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JUVETORO n. 2 JUVE OLYMPIACOS BASSA .pdf



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GIORNALE DEI TIFOSI DI JUVENTUS E TORINO - Anno VII - N. 2 - 27 SETTEMBRE 2017 - Copia omaggio
3 domande a BB

Punto Juve

Analisi

Numeri e Statistiche

“Partita facile solo sulla
carta. I greci animati
da nuovi stimoli dopo il
cambio di allenatore”

La Champions dei
bianconeri inizia ora.
Serve una vittoria da
dedicare al Presidente

È così difficile poter
rivedere la bella e
vincente Juve
del derby?

Da Sivori a Mandzukic
399 gol Champions.
Chi entrerà
nella storia?

a pag. 2

a pag. 4

a pag. 5

a pag. 6

JUVE, ESAME DI GRECO

DOPO LA SCONFITTA SUBITA A BARCELLONA STASERA I BIANCONERI,
A CACCIA DEL GOL N° 400 IN CHAMPIONS, HANNO L'OBBLIGO DI VINCERE
JUVENTUS-OLYMPIACOS | MERCOLEDÌ 27 SETTEMBRE ORE 20.45

2

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3 domande a... Bruno Bernardi

“Stasera è una partita facile solo sulla carta”
“I greci saranno animati da nuovi stimoli dopo il cambio di allenatore. Juve però obbligata a vincere”

B

runo Bernardi, dopo
la sconfitta subita a
Barcellona la Juve deve
immediatamente ripartire
in Europa. Allo Stadium
arriva l'Olympiacos che ha
appena cambiato allenatore. I greci venderanno cara
la pelle...
È d'obbligo il riscatto europeo, assolutamente. La
Juve è obbligata a vincere
questa partita. Una partita
che è però facile solo sulla
carta e che andrà affrontata come fosse già la sfida
decisiva del girone. I greci
hanno cambiato il mister e
avranno stimoli nuovi, bellicosi. I giocatori vorranno
mettersi in evidenza davanti al loro nuovo trainer ed
entreranno in campo decisi a creare delle difficoltà

a Buffon e compagni. Ma
gli uomini di Allegri hanno
appena ripreso a camminare veloce, come si è visto
in maniera nitida al derby.
Hanno ripreso a giocare
cioè da primi della classe.
A Barcellona, nella prima
gara del girone, non fu vera
Juve. Nelle successive partite partite di campionato
invece si è visto un gruppo
più tonico e determinato.
Una Juve che ha ritrovato i suoi connotati, quelli
cioè che hanno permesso
ai campioni di continuare
il loro ciclo straordinario.
Questa Juve può battersi al
meglio in tutte le competizioni. Allegri sa che questa con l'Olympiacos è una
gara da non sbagliare e
farà del suo meglio per im-

porre la superiorità tecnica
dei bianconeri forte anche
di una condizione fisica, atletica e agonistica che pare
in deciso miglioramento.
Il derby di sabato scorso
ha in effetti fatto rivedere
una Juve prima della classe. I cugini del Toro sono
stati annichiliti...
Sì, la Juve ha anche ritrovato quelli ingredienti
necessari per vincere un
derby che si annunciava,
alla vigilia, molto insidioso.
Invece è stata una vittoria
schiacciante che ha restituito morale e compattezza a Madama. Mi ha colpito soprattutto l'attenzione
massima di tutto il gruppo
che ha saputo capire sin
dall'inizio ogni situazione
tecnico-tattica sfruttando i
punti deboli del Toro. I cugini sono rimasti imprigionati

dalla forza dei bianconeri
sin dal primo minuto. Ottimo anche l'adattamento
dei 'nuovi' acquisti al clima
della stracittadina, penso a
Matuidi e Costa ad esempio.
Insomma una risposta adeguata a chi temeva di vedere una Juve in difficoltà.
Si è ammirato anche un
sontuoso Dybala. Per Higuain invece discorso ri-

mandato. Quando vedremo
finalmente in campo la
versione migliore del 'pipita'?
Higuain aveva probabilmente bisogno di ritrovare la giusta tranquillità e
quindi bene ha fatto Allegri
a portarselo in panchina.
A volte è il rimedio migliore. Gonzalo ha potuto vedere i compagni disputare
un ottimo derby e avrà la
possibilità di reinserirsi in
squadra per dare in futuro
il suo prezioso contributo
anche in questa stagione.
Io credo che sia soprattutto
una questione psicologica a
frenarlo. Come tutti i bomber ha bisogno di ritrovare
il gol e riprendere fiducia in
se stesso. Poi, certo, occorre
migliorare anche la condizione fisica del 'Pipita' che
ha tutti i numeri per recuperare il terreno perduto,
compreso quello della classifica cannonieri. In ogni

caso il gol non deve diventare un tormentone per lui.
Dybala, dal canto suo, sta
andando a mille. È sotto gli
occhi di tutto come l'altro
argentino stia attraversando un momento magico: la
'joia' è in grado di fare la
differenza sempre. Anche
in Europa.
Roberto Grossi

(In alto a sx in senso orario: Paolo
Dybala e Giorgio Chiellini; Mario
Mandzukic; Gonzalo Higuain e
Douglas Costa; Gianluigi Buffon)

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Punto Juve

Madama, la tua Champions inizia ora

N

on è ancora finita
l'eco di un derby vissuto
maramaldeggiando
sui resti di quello che fu il
tremendismo granata, che
in casa Juve incalza un
nuovo capitolo della manifestazione più ambita e più
“maledetta” della leggenda
bianconera. Verrebbe da
dire che dalla sera di mercoledì prende il via la nuova annata europea. Troppo
presto e troppo anomala
si è palesata la trasferta
al Camp Nou per aver lasciato segni di drammi e

di ultime spiagge. Occorre
vincere però al cospetto
dell'Olympiacos,
compagine non nuova a calcare
l'erba dello Stadium, per
alimentare il giusto desiderio di passaggio del turno.
Un'ipotesi, quella dell'eliminazione da non prendere
nemmeno lontanamente in
considerazione. L'urna di
Nyon non ha spalancato le
porte agli ottavi, anche se è
pur vero che sulla carta, tra
il Barça, la Juve e le altre,
Sporting Lisbona compreso,
il divario appare netto. Al

campo sono affidate le sentenze ineludibili. Proprio
per ciò, la Juventus approda al secondo round di Coppa avendo un solo risultato
da centrare, la vittoria. Ed
anche netta, per avere un
occhio alla differenza reti
che conta assai in un gironcino a 4 squadre. La truppa
bianconera è reduce da un
derby largamente positivo,
non solo in termini di risultato, ma soprattutto, ciò che
conta di più, in quanto a
trame di gioco convincenti
ed applicate con continuità.
Di gran lunga la partita migliore della pur giovane stagione. La forma complessiva lievita e la condizione
appare più che discreta. Allegri ha di che essere soddisfatto, seppur con quella
consapevolezza nel non
sottovalutare l'avversario e
non trascurare la sorpresa
sempre possibile, che lo caratterizza come mister e gli
fa onore come condottiero
di un gruppo di livello ec-

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celso. Curiosamente anche
l'Olympiacos è reduce da
un derby. A differenza della Juventus, i biancorossi
del Pireo sono andati sotto
con l'Aek, subendo una ri-

e se voglia riconfermare il
4–2–3–1 ormai collaudatissimo o ripiegare sul 3–4–3
per coprire la difesa a fronte del “buco” strutturale
dell'esterno destro. Hoewe-

