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JUVETORO n. 20 anno VI bassa OK .pdf



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GIORNALE DEI TIFOSI DI JUVENTUS E TORINO - Anno VI - N. 20 - 11 APRILE 2017 - Copia omaggio
3 domande a BB

La Partita/Il Punto

Squadra Ospite

Accadde il...

“Bianconeri mai così
all'altezza come stavolta.
Messi-Dybala sfida
stellare. Anche Maradona
ha consacrato la 'joya'”

Vendicare Berlino per
continuare a sognare.
Bonucci e compagni
arrivano lanciatissimi
al big-match

Parola d'ordine
blaugrana: mai più
come a Parigi! I catalani
'scottati' dalla trasferta
francese

Nel 1970 il primo
Juve-Barça. Doppio
trionfale successo per
i torinesi in Coppa
delle Fiere

a pag. 2

a pag. 4 e 11

a pag. 6

a pag. 13

JUVE, NOTTE DA SOGNO

QUESTA SERA ALLO STADIUM LA GARA DI ANDATA DEI QUARTI
DI FINALE DI CHAMPIONS LEAGUE. ALLEGRI E I SUOI RAGAZZI
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3 domande a... Bruno Bernardi

“Juve, mai così all'altezza come stavolta”
“Messi-Dybala, sfida stellare. Anche Diego Maradona ha consacrato la 'joya'. E Higuain ha fame di gol...”

B

runo Bernardi, è il
momento di JuventusBarcellona. Questa sera,
in uno Stadium stracolmo
di passione, si sfidano due
candidate alla vittoria finale in Champions League.
La squadra di Allegri arriva in buone condizioni a

questo appuntamento decisivo?
Credo che la Juve sia consapevole di avere i numeri
vincenti per eliminare Messi e compagni anche se sarà
una lotta apertissima. Mai
la Juve, da quando è tornata a calcare i campi più
importanti, aveva ancora
avuto un gruppo di giocatori cosi forti, cosi eterogenei,
cosi fisicamente all'altezza
di un doppio scontro contro
l'armata catalana. Questa
Juventus è pronta. Sotto
tutti gli aspetti. Tecnico, tattico, atletico. E anche dal
punto di vista psicologico
Buffon e compagni potranno guardare dritto negli occhi gli avversari.
In questo big-match c'è
anche il duello Messi contro Dybala. Una grande sfida nella grande sfida...

go Armando Maradona, il
quale potrebbe presentarsi
come una sorta di arbitro
tra i due grandi connazionali mancini che più lo ricordano. Ha detto Diego, di
Dybala, che si tratta di un
fenomeno. Non glielo aveSuarez e Bonucci

Dybala

Sono due grandi giocatori.
Uno già consacrato e che
ha fatto collezioni di 'Palloni d'oro'. L'altro che ha voglia di misurarsi con il più
forte argentino dell'ultimo
decennio. Che sia una partitissima nella partitissima
lo si capisce anche da un
giudizio rilasciato da Die-

EL DIVINO CLUB

guain cosa diciamo? E,
Messi a parte, chi le piace
di più della squadra catalana?
Come bomber Higuain ha
pochi rivali al mondo. E la
Juve ha la fortuna di averlo
dalla sua parte. Higuain è
'pieno di fame da gol' e voglia di vincere con la Juve
quel titolo da alzare al cielo
di Cardiff. Aggiungendo la
Champions League magari
ad altri trofei come il sesto
scudetto consecutivo della
Juve e la coppa Italia. Sarebbe un 'triplete' da leggenda. Del Barcellona mi
piace molto Suarez, uno
che va per le spiccie, concreto, dotato di fiuto innato
del gol. È meno elegante di

vo mai sentito affermare
per nessuno quando giocava e neanche dopo. Questo
dimostra quanto Diego sia
rimasto impressionato dal
suo connazionale. Inoltre, a
chi gli chiedeva se era preoccupato per i successi raccolti da Messi, Maradona ha
risposto: “Segnerà più gol di
me ma i miei gol sono più
belli”.
A proposito di argentini:
per quanto riguarda Hi-

Higuain

Neymar ma è dotato di un
gran fiuto del gol. Senza dimenticare poi il sempiterno
Iniesta...
Roberto Grossi

Messi

Giornale sportivo per i tifosi di Juventus e Torino

Direttore Responsabile
Roberto Grossi
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Hanno collaborato
Bruno Bernardi
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Antonio Catapano
Stefano Ferrero
Enrico Heiman
Ezio Maletto
Paolo Rachetto
Giovanni Rolle
Marco Sanfelici
Marco Venditti
Ermanno Vittorio

Servizi fotografici
Archivio JuveToro
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Tutti i diritti riservati

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La Partita

Vendicare Berlino per continuare a sognare
I bianconeri arrivano lanciatissimi al big-match. Ma il Barça, nonostante qualche assenza, rimane fortissimo

A

distanza di due anni,
si ritorna a respirare aria di alta quota, lassù
nell'Olimpo delle 8 migliori squadre d'Europa, luogo
frequentato abitualmente
da squadre spagnole e tedesche, lasciando al resto
del continente le briciole.
Questa volta però il lotto
annovera tutti i maggiori
campionati
continentali,
giacché il Monaco profuma di Francia, il Leicester
esporta la Premier League
in cui a subire la Brexit
sono gli squadroni tradizionali, l'Italia schiera se
stessa. Non è un errore, ma
una realtà: c'è la Juventus,
l'esatta equazione dell'Italia calcistica conosciuta
ed ammirata all'estero. A
distanza di due anni ritorna una sfida epica, che nel
passato ha dato responsi alterni, che ha prodotto gioie
e dolori in riva al Po come
all'ombra della Sagrada
Familia. Juventus e Barcellona si affrontano in un
quarto di finale in cui nulla
è scontato, che può signifi-

Il 'muro' difensivo bianconero eretto a Berlino

Dal 1970 quante sfide emozionanti!
L
Pogba e Messi nella finale di Berlino

care vendetta per la finale
di Berlino o un momento
di continuità nella storia
leggendaria di un “equipo”
al top mondiale. I catalani
giungono a Torino con alcuni punti interrogativi. Ed
alcuni infortunati di troppo.
È il caso di Arda Turan e
Aleix Vidal, fuori dai giochi
per infortuni muscolari e
di Rafinha reduce da intervento chirurgico. Busquets
è squalificato. A prima vista
sembra che proprio il centrocampo, fonte inesauribile del gioco blaugrana, sia il
reparto che esce più meno-

mato dalle assenze. Anche
se, potendo sempre contare
su Rakitic ed Iniesta, il livello rimane altissimo. Davanti non ci sono sorprese,
la qualità è enorme e solo
il nominare Neymar, Suarez e Messi non fa dormire
sonni tranquilli a qualsiasi
avversario. Eppure Luis Enrique è alle prese con una
stagione dagli alti e bassi,
con una Liga vissuta tuttora dietro gli eterni rivali del
Real Madrid. La sconfitta
rimediata sabato scorso a
Malaga aumenta il distacco dalla Capolista madrilena, nonostante un suo
mezzo passo falso. Anche
il cammino in Champions
non è stato esaltante. Basti
rammentare le modalità di
superamento degli ottavi
che ha del rocambolesco,
ai danni di un PSG che medita ancora adesso sulla
grande occasione gettata
alle ortiche. La Juve arriva
all'appuntamento in testa
alla classifica della serie A,
con la finale di coppa Italia
centrata e con l'entusiasmo

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a prima volta tra Juve
e Barcellona fu nel
1970. All’epoca coppa delle Fiere, l'odierna Europa
League. In entrambi gli
scontri vinse la Juve 2-1.
La prima gara al Camp
Nou il 20 ottobre del 1970.
Il ritorno al comunale
di Torino il 4 novembre.
Dovettero passare ben
16 anni prima che le due
compagini si confrontassero ancora: coppa campioni. Prima gara al Camp
Nou il 5 marzo 1986 e la
Juve subì la prima sconfitta contro i catalani. Partita risolta da Julio Alberto
al minuto 37. Il ritorno
al comunale il 19 marzo:
Archibald alla mezz’ora
con un colpo di testa battè
Tacconi. Il pari fu firma-

di giocarsi le proprie possibilità senza paura. Per una
compagine come quella
bianconera deve essere la
norma calcare scenari di
questo tipo. Tutti gli anni,
con abituale costanza che
porta a vincere e primeggiare. In questa ottica mister Allegri adotta già da
tempo un oculato turnover.
Le forze vanno centellinate per affrontare un finale
di stagione che potrebbe
consegnare la squadra alla
leggenda, ma che nasconde
ancora una notevole quan-

to da Platini alla fine del
primo tempo e rimasero indelebili le occasioni
sciupate da Marco Pacione che in quella gara sostituiva Aldo Serena. Altre
due gare, stavolta in coppa delle coppe. La prima
gara di semifinale a Barcellona, 10 aprile 1991,
vittoria 3-1 dei blaugrana.
Il ritorno al Delle Alpi terminò 1-0 con goal di Baggio al minuto 61. Juve ancora eliminata. Gli ultimi
incontri sempre in Champions League. Il 9 aprile
2003, 1-1 a Torino. Ritorno a favore dei bianconeri
che si imposero sul campo
catalano 2-1. Ultimo confronto questa volta in gara
secca e prima volta in finale tra le due squadre 2

tità di imprevisti ed insidie.
Recupera Mandzukic, Pjanic è incerto (ma il Marchisio visto contro il Chievo
rassicura), il duo argentino
Dybala–Higuain è al top della forma. La difesa continua
a dimostrare compattezza,
a differenza dell'omologa
avversaria. Nel confronto di
esse può celarsi una chiave
di svolta delle due partite. Perché sarà necessario
all'andata tenere inviolata
la porta bianconera, forse
ancora di più che cercare la segnatura multipla.

