di Gm, Mary

Barra, e il presidente del consiglio di sorveglianza, Dan Amman, per parlare coi vertici del
marchio tedesco. Un colloquio
tanto più importante se si considera che, come scrive Manager Magazin, il top management di Opel è stato informato
delle trattative solo martedì
mattina con una telefonata,
mentre il Ceo, Karl-Thomas
Neumann, l’ha saputo appena
un po’ prima. La mossa ha colto di sorpresa Neumann, che
lavora da mesi a un progetto

segreto alternativo per far ripartire Opel, in rosso dal 2000:
nei suoi piani entro il 2030 il
costruttore dovrebbe offrire
soltanto veicoli elettrici. Una
svolta radicale sulla quale Gm,
che controlla Opel dal 1929,
avrebbe dovuto prendere una
decisione al più tardi a maggio.
A Detroit però non sembrano
voler attendere oltre. I colloqui
sono in una fase molto avanzata, ha confermato il ministro
Zypries davanti la commissione Economia del Bundestag.
L’obiettivo dichiarato di Gm è
vendere Opel, scrive l’Handelsblatt. La Ceo Barra ha già
scritto ai dipendenti, spiegando che un accordo «metterebbe sia il gruppo Psa che Opel in
condizione di migliorare la loro posizione sul mercato europeo, in rapida trasformazione». Parole che non convincono i sindacati: in Germania la
paura di chiusure e licenziamenti è forte.
A rischio, prevede l’ex presidente dei sindacati interni
Klaus Franz, sarebbero due
impianti: Kaiserslautern (2130
dipendenti) e Eisenach (1850).
A titolo di paragone: nello stabilimento centrale di Opel a
Rüsselsheim lavorano 14.200
persone. Per Berlino, in campagna elettorale per le politiche di settembre, si delinea all’improvviso lo spettro di centinaia di esuberi in un’azienda
storica come Opel.
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Barilla punta sui sughi per l’export
Raddoppia l’impianto di Parma

Sì al Ceta
Ora la parola
è agli Stati

Investimento da 50 milioni con 60 nuovi posti di lavoro

BRUXELLES

Nonostante il voto favorevole
dell’Aula di Strasburgo, la
strada per il Ceta è lunga. E
non solo perché l’entrata in vigore in via provvisoria dovrà
ricevere l’approvazione del
parlamento canadese. Su
quella non ci sono timori.
Piuttosto il trattato di libero
scambio tra Ue e Canada dovrà fare i conti con l’opposizione che già ieri era visibile nelle
manifestazioni fuori dalla sede francese del Parlamento e
nelle dichiarazioni di alcuni
eurodeputati: per il M5S è
«un colpo di Stato silenzioso».
Di tutt’altro parere il ministro
dello Sviluppo economico,
Carlo Calenda: «Porterà vantaggi al nostro Paese».
Sono 254 i parlamentari
che hanno votato “no” e che
ora promettono battaglia (dai
Verdi alla Sinistra, fino all’estrema destra e agli euroscettici di Farage, ma anche
buona parte dei socialisti, con
il Pd - tanto per cambiare - che
si è spaccato). C’è anche chi
preannuncia ricorsi alla Corte
di Giustizia della Ue. Certo lo
scoglio più grande sarà il percorso di ratifica che dovrà ottenere il via libera da parte di
38 parlamenti (tra quelli nazionali e alcuni regionali). Senza contare il rischio che qualche Paese decida di sottoporre la questione a referendum,
come ha fatto l’Olanda con
l’accordo Ue-Ucraina. [M.BRE.]
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il caso
LUIGI GRASSIA

I

l gruppo Barilla investe in
Italia destinando 50 milioni di euro al raddoppio
del suo stabilimento dei sughi per la pasta a Rubbiano,
in provincia di Parma (inaugurato nell’ottobre del 2012).
Con questo investimento,
dice il gruppo, l’impianto di
Rubbiano diventerà «il più
grande ed efficiente nel settore dei sughi per la pasta
d’Europa,» e anche uno dei
più sostenibili al mondo in
termini di riduzione dell’impatto ambientale (in base a
diversi parametri, fra cui le
emissioni di anidride carbonica e il consumo di acqua).
Ma soprattutto la Barilla tiene a sottolineare che in questo momento difficile per il
nostro Paese, in cui si stenta
a investire, lo stabilimento
darà lavoro a 60 persone in
più. L’ampliamento di Rubbiano sarà concluso e pienamente operativo entro l’anno
prossimo.
Al pari della pasta, il comparto dei sughi è un segmento orientato all’eportazione:
il 75% della produzione di
Barilla è destinato all’estero,
specie in Europa, con un fortissimo aumento delle vendi-

Rubbiano
Qui accanto
il progetto
del nuovo
stabilimento
in provincia
di Parma
Sarà pronto
entro il 2018

+45
per cento
La produzione dei sughi
del gruppo
Barilla negli
ultimi 5 anni

te (+45% negli ultimi 5 anni).
Il gruppo considera i sughi
come un fiore all’occhiello della sua produzione: la materia
prima viene seminata nel mese di maggio (i pomodori e il
basilico sono italiani al cento
per cento), per la maggior parte a pochi chilometri dallo stabilimento, poi in estate si preparano i sughi e i pesti.
Il nuovo investimento coincide con un anniversario: il
2017 segna 140 anni di vita della Barilla, che da piccola bottega nel centro di Parma è diventata leader della pasta nel
mondo e dei sughi in Europa

75
per cento
La quota
di vendite di
sughi Barilla
destinata
all’export

continentale.
Al momento l’impianto di
Rubbiano produce la gamma
dei sughi Barilla a base di pomodoro e quella dei pesti e dei
“pestati”; l’ampliamento programmato consentirà di
estendere la produzione a tutte le ricette con carne.
Per garantire la qualità del
processo produttivo in termini di sicurezza alimentare e
del lavoro, da tre anni è stata
introdotta una piattaforma digitale, “Guardatustesso”, che
consente a tutti di accedere
virtualmente al sito.
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Il punto

Se parte il risiko
nulla sarà
più come prima
TEODORO CHIARELLI

S

e l’acquisto di Opel da
parte di Peugeot andrà
in porto, il nuovo gruppo
avrà il 16,3% del mercato
europeo e consoliderà la seconda posizione alle spalle
del gruppo Volkswagen che
detiene circa il 24%. L’operazione, secondo gli analisti
italiani, potrebbe però riaprire un’altra grande partita a livello globale: la fusione tra Fiat Chrysler Automobiles e General Motors,
da tempo caldeggiata da
Sergio Marchionne e sempre bocciata da Mary Barra. Il colosso di Detroit senza Opel sarebbe un partner
particolarmente adatto per
Fca perché sparirebbero le
sovrapposizioni in Europa
e quindi il rischio di tagli a
fronte di indubbi vantaggi
sulla redditività dell’impresa. Come è avvenuto per
Fiat e Chrysler, non ci sarebbero infatti significative ripercussioni
occupazionali o chiusure di siti
produttivi.
L’eventuale
cessione di
Opel a Psa
può creare
m i g l i o r i Sergio
condizioni Marchionne
per
una
possibile aggregazione: il
nuovo gruppo avrebbe infatti significative sovrapposizioni solo in Nord America e in America Latina, con
una quota aggregata del
31% negli Usa e del 36% in
Brasile. Con Gm particolarmente forte in Cina (dove è
seconda alle spalle di
Volkswagen) mentre in Europa Fca apporterebbe un
mercato tornato a produrre utili (500 milioni nel
2016, mentre Opel è in rosso da 17 anni e nel 2016 ha
perso 300 milioni) e pure
due prestigiosi marchi premium come Alfa Romeo e
Maserati: pedine da giocare alla grande anche negli
Usa e in Cina.
Insomma, la partita che
si sta giocando fra Parigi,
Detroit e Berlino rischia seriamente di dare il via a un
nuovo risiko delle quattro
ruote, proprio mentre tutto
faceva pensare a una sorta
di congelamento delle posizioni in attesa di capire come e quando le big company della Silicon Valley sarebbero veramente entrate
nell’automotive. Con un corollario di altri quesiti: da
sole o alleandosi con un carmaker tradizionale?
Su una cosa sembrano
esserci pochi dubbi: una
volta partito il risiko (non
importa se a dare il “la” sarà Peugeot-Opel, il processo di concentrazione è ineluttabile) nulla sarà più come prima.

LA STAMPA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

Economia .19

.

PADOAN SU VICENZA E VENETO BANCA: PER L’INTERVENTO STATALE MANCA LA RICHIESTA DEGLI ISTITUTI

Montepaschi, primo via libera Ue
alla “bad bank” per le sofferenze
Morelli a Bruxelles per discutere del piano, confronto ancora in corso
GIANLUCA PAOLUCCI

Vendita in blocco delle sofferenze di Monte dei Paschi ad
un veicolo partecipato in maggioranza dagli operatori del
settore. È questa l’ipotesi che
l’ad di Mps, Marco Morelli, ha
presentato alla Concorrenza
Ue lunedì scorso a Bruxelles e
sulla quale avrebbe ottenuto
un via libera di massima. Per il
piano definitivo ci sarà da
aspettare ancora qualche
giorno: il 23 febbraio Mps presenterà il piano che ricalcherà nella sostanza quello annunciato nel novembre scorso, salvo appunto il capitolo
che riguarda la gestione dei
crediti non performanti (Npl).
Il perimetro dell’operazione sulle sofferenze dovrebbe
essere ancora quello annunciato fin da luglio, circa 28 miliardi di euro. Anche se ieri alcune indiscrezioni indicavano
il pacchetto dei crediti da cedere in 45 miliardi, con la cessione di una parte degli incagli in portafoglio. Anche su
questo come su altri punti del
piano il confronto con le autorità di controllo - l’Unione europea e la Bce - è ancora in
corso. «L’Italia ha annunciato
che chiederà l’autorizzazione
per una ricapitalizzazione
precauzionale di Mps. La
Commissione sta lavorando
con le autorità italiane e le autorità di supervisione per valutare la compatibilità dell’intervento previsto dalle autorità italiane con le regole europee», si limita a dire un portavoce della Commissione. Dopo il 23 febbraio gli uffici della
Commissione avvieranno

ANSA

La sede di Montepaschi a Siena

Gruppo Basicnet
Boom di Kappa e K-way in Usa e Asia
n Il gruppo BasicNet continua a crescere con Kappa

e Robe di Kappa sul mercato americano, dove le vendite sono balzate nel 2016 del 45,4%, mentre K-Way registra un exploit commerciale in Asia (+37,4%). L’anno si è chiuso per il gruppo con vendite aggregate per
740 milioni di euro (+1,3% rispetto al 2015) mentre gli
investimenti in comunicazione, sponsorizzazione e
marketing sono aumentati di 6,1 milioni di euro
(+29%). I risultati preliminari del 2016 sono stati approvati ieri a Torino dal consiglio di amministrazione
presieduto da Marco Boglione. Il risultato ante imposte è di 14,9 milioni di euro a fronte dei 26,4 milioni del
2015. Al 31 dicembre 2016 operavano in Italia 204 negozi monomarca (Kappa e Robe di Kappa, Superga e
K-Way) mentre i monomarca nel mondo sono 1155.

l'esame approfondito del piano,
un iter che potrebbe richiedere
fino a tre mesi di tempo. Una
volta ottenuto il via libera della
Ue, lo Stato inietterà nuovo capitale nell’istituto senese, per
chiudere tutto il processo tra fine maggio e inizio giugno.
Quello di Mps non è però
l’unico dossier bancario italiano all’esame di Bruxelles. Le
autorità italiane hanno avviato
il confronto con gli uffici della
Concorrenza anche su Veneto
Banca e Bpvi. Ancora non è
stato avviato l’iter formale, che
partirà quando le due banche
avanzeranno la richiesta di
aiuto all’esecutivo. «Non commento casi specifici», ha detto
il ministro dell’Economia Pier
Carlo Padoan, rispondendo ad
una domanda sulle due ex popolari venete. Ricordando che
perché avvenga una ricapitalizzazione precauzionale «è necessario che ci sia una richiesta spontanea degli istituti di
credito che ritengano di volersene avvalere».
Il fabbisogno di capitale sarebbe stato individuato in circa
5 miliardi, che tolti i prestiti subordinati comporterebbe una
necessità di nuovo capitale per
circa 3,5 miliardi di euro. Ovvero, la stessa cifra che il fondo
Atlante ha già iniettato nei due
istituti tra gli aumenti di capitale in estate e il miliardo versato a fine anno in conto aumento di capitale.
Per chiarire il quadro sarà
necessario aspettare la fine del
mese, quando i cda dei due istituti approveranno i conti 2016.
Le attese sono di perdite vicine
ai due miliardi.
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AVVISO PUBBLICO PER LA PRESENTAZIONE DELLE CANDIDATURE AI FINI DELLA DESIGNAZIONE,
DA PARTE DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO, DI DUE MEMBRI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL’ENTE DI GESTIONE DEL SISTEMA DI AREE NATURALI PROTETTE INTERAMENTE RICADENTI
NEL TERRITORIO DI ROMA CAPITALE, DENOMINATO “ENTE REGIONALE ROMA NATURA”
Il Consiglio regionale del Lazio intende procedere, ai sensi dell’articolo 40, comma 2.1,
della legge regionale 6 ottobre 1997, n. 29 (Norme in materia di aree naturali protette regionali)
e successive modifiche, alla designazione di due membri del consiglio direttivo dell’ente di gestione del sistema di aree naturali protette interamente ricadenti nel territorio di Roma capitale,
denominato “Ente regionale Roma Natura”.
Relativamente alla presentazione delle candidature, l’articolo 81, comma 1 del regolamento
dei lavori del Consiglio regionale stabilisce che “hanno titolo ad avanzare candidature, oltre ai
gruppi consiliari e ai singoli consiglieri regionali, anche gli ordini ed i collegi professionali, le
organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro, le università od altre istituzioni culturali, le associazioni e organizzazioni interessate nonché i singoli cittadini”.
L’avviso pubblico integrale, che contiene, tra l’altro, le ulteriori disposizioni in ordine ai requisiti
richiesti per l’accesso all’incarico, alle modalità e ai termini per la presentazione delle candidature, è pubblicato in data odierna sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio e sulla sezione
“Avvisi” dell’home page del sito web istituzionale del Consiglio regionale.
f.to Il Direttore del Servizio
Giuridico, Istituzionale
Avv. Costantino Vespasiano

AVVISO DI RIAPERTURA DEI TERMINI PER LA PRESENTAZIONE DELLE CANDIDATURE RELATIVE
ALLA PROCEDURA DI DESIGNAZIONE DI DUE MEMBRI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO DI CIASCUNO
DEI DODICI ENTI DI GESTIONE DELLE AREE NATURALI PROTETTE DI INTERESSE REGIONALE DI
CUI ALL’AVVISO PUBBLICO APPROVATO CON DETERMINAZIONE DEL DIRETTORE DEL SERVIZIO
GIURIDICO, ISTITUZIONALE N. 711 DEL 19 OTTOBRE 2016 E SUCCESSIVAMENTE PUBBLICATO
SUL BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE (B.U.R.) 3 NOVEMBRE 2016, N. 88.

In esecuzione della propria determinazione n. 62 dell’8 febbraio 2017 si rende noto che con il
presente avviso si provvede alla riapertura dei termini per la presentazione delle candidature
relative alla procedura di designazione in epigrafe menzionata.
Relativamente alla presentazione delle candidature, l’articolo 81, comma 1 del regolamento
dei lavori del Consiglio regionale stabilisce che “hanno titolo ad avanzare candidature, oltre ai
gruppi consiliari e ai singoli consiglieri regionali, anche gli ordini ed i collegi professionali, le
organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro, le università od altre istituzioni culturali, le associazioni e organizzazioni interessate nonché i singoli cittadini”.
L’avviso pubblico integrale, che contiene, tra l’altro, il rinvio alle disposizioni dell’avviso in epigrafe menzionato in ordine alle modalità di presentazione delle candidature e i termini per la
presentazione delle relative istanze, è pubblicato in data odierna sul Bollettino ufficiale della
Regione Lazio e sulla sezione “Avvisi” dell’home page del sito web istituzionale del Consiglio
regionale.
f.to Il Direttore del Servizio
Giuridico, Istituzionale
Avv. Costantino Vespasiano

ESITO DI GARA

ESTRATTO DI AVVISO ESPLORATIVO
PER MANIFESTAZIONE DI INTERESSE

Si rende noto che è in pubblicazione sul
sito Internet della Provincia di Savona:
www.provincia.savona.it l’esito di gara
relativo all’Appalto n. 1884-Affidamento
del servizio di assicurazione a copertura
dei rischi derivanti dall’attività istituzionale dell’Ente per il triennio 2017-2019
con indicato, per ciascun lotto, la ditta
aggiudicataria e l’importo di aggiudicazione. Data di spedizione dell’avviso alla UE:
30 gennaio 2017 Data di pubblicazione
dell’avviso sulla GURI: 3 febbraio 2017
Il Dirigente del Settore Affari generali e
del personale dott.ssa Marina Ferrara

La Direzione Regionale del Piemonte dell’Agenzia
delle Entrate con prot. 2017/8904 del 09/02/2017 ha
pubblicato un avviso esplorativo di manifestazione
di interesse a partecipare ad una gara di lavori
di messa in sicurezza e ripristino dei serramenti
esterni degli Uffici dell’Agenzia delle Entrate, presso
l’immobile FIP sito in Cuneo, via San Giovanni
Bosco 13/b. L’avviso è consultabile sul sito
http://piemonte.agenziaentrate.it – La Direzione
– gare e appalti. Le offerte dovranno pervenire
entro le ore 12:00 del giorno 24 febbraio 2017.
IL CAPO UFFICIO
Rachele Di Salvo

P R O V I N C I A D I S AV O N A

AL CDA ORDINARIO ANCHE IL PUNTO SULLA DIFESA DI TRIESTE. OGGI MEDIOBANCA RIUNISCE IL PATTO

Generali, soci a consulto per quattro ore
Donnet scettico sulle sinergie con Intesa
Gros-Pietro:
non ci siamo dati
una scadenza per
decidere sul Leone
FRANCESCO SPINI
MILANO

È durata quattro ore, a Roma,
la riunione del consiglio di
amministrazione delle Generali, il gruppo assicurativo su
cui Intesa Sanpaolo ha messo
gli occhi. Un cda «ordinario»,
è stato definito dall’interno
della compagnia, dove però,
nel corso delle diverse informative portate all’attenzione
dei consiglieri, non sarebbero
mancati riferimenti alla possibile operazione e alle relative
mosse difensive del Leone alato, come il 3% di Intesa preso a
prestito all’indomani delle
prime indiscrezioni e ora in
via di consolidamento attraverso strumenti derivati. I
vertici delle Generali, a cominciare dall’ad Philippe
Donnet, che hanno proseguito
ad esaminare le possibili combinazioni con Ca’ de Sass, non

LAPRESSE

Philippe Donnet, amministratore delegato del gruppo Generali

hanno cambiato idea: anche
sulla scorta delle simulazioni
continuano a ritenere che non
ci siano sinergie o valore industriale da un’operazione con Intesa. Che ancora non scioglie le
riserve.
Il presidente di Intesa
Sanpaolo, Gian Maria GrosPietro, ha escluso che la banca
abbia fissato un termine entro
cui decidere, deludendo così
chi guardava alla fine del mese
come data probabile per una

svolta. «Noi non ci siamo posti
nessuna scadenza - ha detto invece Gros-Pietro -, Non c’è nessuna scadenza», aggiungendo
come non ci sia «nessuna novità per il momento» e neppure
alcuna accelerazione sul dossier. A chi gli ha fatto notare
che in tal modo si prolunga la
fase di incertezza a cui è costretto il mercato, l’economista-banchiere ha risposto seccamente: «Non c’è una incertezza perché non c’è nessuna

operazione». Non ancora. Anche per questo finora non ci sono stati contatti tra Intesa, poco propensa a lanciare azioni
ostili, il Leone o suoi grandi
azionisti come Mediobanca,
Caltagirone, De Agostini o Del
Vecchio. Per ora l’attività della
banca si sarebbe limitata a sondaggi presso investitori istituzionali, ma senza dare troppi
dettagli che, visto il regolamento europeo sugli abusi di mercato, legherebbero le mani a tali soggetti nell’operatività sul
titolo del Leone e della banca.
Di certo Mediobanca, prima
azionista del Leone col 13% e
decisa a vendere solo un 3%, appare allineata con Trieste nel
giudizio negativo sulle valenze
industriali di un’aggregazione
del genere. Per oggi è convocato
il patto di sindacato in una delle
due riunioni ordinarie annuali.
C’è un solo punto all'ordine del
giorno: i conti di mediobanca.
Ma per i grandi soci di Piazzetta Cuccia (rappresentano il
31%) sarà occasione per parlare, informalmente, della possibile battaglia che presto potrebbe esplodere sul «forziere»
della grande finanza italiana.
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Società soggetta a direzione e coordinamento di Atlantia S.p.A.
Via G. Porzio n. 4 - isola A/7 - Centro Direzionale - 80143 NAPOLI

ESTRATTO DEL BANDO DI GARA - ERRATA CORRIGE
Codice Identificativo della Gara (C.I.G.): 696631944C
PROCEDURA APERTA PER ACCORDO QUADRO
PER L’AFFIDAMENTO DEI LAVORI DI MANUTENZIONE
SULLE OPERE DI SICUREZZA STRADALE
ED OPERE COMPLEMENTARI
Con riferimento ad estratto avviso di gara pubblicato su
questo quotidiano in data 11 febbraio 2017, si rettifica l’oggetto della gara indicato in: PROCEDURA APERTA PER ACCORDO QUADRO PER L’AFFIDAMENTO DEI LAVORI DI MANUTENZIONE SULLE OPERE DI SICUREZZA STRADALE ED OPERE
COMPLEMENTARI. L’errata dicitura “manutenzione del corpo
autostradale ed opere complementari” è dovuta ad un mero
refuso. Il resto invariato. Bando integrale: www.tangenzialedinapoli.it - G.U.R.I. - 5ª Serie Speciale n. 16 del 08/02/2017.
Napoli, 15/02/2017
IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO
Ing. Paolo Strazzullo

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA STAMPA 20

Borsa .21

LA STAMPA

.

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

LEGENDA
AZIONI: Il prezzo di chiusura rappresenta l’ultima quotazione
dei titoli al termine della giornata di scambi. EURIBOR: è il tasso
interbancario comune delle piazze finanziarie dell’area euro.

il punto

Panorama

LUIGI GRASSIA

IL MIGLIORE

+17,47%

Dada

IL PEGGIORE

Vita Società Editoriale

-8,89%
0,082

2,864
Mer

Gio

Ven

Lun

Mar

Mer

Gio

Ven

Lun

Mar

GIÙ ENEL E FINMECCANICA
BENE UNICREDIT E INTESA

B

orsa di Milano negativa nella terza seduta settimanale con l’indice Ftse Mib in flessione dello 0,69% a
19.056 punti e All Share -0,46%. Negativi in particolare i titoli energetici: Eni -1,10%, Enel -1,54% e A2A -1,86%.
Contrastati i principali finanziari: Unicredit è salita dell’1,02%, Mediobanca -0,55%, Intesa Sanpaolo +0,83% sempre impegnata nell’operazione Generali (-1,87%).
Fiat Chysler poco sopra la parità (+0,09%) dopo il balzo
della vigilia innescato dalla conferma che Peugeot è interessata all’acquisto di Opel. Fra gli altri industriali, LeonardoFinmeccanica -1,59%. Telecom in calo dello 0,31%, Mediaset
a -1,13%. Sul resto del listino, forte calo di Fnm (-7,29%) con le
Ferrovie dello Stato e il Comune di Milano che hanno posto
dei limiti all’ipotesi di fusione tra Trenord e Atm.
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Giglio Group acquisisce la svizzera Evolve
Giglio Group acquisisce Evolve, società di
diritto svizzero (il cui azionista di controllo è Tessilform cui fa capo Patrizia Pepe),
operatore di e-commerce nei settori moda, bellezza e design. Il valore dell’operazione è di 4,5 milioni di euro, di cui 1,5 milioni in contanti e 3,9 milioni tramite emissione di 1.222.000 nuove azioni Giglio, riservate agli attuali azionisti di Evolve. La
conclusione dell’operazione è prevista ad
aprile 2017 e subordinata all’approvazione
dell’aumento di capitale riservato da parte dell’assemblea convocata il 20 marzo.
«Con l’acquisizione di Evolve - dice il presidente di Giglio Group, Alessandro Giglio
- tutte le aziende del gruppo convergono
in un modello unico», una nuova “scatola”
che è stata denominata Ibox e che comprende Giglio Media, M-Three satcom,
Giglio fashion ed Evolve. I numeri di questa nuova realtà: 90 milioni di fatturato
complessivi, 50 clienti, 9 uffici nel mondo,
broadcast mondiale e 150 milioni di utenti.

Turismo e multicanalità
A Uvet il 100% di Settemari

Numeri in crescita
per i cuscinetti di Skf

Uvet, società italiana attiva nel turismo,
ha acquisito il 100% di Settemari, tour
operator con un fatturato di 75 milioni di
euro. L’investimento di Uvet consente al
gruppo presieduto da Luca Patanè di
proseguire nello sviluppo della multicanalità. Settemari, fondata a Torino nel
1982, è specializzata nella creazione e
commercializzazione di pacchetti turistici, distribuiti da migliaia di agenzie su
scala nazionale. Conta 80 fra dipendenti
e venditori. «Attraverso questa acquisizione» - spiega Patanè - integriamo distribuzione e tour operating per rendere
più organica e completa la filiera. Settemari avrà a disposizione una struttura
societaria che le consentirà di sviluppare meglio le sue competenze».

Nel 2016 la filiale italiana di Skf (il gigante svedese dei cuscinetti a sfera, o volventi) ha fatturato 1,037 miliardi di euro,
contro 1,020 miliardi del 2015. La società, guidata da Ezio Miglietta, ha aumentato in particolare gli affari del 3,6% nel
settore Automotive and Aerospace.
L’utile operativo, escludendo gli oneri
straordinari, è stato di 91 milioni di euro,
sullo stesso livello del 2015, così come il
margine operativo, a quota 8,7 per cento.
Gli oneri straordinari relativi al completamento del piano di ristrutturazione
aziendale sono ammontati a 8 milioni di
euro, e la loro riduzione rispetto al 2015
ha contribuito a determinare un miglioramento dell’utile operativo, che è cresciuto da 72,9 a 83,1 milioni di euro.

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c BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

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Il Mercato Azionario del 15-02-2017
AZIONI

A

A.S. Roma
A2A
Acea
Acsm-Agam
Aedes
Aegon
Ageas
Ahold Del
Alba
Alerion
Allianz SE
Ambienthesis
Ambromobiliare
Anima Holding
Assiteca
ASTM
Atlantia
Autogrill Spa
Autostrade Meridionali
Axa SA
Axelero
Azimut Holding

Prezzo
chiusura

Var. %
ultima.

0,4723
1,2680
11,8800
1,5390
0,3769
5,3200
37,6300
20,3600
3,0640
2,9000
158,6000
0,3840
2,8760
5,4650
1,6730
11,3000
21,9200
8,2800
19,2200
23,1000
3,8640
17,1900

+5,1900
-1,8600
-0,5000
+0,1300
+0,0300
+1,0400
-4,6900
-0,5400
+0,0700
-0,0700
-0,2500
-0,8800
+2,7100
+1,0200
+0,0000
+3,0100
+0,0500
+0,9800
-0,4100
+0,1300
+0,3600
-0,4600

Minimi
anno

Massimi
anno

Dati forniti da FIDA-Finanza Dati Analisi

Var. %
annua.

Cap.
mln

AZIONI

Prezzo
chiusura

Var. %
ultima.

Minimi
anno

0,4148
0,4723 +13,8600
1,2300
1,3100 +3,0900
11,3000 12,1800 +2,8600
1,5200
1,6320 -3,8100
0,3613
0,4090 -2,3600
4,9400
5,3600 +1,7200
37,3400 40,1500 +0,7800
19,3900 20,5800 +2,6200
3,0400
3,0660 +0,4600
2,7900
2,9800 -2,6800
155,2000 163,0000 +1,6700
0,3810
0,4277 +0,7900
2,6120
3,0200 -3,4900
5,1600
5,7300 +5,9100
1,5700
1,9000 -7,9800
10,0100 11,3000 +9,1800
20,9600 22,7600 -1,5300
8,0650
8,8650 -3,5500
17,9000 19,3000 +7,3700
22,1100 24,9500 -3,4700
2,9220
3,9200 +32,1500
15,8600 17,6100 +8,3900

188
3973
2530
118
121
0
30
126
71854
4
7
1638
55
1119
18101
2106
84
53
2463

Edison rnc
EEMS
Enel
Enertronica
Enervit
ENGIE
ENI
ERG
Ergycapital
Eukedos
EXOR

0,7445
0,0880
3,9580
3,2760
2,9780
11,2000
14,3800
10,7100
0,0546
0,9260
45,8700

+0,6100
+0,4600
-1,5400
-2,9000
+0,4000
-0,5300
-1,1000
+0,8500
-1,4400
-0,4300
+1,1900

0,7400
0,0840
3,8400
3,2140
2,5680
10,9100
14,1300
10,0600
0,0540
0,9230
40,0000

C

D

E

0,3001
Banca Carige
51,0000
Banca Carige ris
25,0200
Banca Generali
1,3910
Banca Intermobiliare
7,1500
Banca Mediolanum
Banca Monte Paschi Siena 15,0800
Banca Pop. Emilia Romagna 4,8100
3,2600
Banca Popolare di Sondrio
0,2039
Banca Profilo
2,5400
Banco BPM
2,2940
Banco di Desio e Brianza
Banco di Desio e Brianza rnc 2,1020
6,2500
Banco di Sardegna risp
5,1300
Banco Santander
90,0500
Basf
3,3800
Basicnet
1,1540
Bastogi
106,1000
Bayer
0,3871
Beghelli
0,5745
Beni Stabili
3,3000
Best Union Company
0,3854
Bialetti Industrie
0,1370
Biancamano
17,4000
Bio On
4,5300
Biodue
0,2520
Bioera
86,2000
BMW
57,6500
BNP Paribas
18,2500
Boero
1,6760
Bomi Italia
20,0000
Bonifiche Ferraresi
0,2407
Borgosesia
0,3425
Borgosesia r
0,0528
Brioschi
20,6100
Brunello Cucinelli
24,0300
Buzzi Unicem
13,0400
Buzzi Unicem rnc

+0,0300
+0,0000
+0,4400
-1,3500
-0,8300
+0,0000
-2,5500
-0,7300
+0,7400
-3,3500
-2,6300
+0,1000
-0,3200
+2,1900
+0,1700
-1,1700
+0,6100
-0,0900
+0,2800
+3,5100
+0,1800
+0,7600
-2,0000
-2,2500
-2,4500
+0,8000
-0,3500
+1,5000
+0,0000
-4,1700
-0,9900
+2,8600
+0,0000
+0,1900
+0,2400
+0,7100
+0,6900

Caleffi
Caltagirone
Caltagirone Editore
Campari
Carraro
Carrefour
Cattolica Assicurazioni
CdR Advance Capital
Cerved Information Solutions
CHL
CIA
Cir
Class Editori
CNH Industrial
Cofide
Conafi Prestito'
Credem
Credit Agricole
Credito Valtellinese
CSP
CTI Biopharma

1,2550
2,1800
0,7650
9,5800
1,5750
22,8900
6,0900
0,6700
8,3500
0,0355
0,1980
1,1120
0,3760
8,8400
0,4118
0,2391
6,0250
12,2400
0,3927
1,0660
4,4740

+0,1600 1,2300
+0,1800 2,0300
+0,4600 0,7350
-0,6700 9,2200
+4,5800 1,4750
+1,4600 22,3800
-0,1600 5,5700
+2,2900 0,6160
+0,9100 7,5550
-0,2800 0,0227
-1,3900 0,1646
+2,6800 1,0330
+1,2100 0,3150
-2,0000 8,1700
+1,6800 0,3810
+1,5300 0,2355
-2,1900 5,6200
+4,2600 11,4200
-1,5500 0,3725
-0,3700 1,0500
+1,4500 3,8680

1,2850
2,1980
0,7980
9,6450
1,7450
23,7300
6,1600
0,6700
8,3500
0,0440
0,2146
1,1120
0,4400
9,0350
0,4179
0,2760
6,2500
12,6000
0,5190
1,1190
5,3300

-1,1800
+4,8100
+4,0800
+3,1200
+1,6100
-0,4800
+9,3400
+8,7700
+5,8300
+56,3900
+20,2900
+7,6500
+19,3700
+6,9600
+8,0800
-2,1700
+5,5200
+3,5500
+5,4200
+1,5200
+14,7200

20
262
96
5564
72
1061
8
1628
11
18
883
35
12048
296
11
2003
435
35
126

Daimler
Damiani
Danieli
Danieli rnc
Danone
De' Longhi
Deutsche Bank
Deutsche Telekom
Diasorin
Digital Magics
DigiTouch
DMail Group

67,6000
0,9520
20,0500
15,3300
59,7500
24,4900
18,8900
15,9100
58,5000
4,2960
1,3180
0,5870

-0,5900
-0,5700
+0,0500
+1,4600
-0,5800
+3,3300
+2,8900
+0,6300
+1,2100
+4,7800
-5,9200
+0,1700

73,1000 -2,0300
1,0000 -3,5500
21,1300 +3,8300
16,0700 +1,2500
61,5500 -0,7500
24,4900 +8,4600
19,4000 +9,3200
16,5900 -2,1500
58,5000 +4,0000
4,4798 +10,8700
1,5580 +13,0400
1,2430 -52,7800

79
820
620
3661
3273
21
18
64

E.ON
Ed. L'Espresso

7,1350 -1,1800
0,8100 +1,1200

0,3000
0,4230 -5,6300
49,9300 56,9000 -5,5600
22,6600 25,5800 +10,4100
1,3910
1,5100 -0,6400
6,8300
7,5400 +4,6900
15,0800 15,0800 +0,0000
4,7560
5,7450 -4,9400
3,1280
3,4500 +4,2200
0,1738
0,2450 +17,3200
2,2920
2,9820 +10,8200
1,9660
2,4700 +16,6800
1,8700
2,3100 +12,4100
6,2400
6,8500 +0,0800
4,8300
5,3850 +6,2100
87,3000 91,0000 +2,3300
3,2000
3,4600 +0,8400
1,0350
1,5300 +10,8500
98,6000 106,7000 +7,6100
0,3687
0,4170 +4,9900
0,5135
0,5745 +5,8000
2,9500
3,6700 +11,8600
0,3700
0,4450 +4,1600
0,1370
0,1700 -7,4300
14,6500 17,8000 +17,9700
4,2200
5,3300 +7,3500
0,2055
0,2660 +22,6300
82,8000 90,6500 -3,4700
55,7500 62,6500 -4,4700
18,2000 18,6500 -0,9800
1,6630
1,7720 -1,7000
18,3200 20,2000 +8,0500
0,2300
0,2510 -4,1000
0,3425
0,3425 +0,0000
0,0527
0,0589 -7,3700
20,1200 22,2000 +1,3300
22,4800 24,2000 +6,7500
11,5300 13,0400 +13,1000

66,4000
0,9420
19,3100
14,8000
58,2000
22,5600
17,2800
15,7000
54,4000
3,8749
1,1660
0,5850
6,6350
0,7390

7,3600
0,8330

+7,3700
+9,6100

249
1
2914
217
5286
442
2315
1478
138
3849
268
28
41
74807
206
143
77
1304
31
42
5
255
51
9
79
26
158
9
0
42
1401
3973
531

0
334

Massimi
anno

Var. %
annua.

