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Luigi Ferraris e la sfida di Terna Porterò le nostre reti al centro d'Europa.pdf


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Luigi Ferraris e la sfida di Terna: "Porterò le nostre reti al centro d'Europa"
Il nuovo amministratore delegato, Luigi Ferraris, avrà l’impegnativo compito di fare del gruppo
uno dei player fondamentali nella realizzazione del grande network per l’interconnessione e lo
scambio di energia nel continente

Anche i manager ritornano sul luogo del delitto. L’ultima volta che se ne era occupato, Terna non
esisteva ancora: era la divisione dell’alta tensione di Enel, la teoria di tralicci che porta l’elettricità
lungo tutta la penisola. Se ne era interessato perché, come direttore finanziario dell’ex
monopolista, ha prima lavorato al suo spin off e poi alla quotazione in Borsa, fino al distacco
definitivo, lasciandola sotto il controllo della Cassa Depositi Prestiti. Ma all’epoca, con il mercato
libero dell’energia intento a muovere i primi passi, Luigi Ferraris non avrebbe mai immaginato di
tornarci da ammini-stratore delegato. E per di più al termine di uno scontro politico che ha visto
contrapposte la fazione che fa capo al riconfermato segretario del pd Matteo Renzi, da una parte,
e gli uomini del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, dall’altra. Alla fine,l’ex premier ha
dovuto accettare che i suoi candidati (si è parlato dell’ex numero uno di Acea Roberto Irace
nonché dell’amministratore delegato di A2a, Luca Camerano) si facessero da parte. E dare via
libera a questo cinquantacinquenne genovese di origine ma ormai romano di adozione, avendo
costruito la sua carriera a partire dal 1996 nelle aziende controllate dallo Stato.
L’approdo a Terna è la sua grande occasione, visto che finora il suo è stato un nome noto
soprattutto agli addetti ai lavori, dai gestori dei fondi internazionali ai banchieri d’affari. Ma
anche ai piani alti di via XX Settembre, con il ministro Padoan e i vertici di Cdp che lo hanno difeso
e imposto come manager affidabile per la sostituzione di Matteo Del Fante, ex banchiere e
fiorentino come il premier, passato dopo solo un mandato alla guida di Poste Italiane. Renzi ha
così dovuto accontentarsi, si fa per dire, di aver giubilato Francesco Caio, dirigente di lungo corso
in Italia (Indesit) e Inghilterra (Cable&Wireless), reo di non aver voluto lavorare su alcuni dossier
cari a Palazzo Chigi come l’acquisizione di Pioneer, la società di gestione del risparmio di Unicredit
finita ai francesi di Amundi, ma a un prezzo che Caio aveva definito eccessivo. Vicenda che Ferraris