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La Sveglia Maggio 2017 .pdf



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MENSILE EDITO DALL’ASSOCIAZIONE ONLUS “VIVI IL TUO QUARTIERE COLLE DELL’ORSO” - ANNO XI - NUMERO 4 - MAGGIO 2017

DISTRIBUZIONE GRATUITA
Direttore Responsabile: Rossella Menotti

Anche quest’anno il CSA Colle dell’Orso
ha aderito alla “Settimana del buon invecchiamento” organizzata dal Comune
di Campobasso e della Asrem, in collaborazione con la Caritas Diocesana, i
sette Centri Sociali Anziani di Campobasso, l’Associazione Libera contro Le Mafie,
l’Università della Terza Età, l’ASD Burraco Molise, l’Associazione Arianuova.
Si svolgerà dall’8 al 14 maggio e il tema
è “La terza età e il gioco”. Presso la nostra associazione vi ricordiamo l’open
day del 09 maggio a partire dalle 16.30,
ove presenteremo le attività
dell’Associazione e del CSA, con buffet
conclusivo alle ore 20.15 (vi invitiamo a
partecipare e collaborare). Il torneo di
scopa e burraco si terrà presso il CSA
Scarano, in Via Gramsci, il giorno 10
maggio, dalle ore 16.00. L’11 maggio
presso Colle dell’Orso, alle ore 9.30: “I
giochi per la mente”; nella stessa giornata presso il Centro acustico Audiosistem
di Parco dei Pini sarò possibile fare un
controllo udito gratuito. Domenica 14
maggio dalle 16.30 alle 20.00 presso l’ex
Gil vi sarà lo spettacolo dei soci dei sette
CSA. Per tutti gli appuntamenti e i dettagli è possibile informarsi presso la nostra
sede in Via Calabria, n.3 Campobasso.

il Presidente del C.S.A.
Franca Patané

Registrazione al Tribunale di Campobasso n. 3 del 3-3-2007

Nella mattinata di sabato 29 aprile 2017
si è svolta l’assemblea ordinaria
dell’associazione e a seguire si sono svolte le votazioni per il rinnovo del Comitato di Gestione. Sono risultati eletti:
Molinaro Salvatore (22 voti), Cicatiello
Francesco (20 voti), Di Criscio Silvana
(18 voti), Alfonso Alessia (18 voti), Marialetizia Maselli (17 voti). Non eletto
Cirucci Nicola (7 voti).
Come previsto dallo statuto, nella prima
riunione del Comitato, verranno determinate le figure di presidente, vicepresidente, segretario, revisore e consigliere.
Auguri agli eletti da parte del CSA e della
redazione di Colle dell’Orso.
Inoltre, vi ricordiamo l’appuntamento
con “Nozze di sangue” per la regia di
Roberto Sacchetti, venerdì 5 maggio alle
21.00 presso il Teatro Savoia (articolo a
pagina 4).
R.M.

Ingredienti 500 gr di asparagi - 50 gr
di pancetta coppata - 1 robiola intera - 1 spicchio d’aglio - 400 gr di
fusilli - Olio, burro, sale qb
Procedimento Lessate gli asparagi e
togliete tutta la parte dura. In un
tegame largo e a bordo alto fate
rosolare in olio e burro la pancetta,
unite l’aglio, le punte degli asparagi
e cuocete molto lentamente. Salate
un poco e poi aggiungete un mestolino d’acqua calda. Lessate i fusilli,
versateli nel tegame e aggiungete
immediatamente la robiola a piccoli
pezzi, un po’ di burro fresco e il formaggio grattugiato. Rimestate bene, finché il formaggio si scioglie e
servite.