Cap.
mln

AZIONI

Prezzo
chiusura

0,7865 -1,0000
0,0919 +0,0000
4,2220 -5,4900
3,7100 -2,7900
3,0500 +15,9700
12,2400 -7,8200
15,7200 -7,0500
10,7100 +5,0000
0,0590 -5,2100
1,0450 -11,3900
45,8700 +11,9300

82
4
40240
14
53
52260
1610
9
21
11055

Pininfarina
Piquadro
Poligrafici Editoriale
Poligrafici Printing
Poste Italiane
Prelios
Premuda ord
Primi Sui Motori
Prysmian

1,9620
1,1690
0,1712
0,3100
5,9950
0,0972
0,0660
1,6550
24,6800

F Ferrari
Fiat Chrysler Automobiles
Fiera Milano
Fincantieri
Finecobank
Fintel Energia Group
First Capital
FNM
Frendy Energy

61,8500
10,8200
1,3920
0,5580
5,4500
4,4900
0,8800
0,5275
0,2810

-1,0400 55,0500
+0,0900 8,6650
-0,7100 1,3890
+1,5500 0,4729
-0,5500 5,3300
+0,0000 4,4900
+0,0000 0,8400
-7,2900 0,4733
-3,4400 0,2750

0,5055 -2,6000 0,4887
2,9920 -1,1900 2,4260
Gas Plus
14,7300 -1,8700 13,5500
Generali
2,0200 -0,8800 1,9030
Geox
0,1030 +11,9600 0,0297
Gequity
Gruppo Ceramiche Ricchetti 0,1910 -1,4400 0,1658
0,1515 +0,2600 0,1428
Gruppo Waste Italia

HHera
I

I Grandi Viaggi
Il Sole 24 Ore
IMMSI
Industria e Innovazione
Ing Groep NV
Innovatec
Intek Group
Intek Group risp
Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo rnc
Iren
Italgas
Italia Independent
Italiaonline
Italiaonline R
Italmobiliare
IVS Group

J Juventus FC
K K.R.Energy
Kering
Ki Group

L L'Oreal
Leonardo
Leone Film Group
Lucisano Media Group
Luxottica
LVenture Group
Lvmh

M M&C
Mailup
Maire Tecnimont
Masi Agricola
MC-link
Mediacontech
Mediaset
Mediobanca
Meridie
Mid Industry Capital
Mittel
Modelleria Brambilla
Molmed
Moncler
Mondo TV France
Mondo TV Suisse
Monrif
Munich Re Ag

N Net Insurance
Neurosoft
Nokia Corporation
Notorious Pictures
Nova Re

O Orange
Orsero
OVS

P Parmalat
Philips NV
Piaggio
Pierrel

2,2780 -0,0900
0,9800
0,3486
0,3604
0,2200
13,7500
0,0718
0,2035
0,3359
2,1900
2,0860
1,5870
3,7780
4,2980
2,5480
320,0000
46,2400
9,1900

2,1420

62,5000 +11,8400
10,8200 +24,8700
1,6130 -1,2100
0,5730 +18,0000
5,7500 +2,2500
4,6700 -1,2300
0,8800 +3,5300
0,5690 +6,7400
0,3047 +2,1800
0,5605 +2,7400
3,3500 +23,3300
15,6300 +4,3200
2,2480 -8,6000
0,1030 +246,8000
0,2175 +12,3500
0,1734 -1,8800
2,3040

+3,9200

-0,7100 0,9480
1,0200 +3,3800
-0,8500 0,3486
0,3868 -5,4000
+0,6100 0,3511
0,3900 -2,5200
-0,0900 0,1317
0,2624 +67,0500
+0,8800 13,2100 13,9800 +2,8400
+0,0000 0,0200
0,0890 +259,0000
+0,4400 0,2006
0,2380 -0,6300
+1,7000 0,3303
0,3756 -2,6400
+0,8300 2,1340
2,5580 -9,7300
+0,8700 2,0260
2,3400 -6,6200
-1,4300 1,5040
1,6100 +1,9900
-0,8400 3,4900
3,8200 +1,0700
-3,3700 4,2200
6,1400 -27,4600
-0,3100 2,2260
2,5800 +7,7800
-0,9300 299,0000 323,6000 +7,0200
+1,5100 44,3400 46,5000 +3,5600
+0,9900 8,5000
9,3300 +8,1200

11994
13903
100
944
3312
115
22
229
17
29
134
22977
524
11
16
8
3393
47
15
123
5
53100
11
70
17
34733
1945
1875
3057
23
292
2
1101
358

+4,6500

317

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0,5420 -13,5100
229,2000 -1,2100 209,3000 232,5000 +7,3000
2,7500 -1,0800 2,7180
2,9500 +0,3600

16
0
15

0,3150 +0,6100

0,3010

0,3150

173,3000
11,7500
3,0600
1,3480
49,9100
0,5875
189,1000

-0,1200
-1,5900
+2,0000
-0,8800
-1,0700
-1,9200
-0,4200

168,8000 173,8000 +0,1700
11,7500 13,6700 -11,9200
2,5620
3,1000 +14,6100
1,3480
1,5010 -5,7300
47,2600 53,6500 -2,3300
0,5510
0,6375 +5,3800
176,8000 191,8000 +5,5200

6793
43
20
24170
15
-

0,1535
1,6700
2,6400
4,3000
5,3700
0,6780
3,8560
8,1650
0,0970
4,1000
1,3990
3,2980
0,4280
17,6900
0,1095
1,1220
0,2018
177,2000

-0,2000 0,1534
0,1685 -7,7500
+0,3600 1,6640
2,2000 -4,5700
+0,5300 2,5560
2,7620 +2,3300
-0,3700 4,2700
4,4300 -1,7800
-0,9200 5,0600
5,6000 +5,2900
-0,5100 0,6455
0,9005 +4,3900
-1,1300 3,8100
4,3620 -6,1800
-0,5500 7,6450
8,7850 +5,2900
-2,7100 0,0870
0,1000 +11,4900
+0,0000 4,1000
4,1000 +0,0000
+1,9700 1,3720
1,4870 -0,2100
+0,3000 3,2100
3,5200 -1,7900
+1,3300 0,4075
0,4580 +2,4400
-0,6200 16,3200 18,0900 +7,0200
+1,3000 0,1026
0,1202 -6,4100
-1,2300 1,1130
1,3100 -11,8600
+0,9000 0,1888
0,2398 +6,8900
-0,4500 172,9000 181,0000 -0,7300

73
19
807
138
17
1
4555
7128
5
17
123
12
185
4427
12
11
30
-

3,9000
3,3460
4,6640
0,8100
0,2692

+0,2600
+4,1100
-0,1300
+1,1900
+0,0400

3,8200
2,7000
4,1620
0,8005
0,2300

4,5300 -11,1600
3,7800 +21,6700
4,7000 +2,0600
1,0180 -3,4600
0,3200 +7,6800

27
86
18
4

14,2300 +0,0000 14,1700
10,6700 -1,2000 9,3859
5,3300 +0,1900 4,7800

14,9500 -1,3900
10,8000 +13,6800
5,3900 +11,5100

145
1210

+0,2700 2,9480
-0,4700 27,1600
-0,2600 1,4550
-0,6000 0,1810

3,0400 +0,9500
29,3500 -4,7500
1,6290 -1,7000
0,2740 +27,7300

5547
563
13

2,9900
27,4700
1,5590
0,2312

Var. %
ultima.

Minimi
anno

Massimi
anno

Var. %
annua.

Cap.
mln

+0,7700 1,7600
+1,5600 1,1150
+0,1200 0,1522
+0,0000 0,2520
+0,0800 5,8150
+1,2500 0,0921
-2,5100 0,0560
+2,5400 1,6140
-1,6700 23,9500

2,0660
1,1780
0,1900
0,3198
6,4300
0,1114
0,0892
1,9120
25,3600

+11,4800
+2,1900
+12,4800
+23,0200
-4,9200
+5,5400
+17,8600
-11,9700
+1,1500

59
58
23
9
7830
112
12
8
5349

Ratti
RCS Mediagroup ord
Recordati
Renault
Risanamento
Rosss
RWE

S S.S. Lazio
Safe Bag
Safilo Group
Saipem
Saipem rnc
Salini Impregilo
Salini Impregilo rnc
Salvatore Ferragamo
Sanofi
SAP
Saras
Save
SIAS
Siemens
Sintesi
Snai
Snam
Societe Generale
Softec
Sol
Stefanel
Stefanel rcv
STMicroelectronics

T TAS
TBS Group
TE Wind
Telecom Italia
Telecom Italia R
Telefonica
Tenaris
Terna
Tiscali
Tod's
Toscana Aeroporti
Total
Trevi

U UBI Banca

4,2780
1,8880
0,8160
28,2600
89,5000
0,0346
1,2720
13,2000
0,5805
1,1350
6,4500
0,4533
5,9900
3,0920
7,3150
26,1600
81,4500
86,8000
1,5270
20,3300
7,8750
122,0000
0,1673
1,1830
3,7800
43,9600
3,3740
8,1000
0,1294
145,0000
13,1300
4,2080
1,6000
0,4067
0,7950
0,6535
9,3100
16,0900
4,2860
0,0486
66,3000
14,8800
48,0800
1,0670

+2,5900 3,5800
+0,4300 1,8250
+0,1200 0,7990
-1,1200 26,3100
-1,1000 82,5500
+1,4700 0,0302
-2,1500 0,5735
+1,0700 11,7600
-0,4300
-1,1300
-2,5700
-2,6600
+0,0000
+0,3900
+1,4600
+0,2300
+0,7400
-0,2300
+0,5300
+2,9900
+2,6100
+0,5800
+9,9200
+1,3700
-0,0500
+2,2300
-4,9600
+0,3700
+3,3500
+0,0000
+1,1600
-1,5400
+0,0000
-1,5000
-0,3100
+0,6900
+1,9700
-0,8600
-1,0200
+0,8300
+0,1500
+5,9800
+0,0400
+1,0400

4,2780 +19,5000
1,9790 +2,5500
0,8995 -2,2200
28,5800 +4,9800
90,5000 +6,5500
0,0460 +4,2200
1,6400 +120,0700
13,2000 +11,8600

1164
52
426
5910
62
15
-

0,5715
0,6280 +0,7800
0,9270
1,1620 +22,4400
6,3350
8,1350 -18,9700
0,4530
0,5705 -15,2700
5,4100
6,0000 +10,7200
2,8500
3,1860 +3,0000
7,1900
7,9300 -1,8100
22,4300 26,6400 +16,6300
73,6500 81,4500 +6,0500
82,0500 87,3500 +5,4000
1,4180
1,7560 -11,2200
17,4000 20,3300 +16,8400
7,3900
8,3150 -2,7800
114,4000 122,4000 +5,3500
0,0137
0,2750+1.121,1700
1,1230
1,3940 -10,1100
3,5060
3,9660 -3,4200
42,4900 48,8000 -5,8300
2,1400
3,8500 +57,6600
7,8500
8,5500 +1,6300
0,1222
0,1410 -5,5500
145,0000 145,0000 +0,0000
10,2100 13,3700 +21,5700

39
15
404
4583
1
1522
12
4416
1452
1125
1792
7
223
13232
7
735
11
0
11963

1,4960
1,5180
0,3800
0,7805
0,6455
8,7300
15,7300
4,0340
0,0452
60,1500
13,8000
46,2100
0,9700

5,9000 +181,2800
1,6600 +5,4000
0,4230 -3,8500
0,8580 -5,0200
0,6990 -4,8800
9,3100 +6,6400
17,2500 -5,1900
4,4320 -1,5200
0,0518 +6,8100
67,9000 +7,2800
14,8800 +4,2700
48,9800 -1,1700
1,1080 +8,7700

176
67
3
12086
3939
0
18995
8615
153
2194
277
176

3,2020
12,9200
43,1000
39,2900
3,5000
1,9930

-1,7200 2,6120
+1,0200 12,2100
+2,6200 37,2994
+1,0000 37,4600
-2,7800 3,2800
-1,3400 1,8800

3,6600 +22,5900
14,7181 -5,7000
44,9400 +0,4000
39,3100 +0,4100
3,6900 +2,2200
2,1340 -1,8200

3126
7982
11
2511
5640

15,9700
1,0900
0,0926
0,0820
17,0200

-0,4400 15,6800
-1,8000 1,0880
-2,0100 0,0746
-8,8900 0,0539
-0,9300 16,9100

16,9000 +0,2500
1,1700 -3,1100
0,1201 +24,1300
0,0900 +36,2100
18,2800 -5,1300

170
33
2
1
-

W War Ambromobiliare 2011-20170,0385

0,0150
0,0400
0,6445

0,0385 +113,8900
0,0648 +14,5400
0,8280 -0,7700

0
1
2

23,7900 -0,1700 23,1300

28,4900 -11,6900

2163

0,0356 +60,6100
0,2600 -8,5800

12
1

UniCredit
UniCredit rnc
Unilever
Unipol
UnipolSai

V Valsoia
Vianini
Visibilia Editore
Vita Societa' Editoriale
Vivendi

+0,0000
0,0520 +7,2200
War CdR Advance Capital 2012-2022
War Enertronica 2013-2018 0,6450 -2,2000

Y Yoox Net-A-Porter Group

STAR
Acotel Group

6,1100 -0,4900

5,9800

7,3200

-1,6100

25

Aeffe

1,3260 +2,7900

1,1100

1,3260 +19,4600

142

Zucchi rnc

0,0318 -0,9300
0,2077 -2,4000

0,0198
0,2070

MONETE AUREE

Quotazioni del 15-02-2017

Dati elaborati da Bolaffi Metalli Preziosi S.p.a.

ACQUISTO

Marengo

212,05

-

233,69

Sterlina

267,32

-

294,60

4 Ducati

502,83

-

554,14

20 $ Liberty

1.099,06

-

1.211,21

Krugerrand

1.136,18

-

1.252,11

50 Pesos

1.369,64

-

1.509,40

VENDITA

Massimi
anno

Var. %
annua.

16,6000 -12,2600

9,9000 18,9200 +67,6800

600

Amplifon

10,0000 +0,7000

8,7450 10,0500 +10,5000

2262

Ansaldo Sts

11,7000 +0,0000 11,3500 11,8400

-1,1800

2340

Ascopiave

2,8880 +0,3500

2,7100

2,8880

+6,0200

677

Astaldi

5,9600 -1,0000

5,4000

6,0750 +10,3700

587

B&C Speakers

8,8100 -0,7900

7,8900

8,8800 +10,4700

97

Banca Finnat

0,3751 -1,2900

0,3703

0,4080

+0,9100

136

27,5800 -0,0700 24,7800 27,6000

+6,0800

1484

Banca Sistema
BB Biotech
BE

2,4820

+3,6400

183

54,0500 +0,9300 48,4200 54,0500

+4,7500

2994

0,9480 +35,5700

124

2,2800 -1,2100
0,9185 -1,0200

2,2000
0,6775

Biesse

19,5700 +1,6600 18,7800 20,2600

+2,2500

536

Brembo

63,3500 +0,7200 57,5000 63,4000 +10,1700

4231
37

CAD IT

4,1000 -0,5300

3,6220

4,3900 +11,4700

Cairo Communication

3,6160 +1,6900

3,5060

3,8800

-5,0900

486

14,9000 -0,7300 13,9000 15,2300

+7,1900

253

Cementir

4,8940+10,2300

3,8600

4,8940 +16,4700

779

Centrale del Latte d'Italia

2,8200 +0,0000

2,7600

3,2660

-12,2000

39

D'Amico

0,2480 +0,0000

0,2338

0,3520

-25,4800

106

Dada

2,8640+17,4700

2,4380

3,0640

-5,7900

48

20,5500 -0,2900 18,2600 20,6100

+9,9500

1201
368

Cembre

Datalogic

1,2000 +1,6900

1,2430

+0,1700

Digital Bros

11,6600 -1,6900 11,0700 14,6200

-12,7900

165

Ei Towers

48,9400 +0,9100 47,0000 49,7774

+2,8300

1383

EL.EN.

22,5900 +2,0300 21,5000 24,3900

-3,7500

436

Dea Capital

1,1600

QUOTAZIONI BOT
SCADENZA

GIORNI

PREZZO

TASSO %

28/02/2017
14/03/2017
31/03/2017
13/04/2017
28/04/2017
12/05/2017
31/05/2017
14/06/2017
30/06/2017
14/07/2017
31/07/2017
14/08/2017
14/09/2017
13/10/2017
14/11/2017
14/12/2017
01/12/2018

13
27
44
57
72
86
105
119
135
149
166
180
211
240
272
302
331

100,0130
100,0250
100,0450
100,0620
100,0780
100,1040
100,1200
100,1470
100,1450
100,1540
100,1480
100,1600
100,2030
100,2040
100,2430
100,2660
100,2950

-0,3383
-0,2993
-0,3488
-0,3769
-0,3738
-0,4254
-0,3991
-0,4385
-0,3156
-0,3688
-0,3223
-0,3193
-0,3224
-0,2834
-0,2921
-0,3465
-0,3040

EURIBOR
PER.

TA. 360

1 mese
2 mesi
3 mesi

-0,3740 -0,3790 6 mesi
-0,3400 -0,3450 9 mesi
-0,3280 -0,3330 12 mesi

Elica

1,5400 -1,4100

1,5190

1,8550

-16,9800

98

Emak

0,9800 +0,5600

0,9000

0,9920

+7,6900

161

ePrice

3,9400 -1,4000

3,5900

4,0700

-2,6700

162

MERCATI

Esprinet

7,4500 +0,6800

6,7950

7,4500

+5,2300

390

Eurotech

1,3390 -0,1500

1,3110

1,6770

-11,6200

48

Exprivia

0,7360 -0,8800

0,6905

0,8175

+6,5900

38

Falck Renewables

1,0050 +1,1100

0,9235

1,0220

+8,8300

293

6,4800 -1,3700

5,5750

6,9300 +16,2300

Corona Ceca
Corona Danese
Corona Islandese
Corona Norvegese
Corona Svedese
Dollaro
Dollaro Australiano
Dollaro Canadese
Dollaro di Hong Kong
Dollaro N. Zelanda
Dollaro Singapore
Fiorino Ungherese
Franco Svizzero
Leu Rumeno
Lev Bulgaro
Lira Turca
Rand Sud Africano
Sterlina
Won Sud Coreano
Yen

Fidia
Fila

14,6300 +3,9100 13,1500 14,6300

+7,7300

Gefran

3,5440 -0,3900

2,8240

3,5580 +25,5000

IGD

0,7525 +1,6900

0,6905

0,7590

33
507
51

+3,9400

612

Ima

63,6000 -0,2400 57,6000 65,7000 +10,4200

2497

Interpump

19,3200 +3,5400 15,5500 19,3200 +24,2400

2104

Irce

1,9180 +2,9500

1,7980

1,9180

+6,6700

54

Isagro

1,2110 +0,9200

1,1030

1,3500

+9,7900

30

Isagro Azioni Sviluppo

1,0100 -0,4900

0,9500

1,0930

+6,3200

14

It Way

1,6200 -1,4600

1,6100

1,7830

+0,6200

13

La Doria

8,6600 +1,0500

8,3500

9,4950

-3,4600

268

0,4718 +0,4000

0,3454

0,5345 +36,6000

Landi Renzo
Marr

53

18,4900 +1,0400 17,3200 18,5900

+6,5700

1230

Massimo Zanetti Beverage

6,7500 +0,0700

6,5200

7,0300

-2,8100

232

Mondadori

1,5520 -2,2100

1,1710

1,5870 +32,5400

406

Mondo TV

4,2060 -0,7600

4,0700

4,6200

+1,4000

121

Mutuionline

9,3850 +0,9100

8,4500

9,4900 +11,0700

371

Nice

2,6700 +0,0700

2,4100

2,7700

+4,7900

310

Openjobmetis

6,5550 -0,6100

5,8050

6,6200

+7,2800

90

Panariagroup

3,5680 +0,3900

3,3400

3,7100

+6,8300

162

Poligrafica S.Faustino

6,2800 +0,4800

5,4800

6,9350 +14,6000

7

Prima Industrie
Reno De Medici
Reply
Retelit

17,0000 +0,2900 15,8200 17,5900
0,3652 -1,3000

0,3049

+7,4600

0,3700 +19,4600

122,8000 +0,4900 116,5000 125,3000

178
138

+4,0700

1149

1,2800

+5,7000

186

Sabaf

10,5500 -0,2800 10,2000 10,8500

+1,4400

122

Saes Getters

11,8200 -0,2500 11,3000 12,2600

-0,9200

173

1,1310 -0,3500

1,0690

TA. 365

QUOT.

27,0210
7,4345
118,0367
8,8523
9,4508
1,0555
1,3761
1,3809
8,1923
1,4705
1,5012
308,4200
1,0652
4,5143
1,9558
3,8662
13,7701
0,8500
1.205,3500
120,8500

BORSE ESTERE

73

Servizi Italia

3,7000 +0,0500

3,5780

3,7560

+3,4100

118

MERCATI

18,8000 +0,5300 17,6900 19,5000

+6,2700

291

Amsterdam (Aex)
Bruxelles (Bel 20)
EuroParigi (Cac 40)
Francoforte (Dax Xetra)
Hong Kong (Hang Seng)
Londra (FTSE 100)
Madrid (Ibex 35)
Sidney (AllOrd)
Tokyo (Nikkei 225)
Zurigo (SMI)

2,0560

2,6100

-6,9000

271

3,9660 +1,0200

3,5680

4,0100 +10,1700

586

Tecnoinvestimenti

4,9180 +2,2500

4,4720

4,9800

+8,5700

227

TerniEnergia

0,8900 +3,7900

0,8420

0,9620

-1,0000

39

Tesmec

0,5495 -0,0900

0,5445

0,5630

+0,9200

59

TXT e-solutions

8,5050 -0,2300

7,5000

9,2200 +13,4000

111

Zignago Vetro

10,5400 +0,2900 10,1400 10,9300

+3,9400

710

5,8500

+5,9800

515

5,8500 +0,7800

5,5200

%

Argento Milano (Euro/kg)
575,2300
567,9960 +1,2700
Oro Londra P.M. (Usd/oz) 1.224,4000 1.230,7500 -0,5200
37,6300
37,7250 -0,2500
Oro Milano P.M. (Euro/gr)

+3,0200

2,2680 -1,3100

EURO

15-02-2017 PRECEDENTE VAR.%

DESCRIZIONE

9,8900

Tamburi

X

3,7008 +0,0000
100
1,3451 -0,0200
10
0,8472 -0,6300
100
1,1296 -0,3000
10
1,0581 -0,1500
10
0,9474 -0,6400
1
0,7267 -0,3800
1
0,7242 -0,2400
1
0,1221 -0,6100
1
0,6800 -0,5100
1
0,6661 -0,2100
1
0,3242 +0,0900
100
0,9388 -0,0700
1
10000 2.215,1829 +0,2000
0,5113 +0,0000
1
0,2587 -0,3000
1
0,0726 -1,0300
1
1,1765 -0,1200
1
0,8296 -0,1900
1000
0,8275 +0,3500
100

(Prezzi vendita in $ per oncia). Un'oncia Troy=gr.31,1035

9,3500

Sogefi

TA. 365

-0,2410 -0,2440
-0,1640 -0,1660
-0,1040 -0,1050

METALLI PREZIOSI

9,8900 +0,6100

Sesa

TA. 360

PER.

CAMBI VALUTE

Saes Getters rnc

QUOTAZ.

VAR.%

496,6600
3.618,5600
4.924,8600
11.793,9300
23.994,8700
7.302,4100
9.584,1000
5.859,1000
19.437,9800
8.486,2700

+0,4100
-0,1600
+0,5900
+0,1900
+1,2300
+0,4700
+0,7800
+0,8300
+1,0300
+0,7100

OBBLIGAZIONI 15-02-2017
TITOLI

MONETE

Minimi
anno

Aeroporto Marconi di Bologna

Vittoria Assicurazioni

Z Zucchi

Var. %
ultima.

Cap.
mln

Prezzo
chiusura

AZIONI

Banca Ifis

R Rai Way

G Gabetti Property Solutions
B

Mercati

Fondi su LaStampa.it
I fondi di investimento sono on line su LaStampa.it
Per consultarli l’indirizzo è www.lastampa.it/fondi

Autostrade 1.625% 12.06.2023
B.IMI USD Fix Rate 26.06.2022
B.Popolare Sub Tier 2 TV 2022
B.Popolare TF Amm.Per. 11/2020
BNP Arb.TF 10% BRL 02.12.2017
Btp 3.25% 01.09.2046
Btp 4% 01.02.2037
Btp Italia 20.04.2023
Bund 1% 15.08.2025
Cassa D.Prestiti TM 2015-2022
Cct 01.03.2017 Ind
Cct EU Euribor+0.7% 15.12.2022
Cct EU Euribor+1.2% 15.11.2019

PREZZO

102,7000
100,0000
103,0000
103,4600
99,0300
98,4300
114,1700
100,6800
107,5000
97,3100
100,0100
100,4200
102,4000

TITOLI
Comit 1998/2028 ZC
Ctz ZC 27.02.2017
EBRD ZAR ZC Notes 30.12.2027
EIB BRL 10% Bonds 17.12.2018
EIB MXN 4% Bonds 25.02.2020
EIB SEK 2.75% Bonds 13.11.2023
EIB ZAR 6.00% Bonds 21.10.2019
EIB ZAR 7.50% Bonds 21.12.2018
EIB ZAR 8.50% Bonds 17.09.2024
G.Sachs Fixed Float 26.11.2027
GS Ten-Year USD 3.5% Call.2025
IVS Group 4.5% 15.11.2022
Med.Lombardo 99/2019 3^Rev.Fl.

PREZZO

73,8200
100,0100
40,7100
104,0500
91,2900
111,4300
94,9600
101,4200
99,0800
96,7800
96,9500
104,9600
108,6300

TITOLI
Mediob.Carattere 2023 LowTier2
Mediob.II Atto 5% 2020LowTier2
Mediob.IV Atto TV 2021 L.Tier2
Mediobanca TV Floor 2015-2025
MPS 2017 TM Cap&Floor BPosta 3
Oat 0.5% 25.05.2025
Obligaciones 1.60% 30.04.2025
RBS Ottobre 19 Royal Fisso-Var
Rep.of Italy 5.375% 15.06.2033
Rep.Polonia 3% Notes 17.3.2023
SG $100 Mln Notes 23.06.2025
Sg 7.25% Idr 375 Mld 29.1.2019
SG Issuer RUB 10.5% 27.04.2018

PREZZO

113,3500
110,5500
107,8600
103,7300
96,0600
98,0100
101,4500
99,9700
108,0500
98,7400
95,3000
100,5000
101,3000

R

22 .Lettere e Commenti

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

LA STAMPA
Quotidiano fondato nel 1867
ª

SECONDO ME
Inviato per la politica italiana, già redattore del «Messaggero»,
autore di saggi per le riviste del «Mulino» sul carattere consociativo e «tifoso» dei giornalisti, co-autore di «Roma nascosta», «L’opposizione al governo Berlusconi» (Laterza), «Veltroni, il piccolo principe» (Sperling).

FABIO MARTINI

c.

DIRETTORE RESPONSABILE
MAURIZIO MOLINARI
VICEDIRETTORI
LUCA UBALDESCHI (VICARIO), MASSIMO VINCENZI, MARCO ZATTERIN
REDATTORE CAPO CENTRALE FLAVIO CORAZZA
CAPO DELLA REDAZIONE ROMANA FRANCESCO BEI
CAPO DELLA REDAZIONE MILANESE PAOLO COLONNELLO
ART DIRECTOR CYNTHIA SGARALLINO
COORDINATORI MACRODESK
GIANNI ARMAND-PILON ATTUALITÀ, ALBERTO INFELISE STILI DI VITA,
GUIDO TIBERGA CRONACHE, MARCO SODANO DIGITALE
REDAZIONI
GIUSEPPE SALVAGGIULO ITALIA, ALBERTO SIMONI ESTERI,
TEODORO CHIARELLI ECONOMIA E FINANZA, ANDREA MALAGUTI INCHIESTE,
MAURIZIO ASSALTO CULTURA, PIERO NEGRI SCAGLIONE SPETTACOLI,
RAFFAELLA SILIPO SOCIETÀ, PAOLO BRUSORIO SPORT,
LUCA FERRUA CRONACA DI TORINO

Troppo spazio alle diatribe dei partiti?
Forse, ma sul destino del Paese pesano

contatti

l Segretario del Pd prima del referendum aveva detto: «Se vince il No lascio
la politica, si può anche fare altro nella
vita». Dopo due mesi di silenzio, Renzi si
ripresenta più baldanzoso di prima, mirando nuovamente alla presidenza del
Consiglio. A mio avviso è l’ennesima dimostrazione che in politica la parola data vale
zero. Possiamo continuare a fidarci?

I

Le lettere
vanno inviate a
LA STAMPA
Via Lugaro 15,
10126 Torino
E-MAIL:
lettere@lastampa.it

SILVANO STOPPA

Anna Masera
Garante del lettore:
public.editor@lastampa.it

no dei difetti del Pd è quello di sentirsi al centro dei destini dell’Italia,
avallato dalla stampa di opinione
che dà risalto eccessivo alle riunioni della
direzione del partito, come se si trattasse
di svolte epocali e poi non succede niente.
Arrivano inoltre dall’informazione elogi al
governo Gentiloni, anche se non mi pare
che stia affrontando problemi rilevanti. Lo
stesso Gentiloni parla di riforme in modo
nebuloso. Sarebbe ora che specificasse.

U

FAX: 011 6568924

GIOVANNI ATTINÀ

Due lettere che in modo argomentato esprimono la stessa disaffezione verso la classe
politica e il signor Attinà coinvolge nella sua
critica anche il mondo dell’informazione. Sia

36

9

ª
ITALIANA EDITRICE SPA
PRESIDENTE JOHN ELKANN
VICEPRESIDENTE CARLO PERRONE

chiaro: a forza di forzature e a forza di retroscena senza sostanza o troppo affini ai politici, nel loro complesso i vecchi media hanno
perso un po’ di credibilità, ma al tempo stesso
dobbiamo riconoscere che la carta stampata
continua a mantenere quel know how professionale che, nonostante tutto, gli consente di raccontare in profondità tutto ciò che di
rilevante accade, restituendone il senso.
Troppo spazio alle diatribe apparentemente
senza senso dei partiti? Possono non piacere i
politici sulla scena, soprattutto quando non
mantengono la parola, ma sono gli unici che
abbiamo e persino la vicenda autolesionistica
che vede protagonista il Pd si svolge dentro il
partito di maggioranza relativa, che pesa sui
destini del Paese, e d’altra parte i fatti delle
prossime ore, credo, daranno ragione a questa lettura. Quanto al governo Gentiloni non
bisogna confondere l’assenza di retorica come una debolezza: sulle banche, sui migranti,
sulla sanità, sulla scuola sono state prese decisioni importanti, che erano state rinviate
dal governo precedente, decisioni che non
hanno suscitato barricate o polemiche neanche da parte di opposizioni che non fanno
certo sconti.

AMMINISTRATORI
LUCA ASCANI, LODOVICO PASSERIN D’ENTRÈVES, DIEGO PISTONE
AMMINISTRATORE DELEGATO LUIGI VANETTI
DIRETTORE GENERALE MAURIZIO SCANAVINO
DIRETTORE EDITORIALE MAURIZIO MOLINARI
RESPONSABILE DEL TRATTAMENTO DEI DATI DI USO REDAZIONALE (D. LGS.196/2003):
MAURIZIO MOLINARI

ª

REDAZIONE AMMINISTRAZIONE E TIPOGRAFIA: VIA LUGARO 15 - 10126 TORINO, TEL. 011.6568111
STAMPA:

ITALIANA EDITRICE S.P.A., VIA GIORDANO BRUNO 84, TORINO
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ROTOCOLOR S.P.A., VIA NAZARIO SAURO 15, PADERNO DUGNANO
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©2017 ITALIANA EDITRICE S.P.A.
REG. TRIB. DI TORINO N. 26 14/5/1948 CERTIFICATO ADS 8107 DEL 06/04/2016.
LA TIRATURA DI MERCOLEDÌ 15 FEBBRAIO 2017 È STATA DI 203.223 COPIE

TM

Le vostre domande sulla politica
Fino a domani a rispondere ai lettori sui temi
della politica è Fabio Martini. Sabato spazio alle lettere
al direttore Maurizio Molinari e domenica alla rubrica
«La risPosta del cuore» di Maria Corbi.
Per l’editoriale dei lettori raccomandiamo di scrivere
testi di 1800 caratteri spazi inclusi.

www.lastampa.it/lettere

DATA JOURNALISM

A CURA DI RAPHAËL ZANOTTI

Blitz e cani antidroga a scuola, ma il proibizionismo ha perso

Consumatori di cannabis negli anni
Percentuale di ragazzi tra i 15 e i 19 anni

Fonte: Relazione annuale al Parlamento sullo Stato
delle tossicodipendenze in Italia e studio Espad dell’Ifc-Cnr
- LA STAMPA

I consumatori segnalati
in Prefettura tra il 1990 e il 2015
(percentuale)
30

35

A
30

Hanno provato
una volta nella vita

A

Iniziale
abbassamento
dei consumatori
saltuari

B

15

25

18-20
anni

B

25

20

Oltre 30
anni

Hanno fumato
almeno una volta
nell’ultimo anno

A

Hanno fumato
almeno una volta
nell’ultimo mese

Ma dopo
qualche anno
c’è una ripresa
anche
se la legge
non è cambiata

B

A

20

15

B
a
-17

10

5

C
Una legge
repressiva
non ha avuto
alcun effetto
sui consumatori
abituali

C
2006

La Stampa
REDAZIONE
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Arretrati: un numero costa il doppio dell’attuale prezzo di testata.

