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collettiva di pittura Seghizzi 2017 .pdf



Nome del file originale: collettiva di pittura Seghizzi 2017.pdf

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I RASSEGNA COLLETTIVA DI PITTURA SEGHIZZI
Gorizia, Galleria Seghizzi, Corso Verdi 85
9 luglio 2017 – 16 agosto 2017

STEFANO AZZANO, nato Gorizia 1967, residente a Monfalcone.
Frequenta l’Istituto d’Arte Max Fabiani di Gorizia. Da sempre interessato all'immagine,
lavora per un periodo in campo grafico per poi dedicarsi alla pittura. L’opera in mostra
“Staccionata” mostra con tutta evidenza una rilevante capacità grafica, anche grazie alla
scelta monocromatica. Un elemento unico riesce a ricreare un mondo di suggestioni e di
emozioni, aperto alla sensibilità dell’osservatore, dal tempo che scorre al decadere delle cose.
Noi spettatori siamo al di quà, ma la verità ci è preclusa alla vista. Solo la mente può
suggerirci ciò che stà al di là. Eppure il limite è l’unica realtà che percepiamo. Il pittore
s’inoltra nel mondo della filosofia e ci pone il problema della conoscenza.

DANIELE BIANCHI. Daniele Bianchi esibisce esperienze ad ampio
spettro, che in certo modo, se non esclusivamente, si riflettono poliedricamente anche nella
sua poetica grazie ad attività nell’ambito di studi, laboratori, gallerie, scuole, editori, nelle
aree dell’architettura, della scenografia, dell’antiquariato, della grafica, dell'editoria con
diversi ruoli e mansioni. Ciò che colpisce della sua produzione pittorica è un tentativo di
dominare costruttivamente il caos, il disordine, la violenza e l’angoscia, in una concezione
crudamente realistica o surreale o ironica del mondo e della vita. Ma proprio questo dare
forma costruttiva all’eterogenea massa degli impulsi sociali, emotivi, irrazionali è anche un
modo per esorcizzarli in una visione superiore e disincantata dell’esistenza: si potrebbe dire
che in questo modo l’arte sublimi o tenti di sublimare gli istinti, le contraddizioni, le
repressioni e l’ansia rendendo la vita, se non comprensibile, almeno accettabile.

PATRIZIA CANOLA. Nata a Milano, ma attiva in Brianza, luogo privilegiato

quale fonte di ispirazione, Patrizia Canola ha visto nella natura un universo di meraviglie
attraverso cui raccontare le emozioni della vita posando il suo sguardo negli spazi, talora
sconfinati, di questa nostra Madre Terra dove la linea di confine tra la terra e il cielo sembra
svanire a suggerire una possibile interazione tra l’orizzonte fisico e metafisico. Dalle sue opere

affiorano atmosfere fatte di suoni, bisbigli e rumori di una natura ancora intatta che si lascia
catturare nella bellezza dei suoi scenari tra paesaggi, nature morte, fiori, animali dove a
parlare sono i colori accesi e intensi, opachi e trasparenti, talora cangianti mei loro riflessi a
suscitare stupore e meraviglia. Patrizia Canola, lungo la sua carriera ha riscosso un grande
successo di pubblico e critica esponendo non solo in diverse città italiane, ma anche all’estero:
New York, Londra, Monaco di Baviera, Parigi e Basilea. Tra le mostre più recenti vanno
citate “Dalla Terra al Cielo” presso la Chiesa di San Francesco curata da Catia Monacelli e
Francesca Sacchi Tommasi e “Paesaggi d’Ialina” nel Centro Culturale Cajani a cura di Catia
Monacelli entrambe a Gualdo Tadino e “Art Escape” a Venezia nel settecentesco Palazzo
Zenobio. Da sottolineare la partecipazione di Patrizia Canola alla Triennale “Arti Visive” di
Roma in programma per la primavera del 2017. (Silvana Lazzarino)

TANIA CHER è nata il 18 febbraio 1991 a Gemona del Friuli (Ud). Fin da
piccola è sempre stata appassionata d'arte e pittura. Inizia il suo percorso artistico
frequentando l'Istituto Statale d'Arte Giovanni Sello, corso Michelangelo - Rilievo e
Catalogazione conseguendo il diploma nel 2010. Sempre nello stesso anno si trasferisce
temporaneamente a Venezia dove continua i suoi studi iscrivendosi all'Accademia di Belle
Arti di Venezia e frequentando il corso di pittura. Qui si laurea nel 2014. Attualmente risiede
ad Artegna (UD) dove continua la sua costante ricerca artistica. La sua pittura è improvvisa e
spontanea, iniziare qualsiasi opera diventa un’avventura, la conversazione evolve sulla tela
tra domande e risposte ed ogni segno conduce al seguente in una danza fra pennelli e pittura.
La soluzione di ogni pezzo arriva alla fine di una lotta per trovare l’equilibro, l’energia e
un’armonia, che ricorda quella cosmica, tra tutti questi elementi.

