File PDF .it

Condividi facilmente i tuoi documenti PDF con i tuoi contatti, il Web e i Social network.

Inviare un file File manager Cassetta degli attrezzi Ricerca PDF Assistenza Contattaci



Critica alla Wicca .pdf



Nome del file originale: Critica alla Wicca.pdf

Questo documento in formato PDF 1.5 è stato generato da Microsoft® Word 2016, ed è stato inviato su file-pdf.it il 14/03/2017 alle 10:55, dall'indirizzo IP 2.40.x.x. La pagina di download del file è stata vista 1487 volte.
Dimensione del file: 372 KB (29 pagine).
Privacy: file pubblico




Scarica il file PDF









Anteprima del documento


Allora BlueIrys,mi dispiace per te, ma ti toccherà leggere veramente tanto stavolta. Partiamo dalle
mie considerazioni sulla wicca prendendo inizialmente come fonte wikipedia:
Citazione
La wicca, spesso anche detta "religione della natura" o, ormai più raramente, "antica religione"[1], è
la più diffusa tra le religioni e correnti spirituali appartenenti al neopaganesimo. Alcuni autori
l'hanno classificata tra i nuovi movimenti religiosi[2].
“Antica religione”? Perché mai una religione nata attorno agli anni ’20 si definirebbe tale? La
risposta di wikipedia è
Citazione
In Witchcraft Today Gardner racconta di essere stato iniziato nel sud dell'Inghilterra, poco dopo lo
scoppio della seconda guerra mondiale, a una congrega segreta, conosciuta come New Forest
Coven, che praticava una religione definita come una sopravvivenza della stregoneria medievale.
Questa versione della stregoneria medievale, a sua volta, si rifaceva ad elementi del paganesimo
antico, in particolare delle religioni matriarcali pagane, e, risalendo a tempi ancora più antichi, al
culto della Dea Madre, diffuso nell'Europa preistorica[11] e del Dio Cornuto delle foreste, della
caccia e della vegetazione.[12] Gardner sostenne inoltre di essere stato allievo della somma
sacerdotessa della coven, una donna che utilizzava lo pseudonimo di Vecchia Dorothy.
Innanzitutto, riflettiamo su una cosa: “congrega segreta”?! Ammettiamo pure che Gardner dicesse il
vero e che questa congrega esistesse per davvero… perché mai avrebbe dovuto rivelarne
l’esistenza? E prenderne i culti soprattutto; penso alle varie associazioni/gruppi/sette esoteriche…
perché mai dovrebbero essere segrete? Perché ci sono cose che non vanno rivelate. E perché mai un
suo adepto, così, all’improvviso, dovrebbe mai decidere di rivelarne i segreti? Prova a farlo con la
massoneria, poi vediamo cosa ne pensano loro. Le uniche spiegazioni che mi vengono sono 1.
Questo gruppo non è mai esistito 2. Il gruppo è stato sciolto prima che Gardner creasse la wicca 3.
Il gruppo è esistente ed attivo, ma non è un gruppo serio o benevolo: magari hanno convinto
Gardner a rendere esplicito il loro culto per poterne avere un ritorno economico, prevedendo che
sarebbero sorti nuovi adepti pronti a “sganciare” denaro, o, peggio, potrebbe essere un gruppo
realmente cattivo, magari associato al satanismo acido per poter adescare gente con la scusa
dell’antico culto.
Ma andiamo avanti. “Stregoneria medievale”? Mi pare molto difficile che una tradizione sia
sopravvissuta così tanto a lungo, considerando i secoli di persecuzione che, giusto per la cronaca,
non avvenivano nel medioevo, bensì nel rinascimento: nel medioevo al massimo si combattevano
gli eretici (vedasi la crociata contro gli albigesi), mentre le streghe vennero bruciate
prevalentemente negli anni successivi alla Controriforma, dato che il cristianesimo “ufficiale” stava
perdendo aderenti dopo la riforma di Lutero. A mio modesto parere, poi, definire la wicca come
discendente di una tradizione medievale è un’intelligente mossa commerciale… guarda caso
proprio il medioevo, periodo di cui si chiacchera tanto, spesso a sproposito, e che attira le fantasie
dei giovani (basti pensare che stiamo vivendo quasi un “secondo Romanticismo”, anche se ci sono
letterati che pensano che il Romanticismo, in realtà, non sia mai finito. Sì, perché è nel
Romanticismo che gli autori moderni hanno riscoperto il valore del bello, del sublime, dell’esotico,
dell’antico, rivalutando il medioevo da “epoca buia” a “magister historiae”).
Altra cosa “religioni matriarcali pagane”? E che significa? Cercando su wikipedia, ho trovato la
pagina sul “matriarcato”

Citazione
Il matriarcato (dal latino mater (madre) e dalla radice greca archein (essere a capo, comandare), che
indica il comando, detenuto dalla matriarca) è una forma di organizzazione sociale alternativa al
patriarcato. […]L'archeologia certo fornisce buon saggio dell'antichità dei culti femminili: sono
davvero numerose le cosiddette Veneri paleolitiche ossia semplici statuette (anche in forma di bétili
o di rocce lavorate) databili ad almeno 15.000 anni fa; queste raffigurazioni, laddove prive di una
caratterizzazione di sesso, riproducono comunque archetipi di fertilità (seni e fianchi enfatizzati), e
molte epoche le separano dalle prime raffigurazioni maschili. Si tratta dunque quasi certamente di
segni femminili, sebbene (almeno in qualche caso) ne sia un po' meno certa l'effettiva adibizione ad
oggetti di culto.

Si noti, ad ogni modo, che queste pur affascinanti teorie non sono unanimemente condivise, ed anzi
sono vigorosamente contestate sul punto dell'asserito nesso fra le raffigurazioni spiritualiste e
monumentali femminili e la supposta supremazia politico-economica: nulla infatti conforta con
rigorosa scientificità la suggerita correlazione. La presenza di simbologia femminile, cioè, non
sarebbe in sé sufficiente ad indicare una prevalenza delle donne sugli uomini. La polemica ha
peraltro debordato dall'ambito scientifico per riversarsi anche su contrapposizioni ideologiche,
acuite nel Novecento dallo sviluppo del femminismo e dalle reazioni a questo contrarie.
Credo ci sia poco da commentare… basta leggere “15.000 anni fa” per capire l’assurdità di quanto
affermato da Gardner: insomma, vorrebbe veramente farci credere che a quei tempi vi fosse una
religione misterica poi tramandata di generazione in generazione fino ad arrivare a noi? Inoltre,
come puoi leggere, queste teorie di religioni matriarcali antiche non sono scientificamente
confermate, pertanto stiamo parlando di teorie e non di fatti. Inoltre, cercando “Dea Madre”:
Citazione
La Grande Madre è un'ipotetica divinità femminile primordiale, la cui esistenza è stata teorizzata
ma mai dimostrata. Essa sarebbe presente in quasi tutte le mitologie note ed attraverso essa si
manifesterebbe la terra, la generatività, il femminile come mediatore tra l'umano e il divino.
Essa attesterebbe l'esistenza di una originaria struttura matrifocale nelle civiltà preistoriche,
composte da gruppi di cacciatori-raccoglitori. […]Il culto della Grande Madre risale al Neolitico e
forse addirittura al Paleolitico, se si leggono in questo senso le numerose figure femminili
steatopigie (cosiddette "Veneri") ritrovate in tutta Europa, di cui naturalmente non conosciamo il
nome.

Lungo le generazioni, con gli spostamenti di popoli e la crescita di complessità delle culture, le
"competenze" della Grande Madre si moltiplicarono in diverse divinità femminili. Per cui la Grande
Dea, pur continuando ad esistere e ad avere culti propri, assumerà personificazioni distinte, per
esempio, per sovrintendere all'amore sensuale (Ishtar-Astarte-Afrodite pandemia-Venere), alla
fertilità delle donne (Ecate triforme, come 3 sono le fasi della vita), alla fertilità dei campi (Demetra
/ Cerere e Persefone / Proserpina), alla caccia (Kubaba, Cibele, quindi Artemide-Diana).

Inoltre, siccome il ciclo naturale delle messi implica la morte del seme, perché esso possa
risorgere nella nuova stagione, la grande dea è connessa anche a culti legati al ciclo morterinascita e alla Luna, che da sempre lo rappresenta (i più arcaici di questi riti sono riservati alle
donne, come quello di Mater Matuta o della Bona Dea).[…]
-

Nella psicologia di Jung la Grande Madre è una delle potenze numinose dell'inconscio,

un archetipo di grande ed ambivalente potenza, distruttrice e salvatrice, nutrice e divoratrice.
-

In Erich Neumann, che più di tutti gli allievi di Jung dedicò i propri studi ai vari aspetti del

femminile, l'archetipo della Grande Madre (tendenzialmente conservativo e nemico della
differenziazione) è il principale ostacolo allo sviluppo del Sé individuale, che per conquistare la
propria parte femminile deve sviluppare le proprie capacità di separazione ed
autoaffermazione.
-

Più in generale, la figura (o l'archetipo) della Grande Madre riappare non di rado nelle opere

creative: dalla figura di Medea, che ha attraversato i secoli da Euripide a Pasolini, alla Regina
della Notte del Flauto Magico di Mozart, a certe battute e immagini del cinema di Woody Allen.

Cosa ti viene da pensare leggendo ciò? A me fa pensare 1. Il culto della “Dea Madre” è solo
un’ipotesi non confermata 2. Stiamo parlando di popoli primitivi e antichissimi, anzi, forse parlare
di popoli è sbagliato, diciamo pure tribù… a quei tempi la vedo difficile che potessero esistere
religioni vere e proprie con tanto di clero, fedeli, riti stereotipati, rivelazioni divine e testi sacri.
Anzi, leggendo oltre “[…]al culto della Dea Madre, diffuso nell'Europa preistorica”. Europa
preistorica?
Citazione
La preistoria (dal latino præ "prima, innanzi" e historia "storia") è il periodo della storia umana che
convenzionalmente precede la scrittura, anteriore quindi alla storia documentata e abbracciante
l'intervallo temporale, secondo una visione sufficientemente condivisa, che va da circa 2,5-2,6
milioni di anni fa sino (almeno in Eurasia) al IV millennio a.C. In alcune discipline e contesti è
comprensiva della protostoria, ovvero di quasi tutta l'era quaternaria.
Ti rendi conto della “potenza” di questa affermazione? Gardner insinuerebbe che il suo culto
avrebbe ripreso una religione pagana precedente la scrittura ( da cui, come diavolo fai a sapere che
razza di cerimonie potessero fare questi nostri antenati? Al massimo possono esserci reperti
preistorici che testimoniano l’ESISTENZA di questi culti, ma da qui a dire cosa facessero o in cosa
credessero questi “religiosi” primordiali, ce ne passa). Vuoi poi farmi credere che questa tradizione
sia stata tramandata oralmente fino all’avvento della scrittura nel 3200 a.C.? E che poi sia stata
messa per iscritto e tramandata senza che venisse depredata, cancellata o modificata fino ai tempi di
Gardner, salvandosi da guerre, calamità naturali, barbarie e modifiche volute?
Ti ricordi quando ho detto che le nuove religioni hanno rubato da quelle tradizionali?
Citazione

