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Maria T. Zilembo Fiori di Bach e Zodiaco .pdf



Nome del file originale: Maria T. Zilembo - Fiori di Bach e Zodiaco.pdf
Titolo: Fiori di Bach e Zodiaco

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QXRYDHUD

12

Maria Teresa Zilembo

Fiori di Bach
e Zodiaco
La via del benessere tra terra e cielo

Š

G r u p p o

E d i t o r i a l e

E s s e l i b r i

-

S i m o n e

SIGMA LIBRI

O cuore, fa’ conto d’aver
tutte le cose del mondo,
fa’ conto che tutto ti sia
giardino delizioso di verde,
e tu su quell’erba verde
fa’ conto d’esser rugiada
gocciata colà nella notte,
e al sorger dell’alba svanita.
Omar Khayyam

TUTTI I DIRITTI RISERVATI
Vietata la riproduzione anche parziale

Azienda certificata dal 2003 con sistema qualità ISO 14001: 2004

SIGMALIBRI è un marchio del Gruppo Editoriale Esselibri - Simone

Finito di stampare nel mese di ottobre 2007
dalla «Legoprint Campania S.r.l.» - Via Vicinale Murate, 1/B - Napoli
per conto della Esselibri S.p.A. – Via F. Russo, 33D – 80123 Napoli

Grafica e copertina: Giuseppe Ragno

Premessa
Questo libro è il frutto di un’esperienza di lavoro e di studio che trae
spunto da un’intuizione di Edward Bach, medico inglese (1886-1936)
noto per aver scoperto il misterioso potere terapeutico di alcuni fiori campestri della regione del Galles. Nel corso della sua approfondita ricerca
sulle proprietà dei rimedi floreali, egli intravide la possibilità di utilizzare anche l’Astrologia come strumento di comprensione delle diverse tipologie umane e quindi di individuazione dei fiori più idonei a riequilibrare
stati d’animo disarmonici. Ciascuno di noi, infatti, ha una costituzione,
un temperamento, una personalità, in parte ereditati e in parte frutto di
condizionamenti e comportamenti acquisiti nel corso della vita. Ciascun
fiore, in particolare ciascuno dei “Dodici Guaritori”, incarna le diverse
tipologie e qualità umane, e rimanda facilmente ai 12 segni zodiacali,
anche se il rigore scientifico di E. Bach e la consapevolezza di non avere
il tempo e la conoscenza necessari per proseguire in tale ricerca lo indussero a lasciare ad altri l’approfondimento di questa affascinante intuizione, volta a creare un ponte tra cielo e terra. Al centro c’è l’uomo con il suo
bisogno di vivere in armonia e quindi di superare tendenze emotive negative quali paura, insicurezza, solitudine, disinteresse, scoraggiamento,
aggressività. Queste, infatti, quando prendono il sopravvento, creano malessere che nel tempo può tradursi in sintomo o malattia, nel corpo o nella
psiche. Le essenze floreali hanno dunque il compito e il potere di ristabilire l’originario stato di benessere della persona, evocando qualità positive
quali coraggio, sicurezza, empatia, entusiasmo, fiducia, umiltà ecc.
Il punto di partenza è la conoscenza di sé, dei propri conflitti, e vedremo
come l’Astrologia possa orientarci ad una scelta consapevole e autonoma
dei rimedi floreali, semplici e innocui, più idonei alla nostra natura e alle
necessità di un particolare momento di vita.

Indice
Premessa .......................................................................................... Pag. 5

1
2
3
4
5

L’uomo e l’Universo: un ponte tra cielo e terra ..........................

»

Il nuovo metodo della Floriterapia: tipi umani e rimedi floreali ....

» 15

I 7 gruppi e i 38 rimedi: uno sguardo alla “ruota” dei fiori .........

» 21

Floriterapia e Astrologia ...........................................................

» 37

I 12 Guaritori, i 12 segni zodiacali e l’individuazione del fiore “caratteriale” ................................................................................

» 43

Fuoco, Terra, Aria, Acqua: i quattro elementi nella Floriterapia di
Bach .......................................................................................

» 55

L’analisi del tema natale e la scelta dei rimedi floreali ................

» 65

Segni opposti e Fiori polari: la teoria dell’Ombra .......................

» 91

Transiti planetari, fiori di Bach e crescita personale ....................

» 99

Il metodo in pratica: esempi di oroscopi e prescrizioni floreali ...

» 111

Bibliografia ......................................................................................

» 125

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L’uomo e l’Universo: un ponte tra cielo e terra
Se crediamo che l’uomo sia parte del tutto, che sia immerso in un campo elettromagnetico e che l’intero Universo possieda un’unica forma di energia che si
manifesta con frequenze e lunghezze d’onda diverse, potremmo forse accettare
l’idea che il sistema solare con il movimento dei pianeti possa interagire “cosmicamente” con l’essere umano, sia al momento della nascita, sia nel corso della
vita, sulla base di quella prima impronta energetica. Questo è il cosiddetto approccio “causale”, sostenuto da chi vorrebbe dimostrare il fondamento “scientifico” dell’Astrologia sulla base di una catena ipotetica di causalità nel mondo
fenomenico, mentre, in quest’ottica, appare più credibile un approccio di tipo
“energetico”, che studia la risonanza tra le sottili energie presenti nell’uomo e le
specifiche forme di energia presenti in natura. Senza voler escludere la validità e
il contributo di tali teorie, che oggi trovano conforto nella ricerca scientifica sui
campi di energia, mentre in passato si basavano solo sull’osservazione dei fenomeni naturali (i cicli delle colture, le maree, le eruzioni vulcaniche ecc.), forse
l’approccio più interessante
allo studio della relazione tra
i corpi celesti e l’uomo sembra essere quello simbolico-archetipico. Si tratta dell’uso di
immagini dotate di un significato eterno ed universale (Archetipi), le quali, nate più di
5000 anni fa, permettono all’uomo di comprendere, almeno in parte, il suo mistero attraverso un percorso di tipo
“evolutivo”.
Del resto, l’umanità, staccandosi progressivamente dai ritmi stagionali della natura, è
passata da un livello biologico-istintuale ad uno intellettuale-psicologico, col sopravvento della coscienza e della raI dieci pianeti
zionalità. Anche l’Astrologia,
pertanto, ha cambiato il suo
linguaggio e la sua funzione, trasformando i propri contenuti e diventando una
dottrina bio-psicologica.

Fiori di Bach e Zodiaco

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L’uomo e l’Universo: un ponte tra cielo e terra

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La carta natale o oroscopo, costituita da
un cerchio zodiacale su cui sono riportati
i 12 segni, le 12 case o settori esistenziali
e i dieci pianeti, può diventare così la rappresentazione del rapporto tra il macrocosmo celeste e il microcosmo umano, tra il
ritmo annuale delle stagioni e i “temperamenti” zodiacali, attraverso una lettura in
chiave simbolica a diversi livelli: fisico,
mentale, psichico, spirituale. Tale lettura ci
rivela non solo i punti deboli e i punti di
forza con cui veniamo al mondo, ma anche i nostri conflitti più profondi o inconsci, attraverso la comprensione delle dinaUn esempio di antica carta natale
miche planetarie e l’esame degli elementi
e delle funzioni psichiche ad essi corrispondenti. Pertanto, se è vero, come E. Bach sosteneva, che la malattia nasce dal
conflitto tra Anima e Personalità, è facile cogliere e accettare l’utilità dell’Astrologia che insieme ad un processo psicologico di individuazione e di integrazione
può aiutarci a cogliere il disagio per tempo, consentendoci di intervenire prima
che lo stesso si esprima con la malattia o, laddove questa si sia già manifestata, di
comprenderne il significato.
In quest’ottica è evidente la funzione olistica dell’Astrologia, che prende in considerazione tutte le dimensioni della vita e il cui valore consiste nell’applicare la
conoscenza delle leggi universali alla nostra sfera individuale, in base a quei
principi di corrispondenza tra macrocosmo e microcosmo (Paracelso), di risonanza (Rudhyar) e di sincronicità (Jung), che ci fanno sentire come parte del
tutto, in cui esistono un ordine e un’armonia che ciascuno aspira a realizzare
nell’apparente caos della vita1 .
Resta il fatto che, qualunque siano l’approccio e il metodo usati, l’Astrologia
risponde di sicuro a un profondo bisogno dell’uomo, se è giunta ai giorni
nostri e ha svolto in molte culture un ruolo significativo. Infatti, prima ancora che il cielo stellato diventasse argomento di studio per gli scienziati dando
origine all’Astronomia, la volta celeste costituiva già centro d’interesse per
gli antichi popoli che abitavano la Caldea (3800 a.c.), i quali identificarono
le loro divinità con gli astri e fecero delle costellazioni la base della loro
religione.

1
Questo è il potenziale che E. Bach aveva colto nelle essenze floreali, capaci di entrare in contatto con l’Io
Superiore o Anima, creando un canale di comunicazione tra il campo energetico dell’uomo e l’energia cosmica
o divina.