P.S. Sarebbe veramente
cosa buona e giusta se i
ragazzi interpretassero la
gara in ossequio al presidente Andrea Agnelli, dopo
la proditoria vergogna per-

monta terribile dopo essere
stati in vantaggio di 2 reti.
Sono emersi limiti evidenti
di fragilità tattica e mentale e, siccome tutto il mondo
è paese, a pagare è stato
Hasi, esonerato alla vigilia
della trasferta di Torino. La
squadra è stata affidata a
Takis Lemonis, autentica
gloria biancorossa, sperando nella reazione del gruppo. Per quel che può valere,
si dovrà fare attenzione alla
voglia di rivalsa dei giocatori greci. Al momento di andare in stampa non sappiamo cosa abbia detto Allegri
nella conferenza di vigilia

des ancora al palo, De Sciglio out e Lichtsteiner fuori
lista Uefa: emergenza costante a destra, almeno fino
a gennaio. Confermatissimi
Pjanic e Matuidi (grande
colpo estivo), imprenscindibile Cuadrado, “conditio
sine qua non” Paulo Sivori
Dybala. Coppia in avanti
Higuain e Mandzukic? Lo
scopriremo solo vivendo.
Sulla carta pare che non
ci sia partita. Proprio in
questi casi l'attenzione si
deve moltiplicare per non
svegliarsi da un brutto incubo. Juve avvisata, mezza
salvata.

petrata ai suoi danni da una
Procura di parte e priva di
autorevolezza. Dopo la sentenza civile, nella quale la
Juve compariva come parte
lesa, la Giustizia Sportiva
ha dato ulteriore prova di
essere un marchigegno ad
orologeria in mani pericolose. Non ci stupiremmo nel
vedere una reazione tremenda da parte della squadra. Come terribile accusa
ad un sistema in agonia e
protervo fino alla nausea.
Anche questo è calcio in
Italia, purtroppo.
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5
Analisi

È così difficile poter rivedere la bella Juve del derby?
L

a prima notte di Champions allo Stadium, secondo turno di un girone
reso acclive più dalla vittoria in Ellade dello Sporting
Lisbona che dalla prevedibile disfatta bianconera in
Catalunya, proporrà subito
una gara da dentro o fuori. Per quanto teoricamente molto abbordabile, soprattutto per una squadra
come la Juve che ambisce
dichiaratamente ad attestarsi con continuità ai vertici dell'unico football che
conta, l'Olympiakos Pireo
non dovrà essere sottovalutato, giacché i trascorsi
casalinghi di Madama, nella fase a raggruppamento
e al cospetto di avversari
dal lignaggio non particolarmente elevato, sono
tutt'altro che lusinghieri.
L'occasione è peraltro decisamente propedeutica alla
riconciliazione con un torneo che, dall'infausta sera
di Cardiff, ha propinato
solo amarezza a catinelle,
insufflando nella gente zebrata un pernicioso senso
di fatalità e rassegnazio-

ne a un ruolo secondario.
Onde evitare sgradite sorprese, che l'Europa è solita
collocare dietro ogni possibile angolo, e dispensare
a chiunque pensi di poter
vivacchiare sulla scorta di
un vantaggio minimo, occorrerà una Juve diversa
da quella che in ambito peninsulare, anche e soprattutto per l'acclarata modestia delle contendenti, può
permettersi un atteggiamento sparagnino talvolta
financo eccessivo; servirà
la bella, intensa, aggressiva
prestazione, caratterizzata
dalla presenza costante sul
“pezzo” che le ha consentito di annichilire il Torino
nell'ultimo derby. In ultima
istanza, lo si può affermare senza disambiguazioni,
ci si attende una Signora
che sappia esser “Padrona” anche quando il brano
introduttivo non è quello di
Giovanni Allevi. Ogni stagione ha una cosiddetta partita chiave, i cui contenuti e
risvolti esondano abbondantemente la freddezza
del riscontro numerico, pur

se roboante, e si riverberano incessantemente nel
prosieguo dell'annata agonistica; la stracittadina, al
riguardo, pare voler assurgere ancora una volta a
gara della svolta. Ci riuscì
il 31 ottobre 2015 (affondo
di Cuadrado sul suono della
campanella), potrebbe ripetersi stavolta. Nulla accade
per caso, pur se certi accadimenti possono apparite
tali. Se l'ultima corsa della
zebra è apparsa fluida e armoniosa, meglio allineata
ai dettami del calcio continentale che non derogano

Sabato 11 Novembre 2017
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Minimo 25 partecipanti

sull'indispensabilità di proporre gioco, anziché adattarsi a quello altrui, qualche motivo c'è e non alligna
sul seggiolino a bordo campo scaldato da un Higuain
comunque impresentabile,
ma è bensì ascrivibile al
trionfo della semplice logica per cui, ogni giocatore,
schierato nel proprio ruolo
e secondo attitudini, rende al meglio e contribuisce
alla miglior espressione dei
compagni. Chiaro che una
discreta condizione fisica
aiuta l'ossigenazione delle
idee, ma una circolazio-

ne della palla più snella e
veloce, non mortificata da
errori tecnici gratuiti, è la
conseguenza naturale della
libertà concessa a giocatori
chiamati per indole e “fratellanza” tecnica ad attaccare e intendersi, consapevoli di dover semplicemente
fare quello che sanno. A
prescindere da un'esibizione iniziata in chiaroscuro,
l'innesto di Douglas Costa
sul lato zurdo del rettangolo verde ha rappresentato
la quadratura del cerchio.
Dopodiché, una mediana
che consta dell'apporto di
un vero stantuffo di spessore e, a Eupalla piacendo, la
classe adamantina di Paulino Dybala sguinzagliata in
zolle più prossime a quelle che deve calpestare per
vocazione,
indipendentemente dal centrattacco di
circostanza, hanno trasformato quasi d'incanto un
collettivo disorganizzato e
votato alla recita a soggetto,
in un team coeso, elastico,
fantasioso, all'interno del
quale comincia a spiccare di luce propria lo sboc-

cio di Miralem Pjanic nelle
vesti di regista arretrato,
ma non troppo. Vincente e
convincente come da tanto,
troppo tempo non era dato
ammirare, a onta degli episodi favorevoli (la fortuna
è cieca, ma se corteggiata
ci vede benissimo...), l'ultimissima Juve è stata quella che la critica invoca da
anni. Ora, dato che esistono
anche gli antagonisti, sarebbe irrazionale pretendere ogni volta un “partitone”,
ma un sapiente, ordinato, sensato controllo degli
spezzoni in cui si renderà
indispensabile difendersi o
concedere l'iniziativa alla
rivale, senza per questo indulgere alla passività o alla
rinuncia al gioco, è doveroso esigerlo. Se son davvero
stare rose, fioriranno. Viceversa, chi vorrà, faccia finta
di credere che difendere in
casa propria, opposti a una
squadretta menomata negli
effettivi, il vantaggio minimo, sia spiritualmente corroborante. Augh!
Ezio Maletto

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Numeri e Statistiche

di Massimo Fiandrino

Juve, 399 gol Champions. Chi entrerà nella storia?
Sivori siglò la prima rete in Coppa Campioni il 24/9/1958. L'ultima, a Cardiff, porta la firma di Mandzukic

L

a
Juve
aspetta
l’Olympiakos. Una partita importante per il risultato, sarà fondamentale
cancellare subito la delusione del Camp Nou anche
perché l’avventura bianconera in Coppa Campioni poi
Champions è sempre piena
di aspettative, contraddistinta da gioie e delusioni
(tante le 7 finali perse, di
queste 2 negli ultimi tre
anni ) e il Trofeo manca da
troppo tempo, dal lontano
1996. Ma contro gli ellenici
anche la statistica assume
importanza, i Bianconeri

inseguono il gol n° 400 in
Coppa
Campioni/Champions, adesso la Juve è a
quota 399 realizzati da 99
bomber diversi. Chi sarà il
bomber che entrerà nel gotha bianconero? Nel passato chi ha firmato la prima
rete e le “centenarie” sono
i Campioni che hanno poi
caratterizzato la storia di
questo club. Facendo un
passo indietro la storia juventina e il gol nella Coppa
più importante inizia il 24
settembre 1958 con l’esordio in Coppa Campioni e la
vittoria dei ragazzi di Brocic a Torino per 3-1 con gli
austriaci del Wiener SK, la
prima rete in questa manifestazione è firmata da
Omar Sivori al 2° minuto di
gioco. Sette giorni dopo la
doccia fredda, gli austriaci rifilano un 7-0 ai bianconeri (il peggior ko della
Juve di sempre in Europa)
e la consapevolezza iniziale del tabù Coppa Campioni
per la compagine torinese. La 100a rete arriva nel
momento più triste della
storia della Juventus, nella
finale di Coppa Campioni
1985 nella strage dell’Heysel, la segna Michel Platini
su rigore, niente gioia, solo
disperazione e dolore. La
200a rete, a sorpresa, la realizza Antonio Conte, contro l’Olympiakos il 17 mar-

zo 1999 (gol decisivo per
raggiungere le semifinali)
in una stagione importante
ma sofferta per la Juve che
ha dovuto rinunciare al di-