L'Inghilterra inoltre, grazie ai suoi legami coloniali con l'Oriente, ebbe modo di essere
profondamente influenzata culturalmente dalle filosofie, dalla spiritualità e dalle pratiche magiche
indiane e orientali in genere, che spesso si riallacciavano a filosofie e pratiche antiche già presenti e
diffuse nell'antico bacino mediterraneo, come testimoniano l'ermetismo e il pitagorismo, o anche gli
antichi culti misterici di Iside o Eleusi.
Interessante notare poi come la wicca sia nata in Inghilterra, già patria della massoneria… ora, di
certo non voglio fare il complottista, però diciamo che vedere come certe religioni nascano in seno
alla massoneria, di certo non mi lascia indifferente. Calcolando poi che:
Citazione
Gardner contribuì a riscrivere, assieme a Doreen Valiente, gran parte della ritualistica, traendo
spunto dall'esperienza delle grandi correnti esoteriche presenti nell'Inghilterra dell'epoca, come la
Golden Dawn […]Già in Oriente Gardner si era interessato alle tradizioni magiche locali e aveva
aderito alla Società Teosofica. Al ritorno in Inghilterra fu quindi naturalmente accolto con favore
dagli ambienti teosofici ed entrò a far parte di una Fraternità Rosacrociana del New Forest, i cui
membri erano quasi tutti teosofi. […]
Aidan Kelly e Francis King sostengono che fu lo stesso Gardner a scrivere, o piuttosto a riscrivere,
gran parte della ritualistica originaria della wicca. Gardner fu uno dei maggiori esoteristi del suo
tempo, iniziato ad alcuni ordini, e nel suo gruppo erano presenti diversi rosacrociani, massoni e
membri della Golden Dawn. La riscrittura della ritualistica da parte di Gardner risulterebbe essere
una fusione sincretica di elementi tratti da un lato dai suoi studi esoterici derivanti dall'occultismo
vittoriano (Doreen Valiente notò forti legami con Thelema di Aleister Crowley) e dall'altro lato
dalla magia popolare dei cunning people, rappresentati da alcuni appartenenti alla famiglia Mason,
considerati streghe tradizionali ereditarie[18], che furono membri dell'originaria New Forest Coven.

Numerosi altri elementi derivarono dalle esperienze di Gardner in Oriente e presso le culture
primitive dello Sri Lanka, dell'Indonesia e della Malesia, nonché dalle diverse religioni con le quali
entrò più volte in contatto, come l'induismo e il taoismo. In realtà alcuni aspetti riconducibili a
queste religioni orientali, poi assorbiti dalla wicca, erano già presenti nell'antichità mediterranea,
soprattutto in Grecia e in Egitto, ed erano sopravvissuti sottotraccia in Europa per millenni
nell'ermetismo.

Altri elementi sono ricondotti alla Cabala (che Israel Regardie definì "lo Yoga dell'Occidente").
Infine nella wicca sono individuabili influenze riconducibili alle tesi antropologiche di Margaret
Murray e all'opera intitolata Aradia, o il Vangelo delle Streghe di Charles Godfrey Leland[19].

Le fonti documentali hanno smentito la tesi che Gardner avesse commissionato, dietro compenso, la
scrittura della ritualistica a qualche occultista del suo tempo. Si era ipotizzato che il vero
"iniziatore" di Gardner e autore dei primi rituali della wicca fosse stato Aleister Crowley. È però
provato che Gardner aveva già elaborato il rituale della wicca, in forma embrionale, ben prima del
1947, mentre dai diari di Crowley si ricava che Gardner lo visitò proprio nel 1947, pochi mesi
prima della sua morte, per sole tre volte e per poche ore. Crowley, malato e molto provato nel

fisico, non sarebbe stato in grado di aiutare Gardner e si limitò alle indicazioni per reperire alcuni
libri di difficile consultazione, oltre ad invitarlo a portare avanti la sua tradizione.

Inoltre la parte di ritualistica di influenza crowleyana, che si rintraccia negli scritti iniziali di
Gardner, poi in larga parte superati, riguardava elementi che erano già stati pubblicati parecchi anni
prima dallo stesso Crowley sulla rivista Blue Equinox[16]. Doreen Valiente e Margot Adler, nel suo
Drawing down the moon, affermano che Gardner probabilmente si ispirò ad altre influenze per lo
"scheletro del rituale", aggiungendo elementi estrapolati dalla sua esperienza. D'altronde Gardner
stesso ammise con la Valiente che i rituali appresi dalla Vecchia Dorothy erano frammentari e, per
renderli completi, aveva dovuto aggiungere dei supplementi.

Infine alcuni ricercatori, quali Isaac Bonewits, hanno potuto individuare anche influenze del
rosacrocianesimo[20], della dottrina dell'Ordine Ermetico dell'Alba Dorata e di altre correnti
esoteriche del Novecento, cosa abbastanza ovvia viste le pregresse esperienze esoteriche dello
stesso Gardner.

In conclusione la ritualistica gardneriana non fu innovativa. La sua opera consistette piuttosto
nell'elaborare un sistema sincretico di diverse dottrine e ritualistiche preesistenti, che però alla fine
risultò molto più pratico, efficace e funzionale rispetto ai precedenti, appesantiti come erano da
un'eccessiva cerimonialità. Quest'ultimo aspetto si deve forse e soprattutto al lavoro poetico e di
ulteriore sistemazione ad opera di Doreen Valiente, che si occupò di eliminare le eccessive
influenze crowleyane e della magia cerimoniale. Roger Dearnaley, in An Annotated Chronology
and Bibliography of the Early Gardnerian Craft, descrive perciò la ritualistica wicca come un
patchwork.
Qua c’è qualcosa che mi puzza un po’. Teosofia? Golden Dawn? Non ho studi approfonditi su
queste correnti vicine alla massoneria, però non ne ho sentito parlare benissimo… non posso
affermare che siano di per sé cattive, però preferirei starne alla larga, considerando poi che hanno
depredato dalla filosofia orientale, reinterpretando quello che gli pareva e faceva comodo. Magari
possiamo approfondire insieme la questione in altra sede, ai fini di questo messaggio, sinceramente,
mi interessa poco. E poi Crowley… nessuno può negare che questo personaggio abbia rivoluzionato
l’esoterismo moderno, però di certo è un tipo un po’ controverso. Non sta a me farne un’apologia o
una critica, non avendo letto niente di suo pugno. Ti invito però a leggerti le discussioni sul forum
http://mutamenti.forumfree.it/... Se io ti sono sembrato antipatico, leggiti cosa dicono loro su
Crowley, sulla wicca e su quello che a loro non sta a genio. Per il resto, come già ti ho mostrato, la
wicca ha fatto un po’ una macedonia di correnti esoteriche.
Salto tutta la parte riguardante le differenze tra varie correnti, le iniziazioni e il lignaggio per
passare alla dottrina in sé.
Citazione
La wicca non presenta un'ortodossia, né una gerarchia sacerdotale, accreditata da un'istituzione
centralizzata che la tuteli. È stabilita piuttosto un'ortoprassi, il cui rispetto è discriminante rispetto
all'appartenenza a questa religione. Più che una specifica fede, è richiesta la partecipazione assidua

ai rituali wiccan. Chi non pratica la ritualistica della wicca con costanza, non può propriamente
essere definito un wiccan.
Innanzitutto, partiamo dal termine “ortodossia”
Citazione
L'ortodossia (dal greco όρθος, "retto", "corretto" e δόξα, "opinione", "dottrina") è l'accettazione
piena e coerente dei principi di una dottrina. Termine utilizzato soprattutto in contesti religiosi,
viene contrapposto all'eresia o, appunto, eterodossia.[1]
Ora, logicamente, affermare che una religione non ha un’ortodossia, cosa significa? Una religione
che non segue delle regole e dei principi come può definirsi tale? Per esempio, posso definirmi
cristiano e non credere nella transustanziazione (se per esempio sono protestante), però non posso
dire di essere cristiano e non credere in Gesù Cristo… ci possono essere varie correnti di pensiero
all’interno di una stessa religione, così che si creino varie scuole/correnti, però si rimane sempre
nello stesso ambito religioso. Ogni credente DEVE riconoscersi in dei principi. Ma se già la base su
cui si fonda una dottrina è che non esista un’ortodossia mi sembra un controsenso. Infatti, come si
vede dopo, c’è scritto che la wicca segue un’”ortoprassi”:
citazione
Correzione meccanica o chirurgica degli arti. Il termine ortoprassi (dal greco orthós: corretto, e
práxis: azione) significa letteralmente: corretto modo di agire. La parola è stata introdotta in
teologia per richiamare la dimensione "pratica" della verità cristiana, ossia la traduzione della fede
in un corretto agire. L'ortoprassi è adottata dalle Chiese Ortodosse.
Sinonimi: disciplina, regola, applicazione
Corretto modo di agire… ovvero? Su quale fondamento si basa questo “corretto modo di agire”? Un
“corretto modo di agire” DEVE riflettersi sull’etica:
citazione
L'etica (termine derivante dal greco antico ἔθος (o ἦθος)[1], èthos, "carattere", "comportamento",
"costume", "consuetudine") in filosofia indica una branca di tale disciplina che studia i fondamenti
razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontologico, ovvero
distinguerli in buoni, giusti, leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti ingiusti, illeciti, sconvenienti o
cattivi secondo un ideale modello comportamentale (ad esempio una data morale) […]
L'etica può anche essere definita come la ricerca di uno o più criteri che consentano all'individuo di
gestire adeguatamente la propria libertà nel rispetto degli altri. Essa pretende inoltre una base
razionale, quindi non emotiva, dell'atteggiamento assunto, non riducibile a slanci solidaristici o
amorevoli di tipo irrazionale. In questo senso essa pone una cornice di riferimento, dei canoni e dei
confini entro cui la libertà umana si può estendere ed esprimere. In questa accezione ristretta viene
spesso considerata sinonimo di filosofia morale: in quest'ottica essa ha come oggetto i valori morali
che determinano il comportamento dell'uomo.

Ma l'etica si occupa anche della determinazione di quello che può essere definito come il senso,
talvolta indicato con il maiuscolo Il Senso dell'esistere umano, il significato profondo eticoesistenziale (eventuale) della vita del singolo e del cosmo che lo include. Anche per questo motivo è
consuetudine differenziare i termini 'etica' e 'morale'. Un altro motivo è che, sebbene essi spesso
siano usati come sinonimi, si preferisce l'uso del termine 'morale' per indicare l'assieme di valori,
norme e costumi di un individuo o di un determinato gruppo umano. Si preferisce riservare la parola
'etica' per riferirsi all'intento razionale (cioè filosofico) di fondare la morale intesa come disciplina
non soggettiva.