MAURO CIAN. Nato nel 1962 e residente a Gorizia, Cian dipinge già da
molti anni, e si ispira per l'intensità dei colori e la forza del tratto all'Espressionismo tedesco.
Ha al suo attivo già diverse mostre, sia collettive che personali, tra le quali si ricordano quelle
al circolo artistico MittelArt di Gorizia nel 1994, al Centro civico di Lucinico nel 2000, al
circolo Il fiore d'Oro di Gorizia sempre nel 2000 e al ristorante Cavallino nel 2002. Juan Arias
Gonano parla di Cian come di un artista "molto profondo nei concetti espressi, di grande
capacità tecnica e coloristica". L’opera in mostra “Case sparse” denota una spiccata
sensibilità cromatica negli accostamenti ed un vivace senso del disegno, nel ricreare
un’atmosfera in cui vicinanza e lontananza si fondono annullando le distanze ed il distacco.

ROBERTO CICINATO - Monfalcone, 11.07.1959, residente a Monfalcone.
Grafico pubblicitario ed illustratore da qualche lustro (3) appassionatosi a sfornare quadretti
prevalentemente lignei di carattere figurativo. Fotografo dilettante alla vecchia maniera
(rullino, bianco&nero, sviluppo, stampa, camere stenopeiche...) dall'età di 18 anni. A causa
del nuovo lavoro : radiografie di oggetti che osa esporre in teche retroilluminate
autocostruite. Al suo passivo (escludendo le mostre di grafica) alcune (5) partecipazioni ad
esposizioni collettive in seno al conglomerato meta-artistico “Gli Abominevoli Uomini Delle
Navi” di Monfalcone, di cui fa parte.

RICCARDO CODIGLIA nato a Monfalcone il 24.02.1962. Mi occupo di
arte dal 2005 durante questi anni ho partecipato a diverse collettive cito le più
importanti:2012 Birla millenium art gallery londra,2012 hotel domus florentiae firenze,2010
galleria arte comunale muggia,2010 galleria la metropolitana gorizia.Inoltre ho organizzato
parecchie mostre personali in provincia:caffè Maritani monfalcone,hotel europalace
monfalcone,sala Montes staranzano.Mi dedico prevalentemente all'arte figurativa di matrice
surrealista con influenze derivate dalla pop art con qualche parentesi dedicata all'arte
astratta e materica.

ALAN CONCAS nasce a Palmanova (UD) nel 1972 e vive e lavora a
Cervignano del Friuli (UD). La sua formazione artistica si conclude nel 1998 ma è dal 2004
che il suo linguaggio pittorico si consolida e si fa apprezzare in numerose rassegne d’arte. Ha
esposto in importanti gallerie, palazzi storici, musei sia in territorio nazionale che all’estero a
partire dal 2004 sino ad oggi. Dal 2008 è curatore grafico di varie case editrici e nel 2010 viene
riconosciuto Artista dell’anno dal Museo Magma, entra a far parte del gruppo/movimento
artistico londinese Plasticine Factory, e partecipa alla Triennale del Surreale a Roma, l’anno
seguente tiene una personale in un’importante galleria della capitale, espone inoltre in molte
città italiane quali: Gorizia, San Gemini (TR), Merano, Caserta, Bologna, Lecce, Arezzo,
Ancona ; Trento, Bolzano, Terni , Udine, Trieste, Venezia, Milano , Trento , Lanciano CH),
Teano CE), Palmanova (UD). Tra il 2009 e il 2011 partecipa ad altri numerosi eventi tra i
quali alcuni progetti promossi da TELETHON e A.D.O. Fuori dai confini italiani ha esposto
la sua arte a Londra, Amsterdam, Berlino, Velden e Klagenfurt in Austria e al castello di
Slovenska Bistrica in Slovenia. L’iconografia di Alan Concas riporta a remote atmosfere
classiche proiettate nella modernità che svelano un linguaggio pittorico dal valore universale
ed incontaminato. La sua è una pittura lenta e meditata, che si avvale ora di cromatismi accesi
passionali, ora di luci ed ombre che narrano un silenzio dai contenuti inconsci. L’artista trova
nella figura umana la risposta alla sua indole comunicativa, dove la parola arte si riappropria
del suo sapore antico e si fonde alle forti risonanze contemporanee volutamente in contrasto

