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JUVETORO n. 18 ANNO VI bassa ok .pdf



Nome del file originale: JUVETORO n. 18_ANNO VI_bassa_ok.pdf

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GIORNALE DEI TIFOSI DI JUVENTUS E TORINO - Anno VI - N. 18 - 14 MARZO 2017 - Copia omaggio
3 domande a BB

La Partita

Il Punto

Continassa

“Il Barça insegna: vietato
pensare al 1° round. C'è
voglia di brindare dentro
alla coppa dalle grandi
orecchie”

Madama favorita per il
passaggio del turno ma
guai a prendere sotto
gamba l'avversario

Polemiche arbitrali?
L'Avvocato le definirebbe
un problema psichiatrico!

La cittadella tutta
bianconera si avvicina.
Reportage fotografico
della nuova area

a pag.

2

a pag. 4

a pag. 5

ph Marchisciano/ONE+NINE IMAGES

VOGLIA D'EUROPA

a pag. 12

DOPO UN TURNO DI CAMPIONATO COSTELLATO DI POLEMICHE
I BIANCONERI DEVONO CONQUISTARE LA QUALIFICAZIONE AI
QUARTI DI FINALE DELLA CHAMPIONS LEAGUE
JUVENTUS-PORTO | MARTEDÌ 14 MARZO ORE 20.45

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2

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3 domande a... Bruno Bernardi

“Il Barça insegna: vietato pensare al primo round”
“Bianconeri con gran fame di successi internazionali e voglia di brindare dentro alla coppa dalle grandi orecchie”

B

runo Bernardi, prima
di parlare della Champions League torniamo per
un momento alla gara di
venerdì sera. Juve-Milan è
stata foriera di polemiche
infinite. In Italia non riusciamo proprio ad accettare la sconfitta...
Capisco la reazione del
Milan nel momento in cui
l'arbitro ti fischia un rigore contro a un secondo
dalla fine e che ti fa per-

dere la gara anziché pareggiarla. Lo capisco ma
credo che l'arbitro e i suoi
collaboratori abbiano visto
meglio di altri sul tocco di
mano di De Sciglio. Tocco
di mano che stando al regolamento va punito con la
massima punizione. Questo
mi sento di dire dopo avere rivisto l'episodio diverse
volte con le riprese tv prodotte in tutte le angolature.
Questo tocco di mano si è
materializzato in un gesto
autolesionistico per il Milan. La Juve ha potuto cosi
prendersi
meritatamente
la rivincita sui rossoneri rispetto alla gara di andata
e alla Supercoppa di Doha.
Gli uomini di Allegri hanno
giocato una ottima partita
e hanno mosso la classifica
in maniera importante consolidando la leadership nel
campionato italiano.
Passando all'Europa, anche il Barcellona, contro
il Paris Saint Germain, è
stato accusato di godere
di qualche favoritismo arbitrale...
Il Barcellona, a mio avviso,

ha dato in quella partita
una grande lezione al calcio
mondiale. Con una prestazione da leggenda, arbitro
o non arbitro. Una rimonta
veramente strepitosa che
ha permesso ai catalani
di ribaltare il pesante 0-4
dell'andata. E' capitato un
6-1 che rimarrà negli annali. Questo deve servire
da lezione anche a quelle squadre che danno per
scontata la qualificazione
basandosi solo sul risultato
del primo round. Guai adagiarsi su questa situazione
perché le cattive sorprese
sono sempre dietro l'angolo, soprattutto in Europa.
Guai abbassare la guardia,
specialmente contro avversari di gran nome come il
Barcellona. Ma anche per
lo stesso Barca questo turno di Champions è un avvertimento importante. I
catalani avevano commesso
degli errori gravi nel match
di Parigi e hanno azzeccato
la partita perfetta sul loro
campo, ma bastava una zolla 'traditrice' per subire un
gol che avrebbe chiuso in
faccia ai blaugrana le porte

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dell'Europa che conta.
Quindi la Juve dovrà fare
molta attenzione al Porto,
nonostante i bianconeri
partano dal 2-0 a loro fa-

vore ottenuto nella gara di
andata...
Sì, certo. Ripeto, mai dare
per scontata una qualificazione basandosi solo sul
risultato del primo round.
Anche se il Porto non è il
Barcellona, questo è chiaro, e Madama potrà contare
sulla spinta dei suoi tifosi che riempiranno, come
sempre, lo Stadium. Il 2-0
conseguito al 'Dragao' è
sicuramente un risultato
che infonde sicurezza alle
truppe juventine ma a patto che Higuain e compagni,
davanti al proprio pubblico, giochino al meglio delle
loro possibilità. Subire un

gol, specie in avvio, sarebbe molto pericoloso. Meglio
cercare di consolidare il 2-0
di Porto con un gol che metta la Juve nelle condizioni
di gestire al meglio la partita. Tenere cioè il campo
in modo intelligente senza
pensare troppo al risultato
dell'andata. C'è comunque
da essere ottimisti, questo
è chiaro. La Juve ha ancora
una gran fame di successi,
specie in campo internazionale, e ha una gran voglia
di brindare dentro alla coppa dalle 'grandi orecchie'.

Roberto Grossi

Il fortino-Stadium
è inespugnabile anche in Europa
La Vecchia Signora non perde in casa da 20 partite

S

arà il romeno Ovidiu Hategan a
dirigere Juventus-Porto, gara di
ritorno degli ottavi di finale di Champions League. Assistenti saranno i connazionali Octavian Sovre e Sebastian
Gheorghe; addizionali Radu Petrescu e
Sebastian Coltescu. Quarto uomo sarà
Radu Ghinguleac. Arbitro dal 1996, è
approdato nella massima divisione rumena nel 2006. Nel novembre scorso
Hategan, arbitro internazionale dal 1°
gennaio 2008, ha già diretto una squadra italiana in Champions. La partita
in questione era Napoli-Dinamo Kiev,
valida per la quinta giornata della fase
a gironi di Champions. Per la cronaca
la gara teminò 0-0. Il direttore di gara
romeno, classe 1980, è stato anche il
direttore di gara della partita ItaliaIrlanda nell'europeo 2016 terminata
con la sconfitta per 0-1 da parte degli azzurri. Precedenti non troppo in-

coraggianti per i tifosi bianconeri che
gremiranno, come al solito, le gradinate dello Stadium in questa partita
da dentro-fuori. A confortare i fans
della Vecchia Signora le statistiche: la
Juve non perde in casa da 20 partite
europee. Inoltre, solo in due casi, nella
storia della Champions, una squadra
sconfitta in casa all'andata ha ribaltato la situazione al ritorno centrando
la qualificazione: è accaduto all'Ajax
contro il Panathinaikos nelle semifinali
1995/96 (0-1 in casa, 3-0 in trasferta) e
all'Inter contro il Bayern Monaco agli
ottavi di finale 2010/11 (0-1 in casa,
3-2 in trasferta). Per quanto riguarda i
precedenti diretti la Juve ha sconfitto il
Porto 2-1 in finale di Coppa delle Coppe
del 1984 a Basilea, mentre nella prima
fase a gironi della Champions League
2001/02 ha pareggiato in trasferta 0-0
e vinto in casa 3-1.

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La Partita

Parola d'ordine: dare nulla per scontato!
Madama favorita per la qualificazione ma guai a prendere sotto gamba l'avversario. Rientrano Cuadrado e Mandzukic

Higuain e Dybala

I

fantasmi si manifestano
nelle notti di plenilunio.
E nella notte di Champions
League allo Stadium gremito da un “sold out” di prammatica, nella luna piena un
fantasma aleggerà indesiderato, piaccia o no. È la
remuntada patita dal PSG
o, per meglio dire, autoinfertasi dal PSG. Mi si passi
la variazione di acronimo:
'Polli Siamo e Grandi'. Perché se dal versante Barcellona si grida giustamente
all'impresa, dal versante
opposto ci si deve necessariamente battere il petto
per un mea culpa senza attenuanti. Nemmeno le decisioni discutibili di un arbitro non all'altezza.
E' su questo precedente di
fresca attualità che i “dragoni” biancoblù rimettono
le speranze per il passaggio del turno che avrebbe
del clamoroso, anzi dello
storico, alla stessa stregua
dell'eliminazione della nazionale italiana in Inghilterra nel '66, da parte della
Corea del Nord.
Ma è pur vero che l'ambiente juventino è vaccinato a

