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JUVETORO n. 8 Juve Inter bassa .pdf



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GIORNALE DEI TIFOSI DI JUVENTUS E TORINO - Anno VII - N. 8 - 9 DICEMBRE 2017 - Copia omaggio
3 domande a BB

La Partita / Il Punto

Le Interviste

Squadra OSpite

“Allegri, dopo la lezione a
Sarri ora tocca all'Inter.
Nerazzurri osannati ma
i conti si faranno più
avanti”

Juve, solidità ritrovata.
Costa finalmente inserito
negli schemi. Dybala,
crisi di crescita ma si
sbloccherà presto

Francesco Bellomo:
“Sarà bianconero
il derby d’Italia”
Ombretta Cantarelli:
“Con il Var basta veleni”

Spalletti, l’uomo chiave
della rinascita interista.
I numeri di Icardi,
il 'giustiziere' dei
bianconeri

a pag. 2

a pag. 4 e 7

a pag. 8

SENZA TREGUA

Dopo aver sbancato Napoli e il Pireo la Juve affronta l'Inter capolista.
scontro diretto per lo scudetto tra i campioni d'Italia e gli storici rivali nerazzurri
JUVENTUS-INTER | SABATO 9 DICEMBRE ORE 20.45

a pag. 9

2

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3 domande a... Bruno Bernardi

“Allegri, dopo la lezione a Sarri ora tocca all'Inter”
“I tifosi bianconeri devono tornare a sognare. Nerazzurri giustamente osannati ma i conti si faranno più avanti”

B

runo Bernardi, la Juve
ha conquistato gli ottavi di Champions League
vincendo martedì scorso
contro l'Olympiacos. Il primo obiettivo stagionale è
stato raggiunto.
“La qualificazione fornisce

ai bianconeri la consapevolezza di avere un patrimonio di giocatori in grado di
consentire ai titolarissimi di
rifiatare e di avere una riserva di energia per tentare

di primeggiare in tutte le
competizioni. La Juve è maturata in questi ultimi anni,
arrivando a giocare due
finali continentali le quali,
anche se perse, la hanno
fortificata a dovere per tentare il terzo assalto. Ci vuole
anche più fortuna rispetto
alle sconfitte con Barcellona e Real Madrid ma anche
le due 'ispaniche' dovranno
tenere d'occhio una Juventus che non è mai da sottovalutare, a patto che la
'dea bendata' abbia almeno
un 'occhio di riguardo' nei
suoi confronti. Si ricomincia
a febbraio e c'è tempo per
rimettere a posto i pezzi di
un mosaico che sta amalgamandosi e che sta offrendo
a Max Allegri la garanzia di
un materiale umano importante e collaudato per gli
euro-impegni. Di sicuro la

Juve è tra le migliori squadre d'Europa e venderà
cara la pelle.”
Dopo aver espugnato Napoli e il Pireo i bianconeri
si sono rimessi pienamen-

te in marcia verso i due
traguardi più importanti.
Anche qualche malumore
proveniente dai tifosi sembra essersi placato...
“La Juve sta dimostrando di
esserci, ha una maturità di
comportamento in campo
che da fiducia ad una tifoseria che, come ha giustamente detto Allegri, deve
riprendere a sognare anche in Europa lasciando da
parte i pensieri negativi. Si
parla tanto del bel gioco del
Napoli e della brillantezza
della squadra partenopea
ma nel momento della verità è venuta fuori l'esperienza e la qualità del gruppo
bianconero che ha dato una
lezione di praticità e realismo prima al Napoli e poi
all'Olympiacos. Ma già nella partita con il Barcellona
la Juve aveva dimostrato di
aver svoltato in maniera decisa: in quella gara la Juve
aveva saputo amministrare
bene una sfida che bastava
non perdere. Poi è arrivata
la 'lezione' per il Napoli che
si è reso conto che non si
può partire 'sparati' senza
pagare dazio in mancanza
di rifornimenti adeguati.
Questo non significa che i
partenopei abbiano alzato
bandiera bianca. Sarri ha
però preso coscienza che
non basta giocare bene per
vincere.”
Sabato sera a Torino arriva una lanciatissima Inter.
I nerazzurri hanno appena conquistato la vetta
della classifica. Spalletti è
osannato da critica e tifosi,

Icardi sfiderà il suo connazionale Higuain...
“È normale che Spalletti sia
osannato. Critica e tifoseria
accolgono i brillanti risultati nerazzurri con entusiasmo ma i conti si devono
ancora fare, ad iniziare dalla fine del girone di andata.
Il giro di boa darà risposte
più concrete a Spalletti e a

chi rivede nell'Inter l'antiJuventus con la 'a' maiuscola. È anche una sfida tra
i due bomber argentini che
sono diventati rivali per la
nazionale. Due bocche da
fuoco che fanno paura e
che potranno fare la differenza nelle partite più importanti. Higuain si sta confermando bomber di razza

e Icardi è maturato al punto
da avere grossi estimatori
non soltanto in Italia ma a
livello internazionale. Fra i
due c'è Dybala che deve ritrovare il suo equilibrio, la
tranquillità fuori e dentro il
campo per reggere ad alti
livelli sino a fine stagione
dando una mano a cercare di conquistare la 'coppa dalle grandi orecchie' a
Kiev. L'Inter è comunque in
crescendo e sta credendo
nelle proprie possibilità di
emergere ad alti livelli ma
la strada, ripeto, è ancora
lunga e intanto sabato dovrà superare un ostacolo
durissimo: quello dei campioni d'Italia, tutt'altro che
propensi a concedere spazio alla 'fuga' nerazzurra.”
Roberto Grossi

BIANCONERI, UN ATTACCO ATOMICO
DYBALA OK IN ITALIA, MALE IN EUROPA
MIGLIORI ATTACCHI DI SEMPRE
DOPO 15 TURNI
50 Fiorentina (1958/1959), 47 Milan
(1950/1951), 45 Ambrosiana Inter
(1933/1934), Inter (1950/51), 44 Juventus
(1950/1951), 43 Juventus (1949/1950),
42 Inter (1949/50), 41 Inter (1947/1948),
Juventus (2017/2018)

MIGLIORI BOMBER JUVE DOPO LE
PRIME 15 GARE
17 Borel F. II (1933/34), 13Vivolo (1952/53),
Charles (1957/58), Trezeguet (2005/06)

12 Martino (1949/50), Hansen (1951/52 e
1952/53), Dybala (2017/18)

MA PAULO FATICA IN CHAMPIONS

871 i minuti senza gol di Dybala in
Champions. L'argentino in campionato
ha messo già a segno 12 reti ma non
altrettanto bene sta andando la sua
avventura europa. Dybala non segna infatti
dall'11 aprile scorso contro il Barcellona,
dove mise a segno una doppietta allo
Stadium.

Via Carlo Alberto, 30 • 10123 TORINO • Cell. 328 0055286

(M. Fiandrino)

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Il Punto

Juve, solidità ritrovata. Ora sorpasso alla capolista?
Douglas Costa finalmente inserito negli schemi della squadra. Dybala, crisi di crescita: si sbloccherà presto

I

l big match è servito. Se
in assoluto la sfida tra
Juve ed Inter è per antonomasia la “madre di tutte le
battaglie”, nell'attuale situazione di classifica essa
riveste un'ulteriore importanza capitale. A distanza
di anni ed innumerevoli figure barbine, i nerazzurri
di Spalletti vengono a fare

visita all'Allianz Stadium
con la parvenza di un gruppo compatto, agguerrito
e determinato. Oltre che,
dettaglio non da poco, capolista. D'accordo, la vetta
è affollata: in solo 2 punti
ci sono 3 squadre ed il per-

corso è ancora molto lungo, ma qualcosa vorrà ben
dire. Ad Appiano Gentile si
sogna con lo champagne
di ordinanza. Non sarà un
po' presto? Detto questo, la
sponda juventina si prepara alla partita rinfrancata
dall'avere dimenticato lo
scivolone di Genova (sempre nel capoluogo ligure

avvengono i rovesci più
amari e catartici, col Genoa
lo scorso anno, con la Doria
nell'attuale stagione) e ben
salda sulla ritrovata solidità
difensiva. La Juve viene da
un pareggio a reti inviolate con il Barcellona e da 3

vittorie consecutive senza
subire gol. Se quelli guadagnati ai danni del Crotone si
possono ascrivere all'ordinaria amministrazione, i 3
punti strappati al San Paolo
ad un Napoli osannato da
tutta la critica, anche aldilà
dei meriti effettivi, sanno di
impresa; così come la raggiunta qualificazione agli
ottavi Champions con un
risultato all'inglese (definizione di un tempo per il 2
a 0) sul campo sempre ostico dal punto di vista ambientale
dell'Olympiacos.
Se la difesa si assesta con
continuità, coperta anche
meglio da un centrocampo
più denso, alla luce di un ripensamento di mister Allegri che sfodera con sempre
maggiore continuità il terzo
uomo a sostegno della terra di mezzo, l'attacco resta
micidiale, con un Higuain
costante ed a tratti commevente per l'impegno profuso, un Mandzukic sempre
arrembante ed un Douglas
Costa finalmente inserito
negli schemi della squadra.
Appare invece in preda ad
una crisi più di crescita che
di sostanza “'o picciriddu”
Dybala. Si sa, quando le
cose non riescono con naturalezza, si corre il rischio di
forzare le giocate, cadendo
nell'involuzione. È la tipica
situazione che si sblocca
all'improvviso, magari durante una partita importante, quando meno si attende.
Juve–Inter, ad esempio! Sabato sera la gara dirà già
qualcosa di definito sui valori della stagione. Definito,
ma non definitivo. Il divario
degli ultimi anni tra bianconeri e resto del campionato, a tratti imbarazzante e

