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JUVETORO n. 6 JUVE BARCELLONA OK bassa .pdf



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GIORNALE DEI TIFOSI DI JUVENTUS E TORINO - Anno VII - N. 6 - 22 NOVEMBRE 2017 - Copia omaggio

JUVE, SEI CONNESSA?
3 domande a BB
“Juve, uno stress da felicità. Serve l'intuito di
Allegri. I bianconeri pagano le vittorie ottenute
in questi anni. Ma nulla è compromesso”

a pag. 2

La Partita / Il Punto
Big-match da urlo o 'meglio due feriti che un
morto'? Ad entrambe le squadre potrebbe
stare bene il pareggio

a pag. 4 e 7

L'Intervista
Enzo Gambaro, l'anti-juventino: “Allegri deve
giocare con 3 centrocampisti per proteggere una
difesa che l'anno prossimo andrà cambiata!”

a pag. 6

Squadra Ospite
Barcellona più pratico che bello ma 10 e lode
nella Liga! Valverde ha infuso tranquillità
ad un ambiente elettrico

a pag. 8

DOPO IL BRUSCO STOP IN CAMPIONATO I BIANCONERI SONO OBBLIGATI AD UN RISULTATO
POSITIVO CONTRO I CATALANI PER NON RISCHIARE LA QUALIFICAZIONE ALL'ULTIMA GIORNATA
JUVENTUS-BARCELLONA | MERCOLEDÌ 22 NOVEMBRE ORE 20.45

2

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3 domande a... Bruno Bernardi

“Juve, è uno stress da felicità. Ora serve l'intuito di Allegri”
“I bianconeri pagano la lunga serie di vittorie ottenute in questi anni. Ma tutto, comunque, è ancora in gioco...”

B

runo Bernardi, iniziamo dalla Nazionale azzurra. Dopo 60 anni siamo
riusciti a non qualificarci
per i Mondiali...
“Può succedere. Sotto certi
aspetti c'è poco da scandalizzarci. Il calcio oggi è
pianificato, equilibrato, basato sulla fisicità e corsa
piuttosto che sotto l'aspetto
tecnico, un aspetto che tra
Svezia e Italia poteva fare
la differenza a nostro favore. Non ci sono più squadrematerasso e la Svezia, che
senza Ibrahimovic era considerata una delle squadre
meno attrezzate, ha trovato
invece il modo di mettere
in difficoltà gli azzurri con
l'impegno, il sacrificio, l'attenzione tattica e, appunto,
la fisicità. Giuste le critiche
ricevute dalle scelte operate dal ct Ventura ma c'è
da tener presente anche il
livello qualitativo non eccelso dell'Italia che non ha
in questo momento materiale umano che possa nu-

trire attenzioni particolari.
Fossimo anche riusciti a
qualificarci, come era nelle
possibilità, avremmo seriamente corso il pericolo di
non avere ai mondiali qualità sufficente. Nel futuro
ci sarà da lavorare per far
crescere i givani che si sono
messi in luce negli ultimi
due anni e, tra i bianconeri, penso ad esempio a Bernardeschi e Rugani. Però
ci vogliono anche elementi
che abbiano personalità internazionale ed esperienza
per fare da chioccia ai giovani. In ogni caso dovremmo accontentarci di vedere
i mondiali russi in tv e questo è un danno sportivo ed

economico non indifferente
per tutto il movimento calcistico.”
Dall'Italia disastrosa alla
disastrosa Juve vista a Genova contro la Sampdoria.
Un suo commento?
“La Juve paga le fatiche e lo
stress derivanti dalla lunga
serie di successi, compresi
quelli che non hanno aumentato il numero di 'tituli'. Successi che hanno fatto
pesare uno stress da... fe-

licità. Anche vincere significa infatti dover sprecare
energie, superare tensioni
e assorbire i colpi che derivano ad esempio dal dover
arrivare in fondo a tutte le
competizioni, in primis la
Champions League con la
finale di Cardiff. Anche il
campionato bianconero risente quindi di questo alto
e basso di rendimento che
la squadra produce e la
sconfitta con la Sampdoria
lo dimostra. Ci sono delle
ruggini da eliminare per riportare i campioni d'Italia
in un altro ciclo vincente.
Bisogna aver pazienza e
accettare questo momento in attesa di ritrovare lo
smalto che faccia brillare la
classe di parecchi juventini. Niente è perduto. Per lo
scudetto è ancora possibile
tornare a lottare per il settimo sigillo consecutivo. Allegri ha bisogno però di lavorare con tranquillità per
mettere insieme un gioco
che garantisca continuità di
rendimento. Senza dimenticare che le avversarie al
titolo sono affamatissime.
Bernardeschi? Anche lui
come Rugani deve abituarsi ad impegni ravvicinati
con avversarie che vogliono
batterti e danno sempre il
massimo. Non ti puoi permettere di rifiatare. Dybala
in panchina? Una scelta che
avrebbe potuto dimostrarsi
quella più giusta. Purtroppo la Samp ha giocato una
grande gara e ha offerto
una grande prestazione.
Resta comunque la sfiorata
rimonta nel finale: un buon
segnale che la squadra ha

ancora energie per battersi
fino alla fine.”
Infine la Champions. Mercoledi allo Stadium va in
scena
Juve-Barcellona.
Non si può più sbagliare,
per evitare di mettere a

qualche colpo, può comunque fare. Madama gioca
davanti al proprio pubblico
che affollerà l'impianto della Continassa, un pubblico
sicuramente maturo per
comprendere la situazione
della squadra e sostenerla
dal primo all'ultimo minuto. L'orgoglio e le ambizioni europee non mancano
a Buffon e soci e possono
dare una spinta alla grande scalata europea. L'anno
scorso di questi tempi Allegri fece una rivoluzione
a sorpresa cambiando un
modulo di gioco che era diventato prevedibile. Tocca
ancora una volta a lui avere
la giusta intuizione.”

rischio la qualificazione
agli ottavi giocandosi tutto
nell'ultima giornata.
“Contro i sempre temibilissimi blaugrana servirà un'impresa che questa
Juve, nonostante perda

Roberto Grossi

Giornale sportivo per i tifosi di Juventus e Torino

Direttore Responsabile
Roberto Grossi
rogro@inwind.it
Hanno collaborato
Bruno Bernardi
Carlo Bianchi
Antionio Catapano
Luca Ceste
Massimo Fiandrino
Ezio Maletto
Paolo Rachetto
Marco Sanfelici
Marco Venditti
Fabio Vergnano
Ermanno Vittorio
Segreteria di redazione
Cristina Zecchino
amcsrls@yahoo.it

Impaginazione e grafica
Silvana Scarpa
Tel. 011 0371291
Servizi fotografici
Archivio JuveToro
Editore
AMC - Art Media Communication
Direttore Editoriale
Gianni Castaldo
amcsrls@yahoo.it
Pubblicità
amcsrls@yahoo.it
Stampa
I.T.S. SpA
Distribuzione gratuita agli ingressi esterni
degli stadi torinesi, eventi e canali commerciali
Autorizzazione Trib. di Torino n. 30 del 27/11/2015.
Tutti i diritti riservati
Responsabile del trattamento dei dati personali: Gianni Castaldo

CHIUSO IN REDAZIONE ALLE ORE 17 DI LUNEDÌ 20 NOVEMBRE 2017

Via Carlo Alberto, 30 • 10123 TORINO • Cell. 328 0055286

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La Partita

Poco Allegri, molto fragili: una squadra che non sa reagire
Contro il Barcellona serve una grande prestazione per passare il turno e scacciare, almeno in parte, gli incubi

L

a Juventus che riceve
la visita del Barcellona nella tana dell'Allianz
Stadium è un rebus dalla
difficile soluzione. Se da
un lato l'infermeria si è a
poco a poco svuotata, eliminando la necessità di
scelte obbligate, dall'altro
si è innescata una spirale di
risultati altalenanti, figli di
una situazione mentale fragile, che preoccupa in modo
pesante. Non è stato sicuramente un buon viatico il
capitombolo
inaspettato,
quanto rovinoso, di Genova
contro una Sampdoria fresca e cinica. Sono brutti segnali le ripetute segnature
subite alla prima occasione
e che costringono la squadra ad affannose rincorse.
È successo col Benevento,
si è ripetuto con lo Sporting in Champions League,
cosiccome a Genova. E se è
vero che tre indizi formano
una prova, siamo di fronte
all'evidenza di una difesa
perforabile largamente, an-

che perché per nulla protetta da un centrocampo debole nel filtro e non efficace
nella gestione della palla.
Difetti che la Juventus di
quest'anno si porta appresso e di cui non si riescono
ad identificare i rimedi. A
meno che Allegri non provveda ad un cambio di modulo, come da tante parti
invocato, ed abbandoni il
4.2.3.1 che ha dato ampi
successi, ma che appare
logoro e soprattutto mal interpretato da attori non più
all'altezza dei Dani Alves
volatilizzati e dei Mandzukic in calo di rendimento.
Per non tacere dei Bonucci
approdati alla concorrenza.
Non si dormono sonni tranquilli sotto la Mole, piaccia
o non piaccia. Il distacco dal
Napoli capolista si è dilatato, ma il cammino è lungo.
Il problema semmai è che
non è soltanto una corsa a
due e ciò complica le cose,
anche se fa aumentare la
suspence e l'interesse del