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Mensile edito dall'Ass. onlus "Vivi il tuo Quartiere Colle dell'Orso" - Maggio 2017

E’ un virus che si trasmette per via sessuale, attraverso il contatto con la cute o le
mucose e l’uso del preservativo, sebbene
riduca il rischio di infezione, non lo elimina
totalmente, dal momento che può infettare anche la cute non protetta dal profilattico. E’ molto frequente nella popolazione: si stima infatti che, nel corso della vita,
fino all’80% delle donne sessualmente
attive, si infetti. Sono stati identificati oltre 100 tipi di virus e, tra questi, circa 40
sono risultati associati a patologie del tratto ano-genitale, sia benigne che maligne,
alcuni di questi sono associati
all’insorgenza di tumori. Il tumore più comunemente associato all’Hpv è il carcinoma del collo dell’utero. La maggioranza
delle infezioni è transitoria e asintomatica:
nel 60-90% dei casi il virus viene eliminato
dal sistema immunitario, e le infezioni si
risolvono spontaneamente entro 1-2 anni
dal contagio. Quando l'infezione scompare anche il rischio di neoplasia scompare,
mentre la persistenza dell’infezione è la
condizione necessaria per l’evoluzione

delle lesioni precancerose, provocate
dall’infezione, verso il carcinoma. La prevenzione del tumore dell’utero si attua
attraverso la diagnosi precoce con il paptest, raccomandato ogni tre anni per le
donne tra 25 e 64 anni e attraverso l’Hpv
test. La frequenza dei tumori cervicali associata all’infezione da Hpv, ha aperto la
strada alla prevenzione attraverso la vaccinazione e per garantirne la massima
efficacia, l’Oms (Organizzazione Mondiale
della Sanità) raccomanda di immunizzare
le ragazze prima del debutto sessuale (tra
i 9 e i 13 anni di età). La strategia di includere il maschio nelle campagne vaccinali
si pone come obiettivo di ridurre la capacità di trasmissione dell’infezione tra i due
sessi, ma soprattutto di contrastare il manifestarsi di numerose e spesso gravi patologie correlate all’HPV che colpiscono
anche gli uomini (lesioni genitali esterne
come i condilomi, neoplasie anali etc).
Non ci sono ancora farmaci per curare
questa infezione, infatti non servono antibiotici, ovuli o lavande vaginali e anche il
vaccino per poter essere efficace deve
essere effettuato prima dell'esposizione al
virus, preferibilmente prima dell'inizio

dell'attività sessuale, anche se si è dimostrato efficace anche in femmine e maschi
oltre l'inizio dell'attività sessuale. Per questo motivo, aver già iniziato l' attività sessuale non è una controindicazione alla
vaccinazione. Attenzione però la vaccinazione non sostituisce l'abituale screening
del collo dell'utero e quindi le donne devono comunque effettuare il Pap test regolarmente. Il vaccino HPV viene utilizzato in tutto il mondo da vari anni ed è risultato molto sicuro, essendo associato solo
a reazioni locali nella sede di iniezione,
mentre il rischio che il vaccino provochi un
danno grave è estremamente modesto.
Numerosi studi concordano nel ritenere la
giovane età e il numero dei partner sessuali i fattori di rischio più rilevanti per
l’acquisizione dell’infezione da Hpv. Il fumo di sigaretta, l’uso di contraccettivi orali, l’elevato numero di parti, la presenza di
altre malattie sessualmente trasmesse
favoriscono la progressione dell’infezione
verso le lesioni preneoplastiche e quindi
verso il tumore.
Dott.ssa Antonella Giordano
“Unità Operativa
di Emergenza Territoriale “

di Emilia Feola
Sapete che acqua e sale fungono come astringenti in caso di diarrea?
Coadiuvante contro gli ascessi in bocca è un decotto di carote, da allungare con acqua per fare gargarismi.
Sulle vescichette potete grattugiare, invece, la carota cruda finissima. Guarirete più in fretta.
Albumi avanzati? Stendeteli sulle mani belli e montati, per ammorbidire la pelle: sono ok!
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Mensile edito dall'Ass. onlus "Vivi il tuo Quartiere Colle dell'Orso" - Maggio 2017