Mandzukic

momenti così importanti, a
partite che oscillano tra il
dentro ed il fuori, per cadere scioccamente nelle
insidie di sottovalutare il
match. I fantasmi si combattono non permettendo
loro di materializzarsi e
null'altro.
Juventus e Porto danno vita
ad un ottavo di finale dal
pronostico obbligato, dopo
un'andata in cui i valori in
campo si sono evidenziati in
maniera fin troppo chiara.
Il divario tecnico e tattico
tra juventini e portoghesi è
lampante, nonostante che
il Porto attraversi un buon
momento psico fisico ed i
risultati di campionato lo
vedano in piena lotta per
il titolo finale, nella solita
eterna lotta con gli eterni
rivali del Benfica.
Sulla carta tutto conduce
verso una doppia eliminazione delle squadre lusitane.
Guardando attentamente in
casa Juventus, balza subito
agli occhi la piena disponibilità della rosa, eccezion
fatta per Sturaro che sta
comunque
recuperando,

mentre Chiellini si è unito al
gruppo, dopo aver smaltito
l'ennesimo guaio muscolare. Appare quantomeno
azzardata l'ipotesi del suo
impiego in Coppa, mentre
prende corpo la presenza
in campo nell'insidiosa trasferta di Genova, al cospetto
di una Sampdoria galvanizzata dal secondo successo
di stagione nel derby della
Lanterna.
Allegri dunque può attingere ad un gruppo integro e
motivato, molto meno stan-

co di quanto qualcuno vorrebbe far credere, tanto per
trovare argomenti “contro”.
Non si creano 3 nitide occasioni da rete ed un rigore decisivo nel recupero di
una gara tirata come quella
contro il Milan, se si è sulle
gambe. Ben inteso, al netto
della presenza degli avversari, presenza che troppo
spesso viene trascurata nel
formulare giudizi credibili.
Modulo 4 – 2 – 3 – 1 riconfermato largamente con
il rientro di Mandzukic e

Cuadrado

Allegri

Cuadrado, dopo la colica
del primo e la squalifica in
campionato del secondo.
Al Porto il compito di perlustrare la situazione degli spogliatoi degli ospiti
nell'impianto juventino. Si
spera che l'intervento, atto
a riparare i danni causati da
un'improvvisa manifestazione di euforia all'incontrario, sia stato tempestivo
e risolutivo. Dispiacerebbe
dover spiegare agli ospiti portoghesi che in Italia
i verdetti contrari si stemperano contro gli arredi al-

trui. Tanto si resta impuniti.
Sarebbe dura, veramente
dura, far capire un concetto
di tale aberrazione. Provate
a spiegare ad ignari portoghesi che è stato solo effetto
di... cazzimma.
A meno che i fantasmi scacciati a 10 secondi dal fischio
finale si vendichino contro i
trofei, inveendo con accento vagamente simile a quello di Scampia. Sempre più
difficile da spiegare anche
questo.
Marco Sanfelici

Giornale sportivo per i tifosi di Juventus e Torino

Direttore Responsabile
Roberto Grossi - rogro@inwind.it
Hanno collaborato
Bruno Bernardi
Antonio Catapano
Alessandro Costa
Enrico Heiman
Dario Lignana
Ezio Maletto
Paolo Rachetto
Giovanni Rolle
Marco Sanfelici
Massimo Sottosanti
Alessandro Vaccaneo
Marco Venditti
Ermanno Vittorio

Servizi fotografici
Agenzia Domus Images
Stefano Gnech
ONE+NINE Images
Giuliano Marchisciano
Editore
AMC - Art Media Communication
Direttore Editoriale
Gianni Castaldo
amcsrls@yahoo.it
Pubblicità
amcsrls@yahoo.it
Stampa
I.T.S. SpA

Segreteria di redazione
Cristina Zecchino
Tel. 011 0371291
amcsrls@yahoo.it

Autorizzazione Trib. di Torino n. 30 del 27/11/2015.

Impaginazione e grafica
Silvana Scarpa

Tutti i diritti riservati
Responsabile del trattamento dei dati personali:
Gianni Castaldo

Distribuzione gratuita agli ingressi esterni
degli stadi torinesi,
eventi e canali commerciali

CHIUSO IN REDAZIONE ALLE ORE 17 DI LUNEDÌ 13 MARZO 2017

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5

Il Punto

Polemiche? L'Avvocato le definirebbe problema psichiatrico!

O

sservata con ampissimo merito la regola
del delubro, peraltro con
l'immancabile,
annesso
spargimento di becchime a
beneficio di quei ribaldi che
accolgono con disdoro l'applicazione del Regolamento, trattato come un mistero
orfico quando, naturalmente, confligge con i loro desiderata, la Signora multistelle, indifferente alla colata di
guano con cui uno stormo
di piccioni in formazione
tipo vorrebbe insozzarla,
se la ride e, come un'aquila, vola più in alto, e da
sola; sia in vetta al Palio dei

Campanili, il torneo ritenuto meraviglioso e avvincente se non è occasionalmente
in lizza per la vittoria, che
nell'alveo dell'unica coppa che conta; un carosello
dal quale, secondo i deliri
vaniloquenti di personaggi parecchio discutibili, il
Barcellona delle due Sicilie, la squadra italiana che
ha per simbolo un asino...,
sarebbe stato estromesso
per la bizzarra consuetudine di far durare le partite
ben due tempi, addirittura
contraffatti da quella strana anomalia rappresentata dall'esecuzione dei calci

d'angolo. Poiché mentalità, stile e piena contezza
della realtà manifesta in
casa Juve non difettano, la
concentrazione è già rivolta all'imminente gara2 con
quel Porto già “sciroppato”
a domicilio e da affrontare
con un approccio totalmente dimentico del vantaggio
maturato all'Estádio do
Dragão; quindi: con il cipiglio di chi parte alla pari
e non può cullarsi in una
tranquilla gestione degli
eventi limitandosi a sbirciare, ogni tanto, il livello della sabbia nella clepsamia.
L'ultima tornata della Uefa
Champions League ha giustappunto dimostrato quanto il calcio sappia essere
imprevedibile o addirittura folle; a maggior ragione
nell'agone pertinenziale più
luccicante, ricco e, proprio
per questo, estremamente
punitivo nei confronti di chi
lo frequenta con animo sparagnino pur vantando una
condizione tutt'altro che
micragnosa. Tra la dissennata, zemaniana vocazione
a curarsi soltanto dei trenta

metri vicini alla porta ostile e l'esasperata prudenza
o la rinuncia a giocare, atteggiamenti che producono
invariabilmente gli stessi
disastrosi effetti, intercorre
una via di mezzo improntata a una propositività,
anche accorta, ma scevra
delle troppe alchimie e speculazioni tattiche che caratterizzano una competizione
di lungo periodo come l'italica Serie A. Al netto di ogni
giustificazione
d'accatto
inerente alle conduzioni arbitrali e di talvolta preclare e innegabili limitazioni
tecniche ed economiche, la
vera zavorra della Göeba
odierna è l'appartenenza a
un campionato minore che
il bisiaco di Pieris definì già
a suo tempo, con sagace realismo e apprezzabile sintesi, “Poco allenante”. Vincere
senza dover mai pigiare
l'acceleratore a tavoletta e
a scapito di avversari che
pur disputando ogni volta
la partita della vita subiscono indubbiamente il fascino della Vecchia Signora
trasmutandolo in paura, è

appagante, ma non deve indurre a distorsioni della realtà. In Europa si gioca un
football diverso, nell'ambito
del quale è maggiormente
premiante segnare un goal
in più, anziché subirne uno
in meno; una filosofia che
la Madama deve e può introiettare alla svelta, specialmente ora che per le
note circostanze è costretta
a schierare molti giocatori
votati all'offesa e proprio
adesso che l'imbuto continentale si restringe. Il motto della Real Casa, “Finoallafine”, encomiabilmente
assolto ai danni del povero
Diavolo rossonero, merita di essere eseguito con
identiche modalità e, possibilmente, con superiore incisività nelle finalizzazioni,
anche durante le serate di
gala; cominciando da quella
imminente e perseverando
nelle prossime che, salvo
cataclismi o inaudite inclinazioni al suicidio sportivo, registreranno nuovamente la partecipazione
dei bianconeri sabaudi. Se
così sarà, ogni eventuale

recriminazione
elaborata sul senno del poi cadrà
come d'autunno sugli alberi
le foglie, a prescindere dai
verdetti che i campi emaneranno. A onta dei giudici
designati alla direzione dei
giochi e totalmente estranei al pernicioso malvezzo
di crogiolarsi in astrazioni
fantasiose, molto in voga
presso latitudini dalle quali provengono miasmi che
l'Avvocato, di cui sarebbe
appena trascorso il genetliaco, oggi liquiderebbe
definendoli un problema
psichiatrico. Augh!
Ezio Maletto

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Polemiche arbitrali

In Europa per respirare finalmente aria pulita?
Che tristezza il comportamento del Milan nel post-gara di venerdì scorso. Veleni di un calcio italiano alla deriva...