fuorviante, si è assottigliato;
non per questo la stella della Juventus si è spenta, tuttaltro. Si è aggiunga la “diavoleria” del V.A.R., utilizzata
a piene mani nelle gare con
la Signora protagonista ed
ignorata in altre occasioni.
Mai come quest'anno vincere lo scudetto vorrebbe
dire sgombrare tutte le cattiverie ed i luoghi comuni
di cui il calcio nostrano si
alimenta fin dalla notte dei
tempi. La sfida tra Juve ed
Inter è la rivalità tra modi
diametralmente opposti di
concepire politiche sportive
e gestioni di società calcistiche. Sabato sera comunque
conteranno solamente i 3
punti. Da +5 per l'Inter a
+1 per la Juve ci sta tutta

una stagione in divenire, un
bivio che ha tanto le sembianze di un punto di non
ritorno. A meno che, non ci
sarebbe da stupirsi, la montagna partorisca il topolino,

in attesa della primavera.
Marco Sanfelici
(A sinistra Higuain e Douglas Costa;
qui sopra i tifosi Juve; in basso a
sinistra foto di gruppo bianconero)

In Europa Allegri ha superato Mourinho:
8 su 8 (e 22 vittorie su 40)

L

’attuale mister della
Juve, dopo la vittoria
di martedì sera al Pireo
contro l'Olympiacos, può
vantare uno score non indifferente: 8 qualificazioni
su 8 agli ottavi di finale di
Champions League e tutte consecutive, contro le
7, altrettanto consecutive, dell’attuale mister del
Manchester United alla
guida anche del Chelsea,
Inter e Real Madrid. 40
sono invece le panchine
raggiunte dal tecnico livornese in Champions
con la Juventus: 22 vittorie, 11 pareggi e 7 sconfitte.

Ecco le qualificazioni consecutive agli ottavi di finale:
14 Wenger (Arsenal dal
2003/04 al 2016/17)
8 Allegri (Milan e
Juventus dal 2010/11
al 2017/18)
7
Mourinho (Chelsea,
Inter e Real Madrid dal
2008/09 al 2014/15)
5 Benitez (Liverpool dal
2004/05 al 2008/09)
5
Ferguson (Manchester Utd dal 2006/07 al
2010/11)
(M. Fiandrino)

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Numeri e Statistiche

di Massimo Fiandrino

Mai tanti gol da 67 anni, sempre a segno da 44 gare (record)
Ben 41 reti per Higuain e compagni. Bianconeri avanti nella storia del derby d'Italia. Il bomber è Omar Sivori
JUVE-INTER 104 A 70
230 le sfide fra Juve e Inter in gare ufficiali (168 in
Campionato): 104 vittorie
Juve, 70 Inter e 56 pareggi.
329 i gol messi a segno dalla Juve nelle 230 sfide ufficiali contro l'Inter contro i
284 nerazzurri.
9-1 la sfida con il risultato
piu’ vistoso con l’incredibile vittoria della Juve datata
10/6/1961.
80 le vittorie della Juve
contro l’Inter nelle 168 sfide nei Tornei a Girone Unico, 46 i successi dei neroazzurri e 42 i pareggi.

BIANCONERI MAI COSÌ
TANTI GOL DA 67 ANNI
45 gol 1933/1934
44 gol 1950/1951
43 gol 1949/1950
41 gol 2017/2018
BOMBER DELLA SFIDA
(CAMPIONATO E COPPE)
SIVORI DAVANTI A
BONINSEGNA
13 Sivori (Juve), 12 Boninsegna (Inter/Juve), 10 Me-

azza (Inter/Juve), 9 Anastasi (Juve), Del Piero (Juve), 8
Lorenzi (Inter), 7 Altobelli

(Inter), Baggio R (Juve),
Boniperti (Juve), Ferrari
(Inter/Juve), Charles (Juve),
Cruz (Inter), 6 Causio (Juve),
Hansen (Juve), Nyers (Inter)
LE SFIDE A TORINO
(Girone Unico)
58 vittorie Juve con l’Inter
in 84 sfide a Torino in A,
le ultime due consecutive
(l’ultima il 05/02/2017 1-0,
Cuadrado al 45°).

15 i pareggi: l’ultimo del
6/1/2015 per 1-1 (Tevez al
5°, Icardi al 64°).
11 le vittorie 'corsare'
dell’Inter, l’ultima 3-1 il
03/11/2012 (Vidal (J) dopo
18 secondi, Milito (I) al 59°
rig. e 75° e Palacio (I) al
90°); i neroazzurri sono stati la prima squadra a violare lo Stadium interrompendo una sequenza positiva
bianconera (fra casa e trasferta) di 49 partite.
ALLEGRI PARI CONTRO
SPALLETTI
SPALLETTI KO 18 VOLTE
SU 23 CONTRO JUVE
5 i precedenti fra i 2 mister
in serie A, 2 vittorie a testa
e un pareggio. Nelle prime
2 sfide, nella prima stagione di Allegri in panchina
in A, Spalletti allenava la
Roma e Allegri il Cagliari.
14/12/2008 Roma-Cagliari
3-2; 10/05/2009 CagliariRoma 2-2; 24/01/2016 Juve-Roma 1-0; 17/12/2016
Juve-Roma 1-0; 14/05/2017
Roma-Juve 3-1.
20 i precedenti ufficiali di
Allegri in panchina contro
l'Inter, bilancio in parità: 8
vittorie, 8 sconfitte e 4 pareggi.
23 le sfide ufficiali di Spalletti contro la Juve (da mister Empoli, Sampdoria, Venezia, Udinese e Roma). La
tradizione gli è contro: 18
sconfitte, 3 pareggi e solo
2 vittorie (ultima 14/5/17
Roma-Juve 3-1)
11 MISTER SULLE DUE
PANCHINE
11 gli allenatori che hanno

allenato Inter e Juve ma
l’ungherese Jozsef Violak
(italianizzato nell’era fascista come Giuseppe Viola), Giovanni Trapattoni e
Alberto Zaccheroni si sono
seduti anche sulla panchina
della terza grande del calcio italiano: il Milan. Tra Inter e Juve si sono sdoppiati
(in ordine alfabetico) altri 8
mister: Carlo Carcano, Jesse Carver, Giovanni Ferrari,

Heriberto Herrera, Marcello Lippi, Rino Marchesi,
Aldo Olivieri e Claudio Ranieri
RECORD JUVE, A SEGNO
DA 44 GARE DI FILA
44 La Juve segna da 44
gare consecutive in campionato (101 reti), record nella
storia della A; l'ultimo digiuno il 22/10/2016 MilanJuve 1-0. Superata la Juve

di Conte, in gol per 43 turni
di fila
37 i punti conquistati dalla
Juve in questo campionato,
1 in più rispetto allo scorso
anno. Un anno fa i bianconeri erano in testa da soli
con 4 punti in più sulle seconde (Roma e Milan).
104 i gol di Higuain in serie
A (Napoli 71 e Juventus 33)
e 6 gol nelle ultime 6 partite.

Che strana l’Inter con gli occhi a mandorla
P

er tutti quelli che ancora hanno negli occhi
e nelle orecchie l’Inter del periodo Morattiano, questa cinese è una squadra a cui non
si è per nulla abituati. Rimane, certo, la storica rivalità tra le due tifoserie ma in sostanza
si tratta del solito storico sedimento delle
vicende degli anni passati, e non tanto delle
vicende del presente. Sono abbastanza lontani
ormai i piagnucolii degli ex dirigenti e dei tifosotti interisti, riguardo a supposte ruberie della Juve, la quale non avrebbe permesso all’Inter di essere per i secoli dei secoli la squadra
più forte di Milano, della Lombardia, d’Italia,
d’Europa, del Mondo e dell’Universo (nel senso scientificamente e astronomicamente più
ampio del termine). Fu in effetti scandaloso
non vedere giustamente premiati gli sforzi
atletici di D’Autilia, Dell’anno, Fadiga, Pistone,
Macellari, Gresko, Panchev, e via dicendo. Fu
in effetti scandaloso non vedere giustamente premiati gli esagerati sforzi economici di
un presidente a cui nessuno aveva spiegato
che comprare i cartellini dei giocatori non è
esattamente come comprare le figurine dei
giocatori. C’è qualche piccola differenza nei
costi, per così dire. Sono anche già abbastanza
lontani ormai, gli atteggiamenti boriosi quotidiani di tutto il club, a cui giustamente sarebbe
piaciuto vincere facile. Atteggiamenti arroganti
conditi da pasticci di telefonia, più tutto quello
che di insolito, fantasioso e pericoloso si può
ipotizzare di realizzare nel mondo del pallone.