torneo nostrano. In Champions League il sentiero è
assai più breve ed impervio.
Dopo il pareggio sofferto in
terra lusitana, la Juve non
può più sbagliare. I bonus
sono finiti e con loro anche
la tentazione di gestire la
situazione. Occorre vincere
contro il Barça: i tre punti
sarebbero certezza aritmetica del secondo posto e
dunque dell'avere il nome
nell'urna di Nyon per i sorteggi degli ottavi di finale.
Un pareggio qualificherebbe i catalani, ma non la
Juve che si troverebbe costretta a centrare l'obbiettivo in terra di Grecia, dove
le imprese si ottengono in
ambienti disagevoli. In altri
termini, meglio chiudere la
pratica in casa subito, che
rimandarla all'ultimo respiro. È vero che il Barcellona che viene a fare visita
allo Stadium è praticamente qualificato, ma il blasone
non gli permette di giocare
sottotono. I blaugrana sono
reduci da una nitida vittoria
esterna ai danni del Leganes e comandano la classifica della Liga. Dovranno
fare a meno di Mascherano
infortunato e si dovranno
soprattutto
rammentare
della lezione ricevuta a Torino sette mesi fa. E' sul ricordo di quella serata che
invece la truppa bianconera dovrà fare riferimento,
per trovare l'ispirazione ad
una grande gara e per ri-

prendere il filo del discorso
interrotto sotto la Lanterna. Paradossalmente è un
bene che ci si debba subito
cimentare con un grande
avversario: le motivazioni
spuntano facilmente, come
pure il desiderio dell'impresa. Il Barça può essere
l'occasione giusta per passare una serata dal sapore
dolce e dal valore di lunga
gittata. Ai 40.000 dello Stadium l'obbligo di crederci,
ai protagonisti alimentare
la certezza.
Marco Sanfelici

(A sinistra i tifosi della Juve che
riempiranno lo Stadium per
sospingere la squadra; a destra
tre protagonisti della gara di
andata: Dybala, Messi, Pjanic.
Dalle invenzioni dei tre fantasisti
dipenderanno le sorti
della partita)

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L'Intervista: Enzo Gambaro

“La testa era alla Champions. Ma Allegri deve cambiare”
“Il tecnico deve giocare a tre a centrocampo per proteggere meglio la difesa. Juve e Barcellona non si tireranno il collo...”

E

nzo Gambaro, genovese classe '66, dopo aver
attraversato una buona
carriera da difensore (militando tra le altre squadre
nel Milan, Parma, Sampdoria, Fiorentina e Napoli) è
attualmente un opinionista
televisivo piuttosto graffiante. Dagli studi di Telenova a Milano i suoi pensieri sono spesso corrosivi
nei confronti della Vecchia

Signora. Noi lo abbiamo
intervistato in questo momento in cui le cose non
vanno certo per il meglio
per il gruppo guidato da
Massimiliano Allegri.
Gambaro, la Juve è caduta
con la Samporia accusando un passivo non decoroso per il valore dei campioni d'Italia. Forse la testa
era rivolta al Barcellona
o è stata solamente una
fisiologica flessione con
l'aggiunta anche di qualche problema difensivo?
“La Juve avrebbe potuto
giocare meglio, questa debacle incredibile fa notizia,
andare sotto ad un certo
punto di tre reti contro la
Sampdoria non ci sta proprio alla luce dei 6 scudetti
di fila. Poi i bianconeri hanno rimediato con gli ultimi
due goal in zona Cesarini

ma a quel punto era troppo
tardi per recuperare: sono
stati i goal della disperazione. Credo che la Juve,
come mi auguro, avesse già
la testa alla partita contro i
blaugrana altrimenti sarebbe grave davvero. Diciamo
che come giustificazione ci
sta tutta. Inoltre secondo
me Allegri dovrà cambiare

JUVE 255 GARE CHAMPIONS, MILAN FERMO A 249
255 le partite della Juventus in Coppa Campioni/Champions League, record
per una squadra Italiana nella Coppa più prestigiosa. Segue il Milan a 249.
Sono 127 le vittorie della Juve, 65 pareggi e 63 sconfitte: 404 le reti
realizzate e 248 i gol subiti.

schema di gioco nel senso
che a centrocampo devono
giocare in tre perché il gioco a due non riescono più a
reggerlo.”
Oltre al pensiero rivolto al
difficile impegno di coppa
potrebbe esserci in atto
un serio problema che riguarda il reparto difensivo? Mai come quest'anno
i bianconeri hanno subito
tanti goal e dunque è un
grosso campanello d'allarme che potrebbe complicare il prosieguo di questa
stagione.
“Probabilmente c'è qualcosa che non va, secondo
me la difesa sarà tutta da
cambiare il prossimo anno.
Inoltre i due centrocampisti
non riescono a fare filtro
e la difesa subisce quindi
troppo. Mettendo tre centrocampisti non dico che

vinci la partita contro il
Barcellona ma non ci si
sottoporrà, credo, ad una
brutta figura. Secondo me
Allegri dovrà svolgere un
ottimo lavoro per recuperare una credibilità soprattutto a livello internazionale.”
Questa gara contro il Barcellona sarà un crocevia
importante per capire realmente cosa la Juve potrà
fare in questa stagione sia
in Europa che in campionato?
“Il Barcellona è praticamente già qualificato quindi credo che il pareggio
potrebbe star bene ad entrambe le foramazioni che
non sono obbligate a tirarsi
il collo anche perché sono
le squadre più forti del girone. La Juve deve andare
avanti in Champions ma al-

7 le finalissime perse dei bianconeri in Coppa Campioni/Champions League:
nel 1973 l’Ajax; nel 1983 l’Amburgo; nel 1997 il Borussia Dortmund; nel 1998
il Real Madrid; nel 2003 il Milan, nel 2015 il Barcellona e infine nel 2017 il Real
Madrid. Per i bianconeri record di finali perse nella Coppa più importante
per club, precede il Benfica e Bayern Monaco con 5 e 4 ko il Milan.

Marco Venditti

PER LA TUA PUBBLICITÀ SU

2 La Juventus di Allegri ha conquistato la Finale di Champions 2 volte
negli ultimi 3 anni. Sempre sconfitti i bianconeri, nel 2015 contro il
Barcellona (nella foto Tevez e Iniesta) e nel 2017 contro il Real Madrid.
2 i successi della Juventus in Coppa Campioni/Champions League, il primo
nel 1984/85 con la vittoria per 1-0 sul Liverpool e nel 1995/96 a Roma
contro l’Ajax alla “roulette” rigori.

tresì deve avere un occhio
di riguardo per il campionato anche perché le altre
concorrenti per lo scudetto
non si sono dimostrate ancora delle squadre fenomenali. Quindi, con la rosa che
ha la Juve, deve asssolutamente lottare per il titolo
fino alla fine.”

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7

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Il Punto

Big-match da urlo o 'meglio due feriti che un morto'?
Bianconeri e blaugrana potrebbero optare per un pareggio molto conveniente per entrambe

L

'esaltante settimana regalataci dalla rappresentativa federale è purtroppo finita, seppur non
del tutto inopinatamente,
veramente male. Che l'incrocio con i blucerchiati
di Giampaolo, allenatore
dotato d'una finezza d'ingegno calcistico superiore
alla media, costituisse un
trappolone, era cosa cognita a chiunque. Che Madama
sia una squadra indolente
e raramente capace di applicarsi mentalmente a una
partita per tutta la sua interezza, anche. Così, complici
le solite cervellotiche scelte
volte a stravolgere le più
elementari regole del calcio,
quelle che imporrebbero
almeno tre centrocampisti possibilmente in attività non solo nominalmente,
veri esterni di ruolo e i migliori in campo dall'inizio,
al Doria è stato sufficiente
erigere un'ordinata trincea
attentamente presidiata e
attendere l'inevitabile momento in cui avrebbe potuto
approfittare dei maldestri

e raramente lucidi tentativi
bianconeri di allontanare
la palla dalla propria area.
Puntuale come il panettone
a Natale, la punizione si è
materializzata e la Juve, da
brava squadra femmina e
permalosa qual è, anziché
(contropiede di Cuadrado a
parte) reagire come avrebbe
dovuto e fare quel che nella prima frazione, con più
raziocinio, minor improvvisazione e sufficienza, avrebbe potuto, si è risentita,
scomposta e consegnata a
un'altra mortificante sconfitta, appena numericamente mitigata dalle iniziative
individuali dei soliti noti.
Addebitare il plumbeo pomeriggio genovese alla sfortuna o, peggio ancora, alla
“pilatesca” direzione di gara
dell'arbitro di Torre Annunziata (incidentalmente provincia di Napoli) che non se
la sente mai, è un tranello
nel quale possono cadere
solo i mardochei, giacché,
durante la corrente stagione, ogni qualvolta il livello
dell'avversaria ha titillato il

minimo sindacale della decenza, le ambrate falangi
a strisce hanno sempre offerto prove contraddittorie
o sconcertanti e, particolare affatto trascurabile, nel
torneuccio peninsulare, mai
sono riuscite a vincere. Lazio, Atalanta, Sampdoria: un
punto in tre partite che, allo
stato dell'arte, da semplici
indizi assurgono al rango
di prova provata di quanto
sia pernicioso, limitativo e
oltraggioso affidare le sorti
di un incontro solo e soltanto alla concomitante buona
vena delle individualità più
talentuose. Chi cerca trova,
enuncia, peraltro con ragione, un antico detto. Infatti,
questa urticante condizione
gravida di contraddizioni

ora con la stessa virulenza
della foruncolosi sul viso
di un'adolescente. Con lo
stellone del bordocampista
funzionante a intermittenza
e un calendario da “redde
rationem”, confidare che
i giardini di marzo non si
vestano di nuovi colori è
un esercizio decisamente
temerario o, quantomeno,
da spericolati fondamentalisti del pensiero precotto
a puntino dal nocchiero di
corte. Tanto per cominciare: il Barcellona. Fortunatamente, ai blaugrana basterà
un pareggio per qualificarsi
come vincente del gruppo
D. Il verificarsi di questa
eventualità costringerebbe
poi la Signora a vincere in
Grecia, nell'ultimo turno,

