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New Moon Stephenie Meyer.pdf


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display m'informò che era il 13 settembre.
Era stato soltanto un sogno, ma un sogno premonitore. Quel giorno era il
mio compleanno. Avevo ufficialmente diciotto anni.
Temevo l'arrivo di quel momento da mesi.
Durante tutta quell'estate perfetta - la più felice della mia vita, la più felice di qualsiasi vita, e la più piovosa nella storia della penisola di Olympia
- questa lugubre data era stata costantemente in agguato, facendo capolino
di tanto in tanto, pronta a balzar fuori.
E adesso che il momento era arrivato, era anche peggio di quanto avessi
temuto. Lo sentivo: ero più vecchia. Ogni giorno invecchiavo, ma oggi era
diverso, peggiore, quantificabile. Avevo diciotto anni.
Edward non li avrebbe compiuti mai.
Andai a lavarmi i denti e fui quasi sorpresa che il volto riflesso dallo
specchio non fosse cambiato. Restai a osservarmi, in cerca dei segni delle
prime rughe sulla mia pelle d'avorio. Le uniche visibili erano quelle sulla
fronte, ma sapevo che se fossi riuscita a rilassarmi sarebbero sparite. Tentativo inutile. Le sopracciglia erano bloccate dalla preoccupazione, rigide
sopra i miei occhi ansiosi.
Era soltanto un sogno, ripetei a me stessa. Soltanto un sogno... ma anche
il mio incubo peggiore.
Saltai la colazione, impaziente di uscire di casa il più presto possibile.
Non riuscii a evitare del tutto mio padre, perciò fui costretta a fingere
qualche minuto di buonumore. Feci del mio meglio per dimostrare un entusiasmo spontaneo di fronte ai regali che lo avevo scongiurato di non
farmi, ma a ogni sorriso forzato rischiavo di mettermi a piangere.
Mentre guidavo verso la scuola, tentai di ricompormi. Il volto della nonna - non osavo pensare di poter essere io - non mi usciva dalla testa. Fui
invasa dallo sconforto finché non entrai nel familiare parcheggio della
scuola superiore di Forks e notai Edward, immobile, appoggiato alla sua
Volvo argentata e lucida, come un tributo marmoreo a un oscuro dio pagano della bellezza. Il sogno non gli aveva reso giustizia. Ed era lì, che aspettava me, come un qualsiasi altro giorno.
Ogni pensiero cupo sparì per qualche istante, rimpiazzato dalla meraviglia. Sei mesi insieme, e ancora non riuscivo a credere di meritare una fortuna così grande.
Di fianco a lui c'era sua sorella Alice, anche lei in mia attesa.
Ovviamente, Edward e Alice non erano veri fratelli (secondo la versione
di Forks della loro storia, i ragazzi dei Cullen erano stati tutti adottati dal