Pasticci che poi, ad un certo punto, grazie ad
alcuni magistrati dalle qualità tuttora oscure,
cresciuti a pastiera, struffoli, pizza e mozzarelle di bufala (qualcuna magari con diossina,
chissà…) finalmente hanno permesso 4 anni
di soddisfazioni (oscure pure queste). Poi, finita la masturbazione e l’euforia, è stato necessario tornare alla realtà; realtà fatta di banche
che vogliono indietro il grano, e di portafogli
vuoti che sembravano gridare 'Basta! Non ne
posso più! La pacchia è finita!'. È così che è
iniziata la nuova fase dell’Inter con gli occhi a
mandorla (senza facili battute sul pollo servito
al ristorante cinese, per cortesia). È così che
è iniziata una sorta di nuova primavera (senza
facili battute sull’involtino servito al ristorante
cinese, per cortesia). Se esiste ancora un’Inter
è solo per la concretezza di investitori asiatici, che hanno lavorato con la giusta pazienza
e senza sperperare soldi. I tifosotti interisti
dovrebbero cercare di capirlo che nella fase
precedente sono stati bellamente usati e presi
in giro, con titolo/i a tavolino e costruiti su
misura. Ma ovviamente è una speranza vana:
gli onestoni longobardi sono duri di comprendonio, è un fatto noto. Ora, poverini, senza
nemmeno rendersene conto (come al solito),
si dovrebbero accontentare solo della squadra e soprattutto degli ottimi aiutini ottenuti
dalla Var, che pure quella, per la carità, te la
raccomando…
Antonio Catapano/'Crazeology'
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L'Analisi

Vincere e non convincere, questo è il dilemma!
L'Avvocato diceva: “Una cosa fatta bene può essere fatta meglio”. Dybala mal impiegato. Il rodomonte croato finalmente in panca

R

educe da due trasferte consecutive in ambienti notoriamente ostili
con in valigia lo scalpo del
Barcellona delle due Sicilie,
la qualificazione agli ottavi
di finale della Uefa Champions League e il morale
certamente rinfrancato per
essere riuscita, quantomeno
con i risultati, a rinvigorire
motivazioni che parevano
discretamente appannate,
il ritorno di Madama tra le
confortevoli mure casalinghe non potrà, ma soprattutto non dovrà, indurre rilassamenti di sorta, perché
all'orizzonte già si staglia la
sagoma storicamente sinistra della rivale italiana più
detestata (eufemismo), per
giunta in visita all'Allianz
Stadium con in pugno il bastone del comando e nella
mente la feroce volontà di
incrementare il vantaggio in
graduatoria sui campioni in
carica. Il letargo invernale
della competizione più importante, alla quale, ahimè,
la Juve concorre senza og-

gettive possibilità di successo, ma bensì con l'intento
di monetizzare al meglio la
partecipazione, consentirà
un'applicazione più metodica e fortemente orientata a
evitare un'abdicazione che,
a detta del suo stesso Direttore Generale, nonché Amministratore Delegato, costituirebbe un vero e proprio
fallimento della stagione.
Affinché questo non accada,
però, è cogente recuperare
negli scontri diretti quanto
lasciato per strada a beneficio di contendenti affatto
irresistibili, alle quali sono
stati concessi momenti di
effimera gloria principalmente per demeriti propri
e solo secondariamente per
meriti altrui. All'uopo, servirà una versione bianconera
diversa; tanto da quella che
ha violato il fatiscente impianto partenopeo ricorrendo a una condotta di gara,
segnatamente nella ripresa,
tesa alla commemorazione
di quel grande “catenacciaro” del passato che fu Nereo

Rocco, quanto dall'edizione,
fin troppo “Allegrotta”, per
definirla con un termine
coniato dal gestore del patrimonio tecnico, esibita al
Georgios Karaiskakis, ove
solo l'ottima prestazione di
Szczesny ha sopperito alla
cronica idiosincrasia per la
blindatura di partite già indirizzate verso una comoda
discesa. Il sacco di Napoli prima, e quello di Atene
poi, hanno ridato fiato alle
trombe della propaganda
di regime, secondo la quale il fine giustifica i mezzi,
specialmente quando si è
alle strette, ma resta il fatto
che Notre-Dame des Étoiles
anche prima di essere costretta dalle impellenze contingenti a prostrarsi davanti
all'altare della loro ineludibilità, ha indotto serie per-

l'obbliga a una dimensione
indefinita, ibrida, distante
da quel che non è più e non
ancora quello che la natura
del suo organico le chiede
di diventare, ci sarebbero
tutte; paradigmatica, al riguardo, la contesa del San
Paolo tra chi vorrebbe, ma
non può e chi potrebbe, ma
è obbligata a non volere...;
un autentico manifesto volto a illustrare con chiarezza
perché la Göeba è destinata a rimbalzare malamente
sulle orecchie del Coppone:
la laicità del calcio continentale aborrisce chi ancora non si è fatto una ragione che l'era del “Viva il
parroco” è terminata, e da
parecchio. I tredici minuti
iniziali dell'escursione campana hanno espresso con
tratto nitido e sicuro l'effige

plessità in ordine alla propria disposizione in campo e
alla gestione, tecnica e mentale, delle partite. Eppure le
possibilità e potenzialità per
infrangere il bozzolo che

della squadra che la critica
vagheggia e invoca da oltre
un biennio, cioè la proposizione del modulo detto ad
“Albero di Natale”, peraltro
del tutto in linea con la pe-

culiarità di stagione, e un
conseguente atteggiamento
prodromico all'ottimizzazione e valorizzazione delle risorse disponibili. Tutto questo, a scapito della rinuncia
a giocare appena maturato
un vantaggio minimo e a
favore di un controllo più
autorevole delle dinamiche
di gioco, nonché di una minor spremitura in mansioni svolte obtorto collo dal
talento più cristallino della
Casa, cioè Paulo Dybala, evidentemente sovraffaticato
dal troppo tempo speso nel
ruolo di mediano aggiunto.
Contro l'Inter, una formazione molto solida, con poche
alternative di manovra, ma
praticate con la lucida determinazione che Spalletti
è stato capace d'instillare a
una compagnia di giro, prima del suo avvento ridicola,
e oggi credibile, la Regina
dei campionati è chiamata a
vincere, come del resto sempre, ma convincendo, imponendo la propria indiscutibile superiorità alla luce di

scelte logiche, ergo con il
rodomonte croato relegato
in panca e tre centrocampisti di ruolo. L'auspicio è
quello di vedere la zebra divertirsi e divertire, giocando
bene, che è tutt'altra cosa
dal pretendere il bel gioco
o lo spettacolo; la differenza
è semplice, ma stranamente
incomprensibile ai più, forse
perché l'abitudine a raccogliere parecchio nei modi
in cui da anni si ottiene, ha
ottenebrato
l'aspirazione
all'eccellenza, il cui perseguimento viene ritenuto da
molti pregiudizievole al prodotto finale. “Una cosa fatta
bene può esser fatta meglio”, sosteneva l'Avvocato.
L'assioma è sempre attuale, per cui: chi ha potere di
provvedere, lo faccia! Augh.
Ezio Maletto
(Qui a sinistra Dybala
e Chiellini; in alto a sinistra
Massimiliano Allegri;
in alto a destra
Mario Mandzukic)

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Le Interviste

Francesco Bellomo:
“Sarà bianconero
il derby d’Italia”
F

rancesco Bellomo, attore, regista, sceneggiatore e anche produttore
teatrale. Lo abbiamo conosciuto al Teatro Gioiello di
Torino in occasione della
rappresentazione dell’opera “Il Berretto a Sonagli” di
Luigi Pirandello, di cui è lo
straordinario regista della
compagnia teatrale cui fa
capo Gianfranco Jannuzzo.
Ci siamo subito accorti della
qualità professionale e umana di questo personaggio.
Con lui abbiamo divagato
sul mondo artistico–teatrale ma anche sul calcio, del
quale manifesta un grande
trasporto. Si è discusso molto sulla Nazionale e sulla
delusione di non partecipare ai prossimi mondiali. Ma
la sua vera passione è la Juventus, squadra per cui fa il
tifo fin da bambino. Già, lui,
il calcio e la Juve, a partire
dalle sue radici che affondano nella bellissima Agrigento che gli ha dato i natali.
Così lo abbiamo intervistato proprio in occasione del
derby d’Italia per conoscere

meglio il tifoso che si riflette
nella sua radice juventina.
Qual è il tuo pensiero sulla
Juve in questo momento?
“Come accade tutti gli anni,
spero che la Juve sia in un
momento di risveglio. La
partita con il Napoli ha dato
segnali positivi e mi auguro
davvero che segua il percorso che in questi ultimi anni
ha fatto, cioè di una continuità di gioco e risultati che
coincidono con l’inizio delle
feste di Natale. In genere si
dice che il risveglio avviene
in primavera, ma la Juve ci
ha abituato al risveglio invernale”
Con sincerità, ti aspettavi
la vittoria contro il Napoli?
“Onestamente no, anche
perché mancando Mandzukic e con un Higuain non
in ottima condizione fisica,
pensavo che potesse scapparci un pareggio. Invece
c’è stata questa bellissima