Piero, il bomber più prolifico di sempre dei Bianconeri
con 289 gol ufficiali di questi 44 in Champions League,
che il 7 dicembre 2005 in
Rapid-Vienna-Juventus 1-3
trova il gol n° 300. Infine
siamo ai giorni nostri l’ultimo gol-Juve la rovesciata
di Mandzukic nella finale di
Cardiff, il gol più bello della
precedente edizione non è
bastato a portare il trofeo a
Torino. Tante curiosità che
si stagliano fra i bianconeri e il gol nella Coppa più
importante, di queste 399
segnature, 243 fra le mura
amiche, 149 reti “corsare” e
7 in campo neutro, va ricordata l’edizione più prolifica
quella del 2002/2003 con
30 reti (Bianconeri sconfitti nella lotteria dei rigori
realizzato 22 gol, 7 le triplette, di queste 2 di Pippo
Inzaghi e l’ultima di Vidal
nel 2013 contro i danesi del
Copenaghen e infine le 37
le doppiette (7 Trezeguet,
6 Del Piero e 4 Platini).
Quanta storia, quante gioie e quanti gol, aspettando
nuovi capitoli e nuovi successi…

missionario Marcello Lippi
e al suo posto un giovanissimo Carlo Ancelotti. Non
poteva mancare in questa
galleria Alessandro Del

nella finale con il Milan a
Manchester), il Real Madrid
la squadra incontrata più
volte (19) e alla quale la signora del calcio italiano ha

(In alto da sinistra in senso orario:
Omar Sivori autore della prima
rete Champions;
Mario Mandzukic autore
dell'ultima a Cardiff;
Michel Platini autore della 100a
rete europea nella tragica serata
all'Heysel; Antonio Conte
autore rete n° 200)

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La Storia

Sconfitti ad Atene e aggrediti dai tifosi a Caselle…
Novembre 2000: notte folle all’aeroporto dopo il ko subito dagli uomini di Ancelotti al cospetto del Panathinaikos

N

ella storia della Juventus sono stati numerosi gli intrecci con le squadre
di Atene, sia in Champions
League, che in Coppa Uefa.
Se chiedete a un tifoso quali ricordi suggerisca la capitale della Grecia, da Trento
a Palermo tutti diranno la
sconfitta nella finale della
Coppa Campioni del 1983
con il gol di Magath. Ci
sono poi state più vittorie
che ko nei confronti con
le due principali formazioni ateniesi, l’Olympiacos e il Panathinaikos, ma
in ogni caso non sono mai
state partite semplici, se si
esclude il 7-0 rifilato proprio agli avversari di stasera nel 2003, nella stagione
che condusse Del Piero e
compagni alla sciagurata
finale di Manchester con il
Milan. Atene è stata teatro
di grandi sfide, vissute in un
contesto difficile, di fronte a
un pubblico che ha sempre

creato un ambiente infuocato. Il ricordo più particolare sull’asse Torino-Atene

è però legato a una sfida
con l’altra squadra della
capitale: il Panathinaikos.
Era la stagione 2000-2001,
in panchina c’era Ancelotti,
un grande allenatore mai
entrato nel cuore della tifoseria durante due stagioni sfortunate e concluse
senza scudetto. Nella fase
a gironi la Juve, dopo aver
vinto 2-1 la gara di andata
al Delle Alpi, l’8 novembre
era di scena all’Olimpico
ateniese nell’ultima partita
del gruppo ‘E’. Non sembrava un’impresa eroica
uscire indenni dallo stadio

e puntare allla qualificazione. Invece ancora una
volta Atene si trasformò in
una Caporetto, fu il capolinea di ogni ambizione. Juve
fuori già nella prima fase
della competizione. Al fischio finale erano tre i gol
finiti alle spalle di Van der
Sar e Rampulla, perché il
portiere olandese venne
perfino espulso. Prima la
rete dell’ex Paulo Sousa,
poi il pareggio di Inzaghi. Il
più sembrava fatto, invece
i greci colpirono altre due
volte. Una notte da incubi,
un ritorno a Torino quasi
alle prime luci dell’alba che
ebbe uno strascico antipatico di cui siamo stati testimoni. Infatti nonostante
l’orario, nel deserto dell’aeroporto di Caselle c’erano
tre ultras insonni e furibondi ad attendere la squadra.
I giocatori sfilarono a testa
bassa davanti ai tifosi, che
avevano un obiettivo preciso. Infatti quando si aprirono le porte automatiche e
comparve Zidane, la rabbia
di quei ragazzi si scatenò
contro il francese. Zizou era
in panchina, la sua colpa fu
di essere stato inquadrato
dalle telecamere mentre
rideva con i compagni, quasi estraneo a ciò che stava
accadendo in campo. Un
affronto da vendicare. Prima insulti a Van der Sar, poi
all’improvviso un ceffone a
Zidane che scatenò un pa-

rapiglia di cui parte della
squadra, ancora impegnata
nel ritiro dei bagagli, quasi
non si accorse. L’episodio
non sfuggì, invece, a Fonseca e soprattutto a Montero.
I due uruguaiani reagirono

difendendo il compagno e
volarono parole grosse e
anche spintoni. Una mini
rissa cui mise fine l’intervento di Moggi e di un paio

di agenti in servizio. Il più
“rammaricato” sembrava
Davids, arrivato quando
tutto era finito e ormai non
più in grado di difendere il
suo amico Zizou.
Fabio Vergnano

(In alto a sx in senso orario:
Edgard Davids, Carlo Ancelotti
allenatore all'epoca della
Juventus, Paolo Montero e
Zinedine Zidane)

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Olympiacos

Cambio in panchina dopo il brutto avvio stagionale
Fatale a Besnik Hasi il derby perso in campionato contro l'AEK. Al suo posto Takis Lemonis

S

e la Juventus sta dettando legge nel campionato
italiano,
come
dimostrano i sei scudetti
consecutivi vinti dai bianconeri, lo stesso si può dire dei
prossimi rivali degli uomini
di Allegri in Champions League nel rispettivo torneo.
L’Olympiakos Pireo è infatti
la regina del calcio greco,
con 44 titoli conquistati, a
cui vanno aggiunte 27 coppe nazionali e 4 Supercoppe di Grecia. Negli ultimi 21
anni i biancorossi del Pireo
hanno instaurato in patria
una vera e propria “ditta-

tura”, aggiudicandosi ben
19 campionati: un dominio
incontrastato, interrotto in
due sole occasioni dai rivali
ateniesi del Panathinaikos.
CAMBIO AL TIMONE - Se
il club con sede nel Pireo,
il celebre porto nei pressi
di Atene, è stato leader incontrastato del calcio greco degli ultimi lustri, non

altrettanto si può dire che
i biancorossi abbiano iniziato in modo positivo la

stagione in corso. Oltre al
ko subito in casa ad opera
dello Sporting Lisbona nel
turno inaugurale di Champions, la squadra campione
di Grecia ha avuto un inizio
difficoltoso anche nel torneo di casa. La sconfitta per
3-2 subita dall’Aek, che ha
fatto volare i gialloneri a
più 5 in classifica, è costa-

ta il posto al tecnico Besnik
Hasi, la cui panchina era gi
traballante dopo i deludenti pareggi contro Xhanti e
Asteras Tripolis. A guidare i biancorossi all’Allianz
Stadium toccherà a Takis
Lemonis, il quale aveva già
rimpiazzato il portoghese
Paulo Bento, esonerato lo
scorso marzo.
IL CAMMINO CHAMPIONS