26-28
anni

15

PERIODO IN CUI
ERA IN VIGORE
LA FINI-GIOVANARDI

0
1999

i

nn

10

Hanno fumato
almeno 20 volte
nell’ultimo mese

29-30
anni
21-22
anni

2015

5

23-25
anni
Fino
a 14 anni

0
1990

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2015

rendiamo spunto da un fatto di
cronaca avvenuto in Liguria - il
suicidio di un ragazzo di 15 anni
durante una perquisizione in casa alla
ricerca di hashish - per affrontare un tema controverso: funzionano i blitz nelle
scuole? Non se ne parla molto sui giornali, ma da anni le forze di polizia effettuano controlli a tappeto con cani antidroga. Questo ha creato qualche problema con il mondo della scuola, soprattutto per le modalità. Un docente è stato
sospeso per aver impedito alla polizia di
entrare in classe. Un dirigente scolastico si è rifiutato di appoggiare un metodo
che ritiene sbagliato. Ci sono state polemiche di prof, genitori e studenti. E se
da una parte la magistratura ordinaria
si dice «sconcertata» da queste polemiche (come il procuratore aggiunto di Bologna, Valter Giovannini), altri magistrati criticano i metodi (come il procuratore dei minori Cristina Maggia).
A guardare studi e statistiche, però,
sembra che inasprimenti e proibizionismi siano poco efficaci. L’attenzione ai
minori è aumentata, come dimostra il
raddoppio della percentuale di 15-17enni
segnalati alle prefetture come assuntori. Se guardiamo al consumo, però, notiamo come leggi molto repressive come
la Fini-Giovanardi non abbiano inciso
sulle abitudini dei ragazzi. Forse è ora di
cambiare metodi.

P

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LA STAMPA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

Lettere e Commenti .23

.

L’IRRESISTIBILE
ISTINTO
DI DIVIDERSI
FRANCESCO BEI
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

S
Illustrazione di
Koen Ivens

e Matteo Renzi ci sta mettendo del suo, senza aver
mai fatto un minimo passo
in direzione di una riconciliazione dopo il risultato del referendum (e chi guida una comunità,
caro segretario, ha una responsabilità in più degli altri), è anche
vero che i suoi nemici interni finora non hanno dato altra immagine che quella di un gruppo di li-

vorosi tenuti insieme più dall’odio personale verso l’usurpatore che da un progetto politico. Un
solo esempio. Quando Enrico
Rossi, tanto per citare il più moderato degli avversari, accusa
Renzi di aver introiettato l’agenda politica ed economica della
destra, erodendo così l’identità di
sinistra del Pd, non può pensare
di essere creduto. Perché è stato
il Pd di Bersani a sostenere il governo Monti e le leggi che hanno
applicato in Italia la ricetta più

severa dal punto di vista sociale
(ed è stata una fortuna del Paese
avere un governo così che ci ha
salvato dalla bancarotta). E’ stato il Pd di Epifani a sostenere il
governo delle larghe intese con
Berlusconi (Berlusconi, non Alfano). Dunque tutto si può fare,
tranne violentare la storia.
Adesso già s’intravede un panorama di macerie, mentre i Cinquestelle e la destra sovranista
brindano giustamente a champagne. Nel momento più difficile per

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

U

na rinuncia che assomiglia
tanto al rifiuto di un condannato a morte all’ultima sigaretta, un disperato alito di orgoglio
che forse può sollevare lo spirito
ma non aiuta visto che in questi anni la crisi ha colpito in maniera
drammatica non solo le pensioni e
le tasche dei greci, ma anche la
cultura, parte integrante della gloria nazionale.
Nel 2014 gli storici dell’arte lanciarono il primo allarme: l’acropoli
sta crollando, urgono restauri. Ma
no, niente soldi dal fashion business seguendo quella logica, che va
forte anche da noi, secondo cui
mettere a reddito le proprie ricchezze artistiche è una sorta di
prostituzione o anche una chiara
ingiustizia sociale visto che a beneficiare dell’esclusiva di un pezzo

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

U

chiali. I paperoni della Banca d’affari Morgan Stanley hanno potuto
cenare a Firenze nel Cappellone
degli Spagnoli di Santa Maria Novella per 40.000 euro (prima delle
polemiche la cifra stabilita era la
metà). Per il Tempio di Segesta in
Sicilia ne bastano 5 mila. A Roma i
Rolling Stones hanno avuto in saldo, 15 mila euro, il Circo Massimo
mentre la settimana prima, a Parigi, avevano dovuto pagare lo Stade
de France ben 900 mila euro.
Mentre in altri Paesi europei
questa partita è vista in maniera
laica, con la messa a fuoco sul ritorno economico. Al Louvre con vista Gioconda si susseguono cene
ed eventi privati. Non si sottraggono al business nemmeno i tedeschi
offrendo le sale dei loro musei.
Gucci l’anno scorso sfilò nei chiostri dell’abbazia di Westminster
concessa dagli inglesi con orgoglio
e senza pregiudizio.
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il partito che fu una grande speranza per milioni di elettori di
centrosinistra, risuona forte la
saggezza di alcune donne del Pd.
Che hanno scandito ieri il loro
«basta!» con un appello accorato
ai galli del pollaio: «Basta rese dei
conti, basta gare a chi sarà più duro da vincere». Una trentina di
donne, ma la prima firmataria è
Sandra Zampa, già collaboratrice
di Romano Prodi. Dice niente a
nessuno questo nome?

di storia dell’arte nazionale sarebbero solo pochi fortunati. Meglio
continuare a maltrattare questi tesori, lasciandoli in balia del tempo,
dell’incuria e dei vandali. Questo
non è volgare. Come evidentemente non lo è accettare altre ingiustizie sociali, come il taglio drastico
anche delle pensioni più deboli, la
riduzione dei servizi sanitari, la disoccupazione che non dà tregua.
Una polemica che si fa viva anche in Italia sempre più spesso visto che usare monumenti e musei
per eventi va di moda. La scorsa
estate Fendi ha organizzato una
sfilata «sull’acqua» della fontana di
Trevi, appena restaurata con i fondi messi dalla stessa maison. Valentino festeggiò sul tempio di Venere. Bulgari ha «usato» la scalinata per una magica nottata dopo
averla restaurata. Apriti cielo, ogni
volta. Quel che è sicuramente volgare è «svendere» queste location
uniche come fossero sale parroc-

STEFANO STEFANINI

na soluzione, quella di uno Stato israeliano e uno palestinese, che è stata il faro
degli infiniti tentativi di risolvere la crisi
dal 1993 ad oggi. Trump non l’ha esclusa, ma il
suo agnosticismo e le condizioni del primo ministro israeliano, che esige il «totale controllo» di
sicurezza israeliano sull’intero West Bank, la relegano alla retroguardia della diplomazia mediorientale.
Trump batte un’altra strada. Non interpella i
palestinesi. Punta a diluirli in un ampio accordo
regionale. Gli fa sponda Netanyahu perché ormai «i Paesi arabi non vedono più Israele come
un nemico»: adesso il nemico, comune, è l’Iran.
Queste le basi del maxi-accordo (much bigger
deal) terreno sul quale il Presidente americano
si sente di casa. Visione audace, seguiti operativi lacunosi. Fino a che punto gli Stati arabi sono
pronti a un accordo sulla testa dei palestinesi?
Quale «flessibilità» offre in cambio Israele?
La conferenza stampa è stata straordinaria.
Si è tenuta prima, non dopo, i colloqui. Su argomenti come gli insediamenti o lo spostamento
dell’ambasciata americana a Gerusalemme, i
due leader se la sono cavata con un «ne parleremo». I due Stati non sono stati nominati, sino
alla domanda di un giornalista israeliano. L’accordo nucleare con l’Iran è stato pesantemente
censurato, ma senza parlare di annullarlo. Chi
chiedeva cosa Washington intendesse farne è rimasto senza risposta. Incoraggiato da Netanyahu, Trump ha confermato nuove sanzioni a
Teheran slegate al nucleare e collegate ai recenti lanci di missili balistici iraniani.
Nel bel mezzo di una crisi della sua amministrazione ancora in ebollizione, tutt’altro che sopita con le dimissioni di Michael Flynn, Donald
Trump non smette di stupire. L’ha difeso, mentre la Casa Bianca si era affannata a presentarle
come un licenziamento. Continua a navigare in
solitario. La struttura della Casa Bianca è debole e, quasi dilettantesca. Imparerà forse, ma non
è né abituata né preparata allo scrutinio microscopico di cui è oggetto qualsiasi amministrazione. Non se la può più cavare con «fatti alternativi». Dipartimento di Stato e Pentagono hanno un titolare, ma sono indietro con tutte le altre
nomine.
Imperterrito, il Presidente sembra avere le
idee chiare di dove vuole arrivare, se non di come. Ha fatto dell’Iran il perno di una problematica alleanza in fieri che risolva anche il problema
palestinese. Nel disegno c’è anche l’idea di staccare la Russia dall’Iran.
Oggi il nuovo Segretario di Stato americano,
Rex Tillerson, incontra il pilastro della diplomazia russa, Sergei Lavrov. Dovrebbe essere il primo passo per il rilancio del dialogo, ma le nubi si
sono addensate sui cieli di Washington. Il critico
rapporto russo-americano, che per decenni Casa Bianca e Cremlino avevano maneggiato con i
guanti, si è invischiato nelle sabbie mobili della
sicurezza e politica interna americana. Trump
ha adesso più di uno scheletro russo nell’armadio e deve muoversi con i piedi di piombo.
L’incauto Flynn ha fatto da capro espiatorio.
Tuttavia i veri responsabili sono i due leader:
Vladimir Putin per l’ingerenza senza precedenti
nelle vicende elettorali americane; Donald
Trump per averla quasi incoraggiata e soprattutto per l’opacità della sua condotta verso Mosca durante la transizione. Mischiando politica
estera con simpatie personali e connivenze elettorali i due Presidenti hanno complicato l’obiettivo di un riavvicinamento. Ma ci sono pochi
dubbi che è quanto entrambi vorrebbero.
Donald Trump sta imprimendo più di un
cambio direzione alla politica estera americana. Non è detto che avrà successo. Il Senato fa
resistenza sulla Russia. Le indagini continueranno sulla «Russian connection». Mosca vuole
un’intesa, ma non gli farà sconti. In Medio
Oriente alleanze, inimicizie e rivalità sono sfuggenti e fluttuanti. Incerti nel risultato, i segnali
di cambiamento da Washington sono però inequivocabili.
Verrà anche il turno dell’Europa. Ieri, alla Nato, prima avvisaglia: messa in mora del Segretario alla Difesa Mattis sulle spese militari dell’Alleanza. A parte Theresa May, l’unica autorevole
voce europea che si è fatta sentire a Washington
è quella di Federica Mogherini. Brava, ma non
basta. Rischiamo di arrivare in ritardo all’appuntamento con la rivoluzione Trump. Ci piaccia o no, dobbiamo prenderne le misure.

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IL PARTENONE
NON È IN VENDITA,
SALTA LA SFILATA
MARIA CORBI

COSÌ
DONALD
CAMBIA
I GIOCHI

24

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

&

La fine della
Prima Repubblica
MATTIA FELTRI
l venticinquesimo anniversario non si saprebbe più che aggiungere, se non sopraggiungesse
la cronaca. Il 17 febbraio del
1992 venne arrestato Mario
Chiesa e si iniziò Mani Pulite, e
il 17 febbraio del 2017 sembra
tanto bello e giusto, e soltanto
per qualcuno sommamente
curioso, che prima di prendere decisioni su Alfonso Marra,
stretto collaboratore del sindaco di Roma, i vertici del Movimento cinque stelle abbiano
atteso indicazioni dal procuratore Giuseppe Pignatone.
Le annuali ricorrenze del
disvelamento di Tangentopoli
seguono da sempre i ritmi
delle geremiadi di magistrati
delusi dalla corruzione non
ancora debellata. Dieci giorni
fa, nell’aula magna del palazzo di giustizia di Milano, da
dove tutto partì, non più di
venti persone hanno assistito
alla celebrazione tenuta da
Antonio Di Pietro e Piercamillo Davigo, ossia il vero
eroe della stagione, primo titolare della più devastante inchiesta della storia
repubblicana, e il sostituto che fornì intransigenza e abilità
nelle questioni di codice. Venti persone,
un finale di carriera
che lascia senza fiato per un gruppo di
inquirenti che nel
1993 godeva del favore del novantacinque per cento degli
italiani. Della lotta
alla corruzione non
interessa a nessuno,
è stata la conseguente analisi, ma
probabilmente non
è così: allora c’era il
popolo dei fax, che
inviava i suoi incoraggiamenti a penna e le sue aspettative di patibolo, e quel
popolo era padre del
popolo di Facebook
e di Twitter, che continua a diffondere,
ma sotto forma digitale, messaggi di
rabbia e recriminazione, e di incitamento alla garrota per i ladri.
È mutata - è tracollata - la
fiducia nella magistratura,
che non lo sa, o sottovaluta,
ma prima o poi rischia di finire sulla sedia dell’imputato
nella piazza urlante dei processi virtuali. Dopo venticinque anni, se davvero nulla è
cambiato in quanto a criminalità in giacca e cravatta, sarà colpa della politica fuorilegge, e di una legislazione da
trincea difensiva, come si sostiene, ma forse anche di chi
combatte una guerra lunga

I protagonisti

CULTURA
SOCIETA’
SPETTACOLI

All’inizio fu Chiesa

A

È drammatico quanto
poco sia cambiata
la situazione e quanto
sulla corruzione peggiori
la deriva dell’Italia
nel panorama
internazionale
Piercamillo Davigo
Presidente
dell’Associazione
nazionale magistrati

Alle 18,15 del 17 febbraio 1992, viene
arrestato il socialista Mario Chiesa: ha
appena ricevuto una tangente

ANSA

Gli imbarazzi di Forlani
Nel processo per le tangenti Enimont,
l’allora segretario della Dc Arnaldo
Forlani deve testimoniare sul «sistema»

Il primo maggio 1994, Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo e Francesco Borrelli nella Galleria a Milano

Mani Pulite 25 anni dopo
L’Italia che ci ha lasciato
La bufera giudiziaria del ’92 ha mutato la politica: la corruzione resta
ma oggi alla competenza si preferisce la trasparenza (fino a prova
contraria, vedi Roma) e i giudici hanno perduto il consenso di allora
cinque volte la Seconda guerra
mondiale, ma non porta a casa
la vittoria, e anzi dichiara ripetutamente che tutto è perduto.
E nonostante i moschettieri di
quel rutilante gruppo (tranne il
procuratore capo Francesco
Saverio Borrelli, elegantemente autoesiliato fra libri e spartiti) siano traslocati a proseguire
la battaglia altrove: Di Pietro
ha fondato e affondato un partito, Davigo comanda l’Associazione nazionale di categoria,
Gerardo D’Ambrosio (morto da
qualche anno) s’è fatto eleggere in Senato, Gherardo Colombo è stato consigliere Rai su indicazione del Pd; però le statistiche continuano a essere scoraggianti ma soprattutto ripetitive: secondo la classifica
2017 di Transparency, l’Italia è
al sessantesimo posto nel mondo (dietro l’Oman!) e al penulti-

mo in Europa, dove più corrotti
di noi sarebbero soltanto i bulgari. Spesso si dimentica di dire che la classifica è redatta
sulla «percezione della corruzione», niente di scientifico, ed
è difficile che si percepisca un
po’ meno corrotto un Paese che
insiste a dirsi corrotto, sovente
sulle basi dell’enfasi che si dà
ad arresti e avvisi di garanzia, e
all’irrilevanza a proscioglimenti e archiviazioni.
Poi, che qui ci siano seri problemi di legalità è innegabile,
come c’erano venticinque anni
fa. In fondo sono cambiati solamente i rapporti di forza fra
poteri. La magistratura in crisi di consenso insiste a dettare
la linea e i tempi di una politica
sfiancata, e che proprio alla
magistratura si appoggia nell’illusione di recuperare credibilità. Un’apertura di indagine

continua a essere un solido argomento per chiedere le dimissioni e dichiarare associazione per delinquere un partito o l’altro, e invitarlo a farsi da
parte e lasciar spazio all’Onesto Emergente.
Gli ultimi onesti, i cinque
stelle, come si diceva in apertura, si proclamano inadatti alla
selezione della classe dirigente,
incarico demandato a un’artificiosa Autorità nazionale anticorruzione o al procuratore capo di Roma. Ecco che cosa è
cambiato: venticinque anni fa
non c’era spostamento di magistrato su cui non mettesse becco la politica, oggi non c’è spostamento di politico su cui non
metta becco la magistratura. In
mezzo rimane un vasto mare di
corruzione - reale o percepita,
boh - che incoraggia chiunque
non sia establishment a sentir-

si vittima delle alte ruberie. Un
capolavoro in un Paese anarchico e refrattario alle regole in
cui, per dati certi, non per percezione, si tollerano quote di
assenteismo ed evasione fiscale (la corruzione dei dipendenti
e degli autonomi) che meglio di
mille riflessioni spiegano perché le élite siamo modeste e vivacchino nella modestia.
Non può che infilarsi in questo imbuto la discussione politica, oggi come allora: una specie di tafferuglio globale e perpetuo in cui ci si guadagnano i
titoli a governare non per capacità ma per onestà, fino a indizio contrario. Il risultato finale,
i cui esiti si assaporano a Roma,
è che si pretendono politici
onesti sperando siano capaci
anziché politici capaci sperando siano onesti.
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ANSA

LA STAMPA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

1233 condanne per corruzione

I libri da leggere per saperne di più
PAOLO COLONNELLO
ntrata ormai nei libri di storia, l’inchiesta di Mani Pulite porta con sé numeri
impressionanti (1.233 condanne per corruzione) e una produzione letteraria
quasi sterminata, avendo suscitato fin dall’inizio passioni contrastanti. Chi volesse farsi un’idea il più possibile completa, consultando anche parte di docu-

E

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I suicidi

L’inchiesta spettacolo
I Tg, Mediaset soprattutto, intuiscono
quasi subito il potenziale dirompente di
Mani Pulite, un caso anche mediatico

quantomeno
un uomo coerente; con
quali ideali, interessi,
passioni, giudicate voi. Finito nel tritacarne di Mani Pulite nel ’93, arrestato ancora tre
anni fa per le presunte tangenti
all’Expo milanese, Primo Greganti, classe ’44, «Il compagno
G», il «comunista tutto d’un pezzo che non si piega» come lo tramanda l’anedottica un tanto al
chilo del circo mediatico, lo stesso che gli attribuisce 6 fratelli, da
Primo a Settimo passando per
Secondo, Terzo e così via, quando di fratelli ne ha cinque e gli ultimi tre si chiamano più banalmente Alberta, Giancarlo e
Gianfranco, attende e pretende
di scontare i tre anni che ha patteggiato per la vicenda milanese. La stessa pena concordata - e
scontata - un quarto di secolo fa
per finanziamento illecito ai partiti: «Nessuna corruzione e nessuna tangente: ho pagato l’aver
venduto la sede degli Editori
Riuniti denunciando, come allora facevano tutti, pure i giudici, il
valore catastale e non quello di
mercato. Così come per l’Expo
ho patteggiato 3 anni per turbativa d’asta, quando non ho mai
partecipato a un’asta».
Uno così, direte, avrà sicuramente il dente avvelenato con la
madre di tutte le inchieste sul
malaffare politico. E invece no.

La difesa di Craxi
Il segretario del Psi Bettino Craxi , obiettivo principale
dei pm, cercò una difesa politica. Condannato, scappò
in Tunisia. Dove è morto nel 2000

È

Come mai, Greganti?

«Perché Mani Pulite è stata una
cosa positiva. Difendo lo Stato
di diritto: chi è colpevole va punito. Naturalmente vanno defi-

“La magistratura mi ha rovinato
ma fu giusto punire i colpevoli”
Primo Greganti, uno dei pochi comunisti a finire in galera:”Il loro errore
fu il protagonismo alla Di Pietro”. “Il Pci non era parte di quel sistema”
Tutti sapevano quello
che accadeva. Ce
l’hanno raccontato i
vari Citaristi e Balsamo.
C’era un partito che
aveva bisogno di 80
miliardi di lire all’anno
per stare in piedi
Primo Greganti
Ex funzionario
del Partito comunista

niti bene i reati e corretti i mali
della giustizia».
Ad esempio quali?

«Il protagonismo di certi magistrati alla Di Pietro: la ricerca
ossessiva d. i “capri espiatori”
non risolve i problemi e la delegittimazione dello Stato continua. La punizione che rimette a
posto le cose da sola non basta.

utto cominciò con il
«mariuolo» secondo la
definizione di Bettino
Craxi, e nell’immaginario italiano dopo tanti anni di contorcimenti, indignazioni e rancori, tutto sembra tornare a quella scena, dove Mario Chiesa all’arrivo dei finanzieri getta le
mazzette nel water. Alla vigilia
della serie tv 1992 su Sky (con
Stefano Accorsi e Miriam Leone, nel marzo 2015) proprio l’ex
presidente del Pio Albergo Trivulzio tentò di bloccare la mes-

T

destinato a durare.
I romanzi sono poi arrivati,
forse un po’ timidamente: per
esempio, In tempo per il cielo di
Gabriele Romagnoli (dove in filigrana emerge la vicenda del suicidio in carcere del presidente
dell’Eni Gabriele Cagliari), o Un
inchino a terra (nel ‘99), di Franco Cordelli, tra narrazione e monologo nel cuore della dissoluzione del Psi. Più tardi, nel 2009,
a sorpresa, quello postumo di
Ugo Zatterin, L’apparizione,
quando ormai il tema si era infilato nella narrativa di genere e
nelle mani dei più giovani come

Anche il Pci, dov’è cresciuto, doveva stare in piedi: come faceva?

Quindi era fuori dal sistema smascherato da Mani Pulite?

«Con Colombo che dice un po’
quello che dico io e cioè che la
moralizzazione del Paese non la
si ottiene solo mettendo in galera la gente».

« Alimentando lo scontro tra la
magistratura e gli altri organi
dello Stato contribuisce a delegittimare quest’ultimo creando
le condizioni perché la corruzione aumenti».
Dunque, è innocente e vuole andare in galera: è masochista?

«No. È che non posso andare
avanti per anni e anni con questo incubo. Non voglio apparire
piagnucoloso, ma guardi che
sono cose pesanti. Per me, la
mia famiglia (Greganti si ammutolisce, la voce s’incrina, è
l’unico momento in cui appare

Come la cultura italiana ha metabolizzato con prudenza la madre di tutti gli scandali
la post-verità, e nel frattempo si
è scritto, recitato, musicato quasi solo su Silvio Berlusconi.
Mario Merola, che nel ‘94
pubblicò il disco Tangentopoli
con un bel Pulcinella in copertina - opponendo la «gente malamente» e le sue «’nfamità» alla
famiglia povera «addò se mangia pane e dignità» - pare lontanuccio nonostante qualche
umore sentimental-populista, a
differenza del poeta Giovani Raboni che riteneva improbabile
arrivassero prima di venti o
trent’anni «dei bei romanzi» sull’argomento. Intuiva un clima

«Certo. Tutti sapevano quello
che accadeva. Ce l’hanno raccontato i vari Citaristi e Balsamo. C’era un partito, ad esempio,
che aveva bisogno di 80 miliardi
di lire all’anno per stare in piedi».

Lei con chi sta: con Colombo o
con Davigo?

Dal “mariuolo”di Bettino ai serial tv
sa in onda a causa di quella scena. Dopo aver ricevuto il denaro,
sostenne, lo aveva solo spostato
«in una stanza attigua».
Fa una bella differenza: sulle
mazzette non si discute, sul water sì. Oltretutto, curiosa coincidenza scatologica, ora che sta
per andare in onda la seconda
serie, 1993, corrono sì 25 anni
dall’esordio di Tangentopoli, ma
anche dal primo «vaffa» di Beppe Grillo, infuriato coi finanzieri
al Parenti di Milano. Da allora
c’è stata una rivoluzione tecnologica che ci ha portato Internet
veloce, gli smartphone, i social e

Concediamole che sia stato più
vittima che colpevole: aveva percezione che qualcosa non andasse in quegli anni, o no?

«Con sottoscrizioni immense,
le Feste dell’Unità, la partecipazione della sua gente: “Una sezione per ogni chiesa”, diceva
Togliatti».

REPORTERS

MARIO BAUDINO

commosso, ndr). Ho ormai 73
anni e bene che vada mi darebbero ragione fra un decennio:
chi mi dà i soldi? E, a differenza
degli Anni ’90, quando volevo
rifarmi una vita, non ho nemmeno più la salute»

L’errore è stato quello di non
aver tratto ciò che c’era di positivo nell’esperienza partita dalla Procura milanese»

E Davigo?

Primo
Greganti
73 anni
ha ricoperto
vari incarichi
nel vecchio Pci
Nel corso
di Mani Pulite
fu condannato
a 3 anni
e 7 mesi per
finanziamento
illecito al suo
partito

25

menti originali dell’epoca, non può prescindere dal monumentale Mani Pulite, la
vera storia, che ha il pregio di accogliere tra gli autori chi effettivamente consumò
suole al palazzo di giustizia di Milano nel 1992: Peter Gomez (gli altri sono Gianni
Barbacetto e Marco Travaglio). Di segno opposto il libro di Filippo Facci, Di Pietro che ovviamente fa a pezzi l’ex pm dell’inchiesta. Decisamente meno schierato
ma molto puntiglioso sempre su Di Pietro, è L’intruso di Luigi Ferrarella. Per
capire qual è l’eredità sul piano sociale di un’indagine che ribaltò un sistema di
corruzione e malaffare ma travolse anche tanti destini , dedicato ai giovani c’è
Lettera a un figlio su Mani Pulite, scritto da uno dei protagonisti principali: l’ex
giudice Gherardo Colombo. Infine, per una rivisitazione ultra critica, da leggere
Novantatre. L’anno del terrore di Mani Pulite, di Mattia Feltri.

Sergio Moroni, Gabriele Cagliari, Raul
Gardini: sono i suicidi più eclatanti di
un’inchiesta che ha travolto diverse vite

BEPPE M INELLO
TORINO

.

Pierpaolo Vettori (Le sorelle Soffici). Qui lo scenario, forse perché osservato da una certa distanza storica, è trasfigurato
narrativamente fino a evocare
le icone del gotico come il medico Polidori o Mary Shelley.
Tangentopoli è una storia
horror, non c’è dubbio. Ma resta
difficilmente rappresentabile,
proprio perché nell’immaginario italiano è una presenza ossessiva fra vecchi e nuovi media, instant book e saggistica più meditata; che divide fra slanci generosi e fallimenti, tifoserie e caserme ideologiche; che impone la

«Sì. Ricorda la questione morale
di Berlinguer? Certo, ci sono stati
alcuni episodi penalmente rilevanti, ma sono state eccezioni».
Ma il sistema delle cooperative?
E lei accusato di essere l’uomo
dal quale passare per ottenere il
beneplacito del Pci in appalti e
affari?

«Ho sempre sostento che le
cooperative, occupando il 25%
della forza lavoro, dovessero
ambire al 25% degli appalti...».
Ecco, gli appalti...

«Erano gli altri a truccarli».
Lei è stato sospeso dal Pd: che
pensa di ciò che sta accadendo?

«I dirigenti abbiano consapevolezza dello strumento che
hanno i mano, un’opportunità
che la storia non offrirà più».
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dialettica amico-nemico e rilancia instancabilmente i suoi schemi sulle nuove vicende della Seconda Repubblica, grazie anche
al volano dei nuovi media: se pure, al fondo, con qualcosa di eternamente ingenuo. Il giornalista
Piero Colaprico (a sua volta giallista di successo) è stato con tutta probabilità il primo a usare
questo termine, a proposito di un
«piccolo» scandalo che gli parve
una storia degna di Paperino.
Forse però la magica parola
incubava nell’aria da un po’ di
tempo e da parecchi scandali,
piccoli e grandi. Nel ‘91 arrivò
nelle sale Il portaborse di Daniele
Lucchetti, dove Nanni Moretti
interpreta con straordinaria antipatia un ministro corrotto.
L’immaginario di Tangentopoli
ha ancora quella faccia.
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STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

LUIGI GRASSIA
INVIATO A REYKJAVIK

A

Last Minute
A Putignano
il Carnevale
è una cosa seria
FRANCESCO RIGATELLI

M

artedì grasso è il 28 febbraio, ma a
Putignano in Puglia il Carnevale è
iniziato il 26 dicembre ed è il più lungo
d’Europa. Le sfilate principali si tengono le
domeniche 19, 26 e appunto il 28. Gli artigiani
della cartapesta per questa 623a edizione
affrontano il tema dei mostri. I professionisti
che rendono possibile il Carnevale sono sette.
Ottengono la cartapesta da fogli di giornale che
lavorano con una colla cucinata mescolando
acqua e farina. Un
materiale povero da
cui con tanta
passione nascono i
carri allegorici. Un
risultato cui si
arriva anche grazie
alla forza della
comunità: tutti i
cittadini collaborano
mettendo da parte i
quotidiani, la carta
migliore per la
cartapesta, mentre
molti volontari si sacrificano giorno e notte.
A Putignano sono attese 150 mila persone e
per la prima volta dal 2003 si paga il biglietto.
Visti i tempi ci sono barriere anti-tir, pattuglie
lungo le vie di accesso, agenti e militari nei
punti di osservazione privilegiati. Uno dei carri
è dedicato al mostro più grande: l’ignoranza.
Oltre alla chiancata, la lunga strada che in
passato univa le due porte d’accesso alla città
(Porta Barsento e Porta Grande) e alla centrale
piazza Plebiscito, da scoprire i dintorni: le
Murge dei trulli, il santuario di Monte Laureto,
le grotte di Castellana, Noci, Alberobello, Gioia
del Colle, l’Oasi Barsento e il parco
archeologico di Monte Sannace.
francesco.rigatelli@mailbox.lastampa.it
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i limiti delle possibilità
umane: è verosimile
programmare
un
weekend in Islanda come si fa
con Parigi o Londra o Barcellona? Le distanze sono quasi
transcontinentali e bisogna anche cambiare aereo a Copenaghen. Eppure ce la si fa, a due
condizioni: barare un po’ stiracchiando i tempi del fine settimana (quattro giorni anziché
tre, compresi i voli) e scegliere
un obiettivo preciso e andarci a
bersaglio come una pallottola.
Noi abbiamo scelto di puntare
sull’Islanda di Snorri Sturluson, cioè sul Paese delle grande
letteratura nordica, dei vichinghi, di Thor, delle saghe e della
famosa Edda scritta (appunto)
da Snorri. I posti da visitare sono concentrati attorno a
Reykjavik e questo facilita la vita; ma per raggiungerli si passa
accanto a geyser, fiordi, ghiacciai e crateri vulcanici, così
strada facendo si gusta un assaggio dell’Islanda tutta. La ciliegina sulla torta è che l’inverno è il periodo di massimo
splendore delle aurore boreali.
Certo per vederle bisogna anche essere fortunati perché la
meteorologia islandese è capricciosa e imprevedibile. Ma
non preoccupatevi per il freddo: la zona di Reykjavik è lambita dalla corrente del Golfo e le
temperature medie invernali
non sono diverse da quelle italiane, attorno allo zero.
Un delitto del Medioevo

Dunque, Snorri Sturluson. Costui fu un grande scrittore e
raccoglitore di tradizioni; molto di quello che sappiamo degli
dèi e degli eroi vichinghi si deve
proprio al lavoro di Snorri,
l’«Omero del Nord». Ma Snorri
fu anche un tipaccio, tipico
esemplare umano del suo Paese e del suo tempo, protagonista di trame politiche e di faide
all’arma bianca di cui alla fine
fu vittima lui stesso. La sua fattoria, dove lo hanno ammazzato nel 1241, si trovava nella località di Reykholt. Qui c’è la vasca
rotonda, di pietre levigate, dove Snorri faceva il bagno conversando con gli amici. C’è anche il tunnel di collegamento
fra casa e vasca dove un sicario
del re di Norvegia lo ammazzò.
Nell’adiacente Snorri Museum,
che si trova nel sotterraneo di
una chiesetta, si racconta di
tutto e di più. Non sono gli Uffizi, ma questa è l’Islanda.