anni fa a Berlino. 6 giugno
2015: Juve sconfitta 3-1.
Una grossa occasione di
Tevez fu mandata dall’argentino di poco sopra la
traversa e un rigore netto
non fu concesso a Pogba.
Quel Barcellona, rispetto
a quello attuale, era più
costante e visibilmente
più forte. La Juve perse
la sesta finale su 8 disputate. Nei ricorsi storici,
come questa sera anche
nel 2003 la gara di andata
fu disputata a Torino e la
Juve, come detto in precedenza, pareggiò in casa
1-1 e poi vinse al ritorno
2-1. Chissà che non porti
bene?
Marco Venditti

È una precisa convinzione
di Allegri, secondo il quale
tutto si deciderà comunque
al Camp Nou e costringere
il Barça a scoprirsi per rimontare potrebbe rivelarsi
un'altra chiave di risoluzione della doppia sfida. Se a
Torino c'è rispetto e considerazione per i blaugrana,
a Barcellona sono consapevoli che sarà molto dura
per loro. Che il sogno delle
“grandi orecchie” si alimenti, dunque.
Marco Sanfelici

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Squadra ospite

Parola d'ordine blaugrana: mai più come a Parigi!
I catalani 'scottati' dalla trasferta francese. Male in Liga, ora puntano tutto sulla Champions

Bonucci contro Suarez

S

iamo finalmente ai quarti, visto che ormai da più
parti (vero Simeone?) si considera la vera Champions
League quella che si disputa appunto negli ultimi due
mesi di competizione. Certamente le due semifinali più
avvincenti saranno quelle
fra Real Madrid e Bayern e
fra Barça e Juventus, visto
che nelle altre due abbiamo

come favoriti sia l’Atletico
Madrid (che sia il suo anno
come pensano in molti sulle sponde del Manzanares?)
che il sorprendente Monaco,
giusto giustiziere del City. Da
circa due mesi Luis Enrique
ha cambiato modulo alla
sua squadra passando da
uno spinto 4-3-3 ad un più
robusto 3-4-3, rinforzando
quel centrocampo che molte

volte non ha protetto bene la
difesa e che necessitava di
un giocatore in più, orfano
di un Xavi vero metronomo
e uomo in più là in mezzo.
La difesa è diventata a tre
con il sempre presente Mascherano accompagnato da
Piqué e Umtiti, con un centrocampo a quattro formato
da Rakitic, Busquets (assente a Torino), Iniesta e Sergi
Roberto (con le variabili del
turco Arda Turan o del portoghese André Gomes) mentre là davanti i soliti tre della MSN ossia Messi, Suárez
e Neymar. Nulla da fare per
Rafinha, che aveva recentemente preso il posto di Messi
sulla destra spostando l’argentino più al centro, reduce da un grave infortunio, ne
avrà per quattro mesi e per
lui stagione finita. Il morale
non è dei migliori in quanto

nell’ultimo turno di campionato i blaugrana si sono lasciati sfuggire l’opportunità
di agganciare il Real Madrid
(dopo il pareggio nel derby) in testa alla classifica
perdendo inopinatamente
a Malaga 2-0. Si è ritornati
alla difesa a 4 addirittura
con Mascherano schierato
terzino destro e Jordi Alba
sulla sinistra, assetto tattico
usato per 9 volte su 10 dalla
squadra in assenza di Busquets (prove generali per
Torino vista l’assenza dello
squalificato
centrocampista?). Nel secondo tempo
sotto di un gol c’e stato un
aggiustamento
sostituendo il centrale Mathieu con
Sergi Roberto schierato laterale di destra e riportando Mascherano a far coppia
centrale con Umtiti. Prestazione scialba soprattutto
là davanti con in aggiunta
l’espulsione di Neymar che
potrebbe addirittura saltare
il Clásico del 23 Aprile. Ricordiamo che Luis Enrique
non ha badato a spese negli ultimi tre anni della sua
gestione (ben 331 i milioni
spesi, 40% in più rispetto ai
rivali blancos di Madrid) con
ben 8 titoli conquistati su
10. Quest’anno hanno fatto
loro la Supercoppa di Spagna con il Siviglia entrando
anche in finale di Coppa di
Spagna contro l’Alaves. Rimangono ancora intatte le
chances sia in Liga che in
Champions. Sul fronte mercato il rinnovo della Pulga
argentina si sta facendo attendere con un contratto in
scadenza nel 2018 e con soli
9 mesi a disposizione della
dirigenza per dimostrare la
propria volontà di trattenere Leo. Qualsiasi tentennamento potrebbe risultare
pericoloso ed oltremodo
rischioso in quanto l’argentino potrebbe svincolarsi da
gennaio ed accettare le allettanti proposte provenienti
da club europei che stanno
chiaramente alla finestra.
In verità i pretendenti non
sarebbero poi molti, forse
solo City, United e PSG visto
che parliamo di un contratto
di almeno quattro anni alla
tutt’altro che irrisoria cifra

Il trio delle meraviglie: Suarez, Messi, Neymar

annuale di 35 milioni netti
a lui (70 lordi per il club),
una vera follia se paragonata alle cifre di casa nostra.
Anche la situazione Neymar
non è chiara pur avendo recentemente rinnovato il proprio impegno fino al 2021. Il
n. 10 della Canarinha pare
non sia soddisfatto e vorrebbe percepire un ingaggio almeno pari a quello dei suoi
compagni, Messi e Suárez
(la sua clausola rescissoria è
sui 200 MM e le sue pretese
sono di 25 netti a stagione),
Chelsea e United sono sulle
sue tracce. La faccenda allenatore rende ancora più
incerto il panorama. Luis
Enrique ha dichiarato di
non voler o poter proseguire causa stress e di aver bisogno di un anno sabbatico
(beato lui). Il suo sostituto
non è stato ancora scelto,
la continuità in panchina
porterebbe a pensare al
suo attuale secondo Unzué
ma si fanno anche i nomi
di Valverde (ora all’Athletic Bilbao), Koeman (coach
dell’Everton) per passare ai
vari Blanc, Sampaoli, fino
al prode Frank de Boer, sedotto ed abbandonato dalla
dirigenza nerazzurra. Se a
tutto questo aggiungiamo
che necessariamente verrà
richiesto ai blaugrana un ulteriore sforzo nel prossimo
mercato tutte le attenzioni
vanno su Dybala il cui gioco farebbe proprio al caso
loro. Con questi due affari

le casse verrebbero quasi
prosciugate, diciamo quasi anche perché da un club
che vanta un fatturato ben
al di sopra dei 600 milioni
di Euro ci si può attendere
di tutto. Parlando comunque
della doppia sfida sicuramente gli uomini del tecnico asturiano non cadranno

Iniesta

nel tranello, per la seconda
volta consecutiva, di disputare una partita d’andata
così sottotono come quella
di Parigi, lasciando almeno aperta la qualificazione
per il ritorno. La Juve mai
e poi mai farebbe la figura dei francesi e di questo
loro ne sono consapevoli.
Sarà un quarto di finale di
grande livello e la rivincita
della finale di Berlino dove
per una parte della gara i
catalani dimostrarono di
non essere imbattibili e di
soffrire oltre il lecito il ritorno dei bianconeri. Insomma
la Champions è sempre la
Champions, come dicono in
Spagna: roba da grandi!
Carlo Bianchi

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ControCorrente

“Jo soy barcelonista hasta la muerte”
È la frase più ricorrente tra i tifosi catalani, specie in tarda età e intrisi di storica nostalgia
di ENRICO HEIMAN

N

on serve la traduzione,
tanto è limpido il significato. “Hasta la muerte”,
fino alla morte. E non ci sia
qualche pinguino di lettore
che attribuisca al sottoscritto tale sentimento. A volte il
tifo calcistico crea equivoci
clamorosi. Se si vuole realizzare un servizio sull’anima del Barcellona, alla vigilia del “demoniaco” quarto
di finale di Champions contro la Juventus, non si può
non partire da questo punto
essenziale. Non serve riepilogare la serie di trionfi degli azul-grana (noi diremmo
rossoblù) e neppure citare i
tanti fuoriclasse che negli
anni hanno trasformato il
Camp Nou in una fortezza
quasi inespugnabile. Fanno parte della storia. Come
i grandi comandanti, alla

città ad ammainare la bandiera e il sogno rivoluzionario. Da qui scaturisce lo
spirito, meglio sarebbe dire
l’onda indipendentista, che
sul piano politico contrappone tuttora l’intera Catalunia alla capitale madrilena. Cioè allo Stato centrale.
Occhio però alla terminologia: si dice madrilena e non
“madridista”,
definizione
che spetta solo alle folte
schiere dei tifosi del Real
Madrid. La rivalità sportiva (e sempre più politica)
che oppone le due grandi
squadre spagnole, deriva
dal desiderio di rivalsa che
anima non solo i sostenitori azul-grana, ma un’intera
regione che è anche la più
ricca sul piano economico
di tutta la Spagna. Rivalità
che quasi mai ha raggiunto
però le bassezze dei “nostri” tifosi napoletani. Ne
abbiamo avuto recentissimi esempi. L’episodio risolutivo, che determinò la
caduta di Barcellona e la
fine della guerra civile, si
materializzò nella battaglia
dell’Ebro, principale fiume

Neymar

vigilia di battaglie decisive,
cercano di scoprire l’anima
(e le idee) di chi guida il nemico che hanno di fronte,
così anche nel calcio è logico tentare di scoprire l’anima (oggi si direbbe il DNA)
della squadra che si deve
affrontare. Ecco perché,
nella capitale catalana, si è
creata nel tampo un’autentica religione del tifo “barcelonista”. Che ha ragioni
antiche, non degli ultimi
vent’anni. Ma che risale ai
traumi e alle lacerazioni
della guerra civile spagnola,
1036-1039, non ancora del
tutto superati. Guerra che
sancì, dopo lotte e battaglie sanguinose cui presero
parte, non marginalmente,
anche forze italiane e tedesche, la vittoria dell’esercito regolare di Francisco
Franco, detto il generalissimo. E in sintesi di Madrid
contro Barcellona. Ultima

catalano (marzo 1939), che
segnò la sconfitta definitiva
delle cosiddette Brigate Internazionali, di ispirazione
comunista e di cui facevano parte alcune migliaia
di italiani. E condusse al
tempo stesso alla vittoria
dell’esercito spagnolo del
generale Franco, appoggiato ufficialmente da Italia e
Germania. Così fu sventata
l’ipoteca sovietica in Europa Occidentale, anche se
la Spagna impiegò svariati
decenni per risollevarsi in
modo definitivo e autorevole. In pratica solo verso
la metà degli anni Settanta,
col ritorno alla democrazia
e il ripristino della monarchia. Restaurazioni entrambe volute e auspicate da
Franco prima della morte
avvenuta nel 1974. Ma torniamo al Barcellona, inteso
come formidabile squadra
di calcio. Due anni fa, mag-