nelle creazione della struttura compositiva. Le sue opere vivono in equilibrio tra il passato e il
presente e la combinazione luce-colore ne è il tratto fortemente caratterizzante. La sua poetica
artistica si sviluppa in scelte prospettiche filtrate attraverso lo spazio del bianco ed il valore di
profondità del nero e da campiture di volta in volta materiche o velate in grado di innescare
un processo di tensione emotiva che diviene necessità di racconto. Un omaggio ad una bellezza
umana che non si sofferma in superficie, ma che è sensibile escursione dell’anima, una
vertigine di raccoglimento interiore nella quale ci si perde certi di ritrovarsi. Memore ed
erede di intelligenze passate , la sua è una ricerca di evoluzione ma fedele al nucleo attorno al
quale fluttua il crisma di una vita dedicata alla pittura. Sono particolari di volti, sguardi
ravvicinati, dettagli che stuzzicano la curiosità, che spingono a chiedersi cosa c’è oltre, che
cosa c’è in profondità. E’ la grammatica comune dei suoi dipinti. Il suo stile sposa la lucidità
della fotografia e la poesia della pittura, in un nuovo percorso creativo e cognitivo che, come
spiega lui stesso, “restituisce immagini come spunti di riflessione, come l’invito a
riconquistare la lentezza in un’attualità in cui tutto scorre via troppo velocemente”. E
osservare i suoi quadri è davvero , si come premere il pulsante della slow motion, ascoltare il
proprio respiro e abbandonarsi ai pensieri, interpretare le immagini , indovinare le loro
emozioni e unirle alle proprie , cercare il mondo interiore che si nasconde e si schiude oltre la
cornice, oltre le scelte cromatiche, oltre il segno. Alan Concas, via Degli Onez 44 Cervignano
del Friuli(UD) 33052 alan.concas@libero.it - www.alanconcas.com - 3477663827

CARLO COSSUTTI avvia la sua ricerca pittorica nel 1987 sperimentando
diverse tecniche. Ha partecipato alle seguenti mostre: "Rassegna regionale d'arte - unger 40"
Centro Friulano Arti Plastiche Udine, 1992; "Incontro d'immagini" collettiva, San Daniele
Del Friuli, 1993; "Forme ColoriSegni" collettiva, CSI, Udine, 1993; "Tra realtá e illusione"
Centro Friulano Arti Plastiche Udine, 1994; "III trofeo Cesare Dell'Acqua", Trieste, 1994;
"Collettiva", Circolo della patriottica e degli artisti, Milano, 1996; "Alla ricerca della
superficie e dello spazio", come iscritto al gruppo artistico Formae Mentis, Cividale, 2002; "Il
tempo della memoria, la memoria del tempo", come iscritto al gruppo artistico Formae
Mentis, San Daniele Del Friuli, 2002; Carlo Cossutti vive a Udine in Via Quarto 72.

LUCIANO de GIRONCOLI é nato a Gorizia l’8 aprile 1947. Frequenta la
sezione di decorazione pittorica (affreschi, graffiti, affreschi lucidi, lacche) all’ Istituto Statale
d’Arte del capoluogo isontino sotto la guida dei maestri Mario Sartori, Cesare Mocchiutti e
Tino Piazza. Precedentemente entra in contatto con il pittore Ostilio Gianandrea che lo
incoraggia a intraprendere la carriera di pittore. Dal 1972 vive a Cormons. Espone in
pubblico, per la prima volta, nel 1962, in occasione della mostra delle opere partecipanti al
Premio San Floriano (Gorizia). Da allora e` presente a centinaia di mostre collettive, concorsi,
rassegne d’arte a carattere locale, nazionale ed internazionale e allestisce numerose mostre
personali in Gallerie pubbliche e private. E’ iscritto al Sindacato Nazionale Arti Visive della
CGIL ricoprendo anche la carica di Segretario provinciale. Fa parte del Gruppo
Internazionale di Arti Visive “2xGO” che ha ottenuto il Premio dei tre Comuni-Gorizia,Nova