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Fiori di Bach e Zodiaco

L’uomo e l’Universo: un ponte tra cielo e terra

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Dalla Caldea, questa conoscenza arrivò agli antichi sacerdoti egizi; vi sono miti che
parlano del dio Thoth, cui si
fa risalire la paternità delle
arti e delle scienze, compresa quella di curare e guarire
gli ammalati con l’ausilio dell’Astrologia. Claudio Tolomeo, celebre astronomo, matematico e astrologo egiziano, nel suo Tetrabiblos (127150 d.C.), il più antico libro
di ricerche astrologiche, sostiene che solo gli Egiziani
potevano praticare l’Astrologia “medica”, perché solo loro
ne conoscevano tutti i segreti. In seguito, le stratificazioIl dio Thoth
ni di diverse nozioni e concezioni culturali hanno reso difficile cogliere il nucleo dottrinario originale,
soprattutto riguardo l’esatta attribuzione delle diverse parti del corpo e delle
funzioni organiche ai 12 segni zodiacali; oggi, però, grazie a millenni di esperienza empirica e di studi fatti in tal senso, è possibile delineare con una certa
precisione tale corrispondenza, ricavando informazioni sulle zone anatomiche più vulnerabili, sulle predisposizioni verso determinate disfunzioni organiche ma anche sulle caratteristiche psicologiche e di temperamento del soggetto esaminato. Così, a titolo esemplificativo, se un soggetto nasce sotto il
segno dell’Ariete, il primo delle 12 costellazioni zodiacali, nella stagione
della primavera, che è legata alla germinazione ed al risveglio della natura,
avremo già un’informazione sul suo carattere: volitivo, intraprendente, entusiasta, indipendente; e sulla parte del corpo in cui potrà manifestare dei sintomi: testa, cervello, le prime due vertebre cervicali, con possibile tendenza
alle emicranie.
Ad ogni segno corrisponde un pianeta, una funzione energetica, che nel caso
dell’Ariete è Marte, Ares, dio della guerra nell’antica Grecia, collegato, sul
piano fisico, al sangue, al ferro (le armi), all’energia vitale (istinto sessuale);
sul piano organico, alle ipertensioni, emorragie, malattie eruttive, febbri e
infiammazioni acute e, sul piano caratteriale, all’aggressività, alla virilità, al
coraggio, alla competizione, all’impulsività, che possono provocare nel corso
della vita incidenti, crisi acute, aggressioni. Il discorso, come vedremo, vale

Fiori di Bach e Zodiaco

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L’uomo e l’Universo: un ponte tra cielo e terra

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per ogni segno zodiacale, ciascuno con le sue analogie e corrispondenze, e rappresenta, insieme all’analisi di altri elementi (segno
ascendente, luna, aspetti tra i pianeti di nascita ecc.), la base di partenza per la ricerca e la valutazione di quel “terreno”, o impronta genetica, così determinante nell’ottica di un percorso di prevenzione e
di “autoguarigione”. Inoltre, in chiave simbolico-archetipica, ancora
più importanza può assumere l’esame, nel nostro oroscopo, della
presenza e combinazione armonica dei quattro elementi esistenti in
natura: Fuoco, Aria, Acqua, Terra2 ,
corrispondenti alle quattro funzioni psichiche fondamentali che Jung
fa coincidere con Intuizione, Pensiero, Sentimento, Sensazione. I 12
segni, secondo l’elemento cui apUn esempio di rappresentazione
partengono, possono essere così ridel rapporto tra zodiaco e corpo umano
partiti in quattro gruppi di tre con
caratteristiche peculiari; triplicità di Fuoco (ariete, leone, sagittario): energia dinamica, cinetica, calorica, difensiva; triplicità di Aria (gemelli, bilancia, acquario): duttilità, mobilità, conduttività, selettività; triplicità di Acqua (cancro, scorpione, pesci): ricettività, creatività, sensibilità, plasticità; e
infine triplicità di Terra (toro, vergine, capricorno): coesione, solidità, stabilità, conservazione.
Pertanto, l’eccesso o il difetto di qualche elemento, desumibile non solo dal
segno solare ma anche dal segno ascendente e dalla collocazione di tutti i pianeti
nel tema di nascita, si potrà riequilibrare sia nel corpo che nella psiche ricorrendo a tecniche e terapie naturali tra cui un ruolo primario spetta alla Floriterapia
di Bach.
Fin qui si è voluto solo indicare, sommariamente, a titolo esemplificativo, il metodo seguito per l’individuazione del “terreno” e dei possibili squilibri energetico-funzionali e psichici che, in base a una concezione olistica e causalistica, potrebbero essere all’origine di un sintomo o di un disagio. Ma soprattutto si è
2

Da ricordare che il metodo originale di preparazione dei rimedi floreali contempla i quattro elementi presenti
in natura.

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Fiori di Bach e Zodiaco

L’uomo e l’Universo: un ponte tra cielo e terra

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voluto evidenziare il valore dell’Astrologia che, in tal modo, riesce a farsi ponte
tra cielo e terra, offrendo uno strumento di comprensione globale dell’uomo,
non come entità a sé stante ma come parte dell’Universo.

Secondo la visione astrologica ogni parte del corpo umano è correlata ad un segno zodiacale

Fiori di Bach e Zodiaco

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Il nuovo metodo della Floriterapia: tipi umani e rimedi floreali
Per cogliere l’importanza e soprattutto la
novità introdotta dalla Floriterapia di Edward Bach, è necessario soffermarsi innanzitutto sulla sostanziale positività del metodo. E. Bach, medico inglese (1886-1926)
nato a Moseley, un piccolo paesino dello
Warwickshire, oltre a essere animato dalla
convinzione che in natura ci è stato donato
tutto ciò di cui abbiamo bisogno per vivere
in buona salute sia nel corpo che nello spirito, parte dal presupposto che ognuno di
noi nasce con una qualità, una specifica virtù
più sviluppata delle altre: il coraggio, la decisione, la volontà, la capacità di relazionarsi, la creatività, la natura amorevole, la
sensibilità... ma, se per fattori esterni o condizionamenti, queste potenzialità non riescono a esprimersi, può crearsi un “ingorgo” energetico che le trasforma in debolezze, in difetti. Così il coraggio può diventare
Edward Bach
paura, la volontà insicurezza, la creatività
apatia, l’amore bisogno di controllo, l’attitudine a relazionarsi solitudine o depressione. Ecco dunque che la vibrazione del fiore, che evoca la qualità positiva corrispondente allo stato d’animo disarmonico (ad esempio il fiore del coraggio per chi
soffre di paure), va a ristabilire l’equilibrio perduto, facendo recuperare l’autentica
e originaria virtù. Quindi, per ottenere la guarigione, non bisogna lottare contro la
tendenza emotiva o il sintomo negativi cercando di sopprimerli, ma imparare a
sviluppare le qualità positive corrispondenti. Infatti, è proprio il collegamento del
rimedio floreale con uno stato particolare di squilibrio emozionale che differenzia
nettamente la Floriterapia dalla Fitoterapia tradizionale, con la quale ci si limita a
prescrivere il rimedio naturale solo in base ai sintomi manifestati dal corpo fisico.
Diverso, inoltre, il metodo di preparazione delle essenze che, mentre in Fitoterapia
utilizza tutte le parti della pianta (tinture madri), facendole macerare per tre settimane, in alcool a gradazione e in percentuale appropriata, lontano dal suo luogo
di provenienza, in Floriterapia utilizza il sistema della “cottura al sole” o della
bollitura e si avvale solo dei fiori o arbusti di piante colti nel periodo di massima
fioritura. Qui troviamo senz’altro una delle peculiarità del sistema terapeutico di
Bach; egli giunse a concepire il suo originale metodo di preparazione una mattina

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Il nuovo metodo della Floriterapia: tipi umani e rimedi floreali

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di maggio, osservando all’alba un campo bagnato dalla rugiada. Lo colpì l’idea
che ogni goccia di rugiada dovesse contenere parte delle proprietà della pianta su
cui era posata, perché il calore del sole doveva magnetizzare fortemente l’acqua
con i principi attivi della pianta stessa. Egli comprese subito che i rimedi ottenuti in
tal modo avrebbero contenuto tutte le proprietà e le vibrazioni più elevate della
pianta e avrebbero avuto un potenziale superiore a qualunque altro preparato,
perché risultanti dall’azione combinata dei quattro elementi fondamentali, presenti in natura: l’Aria che alimenta la pianta, la Terra che la nutre, il Fuoco (il calore
del Sole) che le conferisce energia e l’Acqua che raccoglie e arricchisce il suo potere
curativo, vettore dell’informazione energetica. Anche il metodo dunque doveva
essere funzionale all’intento che Edward Bach perseguiva nella ricerca dei suoi
rimedi: fare della Floriterapia un’arte iniziatica di trasmutazione della personalità per collaborare al processo evolutivo dell’anima, creando un canale di comunicazione con quella scintilla divina che ci rende al tempo stesso unici e uniti al
medesimo principio creatore, quello che Bach definiva il “Sé Superiore”.
Di sicuro il più affine al concetto terapeutico di Edward Bach di qualsiasi altro
dei metodi applicati fino alla sua ideazione è quello che ci è stato tramandato da
Hahnemann (1755-1843), con cui Bach entrò in contatto nel 1919, attraverso
la lettura della sua opera, l’Organon, quando iniziò a lavorare come patologo e
batteriologo all’Ospedale Omeopatico di Londra. Nonostante i punti di contatto tra Omeopatia e Floriterapia, soprattutto nella priorità data al malato e non
alla malattia, senza porre rigide distinzioni tra la sfera fisica e psichica, nonché
nell’uso di rimedi naturali, Bach si convinse di poter combinare le sue teorie con
quelle di Hahnemann, migliorando entrambe. Infatti, mosso dal desiderio di
trovare rimedi efficaci anche per le cosiddette malattie “incurabili”, soffermò l’attenzione con maggiore enfasi sull’aspetto psichico della malattia, cogliendo in
modo più puntuale di quanto non fosse stato fatto in precedenza il collegamento
tra il manifestarsi del sintomo e un doloroso squilibrio psico-emozionale; più
tardi, la sua personale esperienza di malattia e di guarigione lo incoraggiò a
proseguire la ricerca in tal senso. Dopo anni di esperimenti e di studio, decise di
scegliere il suo rimedio nel mondo vegetale, e in particolare nel Fiore, perché
questo porta in sé l’identità della pianta, racchiusa nelle cellule staminali, che ne
contengono l’informazione riproduttiva e quindi possiede la massima espressione in potenza della funzione vitale, la massima vibrazione energetica.
Naturalmente, la filosofia che è alla base della Floriterapia di Bach ha risentito
anche dell’atmosfera culturale e di pensiero di personaggi illustri dell’epoca come
S. Freud (1856-1939), padre della psicoanalisi, C.G. Jung (1875-1961), fondatore della psicologia analitica, R. Assagioli (1888-1974), padre della psicosintesi, W. Reich (1897-1957), fondatore della orgonoterapia, di cui Bach condivideva la convinzione che tutti gli esseri viventi producono e sono contemporaneamente immersi in un campo energetico. Altri punti di contatto si riscontrano con
l’antroposofia di R. Steiner (1861-1925) sia per la ricerca di un accordo armoni-

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Il nuovo metodo della Floriterapia: tipi umani e rimedi floreali