Thingvellir, la zona vulcanica dove si riuniva l’Althing islandese. In basso a destra un manoscritto dell’Edda di Snorri

Il cerchio d’oro d’Islanda
Benvenuti a casa di Thor
Sulle tracce dell’Omero del Nord, Snorri Sturluson
che scrisse saghe degli dèi e degli eroi vichinghi
Snorri è stato più volte presidente dell’Althing, la massima
carica a cui potesse aspirare un
islandese nel Medioevo. Questo
Althing era il parlamento dell’isola e il luogo delle riunioni è
un posto mozzafiato, un magnifico anfiteatro vulcanico (tutta
l’Islanda è figlia dei vulcani). Si
trova nel parco nazionale di
Thingvellir, che è una delle tappe del cosiddetto Cerchio
d’Oro, un percorso di 300 chilometri nella zona di Reykjavik. Il
Cerchio d’Oro realizza la promessa di gustare un assaggio di
Islanda in una sola giornata.
Un’altra tappa del Cerchio è ai
geyser di Geysir (questo ha dato nome a tutta la categoria) e
di Strokkur. Poi c’è la cascata di
Gullfoss che si getta in un

La scena
del crimine
A Reykholt
c’è la vasca
in cui Snorri
faceva il bagno
La porticina
chiude
il tunnel dove
fu assassinato

canyon. Altre soste sono presso
il cratere vulcanico di Kerid, la
cittadina di Hveragerdi, la cattedrale di Skálholt e alcune località termali. Il Cerchio d’Oro,
la casa di Snorri a Reykholt, il
fiordo di Hvaldfiordur e altre
cose ancora si possono trovare
inserite in pacchetti come il
«Saga Trail» di due giorni of-

ferto da un’agenzia locale. Nella
capitale è da vedere il Saga Museum che racconta tutta l’epopea del Grande Nord.
Le letture

Il viaggio sulle tracce di Snorri
Sturluson è da accompagnare
con le letture giuste. In italiano
è disponibile l’Edda di Snorri

LA STAMPA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

.

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Consigli ai Viaggiatori
Lione accende le sue mille luci
sull’arte e il buon mangiare
Non solo musei e biennali, sta per nascere la Cité de la Gastronomie
Nell’attesa un viaggio tra «bouchon», bistrot e ristoranti stellati
ROCCO MOLITERNI
a prima volta che sono
stato a Lione, alla fine
degli Anni 70, non avevo
mai mangiato le lumache. Le
assaggiai in un bistrot nella zona degli ospedali e ne rimasi
incantato. L’ultima volta che ci
sono stato, due settimane fa,
ho invece mangiato le cosce di
rane fritte a Les Halles Bocuse
(il mercato coperto cittadino
dedicato allo chef icona non solo di Lione ma dell’intera cucina francese) e ho ritrovato
l’emozione delle lumache di
tanti anni fa. Allora era agosto
e la città aveva un aspetto quasi surreale, con le stradine vuote e i negozi chiusi, ma di aperto c’era un supermercato sotto
il neonato grattacielo di Part
Dieu, dove mi colpirono i banchi delle «charcuterie» (la traduzione salumeria è riduttiva)
con «cose» per me sconosciute
come le «quenelle» (sorta di
polpette di luccio) e le «andouillette» (salsicce di trippa),
tipiche di Lione. Altrettanto
sconosciuta mi era allora Isabelle Huppert, di cui vidi, unico spettatore in una saletta
con le poltrone di velluto (non
dimentichiamo che da Lione
vengono i Fratelli Lumiére, inventori del cinema), la «Dentélliere», il suo film d’esordio in

Francia

L

S
©MARTIN SHUTTERSTOK

(Adelphi) mentre l’«Edda poetica» si trova su Internet. Case
editrici specializzate, come
Iperborea ma anche altre, hanno tradotto le più famose saghe
d’Islanda, a loro volta rintracciabili in gran numero sul web
in inglese o addirittura in italiano. Allargando la visuale, è stata tradotta nella nostra lingua
anche la saga dei re di Norvegia
di Snorri Sturluson, al pari della storia dei danesi di Sassone
Grammatico e di quella complessiva del Grande Nord di
Adamo da Brema. È curioso
che invece la Svezia, Paese oggi
così colto, per buona parte del
Medioevo abbia prodotto solo
iscrizioni in caratteri runici su
stele funerarie, e quasi tutte
brevissime, del tipo «Helga fece
questo per Erik che non tornò
dalla Rus». Comunque il 90%
dell’antica letteratura «norrena» è stato scritto proprio qui,
nella lande islandesi che stiamo visitando. L’introduzione
migliore a questo mondo è il libro di Jorge Luis Borges Letterature germaniche medievali.
Mentre un bel romanzo recente, Il canto del ribelle di Joanne
Harris, racconta i miti islandesi dal punto di vista di Loki, il
più stravagante e incontrollabile degli dèi nordici. E ci azzardiamo a dire che il film Thor
(2011) ambientato fra Asgard e
la nostra Terra, con una trama
piena di ironia, sarebbe piaciuto anche a Snorri Sturluson.
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© MARIE PERRIN

Il vecchio ospedale
dell’Hôtel-Dieu
diventerà un tempio
della cultura
enogastronomica
cui era una giovane merlettaia.
Sono da allora tornato varie
volte a Lione e la città mi ha
sempre sorpreso, proprio perché di volta in volta cambiava
interpretando ruoli sempre diversi proprio come la Huppert,
che nei suoi film non è mai la
stessa. C’è la città della seta
nelle stradine intorno alla Croix
Rousse, dove un tempo era un
pullulare di telai nelle stanze
dalle alte finestre per catturare
la luce (tra l’altro le vedove dei
tessitori, sono le Mêres cui si

Qui sopra
l’immagine di
un Bouchon
ossia
di un locale
dove si può
gustare la
cucina
tradizionale
lionese
In alto una
veduta della
città vecchia

deve la nascita della cucina lionese tradizionale). C’è la città
«delle luci», che risplende a dicembre con la Fête des Lumières, quando «ogni cosa è illuminata», dalle facciate dei palazzi alle stradine del centro
storico (i lionesi sono riusciti ad
esportarla anche in Congo e in
Canada). E c’è la città della
danza e dell’arte contemporanea che vive il suo apice nella
Biennale alla Sucrière: quest’anno si apre il 20 settembre e
a curarla, con il direttore Thierry Raspail, sarà Emma Levigne
direttrice del Centre Pompidou
di Metz. Il tema annunciato è
impegnativo: «Chi siamo?».
Ma Lione è anche la città dell’architettura con un intero
quartiere di alberghi, uffici e
musei disegnato negli Anni 90
da Renzo Piano. Molto più di recente nella zona della «confluence», ossia dove si incontrano Rodano e Saona, archistar di
tutto il mondo hanno firmato
edifici di ogni tipo, tra cui un avveniristico musée Des Confluences dedicato all’antropologia, alla storia naturale e alle
culture dei vari Paesi. E tra due
anni Lione vedrà nascere la Cité Internationale de la Gastronomie, un’operazione da 240
milioni di euro, che trasformerà
l’immenso ospedale di carità
dell’Hôtel-Dieu in un susseguirsi di alberghi, centri congressi,
ristoranti e spazi dedicati alla
cultura del cibo e dell’alimentazione. Con quest’operazione
che coinvolge anche città vicine
come Valence, Lione si candida
ad essere la capitale mondiale
della gastronomia. Difficile
mettere in dubbio che abbia le
carte in regola per giocarsi questa scommessa: basta perdersi
per strade e piazze per capire

Gli eventi

La nuova Cité
È prevista a dicembre 2018 l’apertura de
La Cité Internationale de la Gastronomie
che occuperà con biblioteche, musei e
iniziative dedicate al cibo una parte del
vecchio ospedale Hôtel-Dieu di Lione.

Il Bocuse d’or a Torino
Il vincitore del Bocuse d’Or 2017 è stato
l’americano Mathew Peters. Nel 2018 la
semifinale europea si disputerà al
Lingotto di Torino, mentre le selezioni per
il concorrente italiano saranno ad Alba.

quanto il buon mangiare sia nel
suo Dna. E non solo e non tanto
per Bocuse, che da cinquant’anni ha tre stelle Michelin, e ha
creato un istituto di formazione
e vari bistrot, ma perché la città
offre una gamma di proposte
per ogni gusto e tasca. È da provare innanzitutto la cucina tradizionale dei «bouchon», le
trattorie che devono rispettare,
per potersi fregiare del nome,
regole precise. Io ho mangiato
superbe andouillette gratinate
al Café du Peintre di Florence
Perier. Ma per chi cerca nuovi
gusti Lione offre le cucine dei
giovani «rampanti» di quella
che si chiamava «bistronomie»,
come il trentaduenne Mathieu
Rostang-Tayard del Caffè Sillon: mi ha sorpreso tra l’altro
con un dessert con agrumi mai
visti prima. Alla fermentazione
di funghi giapponesi si dedica
invece Huberg Vergoin, del ristorante Substrat, mentre un
tocco orientale e femminile si
trova al Kitchen Café di Connie
Zagora. Non si possono però dimenticare gli stellati come
Christian Têtedoie, nel suo locale sulla collina che domina Lione, o come Mathieu Viannay,
del bistellato Mêre Brazier. O
ancora il tristellato Regis Marcon che tra l’altro è il presidente del comitato che organizza la
Cité de la Gastronomie. In più ci
sono manifestazione come il
biennale Sirha, salone internazionale della ristorazione e dell’hôtellerie (si è appena concluso) che ospita le finali della coppa del mondo di pasticceria e
del Bocuse d’or, il torneo internazionale per chef emergenti.
Insomma come di Isabelle
Huppert anche di Lione è difficile non innamorarsi.
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STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

N
Doctor Chef
A febbraio i peperoni
uscivano dal barile
FEDERICO F. FERRERO

S

ono dovuto arrivare alla maggiore età per
capire che, nella conservazione «sotto
rapa», la radice della brassicacea non
c’entra nulla. La «rapa» in piemontese è infatti
il raspo d’uva, la vinaccia, il grappolo appena
pressato. Più avanti ho scoperto che in effetti,
in Friuli, i tuberi della rapa vengono fatti fermentare nelle vinacce, dove si trasformano
nella tradizionale «brovada»; ma questa è
un’altra storia... Sotto rapa mia nonna metteva
invece i peperoni. Belli maturi, venivano lasciati al sole per tre giorni e poi, scartati quelli che
presentassero il minimo segno di marcescenza, un po’ avvizziti ma ancora sodi, venivano
impilati in una damigiana a collo ampio, alternati a strati di vinacce, acqua e poco sale. Poi
arrivò la chimica nei campi, le vinacce persero
i loro lieviti naturali e si iniziò ad aggiungere
l’aceto. Ma, un tempo, la «rapa» conservava
sulla propria superficie i lattobacilli che, in
poco più di un mese, sviluppavano sostanze
acide capaci di dare agli ortaggi sapore e durabilità: ancora oggi, nei Balcani, conservano
così qualsiasi cosa. A febbraio le giornate si
allungavano, la neve non faceva più paura, si
imbottigliava il primo vino, e si aveva già voglia
d’estate. E i peperoni sotto rapa uscivano dal
barile. Fulvio Pierangelini mi ha insegnato a
provarli con sgombro crudo, sale, pepe e un po’
di timo. Ma mia nonna ci metteva solo un po’
d’olio, chiudeva gli occhi, e faceva un salto
avanti nel tempo di almeno sei mesi buoni.

on è mai facile valutare gli
Amarone. E questo ci tocca
ogni anno, quando a Verona
viene presentata la nuova annata ai
giornalisti. Bene, per l’anteprima
2013 è stato più facile, anzi entusiasmante, perché l’esito di un assaggio di 80 campioni ha dato conferme, ma anche spigolature diverse
di questo vino frutto dell’appassimento di uve corvina, molinara e
rondinella. Ora, se in passato si rimaneva colpiti dalla rotondità degli Amarone (che è la sensazione
portata dall’alcol, piuttosto presente), in questa annata s’è distinto il
territorio nelle sue diverse sfaccettature, ed ha prevalso quella che si
chiama eleganza. Detto questo, per
evitare un elenco noioso di Amarone ottimi (sono davvero tanti e per
sfizio e curiosità si butti un occhio
al portale ilGolosario.it), ne elenco
tre che mi hanno sorpreso oltremisura. Il primo è una vecchia conoscenza: Viviani di Negrar in piena
Valpolicella. Dai loro 10 ettari ot-

In cantina
PAOLO MASSOBRIO

Le eccellenze
dell’Amarone 2013
ROCCOLO GRASSI
VIA SAN GIOVANNI DI DIO, 19
MEZZANE DI SOTTO (VR) TEL. 045 8880089
UNA BOTTIGLIA DI AMARONE DELLA VALPOLICELLA
2013: 60 EURO

tengono 80 mila bottiglie e questo è
per me l’Amarone 2013 che battezzo «dell’eleganza». Un Amarone da
amare, che ha un profumo (da profumeria) soave di frutti rossi; in
bocca scende come seta, mostrando scalarmente pienezza, freschezza e poi quella tannicità calibrata,
prepotente e presente, che ne fa un
sorso di vera goduria. Sorpresa è

stato poi il campione di Tenute Falezza che ha sede in Verona e vigneti a Mezzane e Marcellise, per 15 ettari. Fanno 90 mila bottiglie e mi ha
colpito, nel dialogo successivo, scoprire fierezza, anzi umile certezza
circa il loro Amarone. Che battezzo
«Della speziatura». La senti al naso
che scalpita, prima di rivelarsi sorso pieno ed equilibrato con un tannino vivo che sembra far ballare le
spezie. Un’unicità. Infine l’Amarone che incorono il migliore di tutti,
l’outsider. Ed ha tutto ciò che ti
puoi aspettare, con un surplus. E’
potente in intensità olfattiva, speziato e rotondo, ampio di spalle larghissime, tannico e complesso, nel
senso che in bocca ti offre mutevoli
sensazioni di puro piacere. Siamo a
Mezzane di Sotto: 14 ettari per 50
mila bottiglie (quindi basse rese, da
vigne di un cru che dà il nome all’azienda) curate come figli da
Francesca e Marco Sartori. Ma come è possibile fare un vino così?

Il bello & il buono
Souvenir
n Ingrediente principe di un piatto da sogno, l’

«uovo di selva» nasce in Valtellina in un bosco di
castagni grande un ettaro dove le galline vengono allevate in un’azienda biologica, libere di becchettare dormire e deporre le uova quando dove
e come vogliono, con integrazione di sola frutta e
verdura (Azienda Agricola La Gramola,via Ganda
80,Morbegno,SO,349 4353296 )
[E. RAS.]

L’albergo

L

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Mister Chef
Raciti, la nouvelle vague
della cucina meridionale

«D

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Le pagelle di Raspelli

ROCCO MOLITERNI
a siciliano sembrerà strano, ma ho
scelto questo piatto per rappresentare le mie esperienze lavorative più importanti, quelle che, nella mia formazione e nel mio “sentire” hanno segnato sia la
mia vita professionale che personale». Così
Giuseppe Raciti dello Zash di Riposto in provincia di Catania si è presentato al contest
organizzato dalla rivista online «Cronache di
gusto» per designare il miglior chef under 30
del Sud. Vi hanno partecipato 10 talenti di
Calabria, Puglia, Campania e Sicilia (peccato
non ce ne fosse nessuno lucano: la Basilicata è
forse con il Molise l’unica regione a non avere
chef stellati e da manifestazioni come questa
si possono intravedere spiragli). «Sono felice
di presentarvi - ha raccontato Raciti - la mia
“Variazione di agnello” perché ogni singolo
elemento rappresenta un ricordo, una lezione
di cucina, un momento magico o un momento
terribile, ma di crescita professionale». E il
suo piatto in cui comparivano un tortello di
pasta farcito di carne di stinco, una costoletta
alla Villeroy, un controfiletto e una tartare di
filetto d’agnello pur con qualche sbavatura ha
convinto la giuria presieduta da Mauro Uliassi. Una menzione speciale è andata al campano Valentino Buonincontri di Damà a Marigliano con la sua pasta mista («mesca francesca» la chiamano a Napoli) con cavolfiore,
ostrica e caffè. A giudicare dai piatti in concorso (si andava dagli antipasti ai dessert) la
cucina del Sud è in buone mani, anche se
l’ansia da prestazione in situazioni come
questa può giocare qualche scherzo.

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Uovo di selva
e stinco di maialino
Val Chiavenna: un locale dove la fantasia si sposa con il gusto
Il ristorante

S

ono due le ultime gastrosciocchezze della Guida
Michelin. Per prima cosa
la recentissima iniziativa: accordarsi con alcuni ristoranti
(anche questo qua), proporre ai
clienti un menu con lo sconto e
farsi da intermediario. In questo modo la più vetusta guida
gastronomica si riduce così a
succursale di un Groupon qualsiasi (a parte i dubbi di questa
collaborazione tra i giudici e
l’oggetto della loro critica!!!).
Altra sciocchezza la dizione
sulla guida di «cucina creativa»
per la Lanterna Verde. Certo, la
presentazione dei piatti si ispira a colore e coreografia; certo,
i dettami estetici della Nuova
Cucina Italiana ispirata alla
francese di Gault&Millau e Bocuse ed insegnata agli italiani
dal 1977 da Gualtiero Marchesi
ci sono anche qui ma con una
differenza: qui si mangia, qui ci

sono i sapori, qui la fantasia non
prevarica il gusto, il buon gusto.
Per prima cosa un applauso agli
eroi: perché Villa di Chiavenna
non è certo in fondo al mondo
ma il turistico lago di Lecco a
Sud e Saint-Moritz a Nord non
sono poi così vicini. Lavorare,
qui, in particolare lungo la settimana e nei mesi menu turistici,
è davvero da eroi.
Avrete superato Chiavenna,
patria della brisaola (si scrive
proprio così, con la i!), si supera
quel presepe che è Villa di Chiavenna e si devia sulla destra dalla Statale che vi farebbe entrare
in Engadina; si scende, si supera
uno stretto ponticello ed eccovi
nel grande comodo parcheggio

riservato di questa ampia casa
di leccornìe. All’opera vari familiari: due fratelli, una sorella, un
figlio, una moglie che si dividono
tra la ghiotta cucina e la rustica
raffinata sala da pranzo. Sbocconcellando pani e grissini fatti
quasi tutti in casa, eco la soave
schiuma della «pasta e fagioli» e
poi l’invitante trittico della trota
(allevata da loro, sul retro), l’imperdibile «uovo di selva» nel
carciofo fritto, l’assaggio di animelle e verdure in tempura e il
meraviglioso stinco di maialino
(secondo solo a quelli spagnoli
dei fratelli Roca di Girona e del
Botin di Madrid). Pranzo medio
completo alla carta con 80-90
euro e menu degustazione a 4755-65 euro.

a capitale dell’Engadina sta facendo gli
ultimi preparativi per
le Olimpiadi della Neve. E
voi la raggiungete da Torino
o Milano salendo la lunga
ma facile strada che arriva
dal lago di Lecco e Chiavenna. Superate la lussuosa
colata di cristallo e cemento
del cuore di St. Moritz,
tenete sulla destra l’aeroporto e fiondatevi dopo un
quarto d’ora in quell’elegante raffinato deliziosamente
appartato centro storico del
villaggio di Madulain, facile
da raggiungere ma immerso
nel verde o nel bianco sterminati (occhio: è facile una
minima di 20-25 gradi sotto
zero, ma senza l’umidità
taglia ossa di altrove).
Italiana la gestione di direttori e proprietari di alberghi (tra Roma, Ponte di
Legno, lago di Garda),
italiana anche la proprietà
di questa casa massiccia
che ha secoli di storia.
Un piccolo dehors per un
aperitivo se la temperatura
lo consente, poi bellissimi
ambienti moderni eleganti
fascinosi attorno alla dozzina di camere, spesso riempite di VIP mondiali che
adorano la riservatezza.
Servizio familiarmente
accurato , ristorazione di
ricerca, piccolo centro
benessere, ascensore tutto
cristallo per momenti di
relax e bellezza.
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15/20

LA STAMPA

Come orientarsi

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

.

Società .29

Il sestante

Il principio fisico

Effemeridi Nautiche

Il sestante è uno strumento che permette di misurare l’angolo di un
oggetto celeste (il Sole, la Luna, una stella) rispetto all’orizzonte.
Il nome deriva dal fatto che una delle parti principali
dello strumento è costituita da un settore circolare
ampio 60°, ovvero un sesto dell’angolo giro

Il sestante è uno strumento a riflessione, che sfrutta un principio
ottico scoperto da Isaac Newton secondo cui «se un raggio luminoso
subisce una doppia riflessione in uno stesso piano, l’angolo
con cui il raggio viene deviato è il doppio dell’angolo
formato dalle superfici riflettenti»

Per la navigazione astronomica ci va anche il cronometro per
conoscere l’ora di Greenwich e le Effemeridi Nautiche, un almanacco
che fornisce ora del passaggio in meridiano di Venere, Marte, Giove e
Saturno e la coascensione delle 66 stelle più importanti
(in foto una carta stellare)

Personaggio
FABIO POZZO
GENOVA

è un italiano che ha fatto tornare a guardare
le stelle agli americani.
E’ un ufficiale della Marina militare, che, nell’era dei satelliti e
dell’elettronica più avanzata, ha
riacceso il planetario spento da
anni dell’Accademia navale di
Annapolis, il college del Maryland che sforna i guardiamarina
dell’Us Navy, e si è rimesso a distinguere le costellazioni del
Piccolo e Grande Carro piuttosto che di Cassiopea e a ricercare la Polare.
Alessandro Rinaldi è un siciliano di Siracusa, ha 46 anni, si è
sposato in America, è padre di
due bimbi piccoli. Ha frequentato l’Accademia navale di Livorno, conseguito in Texas e Florida i brevetti di pilota di elicotteri per poi far parte dei reparti di
volo. Ha compiuto missioni, si è
imbarcato, è stato al comando
di unità navali e ha anche prestato servizio presso lo stato
maggiore. Un percorso importante ma non inusuale per un
ufficiale che oggi indossa i galloni di capitano di fregata. Quel
che quest’uomo non poteva sapere, però, è che sarebbe entrato anche nel grande libro della

C’
Tra l’Italia
e gli Usa
Alessandro
Rinaldi è un
siciliano di
Siracusa, ha
46 anni, si è
sposato in
America, è
padre di due
bimbi piccoli.
Ha il grado
di capitano
di fregata

L’italiano che insegna all’Us Navy
a guardare il cielo stellato
Un ufficiale di Marina siciliano per i cadetti dell’era dell’elettronica
“Bisogna sapersi orientare con gli astri nel caso il Gps ci abbandoni”

MARINA MILITARE ITALIANA

Capitano
di fregata
Ha frequentato
l’Accademia
navale di
Livorno,
conseguito in
Texas e
Florida i
brevetti di
pilota di
elicotteri
oggi è direttore
dei corsi della
scuola per
allievi
sottufficiali
della Marina
italiana alla
Maddalena

storia della Marina militare degli Stati Uniti.
Il Glonass

E’ successo questo. Più o meno
intorno al 2006 la Russia decide
di togliere un po’ di ruggine al
suo sistema di posizionamento e
di navigazione satellitare, il Glonass, una costellazione di 24 satelliti in orbita più o meno equivalente e sicuramente concorrente del Gps americano (che di
satelliti ne ha 31): sono quelle reti nate negli Anni 70 per scopi
militari, aperte poi su alcune
frequenze anche all’uso civile (il
Gps negli Anni 90, il Glonass nel
2007), ove i satelliti dialogano
con terminali mobili e ricevitori
a terra tramite segnali radio e ci
consentono ad esempio di sapere dove siamo con l’auto pigiando un tasto del navigatore. Mosca dunque investe milioni di rubli per affinare e superare i problemi di accuratezza del suo
Global’naja Navigacionnaja

Tradizione
«La Marina
militare
italiana non
ha mai
abbandonato
la navigazione
astronomica,
che fa parte
delle materie
dell’Accademia
navale di
Livorno. Il
sestante non è
mai sbarcato
dalle nostre
navi, anche per
una questione
di cultura
marinara»,

Sputnikovaja Sistema; nel 2011
Putin stanzia addirittura un terzo del budget con le stellette. E
agli americani cominciano a
suonare i campanelli d’allarme.
La domanda che sorge Oltreoceano è semplice: che accadrebbe se il Gps smettesse di
funzionare? Magari sotto un attacco cyberterroristico, un’attività d’inganno di hacker? O, più
banalmente, perché il sistema
per qualche motivo va in tilt e si
spegne? Che succederebbe, ad
esempio, sulle plance delle tante
navi che solcano le acque del
globo e che si affidano ormai ciecamente ad esso? Commerciali
(il 90% delle merci si muove via
mare) e militari? Il quesito se lo
pone il Pentagono, che controlla
la rete, e naturalmente l’Us Navy. La risposta non è delle migliori, tanto che quest’ultima
corre subito ai ripari. Perché realizza che nessuno dei suoi giovani ufficiali, nati nell’era dell’elettronica, sapeva più guarda-

re le stelle per orientarsi in mare e usare il sestante per tracciare la posizione, uno strumento vecchio come il cucco, tipo
Master&Commander, che però
ha il pregio di essere invulnerabile alle cyber-minacce.
Navigazione astronomica

I corsi di navigazione astronomica erano stati infatti aboliti,
cancellati dai programmi di studio dei cadetti da almeno vent’anni. Risultato? Senza Gps,
ammetterà sulla Capital Gazzette il comandante Ryan Rogers,
vice capo del Dipartimento di
navigazione dell’Accademia di
Annapolis, «i nostri non saprebbero trovare la rotta di casa».
L’US Navy decide quindi di
ripristinare le lezioni di navigazione astronomica che aveva
mandato in naftalina. Ma si presenta un problema: non ci sono
nemmeno più insegnanti in grado di impartire questo tipo
d’istruzione. È a questo punto

che entra di scena il comandante Rinaldi. «La Marina militare
italiana non ha mai abbandonato la navigazione astronomica,
che fa parte delle materie da
sempre insegnate nei quattro
anni dell’Accademia navale di
Livorno. Il sestante non è mai
sbarcato dalle nostre navi, anche per una questione di cultura
marinara», spiega l’ufficiale,
che nel 2012 si trova così catapultato ad Annapolis (dal 1961
qui c’è un ufficiale della nostra
Marina Militare, in collegamento con Roma) per rinnovare
l’uso dell’arte perduta. «Abbiamo rimesso in moto il planetario, spento da tempo, e rispolverato i sestanti rimasti, che erano
stati esposti in bacheca come cimeli», racconta.
Rinaldi si ferma nel Maryland quattro anni. Torna a far
guardare le stelle ai cadetti
americani, tiene lezione (sarà
premiato come miglior docente della Divisione di sviluppo

professionale con il 2016 Colleen S. Smiley-Owendoff Teaching
Excellence Award, un riconoscimento che nella secolare storia
dell’istituto è stato assegnato a
un non americano solo due volte) insieme con un ridotto team
internazionale e organizza come capo dell’ufficio di addestramento anche la formazione
dei docenti.
La navigazione astronomica
ritorna materia obbligatoria
per tutti gli aspiranti guardiamarina, con un ulteriore approfondimento per coloro che s’imbarcheranno. «Le prime volte i
ragazzi sono rimasti sconvolti
quando ho spento il Gps. Poi, si
sono lasciati affascinare dagli
astri», ricorda l’ufficiale siciliano, oggi direttore dei corsi della
scuola per allievi sottufficiali
della Marina italiana alla Maddalena. «Del resto, la volta celeste è la cosa più bella che si può
vedere quando si è in mare».
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30 .Spettacoli

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

I suoi titoli

Personaggio

Una scena de
«I Vicerè», il
film del 2007
di Roberto
Faenza a cui
ha lavorato
Milena
Canonero

FULVIA CAPRARA
BERLINO

a festa italiana per Milena Canonero che, oggi
alla Berlinale, riceve
l’Orso d’oro alla carriera, si è
aperta ieri, all’Istituto italiano di Cultura, con una serata
speciale, voluta dal direttore
Luigi Reitani, in cui è stato
proiettato il film di Roberto
Faenza I Vicerè: «Quelli bravi
sono loro - dice subito la costumista vincitrice di quattro Oscar più un’infinita serie di premi e nomination -,
quando si lavora con persone
come Roberto, si ha la possibilità di fare quello che si
vuole, in questo caso abbiamo raccontato una grande
storia italiana, basata su un
magnifico libro».
In prima fila siede l’Ambasciatore Pietro Benassi, la sala è stracolma e, per arrivarci,
si attraversa l’area dove è allestita la mostra fotografica
dedicata a Marcello Mastroianni. Insomma, per una
volta, si respira, con orgoglio,
il clima della migliore tradizione cinematografica italiana: «Sono veramente felice di
essere qui - aggiunge la festeggiata -, spero che il film vi
piacerà».

L
Nella foto
a destra,
Milena
Canonero
con l’Oscar:
la costumista
nata a
Torino
nel 1946 vive
da diversi
anni
a Los
Angeles

4
Oscar
Milena Canonero è stata
premiata per
«Barry
Lyndon»
(1976), «Momenti di
gloria»
(1982), «Marie Antoinette» (2007) e
«Grand
Budapest
Hotel» (2015)

3
Kubrick
Milena Canonero
ha lasciato
il segno su tre
grandi film di
Stanley
Kubrick:
«Arancia
meccanica»,
«Barry
Lyndon» e
«Shining»

Una scena
di «Grand
Budapest
Hotel» di Wes
Anderson, con
cui Canonero
ha vinto il
quarto Oscar

La festa italiana per Milena Canonero
“Quelli bravi davvero sono i registi”
La grande costumista oggi riceve alla Berlinale l’Orso d’oro alla carriera
nimo romanzo di Federico
De Roberto, Faenza svela alcuni retroscena: «Sono un
regista fortunato, perchè riesco a fare film che altri autori
non riescono a girare. Al progetto dei Vicerè avevano pensato anche altri, ma non era

un film facile, anche perchè
era costoso e forse oggi film
così non si possono più realizzare».
Ma c’è dell’altro: «In Italia
non abbiamo totale libertà
d’azione e questo è dovuto alla presenza del Vaticano che

impedisce di portare a termine alcuni progetti... Ho girato
di recente un film dedicato a
Emanuela Orlandi, una ragazzina che viveva appunto in Vaticano, e ho avuto diversi problemi». L’autore dei Vicerè,
prosegue Faenza, era biblio-

tecario presso il Monastero
dei Benedettini di Catania: «È
stato un grande analista del
nostro Paese, ha capito molto
presto come sono fatti gli italiani, trasformisti, capaci di
cambiare spesso bandiera».

bile: «La storia dei negri in
America è la storia dell’America e non è una bella storia».
Realtà in bianco e nero e film
in technicolor, spezzoni di classici come Soldato blu e di musical alla Stanley Donen, filmati
di manifestazioni e di scontri
tra poliziotti e persone di colore
compongono il tessuto di un documentario potente e definitivo. Con I’m not Your Negro la
questione razziale ha un punto
di riferimento imprescindibile.
Le convinzioni di Baldwin possono essere confutate, qualcuno dirà che il film ha una tesi e
che non commuove, ma il valore
dell’opera è indubbio. Per le nu-

merose apparizioni di celebrità
(tra gli altri Marlon Brando,
Bob Dylan, Ray Charles) e perchè mette sul tavolo considerazioni amare con cui è impossibile non confrontarsi: «La storia
non è il passato, ma il presente,
e noi siamo la nostra storia».
Non a caso, nell’arco dell’ora
e mezza del film l’elezione del
Presidente Obama occupa lo
spazio di pochi secondi. Una sola immagine al rallentatore, per
sottolineare il senso di una parentesi fuggevole: «Il mondo
non è bianco, e non è mai stato
solo bianco. Il bianco è solo una
metafora del potere».
[F. C.]

Un ruolo di mediazione

Come più volte ha avuto occasione di ripetere, Milena Canonero non ama entrare nei
dettagli del suo lavoro, forse
perché è difficile descrivere
un ruolo che va ben oltre
quello di autrice dei costumi:
«Milena - dice Roberto Faenza - è, sul set, la persona che
affianca il regista con un impegno che è a lui molto vicino,
direi che è un po’ come un mediatore che sta la regia e la
produzione».
E tocca alla produttrice Elda Ferri raccontare che, proprio in Sicilia, durante la lavorazione dei Vicerè, Canonero
ebbe l’idea di facilitare l’impresa: «Decise che avremmo
allestito una tenda e che
avremmo lavorato lì». La signora dei costumi, che non
vuole essere chiamata signora, ma semplicemente Milena, sorride e annuisce.
Oggi l’aspetta una conferenza stampa, cui seguiranno
la cerimonia di consegna dell’Orso e poi la proiezione di
Shining di Stanley Kubrick, il
maestro con cui ha lavorato
anche per Arancia meccanica
e per Barry Lyndon .
Dei Vicerè, tratto dall’omo-

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Tra cinema e cronaca

Ecco il documentario su Baldwin
che sfida Fuocoammare all’Oscar
BERLINO

John Wayne e Sidney Poitier,
La capanna dello zio Tom e
Ombre rosse, le lacrime di Harry Belafonte al funerale di
Martin Luther King e i filmati
del pestaggio del tassista
afroamericano Rodney King.
Alla Berlinale è il giorno di
I’m not Your Negro, l’attesissimo documentario di Raoul Peck, quello che, secondo le previsioni, sarebbe il nemico più
temibile di Fuocoammare nella
cinquina in corsa per gli
Oscar. Accompagnato dalla
voce narrante di Samuel L.
Jackson, il film (il 22 marzo
nelle sale con Feltrinelli Real
Cinema in collaborazione con
Wanted) ricostruisce, sulla
base del testo incompiuto dello scrittore James Baldwin

Remember this House, la storia
del razzismo in America.
La chiave dell’epica impresa
è nell’autore, che compare continuamente sullo schermo ripreso durante incontri pubblici
e interviste tv, ma soprattutto
in una scelta felicissima. Nulla
meglio del cinema può raccontare l’immaginario americano,
il profondo sentire di una nazione, e allora ecco che, alle tesi di
Baldwin, fanno da puntuale riscontro spezzoni di film, spesso
famosissimi, che esplicitano la
natura del complesso rapporto
tra bianchi e neri in Usa.
Con la lucidità intellettuale
di un Pier Paolo Pasolini in versione afro-americana, Baldwin
individua nelle morti di Malcolm X, Martin Luther King e
Medgar Evers, il germe di una
violenza difficilmente sradica-

Una
manifestazione
per i diritti
civili con lo
scrittore
James
Baldwin (al
centro della
foto) nel film
«I’m not your
Negro»

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LA STAMPA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

edema non mi dà
più fastidio e anche
se per la prima volta da quando canto la voce mi
ha tradito, oggi sono pronto ad
affrontare le prossime 55 date
di un tour da 370 mila spettatori. Luciano Ligabue chiacchiera
volentieri al termine delle due
ore un quarto del primo live del
tour «Made in Italy – Palasport
2017». Come sottolinea più volte, questo viaggio musicale lo
condurrà anche in città e palazzetti italiani mai visitati prima,
uno sforzo produttivo importante che lo porterà praticamente a casa dei suoi fan: «Voglio che riescano ad apprezzare
al cento per cento il lavoro fatto
sull’ultimo disco».

