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New Moon Stephenie Meyer.pdf


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Be', nonna, ti sarai accorta che il mio ragazzo risplende. Gli capita alla
luce del sole. Non preoccuparti...
Che intenzioni aveva? L'unica ragione per cui si era trasferito a Forks, il
posto più piovoso del mondo, era la possibilità di uscire alla luce del sole
senza rivelare il segreto della sua famiglia. Eppure, eccolo camminare aggraziato verso di me, con il suo più bel sorriso sul volto angelico, come
fossi da sola.
In quel momento desiderai di non essere l'unica a risultare immune al
suo talento misterioso: di solito mi compiacevo di essere la sola persona di
cui non percepisse i pensieri come fossero parole pronunciate ad alta voce.
Ma ora speravo che si accorgesse dell'avvertimento che gli urlavo tra me e
me. Lanciai un'occhiata alla nonna, ma era troppo tardi. Si stava voltando
anche lei verso di me, con uno sguardo altrettanto allarmato.
Edward - sempre armato di quel sorriso magnifico, capace di riempirmi
il cuore tanto da farlo scoppiare - mi cinse le spalle con un braccio e si voltò a guardare la nonna.
L'espressione di lei mi stupì. Anziché spaventarsi, mi fissava impacciata,
come attendesse un rimprovero. E la sua posizione era molto strana: un
braccio goffamente teso a cingere l'aria attorno a sé, quasi abbracciasse
qualcuno o qualcosa di invisibile...
Solo in quell'istante la visuale si allargò e mi accorsi dell'enorme cornice
dorata che racchiudeva la sagoma di mia nonna. Perplessa, allungai la mano che non stringeva Edward per toccarla. Lei ripeté lo stesso movimento,
come uno specchio. E nel punto in cui le nostre dita avrebbero dovuto sfiorarsi, non c'era nient'altro che vetro freddo...
Con un balzo vertiginoso, il sogno si trasformò in un incubo.
Non c'era nessuna nonna.
Quella ero io. Io allo specchio. Io: vecchia, rugosa e rinsecchita.
Edward era al mio fianco, ma lo specchio non rifletteva la sua bellezza
straziante e il suo aspetto da eterno diciassettenne.
Sfiorò con le labbra ghiacciate e perfette la mia guancia devastata.
«Buon compleanno», mi sussurrò.
Mi risvegliai di soprassalto, senza fiato, spalancando gli occhi. Una luce
grigia e smorta, il chiarore tipico delle mattine di cielo coperto, prese il posto del sole accecante che avevo sognato.
Era soltanto un sogno, soltanto un sogno. Ripresi fiato per calmarmi, ma
scattai di nuovo al suono della sveglia. Il piccolo calendario nell'angolo del