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co tra le istanze scientifiche e quelle spirituali, sia per la scelta di usare rimedi che
riproducono gli squilibri energetici presenti in natura anziché contrastarli, com’è
proprio invece della medicina tradizionale.
Ma la vera novità della Floriterapia sta nella semplicità ed innocuità del metodo,
frutto di una lunga e laboriosa ricerca da parte del suo autore, che ebbe come
obiettivo primario quello di trovare un rimedio tale da consentire anche all’uomo comune la possibilità di riconoscere il suo “guaritore”. Dunque, in assoluto,
il primo sistema terapeutico che mette al centro il malato, nel senso di dare
attenzione alla sua storia e alla sua complessità psico-fisica, ma anche nel senso
di liberarlo dalla dipendenza assoluta nei confronti del terapeuta, dandogli la
possibilità di scegliere. È noto, infatti, che Edward Bach, nella preparazione e
somministrazione dei rimedi, si faceva assistere da personale non medico, in
quanto aveva sempre considerato la capacità di guarire non una professione ma
un’arte divina, tale da consentire a chiunque di prestare il suo contributo qualora fosse mosso dal desiderio di farlo. La praticità e facilità di preparazione delle
essenze lo portò, infatti, a dichiarare in un suo articolo: “Che la semplicità del
metodo non vi distolga dal provarlo, perché con il progredire delle ricerche vi
renderete conto di quanto sia semplice tutto ciò che è stato creato”.
Infatti, ciascuna essenza floreale possiede un principio vibrazionale differente,
con una frequenza che coincide con l’emozione negativa da correggere. Pertanto
se assumiamo o prescriviamo un fiore sbagliato, semplicemente non agisce.
L’unico modo per comprendere quanto appena detto è quello di sperimentare
prima su se stessi e poi sugli altri, senza paura di sbagliare, ma affidandosi al
principio ispiratore che è alla base di questo originale sistema terapeutico e cioè
quello secondo cui ciascuno, se vuole, può essere artefice della propria guarigione.
Ma vediamo ora più da vicino come questo medico inglese sia riuscito ad elaborare un metodo così rivoluzionario e semplice allo stesso tempo.
Già durante gli anni universitari, Edward Bach, che fin da piccolo aveva sentito il
desiderio di alleviare la sofferenza umana, dedicava gran parte del tempo, più che
allo studio sui libri, all’osservazione attenta di ogni paziente, di come viveva la
propria malattia, e di come questa diversità di atteggiamento influiva sul decorso,
la gravità e la durata della malattia stessa. Da ciò comprese che la medicina non
sempre era in grado di curare un determinato disturbo e che, se nella pratica molti
pazienti affetti dalla stessa malattia reagivano nel medesimo modo, una maggiore
percentuale reagiva invece in maniera differente. Quindi, il rimedio efficace per
alcuni non lo era per altri, pur essendo stato prescritto per lo stesso sintomo.
Cominciò pertanto a dubitare dell’opportunità di somministrare rimedi specifici
per specifiche patologie e cominciò a rivedere la validità dei suoi studi sui pazienti
in corsia alla ricerca di qualche intuizione. Comprese che pazienti con personalità
e caratteri simili spesso reagivano bene allo stesso rimedio, mentre pazienti con
personalità differenti rispondevano meglio a terapie diverse, nonostante fossero
affetti dalla stessa malattia. Fu così che il temperamento del paziente, il suo modo

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Il nuovo metodo della Floriterapia: tipi umani e rimedi floreali

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di reagire, le sue emozioni e i
suoi sentimenti entrarono a pieno titolo nella somministrazione dei rimedi, tanto da far dire
a Bach: “Nel trattamento di una
qualsiasi patologia, la personalità dell’individuo gioca un ruolo più importante persino del
corpo”. Sulla base di queste
convinzioni, Bach più andava
avanti nella sua attività di medico e meno era convinto dai
risultati e dall’efficacia delle teIl Centro del dr. Edward Bach: “Mount Vernon”, Sotwell,
rapie ortodosse, in quanto, anWallingford, Oxon, Inghilterra
che se molti pazienti miglioravano e molti sembravano guariti, non sempre lo stato di salute persisteva in modo soddisfacente. Spesso infatti
si trovava di fronte a casi cronici che non rispondevano ad alcun trattamento. Gli
sembrava dunque che la medicina avesse in parte fallito il suo scopo, avendo preso
in considerazione solo i sintomi fisici, ignorando del tutto la personalità del paziente. Di qui nacque il desiderio di dedicarsi alla ricerca di nuovi metodi terapeutici che lo fecero approdare ad un’altra branca della medicina, l’immunologia.
L’incarico di batteriologo all’Ospedale Universitario di Londra fu l’occasione per
proseguire i suoi studi, che lo portarono a scoprire il collegamento di alcuni batteri
con le malattie croniche intestinali, resistenti a tutte le terapie. Si convinse del fatto
che il vaccino ottenuto da questi bacilli, presenti, anche se in quantità minore,
nell’intestino di persone sane, avrebbe avuto l’effetto di ripulire l’organismo dall’intossicazione che era alla base della malattia cronica; il risultato di tale terapia fu
talmente positivo che molti pazienti riferivano di non essersi mai sentiti meglio e
che molti problemi cronici come l’artrite, il reumatismo, l’emicrania erano scomparsi definitivamente.
Queste importanti scoperte portarono all’introduzione dei vaccini studiati e sperimentati da Bach nella prassi medica ufficiale per il trattamento delle malattie
croniche, che gli valsero la pubblicazione del suo lavoro sulle riviste mediche
dell’epoca e l’inserimento negli Annali della Società Reale di Medicina del 1920.
Ciononostante Bach non era soddisfatto, in quanto c’erano ancora malattie che
non rispondevano neppure al trattamento con i vaccini, e i metodi diagnostici
erano a suo parere troppo lunghi; spesso, infatti, occorrevano giorni, settimane e
persino mesi di analisi, ricerche, osservazioni prima di poter formulare una diagnosi e decidere una terapia, tempo durante il quale il paziente si indeboliva e
soffriva. Cominciò così a pensare che il suo lavoro era solo agli inizi e che c’era
ancora molta strada da fare. L’occasione venne nel 1919 da un incarico di pato-

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Il nuovo metodo della Floriterapia: tipi umani e rimedi floreali

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logo e batteriologo presso l’Ospedale Omeopatico di Londra, che rappresentò
una svolta nelle sue ricerche. Fu lì, infatti, che Bach venne a contatto con gli studi
e l’esperienza di Hahnemann, fondatore dell’Omeopatia e suo predecessore, del
quale lo colpì la convinzione che ogni malattia richiedesse un trattamento individuale e non standardizzato. Trovò così conforto alle sue intuizioni e al principio
ispiratore della sua metodica, che era sempre partita dall’osservazione del malato più che della malattia, usando le informazioni sul suo temperamento per
prescrivere più facilmente il rimedio e cominciare subito la terapia. Iniziava, così,
quel progressivo distacco dai metodi della classe medica ufficiale che gli valse nel
tempo la periodica minaccia di essere depennato dall’Ordine dei Medici. Ma egli
rispose sempre con fiera determinazione a proseguire sulla sua strada, finendo
per dichiararsi Erborista. Intanto, nel 1920, riscosse molto successo un suo lavoro sulla “Relazione tra la terapia dei vaccini e l’Omeopatia”, presentato alla London Homeopatic Society, con il quale dimostrò la somiglianza tra questa nuova
branca della scienza medica e gli insegnamenti di Hahnemann, non solo per i
dosaggi ma anche per la composizione e la modalità d’uso dei rimedi. Già prima
di entrare in contatto con l’esperienza di Hahnemann, abbiamo detto che Bach
era giunto alle sue stesse conclusioni, e cioè che le malattie croniche erano dovute ad un “avvelenamento” del tratto intestinale da parte di alcuni microrganismi,
per cui, quando questi venivano eliminati, anche la malattia cronica spariva.
Bach iniziò dunque a preparare i vaccini con i batteri intestinali, seguendo il
metodo omeopatico di preparazione (diluizione e dinamizzazione) e a somministrarli ai pazienti per via orale, superando finalmente l’uso dell’ago ipodermico,
che procurava dolore e gonfiore locale. Classificò l’enorme varietà di batteri
presenti nell’intestino a seconda della loro azione fermentativa sullo zucchero e
li divise in sette gruppi che includevano la maggior parte dei bacilli fino ad allora
conosciuti. Questi vaccini erano in grado di purificare, impedendo la fermentazione del cibo nel tratto intestinale, in modo da rendere inoffensive le scorie
prodotte dal corpo. Nello stesso tempo, Bach lavorava sull’aspetto “mentale” e
cioè sul tipo di personalità del paziente, notando che a ognuno dei sette ceppi
batterici corrispondevano sette specifiche tipologie temperamentali: la somministrazione dei vaccini, fatta in base a questa osservazione, ebbe risultati sorprendenti. Ciononostante, Bach si andava convincendo che i sette “nosodi”, derivanti
dalla secrezione della stessa malattia, ne avessero identificato un solo aspetto,
quello che Hahnemann aveva chiamato “psora”, la cronicità, derivante da intossicazione intestinale, ma non tutte le malattie. Inoltre, non era soddisfatto del
tipo di rimedio usato e iniziò a cercarne di nuovi nel mondo vegetale, scoprendo
che alcune piante contenevano principi attivi i cui effetti erano simili a quelli dei
batteri. In un suo lavoro, La riscoperta della psora, pubblicato dal “British Homeopatic Journal”, riferendosi ad Hahnemann, affermò che egli aveva previsto l’insorgere di nuove malattie, legate alle alterate condizioni di vita, e aveva anche
previsto necessariamente la scoperta di nuovi rimedi.