ed equivoci tattici, di lassismo caratteriale, di spreco
del patrimonio tecnico, non
è stata paracadutata sulla
zebra da una maligna entità aliena, ma si è prodotta
a seguito di cause/decisioni
ampiamente retrodatate e
colpevolmente sottovalutate, i cui effetti si palesano

per mettersi al riparo da
cattive sorprese, ma è ragionevole supporre che sarebbe gradita a tutti; in primis
perché asseconderebbe la
proverbiale prudenza mannara della cosiddetta guida
tecnica, in secundis perché
aderirebbe perfettamente
al ben noto teorema “Buf-

foniano” secondo il quale
“due feriti sono preferibili
a un morto”. Quindi, meglio
non coltivare aspettative di
assistere a una gara ad alta
gradazione emotiva, non è
il caso. Le due compagini
cercheranno soprattutto di
evitare figuracce e disputeranno una partita all'insegna del “politically correct”.
In ordine a tutta la fuffa
mediatica che verrà sparsa per attribuirle significati
che non ha, sia soppesata
e valutata in autonomia di
pensiero. Sarà la rivincita
di nulla e il riscatto di ancor
meno. Ogni partita vale per
la piccola storia che rappresenta mentre si svolge,
e non risponde a verità che
dalle sconfitte si traggono
motivazioni superiori, anzi,
aumentano la fiducia degli
antagonisti e destabilizzano
chi le subisce, specialmente
quando le certezze scarseggiano, la solidità strutturale
precaria e la mano di chi sta
al timone, incerta e tremolante. Vada come vada, sarà
pleonastica l'esaltazione e

fuori luogo la depressione.
Per quanto aberrante e contraria alla direzione intrapresa dal football del terzo
millennio, è arcinoto che la
partecipazione
juventina
alla Uefa Champions League
è finalizzata esclusivamente
a rimpinguare il salvadanaio societario quanto più
possibile e a valorizzare le
plusvalenze da monetizzare nella sessione di mercato
successiva, con buona pace
di chi ritiene ormai poco significativa la vittoria in un
campionato ai margini del
calcio che conta; posto che
anche stavolta la ciambella riesca con il tradizionale
buchetto, e non è proprio
scritto né detto... All'uopo,
per quanto paradossale, la
tenzone da non fallire sarà
quella di domenica sera con
la corazzata “pitagorica”.
Grottesco, ma vero. Augh!
Ezio Maletto
(Nelle foto della gara di andata:
in senso orario da sx in alto
Messi contro Costa, Pjanic contro
Rakitic; abbraccio di gruppo
del Barcellona)

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Squadra ospite

Barcellona più pratico che bello. Ma 10 e lode nella Liga!
Valverde ha infuso tranquillità ad un ambiente elettrico. Distanziate le madrilene. Obiettivo: vincere il girone Champions

M

es que un club, queste
sono le parole che recitano i seggiolini del Camp
Nou ed in questi tempi di
indipendentismo e separatismo mai lemma fu più appropriato. Un Barça da sempre paladino (a differenza
dei concittadini dell’Espanyol) di questo spirito di rivalsa popolare, alcuni direbbero populista, che da
decenni anima la gente catalana ma che mai come ora
si è manifestato nelle azioni
politiche e sociali del postreferendum. Un club blaugrana sentitosi da sempre
oppresso dallo strapotere
del Real Madrid e soprattutto del Governo Centrale del
dopo guerra civile dimenticandosi che proprio i gerarchi del tempo adottarono la
salomonica decisione di far
giocare Don Alfredo Di Stéfano, proveniente dai Millonarios di Bogotá, un anno a
Barcellona e l’anno dopo a
Madrid pur avendo firmato
lui stesso un contratto con
i blancos. Tornando invece
ai giorni nostri parliamo di
una squadra imbattuta da
ben 19 partite e con tutte

vittorie nella Liga ed un
solo pareggio contro l’Atlético Madrid nel nuovo
Wanda Metropolitano. Non
ultima quella di Sabato pomeriggio a Leganés e che ha
permesso di distanziare i
due rivali madrileni di ben
10 lunghezze (al secondo
posto il sorprendente Valencia a -4). Il suo allenatore
Ernesto Valverde ha deciso
di schierare tutti i titolari
senza pensare alla diffida
di Piqué (ammonito e che
quindi non giocherà nella prossima al Mestalla) ed
Umtiti. Una squadra ritrovata e con un inizio di stagione
non certo confortante dopo

la sconfitta in Supercoppa
di Spagna ed il caso Neymar che ha provocato non
poche notti insonni ai dirigenti e non solo. Esauritosi
il mese terribile ed iniziata
la Liga il Barça non ha più
sbagliato un colpo e sicuramente la vittoria dell’andata
contro i bianconeri ha dato
loro una notevole spinta e
convinzione nei propri mezzi. L’artefice di tutto è senza
alcun dubbio l’allenatore
basco Ernesto Valverde,
reduce da importanti esperienze nell’Athletic Bilbao
ed in Grecia nell’Olympiacos, il quale ha saputo dare
tranquillità ad un ambien-

FC BARCELLONA
Anno di Fondazione: 1899
Presidente: Josep Maria Bartomeu
Ranking Uefa: 3° posto
Allenatore: Ernesto Valverde
Stadio: Camp Nou (99. 354)
Barcellona: 1.619.337 abitanti

te elettrico, state sicuri che
nè il santone Guardiola nè
il suo seguace Luis Enrique
sarebbero riusciti a tanto.
La critica obietta però che
una squadra come quella
blaugrana non può avere
una panchina così corta
soprattutto in difesa, causa
appunto l’infortunio di Mascherano (ne avrà per circa
un mese) e la squalifica di
Piqué ora si trovano a corto di difensori centrali facendo addirittura debuttare
nella prossima impegnativa
trasferta di Valencia quel
Vermaelen ormai dimenticato da molti. Sui laterali
niente da dire, il portoghese
ex Benfica Semedo (quello
dello screzio in allenamento
con Neymar) e Jordi Alba,
giocatore ritrovato dopo la
scorsa stagione in ombra,
sono ormai titolari indiscutibili. I due centrali Piqué
ed Umtiti idem come sopra.
Là in mezzo i tre soliti, che
ignoti non sono, ma rispondono ai nomi di Rakitic, Busquets ed Iniesta mentre
davanti Messi e Suárez si
sono fatti accompagnare ad
inizio stagione da Dembelé,
costosissimo acquisto dal
Dortmund per tappare più
che altro il ratto perpetrato dai francesi del PSG. Una
volta infortunatosi il francese è stata la volta di Deulofeu, arrivato da Milano
sponda rossonera, che ha lasciato recentemente il posto
a Paco Alcácer. Il sistema
di gioco è il solito 4-3-3 in

fase d’attacco che diventa
un 4-4-2 in fase di non possesso con appunto Alcácer
a fare l’elastico sulla fascia
sinistra. Menzione a parte
merita l’uruguayano Suárez
a secco da più di un mese
in Liga e con un ginocchio
ballerino ma che proprio
sabato con le due segnature ha posto fine al proprio
digiuno. Un Suárez cliente
sempre scomodo in campo (vero Chiellini?) causa i
suoi frequenti atteggiamenti
sempre sopra le righe, personaggio ben lontano dalla
classe ed eleganza anche
fuori campo che dimostra
il suo compagno della Celeste, Edison Cavani. Dando
uno sguardo alla situazione
del Gruppo D il Barça ha
chiaramente in mano le
proprie sorti e la qualificazione (le basta un punto
nelle due partite che restano) ma per loro è oltremodo
importante finire primi nel
girone e questo passa per
fare risultato a Torino. L’at-

teggiamento della squadra
quest’anno è più concreto
e pratico che bello, sono
finiti i tempi dei Guardiola
e Luis Enrique. Il Txingurri
(formica in basco) Valverde
ha dato infatti concretezza
ad una squadra da sempre
convinta dei propri mezzi
e siamo sicuri che questa
volta non cadrà di certo
nel tranello di non marcare
a uomo l’argentino Dybala (Sampaoli perché non lo
consideri?) come successe
sette mesi fa sotto la guida
di Luis Enrique. L’asturiano ebbe la sfrontatezza di
schierare Mascherano come
terzino destro: risultato due
gol della Joya nei primi venti
minuti. Un Barça quindi che
viaggia con il vento in poppa anche se la stagione è
ancora lunga e sicuramente
verranno tempi peggiori, ma
non ditelo al presidente Bartomeu che di problemi ne ha
già abbastanza.
Carlo Bianchi
(In alto Higuain, a sx Sturaro e Iniesta)

Estate bollente per il Club catalano, con la cessione di Neymar al PSG (clausola da
212 milioni). Il Barça sul mercato ha “ripiegato” con Dembele' (140 milioni), oltre al
brasiliano Paulinho, al terzino portoghese Semedo e al ritorno di Deulofeu (dal Milan).