L'etica può essere descrittiva se descrive il comportamento umano, mentre è normativa (o
prescrittiva) se fornisce indicazioni. In ogni caso l'indagine verte sul significato delle teorie etiche.
Può essere anche soggettiva, quando si occupa del soggetto che agisce, indipendentemente da azioni
od intenzioni, ed oggettiva, quando l'azione è relazionata ai valori comuni ed alle istituzioni.
Ogni religione che si rispetti DEVE proporre un SUO modello di etica che sia universalmente
riconosciuto e che vada a configurarsi all’interno dell’ORTODOSSIA di tale religione. E nella
wicca c’è un’etica “ortodossa”? No, perché, come si legge più avanti su wikipedia:
citazione
rifiuto del concetto di etica universale, basata su leggi regolatrici del comportamento umano dettate
da divinità e, quindi, delle categorie di peccato e di salvezza, tipiche di altre religioni. Il concetto di
etica universale è sostituito dal concetto di un'etica personale molto forte, che permetta la libertà di
esprimere e di gratificare i bisogni e i desideri individuali, di perseguire la crescita personale e la
felicità, col solo stringente limite dell'evitare di danneggiare gli altri.
La wicca non riconosce un’etica universalmente valida ( e qui non stiamo ragionando solo in
termini religiosi: io posso essere ateo ma riconoscermi comunque in un’etica universale a-religiosa;
un esempio può essere il buddismo che, più che una religione, può essere considerato una filosofia
di vita… tralasciando le varie correnti buddiste, perché in alcune di esse il divino viene accettato).
Ecco che salta subito un caposaldo che deve essere pilastro di ogni religione: l’etica. Affermare di
seguire un’etica personale può significare tutto e niente… ricordiamoci che viviamo in una società
civile e ognuno di noi, al momento della sua nascita, viene vincolato a delle regole di convivenza,
una sorta di “contratto sociale”, per dirla alla Rousseau. È verissimo che ognuno di noi deve seguire
una sua etica personale, però questo non può essere un alibi a comportarsi come ognuno vorrebbe. È
vero però che una sorta di principio etico nella wicca c’è e lo si ritrova nel Rede:
citazione
Se male non fai, fa' ciò che vuoi.
Ma già questa è una contraddizione: se non c’è ortodossia, chi mi costringe a seguire questo
principio? Ti riporto per intero la citazione di una pagina
(http://www.federazionepagana.it/wiccacristianesimo.html ) PAGANA e non CRISTIANA che
critica la wicca:
citazione

A volte qualcuno usa delle frasi e le mette a fondamento del proprio agire. Troppo spesso le frasi
sono povere, vuote. Troppo spesso non se ne conosce l'origine.
Il principio del Rede dei Wicca recita:
“Se non danneggia nessuno, fa ciò che vuoi”
Una frase che secondo molti è stata mutuata dalla magia di Crowley con l'importante variazione e
precisazione di “non danneggiare nessuno”.
Il problema è che Gerald Brosseau Gardner non è uno stregone. Se lo fosse stato avrebbe saputo che
non esiste un'azione che non avvantaggi qualcuno e non danneggi qualcun altro. Arare un campo
significa fare una strage di insetti, tuttavia arare e seminare è un lavoro sociale. Non farlo
danneggerebbe qualcun altro.
Pertanto, quando Gardner ha lanciato questa regola non aveva nella sua mente l'idea della vita in sé,
ma solo le regole sociali. I comportamenti nella società. Però, come si può considerare una persona
che non ha la capacità di ricollocare l'uomo nelle trasformazioni della vita che lo hanno portato ad
essere ciò che è? Uno Stregone non può, per sua stessa natura, separare l'uomo dall'insieme nel
quale vive. Per questo motivo nessun Stregone affermerebbe che esiste la possibilità di fare delle
azioni che non danneggino nessuno. Uno Stregone direbbe alle persone di scegliere cosa fare e cosa
non fare, di assumersi la responsabilità dei cambiamenti, di seguire i propri intenti nelle scelte. Non
rassicura le persone affermando che ci sono azioni che non fanno male a nessuno.
A meno che, tale persona che si spaccia per Stregone, non fosse un cristiano. Il cristiano sceglie
quelle azioni che non lo portano a peccare. Perché, per il cristiano, esistono delle azioni che non lo
danneggiano: non sono considerate peccato!

Questo Rede in Crowley era un po' più complesso.
A Thelema si recitava una sequenza che diceva:
“Fai ciò che vuoi sarà tutta la Legge”
“Qual è il tuo volere?”
“E' mio volere mangiare e bere.”
”A quale fine?”
“Perché il mio corpo sia fortificato.”
“Perché io possa compiere la Grande Opera. Amore è la Legge, Amore sotto il dominio della
Volontà. Così sia.”

In questo caso c'era un fine, comunque lo si voleva considerare: “La Grande Opera”.

C'era un imperativo: “Fai ciò che vuoi sarà tutta la Legge”
C'era il mezzo: “Amore è la Legge”
E infine l'attuazione soggettiva del mezzo: “Amore sotto il dominio della Volontà.”

Tutte queste parole sono parole generiche.
E' necessario riempire queste parole di un significato affinché siano efficaci.

A me interessa sapere; da dove derivano queste frasi?
Le ha inventate Crowley o anch'egli le ha mutuate?

Il dichiarato santo dai cattolici, Agostino, diceva:

“Ama e fa ciò che vuoi!”

Perché diceva questo Agostino?
Perché riprendeva un passo di Paolo di Tarso in funzione della diffusione del cristianesimo.

“Se ami puoi ammazzare chiunque perché, come dice Paolo di Tarso, grazie all'amore tu sei morto
alla legge! Sei morto alla legge perché tu agisci per lo spirito, non per la carne!”
La Grande Opera di Agostino era la distruzione della società sottraendo le persone alla
responsabilità della vita civile.

Per Crowley la Grande Opera era cosa diversa. Riguardava le trasformazioni dell'individuo.

Per i Wicca non esiste nessuna opera da compiere. Nessun responsabilità. Nessun Intento.
Gardner riporta l'affermazione Agostiniana alla sua essenza originale: deve esprimere il vuoto nella
persona.

Una persona vuota che si illude che le sue azioni non abbiano conseguenze nell'illusione che lei non
fa del male a nessuno. L'inconsapevolezza guida le azioni di un wicca. Una inconsapevolezza che
sarà riempita dal Wicca con le illusioni della propria onnipotenza nell'operare nella sua vita. Come
nell'Agostino dei cristiani che si sentiva onnipotente e distrusse l'intera società civile.
Sicuramente per un Wicca, nella testa della persona, il Rede assume un significato positivo e
propositivo, ma ciò che i Wicca devono comprendere è che “saranno misurati per il significato che
daranno alle parole”. Cioè per le idee che esprimeranno mediante le parole. Nel vedere in Agostino
l'origine del concetto ci fa comprendere come molti Wicca siano tendenzialmente vicini al
cristianesimo.
L'assonanza delle frasi richiama la loro educazione, ma finché non analizzeranno quelle frasi
comprendendone il significato attraverso la trasformazione di sé stessi, continueranno ad essere i
soliti ragazzini che anziché recitare le frasi del catechismo cattolico le modificheranno all'interno di
una moda determinata dalla loro crescita. E i profittatori alimenteranno la loro povertà culturale.
Prima di procedere ad analizzare la dottrina wicca, mi permetto di soffermarmi sulla differenza che
c’è tra religione e spiritualità. Innanzitutto la terminologia è molto vaga e aperta ad interpretazioni e
dibattiti; in tal caso va benissimo wikipedia ( https://it.wikipedia.org/wiki/Religione ). Il mio
interesse è però quello di dare una definizione da dizionario, tralasciando le eventuali discussioni.
Si legge quindi sul dizionario online:
citazione
religione[re-li-gió-ne] s.f.
1 Insieme di credenze e di manifestazioni con cui l'uomo riconosce l'esistenza del soprannaturale: r.
politeista, monoteista; sentimento di rispetto e di timore verso la divinità: uomini senza r.
2 Ognuna delle varie forme storiche in cui la fede nella o nelle divinità si è incarnata: r. ebraica,
cristiana, induista; varietà storica della r. cristiana SIN confessione: r. cattolica, protestante || r. di,
dello Stato, riconosciuta ufficialmente e tutelata giuridicamente da uno Stato | guerre di r., causate
da contrasti religiosi | morire con i conforti della r., avendo ricevuto i sacramenti
3 Materia scolastica oggetto di insegnamento: ora di r.
4 eccl. Congregazione, ordine || entrare in r., in un ordine religioso
5 estens. Sentimento di rispetto profondo verso qlcu. o qlco. SIN devozione, culto: r. della patria ||
con r., con grande scrupolo e devozione: ascoltare con r. le parole di qlcu.; conservare con r. i
ricordi dei propri genitori | nel detto non c'è più religione!, per deplorare scherzosamente la
decadenza dei tempi moderni, la perdita di ogni rispetto dei valori umani e spirituali
• sec. XIII
e
Citazione
spiritualità[spi-ri-tua-li-tà] s.f. inv.

1 Natura o carattere spirituale: s. dell'anima
2 Sensibilità o adesione profonda ai valori spirituali e religiosi: persona di grande s.; complesso di
valori spirituali e religiosi: s. medievale
• sec. XIV
E ora ti riporto la differenza tra religione e spiritualità riportata nell’introduzione al libro “Wicca” di
Scott Cunningham, che lessi circa un anno fa:
citazione
La spiritualità mira allo sviluppo ed alla conoscenza dello <<spirito>> dell’individuo, con varie
tecniche e teorie variamente elaborate.
La religione ha invece lo scopo di guidare l’uomo dell’esperienza diretta del Divino, sperimentata
dall’individuo in prima persona.
Si capisce quindi come dare delle definizioni circoscritte di queste due parole sia davvero arduo.
Un’altra distinzione l’ho trovata qui (http://www.gotquestions.org/Italiano/religionespiritualita.html )
Citazione
Prima di investigare la differenza tra la religione e la spiritualità, dobbiamo definire i due termini.
La religione si può descrivere come “la credenza in un Dio o dei che devono essere adorati, e che
solitamente si esprime nella condotta e nel rito”, oppure “qualsiasi sistema specifico di credenza,
adorazione, ecc. che spesso comporta un codice etico”. La spiritualità invece si può definire come
“la qualità o il fatto di essere spirituali o non-fisici”, oppure “un carattere principalmente spirituale
che si dimostra nel pensiero, nella vita, ecc; una tendenza o un tono spirituale”. In breve, la
religione è una serie di credenze e rituali mirati a mettere la persona in un giusto rapporto con Dio,
mentre la spiritualità è una focalizzazione sulle cose spirituali e sul mondo spirituale invece che
sulle cose fisiche e mondane.
“Insieme di credenze e di manifestazioni con cui l'uomo riconosce l'esistenza del soprannaturale”.
SOPRANNATURALE… mmh… eppure, come si legge più avanti in wikipedia:
citazione
la fede nell'esistenza di una divinità immanente al mondo naturale e, pertanto, il rifiuto di ogni
nozione di creazione da parte di entità esterne al mondo naturale
Ovvero, se la divinità è immanente e NON esterna al mondo naturale, di certo non può contemplare
la dimensione del soprannaturale, ergo, non può rientrare nella definizione da dizionario di
“religione”. In tal senso si potrebbe controbattere che neanche l’induismo allora può essere
considerato una religione, in quanto panteista… il discorso sull’induismo è però molto più
complesso e le scuole e le teorie riguardanti l’interpretazione dell’induismo sono molteplici, tanto
che non si può escludere a priori la possibilità della trascendenza nel divino come riportato nei testi
sacri indiani. Comunque, che si intenda la religione come la venerazione di qualcosa di immanente
o di trascendente, a me interessa poco ai fini di questo messaggio. Ciò che mi fa dubitare della
wicca come religione non sta tanto nel tipo di culto, quanto piuttosto nella mancanza di alcune

caratteristiche che una religione riconosciuta deve avere. Eccoti un esempio dal sito
http://guide.supereva.it/cristiani/interventi/2010/07/che-cosa-e-la-religione
Citazione
Il termine religione deriva dalla lingua latina e del suo significato gli studiosi hanno dato due
definizioni: c’è chi sostiene che Re-ligione derivi dal verbo re-legere cioè raccogliere, c’è chi
invece sostiene che derivi dal verbo re-ligare che significa legare insieme.
Nel primo caso si vuole indicare l’insieme delle preghiere, dei riti, delle usanze e delle leggi proprie
di una religione. Nel secondo caso si vuole esprimere lo scopo di ogni religione che è quello di
unire gli uomini al mondo divino.