«L’

“La sinistra mi delude, il cinema no
Dopo il tour farò il mio terzo film”
L’album “Made in Italy” al centro dello show ispirerà la sua sceneggiatura
Con questo concerto
andrò in città che non
ho mai toccato prima,
voglio farlo apprezzare
a tutti al 100 per cento
Capisco chi vota
5 Stelle: il reddito
di cittadinanza
oggi è la cosa più
a sinistra che c’è

Uscita prevista nel 2018

55
date
Per il tour
Made in Italy
- Palasport
2017, che si
chiude a
Cagliari il 26
maggio: tra
queste,
4-5 aprile al
Mediolanum
Forum (Assago) di Milano;
25-26 marzo
al 105 Stadium di
Genova;
28-29 marzo
al Pala
Alpitour di
Torino

Un concept-album con una storia che in fondo aveva in sé le
potenzialità per diventare un
film. Le 14 canzoni raccontano
un pezzo di vita dell’alter ego di
Luciano, Riko, e saranno la colonna sonora ideale per la terza
pellicola firmata dal rocker di
Correggio. «Dopo Radio Freccia
e Da zero a dieci – racconta - in
molti mi hanno chiesto di pensare a un nuovo film. Ma non
c’era una storia che mi convincesse, non ero ispirato. In Made
in Italy c’è tutto quello che serve e, ora lo posso dire: a maggio
inizierò la stesura della sceneggiatura; prevedo di
poter iniziare così a
lavorare a un film che
dovrebbe
essere
pronto per il 2018».
Claudio Maioli, manager e amico d’infanzia di Ligabue rivela:
«Luciano ha sofferto
per aver cancellato la
prima data di Roma
prevista per il 3 febbraio, ma il foniatra è
stato perentorio: “O
smetti di parlare per
almeno dieci giorni o
rimarrai afono per sei
mesi”. Per questa ragione, lunedì sera, il
Pal’Art Hotel di Acireale ha tenuto a battesimo il
suo nuovo spettacolo, che è diviso in due parti. «Ero abbastanza preoccupato per la tenuta di Luciano - commenta
ancora maioli - ma stasera ha
stupito anche me. Voce perfetta dall’inizio alla fine».
È la prima volta che Ligabue
divide lo show in due tempi. Nel
primo si ascoltano solo le canzoni dell’album Made in Italy,

Spettacoli .31

LIGABUE

Colloquio
LUCA DONDONI
ACIREALE (CATANIA)

.

Qui a fianco, Ligabue ad Acireale,
;da dove è ripartito dopo la sosta
per un edema alle corde vocali
ANSA

esattamente nella sequenza secondo cui appaiono sul disco;
nel secondo ci sono i successi di
una carriera. «Mi è sembrato
logico rispettare il racconto del
mio ultimo lavoro - racconta il
protagonista –, mentre la seconda parte potrebbe cambiare
ogni sera. Ci sono trenta canzoni che “ballano” a seconda del
mio umore o di quello della mia
band. Per la prima di Acireale

Qui sopra,
Luciano
Ligabue
durante il
concerto; nei
dieci giorni di
sosta forzata
dice di non
aver visto
Sanremo:
«Preferisco le
serie tv»

non ho preso nulla da Mondovisione e di Sopravvissuti o sopravviventi c’è solo Ho messo via. È
una scaletta che deve vivere di
emozioni».
Ligabue trasforma il concerto in uno storytelling coinvolgente: al termine di ogni brano
di Made in Italy dialoga con il
pubblico, spiega, intrattiene. E
alterna set elettrici a momenti
acustici con tutti musicisti
schierati sulla passerella che
entra nel cuore della platea.
Esattamente come per i passati
megaraduni di Campovolo o del
più recente Parco di Monza, la
scenografia è affidata a un megaschermo ad altissima risoluzione sul quale scorrono grafiche in 3D. «Questo uso dei megawall - spiega Maioli – ci permette di produrre visual che interagiscono perfettamente con
i brani. Tuttavia stiamo già
pensando al futuro: potrebbe
cambiare tutto».
Per la prima Ligabue ha voluto che il suo stylist gli trovasse
la stessa giacca che Mick Jag-

Il concerto
Tutto l’album
poi greatest hits
n Il concerto che Li-

gabue porta in giro
per l’Italia è diviso in
due parti: la prima è
l’esecuzione per intero dell’album «Made
In Italy» seguendo
l’ordine del disco; la
seconda un greatest
hits che cambia ogni
sera. Ad Acireale i bis
sono stati Certe notti»
e «Urlando contro il
cielo». L’incasso del
concerto del 27 aprile
a Reggio Emilia sarà
devoluto in beneficenza alle associazioni
Grade (Gruppo amici
ematologia) e Curare
(Maternità e infanzia).

ger ha usato nell’ultimo tour dei
Rolling Stones. Eppure Jagger
non è fra le rockstar citate in un
omaggio musicale: «Sì è vero, a
un certo punto dello show tiro
fuori i Doors, Dylan, gli Who,
Patti Smith ma non gli Stones.
Però, chi lo sa? Magari lo farò in
uno dei prossimi concerti».
Si definisce «simpaticamente di sinistra» e spiega di aver
voluto fare un disco come Made
in Italy «per raccontare l’amore
non corrisposto verso un Paese
che non funziona». È deluso
dalla politica ma non si considera un comunista col Rolex, come direbbero fedez e J-Ax:
«Avevo creduto che la sinistra
potesse occuparsi degli ultimi e
invece non lo ha fatto. Sono contento però di aver avuto quell’illusione. Sono cresciuto in una
famiglia comunista, però oggi
capisco chi vota 5 Stelle. Nel loro programma hanno chiesto il
“reddito di cittadinanza”, che è
la cosa più a sinistra che io possa immaginare oggi».
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Le storie
Amy Lee

Sarandon + Lange

LacantantedegliEvanescence
traduceFrancescaMichielin

Bette Davis e Joan Crawford
Pomeriggio in tribunale a Bologna
rivivono in tv con le star di oggi “Tutto ok, ci vediamo a Modena”

uscito anche sulle radio italiane Love Exists,
il singolo di Amy Lee, voce della band
americana Evanescence impegnata ora
nella carriera solista. Si tratta di una
versione inglese di L’amore esiste, tratto dall’album di20 di Francesca Michielin. La canzone porta le firme di
Fortunato Zampaglione e Michele
Canova. «Ero in Italia a girare un
video - racconta Amy Lee - e
l’ho sentita alla radio. La
canzone sembrava seguirmi ovunque. Non
ho potuto smettere di
ascoltarla: appena tornata a casa ho ricostruito il significato del testo e ho scritto la
mia versione in inglese».
[S. N.]

S

È

Amy Lee,
35 anni,
americana

usan Sarandon e Jessica
Lange nei panni di Bette
Davis e Joan Crawford (nella
foto a destra). Nella serie
Feud. Bette and Joan, in onda
negli Usa dal 5 marzo su FX,
rivive la rivalità che contrappose le due star della vecchia
Hollywood sul set di Che fine
ha fatto di Baby Jane?. Nemiche fin dagli Anni 30,
quando vennero scelte per quel film era noto il
loro caratteraccio e quanto si detestassero.
Unirle fu un atto coraggioso e sconsiderato. Diretta e ideata da Ryan Murphy (Glee, American Horror Story), la serie ha Brad Pitt come produttore esecutivo. Del cast fanno parte Catherine Zeta-Jones, Alfred Molina, Judy Davis, Kathy Bates e Stanley Tucci.
[A. MAR.]

Vasco Rossi

asco Rossi è stato sentito per
un’ora e mezza ieri in tribunale
a Bologna nel processo al suo ex
manager Stefano Salvati, accusato
di calunnia nei suoi confronti.
Uscendo da palazzo di giustizia ha
detto, riferendosi al concerto del 1°
luglio per cui ha già venduto 180 mila biglietti: «Tutto è bene quel che
finisce bene, ci vediamo a Modena e
sarà record mondiale». Dal banco
dei testimoni, Vasco ha parlato del rapporto con Salvati, regista di videoclip e brevemente suo manager,
che nel 2014 lo citò in giudizio civile chiedendo il pagamento della prima rata di un compenso di sei milioni in 30 anni, 200 mila euro annui. La Procura dispose una consulenza tecnica che concluse per la
falsità dell’accordo in possesso di Salvati.
[S. N.]

V

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

D

I film
del

Weekend

Facce
da
cinema
FULVIA
CAPRARA

PESSIMO
MODESTO
DISCRETO
BUONO
OTTIMO

Sulle punte o a cartone animato
L’importante è crederci davvero
determinata, fa parte in qualche modo di quella pattuglia.
Con «Ballerina», diretto da Eric
Summer e Eric Warin, e prodotto da
Laurent Zeitoun, Yann Zenou (gli stessi di «Quasi amici») e Nicolas Duval
Adassovsky, la gloriosa industria dell’animazione francese mette a segno
un altro dei suoi variopinti successi:
«Il progetto - spiegano i produttori risale al 2010, quando i registi ci pro-

Qui a fianco,
una delle
scene più
evocative di
«Moonlight»:
il film di Barry
Jenkins, che in
Italia è stato
presentato alla
Festa di Roma,
è candidato
a otto premi
Oscar, tra
i quali quello
per il miglior
film e per la
miglior regia
Gli Oscar
verranno
consegnati
il 26 febbraio
a Los Angeles

Drammatico

***
***
****
*****

anzare sulle punte, diventare
la prima ballerina dell’Opera
di Parigi, riuscire a fare «il passo per eccellenza», quel «grand jetè»
con cui le danzatrici principianti devono prima o poi confrontarsi. Gli
obiettivi sono chiari e la giovanissima
Félicie, confinata in un grigio orfanotrofio in Bretagna, nella Francia del
1899, alla vigilia dell’Esposizione Universale, ha le carte in regola per raggiungerli, anche se, come in tutte le
storie di crescita e formazione, dovrà
prima attraversare momenti bui e
prove impervie. D’altra parte
«Flashdance», «Karate Kid» e «Rocky»
insegnano, e Félicie, eroina esile ma

I ritmo vero
dell’esistenza

E

sordendo nella regia
con Conta su di me, il
drammaturgo e sceneggiatore Kenneth Lonergan si era subito assicurato
due nomination. Le cose sono andate ancora meglio con
Manchester by the Sea, film in
gara per sei Oscar che conferma la vena intimista-minimalista dell’autore newyorchese, l’interesse per i travagliati interni familiari.
Qui nel paesaggio invernale della cittadina del titolo siamo nei pressi di Boston - si
concentra un coro di ben individuati personaggi fra cui
spicca Casey Affleck: un uomo traumatizzato nel passato da una tragedia che gli impedisce di vivere il presente,
finché la morte del fratello che nel testamento gli affida
la tutela del figlio adolescente Lucas Hedges - non viene a
rimescolare le carte.
Affleck si cala con estrema naturalezza nell’autodistruttivo protagonista, Michelle Williams dà il massimo in un ruolo piccolo e tuttavia cruciale. Fra tristezza e
sorriso, Lonergan distilla il
dramma nelle pieghe del
quotidiano prendendosi tempi forse troppo lunghi, ma
funzionali a restituire il ritmo della vita com’è.
[A. LK.]

MANCHESTER BY THE SEA
Di Kenneth Lonergan
Con Casey Affleck, Lucas Hedges,
Michelle Williams
Usa 2016

****

Drammatico

“Moonlight”, tre vite e un’identità
Barry Jenkins racconta il percorso di formazione di un ragazzo di colore gay
ALESSANDRA LEVANTESI KEZICH

S

e nella lista dei candidati
Oscar di quest’anno troviamo una nutrita rappresentanza afroamericana, non è
solo perché l’Academy dopo le
polemiche sulle statuette
«SoWhite!» del 2016 si è affrettata a cambiare un paio di regole dello statuto.
Il fattore qualità resta comunque determinante: e Moonlight non ha conquistato tre
Golden Globe e otto nomination
in virtù del colore della pelle
dell’autore e degli interpreti.
Nella sua poetica esilità, l’opera
seconda del 35enne Barry
Jenkins ha vari motivi di interesse, a partire dal fatto che all’implicita domanda «Cosa significa essere nero nell’America di oggi?» risponde con il ritratto giocato fuori dagli stereotipi di un giovane gay, dimostrando che la questione del-

Da stasera su Sky Uno torna «E poi c’è Cattelan»,
il late show presentato da Alessandro Cattelan
Primo ospite: Robbie Williams

N

o, E poi c’è Cattelan
non è una serie tv. Ci
perdoneranno gli appassionati del genere, ma
oggi, e solo per oggi, parleremo di questo, del ritorno –
attesissimo per qualcuno –
del late show di Sky Uno. Abbiamo deciso così perché,
per una volta, anche noi abbiamo un programma da
contrapporre ai vari Tonight
Show, Late Night Show, Last
Week Tonight e Late Late
Show americani.
E poi c’è Cattelan, diventando quotidiano, abbraccia
la missione, sempre più difficile, di parlare di attualità. E
quindi, tra ospiti più o meno
famosi, tra attori, cantanti (il
primo è Robbie Williams e fatto assolutamente eccezionale per gli standard italiani -

l’identità di un uomo di colore è
tema complesso e non banalmente riconducibile a livello di
problemi di razza.
All’origine c’è soggetto teatrale, In Moonlight Black Boys
Look Blue, nel quale il drammaturgo in ascesa Tarell Alvin McCraney, coetaneo del regista e
come lui natio di Miami, ricorda
la sua esperienza di adolescente omosessuale alle prese con i
pregiudizi e la violenza di un
ambiente nero machista. Del
testo il film mantiene la divisione in tre capitoli che sull’arco di
una ventina d’anni vanno a tratteggiare il percorso di formazione di Chiron (incarnato da
tre attori secondo l’età): all’inizio un bambino gracile e silenzioso, afflitto da una madre tossicomane (Naomie Harris) e
perseguitato dagli omofobi
compagni di scuola, che trova
qualche conforto nel legame
con il paterno spacciatore Juan

(Mahershala Ali); mentre nel finale è divenuto un muscoloso
adulto, duro di modi e tuttavia
sempre interiormente vulnerato, in cerca di se stesso.
Nella trasognata fotografia
di James Laxton, il sobborgo di
Miami dove si svolge la storia
acquista un’onirica valenza di
realtà rievocata; e Jenkins possiede un’indubbia capacità di
suggerire gli stati d’animo attraverso il fluido scorrere di immagini ben contrappuntate dalla ricca colonna musicale curata da Nicholas Britell.
Lungi dall’aspirare a romanzesca solidità, Moonlight vibra
di un’emozionale corda lirica,
ed è questo il registro su cui sintonizzarsi per apprezzarne l’innovativa sensibilità.
MOONLIGHT
Di Barry Jenkins
Con Trevante Rhodes, Naomie Harris,
Mahershala Ali
Usa 2016

****

Fermo
immagine
CLAUDIA FERRERO

ronti a ridere? Senza grandi
pretese? «Absolutely
Fabulous» strapazza il
mondo della moda con una satira
senza pietà. Le protagoniste
Jennifer Saunders e Joanna
Lumley, fashioniste e svirgolate,
sono un duo comico inossidabile
preso dalla tv. La trama non è
importante – basti sapere che Kate
Moss sparisce nel Tamigi – ma si
può giocare a riconoscere vip e
stilisti in vari cammei. Tutto il resto
sono trendissimi look da non
copiare mai.

P

posero la storia di una ragazzina che
voleva realizzare il suo sogno». Dall’entusiasmo alla realizzazione pratica il passo è stato lungo: «Se avessimo
saputo prima quanto sarebbe stato
complicato produrre un cartone, non
credo l’avremmo fatto. Siamo abituati a lavorare in live action e non
pensavamo che l’animazione richiedesse un processo così complesso».
L’importante è crederci, come fa Félicie, e «Ballerina», già venduto tutto il
mondo, ne è l’ennesima prova.
BALLERINA
Di Eric Summer, Éric Warin
Francia, Canada 2016

***

Commedia

32 .Spettacoli

Stanche gag
e poca satira

A

ncora una volta un cinema italiano a corto
di idee si rivolge alla
commedia boulevardier parigina: Mamma o papà? si basa
su un film del 2015 di Matthieu Delaporte e Alexandre
De La Patelliere, gli abili mestieranti di Cena tra amici,
che a loro volta devono essersi ispirati a La guerra dei Roses dove i divorziandi Michael
Douglas e Kathleen Turner si
confrontavano in un crescendo di odio fino alla morte.
Nella versione italiana i toni sono molto mitigati, ma il
problema è che entra in gioco
la prole: in procinto di una
trasferta importante ai fini
delle rispettive carriere, Antonio Albanese e Paola Cortellesi fanno l’impossibile per
scaricarsi l’un l’altro la tutela
dei tre figli, senza curarsi dei
traumi che infliggono loro.
Ora la cosa sarebbe accettabile se il film assumesse
un deciso piglio di satira sociale, tipo: che cinismo! Che
genitori! Qui invece sembra
che l’unico scopo sia di imbastire stanche gag a misura di due bravi attori che
giocano a strizzare l’occhio
al pubblico, mostrandosi accattivanti laddove i loro personaggi sono nocivi e irresponsabili.
[A. LK.]

MAMMA O PAPÀ?
Di Riccardo Milani
Con Paola Cortellesi, Antonio Albanese
Italia 2017

**

TV

Serie

Così Cattelan cerca di importare
la formula dell’attualità pop
GIANMARIA TAMMARO
l’intervista sarà interamente
in inglese), sportivi e personalità di spicco della cultura, ci
sarà spazio anche per monologhi più politicizzati.
Intendiamoci, però: Alessandro Cattelan, che è l’host,
cioè il conduttore e il padrone
di casa del programma, non
avrà una linea estrema come
può essere quella di Stephen
Colbert o di John Oliver, alfieri dell’informazione e dell’intrattenimento contro il trumpismo più estremo. Sarà, invece, più diplomatico e più

pop come Jimmy Fallon («Se
ci sarà da fare una battuta, si
farà», ha detto).
Oltre al giorno di messa in
onda (dal lunedì al venerdì, alle 23.40), cambia anche la durata, più breve e più concentrata, e cambia anche lo studio: più di impatto, luminoso,
con la band, gli Street Clerks,
da una parte e la scrivania del
conduttore dall’altra. Ci saranno giochi, sketch, interazioni
tra gli ospiti (proprio come
succede nel Tonight Show) e ci
sarà musica.

Alessandro Cattelan e (a destra) Stephen Colbert, uno dei suoi modelli

E poi c’è Cattelan, già a partire dalle scorse stagioni, ha
sempre rappresentato una
piacevolissima eccezione nel
panorama italiano: molto me-

no ingessato, molto più dinamico, divertente e fresco, con
una certa preparazione alla
base – mai live, sempre registrato – e con un’aspirazione

precisa: essere come un late
americano conservando, però,
la sua anima italianità.
Alla regia c’è Luigi Antonini, che lavora da tempo insieme a Cattelan. In totale ci saranno quaranta puntate, ognuna lunga mezz’ora, con due
ospiti a sera e temi che toccheranno le prime pagine dei giornali e i trend topic della giornata. Bello? Di più: finalmente.
Se c’è un genere, un formato, che in Italia – vuoi per una
ragione, vuoi per un’altra – non
ha mai avuto successo, è quello
del late all’americana: molto
talk, poco politico e poco improvvisato, con una missione
precisa: intrattenere il pubblico. Cosa che Alessandro Cattelan ha sempre dimostrato di
saper fare.
c BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

LA STAMPA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

.

Spettacoli .33

Programmi tv

I programmi settimanali completi delle principali tv satellitari, del digitale terrestre e delle radio su: www.lastampa.it/programmi

del 16 febbraio 2017

Rai 1
6.00
6.30
6.45
6.55

Rai 2

Rainews 24
Tg 1
Unomattina Attualità
Rai Parlamento Telegiornale
10.00 Storie vere Attualità
11.05 Tempo & Denaro
Attualità
11.50 La prova del cuoco
Varietà
13.30 Telegiornale
14.00 Torto o ragione? Il verdetto finale Attualità
15.30 La vita in diretta
Attualità
16.30 Tg 1
16.40 Tg 1 Economia
16.50 La vita in diretta
Attualità
18.45 L’eredità Game show
20.00 Telegiornale
20.30 Affari tuoi Game show

7.00 Streghe Telefilm
7.40 Le sorelle McLeod Serie
8.20 Un ciclone in convento
Fiction
9.50 Rai Parlamento - Telegiornale
10.00 Tg 2 - Lavori in corso
11.00 I fatti vostri Varietà
13.00 Tg 2 Giorno
13.30 Tg 2 Tutto il belle che c’è
13.50 Tg 2 Medicina 33
14.00 Detto fatto Attualità
16.00 Question Time Attualità
17.20 Senza traccia Telefilm
18.00 Rai Parlamento Telegiornale
18.15 Tg 2
18.30 Tg Sport
18.50 Castle Telefilm
19.40 NCIS Telefilm
20.30 Tg 2
21.05 Rai Dire Niùs Varietà

21.25
Un passo dal cielo 4

21.20
Aldo, Giovanni e
Giacomo Live On...

FICTION. In “Oltre l’infinito” si

indaga sulla morte di un giovanebasejumperchesischianta durante un volo. Intanto,
EmmaeFrancescosiriavvicinano per curare il cavallo di Zoe

VARIETÀ. Aldo, Giovanni e Gia-

23.35 Dopo fiction Talk show
1.00 Tg 1 - Notte
1.30 Che tempo fa
1.35 Cinematografo - Speciale
Festival di Berlino
2.05 L’ingorgo Film (comm.,
1979) ★★★

23.30 Night Tabloid Attualità
0.50 Zodiaco Serie
4.15 Tg 2 Eat Parade Attualità
4.25 Videocomic Videoframmenti di Nicoletta Leggeri
4.45 Detto fatto Attualità

como festeggiano i 25 anni di
carrieraconunospettacolotrattodall’ultimotourteatrale,da
loro scritto e interpretato

Rai 3

Canale 5
6.00 Tg 5 Prima pagina
7.55 Traffico
7.58 Meteo.it
8.00 Tg 5 Mattina
8.45 Mattino Cinque
10.57 Tg 5 - Ore 10
11.00 Forum Attualità
13.00 Tg 5
13.39 Meteo.it
13.40 Beautiful Soap opera
14.10 Una vita Soap opera
14.45 Uomini e donne
Talk show
16.10 L’isola dei famosi
16.20 Il segreto Telenovela
17.10 Pomeriggio cinque
Attualità
18.45 Avanti un altro! Game
show
20.00 Tg 5
20.40 Striscia la notizia Varietà
satirico

8.00 Agorà Attualità
10.00 Mi manda Raitre. In difesa degli indifesi
11.00 Tutta salute Attualità
12.00 Tg 3
12.25 Chi l’ha visto? 12.25
12.45 Quante storie Cultura
13.15 Il Tempo e la Storia
13.40 Tg 3 Fuori Tg
14.00 Tg 3.Tg Regione
14.20 Tg 3. Meteo 3
14.50 Tgr Leonardo Attualità
15.05 Tg 3 Lis
15.10 Piazza Affari Attualità
15.15 Il commissario Rex TF
16.00 Aspettando Geo
16.40 Geo Documentari
18.25 cartabianca Attualità
19.00 Tg 3.Tg Regione
20.00 Blob Videoframmenti
20.10 Gazebo Social News
20.40 Un posto al sole SO

21.15
Mi manda Raitre
ATTUALITÀ. Tornailprogramma,
condotto da Salvo Sottile, che
raccontal’Italiaattraversolestorie dei cittadini con collegamenti, inchieste e approfondimenti sui temi dell’attualità

6.55 Foghorn Leghorn
7.05 Lo show dell’orso Yoghi
7.10 Pollyanna Cartoni
7.35 L’incantevole Creamy
8.00 Sailor moon Cartoni
8.25 Hart of Dixie Telefilm
10.25 Dr. House - Medical division Telefilm
12.25 Studio Aperto
13.00 L’isola dei famosi
13.15 Sport Mediaset Sport
13.55 I Simpson Cartoni
14.20 Futurama Cartoni
14.45 Big Bang Theory Sitcom
15.20 2 Broke Girls Telefilm
15.50 The Goldbergs Sitcom
16.15 Baby daddy Sitcom
17.05 La vita secondo Jim Serie
17.55 L’isola dei famosi
18.25 Love snack Varietà
18.30 Studio Aperto
19.25 CSI Miami Telefilm

Rete 4

21.10
Transporter:
Extreme

FILM. (comm.,2011)conS.Ficar-

FILM. (azione, 2005) con J. Sta-

FILM. (thriller,1999)conTommy

ra,V.Picone.RegiadiS.Ficarra,
V.Picone.QuandoGisellalascia
Valentino,ilsuofidanzato,entra
in gioco il fidato amico Salvo

tham.RegiadiL.Leterrier.Frank
Martin ha l’incarico di condurre a scuola il figlio di un pezzo
grossodellasquadraantidroga

LeeJones.RegiadiB.Beresford.
Libby ha un marito che ama.
Maungiorno,duranteunagita
in barca, l’uomo scompare

★★

23.55 The Island Film (fant.,
2005) con Ewan McGregor, Scarlett Johansson,
Sean Bean, Michael
Clarke Duncan, Djimon
Hounsou, Steve Buscemi ★★★

La 7
6.00 Meteo. Oroscopo.
Traffico
7.00 Omnibus News
7.30 Tg La7
7.50 Omnibus Meteo
7.55 Omnibus Dibattito
Attualità
9.40 Coffee break Attualità
11.00 L’aria che tira Attualità
13.30 Tg La7
14.00 Tg La7 Cronache
14.20 Tagadà Attualità
16.30 Il commissario Cordier
Telefilm
18.10 Joséphine ange gardien
Telefilm La serie narra di
Joséphine Delamarre,
un angelo custode che il
cielo ha mandato sulla
Terra
20.00 Tg La7
20.35 Otto e mezzo Attualità

6.20 Siska Telefilm
7.20 Monk Telefilm
9.15 Carabinieri Telefilm
10.25 Sai cosa mangi?
10.40 Ricette all’italiana
11.30 Tg 4 - Telegiornale
11.58 Meteo.it
12.00 Major Crimes Telefilm
13.00 La signora in giallo TF
14.00 Lo sportello di Forum
15.30 I viaggi di Donnavventura Documentari
15.40 Hamburg distretto 21 TF
16.40 La signora in giallo:
Appuntamento con la
morte Film-tv
18.55 Tg4 - Telegiornale
19.35 Dentro la notizia
19.55 Tempesta d’amore
Soap opera
20.30 Dalla vostra parte
Attualità

21.10
Anche se è amore
★★
non si vede

23.30 L’intervista Talk show Il
nuovo programma di
Maurizio Costanzo
0.59 Tg 5 Notte
1.00 Meteo.it
1.45 Striscia la notizia Varietà
satirico

24.00 Tg 3 Linea notte
Attualità
0.10 Tg Regione
1.05 Rai Parlamento - Telegiornale
1.45 Rainews 24
Attualità

Italia 1

21.15
Colpevole
d’innocenza

21.10
Piazzapulita
ATTUALITÀ. Serata in compagnia del programma di CorradoFormigli.Inscaletta,come
sempre, i temi più caldi dell’attualità e della politica del
nostro Paese

★★

24.00 Tg La7
0.10 Otto e mezzo Attualità
0.45 L’aria che tira Attualità
3.00 Tagadà Attualità
5.10 Starsky & Hutch Telefilm
La serie televisiva degli
Anni 70

23.30 Effetti collaterali Film
(thriller, 2013) con Jude
Law, Catherine ZetaJones ★★★
1.35 Tg4 Night News
2.15 Così ridevano Film
(dramm., 1998) ★★★

digitale terrestre
RAI 4
10.05
10.50
12.20
13.50
15.20
16.05
17.35
19.05
20.35
21.05
23.25
1.05

RAI 5

21

Numbers Serie
X Files Serie
Medium Serie
Desperate
Housewives Serie
Perception Serie
Scorpion Serie
X Files Serie
Desperate
Housewives Serie
Lol :-) Varietà
Scorpion Serie
Strike Back:
Vengeance Serie
X Files Serie

23

18.10 Save The Date
18.40 Rai News - Giorno
18.45 Rock Legends:
Dire Straits
19.10 Video Killed The
Radio Star
19.35 This Is Opera
20.20 Fashion In The
1990’s Documentari
21.15 Osn
Shani/Rana/Cajko
vskij/Sostakovic
22.40 Omaggio a
Ferruccio Busoni
Musicale

RAI STORIA 54
17.05 Cronache dall’antichità Documentari
18.00 Italia viaggio
nella bellezza
19.00 Speciali Storia Italiani
20.00 Il giorno e la storia Documentari
20.30 Il tempo e la storia Documentari
21.10 a.C.d.C. - Storia di
Parigi Documentari
22.10 a.C.d.C. Giappone
Documentari

RAI MOVIE

12.30 Il quarto stato
Film
14.25 Agente 007 L’uomo dalla
pistola d’oro Film
16.40 Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo
Casanova, veneziano Film
18.50 L’invitato Film
20.15 Stanlio e Ollio
21.20 Anni felici Film
23.10 Ghost Academy
Film

serie tv

film
19.05 Into the Woods La versione cinematografica
dello spettacolo di
Broadway “Into the
Woods” SKY HITS
Push Nick è un telecinetico capace di muovere gli oggetti con la
forza della mente SKY
MAX

19.10 Nei panni dell’altra
Pamela è in crisi e rimpiange di non aver sposato l’amato Robert SKY
PASSION

19.15 Cercasi Susan disperatamente Una casalinga
decide di scoprire chi è
la Susan (Madonna)
cercata su un annuncio
SKY CLASSICS

19.20 Belli di papà Diego
Abatantuono, imprenditore pugliese, ha raggiunto il successo a
Milano SKY CINEMA 1
19.25 Bee Movie Un’ape neolaureata ha un’unica
opportunità di carriera:
il miele. Animazione
SKY CINEMA FAMILY

Mambo italiano
Angelo va a vivere col
poliziotto Nino e
mamma e papà non
sanno che è gay SKY
COMEDY

21.00 Ember - Il mistero della
città di luce Ember è
sempre avvolta nel
buio, l’unica fonte di
luce è un generatore
SKY CINEMA FAMILY

21.00 I sette senza gloria
Sette criminali devono
impossessarsi di un
deposito di carburante
SKY CLASSICS

Fuga in tacchi a spillo
Un poliziotto cerca di
proteggere la vedova
di un boss della droga
SKY COMEDY

So che ci sei Dopo una
partita di calcio, il giovane Tom Russell finisce
in ospedale SKY PASSION
Saw - L’enigmista Due
uomini non si conoscono, ma si risvegliano
incatenati in un seminterrato SKY MAX
21.15 Pixels Un campione di
videogames deve difendere la Terra da un
attacco alieno SKY HITS
Déjà vu - Corsa contro
il tempo L’agente portuale Denzel
Washington tenta di
sventare un attacco terroristico SKY CINEMA 1
22.35 Fantozzi in Paradiso
Dopo la pensione,
Fantozzi scopre di
avere pochi mesi di vita
e... SKY COMEDY
22.40 Breaking Dance Casey è
un’aspirante ballerina
di breakdance e sogna
di sfondare su YouTube
SKY CINEMA FAMILY

22.50 Poli opposti Luca
Argentero e Sarah
Felberbaum entrano in
conflitto sin dal primo
incontro SKY PASSION

24

13.35 House Rules FOX LIFE
14.00 Criminal Minds FOX
CRIME

I Simpson FOX
14.40 Love of My Life
LIFE
FOX

FOX

LIFE

15.40 Candice Renoir

FOX

16.00 Castle FOX LIFE
16.40 2 Broke Girls FOX
17.40 NCIS Los Angeles

FOX

CRIME

LIFE
FOX

CRIME

19.45 The Big Bang Theory
FOX

21.00 The Americans FOX
21.05 Profiling FOX CRIME
Conviction FOX LIFE
21.50 Le regole del delitto
perfetto FOX
22.00 Rizzoli & Isles FOX LIFE
22.45 Atlanta FOX
22.55 Notorious FOX LIFE
23.15 Criminal Minds FOX
CRIME

23.35 Arrow FOX
0.30 The Flash FOX
0.40 Dance Dance Dance

CIELO
13.00
13.15
14.15
16.15
17.15
18.15
19.15
20.15
21.15
23.30

26

Sky Tg24 Giorno
Hell’s Kitchen USA
MasterChef USA
Buying & Selling
Love it or List it Prendere o lasciare Vancouver
Piccole case per
vivere in grande
Affari al buio L.A. Documentari
Affari di famiglia
I soldati dell’imperatore Film
Io sono mia Film

TV8

8

14.15 Uno scambio fatale Film
16.00 The Real - Il tuo
pomeriggio sull’8
17.45 Vite da copertina
tutta la verità su
18.30 Cucine da incubo
19.30 Alessandro
Borghese - 4
ristoranti Varietà
20.30 Gol Collection
21.05 Uefa Europa
League: VillarealRoma Calcio
23.00 Gol Collection

REAL TIME

DISCOVERY CHANNEL

Indagini ad alta quota
19.10 Dalí - L’ultimo capolavoro ARTE
19.30 A caccia di auto
DISCOVERY CHANNEL

19.35 MasterChef Magazine
6 SKY UNO
20.00 Bear Grylls: Celebrity
Edition DISCOVERY

GEOGRAPHIC

20.10 P.A.I.N.T. - Lampedusa
ARTE

20.15 Piatti e cocktail d’arte:
Piero Manzoni ARTE
Almost Genius Stupidi geniali SKY
UNO

20.45 Il senso di sé - Lella
Costa ARTE
20.55 Seconda guerra: inferno nei mari NATIONAL
GEOGRAPHIC

21.00 Marchio di fabbrica
DISCOVERY CHANNEL

21.15 La grande avventura
dell’arte moderna Parigi Capitale del
mondo ARTE
MasterChef Italia 6
SKY UNO

21.25 Marchio di fabbrica
DISCOVERY CHANNEL

21.55 Dual Survival
DISCOVERY CHANNEL

Lager: in fuga dalla

morte NATIONAL
GEOGRAPHIC

31

9.50 Segreti fatali
11.50 First Dates UK
13.50 Amici di Maria de
Filippi Varietà
14.45 Il boss delle torte:
la sfida
16.40 Abito da sposa
cercasi Varietà
18.10 Amici di Maria de
Filippi Varietà
19.10 Take Me Out
21.10 Vite al limite: e
poi Documentari
23.05 Skin Tight: la mia
nuova pelle