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Maurizio, ingegnere informatico, si sentiva rilassato nella sua bella villa in riva al mare: abitava in un paesino, Molfetta, in provincia
di Bari, dove possedeva una piccola industria olearia. Era benestante, possedeva una meravigliosa famiglia: moglie Elena, bellissima, e due figli adolescenti, Carlo e Vanessa, che lo rendevano felice e soddisfatto. In quei giorni era solo, perché gli altri della famiglia erano andati a Firenze a trovare la nonna materna e si sarebbero trattenuti fuori qualche giorno. Così, Maurizio pensò di fare
una sorpresa alla moglie dipingendo la camera da letto di azzurro, il colore che lei amava. Aveva già iniziato a dipingere quando
arrivò un temporale improvviso; mentre chiudeva tutte le finestre, sentì una forte bussata alla porta. Si avvicinò allo spioncino e
vide due giovani donne grondanti da tutte le parti e tremolanti; aprì e offrì loro ospitalità. Da quell’istante per lui iniziò l’inferno.
Katia e Giorgia raccontarono di essere state sorprese dalla pioggia mentre andavano a una festa in una villa lì vicino. Si asciugarono
e si cambiarono, indossando gli abiti della moglie del padrone di casa. Improvvisamente si avvicinarono all’uomo, lo accarezzarono , lo abbracciarono, gli fecero intendere di voler aver dei rapporti sessuali con lui. Al suo netto rifiuto, iniziarono a colpirlo violentemente con un bastone e poi lo legarono. Maurizio non capiva il loro comportamento e avrebbe voluto cacciarle di casa, ma non
poteva muoversi e gli avevano anche tappato la bocca con del nastro adesivo. Era impotente: le donne devastarono la casa, insultandolo di continuo. Il giorno dopo bussò Valerio, un amico di Maurizio, chiedendo sue notizie, e le donne, per non destare sospetti, lo fecero accomodare nello studio, l’unica camera non distrutta; alle domande di Valerio, le due rispondevano evasivamente.
Valerio allora, si diresse di scatto in cucina e, vedendo un mucchio di cocci rotti, intuì che qualcosa e decise di chiamare la polizia,
ma non fece in tempo: le due donne “belva”, lo uccisero con un coltello da cucina, potarono il cadavere nel giardino di fronte la
casa e lo seppellirono. L’ultima speranza di Maurizio svanì, così egli cercò in tutti i modi di slegarsi e ci riuscì, ma le donne lo ripresero e lo portarono sulla spiaggia, dove scavarono una profonda buca: infilarono Maurizio nella buca, lo ricoprirono di sabbia, lasciandolo fuori solo la testa, lo salutarono, lo ringraziarono e se ne andarono tutte allegre e spensierate. Due giorni dopo tornò
Elena con i figli: aprì la porta e, vedendo quello sfacelo, inorridì; chiamò ad alta voce il marito, ma lui non poteva rispondere e chissà se era ancora vivo. A voi lettori so la possibilità di risolvere questo giallo: Maurizio avrà resistito o è crollato? A presto, Irma

Quest’anno il calendario porta alla nostra attenzione l’avvenimento mariano che ha segnato per sempre il secolo scorso:
l’apparizione della Vergine a tre bambini nel villaggio di Fatima in Portogallo. Il 13 maggio la Madonna apparve e, come una
mamma premurosa, indicò ai piccoli, la via per venire fuori dai drammi che si andavano concretizzando nel mondo. I sorprendenti eventi avvenuti a Fatima nel maggio 1917 hanno avuto luogo quasi all’inizio del XX secolo , un secolo che avrebbe visto
due guerre mondiali, genocidi su vasta scala, l’invenzione e l’uso della bomba atomica e la rapida affermazione di tecnologie che
avrebbero trasformato il mondo e la razza umana. Le apparizioni della Vergine avvennero fra il 13 maggio e il 13 ottobre del
1917 a tre piccoli pastori, i fratelli Francisco e Giacinta Marto (9 e 7 anni) e la loro cuginetta Lucia dos Santos (10 anni). Già nel
1930 la Chiesa cattolica proclamò il carattere soprannaturale delle apparizioni e ne autorizzò il culto. Prendendo a prestito le
parole del salmo 90 che al versetto 4 dice: “Mille anni, ai tuoi occhi, sono come il giorno di ieri che è passato, come un turno di
veglia nella notte”, possiamo affermare che cento anni sembrano pochi e che l’emozione per i fatti di Fatima è sempre viva nel
cuore dei credenti. La povertà e la semplicità dei veggenti, i segni ben documentati, le profezie realizzate hanno inciso nelle coscienze di molti nel corso di questo secolo. Ci avviciniamo a celebrare il centenario delle apparizioni insieme con Papa Fran cesco
che, pellegrino, si recherà in Portogallo per chiedere alla Vergine la pace, per affidarle la Chiesa e per beatificare i due fratelli
Giacinta e Francesco che vanno ad aggiungersi alla schiera dei santi bambini. La parrocchia di S. Pietro vuole testimoniare tutto
il suo amore alla Vergine e ha organizzato una “Rassegna di Cori” per il giorno 13 maggio alle ore 19,00. Hanno aderito numerosi cori di parrocchie e associazioni che canteranno Maria con pezzi antichi, tradizionali e moderni. Sarà l’occasione per ritrovarsi
e per condividere un avvenimento che, grazie alla Madonna di
Fatima, ha avvicinato il cielo alla terra e la terra al cielo.
Padre Ioachim Blaj