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Il nuovo metodo della Floriterapia: tipi umani e rimedi floreali

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Nel 1928, tappa decisiva per il prosieguo della sua ricerca, il semplice invito ad
un ricevimento diventa per Bach l’occasione per avere una risposta alle sue intuizioni e ai suoi interrogativi. Infatti, non essendo amante della vita mondana,
cercò di dedicare la sua attenzione e il suo tempo per tutta la durata del party in
maniera diversa e così iniziò ad osservare attentamente gli invitati, le loro reazioni, i loro atteggiamenti nell’espressione del viso, nel modo di muoversi, nel tono
di voce: al dottor Bach venne da pensare che l’umanità era composta da un
numero definito di gruppi tipologici, e che ogni individuo presente in quella
grande sala rientrava in una di queste tipologie. Notò che la somiglianza tra
alcuni era così forte che avrebbero potuto essere scambiati per parenti pur non
avendo nessun grado di parentela. Verso la fine della cena, Bach aveva identificato un certo numero di tipologie ed era impegnato a confrontarle con i sette
gruppi batterici, ma si rese conto che le tipologie andavano ben al di là dei sette
gruppi e che, nel tempo, sarebbero aumentate ancora. Comprese, inoltre, che
non tutti i soggetti appartenenti allo stesso gruppo avrebbero sofferto della stessa malattia, ma che ognuno avrebbe reagito in modo simile a qualunque malattia. Si trattava, in definitiva, del perfezionamento del principio di Hahnemann,
che si avvicinava al suo concetto di terapia più di qualunque altro metodo applicato fino ad allora.
Un giorno, alla fine di settembre di quello stesso anno, recandosi in Galles,
scoprì i suoi primi tre rimedi floreali, Mimulus, Impatiens, Clematis, preparandoli con lo stesso metodo utilizzato per i vaccini orali e prescrivendoli in base
alla personalità dei pazienti.
I risultati furono talmente immediati ed efficaci da indurre Bach ad abbandonare
altri metodi terapeutici e ad avvalersi solo di questi tre fiori campestri, in attesa
di scoprirne altri. Pertanto, lasciò senza esitazioni, come era nel suo carattere
quando era convinto di seguire la strada giusta, il laboratorio e l’ambulatorio di
Londra, che gli rendevano oltre 5.000 sterline l’anno, la fama e la carriera per il
successo riscontrato dai suoi vaccini in tutto il mondo, pur di seguire il suo
impulso di recarsi nel cuore del Galles, sua terra di origine, alla scoperta di nuovi
rimedi floreali, dando così inizio ad una nuova attività con un’impostazione di
lavoro completamente diversa da quella praticata fino a quel momento.
In un’instancabile ricerca tra i prati e i boschi di quella verde terra, Bach, nell’arco di pochi anni, riuscì a trovare tutti gli altri rimedi, preparati con il suo metodo
originale: i 12 “Guaritori”, di cui aveva già individuato i primi tre, che corrispondono a specifiche modalità caratteriali, i 7 “Aiuti” e i 19 “Assistenti”, per armonizzare squilibri psico-emotivi più cronici o critici. Era nata la Floriterapia ed Edward Bach, il suo ideatore, lasciava il corpo fisico, una sera di novembre del
1936, finalmente in pace, felice di aver assolto alla sua missione.

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Fiori di Bach e Zodiaco

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I 7 gruppi e i 38 rimedi: uno sguardo alla “ruota” dei fiori
Come già accennato, per dare a tutti la possibilità di ricorrere facilmente al suo
metodo, E. Bach si affrettò a sistemare i 38 rimedi (uno solo è Acqua di roccia) in
7 gruppi, servendosi del cerchio come schema di riferimento, e individuando per
ciascuno di essi l’emozione negativa prevalente e la qualità positiva corrispondente:
1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)

paura (coraggio);
incertezza (sicurezza);
mancanza di interesse per il presente (motivazione);
solitudine (relazione);
ipersensibilità (forza);
scoraggiamento e disperazione (speranza);
dominio o eccessiva cura per gli
altri (amore).

Non è sembrata casuale la scelta del numero 7 che rimanda, tra l’altro, ai 7 pianeti (personali) e ai 7 colori dell’arcobaleno
collegati ai 7 chàkra (sanscrito) o ruote di
energia; queste, visualizzate lungo la colonna vertebrale dagli antichi yogi in stato
meditativo, coinciderebbero con i plessi o
gangli dell’anatomia umana, punti di interscambio tra il sistema nervoso ed endocrino da cui sembra dipendano il nostro
equilibrio psichico e il corretto funzionamento degli organi corrispondenti. È attraverso i chàkra, nel corpo astrale (il secondo dei quattro corpi sottili, tramandatici dalla cultura orientale ma evidenziati e
percepiti anche da particolari macchine e
strumenti rilevatori di energia), che manifestiamo le nostre principali tendenze emotive; qui agirebbero le essenze floreali, potenziando la vibrazione energetica di cui
possiamo mancare in un particolare momento ristabilendo l’equilibrio perduto.
Nell’ambito dei 7 gruppi, Bach percepì e
descrisse molteplici sfumature dell’animo
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I 7 gruppi e i 38 rimedi: uno sguardo alla “ruota” dei fiori

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umano e diversi temperamenti collegati ai singoli Fiori, che distinse in 12 “Guaritori”, 19 “Assistenti” e 7 “Aiuti”.
I “Guaritori”, che esamineremo in dettaglio nel capitolo V a proposito dell’analogia intuita da E. Bach con i 12 segni zodiacali, sono i fiori della personalità,
per cui ognuno si riconoscerà prevalentemente in uno di questi, anche se la
complessità e la molteplicità dei temperamenti umani o un particolare stato emotivo potrebbe farci sentire in assonanza con un Guaritore diverso da quello riferito al nostro segno di nascita, o con più Guaritori contemporaneamente. Nella
scelta potrà esserci di grande aiuto l’Astrologia, che attraverso una lettura simbolica del tema natale ci consente di illuminare anche quelle parti di noi più celate
e forse per questo più bisognose di essere mostrate e accudite. In ogni gruppo di
Fiori troveremo uno o due Guaritori, tranne nel VI, che individua stati d’animo
particolarmente critici o cronici.
Gli “Assistenti” rappresentano il nostro modo di reagire agli eventi e alle condizioni di vita che riteniamo ci siano imposti, quando si ha la sensazione di mettere in atto meccanismi inconsci, automatici, e quindi più difficili da riconoscere
perché meno consapevoli; riguardano momenti critici della nostra vita per cui
andranno assunti molte volte per poco tempo.
Gli “Aiuti”, infine, intervengono quando aspetti della personalità, in presenza di
determinate circostanze, possono degenerare in stati d’animo negativi cronici. È
il caso, ad esempio, di Gentian (Guaritore), che a seguito di una lunga malattia
può assumere caratteristiche Gorse (Aiuto), e cioè passare da sfiducia e scetticismo di fondo ad una forma più grave di disperazione e/o depressione; a differenza dei precedenti, questi andranno assunti poche volte per molto tempo.
Guarderemo ora da vicino i singoli rimedi seguendo in senso orario la ruota dei
fiori e, per consentire un approccio quanto più semplice possibile al sistema
terapeutico di Bach, daremo solo una definizione sintetica dell’emozione collegata a ciascun fiore, della qualità evocata, descrivendo anche un breve repertorio
dei sintomi e gli effetti positivi della guarigione. Ci riserviamo di fornire in seguito una descrizione più completa e puntuale basata anche sull’analisi astrologica.

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I 7 gruppi e i 38 rimedi: uno sguardo alla “ruota” dei fiori

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FIORI per la PAURA: evocano CORAGGIO e COMPRENSIONE
1) ROCK ROSE = Eliantemo (Guaritore, rimedio
d’emergenza) n. 26
• Emozioni: terrore, panico.
• Qualità: coraggio eroico, perseveranza.
• Repertorio: palpitazioni, cuore in gola, sensazione di “pugno nello stomaco”, respiro corto, angoscia, blocco motorio e della parola.
• Effetti: rigenerazione nervosa, rilassamento, capacità di agire anche in casi estremi.
2) MIMULUS = Mimolo giallo (Guaritore) n. 20
• Emozioni: paure conosciute.
• Qualità: coraggio di vivere ogni esperienza.
• Repertorio: timidezza, inibizione, balbuzie, loquacità, fobie, ipersensibilità ai rumori, riservatezza,
agorafobia, paura di essere rifiutati, tendenza ad
ammalarsi se sotto pressione, costituzione esile,
delicata.
• Effetti: padronanza di sé ed equilibrio interiore,
disinvoltura.
3) CHERRY PLUM = Prugno (Assistente) n. 6
• Emozioni: paura di perdere il controllo, paura di
impazzire.
• Qualità: autocontrollo, forza d’animo.
• Repertorio: tensione mentale, incapacità a rilassarsi, pressione prolungata a causa di disturbi fisici o psichici, o per circostanze esterne.
• Effetti: tranquillità interiore, rilassamento mentale; il rimedio aiuta ad avere fiducia nelle proprie facoltà mentali e ad essere padroni delle proprie energie interiori.

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I 7 gruppi e i 38 rimedi: uno sguardo alla “ruota” dei fiori

4) ASPEN = Pioppo tremulo (Assistente) n. 2
• Emozioni: paure sconosciute, paura dell’ignoto.
• Qualità: fede.
• Repertorio: paure inspiegabili, presentimenti,
presagi, incubi, paura del buio, fascinazione per
l’occulto, nodo allo stomaco, pelle d’oca.
• Effetti: consapevolezza che amore e bontà albergano dietro ogni cosa.

5) RED CHESTNUT = Ippocastano rosso (Assistente) n. 25
• Emozioni: paure eccessive per gli altri.
• Qualità: ottimismo e autonomia emotiva.
• Repertorio: ansia e preoccupazione eccessiva per
i propri cari; tipico stato emozionale del genitore iperprotettivo.
• Effetti: aiuta a tagliare il cordone ombelicale, a
distaccarsi, a vivere e a lasciar vivere.

FIORI per l’INCERTEZZA: evocano SICUREZZA, FERMEZZA, FIDUCIA
1) CERATO = Piombaggine (Guaritore) n. 5
• Emozioni: sfiducia nelle proprie intuizioni.
• Qualità: certezza, fiducia nella propria saggezza interiore.
• Repertorio: dubbio, avidità di informazioni, loquacità, eccessiva dipendenza dall’opinione altrui, tendenza al conformismo.
• Effetti: chiarezza nelle scelte e nell’azione; capacità di gestire la propria vita.

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2) SCLERANTHUS = Fiorsecco (Guaritore) n. 28
• Emozioni: indecisione, alternanza.
• Qualità: forza e capacità decisionale.
• Repertorio: movimenti scoordinati, indecisione tra
due cose, instabilità emotiva e fisica, esitazione,
mutamenti d’umore, vertigini e in genere disturbi dell’equilibrio, sintomi di alternanza tra fame
e inappetenza, diarrea e stitichezza.
• Effetti: capacità di scelta, equilibrio mentale e fisico.
3) GENTIAN = Genziana (Guaritore) n. 12
• Emozioni: pessimismo, scetticismo.
• Qualità: fiducia, ottimismo, capacità di affrontare gli ostacoli.
• Repertorio: scoraggiamento, depressione da cause note, dubbio, mancanza di coraggio.
• Effetti: il rimedio aiuta a vedere il lato positivo
delle difficoltà e ad affrontare gli ostacoli come
occasione di crescita.

4) GORSE = Ginestrone (Aiuto) n. 13
• Emozioni: rassegnazione, disperazione, scoraggiamento.
• Qualità: forza d’animo, speranza.
• Repertorio: malinconia, malattia cronica, convinzione di non poter più guarire, si prosegue nelle cure
solo per assecondare i consigli delle persone care.
• Effetti: recupero della forza vitale e della capacità di affrontare anche situazioni disperate.
5) HORNBEAM = Carpino bianco (Assistente) n. 17
• Emozioni: stanchezza mentale, demotivazione.
• Qualità: freschezza, vitalità.
• Repertorio: stanchezza mentale che scompare
uscendo dalla routine, mancanza di slancio, difficoltà ad alzarsi e ad ingranare al mattino, monotonia, noia.
• Effetti: recupero di energia e voglia di iniziare la
giornata.