DMAX

17.20 Casa, dolce casa? Tom
Hanks e Shelley Long
comprano una casa a
prezzo stracciato. Di. R.
Benjamin PREMIUM
UNIVERSAL

17.25 Libera uscita Due mogli
concedono ai mariti
una settimana di libertà per fare ciò che
vogliono PREMIUM
COMEDY

17.30 L’ultima ruota del carro
Un viaggio nella storia.
Elio Germano sarà
testimone diretto del
nostro Paese PREMIUM
CINEMA EMOTION

17.55 Chernobyl Diaries - La
mutazione Bloccati vicino Chernobyl, dei turisti affrontano un’inquietante situazione
PREMIUM CINEMA ENERGY
PREMIUM
CINEMA

18.50 Insomnia

19.00 Un amore, una vita La
vita privata di un campione di football americano sposato con una
Miss PREMIUM UNIVERSAL
19.20 Ted 2 In crisi con sua
moglie, Ted pensa bene
di avere un figlio con
lei PREMIUM COMEDY
19.25 Matricole Dentro o
Fuori PREMIUM CINEMA
EMOTION

19.30 La Regina dei Dannati Un Solo Desiderio,
L’inferno... PREMIUM
CINEMA ENERGY

20.45 Con Parole Mie
PREMIUM CINEMA

21.15 Ave, Cesare! Josh
Brolin è protagonista di
un film ambientato
nella Hollywood degli
Anni 50 PREMIUM CINEMA
La pelle che abito
Antonio Banderas, chirurgo plastico, crea una
pelle sostitutiva
PREMIUM CINEMA EMOTION
Momentum PREMIUM
CINEMA ENERGY

Fuga di cervelli Gli
amici le provano tutte
per aiutare Emilio a
conquistare la bellissima Nadia PREMIUM
COMEDY

Il verdetto Avvocato
alcolizzato, Paul
Newman si riscatta con
la causa di una donna
in coma PREMIUM
UNIVERSAL

22.50 Ballistic Una nuova
arma letale minaccia di
devastare l’intera umanità PREMIUM CINEMA
ENERGY

23.05 Operazione U.N.C.L.E.
Una spy story ispirata
alla serie TV cult degli
Anni Sessanta PREMIUM
CINEMA

23.20 Nelly e Mr. Arnaud
PREMIUM CINEMA EMOTION

Ma che bella sorpresa
In una Napoli fantastica, Claudio Bisio non
distingue i sogni dalla
realtà PREMIUM COMEDY

52

12.30 Storage Wars
Canada
12.55 Affari a tutti i
costi
14.10 Fast N’ Loud
15.05 River Monsters
16.50 Tesori tra i ghiacci
18.35 Affari a quattro
ruote
20.20 Banco dei pugni
21.10 Matti da Garage
22.00 Fast N’ Loud
22.55 Il Re delle supercar - 1^TV
23.45 Jail: Las Vegas

film

intrattenimento
19.05 A caccia di auto

Le megastrutture di
Hitler NATIONAL

17.50 Rizzoli & Isles FOX LIFE
18.00 Arrow FOX
18.45 Daily Dance Dance
Dance FOX LIFE
19.00 The Flash FOX
19.10 Grey’s Anatomy FOX

FOX LIFE

10.10 Delitto sull’autostrada Film
12.20 La Signora è
Stata Violentata
Film
14.35 Bruciati da cocente passione Film
16.50 Perdiamoci di
vista Film
19.15 Supercar Telefilm
20.15 Walker Texas
Ranger Telefilm
21.00 Striptease Film
23.25 Basic Instinct 2
Film

CHANNEL

CRIME

19.20 Criminal Minds

22

NATIONAL GEOGRAPHIC
FOX

15.15 The Big Bang Theory
15.35 In Cucina con
GialloZafferano

IRIS

serie tv
15.10 Mike & Molly JOI
15.35 Psych JOI
15.40 Human Target ACTION
16.20 New Girl JOI
16.30 Fringe ACTION
16.50 New Girl JOI
17.15 Mike & Molly JOI
17.25 Fringe ACTION
17.35 Mike & Molly JOI
17.45 Chasing Life STORIES
17.55 Fuori Serie JOI
18.20 30 Rock JOI
18.25 The Flash ACTION
18.35 Rizzoli & Isles TOP
CRIME

18.40 30 Rock JOI
Covert affairs STORIES
19.05 L’uomo di Casa JOI
19.10 The Last Kingdom
ACTION

19.30 Una mamma per
amica JOI
Royal Pains STORIES
The Mentalist TOP
CRIME

20.00 The Last Kingdom
ACTION

20.10 Quelli di Joi JOI
20.25 2 Broke Girls JOI
The Slap STORIES
20.50 2 Broke Girls JOI
21.10 Bones TOP CRIME
21.15 The Goldbergs JOI
Shameless STORIES
Grimm ACTION
21.40 The Goldbergs JOI
22.05 The Carmichael Show
JOI

Grimm ACTION
22.15 Cult STORIES
22.35 The Carmichael Show
JOI

34

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

SPORT

La differenza così ampia è solo
nel risultato: abbiamo fatto una
grande partita e questo ci darà forza
per il ritorno. Lotteremo fino alla fine
Lorenzo Insigne

L’analisi

Attaccante
del Napoli

Sorpasso
L’esultanza
di Toni Kroos,
27 anni,
dopo il gol
del 2-1,
in mezzo
alla delusione
di Reina,
Albiol
Koulibaly
AP

Se non è finita, quasi. E se è
quasi finita, la colpa va cercata in una faccia tosta che,
al contrario degli annunci
della vigilia, si è vista soltanto dopo la metà del secondo
tempo. Il Napoli perde (3-1)
al Bernabeu dopo essere andato in vantaggio e, soprattutto, dopo, aver tirato il freno a mano: finire ko qua dentro non è peccato, non può
esserlo a priori, ma uscire
dal ring senza aver spalancato gli occhi da tigre qualche rimpianto lo provoca.
Quello del Napoli era un
po’ l’esame di tutto il calcio
italiano, almeno della sua
parte più nobile. Il verdetto
racconta di un gruppo di ragazzi che non è riuscito a divertirsi e a divertire, nonostante le occasioni per farlo
non siano mancate. Troppo
slegata, la squadra azzurra.
Troppo timida anche negli
accenni delle ripartenze. Il
Real lo si conosce da tempo e,
da conservare con cura in vista del ritorno del 7 marzo al
San Paolo, c’è la convinzione
che, se attaccati, i campioni
del mondo vadano in apnea.

09,40 Sci. Mondiali.
Gigante f 1ª manche
RaiSport1-Eurosport
12,55 Sci. Mondiali.
Gigante f 2ª manche
RaiSport1-Eurosport
13,15 Sport
Mediaset
Italia1
14,00 Biathlon.
Mondiali Eurosport
18,00 Basket.
Coppa Italia:
Reggio Emilia-Capo
d’Orlando RaiSport
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League. Borussia
M.-Fiorentina
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Italia: MilanoBrindisi RaiSport1
21,05 Calcio.
Europa League:
Villarreal-Roma
Tv8-SkySport1
00,45 Calcio.
Santos-San Paolo
PremiumSport
02,00 Basket. Nba:
Chicago-Boston
SkySport2

La partita

OTTAVI DI CHAMPIONS: RITORNO IL 7 MARZO

GUGLIELMO BUCCHERI
INVIATO A MADRID

Oggi
in Tv

Real Madrid

3

Napoli

1

Real Madrid

Napoli

(4-3-3)

(4-3-3)

Navas 5; Carvajal
6,5, Sergio Ramos
6,5 (26’ st Pepe sv),
Varane 6, Marcelo
6,5; Modric 7, Casemiro 7,5, Kroos 7; J.
Rodriguez 6,5 (31’ st
L. Vazquez sv), Benzema 7 (36’ st Morata sv), Cristiano Ronaldo 6,5

Reina 6; Hysaj 5, Albiol 5, Koulibaly 5,5,
Ghoulam 5,5; Zielinski 5 (30’ st Allan sv),
Diawara 6, Hamsik 6
(39’ st Milik sv); Callejon 5,5, Mertens 5,
Insigne 6,5

ALL. Zidane

7 ALL. Sarri

Poco coraggiosi

Notte
bianca
Napoli ko a Madrid: lo svantaggio iniziale scatena
il Real che poi domina la gara e ipoteca i quarti


volta
Con almeno
3 gol subiti
per il Napoli
in 11 trasferte
nella nuova
Champions

La sensazione che resta, ora
che le luci del Bernabeu si sono
spente, è che, al Napoli, poteva
andare peggio, ma, allo stesso
tempo, poteva anche andare in
maniera diversa.

Ci è mancata
la cazzimma, solo
Insigne ce l’ha avuta
Prova inadeguata

L’inizio migliore

Aurelio De Laurentiis

Cominciare con un colpo d’autore dove, gli autori, si spreca-

Insigne, gol da 34 metri
Replica Benzema
poi Kroos e Casemiro

4’

Presidente
del Napoli

ARBITRO: Skomina (Slo) 6
AMMONITI: Sergio Ramos, Zielinski, Modric, Modric
SPETTATORI: circa 80 mila

Il Napoli scatta avanti e, poi, si
ferma. Questo è il risultato, soprattutto, della prima parte
del duello. Manca, agli azzurri, la forza di provare a tenere
il pallone fra i piedi, quel possesso che, spesso, manda in
tilt gli umori dei tifosi nel tempio spagnolo. E manca la consueta aggressività della linea
difensiva, dove Albiol e Koulibaly non sanno accorciare i
tempi e le distanze sugli scambi, veloci, di Modric e soci.
Marcelo e Carvajal attaccano, Insigne e Callejon indietreggiano: e fin qua tutto bene.
Ma Insigne e Callejon non sono mai aiutati nel momento in
cui occorre ribaltare il fronte e
spezzare l’asfissiante tambureggiamento dei ragazzi primi
al mondo. In corso d’opera si
amplificano le crepe e aumenta il rammarico per qual pizzico di temerarietà che non si è
notato. Adesso sarebbe fin
troppo semplice, e riduttivo,
legare le sorti in campo della
comitiva azzurra con tutto ciò
che ha accompagnato il fischio
d’inizio: Maradona non poteva
giocare e Paolo Sorrentino
non era in cabina di regia.
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st Partita ribaltata
Ronaldo punta Koulibaly e lo lascia sul posto, poi dal fondo serve all’indietro Kroos. Il tedesco di
piatto destro firma il raddoppio.

A Monaco di Baviera
Cinquina del Bayern all’Arsenal
I tedeschi sigillano la qualificazione
n Il Bayern Monaco di Ancelotti ipote-

8’

pt Magia e illusione

9’

Il Napoli rischia di subire l’1-0 dopo 20” (Reina para), ma poi passa
in vantaggio. Il gol è una magia di
Insigne che beffa Navas fuori posizione con un tiro da 34 metri.

st Gran tiro al volo
Il Real spinge per chiudere la partita. È Casemiro a firmare il tris
con un gran tiro di destro al volo
da fuori area che fa venire giù il
Bernabeu.

5

RETI: pt 8’ Insigne, 18’ Benzema; st 4’
Kroos, 9’ Casemiro

no sembra un dono (quasi) insperato. E, invece, accade che
il piccolo folletto napoletano
Insigne alzi lo sguardo non per
guardare le tribune infinite del
Bernabeu, ma per scoprire
che il portiere di casa Navas
non c’è: tiro a effetto e rete. Lo
stadio sobbalza, per un attimo
il clima è quello di Fuorigrotta,
ma, al posto di accendersi, gli
azzurri balbettano.
Il Real gioca così: due esterni bassi - terzini - che si divertono a fare le ali e due centrali,
in questo caso Varane e Sergio
Ramos, che si trovano soli a
dover allontanare i pericoli.
Tradotto: la miglior situazione
per un Napoli in versione coraggio che, purtroppo, si vede
raramente. Solo letta in questo modo si possono spiegare
le palle sbagliate in serie dal
baby Zielinski, uno che al
San Paolo la fa da padrone e
che il tecnico Sarri ha definito un futuro fuoriclasse mondiale. E solo così si può raccontare il perché ogni possibile ripartenza finisca ancor
prima di arrivare dalle parti
dell’area madridista.

18’ pt

Pareggio di testa
Cross di esterno destro di Carvajal, Benzema di testa da posizione ravvicinata segna il gol del
pareggio. Lo stesso Benzema al
42’ colpisce il palo.

34’

st Occasione Mertens
Il Napoli ha la forza di rialzarsi,
ma non è fortunato. È Mertens
ad avere l’occasione per riaprire
la partita. Navas stavolta è pronto e sventa in uscita.

ca i quarti della Champions grazie al 5-1
rifilato all’Arsenal nell’Allianz Arena bavarese, lo stesso risultato dell’ultimo incrocio tra i due club (novembre 2015).
Dopo il gran vantaggio di Robben, il momentaneo pari di Sanchez (in gol sulla ribattuta del rigore sbagliato) aveva illuso
la squadra di Wenger, travolta però nella
ripresa. I tedeschi segnano con Lewandowski e Thiago Alcantara (doppietta) in
10’, poi Mueller sigilla. L’andata degli ottavi si chiude la prossima settimana:
martedì 21 con Manchester City-Monaco
e Bayer Leverkusen-Atletico Madrid,
mentre mercoledì 22 ci sono Porto-Juve e
Siviglia-Leicester. A marzo, poi, il ritorno.

LA STAMPA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

Maradona, giallo sulla rissa con la fidanzata in hotel a Madrid: interviene la polizia
DALL’INVIATO A MADRID

Pagelle

Pagelle

Una telefonata, forse no. Di sicuro qualcosa nella suite
di Diego Maradona all’Hotel Mirasierra di Madrid sta
accadendo. «Io, Rocio, non l’ho toccata...», dice il
campione argentino. Rocio Oliva è la compagna di
Maradona e, proprio lei, avrebbe telefonato, ieri di

mattina presto, nella hall perché aggredita. Qualcuno
racconta (un professore universitario di Stoccolma
presente in albergo) che sia stata la stessa reception a
chiamare il pronto soccorso sentendo un gran
frastuono provenire dalla camera all’8º piano. Di sicuro
c’è che la compagna di Maradona non ha presentato
denuncia e che non ci sono lesioni. Lo stesso argentino,

Il repertorio
di Ronaldo
Radar Modric

Male Mertens
Diawara
combattente

DALL’INVIATO A MADRID

5

NAVAS

Difficile capire il senso di
una posizione che non ha logica sulla magia di Insigne:
occupa la classica terra di
nessuno del tennista e cade.

6,5 CARVAJAL

Un assist per la rete
di Benzema con il contagiri.
E, con il contagiri, le numerose palle messe per i compagni.

6

6

È il primo a risentire del
clima da grandissimo evento:
non dà mai forza ai passaggi,
Marcelo ringrazia.

5

ALBIOL

5,5 KOULIBALY

6,5 MARCELO

5,5

7

MODRIC

Ogni trama passa da lui:
non ruba l’occhio, ma non
appena abbassa il ritmo ne risente tutto il movimento
d’attacco. Sa da dove arriva il
pericolo, sa crearlo.

7,5

CASEMIRO

Un brasiliano atipico: gioca alla Dunga, dà equilibrio. Stavolta dà anche segnali di gran classe: solo così
si spiega la saetta, al volo, che
spinge in fuga il Real.

7

KROOS

Quantità e qualità. È il tipico centrocampista essenziale che sa fare tutto: se il Napoli non dà continuità al suo
fraseggio là in mezzo è merito del tedesco che si regala
anche un gol non facile.

6,5 J. RODRIGUEZ

La sorpresa, l’unica,
nella formazione della Real
Casa: non gioca da tempo,
ma non si nota. L’applausometro del Bernabeu è per lui
(dal 31’ st L. VAZQUEZ SV).

7

Il 4-0 contro il Barcellona sposta nell’élite
la squadra foraggiata, e trasformata, dal Qatar

C

La storia

Tiene in vita Benzema e il Napoli subisce il pareggio: meno aggressivo del solito, meno presente quando
bisogna usare la spada.

GHOULAM

Non si ricorda una
sua discesa sulla corsia, di solito, occupata con grande
personalità.

5

GIULIA ZONCA

HYSAJ

6,5 SERGIO RAMOS

Vivace come ai bei
tempi, è dalla sua parte che il
Real sembra pungere meglio.

Un quarto d’ora
alla perfezione
Poi troppo timidi

REINA

Doveva essere una delle
colonne a cui appoggiarsi, soprattutto in avvio. Da queste
parti ha giocato, e non poco:
ma l’ex tentenna.

Preciso nelle chiusure, abile nel dare un senso alle
trame da dietro (dal 26’ st PEPE SV).

Da megalomani a vincenti
Logo, motto, stadio:
il salto in alto del nuovo Psg

Va al tappeto tre volte,
ma senza particolari macchie. In almeno due occasioni, sempre su Benzema, è una
saracinesca.

5

ZIELINSKI

Peccati di gioventù, poco altro. Gioventù che lo porta a tremare davanti ai fuoriserie spagnoli: è la fotocopia
del brillante regista d’attacco
che abbiamo ammirato fino
a oggi. (dal 30’ st ALLAN SV)

6

DIAWARA

6

HAMSIK

Combatte, e poco importa se siamo sotto i riflettori di Madrid. È l’unico, a metà
campo, a non rifiutare la confidenza con il pallone solo
perchè si è in Champions.

A fasi alterne, forse un
po’ troppo nascosto. Quando
è chiamato in causa prova a
mettere ordine. (dal 39’ st MILIK SV).

I

nuovi ricchi sono diventati forti ed è la prima volta
che succede.
Il calcio conosce da sempre i club storici, abituati a
vincere a cadenze fisse, gli
outsider destinati a ballare
una stagione ad alti livelli e
poi rientrare nei ranghi e da
un po' frequenta i club geneticamente modificati. Piazze
con il potenziale ingrassate
di petroldollari come Il Manchester City e il Psg. Solo che
ora il Psg è arrivato nell’élite
e si porta dietro una mappa.
Cambiare il livello di una
squadra sembrava impossibile, soprattutto in Europa, ma
il 4-0 rifilato al Barcellona
sposta il Paris-Saint-Germain
e lo trasforma anche in un
esempio. La strada l’ha aperta il Chelsea di Abramovich,
ma lì si partiva pur sempre da
una crescita, da successi precedenti ai soldi, una svolta
esaltata da un oligarca. Qui
sono partiti in pratica da zero.
La cena dei presidenti

Il fondo del Qatar Qsi ha comprato la squadra nel 2011. Come primo atto ufficiale, l’amministratore delegato e patron Nasser Al-Khelaïfi ha invitato a cena i precedenti presidenti e ha chiesto: «Il vostro
più grande errore?». Sinceri o
no hanno tutti più o meno risposto allo stesso modo: «Dovevamo spendere di più all’inizio». E gli emiri hanno speso.
Oltre 600 milioni in cinque anni, 143 assorbiti dall’ultimo
mercato tra estate e inverno.
E bisogna aggiungere gli 80

5,5 CALLEJON

In trionfo
La festa
del Psg
dopo
il successo
contro
il Barcellona

AFP

milioni di euro per rinnovare lo
stadio. Fondi senza limiti e pure
critiche feroci nelle stagioni
passate a consumare il triplo
degli incassi. Il campionato
francese non ha i ritorni della
Premier, i diritti pagano ma non
assicurano un tesoro. Solo che il
Psg non si è limitato a vincere la
Ligue 1 come sembrava. Quattro titoli di seguito e sempre fuori ai quarti in Champions, traguardo ancora tutto da superare nel 2017, eppure questa resta
comunque la data della svolta.
Forse il Barcellona è in crisi
di suo, certo Messi non era in
serata, Luis Enrique ha seri
problemi di gestione. Da molto
prima della sfida di Parigi.
Tutto vero, ma Trapp, il tedesco che cura la porta del Psg è
solo il terzo portiere che non
prende gol da Messi, Suarez,
Neymar e il Barça è passato ai
quarti negli ultimi nove anni
ed era considerato il favorito

del torneo dall’algoritmo Uefa.
Il nuovo Psg ha usato risorse
illimitate, ha cambiato 4 allenatori, ha restaurato lo stadio
concentrandosi su palchi vip
dove si mangia vista partita e
poi si resta per il dj set, ha cambiato il logo con la Tour Eiffel
più grande e la scritta Paris ben
visibile, ha inventato il motto
«Rêvons plus grand», sogniamo più in grande. Sembrava
megalomania, era un progetto.
Oggi è la sesta squadra più
ricca del calcio e ha riequilibrato gli scompensi. Contro i blaugrana c’erano 4 francesi, due
cresciuti in casa, uno esordiente: Kimpembe, schierato al posto del capitano infortunato
Thiago Silva. Magari era una
serata perfetta, ma l’ultima
volta che il Barcellona ha rimediato 4 gol in Champions è stato contro il Bayern, nel 2013. I
tedeschi hanno vinto la Coppa.
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La disfatta vista dalla Spagna

Avrebbe voglia di
spaccare in due la partita da
solo. Anche lui è un ex, anche
rimpianto: paga l’assenza
(quasi) totale della volontà di
pungere della squadra.

BENZEMA

Meglio in Europa che
nella Liga: per questo Zidane
gli dà sempre un ruolo da titolare quando il gioco si fa
duro (dal 36’ st MORATA SV).

6,5 C. RONALDO

L’inizio è alla rovescia: sbaglia quando non te lo
aspetti. Alla lunga esce fuori
con tutto il repertorio, come
quando confeziona la rete di
Kroos.
[G. BUC.]

5

MERTENS

Gli capita tra i piedi la
più facile delle occasioni e la
spreca: capisce tardi che non
è aria per scattare in profondità.

6,5 INSIGNE

Merita la piena promozione per aver pensato
di beffare Navas in quel modo. Per il resto, piuttosto fumoso.
[G. BUC.]

35

a Madrid nel ruolo di ambasciatore in pectore del
Napoli nel mondo parla di «una semplice
discussione...» e di «show mediatico». Comunque la
polizia ha interrogato i protagonisti del brusco risveglio
e fatto relazione al giudice di turno. Attenta ai fatti di
Madrid anche la Fifa: Maradona, infatti, è un uomo
scelto dal presidente Infantino come testimonial. Da
qui la telefonata partita da Zurigo al legale di Diego per
capire cosa sia davvero accaduto in hotel.
[G. BUC.]

DALL’INVIATO A MADRID

È probabile che si fosse
preparato ad una serata sullo
stile corrida. Invece, normale
amministrazione.

VARANE

Maradona nello spogliatoio del Napoli

.

«Questo non è il Barcellona» titola Sport e in effetti
Messi non ha toccato un
singolo pallone nell’area avversaria.

n

«Disastro» sentenzia
Mundo Deportivo: nessuna
squadra in Champions ha mai
rimontato un 4-0 nel ritorno
di una fase eliminatoria.

n

Il «Siniestro total» scelto
da As sta per sconfitta irreparabile, disastro totale. Il quotidiano di Parigi (Le Parisien)
ha risposto «Magique».

n

FUORICAMPO

GIGI GARANZINI
ome non detto. Serviva la partita perfetta,
ma il Napoli l’ha giocata solo per un quarto
d’ora. Poi si è smarrito, proprio sul più bello, cedendo
campo e iniziativa a una
squadra di categoria superiore, non riuscendo mai o
quasi mai a mettere in pratica quel che aveva preparato.
Tradito dalla larga maggioranza dei suoi interpreti che
hanno patìto chissà se la ribalta, il celeberrimo miedo
escenico, o più semplicemente la grande qualità tecnica dei madridisti.
E sì che era cominciata
come nel più roseo dei sogni.
Con il Real all’assalto, già a
un passo dal gol nei primi secondi, ma il Napoli prontissimo a ripartire e a colpire con
una magia di Insigne al primo, vero affondo. Palla di
prima di Hamsik nello spazio, il portiere che prepara
l’uscita e si fa trovare nella
terra di nessuno, lo scugnizzo che lo castiga con un rasoterra al volo morbido e implacabile. Sulla carta, proprio quello che serviva a propiziare l’impresa. Sul campo, un panno rosso sventolato dinanzi agli occhi del Real
che ha cominciato a caricare
alla sua maniera. Il segnale
l’ha dato capitan Ramos con
un’entrataccia a metà campo dopo due splendidi, consecutivi minuti di possesso
Napoli in velocità e a tutto
campo. Un minuto dopo ha
pareggiato Benzema con
qualche responsabilità della
coppia centrale, e da lì alla fine del tempo c’è stato soltanto il Real. Ha sbagliato un
sinistro comodo Ronaldo, ha
centrato il palo Benzema
mentre al Napoli di tutto
quel che Sarri aveva preparato riusciva soltanto il fuorigioco sistematico: ma
niente di buono dalla metà
campo in su. Calato Hamsik,
dopo un grande avvio, era
salito in cattedra Modric:
mentre di qua Diawara e
Zielinski sbagliavano troppo
in uscita, la coppia di destra
era sovrastata da Marcelo e
Ronaldo, e Mertens anziché
la parte dell’uomo in più recitava confusamente quella
dell’uomo in meno.
Restava una speranza:
quella di riuscire a risistemarsi nell’intervallo. Ma ormai il Real aveva sentito
l’odore del sangue. Un destro d’incontro di Kroos, su
grande giocata di Cristiano,
e un altro ciclonico di Casemiro hanno sistemato la
pratica prima del tempo. Ha
mancato l’occasione di riaprirla Mertens, da due passi, ma anche Marcelo di sigillarla nel finale. In teoria il
3-1 qualche speranza di rimonta la concede. In teoria.
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36 .Sport

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

Nuova vita Dybala
“Rinnovo con la Juve
ma mi manca il gol”

LA CORSA A BELOTTI

Un Gallo
per Ancelotti
Contatto
Bayern-Toro
FRANCESCO MANASSERO
TORINO

L’argentino si scusa con Allegri per Reggio Emilia
e cerca ancora il giusto equilibrio nel modulo 4-2-3-1

Personaggio
GIANLUCA ODDENINO
TORINO

stato il primo a segnare
con il nuovo modulo 42-avanti tutti, dopo neanche 5 minuti di gioco di
quel Juve-Lazio che ha rivoluzionato i bianconeri, ma ora
Paulo Dybala soffre la sua
prima vera crisi di rigetto.
Non solo perché non ha più
segnato in campionato da
quel 22 gennaio («Il gol mi
manca un po’», ha ammesso),
ma anche perché ora deve fare tutto un altro mestiere. Più
da numero 10 che da attaccante tutto istinto e qualità,
anche se la Joya nell’iperoffensivo sistema di gioco sta
cercando ancora il suo centro
di gravità permanente. «Così
attacchiamo di più e difendiamo tutti - analizza l’argentino
-: io sono cresciuto nel modo
di giocare, anche se ora c’è
meno spazio per me. Il mister
mi chiede di indietreggiare
un po’, di non essere tra le linee, e per prendere palla devo avvicinarmi un po’ al cen-

È

2021
scadenza
Pronto
il nuovo
contratto
di Dybala
L’argentino
guadagnerà
fino a 7 milioni di euro
netti all’anno

trocampista per poi cercare
l’imbucata per gli altri attaccanti, che fanno il movimento».
L’effetto Palermo

Dybala spiega perfettamente il
suo nuovo mondo, anche se resta l’astinenza realizzativa. «Ho
avuto anche un po’ di sfortuna aggiunge a Sky - col salvataggio
sulla linea a Crotone o il palo
contro l’Inter. Sono tranquillo:
sto giocando per la squadra e
facendo quello che mi chiede il
mister». Per sbloccarsi punta il
suo Palermo, nell’anticipo di do-

Argentino
Paulo Dybala,
23 anni,
è stato
portato
in Italia
dal Palermo
La Juve l’ha
prelevato
nell’estate
2015 per
complessivi
40 milioni
di euro

Così attacchiamo di più e
difendiamo tutti, anche se ora c’è
meno spazio per me. L’allenatore
mi chiede di indietreggiare un po’
LAPRESSE

Paulo Dybala

31
gol
Segnati
da Dybala
in 70 partite
con la Juve
In questa
stagione ne
ha realizzati 8
tra campionato e coppe

«Mi sono chiarito con Allegri svela l’attaccante juventino -: a
Reggio Emilia è stato un mio errore e non succederà mai più.
Ho imparato che quelle cose
non servono, che fanno male».

Attaccante
della Juventus

mani sera allo Stadium (Juve
sempre vincente di venerdì nella nuova casa, l’ultima volta con
gol della Joya), con una promessa: «Se segno, non esulto per rispetto». Quindi niente maschera da gladiatore, ma un cuore
da ex in piena sintonia con le
sue ultime mosse per chiudere
il passato e costruire il futuro.

Tra Champions e contratto

La mano, invece, è pronto a
stringerla il prima possibile a
Beppe Marotta. «Siamo molto
vicini al rinnovo di contratto annuncia Dybala - e manca pochissimo. Il mio procuratore

deve arrivare in questi giorni in
Italia dall’Argentina per discutere degli ultimi dettagli. Devono mettersi d’accordo loro, ma
la disposizione da parte nostra
c’è. Assolutamente». Il modo
migliore per tornare in copertina e caricarsi per la Champions. L’anno scorso, agli ottavi,
aveva segnato il suo primo gol
europeo. Contro il Porto cerca il
colpo grosso, anche battendo
altre e nuove strade.
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C’è anche la
Fiorentina

GUGLIELMO BUCCHERI
INVIATO A MADRID

C’è un Sottomarino Giallo che
aspetta la Roma in Europa
League e parla italiano, anzi in
dialetto. Il Sottomarino Giallo
è la squadra di Vila-Real, 80
chilometri a Nord di Valencia
e, da almeno un decennio, terra dorata per i nostri connazionali del pallone. Il Villarreal, oggi sesta forza della Liga
spagnola, aprì le porte ad
Alessio Tacchinardi, poi a
Giuseppe Rossi ed ora vive
anche sui racconti del trio Bonera, Soriano e Sansone.

ANSA

Impegno
esterno anche
per i viola
impegnati a
Moenchengladbach
contro il
Borussia
Dice
Paulo Sousa:
«Chi passerà
avrà molte
chance di
arrivare fino
in fondo»

Basket, Coppa Italia

Final Eight a Rimini

Missione in Inghilterra

In breve

I giocatori della Roma sul campo del Villarreal
Tedeschi napoletani

Bonera, ex Milan, è atterrato
nel regno delle ceramiche già
un anno e mezzo fa e alla sua
seconda avventura in giallo
appare sempre più attore non
protagonista (due presenze in
Liga). Chi, invece, vive a pieno
titolo dentro al progetto di un
club che è riuscito a toccare la
semifinale di Champions League, contro l’Arsenal dieci
stagioni fa, sono gli amici di
una vita Soriano & Sansone.
«Nello spogliatoio ci intendiamo nel dialetto campano - dice il primo -, ma potremmo
anche dialogare in tedesco...».
Tedesco? Sì, perché entrambi
hanno scaldato i muscoli, da
ragazzini, nelle giovanili del
Bayern Monaco partendo da
due piccoli paesi in provincia
di Avellino e di Salerno. Gli
italiani di Vila-Real hanno

Villarreal

n La

Roma

(4-4-2)

(3-4-2-1)

TV8 – SKY SPORT 1

1

ORE 21,05

19

Asenjo Alisson

2

Mario Gaspar Manolas

44

6

Victor Ruiz Fazio

20

12
11

2

Álvaro Rudiger

8 Jonathan Dos Santos De Rossi
21

B. Soriano Strootman

14

16

Volley, Champions

6

Vince Civitanova

Trigueros Emerson Palmieri 33

20

11

R. Soriano Salah

18

4

Sansone Nainggolan

17

9

Bakambu Dzeko

ARBITRO: MAKKELIE (OLANDA)

Florenzi è forte e non si
abbatte. Di nuovo
operato? Temo di
tutto, è una sensazione
di malessere la mia
Luciano Spalletti
Allenatore
della Roma

preso casa a Valencia e, insieme, fanno su e giù per gli allenamenti. Bonera è la chioccia,
Soriano l’architetto là in mezzo
e Sansone il pericolo per le difese della Liga: sua la rete da
copertina al Barcellona che fece sognare il bottino pieno (1-1
il finale), gol che si aggiunge
agli altri sei già realizzati.

A caccia del primo trofeo

E la Roma? I giallorossi hanno
messo l’Europa League fra i desideri di stagione. Anche perché un successo fuori confine
porterebbe prestigio alla gestione Usa in cerca del primo
alloro. Spalletti, però, ha un
pensiero fisso che gli toglie il
sorriso. «Come sta Florenzi?
Lui è forte - risponde -, non si
abbatte e voleva parlare di questa partita. Ma, l’altro giorno,
ero nello spogliatoio quando mi
ha detto che gli faceva male il
ginocchio. Se temo una nuova
operazione? Temo di tutto, per
cui la mia è una sensazione di
malessere». Florenzi si era rotto il crociato sinistro lo scorso
ottobre: il conto alla rovescia
per il rientro era cominciato.
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All: ESCRIBÀ

Coppa Italia, primo
trofeo del 2017, viene assegnata a Rimini. Oggi il via alle
Final Eight con i quarti di finale Reggio Emilia-Capo
d’Orlando (ore 18) e MilanoBrindisi (20,45), domani
Avellino-Sassari (18) e Venezia-Brescia (20,45). Sabato le
semifinali (17,30 e 20,45), domenica la finale (18), tutto su
RaiSport. Oggi la Federazione premia Gianluca Basile,
argento ad Atene 2004, che
si è ritirato.

13

Jaume Costa Bruno Peres

All: SPALLETTI

n Nella

5ª giornata di
Champions, Civitanova vince
3-1 sul campo del Liberec
(Rep. Ceca) e resta in corsa
per il primo posto nel girone.