S

embrava di assistere a
un film di Agatha Christie quando si aspetta da un
momento all’altro l’arrivo
del killer e la vittima soccombere. Nessuno è vittima
beninteso ma sicuramente
la Juve ha fatto la parte di
chi non ti concede tregua
fino all’ultimo secondo e
come un killer appunto
sferrare il colpo quando
pensi di averla fatta franca. Non sarebbe stato un
Juve–Milan senza qualche
emozione, da qualche anno
ormai questo grande appuntamento lascia immancabilmente sempre uno
strascico fatto di polemiche
e di episodi eclatanti. Apparentemente una gara come
un’altra con la solita Juve
che arrotola l’avversario
nella propria metà campo e
un Milan che subisce la vecchia signora diametralmente opposta rispetto a quella
inconsistente vista a Udine.
Per la storia, due uomini al

Galliani

comando: Dybala e Donnarumma. Il primo oltre ogni
confine immaginario capace di prendersi tutta la
Juve sulle spalle e suonare
la carica verso la conquista.
Il secondo capace di difendere in ogni modo possibile
il suo fortino dagli attacchi

avversari. Nella bella gara
disputata emerge però l’elemento che colloca questa
partita nello scaffale delle
bruttezze assolute. Nell’episodio del rigore si–rigore no
con tutte le sue variegate
risoluzioni regolamentari
e numerose dichiarazioni
di opinionosti ed ex arbitri
del piccolo schermo, rimane fortemente indelebile
l’immagine stucchevole di
una sceneggiata finale che
rovina tutto accrescendo
una tensione già di per se
abbastanza elevata. Fischio
finale e il direttore di gara
Davide Massa della sezione
di Imperia viene accerchiato da Poli e particolarmente
da Bacca. Volano paroloni e il direttore di gara a
più riprese viene attaccato
verbalmente a pochi centimetri dal suo naso. L’intervento di Galliani e Montella
limitano i danni bloccando
i due milanisti. Immagini e
parole che sono depreca-

bili indubbiamente ma le
vicende di questa gara non
terminavano con la sola
tenzone da bordo campo.
Alcuni calciatori del Milan
avrebbero sfogato la loro
rabbia danneggiando le
insegne della società bianconera nonché gli arredi
all’interno dello spogliatoio riservato alla squadra
ospite. I veleni sono ormai
frequenti, un calcio alla
deriva inutile negarlo dove
dagli insulti in campo, le
violenze fuori dagli stadi, le
slavine di polemiche a volte davvero stucchevoli che

accompagnano i pre-gara
ci mettono davanti all’atroce interrogativo che si sta
facendo sempre più strada: il calcio è agli sgoccioli.
Davvero no speriamo, vogliamo pensare che sia solo
un male da sconfiggere, un
semplice raffreddore che
per quanto noioso è candidato a finire per poi respirare meglio una passione
che ci coinvolge tutti. Non
desideriamo, seppur così
sembra, che quello giocato sia solo un optional, non
vogliamo questo e ci batteremo affinché si possano

ristabilire i giusti equilibri
tra calcio giocato atto al
semplice divertimento e un
sano e scherzoso sfottò tra
amici. Clima di distensione
cercasi con particolare riferimento ai tanti messaggi
poco sportivi lanciati da De
Laurentiis prima e da Sarri
ieri. Cominciamo dall’alto
dunque dove certi atteggiamenti potrebbero risultare
macigni deleteri atti a destabilizzare e fomentare un
ambiente di per se già fin
troppo massacrato. Iniziamo tutti allora. E subito!
Marco Venditti

Primavera Juve

Disfatta Juve a Verona, ma i 'baby'
di Grosso mantengono il primato
Pesante sconfitta (3-0) in campionato contro il Chievo.
Ora riflettori puntati sul torneo di Viareggio

B

ene ma non benissimo. La Juventus di
Fabio Grosso fallisce l'appuntamento esterno contro il Chievo Verona, che
attualmente in classifica
si trova al secondo posto,
a sole cinque lunghezze
dai bianconeri. Sconfitta
che fa emergere i limiti di
una Juve che ora si dovrà
concentrare sul Viareggio
o “Coppa Carnevale” che
dir si voglia. Clemenza e
compagni escono da Verona con tre reti al passivo e
zero all'attivo, rimanendo
comunque la miglior difesa del campionato (16 le
reti subite in 21 giornate)
e il terzo attacco del Girone B (con 46 reti all’attivo).
Sicuramente ha pesato e
non poco l'assenza del giovane talento Moise Kean,
impegnato con la prima
squadra e schierato da Allegri nei minuti finali di un
infuocato Juventus-Milan.
Ma andiamo con ordine:
primo tempo a Verona di
marca gialloblù, con i padroni di casa che passano
in vantaggio al 13’, grazie
a Sbampato che in mischia,
sugli sviluppi di un corner,
trova la rete del vantaggio

clivense. Un minuto più
tardi è Del Favero ad evitare il raddoppio ai locali,
con una grande parata sul
sinistro al veleno di Ngissah. Quest’ultimo non fallisce però l’appuntamento
con il gol al 32’, sfruttando
una ripartenza ben orchestrata dalla compagine locale, per battere di destro,
da pochi passi, l’estremo
difensore bianconero. Ripresa che invece vede partire bene la Juventus, alla
ricerca disperata, almeno,
di un pareggio. Dopo una
serie di tentativi per provare ad accorciare le distanze, arriva però il tris
della formazione clivense:
sugli sviluppi di un corner
Kanoute devia la palla nella propria porta, mettendo
di fatto fine ai giochi e alle
speranze di Clemenza e

compagni. Il distacco ora è
di più cinque dai clivensi e
più sette da Torino e Sassuolo con ancora cinque
giornate per decretare le
due squadre che approderanno direttamente alle
Final Eight. Juventus che
aveva collezionato un ottimo tris di vittorie (Avellino,
Torino e Benevento), che
aveva fatto ben sperare
per la trasferta di Verona.
Ora il calendario, da qui al
termine della stagione, non
dovrebbe impensierire più
di tanto la formazione di
Fabio Grosso, che giocherà tre delle ultime cinque
partite tra le mura amiche,
con squadre che non hanno più nulla da chiedere a
questo campionato, Empoli
a parte. I favori del pronostico pendono dunque dalla parte della Vecchia Signora, che vistosi sfumare
il sogno europeo in Youth
League e il cammino in
Coppa Italia, punterà a bissare il successo al Torneo
di Viareggio e a concludere
al meglio la fase di qualificazione alle Final Eight,
con o senza Kean.
Dario Lignana

amcsrls@yahoo.it

7

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Il tabellone Champions

Dal prossimo turno il sorteggio sarà integrale
Niente paletti, tutti contro tutti. Barcellona, Real Madrid e Bayern Monaco le solite favorite per il titolo
parigini li esaltasse oltremodo.

LO SCENARIO
Simeone o Guardiola? Ancelotti o Zidane? Luis Enrique o Sanpaoli? Più che
la avversarie, fanno già
suggestione i nomi degli allenatori che la Juve potrebbe affrontate nei quarti di
Champions.
Partendo dal presupposto
che la vittoria in Portogallo sia una dote rassicurante
per la Juve che, rispetto al
Porto, vanta comunque un
tasso tecnico nettamente
superiore e allo Jstadium
è in grado di asfaltare qualunque avversario, analizziamo cosa può riservare
l'urna di Nyon alla Juve per
i quarti di finale. Dopo aver
espletato la formalità di
stasera contro il Porto.
SORTEGGIO TOTALE
Sorteggio integrale, innanzitutto. Niente paletti, tutti
contro tutti, nessuna preclusione, nessun vantaggio,
nessuna squadra a priori
in casa al ritorno. Tutto in
mano alle palline. E a chi le
palline le estrarrà. 4 squadre su 8 già le conosciamo:
le 2 tedesche, Bayern Monaco e Borussia Dortmund,
le 2 spagnole Real Madrid
e Barcellona. Altre 2 sem-

brano garantite delle nette
vittorie esterne dell'andata: ossia Juve e Atletico
Madrid (che ha vinto 4-2 a
Leverkusen). Gli unici veri
ballottaggi sono quelli tra
Leicester orfano di Ranieri
e Siviglia (andalusi vittoriosi in Spagna 2-1) e tra
Monaco e Manchester City
(Guardiola-boys
vittoriosi nel rocambolesco 5-3
dell'andata).
2 TEDESCHE, 4 SPAGNOLE,
OPPURE 2 INGLESI
Rischiano di esserci 4 spagnole dunque, oppure 2
inglesi. O i monegaschi. Magari per un curioso quarto
di finale: Bayern Monaco vs
Monaco. Oppure il derby di
Madrid stavolta anticipato
ai quarti. Od anche il superclassico di Spagna, se non
addirittura due derby tutti
spagnoli. Oppure il derby
teutonico. E la Juve chi deve
auspicarsi come avversario
nei quarti?
REAL MADRID
E BARCELLONA
Il Real Madrid di Zidane
ha battuto 6-2 il Napoli nel
computo della doppia sfida. Vittoria meno nitida di
quanto indichi lo scarto, ma
affrontare più avanti i Campioni d'Europa e del Mondo
in carica, sarebbe ovviamente auspicabile, sebbene
due anni fa la Juve di Allegri elimino' il Real, uscendo indenne dal ritorno al
Bernabeu, e guadagnandosi
cosi la finale di Berlino contro il Barcellona. Barcellona che tutti abbiamo ammirato nella folle 'remuntada'
per 6-1 contro il PSG. Ma di
certo ora nessuno ha voglia
di affrontare i catalani. Già
fortissimi per conto loro,
senza bisogna che il set ai