- La formazione greca ha
avuto accesso alla fase a
girone di Champions League dopo aver superato due
turni preliminari. Nel primo
i biancorossi hanno avuto
la meglio sul Partizan Belgrado, grazie al successo
sui serbi all’andata e al pareggio nella gara di ritorno.
Nel turno successivo è stata
la volta del Rijeka, sconfitto
sia in Grecia che a Fiume
dai biancorossi.
LA STELLA - L’elemento
più rappresentativo nelle
file del club ellenico è il centrocampista offensivo Marko Marin. Tedesco di origine
Bosniaca, Marin ha avuto
una fugace esperienza nella Fiorentina nella stagione
2014-15 (4 presenze e 2
reti in Europa League, ma
senza mai debuttare in serie A) e ha vestito con alterne fortune le maglie di Borussia Monchengladbach,
Werder Brema, Chelsea,
Siviglia, Anderlecht e Trabzonspor. A 28 anni sembra
aver trovato la sua dimensione in Grecia. I problemi
fisici che lo avevano un po’
condizionato nella stagione
del suo debutto con la maglia a strisce biancorosse
(senza impedirgli tuttavia
di offrire il proprio contributo nella conquista del titolo) sembrano ormai alle
spalle e in Champions è già

stato decisivo in occasione
della sfida di Fiume.
Giovanni Rolle

(In alto a sinistra il logo
ufficiale dell'Olympiacos. Nelle
altre foto Vidal, Pogba e Llorente nella sfida di Champions
League contro i greci datata
4 novembre 2014 giocata allo
Juventus Stadium di Torino e
finita 3 a 2 per i bianconeri)

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Giustizia Sportiva

Pecoraro e l’Agnello sacrificale
Un anno di inibizione al Presidente bianconero Andrea Agnelli. Aspettando il prossimo grado di giudizio

Prima i fatti (confusi)
Dalle diverse inchieste degli ultimi mesi (sia in sede
penale che in sede sportiva)
si è appurato che negli anni
scorsi la Juventus ha concesso un numero di biglietti
più elevato del consentito
ad alcuni capi ultras, con
lo scopo di tenere buona

la tifoseria. Tutto ciò è avvenuto davvero, ed è stato
vivamente consigliato dalla
Digos. Agnelli e la Juventus
hanno ammesso di averlo
fatto. Con questo comportamento è stato, di fatto, agevolato il bagarinaggio? Può
anche essere, ma di certo
è stato un comportamento

frutto di mille problematiche di sistema e di un forte
stato di necessità di ordine
superiore e molto diffuso
in tutti gli stadi dello stivale. I soliti giornali mediocri
d’Italy (quelli che ormai
persino i pesci al mercato
si rifiutano di esserci incartati dentro post mortem) si
sono divertiti a metterci in
mezzo la 'ndrangheta. Infatti, un tizio incensurato
appartenente alla tifoseria
di cui sopra, parrebbe avere dei legami con la malavita organizzata calabrese. Il procuratore federale
Pecoraro poi, davanti alla
Commissione Parlamentare
Antimafia, mesi fa ha preso
uno scivolone gravissimo
citando una prova risultata fin da subito inesistente. Ovviamente però non è
stato allontanato dalla sua
carica, come avrebbe dovuto succedere in un paese
civile. La canzone insomma
è sempre la stessa: i soliti
personaggi discutibili e i soliti pasticci all’italiana. Morale della favola, arriva il
processo sportivo di primo
grado e arrivano le condanne: un anno di inibizione ad
Andrea Agnelli e 300.000

euro di multa alla Juventus.
Pecoraro voleva una pena
più dura e ha già annunciato che farà ricorso. Fine dei
fatti.
Adesso alcuni quesiti
esistenziali
Aspettando il secondo grado di giudizio (appello), tocca farsi alcune domande
stupidotte in libertà.
- Chi gli racconta ora alla
Digos e agli enti competenti
preposti dallo Stato alla tutela della sicurezza che, con
un atto ufficiale, il calcio
italiano ha stabilito che loro
e i relativi “consigli” contano meno di zero e sono, di
fatto, illegittimi? E che se
qualcuno per caso li segue
viene, o può venire, condannato? Gentiloni e il Parlamento Italico cosa hanno
da dire a riguardo? Sempre
nel solito sonno profondo?
Driiiiiin! Sveglia!
- La giustizia sportiva ora
condannerà anche tutti gli
altri presidenti di serie A e
B, oppure, visto che le loro
squadre non hanno la J nel
nome, allora hanno diritto
di fare qualunque cosa senza nessun controllo e senza
correre alcun rischio? (La
risposta è insita nella do-

manda).
- Il dottor Agnelli, sempre
attento a che tutti i tifosi abbiano un senso critico dormiente, che cosa ha
imparato da tutto questo?
Ha ancora senso dialogare
e sperare, per l’ennesima
volta, nella redenzione morale di un sistema calcio
che odia la Juventus e che
non perde mai occasione
per dimostrarlo?
- L’ingegnere Elkann cosa
ha da dire riguardo a questa condanna? Da che parte
sta? Ne è felice o dispiaciuto? Continua ad avere
senso sponsorizzare, attraverso il marchio FIAT,
un baraccone zozzo che
dovrebbe essere chiuso e
raso al suolo da almeno 20
anni, o perlomeno da 11?
Calciopoli infatti noi tifosi
non ce la siamo ancora dimenticata… Quante altre
ne dovremo ancora vedere
e sopportare?
Conclusioni su
questa ennesima
barzelletta triste
(dove si ride amaro
insomma)
In fondo tutto è come sempre. Chi con questa vicenda
aveva come obbiettivo vero

quello di infangare, ancora
una volta, la Juventus, ci
è nuovamente riuscito. Ne
esce male la giustizia sportiva che, come al solito, non
ha nulla a che fare con la
giustizia. Ne escono malissimo i gruppi ultras perché,
anche se seguono ininterrottamente la Juve da decenni con grande affetto,
spesso sono protagonisti in
negativo della vita del club.
Bisogna ammetterlo. Il calcio italiano nel complesso,
come d’abitudine consolidata, si è distinto di nuovo
per essere completamente
sbilenco, autoreferenziale,
sporco quanto basta, falso,
ottuso, pieno di pericolose
combriccole,
moralmente corrotto e indigeribile.
Somiglia sempre di più ad
una sorta di wc, pieno, dove
“stranamente” non si riesce mai a trovare qualcuno che ha il “coraggio” e la
“voglia” (o ad essere cattivi,
meglio dire la “convenienza”) di tirare lo sciacquone
per mandare tutto lo schifo
dove merita.
Antonio Catapano
'Crazeology'
Giùlemanidallajuve.com

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Accadde il

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11

20 settembre e l'11 ottobre 1967

La prima volta contro l’Olympiacos
Pari sofferto in Grecia. Si decise tutto nel ritorno a Torino. Gol di Zigoni e Menichelli
Olympiacos-Juventus 0-0
Andata
Sedicesimi di finale
Atene
20 settembre 1967
Stadio
Yorgos Karaiskakis
OlympiaCos:
Vallianos, Gaitatzis, Pavlidis,
Polikroniou, Zanteroglou,
Aganian, Vasiliou, Sideris,
Gioutsos, Botinos.
All. Bukovi Marton
Juventus:

La Juventus, fresca vincitrice
del 13° scudetto vinto sul filo
di lana dell’ ultima giornata
superando l’Inter del “Mago”
Helenio Herrera si presenta in Coppa dei Campioni con
una squadra che vede ben
poche novità dovuto anche al
fatto che sfumato il trasferimento del granata Meroni in
bianconero è arrivato sempre dal Torino a titolo quasi
di risarcimento l’ala Luigi Simoni che certamente non ha
né le caratteristiche tecniche
né l’estro del “Beatle-Gigi”. Il
Mister bianconero Heriberto
Herrera non demorde anzi affronta i greci con una squadra
compatta in difesa e corta neri
movimenti con il suo stile di
gioco cosiddetto “Movimiento”.
Lo stadio ribolle di tifo l’atmosfera incute timori ed ostilità
che diventano preoccupazione
quando ad inizio partita Ernesto Castano subisce un infor-

Juventus-Olympiacos 2-0
Ritorno
Sedicesimi di finale

che arretra a dar man forte
alla difesa, la coppia centrale Bercellino-Salvadore sugli
scudi respinge gli assalti dei
greci sospinti da un pubblico
assai rumoroso. Anzolin vigila
ed è poco impegnato, risolve
al meglio respingendo i cross
che arrivano da fondo campo
dalle ali greche frenate anche
dal campo bagnato e dal pallone molto leggero non certo
pesante 420 grammi come

Salvadore, Simoni, Del Sol,

di 2 milioni e 200 mila
dracme pari a circa
45 milioni di lire.
Circa 300 i tifosi italiani
giunti dall’Italia.
Acquazzone ad inizio
partita che dura
per tutto il I tempo.
Espulso al 84° il greco
Botinos dopo una rissa
in campo culminata
con l’espulsione
del greco per scorrettezze.