Fatta questa premessa cerchiamo di illustrare le varie forme di religione che hanno inizio già
nell’età antica. Troviamo in primis la religione naturale che viene definita così perchè l’uomo
riconosce l’esistenza di un Qualcosa a lui superiore e pensando di incontrarlo nelle forze della
natura sottomette la sua vita all’adorazione e alla venerazione di queste forze.

La religione soprannaturale che identifica la divinità con un essere superiore alla natura, che viene
considerato, creatore, padre e giudice delle azioni degli uomini, e che abita in una dimensione
ultraterrena.

La religione rivelata. Ci troviamo dinanzi ad una religione rivelata quando Dio cerca l’uomo e si
manifesta, toglie cioè il “velo” (=rivelazione) del mistero che lo separa dagli uomini, fornisce delle
risposte alle domande fondamentali della vita, e rivela a ciascuna persona la sua origine e il suo
destino e le indica la strada del bene e della felicità.
Si considerano religioni rivelate: l’ebraismo, il cristianesimo e l’islam.

La religione si dice politeista quando si crede nella presenza di più divinità.
Ricordiamo : l’induismo in India e lo shintoismo in Giappone.

Per terminare c’è la religione monoteista e cioè quella che crede in un solo Dio, ricordiamo che esse
sono :l’ebraismo, il cristianesimo e l’islam.

Quante e quali siano le religioni hanno in comune alcune caratteristiche, ricordiamo:
La fede. Con essa l’uomo esprime a Dio il proprio amore, la propria fiducia e il proprio assenso.

L’Evento fondatore: ciascuna religione viene fatta risalire a un fondatore, ad un insieme di persone
sagge e/o a uno o più fatti straordinari, l’insieme dei quali forma la storia sacra di una religione e di
un popolo.
I simboli: ogni religione ha dei segni che sintetizzano un aspetto della propria dottrina o storia sacra
(es. la stella di Davide per gli ebrei, la croce per i cristiani, la mezzaluna per i musulmani,…).
I Testi Sacri: i messaggi e i fatti fondamentali delle religioni si trovano in testi che vengono
considerati sacri dalle persone e comunità che li accolgono come verità divine su cui fondare la
propria esistenza.
I contenuti: tutte le religioni presentano delle verità riguardanti le origini dell’universo e della vita,
il senso dell’esistenza, la via per raggiungere la piena felicità, il riscatto dalla sofferenza e dalla
morte.
L’organizzazione religiosa: perchè il culto possa essere svolto sono necessarie delle persone che lo
amministrino e che siano intermediarie tra la comunità dei credenti e la divinità.
Le espressioni di culto: pur con modalità diverse ogni religione onora Dio o le divinità attraverso un
insieme di preghiere, riti, celebrazioni e feste. Gli elementi necessari al culto sono innanzitutto un
luogo sacro dove celebrare gli atti di culto. Il tempo sacro, cioè i periodi, i giorni dedicati a
celebrazioni specifiche. Il rito insieme di azioni e parole con le quali si rende onore alla divinità, per
esempio il rito della sepoltura, il rito di ringraziamento…
Le norme di comportamento: ogni religione afferma che l’incontro con Dio deve poi tradursi in
comportamenti conformi alla Sua volontà.
Innanzitutto: che tipo di religione è la wicca tra quelle citate? Direi che è una religione naturale,
ovvero “l’uomo riconosce l’esistenza di un Qualcosa a lui superiore e pensando di incontrarlo nelle
forze della natura sottomette la sua vita all’adorazione e alla venerazione di queste forze”. Ti piace
come definizione? La/lo wiccan non ha la benché minima intenzione di sottomettersi a queste forze,
perché lo scopo dello wiccan è:
citazione
il perseguimento dell'ideale di portare alla luce e di valorizzare la divinità presente negli esseri
umani
Esatto. La wicca non è poi troppo diversa dal satanismo, benché gli aderenti alle due correnti si
prendano praticamente “a schiaffi”. Effettivamente lo wiccan pratica magia, non si accontenta di
una religiosità “passiva”, ma vuole essere egli stesso il protagonista della sua vita.
C’è poi l’assenza di un “evento fondatore”; pure ammettendo che il nostro Gardner sia andato
realmente in questo circolo esoterico di “antichissima” tradizione, qual è l’evento religioso che l’ha
portato a creare la wicca? Non mi pare che ci siano state rivelazioni divine o fenomeni straordinari
alla base della scelta di farsi profeta della wicca, anzi, in realtà lui è solo quello che l’ha resa nota al
pubblico e gli ha dato un’organizzazione… in realtà non possiamo sapere quali siano le vere origini
della wicca. Gardner non può quindi essere accomunato ai grandi profeti delle altre religioni. Altra
cosa, la wicca è priva di testi sacri: il “Libro delle ombre” di Gardner è un grimorio, contiene riti e
formule, ma di religioso ha ben poco. Infatti:

citazione
I testi sacri (o sacre scritture) sono dei documenti o delle opere letterarie ritenute sacre dalle
religioni e movimenti spirituali. […]Storicamente i testi sacri hanno assunto caratteri vari, ma la
mitologia fondamentale riguarda per lo più l'origine del mondo (cosmogonia), quella dell'uomo o di
un suo capostipite mitico e divinizzato.[…] Sono ritenute interamente divini o parzialmente ispirati
in origine, in alcune religioni i fedeli usano titoli come Parola di Dio per indicare le sacre scritture,
in altre, come nel Buddhismo, questi scritti spesso iniziano con l'invocazione "Così ho udito"
(sanscrito: एवं मया श्रत
ु म ् Evam mayā śrutam) indicando con ciò che tale opera è ritenuta diretto
insegnamento del Buddha Śākyamuni. Anche i non credenti spesso scrivono in maiuscolo i nomi
delle sacre scritture come segno di rispetto o per tradizione.

Gli atteggiamenti riguardo ai testi sacri differiscono da religione a religione: alcune religioni
rendono disponibili i propri testi scritti con la massima libertà, mentre altre sostengono che i segreti
sacri devono rimanere nascosti a tutti tranne che al leale e all'iniziato (esoterismo); altre ancora
fanno entrambe le cose, rendendo pubblici alcuni testi e riservandone altri ad una cerchia ristretta di
iniziati.

La maggioranza delle religioni promulgano norme che definiscono i limiti dei testi sacri e che
controllano o impediscono cambiamenti e aggiunte. Le traduzioni dei testi devono ricevere il
benestare ufficiale, ma la lingua originale con cui era stato compilato il testo sacro ha spesso la
preminenza assoluta.
Infine, la wicca manca di “organizzazione religiosa”, in quanto non esistono chiese universalmente
riconosciute, né un clero, né sacerdoti di vario tipo. Esistono le coven, dove gli wiccan si radunano
ed eleggono i loro “sacerdoti”, ma queste sono forme di organizzazione privata, che nulla hanno a
che vedere con l’organizzazione e l’amministrazione generale del culto “ortodosso”.
Interessante poi questo excursus filosofico su ciò che rende tale una religione, preso dal sito
http://www.inftub.com/filosofia/religione/Religione-Caratteristiche-esse15686.php
citazione
Caratteristiche essenziali insite della religione sono:
- la credenza dell'esistenza di un essere soprannaturale di valore assoluto;
- la credenza in un rapporto fra questo essere assoluto e l'uomo, che è rispetto a quello, in uno stato
di dipendenza e di subordinazione, ma che trova in esso una garanzia di salvezza;
- la presenza di certi riti e di certe formule, all'interno del gruppo sociale, che accomuna
quest'ultimo nella credenza di tale essere soprannaturale.
Con i filosofi greci, a partire da Senofane, comincia la critica del politeismo tradizionale; Platone
crea il metodo, la tecnica della vita spirituale l'ascesi, la catarsi, i gradi che conducono alla vita
contemplativa e collegano la terra al cielo; Aristotele concepisce un monoteismo puro, in cui Dio è

il pensiero del pensiero; gli Stoici formulano un panteismo razionale. Il cristianesimo tende a dare
un fondamento filosofico alla teologia e a conciliare la religione rivelata con la filosofia antica,
ponendo la rivelazione al disopra della ragione.
L'Illuminismo concepisce una religione naturale o razionale, un complesso di credenze intorno
all'esistenza di Dio, all'immortalità dell'anima e alla sua spiritualità, al carattere obbligatorio
dell'azione morale, considerata come una manifestazione spontanea della coscienza e del lume
naturale. Hume sostiene che le rappresentazioni religiose derivano non dalla ragione, come sostiene
il deismo, ma dalla vita istintiva e dai sentimenti umani.
Kant interpreta la religione come il riconoscimento dei nostri doveri morali che corrispondono a
ordini divini. La sinistra hegeliana con Feuerbach interpreta la religione come scaturita
dall'esigenza, intensamente sentita dall'uomo, di superare i propri limiti ipotizzando un Ente
superiore in cui idealizzare le proprie aspirazioni di felicità e nel quale conferire la somma di
perfezioni di cui l'individuo si sente privo. "La religione è l'oppio dei poveri'' è la celebre
definizione di Marx secondo cui la religione, con la promessa di una felicità futura, distoglie il
proletariato dalla lotta rivoluzionaria. Bergson pone una distinzione tra una religione statica:
correttivo, difesa, protezione contro i rischi che il potere disgregatore dell'intelletto ci fa scorgere
nel mondo; e una religione dinamica: continuazione superorganica dello "slancio vitale", che si
traduce in impeto mistico, in impulso verso la creazione di una società "aperta", fondata sull'amore
universale.
Dal punto di vista antropologico e sociologico è da evidenziare che le ricerche compiute in tale
settore su popoli primitivi hanno stabilito più di un nesso fra riti magici e religione.
R. Smith approfondisce il legame inscindibile che lega la teoria alla prassi religiosa; Taylor vede
l'essenza della religione in una primitiva forma di animismo; mentre Frazer distingue la magia, che
tende al diretto controllo degli eventi naturali, dalla religione che cerca le vie di propiziazione delle
potenze superiori della natura. Tali teorie interpretano gli elementi costitutivi del soprannaturale
come reazione alla condizione di impotenza dell'uomo nel mondo e al suo desiderio di intervenire,
attraverso i riti che costituiscono un culto, a modificare la situazione precaria dell'esistenza.
Anche qui si parla di “essere soprannaturale” e non di “forze insite nella Natura”.
Io direi che questo basterebbe per definire la wicca una “corrente spirituale” e non una “religione”.
Nonostante ciò, la wicca è stata riconosciuta come tale:
citazione
Nel 1985 la Corte Distrettuale della Virginia (USA), con l'emanazione della sentenza Dettmer v.
Landon, riconobbe la wicca come religione e alle sue associazioni lo status di organizzazioni
religiose. Nonostante questi primi riconoscimenti, la wicca ha continuato a essere oggetto di
marginalizzazioni e penalizzazioni[93]. Nello stesso 1985 alcuni legislatori di orientamento
conservatore promossero l'introduzione di leggi federali volte ad aggirare la predetta sentenza, che
furono abrogate nel 1986 dal Congresso
Ora, finalmente, passiamo alla dottrina.
Citazione

