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JUVETORO n. 3 JUVE LAZIO OK bassa.pdf


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www.juvetoro.it

amcsrls@yahoo.it

3 domande a... Bruno Bernardi

“Anche incerottata è una Juve competitiva!”
“La pausa-nazionali, come al solito, riempie l'infermeria. Italia: tante critiche ma mai darla per morta”

B

runo Bernardi, prima
di parlare di JuveLazio è doverso un piccolo
passo indietro. La nazionale azzurra è giunta faticosamente agli spareggi per
il mondiale in Russia dopo
due partite che hanno scatenato violente polemiche
addosso al ct Ventura e ai
suoi giocatori...
In effetti Juve-Lazio arriva
subito dopo gli impegni delle varie selezioni nazionali
che hanno visto diversi giocatori bianconeri impegnati
su numerosi fronti. Ventura
ne ha utilizzati 5 in maglia
azzurra nella doppia sfida
con Macedonia e Albania,
puntando sul blocco difensivo juventino. L'Italia ha
ricevuto molte critiche ma
occorre dire che ci sono delle attenuanti per un gruppo
che aveva avuto poco tem-

po per preparare un gioco
brillante. Il tecnico ex-granata ha pensato soprattutto
al risultato e alla qualificazione ai prossimi spareggi
e ha centrato l'obiettivo.
Ora dovrà ancora fare un
ultimo sforzo per staccare
il biglietto aereo destinazione Russia. L'Italia ha dato
l'impressione di non avere
un parco giocatori capace
di dare grandi garanzie e di
poter puntare a traguardi
importanti. Ma capita alla
nostra selezione di creare
questi dubbi. E' successo
anche in due mondiali vinti,
in Spagna '82 e Germania

giocatori che hanno ricevuto pochi elogi e molte critiche. E che non riescono ad
avere un feeling con i tifosi.
Torniamo al campionato.
Allo Stadium arriva una
Lazio lanciatissima che
ha in Ciro Immobile il suo
punto di riferimento in attacco. Che sfida tra l'azzurro e Higuain...
Lazio che la Juve deve assolutamente non sottovalutare. Lazio che ha già
strappato ai bianconeri la
Supercoppa italiana e che
Simone Inzaghi sta plasmando a sua immagine e
somiglianza: umile, aggres-

2006. Prima Bearzot e poi
Lippi hanno zittito coloro
che non avevano fiducia in
loro. Non era facile puntare sull'Italia pensando di
poter arrivare al traguardo
e trionfare a Madrid e Berlino. Ma gli azzurri sanno
cambiare pelle con abilità
camaleontica. Lasciamo ancora spazio a questa possibile metamorfosi anche con

siva, ambiziosa. Una lazio
che ha buone individualità,
una squadra organizzata
sul piano tattico. Ma la Juve
è in grado di superare questo ostacolo consapevole di
dover schierare una formazione un po' incerottata,
come sovente accade dopo
la pausa per le nazionali.
Allegri ha comunque a disposizione una rosa che gli

permette di schierare alternative importanti capaci di non far rimpiangere i
titolarissimi. Sarà un banco
di prova interessante per i
campini d'Italia anche in
vista della sfida con i portoghesi dello Sporting di
mercoledi prossimo. La sfida Higuain-Immobile? Due
che puntano alla classifica
dei cannonieri. Soprattutto Higuain sta cercando di
tornare ad alti livelli e resto convinto che ce la farà.
E nella sfida tra bomber ci
sarà anche una corsa in famiglia con Dybala...
Il prossimo turno di campionato propone altre due
grandi partite: Roma-Napoli e il derby meneghino.
Un week-end di fuoco...
Sicuramente la più attraente e anche la più importante
è Roma-Napoli. Due avversarie tra le più temibili per
la Juve nella corsa al suo
'settebello'. Però Madama
può sistemare la classifica
se saprà vincere con la Lazio mentre tra Roma e Napoli si capirà se i giallorossi
saranno capaci di trovare
continuità di rendimento e
lo stesso discorso vale per
i partenopei. A San Siro c'è
un derby altrettanto significativo per capire sin dove
si potranno spingere le due
milanesi nella corsa all'Europa che conta. Per ora devono trovare il bandolo della matassa di gioco...
Roberto Grossi

L’ADDIO DI BISCARDI, L’UOMO
DELLA MOVIOLA “IN GAMBO”

È passato alla storia per i suoi capelli eternamente rossi, non
proprio naturali, ma televisivamente efficaci. E soprattutto per
aver inventato, su suggerimento di Enrico Ameri, lo storico “Processo del lunedì”, la più travolgente commedia all’italiana che la
nostra TV ci abbia propinato per vent’anni. Aldo Biscardi, nato
nel 1930 a Larino, provincia di Campobasso, cresciuto a Napoli
(Il Mattino) poi approdato a Roma sulle colonne di Pese Sera,
quotidiano di battaglia della Capitale che guardava a sinistra ma
non dimenticava assolutamente il calcio, avrebbe compiuto 87
anni nel prossimo novembre. Negli ultimi tempi la sua figura era
stata avvolta fatalmente dall’oblio che, all’epilogo della carriera,
tocca ai personaggi di successo. Nell’attività professionale e nella
vita. Ma restano memorabili le risse che il “Processo” scatenava e
che Biscardi sapientemente animava, pur fingendosi super partes.
Il suo idioma molisano lo costringeva a capriole linguistiche di cui
spesso facevano le spese i congiuntivi. Ma il popolo del bar sport
gli perdonava tutto. Resta comunque il suo straordinario senso
giornalistico, che non lo portava mai a sbagliare argomento. E
la vis polemica che ha caratterizzato tutta la sua vita. Chiusa la
parentesi con la Rai, aveva trasferito il suo “Processo di Biscardi”
su emittenti private di respiro nazionale, cercando di ritardare l’inevitabile declino. La sua crociata, per cui si è battuto con
alterna fortuna, è stata la cosiddetta moviola in campo. Che lui
pronunciava “in gambo”, non avendo sciacquato i panni linguistici
in Arno. Per dirla con Alessandro Manzoni. Adesso la sua moviola
è arrivata, si chiama Var. Nell’orgia di celebrazioni si è detto che
Aldo Biscardi ha cambiato il modo di fare televisione. Probabilmente è eccessivo. Ma ha certamente contribuito alla diffusione
del tifo calcistico in una dimensione di cultura popolare, alla quale il calcio non può assolutamente rinunciare. (Enrico Heiman)

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