Sideris N. Vasiliou,
tunio dopo un duro intervento:
due greci gli franano in pratica
addosso procurandogli una distorsione al ginocchio sinistro.
All’epoca era solo consentito il
cambio del portiere, la situazione è pesante, dieci contro
undici per 80 minuti. Castano
resta stoicamente sul terreno
di gioco ma è in pratica inutilizzabile. Nonostante la menomazione la squadra regge
con il centrocampista Del Sol

impone il regolamento: questo escamotage si rivelerà al
contrario per l’ Olympiakos
che giocando con un pallone
più leggero ha maggiori difficoltà nell’ impostare l’azione
su un terreno bagnato e poco
drenante. Rissa nel finale di
partita, deve intervenire dalla
panchina anche l’allenatore
Herrera che cerca di sedare gli
animi e calmare i bianconeri,
saggia la decisione dell’arbitro
ungherese Horvat che espelle
l’ala sinistra dell’ Olympiakos
Botinos per scorrettezze. Non
succede altro sino al fischio
finale che premia la Juventus
con un ottimo pareggio a reti
inviolate, buon viatico per il ritorno di Torino.

Foto e testi di
Ermanno Vittorio

Aganian,
Sideris G. Gioutsos,
Barbalias.
All. Bukovi Marton
Arbitro:
Droz Gilber
(Fed. Svizzera)
Note:
Giornata soleggiata
e calda, spettatori paganti
33.000 per un incasso
di 45 milioni di lire.
Ammoniti: Polikroniou,
Sideris G. Menichelli,
Del Sol.
Presente in tribuna

Ammoniti Polikroniou,
Aganian, Menichelli.

Cinesinho,

Polikroniou, Zanteroglou,

Arbitro:

un incasso

Simoni, Del Sol, Zigoni,

Gaitatzis, Pavlidis,

All. Heriberto Herrera

40.000 mila per

Sarti, Salvadore,

Vallianos (46° Xarhakos),

Cinesinho, Menichelli.

Spettatori circa

Leoncini, Bercellino I,

OlympiaCos:

De Paoli,

Note:

Colombo, Gori,

All. Heriberto Herrera

Bercellino I, Castano,

(Fed. Ungheria)

Juventus:

faceva il massimo con la rosa
che aveva, non certo di qualità
ma compensava con l’impegno di un gruppo che dava il
massimo in campo. Ricordiamo che nel periodo 1964-1968
arrivarono comunque le vittorie in coppa Italia (1965) ed in
campionato (1967) una finale
di coppa città delle Fiere, ed
un terzo posto in campionato (1967-68) e una semifinale
di Coppa Campioni 1967-68.

Menichelli.

Anzolin, Gori, Leoncini,

Horvath Lajos

Torino
11 ottobre 1967
Stadio
Comunale

La squadra bianconera affronta il ritorno priva di portiere
e centrale titolari, infortunati
Anzolin e Castano Heriberto
Herrera manda in campo i sostituti Colombo Angelo e Sarti
Benito. Le scelte del “Mister”
sono azzeccate come quella
di variare in attacco inserendo Zigoni al posto di De Paoli,
mossa giusta che regala i suoi
frutti in apertura di match: il
terzino Gori si incunea in area
greca calciando con forza, respinge il tiro il portiere greco,
sul pallone si avventa Zigoni
che un colpo lieve e preciso infila la porta. Esulta il folto pubblico torinese anche perché è
stata negata la diretta TV. Alla
vigilia del match Juventus e
RAI non si mettono d’accordo
sul compenso, la differenza è
lieve ma la Rai non molla così
c’è sola diretta radiofonica alle
ore 15. Dopo il gol la partita si
incattivisce anche perché la
squadra greca la mette sulla
quasi rissa, ogni intervento è

(In alto
la formazione

Angoli 7-6

della Juventus 1967/1968;

per Olympiacos.

in centro la rissa in campo
durante la partita;
qui a sx Roberto Anzolin)

l’allenatore della
Nazionale Italiana
Valcareggi Ferruccio.

falloso, si cerca la reazione dei
calciatori bianconeri che comunque ribattono falli e calci
non facendosi intimorire. Ad
inizio ripresa la qualificazione
si decide grazie alla splendida
partita del terzino destro Adolfo Gori che s’invola sulla destra in progressione e centra
con prontezza e precisione un
pallone che scavalca il portiere
Xarhakos subentrato ad inizio
ripresa all’ infortunato Vallianos. Sul pallone si avventa Menichelli che vola in cielo ed azzecca una precisa deviazione
di testa gonfiando la rete. 2-0!
Lo stadio esplode per la prodezza dell’ala e per l’oramai
certa qualificazione agli Ottavi
di Finale. C’è ancora il tempo
di sbagliare un gol quasi fatto
ma Simoni non riesce a deviare in rete da pochi passi dalla
porta. Ottima partita ed ottima
difesa sorretta da un centrocampo che vede in Del Sol e
Cinesinho due calciatori che si
compensano a vicenda uno un
moto perpetuo (Del Sol), l’altro
inventa geometrie e passaggi
che illuminano le fasce laterali
liberando i terzini che scendono sulle fasce con puntualità e
precisione. Heriberto Herrera

Proprio in quella edizione di
Coppa la squadra bianconera
arrivò in semifinale eliminata
dal Benfica del fuoriclasse Eusebio, comunque fu il miglior
risultato in coppa Campioni
ottenuto sino ad allora, poi viatico di futuri successi in campo
nazionale ed internazionale.

Foto e testi di
Ermanno Vittorio
(In alto
il portiere Angelo Colombo;
in centro il gol di Zigoni;
in basso il gol di Menichelli)

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Numeri e Statistiche

di Massimo Fiandrino

Allegri ha sempre superato il girone eliminatorio
JUVE 252 PARTITE IN COPPA
DEI CAMPIONI/CHAMPIONS
LEAGUE. RECORD PER UNA
SQUADRA ITALIANA,
STACCATO IL MILAN
252 le partite della Juventus in Coppa Campioni/
Champions League, record
per una squadra Italiana
nella Coppa più prestigiosa.
Segue il Milan a 249. Sono
125 le vittorie della Juventus nelle 252 gare giocate
in Coppa Campioni/Champions League, completano
lo score 64 i pareggi e 63
sconfitte. Infine sono 399
le reti realizzate e 246 i gol
subiti.

perse nella Coppa più importante per club, in questa
speciale classifica precede
il Benfica e Bayern Monaco
con 5 e infine 4 ko nelle finali per il Milan.