Gorica, San Pietro. E’ socio fondatore e per un certo periodo anche presidente
dell’Associazione Culturale “EXIT” che, per dieci anni, svolge a Gorizia un’intensa attivita`
di promozione dell’Arte contemporanea nello Studio d’Arte “Exit” di via Favetti e,
successivamente, in uno spazio del cinema “Vittoria”, nella storica Piazza della Vittoria di
Gorizia. Attualmente fa parte dell’ Associazione culturale “Amici di Isonzo-Soča”, ed e`
redattore dell’omonima rivista periodica sin dalla sua fondazione. E` iscritto all’albo dei
giornalisti pubblicisti dal 1974. Collabora alla realizzazione e all’allestimento della grande
rassegna nazionale “Arte in Cantiere” svoltasi a Monfalcone. Collabora con il Comitato
organizzatore della mostra “Marx e dintorni”, allestita a Cormons, relativamente alla sezione
dedicata alle arti figurative. Esegue numerosi manifesti ed illustrazioni grafiche per spettacoli
teatrali, cinematografici e per varie iniziative culturali e politiche. Suoi quadri e disegni fanno
parte delle collezioni della regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Pinacoteca dei
Musei Provinciali di Gorizia, della Cassa di Risparmio di Gorizia, della Galleria “Spazzapan”
di Gradisca d’Isonzo, dell’Associazione Industriali di Gorizia, dei Comuni di Gorizia, Grado,
Cormons, Mariano del Friuli, Campolongo al Torre noncheÃ…L delle raccolte civiche di
Lubiana, Pirano, Abbazia, Idria, Aidussina, alcano (Nova Gorica) in Slovenia e della
pinacoteca nazionale del CONI a Roma. Esegue la copertina e dodici commenti grafici per il
libro “Gorizia 2001” di Aldo Rupel pubblicato dalle Edizioni “La Laguna”. Cura per conto
del Comune di Moraro, da maggio 2003 a giugno 2004, la rassegna Moraroarte/Arte e
Territorio” comprendente nove mostre personali e due collettive. E’ invitato al Concorso
internazionale per la realizzazione di un mosaico per la Piazza della Transalpina a Gorizia, in
occasionedell’entrata della Slovenia nella Comunita` europea (Mostre dei bozzetti a Gorizia e
Nova Gorica). In collaborazione con il prof. Roberto Maurizio fonda a Udine la Piccola
permanente d’arte moderna e contemporanea “Refettorio Caucigh” di cui cura il calendario
delle mostre dal 2004 al 2006. Collabora con i titolari del Bar Rullo/Internet CafeÃ…L di
Cormons nell’organizzazione di piccole mostre personali. Da diversi anni tiene conversazioni
sull’Arte moderna e contemporanea all’Universita` della Terza Eta` di Cormons (Unitre). Dal
2011 e` responsabile di un laboratorio artistico alla Comunita` Terapeutica “La Tempesta” di
Gorizia. Nel 2013 scrive un saggio intitolato “La Scuola di Gorizia. Singolare quanto anomala
esperienza creativa di gruppo. Un’ipotesi di lavoro per gli Storici dell’arte. Uno strumento per
conoscere e per approfondire a disposizione di tutti”. La pubblicazione e` edita dall’Unitre di
Cormons.

GIULIO FORNARELLI è nato a Gorizia il 14 settembre del 1971. Dal 1986 si
applica con passione all’indagine pratica delle tecniche antiche e dei relativi materiali: coccio pesto,
calce e pigmenti naturali. Dal 1990 si dedica al ripristino e al decoro di ambienti, collaborando con i
maggiori architetti, arredatori ed artisti della zona. Nel 2002 approfondisce l’arte dello stucco
marmorino veneziano e del cocciopesto frequentando un corso tenuto dal maestro Mario Fogliata,
insegnante dell’Accademia delle belle Arti di Venezia. Nel 2003 partecipa, insieme ad Ivan Crico, alla
realizzazione pittorica della Sala Consigliare di Turriaco. Nel 2008, (con la supervisione del lavoro e
dell’assenso della Soprintendenza dei Beni Culturali) su richiesta delle restauratrici di Trieste Nevyjel
e Ragazzoni, collabora al restauro parietale del Duomo di Pordenone ed effettua la stuccatura di
lacune, mancanze e fessurazioni e il rifacimento di porzioni di intonaco confinanti gli affreschi,
rispettandone i materiali costitutivi originali e il tono cromatico. Nel 2009 decora il castello
di Moruzzo (proprietà della famiglia Nonnino) e la stanza del Canova del museo Revoltella di Trieste.
Nel 2013 (con la supervisione del lavoro e dell’assenso della Soprintendenza dei Beni Culturali)