Lionel Messi

'L’uomo nel mirino'? È il Presidente!
I

gio 2015, la Juventus l’ha
affrontato nella celebre finale di Champions a Berlino. Finì come sappiamo
3-1 per il Barça, punteggio
un tantino severo, che prese forma solo nel minuto
finale per un gol del brasiliano Neymar in contropiede. Ma a metà ripresa,
grazie a un guizzo di Tevez
e tocco finale di Morata, la
partita era sull’uno a uno.
E per una decina di minuti si ebbe l’impressione che
la Juve potesse farcela. Poi
arrivò la seconda rete catalana, grazie a valori tecnici superiori e alla fine
l’amaro epilogo. Nel Barça
di oggi, affidato come allora a Luis Enrique, non c’è
più la regia professorale di
Xavi Hernandez, emigrato
negli Emirati Arabi per raccogliere gli ultimi frutti di
una carriera straordinaria.
Con annessi lucrosi ingaggi garantiti dai petrodollari del Golfo. Ma in mezzo
al campo, nel collaudato
modulo 4-3-3, persiste pur
sempre la tecnica sopraffina di Andres Iniesta, anche
se ha varcato la trentina. Di
fianco al quale, in assenza
dello squalificato Busquets,
dovrebbe agire il croato
Rakitic, il biondo che oltre
a gittate millimetriche per
gli attaccanti sa anche fare
gol. Cioè un altro giocatore
di classe. Ai lati di questo
schema pluricollaudato si
affiancano sulle fasce il veloce Jordi Alba e il sinuoso
Sergi Roberto. Due esperti
palleggiatori. Ma il meglio,
in chiave azul-grana, viene
davanti dove giganteggia il
trio Messi-Suarez-Neymar.
Come bloccarli? Non esiste
una tattica specifica per
frenarne impeto e classe.
E’ il gioco della Juventus,
nella sua globalità, che dovrebbe riuscire a tagliare i
rifornimenti a questi tre satanassi. Un argentino (Messi) quattro volte Pallone
d’oro, anche se forse meno

l titolo di un vecchio film
di Clint Eastwood lo trovo
azzeccatissimo per parlare
delle vicende extra-campo
di questi giorni. Inutile ridescrivere i fatti, veniamo
al sodo. Perché? Qual è
l’obiettivo? Semplice: fermare questa Juve schiacciasassi. Come? Con quali mezzi?
L’obbiettivo è solo uno: infangare e mandare a casa
Andrea Agnelli. Regolamenti
e fatti vengono stravolti dalla
giustizia sportiva: inutile perdersi nel codice per anticipare la realtà. Il punto è un altro. Nonostante la paura dei
tifosi di subire penalizzazioni,
non c'è la voglia del sistema
marcio del pallone di addentrarsi in terreni pericolosi.
Questa volta, rispetto al
2006, la tifoseria 'libera' della
Juve non accetterebbe la situazione. Da una mazzata a
tradimento il popolo gobbo
si risveglierebbe e non seguirebbe il comportamento negligente e molle degli ultras
che il 31 agosto 2006, mentre Cobolli e Blanc ritiravano
il ricorso al TAR, restarono a
casa felici e contenti. Erano
solo una ventina quel 31
agosto davanti alla sede del
club (compreso chi scrive), e
tra questi non c’erano ultras
e nemmeno i grandi giornalisti (?) e opinionisti (?) che
vanno per la maggiore, indicati come bravi condottieri
difensori della Juve. Questa
volta il popolo non accetterebbe furti e procederebbe

brillante che in passato;
un uruguagio morsicatore
(Suarez) che vede la porta
in ogni istante della vita;
infine il brasiliano Neymar,
capitano della sua nazionale, giunto ormai all’apice
della carriera. Sabato sera,
nell’inattesa sconfitta subita dal Barcellona a Malaga,
Neymar in un impeto di follia è riuscito a farsi espellere, dapprima attardandosi
per legarsi uno scarpino
davanti a un avversario che
doveva battere una punizione (giallo), quindi atterrandone un altro con una
spallata davanti agli occhi
dell’arbitro (rosso). Ecco
perché, nonostante l’ane-

per altre vie (club, web, associazioni, ecc). Chi sta armeggiando con questo scandalo
lo sa. Quindi tranquilli: chi
rischia non è la Juve. Detto
questo, esiste un modo più
chirurgico per fermare questa Juve vincente: togliersi
dai piedi Andrea Agnelli.
Questi anni di successi derivano da una sua filosofia
aziendale, di derivazione
'giraudiana'. Questa è la sua
Juve e fermando lui si ferma
la Juve. O almeno così sperano. Chi scrive non ritiene più
Agnelli il proprio presidente
e di certo non si sperticherà
in difese ad oltranza, limitandosi freddamente a guardare
cosa succede. Le voci su una
sua dipartita dalla Juve girano da un pezzo e ogni tanto
capita di leggere cose strane.
De Laurentiis, febbraio 2017:
«Lo scorso anno i bianconeri ci avevano dato una grande occasione per lo Scudetto, visto come erano partiti
male. La Juve ha il fatturato
più alto in Italia e si identifica
con la volontà di Agnelli di
vincere. In gioco è anche la
sua carriera all’interno della
famiglia, con ruoli in via di
definizione: bisogna vedere
dopo l’addio alla Juventus
cosa accadrà all’interno del
club». Ma la Juve tutta e il
gruppo Exor hanno dato
forti segni di unione di intenti. Agnelli resta ma è lui l’uomo nel mirino. L’inchiesta
mira a lui. Il problema ultras
e infiltrazioni mafiose è tren-

mico centrocampo della Juventus ed il vizio congenito
di sbagliare dieci occasioni
da gol a partita, per stasera è lecito coltivare qualche
speranza. Nel calcio, specie
ad alti livelli, contano molto
i momenti in cui si affrontano gli avversari. Stavolta
il Barça non sembra imbattibile. Qualcuno dei suoi
fuoriclasse non è al meglio.
La Juve vista a Napoli in
campionato, domenica sera
2 aprile, ha salvato il pareggio ma è stata sovrastata per quasi tutta la partita.
Chi lo nega (e sono in molti) non dà prova di obiettività. Meglio il mercoledì in
Coppa Italia, dove pur per-

tennale. Oggi ci si sveglia in
una commissione parlamentare per scoprire l'acqua calda. Verranno sentiti molti dirigenti del calcio, ma si punta
il dito solo verso Agnelli.
Pecoraro si inventa un deferimento solo per Agnelli. Chi
subirà un processo sportivo
è Agnelli, non tutti i presidenti che hanno la mafia in
curva da decenni. Ora, se si
è capito chi è colui che esegue, non si è ancora capito
chi è il mandante. Tavecchio,
Lotito, il "fuoco amico" per
un cambio di poltrone nel
gruppo torinese/olandese?
Di sicuro o ci si difende con
le tante armi a disposizione
del 'Gruppo', o non se ne
esce (come con Calciopoli,
caso-Conte, ecc). “Chi non
punisce il male, comanda che
lo si faccia”, disse Leonardo
Da Vinci. E che tutti i tifosi
gobbi, se mai dovesse servire, facciano la loro parte.
Almeno questa volta.
Antonio Catapano

dendo 3-2, ha dato prova
di vitalità conquistando la
qualificazione alla finale,
il 2 giugno contro la Lazio.
Che Juve vedremo stasera?
Domenica col Chievo si è rivisto finalmente un Dybala
degno del suo rango. Augurabile che si ripeta, visto
che messer Higuain sembra
aver ritrovato la vena dei
giorni migliori: 4 gol in 2
partite, tra Napoli e Chievo.
Ovviamente saranno decisive le scelte di Allegri. Dagli
uomini della difesa a tutto il
resto, soprattutto a centrocampo, eterno lato debole
della squadra. A volte ci azzecca, a volte no. Misteri di
Juve, misteri di Champions.

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Forum Giornalisti

Barça favorito ma la Juve può farcela

P

er la grande sfida JuveBarcellona
abbiamo
chiesto ad alcune firme
prestigiose del giornalismo
sportivo di anticipare per i
lettori di 'JuveToro' i temi
del confronto. Giornalisti che
seguono
quotidianamente
le gesta della formazione
bianconera,
sulla
carta
stampata (Barillà e Vaciago)
e in televisione (Balzarini).