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Mensile edito dall'Ass. onlus "Vivi il tuo Quartiere Colle dell'Orso" - Maggio 2017

La nostra compagnia teatrale, “La Bottega dell’Attore”, vi
invita al secondo appuntamento con il teatro di Federigo
Garcia Lorca. L’anno passato la compagnia ha messo in scena
“La casa di Bernarda Alba”, con stralci da “Yerma” e “Donna
Rosita nubile”. Sempre per la regia di Roberto Sacchetti, la
compagnia quest’anno rappresenterà “Nozze di sangue”,
preceduta dai quadri finali di “Mariana Pineda” (Mariana Ilaria Boncristiano; Carmen - Maria Trivisonno; Novizie - Amelia Colitti, Alessia Rano; Giudice - Giuseppe Garzone; Monaca - Lucia Galuppo) e “La calzolaia ammirevole” (Calzolaia Luisa Spina; Calzolaio - Giuseppe Garzone; Ragazza - Lara Oliva; Vicina Rossa - Annamaria Gizzarone; Vicina Gialla - Lilia
Montecchi; Vicina Nera - Ketty Cavaselice): la prima, del
1927, è un omaggio a un’eroina storica che nel 1828 fu garrotata rifiutando di denunciare un protagonista della rivolta,
perché suo amante; nella seconda, del 1930, la moglie di un
calzolaio paga le calunnie di un ambiente pettegolo con
l’abbandono da parte del marito, il quale, dopo molti anni,
verificherà quanto ingiuste siano state le accuse e la propria
sfiducia e la riprenderà vicino a sé. “Nozze di sangue”, del
1933, è un dramma ispirato a un fatto vero, avvenuto qualche anno prima a Nijar, in Andalusia: una sposa il giorno delle
nozze fugge con un cugino da tempo suo amante, che verrà a
sua volta ucciso dallo sposo. Lorca, però, immagina che
muoiano sia lo sposo che l’amante, per mostrare che la violenza, una volta scatenata, non distingue fra torto e ragione.
Se si esclude l’autore della fuga, Leonardo (Giuseppe Carluccio), responsabile dell’abbandono di moglie, figlio e nascituro, con una trama di sotterfugi per tenere nascosta la sua
relazione, i personaggi sono identificati con i ruoli, come nel
teatro espressionista di quegli anni, di Brecht e altri, a testimoniare un’alienazione che ci ruba identità e senso: la madre
dello sposo (Giuliana Tretalange) pensa ogni giorno ai suoi
morti, marito e primogenito uccisi dai parenti di Leonardo e
teme per l’unico figlio che le è rimasto; il padre della sposa
(Vinicio Rocco), al contrario, non paventa nulla e sogna una
terra fecondata dal lavoro di una famiglia sempre più numerosa; lo sposo (Francesco Albeniano) serenamente si avvia al
grande passo della sua vita, ora consentito dall’acquisto di
una vigna che li manterrà degnamente; accanto al padre ignaro di tutto, la sposa (Verdiana De Palma) si tormenta fra
una promessa di matrimonio che le permetterà di uscire dalla colpa e una passione travolgente che non l’abbandona; la
moglie di Leonardo (Alessia Rano) è sempre più consapevole
del tradimento; la domestica (Luisa Spina) cerca di sanare
tutte le contraddizioni; la vicina (Annamaria Gizzarone) protegge e conforta la madre; la suocera (Lucia Galuppo) combatte fra ciò che intuisce e ciò che deve nascondere alla figlia
per il bene dei nipoti. In un mondo di uomini fragili, protagoniste sono le donne. Poi ci sono le presenze simboliche: le
bambine (Flavia Oliva, Lara Di Lallo) sono l’innocenza che
vede in anticipo la tragedia; le tre ragazze (Ketty Cavaselice,