Inoltre la wicca, pur essendo una religione universalista, non si considera l'unica vera religione, ma
solo una delle tante vie attraverso cui approcciarsi al divino. Ne deriva una grande apertura verso il
nuovo e verso nuovi aderenti, anche se non è previsto il proselitismo.
Qua mi tocca spezzare una lancia a favore. È bello che una religione si possa definire aperta e non
avere pregiudizi né barriere. Certo però che, a livello ideologico, la sua posizione non ne viene
rafforzata, anzi, può sembrare una trovata per attirare gente piuttosto che fornire verità. Non capisco
bene cosa si intende per “religione universalista”, forse bisognerebbe approfondire un po’ di più il
concetto.
citazione
con lo sviluppo e la diffusione della wicca, la sua dottrina (teologia, cosmologia, etica) ha subito
evoluzioni, interpretazioni e contaminazioni
il punto è: te a che corrente fai riferimento? Come vedi non ha neanche più senso definirsi wiccan,
dato che la corrente originale sta perdendo la sua purezza. È capitato anche al cristianesimo, per
esempio, di perdere la sua impostazione universalizzante e universalmente riconosciuta… da lì ti
ricordo il lungo travaglio che ha subito la chiesa con i vari scismi con riforme e controriforme. Oggi
esistono varie correnti di cristianesimo, ma tutte sono riconosciute in un’impostazione dottrinaria
propria. La wicca, invece, essendo svincolata da regole, principi, norme universalmente valide su
cosa deve fare affidamento? Ha senso dire che ogni wiccan si interpreta la religione a modo suo?
Servono dei punti cardine per riconoscere una vera religione da un semplice movimento spirituale.
Citazione
La spiritualità e l'iconografia della wicca sono largamente ispirate alle religioni pagane, con non
irrilevanti influenze buddhiste, induiste e taoiste.
Solite reinterpretazioni per attirare più attenzioni su di sé… prova un po’ a pensare cosa ne
penserebbe un antico romano se venisse a sapere che una religione moderna ha ripreso i suoi dei e li
ha calati in una dimensione completamente arbitraria. Certo, potresti obiettare che i romani
facevano la stessa cosa, integrando nel loro pantheon le divinità dei popoli conquistati e infatti io
non credo proprio che i popoli sconfitti dai romani fossero molto d’accordo, però visto che
dovevano stare zitti perché avevano perso, immagino che fosse già un bel compromesso per loro se
i romani li lasciassero pregare i loro dei come se nulla fosse stato.
Citazione
Il professor Ronald Hutton, sempre nel suo saggio sulla wicca[8], descrive esaustivamente i suoi
tratti caratteristici, traendo i primi tre punti dalla definizione generale della Pagan Federation e
aggiungendo altre cinque caratteristiche, che egli ritiene più specifiche:

- la fede nell'esistenza di una divinità immanente al mondo naturale e, pertanto, il rifiuto di ogni nozione di
creazione da parte di entità esterne al mondo naturale;
- il rifiuto del concetto di etica universale, basata su leggi regolatrici del comportamento umano dettate da
divinità e, quindi, delle categorie di peccato e di salvezza, tipiche di altre religioni. Il concetto di etica
universale è sostituito dal concetto di un'etica personale molto forte, che permetta la libertà di esprimere e di

gratificare i bisogni e i desideri individuali, di perseguire la crescita personale e la felicità, col solo stringente
limite dell'evitare di danneggiare gli altri;
-

la credenza che la divinità possa essere sia femminile che maschile;

-

il perseguimento dell'ideale di portare alla luce e di valorizzare la divinità presente negli esseri umani;

-

l'abolizione della distinzione tra religione e magia, presente nel mondo occidentale moderno;

-

la natura di religione o di insieme di religioni misteriche;

-

consistere nell'assiduità in un'ortoprassi, cioè nell'esecuzione continuativa e creativa di rituali consolidati;

-

coniugare la fedeltà a un'ortoprassi consolidata con l'eclettismo e la versatilità.

Fammi analizzare punto per punto:
- Se non esiste creazione, di che religione stiamo parlando? Il panteismo è accademicamente superato.
Affermare che la divinità è immanente, ovvero è insita nella Natura, in qualche modo la subordina alla Natura
stessa. E di certo poi questo non spiegherebbe da dove viene la Natura, da dove la materia, perché esiste tutto
questo. È una visione un po’ troppo limitante, ma d’altro canto non sono neanche d’accordo con la visione
cristiana della “creatio ex nihilo” che mi sembra contrastare con la Legge della conservazione della massa di
Lavoisier;
- Ho già analizzato il concetto di mancanza di etica universale. Ripeto che una religione, se non fornisce
garanzie universalmente valide, non può definirsi tale;
- Cosa a mio avviso senza senso. Mi sembra quasi che queste divinità siano “antropomorfizzate”. È a questo
che vogliamo giungere? Credo che si stia estremizzando troppo il concetto di dualità tipico del taoismo,
calandolo in un paganesimo rivisitato dell’Occidente pre-cristiano. Poi cosa significa divinità maschile o
femminile? Gli animali hanno sesso (non tutti peraltro), ma un dio cos’è? Vogliamo far finta che gli dei siano
animali con i superpoteri? È vero che sul divino ognuno può dire tutto il contrario di tutto, però credo che
debbano esserci dei limiti. Dio DEVE essere per definizione un essere superiore che vada aldilà della dualità,
deve essere l’UNO, il principio primo;
- Concetto che puzza molto di new age, non fosse altro che la wicca è nata prima. Mi viene in mente una
leggenda indù che lessi su un libro:

citazione
“Una vecchia leggenda indù racconta che vi fu un tempo in cui tutti gli uomini erano Dei. Essi però
abusarono talmente della loro divinità, che Brahma - signore degli dei - decise di privarli del potere
divino e di nasconderlo in un posto dove fosse impossibile trovarlo. Il grande problema fu quello di
trovare un nascondiglio. Quando gli dei minori furono riuniti a consiglio per risolvere questo
dilemma, essi proposero la cosa seguente: "seppelliamo la divinità dell'uomo nella Terra". Brahma
tuttavia rispose: "No, non basta. Perché l'uomo scaverà e la ritroverà". Gli dei, allora, replicarono:
"In tal caso, gettiamo la divinità nel più profondo degli Oceani". E di nuovo Brahma rispose: "No,
perché prima o poi l'uomo esplorerà le cavità di tutti gli Oceani, e sicuramente un giorno la ritroverà
e la riporterà in superficie". Gli dei minori conclusero allora: "Non sappiamo dove nasconderla,
perché non sembra esistere - sulla terra o in mare – luogo alcuno che l'uomo non possa una volta
raggiungere". E fu così che Brahma disse: "Ecco ciò che faremo della divinità dell'uomo: la
nasconderemo nel suo io più profondo e segreto, perché è il solo posto dove non gli verrà mai in
mente di cercarla".

A partire da quel tempo, conclude la leggenda, l'uomo ha compiuto il periplo della terra, ha
esplorato, scalato montagne,scavato la terra e si è immerso nei mari alla ricerca di qualcosa che si
trova dentro di lui.”
Si capisce ora come mai le religioni orientali abbiano un grande fascino sull’uomo Occidentale e di
come queste filosofie siano state riadattate dalle nuove religioni. Per chi è un po’ addentrato nella
filosofia indiana questa storiella potrebbe far sorridere. Qui Brahma viene raffigurato quasi come un
dio in carne e ossa invidioso degli esseri umani. Si ignora però il fatto che l’uomo viene considerato
dio non perché lo sia realmente come entità fisica o perché abbia superpoteri, bensì perché l’uomo è
egli stesso Brahman: tutta la filosofia indiana si basa sul riconoscimento dell’inscindibilità del
concetto di Brahman (l’assoluto) con quello di Atman (il sé). Scopo delle tecniche ascetiche è
proprio quello del raggiungimento della perfezione: l’uomo desidera Dio e per raggiungerlo è
pronto a sacrificarsi. Per questo motivo sorrido quando leggo che la wicca vuole soddisfare i
bisogni e i desideri individuali però allo stesso tempo vuole far emergere la divinità dell’uomo. È
pur vero che in certe scuole tantriche si utilizza il sesso come strumento di elevazione, ma non
bisogna intenderlo come atto puramente carnale: si dice che chi pratichi tantra alle volte dimentica,
durante il rito tantrico, di stare facendo sesso, perché in quel momento i due amanti sono sacerdoti,
sono manifestazione di Shiva e Shakti.
- No, non puoi non scindere la religione dalla magia: la magia può far parte dell’impianto religioso, ma non
è essa stessa religione, così come pregare una divinità non vuol dire per forza fare magia.

Citazione
Con il termine magia si indica una tecnica che si prefigge lo scopo di influenzare gli eventi e di
dominare i fenomeni fisici e l'essere umano con la volontà; a tale fine la "magia" può servirsi di
gesti, atti e formule verbali, o di rituali appropriati.
Già di per sé il verbo “Dominare” dovrebbe sparire dal vocabolario religioso. La magia è un atto di
forzatura attuato dalla nostra volontà riguardo l’ambiente che ci circonda. La religione invece, al
massimo, chiede aiuto alla divinità, affinché questa favorisca chi lo sta pregando. Quale è la
differenza in sintesi? La magia potrebbe essere definita come qualcosa di “ATTIVO”, mentre la
religione come qualcosa di “PASSIVO”. Forse però il termine religione è sbagliato, perché prefigge
un insieme di credenze e riti… diciamo allora che la controparte passiva della magia è la mistica.
Però la wicca non prevede nel suo impianto una parte di contemplazione del divino, ma al massimo
di contemplazione della Natura, il che non rende giustizia a tutti quei mistici di ogni religione che
per secoli hanno difeso la propria dottrina… qui più che di religione stiamo parlando di arte; se io
vedo un bel quadro lo contemplo, ma non lo sto pregando;
-

“Insieme di religioni misteriche”? Confermo la mia critica alla macedonia di dottrine che è stata fatta.