PER I BIANCONERI 9 FINALI
CHAMPIONS
La Juventus di Allegri ha
conquistato la Finale di
Champions 2 volte negli ultimi 3 anni.
Sempre sconfitti i Bianconeri, nel 2015 contro il Barcellona e nel 2017 contro il

ALLEGRI 19 VITTORIE IN 35
PANCHINE CON LA JUVE IN
CHAMPIONS: HA SEMPRE
SUPERATO LA PRIMA FASE
35 le panchine di Max Allegri in Champions con
la Juventus calcolando
l’edizione 2014/2015 (13)
più le 8 gare dell'edizio-

Real Madrid.
2 i successi della Juventus
in Coppa Campioni/Champions League, il primo nel
1984/85 con la vittoria
per 1-0 sul Liverpool e nel
1995/96 a Roma contro
l’Ajax alla “roulette” rigori.
7 sono le finalissime perse dai bianconeri in Coppa
Campioni/Champions League; nel 1973 con l’Ajax; nel
1983 con l’Amburgo; nel
1997 con il Borussia Dortmund; nel 1998 con il Real
Madrid; nel 2003 con il Milan nel 2003, nel 2015 con il
Barcellona e infine nel 2017
contro il Real Madrid. Per i
bianconeri record di finali

ne 2015/2016 le 13 gare
nell'Edizione 2016/2017 e
infine il ko con il Barcellona nell'edizione 2017/2018
con uno score di 19 vittorie,
9 pareggi e 7 ko.
34 le panchine di Allegri in
Champions League con il
Milan (comprese due partite di preliminari), il bilancio è di 11 vittorie, 13 pareggi e 10 ko. Si è sempre
qualificato per gli ottavi di
finale e il miglior risultato i
quarti di finale dell’edizione
2011/2012 (eliminato dal
Barcellona di Guardiola).
7 i trofei vinti da Max Allegri
alla guida della Juventus, 3
Campionati, una Supercop-

pa Italiana e 3 Coppe Italia
(l'unico mister a vincere 3
Coppe Italia consecutive),
più 2 trofei alla guida del
Milan (Scudetto 2010/2011
e Supercoppa Italiana nel
2011). Sia con il Milan che
con la Juventus ha sempre
vinto il Titolo al 1° tentativo.
TRADIZIONE JUVE
CONTRO L'OLYMPIACOS
10 i precedenti tra la Juventus e l'Olympiakos nelle
Coppe Europee: 6 vittorie
Juventus, 2 pareggi e 2 vittorie Olympiakos.
IL PALMARES
DELL'OLYMPIACOS
Titoli Nazionali: 44 (record
nel Campionato Greco), gli
ultimi 7 consecutivi. Coppe
Nazionali: 27 (record). Supercoppe Nazionali: 4. Coppa dei Balcani: 1.
Formazione (4-2-3-1): Kapino; Elabdellaoui; Retsos;
Vukovic; Koutris; Gillet;
Romao; Carcela-Gonzalez;
Fortounis; Marin; Bennabouhane.
Hanno raggiunto i gironi
eliminando i Campioni serbi del Partizan e i croati del
Rijeka.
SCHEDA DEI GRECI
L'Olympiakos ha vinto 12
degli ultimi 13 Campionati
della Grecia, l'ultimo soffrendo un po' di più, con 6
punti sul PAOK Salonicco e
una decisione della disciplinare favorevole (sugli incidenti di Coppa con l'AEK
Atene), che gli ha evitato
una penalità di 6 punti.
Rispetto all'ultima stagione ha perso Cambiasso, il
portiere Leali (allo Zulte,
ma sempre in prestito dal-

la Juventus) e il difensore
della Nazionale Siovas (al
Leagnes). Per 10 milioni di
passivo sono arrivati fra gli
altri il nigeriano Emenike
(dal Fenerbahce), il belga Odjidja-Ofoe, il genietto
marocchino Carcela-Gonzalez dal Granada e dalle
isole Comore Ben Nabouhane (ex Panionios), 4 gol in
2 match nei preliminari.
L'uomo chiave è Fortounis,
18 gol due stagioni fa.
Infine ricordiamo l'ex centrocampista viola Marko
Marin. Tanti i campioni
stranieri che hanno militato
nell'Olympiakos: l'ungherese Lajos Detari, l'ucraino
Oleh Protasov, Predrag Djoedevic ex giocatore serbo
ha vinto 12 campionati (record) e detiene il primato di
gol segnati da uno straniero con l'Olympiakos (158),
il brasiliano Giovanni Silva
de Oliveira 5 stagioni con
l'Olympiakos dal 1999 al
2005 (98 gol in 208 gare ufficiali con la squadra). Altri
grandi giocatori hanno vestito questa maglia: Zlatko
Zahovic, Christian Karembeu e addirittura Rivaldo
dal 2004 al 2007 (il brasiliano Pallone d'Oro 1999 e
Campione del Mondo 2002)

e Olof Mellberg nel 2009.
Anche l'attuale mister del
Barcellona Ernesto Valverde (2010-2012) ha allenato
questo club e il mister del
Monaco Jardim (2012) e l'ex
giocatore del Real Madrid
Michel (2013-2015). Nella
prima gara del Girone i greci dell'Olympiakos si sono
arresi in casa per 2-3 contro
lo Sporting Lisbona.

(In alto Massimiliano Allegri
alza il trofeo Coppa Italia:
il tecnico bianconero ha
conquistato 19 vittorie in
Europa con la Juventus in
35 panchine; a sinistra l'ex
juventino Fernando Llorente
in azione contro l'Olympiacos
nella Champions League
2014/2015)

Giornale sportivo per i tifosi di Juventus e Torino

Direttore Responsabile
Roberto Grossi
rogro@inwind.it

Servizi fotografici

Hanno collaborato
Bruno Bernardi
Antonio Catapano
Paolo Rachetto
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Marco Sanfelici
Fabio Vergnano
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Gianni Castaldo

CHIUSO IN REDAZIONE ALLE ORE 17 DI MARTEDÌ 26 SETTEMBRE 2017

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Numeri e Statistiche

di Massimo Fiandrino

Le reti 'centenarie' europee: Platini, Conte, Del Piero e...
LE 399 RETI JUVE IN COPPA
CAMPIONI/CHAMPIONS.
LA NUMERO 200 DI CONTE
PROPRIO CONTRO
L'OLYMPIACOS.
ECCO LE CENTENARIE

DYBALA MIGLIOR BOMBER
BIANCONERO DI SEMPRE
DOPO 6 GARE INIZIALI DI
SERIE A E SECONDO SOLO
AD ANGELILLO NELLA
GRADUATORIA GENERALE
10 le reti di Dybala in queste prime 6 gare iniziali
in Campionato, il bomber
bianconero più prolifico di
sempre a questo punto in
serie A. Prima della Joya
avevano realizzato 8 reti
Borel II nel 1933/34 e Bo-

1 - SIVORI il 24 settembre
1958. Nell'esordio della
Juve nella Coppa più prestigiosa, vittoria contro gli
austriaci del Wiener Sk per
3-1 con la tripletta di Sivori
(e il primo gol dopo appena
2 minuti). Ma il proseguo si
presenta arduo, i Bianconeri in trasferta subiscono
un debacle, perdono 7-0 e
questo rimane il peggior ko
della Juventus di sempre in
Europa.

re il Girone collezionando
solo 1 vittoria e 5 pareggi,
8 punti in tutto: incredibile.