ATLETICO MADRID
E SIVIGLIA
Cosi come nessuno ha voglia di affrontare l'Atletico
Madrid. Squadra tignosa
per antonomasia, dal gioco “sporco” ma efficace.
Specialista nel corpo a corpo. Nel far giocare male le
avversarie. Il “Cholismo”è
sempre di moda, soprattutto in una gara da 180 minuti. E il Siviglia se riuscisse a
difendere a Leicester la vittoria di misura in Andalusia; Siviglia che quest'anno
contende la Liga a Real e
Barca, e che la Juve ha affrontato con molto difficoltà e alterne fortune nelle
ultime stagione, non è avversario da evitare a tutti i
costi? Ovviamente si, anche
perché Sanpaoli, il guru sivigliano, è serio candidato a
sostituire Luis Enrique sulla panchina del Barcellona.
E fare una bel cammino in
Champions, sarebbe per lui
una vetrina formidabile. Insomma per la Juve sarebbe
meglio che le spagnole nei
quarti si affrontassero tra
di loro, oppure si scornassero con le 2 tedesche, in
modo da eliminare qualche
avversario di assoluto livello, prima delle semifinali.
BAYERN O DORTMUND
Logica impone che il Borussia faccia meno paura del
Bayern. Che la Juve la scorsa stagione ha dimostrato
di poter affrontare almeno
alla pari. Ma il rischio di
giocare il ritorno in Baviera, l'astuzia di Ancelotti, la
voracità delle punte teutoniche, sono elementi che
incutono soggezione.
Il Borussia ha asfalto per
4-0 il Benfica, ma i gialloneri sono l'avversario che
Allegri accoglierebbe con
un malcelato sorriso.
BREXIT
O MONTECARLO
Il Manchester City ha rischiato molto nell'andata
contro il Monaco. Il 5-3 finale è risultato generoso
e forse bugiardo. Inoltre i
monegaschi, che in campionato contendono la Ligue 1
a Nizza e PSG, saranno pri-

vi dello squalificato Glik in
difesa. La Juve ovviamente
preferirebbe che si qualificassero i monegaschi, per
una trasferta sicuramente
più vicina o meno insidiosa
di Manchester. Il City versione petro-dollari non è
ancora riuscita a darsi una
dimensione internazionale
adeguata agli investimenti.
Ma Guardiola (che l'anno
scorso eliminò la Juve alla
guida del Bayern) è stato
preso proprio per questo. E

se in Premier, il Chelsea di
Conte sembra irraggiungibile, in Champions Guardiola può dimostrare di essere
ancora un vincente assoluto. Curiosità per il Leicester.
Ranieri fu esonerato dopo
l' 1-2 di Siviglia. I campioni d'Inghilterra sono sembrati quasi rigenerati dopo
la cacciata dell'allenatore
capitolino. Stasera la favola
può terminare bruscamente, o proseguire con Stowell
o Shakespeare. C'è del mar-

cio a Leicester?
CONCLUSIONE
Dunque per la Juve l'auspicio sarebbe: evitare le spagnole ed il Bayern, giocare
la seconda allo Stadium,
sperare magari in Borussia Dortumud e Monaco (se
eliminasse il City). Oppure
pensare che per vincere la
Champions, bisogna affrontare le migliori. E sconfiggerle.
Alessandro Costa

Dopo Buffon meglio
Meret o Donnarumma?

Donnarumma

P

assa tutto da questo
ruolo perché poi la
legge del calcio è sempre
quella. Le vittorie nascono
dalla difesa. Nel corso della storia bianconera la società di corso Galileo Ferraris ha sempre riservato
particolare attenzione alla
scelta dei suoi portieri. Gli
elementi per decidere non
sono solo tecnici ma anche
comportamentali. Alla sana
disciplina in campo elemento questo fondamentale viaggia parallelamente a
quello tecnico. Sono questi
gli elementi fondamentali
richiesti dalla Juventus, poi
al resto ci pensano loro con
un giro alla sala dei trofei
per mettere già le cose in

chiaro su quelle che sono
le ambizioni delle società piemontese. Che siano
giocatori o portieri non fa
nessuna differenza di ruoli perché i comportamenti
non hanno ruoli.
Dino Zoff, Stefano Tacconi,
Angelo Peruzzi, Giampiero
Combi per finire con il monumentale Gianluigi Buffon
per nostra fortuna ancora
molto attivo. Questi portieri indubbiamente hanno rappresentato in modo
determinante la storia della società più importante
d'Italia. Sul post Buffon
e il nuovo che si fa avanti
Marotta e Paratici hanno già le idee chiare. Tra i
giovani emergenti si rivelano più che ottime le qualità tecniche ed atletiche
di Gianluigi Donnarumma
che in questa stagione con
il suo Milan ha già confermato numeri da grande
campione. Potenzialmente
potrebbe essere un possibile sostituto di Buffon ma i
dubbi attorno a questo ragazzo sono molti. Serve la
bravura certo ma essenziale è l'equilibrio nel saper
gestire i momenti più delicati di una gara. In diverse
occasioni, tre delle quali
proprio contro la Juventus
(Campionato - coppa Italia), il portiere di Castellammare di Stabia si è fatto sopraffare dalla trance
agonistica abbandonando i
pali per contestare anima-

tamente le varie decisioni
arbitrali esponendosi troppo all'attenzione generale.
Raiola sta aspettando la
risoluzione societaria di un
closing che ancora tarda a
raggiungere il suo esasperante epilogo ma il futuro
incerto di un Milan tutto da
ricostruire potrebbe indirizzare il portiere campano
verso altri lidi (anche se la
maglietta è stata baciata
e promessa ai sostenitori del Milan venerdì sera).
Non c'è solo Donnarumma
nei progetti juventini. Alex
Meret, classe '97, appena
due anni più anziano del
collega milanista. Dotato
di grandissimi numeri e di
forte senso della posizione
tra i pali. La sua statura è
inferiore di 6 cm. rispetto
al collega milanista e questa differenza sembrerebbe
addirittura avvantaggiare
in agilità il friulano che tra
i pali si muove con impressionante rapidità. La sua
compostezza e disciplina in
campo è tipica del grande
portiere. Le origini friulane, come quelle del grande
Dino Zoff, sembrano essere
una garanzia per pronosticargli un grandissimo avvenire. La Juventus lo sta
osservando già da tempo
e con ogni probabilità, per
la critica generale, Meret
potrebbe rappresentare il
vero dopo Buffon.
Marco Venditti

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Accadde il

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16 maggio 1984

Che goduria quella sera a Basilea!
50.000 tifosi bianconeri in delirio per la conquista della Coppa delle Coppe in terra svizzera contro il Porto
Juventus-Porto
Finale Coppa
delle Coppe
Basilea,
Stadio St. jakob
Juventus
Tacconi, Gentile,
Cabrini, Bonini, Brio,
Scirea, Vignola
(89° Caricola),
Tardelli, Rossi,
Platini, Boniek.
All. Trapattoni

Porto
Zè Beto, Joao Pinto,
Eduardo Luis (82° Costa),
Jaime Magalhaes (65°
Walsh), Eurico, Lima
Pereira, Frasco, Sousa,
Gomes, Jaime Pacheco,
Vermelhinho.
All. Morais
Antonio da Rocha

Arbitro:
Prokop Adolf
(Germania Est)

Marcatori:
12° Vignola, 29° Sousa,
40° Boniek
Angoli:
7-4 per il Porto

Spettatori:
59.000
Per un incasso
di 1 milione e 200.000
mila franchi svizzeri
pari a 920 milioni
di lire italiane.

L

a Juventus approda
alla finale dopo una
semifinale a dir poco emozionate con il gol vittoria
sul Manchester United di
Paolo Rossi proprio sul filo
del 90° minuto. La vigilia è
scandita da un’eccitazione strana: c’è bagarre per
i biglietti che scarseggiano
e che puntualmente ricompaiono, nelle mani dei bagarini, il giorno della finale.
Il ricordo della sconfitta di
Atene in Coppa Campioni,
le immagini dei bianconeri
più simili a fantasmi che a
calciatori, il pianto di tifosi
vinti sono immagini da cancellare. È questo l’imperativo categorico di Trapattoni per far leva su elementi
psicologici in modo tale da
preparare il match con il
Porto in tutte le sue sfumature. La Juventus conta
ancora su cinque Campioni
del Mondo (Gentile, Cabrini, Scirea, Tardelli e Paolo
Rossi); non c’è più Zoff, che
ha disputato la sua ultima
partita nella finale di Atene.
Tacconi, Bonini, Brio, e Vignola completano il gruppo
italiano, gli stranieri sono
Platini e Boniek, due assi di
Coppa. Trapattoni conosce i
portoghesi per averli osservati attraverso le cassette
vhs dell’epoca. Li studia con
ossessione e maniacale precisione. La zona, il pressing,
il rischioso espediente del
fuori gioco. Tutto è mandato
a memoria, con puntiglioso
scrupolo. Trapattoni è come
un elefante, non dimentica i rilievi che gli vennero
mossi all’indomani della
sconfitta con l’Amburgo, ad
Atene nel 1983. Perciò nella vigilia di Basilea, il Trap
convince Platini ad una
posizione prudente, rinunciando a licenze stilistiche
per mettersi al servizio del
collettivo. Un sacrificio tattico val bene una Coppa!
L’arbitro è il terribile Prokop della Germania democratica, un dirigente industriale che ha partecipato
ai Mondiali di Argentina e