ANTONIO BARILLÀ
(CORRIERE DELLO
SPORT-STADIO)
“Penso che la Juve ed
il
Barcellona
abbiano
rispettivamente il 50 per
cento di possibilità a testa
di passare il turno. Ritengo
infatti che i bianconeri
abbiano le qualità tecniche,
intensità e determinazione
per giocarsela a pari
merito
contro
una
squadra fortissima come
il Barcellona. Mi aspetto
pertanto una doppia sfida
equilibrata per tutti i 180
minuti, nella quale Higuain
e
soprattutto
Dybala
potrebbero essere le armi
vincenti per i bianconeri.
Non trascurerei neppure
la voglia di rivalsa di Dan
Alves, dal quale mi attendo
una grande prestazione
contro la sua ex squadra”.
GUIDO VACIAGO
(TUTTOSPORT)
“Direi 60 per cento per il
Barca e 40 per i bianconeri.
Ritengo infatti ancora il
Barcellona la squadra più

Bonucci contrasta Messi. Sullo sfondo Buffon

forte del mondo, nonostante
nel campionato spagnolo
il Real Madrid sia in
questo momento davanti ai
catalani. Probabilmente è
un Barca un po’ meno forte
rispetto alla squadra che
due anni fa aveva sconfitto
la Juve nella finale di
Berlino, ma lì davanti ha
tre giocatori in grado di fare
la differenza in qualsiasi
momento. La Juve dovrà
cercare in questo doppio
confronto di sfruttare le
lacune dimostrate dalla
squadra allenata da Luis

Enrique nella fase difensiva.
Inoltre,
nell’andata
allo
Juventus
Stadium
mancherà Busquets, che è
una pedina fondamentale
per gli equilibri del Barca”.
GIANNI BALZARINI
(MEDIASET)
“Il Barcellona ha il 60
per cento di possibilità
di passare il turno: è una
squadra che rispetto al
recente passato appare più
vulnerabile ma si tratta
comunque di un gruppo
abituato alle grandi sfide ed

è sufficiente citare i nomi di
Massi, Suarez e Neymar per
spiegare la caratura degli
avversari contro cui dovrà
battersi la Juve. Il fatto
che abbia perso nell’ultima
partita col Malaga non lo
interpreterei come un bel
segnale per i bianconeri,
dal momento che è difficile
che il Barcellona
sbagli
due partite di seguito. Per
la stessa ragione non mi
aspetto che la squadra
di Luis Enrique possa
incappare in un’altra serata
come quella del 4-0 subito a
Parigi. In quella partita è
stato come se il Barcellona
non fosse sceso in campo

e mi sembra improbabile
che ciò possa ripetersi una
seconda volta. Per la Juve è
fondamentale riuscire a non
prendere gol nell’andata
allo Stadium, anche uno 0-0
nella prima sfida potrebbe
non essere un risultato
disprezzabile, in quanto
consentirebbe agli uomini
di Allegri di giocarsi il tutto
per tutto nel ritorno al Camp
Nou. Confido nelle giocate di
Dybala, un elemento che per
la sua capacità di inserirsi
tra le linee si sposerebbe
anche con il gioco del
Barca”.
Giovanni Rolle

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Speciale Società Piemonte

Alla scoperta della Unione Sportiva Ceresole d'Alba
La società del Presidente Maurizio Bartolini è nata nel 2005 sulle ‘ceneri’ della vecchia U.S. Ceresole

L

’attuale ADUS (Associazione Dilettantistica Unione Sportiva) Ceresole d’Alba è nata nel
2005 sulle ‘ceneri’ della
vecchia U.S. Ceresole fondata nel 1982 ma, arrivata
al termine della stagione
sportiva 2003/2004, con
una situazione economica deficitaria e con alterne
fortune in ambito sportivo tra 3° e 2° categoria.
Il nuovo direttivo pose alla
base di questa società alcune idee ben precise ed
alcuni valori indispensabili:
• Associazione fatta da volontari appassionati di
calcio.

• Associazione che dovrà
portare avanti la cultura
dello sport nel paese e per
il paese ed i suoi cittadini.
• Sport, divertimento ed
educazione devono essere
alla base di ogni squadra
che nascerà.
Si è riniziato quindi tutto
da zero, impostando una
squadra di 3° categoria
fatta principalmente da
tutti i giovani e meno giovani del paese, con qualche valido inserimento dai
paesi vicini e che, dopo 12
anni con risultati altalenanti, ha sempre viaggiato nelle parti medio alte
della classifica e sfiorato
più volte la promozione.
Nel 2008 nasce, sempre con
lo stesso spirito di divertimento e passione, la squadra femminile di Pallavolo
che partecipa per 2 anni
al campionato provinciale
UISP e che poi si trasforma
in una squadra “mista”, inserendo dei baldi ‘giovanot-

ti’; tutt’ora partecipa al campionato UISP di categoria.
Nel 2010, grazie ad altri
‘volontari’, è nato anche il
‘settore giovanile’ con una
squadra di ‘Esordienti’ il cui
gruppo storico di ceresolesi
milita ancora oggi nel campionato Juniores, dopo aver
partecipato a tutti i campionati di categoria, inserendo negli anni altri giovani
provenienti anche dai paesi vicini e perdendo ‘pochi
pezzi’, segno della bontà del
gruppo e di chi li seguiva.
Negli anni successivi si sono
poi formate altre squadre
di pulcini e di esordienti. Si è sempre cercato di
trasmettere ai bambini
ed ai ragazzi, la passione
per lo sport, l’educazione e la voglia di divertirsi.
Attualmente abbiamo una
squadra di pulcini misti
2007 e di ‘primi calci’ 2009.
Nel 2010, viene formata
anche una squadra di giovani calciatrici che partecipano al campionato UISP
femminile di calcio a 5, la
quale si dimostra subito
una squadra ben composta
ed allenata e che vincerà
il proprio campionato nel
2015; attualmente è in vetta alla classifica con 8 punti
di vantaggio. È la squadra
che ci sta dando le maggiori
soddisfazioni nei risultati.
Siamo operativi anche a livello sociale, collaboriamo
con il servizio dell’elisoc-

corso del 118 e negli anni
abbiamo partecipato a due
corsi di formazione denominati “Atleti Domani” organizzati e finanziati dalla
Fondazione della Cassa di
Risparmio di Cuneo con
indirizzo la disabilità, la
preparazione e l’istruzione
dei dirigenti sportivi verso
persone e atleti con disabilità sia fisiche che mentali.
Tutti i dirigenti inoltre hanno partecipato al corso di
formazione per l’uso del
D.A.E., il defibrillatore semiautomatico presente in tutti
i nostri impianti sportivi.
Da ricordare che il nostro

impianto sportivo principale è stato intitolato ad
un nostro illustre concittadino, il magistrato e capo
della Procura della Repubblica a Torino, Bruno Caccia, assassinato nel 1983
dalla ‘ndrangheta contro
la quale lottava da tempo.

Egli amava trascorrere i
fine settimana e le ferie
nella sua casa in paese.
Il campo da calcio a 5 presso le scuole è invece intitolato al Carabiniere Massimo
Guerini, morto nel 2003 a
Ceresole durante uno scontro a fuoco dopo una rapina.

Direttivo Unione Sportiva Ceresole d'Alba
• Presidente: Bartolini Maurizio
• Vice Presidente: Michielin Lorenzo
• Segretario: Paganotto Bruna
• Resp. Settore Giovanile: Antonioli Stefano
• Cassiere: Bizzarri Daniela
• Dirigenti: Bonetto Settimo, Demichelis Fabio, Dova Gianni,
Fusco Franco, Paganotto Sandro.

Impianti Sportivi (Tutti gli impianti sono provvisti di luci per il “notturno”)
• Campo principale a 11 in erba naturale ‘Bruno Caccia’ e campo da allenamento
• Campo da calcio a 5 in erba sintetica ‘Massimo Guerini’
• Palestra delle scuole per basket e pallavolo
• Campo da Tennis in terra rossa operativo da aprile a ottobre
• Campo da Beach Volley operativo da maggio a ottobre.
Al termine dell’attuale stagione sportiva stiamo approntando diverse attività, tra le quali:
• Maggio: 3° edizione Memorial “Bonetto/Caratto” riservato cat. Pulcini
2007/2008 e 2009/2010 presso l’impianto “Bruno Caccia”.
• Giugno: 11° edizione “M. Guerini” torneo di calcio a 5 maschile, libero e limitato a
calciatori di 1° categoria; il torneo si svolge presso l’impianto polivalente “M. Guerini”.

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Il Punto

Finalmente è giunta l'ora del calcio vero!
È

finalmente giunta l'ora:
del calcio vero, quello
che conta e si nutre di partite del genere, saziando allo
stesso tempo chi ama questo
gioco al punto di trascendere gli interessi di bandiera
e/o di campanile. La prima
sera in cui, dacché iniziò
il viaggio verso Cardiff, distante adesso la miseria di
quattro partite, ma lontanissima per la perigliosità
delle selve oscure da attraversare, sarà davvero messo
alla prova il valore effettivo
di una creatura che in estate, con eccessiva faciloneria
e disinvoltura, cortigiani e
cacciatori di consenso d'accatto hanno dipinto come la
miglior Juventus degli ultimi
cinquant'anni. “O muse, o
alto ingegno, or m'aiutate; o
mente che scrivesti ciò ch'io
vidi, qui si parrà la tua nobilitate”. I versi appartengono
al Sommo (Inferno – canto
II), ma il pensiero retrostante ben si attaglia agli anelanti conferme o alla preghiera
che il “tecnico” attualmente

in carica rivolgerà a Eupalla invocandone
aiuto,
protezione e una generosa
dose d'ispirazione che gli
suggerisca come ovviare, o
almeno mitigare, agli evidenti limiti tecnici, strutturali e organizzativi di una
squadra assai di rado davvero convincente, a dispetto
della supremazia esercitata
in ambito peninsulare. Attribuire alle sistematiche
perplessità suscitate dalle
prestazioni di Madama carattere di negatività, significa mortificare l'intelligenza
di quanti le hanno osservate
senza le lenti deformanti del
tifo e pure di chi prova, con
irritante superficialità e parimenti inopportuni richiami alle esibizioni circensi,
a sviluppare un teorema
zoppicante sin dal postulato, perché, brava gente, non
è assolutamente vero che
a un risultato positivo corrisponda automaticamente una buona prestazione;
l'equivalenza è normalmente valida a parti invertite, a

meno che... A meno che non
si disponga di individualità
talmente talentuose da mascherare le deficienze generali. Quindi, poiché la caratura di un successo deve
necessariamente essere tarata sul calibro della concorrenza, sarebbe restrittivo,
fuorviante e illusorio, considerare certe dispute alla