PER LA TUA PUBBLICITÀ SU

PALMARES
Campionati Nazionali: 24
Coppa del Re: 29
Coppa della Liga: 2
Supercoppe di Spagna: 12

LE 20 COPPE INTERNAZIONALI

TELEFONA

011 0371291

Champions League: 5
Coppa delle Coppe: 4
Coppa delle Fiere: 3
Supercoppa Europea: 5
Coppa Intercontinentale/Mondiale per Club: 3

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L'Opinione

Capitano, dopo le lacrime trascina tu questa squadra!
La storia di Buffon insegna che dobbiamo aspettarci un portiere ancora più determinato da qui a fine stagione

L

’immagine di Gigi Buffon in lacrime dopo l’eliminazione dal Mondiale ha
fatto il giro del mondo. Il Capitano colto in un momento
di naturale sconforto dopo
il pareggio con la Svezia, ha
coagulato attorno a sé un
mare di consensi, ma ha provocato anche qualche gratuita ironia. Quelle lacrime
non sono state un sintomo
di fragilità, ma la normale
reazione di un giocatore deluso per un traguardo fallito
sul filo di lana. Tutto si potrebbe imputare al numero
uno bianconero, tranne che
di non essere un uomo vero.
Lo dice la sua storia personale, lo confermano i compagni che da sempre guardano a lui come un punto di
riferimento. La vita ti mette
alla prova quotidianamente, i protagonisti del dorato
mondo del pallone non si

sottraggono alle leggi che
regolano il nostro cammino
terreno. Dopo ogni caduta
arriva sempre la possibilità
di rialzarsi e ripartire perfino più forti di prima. Nello
sport è una legge che tutti
intendono rispettare. Quindi
il ko patito contro la Svezia,
si trasformerà in propellente per rimettersi subito al lavoro ancora più determinati.

È ciò che accadrà a Buffon,
non avvezzo a soffermarsi
su vittorie e sconfitte, ma
abituato a guardare avanti.
Ha detto tempo fa: “Battersi
è più bello che vincere e ciò
che ancora mi attende mi
tiene vivo”. Questa la sua
filosofia di vita e per quanto sia ormai ai titoli di coda
della sua fantastica carriera, dobbiamo aspettarcelo

ancora più determinato da
qui alla fine della stagione.
Non è nel suo Dna tirare a
campare, vivere di gloria
passata. Sempre proteso
verso la prossima vittoria.
Così è rimasto ad alti livelli
dal giorno del debutto. La
storia di questa delicata stagione per la Juve, lo riporta
subito al centro del mondo.
Sono le grandi sfide, gli appuntamenti con il calcio che
conta ad esaltare le qualità
di una squadra e di un singolo giocatore. L’arrivo del
Barcellona allo Stadium diventa una prova d’appello
per la claudicante compagine di Allegri, una tappa
di passaggio di grande significato per Gigi, che in
carriera ha parato palloni e
paure, rimanendo sempre in
piedi, sorretto da una personalità e da un carattere
che contrassegna il fuori-

classe. Non sarà un Messi
in più o in meno a cambiare
il giudizio su di lui. I bianconeri non dovranno giocare per Buffon, perché non
ne ha bisogno. I bianconeri
dovranno giocare al fianco di Buffon, ovvero essere
all’altezza del loro capitano, pronto a guidarli nella
sfida contro la squadra che
nella partita di andata incrinò le certezze juventine.
Glielo devono questo sostegno. Nel palmares di Buffon
c’è ancora spazio per una
Champions prima di chiudere il libro della sua vita
calcistica. Non sarà un’impresa semplice arrivare a
Kiev. Anzi, se qualche talento molto osannato non darà
segnali di vita anche in Europa, la capitale dell’Ucraina resterà un punto sulla
carta geografica, non un
punto di arrivo. Khedira si

è fatto portatore di un messaggio preciso: vinciamola
per Gigi. Un gesto di affetto
e solidarietà che andrà tradotto subito sul campo con
una prestazione esemplare
contro i catalani.
Fabio Vergnano
(In alto a sinistra Buffon;
in alto Khedira)

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Numeri e Statistiche

di Massimo Fiandrino

Bianconeri avanti ma Berlino ha un peso enorme
Juve 5 vittorie contro 4 blaugrana. La Vecchia Signora 3 volte qualificata su 5. Ma nella finale del 2015 vinse il Barcellona
•










Coppa Uefa 1970/71 - Sedicesimi
Qualif. Juve
Barcellona, 20/10/1970
Barcellona-Juventus 1-2
reti: Haller (J) al12', Bettega (J) al 55',
Marcial (B) al 76'
Torino, 04/11/1970
Juventus-Barcellona 2-1
reti: Bettega (J) al 3', Capello (J) al 23' ,
Pujol (B) al 83'

•








Coppa dei Campioni 1985/86 - Quarti
Qualif. Barca
Barcellona, 05/03/1986
Barcellona-Juventus 1-0
reti : Julio Alberto al 81'
Torino, 19/03/1986
Juventus-Barcellona 1-1
reti: Archibald (B) al 30', Platini (J) al 44'

•





Coppa delle Coppe 1990/91 - Semifinali
Qualif. Barca
Barcellona, 10/04/1991
Barcellona-Juventus 3-1
reti: Casiraghi (J) al 12', Stoichkov (B) al 56' e 60',

Barcellona-Juventus 1-2 d.t.s.
reti: Nedved (J) al 53', Xavi (B) al 66', Zalayeta (J)
al 114'






Goicoechea (B) al 75'
Torino, 24/04/1991
Juventus-Barcellona 1-0
rete: Baggio R. al 61'

•







Champions League 2002/03 - Quarti
Qualif. Juve
Torino, 09/04/2003
Juventus-Barcellona 1-1
reti: Montero (J) al 16', Saviola (B) al 78'
Barcellona, 22/04/2003

•




Champions League 2014/15 - Finale
Berlino, 06/06/2015
Juventus-Barcellona 1-3
reti: Rakitic (B) al 4', Morata (J) al 55',
Suarez (B) al 68', Neymar (B) al 97'

•







Champions League 2016/17 - Quarti
Qualif. Juve
Torino, 11/04/2017
Juventus-Barcellona 3-0
reti: Dybala (J) al 7' e 22' , Chiellini al 55'
Barcellona, 19/04/2017
Barcellona-Juventus 0-0

•




Champions League 2017/18 - Girone
Barcellona, 12/09/2017
Barcellona-Juventus 3-0
reti: Messi al 45' e 69', Rakitic al 56'

(Nella foto a sx Morata stacca di testa
nella sfortunata finale di Berlino)

ALLEGRI SEMPRE OK NEI GIRONI CHAMPIONS

MESSI, 10 GOL CONTRO MAX E 4 DOPPIETTE

7 volte su 7 il tecnico agli ottavi con Milan e Juve

Per Allegri solo 2 vittorie in 12 sfide contro i catalani

Milan 2010/2011
Al debutto arrivò secondo dietro al Real Madrid,
davanti all'Ajax e Auxerre. Uscì agli ottavi con il
Tottenham.
Milan 2011/2012
Al 2° posto dietro al Barcellona e nettamente
più avanti di Viktoria Plzen e Bate Borisov.
Mise fuori l'Arsenal agli ottavi e si ritrova ancora
il Barcellona nei quarti di finale e lì si conclude
la corsa.
Milan 2012/2013
Al 2° posto dietro al Malaga ma davanti a Zenit
e Anderlecht. Negli ottavi di finale è eliminato
dal Barcellona.
Milan 2013/2014
Nell'ultimo anno di Milan qualificazione su Ajax e
Celtic, al 1° posto sempre il Barcellona.
A gennaio 2014, il Milan lo esonera e il nuovo mister Seedorf viene eliminato agli ottavi di finale
dall'Atletico Madrid di Simeone.
Juventus 2014/2015
Allegri al primo tentativo alla guida della Juve incontra molte difficoltà nel girone subendo due
sconfitte (Atletico Madrid e Olympiakos) e 2° posto nel girone dietro alla squadra di Simeone.
Poi negli ottavi ha eliminato il Borussia D. (doppia vittoria dei bianconeri) e la volata fino alla
finale di Berlino (persa con il Barcellona).
Juventus 2015/2016
Allegri qualificato matematicamente per gli ottavi di finale con un turno di anticipo ma perdendo
a Siviglia (gol dell'ex Llorente) i bianconeri non sono riusciti a conservare il primo posto. Quindi
2° posto e di conseguenza occorre affrontare una testa di serie, più precisamente il Bayern
Monaco al posto della Dynamo Kiev.
Juventus 2016/2017
Per la prima volta Allegri vince il girone di Champions, nei 6 precedenti gironi fra Milan e
Juventus in questa speciale classifica era sempre arrivato al 2° posto.
Ha collezionato 4 vittorie e 2 pareggi contro Siviglia, Ol. Lione e Dinamo Zagabria. Grande
volata fino alla finale persa a Cardiff.

CHAMPIONS LEAGUE
Girone Barcellona-Milan
Girone Milan-Barcellona


2011-12
2-2
2-3
Messi

Quarti Milan-Barcellona 0-0

Barcellona-Milan 3-1

Messi 2
CHAMPIONS LEAGUE
Ottavi Milan-Barcellona

Barcellona-Milan


2012-13
2-0
4-0
Messi 2

CHAMPIONS LEAGUE
Girone Milan-Barcellona

Girone Barcellona-Milan



2013-14
1-1
Messi
3-1
Messi 2
(rig.)