di Spagna. Le dichiarazioni
degli allenatori: Trapattoni da una parte ed Antonio
Morais dall’altra, il Trap è
sicuro di essere il più forte e dispone di uomini goal
come Platini, Boniek e Paolo Rossi; Morais si sente più
debole, ma ricorda la finale
di Atene, quando i super favoriti bianconeri chinarono
il capo davanti al sinistro
beffardo di Magath. Inoltre,
il trainer portoghese sa di
contare più sul complesso
che sulle individualità di
squadra. L’aspetto scenografico si annuncia incredibile. La Svizzera assiste, in
quei giorni, al più colorito
e massiccio trasferimento
di tifosi. Quelli bianconeri
sono circa 50.000 ed arrivano con ogni mezzo, percorrendo strade perfino
impossibili, e sono pacificamente chiassosi. Il serpente
di macchine di fans juventini sembra che raggiunga i
200 chilometri di lunghezza. Inaudito! Ma non tanto, se si pensa che all'epoca la “Vecchia Signora” è
la squadra che vantava il
maggior numero di sostenitori in Europa. Nel giorno

della finale, alle 20.15 della sera, lo stadio St.Jakob
è un’esplosione di colori.
I supporters portoghesi,
(paganti in questo caso),

oppongono una resistenza
un po’ sbiadita. Il tramonto annuncia nell’aria la
pioggia. All’improvviso, un
treno chiassoso bianco e

nero sbuca da un filare di
alberi fioriti. Sembra quasi che sfiori i muri di cinta
dello stadio. È uno dei tanti
treni carico di tifosi juventini. Quando passa davanti
al St.Jakob, il macchinista
mette in funzione il segnale
festoso, è un fischio che attira l’attenzione del pubblico che affolla lo stadio. Ma
già s’intravvede, più indietro, un secondo convoglio
con un carico di bandiere
bianconere. Sono attimi incredibili ed indimenticabili
per chi ha avuto la fortuna
di viverli dal vivo. La par-

tita è una battaglia, tesa e
nervosa in ogni contrasto
ed azione. La Juventus ha
appena vinto lo scudetto e
tenta il bis in Coppa, come
nel 1977, quando aggiunse
al titolo italiano una prestigiosa Coppa Uefa. Fiammate bianconere illuminano
il cielo di Basilea, che si fa
sempre più triste e piovigginoso; un gioco ordinato
è quello dei portoghesi che
sono organizzatissimi. Vignola, centrocampista dal
sinistro preciso come un
cecchino, fa esplodere di
gioia lo stadio dopo 13 minuti. L’illusione che il match

sia deciso da quella prodezza non contagia nessuno,
anche se il più delle volte
il successo in Coppa va alla
squadra capace di passare
in vantaggio. Trascorrono
infatti sedici minuti e Sousa rimette tutto in gioco con
un pallone molto tagliato.
Il Porto mostra la miglior
immagine di sé, perfino
inedita, la Juventus non
demorde pensa soltanto a
dare concretezza agli schemi. La vecchia guardia, da
Tardelli a Gentile (partita
da incorniciare, la sua), da
Cabrini a Brio e Bonini, si
rimbocca le maniche ed
estrae dal suo cilindro un
match pieno di corsa impeto e palloni recuperati. La
difesa tiene a distanza il pericoloso Frasco ed il bomber Gomes, ex scarpa d’oro,
ed il veloce Vermelhinho.
L’umiltà e la determinazione della Juventus hanno il
sopravvento. Dall’esperienza di Atene trae utilissimi
insegnamenti. Platini si sacrifica in un gioco oscuro
ma utile e tiene impegnato
Pacheco che lo marca da
vicino. Boniek cresce con il
trascorrere dei minuti e diventa per il Porto una mina
vagante. Quattro minuti
prima che i giocatori imbocchino il sottopasso che
conduce negli spogliatoi per
la sosta, la Juventus passa
in vantaggio. L’iniziativa è
del polacco Boniek. Zibi è
attorniato da tre avversari, compreso il portiere Zé
Beto, e la sua magia tecnica gli permette di sfondare
quel muro. Lo stadio ha un

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16 maggio 1984

Dopo il tricolore, una storica doppietta!
Capitan Scirea alza la Coppa in un'annata indimenticabile. La felicità del Trap: “Atene è vendicata!”. Ze Beto polemico

sussulto. Ma non è fatta.
Manca ancora un tempo da
consumare e vivere. Nella
ripresa il Porto non si rassegna, attacca con manovre
ad ampio respiro e porta le
offensive per linee esterne.
Il cuore della “Signora” è
robusto, la vecchia guardia
si esalta, Gentile diventa il
protagonista di una difesa

insuperabile. La partita a
scacchi tra Antonio Morais
e Giovanni Trapattoni è vinta dal tecnico lombardo,
Vignola e Boniek sono gli
alfieri che danno “matto”
al Porto. La Juventus conquista la seconda coppa internazionale, aspetta quella
dei Campioni, al cui assalto
si dedicherà a partire dal
settembre successivo. Negli
spogliatoi c’è il sapore forte
e inebriante della felicità.
Soltanto per Boniek e Gentile l’aria è di smobilitazione.
Anche se poi solo Gentile
verrà ceduto alla Fiorentina mentre Zibì resterà
in bianconero. L’Avvocato
Agnelli ha parole di elogio
per il polacco, ma con una
eloquente riserva: «È stato
molto bravo, ma un giocatore non si deve giudicare

per una sola partita. Del futuro non mi piace parlare».
Trapattoni dichiara: «Atene
è vendicata ed i tifosi che
quella volta rimasero delusi
possono rifarsi oggi». Boniperti esulta, madido di tensione, sudore e spumante.
Aveva promesso di restare
legato 90 minuti alla sedia
della tribuna d’onore. Non
ha resistito ed ha aspettato
il termine delle operazioni
nel chiuso dello spogliatoio.
Sofferenza o scaramanzia?
Un dilemma al quale il presidente non saprà mai dare
una risposta. Ai margini di
questa vittoria restano le
polemiche dei dirigenti del
Porto e dell’ allenatore Morais che incolpano l’ arbitro
Prokop di aver indirizzato
il match negando alla loro
squadra un rigore. Prima
della premiazione il portiere Zè Beto spintona Prokop e strappa dalle mani
la bandierina ad uno dei
guardalinee e dichiarerà
negli spogliatoi: “Non capisco l’ esaltazione per Platini, i nostri Frasco e Sousa
valgono almeno dodici volte
più di lui!” Detto fatto! Circa un mese dopo 23 Giugno
si affrontano a Marsiglia
Francia e Portogalo, semifinale campionato Europeo,
la Francia si aggiudica il
match nei supplementari
con goal decisivo del mi-

gliore in campo Michel Platini al minuto 119. Logicamente nel Portogallo sono
in campo i dodici meglio
di Michel Frasco e Sousa.
Stagione
indimenticabile
quella del 1983/84: scudetto e coppa! Come nel 1977
e non finisce qui, anche se
per vincere una coppa Europea la Juventus deve soffrire sempre.

Foto e testi di
Ermanno Vittorio

(A pag. 8 dall'alto
in basso: foto della
squadra che giocò
la finale a Basilea;
locandina ufficiale della
partita; la squadra
del Porto che
affrontò la Juve.
In questa pagina
dall'alto in basso:
biglietto della finale;
Capitan Scirea
che alza la Coppa
al termine della gara;
i tifosi bianconeri
in treno destinazione Basilea;
la rosa della
Juventus 1983-1984)

Il percorso di Juventus e Porto
per ARRIVARE IN finale
Sedicesimi
Juventus-Lechia Danzica
Lechia Danzica-Juventus
Dinamo Zagabria-Porto
Porto-Dinamo Zagabria

Quarti
7-0
2-3
2-1
1-0

Ottavi
Paris St. Germain-Juventus
Juventus-Paris St. Germain
Rangers Glasgow-Porto
Porto-Rangers Glasgow

Haka V.-Juventus
Juventus-Haka V.
Porto-Schakter D.
Schakter D-Porto

0-1
1-0
3-1
1-1

Semifinali
2-2
0-0
2-1
1-0

Manchester United-Juventus
Juventus-Manchester United
Porto-Abberdeen
Aberdeen-Porto

1-1
2-1
1-0
0-1

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Marzo Juve

Auguri al mitico Trap! L'esodo dei tifosi a Braunschweig
L'ex allenatore della Juve e della Nazionale ha vinto tutto con i colori bianconeri. In 17.000 per la trasferta del 1968
16 marzo 1930
Renato Cesarini protagonista di Juventus-Cremonese,
disputata al campo di Corso Marsiglia, s’impone la
Juventus 4-1 con tripletta
dell’estroso giocatore, chiude la quaterna la mezzala
Zanni. Curiosamente, nello
stesso giorno, ma 29 anni
dopo (29 marzo 1959) Cesarini verrà nominato direttore tecnico della Juventus.