stregua di prove di forza,
solo perché i riscontri numerici sono stati premianti.
A detto riguardo sono state
estremamente illuminanti
le recenti escursioni nella
militarizzata Partenope. Ai
confronti con il Barcellona
dei piccoli si assegnavano
i crismi di probante test da
superare per accedere con
fiducia e ottimismo all'esame condotto da quello originale; ebbene: al netto dei
riflessi contabili, le risultanze scaturite dal rettangolo
verde non hanno denunciato un grado di preparazione bastevole ad autorizzare
spericolati voli pindarici. Attendismo esasperato, speculazione sull'errore dell'avversario, lentezza nelle
transizioni,
superficialità
nei disimpegni, scarsa prolificità realizzativa e financo
la rinuncia a giocare, sono
manchevolezze che il football continentale né ammette e né perdona; è un altro
sport, una pratica che rovescia completamente il para-

digma invalso nello stivale,
cioè la strenua applicazione
a non subire, anziché la volontà d'imporre. Oltre confine serve un cuore impavido,
chi non osa, peraltro a ritmi
alti, è perduto; altroché “halma” e pazienza...! Premesso
che la gara1 di un quarto di
finale, a differenza di quanto affermano ripetutamente
stolti d'ogni genere e specie,
non può essere la rivincita
di una finalissima; che le
due formazioni, rispetto al
6 aprile berlinese del 2015
sono entrambe meno forti e
che, ancora una volta, i catalani si gioveranno del pronostico a favore, i bianconeri non partiranno comunque
battuti, ma le loro chances
di ribaltare il vaticinio contrario non possono prescindere dall'abiura della solita
forma mentis. Trattasi, in
punta di fatto, della chiave
di volta che catalizzerà le
attenzioni non ottenebrate
dalle situazioni contingenti. Il Paris Saint-Germain,
nel bene e nel male, ha il-

lustrato all'universo mondo
le modalità di assunzione
della suzzacchera blaugrana; trattasi di una bevanda
medicinale con zucchero e
aceto che Madama dovrà
saper addolcire al meglio
già dalla prima seduta. Anche per confermare agli
occasionali... sostenitori di
Messi & C. che la regola del
delubro non è un precetto
unicamente territoriale, ma
soprattutto perché, per il
popolo zebrato, “Certe notti
somigliano a un vizio, che
non voglio smettere, smettere mai...” (Luciano Ligabue). Dopodiché, per quanto sarebbe etico, sportivo e
commendevole
auspicare
che vinca la squadra migliore, siccome il cuore conosce
ragioni che la ragione non
comprende, è normale che
da un punto indefinito dello stesso sgorghino le stesse parole che Nereo Rocco,
il paròn, profferì più volte
alla vigilia di certe tenzoni: “Ciò, speremo de no!”. Augh.
Ezio Maletto

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REDAZIONALE

In auto tra gli animali
selvaggi per vivere una
giornata indimenticabile
animali. Lungo il tracciato segnalato, di circa 5 km, percorribile per un tratto anche a
piedi, vivono oltre 50 specie animali tra cui
tigri, leoni, ippopotami, zebre, canguri, giaguari, scimmie, puma, bisonti..., ospitati in
spazi attrezzati e accoglienti, e poi rettilario,
bar Tartaruga e area pic-nic immersi nella
splendida natura delle Langhe.
Parco Safari delle Langhe
Frazione Rea
Murazzano (CN)
Tel. 0173 791142
Cell. 338 5079432
E-mail: info@parcosafari.it
www.parcosafari.it

Lo scorso anno, il Parco Safari delle Langhe spegneva 40 candeline ed oggi fa a tutti
gli appassionati uno splendido regalo. Nei
mesi scorsi, infatti, sono arrivati a Murazzano alcuni nuovi "ospiti", per la gioia di
grandi e piccini. Si tratta di due tigri bianche originarie del Bangladesh, di un leone
bianco africano e di due grifoni dell'Himalaya. Animali splendidi che, con l'arrivo della
primavera, rappresentano le nuove attrazioni del Parco murazzanese, ormai aperto tutti
i giorni della settimana tranne il martedì.
Il Parco Safari delle Langhe offre la possibilità di osservare da vicino gli animali,
in un percorso che permette di conoscerne
caratteristiche e abitudini. La zona cosiddetta "Safari" è percorribile con la propria
automobile e permette al visitatore di fare
ingresso negli habitat di diverse tipologie di

REDAZIONALE

Sereni, c’è Liper Security!
Professionalità, qualità
e attenzione per il cliente
Sicurezza... facile parlarne, facile sentirsi
dire “Ci pensiamo noi”. Su un tema come
questo, invece, è il caso di affidarsi a chi può
garantirla dall’alto dell’esperienza sul campo e dalla qualità che può offrire, sia che si
tratti di “proteggere” abitazioni e/o locali di
privati, sia che si tratti di “tutelare” grandi
imprese.
Parliamo di Liper Security, a tutti gli effetti
una squadra fortemente motivata - e altrettanto preparata - nel recepire le esigenze
della clientela e a mobilitarsi per trovare e
proporre le adeguate soluzioni. Del “team”
Il “benvenuto” a Liper Security è dato con
entusiasmo da Valentina e Marisa, due vere
voci amiche, pronte a farvi conoscere i servizi dell’azienda. Farete quindi conoscenza
con lo staff tecnico, Andrea, Francesco e Mario, esperti nel settore ingrado di valutare i
vostri bisogni e di personalizzare la risposta
alle vostre necessità.
Al vostro fianco avrete anche i consulenti di vendita, Salvatore, Luciano, Roberto e
Giorgio, sempre a vostra disposizione.
Perché se Liper Security avesse un motto,
questo sarebbe “Dalla parte del cliente, a
difesa del cliente”. L’azienda propone sistemi di sicurezza, ben sapendo che la fiducia
del cliente è fondamentale e non può essere
tradita. Il cliente chiede sicurezza, cioè tranquillità, e Liper Security le garantisce. Lo testimoniano anni di attività con una squadra
affiatata (dagli impiegati ai tecnici), costantemente aggiornata sull’evoluzione tecnologica del settore e - letteralmente - sempre
presente. Un paio di esempi.I tecnici sono di-

REDAZIONALE

1922-2017. Galup compie 95 anni
L’azienda piemontese festeggia con la Colomba
Anniversary, la Colomba POP firmata dallo chef stellato
Davide Oldani e tante nuove idee per la Pasqua.
Sono tante e importanti le novità che Galup ha realizzato nell’anno del suo anniversario per portare gioia, colore e bontà sulla
tavola pasquale
Potremo gustare la Colomba Anniversary,
che celebra i 95 anni dell’azienda dolciaria
con un pack pensato per l’occorrenza, la Colomba POP realizzata da Davide Oldani e
le eleganti Spring Edition e Illustrated Edition. Tornano poi a grande richiesta i classici della Pasqua Galup, come le Colombine,
la Linea Kids, la Colomba Integrale e quella
Biologica.
Per festeggiare i suoi primi 95 anni, Galup ha studiato un pack d’eccezione. Per la
Pasqua 2017, la Colomba Classica, un’istituzione della tradizione pasticcera, guarnita
ancora oggi con glassa fatta a mano alla
Nocciola Piemonte IGP arricchita da mandorle intere tostate e granella di zucchero,
sarà proposta anche in un’elegante confezione rossa, colore che da sempre contraddistingue l’immagine Galup.
Dopo il successo natalizio, prosegue anche
per Pasqua la collaborazione con lo chef
stellato Davide Oldani, che per Galup ha
realizzato la Colomba POP, riassumendo in
un’unica creazione tutti i principi della sua
cucina.
Non mancheranno le Colombe Galup incartate in confezioni preparate a mano con
l’aiuto di spaghi, rafie e nastri, tra cui spiccano le referenze della Spring e della Illustrated Edition.
La Spring Edition porta in tavola la primavera con una coccinella, piccola grande testi-

monial di questa linea che decora gli incarti
delle colombe Gran Galup Classica, all’Albicocca e con Amarene e Cioccolato.
Altra novità 2017 è la Illustrated Edition,
una linea di colombe confezionate in incarti
e scatole in legno con illustrazioni d’autore
in stile retrò. Protagonisti delle illustrazioni
sono le farfalle, due bambini sorpresi con
le mani nella cioccolata e una tenera e vivace bambina raffigurata con delicatezza. 5
i gusti disponibili: la Colomba Gran Galup
Classica, con Pere e Cioccolato, all’Albicocca, con Gocce di Cioccolato e con Amaretto,
Cioccolato e Pesca.
Per chi non ha ancora scelto la sua preferita, le Colombine sono un’idea di degustazione perfetta. Quattro diverse colombe in formato mignon contenute in un solo astuccio:
una Classica, una con Gocce di Cioccolato,
una alle Mele e la Paradiso.
Per i più piccoli, torna la Linea Kids. Due
colombe –da 100 e 750 g – con cioccolato al
latte e una confezione tutta da colorare che
riserva sempre una sorpresa: un kit di pastelli a cera!
Chi ha a cuore equilibrio e benessere, ma
non rinuncerebbe mai al gusto, potrà scegliere la Colomba Galup Integrale, con farina di grano non raffinato nell’impasto, e
la Colomba Biologica, preparata con ingredienti provenienti rigorosamente da agricoltura biologica certificata.
Galup Srl
Via Fenestrelle, 34
Tel. 0121 322228
www.galup.it

pendenti, contrariamente a quanto avviene
nel settore, e dunque direttamente coinvolti
(e motivati) nella “vita” dell’azienda. Il cliente, inoltre, ha la certezza di avere sempre un
solo e unico referente. Vogliamo invece parlare dell’assistenza? Una parola usata incessantemente con i clienti, che spesso devono
poi, invece, rassegnarsi ad estenuanti vane
attese a un centralino che non risponde...
Con Liper Security questo incubo non vi tormenterà. L’assistenza è davvero assistenza,
cioè intervento e soluzione di un problema
in modo tempestivo.Come? Basta semplicemente fare una telefonata - 24 ore su 24 - e i
tecnici Liper Security si attivano.
Da sottolineare, per quanto riguarda
l’aspetto tecnologico, che Liper Security è
specializzata nell’installazione di impianti di sicurezza senza fili, garantendo la
massima sicurezza interna, perimetrale ed
esterna dell’abitazione, senza rompere muri
o tirare cavi: dunque, tranquilli, l’abitazione
resterà nelle condizioni originali...
Nel caso in cui la casa fosse provvista di
predisposizione - o su esplicita richiesta - si
provvederà alla progettazione di un impianto tradizionale via cavo.
Alle aziende Liper Security fornisce sistemi antintrusione (anche da remoto), antincendio, videocontrollo e controllo accessi.
Insomma, con Liper Security potete stare
finalmente sicuri e tranquilli.
Liper Security Snc
via Rivarolo 81 - Frazione Mappano
Borgaro Torinese (TO)
Tel. 011 2625633

