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JUVETORO n. 10 ANNO V bassa OK.pdf


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amcsrls@yahoo.it

www.juvetoro.it

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La Partita

Un stracittadina (quasi) alla pari, finalmente!
C

'era una volta un derby da 70.000 persone:
con uno stadio quasi equamente diviso tra i tifosi. Con
le curve contrapposte che
inneggiavano alla propria
e sbeffeggiavano l'altrui
squadra. C'era un derby che
valeva anche uno scudetto.
Erano i mitici anni '70 per
la Torino calcistica. Successivamente la Juve (a parte
alcuni anni post calciopoli)
ha cambiato da allora 3 stadi e ha continuato a vincere
grazie anche all'accresciuta
potenza economica acquisita grazie ai diritti tv ed agli
investimenti sugli stadi e
sugli impianti. Il Toro fino a
metà anni '90 ha comunque
tenuta la testa alta, ma poi
ha trascorso 10 anni su 16
in cadetteria, prima che i
diritti tv e le plusvalenze riportassero il Toro a competere nuovamente per l'Europa. L'ambizione di Cairo
e Mihajlovic ha fatto il resto.

E così oggi dopo molti anni
(1 solo derby granata vinto
nelle ultime 21 stagioni, in
11 delle quali pero' le stracittadine non si sono disputate ) il Toro affronta il derby quasi alla pari. 11 punti
di distanza, erano 8 prima
della scorso weekend. Ma
soprattutto il Toro è tornato
tremendista in casa: 7 vittorie e 2 pareggi tra campionato e Coppa Italia, la percezione data al mondo che il
piccolo "Grande Torino" sia
diventata una fortezza. Che i

granata tra le mura amiche
diventino sempre e comunque tanti piccoli viet-cong
che ti sbucano ovunque. La
Juve dal canto suo rimane
maestosa allo Stadium ma
timida in trasferta: 3 sconfitte, 2 a Milano, 1 a Genova. E
ha una difesa decimata dagli infortuni, anche se il Rugani visto contro l'Atalanta
fornisce ampie garanzie. Lo
spauracchio granata pero si
chiama Mandzukic, il piu'
“granata”come vis pugnandi tra gli juventini. Tanto che
a sentire molti tifosi del Toro
piu che la tecnica e la capacità realizzativa di Dybala e
Higuain, se i granata potesse togliere un elemento ai
bianconeri questo sarebbe
proprio il gigante croato. Anche perchè se il Toro ha una
lacuna palesata in questi
mesi, sono le palle inattive.
Rossettini buon professionista per squadre di media
serie A, ha fatto rimpiangere

spesso Glik o Maksimovic. E
molte reti subite dai SinisaBoys sono giunte proprio
dai centravanti avversari,
contro i quali non è bastato
il redivido Castan per fare
da totale frangiflutti. Allegri,
dal canto suo, è ben conscio
della forza del bomber da
100 milioni Belotti ma teme
soprattutto le fiammate di
Ljajic e Iago, talenti puri dal
rendimento a volte discontinuo nella stessa partita, ma
capaci di inventarsi la rete
decisiva in qualsiasi istante. Il derby in realtà si puo'
decidere anche sulle fasce
esterne dove sono previsti
autentici duelli rusticani tra
Zappacosta e Barreca da
una parte e i vari Cuadrado, Lichtsteiner, Alex Sandro
o chiunque Allegri intenda
schierare dall'altra. Mentre a centrocampo il duello chiave potrebbe essere
quello tra Valdifiori e Pjanic,
geometria e verticalizzazio-

ni che possono innescare le
punte. Comunque sembra
un derby destinato a regalare tante reti, poca tattica,
e molto agonismo. Infine la
nota ambientale: se i giocatori del Toro in questi 5 anni
potevano essere intimiditi
nel giocare in uno Juventus
Stadim quasi tutto bianconero, con i tifosi juventini
che incutevano anche soggezione, questa domenica il
Grande Torino sarà davvero
una fossa dei leoni granata.
Tifosi juventini presenti al
minimo sindacale (il settore ospiti destinato agli ultrà), mentre per il popolo
granata questa è davvero
la partita da vincere in 12.
I campioni della Juve hanno
vinto in stadi ed arene ben
piu' grandi e temibili, ma il
Grande Torino indemoniato
(come sarà domenica pomeriggio) per quanto piccolo
come capienza, sarà sicuramente molto rumoroso

e poco accogliente per gli
Allegri-boys. Che pero' non
possono regalare altri punti
in trasferta, avendo Roma
e Milan ed appena 4 lunghezze, in attesa proprio di
fronteggiare i giallorossi. Il
Toro invece dopo la sconfitta
nella Marassi blucerchiata
ha necessità di vincere per
riavvicinare il quarto posto,
anch'esso distante 4 punti.
E per passare alla storia.
Mihajlovic ed Allegri, cosi
diversi, cosi vincenti.
Alessandro Costa