16 marzo 1981
Antonio Cabrini ha rischiato di essere travolto dall’entusiasmo di un folto gruppo d’ammiratori durante
l’inaugurazione di un grande magazzino a Ventimiglia.
La notizia della presenza
del calciatore alla cerimonia ha fatto accorrere nel
centro della cittadina ligure un migliaio di persone,
nella ressa è stata anche
sfondata una saracinesca, il
tutto dovuto alla calca. Cabrini riesce a porsi in salvo
uscendo da una porta secondaria.
16 marzo 1983
Serata indimenticabile al
Comunale di Torino, si disputa il ritorno dei quarti finale di Coppa Campioni. La

Juventus affronta l’Aston
Villa, detentore del trofeo.
Gli inglesi battuti all’andata
2-1, escono sconfitti anche
dal Comunale per 3-1, marcatori di serata Platini (2) e
Tardelli.
17 marzo
Auguri a Giovanni Trapattoni, ex allenatore della Juve
e della nazionale. Come
allenatore bianconero ha
vinto tutto! Alla guida della
Juve dalla stagione 1976/77
sino al 1985/86, rientra in
bianconero nel triennio
1991-1994. I suoi trionfi lo
descrivono come l’allenatore più vincente nella storia
della Juve: 6 Campionati, 2
Coppe Italia, 1 Coppa Campioni, 1 Coppa Coppe, 2
Coppe UEFA, 1 Supercoppa
Europea, 1 Coppa Intercontinentale.

18 marzo 1968
I tifosi della Juventus preparano la trasferta di Coppa
Campioni per lo spareggio
di Berna tra Juve e l’Eintracht di Braunschweig,
la mancata diretta tv (non
sarà neanche trasmessa
una differita della partita),
fa accorrere i tifosi al seguito della squadra. Il Rag.
Amerio della segreteria Juventus comunica la vendita
di circa 17.000 biglietti tra
Torino, Svizzera e Germania. Sono approntati diversi pullman da Torino ed un
treno speciale da Torino e

agguanta il pareggio che
vale la qualificazione. Per
la seconda volta nella storia
la Juventus si qualifica per
le semifinali di Coppa Campioni.

Milano. Uno dei primi pullman di tifosi a raggiungere
la Svizzera ha l’amara sorpresa alla dogana di dover
pagare 25.000 lire per trasportare bandiere e megafoni. Una trasferta che fece
epoca.
18 marzo 2008
La Juventus avrà uno stadio
di sua proprietà! Il Consiglio
d’Amministrazione del club
bianconero, riunitosi oggi
per l’approvazione della
relazione semestrale al 31
dicembre 2007, ha dato il
via libera anche al progetto che prevede la realizzazione di un nuovo impianto
sull’area dove sorgeva lo
stadio "Delle Alpi", per un
investimento complessivo
di 105 milioni di euro.
19 marzo 1950
Derby emozionante tra
Juventus e Torino che si
chiude con la vittoria dei
bianconeri (4-3), marcatori
di giornata sono Muccinelli, John Hansen e chiude il
conto una doppietta di un
giocatore che mai abbandonerà i colori bianconeri:
Giampiero Boniperti.
20 marzo 1960
La Juventus regola al Comunale la Lazio 2-0 grazie
ai gol di Nicolè e Charles,
esordio in bianconero ed in
Serie A per il torinese Giorgio Rossano che è schierato
a centrocampo, per Rossano una data da ricordare,
oltre all’esordio festeggia
anche il suo compleanno!

22 marzo 1925
Debutto della Nazionale
italiana sul campo della Juventus in Corso Marsiglia,
la partita è Italia-Francia
7-0, difendono i colori della nazionale i bianconeri
Combi e Bigatto.
22 marzo 1936
Muore a Torino Parvopassu
Giacomo, avvocato, quarto
presidente della Juventus
dal 1903 al 1904, succede a
Favale e lascia la carica ad
Alfredo Dick.
20 marzo 1968
La Juventus affronta nello
spareggio di Berna la squadra tedesca dell’Eintracht
Braunschweig. Risolve un
goal di Roger Magnusson
al 56’ e per la prima volta
la Juventus accede alle semifinali di Coppa Campioni.
Per Magnusson una data da
ricordare per sempre, un

goal storico nel giorno del
suo compleanno!
21 marzo 1953
È festeggiato dall’ambiente bianconero l’ex giudice
di gara Oreste Balbo, che
segue come “addetto all’arbitro” le partite della Juventus. Con la gara Juventus-Como, ha raggiunto la
centesima partita consecutiva, trasferte comprese, al
seguito della Juventus. Anche appassionato fotografo,
colpito da un’istantanea in
cui si vedevano di spalle
Manente, Piccinini, e John
Hansen, ha ricavato ambo e
terno da giocare al lotto inserendo i numeri di maglia
3, 6, 10: puntati al botteghino con insistenza gli hanno
fruttato due ambi ed un terno, la fedeltà di juventino è
stata premiata!
21 marzo 1973
Grande impresa della Juventus che affronta in coppa dei Campioni a Budapest
l’Ujpest Dozsa per il ritorno dei quarti di finale (0-0
all’andata). Dopo 14 minuti gli ungheresi conducono 2-0. Altafini dimezza lo
svantaggio e nella ripresa
Anastasi, con una splendida rete in tuffo di testa,

22 marzo 2000
Una triste giornata per la
Juventus ed il calcio italiano. A Torino muore Carlo

Parola, protagonista indiscusso prima come calciatore negli anni ‘50 e poi
come tecnico. Una vita con
la Juventus, da giocatore
con 339 presenze dal 1939

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Marzo Juve

La premiazione di Anastasi, l'esordio di baby-Bettega
In amichevole a Liegi Mister Deschamps fa esordire il ventenne Alessandro, figlio dell'indimenticabile Bobby-gol
al 1954, due Campionati ed
una Coppa Italia, poi come
allenatore,
conquistando
tre scudetti 1960, 1961 e
1975 ed una coppa Italia
1960

23 marzo 1991
La Juve alla vigilia della
partita di campionato Roma-Juventus è ricevuta in
udienza privata dal Papa
Giovanni II. Papa Wojtila
ha dedicato mezz’ora alla
squadra accompagnata da
tutto lo staff dirigenziale e
ha voluto conoscere tutti
i giocatori donando a ciascuno di loro una medaglia
ricordo. Si è soffermato con
particolare
commozione
accanto a Mariella Scirea
nel ricordo di Gaetano. Ha
parlato in tedesco con Hassler, in brasiliano con Julio
Cesar, ha stretto la mano
a Schillaci ricordandolo
cannoniere dei mondiali.
Ha infine apprezzato con
curiosità i regali offertogli
dalla società: la collezione
in argento delle Coppe internazionali vinte dal club,
il libro fotografico della società, il pallone con le firme
dei giocatori e la maglia numero 10 che il presidente
Chiusano ed il capitano Tacconi gli hanno consegnato.
Una mattinata davvero speciale che si conclude poi il
giorno successivo con la vittoria (1-0) sulla Roma con
goal di Casiraghi.
23 marzo 1962
Muore A Torino Eugenio
Canfari, uno dei fondatori
della Juventus e primo Pre-

sidente, carica che tenne
per un anno per poi passarla al fratello Enrico.

pietta di Tevez. 15ª vittoria
consecutiva in casa per la
Juventus: record italiano di
tutti i tempi.

24 marzo 1940
La Juventus si sbarazza al
Comunale della Lazio (31) grazie alle marcature di
Tomasi, Gabetto e Borel su
calcio di punizione. Nell’occasione Varglien II raggiunge le 200 presenze in campionato con la Juventus.
24 marzo 2007
Liegi ospita la Juve per un
amichevole contro lo Standard, girandola di gol che
Trezeguet rimedia due volte portando il match sul
2-2; nel finale decide un gol
di De Camargo che regala
la vittoria allo Standard. Al
78’ cambio nella Juventus,
mister Deschamps fa uscire Giovinco ed inserisce il
ventenne Alessandro Bettega: 37 anni dopo, un altro
Bettega esordisce nella Juventus anche se in amichevole. Papà Roberto aveva
esordito in bianconero il 30
Agosto 1970, Coppa Italia,
a Verona (Verona-Juventus
1-1).
25 marzo 1957
Con l’ingaggio da parte del
Torino del giocatore Tacchi,
Ermes Muccinnelli pensava
di dover cedere lo scettro
del più piccolo giocatore
della Serie A (1.63). Invece
dopo più accurate misurazioni il giocatore granata
è più alto di un solo centimetro, lasciando così il pri-

27 marzo 1966
La Juventus s’impone a Firenze contro la Fiorentina
(1-0), decide un gol di Gino
Stacchini al 44’. La Juventus non vinceva sul terreno
dei viola da tredici anni.
mato alla funanbolica ala
bianconera.
26 marzo 1950
La Juventus batte a domicilio l’Inter (4-2) i gol sono J.
Hansen (2), Praest e Muccinelli e per un caso curioso,

anche i gol nerazzurri sono
di marca bianconera dovute alle autoreti di Bertuccelli e Parola.
26 marzo 1975
Il bianconero Altafini è invitato a partecipare alla partita che festeggia in Belgio i
15 anni di attività del giocatore Van Himst, con i colori
dell’Anderlecht. La selezione mondiale è formata da
assi del calibro di Eusebio,
Cruyff e Pelè ed è la prima
volta che questi campioni
giocano insieme. Grande
prova di Altafini che sigla
una doppietta anche se il
risultato finale (8-3) è nettamente favorevole ai belgi.
26 marzo 2014
30ª giornata di campionato:
Juventus-Parma 2-1 dop-