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6) WILD OAT = Avena selvatica (Aiuto) n. 36
• Emozioni: dubbio di vocazione, dispersione.
• Qualità: scoperta del proprio valore e della propria missione.
• Repertorio: insoddisfazione, frustrazione, ambizioni vaghe, tendenza a cambiare interessi continuamente, talento e capacità sprecati.
• Effetti: si riesce a individuare la strada da seguire per realizzare le proprie aspirazioni e i propri
talenti.
FIORI per la MANCANZA DI INTERESSE NEL PRESENTE:
evocano l’ATTENZIONE NEL QUI ED ORA
1) CLEMATIS = Clematide,Vitalba (Guaritore) n. 9
• Emozioni: distrazione, mancanza di concentrazione.
• Qualità: presenza a se stessi, creatività pratica e
produttiva.
• Repertorio: apatia, evasione immaginativa, sogni ad occhi aperti, mancanza di senso pratico,
indifferenza, mancanza di vitalità, pallore, estremità fredde, bisogno di dormire molto, disturbi
visivi e uditivi.
• Effetti: il rimedio aiuta ad avere forte contatto con la vita, con la propria
interiorità e creatività, a sviluppare il senso artistico e la concentrazione, a
“mettere i piedi per terra”.
2) HONEYSUCLE = Caprifoglio (Assistente) n. 16
• Emozioni: nostalgia, vivere nel passato.
• Qualità: interesse per il presente.
• Repertorio: rimpianto del passato, malinconia,
difficoltà ad accettare i cambiamenti, rammarico per le occasioni perdute; per le persone anziane, per i vedovi, per chi cambia casa, città,
per chi interrompe una relazione.
• Effetti: si vive pienamente nel presente tesaurizzando le esperienze passate.

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3) WILD ROSE = Rosa canina (Assistente) n. 37
• Emozioni: rassegnazione, apatia, scarso interesse.
• Qualità: vitalità, motivazione.
• Repertorio: mancanza di gioia di vivere, noia, tristezza, vuoto interiore, fatalismo, ci si abbandona al proprio destino.
• Effetti: entusiasmo ed energia, voglia di vivere.

4) OLIVE = Olivo (Aiuto) n. 23
• Emozioni: sfinimento fisico e psichico, astenia.
• Qualità: forza fisica e mentale, ricostituente energetico.
• Repertorio: esaurimento psico-fisico, disinteresse
alla vita, bisogno di riposo, di sonno, deperimento
organico.
• Effetti: scompare la stanchezza, ritornano l’antico vigore e una grande energia.

5) WHITE CHESTNUT = Ippocastano bianco (Assistente) n. 35
• Emozioni: pensiero ricorrente e ossessivo.
• Qualità: tranquillità mentale.
• Repertorio: pensiero fisso, dialogo interno torturante, congestione, stress mentale.
• Effetti: silenzio interiore, chiarezza mentale.

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6) MUSTARD = Senape selvatica (Aiuto) n. 21
• Emozioni: depressione da cause sconosciute,
malinconia, amarezza.
• Qualità: luce e serenità.
• Repertorio: tristezza, angoscia improvvisa, senso di vuoto.
• Effetti: forza interiore, fiducia, profondo e luminoso contatto con se stessi, la mente e il cuore
si aprono alla vita.

7) CHESTNUT BUD = Boccioli di Ippocastano
(Assistente) n. 7
• Emozioni: scarsa attenzione, tendenza a ripetere gli stessi errori.
• Qualità: apprendimento, concentrazione.
• Repertorio: lentezza nell’apprendimento, mancanza di osservazione, inerzia, automatismo.
• Effetti: il rimedio aiuta a far tesoro delle esperienze fatte per poter vivere pienamente il presente e procedere nell’evoluzione; vigilanza mentale.
FIORI per la SOLITUDINE:
evocano ARMONIA CON LA VITA e ALTRUISMO
1) WATER VIOLET = Violetta d’acqua (Guaritore) n. 34
• Emozioni: controllo mentale sulle emozioni, distacco, orgoglio riservato.
• Qualità: partecipazione, empatia, umiltà.
• Repertorio: difficoltà a stabilire contatti personali, a socializzare, a manifestare affetto.
• Effetti: la freddezza si tramuta in calore, cadono
il riserbo e il distacco dagli altri.

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2) IMPATIENS = Non mi toccare - Balsamina (Guaritore) n. 18
• Emozioni: frenesia, impazienza, ansia di anticipo.
• Qualità: calma, rispetto dei tempi altrui.
• Repertorio: irritabilità, impulsività, ritmi accelerati, tensione muscolare, precipitazione nel parlare o nell’agire. Rossori improvvisi, eruzioni cutanee, pruriti, difficoltà a rilassarsi.
• Effetti: il rimedio aiuta a rallentare il ritmo aumentando la capacità di osservazione e la consapevolezza.
3) HEATHER = Erica (Aiuto) n. 14
• Emozioni: bisogno eccessivo di attenzione.
• Qualità: ascolto dell’altro e altruismo, empatia.
• Repertorio: egocentrismo, paura della solitudine,
incapacità di ascolto, eccessiva loquacità, carenza affettiva, fame smodata, ipocondria, esibizionismo, narcisismo.
• Effetti: il rimedio aiuta a sviluppare il rispetto per le
esigenze altrui, la disponibilità verso il prossimo.

FIORI per la IPERSENSIBILITÀ: evocano PACE e AMORE
4) HOLLY = Agrifoglio (Assistente) n. 15
• Emozioni: collera, gelosia, invidia.
• Qualità: comprensione e amore, calma.
• Repertorio: odio, rabbia manifesta, diffidenza,
sospetto, frustrazione, separazione, suscettibilità,
permalosità.
• Effetti: si ritrova armonia, serenità e la capacità
di dare e ricevere amore.

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I 7 gruppi e i 38 rimedi: uno sguardo alla “ruota” dei fiori

5) WALNUT = Noce (Assistente) n. 33

•

• Emozioni: scarsa capacità di adeguarsi ai cambiamenti.
• Qualità: adattamento, ripresa e disinvoltura.
• Repertorio: periodi di passaggio (adolescenza,
maternità, menopausa, pensionamento), cambiamento di casa, lavoro, relazioni, residenza,
convalescenza; necessità di protezione energeti
ca per chi lavora con persone malate (medici, infermieri, pranoterapeuti).
Effetti: si rimane fedeli a se stessi, si prosegue nel proprio cammino nonostante le avversità, i pareri contrari degli altri o le circostanze esterne.
6) CENTAURY = Centaurea (Guaritore) n. 4
• Emozioni: volontà sottomessa, paura di deludere.
• Qualità: rafforza volontà e determinazione.
• Repertorio: influenzabilità, annullamento di sé,
disponibilità estrema, senso del dovere, difficoltà a imporsi, a dire di no; si evitano discussioni
per non perdere il consenso altrui.
• Effetti: si recupera il rispetto di sé e della propria identità, si riesce a sviluppare la volontà;
autodeterminazione e autorealizzazione ridanno al soggetto la vitalità perduta.
7) AGRIMONY = Agrimonia (Guaritore) n. 1
• Emozioni: tormento interiore nascosto, fuga dai
confronti e dalle tensioni.
• Qualità: risoluzione dei propri conflitti, capacità di confronto.
• Repertorio: inquietudine, mascheramento, bugie,
cordialità a tutti i costi, ansia, bulimia, uso di
droghe o dipendenze diverse.
• Effetti: recupero dell’equilibrio interiore e della
stima di sé, capacità di mostrare i propri sentimenti più profondi e schietti, disponibilità al confronto con spontaneità ed equilibrio. L’ansiolitico di Bach.

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FIORI per lo SCORAGGIAMENTO e la DISPERAZIONE:
evocano FIDUCIA e LUCE nell’oscurità
1) CRAB APPLE = Melo selvatico (Assistente) n. 10
• Emozioni: senso di impurità nel corpo, nella mente e nello spirito.
• Qualità: depurante, accettazione di sé e del proprio corpo.
• Repertorio: ossessione per il dettaglio, pulizia
maniacale, guardarsi allo specchio e non piacersi, paura del contagio, disagio nel contatto fisico,
senso di vergogna.
• Effetti: svanisce la sensazione di disgusto persistente, di contaminazione;
si impara ad accettarsi con sano e naturale equilibrio.
2) OAK = Quercia (Aiuto) n. 22
• Emozioni: eccessivo senso del dovere, stanchezza.
• Qualità: forza, rispetto di sé e dei propri limiti.
• Repertorio: perseveranza nonostante le difficoltà, non ci si arrende mai, esaurimento fisico, mancanza di riposo, dolori alla schiena; per il lavoratore indefesso, punto di riferimento in famiglia o
sul posto di lavoro, per chi tende ad assumersi
anche le responsabilità degli altri, e anche in caso
di malattia lotta strenuamente senza arrendersi
sottoponendosi a qualunque cura.
• Effetti: ci si rende conto della propria stanchezza, ci si concede il giusto
riposo del “Guerriero” per ritornare ad essere forti come querce.
3) WILLOW = Salice giallo (Assistente) n. 38
• Emozioni: risentimento, amarezza.
• Qualità: responsabilità di se stessi, ragionamento costruttivo.
• Repertorio: rancore, rabbia inespressa, vittimismo,
delusione, permalosità.
• Effetti: si comprende che ognuno è artefice del proprio destino e ci si dispone ad adempierlo con spirito positivo e ottimista.