collabora al restauro del ciclo pittorico della cripta della Basilica di Aquileia su richiesta delle
restauratrici Nevyjel e Ragazzoni. Sempre nello stesso anno frequenta i corsi di finto marmo, di trompe
l’oeil e di modanature con il maestro Eric Moret. Nel 2016 frequenta il corso di stucco marmo,
scagliola, tenuto dal maestro Mauro Patrini, insegnante della scuola di Belle Arti di Tiene. Dal 1996 i
suoi interessi convergono nello spazio del quadro, dove corporeo e immateriale si incontrano ad
esplicare ritmi e textures di materie e di colori. Nella primavera 2005 è uno dei 50 artisti chiamati a
decorare le botti della “Cantina Produttori di Cormons” ed in settembre viene invitato ad esporre i
suoi lavori nella sala Delbianco di Staranzano. La mostra, realizzata insieme al pittore e decoratore
Ivan Crico, viene intitolata Tellus ad indicare, in sintesi, gli intenti del lavoro di entrambi gli
artisti. Nello stesso periodo inizia il suo dialogo artistico con il pittore Piero Girotto. Nel 2011 con
l’opera Omaggio a Luigi Broggini G. Fornarelli partecipa al concorso PREMIO ARTE indetto dalla
Mondadori. Segnalato tra i primi 30 finalisti del concorso a cui hanno partecipato 1800 artisti di tutta
Europa, viene chiamato ad esporre la sua opera a Milano. Nel settembre dello stesso anno il suo
quadro viene pubblicato nella rivista Arte, Editoriale Giorgio Mondatori. Dal 2008 con l’artista
Stefano Azzano ha realizzato opere pittoriche, di designer e progetti di installazioni artistiche. Nel
2012 i due artisti, Stefano Azzano e Giulio Fornarelli, sono stati contattati dal centro culturale
DobiaLab per la realizzazione di un’opera che, in occasione della decima edizione sumerlab, nel
quadro di onde mediterranee ed in collaborazione con strofe dipinte di Jazz, rappresentasse (nella sua
stessa forma e contenuto) il significato dell’attività svolta dal centro e ne ricordasse l’origine; l’opera
sarebbe stata collocata poi nel suggestivo scenario della spiaggia del lido di Staranzano. Il titolo
dell’istallazione realizzata è “ORIGINE”. Quest’ultima è un uovo di dimensioni giganti, del tutto
estranee alla realtà, per osservare, attraverso un’ottica insolita, forma e significato di un oggetto tanto
familiare. Sempre nel 2012 ai due artisti viene assegnato uno spazio espositivo all’interno del progetto:
le vie dell’arte, organizzato dal Comune di Monfalcone. Nel 2013 per lo spazio Liber Arti l’artista ha
esposto due opere in linea con lo stesso proposito: la prima, realizzata con S. Azzano è un tavolo, sulla
cui superficie si dilata un cavallo di bastoni, una carta da gioco che nelle nostre zone abitava le osterie;
la seconda è una sedia che ripropone, in un contesto insolito, l’efficacia dei manifesti Modiano, con la
forza figurativa della Trieste dei primi novecento. Nel 2016 opere ispirate al Dadaismo, commissionate
da Strofe dipinte di Jazz. Nelle opere di Giulio Fornarelli la naturalità dei materiali e l’essenzialità delle
forme si combinano con la volontà di sperimentare nuove tecniche, tenendo sempre conto della lezione
del passato. Per l’autore, infatti, lo studio della tradizione costituisce un momento necessario dal quale
partire per spingersi verso nuove acquisizioni. Fin dall’inizio la scelta dei materiali, con cui opera, è
ricaduta sulla terra nuda, raccolta direttamente dai campi, sul catrame e sulla calce; tutti elementi
originari che l’autore investiga, lavorandoli, nella loro essenza.Sono quindi gli stessi materiali a
richiamare, attraverso i quadri, il senso di una originarietà talvolta dimenticata. Anche le forme
scelte sono ispirate dallo stesso intento e perciò mettono a colloquio soggetti essenziali ed in
opposizione. Ne sono esempi i colori assoluti, come il bianco ed il nero, i contrasti tattili di liscio e
ruvido, alternati in modo tale che gli stessi elementi inducano ad interrogarsi sulle relazioni possibili
tra diversità e somiglianze. Nell’ultima serie di opere, realizzate nel 2014, Giulio Fornarelli investiga il
lavoro del tempo sugli oggetti del quotidiano, trasposto nei suoi quadri attraverso la ruggine che
patina le superfici delle sue opere. Portoni, chiavistelli e porzioni di riquadri, fiancate di navi, corrose
dagli anni, come accade per gli oggetti in ferro, sono qui sottratti ai luoghi di origine e
decontestualizzati al fine di evocare altri spazi ed altri tempi. L’originalità di queste opere consiste nel
materiale di cui sono costituite cartone e pigmenti naturali trattati in modo da apparire lamina di
ferro corrosa. Questi quadri chiedono a chi li osserva di mettersi in relazione con un prima ed un
dopo, lungo l’asse del tempo. Attualmente Giulio Fornarelli vive a Monfalcone (34074). La sua mail è
giuliofornarelli@gmail.com tel. 3397094129