28 marzo 1920
Il portiere della Juventus
Giovanni Giacone esordisce
in Nazionale a Berna contro la Svizzera. Si tratta del
primo bianconero ad indossare la maglia della Nazionale, netta la vittoria degli

elvetici per 3-0.
28 marzo 1954
Rocambolesco
pareggio
casalingo per 2-2 della Juventus (capolista) contro il
Bologna; rossoblù in vantaggio di due gol, raddrizza
la partita Boniperti al 61’,
sembra finita, ma a soli due
minuti dal termine Rino
Ferrario in mischia segna
un gol insperato riportando
così la partita in parità. Per
“Mobilia” Ferrario si tratta
del primo gol in campionato
con la Juventus.
29 marzo 1970
Juventus travolgente al Comunale, netta affermazione
sul Milan per 3-0. La partita
si disputa nel giorno di Pasqua, una domenica da ricordare per Pietro Anastasi,
premiato prima dell’inizio

della partita con il premio
“De Martino” 1968/69 da
parte
dell’Associazione
Giornalisti Sportivi Lombardi. Pietro ringrazia e
sigla due gol splendidi, uno
in tuffo di testa e l’altro con
una rovesciata “a bicicletta” che manda in visibilio
il folto pubblico accorso
(50.000 spettatori). La terza
segnatura è dell’ala Lamberto Leonardi.
30 marzo 1920
Con l’elezione del nuovo
Presidente,
l’Onorevole
Gino Olivetti avvenuta ai
primi di marzo, la Juventus
raggiunge un primo traguardo societario, ben 1500
soci così suddivisi: promotori 138, effettivi 849, di cui
549 nuovi, boys 314, Dame
Patronesse 199.
30 marzo 1952
Inedito risultato della Juventus in trasferta ad Udine: 7-2. Questo tipo di risultato è stato ottenuto una

sola volta nel Campionati
italiano a girone unico. La
goleada bianconera porta le firme di: Vivolo (3), J.
Hansen (2), K. Hansen (2).
Praest raggiunge con questa partita la 100ª presenza
in campionato con la maglia bianconera.
31 marzo 1975
Muore a Torino Virginio Rosetta, uno dei più grandi terzini destri del calcio italiano, campione del Mondo nel
1934, partecipò alle Olimpiadi 1920, 1924, 1928, in
azzurro raccolse 52 presenze. Nel 1923/24 intraprende
la sua lunga carriera con i
colori della Juve dove gioca
sino al 1935/36. In questo
periodo conquista oltre allo
scudetto 1925/26, 5 titoli di
Campione d’Italia (mitico
“Quinquennio” 1930/1935),
forma con Combi e Caligaris un terzetto difensivo che
passa alla storia del calcio.
Sempre alla Juventus inizia
la sua carriera d’allenatore
contribuendo alla conquista
della Coppa Italia 1937/38.

Foto e testi di
Ermanno Vittorio

(A pag. 10 da sx a dx:
Cesarini; biglietto Juve-Aston
Villa; Trapattoni; pulman
tifosi; biglietti Juve-Eintracht;
Charles; Magnusson; Canfari.
In questa pagina da sx a dx:
Parola; Stacchini; Altafini;
Praest; Anastasi e un suo gol
nel derby; Rosetta)

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Speciale Continassa

La cittadella tutta bianconera si avvicina!
I lavori nella nuova sede del Club, ossia la cascina, sono a buon punto. E anche il resto dell'area procede spedito...

C
1

2

3

4

5

6

i sono delle belle novità
sulla realizzazione del
progetto Continassa della
Juventus. I lavori sulla carreggiata di via Druento (riguardavano impiantistica
e condutture) sono terminati, e la viabilità è tornata
normale. Sono cominciati anche dei piccoli lavori
di restyling, per adeguare
alle nuove future esigenze
gli spartitraffico di Corso
Gaetano Scirea (quelli che
si trovano sostanzialmente
davanti all’ingresso principale dello Stadium), dove
è prevista e già realizzata
la via di collegamento tra
il corso stesso e via Traves,
dal lato opposto della Continassa, dove è stata già realizzata una piccola rotonda.
Per quello che riguarda la
nuova sede del club, ossia
la cascina, i lavori sono a
buon punto. È stato realizzato il tetto, e si stanno posando i relativi rivestimenti.
Prosegue la ristrutturazione della facciata e la realizzazione degli interni. È già
cominciato anche il restauro della vecchia recinzione
in muratura del giardino
posteriore, (quello dove ci
sono tuttora due bellissimi
e fieri alberi, che sono lì
da parecchi decenni e che
sarebbe stato un peccato
mortale abbattere). Ma i lavori si stanno facendo interessanti anche in altri segmenti del progetto. Quelli

7
più importanti ed urgenti,
sono quelli che riguardano
il centro di allenamento.
Ricordiamo che dal 1° luglio 2017 la prima squadra
dovrà allenarsi nel nuovo
Training Center, quindi non
è rimasto tanto tempo. Ed
infatti è già cominciata la
costruzione dei campi da
gioco, degli spogliatoi, e dei
piccoli edifici di supporto.
Per ora si tratta solo della
base, ossia il contenitore in
cemento armato al cui interno i campi saranno poi
effettivamente
realizzati.
Ma sono già apparsi anche i pali di recinzione dei
campi stessi (quelli bianchi
nelle foto), dove verranno
successivamente applicate

le reti, ossia la protezione
utile ad evitare di vedere
i palloni invadere tutto il
circondario. Inoltre, sono
apparsi anche i grandi pilastri in metallo galvanizzato dell’illuminazione (torri
faro). Tutto prosegue bene
per la realizzazione del
media center. Per ciò che
riguarda invece l’Hotel, la
scuola (World International
School), e il Concept Store,
gli edifici suddetti non necessitano di una particolare urgenza, e per il loro
completamento c’è un po'
più di tempo a disposizione. Bisogna ricordare però
che le attività della scuola
cominceranno già da set-

10

11

9

tembre di quest'anno. Comunque il tetto del Concept
Store sta prendendo forma
(parti gialle ad arco nelle
foto), e alcuni altri edifici
cominciano ad essere dotati
di infissi. C’è ancora molto
da fare nel complesso, ma
per quello che si può intuire
dall’esterno, non sembrano
esserci particolari ostacoli
o impedimenti e la tabella
di marcia sarà rispettata. Il
J Village si avvicina.
Testi e foto

Antonio Catapano

8

“Crazeology”
Giùlemanidallajuve.com

1. Edifici via Traves
2. Muro recinzione sede
3. Edifici campi da gioco
4. Media Center
5. Torre Faro
6. Edificio parcheggio
via Druento
7. Rotonda Traves
8. Campi da gioco
9. Collegamento
Traves-Scirea
10. Nuova Sede Juve
11. Tetto Concept Store

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Spettacoli e cultura

'Missione Egitto 1903-1920': l'avventura M.A.I. raccontata
Al Museo Egizio di Torino la mostra dedicata alla Missione Archeologica Italiana e a Ernesto Schiaparelli

S

ino al 10 settembre, al
Museo Egizio di Torino,
la mostra "Missione Egizio
1903-1920” - L'avventura
archeologica M.A.I. raccontata. Per la prima volta sono
riuniti insieme documenti
d'archivio e materiali fotografici, taluni inediti, che
raccontano l'attività della
Missione Archeologica Italiana in Egitto nei primi
decenni del XX secolo, tra
successi, imprevisti e difficoltà. Ne emergono, i profili

di numerosi personaggi, più
o meno noti, protagonisti
delle ricerche archeologiche
del Museo Egizio. L'esposizione mira a sottolineare la
centralità della ricerca nella
valorizzazione della collezione, basata sulla lettura
contestuale di oggetti e materiali d'archivio, che sono
anche rivelatori del profondo legame fra politica e archeologia esistente in quegli
anni. Contenuti multimediali,
mappe, fotografie di grande

formato, ricostruzioni di ambienti fisici e virtuali regalano al pubblico un'esperienza
immersiva e coinvolgente. Le
storie dei singoli protagonisti, si intrecciano tra loro e
tessono una trama narrativa
ampia ed articolata, che illustra l'epopea delle avventure
archeologiche italiane nella
valle del Nilo. Contemporaneamente agli scavi del Museo Egizio, numerose altre
missioni operavano al tempo stesso nel Mediterraneo
orientale, dove più si concentravano gli interessi politici
italiani. I reperti ritrovati durante queste ricerche, sono
giunti in prestito dal Museo
Pigorini di Roma, dove confluivano le testimonianze
preistoriche ed etnografiche
di provenienza nazionale
ed estera. I problemi a cui i
direttori delle missioni dovevano fare fronte consistevano nel reperimento di fondi,
nell'organizzazione logistica

dei trasporti e della permanenza in loco, nell'approvvigionamento di materiali e
di rifornimenti, nell'ingaggio
dei lavoratori locali. Alle difficoltà delle fasi di preparazione, si aggiungevano anche
gli imprevisti più diversi, le
dure condizioni di vita e di
lavoro sul cantiere, i rapporti con le autorità locali e con
i colleghi archeologi, tutte
situazioni che rendono ancor
più suggestiva e meritoria
l'opera svolta in quegli anni.
Le energie profuse erano di-