CHAMPIONS LEAGUE 2014-15
Finale Juventus-Barcellona 1-3
CHAMPIONS LEAGUE 2014-15
Quarti Juventus-Barcellona 3-0

Barcellona-Juventus 0-0

CHAMPIONS LEAGUE 2017-18
Girone Barcellona-Juventus 3-0

Messi 2

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Panoramica Champions

Sporting-Olympiakos, i lusitani credono nel sorpasso alla Juve
Roma a Madrid per la qualificazione anticipata. Napoli, ultime chance contro lo Shaktar. Conte, trasferta Azera

T

erzo incomodo con una
voglia matta di approfittare degli eventuali passi
falsi delle rivali per continuare a restare tra le grandi
d'Europa. È chiaro l'intento
dello Sporting Lisbona alla
vigilia della quinta giornata del gruppo D della
fase a gironi di Champions
League, che lo vedrà ricevere al “José Alvalade” la
cenerentola Olympiakos.
Attualmente terza in classifica con 4 punti e staccata
di tre lunghezze dalla Juventus, la squadra lusitana
sarà chiamata a vincere per
garantirsi quanto meno il
matematico accesso all'Europa League estromettendo
dal palcoscenico continentale i greci, sperando poi in
un passo falso interno dei
bianconeri nel match col
Barcellona che le frutterebbe l'aggancio alla piazza

d'onore con la prospettiva
di giocarsi il passaggio del
turno nell'ultima e decisiva giornata, in cui dovrà
rendere visita ai catalani
probabilmente già qualificati. Per i biancorossi del
Pireo sarà invece l'ultima
chiamata per tenere in vita
la speranza di proseguire
l'avventura internazionale
e cancellare lo zero dalla
casella delle vittorie. Se nel
girone della Juventus la situazione è tutto sommato
ancora fluida, nel gruppo A
i valori sembrano più delineati. Al Manchester United
capolista a quota 12 basterà un pareggio in casa del
Basilea per aggiudicarsi il
raggruppamento, mentre
gli svizzeri - secondi con 6
punti - dovranno cercare di
fare risultato per avvantaggiarsi sul CSKA Mosca nella
corsa alla seconda piazza. I
russi usufruiranno però di
un turno sulla carta agevole, ospitando il remissivo
Benfica, fanalino di coda a
sorpresa ancora al palo in
classifica. Giochi fatti nel
girone B, dove il Paris Saint
Germain, capolista con 12
punti, e il Bayern Monaco,
secondo con tre lunghezze di ritardo, sono già matematicamente qualificati
agli ottavi di finale. In ballo
solo la prima posizione, che
con ogni probabilità si deciderà nello scontro diretto
dell'ultima giornata, dove i
bavaresi dovranno cercare
di riscattare la bruciante
sconfitta incassata all'andata che costò la panchina

a Carlo Ancelotti. Venendo
alle gare di questa giornata, i tedeschi non dovrebbero avere problemi in casa
dell'Anderlecht, mentre i
parigini potrebbero fare
un sol boccone del Celtic
sul terreno amico del Parco
dei Principi. Appassionante
il girone C, guidato dalla
Roma con 8 punti. I giallorossi scenderanno in campo al Wanda Metropolitano
di Madrid con la concreta
opportunità di conquistare a spese dell'Atletico la
qualificazione alla fase ad
eliminazione diretta con
una giornata d'anticipo,
mentre per la squadra di
Simeone la partita assumerà l'aspetto dell'ultima
spiaggia. Trasferta Azera
per il Chelsea di Antonio
Conte, che chiederà al Qarabag il “pass” anticipato
per gli ottavi. Scontro al
vertice nel girone E, che
vedrà il Siviglia (secondo

con 7 punti) ricevere il Liverpool (leader a quota 8).
In ballo il primo posto nel
raggruppamento, mentre lo
Spartak Mosca (terzo a 5)
dovrà archiviare la pratica
casalinga con il fanalino di
coda Maribor e sperare in
un eventuale pareggio delle
rivali per rientrare in corsa.
Il gruppo F ha già emesso
il suo primo verdetto, con
il rullo compressore Manchester City già qualificato.
Nell'incontro interno con
la deludente cenerentola
Feyenoord la squadra di
Guardiola cercherà di proseguire il proprio cammino
a punteggio pieno, mentre
il Napoli, che non ha fatto
mistero di considerare lo
scudetto il suo obiettivo
primario, affronterà al San
Paolo gli ucraini dello Shakhtar giocandosi le residue
carte per non retrocedere in Europa League. Alla
squadra di Sarri servirà
una vittoria con due gol di
scarto per portare gli scontri diretti a proprio favore
e confidare in un aggancio
con qualificazione nell'ultima gionata. Sgranata la
graduatoria del girone G. I
turchi del Besiktas, primatisti a quota 10, ospiteranno il Porto, attuale damigella d'onore con 6 punti,
determinati a conquistare
la qualificazione anticipata da leader. Coltiva ancora qualche speranza il Red
Bull Lipsia (terzo a 4), che
andrà a caccia del risultato
nel Principato di Monaco.
Infine il gruppo H, condotto

a sorpresa dal Tottenham
Hotspurs, che con 10 punti
è già qualificato agli scontri
diretti di primavera. I londinesi voleranno a Dortmund
dove dovranno fronteggiare
la reazione d'orgoglio del
Borussia, al momento ultimo in classifica con 2 punti
assieme all'Apoel Nicosia.
I ciprioti affronteranno nel
loro piccolo stadio che si
preannuncia tutto esaurito
il Real Madrid, in un “gran
galà” che dovrebbe proiet-

tare senza troppi problemi
Cristiano Ronaldo e compagni alla fase successiva.
Luca Ceste
(In senso orario da sinistra in alto:
Antonio Conte, tecnico del Chelsea:
i londinesi giocheranno contro il
Qarabag; Chiellini in duello nell'ultimo Juve-Olympiacos; Strootman
della Roma impegnata a Madrid
contro l'Atletico; Maurizio Sarri
tecnico del Napoli che si giocherà
le ultime chance di approdare agli
ottavi di finale contro lo Shaktar
al San Paolo)

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Novembre Juve

L'esordio in A del giovanissimo Buffon
Super Gigi iniziò fermando il Milan. La prima gara di campionato al Comunale (all'epoca Stadio Mussolini): Juve-Genoa 8-1
15 novembre 1961
Nel 2° turno di Coppa Campioni, la Juventus elimina il
Partizan, la squadra jugoslava già battuta all’andata
è sconfitta al Comunale con
un netto 5-0. Autori delle
segnature: Mora (2), Nicolè,
Rosa, e Stacchini.

16 novembre 1969
Esordisce in campionato con
la maglia bianconera Antonello Cuccureddu: il giocatore è acquistato al mercato novembrino dal Brescia.
Esordio migliore non ci poteva essere: il sardo Cuccureddu sigla il gol del pareggio (1-1) a pochi minuti dal
termine nella sua terra di
Sardegna contro il Cagliari.
17 novembre 1946
Clamoroso successo della
Juventus a Roma, travolti i
giallorossi (5-1): in vantaggio la Roma con un’autorete
del bianconero Varglien II,
poi la valanga bianconera
con Piola (2), Sentimenti III,
Astorri ed un’autorete del
romanista Matteini.

18 novembre 1990
Arriva al Delle Alpi la Roma,
la Juventus offre al suo pubblico una prestazione da incorniciare, termina 5-0 con
una tripletta di Schillaci,
autorete di Aldair e gol di
Baggio. Da ricordare la rissa nel finale di partita che
costringe l’arbitro Stafoggia di Pesaro ad espellere
per scorrettezze Di Canio,
Julio Cesar e Nela. Schillaci festeggia la tripletta con
un premio speciale da parte
del pilota Alesi presente alla
partita (uno dei suoi caschi
originali).

19 novembre 1933
Prima partita di campionato
al Comunale (all’epoca Stadio Mussolini) per la Juventus (Juventus-Genoa 8-1).
Gol a grappoli della Juve sul
malcapitato Genoa, tripletta
di Renato Cesarini, Borel II
(2), Orsi (2), Ferrari. L’ultima
segnatura della Juve arriva
al 90° e non poteva che siglarla proprio Cesarini !
19 novembre 1995
Esordio in Serie A per il
giovanissimo portiere del
Parma Gianluigi Buffon (17
anni), con le sue parate ferma l’attacco atomico del Milan, la partita Parma-Milan
termina così sullo 0-0. Buffon è così il sesto portiere
più giovane all’esordio del
calcio italiano. Poi arriverà
Donnarumma e Gigi passerà
in settima posizione. Non si
poteva non ricordare l’esordio di uno dei simboli della
Juventus anni duemila.
20 novembre 1966
La Juventus espugna il San
Paolo di Napoli (1-0) con un
gol di Erminio Favalli siglato
a cinque minuti dal termine,
per Favalli si tratta del suo
primo gol in campionato con
la Juventus.
21 novembre 1965
Netta affermazione bianconera nel 141° derby (20) con un gol per tempo
da parte delle due ali della
squadra: Dell’Omodarme e
Menichelli. La Juve disputa
gli ultimi undici minuti di
gioco in dieci per l’abbandono del campo da parte del
centravanti Traspedini che
in uno scontro aereo ha la
peggio (all’epoca non erano
consentite le sostituzioni).
22 novembre 1995
Con il gol realizzato al Borussia Dortmund (1-2), Del
Piero è andato in gol 5 volte in 5 partite consecutive
di Coppa Campioni/Champions. Un’impresa mai riuscita a nessun giocatore italiano, il precedente record
era del giocatore del Milan
Bean che siglò 5 reti ma in
4 gare consecutive nella
Coppa Campioni 1957/58.
La sequenza di Del Piero:
13/09/95 Borussia D.-Juve
1-3; 27/09/95 Juve–Steaua
3-0; 18/10/95 Juve-Rangers
4-1; 01/11/95 Rangers-Juve
0-4; 22/11/95 Juve-Borussia
D. 1-2.
23 novembre 1958
Esordio in Serie A e nella Juventus per Ernesto Castano,

così far ammirare ai 40.000
spettatori un’ottima Juve
che si impone 2-1 grazie a
Prandelli e un’autorete di
Occhipinti. Per Marocchino,
Prandelli e Tavola si tratta
della prima presenza nel
torneo con la maglia Juve.