sorpresa. Ma al di là del gol
fatto ho visto che la squadra
ha tenuto bene, cosa che
non aveva saputo fare in
precedenza. Ho rivisto bene
la difesa, un centrocampo
compatto e attento, con un
Douglas Costa finalmente ad
alti livelli. Speriamo che tutto questo sia anche beneaugurante per la Champions”
Molti discutono le scelte di Allegri nell’insistere
sempre su calciatori come
Mandzukic e Khedira, anche se stanchi o in forma
precaria...
“Ti faccio una similitudine
con lo spettacolo e la mia
professione di regista produttore. Quando preparo
uno spettacolo, tendenzialmente anch’io prediligo
l’utilizzo (che ogni tanto mi
viene pure contestato) delle
stesse persone. Posso quindi
comprendere che un allenatore abbia dei punti di riferimento non solo dal punto
di vista tecnico–tattico ma
anche umano. E’ una forma di fiducia reciproca che
posso capire a livello di pensiero, anche se certe scelte
insistenti possono rivelarsi
opinabili dal punto di vista
tattico. In fondo la Juve ha
un’ampia rosa di giocatori
ad alto livello, su cui Allegri
può contare in base a tante
situazioni che si vengono a
creare durante i numerosi
impegni”
Qual è per te il giocatore
più rappresentativo della
Juve?
“Sono molto legato a Buffon
come figura di campione e
capitano. Gli anni passano
ma Gigi continua a infondere tanta sicurezza e non
vedo nell’immediato futuro
un suo valido sostituto, visto
che Szczesny non mi entu-

siasma più di tanto. Mi piace
anche Dybala, anche se sta
attraversando un periodo di
forma precaria”
Cosa pensi della Juve di
Champions?
“Mi viene sempre in mente
la storica frase di Boniperti
“Vincere non è importante,
è l’unica cosa che conta”.
Per questo dico che arrivare in finale Champions è
importante ma è essenziale
vincerla. Stimo Allegri come
professionista, tuttavia, mi
piacerebbe che alla guida
della Juve ci fosse un altro
allenatore che potesse dare
alla squadra uno spirito di
carica agonistica e maggiore forza mentale nell’interpretare bene le finali”
E adesso il confronto con
l’Inter che è prima in classifica...
“Penso che con Spalletti (che non vorrei mai alla
Juve), l’Inter abbia trovato
l’allenatore giusto. La rosa
nerazzurra non è ancora a
livello di Juve o Napoli ma
Spalletti è stato in grado di
mettere ordine in una squadra che ormai da troppi
anni non era più all’altezza
del suo antico blasone. Tuttavia, sono convinto che la
Juve in questa partita possa
tirare fuori il carattere, la
grinta e la determinazione
per portare a casa l’intera
posta in palio”
Per quanto riguarda l'attività professionale, quali
sono i tuoi progetti immediati?
“Debutteremo con “Il sogno
di una notte di mezza estate” che sarà anche al Teatro
Alfieri di Torino a febbraio 2018. Poi sto curando
la regia dello spettacolo di
Giuseppe Manfrini che si intitola “La Partitella”, un racconto di ispirazione calcistica con Carmine Buschini, il
personaggio principale di
“Braccialetti Rossi”. E poi ho
appena ultimato lo spettacolo “Il Berretto a Sonagli” con
Gianfranco Jannuzzo che ha
riscosso un notevole consenso di pubblico. Insomma, un
periodo di attività particolarmente intensa. Ma la mia
Juve la seguo sempre...”
Salvino Cavallaro
(In alto da sinistra a destra:
Gaetano Aronica, Gianfranco
Jannuzzo e il nostro intervistato
Francesco Bellomo;
sotto al trio Gigi Buffon)

Ombretta Cantarelli:
“Grazie al Var basta veleni
tra Juve e Inter”

O

mbretta
Cantarelli,
moglie dell’attore siciliano Gianfranco Jannuzzo,
nasce a Milano. Una Milano
che adora fin da bambina perché qui si diramano
le sue radici, anche se nel
tempo si è pure innamorata
di Roma, città in cui abita
per diversi mesi dell’anno.
Un passato da modella con
molteplici sfilate di moda
che sono l’emblema della sua oggettiva bellezza,
cui traspare una sensibilità non comune. Ha anche
lavorato presso l’ufficio
stampa di Dolce & Gabbana come addetta alle relazioni esterne. Dopo pochi
anni Ombretta si inserisce
nel mondo della medicina
estetica. Attualmente lavora
presso un avviato studio nel
cuore di Milano. È anche
amministratrice della “Girgenti Spettacoli”, la società
che ha fondato assieme al
marito. Ma la vera passione
di Ombretta è il calcio, è la
fede sportiva verso la sua
squadra del cuore: l’Inter.
Un mondo che si tinge di nerazzurro fin da piccola, una
passione talmente radicata
che non le fa perdere neanche una partita in cui gioca
la sua squadra. Dentro questa passione interista c’è la
figura di suo padre che non
c’è più e che ricorda sempre con l’affetto che si lega
a ogni vittoria. Allo stadio o
in tv, Ombretta è sempre lì
a gioire e soffrire per la sua
squadra.
Ombretta, come ci si sente
da primi in classifica dopo
molto tempo?
“Mi piace stare con i piedi
per terra, il campionato è
ancora molto lungo e tutto
può succedere. Ma è evi-

dente che l’Inter ha cambiato gioco ed ha un allenatore molto bravo nel capire
bene l’ambiente, entrando
nella psicologia dei giocatori cui viene data la necessaria autostima. Spalletti
cura molto l’empatia con
la sua squadra, rendendo il
gruppo coeso e armonioso.
La piazza interista è molto
esigente, lui è l’allenatore giusto al posto giusto. A
parte Icardi che sta segnando tanti gol, vedo anche la
partecipazione
collettiva
dei difensori e centrocampisti alla finalizzazione del
gioco. Questo è positivo”
Quale significato ha il
5-0 inflitto al Chievo prima della partita contro la
Juve?
“La squadra è in salute, un
risultato così netto è emblema di grande autostima.
Ma dobbiamo essere misurati anche nell’entusiasmo,
perché vincere contro il
Chievo non è come vincere
contro Juve, Milan, Napoli o
Roma. Ogni partita fa storia
a sé ma fino a poco tem-

po fa l’Inter avrebbe fatto
male anche contro il Chievo. Questo mi fa pensare in
una maggiore maturità nel
ritenere che i campionati
si vincono anche contro le
squadre provinciali e non
solo con quelle blasonate.
La Juve è una signora squadra da sempre, ma se l’Inter dovesse vincere il confronto sarebbe come avere
incamerato un’autostima
pazzesca.”
Pensi che il merito di questa Inter sia di Spalletti? E
il derby d’Italia arriva al
momento giusto?
“Il merito è da ripartire
tra squadra e l’allenatore.

Come ti ho già detto, Spalletti è un grande motivatore, basti pensare come sta
recuperando
Ranocchia,
Santon e altri, che pur non
essendo titolari è come se lo
fossero. Il derby d'Italia arriva al momento giusto anche se uscire indenni dallo
Stadium - che per gli juventini rappresenta un tempio
e sembra esserci una magia
particolare - non sarà facile. Io non ci sono mai stata,
mi piacerebbe vivere questa esperienza. Mi sarebbe
piaciuto assistere proprio
al prossimo match ma sarò
a Palermo dove mio marito
Gianfranco Jannuzzo è impegnato per lavoro. Tuttavia, non perderò neanche
un attimo della partita che
vedrò sul mio IPad, magari nascosta in un angolo
del teatro. La Juve entrerà
in campo agguerrita e fin
da adesso mi sento tesa ed
emozionata. Giocare contro
la Juve per noi interisti è
una partita molto speciale”
Parlare di scudetto all’Inter ti sembra azzardato?
“Con scaramanzia ritengo
che l’Inter possa arrivare
tra le prime 4 squadre ma
non giocando le Coppe non
escludo che possa esserci
un vantaggio per sperare
in qualcosa di più. Obiettivamente penso che Juve e
Napoli siano meglio attrezzate di noi, tuttavia, se nel
mercato di gennaio i cinesi
si facessero avanti per migliorare la rosa non escludo che si possa fare ancora
meglio”
Juve-Inter è da sempre
l’emblema di antiche ruggini e antipatie. Questa
volta potremo finalmente
parlare di calcio giocato?
“Con il Var certe antiche
polemiche dovrebbero essere allontanate. Sono convinta di vedere una bella
partita di calcio giocato, in
cui si potrà disquisire su
fatti prettamente tecnici e
agonistici. L’Inter è in una
situazione fisica e mentale
splendida. La Juve, dopo la
vittoria a Napoli, si presenterà rinvigorita. Mi auguro
che vinca il migliore, cioè
l’Inter...”
(Salv. Cav.)
(In alto Ombretta Cantarelli
con al collo il ciondolo dell'Inter
e mentre solleva e bacia la
Champions League)