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I 7 gruppi e i 38 rimedi: uno sguardo alla “ruota” dei fiori

4) STAR OF BETHLEM = Stella di Betlemme (Assistente) n. 29
• Emozioni: traumi, shock, emergenza.
• Qualità: risveglio interiore, riorientamento; scioglie i traumi.
• Repertorio: situazioni traumatiche acute e croniche anche rimosse, intontimento interiore, apatia, infelicità, tristezza, malinconia, disturbi della deglutizione, blocco energetico.
• Effetti: rimedio consolatore dell’anima, allevia i
dolori e le pene, rivitalizza i collegamenti energetici apportando forza interiore e chiarezza
mentale.
5) SWEET CHESTNUT = Castagno dolce (Assistente) n. 30
• Emozioni: angoscia estrema.
• Qualità: capacità di trasformare e di ritrovare la
luce.
• Repertorio: mancanza di risorse, senso di vuoto, lutto, desolazione estrema, sensazione di aver
toccato il fondo, “la notte buia dell’anima” prima di un grande cambiamento, di una svolta
importante.
• Effetti: si riescono ad attraversare con fede anche
i momenti più bui e ad affrontare le prove della
vita.
6) ELM = Olmo inglese (Assistente) n. 11
• Emozioni: momentaneo scoraggiamento.
• Qualità: riconoscimento delle proprie forze, sostegno.
• Repertorio: sentirsi sopraffatti dalle responsabilità, occasionale sentimento di incapacità, eccesso di impegni, sensazione di inadeguatezza,
stress transitorio.
• Effetti: il rimedio aiuta a ritrovare fiducia nelle
proprie capacità, a seguire la propria vocazione,
a sentirsi di nuovo all’altezza della situazione.

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Fiori di Bach e Zodiaco

I 7 gruppi e i 38 rimedi: uno sguardo alla “ruota” dei fiori

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7) PINE = Pino (Assitente) n. 24
• Emozioni: senso di colpa.
• Qualità: perdono e superamento dei propri errori come strumento di crescita.
• Repertorio: autorimprovero, disistima di sé, masochismo, autocritica.
• Effetti: si riescono ad accettare i propri errori e a
farne occasione di crescita; ottimo recupero della stima di sé.
8) LARCH = Larice (Assistente) n. 19
• Emozioni: insicurezza, sfiducia in se stessi, paura
di fallire.
• Qualità: audacia, fiducia nelle proprie capacità.
• Repertorio: senso di inferiorità, esitazione, tendenza a rimandare, passività, scoraggiamento; la
convinzione di non riuscire non fa neppure tentare.
• Effetti: coraggio, sicurezza e determinazione.

FIORI di DOMINIO o ECCESSIVA CURA PER GLI ALTRI:
evocano RISPETTO e AMORE DISINTERESSATO
1) ROCK WATER = Acqua di roccia (Aiuto) n. 27
• Emozioni: rigidità, eccessiva autodisciplina.
• Qualità: duttilità, fluidità, accettazione della vita.
• Repertorio: severità, mancanza di compassione,
perfezionismo maniacale, alti ideali, ossessione
per diete, terapie o un determinato stile di vita,
estremo controllo su di sé, difficoltà a lasciarsi
andare, a ballare, a godere dei piccoli piaceri della vita; problemi sessuali, disturbi articolari, anoressia.
• Effetti: il rimedio addolcisce la personalità stimolando l’umiltà e il rispetto di sé; flessibilità mentale unita a una maggiore capacità affettiva verso i propri simili.

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C3

I 7 gruppi e i 38 rimedi: uno sguardo alla “ruota” dei fiori

2) BEECH = Faggio (Assistente) n. 3
• Emozioni: intolleranza, ipercriticismo.
• Qualità: comprensione, empatia.
• Repertorio: arroganza, pregiudizio, grettezza,
puntigliosità, permalosità.
• Effetti: indulgenza, capacità di immedesimarsi
negli altri e di lasciarli parlare senza contraddirli; si riescono a vedere i propri difetti e a trasformarli.

3) VINE = Vite rossa (Aiuto) n. 32
• Emozioni: ambizione, avidità di potere.
• Qualità: servizio, carisma, rispetto.
• Repertorio: aggressività, prepotenza, sadismo,
intransigenza, ipertensione, rigidità della colonna vertebrale, mancanza di scrupoli, sordità alle
proprie emozioni e a quelle altrui; il manager
in carriera, il dittatore.
• Effetti: si riesce ad equilibrare l’ambizione con
il servizio e a trasformare l’autorità in autorevolezza.
4) VERVAIN = Verbena (Guaritore) n. 31
• Emozioni: fanatismo, tensione.
• Qualità: moderazione.
• Repertorio: dispersione di energia, presunzione,
iperattività, missionarismo, idealismo, forte senso di giustizia, agitazione interiore, per chi cerca di imporre le proprie idee agli altri.
• Effetti: tolleranza ideologica, confronto equilibrato, scomparsa della tensione, senso del limite.

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I 7 gruppi e i 38 rimedi: uno sguardo alla “ruota” dei fiori

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5) CHICORY = Cicoria selvatica (Guaritore) n. 8
• Emozioni: attaccamento possessivo.
• Qualità: amore disinteressato.
• Repertorio: iperprotettività, ricatto morale, autocompatimento, paura di perdere gli affetti, compagnia, ma anche beni o denaro, bisogno di attenzione da parte delle persone care, egocentrismo, egoismo, tipico rapporto madre/figlio.
• Effetti: capacità di amare spontaneamente senza aspettarsi nulla in cambio.
Concludiamo ricordando che per preparare una buona combinazione di fiori,
reperibili in farmacia o in erboristeria, basteranno due gocce di ogni essenza in
una boccetta da 30 ml, con contagocce a pipetta, che sarà riempita per 2/3 di
acqua minerale naturale e per 1/3 di alcol a 45° (brandy o cognac). La prescrizione base è di 4 gocce del preparato, per almeno 4 volte al giorno, per almeno
28 giorni, avendo l’accortezza di non assumere alimenti, bevande o altre sostanze un quarto d’ora prima o dopo la somministrazione.

Fiori di Bach e Zodiaco

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Floriterapia e Astrologia
Già agli esordi della Floriterapia di Bach era stato preso in considerazione il
punto di vista astrologico. Per farcene un’idea bisogna risalire alla stesura iniziale de I Dodici Guaritori, prima che le allusioni astrologiche fossero eliminate
dalle edizioni successive a causa della necessità di Bach di semplificare e di pubblicare solo ciò di cui fosse assolutamente certo, consapevole di non avere le
conoscenze e il tempo necessari per approfondire l’argomento. Infatti, sebbene il
suo metodo e la sua impostazione fossero scientifici e rigorosi, le sue origini (la
mistica terra del Galles), la sua natura intuitiva e sensibile e l’amore per la natura
in tutti i suoi aspetti lo avevano portato ad esplorare anche il sapere esoterico, e
quindi l’Astrologia, come dimostra la sua adesione alla Loggia Massonica di
Londra, la più importante d’Europa.
Del resto, che Edward Bach fosse ispirato nella sua ricerca da un principio Superiore era già evidente non solo nella capacità di “sentire” la vibrazione energetica del
fiore e di collegarla ad uno stato emotivo, ma anche nella sua convinzione che i
rimedi floreali fossero gli unici in grado di mettere in contatto l’uomo con l’Io
superiore o Anima, creando un ponte tra terra e cielo per realizzare quella guarigione globale a cui Bach aveva sempre aspirato nel corso della sua vita. La possibilità di utilizzare l’Astrologia per l’individuazione dei rimedi appropriati nasceva, di
sicuro, dal confronto tra il significato simbolico-archetipico dei segni e dei pianeti
e la descrizione che Bach aveva fatto dei Guaritori, identificando precise tipologie
caratteriali. Scrive infatti: “Vi sono fondamentalmente dodici tipi primari di personalità e ognuno di essi ha un aspetto positivo ed uno negativo. Questi tipi di
personalità sono indicati dal segno zodiacale in cui si trova la luna al momento
della nascita, che può darci un’indicazione sull’obiettivo e la finalità della vita,
sulla lezione da apprendere e sul rimedio che aiuterà ciascuna di queste personalità a realizzare la propria vocazione, mentre i pericoli di interferenza sono indicati
dalla posizione dei pianeti. Ma solo nelle prime tappe della nostra evoluzione —
sostiene Bach — questi ci possono assistere o influenzare. Una volta che abbiamo
sviluppato l’amore, che è il grande amore verso il prossimo, ci liberiamo dalle
nostre stelle, perdiamo la nostra linea del destino e, nel bene o nel male, diventiamo timonieri della nostra nave”.
Da queste considerazioni si comprende come Bach avesse già colto l’utilità dell’Astrologia nell’individuazione della tipologia caratteriale, delle sue qualità e
dei suoi limiti, anche se, come già accennato, il timore di complicare il suo metodo e di essere frainteso, unitamente alla consapevolezza di non aver sufficientemente sperimentato questa ipotesi, lo indussero a scrivere in una lettera del 1933,
indirizzata ad un suo allievo, Peter Damian : “Sono abbastanza cauto per quanto
concerne l’astrologia, per questo sono stati omessi i dodici segni zodiacali e i

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Floriterapia e Astrologia

mesi da I Dodici Guaritori. Quest’opera aiuterà decisamente la purificazione e la
comprensione dell’Astrologia, ma sembra che il mio contributo sia di dare i
principi generali, con il cui aiuto chi ha conoscenze più specifiche possa scoprire
una grande verità”. È merito infatti di Peter Damian aver ripreso questo tema
arricchendolo e pubblicandolo in una forma semplice, comprensibile a tutti, nel
suo libro Astrologia e Floriterapia di Bach1 .
Ma vediamo quali sono gli
elementi presi in considerazione da Damian per la diagnosi astrologica sul tema di nascita:
•

l’Ascendente, che indica
il nostro temperamento,
come ci mostriamo agli
altri, la nostra immagine
nel mondo;
• il Sole, la coscienza di sé,
l’energia vitale, il principio
maschile di autoaffermazione;
• la Luna, che identifica il
mondo emotivo e irrazionale, la sensibilità, il principio femminile e materno,
il bisogno di sicurezza e
protezione.
Alla posizione della Luna nel tema di nascita Bach diede molta importanza, come già visto, attribuendole il significato di personalità che normalmente, nell’Astrologia occidentale, viene assegnato all’Ascendente, e a cui
riteneva si dovesse far riferimento per l’individuazione del rimedio floreale
equilibratore. Ciò forse considerando che la Luna, nel tema natale, indica
anche il tipo di reazione emotiva immediata e inconscia alle situazioni ambientali instauratesi fin dalla primissima infanzia, e forse già prima, durante la gestazione, quindi le nostre radici, la nostra “impronta genetica”. Del
resto anche nell’Astrologia indiana alla Luna viene attribuita la stessa importanza che in Occidente si attribuisce al Sole: la vera realtà dell’individuo, quella assolutamente personale e non condizionata dall’ambiente socioculturale;
1

Non esiste la traduzione in italiano del libro di Damian, il cui titolo originale è Astrologie und Bach Blutentherapie, Acquamarin Verlag, Grafing.