GIOVANNI GABASSI, dopo aver frequentato l’Istituto d’Arte Giovanni
Sello di Udine, si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Si esprime con diverse
tecniche e la sua è una continua ricerca di nuove superfici e di nuove modalità espressive.
Ama accostare la tecnologia più recente ai tradizionali interventi pittorici e grafici. Ha al suo
attivo diverse personali e collettive (Udine, Belluno, L’Aquila, Venezia, Cannes, Salisburgo,
Perugia, Potenza, Livorno, Firenze, Genova, Berlino…). Suoi lavori sono presenti in diverse
collezioni private in Italia e all’estero (Canada, Inghilterra e Germania). Si propone anche sul
web con la galleria Saatchionline. E’ membro del Centro Friulano Arti Plastiche e ha aderito
al Movimento d’Arte del XXI Secolo. Giovanni Gabassi, after attending the Art Institute
John Sello in Udine, he graduated from the Academy of Fine Arts in Bologna. Is expressed
with different techniques and his is a continuous search for new areas and new ways of
expression. He loves to pull the latest technology to traditional pictorial and graphics. He has
had several solo and group (Udine, Belluno, L'Aquila, Venice, Cannes, Salzburg, Perugia,
Potenza, Livorno, Florence, Genova, Berlin). His works are in private collections in Italy and
abroad (Canada, England and Germany). It is also proposed on the web with the gallery
Saatchionline. He's a member of the Friuli’s Center of Plastic Arts and has adhered to the
XXI Century Art Movement. Giovanni Gabassi, Contrada Contarini, 5 - 33057 Palmanova
Udine –ITALY - cell. +39 338-2044906 - tel. +39 0432-924322 - e-mail: gbsgnn@gmail.com

LUCIANO MARTINIS. È artista tecnicamente solido e socialmente sensibile
e queste sue due caratteristiche ben si fondono nelle sue opere. Attento a tutte le forme di
sperimentazioni artistica. Molto in lui ha influito la lunga esperienza lavorativa e artistica
vissuta nell'America del Sud, segnatamente in Cile e in Perù. Intensi e significativi i rapporti
con la musica, in particolare con il compositore Giacinto Scelsi, di dui è stato editore ed
amico. L’opera in mostra (tecnica mista con materiali - legno e sacco -) ha superato la fase
della sperimentazione, perchè s’inserisce in un alveo storico piuttosto frequentato, ma
rivisitato con uno spiccato senso della forma, che imprime ai materiali utilizzati nuova vita e
nuova storia.

ALEKSANDER PECA è nato nel 1972. Nel 1999 si è diplomato
all'Accademia di Belle Arti di Venezia. Si dedica soprattutto alla ritrattistica, combinando
diverse riproduzioni figurative, che, avulse dal contesto originale, non mantengono più lo
stesso significato e producono, nel nuovo contesto, effetti a volte suggestivi, altre volte

stranianti altre volte ancora bizzarri. Molte sono state già le sue mostre personali e le sue
partecipazioni a collettive. Vive e lavora a Nova Gorica.

FRANCO PIN. Nato nel 1946 a Lughignano di Casale sul Sile (Treviso),
Franco Pin è un artista presente nel panorama pittorico da più di trentanni. Ha partecipato
ad oltre cinquanta tra mostre collettive e vernici personali. Numerose sue opere sono esposte
presso enti pubblici e collezionisti privati in Italia e all’estero. Vincitore del quarto premio
alla III Rassegna Internazionale d’Arte Alpe Adria a Gonars col patrocinio della regione
Friuli Venezia Giulia e della regione Trentino Alto Adige. Vive e opera a Bagnaria Arsa
(Udine).

ELENA POGUTZ. Nel suo operare, l’artista vuole proporre un’estetica che
unisca in un solo contesto il significato e il significante. Quello che vediamo è quello che
l’opera rappresenta. Il risultato formale ingloba il significato semantico e viceversa. Questo
traguardo, così raro nell’arte -poiché oggi, troppo spesso, troviamo o solo il messaggio o solo
la forma - appartiene alle sue opere con la leggerezza e la profondità che solo una felice
alchimia può produrre, figlia di quei connubi a cui è meglio non chiedere da dove provengano.
Possiamo osservare questo percorso in tutti i lavori di quest’artista, quale che sia il materiale
che ci sta proponendo. Nella serie cosiddetta dei “Graffi”, per esempio, l’artista usa strumenti
antichi o fatti realizzare da lei, per produrre quel risultato per il quale il substrato multiforme
di colori, che viene ricoperto da un monocromo di cere colorate, viene poi graffiato; da qui,
peraltro, il titolo della collezione. In questo caso, la Pogutz non dipinge, ma “scopre” il colore
che c’è sotto. E’ qui che avviene l’unione tra l’opera d’arte e il suo messaggio. Mentre
assistiamo ad un effetto visivo affascinate, prodotto dal colore d’insieme delle tele e da colori
accesi, a volte quasi fluo, che sottendono l’opera, proprio in quel mentre, percepiamo che le
opere di Elena Pogutz, sono la rappresentazione di qualcosa che non è altro, non è un
qualcos’altro, ma è una cosa sola nella sua rappresentazione. Le opere di quest'artista ci
sussurrano di un sopra e di un sotto, che sono il nostro corpo e la nostra anima, ci mostrano
quello che gli altri vedono di noi e ciò che invece sappiamo (o crediamo) di essere, ciò che
siamo adesso e ciò che siamo stati. Elena Pogutz stessa, nell’invenzione della sua pittura,
riferisce di voler alludere a memorie nascoste e mai cancellate, che emergono proprio
attraverso quei graffi che disvelano i colori sottostanti. Il risultato finale dell’arte della
Pogutz, nella propria sostanza, è un estetica formale che avvince subito, per la sua capacità
creativa, frutto di una attenta ricerca dei materiali e delle armonie, che ammanta le sue opere
di una fascinazione eterea, soffusa, perché trascende la materia attraverso lo spirito. (Federico
Caloi)