100 - PLATINI il 29 maggio
1985. La centesima rete nel
momento più tragico, la Juventus è Regina d'Europa

300 - DEL PIERO il 7 dicembre 2005. La 300a rete
con la firma di Alex Del Pie-

niperti nel 1953/54. Nella
graduatoria generale primo è Angelillo (Inter) con
13 reti nel '58/'59. 54 i gol
ufficiali di Dybala con la
casacca Juve in 102 gare
fra Campionati e Coppe e
supera in questa speciale
classifica Cesarini, Pastore
e Luca Vialli a 53. Le reti
dell'argentino sono state
40 in serie A, 6 in Coppa
Italia, 5 in Champions e 3
nella Supercoppa Italiana.
102 le presenze ufficiali di
Dybala con la Juve fra Campionati e Coppe (il bilancio
è di 74 vittorie, 14 pareggi
e 14 sconfitte), l'esordio con
gol in bianconero l'8 agosto
2015 nella Supercoppa Italiana (subentra a Coman al
63' in gol dieci minuti dopo
per il definitivo JuventusLazio 2-0). 5 i Titoli vinti
dal campione argentino
con i bianconeri: 2 Scudetti (2015/16 e 2016/17),
2 Coppe Italia (2015/16 e

2016/17) e una Supercoppa
Italiana (2015).
CHIELLINI AD UN PASSO
DA CABRINI
439 le presenze ufficiali
di Chiellini nella Juventus
(corredate da 34 reti), di
queste 304 in serie A, 32 in
serie B, 24 in Coppa Italia,
4 nella Supercoppa Italiana, 58 in Coppa Campioni/
Champions, 17 in Coppa
Uefa/Europaleague. 58 le
presenze di Giorgio Chiel-

lini in Coppa Campioni/
Champions League. Se gioca contro l'Olympiakos raggiunge Montero a 59. Oltre
a Montero meglio di lui in
questa speciale classifica
solo: Buffon 107, Del Piero
92, Tacchinardi 71 e Pessotto 68.

(In alto da sx in
senso orario: Del Piero,
Dybala, Mandzukic
e Platini con Maradona)

PRECEDENTI JUVE IN COPPA CAMPIONI/CHAMPIONS
CONTRO SQUADRE GRECHE
â–  COPPA CAMPIONI 1961/62
(Sedicesimi)
Atene, 20/09/1961
Panathinaikos-Juventus 1-1

Reti: Mora (J) al 45'
Papaemmanouel (P) al 66'
Arbitro: Galba (Cecoslovacchia)
Torino, 27/09/1961
Juventus-Panathinaikos 2-1
nel suo giorno più triste, la
realizza Michel Platini nello
stadio Heysel (Juve-Liverpool), al posto della gioia la
tragedia con 37 tifosi italiani che perdono la vita.
200 - CONTE il 17 marzo
1999. La 200a rete della
Juventus è segnata da Antonio Conte all'Olympiakos
Pireo (1-1) e decisiva per la
qualificazione dei Bianconeri in semifinali (verranno
eliminati dal Manchester
Utd). Una stagione difficile
il 1998/99 per i Bianconeri
che chiudono il primo ciclo
Lippi (le dimissioni a dicembre 1998 al suo posto Ancelotti) e riescono a supera-

ro, cannoniere dei Bianconeri nella storia del club e
in Champions con 44 reti:
Rapid-Juventus 1-3 al minuto 35.
399 - MANDZUKIC il 3 giugno 2017. La 399a è ancora
molto attuale: la rovesciata
spettacolare di Mario Mandzukic (minuto 27) che regala il momentaneo pareggio della Juventus contro il
Real Madrid. Nella ripresa
la squadra di Zidane dilagherà e addio sogno bianconero (1-4). Questa rimane
la rete più bella e spettacolare di tutta l'edizione
2016/2017.






Reti: Nicolè (J) al 20'
Rossano (J) al 23'
Koleras (P) al 62' rigore
Arbitro: Optuvic (Cecoslovacchia)

â–  COPPA CAMPIONI 1967/68
(Sedicesimi)
Atene, 20/09/1967
Olympiakos-Juventus 0-0






Reti: Inzaghi F. (J) al 37'
Conte (J) al 78'
Niniadis (O) al 89' rig.
Arbitro: Garcia Aranda (Spagna)

Atene, 17/03/1999
Olympiakos-Juventus 1-1

Reti: Gocic (O) al 12'
Conte (J) al 86'
Arbitro: Merk (Germania)
â–  CHAMPIONS 2000/2001
(Girone)
Torino, 19/09/2000
Juventus-Panathinaikos 2-1






Reti: aut. Nikopolidis (P) al 35'
Goumas (P) al 47'
Trezeguet (J) al 83'
Arbitro: Pedersen (Norvegia)

Arbitro: Horvath (Jugoslavia)

Atene, 08/11/2000
Panathinaikos-Juventus 3-1

Torino, 11/10/1967
Juventus-Olympiakos 2-0

Reti: Menichelli (J) al 12',
Zigoni (J) al 49'
Arbitro: Droz (Svizzera)







â–  CHAMPIONS 1998/1999
(Quarti)

â–  CHAMPIONS 2003/2004
(Girone)

Torino, 03/03/1999
Juventus-Olympiakos 2-1

Atene, 30/09/2003
Olympiakos-Juventus 1-2

Reti: Paulo Sousa (J) al 6'
Inzaghi F. (J) al 24'
Bassinas (P) al 59' rig.
Warzycha (P) al 65'
Arbitro: Jol (Olanda)

Reti: Stoltidis (O) al 11',
Nedved (J) al 21' e 79'
Arbitro: Poulat (Francia)
Torino, 10/12/2003
Juventus-Olympiakos 7-0









Reti: Trezeguet (J) al 14' e 25'
Miccoli (J) al 19'
Maresca (J) al 28'
Di Vaio (J) al 62'
Del Piero (J) al 66'
Zalayeta (J) al 79'
Arbitro: Plautz (Austria)

â–  CHAMPIONS 2014/2015
(Girone)
Atene, 22/10/2014
Olympiakos-Juventus 1-0

Reti: Kasami (O) al 36'
Arbitro: Mazic (Serbia)
Torino, 04/11/2014
Juventus-Olympiakos 3-2

Reti: Pirlo (J) al 21'
Botia (O) al 24'
N’Dinga (O) al 61'
aut. Roberto (J) al 65'
Pogba (J) al 66'
Arbitro: Atkinson (Inghilterra)

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Spettacoli e cultura

'Arrivano i paparazzi', 150 immagini di foto 'rubate'
Fino al 7 gennaio 2018, presso le sale di 'CameraTo', in mostra fotografi e divi dalla 'Dolce Vita' a oggi

U

na nuova mostra, presso le sale di 'CameraTo
- Centro Italiano per la Fotografia' a Torino, in via delle Rosine. Fino al 7 gennaio
2018, si apre l'esposizione

fotografica “Arrivano i Paparazzi! Fotografi e divi dalla
Dolce Vita a oggi”, a cura di
Walter Guadagnini e Francesco Zanot. Roma, l’Italia e
il mondo, da la Dolce Vita a

oggi, in una mostra che intende documentare, con un
taglio originale e con molte
immagini mai esposte in precedenza, la lunga, vitale stagione dei cosidetti “Paparazzi” ed indagare la storia e il
ruolo della fotografia "rubata", capace di influenzare il
costume, le mode e talvolta di
determinare il destino stesso
di coloro, che di quelle immagini sono stati i protagonisti.
L'esposizione si concentra
su un particolare fenomeno
che ha assunto un ruolo fondamentale nell’intera storia
della fotografia italiana ed
internazionale, dagli anni
Cinquanta fino agli sviluppi
nell’immaginario
contemporaneo. 150 immagini che
raccontano l'epopea della
"fotografia rubata", in Italia
e nel mondo, dove il mondo
rappresentato è quello dello
scandalo e del gossip. Fotografie che hanno segnato per
sempre la percezione popolare dei personaggi pubblici, attori, cantanti, politici e
donne soprattutto. In mostra,
fra i vip e le star di ieri e di
oggi, troviamo Anita Ekberg,
Marilyn Monroe, Jackie Kennedy, Lady D, Sofia Loren,
Brigitte Bardot con scatti di famosi fotografi come
Tazio Secchiaroli, Marcello

Geppetti, Ron Galella, Lino
Nanni e progetti fotografici di artisti contemporanei
come Alison Jackson, Ellen
von Unwerth e Armin Linke. La mostra non si ferma
a questa rievocazione, ma
procede negli anni succes-

sivi con tematiche rinnovate
in seguito ai mutamenti della
società e degli stessi mezzi
d’informazione. Compaiono
sulla scena altri personaggi,
le situazioni si fanno più scabrose, il gusto della sorpresa
e dell’assalto che caratteriz-