REDAZIONALE

Maratona Viaggi tra le
agenzie ospiti dell'Ente
del Turismo Giapponese

C'era anche una saviglianese, a rappresentare l'agenzia Maratona Viaggi di via Cernaia, tra la delegazione italiana invitata direttamente dall'Ente Nazionale del Turismo
Giapponese (JNTO) per conoscere meglio il
paese del Sol Levante e dare suggerimenti al
governo su come migliorare la propria offerta turistica. Un'iniziativa di marketing che il
Giappone porta avanti, invitando a proprie
spese gli operatori del settore turistico, che
una volta tornati nel proprio paese potranno
consigliare meglio potenziali visitatori interessati a scoprire l'estremo oriente.
Dal 6 al 14 marzo, Elena Lisa ha preso
parte al tour organizzato dall'Ente con altri
quattro "colleghi" italiani: accompagnata da
una guida locale (che conosceva l'italiano
dopo aver soggiornato per alcuni anni nel
nostro paese), ha visitato la capitale Tokio
e le città di Hakone, Kyoto, Osaka, Miajima
e Hiroshima. Con la delegazione italiana
c'erano anche 5 operatori del settore francesi e 3 spagnoli. “Abbiamo sperimentato direttamente l'esperienza dei tour organizzati
che le varie compagnie turistiche propongo-

no - spiega Elena -. Ogni giorno, seguendo
un programma molto fitto, abbiamo visitato
città, monumenti, attrazioni turistiche. Tornati in hotel, abbiamo dovuto compilare un
questionario di valutazione sui servizi in
generale: organizzazione dei trasporti, puntualità degli spostamenti, effettivo interesse
dei luoghi visitati. In altre parole, su come
poter eventualmente migliorare l'offerta”.
Offerta che secondo Elena è già particolarmente ricca.
“Quello che colpisce del Giappone è certamente l'ordine e l'organizzazione - spiega -.
È una realtà completamente diversa rispetto
alla nostra, affascinante e misteriosa. Direi
l'obiettivo dell'Ente del Turismo è riuscito:
quei luoghi mi sono rimasti nel cuore e sicuramente inviterò altre persone a visitarli”.
Maratona Viaggi
Via Cernaia, 4 - Savigliano (CN)
Tel. 0172 370533
E-mail: info@maratonaviaggi.it
www.maratonaviaggi.it

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Accadde nel

1970

La prima volta col Barcellona fu trionfale
Andata Sedicesimi di finale Coppa
'Città delle Fiere'
Barcellona, 20 ottobre 1970
BARCELLONA-JUVENTUS 1-2
BARCELLONA
Sadurni, Rife, Romero, Torres,
Gallego, Zabalza, Rexach, Juan
Carlos, Marti Filosia, Marcial,
Pujol. 12° Reina.
All. Buckingham
Victor Frederick
JUVENTUS
Tancredi, Spinosi, Furino,
Cuccureddu, Morini, Salvadore,
Bettega, Marchetti (82° Causio),
Anastasi (74° Novellini), Capello,
Haller. 12° Ferioli.
All. Picchi Armando
Marcatori: 12° Haller,
65° Bettega, 77° Marcial
Arbitro: Taylor (Inghilterra)
Spettatori 85.000

Vieri alla Roma, Anzolin,
Leoncini e Leonardi all’Atalanta, Favalli al Mantova e
capitan Castano al Vicenza.
Al comando del gruppo Boniperti ha scelto il giovane
allenatore Armando Picchi,
alla sua prima esperienza
da tecnico in A dopo una
stagione nella sua Livorno
dove porta la squadra dalla zona retrocessione al 9°
posto. L’attesa è molta, il
campo d'allenamento Combi in Via Filadelfia si riempie di tifosi e simpatizzanti
che vogliono far sentire la
loro presenza come sprono
e speranza per quello che
verrà. La Juve nel I turno della coppa 'Città delle
Fiere' incontra i lussemburghesi del Rumelange,
travolti (7-0) a Torino, ed
in trasferta (4-0). Il sorteggio del II turno è beffardo:
Barcellona! La prima sfi-

L

a Juventus 1970/71 è
totalmente
rinnovata,
la dirigenza con in primis
Boniperti ha puntato sui
giovani, sono arrivati dalla
Roma il trio Capello, Landini, Spinosi, dall’Atalanta
il versatile Marchetti ed è
tornato dal prestito dal Varese il giovane Bettega che
in biancorosso si è aggiudicato la classifica dei marcatori Serie B con 13 reti. Altri
arrivi: dall’Atalanta il libero-stopper Zaniboni, l’ala
Montorsi ed il funambolico
Gianluigi Savoldi, fratello
del bomber Beppe. Molte
le cessioni: Del Sol, Viganò e Zigoni assieme a Bob

da è al Nou Camp, stadio
esaurito, per i molti giovani
bianconeri è la prima volta di fronte ad un pubblico
così numeroso, solamente
Salvadore ed Haller hanno
esperienze
internazionali di livello. La Juve esce
da dominatrice, i blugrana

Ritorno Sedicesimi di finale Coppa
'Città delle Fiere'
Torino, 4 novembre 1970
JUVENTUS-BARCELLONA 2-1
JUVENTUS
Tancredi, Spinosi, Furino,
Cuccureddu (74° Causio), Roveta,
Salvadore, Bettega, Marchetti,
Novellini (46° Landini II), Capello,
Haller. 12° Ferioli.
All. Picchi Armando

sono increduli, erano certi
di imporre le loro trame e
galvanizzati dal successo
nel derby contro l’Espanol.
Il Barcellona attacca inutilmente, mister Picchi ha studiato le contromosse, difesa
solida, centrocampo attento
e rapidi contropiedi orchestrati da Capello che inizia
a studiare da 'Geometra'
del centrocampo, Haller è
incontenibile sulla fascia
mentre Anastasi con i suoi
scatti fa impazzire la coppia centrale Gallego-Torres.
Il calcio d’inizio viene dato
dai due assi del tennis Rod
Laver e Ken Rosewall, presenti a Barcellona per un
torneo internazionale. Nella Juve scambio di maglie,
Bettega prende il 7 mentre
ad Haller tocca la 11. Il Barcellona attacca subito ma
è la Juve a passare al 12°:
pallone da Cuccureddu ad
Anastasi, tocco dell’ attaccante ad Haller che non ci
pensa molto e batte subito
a rete trafiggendo sulla destra Sadurni. Il Barcellona
attacca ma inizia a temere
le rapide ripartenze bianconere, il 1° tempo termina con il vantaggio più che
meritato della Juve. Nella
ripresa raddoppio Juve con
Bettega che servito da Anastasi batte Sadurni di sinistro. Il Barcellona ora attacca in massa impegnando
Tancredi in parate difficoltose, il gol è nell’ aria ed
arriva puntuale a 13 minuti
dal termine autore Marcial
con una botta da 30 metri
che si infila all’incrocio dei
pali. La Juve tiene e non
molla risultato e prestigiosa
vittoria in terra di Spagna.

Foto e testi di
Ermanno Vittorio

(Dall'alto sequenza
del gol di Bettega; una
formazione Juve del
1970-1971; Boniperti e
Morini al rientro a Caselle;
una 'cartolina'
del Barcellona dell'epoca)

BARCELLONA
Sadurini, Rife, Romero, Torres,
Gallego, Zabalza, Rexach, Juan
Carlos (76° Garcia Castany),
Alfonseda, Marcial (46° Marti
Filosia), Pujol. 12° Reina.
All. Buckingham Victor Frederick

a Juve bissa il risultato
dell’andata meritando
risultato e passaggio del
turno. Le incertezze durano
solo 4 minuti: fallo di Gallego su Novellini, calcia la punizione Haller di precisione
su Bettega che schiaccia
di testa battendo Sadurni.
Nonostante le assenze pesanti di Anastasi e Morini,
la qualificazione è già al si-

Pujol che risolve una mischia in area. Grande soddisfazione al termine della
partita, la giovane squadra
bianconera ha passato il
turno imponendosi ad una
squadra più esperta e favorita dal pronostico. Il cammino in coppa della Juve
sarà pieno di soddisfazioni
con partite indimenticabili
come il ritorno in Olanda
con il Twente, rimontato
nei tempi supplementari
(2-2), la semifinale a Torino con il Colonia (2-0) con
stadio esaurito e migliaia di
persone fuori dai cancelli
in attesa dell’apertura che
avveniva circa 15 minuti
prima del termine partita.
Poi la sfortunata finale con
gli inglesi del Leeds, andata

curo e diventa certezza con
il raddoppio di Capello che
conclude uno scambio con
Novellini con un tocco felpato a pallonetto sull’uscita
di Sadurni, gol molto bello
e di classe che infiamma
lo stadio Comunale. Il Barcellona trova il gol a soli
5 minuti dal termine con

a Torino con partita sospesa per pioggia al 51° con il
terreno di gioco completamente allagato sul risultato di 0-0. Nella ripetizione
una emozionante partita
che termina 2-2. Purtroppo questo risultato peserà
sull’esito finale della coppa.
Nel ritorno in Inghilterra,

Marcatori: 4° Bettega,
22° Capello, 85° Pujol
Arbitro: Maenning (Germania Est)
Spettatori 25.576

L

splendida Juventus di blù
vestita ed ancora pareggio
(1-1), si aggiudica il trofeo
il Leeds grazie al gol segnato in trasferta (2-2): fosse
terminata la gara d’andata
sotto la pioggia sullo 0-0
la coppa sarebbe arrivata
a Torino. Quella fu l’ultima
edizione della 'Città delle
Fiere', dalla stagione successiva modificata in Coppa
UEFA. Una stagione, quella
1970/71, da ricordare per
molti motivi, il rinnovamento dà frutti, la squadra migliora mese dopo mese, poi
purtroppo la malattia che
sconfigge l’allenatore Picchi, sostituito da Vycpalek.
Peccato per i calciatori che
volevano dedicare il trofeo
a Picchi ma questa squadra non deluderà anzi sarà
l’inizio di molte vittorie che
porteranno gli anni '70 al
ritorno della Juve vincente. In quel decennio con la
guida di Boniperti e la sagacia dei direttori Allodi e
poi Giuliano arrivarono 5
Scudetti ('72, '73, '75, '77,
'78), 1 UEFA ('77), 1 coppa
Italia ('79), 1 finale di Coppa Campioni ('73), 1 finale
Intercontinentale ('73), 1
finale Coppa Italia ('73), 1
finale di Coppa Città delle
Fiere ('71).