-

Sui rituali non mi soffermo;

Entriamo nella teologia wicca. Dal “vangelo” secondo Scott Cunningham (Wicca di Scott
Cunningham):
citazione
Tutte le religioni sono strutture costruite attorno alla adorazione della Divinità. La Wicca non fa
eccezione. La Wicca riconosce un potere supremo divino, in conoscibile, supremo, dal quale ha

avuto origine l’intero universo.
Il concetto di questo potere, ben oltre la nostra comprensione, si è quasi perso nella Wicca, a
causa della nostra difficoltà di rapportarci ad esso. Tuttavia, i Wiccan si collegano a queste forze
attraverso le loro divinità. Secondo i principii della natura, il potere supremo è stato personificato in
due esseri base: la Dea ed il Dio.
Ogni divinità che è stata venerata su questo pianeta esiste in un archetipo di Dio e di Dea. I
complessi pantheon di divinità che sono sorti in molte parti del mondo sono semplicemente degli
aspetti dei due. Ogni Dea risiede nel concetto della Dea; ogni Dio in quello del Dio.
La Wicca onora queste due divinità a causa del suo legame con la natura. Dato che molte
cose in natura (ma sicuramente non tutte) sono divise in generi sessuali, allo stesso modo sono
concepite le divinità che le incarnano.
Nel passato, quando la Dea ed il Dio erano reali come la Luna ed il Sole, i riti di adorazione
e venerazione erano un’unione con il divino gioiosa, spontanea, e non strutturata. In seguito, i rituali
seguirono il percorso del Sole attraverso l’anno astronomico (e quindi le stagioni) ed anche le fasi
mensili crescenti e calanti della Luna.
Oggi i Wiccan osservano riti simili, e la loro esecuzione regolare crea una vicinanza
veramente magica con queste divinità e con i poteri dietro di esse.
Beh, ci mancava solo che dicesse che la religione non è adorazione di dei… capirai che profondità
ha questo passo. Affermare che la base è costituita dal dio e dalla dea è limitante come prospettiva.
Diciamo che per essere una religione esoterica, non è che rispetti molto il principio alchemico
“Omnia ab uno et in unum omnia”. La dualità, per sua stessa natura, deriva dalla singolarità, il due
non può non derivare dall’uno, laddove vi è una pluralità, vi deve essere un UNICO principio. Per
sopperire a tale mancanza logica, alcuni wiccan moderni hanno introdotto il concetto di Dryghten:
citazione
Dryghten è un termine dell'inglese antico, riferito a un'entità suprema, adottato dalla Crowther per
indicare la divinità panteistica universale della wicca[39]. Il termine non è nuovo: Gerald Gardner
lo aveva già usato per indicare il primo mobile (categoria ripresa da Aristotele), inteso come
l'aspetto ineffabile e inaccessibile del divino, a cui i wiccan non rivolgono alcuna venerazione.
Dryghten è stato usato anche da Scott Cunningham per riferirsi all'Uno, ma in un'accezione
neoplatonica[41].

Il Dryghten presenta molte analogie con il Brahman delle religioni vedica, brahmanica e induista,
che nelle Upaniṣad è la matrice invisibile, inafferrabile, illimitata e inconcepibile di tutto il creato:
come tale, non ha un culto proprio, ma è venerato nella sua personalizzazione in divinità specifiche,
principalmente i deva Viṣṇu e Śiva[42].

L'Uno è la sorgente, dalla quale è emanata l'energia primordiale, che costituisce tutto ciò che esiste
e che si organizza in processi armonici, concretizzandosi come materia, definita come ciò che i
cinque sensi umani riescono a percepire. La materia è un'infinitesima parte del tutto, l'Uno, che è
infinito.

Ad ogni modo, anche le tradizioni monistiche riconoscono, al secondo livello della teologia, che
l'Uno dispiega la sua essenza creativa, che dà origine ai cicli del mondo, scindendosi in una polarità
di forze, che sono appunto la Dea e il Dio. In questo senso la teologia wiccan di impronta monista
presenta molte affinità con il taoismo. La polarità di forze della Dea e del Dio permette la
costituzione armonica e l'equilibrio dell'esistente. Tutto ciò che esiste è costituito dall'eterno
incontro e rapporto di complementarità tra la Dea e il Dio.
Da cui mi chiedo: perché mai se si sta parlando di un concetto simile al Brahman, non si chiama
Brahman ma Dryghten? Semplice, perché fa molto più fico chiamarlo così. Il problema è poi di
identificare cosa è questo Dryghten. E come si passa dal Dryghten alla dualità dio-dea? Ancora più
preoccupante è dire che ogni dio/dea è l’archetipo dell’unico dio/dea. Ma che vuol dire? A te potrà
dare l’idea davvero di una religione universale, ma a me dà l’idea solo l’idea di una
“commercialata” pazzesca. C’è un motivo se esistono LE religioni e non LA religione. Tu religione
di oggi non puoi avere la pretesa di unificare tradizioni, leggende e credenze di popoli diversi
geograficamente e temporalmente, non mi puoi dire che Anubi ha le stesse caratteristiche di Zeus
perché entrambi sono un archetipo del Dio o che Iside e Atena siano la stessa cosa. Infarcire una
religione con l’olismo significa snaturarla, depersonalizzarla… che caratteristiche attribuire alla
wicca? Cos’è a questo punto che la differenzia dalle altre religioni? Cosa mi offre in più la wicca
rispetto, che so, all’Odinismo? Se poi vogliamo fare questo “gioco” degli archetipi, possiamo pure
dire tranquillamente che tra il Dio cornuto e Satana non c’è alcuna differenza. Già, perché Satana
per voi non è un’entità reale, ma, semmai, un archetipo della religione cristiana. Però se è un
archetipo, allora è identificabile con il vostro dio, no? E se non lo è, come fate a decretare cosa è
vero e cosa è falso, cosa è archetipo e cosa no? Si capisce subito come la wicca abbia preso solo ciò
che gli fa comodo dalle tradizioni più antiche.
Ogni religione ha dei miti sulla creazione. Mi sono quindi chiesto che miti potesse avere la wicca ed
ecco i risultati (http://www.macrolibrarsi.it/speciali/wicca_dea.php) :
Citazione
Nella Wicca non esiste un unico racconto intorno alla creazione del mondo ma sono presenti due
racconti. A tale riguardo in un nostro libro abbiamo scritto: “Nell’universo della Wicca esistono due
racconti che hanno come oggetto la creazione del mondo il primo dei quali si basa sul mito di Miria
la Meravigliosa mentre il secondo è incentrato sulle vicende di Aradia.”

Cominceremo a descrivere il mito di Miria.
In principio esisteva soltanto la Dea che non aveva desiderio di creare nessun altro essere in quanto
era soddisfatta di se stessa e si trovava a suo agio nell’assoluta solitudine primordiale. Tuttavia la
Dea ebbe l’occasione di ammirare la propria immagine riflessa nell’universo e si innamorò di tale
immagine al punto tale da avere un rapporto sessuale con la sua stessa immagine. Da tale rapporto
nacque una figlia che la Dea chiamò Miria la Meravigliosa.

Miria dopo essere stata generata dalla Dea assunse le caratteristiche di varie divinità maschili: in un
primo momento assunse le forme del Dio Blu poi quelle del Dio Verde ed infine divenne il Dio
Cornuto che è il principio divino maschile adorato dalle correnti non femministe della Wicca.

Inoltre la Dea presa dall’amore nei confronti di Miria decise di creare una moltitudine di esseri
viventi.

Volendo fare delle considerazioni attinenti alla storia delle religioni dobbiamo dire che tale racconto
della creazione presenta un carattere fortemente femminista e matriarcale in quanto la Dea è l’unica
vera protagonista della creazione. A tale riguardo abbiamo scritto: “In sintesi anche nel mito di
Miria la Meravigliosa riguardante la creazione dell’universo è evidente il femminismo metafisico
che caratterizza molte delle dottrine della Wicca.”

Prenderemo ora in considerazione il secondo racconto della creazione presente nel mondo della
Wicca basato sulle figure di Diana ed Aradia.
In principio Diana racchiudeva in sé tutte le cose ma in un secondo momento venne creato Lucifero
(Lucifero era il fratello di Diana in quanto entrambi vennero creati da quelli che nella cosmologia
Wicca vengono chiamati i Padri e le Madri del Principio).

Diana venne prese da un fortissimo desiderio di unirsi sessualmente con il fratello Lucifero ma
Lucifero non desiderava avere rapporti sessuali con la sorella ragion per cui fuggì sulla Terra
costringendo Diana a seguirlo e a restare per diversi anni sul nostro pianeta. Dopo molto tempo
Diana riuscì con l’inganno e con le arti magiche ad avere rapporti sessuali con il fratello che cadde
completamente sotto il suo potere. Dal rapporto sessuale tra Diana e Lucifero nacque Aradia ed
inoltre Diana insegnò la magia agli esseri immortali quali le fate e i folletti.
Quando Aradia divenne adulta venne mandata da Diana sulla Terra al fine di insegnare agli esseri
umani la magia per sconfiggere i tiranni che a quel tempo dominavano sulla Terra. Utilizzando gli

insegnamenti di Aradia gli abitanti della Terra sconfissero i loro tiranni e conquistarono la libertà.
Di conseguenza Aradia portò a termine nel migliore dei modi la missione attribuitale da Diana.

In questo racconto della creazione è evidente la grande importanza attribuita alla magia che viene
vista in un’ottica assolutamente positiva a differenza di quanto accade nella Bibbia nella quale tutte
le pratiche magiche vengono condannate. Tale esaltazione della magia non deve sorprendere in
quanto la Wicca può essere considerata una religione magica di tipo neopagano dal momento che
non solo si attribuisce un ruolo positivo alla magia ma la Dea viene adorata anche per mezzo di riti
magici. A tale riguardo la Osuna scrive: “La magia nella Wicca ha il compito di prepararci alle due
fasi dell’Era dell’Acquario offrendoci garanzie, sicurezza e protezione dalle forze negative presenti
nella fase iniziale della Nuova Era.”

In sintesi possiamo dire che le streghe pagane della Wicca considerano la magia il mezzo più
efficace per assumere il controllo della loro vita, per fare in modo che gli avvenimenti esterni
prendano un corso che sia conforme ai loro desideri, per migliorare lo stato energetico del nostro
pianeta e per entrare in contatto con la Dea. Le streghe della Wicca hanno elaborato una serie di
regole che devono essere rispettate da quanti praticano la magia: tale serie di regole prende il nome
di “Legge del Potere”. Le streghe della Wicca sostengono di non praticare la magia al fine di
distruggere altri individui anche se in caso di necessità i poteri magici possono essere utilizzati per
proteggere se stessi e per ottenere vantaggi personali.

