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DIGIUNO CONTRO CANCRO ok.pdf


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Premessa
E’ mia personale convinzione che il digiuno sia dotato di una indubbia notevole efficacia
terapeutica nei confronti delle malattie, e che possa essere indicato quale via maestra nella ricerca di
metodiche alternative miranti a debellare i tumori. Sono giunto a tale certezza interiore dopo aver
percorso un lungo cammino di ricerca quando, tanti anni fa, ebbi tra le mani il libro di R.Breuss
“Krebs, Leukämie, und..." nel quale l’autore afferma che quasi tutti I tumori possono scomparire, e
che difatti spariscono, se ci si sottopone ai quarantadue giorni di digiuno che vanno sotto il nome di
"Total-kur" sentii dentro di me che quell' uomo poteva avere ragione. Secondo W.Zurcher
(Alternative Heilmethoden bei Krebs," Bauer Verlag, 1982, p 157), la percentuale di casi di cancro
risolti positivamente mediante il digiuno secondo Breuss. è dell’ 85-90%! La stessa cosa pensai
subito di H,M Shelton, igienista naturista americano. quando ho letto quanto egli sostiene, in
particolar modo, nel suo libro “Il digiuno può salvarvi la vita" (vedi bibliografia). relativamente al
dissolvimento di ogni massa tumorale (benigna) per “autolisi", se ci si astiene dall’assunzione di
cibi di qualsiasi natura, per un tempo che è variabile da caso a caso. Alla voce di Shelton fanno eco
migliaia di ricercatori di tutto il mondo, appartenenti alla Società di igiene Naturale. Nel presente
lavoro propongo sia il metodo di Breuss, che quello degli Igienisti. avanzati per tentare di
combattere efficacemente i tumori. E’ una proposta fatta con semplicità con umiltà, per un’
esigenza interiore di dire ad altri qualcosa che si sente possa essere effettivamente utile, perché
efficace. Cercherò di far vedere, attraverso testimonianze che appartengono alla storia e mediante la
esposizione di casi trattati recentemente, che la via del digiuno è, assolutamente, in ogni caso, non
nociva, e, quindi, praticabile da tutti, laddove, naturalmente, si presentino tutte le condizioni
favorevoli. che permettono di astenersi da tutti i cibi -ma mai dall' acqua- per una durata notevole di
giorni. Cosa che opportunamente giudicherà il medico e/o lo specialista esperto del digiuno
terapeutico, I quali esamineranno scrupolosamente l’aspirante digiunatore. e ne verificheranno l'
idoneità per una terapia che costituisce, di per sé, nel suo fieri, una situazione di stress per l’ intero
organismo, anche se solo transitorio, e finalizzato all’esito di guarigione dallo stato di malattia.
A mio parere, per me che sono intimamente convinto della bontà del digiuno terapeutico, la
principale barriera da abbattere è la prevenzione verso l’astinenza totale dai cibi. Una tale
prevenzione è largamente diffusa, radicata un pò in tutti gli animi in maniera abbastanza profonda,
dal momento che tutti siamo stati abituati, sin da piccolissimi, ad identificare la vita con
l’assunzione dei cibi. Si tratta di veri e propri “Idola mentis” da abbattere, se si vuole fare spazio
alle nuove idee. E, d’altra parte, è pur vero che, se non si mangia, si muore per inanizione, per il
fatto che alla macchina umana —ma anche a tutte le macchine biologiche the costituiscono i
viventi-, viene a mancare il carburante, quando si digiuna, perché non c’é l’ introduzione
nell’organismo dei nutrienti che alimentano Il metabolismo, con il quale si identifica la vita
biologica In verità, qui non si mette assolutamente in discussione un fatto che è, di per sé.
lapalissianamente evidente. il punto, però,è un altro: non si intende, per digiuno terapeutico,
un’astensione dal cibo “sine die”, cioè per sempre. Intanto, l’assunzione di acqua o di altri liquidi,
come i succhi centrifugati e le tisane nel metodo Breuss, è un fattore che non viene mai escluso nei
digiuni fatti per guarire dalle malattie; e poi -e questo è il punto fondamentale-, si tratta sempre di
"digiuni a tempo determinato”, nel senso che viene un memento nel quale il terapeuta pone fine
all’astensione dal cibo, sulla base di precisi parametri, che indicherò puntualmente nel corso della
trattazione, Per quella che è la posizione della scienza ufficiale nei riguardi del digiuno,citerò, tra gli
altri, il biochimico Lehninger. per quanto egli riporta sull’argomento del digiuno in alcune
importanti pagine del volume “Biochimica”, preziosa fonte di studio per I curriculari delle facoltà di
medicina e chirurgia Si parla di 42 giorni di digiuno, brillantemente superati da volontari, studiati e
seguiti: guarda caso, Mosè e Cristo digiunarono 40 giorni, Breuss stabilisce 42 gioni (!) di digiuno