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JUVETORO n. 3 JUVE LAZIO OK bassa.pdf


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ControCorrente

L'Ital-Ventura agli spareggi, è già ultima spiaggia
La peggior Nazionale che si ricordi rischia di restare fuori dai Mondiali per gli errori e l’insipienza tattica del nostro c.t.
di ENRICO HEIMAN

D

iciamo la verità, lunedì sera al gol di Candreva abbiamo tirato tutti
un sospirone di sollievo.
Nello stadio di Skoder (per
gli italiani Scutari di fronte all’omonimo lago che
lo separa dal confine col
Montenegro) al minuto 28
della ripresa la Nazionale
azzurra è riuscita a superare l’Albania qualificandosi
tra le quattro migliori seconde che a novembre disputeranno gli spareggi per
i Mondiali del 2018 in Russia. Contro chi lo sapremo
martedì prossimo, giorno
del sorteggio. Sono quattro
le possibili avversarie: Svezia, Nord Irlanda, Grecia e
Irlanda. Inutile cercare di
stabilire quale sia la più pericolosa: per l’Italia attuale
sono pericolose tutte. Fuor
di metafora, il c.t. Gianpiero Ventura è il maggior responsabile della crisi in cui
sono precipitati gli azzurri.
Tra la fine dell’estate e questo inizio d’autunno la nostra Nazionale ha mostrato
limiti tecnici e una totale
disorganizzazione di gioco, come non si vedeva da
cinquant’anni. E forse non
si era vista mai. Il 2 settembre a Madrid siamo stati
travolti dalla Spagna, netta
vincitrice del nostro girone,
con una prestazione da voto

“zero”. In quella circostanza Ventura si è presentato
con lo sciagurato modulo
4-2-4 che prevede due soli
mediani: De Rossi, in precarie condizioni fisiche, oltre
ai suoi 34 anni, e il celebrato Verratti, cioè il nulla precostituito. Anche se la critica, giornali e televisioni si
ostinano a considerarlo un
grande giocatore. Infatti la
scorsa estate il Paris S.G. ha
cercato di venderlo in ogni
modo, senza trovare il compratore. Segno che all’estero sono più realisti di noi.
“Errare umanum est (dicevano i latini) perseverare
diabolicum”. Proverbio che
Ventura non conosce, o forse non apprezza, visto che
continua nei suoi errori. Lo
scorso venerdì, qui a Torino, ha affrontato la Macedonia con un inedito 3-4-3
che celava un sottile inganno. A centrocampo infatti i
mediani erano due, Parolo
e Gagliardini. Un giocatore
serio, il laziale, un giovane
sovrastimato e di scarso
costrutto l’interista. Ai lati
agivano due esterni, Zappacosta a destra e Darmian a
sinistra. Morale, in mezzo al
campo la “falange macedone” ha potuto scorrazzare
liberamente mettendoci più
volte in difficoltà. Illusione
al gol di Chiellini, che a 33
anni è ancora tra i migliori, poi crollo nella ripresa e
pareggio nel finale ad opera
di un certo Trajkovski, che

per la cronaca gioca (non
sempre) nel Palermo. Qui la
stampa si è esercitata con
titoli a piacere. La Gazzetta
dello Sport, in stile democristiano, se l’è cavata con
“Italia fischiata”, la Stampa
è andata sul più comodo
“Italia alla frutta”, visto che
l’avversario era la Macedonia. L’eco della figuraccia
e soprattutto della pochezza della nostra squadra si
sono fatte subito sentire in
Federazione. Il presidente
Tavecchio è stato chiaro:
”Se non andiamo ai Mondiali per il calcio italiano è
l’Apocalisse”. E ha ragione,
anche se Ventura lo ha voluto lui. Uomo di esperienza,
si diceva. Ma non basta. Bisogna capire e non solo imitare sistemi di gioco altrui.
Perché in squadre di club
è un conto, in Nazionale è
diverso. Con le lacrime in
tasca, e palese nervosismo
tra i giocatori, siamo andati in gita sul lago di Scutari
per far visita all’Albania.

Ma Ventura, con discorsi da
sindacalista, ha ripresentato il suo orrendo 4-2-4. Evidentemente non può farne
a meno. In mezzo al campo i
soliti due, Parolo e Gagliardini. Crisi di gioco scontata
e preoccupante. Ma si dà
il caso che l’Albania, sino
all’anno scorso allenata da
De Biasi, che riuscì a qualificarla agli Europei 2016,
ed ora passata sotto la guida di Panucci (sempre Italia è) pur lottando caparbiamente sia meno forte
della Macedonia. E così nel
secondo tempo le energie

degli “schipetari” (etnia albanese) si sono affievolite e
gli azzurri, con una prova
un tantino migliore rispetto
alla Macedonia, hanno imbastito qualche bella azione
e sono arrivati al gol di Candreva. Merito di una perentoria iniziativa di Spinazzola sulla sinistra, con preciso
cross verso destra per la
conclusione del citato Candreva. E relativo approdo
agli spareggi per i Mondiali.
La Gazzetta ha titolato “Testina di serie”. Quanto mai
appropriato. La Stampa se
l’è cavata con un giustificato
“Sollievo Italia”. Il sospirone
cui abbiamo accennato in
apertura. Ma il tormentone
sulla Nazionale continua. Il
giorno dopo Luigi Garlando, capo servizio calcio in
Gazzetta, ha detto chiaro e
tondo “Bisogna infoltire il
centrocampo” , oltre a una
serie di considerazioni negative sul modulo azzurro.
E sulla “rosea” di mercoledì
Sebastiano Vernazza, autorevole firma calcio d’ispi-

razione genovese, è stato
ancor più esplicito:”Italia
da cambiare, basta con il
4-2-4. In mezzo servirà un
uomo in più”. Per chi scrive ce ne vorrebbero due in
più. Martedì sapremo quale
sarà la nostra avversaria ai
“playoff”. Gare di andata
e ritorno. Ma in ogni caso,
come hanno ribadito da più
parti, Ventura è ormai con
le spalle al muro. Anche se
riusciremo a qualificarci
per i Mondiali, la situazione
non cambierà. Augurabile
che si possa recuperare De
Rossi, uomo importante, oltre al rilancio di Florenzi e
la riconferma di Zappacosta e Spinazzola sugli esterni, ma è in mezzo che casca
l’asino. A meno che Ventura
si ravveda e schieri almeno tre mediani: ipotizziamo
Florenzi, De Rossi, Parolo.
E trovi collocazione più idonea per Insigne, che nel Napoli è qualcuno, mentre in
Nazionale scompare. Non ci
sembra di chiedere troppo.

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