Ciclismo, Ruta del Sol

Rosa protagonista
Borussia M.

Fiorentina

(4-2-3-1)

(3-4-2-1)

SKY SPORT 1

1
24
4
3

ORE 19

Sommer Tatarusanu
Jantschke Sanchez
Vestergaard G. Rodriguez
Chrstensen Astori

17

Wendt Tello

8

Dahoud Badelj

6
7
10
19

Kramer Borja Valero
Herrmann Olivera
Hazard Bernardeschi
Johnson Ilicic

28

Hahn Kalinic

ARBITRO: GIL MANZANO (SPAGNA)
All: HECKING

All: SOUSA

12
6
2
13

n Diego

Rosa in evidenza
nella prima tappa della prima tappa della Ruta del Sol,
da Rincòn de la Victoria a
Granada di 155 chilometri.
L’azzurro si è piazzato
quarto nella volata vinta da
Valverde e ha preceduto
Contador (6°).

16
5
20
15
10
72
9

LAPRESSE

Andrea Belotti, 23 anni

Immobile con il Borussia Dortmund da tenere in considerazione, squadra con cui l’ex punta del Toro andò incontro ad un
sonoro ridimensionamento.

L’ANDATA DEI SEDICESIMI DI FINALE CONTRO LA SQUADRA DI BONERA, SANSONE E SORIANO

Europa League, la Roma fa sul serio
Il Villarreal “italiano” primo ostacolo

Concretezza tedesca. Ieri si è
aggiunta un’altra puntata a
quello che diventerà il tormentone della primavera-estate
del Toro. È piombato anche il
Bayern Monaco su Andrea Belotti, che nonostante un contratto valido fino al 2021 e una
clausola monstre da 100 milioni di euro, continua a calamitare pretendenti. Lo segue la
Premier, ma qualcun altro ha
già chiamato la società granata: il Gallo ha stregato anche
Carlo Ancelotti, che lo vorrebbe portare con sé in Bundesliga. Il club bavarese, nel tentativo di anticipare la concorrenza, ha telefonato al Toro per
aprire un ponte ufficiale con il
club di Urbano Cairo. Che non
farà sconti a nessuno, ma non
ha preferenze. Sarà più dura
convincere l’attaccante, visto
che la Germania non è al primo
posto dei suoi desideri, anche
se la richiesta di un tecnico
esperto come l’ex Real e Psg
potrebbe fare la differenza. E
poi c’è anche il precedente di

Nuoto, crollo

Hackett agli arresti
n Grant

Hackett arrestato per violenza domestica.
L’australiano, oro nei 1.500 a
Sydney 2000 e Atene 2004,
maneggiava un coltello in
casa dei genitori. Il padre ha
chiamato la polizia.

Belotti oggi pensa esclusivamente a conquistare il titolo
di capocannoniere del campionato, tanto c’è una squadra
che lavora per lui - e per il Toro - anche sul mercato. È quella formata da agenti ed intermediari che la settimana
prossima, tanto per cominciare, volerà in Inghilterra per
verificare le richieste dei club
della Premier. Soprattutto
quelle di Chelsea (che pure
sta rinnovando il contratto a
Diego Costa) e Manchester
United, stimolati dagli allenatori Conte e Mourinho che
stravedono per il bomber italiano. Ma anche Arsenal e Liverpool sono in griglia.
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Ko Valdifiori
Obi fuori 2 mesi
n Perde 3 pedine in

un giorno, Mihajlovic.
Obi starà fuori 2 mesi
per lo stiramento alla
coscia sinistra patito
contro il Pescara. Domenica a Roma, poi,
mancheranno anche
Valdifiori e Castan. Il regista ha subito un taglio alla caviglia in allenamento (almeno una
settimana di stop), il difensore una ricaduta
che lo costringerà ad altri 10 giorni di allenamenti differenziati. [F. M.]

W

LA STAMPA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

Sport .37

.

MONDIALI DI BIATHLON, IMPRESA DELLA RUNGGALDIER

Personaggi

Infallibile Alexia
Bronzo nella 15 km
senza errori al tiro

DANIELA COTTO
INVIATA A SANKT MORITZ

desso tocca a loro, alle
gigantiste, le primedonne rivali dello sci
italiano: sei podi raccolti durante la stagione con Sofia
Goggia, Marta Bassino e Manuela Moelgg e una vittoria
con Federica Brignone. Tra
le porta larghe siamo la squadra da battere, un team agguerrito tutto carattere e voglia di spaccare il mondo. Le
azzurre si giocano le ultime
carte per risollevare un Mondiale finora sotto tono dal
punto di vista dei risultati e
sopra le righe per le turbolenze «da spogliatoio».
Oggi è il giorno della verità, dentro o fuori, e a nulla
serviranno le chiacchiere e le
polemiche sollevate attorno
al team nella prima settimana iridata. Le ragazze si giocano la faccia, l’Italia sta aggrappata a Goggia&Co. per
evitare il bis di Vail 2015,
quando la spedizione tornò a
casa senza gloria (l’ultimo
oro in gigante risale a 20 anni
fa con Deborah Compagnoni). Ma è tutto il sistema ad
essere messo in discussione
a St. Moritz, perché dal risultato dipenderanno anche le
sorti di alcuni tecnici.

Talento

A

Federica
Brignone,
26 anni,
una vittoria
quest’anno
in Coppa
del Mondo

ANSA

*fuori per infortunio

Così nei giganti di questa stagione
ITALIA

FRANCIA 6
Tutti di Tessa Worley, 3 primi e 3 secondi posti

7 PODI
22/10/2016, Soelden: 3a Marta Bassino
26/11/2016, Killington: 3a Sofia Goggia
10/12/2016, Sestriere: 2a Sofia Goggia
27/12/2016, Semmering: 3a Manuela Moelgg
07/01/2017, Maribor: 2a Sofia Goggia
24/01/2017, Plan de Corones:
1a Federica Brignone, 3a Marta Bassino

USA 3

NORVEGIA 1

Tutti di Mikaela Shiffrin
2 primi e 1 secondo posto

Nina Loeseth
1 secondo posto

SVIZZERA 3

GERMANIA 1

Tutti di Lara Gut*
1 primo e 2 terzi posti

Viktoria Rebensburg
1 terzo posto

AP

LUCA CASALI

Il gigante della riscossa
Italia, ultima chance
per salvare il mondiale

Goggia e il team privato

È una stagione particolare,
questa, le Olimpiadi di PyeongChang sono alle porte,
l’anno prossimo si gareggerà
sui tracciati della Corea del
Sud, a due ore da Seul, e i
problemi non saranno differenti da quelli affrontati in
Svizzera. «Bisogna sciare anche sulla marmellata», suggerisce l’ex allenatore della
stella slovena Tina Maze
strizzando l’occhiolino alla
Goggia che ha già fatto un
pensiero al team privato, anche se «è una scelta dura, da
valutare». In gigante il livello
tecnico è altissimo. La favorita è la francese Tessa Worley,
27 anni, 3 vittorie e 3 secondi
posti in Coppa, una macchina da guerra della specialità.
Ma attenti a Mikaela Shiffrin, 2 vittorie e un secondo
posto: l’americana ha disertato la velocità per puntare
sulle discipline tecniche. È da
medaglia anche la tedesca
Viktoria Rebensburg. In pochi centesimi dovranno inserirsi le azzurre. In gigante si
riparte dal successo di Federica Brignone a San Vigilio di
Marebbe, l’azzurra sa come

Precisa
Alexia Runggaldier, 25
anni, durante
l’individuale
di biathlon ai
Mondiali di
Hockfilzen
(Aut). Oro alla
tedesca Dahlmeier, argento alla ceca
Koukalova

Ragazze a caccia del 1° podio. In bilico anche i tecnici
salire sul podio, l’ha fatto a
Garmisch nel 2011 con l’argento: «Sto bene, andrò a tutta».

sa, ambivo all’oro però, nonostante non l’abbia ottenuto,
esco dalla prima settimana con
una consapevolezza pazzesca
nei miei mezzi. Nel superG ero
inesperta, ora andrei al cancelletto di partenza con un altro
atteggiamento. In gigante scendo a cuor leggero, non ho nulla
da perdere». E ancora: «Poi
penserò alla coppa del mondo».
È alle prese con un problema
addominale la capitana Manuela Moelgg: «Il mio fisico mi mette di nuovo alla prova, è il mio
ultimo Mondiale». Grande attesa per Marta Bassino, spensieratezza e talento, la piccola della squadra, «Dory» per tutti: «È
il mio soprannome, l’aveva scelto il mio skiman perché vivo nel
mio mondo. Sugli scarponi
metterò l’adesivo del cartone
animato». Impermeabile alle
tensioni, scende per la prima
volta da titolare. Potrebbe essere l’outsider di casa Italia.

La capitana Moelgg

Sofia Goggia non ha ancora
smaltito la delusione del quarto
posto in discesa: «Era la gara
dei sogni, ho dato tutta me stes-

St. Moritz, in pista ore 9,45 e 13
n Gigante donne, oggi ore 9,45 e 13

(RaiSport/Eurosport). Le azzurre: Marta
Bassino (n. 5), Federica Brignone (6) , Sofia Goggia (3) e Manuela Moelgg (10).
Pettorale 1 la francese Worley. Domani,
gigante uomini (stessa ora). Ieri gli slalomisti hanno lasciato Livigno per St. Moritz. Stefano Gross, Patrick Thaler e Manfred Moelgg: «Pronti per una medaglia». Moelgg ha recuperato dal problema alla schiena.

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Worley
Francese, 27
anni, 3 ori
mondiali
in carriera

Il talento, nel biathlon, ha due
facce. Come quelle della medaglia di bronzo che Alexia
Runggaldier, solo un anno fa,
nemmeno sognava di poter
vincere. Bisogna avere un
motore di grossa cilindrata
per essere veloci sugli sci
stretti del fondo ed essere
cecchini al tiro, se si vuole
vincere. Runggaldier è tiratrice eccelsa ma sugli sci non volava. E così è stata rimandata
in Ibu Cup a farsi le ossa. Come uno studente che non è
ancora pronto a passare l’anno. A 25 anni, l’altoatesina di
Santa Cristina in Valgardena,
dove più che al biathlon i piccoli sciatori danno del tu allo
sci alpino, si è messa a studiare. Andava a scuola di biathlon assieme a Dorothea
Wierer quando, nel 2008 vinse il bronzo nella staffetta dei
mondiali Juniores. Poi è cresciuta da sola. Ad Oslo, ai
mondiali del 2016, torna in
prima squadra e, nell’individuale – dove ogni errore al tiro costa 1’ di penalità – sfiora
la top ten con 1 errore.
«Pensavo solo a sparare»

Shiffrin
Americana,
21 anni, 1 oro
olimpico
e 2 mondiali

Il team azzurro torna a credere in lei. In estate Runggaldier si allena con la squadra di
Coppa del Mondo. Migliora a
vista d’occhio, ma in autunno
è stanca. Torna ad allenarsi
con il suo gruppo sportivo militare, le Fiamme Oro, ed è la
svolta. Il lavoro da operaia paga. Le compagne sulla neve,
in quota; lei con gli ski roll, in
basso. La sua gara è l’individuale. Arriva Anterselva e

nella bolgia dell’unica tappa
italiana del circus Runggaldier
tira fuori la gara giusta. In mezzo alle raffiche di vento si esalta. Sbaglia meno delle altre e
con 1 errore è terza. Da lì a meno di un mese in agenda c’è l’appuntamento da circoletto rosso: l’individuale dei campionati
del mondo di Hockfilzen, in Austria. «Non mi sentivo granché,
prima del via. Ho solo pensato a
sparare bene». Non ha sbagliato mai. Le due facce della medaglia si ritrovano: perfetta al
tiro e abbastanza veloce sugli
sci per essere lassù in alto. Ai
Mondiali contano solo i metalli,
non i piazzamenti. Runggaldier
ha aperto la serie di quelle azzurre nei campionati del mondo 2017 degli sport invernali:
bronzo dietro la tedesca Laura
Dahlmeier e la ceca Gabriela
Koukalova. Adesso tocca agli
altri: discesisti e fondisti.
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Domani staffetta
Azzurre da podio
n Oggi tocca agli uo-

mini gareggiare nell’individuale (ore 14,30,
Eurosport).
L’Italia
schiera: Windisch, Hofer, Montello e Bormolini. Favorito il francese
Martin Fourcade, campione uscente. Domani
staffetta femminile
con l’Italia che vuole la
seconda medaglia.

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GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA STAMPA 38

39

LA STAMPA

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TELEFONO 0171 609122
FAX 0171 488249

Sarà sostituito da Giuseppe Pagano

Il questore Giovanni Pepè torna in Lombardia
Cambio al vertice della Questura di Cuneo dove, dopo
poco più di due anni e mezzo,
lascia il questore Giovanni
Pepè: dal 1° marzo la polizia
della Granda sarà guidata da
Giuseppe Pagano, 61 anni, attuale dirigente della polizia
ferroviaria della regione Calabria. Giovanni Pepè diven-

terà questore di Varese. Prenderà servizio tra due settimane. Prima della promozione a
Cuneo era stato dirigente della
polizia di frontiera della Lombardia, dove risiede la sua famiglia. Ha lavorato anche alla
Squadra mobile di Milano.
Giuseppe Pagano, che ha
origini campane, conosce

Giovanni
Pepè

Condizioni di
alta pressione
mantengono
il cielo sereno
con aria mite;
domani aria
umida sulle
pianure determinerà un
aumento
delle nebbie e
nubi basse.

3° 14°
Oggi
Soleggiato con
nebbie su basse
pianure fino al
primo mattino.

3° 14°
Domani

E PROVINCIA

I commercianti di due piazze hanno incontrato il sindaco

Stasera a Bra

Centro di Alba tutto pedonale
“Rischiamo danni enormi”

Un concerto
per promuovere
i voli a Tirana
da Levaldigi

Timori per i nuovi varchi che saranno operativi dal primo marzo

Musica per festeggiare i voli da Cuneo all’Albania. Succede stasera, a Bra, al convegno-concerto in programma alle 20,30 nella
chiesa di Santa Chiara.
Sono iniziati qualche settimana fa i voli bisettimanali
«low cost» da Levaldigi a Tirana gestiti dalla compagnia
Fly Ernest. Oltre ai rinnovati
servizi aeroportuali per l’Albania, durante l’incontro,
moderato da Alessandro
Zorgniotti, saranno illustrati
anche vari progetti di cooperazione sociale e turistica
che legano le città di Bra e
Fossano con Lezha.
Per festeggiare l’iniziativa è stato organizzato il concerto del soprano Alisa Katroshi che proporrà brani albanesi e italiani. Sarà presente il vicesindaco di Lezha
Alfrida Marku. L’associazione «A cuore aperto», che
rappresenta la comunità albanese a Bra, guidata da
Giulio Celiku, illustrerà le
proposte di convenzione con
associazioni imprenditoriali, scolastiche e pensionistiche per valorizzare il legame
con il Paese delle aquile.
Il rapporto tra Bra e
Lezha, che porterà a un Patto di amicizia, si sta rafforzando anche grazie a esperienze concrete. Nei prossimi giorni un apicoltore braidese, Dario Pozzolo, volerà
nella cittadina albanese per
tenere corsi agli apicoltori
locali per iniziare un percorso di collaborazione, partendo dal mondo agricolo. [M. Q.]

«La nostra clientela è di passaggio: se le auto non potranno più passare rischiamo di
perderla. Un danno enorme».
Lo hanno detto ieri alcuni
commercianti delle piazze
Garibaldi e San Francesco all’incontro con il sindaco di Alba preoccupati in vista del 1o

Verzuolo

Nel 2006 tentò
di uccidere
Catturato

4° 10°

Deve scontare 11 anni
Aveva trovato ospitalità
nel Bergamasco

Irregolarmente
nuvoloso
o nuvoloso
al mattino,
schiarite
in giornata.

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GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

Soleggiato, ma
sulle pianure
nebbie più
estese fino al
mattino e
addensamenti
in giornata.

Sabato

molto bene la realtà della
Granda: è residente a Cuneo,
ed è stato vice questore vicario nel capoluogo provinciale
tra il 2004 e il 2008. Ha lavorato ad Alessandria (dal 2008
al 2010), sempre come vice
questore, e per un lungo periodo anche a Roma, al ministero degli Interni, occupandosi
di personale, immigrazione,
analisi criminale e ha diretto
l’ufficio interforze per la sicurezza del personale.
[L. B.]

CUNEO

Che
tempo
fa
Situazione

Giuseppe
Pagano

CN

marzo, quando diventerà operativa la seconda della pedonalizzazione del centro storico. I
negozianti chiedono di spostare
i varchi di 200 metri. Marello
rassicura:«Tutta la città avrà
benefici dalla novità».
Cristina Borgogno

Ieri visita del ministro Calenda
Investimenti all’Alstom di Savigliano
Il lavoro è garantito fino al 2020

A PAGINA 41

Andrea Giaccardi A PAGINA 51

LA «VERDE» DEDICATA A LANGHE, ROERO E MONFERRATO

Andrea Garassino A PAGINA 52

Lutto

Morta di tumore
la food blogger
Silvia Leoncini
Originaria di Genova
da tempo abitava
a Frabosa Soprana

Guida del Touring sulle colline Unesco
Roberto Fiori A PAGINA 47

Chiara Viglietti A PAGINA 53

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CN

40 .Cuneo e provincia

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

LA GRANDA IN TV
La trasmissione mette in gara i Comuni italiani. In palio uno scuolabus

Boves campione delle rimonte
nel weekend sfida Manfredonia

La sfida
Masterchef
nel castello
di Guarene
n È il sette-

centesco castello di Guarene,
trasformato da
alcuni anni in
lussuoso resort,
il protagonista
della puntata in
esterna di Masterchef Italia, in
programma
stasera su Sky
Uno. I cuochi
amatoriali in
gara si cimente-

Già due le vittorie consecutive a “Mezzogiorno in famiglia” sulla Rai
Atmosfera
goliardica

MATTEO BORGETTO
BOVES

Boves campione delle rimonte e
fenomeno mediatico grazie alle
due vittorie consecutive a
«Mezzogiorno in famiglia», la
trasmissione di Rai Due che
mette in gara i Comuni italiani e
consente di aggiudicarsi uno
scuolabus. Dopo il successo di
due settimane fa contro Grado
(Gorizia), i bovesani si sono ripetuti domenica superando
Cortona (Arezzo), città Natale
di Jovanotti. E gliele hanno
«suonate», nonostante il leggero svantaggio accumulato al sabato nei giochi di abilità, fortuna e cultura. Cosa già avvenuta
alla puntata precedente con un
recupero che ha appassionato
centinaia di cittadini in piazza
dell’Olmo, collegata in diretta
con gli studi Rai a Roma.
«Straordinario il coinvolgimento di giovani, famiglie, anziani, gruppi frazionali, comitati, scolaresche - dice il sindaco, Maurizio Paoletti -. Sono riusciti a trasmettere
un’immagine vivace e positiva
della nostra città, con importanti ricadute anche dal punto di vista turistico».
E rivela di aver ricevuto, ieri, la lettera di una pensionata
di Chiavari (Liguria), che chiede di consigliarle un albergo
per una vacanza a Boves. La
trasferta a Roma dei dodici
concorrenti, costa al Comune
1.500 euro a weekend.
«Soldi ben spesi - aggiunge
Paoletti - se consideriamo che
la trasmissione ha avuto un
milione di ascolti soltanto il
sabato, 1,6 milioni la domenica. Un’ottima occasione per
presentare le eccellenze del
nostro territorio».

ranno in uno dei
grandi classici
piemontesi e
saranno giudicati dai membri
della Confraternita del Bollito e
della Pera Madernassa. Con
loro, ci saranno
anche i 4 super
giudici Carlo
Cracco, Antonino Cannavacciuolo, Joe Bastianich e Bruno
Barbieri. La
competizione è
ormai entrata
nel vivo: finito il
tempo delle
alleanze e delle
amicizie, ogni
concorrente
penserà per sé
con l’obiettivo
di diventare il
sesto MasterChef d’Italia. La
registrazione
della puntata
risale allo scorso
[R. F.]
luglio.

I protagonisti

Sono stati intervistati, tra gli altri, collezionisti, artigiani, il
parroco don Bruno Mondino
che ha descritto la parrocchiale, i coniugi Rosa e Natalino per
i loro 67 anni di matrimonio,
l’esperta di enogastronomia Elma Schena che ha presentato le
migliori ricette della tradizione
bovesana. Altre immagini, sto-

Dopo
il successo
di due
settimane fa
contro Grado
(Gorizia)
i bovesani si
sono ripetuti
domenica
superando
Cortona
(Arezzo), città
Natale
di Jovanotti
Alcuni
concorrenti
intenti a farsi
un selfie

FOTOSERVIZIO SERGIO LANTERI

rie e aneddoti saranno raccontate sabato e domenica (dalle 11
alle 13), alla terza sfida consecutiva - decisiva per accedere alle
finali - contro Manfredonia
(Foggia). La troupe della Rai sarà in piazza Caduti, mentre in
piazza dell’Olmo torneranno gli
ambulanti del mercato, «sfrattati» nelle scorse puntate.
«Siamo sicuri del grande tifo

Il tifo
Straordinario
il coinvolgimento
di giovani,
famiglie,
anziani, gruppi frazionali,
scolaresche

della cittadinanza - dice l’assessore comunale alle Manifestazioni Raffaella Giordano - ed invitiamo i cuneesi a televotare
per Boves. L’atmosfera in città
è elettrizzante, la trasmissione
ha avuto un’enorme eco (10 mila
visualizzazioni dei nostri video
su Facebook) e tanti vogliono
dare il loro contributo».

Intervistati
L’esperta di
enogastronomia
Elma Schena
ha presentato
le migliori
ricette
bovesane

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II racconto dell’esperienza televisiva

Personaggio
GIULIA SCATOLERO
PIASCO

era anche un po’ di
Saluzzese nella seconda puntata di
«C’era una volta Studio Uno»,
miniserie televisiva trasmessa l’altra sera nel «prime time» di Rai Uno. Christian La
Rosa, 30 anni, di Piasco, ha interpretato Simone, uno fra gli
autori del programma di Antonello Falqui e Guido Sacerdote. Un piccolo ruolo, il primo nel mondo della fiction televisiva per l’attore avvicinatosi alla recitazione 15 anni fa
con il Teatro del Marchesato
di piazza Vineis a Saluzzo
(con cui tutt’ora collabora) e
formatosi allo Stabile del capoluogo regionale.

Attore di Piasco nella fiction
“Cera una volta Studio Uno”

C’

Christian La Rosa, 30 anni, in «C’era una volta Studio Uno»

«Le riprese si sono svolte un
anno fa, in quattro giornate a
Torino - racconta -. È stata
un’esperienza molto positiva
che mi ha anche permesso di rivedere colleghi e amici». «I
tempi televisivi sono velocissimi e occorre capire subito ciò
che serve alla produzione - continua -. Rispetto al teatro serve
una gestualità e mimica diversa, più contenuta e asciutta».
La Rosa, già doppiatore anche della serie tv israeliana
«Fauda» andata in onda su Netflix, si confronterà di nuovo con
il mondo televisivo molto presto: nelle prossime settimane
reciterà nella seconda serie di
«Non uccidere», in programma

quest’anno su Rai3. «Mi piace
poter provare tutte le declinazioni del mestiere dell’attore,
cercando di essere meno settoriale possibile - racconta La Rosa -. Il cinema è un mondo che
mi piacerebbe approfondire».
«Pinocchio»

Un’esperienza quella con Lux
Vide e Rai Fiction, co-produttori di «C’era una volta Studio
Uno», andata in onda al termine di un periodo «impegnato»
per la Rosa, fino alla settimana
scorsa sul palco del Piccolo Teatro di Milano in «Pinocchio» di
Antonio Latella. «È mentre lavoravamo a “Santa Estasi”
(Premio Ubu come miglior

Alcuni dei ragazzi selezionati

Nuovo casting

Slitta l’inizio
delle riprese
Mancano
comparse
LORENZO BORATTO
CUNEO

Si sono presentati in oltre
400 in appena quattro giorni,
ma non bastano ancora: perché per le riprese del film «Tu
mi nascondi qualcosa» (dureranno cinque settimane, quasi interamente fatte a Cuneo)
servono oltre 500 comparse.
Così nei prossimi giorni si
farà un nuovo casting, sempre presso la Promocuneo di
corso Kennedy 5f. Finora sono stati accettati tutti quelli
che si sono fatti avanti, tranne alcuni bimbi perché il numero era eccessivo rispetto
alle esigenze dei produttori.
Il film, una commedia destinata alla proiezione nei cinema, avrà la regia di Giuseppe Loconsole e tra gli attori ci sono Alessandro Tiberi, Rocco Papaleo, Giuseppe
Battiston, Sarah Felberbaum ed Eva Robin’s. Tante
le location già scelte in città:
appartamenti privati e alcuni negozi, il teatro cittadino
Toselli e il luna park in piazza
Galimberti. Ancora nei prossimi giorni lo scenografo proseguirà i sopralluoghi per individuare altri posti di Cuneo
dove girare alcune delle scene della pellicola.
Poiché servono più comparse (alcune con piccole
parti recitate che saranno retribuite, la maggior parte
gratuite) è slittato anche l’inizio delle riprese: sarà lunedì 6
marzo. Si dovrebbe iniziare a
girare in via Roma, all’interno della Fondazione Crc, che
per l’occasione darà un locale
che sarà allestito come la casa di uno dei protagonisti.
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spettacolo dell’anno e come migliori attori under 35, ndr) che
mi ha chiesto di interpretare
Pinocchio - spiega La Rosa -.
Spettacolo stratificato, ricco di
suggestioni, fedele all’opera di
Collodi più oscura delle versioni di Disney e Comencini».
«È stato molto impegnativo
sia a livello emotivo che tecnico - prosegue -: Pinocchio è
iperattivo, non sa controllare
le emozioni e cambia nel tempo in un percorso che ho così
affrontato anch’io». Un «Pinocchio noir» ben criticato che
sarà riproposto a Milano con
l’auspicio del gruppo di portarlo anche in altri teatri.
Prima però per La Rosa due
appuntamenti all’Olivero di Saluzzo e, a luglio, il Festival d’Avignone in «Santa Estasi». Il 30
marzo, l’attore piaschese sarà
regista di «Diciamoci tutto». Il
4 maggio sarà regista e attore
in «N.I.» per raccontare le dinamiche che si creano durante i
colloqui di lavoro.
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CN

LA STAMPA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

.

Cuneo e provincia .41

CENTRI STORICI SENZ’AUTO
Alba, appello al Comune dei commercianti delle piazze Garibaldi e San Francesco

Pullman
gratuiti
porteranno
ai posteggi

“Spostate di 200 metri l’isola pedonale”
Dal 1o marzo stop ai veicoli tutto il giorno. Gli esercenti: perderemo la clientela

n Partiranno

CRISTINA BORGOGNO
ALBA

con la pedonalizzazione, il primo
marzo, le navette - gratuite per
quattro mesi lungo l’anello
della circonvallazione, per collegare i principali
parcheggi della
città e i luoghi di
interscambio
albesi. Chiesto
dall’Associazione commercianti
e offerto dal
Comune, in
collaborazione
con l’Agenzia
metropolitana
piemontese, il
servizio sarà
sperimentale
fino al 30 giugno
e offrirà ai cittadini passaggi
ogni 15 minuti.
Le navette saranno da 16 posti e
circoleranno in
senso antiorario
passando da
piazza Garibaldi,
corso Matteotti,
piazza Cristo Re,
corso Italia e
corso Coppino, e
prevedendo
fermate in punti
strategici come
caserma dei
carabinieri,
mercato, Egea,
bocciofila, stazione dei treni e
dei pullman,
campi sportivi e
Palazzo mostre e
congressi. [CR. B.]

La mappa

Il sindaco

Uno spostamento di circa 200
metri. È quanto chiedono i
commercianti di piazza Garibaldi e piazza San Francesco
che guardano con preoccupazione alla data del primo marzo, giorno in cui diventerà operativa la seconda fase della pedonalizzazione del centro storico di Alba (l’area è segnalata
in azzurro nella mappa a lato).
Alcuni negozianti, ieri, si sono
presentati a palazzo comunale
con i vertici dell’Associazione
commercianti albesi, per un incontro a porte chiuse con il sindaco Maurizio Marello.

“Cambiare
fa paura
però la città
avrà benefici”

subisca una blindatura - aggiunge Attilio Cammarata, presidente del comitato di quartiere Centro storico -. Il rischio è
allontanare la gente anche da
aziende e attività commerciali
insediate qui da sempre».

«Il cambiamento fa sempre
paura, ma la nostra intenzione non è penalizzare il
commercio, anzi. Anche ai
tempi della pedonalizzazione di via Maestra ci fu chi
era contrario, eppure oggi
mai potremmo pensare alle
automobili che passano da
lì». Il sindaco Maurizio Marello ha accolto ieri la delegazione di commercianti
della zona Garibaldi, via Cavour e San Francesco con lo
spirito di un «ulteriore costruttivo confronto».
«Ce ne sono già stati e anche questa volta gli esercenti hanno esposto i loro legittimi dubbi - spiega Marello
-. Ho illustrato ancora una
volta il progetto, ambizioso
sì, ma con l’obiettivo finale
di decongestionare il centro
della città e restituire spazi
ampi a cittadini e turisti.
Capisco la preoccupazione
che un minor passaggio di
veicoli porti a meno introiti
per un certo tipo di attività
commerciali. Ma ricordo
che entrambe le piazze, Garibaldi e San Francesco, sono state oggetto in questi
anni di interventi di decoro
urbano importanti che hanno dato loro una valenza pedonale. Togliere il traffico
da quelle zone significa anche eliminare i problemi di
parcheggio abusivo».
Dopo la riunione, il primo
cittadino si è impegnato a
condividere le riflessioni degli esercenti con i propri assessori oggi, durante la seduta di giunta. Marello:
«Tra le richieste avanzate,
lo spostamento del varco
verso l’imbocco di via Cavour e una soluzione che non
sia h24. Difficile però pensare ad alternative».
[CR. B.]

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I nuovi varchi

Il nuovo varco - corredato di telecamera che applica le multe
attraverso la lettura delle targhe in funzione effettivamente
dal primo aprile - sarà collocato
proprio all’ingresso di piazza
Garibaldi, di fronte all’edificio
del liceo «Leonardo Da Vinci»,
in sostituzione di quello installato lo scorso marzo più avanti,
in via Cavour, rendendo completamente pedonali la piazza
stessa e la vicina piazza San
Francesco, riqualificate da
qualche anno. E tagliando così
il traffico veicolare davanti ai
bar e i negozi dell’area.
«Con un danno immenso per
noi esercenti - dicono Gianluca
Perrone e Cecilia Altamirano
dell’edicola e tabaccheria che si
affaccia sulla piazza -. Il nostro
tipo di clientela è di passaggio:
arriva, ferma l’auto, prende il
caffè, compra il giornale, il pane, fa le commissioni e va via.
C’è già stato un calo di passaggio da quando sono uscite le
prime notizie sulla futura pedonalizzazione. La gente ha paura
di prendere la multa e così cambia zona per fare acquisti».
«Ci siamo incontrati più volte e abbiamo sempre fatto le nostre rimostranze - aggiunge Alberto Novarino della tintoria
Adriana -. In questo modo, facciamo un regalo a supermercati
e centri commerciali».
Timori fra i residenti

Oltre al varco Garibaldi e a
quello di piazza Rossetti, già
chiuso un anno fa, si aggiungono da marzo anche via Gioberti (da via XX Settembre a via

Alberto
Novarino

Cecilia
Altamirano

Gianluca
Perrone

SILVIA MURATORE

L’incontro di ieri tra commercianti e sindaco Marello

Maestra), un doppio accesso
in piazza Michele Ferrero e infine uno in via Calissano (dallo
slargo con via Coppa fino a via
Maestra, consentendo la svolta su via Accademia).
Non sarà una Ztl a orari, ma
il traffico dei veicoli sarà vietato

- salvo le varie categorie - 24 ore
su 24. Una rivoluzione non da
poco per il centro storico della
città, che desta qualche preoccupazione anche tra i residenti.
«Abbiamo chiesto un incontro al sindaco perché c’è confusione e il timore è che il centro

Attilio
Cammarata

Cuneo, i negozianti della strada chiusa al traffico

Retroscena
MATTEO BORGETTO
CUNEO

ia Roma a Cuneo, tre
anni dopo la pedonalizzazione. Fra i commercianti è spaccatura. Chi era favorevole, lo è rimasto. Chi era
contrario, ammette che la
strada «è bellissima», ma dichiara perdite sugli incassi.
Entrambi i fronti lamentano difficoltà d’accesso e soprattutto, la carenza di posti
auto e navette per la clientela. «Errore gravissimo non
realizzare un parcheggio
sotterraneo in piazza Foro
Boario - dice Claudio Merlino, fino all’anno scorso presidente dell’associazione “Il
Porticone” che raggruppa

V

“La nuova via Roma è bellissima
ma pochi parcheggi e niente navette”

90 negozianti -. La gente non è
ancora abituata a camminare.
Ma ormai non si può tornare
indietro e resto convinto della
scelta di chiudere alle auto».
Tra le più accanite sostenitrici dell’isola pedonale, le sorelle
Paola e Anna Fontana: «Confermiamo il parere di tre anni fa. Le
perdite dipendono dalla crisi,
non dalla strada: d’estate, il 70%
degli incassi arriva dagli stranieri, attratti dalla nuova via Roma». «Volevo la chiusura al traffico solo nel weekend - dice Cinzia Cerati della cappelleria Borsalino -. Ora i clienti anziani non
riescono più a raggiungerci.
Servirebbe una navetta».

donalizzazione abbiamo passato anni difficili - dice Paolo Bongioanni dell’edicola “L’Architetto” -. Servirà ancora tempo
perché la clientela si abitui».
Il titolare dell’hotel Lovera
Palace, Giorgio Chiesa: «Il risultato estetico è fantastico,
ma abbiamo problemi di accesso: i pullman non possono
scaricare i bagagli e manca la
navetta. Inutile la Ztl di notte
se non ci sono controlli e le telecamere non registrano i veicoli in uscita».
Bar e ristoranti

Claudio
Merlino

Roberto
Ricchiardi

«Perdita di incassi»

FRANCESCO DOGLIO

Via Roma è diventata isola pedonale tre anni fa

«Fino al 30% di incassi in meno
- aggiunge Patrizia Bertolotti
della Casa del Parmigiano -. I
parcheggi sono lontani, e tanti
rinunciano». «Tra lavori e pe-

Il vicepresidente dei commercianti di via Roma, Roberto
Ricchiardi: «Continuo ad essere favorevole. Alcuni settori
registrano difficoltà, altri meno, altri ancora, come bar e ristoranti, hanno saputo trasformare l’attività, ad esempio potenziando aperitivi e dehor. Va
trovata una soluzione per i
parcheggi e le navette».
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CN

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA STAMPA 42

CN

LA STAMPA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

.