Foto e testi di
Ermanno Vittorio

(Dall'alto Capello, Landini,
Picchi, Anastasi e Bettega;
sequenza gol di Bettega al
ritorno; il gol di Capello; la
rosa completa della Juventus
1097-1971)

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Aprile Juve

Il primo storico scudetto bianconero del 1905
Nel 1931 Edoardo Agnelli presidente; i sei gol rifilati al Milan nel 1997; l'incasso record con il Manchester United nel 1984
1 aprile 1984
La Juve s’aggiudica in
'Zona Cesarini' il match
casalingo con la Fiorentina
(1-0), gol decisivo su rigore di Beniamino Vignola al
90°. Vignola aveva sostituito
Platini, colpito alla vigilia
da attacco influenzale. Con
questa vittoria Juve prima a
37, Roma a 34.

Hansen con 8.934 voti, più
distanziati Gren, Nordhal e
Nyers che militavano con
Milan ed Inter.
4 aprile 1984
Amichevole della Juve a
Bologna contro il Toronto
Blizzard nelle cui fila milita
Bettega; la Juve schiera alcuni ragazzi della Primavera per le convocazioni della
nazionale che ha tolto molti
giocatori alla rosa. Serata
fredda e pioggia battente, la
partita termina 0-0.

na nella semifinale-ritorno
di Coppa Italia. Sconfitta
all’andata 2-1, la partita
perfetta disputata dai bianconeri sovverte ogni pronostico. La Juve si impone a
Firenze con i gol di Matri,
Pereyra e Bonucci. Morata
viene espulso nel finale di
partita.

presenza in A eguagliando
il primato di Silvio Piola
che è in tribuna a Torino
ad applaudirlo. Bettega
sigla il gol n° 3.000 della
storia Juve in campionato.
Michel Platini sigla il suo
gol con una magia: colpo di
tacco a scavalcare il libero

8 aprile 1979
Una tripletta di Pietro Paolo Virdis stende al Comunale l’Atalanta (3-0) che
schiera fra i suoi 11 sei
giocatori che sono stati o
saranno bianconeri: Bodini,
Osti, Prandelli, Marchetti,
Marocchino, Mastropasqua.

premia la Juve. Il portiere
Roberto Anzolin raggiunge
la 200ª presenza in campionato con la Juve.
14 aprile 2003
Muore a Verona Vincenzo Traspedini, centravanti
della Juve 1964/65, con la
Juve conquista la Coppa
Italia 1965, disputando da
titolare la famosa finale
all’Olimpico di Roma, vinta
contro l’Inter per 1-0 con
gol di Menichelli.

dell’Ascoli Scorsa e pallonetto sull’uscita del portiere Brini.
2 aprile 1905
La Juve pareggia 1-1 a Torino contro i campioni in carica del Genoa nella quarta
e ultima gara del girone finale del campionato 1905 e
ipoteca il 1° scudetto della
sua storia che giunge matematicamente una settimana dopo quando il Genoa
è fermato dall'US Milanese
(2-2).
2 aprile 1931
È ratificato il Consiglio direttivo della FC Juventus
con le seguenti cariche:
Presidente Edoardo Agnelli. Vice Presidenti Enrico
Craveri ed il barone Giovanni Mazzonis. La sezione

tennis con 350 soci è presieduta da Hess mentre la
sezione delle bocce con 50
soci è affidata ad Ajmone
Marsan.
3 aprile 1952
Il settimanale sportivo torinese “Turin-Juve” lancia un
referendum tra i suoi lettori per scegliere il campione
straniero preferito. Vince il
premio il bianconero Praest con 10.121 voti, segue
l’altro danese della Juve

5 aprile 1914
Nasce a Nizza Marittima
Felice Placido Borel II,
uno dei più grandi campioni della Juve. Terminata
la carriera di calciatore, in
alcuni periodi condusse la
squadra come allenatore.
Nella sua prestigiosa carriera bianconera ha raccolto 308 presenze e 158 gol
aggiudicandosi gli scudetti
1932/33, 1933/34, 1934/35
e la Coppa Italia 1937/38.
Con la nazionale il campionato del mondo 1934.

9 aprile 1905
Nel giorno del turno di riposo del girone finale che
vede affrontarsi US Milanese-Genoa, i bianconeri vincono il loro 1° scudetto. Genoa-US Milanese termina
2-2. Classifica finale: Juve
6, Genoa 5, US Milanese 1. I
protagonisti del 1° scudetto
del 1905: Durante, Armano,
Mazzia, Walty, Goccione,

11 aprile 1984
A 14 giorni dalla semifinale
di ritorno Juve-Manchester
United, i biglietti sono esauriti. Alla sfida assisteranno
64.657 spettatori per un incasso record di 1 miliardo,
143 milioni, 798 mila lire.
Partita indimenticabile che
darà alla Juve il lasciapassare per la finale di Coppa
Coppe.
11 aprile 1973
Semifinale d’andata di Coppa Campioni tra la Juve e gli
inglesi del Derby County, la
partita si disputa a Torino
di pomeriggio, uno splendido sole fa da contorno a
questa partita lungamente
attesa, tifo alle stelle e Juve

il resto della carriera si
commenta da solo: 379 presenze in totale con 25 gol, 3
scudetti e 3 coppe Italia nel
suo palmares.
13 aprile 1958
Al Comunale Juve-Bologna.
Pioggia per tutta la partita
ma nonostante il campo pesante i bianconeri esaltano
la loro classe imponendosi
4-1 (Sivori, Charles, Boniperti e Stacchini). L’ennesima rete di Charles consolida il suo primato nella
classifica-cannonieri:
27

6 aprile 1997
La Juve vince un 'set' a S.
Siro (6-1) sul malcapitato
Milan, goleador di giornata
sono Jugovic (2), Vieri (2),
Zidane (su rigore) e Amoruso. Per il Milan si tratta
della sconfitta casalinga più
pesante dall’avvento del gi-

Diment, Barberis, Varetto,
Forlano, Squair, Donna.
rone unico del 1929.
7 aprile 2015
La Juve asfalta la Fiorenti-

10 aprile 1983
Juve-Ascoli 5-0 (Bettega,
Rossi 2, Tardelli, Platini).
Domenica da ricordare.
Dino Zoff raggiunge la 566ª

grandiosa che s’impone 3-1
grazie alla doppietta di Altafini e gol di Causio.

i gol del gallese, segue il
sampdoriano Firmani con
22.

12 aprile 1959
Esordio in campionato e
nella massima divisione per
Gianfranco Leoncini che a
19 anni inizia la sua avventura in bianconero. Esordio
non fortunato: Lanerossi
Vicenza-Juventus 1-0, ma

14 aprile 1968
Pioggia e vento a Torino
per Juve-Brescia. Vantaggio
bresciano nel 1° tempo, pareggia Zigoni con un gran
rasoterra su punizione,
decide Del Sol al 76’. Partita sofferta, ma la volontà

15 aprile 1923
Amichevole al campo di
corso Marsiglia, la Juve affronta i francesi dello Strasburgo, partita combattuta
con vittoria bianconera 2-1,
doppietta della mezzala
Blando. Juve in campo con:
Combi, Novo, Bruna, Mazza
I, Monticone, Bigatto, Ansermino, Grabbi, Giroidi,
Blando, Gallo.

Foto e testi di
Ermanno Vittorio

(Dall'alto a sx in ordine di
data: gol Vignola; Edoardo
Agnelli e Borel; titolo Gazzetta
dello Sport; Virdis; la Stampa
Sportiva che celebra il primo
scudetto della Juventus del
1905; Michel Platini; biglietto
partita Juventus-Manchester
United; Derby County;
Leoncini; Traspedini)

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Spettacoli e cultura

'Cose d'altri mondi' a Palazzo Madama
Nella sala Atelier, sino al 11 settembre, raccolte di viaggiatori tra '800 e '900 attraverso 4 continenti e 130 oggetti