ENIO PRA (Udine). L’uso del filato nella sua opera unisce l’ispirazione
artistica ad un sapiente artigianato. Una storia nella storia. Colpisce l’associazione cromatica
abbinata alla composizione cromatica, che esaltano la calda morbida corposità dei materiali
utilizzati. La fantasia si libera in geometrismi astratti, quasi a voler coniugare la complessa
diversità delle linee con una ricerca di unità e compostezza. Al di là delle pregevole manualità
di cui dà prova, l’artista esprime anche contenuti concettuali che superano il dato lateriale e
materico dell’opera.

AVE ROVATI. Monfalcone di nascita. Esperienze artistiche molteplici dalla
danza alla musica (canto e pianoforte), alla pittura. Una vita da insegnante a Monfalcone. La
sua produzione pittorica si sviluppa fino agli anni Ottanta con soggetti legati soprattutto al
suo ambiente urbano e sociale. Nei suoi quadri di stile figurativo si coglie la capacità di far
rivivere atmosfere e caratteri, con singolare cifra tecnica ed espressiva. In seguito ha riversato
nell’insegnamento l’interesse per il mondo dell’arte, in una visione integrata delle arti, come
componente fondamentale del processo educativo. A riconoscimento di questi interessi e di
queste competenze le sono stati affidati spesso incarichi di aggiornamento degli insegnanti per
le aree sopra citate.

MARIO SNAIDERO nasce a Trivignano Udinese (UD) il 13 gennaio 1959.
All’inizio della sua carriera pittorica, già dalle fine degli anni Settanta e durante gli anni
Ottanta, è orientato verso il semplicismo realista e predilige la tecnica dell’acquerello. Questa
tecnica espressiva, tanto leggere quanto complessa, gli consente di riprodurre la nostalgia per
i luoghi ed i personaggi che hanno caratterizzato e fatto parte della sua infanzia. Nelle sue
rappresentazioni compaiono in tutta la loro autenticità la natura e la vita nella campagna
friulana. Negli anni Novanta, influenzato dalla corrente pittorica dell’informale, inizia un
nuovo percorso artistico che lo porta dalla resa realistica al mondo astratto. Un’astrazione
che fonde colore e forme geometriche, ombre e luci dettate dalla libertà della pennellata e da
un’intensa passione creativa. Questo passo msuccessivo diviene l’anima di ogni suo dipinto.

Numerose le partecipazioni ad ex tempore, concorsi d’arte, esposizioni di carattere collettivo,
aste d’arte e rassegna personali. Vive a Cervignano del Friuli ed ha studio nella città di Udine.

ALESSANDRA SPIZZO, nata a Udine nel 1959, è artista versatile,
performer. Laurea specialistica in storia dell’arte e laurea in conservazione dei beni culturali,
Università di Udine, master in comunicazione. Ha frequentato la scuola d’arte e mestieri
Giovanni da Udine, la scuola internazionale di grafica di Venezia e praticato diversi
laboratori d’arte, di restauro e d’artigianato. Esprime il proprio mondo interiore con una
figurazione che giace nella coscienza. Studiosa d’arte, molto sensibile al sociale, da alcuni anni
conduce Atelier artistici animati da ragazzi autistici, in qualità di operatrice culturale, ed
organizza eventi collaborando con alcune cooperative che operano in ambito psichiatrico.
Progetta bijoux ispirati alle opere dei grandi maestri dell’arte, scrive e illustra favole che
presenta in scuole e biblioteche; collabora per la realizzazione de “L’arte non mente”. Fa
parte di AURA. Annovera mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Il lavoro di
Alessandra Spizzo ha una matrice esistenziale, introspettiva, che la porta ad entrare in
relazione con il sé. Vuole trasformare il suo tempo, da frazionabile e astratto ad un tempo
“qualitativo”, che temporizza la vita concreta, dilatandosi o comprimendosi nell’esprimere
pensieri, sentimenti, emozioni e pulsioni generate dalla quotidianità. Ogni opera, che rievoca
l’esistenza assecondando “il mito dell’eterno ritorno” (Mircea Eliade, 1975), è costruita come
un percorso di vita per via di stratificazioni, sovrapposizioni, eliminazioni e tensioni. Il
tentativo è quello di mostrarsi senza orpelli e narrazioni, senza fornire troppe informazioni.
S’intravede la semplice poesia dell’esistenza.