la partita è Bari-Juventus
(1-1), per Castano è l’inizio
di una carriera incredibile
con i colori bianconeri che
lo porterà a raccogliere in
totale, coppe comprese, 340
presenze.
24 novembre 1971
Grazie ad un gol di Bettega,
la Juve espugna il Prater di
Vienna (1-0) nell’andata degli Ottavi della coppa UEFA.
Per il gelo su Vienna, la partita venne disputata alle ore
18.30, nella mattinata viene
spalato il campo e parte degli spalti. Gli spettatori saranno circa cinquecento.
25 novembre 1994
Con i due gol segnati a Vienna all’Admira Wacker (3-1),
Roberto Baggio raggiunge
e supera i duecento gol in
carriera.
26 novembre 1961
Il bianconero Bruno Mora
è implacabile contro la sua
ex squadra, Sampdoria-Juventus 2-3 con tripletta di
Mora, per la Samp un ex da
dimenticare...
26 novembre 1996
La Juventus si aggiudica a
Tokio la coppa Intercontinentale battendo in finale
gli argentini del River Plate.
Il gol della vittoria è di Del
Piero a nove minuti dal termine. La Juventus bissa così
il successo del 1985.
27 novembre 1994
Ravanelli decide PadovaJuventus (1-2) nell'undicesima giornata di campionato.
Entrato in campo al 63° in
sostituzione di Baggio decide la partita segnando il gol
decisivo all’ 80°. Di Baggio e
di Kreek le altre marcature.
28 novembre 1979
Per i quarti di finale d’andata di Coppa Italia la Juve
affronta l’Inter a Milano, serata senza nebbia che può

29 novembre 1967
La Juve affronta per l’andata del 2° turno di Coppa
Campioni a Torino il Rapid
di Bucarest, la partita si disputa alle ore 15 con diretta
tv tranne che per il Piemonte. I ventimila presenti si entusiasmano al gol che decide
la partita (1-0) siglato dallo
svedese Roger Magnusson
con un diagonale splendido
che incoccia nel palo per poi
terminare la sua corsa in
fondo alla rete. Essendo il
Rapid in completo bianco, la
Juve opta per pantaloncini
neri con calzettoni bianchi.
30 novembre 1930
La Mitica Juventus del
“Quinquennio” ottiene la
sua ottava vittoria iniziale
consecutiva, record che detiene sino al 1985/86: questi
record verranno poi superati dalla Juve di Antonio
Conte. Ecco la sequenza:
Juve-Pro Patria 4-1, MilanJuve 0-3, Juve-Casale 2-0,
Pro Vercelli-Juve 1-3, JuveRoma 3-2, Genova-Juve 0-3,
Alessandria-Juve 2-3, JuveLegnano 1-0.
30 novembre 1997
Del Piero raggiunge la centesima presenza in Serie A
con la Juventus, la partita è
Milan-Juventus (1-1) autogol di Ferrara e pareggio di
Inzaghi.

Foto e testi di
Ermanno Vittorio
(In alto a sx Antonello
Cuccureddu; in alto Gianluigi
Buffon; qui a sinistra Ernesto
Castano; qui sotto Gianfranco
Zigoni tra i 'Nati oggi'
di novembre.
In alto a destra
Alessandro Del Piero)

NATI OGGI

Agnelli Umberto 01/11/1934 - Losanna (Svizzera)
Verza Vinicio 01/11/1957 - Boara Pisani (PD)
Krasic Milos 01/11/1984 - Mitrovica (Kosovo)
Casalini Corrado 02/11/1914 - Bologna
Reynaudi Ettore 04/11/1895 - Novara
Voltolina Romano 04/11/1937 - Chioggia (VE)
Santià Enrico 06/11/1918 - Santhià (VC)
Volta Giuseppe 07/11/1903 - Casale Monferrato (AL)
Alejnikov Sergeij 07/11/1961 - Minsk (Bielorussia)
Almiron Sergio 07/11/1980 - Santa Fe (Argentina)
Frara Alessandro 07/11/1982 - Torino
Allemandi Luigi 08/11/1903 - San Damiano Macra (CN)
Arpas Jan 08/11/1918 - Bratislava (Cecoslovacchia)
Jordan John 08/11/1921 - Bromley (Inghilterra)
Carrera Franco 08/11/1943 - Torino
Porrini Sergio 08/11/1968 - Milano
Giuliano Pietro 09/11/1936 - Caluso (TO)
Del Piero Alessandro 09/11/1974 - Conegliano Veneto (TV)
Galluzzi Giuseppe 10/11/1903 - Firenze
Fenili Camillo 11/11/1904 - Bergamo
Birindelli Alessandro 12/11/1974 - Pisa
Boninsegna Roberto 13/11/1943 - Mantova
Banfi Raul 14/11/1914 - Montevideo (Uruguay)
Romano Giuseppe 15/11/1918 - Brescia
Grosso Francesco 15/11/1921 - Torino
Dybala Paulo 15/11/1993 - Laguna Larga (Argentina)
Barucco Emilio 16/11/1898 - Bene Vagienna (CN)
Della Valle Edmondo 16/11/1904 - Arce (FR)
Sernagiotto Pedro 17/11/1908 - San Paolo (Brasile)
Kovacevic Darko 18/11/1973 - Kovin (Serbia Montenegro)
Vojak Antonio 19/11/1904 - Pola (Croazia)
Hamrin Kurt 19/11/1934 - Stoccolma (Svezia)
Borgo Ezio 20/11/1907 - Genova
Combi Gianpiero 20/11/1902 - Torino
Hirzer Ferenc 21/11/1902 - Budapest (Ungheria)
Iaquinta Vincenzo 21/11/1979 - Crotone
Chiumiento David 22/11/1984 - Heiden Svizzera)
Rui Barros Gil Soares 24/11/1965 - Lordelo (Portogallo)
Zigoni Gianfranco 25/11/1944 - Oderzo (TV)
Valinasso Cesare 27/11/1909 - Torino
Manfredonia Lionello 27/11/1956 - Roma
Altobelli Alessandro 28/11/1955 - Sonnino (LT)
Grosso Fabio 28/11/1977 - San Giovanni Lipioni (CH)
Salvadore Sandro 29/11/1939 - Milano
Tomasi Ernesto 30/11/1906 - Ventimiglia (IM)

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Il Racconto

'Il muro' degli anni '60, quella protesta goliardica dei tifosi
Una delle prime vere contestazioni dei sostenitori della Juve andò in scena al Combi. Altri tempi, altri personaggi...

I

l tifoso bianconero per
eccellenza, probabilmente il più conosciuto di tutti, il marito della Vecchia
Signora del calcio italiano
fin dalla fine della seconda
guerra mondiale, abbonato da sempre, enciclopedia
vivente di aneddoti e uomo
dalle mille storie da raccontare: Piercarlo Perruquet
(anni 77). Perché non farci
raccontare da lui un aneddoto divertente in salsa
bianconera?
PierCarlo, è vero che una
volta, tanti tanti anni fa,
insieme ad altri mattacchioni hai realizzato una
forma di protesta incredibile, clamorosa, e un bel
po’ fuori dagli schemi a cui
oggi siamo abituati?
“Vero vero.” (ride, ndr)
Dai raccontaci. Com’è andata?
“Era l’anno di Eraldo Monzeglio allenatore, 19631964, forse l’inizio della
fase calante di Omar Sivori

alla Juventus. Noi Juventini eravamo abituati bene,
perché alla fine degli anni
50 e all’inizio degli anni 60
le cose erano andate alla
grande, con scudetti ecc,
ma poi arrivò l’era dell’Inter di Angelo Moratti e Italo Allodi che vinsero il loro
primo scudetto con la Juve
seconda (1962-1963). Ma
la stagione dopo, proprio
il 63-64, la nostra squadra
giocava molto male, l’allenatore (ex giocatore della
nazionale campione del
mondo nel 1934 e nel 1938,
ndr.) non aveva il polso per
tenere a bada uno spogliatoio davvero indisciplinato.
La Juve rischiava di fare
davvero una brutta fine...”
La storia della Juve infatti ci racconta che l’anno
dopo ancora, 1964-1965,
arrivò Heriberto Herrera
che usò il pugno di ferro, e
l’anno dopo ancora, 19651966, Sivori in forte contrasto proprio con l’allena-

tore se ne andò al Napoli…
“Sì, vero.”
Ma quindi nel 63-64 che
succedeva con Monzeglio?
“Menefreghismo. Comandavano tutti e non comandava nessuno. Si allenavano tutti poco e male, ma
Monzeglio invece diceva
che erano tutti superallenati. Ognuno faceva quello
che voleva e arrivava agli
allenamenti quando voleva.
Noi tifosi più attenti avevamo saputo che Sivori, per
esempio, insieme ad amici
e qualche altro giocatore,
faceva spesso scorribande
notturne in giro per la città. Poi tutti insieme si fermavano in qualche grande
piazza del centro di Torino
a giocare con le monetine
quasi fino all’alba. Giochi
semplici che si facevano
una volta, tanti anni fa… Le
tiravano contro il muro a
turno, e quello che la faceva
restare più vicina al muro
vinceva tutte le altre. Poi
durante il gioco Omar dava
anche qualche soldo (sproporzionato rispetto alle reali necessità) a qualcuno di
loro per andare a comprare
alcolici e sigarette. E così
facevano mattina… Regnava il kaos.”
E molti di voi tifosi innamorati della Juve eravate
stufi…
“Sì. Non è una cosa che
avevo organizzato io perché ero ancora molto giovane, ma il mitico Piero Verri
(della celebre storica famiglia che dal 1932, di padre

