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Luigi Ferraris, Terna stringe sul piano di sviluppo 2018, focus su rete e interconnessioni .pdf


Nome del file originale: Luigi Ferraris, Terna stringe sul piano di sviluppo 2018, focus su rete e interconnessioni.pdf
Autore: Pierluigi

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Luigi Ferraris, Terna stringe sul piano di sviluppo 2018:
focus su rete e interconnessioni
Energia. Terna, AD Luigi Ferraris. Vertici al lavoro sul documento che andrà presentato entro fine gennaio.
Investimenti potenziati per aumentare la resilienza del sistema. Sul fronte estero la società ha messo a segno due
passaggi cruciali per il cavo con la Francia. Per la linea con la Tunisia sarà richiesto un contributo alla UE.

I vertici di Terna sono al lavoro sul piano di sviluppo 2018. La deadline è fissata per il 31 gennaio: entro quella
data, la società guidata da Luigi Ferraris dovrà predisporre, come prevede il decreto 93 del 2011 che disciplina la
programmazione degli interventi di sviluppo della rete elettrica nazionale, il nuovo piano decennale che andrà poi
sottoposto al vaglio del Ministero dello Sviluppo Economico. L’ultimo prevedeva investimenti per quasi 8 miliardi
di euro e confermava, tra l’altro, la necessità di procedere lungo la strada dell’integrazione delle fonti rinnovabili e
del potenziamento delle capacità d’interconnessione. Due tasselli ribaditi anche nel piano decennale di sviluppo
2018 che, come ha sottolineato anche l’AD di Terna, Luigi Ferraris, nell’intervista al Sole 24 Ore (si veda l’edizione
dell’8 agosto), sarà caratterizzato da un ampliamento dello sforzo finanziario messo in campo dalla spa dell’alta
tensione e da azioni ancora più incisive per rafforzare le magliature e la resilienza del sistema infrastrutturale
rispetto a condizioni climatiche sempre più estreme e alla volatilità delle fonti verdi. La cui crescita impetuosa ha
provocato e provoca maggiori sollecitazioni alla rete oltre a determinare una riduzione progressiva della capacità
termoelettrica.
Per questo, nei programmi futuri della società ci saranno investimenti infrastrutturali di sviluppo, come il rinforzo
delle dorsali del paese, indispensabili per il decongestionamento del sistema elettrico, ma saranno altresì previste
una serie di misure finalizzate ad assicurare una maggiore integrazione delle connessioni tra il nord e il sud della
penisola in modo da garantire un aumento del flusso di energia dalle aree in cui, attualmente, c’è maggiore
disponibilità della risorsa (per esempio, dalla Puglia che è una delle regioni con il maggior tasso di presenza delle
rinnovabili), verso le zone del paese in cui si registra il picco di consumi.
Terna stringe sulla rete nazionale, dunque, ma è pronta ad accelerare anche sulle interconnessioni con l’estero
che saranno, come detto, una delle tessere principali del piano di sviluppo 2018, a cominciare dal nuovo
elettrodotto Piossasco-Grand’Ile tra Italia e Francia. Con la firma del finanziamento da 130 milioni di euro da parte
della Banca europea per gli investimenti (Bei) per la parte pubblica del progetto e l’accordo con gli energivori per
quella privata, la società ha messo a segno nelle scorse settimane due passaggi fondamentali per l’opera che
entrerà in servizio nel 2019 e che prevede nel complesso una capacità di scambio sulla frontiera di 1200
megawatt: con i suoi 190 chilometri, equamente distribuiti sul territorio italiano e quello francese, sarà il più
lungo elettrodotto in corrente continua al mondo in cavo, completamente integrato con il sistema infrastrutturale
di trasporto e risulterà di fatto invisibile. Il nuovo piano ribadirà quindi l’ulteriore sviluppo delle interconnessioni:
tra questi progetti, oltre alla Francia, ci sarà anche il cavo con il Montenegro, già inserito nel piano 2017, che sarà
completato anch’esso nel 2019 e che avrà una lunghezza di 455 chilometri (dei quali 433 sottomarini). Quanto alla
nuova linea con la Tunisia, come aveva sottolineato lo stesso ceo nell’intervista, sarà richiesto un contributo
all’Unione Europea che potrebbe materializzarsi a inizio 2018.
FONTE: IlSole24Ore


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