Volendo fare un paragone tra i due racconti della creazione presenti nella Wicca e quello presente
nella Bibbia dobbiamo dire che esistono fortissime differenze tra tali racconti. Per fare alcuni
esempi nella Wicca la divinità creatrice è femminile mentre nel racconto biblico è maschile ed
inoltre il Dio biblico genera un figlio mentre la Dea della Wicca genera una figlia. Infine mentre nel
racconto biblico l’Unigenito Figlio di Dio viene generato senza nessun tipo di rapporto sessuale nei
due racconti wicca della creazione rivestono grande importanza i rapporti sessuali.
Tralasciando la vena femminista… ma su, siamo seri? Ora mi dirai, sì pure nella creazione biblica
ci sono tantissime incongruenze, però ogni mitologia che si rispetti ha un impianto allegorico dietro
che viene da una tradizione “rivelata”. La wicca è una religione naturale, quindi questa mitologia è
semplicemente frutto della fantasia di qualche persona. E come fantasia non ha indice di veridicità.
E poi diciamocelo, quanta fantasia può mai avere chi reinterpreta miti classici? Nel primo caso ci
vedo tanto la storia di Narciso che si innamora della sua stessa immagine, però al contrario di quel
mito, qui il finale non è la morte del protagonista ma la creazione divina. Nel secondo mito
invece… O.O Lucifero, eh? Vuoi davvero che mi esprima? E inoltre, guarda caso, questo Lucifero
è praticamente uguale a Lilith che sfugge ad Adamo… si capisce proprio che questa storiella è stata
scritta da una donna: insomma, mi vuoi davvero far credere che Lucifero (qui dipinto come un
maschio) si sia rifiutato di accoppiarsi con Diana (femmina)? Ora, non voglio diventare volgare,

però, si sa insomma che noi maschi abbiamo una visione un po’ “particolare” del sesso, no? C’è un
motivo se esiste il detto “tira più un pelo di f**a che un carro di buoi”!!! E scusa, mi sono visto
costretto :P
Citazione
La teologia wiccan ha una struttura complessa, che tende a conservarsi tale nella maggior parte
delle tradizioni. Si fonda sulla complementarità tra due principi cosmici primari: la Dea (concepita
come triplice e legata sia alla Terra sia alla Luna) e il Dio (rappresentato come il Dio cornuto, ha
molto in comune con il Cernunnos celtico, signore delle foreste, degli animali e della vegetazione,
particolarmente legato ai cicli vitali della natura).[10]
Sulla triplicità della Dea tornerò in seguito, ciò che mi interessa di questo pezzo è il Dio, che viene
spesso identificato con il Cernunnos celtico:
citazione
Nella mitologia celtica, Cernunnos era lo spirito divinizzato degli animali maschi cornuti,
specialmente dei cervi, un dio della fecondità, degli animali e della natura selvaggia. Come "Dio
Cornuto", Cernunnos fu una delle numerose divinità simili presenti in molte culture antiche. È
associato alla figura Oltretombale del Dis Pater.
Dio cornuto… Dis Pater?! E qua mi ricollego col mito “wiccan” di Lucifero… ma stiamo
scherzando?!
Citazione
Dante chiama Dite la città interna dell'Inferno, dove sono puniti i peccati di malizia cioè quelli
commessi volontariamente e non causati da una perdita di controllo.
E poi mi sento dire che la wiccan non ha nulla di satanico, quando, in realtà, come ho mostrato in
più occasioni, qualcosa di losco sotto può benissimo esserci. Ah, comunque, ecco una cosa che
potrebbe non farti piacere, ma non la dico io, la dice wikipedia:
citazione
Nella Wicca viene talvolta usata l'iconografia derivata dalla storica cultura celtica, compresa
l'immagine di Cernunnos al quale si fa riferimento come il Dio Cornuto. Questa versione di
Cernunnos è poco fondata, più che sul piano storico, sul piano del simbolismo fallico, fuso con
elementi presi da Pan. Gli aderenti generalmente seguono per Cernunnos un ciclo di vita-fertilitàmorte, sebbene la sua morte sia adesso posta solitamente a Samhain, la festività celtica del nuovo
anno solitamente posta al 31 ottobre. Si deve notare, comunque, che la Wicca non è in alcun modo
una esatta ricostruzione della religione e della cultura celtica, nonostante le pretese di alcuni
Wiccani.[6]
Citazione
La Dea e il Dio sono anche una rappresentazione del dualismo intrinseco dell'esistente. Tutto ciò
che esiste ha un proprio contrario, anzi esiste ed è definibile solo a partire dalla sua controparte
simmetrica. Il dualismo intrinseco dell'esistente è un fattore fecondo: è una fonte di vita, dato che la
vita, o comunque il cambiamento, l'evoluzione, il progresso sono sempre prodotti dall'incontro o

dallo scontro tra due controparti, che si confrontano e si fondono, diventando un unicum o dando
inizio a un nuovo ordine
Sul fatto che nel mondo esistano molti dualismi non c’è molto da discutere: basti vedere
l’alternanza luce-oscurità, caldo-freddo, bene-male, maschio-femmina, attivo-passivo, attrazionerepulsione, positivo-negativo. C’è un però. Innanzitutto un dualismo luce-oscurità e caldo-freddo è
solo un dualismo effimero, dato dalla nostra esperienza empirica, ma non realmente esistente. Mi
spiego meglio: il calore è dato dal moto caotico delle particelle, tale che maggiore è il movimento e
maggiore è il calore prodotto. Quindi, cos’è il freddo? Noi con un termometro possiamo misurare il
calore, ovvero lo stato di agitazione termico delle particelle, ma possiamo misurare il freddo? No,
perché il freddo non è un’entità fisica, bensì una conseguenza della MANCANZA di qualcosa,
ovvero della mancanza di calore, della mancanza di agitazione termica. Stesso ragionamento può
essere fatto per il buio: esiste il buio? No, perché è assenza di luce. Possiamo quindi dire che c’è un
dualismo tra una cosa che esiste e una cosa che non esiste? No, è come dire che c’è dualismo tra te e
non te. Il dualismo è, il dualismo deve stare tra cose che esistono, non ha senso parlare di dualismo
tra essere e non essere. Un vero dualismo può stare per esempio tra maschio-femmina, attivopassivo, attrattivo-repulsivo, positivo-negativo. Dire che una cosa esiste perché è definibile solo a
partire dalla sua controparte simmetrica è una bugia… cioè, capiamoci, se io dovessi per esempio
definire cosa sei te, non potrei dire cosa tu non sei, ma cosa sei! Devo elencare le tue caratteristiche,
non le tue mancanze. Non posso dire che BlueIrys non è un cammello, perché in realtà avrei
ristretto il campo di indagine, senza però aver detto nulla su ciò che tu sei. E poi la frase “Il
dualismo intrinseco dell'esistente è un fattore fecondo: è una fonte di vita, dato che la vita, o
comunque il cambiamento, l'evoluzione, il progresso sono sempre prodotti dall'incontro o dallo
scontro tra due controparti, che si confrontano e si fondono, diventando un unicum o dando inizio a
un nuovo ordine”… frase poetica, non c’è che dire, ma logicamente sbagliata. Innanzitutto, è chiaro
che se c’è una cosa, non può esserci anche quella contraria. Se considerassimo realmente il buio e la
luce come due realtà fisiche esistenti e tra loro separate, potrei di certo dire che non possono esserci
buio e luce contemporaneamente. Ma qui il problema non sussiste, dato che ho già dimostrato
l’infondatezza di questo dualismo. Se invece dicessimo degli altri dualismi, ovvero quelli realmente
esistenti? Se si parla di dualismo maschio-femmina, in termini biologici, sarebbe anche esatto dire
che nascerebbe nuova vita. Ma se prendiamo gli altri dualismi, cosa succede? Come cosa logica si
può dire sì che gli opposti si attraggono, ma si può anche dire che gli opposti si annichilano a
vicenda. Ti sembra strano? Vuoi un esempio? Cosa fanno materia ed antimateria quando si
scontrano? Si annichiliscono a vicenda, liberando una grande fonte di energia. Se prendessimo il
polo positivo e quello negativo di una calamita, questi tenderebbero ad attrarsi… e una volta che si
sono congiunti? Di certo dalla loro unione non nascerebbero altre miliardi di calamite, bensì
formerebbero un unicum di calamita unita con un dualismo al suo interno. In tal senso, se
esistessero un Dio ed una Dea che si attraggono a vicenda, unendosi non creerebbero la molteplicità
degli esseri viventi, bensì creerebbero un Dio unico che ha trasceso il dualismo.
Citazione
Nella teologia wiccan, la Dea triplice è la rappresentazione della Grande Madre primordiale. Il
termine "Dea triplice" fu reso popolare da Robert Graves, che constatò come l'archetipo delle triadi
di dee ricorresse frequentemente nelle mitologie indoeuropee.
Certo, come sempre, quando mancano le basi dottrinarie, si ricorre alle altre religioni. Interessante
poi notare come questo TRE ricorra spesso: basti pensare alla “Legge del tre”… chissà perché a me,
più che di mitologie indoeuropee, mi sembra che qui la wicca puzzi un po’ di cristianesimo.
Citazione

La wicca non ha un'escatologia propriamente detta. Tuttavia la venerazione dei cicli naturali e la
visione ciclica dell'esistenza[58], a loro volta strettamente legate alla Dea triplice e al Dio, che si
sacrifica, muore e rinasce periodicamente[59], fanno molto presente il concetto di reincarnazione.
Una religione senza escatologia, eh? Perché mai dovrei seguire una religione che non mi dà alcun
senso al post-mortem, quando potrei benissimo seguire il cristianesimo, che almeno potrebbe
appagare i miei bisogni di risposte sul “dopo”? Ancora una volta ritorna in auge il concetto di
reincarnazione. D’altronde, una religione senza escatologia può solo rubare un concetto come
quello di reincarnazione per poter spiegare il dopo morte, senza dover tristemente ammettere che
dopo la morte c’è il nulla, come credono, tristemente gli atei.
Citazione
Per alcune tradizioni, come l'Amitistianesimo, la morte è il passaggio a uno stadio di esistenza più
elevata, eterea, che culmina con la fusione e l'identificazione mistica con l'Uno. Nelle principali
tradizioni wiccan l'unione finale con il Dryghten richiede la liberazione dai debiti del karma,
possibile mediante il rispetto del rede e dell'etica wiccan. Una volta purificata, l'essenza dell'essere
umano può tornare a far parte dell'energia cosmica, che sta al di là dello spazio e del tempo. Si tratta
di un concetto molto simile a quello dell'illuminazione taoista o di altre religioni orientali (moksha,
nirvana, samadhi, bodhi, satori).
Lasciamo stare le varie correnti wicca come l’Amitistianesimo, che mi dà molto l’idea di una
mistica abramitica saccheggiata e concentriamoci sulle correnti più “tradizionali”. Cosa significa
debiti karmici? Se il Dryghten è l’uno, aldilà del bene e del male, che senso ha parlare di debiti
karmici? Perché mai dovrei “espiare” le mie colpe se il male proviene dall’Uno stesso? Anzi,
semmai dovrei bilanciare bene e male nel mio essere. Ma ciò significherebbe che per raggiungere
l’Assoluto dovrei comportarmi anche male. E allora il karma che ruolo ha? E soprattutto da dove
viene? Chi decide come funziona? E perché? Qual è lo scopo del karma se non esiste bene e male
aldilà di questa esistenza terrena? Queste domande possono essere poste anche alle filosofie
orientali, però visto che la wicca se ne fa erede, mi tocca scriverle qua. Ah, per la cronaca, se la
wicca è una religione della Natura, per forza deve rifiutare l’esperienza mistica, in quanto il divino
altro non è che espressione della Natura (e come tu mi hai confermato, voi wiccan siete devoti alla
Natura e ai suoi cicli, non all’aspetto trascendente del divino).
Tornando al nostro “Vangelo” secondo Scott Cunningham:
citazione
Come nelle religioni Orientali, la Wicca inoltre abbraccia la dottrina della reincarnazione, un
argomento molto frainteso. Tuttavia, diversamente da alcune dottrine Orientali, la Wicca non
insegna che alla morte fisica le nostre anime si incarneranno in altre cose che non siano un corpo
umano. Inoltre, pochi Wiccan credono che noi cominciamo la nostra esistenza come rocce, alberi,
lumache o uccelli prima di evolverci al punto in cui possiamo incarnarci come esseri umani. Anche
se queste creature e sostanze posseggono un tipo di anima, non è quel tipo che abbiamo noi umani.
La reincarnazione è accettata come un dato di fatto da molti milioni di persone in Oriente ed