F

ino all'11 settembre,
nella Sala Atelier di
Palazzo Madama apre la
mostra "Cose d'altri mondi" - Raccolte di viaggiatori
tra Otto e Novecento -, un
viaggio attraverso 4 continenti illustrato da opere
d'arte provenienti dalle
ricche collezioni etnografiche del museo e da prestiti
di altri musei del territorio
piemontese. La mostra, curata da Maria Paola Ruffino e Paola Savio, storiche
dell'arte di Palazzo Madama, riconduce a un'epoca in
cui con sguardo positivista
si studiavano i mondi lontani dall'Occidente e quindi
esotici. Una stagione in cui
i maggiori musei europei si
aprirono ad accogliere reperti e manufatti di popoli
e continenti diversi alla ricerca di nuove chiavi di lettura per la propria storia e
cultura. Sono esposti più di
130 oggetti, tra armi, strumenti musicali, oggetti sacri, ornamenti, in gran parte mai esposti prima d'ora

al pubblico, entrati nelle
collezioni di Palazzo Madama, grazie alle donazioni di
diplomatici, imprenditori,
artisti, commercianti e aristocratici. All'interno i visitatori troveranno reperti
archeologici dell'America
pre-colombiana.
Tamburi, sonagli e lire congolesi.
Pagaie cerimoniali, clave e
tessuti in corteccia d'albero provenienti dalle isole
dell'Oceania. Testi sacri e
sculture buddhiste e manufatti africani, maschere
del Mali e della Nigeria. In
mostra un pariko (diadema) di penne multicolori
usato dai Bororo del Mato
Grosso nelle cerimonie. Le
opere provengono da due
importanti musei etnografici del territorio piemontese:
il Museo Etnografico e di
Scienze Naturali 'Missioni
della Consolata' di Torino
e il Museo Etnologico Missionario del Colle Don Bosco. Il percorso espositivo
è articolato in 4 principali
sezioni: Africa, Asia, Ameri-

ca e Oceania. Nell'Africa si
trova una selezione di armi
e strumenti musicali raccolti dal marchese Ainardo
di Cavour durante un avventuroso viaggio compiuto
nel 1862 nella regione detta
Sennar (tra Egitto e Sudan),
e da Tiziano Veggia, che lavora nella prima metà del
'900 alla costruzione di ferrovie in Congo, nonché dai
Missionari della Consolata,
in contatto con numerose
etnie, quali i Bambara nel
Mali, gli Yoruba in Nigeria
e i nomadi Beja. Dall'Asia
proviene la collezione di
sculture sacre, stoffe, avori intagliati ed altri oggetti
d'uso, esposta per la prima
volta, che l'imprenditore
Bernardo Scala nel 1880
porta con sé al suo rientro dal Myanmar (allora
Birmania). Di particolare
fascino i testi buddhisti in
lingua Pali, scritti su foglie
di palma dorate e chiusi da
tavolette in lacca rossa e
oro che sono stati restaurati per la mostra, e gli oggetti
provenienti dalla Corea donati dal conte Ernesto Filipponi di Mombello nel 1888:
ventagli in carta di gelso dipinta e un libro che mostra
esempi delle Cinque Relazioni Umane confuciane, in
scrittura cinese e coreana a
scopo divulgativo. La sezione dedicata alle Americhe:
dal Messico gli oggetti precolombiani donati al museo

Nek grande ospite
al XII 'GruVillage'
L'organizzazione del GruVillage
2017, giunta alla sua XII edizione,
ha annunciato il decimo ospite
del già ricco cartellone. Filippo
Nerviani, in arte Nek, salirà
sul palco all'aperto della Shopville Le Gru martedì 11 luglio per
presentare il suo “Unici in tour”.
Nell’arena Nek regalerà al pubblico torinese le note degli indimenticabili successi dei suoi 25
anni di carriera, fino alle hit degli
anni più recenti e ai brani del
suo nuovo album per una scaletta che si preannuncia folgorante.
Il cantante sarà accompagnato
dalla sua band: Emiliano Fantuzzi
(chitarra, tastiere e programmazioni), Luciano Galloni (batteria), Chicco Gussoni (chitarra)
e Lorenzo Poli (basso). 20 anni
fa il successo di “Laura non c’è”
(1997) lo ha fatto debuttare nel
mercato latino, consacrandolo
come un artista di fama internazionale con dieci milioni di

Donalisio, console di Panama. Ignoto il nome di chi
abbia offerto al museo la
collana d'artigli di giaguaro dell'America centrale;
inquietante quasi quanto
la Tsantsa, la testa umana
miniaturizzata portata sul
petto quale trofeo dai guerrieri della tribù Jívaro in
Ecuador, offerta ai concittadini da Enrico della Croce
di Dojola nel 1873. Infine,
l'Oceania con una selezione tra gli oltre 200 oggetti
donati nel 1872 da Ernesto
Bertea. Avvocato e pittore,
Bertea non viaggia perso-

Derby giornalisti in via Trecate
per inaugurare il nuovo campo

R

iqualificare il complesso
sportivo 'Trecate 46' e, di
riflesso, la Circoscrizione 3, proponendo alla città di Torino uno
dei miglior campi da calcio a 5 del
territorio. L'inaugurazione di giovedì 16 marzo è stata un capitolo fondamentale per raccontare
la storia del Centro Sportivo di
proprietà comunale ma affidato
in gestione alla Polisportteam.
Presentato al pubblico il nuovo
campo da Calcio a 5 ideato e
realizzato dalla società torinese,
inserito nel contesto sportivo
del Trecate 46 che ad oggi può
contare su un campo di calcio in

erba naturale, due campi di ‘calcio a 8’ in erba sintetica, l’unica
pista di pattinaggio a rotelle coperta e riscaldata di Torino oltre
a tre campi da tennis, due in terra
rossa e uno in erba sintetica. Un
percorso iniziato qualche anno fa
e che ha raggiunto la sua maturità con l’investimento da oltre
200.000 euro, con capitali privati,

nalmente oltreoceano, ma
acquista forse a Londra
questo eccezionale nucleo
di manufatti provenienti dalle isole polinesiane e
Salomone, di pregio pari a
quelli del British Museum.
Tra gli oggetti esposti delle clave rompitesta, lance,
fiocine, pagaie cerimoniali
dipinte e intagliate a intrecci geometrici e alcuni tapa,
tessuti fatti di fibra di corteccia battuta e decorata a
stampo con motivi di linee e
geometrie regolari.
Paolo Rachetto

utili per realizzare in due mesi di
lavoro il campo da Calcio a 5 di
‘ultima generazione’, coperto da
una struttura in legno e pvc e
di dimensioni regolamentari. La
prima partita è stata un ‘serioso’ derby tra giornalisti, Juventus
contro Torino, naturalmente con
il sorriso e con la fatica a farla da
padrone. Si è imposta la Juventus
per 10-4, inaugurando nel migliore dei modi un campo innovativo,
una vera e propria perla nel mare
dell’offerta torinese sul calcio a 5.
Si completa il percorso di riqualificazione di una zona di sicuro
non degradata, ma che necessitava di un punto di incontro per gli
appassionati di sport: uno sforzo
compiuto anche grazie al supporto della Circoscrizione 3.
Stefano Ferrero

Polizia, 165 anni di storia in divisa
N

dischi venduti nel mondo. Nek
ha pubblicato lo scorso autunno “Unici”. L’album è entrato
subito ai vertici delle classifiche,
è il tredicesimo disco di inediti
dell’artista e contiene l’ultimo
singolo "Differente”, tra i brani
più trasmessi dalle radio italiane,
e le hit degli scorsi mesi “Uno
di questi giorni” e la title track
“Unici”. Il cantante modenese
ha appena pubblicato in Spagna,
Usa e America Latina il singolo
“Unicos” (versione in spagnolo
(p.r.)
di “Unici”).

nel 1876 dall'imprenditore
Zaverio Calpini. Reperti rari
e preziosi quali le sculture
olmeche, urne cinerarie zapoteche, ornamenti d'oro
e idoli della cultura Maya,
Mixteca e Azteca, e anche
manufatti più comuni quali gli stampi in terracotta a
rilievo per decorare il corpo
o i rocchetti in ossidiana da
inserire nei lobi delle orecchie, che trovano sintonie
inaspettate negli usi e nella
cultura contemporanea. Dal
Perù arrivano i pettorali e
pendenti in argento e oro
donati da Giovanni Battista

egli ambienti della Piccola Guardaroba,
Gabinetto Cinese e Camera Nuova a
Palazzo Madama a Torino, dal 10 aprile al 1°
maggio, è allestita una mostra che, pur non
essendo esaustiva per una storia così lunga
e ricca di eventi, presenta in sintesi le diverse
fasi storiche del corpo di Polizia dall’origine
nel 1852, quando venne fondata da Re Carlo
Alberto di Savoia come Polizia municipale,
fino alle più recenti specializzazioni: dalle
unità cinofile ai sommozzatori, dagli sciatori
agli elicotteristi. Un’occasione per celebrare
il 165° anniversario della fondazione della
Polizia. Attraverso l’esposizione di oltre 30
oggetti, la mostra ripercorre cronologica-

mente l’evoluzione del Corpo, presentando
al pubblico molte curiosità: dal vecchio chepì, il tradizionale copricapo militare di metà
Ottocento, alla moderna divisa del reparto
elicotteristi, dall’antica uniforme dell’Accademia alla moderna divisa femminile, dalla
daga di metà dell’Ottocento alla macchina
per la rilevazione delle impronte digitali del
1930, alla moto Guzzi “Falcone” negli anni
‘60 in uso alla Polizia Stradale. Il percorso
espositivo è arricchito anche da una selezione di immagini storiche, a testimonianza
di un’Italia in continua evoluzione, in cui
la presenza capillare della Polizia nella vita
quotidiana viene documentato nelle foto
raccolte con pazienza e passione da tanti
collezionisti privati. Nell’insieme, i documenti e gli oggetti esposti raccontano la storia
non solo di una Istituzione, ma, soprattutto,
le storie di tanti uomini e donne in divisa. Da
qui il titolo di una mostra che mette in luce
l’impegno della Polizia nel tenere unito un
Paese inizialmente tanto diverso tra Nord,
Centro e Sud. Mettendo anche in luce il ruolo delle donne, entrate a far parte del Corpo
dal 1959, che hanno dato un loro specifico

contributo, distinguendosi soprattutto nel
contrasto ai reati subiti o consumati da
minorenni e dalla popolazione femminile. I
compiti istituzionali, assegnati ai poliziotti
nella seconda metà del 1800, riguardavano
in particolare “la tutela dell’ordine pubblico,
della libertà e delle persone, la repressione
dei reati e gli interventi in caso di calamità
naturali”. Obiettivi che da un lato sono rimasti immutati, ma che si sono anche evoluti
in relazione ai cambiamenti sociali, culturali
e tecnologici. La mostra allestita a Palazzo
Madama evidenzia questa costante volontà
di essere al passo con i tempi.
(p.r.)


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