BEPPINO TOSOLINI. Nato a Udine nel 1952. Diplomato all'istituto del
Mosaico di Spilimbergo (PN) Si è inserito nel mondo del lavoro come grafico pubblicitario. Ha
allestito mostre personali, la prima nel 1981 alla Galleria d'Arte Moderna “Il Quadrifoglio”
di Udine. Partecipa attivamente con successo a mostre collettive e varie rassegne in Italia ed
all'estero (Austria, Croazia, Francia, Slovenia, Spagna) aggiudicandosi premi e
riconoscimenti di pubblico e critica. Sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche.
Note e recensioni sono apparse su quotidiani e riviste d'Arte regionali, nazionali ed estere. Nel
2012 si è aggiudicato il “Premio Arte e Cultura in Laguna”e premiato alla biennale di pittura
di Burano. Nel 2014 è stato invitato ad un simposio di pittura a Nardò (LE). Nel 2015 ha
esposto alcune opere a Villa Manin di Passariano e ha vinto il “Premio Collinare Coseano”.
Nel 2016 si è aggiudicato il primo premio “I Borghi più Belli d'Italia F.V.G. Beppino Tosolini
è un pittore che oltre a dipingere il magico mondo del Friuli, un po antico, vuole tramandarci
l'emozione del recupero dell'infanzia. Opera e vive a Martignacco (Ud), in via Puccini n. 2
Cell. 3385761905 tosolini.beppino@libero.it

ENZO VALENTINUZ nasce a Romans d’Isonzo (Gorizia), dove tuttora vive
e opera. Il suo percorso artistico si divide in due grandi esperienze lontane fra di loro oltre 30
anni: la prima nella seconda metà degli anni Sessanta; dopo il diploma di Maestro d’Arte in
decorazione pittorica all’istituto d’arte di Gorizia, allievo di Cesare Mocchiutti, frequenta
l’Accademia di Belle Arti di Venezia, sezione di Pittura, dove ha per maestro Bruno Saetti e
l’allora assistente Carmelo Zotti. Nel 1968 c’è la sua prima personale e, di seguito, un’intensa
attività di mostre che vicende personali interrompono nel 1973. Per oltre tre decenni l’arte
diviene per Valentinuz un interesse coltivato solo in forma passiva, con la lettura, lo studio, le
visite a mostre di maestri e colleghi. La ripresa è del 2004, quando il comune di Romans
d’Isonzo gli chiede di aprire uno studio di pittura murale che diventa un luogo aperto al
pubblico e ai giovani, dove spiegare e mostrare la nascita di opere d’arte realizzate con
l’affresco e il graffito su intonaco. Da allora la sua attività non si ferma più e decine sono le
personali e collettive alle quali partecipa in Friuli Venezia Giulia, Veneto, ma anche in
Austria, Francia e Slovenia. È ospite di gallerie pubbliche e private, biblioteche, università e
grandi tenute, che nel tessuto del Collio goriziano offrono luoghi di impatto storico e di forte
legame con il territorio.

ALVISE VENDRAMIN. Dai suoi interessi per la pittura e la falegnameria
sono nati lavori che esaltano le sue personalissime idee creative. Predilige l'acrilico ma
sperimenta anche altre tecniche insolite, quali lo smalto per le unghie. Usa in prevalenza
materiali di recupero, in particolar modo il legno. Nel dicembre 2012 è stato protagonista
della sua prima mostra personale. Successivamente ha partecipato a numerose mostre e
concorsi, riscuotendo vari riconoscimenti. Nel 2013 una sua opera è stata segnalata al
concorso pittorico “Amèbe - Oltre il colore”. Sempre nel 2013 ha vinto il primo premio per la
pittura, partecipando al concorso “Fashion & Colors” della Bottega d'arte Amèbe con quadri,
modelle e fotografi svoltosi presso l'ex Lavatoio di San Giacomo a Trieste; inoltre ha
partecipato ad una collettiva sempre presso l'ex Lavatoio.


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