in figlio, porta avanti lo storico marchio dolciario “La
Torinese” ndr.). Non ricordo di preciso la data, credo
che fosse autunno o inverno… Con alcuni amici fidati siamo andati di notte al
Combi (centro allenamenti
dell’epoca, ndr), e…”
E, provocatoriamente, avete…
(ride, ndr)… “Abbiamo costruito un muro di mattoni
e cemento per chiudere definitivamente l’ingresso. Poi
sopra ci abbiamo messo un
cartello che diceva “CAMPO COMBI CHIUSO per RESTAURI tanto i giocatori
della Juventus non si allenano perché superallenati”.
C’era anche qualche giornalista/fotografo, gente avvertita da qualcuno di noi.”
Caspita! E poi?
“Il muro era un po’ fragile
e pericolante, pioveva, e già
dopo lo scatto delle foto è in
parte caduto.”
Il giorno dopo che è successo?
“Lo hanno abbattuto del
tutto e portato via le macerie. E poi mi ha telefonato
qualcuno della Juventus
perché in società ci volevano parlare. Ci avevano
riconosciuto dalle foto dei
giornalisti, anche se eravamo di spalle. Avevano anche
fotografato la targa di qualche auto. Ricordo che ci fu
anche un bel paginone di
“Epoca” (settimanale edito
da Mondadori dal 1950 al
1997 ndr.). Poi forse era un
po’ il segreto di Pulcinella…

Così sono risaliti in fretta
a quale era la combriccola
che aveva combinato il pasticcio.”
Ahia… E tu ci sei andato?
“Certo. Siamo andati tutti in
sede e abbiamo spiegato la
situazione al dottor Catella
(dirigente Juve dell’epoca,
ndr) e i motivi della protesta. Ci hanno fatto una lavata di testa, ma comunque
poi è finito tutto a tarallucci
e vino. Non c’è stato nessun seguito. In fondo non
avevamo rotto nulla e non
avevamo fatto nessun vero
danno. Solo una goliardata
tra le tante.”
PierCarlo, da giovane eri
un bel peperino mi sembra…
“Spesso anche adesso se
mi fanno arrabbiare! (ride
ndr.) Ma il bello è che nei

giorni successivi, ad uno dei
primi allenamenti che siamo andati a vedere, Sivori
(che ovviamente ci conosceva, aveva un gran senso
dell’umorismo e la battuta
sempre pronta e affilata), si
è avvicinato, ci ha salutato
e poi ridendo ci ha detto:
“Bravi, mi hanno detto che
avete cambiato mestiere,
siete diventati tutti muratori!”
Antonio Catapano
'Crazeology'
Giùlemanidallajuve.com
(Nella foto in alto a sinistra: da sx
PierCarlo Perruquet, Maria Belen
Sivori, nipote di Omar Sivori, con
un suo parente accompagnatore,
Piero Verri; nella foto in alto a
destra un ritaglio di giornale
dell'epoca)

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Spettacoli e cultura

LA BELLA GIORGIA
È 'MISS JUVETORO'

L'Oroscopo



A cura di Elis

ARIETE (21/03-20/4)
Quante cose da fare! Nella tua testa gli impegni si accumuleranno: vorrai goderti
il privato che ti proporrà ottime novità con probabili nuove amicizie, vorrai
andare a fondo nei tuoi progetti professionali, e magari perfino aggiungere
qualche altra cosa…
TORO (21/04-20/05)
Sensuale, placido e concreto il Toro, in autunno vivrà passioni intense, travolgenti
e per alcuni versi eccessive. Con Giove che transita nel vostro sesto campo, fino
a ottobre, saranno il lavoro, la salute e l’organizzazione del quotidiano a dover
essere rivisti
GEMELLI (21/05-21/06)
Novembre ti porterà situazioni molto positive per l’ambito personale. Forse ti
sentirai appagato da una novità familiare, felice per un rapporto che tornerà a
decollare o per il concretizzarsi di qualcosa che attendevi da un po’. Peccato per
la tua testolina troppo piena di pensieri, così tanto che potresti andare in tilt e
commettere qualche distrazione.
CANCRO (22/06-22/07)
Frizzante: così ti descrivono in una parola i transiti di novembre. Nella relazione
come nella vita più in generale, sarà di leggerezza, risate e nuovi stimoli che avrai
voglia, più che di coccole e intimità. Soprattutto se nel rapporto sentimentale
qualcosa non ti soddisfa più, approfitterai di questi passaggi planetari per aprirti
maggiormente all’esterno e dedicarti a interessi stimolanti.
LEONE (23/07-23/08)
Energico, grintoso e comunicativo: affronterai novembre decisamente con una
marcia in più! Il tempo libero ti offrirà molte soddisfazioni, soprattutto per
quanto riguarda svaghi, eventuali partenze, anche brevi, e la conoscenza di nuovi
amici.
VERGINE (24/08-22/09)
Frizzante: così ti descrivono in una parola i transiti di novembre. Nella relazione
come nella vita più in generale, sarà di leggerezza, risate e nuovi stimoli che avrai
voglia, più che di coccole e intimità. Soprattutto se nel rapporto sentimentale
qualcosa non ti soddisfa più, approfitterai di questi passaggi planetari per aprirti
maggiormente all’esterno e dedicarti a interessi stimolanti.

Giorgia Giobbe, studentessa torinese con la passione per la
moda e lo spettacolo è la Miss Juve di questa settimana per il nostro
settimanale 'JuveToro'. Giorgia frequenta il quarto anno del liceo linguistico internazionale, e, pur essendo ancora giovanissima (17 anni),
l'infaticabile Dante Zanetti e l'agenzia 'Union Model' di Torino l'hanno
già portata in questi tre anni a partecipare alle finali dei maggiori
concorsi di bellezza (tra cui Miss Grand Prix) e in diverse puntate di
'Forza Juve' condotta da Marco Venditti e in onda su Rete7 Piemonte
ogni giovedì sera. Ha vinto anche una borsa di studio per partecipare
ad una scuola di fotomodella. Oltre alla riuscita negli studi, elemento
sempre fondamentale, la sua aspirazione è quella di entrare nel mondo dello show. In bocca al lupo Giorgia!

BILANCIA (23/09-22/10)
Forte dell’appoggio di Marte in Bilancia e Mercurio in Sagittario sarai dinamico
e vitale, pieno di entusiasmo e di voglia di fare. Non c’è dubbio che a beneficiare
di queste qualità sarà il tuo tempo libero, ma anche le questioni familiari
riceveranno una bella spinta, in positivo.
SCORPIONE (23/10-22/11)
Gli Astri ti aiutano concedendoti concretezza, abilità negli affari, prudenza. Doti
che ti assisteranno fino al termine di novembre, accompagnandosi a tenacia e
ispirazione. A proposito: non sottovalutare l’istinto. Creatività e intuito saranno
i tuoi fiori all’occhiello e ti aiuteranno a migliorare le entrate e a differenziarti
dalla concorrenza.
SAGITTARIO (23/11-21/12)
Venere e Marte in Bilancia inaugureranno il principio del mese. Saranno giornate
favolose, che ti faranno assaporare certezze nuove, emozioni profonde e
sincere. Il tuo quadro sarà assolutamente perfetto, e ti offrirà quel pizzico di
romanticismo che forse a volte è latente in te.
CAPRICORNO (22/12-20/01)
Il Capricorno alcune volte sorriderà altre dovrà frenare e abbozzare. La ricerca
della felicità sarà una sfida che alla fine vincerà. L'anno si divide in due parti ben
distinte: una più faticosa e impegnativa, l'altra più facile e serena.
ACQUARIO (21/01-19/02)
Troppe cose da fare, clienti e superiori incontentabili, ed è subito nervosismo!
Se novembre non partirà con il piede giusto, prendi fiato e attendi. Mercurio
sarà irritante, poi passerà in Sagittario dove ti promette situazioni più scorrevoli
e anche più vantaggiose. A patto di rimanere con i piedi per terra e di non
pretendere la luna, specie in ambito economico.
PESCI (20/02-20/03)
Vi hanno già richiamato molte volte per una questione lavorativa, ma voi
avete fatto finta di nulla continuando a svolgere nel medesimo modo il vostro
compito, forse convinti di avere ragione.

TAEKWONDO CONTRO IL BULLISMO
In tutti i social network sempre più
spesso, purtroppo, si vedono scene di
bullismo. Sempre più a colpi di click i
giovani fanno a gara per postare immagini o video estremamente crudi
dove la vittima è in balia nelle mani del
suo aggressore. L’asd Team Mulè, affiliata alla ITF Taekwondo Italia, sempre
fedele ai principi del vero Taekwondo
tradizionale che basa la sua filosofia su
5 principi (cortesia, integrità, perseveranza, autocontrollo e spirito indomabile) dice no a questa piaga della
società! Si prefigge infatti, mediante un corso ai partecipanti, di aumentare
la propria autostima, avere nozioni di difesa personale, saper gestire il proprio stato emozionale, mentre per i più piccoli dai 4 anni in su vi è un percorso “Tiger” appositamente per loro. Ci piace ricordare che l'intervento
più efficace è sempre la prevenzione!