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Squadra Ospite

Spalletti, l’uomo chiave della rinascita interista
I

successi nel mondo del
calcio sono frutto di diversi fattori, alcuni dei quali
imprevedibili. Eppure pochi di questi hanno il peso
specifico e l’importanza che
esercita il lavoro dell’allenatore. Pensando, ad esempio, alla dolorosa esclusione dell’Italia dai mondiali,
abbiamo ancora tutti negli
occhi la triste metamorfosi
di cui è stata protagonista,
nel giro di pochi mesi, la
Nazionale, con il passaggio
dalla gestione di Antonio
Conte a quella di Gian Piero Ventura. Ma anche pensando all’attuale momento
dell’Inter, l’azione dell’allenatore è la chiave per comprendere la trasformazione
di una squadra che arriva

al Derby d’Italia da prima
in classifica e che, solo un
anno fa, annaspava in nona
posizione con 16 punti di
distacco dalla capolista.
Nonostante una campagna
acquisti estiva tutt’altro che
faraonica, Luciano Spalletti
ha ricostruito l’Inter dalle
fondamenta e ha strutturato una squadra solida, consapevole dei propri mezzi
e ben organizzata a livello
tattico. Una squadra capace

di stare in campo in maniera logica e di coinvolgere
tutti i giocatori in entrambe le fasi di gioco, cosa che
nell’era post Triplete non si
era ancora vista, se non a
tratti. Magie dell’allenatore
toscano, che, fin dai primi
giorni di ritiro precampionato, ha saputo riportare
entusiasmo all’interno di un
gruppo reduce da varie annate disastrose e convincere
tutti i calciatori sulla bontà
del suo progetto, tra i quali
Ivan Perisic, dato per sicuro partente in estate e poi
rimasto, con convinzione, in
maglia nerazzurra. Non solo
il primo posto in classifica,
ma anche la crescita esponenziale di molti calciatori
conferma l’ottimo operato di
Spalletti, come dimostrano i
casi di Santon, praticamente
sparito dal calcio giocato e
reinserito ora tra i titolari,
e di Candreva (foto a sx), in
grande ripresa rispetto alle
prestazioni altalenanti dello
scorso anno, ma anche quelli di D’Ambrosio, Gagliardini, Miranda, Nagatomo e
molti altri. Anche Icardi, che
pure in questi anni difficili
per l’Inter non ha mai fatto
mancare i suoi gol, è migliorato molto, sotto la nuova
gestione tecnica, in termini
di movimento senza palla,
di assist e di “lavoro sporco”, tanto che il capitano
nerazzurro si è reso protagonista di vari ripiegamenti
difensivi in tutto il corso di
questa stagione. Non deve
sorprendere, dunque, che
l’Inter abbia collezionato, nelle prime 15 partite,
18 punti in più dell’anno
scorso, se si considerano in
pieno i tanti meriti di Spalletti. Meriti che sono emersi
chiaramente anche domeni-

prime cinque squadre della
classe stanno mantenendo
una media punti altissima,
questi aspetti motivazionali
potrebbero rivelarsi decisivi nella lotta per entrare in
Champions League, che resta il vero obiettivo dell’Inter, o, guardando ancora più

su, in quella per lo Scudetto.
I nerazzurri affronteranno
questo super impegno senza
grandi modifiche di formazione, con la probabile conferma del 4231 e col rientro
degli squalificati Miranda e
Gagliardini e dell’infortunato Vecino, che dovrebbe

partire dal primo minuto.
Intoccabili Handanovic in
porta, Perisic, Candreva e
Icardi nel pacchetto offensivo e Å kriniar in difesa, che
è indubbiamente la grande
rivelazione di questo inizio
di stagione in casa Inter.
Alessandro Casali

TUTTI I NUMERI DI BOMBER MAURITO
ICARDI, GIUSTIZIERE JUVE
(E VIOLA)
ca scorsa in occasione della
gara interna contro il Chievo, quando i nerazzurri hanno vinto nettamente per 5-0,
nonostante mancassero tre
titolari. Il Derby d’Italia, insomma, non poteva arrivare
in un momento migliore per
l’Inter, che adesso è chiamata a non soffrire di vertigini
d’alta classifica e a dimostrare il suo valore contro
la Juventus, che proprio una
settimana fa, vincendo a Napoli, ha dimostrato di essere
ancora la squadra da battere, nonché la favorita per
lo scudetto. Questa sfida,
per quanto non sia ancora
decisiva per il campionato,
può rappresentare un punto
di svolta fondamentale lungo la strada che l’Inter sta
percorrendo per tornare a
certi livelli: se i nerazzurri
dovessero mancare clamorosamente l’appuntamento, potrebbero risentire a
lungo della sconfitta, ma
se, viceversa, riuscissero a
fare risultato, potrebbero
acquisire quell’entusiasmo
e quella consapevolezza
necessari per continuare a
mantenere questo rullino di
marcia impressionante. E in
un campionato dove tutte le

In 9 sfide di A con Sampdoria
e Inter, Icardi ha realizzato 7
gol alla Juve, quasi tutti decisivi. Solo alla Fiorentina, fra
le 25 squadre colpite almeno
una volta, ha realizzato più reti
(9, ben 7 nelle ultime 3 gare).
Buffon ha subito 4 gol dall'argentino, i primi il 6/1/2013,
quando la Samp violò lo Stadium grazie alla sua prima
doppietta (Juve-Samp 1-2).
L'Inter non aveva un bomber
così prolifico da quasi 60 anni
(dopo 15 gare iniziali), solo
Angelillo fece meglio: 21 gol
nel 1958/59. Tra poco Icardi
raggiungerà quota 100 gol in
A (ne mancano 3).

MAURITO, 7 RETI IN
9 MATCH CONTRO I
BIANCONERI

06/01/2013
Juve-SAMPDORIA 1-2 (2
reti, 53° e 69°)
18/05/2013
SAMPDORIA-Juve 3-2 (75°)
14/09/2013
INTER-Juve 1-1 (73°)
16/01/2015
Juve-INTER 1-1 (64°)
16/05/2015
INTER-Juve 1-2 (9°)
18/09/2016
INTER-Juve 2-1 (68°)

INTER, DOPO 15 TURNI
MEGLIO DI LUI SOLO
ANGELILLO

21 reti Angelillo (1958/59);

BOMBER SERIE A DOPO 15
GIORNATE

21 Angelillo (Inter) 58/59; 18
Boffi (Milano) 39/40; 17 Borel
II F. (Juventus) 33/34; Guaita (Roma) 34/35; Montouri
(Fiorentina) 58/59; 16 Meazza
(Ambrosiana) 33/34; Puricelli
(Bologna) 40/41; Manfredini
(Roma) 60/61; Signori (Lazio)
92/93; Toni (Fiorentina) 05/06;
Icardi (Inter) 15/16.

INTER PIÙ 18
16
Meazza
(Ambrosiana 1933/34) e Icardi
(2017/2018); 15 Meazza (Ambrosiana 1935/36), Quaresima
(1947/48), Wilkes (1950/51),
Boninsegna (1971/72); 14 Boninsegna (1970/71) e Adriano
(2004/05).
16 i gol di Icardi (1 tripletta
e 5 doppiette in questo torneo e 5 gol ultime 3 gare); il
capocannoniere argentino e
Perisic (7) la coppia-gol più
prolifica, 23 gol in due.
97 le reti di Icardi: 10 con la
Samp e 87 con l'Inter; ha raggiunto Charles a 97, insegue a
98 Angelillo e Sormani.

HA EGUAGLIATO CORSO
NEI BOMBER INTER

284 Meazza (408 presenze);
209 Altobelli (466); 171
Boninsegna
(281);
160
Mazzola (565); 158 Cevenini
(190); 143 Lorenzi (314); 133
Nyers (182); 123 Vieri (190);
106 Aebi (142); 94 Corso
(502); 94 Icardi (161)

39 i punti dell'Inter, imbattuta
con 12 vittorie e 3 pari. Eguagliato il primato nerazzurro
da quando la vittoria vale 3
punti (sempre 39 punti nel
2006/2007 dove l'Inter chiuse
con un record personale: 97
punti, meglio sola la Juve di
Conte 2013/2014, 102 punti).
18 i punti in più per i neroazzurri rispetto allo scorso
anno, la squadra che ha fatto
meglio. Un anno fa erano al
10° posto con soli 21 punti.
73 i turni dopo i quali l'Inter
ritorna capo-classifica. La precedente volta in testa dopo
18 giornate era il 6 gennaio
2016 con Roberto Mancini.
0 i cartellini rossi: Inter unica
squadra delle 20 del campionato che non ha subito espulsioni.
4 le squadre imbattute nei
principali 5 tornei: Inter, Barcellona, Atletico Madrid e
Manchester City.
(M. Fiandrino)

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Dicembre Juve

La conquista di Tokio e l'esordio di Parola
Bianconeri campioni del mondo nel 1985. Nasce la zona Cesarini nel 1931. Il ricordo di Alessio e Riccardo
1 dicembre 1929
In occasione di Italia Portogallo (6-1) del 1929,
esordisce in nazionale lo
Juventino italo-argentino
Raimundo Orsi. Marcatori
di giornata sono: Mihalic
(2), Baloncieri, Sallustro
e naturalmente Orsi che
esordisce in azzurro con
una doppietta.

lo vedrà prima giocatore
poi allenatore sempre con
ottimi risultati.

