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SU DI NOI PAPAVERI ROSSI.pdf


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Attraversando Piazza Roma (‘a parrocchia) o trovandosi seduto con amici sulle panchine della sua
“villetta” forse nessuno più, fa ancora caso, al monumento eretto ai nostri caduti nelle due guerre
mondiali?
Monumento a quanto pare con l’elenco incompleto dei caduti come scrive Alfredo Ferrara: “… una
corona al monumento ai caduti in piazza Roma, un monumento appena restaurato ma che purtroppo,
non ne conosciamo il motivo, non riporta i nomi di tutti i figli di questa terra, morti, sarebbe stato
opportuno e speriamo lo sia in futuro, che tutti vengano ricordati.”
Il pomposo discorso fatto dalle “autorità” all’epoca all’inaugurazione di quel monumento, infarcito
di patriottismo, eroismo ecc., chiude, come tutti i discorsi commemorativi per l’occorrenza, con la
classica esortazione a “non dimenticare” per far sì che “mai più” si ripetano simili orrori.
Questo “discorso”, ad ogni ricorrenza, lo si ripete senza sostanziali modifiche come da copione.
Chiacchiere; noi abbiamo dimenticato tutto e tutti, tiriamo fuori i soliti discorsi che nessuno ascolta
più e si organizziamo le solite manifestazioni solo perché è d’uopo farle in quel determinato
momento.
Quell’orrore si è ripetuto, si ripete ancora oggi in molte parti del mondo e si ripeterà ancora tra
l’indifferenza di chi ormai è incollato alla televisione avido di fiction (finzioni) e quiz a premi, la
partita di pallone e la “movida” per non parlare di pc, tablet, cellulari, smartphone ecc. ecc.
Per saperne di più, contattare molte delle famiglie il cui cognome è presente tra quei caduti, non è
servito a niente: nessuno sa, nessuno ricorda ma quello che mi lascia attonito e, oserei dire disgustato,
è che, nei riassunti storici delle varie Brigate, vengono riportati i nomi degli ufficiali, dei sottufficiali,
delle medaglie d’oro e di argento ma, dei soldati, della truppa, della “carne da macello” niente, solo
numeri utili per le “statistiche”.
Questa ricerca non è “farina del mio sacco” ma semplicemente un grande puzzle le cui tessere (foto
e testi) trovate dopo una lunga ricerca su siti e pagine internet, tutti indicati in bibliografia, quindi
materiale reso pubblico, che ho comparate con i dati in mio possesso e ritenuto compatibile, se non
certe, con il vissuto dei nostri caduti.
Un puzzle composto per meglio leggere le vicissitudini di quelle giovani vite spezzate dopo 100 anni
da quella folle carneficina che fu la prima guerra mondiale.
Questa ricerca mi ha fatto non solo “ricordare” quei ragazzi, ma me li ha fatti seguire in battaglia,
vivere le loro paure, provare le sofferenze indescrivibili e sentire nell’anima e sulla pelle il terrore
della morte.
Non dubito di aver commesso errori e omissioni e ne chiedo fin d’ora scusa a tutti ma, sono certo
che comunque, in questo modo, ho voluto solo onorare i nostri Caduti ricordandoli come meritano e
di averli tirati, anche se solo per un momento, fuori dall’oblio.

Oggi 24 ottobre 2017
Nel centenario della battaglia di Caporetto
Domenico Guida