Occidente. Risponde a molte domande: cosa accade dopo la morte? Perché ci sembra di ricordare
cose che non abbiamo mai fatto in questa vita? Perché siamo così stranamente attaccati a luoghi
[…]
Sembra che la reincarnazione sia uno degli argomenti spirituali più controversi dei nostri tempi.
Sono pubblicati centinaia di libri sull’argomento come se il mondo Occidentale avesse scoperto
solo
recentemente questa antica dottrina.
La reincarnazione è una delle più preziose lezioni della Wicca. La conoscenza secondo cui
questa vita non è che una fra molte, che quando il nostro corpo fisico muore noi non cessiamo di
esistere ma rinasciamo in un altro corpo, risponde a molte domande, ma ne solleva altre.
Perché? Perché ci reincarniamo? In comune a molte altre religioni, la Wicca insegna che la
reincarnazione è lo strumento attraverso il quale le nostre anime si perfezionano. Una vita non è
sufficiente per raggiungere questa meta; perciò la coscienza (anima) rinasce molte volte, ed ogni
vita comprende una serie diversa di lezioni, finché non si raggiunge la perfezione.
Nessuno può dire quante vite servono prima che si arrivi a ciò. Noi siamo umani, ed è facile
cadere in comportamenti non-evolutivi. Avidità, rabbia, gelosia, ossessione, e tutte le nostre
emozioni negative, inibiscono la nostra crescita.
Nella Wicca, noi cerchiamo di rafforzare il corpo, la mente e l’anima. Certamente viviamo
delle vite terrene piene e produttive, ma cerchiamo di fare ciò senza far male a nessuno, l’antitesi
della competizione, dell’intimidazione, e del cercare di essere i numeri uno.
L’anima è senza età, senza sesso, non-fisica, possiede la scintilla
70
divina della Dea e del Dio. Ogni manifestazione dell’anima (ad es. ogni corpo che abita sulla Terra)
è diversa. Non ci sono due corpi o due vite uguali. Se così fosse l’anima ristagnerebbe. Il sesso, la
razza, il luogo di nascita, la condizione economica, ed ogni altra caratteristica individuale di
un’anima è determinata dalle sue azioni nelle vite passate, e dalle lezioni necessarie al presente.
Questo è di fondamentale importanza per il pensiero Wiccan: noi decidiamo il percorso delle

nostre vite. Non c’è un dio, o una maledizione, o una misteriosa forza del fato alla quale possiamo
dare la responsabilità delle prove che affrontiamo nella vita. Noi decidiamo quello che dobbiamo
imparare per evolverci, ed allora, si spera, durante la reincarnazione, andare avanti e progredire.
Altrimenti, regrediamo nell’oscurità.
Per aiutarci ad apprendere le lezioni di ciascuna vita, esiste un fenomeno che è stato
chiamato karma. Il karma spesso è frainteso. Non è un sistema di ricompense e punizioni, ma un
fenomeno che guida le nostre anime verso azioni evolutive. Così, se una persona compie azioni
negative, gli ritorneranno indietro azioni negative. Il bene porta il bene. Con questo ben in mente, ci
sono poche ragioni per comportarsi male.
Karma significa azione, ed ecco come funziona. È uno strumento, non una punizione. Non
c’è modo di “spazzar via” il karma, e comunque non tutti gli eventi apparentemente orribili delle
nostre vite sono un prodotto del karma.
Noi impariamo dal karma solo quando ne siamo consapevoli. Molti guardano alle loro vite
passate per scoprire i loro errori, per scoprire i problemi che impediscono di progredire in questa
vita. In questo caso delle tecniche di trance e meditazione possono aiutare, ma la vera conoscenza di
sé è il metodo migliore per raggiungere questo scopo.
Beh, è interessante che un tizio che probabilmente non avrà mai aperto un testo sacro indiano
(almeno lo spero, se no è preoccupante) si metta a sparare sentenze su cosa è o non è la
reincarnazione e ha il coraggio di dire che in Occidente abbiamo male inteso cos’è la
reincarnazione. Da dove ha dedotto che un’anima non può reincarnarsi in qualcos’altro che non sia
un corpo umano? Ha avuto esperienze di ciò? Il fatto che la reincarnazione possa spiegare molte
domande, non la rende reale. Probabilmente nessuno avrà mai la certezza che la reincarnazione
esiste.
Interessante poi notare che nella stessa “comunità” pagana non è che fosse proprio ben accetto:
citazione
Scott Cunningham è stato ed è tuttora uno degli autori wiccan più venduti ma nonostante questo le
sue opere hanno incontrato le critiche negative di parte della comunità pagana che lo ha accusato di
aver proposto una versione della Wicca fondamentalmente new age, ovvero addolcita e annacquata
e soprattutto basata sul concetto di "religione fai-da-te", inconcepibile per coloro che seguono forme
più tradizionali e rigide della Wicca (il termine dispregiativo in uso preso la comunità pagana
anglofona è "fluffy bunny", ed è usato dai detrattori per riferirsi ad autori quali Cunningham, Silver
Ravenwolf, D.J. Conway e altri, spesso pubblicati dalla casa editrice Llewellyn).

Ora leggi qua:
citazione
In accordo con la storia tradizionale della wicca trasmessa da Gardner, molti wiccan considerano la
stregoneria medievale come una religione ancestrale della wicca e, quindi, il fenomeno della caccia
alle streghe come una persecuzione religiosa contro i propri predecessori, ovvero contro coloro che,
praticando culti sotterranei delle divinità antiche, furono bollati come streghe e stregoni all'interno
dell'occidente cristiano tra la fine del XV secolo e l'inizio del XVIII secolo, periodo chiamato nella
wicca Tempi del Fuoco in riferimento alla pratica delle condanne al rogo.[92]
Ma ti ricordi cosa tu mi hai scritto come commento al mio post?
Citazione
Anche io ho sentito Wiccan dire '' odio la chiesa perché ci bruciavano al rogo!'' senza neanche
riflettere sul fatto che la persecuzione alle streghe è iniziata nel quindicesimo secolo e che la Wicca
è nata nel 1954 con Gardner...
E mettiamoci poi che, da wiccan, dovresti credere nella reincarnazione, quindi chi ti dice che in una
vita passata non sei stata una strega bruciata sul rogo? Quindi capisci che se ci sono degli wiccan
che ce l’hanno a morte con la chiesa, ne hanno un valido motivo? Però te questa cosa del tuo culto o
non la sapevi o l’hai ignorata oppure la sapevi ma preferisci essere alternativa anche all’interno
della wicca stessa. Ma di certo non ti giudico come persona, sei liberissima di fare o credere in ciò
che vuoi. A questo punto potrei anche fare un raffronto tra la figura di Gardner (che intendiamo
come fondatore o meglio esportatore della wicca) con le figure dei santi e profeti delle altre
religioni, potrei anche fare un raffronto tra i vari testi sacri esistenti e il Libro delle ombre di
Gardner, ma credo di aver già detto abbastanza e credo che si capisca che Gardner non era chissà
che grande uomo tale da aver potuto fondare una religione VERA e il suo libro non è un testo sacro
ispirato dal divino, bensì un comune libro di magia come ce ne sono stati tanti. A me bastano le
parole di Cunningham per bollarla come “non perseguibile”:
citazione
Non c’è, e non ci potrà mai essere, una “pura” o “vera” o “genuina” forma di Wicca. Non ci
sono agenzie di governo centrale, non ci sono leader in carne ed ossa, non ci sono messaggeri o
profeti universalmente riconosciuti. Anche se certamente esistono forme di Wicca specifiche e
strutturate, non sono tutte in accordo circa i rituali, il simbolismo, e la teologia. Grazie a questo
sano
individualismo, nessun sistema filosofico o rituale è emerso per consumare gli altri.
Ora capisci perché trovo la wicca una trovata commerciale? Ora, tralasciando il fatto che questa è
una pagina cristiana e che i toni sono quello che sono, le statistiche sono quello che contano
(https://www.catholicculture.org/culture/library/view.cfm…)
Citazione

Le statistiche delle case editrici mostrano un crescente interesse per la Wicca.Alla fine del 1980, le
vendite di testi Wicca ,come il Libro delle Ombre ,hanno raggiunto in media circa dalle 2.000 a
4.000 copie l'anno ,secondo Carol Publishing Group. Ma, negli ultimi anni, le vendite sono
aumentate notevolmente, fino a 25.000 copie vendute, secondo l'editore Steven Schragis.
I grandi editori stanno incassando grazie alla mania della stregoneria. Nel mese di febbraio, Little
Brown & Co. ha rilasciato The Good Spell Book.(il Libro degli Incantesimi).
Alcuni editori offrono titoli specificamente volti a ragazzi.
Llewellyn internazionale, un editore di lunga data di libri di astrologia, ha di recentemente
pubblicato Teenager Witch: la Strega teenager ,ovvero la stregoneria per le nuove generazioni...un
vero lavaggio del cervello sui giovani.
I libri non sono l'unico mezzo attraverso il quale la Wicca viene propagandata. Ci sono molte serie
tv,films...
Diverse università offrono corsi sulla stregoneria, secondo un sondaggio compilato da Fondazione
Young America. E un importante motore di ricerca al computer rivela migliaia di siti web che si
occupano di Wicca per gli adolescenti.
"Si può andare in un centro commerciale o negozio di libri e ...si potrà constatare come i libri sulla
stregoneria siano facilmente disponibili e addirittura fatti passare come materiale di studio !!!", dice
CAROLYN MAY , moglie, madre ,ex infermiera ,che da 25 anni sta tenendo conferenze in tutte le
scuole per educare i genitori a difendere i figli dai pericoli dell'occultismo .
Ti lascio con queste considerazioni, conscio di aver scritto pure troppo. A te la volontà di replica. Ti
ricordo solo che non ce l’ho con te, ma la mia è solo ricerca volta a cercare di andare a fondo delle
questioni. Un saluto.


Documenti correlati


Documento PDF critica d arte di un autore di cinema
Documento PDF rcss000niesum0042v3k1preview
Documento PDF tesi master in filosofia a a 2012 13 doc
Documento PDF vita di gesu cristo giuseppe ricciotti
Documento PDF gaot3
Documento PDF errori riveduta e nuova


Parole chiave correlate