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Spettacoli e cultura

'Odissee' alla Corte Medievale di Palazzo Madama
Sino al 19 febbraio 2018 la mostra dedicata a diaspore, invasioni, migrazioni, viaggi e pellegrinaggi

U

na nuova mostra a Palazzo Madama a Torino. Alla
Corte Medievale, dal 16 novembre al 19 febbraio 2018 il
pubblico si potrà emozionare
con 'Odissee. Diaspore, invasioni, migrazioni, viaggi e
pellegrinaggi'. In esposizione
un centinaio di opere provenienti dalle raccolte di Palazzo Madama e da vari musei
del territorio e nazionali.
Dipinti, sculture, ceramiche
antiche, reperti etnografici e

archeologici, oreficerie longobarde e gote, metalli ageminati e miniature indiane,
armi e armature, avori, libri
antichi, strumenti scientifici
e musicali, carte geografiche, vetri, argenti ebraici e
tessuti. Il percorso espositivo
si articola in 12 sezioni ben
distinte: la preistoria, i viaggi
mitologici di Ulisse ed Enea,
la Diaspora ebraica, l’espansione dell’impero Romano, le
cosiddette invasioni Barba-

riche, l’espansione Islamica,
le Crociate, i Pellegrinaggi,
le Esplorazioni, le Colonizzazioni, l’emigrazione europea verso le Americhe tra
milleottocento e inizio ‘900
e le migrazioni contemporanee. Le sezioni sono state
disposte in ordine cronologico, sulla base a nessi di
consequenzialità geopolitici.
A far da sfondo a ciascuna vetrina ci sono le grandi
carte geografiche elaborate
dalla Libreria Geografica che
pubblica anche il catalogo.
La mostra prende il via dal
lento processo di diffusione
della specie umana sulla Terra iniziato 60-70.000 anni fa
dall’Africa verso gli altri continenti e prosegue grazie a
un impulso innato all’esplorazione ben rappresentato
nei racconti dell’Odissea.
Dopo un focus sulla diaspora
ebraica, dall’antichità al XIX
secolo d.C., il tema dell’incontro/scontro tra culture
diverse è analizzato rivol-

gendo lo sguardo alla rapida espansione dell’Impero
Romano lungo le vie consolari. Lo scontro tra Romani
e barbari viene evidenziato
nello straordinario pettorale da cavallo in bronzo, noto
come balteo, proveniente dal
MAR-Museo
Archeologico
di Aosta, prestato per l’occasione. Il dominio romano
riesce ad integrare popoli di
lingua, tradizioni e religioni diverse, fino al IV secolo
quando i confini dell’impero
devono cedere alla pressione delle popolazioni asiatiche e germaniche in arrivo
da Est. In seguito a queste
invasioni, avviene una profonda trasformazione del
tessuto istituzionale e sociale
dell’impero romano, fino alla
sua repentina disgregazione.
Alcuni reperti di arte ostrogota e longobarda rinvenuti
in territorio piemontese testimoniano l’immissione di
tradizioni e stili di vita nuovi
che contribuirono nei secoli

a definire progressivamente
l’identità europea. Momento cruciale è il confronto tra
la grande tradizione della
cultura islamica e le élites
europee avvenuto con le Crociate, germe di parallelismi
anche culturali e figurativi.
Comune a tutti i tempi e a
tutte le religioni è la pratica
del pellegrinaggio, che porta
ogni anno milioni di persone a spostarsi, solitarie o in
massa alla ricerca di un contatto più diretto con il sacro.
Il racconto prosegue con i
viaggi di esplorazione verso
l’Africa, alla ricerca di una
possibilità di circumnavigare
il globo verso Oriente e verso Occidente, che portarono
alla scoperta dell’America
e a una politica di colonizzazione di nuovi territori da
parte delle potenze europee.
Gli oggetti in vetro, provenienti dal Museo dell’arte
vetraria di Altare (Savona) ed
un pianoforte meccanico di
inizio Novecento dal Musée

Savoisien di Chambéry, sono
gli emblemi di quell’emigrazione di cittadini italiani
che tra Otto e Novecento si
spostarono in Francia e in
Sud America in cerca di un
futuro migliore portando
con sé competenze professionali importanti per lo sviluppo economico e culturale
dei loro Paesi d’adozione.
Il percorso si conclude con
un accenno alle migrazioni
di oggi, emblematicamente
rappresentate da un’opera
specchiante dell’artista contemporaneo
Michelangelo
Pistoletto intitolata "Love
Difference".
L’esposizione,
ideata dal direttore di Palazzo Madama Guido Curto
e curata insieme agli storici
dell’arte del museo, racconta il cammino dell’Umanità
sul pianeta Terra nel corso
di una Storia plurimillenaria.
Paolo Rachetto
(Nella foto: Pompeo Batoni, Enea
che fugge da Troia in fiamme)

'Fausto Melotti. Quando la musica diventa scultura'
Al Castello di Miradolo una nuova grande mostra della Fondazione Cosso che festeggia i 10 anni di attività

D

all'11 novembre all'11
febbraio 2018 si apre
al Castello di Miradolo
(San Secondo di Pinerolo),
la mostra "Fausto Melotti.
Quando la musica diventa scultura". Nel 2018 la
Fondazione Cosso si appresta a festeggiare i primi 10
anni di attività. Per queste
ragioni, apre l'esposizione
dedicata in questo caso a
musica e scultura. La mostra, curata da Francesco
Poli e Paolo Repetto, vuole
sottolineare i due principali
aspetti della ricerca di Fausto Melotti (Rovereto 1901
– Milano 1986). Da un lato, i
temi connessi alla sua profonda ispirazione musicale,
dall’altra quelli con valenze
più narrative, mitiche, favolistiche. Esposte all'interno
oltre 80 opere. Si va dalle
sculture in ottone e acciaio,
alle raffinatissime ceramiche ed alle opere dipinte,
prevalentemente tecniche
miste su carta (anche su
pannelli in gesso). Il percor-

so espositivo si sviluppa in
14 storiche sale del Castello, illustra il suo iter creativo grazie ai suoi bellissimi
pensieri ed aforismi. Una
sezione centrale intitolata
"Assonanze", vede dialogare le sue opere con quelle
di vari grandi artisti, in
particolare quelli da cui è
stato influenzato e quelli di
cui è stato amico: Fortunato Depero, Arturo Martini,
Giorgio de Chirico, Giorgio
Morandi, Paul Klee, Vassili
Kandinsky, Joan Miró, Alexander Calder, Lucio Fontana, Osvaldo Licini, Atanasio
Soldati ed Ezio Gribaudo.
L’installazione sonora nasce dalle affinità tra il linguaggio scultoreo di Melotti
e la musica, intesa come
“occupazione
armonica
dello spazio” ed ha come
cuore le note e soprattutto
i silenzi della rara partitura "44 Harmonies from
Apartment House 1776",
composta da John Cage nel
1976 (Fausto Melotti muore

nel 1986, dieci anni dopo)
e presentata nella versione per quartetto d’archi di
Irvine Arditti. L’originale di
"Apartment House 1776", è
stato composto per il Bicentenario degli Stati Uniti ed
eseguito congiuntamente
dalle orchestre di Boston,
Chicago, Cleveland, Los
Angeles, New York e Philadelphia in tutto il Paese nel
1976. In questo brano, John
Cage, segue il principio del
“MusiCircus”, la “molteplicità dei centri”, che descrive come “Diversi pezzi eseguiti contemporaneamente,
invece che uno alla volta”.
Questa “molteplicità di centri” della scrittura del brano, essenziale e pulita e la
cui tessitura libera rievoca
i pieni e i vuoti delle sculture di Melotti, si incontra
nell’inedito sistema di diffusione del suono, concepito perché i quartetti d’archi
si articolino nello spazio
delle sale espositive, a comporre una grande e sugge-

stiva scultura sonora. Agli
occhi del visitatore si possono ammirare alcune delle
sculture di Melotti divenire
protagoniste di un disegno
di luci in movimento, grazie
ad un’illuminazione esclusiva appositamente concepita e realizzata, che si lega
a quella teatrale e puntuale delle opere e degli spazi
espositivi. La luce segue,
nel movimento, le direzioni orizzontali di lettura nel
rispetto della costruzione
dell’autore, sovrapponendo
le forme reali e materiche
con le proprie proiezioni
nella dimensione verticale.
Fausto Melotti (Rovereto
1901 – Milano 1986)
Artista
poliedrico,
insieme scultore, pittore,
ceramista,
scrittore,
grande appassionato di
musica, è stato uno dei
protagonisti dell’arte del
Novecento. In possesso
di
qualità
espressive
naturali e di una manualità

pronunciata,
entra
in
contatto con letterati e
artisti d'avanguardia e ha
la possibilità di osservare
da vicino le opere degli
artisti del rinascimento
fiorentino. Successivamente
si laureò al Politecnico
di Milano in ingegneria
elettrotecnica. Dopo vari
studi musicali, decise di
dedicarsi alla scultura:
studiò prima a Torino, poi,
dal 1928, all'Accademia di

Brera di Milano, sotto la
guida del grande scultore
milanese Adolfo Wildt. Il
suo stile muta negli anni,
seguendo però sempre
una sua personalissima
ricerca, tesa ad articolare
lo spazio secondo ritmi
dal sapore musicale. La
sua scultura avrà sempre
più un carattere mentale
e
contemporaneamente
subirà una sintesi, nei modi
e nei materiali: ceramica o
gesso, teatrini polimaterici,
ma soprattutto le sue
leggerissime sculture in
acciaio, saranno intrisi
di una vena surreale e
ironica; fino alle estreme
conseguenze nei lavori
seguìti al riconoscimento
ufficiale, che verrà solo nel
1967. Insegnò e diresse
anche la Regia Scuola
d'Arte di Cantù, ora Liceo
Artistico Statale "Fausto
Melotti".
(p.r.)
(Nella foto: Fausto Melotti,
Kore - 1950, ceramica
smaltata, collezione privata)


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