4 dicembre 1994
Vialli supera il muro dei
100 goal in serie A, la partita è l’indimenticabile Juventus-Fiorentina (3-2), con
i bianconeri in svantaggio
di 2 reti, rimonta con Vialli
e goal vittoria splendido di
Del Piero.
2 dicembre 1973
Una domenica di campionato strana. Per la prima
volta è vietata la circolazione alle auto, dovuta alla
crisi petrolifera, i tifosi s’inventano i mezzi di trasporto
più strani per raggiungere
gli stadi, dai mezzi usuali
come il tram alle biciclette
ai cavalli: tutto serve. La
Juve vince con un sonante
5-1 casalingo sul Verona
con gol di Cuccureddu (2),
Causio, Bet (aut.) e Bettega.
Per Claudio Gentile esordio
in campionato con la Juve.

3 dicembre 1939
Esordio nella Juventus e
nella massima divisione per
l’elegante centrocampista
Carlo Parola, sarà per lui
l’inizio di una carriera legata sempre alla Juve che

6 Dicembre 1907
Nasce ad Alessandria Giovanni Ferrari. Perfetto in
fase di recupero e rilancio dell’azione, disegna sul
campo geometrie che ne
fanno una “icona” del calcio italiano oltre che il più
titolato: 8 scudetti e 2 mondiali (1934-1938). Ferrari
muore a Milano nel 1982
pochi giorni prima del suo
75° compleanno. Nella Juve
5 scudetti (1931/1935) più
Coppa Italia 1942; 2 scudetti nell’Ambrosiana Inter, 1 a
Bologna.
7 dicembre 1956
Per il Torneo Riserve
all’epoca denominato “Cadetti”, la Juve affronta il
Vigevano rinforzata da vari
elementi della prima squadra come Robotti, Garzena,
Oppezzo, Hamrin, Colombo, Voltolina. Partita a senso unico con netta vittoria
3-0: gol di Hamrin (che
fallisce un rigore), Caroli e
Dell’Omodarme.

4 dicembre 1955
Esordio in campionato con
i colori della Juve per il
giovane portiere Giuseppe Vavassori, la partita è
Napoli-Juventus disputata
sul neutro di Bari: 1-1 con
goal bianconero del centravanti brasiliano Leonardo
Colella.
5 dicembre 1971
Derby infuocato, vinto dalla Juventus (2-1): vantaggio
con Anastasi, poi pareggio
del granata Ferrini e gol

vincente di Capello. Stadio
Comunale esaurito e record
d’incasso in campionato
con 133.453.000 milioni di
lire.

8 dicembre 1985
Juve campione del Mondo a
Tokio nella finale di coppa
Intercontinentale battendo
l’Argentinos Juniors 6-4
ai rigori. In vantaggio con
Platini, pareggio e sorpasso
degli argentini, agguantati

romeni non era stata pulita.
Così il Cluj non era riuscito
a sviluppare un’azione che
fosse una.

da Laudrup. I tempi supplementari non schiodano il
risultato, decidono i rigori:
Brio goal, Cabrini goal, Serena goal, Laudrup parato,
Platini goal.
9 dicembre 1962
Esordio in campionato ed in
Serie A per Giovanni Sacco.
Il giovane mediano astigiano, nativo di San Damiano,
esordisce a diciannove anni
in Palermo-Juve 1-1 (goal
bianconero di Sivori).

11 dicembre 1996
La Juve recupera la partita di Campionato ad Udine
contro l’Udinese, spettacolo
e goal (4-1) con reti di Boksic, Del Piero (2 su rigore)
e Deschamps. Con questa
vittoria la Juve raggiunge il
vertice della classica con 25
punti, segue la rivelazione
Vicenza a quota 22.
12 dicembre 1946
Netta affermazione bianconera sull’Inter (4-1), protagonista della partita l’ala
cecoslovacca
Korostolev
autore di una doppietta,
le altre marcature sono di
Magni e Sentimenti III.
13 dicembre 1931
Nasce la zona Cesarini: si
disputa a Torino l’incontro

10 dicembre 2013
Champions: GalatasarayJuve 0-0 sospesa al 31° per
neve, tormenta e gradine,
partita ripetuta dal 31° il
giorno dopo. Termina 1-0
per i turchi con gol di Sneijder all’85° e Juve eliminata. Furbata del Galatasaray
allenato da Mancini: rovinata apposta la metà campo dove attaccava la Juve. A
destra il prato è abbastanza verde e la palla scivola.
Dall’altro lato una palude
di fango segnata da linee
orizzontali, come piccoli
canali. Il motivo è quello
denunciato invano l’anno
prima dall’allenatore del
Cluj, Andone, sempre in
Champions: sotto una forte
pioggia, nell’intervallo la
parte in cui attaccavano i
tra le nazionali dell’Italia e
l’Ungheria, al 90° le squadre sono sul 2-2, il bianconero e nazionale Cesarini si
inserisce in attacco e riesce
a segnare proprio a tempo
scaduto tanto che l’arbitro
non mette neanche il pallone a centrocampo per la
ripresa del gioco. Da allora
ogni rete negli ultimi minuti
o a tempo scaduto viene definita rete in zona Cesarini.

13 dicembre 1997
Muore per una rara forma
di cancro nonostante le
cure in centri specializzati
negli Stati Uniti, Giovanni
Alberto Agnelli detto “Giovannino”, nato a Milano il
19 Aprile 1964
14 dicembre 1952
La Juve campione in carica
butta al vento la vittoria a
Busto Arsizio contro la Pro
Patria.
In vantaggio al termine del
1° tempo 3-1 grazie a Hansen (2) e Carapellese, nella
ripresa subisce il gol del
momentaneo 3-2.
Poi è espulso Settembrini
dopo battibecco con Boniperti ed infine usufruisce di
un rigore che la porterebbe
4-2: calcia Vivolo ma il portiere respinge.
Gol sbagliato, gol subito:
termina così 3-3 una partita dominata dai bianconeri.

15 dicembre 2006
Sono morti dopo essere
scivolati in un laghetto artificiale, inseguendo quel
pallone che, fino a ieri, rotolava insieme ai loro sogni.
Riccardo Neri, toscano, e
Alessio Ferramosca di Torino, entrambi diciassettenni,
portiere e centrocampista,
avevano appena finito l’allenamento della squadra
«Berretti» della Juventus,
nel centro sportivo di Vinovo.

Foto e testi di
Ermanno Vittorio

(Nella prima colonna da sx:
Orsi/Munerati e Parola; nella
seconda: Vialli e Ferrari; nella
terza: la copertina di Hurrà
Juventus con la vittoria di
Tokio e il portiere Vavassori;
nella quarta gagliardetto della
finale di Tokio; nella quinta:
striscione in ricordo di Alessio
e Riccardo e Giovanni
Alberto Agnelli)

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Calcio Femminile

Altro big-match: a Vinovo arriva la Fiorentina
Dopo il Brescia le 'women' affrontano le viola. In serie B bianconere impegnate nel derby

S

i fa calda l’atmosfera in
casa bianconera, perché
dopo il poker schiacciante
firmato Boattin, Franssi,
Galli e Bonansea, inflitto
alle bresciane nel pomeriggio di sabato scorso e il
conquistato primato in classifica strappato dalle bianconere, adesso la Juventus
ci crede sul serio ma per
realizzare davvero questo
sogno l’imperativo assoluto
è solo uno: non sbagliare.
In quest’ottica determinante sarà la partita di venerdì sera, quando alle 20.30
l’Ale&Ricky di Vinovo si
trasformerà nel set di un altro meraviglioso spettacolo:
quello tra Juventus e Fiorentina, l’altra grande potenza di questo campionato. Una partita, certo, non
facile ma che le bianconere,

battendo il Brescia, con il
quale dividevano il primato in classifica, hanno dato
prova di poter affrontare
nel migliore dei modi sia a
livello fisico che mentale.
L’unico timore è quello che,
galvanizzate dall’importante prestazione di sabato, le
Ladies possano accusare

la stanchezza e peccare un
po’ di presunzione tanto più
se si considera che di fronte avranno una Fiorentina,
che quest’anno ha perso
punti importanti in partite
che sulla carta si presentavano facili per le ragazze di
mister Sauro Fattori. Un errore che però non bisogna
assolutamente
compiere
per almeno due motivi: in
primo luogo perché le violette vantano un organico
di tutto rispetto pronto a
risvegliarsi da un momento
all’altro, che permette loro,
nonostante il quarto posto
in classifica, di rimanere
assolutamente in corsa per
lo scudetto; in secondo luogo non va dimenticato che
il Brescia aspetta proprio
un passo falso delle bianconere per tornare in testa
alla classifica. Occhi puntati quindi sull’ultima partita
di campionato prima della
pausa natalizia. Fine settimana amaro invece quello
della Juventus di serie B,
che dopo la scia positiva
delle ultime settimane, che
ha fatto assaporare il sapore di un preziosissimo terzo
posto, incappa nel posticipo di domenica scorsa in
un'amara sconfitta contro il
Ligorna. Finisce 2 a 0 infatti