A Torino due giorni dedicati al rapporto tra musica
dal vivo, ballo e attività sportiva
Al Circolo dei Lettori e al Jazz Club si apre la manifestazione ' Jazz, Sport & Welfare'
Il 28 e 29 settembre, al Circolo dei Lettori ed
al Jazz Club Torino di piazzale Valdo Fusi, si apre
la manifestazione “Jazz, Sport & Welfare”,
a cura del Consorzio Piemonte Jazz. Una due
giorni di incontri e convegni dedicati al rapporto
tra musica dal vivo, ballo, attività sportiva e implicazioni nei campi della salute e della prevenzione delle malattie professionali. Musicisti, ballerini, atleti e tecnici sportivi si confronteranno
con docenti universitari ed esperti di medicina
sportiva e per musicisti, prendendo spunto dalla
connessione esistente tra musica e danza. Inoltre, istituzioni, organizzazioni sindacali e Confartigianato prenderanno parte ai lavori affrontando
i temi legati alla prevenzione, alla cura, alle tutele assicurative e al welfare di artisti e sportivi. Il
Consorzio Piemonte Jazz continua il suo lavo-

ro di informazione e sensibilizzazione sul tema
del welfare dei musicisti e dei professionisti del
mondo dello spettacolo. In collaborazione con
il Centro Medico della SUISM dell'Università di
Torino e ANCoS Confartigianato. Il program-

ma della manifestazione: Giovedi 28 al Circolo
dei Lettori (Via Bogino 9) presso la Sala grande
'Summer Lindy Stories LindyBros e JassBrassBros', con Diego Borotti al sax tenore, Monica
Fabbrini voce, Gabriele Ferian alla chitarra, Davide Liberti al contrabbasso, Paolo Franciscone alla
batteria. Ore 20,30: lezione aperta a tutti a cura
dei LindyBros. Ore 21,30: Social Dance. Venerdi
29 sempre in Sala grande alle ore 16: Tavola rotonda sul tema Jazz, Sport & Welfare. A seguire
al Jazz Club Torino alle ore 21,30: The Last Summer Lindy Story @ JCT. In collaborazione con
la scuola di ballo swing Feel Good Swing Damn
Swing Ilaria Allegri voce, Marcello Picchioni al
pianoforte, Gianmaria Ferrario al contrabbasso,
Marco Breglia alla batteria.
(p.r.)

zava i Paparazzi si trasforma
in uno sguardo da lontano,
più voyeuristico. Ne è da
esempio, la vicenda di Jackie
Bouvier Kennedy (in seguito
Onassis), autentica icona della stampa scandalistica e di
costume. Negli anni Sessanta
il suo volto è immortalato in
alcuni scatti di Ron Galella,
mentre lei passeggia tranquillamente e inconsapevole
per le vie della città, ma nel
decennio successivo diventa
preda di una serie di servizi
che la mostrano senza veli, in
situazioni private. La celebre
sequenza di Settimio Garritano la ritrae nuda mentre
prende il sole in vacanza,
pubblicata sulle riviste per
soli uomini, diventa un caso
internazionale. Spazio anche
al mondo della moda, bersaglio delle “paparazzate”, con
le immagini della grande fotografa Ellen von Unwerth,
che hanno come protagonisti
le star del nostro tempo, da
David Bowie a Kate Moss a
Monica Bellucci, e che unisce
l’ironia della citazione alla
esplicitazione di uno sguardo al femminile. L’inglese
Alison Jackson invece ha
realizzato alcune immagini
nelle quali sono ricostruiti
scatti apparentemente rubati a personaggi celebri come
Marilyn Monroe e la stessa
Lady Diana, in un gioco di
inganni e specchi che lascia
lo spettatore stupito, interdetto e divertito. Infine, la
retrospettiva si chiude con
un ampio progetto di Armin
Linke, tra i protagonisti della fotografia contemporanea,
che ha lavorato sull’archivio
di Corrado Calvo, moderno
paparazzo, reso celebre dalle
sue istantanee sulle vacanze di Berlusconi: un lavoro,
quello di Linke, che riflette
anche sui temi dell’archivio e
del senso di una professione
e di un atteggiamento così
controverso e affascinante.
Paolo Rachetto

(Nella foto in alto a sx: Galella_
Jackie-RG; in alto a dx: Ellen von
Unwerth, Kate Moss and David
Bowie, 2003; in basso a sx: Walter
Chiari e Tazio Secchiaroli 1958)

amcsrls@yahoo.it

15

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Spettacoli e cultura

'La Ninfea' di Giacomo Grosso alla Corte Medievale
A Palazzo Madama, sino al 23 ottobre, viene esposta la tela datata 1907 del noto artista torinese

P

alazzo Madama di Torino espone alla Corte
Medievale, dal 28 settembre al 23 ottobre, la tela
dell’artista Giacomo Grosso, “La Ninfea”, datata
1907, in occasione della
mostra "Giacomo Grosso.
Una stagione tra pittura e
Accademia", promosso e
organizzato
dall’Accademia Albertina di Belle Arti e

il Museo di Arti Decorative
Accorsi-Ometto,
Palazzo
Madama ed il Palazzo Comunale di Cambiano. L’opera verrà esposta all’interno
dell’imponente
“Cornice
d’alcova” seicentesca, una
sorta di piccolo arco trionfale di legno intagliato e
dorato, che Giacomo Grosso utilizzava come location
per mettere in posa le sue
modelle, e pertanto raffigurato in molti suoi dipinti. Il dipinto “La Ninfea” è
stato esposto nel 1907, alla
Biennale Internazionale di
Venezia. Qui si vede nella la capacità dell’artista
di ritrarre la sensualità
femminile impressionisti-

dal Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto. L’esposizione, curata da Angelo
Mistrangelo, è suddivisa in
quattro sedi istituzionali,
ognuna delle quali propone un differente percorso
volto ad approfondire i diversi aspetti della figura
di Giacomo Grosso. A Torino, presso la Pinacoteca
dell’Accademia Albertina,

camente colta tra le luci
filtrate dalla vegetazione di
un lussureggiante giardino.
L'opera di Giacomo Grosso
è esposta in Corte Medieva-

le dove è in corso la mostra
di Franco Fontana.
Paolo Rachetto
(A sx la Ninfea - foto Palazzo Madama;
a dx Palazzo Madama - Foto Rachetto)

Alle Fonderie Limone in scena 4 capolavori
La Compagnia olandese Introdans presenta: Polish Pieces, Canto Ostinato, Songs of a Wayfarer e Rassemblement

V

enerdì 29 e sabato 30
settembre, alle ore
20.45, la Compagnia olandese Introdans porterà in
scena, in prima italiana,
alle Fonderie Limone di
Moncalieri, un programma
d’eccezione che include
quattro capolavori di alcuni
tra i più famosi coreografi contemporanei: Polish
Pieces di Hans van Manen,
Canto Ostinato di Lucinda
Childs, Songs of a Wayfarer

di Jirí Kylián e Rassemblement di Nacho Duato. La
serata, che Introdans presenta a Torinodanza Festival 2017, rappresenta un
corposo saggio di questo
patrimonio, una sapiente miscela di repertorio e
novità che include quattro
capolavori
contemporanei. Introdans e la storia
di un sogno: agli inizi degli
anni Settanta i Paesi Bassi ospitano tre compagnie

professioniste di danza,
concentrate nell’Ovest del
paese. Ton Wiggers e Hans
Focking creano nel 1971
ad Arnhem, nell’area ad
Est del paese, lo Studio L.P.
L’obiettivo è chiaro: portare il balletto, nel senso più
ampio del termine, al maggior numero di spettatori
possibili. Gli inizi sono difficili, le sovvenzioni stentano,
ma la passione dei due artisti trova subito un riscontro

nel numero di persone che
si avvicinano al professionismo e, nel 1979, arriva
il nuovo nome: Introdans,
come introduzione alla
danza. La compagnia olandese, che vanta 40 anni di
storia, è una delle formazioni contemporanee cardine del vecchio continente
con un ricchissimo carnet
de bal.
(p.r.)
(Polish Pieces
Foto Hans Gerritsen)

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