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— Mercurio, il messaggero alato degli dei,
rappresentato dal Caduceo di Ermete2 ,
che simboleggia il nostro temperamento mentale, le nostre attitudini intellettuali e incarna sia la comprensione e il
pensiero logico che la sete di conoscenza, l’entusiasmo e gli obiettivi legati all’intelletto. A proposito di questo pianeta, Damian sostiene che la sua posizione nel tema di nascita (segno ed elemento) fornisce un’importante informazione sui propri schemi mentali3 , un fattore cruciale per capire la disposizione
con cui vengono utilizzati i fiori;
• Saturno, che da sempre svolge un ruolo chiave nell’interpretazione del tema
natale, ultimo dei pianeti cosiddetti “personali”, per distinguerli da quelli transperErmete Trismegisto
sonali o generazionali (Urano, Nettuno
e Plutone). Saturno, infatti, incarna il bisogno umano di protezione e di sicurezza che ci spinge a definire dei confini dai
quali, però, possiamo anche sentirci limitati se prende il sopravvento la paura. Se
poi pensiamo che sul piano simbolico questo pianeta rappresenta anche il principio di autorità, vissuto prima nella relazione con i genitori e poi in quella con
le istituzioni, che chiedono di rispettare le “regole” del vivere civile sacrificando in
parte la nostra individualità, è facile cogliere l’importanza della sua valutazione
ai fini di una più efficace comprensione del tipo di personalità;
• la prima casa o settore esistenziale che inizia con l’Ascendente (sono
dodici le case astrologiche sul cerchio zodiacale), e può darci informazioni
sulle inclinazioni dell’individuo sia a livello fisico che mentale, sulla sua
costituzione e sui suoi punti deboli;
• il pianeta reggente dell’Ascendente o maestro di natività4 , come lo chiamavano gli Antichi, a cui viene riconosciuta da sempre in Astrologia un’importanza
determinante nell’interpretazione del tema di nascita che starebbe ad indicare,
secondo Damian, le potenzialità di affermazione o di sconfitta nella vita;
• il Medium Coeli, il punto più alto dell’oroscopo, la nostra vera personalità. Questo, nella comune accezione, può anche rappresentare, in base al
2
Il bastone su cui si avvolgono in senso opposto i 2 serpenti, rappresentanti delle opposte correnti, ascendente
e discendente, della Forza universale, usato anche come simbolo della medicina.
3
Bach diceva infatti che la malattia è un “atteggiamento mentale consolidato”.
4
Se ad esempio una persona nasce con l’Ascendente in Ariete, il suo maestro di natività sarà Marte, pianeta
governatore del segno.

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segno, ai pianeti ad esso congiunti o agli aspetti formati dagli stessi, quale
dovrebbe essere la realizzazione del nostro progetto di vita. Se ne comprende pertanto il ruolo nell’analisi dei rimedi floreali più idonei ad un
progressivo riequilibrio psicofisico;
• il Nodo lunare ascendente o Nodo nord, che Damian definisce come la
nostra funzione nel cammino verso l’aldilà, e più comunemente può essere
inteso come la direzione da seguire per realizzare il Medium coeli.
In seguito, altri hanno proseguito sulla scia di questi studi e dei criteri di massima
lasciati in eredità da E. Bach, e ognuno ha introdotto nuovi spunti di osservazione per
una più completa e organica comprensione del tipo di personalità da collegare al fiore
o ai fiori più indicati ad armonizzare una tendenza emotiva caratteriale, o semplicemente a individuare uno stato d’animo transitorio derivante da un’esperienza di vita.
Un approfondito esame del tema di nascita a fini terapeutici non può prescindere infatti dalla valutazione di altri pianeti, soprattutto di Venere e Marte. Il
primo, femminile, rappresenta il principio magnetico di attrazione tra gli individui ed esprime il modo di vivere e di concepire l’amore e gli affetti in generale. È
facile dunque coglierne l’importanza relativamente al segno, agli “aspetti” e ai
“transiti” che il pianeta forma nel tema di nascita, dai quali possiamo dedurre
indicazioni importanti su uno degli ambiti più significativi della vita dell’uomo
perché legato al bisogno primario di dare e ricevere amore.
La posizione di Marte, principio maschile, che rimanda all’antico dio guerriero
Ares, indica invece di quali “armi”, e quindi di quali difese, l’individuo dispone
nella lotta quotidiana dell’esistenza, che uso ne fa e in quali ambiti deve impegnarsi per non essere sopraffatto. Essendo un pianeta di fuoco, è dunque collegato all’energia fisica e al sistema immunitario, che è il primo a cedere e quindi a
renderci più vulnerabili alle malattie, quando attraversiamo un momento o un
periodo di difficoltà emotiva o fisica.
Può essere anche utile inoltre considerare la posizione e il ruolo svolto da quei
pianeti cosiddetti “sociali” o “cerniera” e ci riferiamo in particolare a Giove (l’altro è
Saturno già preso in esame nella citata analisi di Damian), che stanno a indicare il
nostro modo di agire ed interagire nel sociale. Questi, infatti, rappresentano, sebbene con funzioni diverse, da una parte la personale capacità di adattamento e dall’altra i nostri condizionamenti, che, se troppo forti, possono farci sviare dalla nostra
più autentica missione. Ciò nel tempo può creare un conflitto da cui spesso nasce un
sintomo o una malattia di per sé benefica, come sosteneva Bach, perché rappresenta
l’opportunità di una vera guarigione. Se dunque Saturno incarna l’emozione paura
e quindi rimanda ad un principio di chiusura e di prudenza, Giove rappresenta
invece le nostre riserve di fiducia e di apertura, che possono aiutarci, se vissute in
maniera equilibrata, a farci evolvere verso le nostre più desiderate e autentiche mete.
E arriviamo ai pianeti “transpersonali” o “generazionali”, cosiddetti perché impiegano molti anni per attraversare un segno e rimandano a valori superiori di libera
espressione di sé (Urano), di amore universale (Nettuno) e del potere di trasfor-

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Floriterapia e Astrologia

mazione profonda (Plutone). Anche questi, in base agli aspetti che nel loro moto
perpetuo intorno al Sole formano con gli altri pianeti nell’oroscopo al momento
della nascita o nel corso del tempo (transiti), possono dare delle informazioni
importanti sul processo evolutivo dell’individuo e sulle prove a cui sarà sottoposto; per affrontarle sarà di grande aiuto una terapia con i “Fiori”. Essa, infatti,
agendo sui corpi energetici sottili, può fare da ponte tra il sé e quel principio divino
da cui veniamo e che, secondo Bach, l’anima anela a vivere nella sua incarnazione
terrena, affrontando gli ostacoli che si oppongono alla sua realizzazione.

I simboli dell’Astrologia

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I 12 Guaritori, i 12 segni zodiacali e l’individuazione del fiore
“caratteriale”
Compresi i punti essenziali dell’analisi astrologica di Damian applicata alla somministrazione dei rimedi floreali sulla scorta delle intuizioni di E. Bach, è interessante
ora soffermarsi sull’associazione dei 12 Guaritori ai 12 segni zodiacali, che può
darci un’indicazione importante e di facile verifica della sua validità. Percorreremo
così l’intero cerchio zodiacale dal primo segno – l’Ariete – all’ultimo – i Pesci –,
cercando sulla ruota dei fiori, che Bach ci ha lasciato come mappa di orientamento, i Guaritori corrispondenti. Di sicuro non è casuale la scelta del cerchio, che
fin dall’antichità è simbolo dell’universo (ciò che è senza fine) e che in Astrologia
viene usato per rappresentare il Sole, e cioè l’Io, la coscienza, il nostro centro, la
nostra vera essenza. Bach ci insegna che ogni essere umano nasce con una o due
lezioni da apprendere, e fino a quando non ne diventa consapevole può succedergli di contrarre malattie che, lungi dal rappresentare eventi negativi, hanno il solo
compito di riportarci alla nostra verità attraverso la comprensione del disagio,
dello squilibrio psico-emotivo o spirituale che ne è all’origine, dandoci così la
possibilità di riflettere e di cambiare, se vogliamo, il corso della nostra vita.

Ruota zodiacale

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I 12 Guaritori, i 12 segni zodiacali e l’individuazione del fiore “caratteriale”

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L’Ariete, segno di Fuoco, collegato al pianeta Marte, che inizia il cerchio zodiacale
e coincide con la stagione della primavera,
rappresenta il principio della vita, il momento della nascita, la necessità di venire al mondo, ed è quindi istintivo e impulsivo, si esprime attraverso lo slancio, l’azione immediata e diretta, senza considerarne le conseguenze o il risultato. Per questo motivo può,
a volte, risultare insensibile, rude o offensivo ma pur sempre leale, sincero e coraggioso. Dunque un temperamento “bilioso”, come lo avrebbero definito gli Antichi,
che già di per sé può darci indicazioni sulle sue predisposizioni patologiche
(disturbi digestivi, epatici, del sistema circolatorio, squilibri nervosi).
Sempre coesistono qualità e difetti ed è quando questi prendono il sopravvento
che si crea una disarmonia che nel tempo può trasformarsi in sintomo. Quindi se
il Sole, la Luna o qualcuno degli altri pianeti o elementi descritti del Tema di
nascita si trovano nel segno dell’Ariete, uno dei Guaritori corrispondenti sarà
Impatiens (Balsamina), il cui germoglio si apre bruscamente lanciando ad una
certa distanza pezzi della capsula che ricopre il fiore. Infatti, impazienza, impulsività, ritmo accelerato, urgenza, irritabilità, dovuta a tensione fisica e mentale,
sono le caratteristiche della personalità Impatiens e di coloro che nascono sotto
il segno dell’Ariete o che hanno una “dominante” arietina nel Quadro astrologico. Il rimedio, dunque, che identifica un certo tipo di personalità o di atteggiamento caratteriale contiene allo stesso tempo l’informazione energetica positiva
per ristabilire l’equilibrio che si manifesta con il recupero di un atteggiamento
rilassato e di rispetto dei ritmi altrui. Non a caso Impatiens è uno dei fiori della
solitudine, provocata in tal caso dalla difficoltà di mantenere il passo con gli
altri; è anche un ansiolitico del sistema di Bach, ed è infatti contenuto nel Rescue
Remedy o “rimedio d’emergenza” che risulta dalla combinazione alchemica di
cinque fiori, ciascuno con una specifica funzione e di cui torneremo a parlare.
All’Ariete maschile, simbolo dell’energia vitale, segue il Toro, segno di Terra, collegato al pianeta Venere (domicilio notturno), che si identifica col potere femminile
volto alla procreazione e all’appagamento dei sensi attraverso il contatto fisico col
mondo materiale. Il Toro utilizza l’energia dell’Ariete frenandone lo slancio, per
offrire nutrimento e sostegno alla vita, ed è quindi simbolo di abbondanza, fecondità e ricchezza; ma il pericolo è quello di dimenticare lo scopo e la direzione da
dare al loro impiego, e cioè di basare la vita soltanto sulla ricerca e la soddisfazione
dei piaceri materiali. Ciò può sviluppare il senso del possesso, l’attaccamento a
cose o persone e quindi la paura di perderle, ma, cosa ancor più grave, far dipendere la propria realizzazione dalla quantità di beni accumulati, da cui non può che