rette ad incrementare la ricerca archeologica, lo studio
e l'esposizione dei reperti.
Schiaparelli si spese in prima
persona presso gli Enti governativi e la Casa Reale, in
cerca di fondi adeguati alle
esigenze delle indagini sui
siti. Nonostante le numerose
difficoltà operative, la M.A.I.
poteva contare sull'appoggio dei Frati Francescani, di
valenti collaboratori locali e
del Direttore del Service des
Antiquités Gaston Maspero. I
molti reperti portati in Italia

testimoniano l'intensa attività di scavo, documentazione,
studio e catalogazione svolta
sia sul sito sia dopo l'arrivo
dei materiali a Torino. Scritti
e oggetti presenti in esposizione permettono di contestualizzare la complessità
delle variabili di cui si doveva
tenere conto, considerando
anche le condizioni climatiche, geografiche e socio-politiche dell'Egitto dell'epoca.
Il Direttore del Museo Egizio,
Christian Greco, ha dichiarato: "Dedicare una mostra
alla M.A.I. e a Schiaparelli
significa rendere omaggio a
uno degli elementi costitutivi dell'identità del Museo
Egizio. Questa esposizione
non è un mero approfondimento di un segmento della storia del Museo ma è la
sottolineatura di uno degli
aspetti che reputiamo fondamentali per la vita dell'Egizio: il lavoro di scavo".
Paolo Rachetto

ASILO NIDO

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Crediamo nell’importanza
dei primi tre anni di vita
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ELISA ZANAGLIO, Miss Juve
E

lisa Zanaglio, 24 anni, studentessa
dello I.E.D. 'Istituto Europeo del design', realizza ed indossa le sue creature.
Nelle foto di questo servizio indossa,
con una innegabile eleganza, una borsa
interamente da lei disegnata e creata. A
fine servizio ha voluto posare con la sua
seconda pelle ovvero la maglia di Giorgio
Chiellini. Lei che è juventina da sempre,
che è cresciuta con il poster del capitano Alex Del Piero in cameretta e che da
quando il Pinturicchio ha abbandonato la
Juve ha sostituito con Chiellini. "Mi piace perché è umile e lotta fino alla fine”
ci racconta “ricordo quando ha zittito
Ronaldo facendogli il gesto della papera
con le mani… impagabile”. Adesso che
si parla di un ritorno di Alex come presidente Juve non ci nasconde che un po' le
tremano le gambe, l’attuale dirigenza sta
facendo benissimo ma Del Piero è Del
Piero...
(Francesco Pisani/ Foto Gnech)

Francesco Gabbani ospite al 'GruVillage'
Il cantante toscano si esibirà nell'arena della Shopville il 20 giugno prossimo

L

'organizzazione della XII edizione del GruVillage, dopo Fiorella Mannoia, ha annunciato il secondo ospite italiano sul palco dell'arena all'aperto
della Shopville Le Gru. Si tratta di Francesco Gabbani, che si esibirà il 20 giugno prossimo. Il vincitore dell'ultimo Festival di Sanremo salirà sul palco
dell'Arena di Grugliasco per fare ballare il pubblico
con la sua "Occidentali's Karma". La canzone, diventata un vero e proprio tormentone, il singolo
più venduto in Italia dalla sua pubblicazione, è per la
seconda settimana consecutiva al primo posto della
classifica airplay radio e video settimanale. Il video,
con oltre 45 milioni di visualizzazioni, più di 400mila
like e 30mila commenti, è il music video "sanremese" di maggiore successo di sempre su YouTube e,
per la seconda settimana consecutiva, si colloca nella
classifica dei 100 video musicali più visti al mondo
su YouTube. Francesco Gabbani presenterà al Gru-

Village il suo ultimo disco la cui uscita è prevista tra
fine aprile e inizio maggio. Il cantautore toscano ha
raggiunto il successo partecipando al 66º Festival di
Sanremo nel 2016 con il singolo "Amen", vincitore
della categoria "Nuove Proposte". Ad oggi, dopo la

pubblicazione di due album in studio e 11 singoli, la
FIMI certifica le sue vendite per oltre 100.000 copie
con due dischi di platino e due dischi d'oro. Nel corso della sua carriera Gabbani ha vinto due volte su
due partecipazioni il Festival di Sanremo diventando
il primo cantante nella storia del kermesse canora ad
essersi aggiudicato i due principali premi insieme a
Eros Ramazzotti, Marco Masini, Aleandro Baldi, Annalisa Minetti e Arisa. Quest'anno è stato scelto come
rappresentante dell'Italia all'Eurovision Song Contest
2017. Le prevendite del concerto di Francesco Gabbani saranno su TicketOne. Il biglietto avrà il prezzo
di 17 euro + diritti di prevendita. Il concerto è organizzato da Radar Live. Francesco Gabbani si aggiunge
ai Bastille, Alvaro Soler, Jess Glynne, LP, Parov Stelar,
Chick Corea & Bela Fleck e Fiorella Mannoia.
Paolo Rachetto

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Spettacoli e cultura
La prima escape room a sbarcare, nel 2015, in Italia. Da oggi anche nei centri commerciali. A Torino tripla scelta

Intrappola.TO: gioco di fuga e fenomeno di costume in tutta Europa!
I due ideatori: “Oggi contiamo oltre 50 sale nello stivale e da fine 2016 siamo partiti alla conquista dell'estero”

V

labria, il 25 marzo, per poi

divertire gli adulti, ma so-

risalire lo stivale tra Roma,

prattutto i bambini di tutte

Venezia, Brescia e tante al-

le età. Per questo è stato

tre tappe. A Torino occorre-

dato largo spazio a luci,

rà attendere ottobre ma il

colori e fantasia”.

luogo è già stato definito: il

Inoltre per i partecipan-

45° Nord di Moncalieri.

ti o anche solamente per i

“È da oltre un anno che

curiosi ci sarà la possibili-

stiamo lavorando a que-

tà di partecipare al nuovo

sto progetto” ci spiegano i

contest

due ideatori di Intrappolato

mette in premio una va-

Daniele Massano e Stefano

canza a Barcellona in oc-

Gnech, “Non è stato faci-

casione dell’inaugurazione
della sede Intrappolato di

intrappolato

che

oglia di giocare e di-

le escape room nei centri

le studiare un format per

vertirsi?

E

commerciali in tutta Italia,

i centri commerciali ma il

Barcellona. Partecipare è

per questo Intrappola.to,

ma in un formato un po’

risultato crediamo sia dav-

semplicissimo basta farsi

leader italiano nel settore

diverso e coinvolgendo un

vero ottimo. Come sempre

una fotografia con il logo

delle escape room, vuo-

format di persone nuovo”,

la nostra società leader

intrappolato e postarla sul-

le continuare a stupire.

spiega Gianfranco Tomma-

nel settore è alla ricerca

le pagine fb del concorso…..

Per farlo questa volta ha

selli, Sales Manager della

di soluzioni e format inno-

e preparare le valige…...

trovato una strada anco-

Publievent,

vativi. Siamo stati i primi a

Ciliegina sulla torta è il

diffondere le escape room

prezzo: totalmente a carico

in Italia, oggi contiamo ol-

dei centri commerciali. Per

tre 50 sale nello stivale e

prenotarsi ci saranno de-

da fine 2016 siamo partiti

gli appositi desk vicino alle

alla conquista dell’estero

stanze allestite. Non potre-

con le aperture in Spagna,

te sbagliarvi, insomma. Ma

Francia e Ungheria.”

tenete gli occhi aperti, per-

L’idea è da subito piaciuta

ché è probabile che i posti

e moltissimi imprenditori

andranno letteralmente a

stanno pensando alle esca-

ruba…

Sempre!

azienda

che

pe room come forma di intrattenimento

alternativa.

Omar Coiana imprenditore
della ristorazione che ha
ra inesplorata: quella del

opera nel mercato dell’in-

portato i fast food american

mall, termine americano

trattenimento.

part-

style della America Graffiti

per indicare i grandi centri

nership con Intrappola.to,

in Piemonte con ristoran-

commerciali. Non lo trove-

porterà in tutte le regioni

ti aperti a Torino, Rivoli,

rete propriamente tra gli

italiane queste nuove stan-

Ivrea, Cambiano e all’Area

scaffali, chiaramente, ma ci

ze “pop-up”, ovvero per cir-

12 a due passi dallo stadio

manca poco.

ca 10 giorni in ogni città.

della Juve ne è entusiasta e

“L’idea è quella di portare

Da dove si parte? Dalla Ca-

si spinge oltre auspicando

In

un format in pianta stabile
per i suoi locali.
I format in cantiere sono
due: la Friends Room e la
Family Room. In entrambe
si potrà giocare in massimo
4 persone e ogni sessione
avrà una durata di 20 minuti. “La grande novità”, ci
tiene a sottolineare Tommaselli, “è soprattutto la
stanza dedicata alla famiglia, perché è studiata per



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