la trasferta di Genova, che
costa cara alle bianconere, che scivolano al quinto
posto in classifica e quindi
automaticamente in zona
retrocessione, se si considera che, secondo le nuove
direttive, soltanto le prime
tre si salvano, con la prima
che viene automaticamente
promossa in serie A. Probabilmente un calo di concentrazione quello accusato
dalle bianconere di mister
Serami, che potrebbero
aver risentito della grande
tensione che questa competizione arreca e anche di un
po' di stanchezza fisica, che
si è manifestata palesemente durante l’ultimo impegno
di campionato. Ma nulla di
irreparabile è successo in
casa delle liguri, perché il

campionato è ancora lungo e la Juventus, in quanto
tale, combatterà fino alla
fine per onorare questi colori. Inizierà a farlo proprio
a partire dalla prossima
partita, domenica, in casa
contro il Torino, nono in
classifica, in un derby 'rosa'
della Mole tutto da vivere

per le emozioni forti che sicuramente regalerà

Desiree Capozio

(In alto a sx e qui sopra
le ragazze della Juventus
Women; in basso a sx Barbara
Bonansea, bomber delle
Women, nella sfida contro
la Roma; qui sotto la A.S.D.
Femminile Juventus Torino)

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Sport Vari / Basket

'Sliding Doors' per l'Auxilium Torino
Al PalaRuffini contro la corazzata Milano per dare una 'svolta' alla stagione gialloblu

U

n finale di settimana
all'insegna della sfida
Torino - Milano. Se il sabato sera va di scena il derby d'Italia calcistico con la
Juventus chiamata a confermare la ottima prova
napoletana affrontando la
momentanea capolista Inter, la domenica è invece il
turno della Fiat Auxilium
Torino incrociare la palla a spicchi del basket con
la corazzata dell'Emporio
Armani Milano. Anche in
questo caso un match forse
non così blasonato come la
sfida pallonara, ma di certo
prestigioso e sentito. Una
Auxilium Torino che si presenta al PalaRuffini non in
quelle condizioni di forma
che dall'inizio di campionato l'avevano portato fino
al secondo posto dalla vetta del campionato e ad una

sola vittoria dal passaggio
del turno in Europa. La duplice sconfitta con Cantù e
Pistoia più che minare le
certezze con cui i giocatori
gialloblu si presenteranno
al PalaRuffini è stato forse
la spia di qualcosa che ha
cominciato ad incepparsi
da qualche tempo a questa
parte. La sosta per la nazionale non ha poi portato
i benefici sperati. Tante le
ipotesi che si possono avanzare per un osservatore
esterno dello spogliatorio.
Forse un calo di forma fisiologico in una stagione
lunga e che prima o poi
tutti i roster dover affrontare momenti in cui gambe
e braccia non girano a dovere. Forse tanta fatica da
assorbire dopo un avvio di
stagione a mille che ha visto
Torino tornare a correre e

saltare sui parquet del basket europeo. Forse anche
di qualche giornata sottotono che a turno si sono presi
i giocatori più quotati, pur
dovendo rilevare che mai

come quest'anno il parco
giocatori a cui può attingere coach Banchi è sicuramente più lungo e completo
di quelli finora visti sotto
la mole. Forse, e questo lo

diciamo sottovoce al fondo
di una carrellata di ipotesi
sicuramente incompleta, la
compresenza di tanti "giocatori di peso" all'interno
dello spogliatoio, Patterson
e Vujacic su tutti, ha iniziato a vedere qualche muro
portante di coesione scricchiolare. Qualche navigato
esperto di basket ha iniziato a vedere un pallone che
non prende certe direzioni
di passaggio o situazioni
che danno a pensare come
a coach Banchi non manchi
il lavoro da fare nel chiuso
di una palestra di allenamento o dello spogliatoio.
La prova con Milano, già
importante di suo, diventa
quindi ancora più carica di
valore, non tanto per il valore dei due punti in palio, ma
per riprendere quell'unica
strada che può dare a To-

rino tutte quelle possibilità
che quest'anno sono tra le
corde di questa squadra. Il
roster di Milano ed il blasone del team non mancheranno di fornire le giuste
motivazioni aggiuntive per
una partita che sulla carta si presenta ardua come
scalare l'Everest. La Torino
di Venezia e di Zagabria ha
tutti i numeri per mettere in
seria difficoltà i meneghini,
pur scontando la differenza
di peso e centimetri sotto
canestro. La Torino di Cantù e Pistoia rischia invece
una pesante delusione tra
le mura amiche. Fortunatamente la chiave per una
porta piuttosto che un'altra
non si trova in un fato dispettoso ma è saldamente
in mano ai giocatori dello
spogliatoio GialloBlu.
Dan Morino

Bike Passion. Una storia a due ruote
Al Museo dei Campionissimi di Novi Ligure la mostra della 'Galleria Campari'

G

alleria Campari, in seguito al grande successo di critica e pubblico, apre
la mostra “Bike Passion.
Dagli Album Campari una
storia a due ruote”. Dal
7 dicembre al 18 febbraio
2018 "Bike Passion" racconterà (al Museo dei Campionissimi di Novi Ligure)
come in un diario di viaggio,
la profonda passione sportiva per alcune delle corse
ciclistiche più celebri d’Europa. Il percorso espositivo
prende avvio da una trentina di fotografie d’epoca cu-

stodite negli album degli Archivi Campari. Le immagini
ripercorrono l’arco temporale dagli anni '30 agli anni
'60, in cui il marchio Campari ha seguito ciclisti del
calibro di Coppi, Girardengo, Cinelli, Moser, Anquetil,
Baldini, Gaul, Magni, nelle
tappe del Giro d’Italia, Giro
dei Tre Mari e in quelle
del Gran Premio di Lugano, diventando, da sponsor
delle manifestazioni, vero
e proprio compagno delle
imprese di una delle discipline sportive più onorate

al mondo. Oltre alle fotografie d’epoca, si affiancano le
grafiche pubblicitarie originali, firmate da Franz Marangolo e autori degli anni
'50 e '60 che propongono
una storia fatta di brillanti
intuizioni e strategie comunicative
d’avanguardia.Il
filone è sempre l’immagine
della bicicletta, contestualizzata nella vita quotidiana
e rappresentata anche con
raffinate silhouette, nelle
sorprendenti otto tavole originali di Ugo Mochi che si
divertì ad illustrare l’evoluzione del mezzo di trasporto
più innovativo e popolare
del '900. Una sezione del
percorso sarà dedicata al

mito della bicicletta nel cinema e nella letteratura.
Una mostra particolare, nella terra che ha dato i natali
ai campioni del ciclismo entrati nella leggenda. Il Museo custodisce, nello spazio
museale più grande d’Europa, le biciclette che hanno
scritto pagine memorabili
dello sport e memorabilia
che raccontano le imprese e
la vita di uomini eroici.
Museo dei Campionissimi
Inaugurato nel 2003 e realizzato dal Comune di Novi
Ligure grazie all’intervento
di Unione Europea, Regione Piemonte, Provincia di
Alessandria e Fondazione

Museo della Bicicletta, è
considerato il più grande
omaggio alla storia della
bicicletta e del ciclismo, oltre che un modo per ricordarne i protagonisti novesi
che ne hanno ispirato l’idea:
Fausto Coppi e Costante Girandengo. Il museo è stato
allestito all’interno di un capannone industriale di inizi
'900 accanto al centro della
città. Nel suggestivo allestimento di Mauro Porta il
museo è “sospeso” al limite
della scalinata all’ingresso,
una speciale pista centrale

divide e organizza lo spazio
espositivo ma soprattutto
rappresenta
l’evoluzione
del “fondo stradale”: dalla
terra battuta all’acciottolato, all’asfalto, fino ai moderni materiali delle piste da
ciclismo. 40 le biciclette che,
poggiando su fondi diversi,
raccontano l’evoluzione tecnica della bicicletta, dal primo esemplare in legno sul
modello disegnato a fine del
'400 da Leonardo da Vinci
fino agli ultimi prototipi al
titanio.
Paolo Rachetto

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Spettacoli e cultura
L'Oroscopo



A cura di Elis

 ARIETE (21/03-20/4)
Venere e Mercurio vi renderanno scoppiettanti e pieni di
vitalità. Consentendovi di chiudere in positivo tutti i progetti in
attivo. Inoltre promettono risultati eccellenti. Vi incuriosisce un
nuovo rapporto.

CLAUDIA LIGORIO
È 'MISS JUVETORO'

 TORO (21/04-20/05)
Siete golosoni! Vi abbandonate con particolare piacere alle follie
della tavola. Attenzione alla linea.
Sarà però Saturno a moderare i vostri eccessi. Un consiglio: non
ostinatevi su persone che non fanno per voi.