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I 12 Guaritori, i 12 segni zodiacali e l’individuazione del fiore “caratteriale”

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derivare un senso perenne di mancanza, di continua frustrazione, e quindi di pessimismo e di sfiducia, laddove non si riescano a soddisfare i bisogni.
Al Toro è stato dunque associato Gentian (Genziana), che evoca la qualità della fiducia e quindi aiuta
ad uscire da uno stato depressivo o di semplice insoddisfazione causato da ostacoli o contrattempi,
che, nel corso del vita, possono impedire o ritardare il raggiungimento delle proprie mete. Ci troviamo di fronte a una persona triste, pessimista che
interrompe facilmente ciò che comincia se i risultati
non soddisfano rapidamente le aspettative. Dice
Bach, a proposito di questo temperamento, che “non
sarebbe felice anche se lo fosse”. Prevale il piano
mentale su quello emotivo, forse per la necessità di
proteggersi da delusioni e ferite. I sintomi vanno
dalla depressione per causa nota (perdita del lavoro, malattia, separazione affettiva etc.) a ripercussioni sul piano fisico con disturbi del sonno, cattiva
digestione, gastrite. Il rimedio serve a recuperare l’innato ottimismo, a scoprire il
lato positivo delle difficoltà come occasione di crescita e di elevazione per lo spirito, che, soprattutto in questo tipo di personalità, deve confrontarsi dolorosamente
con gli attaccamenti e le necessità del corpo fisico.
L’energia stabilizzata e resa produttiva dal Toro
viene rimessa in movimento dal segno dei Gemelli, che si esprime nella relazione con l’ambiente circostante attraverso lo scambio di informazioni. L’elemento è l’Aria, leggera ed essenziale alla vita; il pianeta corrispondente,
Mercurio, legato all’intelletto e alla mobilità
sia del pensiero che del corpo. Ci troviamo di
fronte a una tipologia umana sicuramente versatile, intelligente, vivace e curiosa, ma anche
molto irrequieta, superficiale, insicura, suggestionabile, perché sempre proiettata al di fuori
di sé e quindi poco in contatto con la propria
saggezza interiore. Ne è venuto spontaneo il
collegamento con Cerato (Piombaggine), detto anche “fiore della spiritualità”, che assolve il
compito di far recuperare fiducia nelle proprie
capacità discriminanti, senza disperdere ener-

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I 12 Guaritori, i 12 segni zodiacali e l’individuazione del fiore “caratteriale”

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gia e talenti nel prendere decisioni, seguendo l’indicazione altrui, pur nella consapevolezza di sbagliare. Anche questo fa parte, come il precedente, del gruppo
dei fiori per l’“incertezza”; infatti, il repertorio dei sintomi è dato da loquacità,
avidità di informazioni, eccessiva importanza data all’opinione e ai comportamenti altrui e quindi tendenza a seguire le mode. L’effetto positivo del rimedio
sta in un atteggiamento di tranquilla sicurezza nelle proprie capacità discernitive
al punto da agire con decisione anche in presenza di un parere discordante.
Dall’apertura e dall’estroversione dei Gemelli si passa al raccoglimento e all’intimità del Cancro, in cui le informazioni e gli
input ricevuti sono interiorizzati e filtrati dall’ispirazione della Luna, che governa il segno, e che, dopo la “gestazione”, producono i loro frutti. L’elemento Acqua – a cui il
Cancro appartiene –, se da un lato gli permette di entrare empaticamente nelle relazioni, manifestando l’innato senso materno e protettivo, dall’altro può causare indolenza, autoindulgenza, eccesso di immaginazione, scarso senso di responsabilità,
mancanza di senso pratico e, sul piano fisico, sonnolenza, sovrappeso, ritenzione, congestioni. È il temperamento “linfatico” che
ci dà indicazioni sulle sue principali predisposizioni patologiche, tra cui disturbi dell’apparato digerente, ptosi degli organi e lassità tissutale, accumulo tossinico, tendenza alla psicosi maniaco-depressiva. Il Guaritore è Clematis (Clematide), legato al potenziale spirituale dell’idealismo creativo che la personalità lunare del Cancro può spontaneamente sviluppare, dando il suo contributo al mondo e rimanendo presente, mentre la tentazione sarebbe quella di rifugiarsi in una dimensione fantastica ed irreale che può
portarla ad assentarsi perdendo interesse per la vita e manifestando una serie di
sintomi, quali mancanza di vitalità, distrazione, indifferenza, difficoltà a riprendersi dopo una malattia. Il rimedio aiuta, infatti, a recuperare il contatto con la
realtà, conciliando il sogno e l’immaginazione con il vissuto giornaliero. Anche
questo fiore è compreso nel “rimedio d’emergenza” di Bach o Rescue remedy,
perché può servire nei casi di svenimento o di perdita di coscienza a seguito di
incidenti, in quanto riesce a ristabilire il collegamento energetico tra il corpo
fisico e quello eterico.
Alla fase della gestazione materna, lunare del Cancro segue la fase paterna, solare del Leone, in cui si manifesta la nascita dell’individualità. Coincide con la

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stagione più calda dell’anno e da sempre è
simbolo di regalità, forza e autorità, qualità
che possono diventare difetti se non vengono messe generosamente al servizio degli
altri, ma imposte per ottenere consenso e
riconoscimento. La lezione della personalità Leone è quella di imparare a gestire e
controllare l’energia di cui dispone in senso creativo e non coercitivo, irradiando luce
proporzionata alla capacità di accoglierla,
ed evitando il rischio di fare “terra bruciata”
intorno a sé, con inevitabili frustrazione e
pena. Vervain (Verbena) è sembrato il fiore
più adeguato a riequilibrare questo temperamento, perché identifica una tipologia iperattiva, tesa, fanatica, entusiasta, che può
sconfinare nella rigidità mentale, nell’intolleranza, nella incapacità a rilassarsi, e quindi nella dispersione di energia. È l’archetipo del “missionario”, del “crociato medievale” o del “martire”. Somatizza con tensione soprattutto nella parte alta della
schiena, spalle, collo; tende a manifestare disturbi nella colonna vertebrale con
artrosi cervicale. Al positivo il rimedio aiuta a sviluppare l’autodisciplina, a utilizzare le proprie energie con amore e rilassatezza, a illuminare gli altri attraverso
il proprio fuoco interiore senza essere invadente.
Per potersi inserire nel contesto sociale è
necessario che l’individuo si purifichi dall’egocentrismo, dall’orgoglio e dall’ambizione leonini, mettendo umilmente al servizio
degli altri il proprio lavoro, assumendosi
obblighi e responsabilità. È questa la lezione che deve apprendere la Vergine, segno
di Terra, governato dal pianeta Mercurio, e
quindi dotata di senso pratico, capacità organizzativa e discriminante, ma che si trova
a fare i conti, da una parte, con la necessità
di adattarsi, di fare paziente apprendistato
per imparare un mestiere o una professione
e, dall’altra, avendo l’attitudine al servizio,
con il rischio di diventare servile, succube o
vittima di personalità autoritarie e dispotiche, annullando se stessa.

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I 12 Guaritori, i 12 segni zodiacali e l’individuazione del fiore “caratteriale”

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Ecco che arriva in soccorso Centaury (Centaurea), a cui Bach associò un tipo di
personalità tranquilla, gentile, sempre disponibile ma debilitata energeticamente, bisognosa di avere accanto una persona forte e disposta a sottomettersi pur di
non perderla (rapporto vittima-carnefice), con scarsa forza di volontà, facilmente
influenzabile, con un esagerato senso del dovere, difficoltà ad imporsi, rassegnazione. Centaury aiuta a riacquistare il senso della propria identità e dignità, recuperando il contatto perso con la volontà, per decidere, in assoluta libertà, se e
quando mettere i propri talenti al servizio dell’umanità. Sul piano fisico, l’assunzione del rimedio può aiutare a recuperare energia e superare sintomi quali stitichezza, sensazione di blocco alla gola, difficoltà digestive legate all’emozione,
rabbia che può andare a scaricarsi sul fegato.
Nel successivo segno della Bilancia, governato dal pianeta Venere (domicilio diurno),
simbolo di amore e scambio affettivo, l’individuo entra nella relazione a due, nella coppia, che è la prima struttura sociale, l’unione
legalizzata tra uomo e donna che comporta
regole da rispettare (la Legge). I due piatti
della bilancia rappresentano l’equilibrio, da
cui scaturiscono obiettività di giudizio e capacità di valutazione, che sono tipiche dell’elemento Aria, a cui il segno appartiene.
Ma la tendenza a considerare sempre i punti
di vista e le opinioni altrui su un piano di
parità, la necessità di conciliare gli opposti inseguendo un ideale di armonia può
causare, al contrario, momenti di forte instabilità e indecisione con crisi ricorrenti
della personalità, che si sente divisa e incapace di trovare in se stessa la sua verità.
Ci troviamo di fronte alla tipologia Scleranthus (Fior secco), che si manifesta con
stati mentali oscillanti e ciclici (euforia-depressione, vitalità-apatia) o sintomi ricorrenti e alternati (stipsi-diarrea, febbre ricorrente, cefalea periodica, fame-inappetenza) e a tutte le somatizzazioni relative all’equilibrio (apparato vestibolare, vertigini,
nausea), ed è ben rappresentata dal monologo di Amleto “Essere o non Essere”.
L’indecisione infatti è un vero dramma per questo tipo di personalità, che può
paralizzare l’azione facendo perdere preziose opportunità. L’effetto positivo del
rimedio floreale sta nel recuperare la sicurezza perduta e nel mantenere il proprio
equilibrio interiore in tutte le circostanze.
È il fiore elettivo nelle problematiche di tipo relazionale, perché serve a trovare il
punto di incontro con l’altro nel rispetto reciproco.
Se nel segno della Bilancia nasce il bisogno di armonia e di scambio con l’altro
attraverso un rapporto stabile di coppia su un piano di parità, nel segno succes-

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