Cuneo e provincia .43

Interessata la «Latterie Alpine» che utilizza un ramo d’azienda

A Cuneo

Arrestato
dalla polizia
per furti
Fissato il prezzo base per la vendita del caseificio di Peveragno, macchinari e terreni in alloggi

Vogliono 1,7 milioni per il Valle Josina
MATTEO BORGETTO
PEVERAGNO

Un milione e 700 mila euro. È
il prezzo a base d’asta per l’acquisto del caseificio «Valle Josina» di Peveragno, in liquidazione da dicembre. L’hanno
quantificato i commissari liquidatori, il presidente Piero
Perucca ed il commercialista
torinese, Roberto Foglio,
prendendo in considerazione
il fabbricato di via Beinette, i
macchinari e alcuni terreni
agricoli circostanti.

L’azienda
Ha sede
a Peveragno
in via Beinette
È stata
fondata
nel 1966
ed è arrivata
a raccogliere
400 quintali
di latte
al giorno

S. Damiano Macra
La «Coralba»
ceduta ai belgi
n La Maira spa ha

Produzione sospesa

Fermata la produzione di formaggio, 27 dipendenti sono in
mobilità e soltanto alcuni di
loro si occupano ancora della
gestione del magazzino e di alcune pratiche burocratiche.
«C’è tempo fino al 30 marzo per presentare le offerte,
con la speranza di un rialzo
che permetta di saldare i due
milioni di debiti - spiega Perucca -. Ma tutti gli sforzi sono
concentrati sui lavoratori,
professionalità che confidiamo siano assorbite dal nuovo
proprietario».
Potrebbe essere la «Latterie Alpine», società che fa capo all’Inalpi di Moretta (per il
51%) ed alla Piemonte Latte di
Savigliano (49%). Oltre a garantire il ritiro della produzione ai soci allevatori (a un prezzo variabile da 32 a 34 centesimi il litro a seconda della
quantità conferita) dal 1° febbraio sta affittando un ramo
d’azienda che ospita i macchinari del caseificio.

«Ci siamo portati avanti con
l’affitto di una parte della struttura e siamo interessati all’acquisto, ma non l’abbiamo ancora formalizzato - dice il presidente di Piemonte Latte, Roberto Morello, che rappresenta
230 soci, il 60% della Granda -.
Aspettiamo la fine del lavoro
dei liquidatori, ma sono fiducioso sull’esito positivo e la salvaguardia dell’occupazione».
Il nome dell’azienda

E sul mantenimento del nome
Valle Josina, conclude: «Non
abbiamo ancora deciso, ma sarebbe importante conservarlo
anche per sottolineare il legame con il territorio».

27
dipendenti
Sono in mobilità
e soltanto alcuni
si occupano ancora
della gestione
del magazzino

La cooperativa del caseificio
è stata fondata nel 1966 e fino a
pochi anni fa, contava un centinaio di soci che conferivano 400
quintali di latte al giorno. Con la
crisi, dovuta anche alla concor-

renza di un mercato che non
premia latte e formaggi di qualità, i numeri nel 2016 si erano
dimezzati: 200 quintali di latte
prodotto da trenta aziende nell’area della Bisalta, pagate in
media 32 centesimi il litro
(prezzo indicizzato).
E il valle Josina aveva anche
ceduto la gestione di una decina
di negozi, continuando a rifornirli di formaggi Dop freschi e
semi-stagionati (dal Bra al Raschera, Toma piemontese, robiola, crescenza, mozzarelle,
ovini e caprini), anche con la
menzione d’alpeggio. Dopo una
serie di bilanci negativi, la scelta della liquidazione volontaria.

venduto il complesso
industriale per produzione e vendita di acqua minerale, alla «Coralba International»,
società che fa capo alla
famiglia Finkelstein di
Anversa, in Belgio. Lo
stabilimento, acquistato dalla Maira nel 2011
dopo il fallimento della
Coralba italiana, era
stato affittato alla belga «Immo Gem Invest»
e l’attività era proseguita, arrivando a 2 milioni
di bottiglie nel 2016.
Ora la cessione per
825.000 euro, con una
plusvalenza di 180 mila
euro per la Maira rispetto all’investimento
di 6 anni fa. La proprietà è intenzionata a potenziare la produzione
di acqua minerale, riservando spazio anche
alla filiera del legno,
grazie alla società «Formaira». Dopo la centrale termica a biomasse
della casa di riposo di
Stroppo, sono previsti
interventi a S. Damiano
e Roccabruna.
[MT. B.]

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La polizia lo cercava da alcuni
giorni per una condanna definitiva (un residuo di pena di 4
mesi) per alcuni furti in appartamento avvenuti a Cuneo
e altri reati contro il patrimonio. Gli agenti lo conoscevano
bene, anche perché in passato era stato denunciato diverse volte per furti di bici in città. E per caso lo hanno individuato mentre camminava nel
centro storico: Roberto Raffaele Galotti, 51 anni, è stato
portato in carcere dalla sezione catturandi della Mobile.
Operazione anche a Bra

L’altro giorno sempre la Mobile ha arrestato un altro ricercato, anche in questo caso
latitante da tempo, perché
senza fissa dimora e senza
beni intestati. Si tratta di
Claudio Basso, 45 anni: doveva scontare un residuo di pena per violenza sessuale, dopo la condanna in appello del
tribunale di Torino.
Sono serviti alcuni giorni
per individuarlo, grazie anche alla collaborazione di
polizia ferroviaria e vigili urbani. Si spostava in treno
perché senza auto ed è stato
rintracciato nella stazione
ferroviaria di Bra, dove stava per salire su un convoglio
diretto a Torino. È stato portato al Cerialdo (dove c’è
una sezione specifica per chi
commette questo tipo di reati) per scontare gli ultimi sei
[L. B.]
mesi di prigione.
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Mani artigiane
GIOVANNA
FOCO

Da montatore di biciclette
a maestro piastrellista
a poco più di quarant’anni ed è maestro
piastrellista. Posa la
malta antica, ma anche pietre di quarzite, marmi e il
suo recente interesse è legato a trattamenti per pavimenti naturali. Si chiama
Roberto Gondolo, insegna
alla Scuola Edile di Cuneo.

H
Palazzo Santa Croce
A sinistra lo storico edificio dell’ex ospedale
davanti al museo, in fase di ristrutturazione
Sopra la biblioteca dei bambini e dei ragazzi
in via Cacciatori delle Alpi
La catena umana sarà di circa 500 metri

Cuneo, trasloco dalla biblioteca dei ragazzi all’ex ospedale: si cercano volontari

Catena umana per trasferire i libri
LORENZO BORATTO
CUNEO

Una catena umana, lunga poco più di 500 metri, per trasferire centinaia di libri e fumetti dalla storica sede della
biblioteca dei bambini e dei
ragazzi di via Cacciatori delle
Alpi 4 a quella nuova, con ingresso in via Santa Maria all’angolo con corso Kennedy,
davanti al museo civico.
Se ne parla da anni, ma
adesso la nuova biblioteca civica prende forma, nell’ex
ospedale Santa Croce, sul lato Stura del centro storico.
L’edificio, in larga parte già
restaurato, diventerà la
«nuova casa» della più antica

biblioteca civica del Piemonte:
ha oltre due secoli di storia.
Prime chiusure

Tra pochi giorni chiuderanno le
prime due biblioteche in vista
del trasferimento definitivo:
cesserà di essere operativa da
sabato quella del Progetto adolescenti (dal 2008 è al Cdt di largo Barale, traslocherà anche
l’archivio del celebre matematico Giuseppe Peano), mentre la
biblioteca dei bambini e dei ragazzi di via Cacciatori delle Alpi
4 chiuderà sabato 25 febbraio.
Migliaia di volumi

Dovranno traslocare alcune
decine di migliaia di libri e le

operazioni, con una ditta specializzata, inizieranno la prossima settimana. Ma per alcune
centinaia di pubblicazioni (libri e fumetti) il municipio ha
pensato a un’iniziativa singolare: una catena umana per spostare gli ultimi volumi.
«Un modo anche per i bimbi
e i ragazzi per prendere dimestichezza con la nuova dislocazione» spiegano dalla biblioteca. Chi è interessato può già
iscriversi: c’è un modulo sul
sito del Comune alla pagina
della civica, oppure rivolgendosi all’Ufficio relazioni con il
pubblico del municipio o ancora telefonando ai numeri
800.701822 e 0171.444229.

Venerdì 31 marzo

L’assessore alla Cultura Alessandro Spedale: «La biblioteca
appartiene alla città, è un patrimonio di tutti. Simbolicamente faremo tutti insieme,
lettori, curiosi, bibliotecari e
amministratori, l’ultimo pezzo
di trasloco, a segnare il passaggio a palazzo Santa Croce. L’appuntamento sarà alle 17, venerdì 31 marzo. Formeremo una
catena per arrivare in via Santa Croce, attraversare il portale e salire al primo piano».
Dal giorno dopo la nuova sede sarà operativa e riprenderanno anche le attività di promozione della lettura.
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Figlio d’arte?

«Mia mamma era artigiana
e mio papà autista, poi operaio in un’azienda. Prima di
avvicinarmi a questo lavoro
sono stato dipendente in
una ditta che produce biciclette. Sentivo che quella
non era la mia strada. Incontrai Armando Costanzo: è
stato il mio maestro. Quello
che mi ha sempre caratterizzato è la voglia di migliorare e migliorarmi».
Un lavoro particolare?

«Ho posato della quarzite di
Barge in una chiesa privata
con malta antica. La quarzite era del Settecento originale, spaccata a mano. Ho sistemato le pietre posate a
cornici e a tappeto per far risaltare la parte dell’altare».
L’insegnamento?

«Cerco di trasmettere il più
possibile le mie esperienze
e anche i “trucchi”. C’è una
quota di mercato per questa attività. Questo mestiere richiede passione e sa-

Roberto
Gondolo
È esperto
nella posa
della malta
antica
e di pietre
di quarzite

crificio. È un lavoro artigiano che va rivalutato. Il piastrellista non è solo il posatore che mette le mattonelle del bagno. Chi studia per
imparare questo mestiere
ancora non sa se avrà attitudine e volontà per proseguire: al termine della scuola, occorre essere accompagnati sul cantiere per imparare e applicare».
Quali trattamenti?

«La realtà cuneese è ricca di
immobili con pavimenti, anche antichi, che possono essere recuperati e non divelti
o rifatti. Mi sono specializzato nel recupero grazie a trattamenti specifici e, in un certo senso, faccio anche cultura della rivalorizzazione. Ho
avuto grande soddisfazione
con il recupero del pavimento del Monastero Santissima Annunziata di Fossano:
era cotto antico praticamente distrutto dal tempo. Il risultato è stato lusinghiero».
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CN NO VB

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA STAMPA 44

50% 40%
50

40

CN

LA STAMPA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

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Cuneo e provincia .45

In breve

Cuneo, lunga difesa nell’udienza in tribunale

Busca

“Mentono gli artigiani che dicono
di non aver mai ricevuto i soldi”

Ultima fase
per ampliare
la casa
di riposo

Ex funzionario della Torino-Savona a processo per concussione
Palazzo
di giustizia

BARBARA MORRA
CUNEO

L’avvocato Massimo Somaglino aveva annunciato che ci sarebbe voluto un sacco di tempo perché la difesa avrebbe
analizzato fattura per fattura.
Gocce nell’oceano se si pensa
che solo per la villa di Vado Ligure si tratta di interventi per
trasformare un «rudere» in
un’abitazione di lusso.
Non è stato così ieri, nel
processo per concussione e
peculato all’ex capo manutenzione della Torino-Savona, Ivan Migliardi. Perlomeno i consuntivi economici
non sono stati analizzati a voce, ma la difesa ha presentato
una memoria scritta con tutte le distinte.
L’imputato, che ha parlato
per ore, ha riepilogato la vicenda. Al momento Migliardi
non si è perso nemmeno
un’udienza del processo in
cui è accusato di essersi fatto
fare interventi edili da imprese che lavoravano per
l’autostrada, senza poi pagarli, sfruttando la sua posizione. L’inchiesta (condotta
dal pm Massimiliano Bolla) si
basa su indagini della Guardia di Finanza e riguardava
anche l’ex direttore dell’autostrada, Massimo Capponi,
che ha patteggiato.
Rivelazioni

A dare il via alle accuse furono le rivelazioni degli imprenditori Guido e Marcello
Negro che seguirono i lavori
di ristrutturazione della casa
di Vado Ligure. Per la Procura il rudere valeva 15 mila euro e fu trasformato in una villa bifamiliare rivenduta per
oltre 600 mila euro. Tutto
con costi bassissimi e imprenditori (a partire dai Negro) e artigiani mai pagati.
Gli stessi sono già venuti a
testimoniare in tribunale lamentando il mancato pagamento delle fatture e, chi più
chi meno, affermando di non
aver preteso il pagamento
per la paura di perdere gli appalti con l’autostrada.
La ricostruzione di Migliardi è molto diversa. «Il ricavato
reale è stato di 52 mila 224 eu-

Il processo
all’ex
funzionario
della Torino
Savona
si svolge
in tribunale
a Cuneo

Cuneo

Oggi riaprono
le Poste in via Roma
n Riapre

oggi l’ufficio postale di via Roma 19, chiuso
da inizio novembre per restyling.
[L. B.]

«I lavori finiranno tra pochi
mesi, mantenendo gli impegni». Così il sindaco di
Busca, Marco Gallo, l’altro
giorno, durante la visita del
direttore generale dell’Asl
Cn1 Francesco Magni e del
presidente dell’ospedale,
Tommaso Alfieri, al cantiere per l’ampliamento della
casa di riposo comunale.
I lavori sono in fase avanzata: all’interno, si sta procedendo alla posa dei sanitari e alla fornitura degli arredi; all’esterno, sarà presto definito il progetto di sistemazione del giardino e
del parcheggio.
«Con questo intervento
si concretizza un polo capace di rispondere a 360
gradi alle esigenze della
terza età - ha spiegato Marco Gallo - in tutti i gradi di
assistenza. Sarà unico anche dal punto di vista gestionale, in vista della fusione fra l’ente comunale
Casa di riposo e l’ente
Ospedale di Busca».
Spesa di 1,5 milioni

Cuneo
Accusò un dirigente della Questura
Condannato a 26 mesi per calunnia
n È stato condannato in tribunale a Cuneo per calunnia a due anni e due mesi di carcere (non ha più il
beneficio della sospensione condizionale della pena). Si tratta di Valer Nezha. L’imputato aveva chiesto l’intervento di un’ambulanza e si era fatto andare a prendere davanti agli uffici della Questura a Cuneo dove sosteneva che un dirigente l’avesse picchiato e minacciato. La prognosi era stata di zero
giorni. Per la difesa (che aveva chiesto l’assoluzione),
l’uomo soffrirebbe di una vera e propria ossessione
nei confronti del poliziotto, che era stato presente,
per motivi lavorativi, durante due eventi tragici della
vita dell’imputato. Il legale aveva anche sollecitato
una valutazione delle capacità d’intendere e volere
di Nezha. La pena richiesta dal pm, nella requisitoria,
era stata di due anni di reclusione.
[E. GIR.]

ro, da suddividere tra la mia famiglia e quella di mia sorella perché l’investimento lo avevamo
fatto insieme. È vero che ci sono
ancora posizioni aperte da sanare perché nel 2013 la mia famiglia
era nell’impossibilità di pagare.
Posso affermare però che, quelli
che a processo dicono di non
aver preso i soldi mentono».

Il progetto (1,5 milioni, finanziato dal Comune per
800 mila euro, la parte restante dall’ospedale civile)
prevede che la nuova ala
ospiti il poliambulatorio
dell’Asl, su seicento metri
quadrati dei 1.800 disponibili al piano terra e al primo
piano. Al piano terra, inoltre, c’è un salone polivalente a servizio della casa di riposo, una palestra per la fisioterapia con annessi spogliatoi, un altro locale per
le visite specialistiche, una
sala medica, sportello, sala
d’attesa e servizi igienici.
Anche mini alloggi

Migliardi sostiene che molto
del denaro è circolato in nero:
per questo le fatture esaminate
dalla Finanza non coincidono e
i testimoni hanno mentito davanti ai giudici. L’ex funzionario dell’autostrada ha ribadito
che nella sua posizione non poteva intervenire sulla scelta dei
fornitori dell’autostrada. L’11
ottobre verrà sentito un ultimo
testimone. La sentenza è prevista il 13 dicembre.

Gli altri locali saranno
messi a disposizione della
casa di riposo e al secondo
piano, verranno realizzati
mini alloggi per 14 nuovi
posti letto, convertibili anche in camere doppie. Nella parte vecchia dell’edificio, si libereranno spazi al
piano terra dell’attuale residenza per anziani, dove è
prevista la realizzazione di
un ufficio, una sala per il
culto e un locale per parrucchiere/pedicure. [MT. B.]

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Soldi in nero

Neive

Truffe agli anziani
Patteggiano in tre
n Hanno

patteggiato tre
anni e tre mesi i tre agenti di
commercio biellesi arrestati
l’estate scorsa dai carabinieri di Neive con l’accusa di
truffa aggravata, estorsione
e circonvenzione di incapace.
Michele Machieraldo (41 anni), Fabio Capobianco (28) e
Mirko Martorana (29) avevano messo su un volume d’affari di 150 mila euro in Piemonte e Val d’Aosta. Specializzati in truffe agli anziani,
spingevano le vittime ad acquistare costosi prodotti fino
a costringerle a chiedere un
finanziamento.
[R. S.]

Cuneo

Si presenta l’edificio
di housing sociale
n Domani,

alle 15, nello
Spazio incontri di via Roma,
si presenta «Crocevia46», il
primo esempio in città di
housing sociale, curato dalla
Caritas. L’edificio di 4 piani è
in corso Dante 46 e sarà
pronto ad aprile.
[L. B.]

Caraglio

Arnesi da scasso in auto
Tre giovani nei guai
n Fermati

in centro su
un’auto con tre cacciavite, un
attrezzo multiplo e due passamontagna tra i sedili, non
hanno saputo dare spiegazioni ai carabinieri: 3 ventenni
denunciati per possesso di
arnesi da scasso.
[MT. B.]

Cuneo

Denuncia un furto
ma è irregolare in Italia
n Chiede

l’intervento dei
carabinieri in via Savona e
sostiene di essere stata aggredita e derubata della borsetta. I militari la soccorrono, ma scoprono che è irregolare in Italia. Nei guai è finita
una nigeriana del Torinese,
denunciata per violazione
della legge sull’immigrazione. La donna, accompagnata
in ospedale, è stata medicata
e dimessa. I militari hanno
acquisito le immagini della
videosorveglianza in via Savona per cercare di identificare il ladro.
[MT. B.]

Benedetta Parodi
Ospite d’onore
mercoledì 1 marzo

CN

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA STAMPA 46

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LA STAMPA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

.

Langa e Roero .47

Diario

Presentata la «Verde» delle colline Unesco

Alba, dopo mesi di «stop»

Touring club dedica la guida
a Langhe, Roero, Monferrato
In 168 pagine immagini, itinerari, monumenti e indirizzi utili
ROBERTO FIORI
ALBA

Se l’importanza di un sito che
ha l’ambizione di essere turistico si misura anche dal numero di guide a esso dedicate,
possiamo dire che Langhe,
Roero e Monferrato hanno
fatto un bel passo avanti. È infatti arrivata in libreria la
Guida Verde del Touring, ovvero la collana più nota e consultata del celebre club,
esclusivamente riservata alle
colline del vino piemontesi riconosciute come Patrimonio
mondiale dell’Unesco.
Sette sezioni racchiuse in
168 pagine - Alba e le Langhe
dei grandi vini, L’Alta Langa,
Bra e il Roero, Asti e il Basso
Monferrato, Casale Monferrato e il suo territorio, Alto
Monferrato e Langa Astigiana, Dalla collina al mare - oltre
100 immagini e la cartografia
Touring con il consueto dettaglio di tavole delle città, itinerari, planimetrie dei monumenti principali e più di 350
indirizzi utili con tutte le informazioni pratiche per dormire, mangiare, trascorrere il
tempo libero e fare shopping.
Insomma, il modello classico
delle storiche Verdi per far
scoprire quelli che il Touring
definisce «Paesaggi rurali di
suggestione modellati dallo
scorrere dei fiumi, grandi vini
e prodotti del territorio». Una
bussola per orientarsi nel territorio, ma anche un invito a
perdersi tra vigneti, piccoli
borghi e centri storici.
«Territorio importante»

La nuova guida è stata presentata dal Touring martedì a
Torino, insieme con la Regione. «Questa guida - ha detto
Antonella Parigi, assessore
regionale alla Cultura e al Turismo - ribadisce ancora una
volta quanto Langhe, Roero e
Monferrato siano importanti
per il Piemonte. Non solo per
il loro grande valore dal punto
di vista paesaggistico, come
confermato dal riconoscimento Unesco, ma per aver
saputo fare della cultura, materiale e immateriale, un importante motore di sviluppo
per il turismo e per le comuni-

Lunedì riprende il cantiere
della scuola media Moretta
Operai di nuovo al lavoro da lunedì nel cantiere della
scuola media Moretta. A un anno dall’inizio della bagarre
legale che ha contrapposto la prima e la seconda aggiudicataria dell’appalto, l’assessore comunale ai Lavori pubblici,
Alberto Gatto, ha potuto annunciare l’imminente riapertura del cantiere. Da febbraio 2016 si erano susseguiti diversi
pronunciamenti e altrettanti «ribaltoni», stop e ripartenze,
oltre a diverse discussioni in Consiglio comunale. Il cantiere
si era fermato a giugno, salvo qualche intervento successivo
di messa in sicurezza: con le prime opere si era arrivati alla
realizzazione delle fondazioni per un valore di 260 mila euro.
Da lì dovrà ripartire la ditta Franco Barberis di Alba, prima
in graduatoria e il cui ricorso è stato accolto, a dicembre, dal
Consiglio di Stato. «Stabilendo - ha spiegato Gatto - che gli
oneri della sicurezza, il documento mancante per cui era
stata esclusa dalla graduatoria, può essere presentato in seguito». Soddisfatto il consigliere di Forza Italia, Gionni Marengo, che ha seguito la vicenda per l’opposizione.
[I. C.]

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Abitava a Savona, ma sarà sepolto in paese

Addio all’avvocato civilista
innamorato di Cortemilia
Sarà tumulata stamani a
Cortemilia nella tomba di famiglia la salma di Pietro Ivaldi, avvocato civilista morto in una clinica genovese a 93 anni. Era originario di Cassine (Alessandria)
e abitava a Savona, ma ogni settimana amava tornare a Cortemilia, nella sua villa di località La
Pieve. Per 12 anni, tra il 1980 e il Pietro Ivaldi, 93 anni
1992, era stato presidente della
Cassa di Risparmio di Savona. Era stato anche presidente
dell’Automobile club locale e socio del Lions club «Cortemilia&Valli». I funerali saranno celebrati oggi, alle 9,30,
nella chiesa savonese della Villetta. Lascia la moglie Maria, le figlie Cristina e Paola, i generi e i nipoti. Il sindaco di
Cortemilia, Roberto Bodrito: «L’avvocato Ivaldi era attento e sensibile alle iniziative del nostro paese».
[M. A.]

n

Ai paesaggi vitivinicoli Patrimonio dell’umanità è dedicata un’intera Guida Verde del Touring

«Go Wine»
Oggi a Milano si presentano
i grandi rossi del territorio
n Barolo, Barbaresco e Roero si presentano oggi a

Milano con l’associazione Go Wine. L’appuntamento
è all’Hotel Michelangelo ed è facile prevedere un
grande successo per un evento che ogni anno viene
preso d’assalto da un pubblico di addetti ai lavori e di
enoappassionati desiderosi di scoprire tutto sulle
nuove annate dei tre grandi rossi. Sono oltre 40 le
aziende che dalle 14,30 animeranno il banco d’assaggio, offrendo un’occasione unica per approfondire e
per degustare sia le etichette delle aziende storiche,
sia quelle di vigneron pluripremiati e di realtà che si
stanno consolidando. «Ma non saranno protagoniste
solo le nuove annate - dice il presidente di Go Wine,
Massimo Corrado -. Molte aziende presenteranno anche selezioni di annate anteriori». Durante la serata
saranno anche consegnati i premi «Amici dei Grandi
Rossi di Langa e Roero» all’Accademia Italiana della
Cucina e al ristorante Berton di Milano.
[R. F.]

RIMINI, GUIDAVA LA SQUADRA CHE HA TRIONFATO

Panettiere di Bra vince sfida internazionale
n Il panettiere braidese Gianfranco Fagnola (al centro nella

foto) ha trionfato a Rimini al Concorso internazionale «Bread
in the City». In qualità di coach, ha guidato la squadra composta dai panificatori Christian Trione di Saint-Christophe (Aosta) e Riccardo Liccione di Torino che nelle finali hanno sbaragliato la concorrenza internazionale preparando i migliori
prodotti da forno sia dolci sia salati, pizza, pane, viennoiserie
e aggiudicandosi così il primo premio.
[E. A.]

tà di questi territori. Un successo che ha fatto di queste zone un’attrattiva per i visitatori
di tutto il mondo e per i quali la
guida del Touring rappresenta
un prezioso strumento di viaggio che speriamo sia diffuso
molto anche all’estero».
Per Giulio Lattanzi, amministratore delegato di Touring
Editore, «attraverso prodotti
editoriali come questo il Touring continua a testimoniare il
proprio amore e la propria attenzione per i territori, i paesaggi e le storie di chi li vive. Un
lavoro quotidiano, il nostro, che
contribuisce a diffondere la conoscenza e l’amore per le culture locali e per la fruizione attiva
della natura. A beneficio di
quanti hanno scelto di aderire
alla nostra associazione e di chi,
pur non socio, apprezza una
produzione editoriale concepita, scritta e realizzata in Italia
per i viaggiatori italiani».
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Nella frazione albese San Rocco Cherasca

Autovelox contro chi “corre”
sulla strada verso l’Alta Langa
La strada provinciale 429, nella frazione albese di
San Rocco Cherasca, è un punto di passaggio ad alta velocità di auto e moto. Si tratta di un’area fuori dal centro
abitato, che porta sulle colline dell’Alta Langa: il limite di
velocità, anni fa, era di 90 chilometri orari, portato poi ai
70. Vige anche il divieto di sorpasso, segnalato dalla linea bianca continua, ma automobilisti e motociclisti
continuano a sfrecciare a oltre 100 km/h e a sorpassarsi
come in autostrada. Da dieci giorni, per andare incontro
alle richieste dei residenti che chiedono più sicurezza,
fra le case è stato posizionato dal Comune un autovelox
fisso. «L’installazione del velox era stata annunciata in
Consiglio comunale ed è prevista dalla convenzione che
avevamo siglato con la Provincia- dice il sindaco di Alba
Maurizio Marello-. Servirà da deterrente per indurre i
conducenti di auto e moto a ridurre la velocità e, di conseguenza, i rischi per se stessi e per gli abitanti della
zona, comprese diverse famiglie con bambini».
[M. A.]

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GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017 LA STAMPA 48

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LA STAMPA
GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2017

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Langa e Roero .49

Diario

Alba, 17 interpellanze e interrogazioni nel primo Consiglio comunale dell’anno

“Corso Europa, incidenti e vandali
Ubriachi bivaccano in piazza Ferrero”
Il ricordo
di Toppino
Il Consiglio
è iniziato
con la commemorazione
dell’ex
sindaco
Gian Giacomo
Toppino
morto
a gennaio

ISOTTA CAROSSO
ALBA

Diciassette fra interpellanze
e interrogazioni. Il primo
Consiglio comunale albese
dell’anno, dopo la commemorazione dell’ex sindaco Gian
Giacomo Toppino e la discussione delle delibere all’ordine
del giorno, ha dato ampio
spazio alle questioni presentate dai consiglieri di maggioranza e opposizione.
A partire da corso Europa,
una strada ancora troppo «pericolosa» secondo il capogruppo di Forza Italia Carlo
Bo, «la via cittadina con il
maggior numero di incidenti,
18, secondo il resoconto 2016
della polizia municipale». Nel
suo tratto finale, quando confluisce in corso Barolo, secondo il consigliere Domenico Boeri (Per Alba) ci sono proble-

mi di quiete pubblica e atti vandalici, dovuti a chi frequenta la
vicina discoteca. Non se la passa meglio, secondo Mario Canova (FI), piazza Ferrero «con capannelli di persone schiamazzano e bevono sulle panchine»,
mentre la consigliera Pierangela Castellengo (Pd) ha interrogato il sindaco sul problema velocità in via Liberazione.
Rifiuti e treni in ritardo

Fra i problemi segnalati, anche
quello dei coppi rotti e mal posizionati del Palazzo di giustizia,
all’ingresso su piazza Sarti, «un
potenziale pericolo per i passanti» come ha spiegato il consigliere Gionni Marengo (FI),
mentre la collega Elisa Boschiazzo ha raccolto le lamentele di alcuni cittadini che hanno
avuto difficoltà a conferire i rifiuti all’ecocentro e su difficoltà

organizzative in merito ai mercati. Si è tornato a parlare anche del campo nomadi con l’ordinanza di demolizione delle
villette illegali e dei periodici
accampamenti abusivi in più
punti della città (Carlo Bo). «Si
tratta di problemi di ordinaria
amministrazione, come viabilità e sicurezza, su cui l’attenzione è massima» ha rassicurato in
sindaco Maurizio Marello.
Fra le altre interrogazioni,
anche quella di William Revello
che, da pendolare, ha chiesto
conto dei continui disguidi e ritardi che hanno accompagnato
l’elettrificazione della linea, una
della consigliera Sara Pennella
(Pd) sulle novità in merito al
carcere, mentre il Cinquestelle
Ivano Martinetti ha portato in
Consiglio comunale la bagarre
scoppiata sull’olio al tartufo.
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Bilancio
Variazione
da 232 mila euro
n Oltre 232 mila eu-

ro per la prima variazione di bilancio del
2017. Approvata in
Consiglio comunale,
la delibera prevede
spese e investimenti.
In particolare, 12 mila
euro per la realizzazione di una tartufaia didattica a San Cassiano
e quasi 28 mila per
l’acquisto di attrezzature. Grazie a trasferimenti dalla Regione
per 107 mila euro, interventi nel settore sociale, al sistema bibliotecario della biblioteca civica e all’adeguamento di Piano regolatore e Regolamento
edilizio alle indicazioni per il sito Unesco.
Dalla riscossione coattiva dei tributi e dalle
contravvenzioni, 70
mila euro sono destinati in parte alla gestione del verde. Infine, un contributo di 16
mila euro dalla Fondazione Crc per il potenziamento del Piedibus.
Voto negativo della
minoranza.
[CR. B.]

Iniziative e appello alla Media «Piumati» di Bra

Lezioni dedicate al cuore
“Donateci il libro di De Amicis”
Una settimana dedicata al cuore per gli studenti della
scuola media statale «Piumati» di Bra. Dopo l’installazione
nella struttura di via Barbacana di un defibrillatore, dono
della Piemonte Cuore Onlus in collaborazione con il «Progetto Vita-Sergio Sette», i ragazzi sono impegnati nella
scoperta del cuore a 360 gradi, un percorso che abbraccia
tutte le discipline scolastiche. In italiano il cuore batte con
le emozioni delle poesie, ma anche leggendo il vocabolario
per scoprire tutti i termini e i modi di dire che vi fanno
riferimento. Scienze e tecnologia portano all’interno del
corpo umano; musica e religione danno voce alle melodie
dell’anima, scienze motorie lo mantengono allenato; le lingue straniere aprono i confini linguistici, mentre l’arte permette di rendere onore al cuore con le opere dei grandi
maestri della pittura. Accanto al percorso scolastico, gli
allievi della classe I G lanciano anche una proposta a tutti i
cittadini: chiunque abbia una copia di «Cuore», il celebre
romanzo di Edmondo De Amicis, se lo desidera può donarlo alla scuola. Basta consegnare il libro alla biblioteca che
provvederà a farlo avere agli insegnanti.
[M. Q.]

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Cherasco, vicino al santuario della Madonna del Popolo

L’ex orto dei padri Somaschi
trasformato in un giardino
Sono iniziati i lavori per la realizzazione di un nuovo giardino accanto al santuario della Madonna del Popolo, a Cherasco. Già orto dei padri Somaschi, il terreno, proprietà della
parrocchia di San Pietro, era abbandonato da anni. Il parroco, don Angelo Conterno, ha condiviso l’idea di farlo diventare uno spazio verde pubblico con la Commissione economica
parrocchiale e il Comune. La proposta è stata accolta. Il giardino avrà due ingressi, uno accanto al santuario, l’altro verso
l’area della Madonnina. Vi troveranno posto aiuole, panchine,
pergolati a vite e rose rampicanti. Sarà anche recuperata la
vecchia tettoia. Il costo dell’opera è di 137 mila euro. Di questi
diecimila arrivano dalla Fondazione Crt, 68 mila dalla Compagnia di San Paolo, 20 mila dalla Fondazione Crc, 40 mila dal
Comune. La parrocchia coprirà le spese per lavori complementari. il giardino sarà dato in comodato d’uso gratuito al
Comune che si farà carico della manutenzione ordinaria e
straordinaria. La fine dei lavori è prevista per inizio giugno.
«Sono convinto - dice don Angelo - che il nuovo giardino darà
una bellezza particolare anche al santuario».
[M. Q.]

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