Ilaria Boncristiano, Lara Oliva) sono le Parche, con una matassa rossa; la vecchia mendicante (Lilia Montecchi) è la morte, vestita di verde come il bosco in cui si sviluppa la tragedia,
pronta a sedurre lo sposo; la luna (Amelia Colitti) è pianeta
dei morti, avorio come le carni esangui, a sua volta assetata
di sangue; l’albero, segno di vita, sta per essere abbattuto dai
boscaioli (Giuseppe Garzone, Giovanni Mazzuto, Alfredo Garofalo), testimoni attivi del dramma; il cavallo è insieme tentazione erotica e creatura degli inferi; il fiume, come la terra,
è la culla naturale della donna. Un linguaggio tutto materico,
che culmina nell’immagine del coltello che incombe sulla
storia: “Un coltello, un piccolo coltello”, nelle parole della
madre, apre e chiude la tragedia, tracciato anche nella scenografia. Il senso della vita è che non ha senso e chi trasgredisce diventa vittima. Poiché sul male non si può ragionare,
bisogna mostrarlo, dirà Lorca, convinto che in un contesto
sociale negativo “bisogna tornare alla tragedia, ci sarà tempo
per fare delle commedie o delle farse”. “Io sono circondato
di morte, sai? È questo che canto”, dirà in un’intervista a
Montevideo. Denuncia sociale che affiderà al suo teatro itinerante, la “Barraca”, missione pedagogica rivolta al popolo,
sull’orma del siglo de oro di Cervantes e Lope de Vega; “Un
teatro fatto da porci per i porci”, ribadirà contro i benpensanti di estrazione borghese, che preferiscono contenuti più
rassicuranti. Invece lui, senza inganni, ha pensato a chi soffre,
anche ai giovani di questa generazione per cui il futuro è angoscia a causa della cattiva eredità lasciata dalle generazioni
precedenti. Questo e altro emerge da un’intervista immaginaria di Angelica Calabrese all’autore, interpretato da Antonio Salvatorelli. Altri personaggi e interpreti: il giovanotto Alessandro Vadalà; gli invitati - Maria Trivisonno e Giuseppe
Garzone. Aiuto regia è Antonio Salvatorelli; la scenografia è
di Roberto Sacchetti, realizzata con Giuseppe Garzone e Ramona De Santis; i costumi sono di Valentina Abate;
l’accompagnamento musicale è di Michele di Ioia (chitarra) e
Giada Mastropietro (violino).
Vi aspettiamo venerdì 5 maggio 2017, alle ore 21.00 presso il
Teatro Savoia di Campobasso. Prevendita presso: “Agenzia I
viaggi delle sirene”, Via XXIV Maggio n. 180 - 0874.699405;
“Green Beauty”, Via Roma n. 56 - 320.9219866.

Associazione onlus «Vivi il tuo Quartiere Colle dell’Orso»
sede Via Calabria, 3 - 86100 Campobasso - CF: 92052150700
Tel/Fax 0874 493882 - e-mail: assocolleorso@alice.it - Scrivi alla redazione: redazioneassocolleorso@gmail.com
Grafica e impaginazione a cura di Rossella Menotti - Stampato da CSG Copisteria (Via Campania, 227 - 86100 Campobasso)
finito di stampare il 02 - 05 - 2017


La Sveglia Maggio 2017.pdf - pagina 1/4
La Sveglia Maggio 2017.pdf - pagina 2/4
La Sveglia Maggio 2017.pdf - pagina 3/4
La Sveglia Maggio 2017.pdf - pagina 4/4

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