File PDF .it

Condividi facilmente i tuoi documenti PDF con i tuoi contatti, il Web e i Social network.

Inviare un file File manager Cassetta degli attrezzi Ricerca PDF Assistenza Contattaci



JUVETORO n. 13 anno VI bassa OK.pdf


Anteprima del file PDF juvetoro-n-13-anno-vi-bassa-ok.pdf

Pagina 1 2 3 4 5 6 7 8

Anteprima testo


4

www.juvetoro.it

amcsrls@yahoo.it

La Partita

Dopo il logo restyling anche al gioco?
ove riparano i predatori dopo una battuta di
caccia rivelatasi deludente? Si infilano quatti quatti
nella loro tana. Non è dato
sapere se l'uso coinvolga
anche le zebre, ma fuori
di metafora, sicuramente
lo Stadium è una tana più
che accogliente per leccare
le ferite che a Madama ha
inferto l'impeto viola. Attenzione però ad un'aquila che volteggia sorniona
sopra il campo da gioco.
Sarebbe curioso ascoltare

il parere da un animalista
convinto, alle prese con il
bestiario che accompagna
la simbologia delle squadre
di calcio. Alt! Da questa
settimana la Juventus ha ritirato la sua presenza nello
zoo pallonaro, per approdare nelle volute raffinate del
“design” contemporaneo,
gli animali non fanno più
presa sulla fantasia globalizzata. Vanno di moda
gli ideogrammi. Bisogna
adeguarsi, ob torto collo.
All'ora dello scolare della

pasta, la gara al vertice è
servita. Perché di questo si
tratta, giacché si affrontano la capolista in affanno
contro la quarta in salute.
La Juventus tenta l'ennesimo rilancio all'indomani
di una sconfitta, la Lazio è
determinata a dare un senso corposo ed insperato alla
stagione che sta prendendo
le sembianze di un'annata
da ricordare. Per entrambi
le contendenti è d'obbligo
vincere. La Juve per rintuzzare l'avvicinamento della
Roma e del Napoli; la Lazio
per non far scappare chi la
precede e poter coltivare il
sogno Champions. Fattore
rasserenante in casa dei
Campioni d'Italia è l'occasione di aver lavorato con
continuità per tutta la settimana, preparando il match
con la giusta concentrazione e potendo ricaricare le
batterie, piuttosto scariche
a Firenze. I biancocelesti
romani sono reduci dal tur-

no di Coppa Italia al cospetto del Genoa. Ovviamente
positivo il superamento del
turno, anche se qualche
scoria potrebbe essersi accumulata, avendo avuto
bisogno dei titolari, lasciati
dapprima in panchina, per
avere ragione del grifone.

La Juve deve fare a meno
di Sturaro, ultimamente in
crescita di rendimento e di
Alex Sandro sulla fascia sinistra, entrambi per squalifica. Da questo ad ipotiz-

zare uno schieramento con
la difesa a 4, per proseguire con un 3–1–2, il passo è
breve. Forse l'ultima esibizione del 3–5–2, stabilmente nel DNA della squadra
è avvenuta in riva all'Arno
e difficilmente si tornerà
indietro. Con ogni probabilità Asamoah fungerà da
quarto di sinistra, spazio a
Rincon ed a Pjanic. Simone
Inzaghi deve fare a meno di
Lulic squalificato e di Keita
in Coppa d'Africa. Squadra
meno veloce, ma più tetragona, il che in trasferta non
guasta. Lo spauracchio di
turno è Ciro Immobile, ma
un occhio di riguardo va
concesso a Felipe Anderson
ed alle geometrie disegnate
con continuità da Biglia, in
una parte del campo dove
si evidenziano spesso le
carenze juventine. Allegri
ha scampato una possibile
squalifica dopo le invettive
rivolte al 4° uomo sotto la
tramontana di Firenze. A

lui trovare le motivazioni
che ridiano determinazione
e concretezza ad una truppa che attraversa un mese
di gennaio delicato e denso di trappole. Dall'andata
nell'agosto romano sfiorando i 40°, al freezer dello Stadium sottozero. Cambiano le temperature, ma
non l'obbiettivo. Che è poi
“l'unica cosa che conta”.
Sarebbe la ventisettesima
vittima di fila.
Marco Sanfelici
(Da sinistra a destra:
Khedira, Pjanic, Asamoah)

AMC srls

D