 GEMELLI (21/05-21/06)
Passate un periodo di nervosismo, è causa di Mercurio che vi
toglie un po' di equilibrio. Ma estraendo il classico coniglio dal
cilindro riuscirete a sistemare tutto. Sorridete un po' di più.
 CANCRO (22/06-22/07)
Alcune complicazioni di ordine pratico potrebbero mettervi
alle strette, ma non c'è bisogno di agitarsi: ne verrete a capo
brillantemente. Fidatevi del vostro fiuto.

 LEONE (23/07-23/08)
Sarete simpatici e spigliati, e diventerete gli animatori delle
serate con i vostri amici. Gratificazioni in vista.
 VERGINE (24/08-22/09)
Mettete da parte l'orgoglio e avrete uno spirito più lieto.
Una volta tanto mettete da parte i vostri impegni e ritornate
bambini. Possibili battibecchi in famiglia.

 BILANCIA (23/09-22/10)
Allegri e in ottima forma potrete concedervi ciò che più
desiderate. Novità in arrivo vi consentiranno di viverle con
gioia. L'amicizia abbellisce la vostra vita di vero calore umano.
 SCORPIONE (23/10-22/11)
Tutto quello che toccate diventa oro. Marte e Giove, in ogni
situazione, vi rendono come re Mida! Riuscirete anche a
togliervi qualche sfizio.

 SAGITTARIO (23/11-21/12)
Risoluto, energico e pieno di desiderio e impegno. Godrete di
una preziosa carica di energia da non disperdere in mille rivoli.
Canalizzatela verso mete raggiungibili e concrete. Il regalo più
bello sarà l'approvazione che riceverete.
 CAPRICORNO (22/12-20/01)
Iniziate la giornata sottotono, ma poi, ritroverete vivacità e
allegria. Grazie anche a Saturno che tornerà a valorizzare la
vostra spiccata intelligenza. Senza però rendervi troppo seri.
 ACQUARIO (21/01-19/02)
Gli astri promettono gratificazioni, ma vi chiedono anche di
applicarvi per chiudere le questioni in sospeso. Comunque
Mercurio e Venere vi alleggeriscono la vita: rilassatevi i famiglia
e in allegria.

 PESCI (20/02-20/03)
La stanchezza si fa un po' sentire, ma per fortuna gli affetti vi
daranno modo di rilassarvi. Saturno poi torna positivo e questo
vi rende grintosi e sicuri di voi.

PER LA TUA PUBBLICITÀ SU

TELEFONA

011 0371291

SCRIVI amcsrls@yahoo.it

Miss 'JuveToro' di questo numero
è Claudia Ligorio, 17 anni,
studentessa che frequenta il quarto
anno del liceo linguistico. Alta 1,74
cm, fin da piccola ha avuto la passione
per la moda. Claudia, al primo anno
di concorsi con la 'Union Model' di
Dante Zanetti, ha partecipato alla
finale nazionale di 'Miss Grand Prix'
ed è entrata nelle 15 finaliste. Da
settembre, eletta 'Miss Moncalieri', la
sua passione è viaggiare, ha praticato
equitazione e vorrebbe diventare
modella e/o fotomodella.

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Spettacoli e cultura

'Grease', il grande musical senza tempo
In scena al teatro Alfieri per il cartellone 'Il Fiore all’occhiello' di 'Torino Spettacoli'

U

n'edizione speciale per
festeggiare 20 anni di
"Greasemania" in Italia. Dal
5 al 10 dicembre per il cartellone "Il Fiore all’occhiello" di
'Torino Spettacoli', va in scena, al Teatro Alfieri di Torino,
"Grease", il grande musical
di un'intera generazione, per
la regia di Saverio Marconi.
Produzione Compagnia della
Rancia. In questa edizione
speciale protagonista assoluto sarà Guglielmo Scilla, conosciuto sul web anche come
Willwoosh, che dal successo
della rete ha collezionato
importanti esperienze in TV
("Pechino Express"). Ad interpretare il protagonista del
musical Danny Zuko, leader

dei T-Birds, al suo fianco Lucia Blanco ("A Chorus Line",
"La Bella e la Bestia", "Mamma Mia!", "La febbre del sabato sera", "Dirty Dancing"
e "Footloose") vestirà i panni di Sandy, la ragazza acqua e sapone, come Sandra

Dee e Doris Day, che arriva
a Rydell e per riconquistare
Danny dopo un flirt estivo si
trasforma diventando sexy e
irresistibile. Insieme a loro,
Kenickie, la ribelle Rizzo, i
T-Birds, le Pink Ladies e gli
studenti dell’high school più

celebre. Sarà Nick Casciaro,
dopo le esperienze musicali
a "Italia’s Got Talent" e "Amici", ad interpretare il doppio
ruolo di Vince Fontaine e
Teen Angel. Scritto da Tom
Kitt and Brian Yorker per
"Grease Live!", per la prima
volta al mondo è stato inserito in una versione teatrale
su concessione di Warner
Chappell, con la traduzione
di Franco Travaglio, che firma le liriche italiane insieme a Michele Renzullo. Un
fenomeno mediatico che si
conferma a ogni replica (più
di 1.600, per oltre 1.700.000
spettatori). Il regista Marconi, pur conservando gli ingredienti che hanno reso "Grea-

se" un successo senza tempo,
per questa edizione speciale
propone una nuova lettura di
alcuni momenti. Il team comprende oltre 60 persone tra
cast, creativi, tecnici e organizzativi impegnati in questa
magia coloratissima che si
ripete ogni sera. Una colonna sonora strabiliante, coreografie irresistibili, piene di
ritmo ed energia: in 20 anni
di successi in Italia si è trasformato in una macchina da
applausi, cambiando il modo
di vivere l’esperienza di andare a teatro. Oggi 'Grease' è
una festa per trascorrere due
ore spensierate e scatenarsi
a ballare: un inno all'amicizia, agli amori indimenticabi-

li e assoluti dell'adolescenza,
oltre che a un'epoca - anni
'50 – che oggi come allora
rappresentano il simbolo
di un mondo spensierato e
di una fiducia incrollabile
nel futuro e nel progresso.
Alla vigilia dei 40 anni del
film, sono sempre di più i
giovanissimi che si lasciano
conquistare dalla “greasemania” a ogni passaggio tv
del cult con John Travolta e
Olivia Newton-John e a teatro, dove si vedono tra il
pubblico scatenarsi insieme almeno tre generazioni.
Paolo Rachetto
(Foto Francesco Prandoni)

Anche durante le feste è 'Black&White Times'
Continua sino a febbraio, allo Juventus Museum, la mostra curata da Walter Veltroni

C

ontinua sino al 28 febbraio 2018, allo Juventus Museum, la mostra
curata da Walter Veltroni
che celebra i 120 anni della Juventus ripercorrendo
la storia del logo societario attraverso un parallelismo con i cambiamenti dei
modi di vivere, pensare e
comunicare. "Black&White
Times – Veltroni mette in
mostra 120 anni di Juventus” sta ricevendo un
buon successo di pubblico
ed il numero dei visitatori
potrebbe salire in maniera esponenziale durante
le imminenti feste di fine

anno. Il percorso espositivo
parte con il Primo Novecento, con lo scudetto del
1905, gli anni del primo
volo dei fratelli Wright, la
Belle Epoque e la fondazione della Fiat. Gli anni
Venti vedono l'affermazione dei regimi totalitari in
Europa e nel 1923 la famiglia Agnelli acquista la
Juventus con Edoardo che
ne diventa presidente. Nei
Trenta il primo ciclo vincente della Juve, il 'quinquennio d'oro' accompagnato da Picasso, Magritte
ed Ernst. Dal 1940 al 1970
si celebra la presidenza di

Umberto Agnelli con i sei
scudetti conquistati grazie alle prodezze di Sivori,
Charles e Boniperti. L'excursus storico di questo
trentennio svaria dalla seconda guerra mondiale ai
Beatles, passando per la
tv e lo sbarco sulla Luna.
Il salto nei Settanta vede
la tv a colori sposarsi con il
nuovo ciclo vincente guidato da Boniperti in versione
presidente con protagonisti Zoff, Gentile, Cabrini,
Causio, Tardelli, Rossi e
capitan Scirea. Negli Ottanta ecco l’arrivo di Platini, Boniek e Laudrup, della
prima tragica Coppa Campioni vinta all’Heysel, la
nascita del web che segna
una svolta epocale nella
vita dell’uomo. Lo sviluppo
di computer e cellulari e la
globalizzazione connotano
il periodo 1990-2003 insieme con il ciclo di Lippi
sulla panchina bianconera
con la Champions vinta a
Roma. Il percorso si chiude
con il presente, gli ultimi
15 anni in cui la Juve cono-

sce la rinascita dopo la B.
Con Andrea Agnelli, Conte
e Allegri arrivano 6 scudetti consecutivi e una rinnovata immagine societaria,
oltre che Facebook (2004)
e il terrorismo internazionale.
Marco Venditti
Giovanni Rolle
(Foto GETTY IMAGES)

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Direttore Responsabile
Roberto Grossi
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Hanno collaborato
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CHIUSO IN REDAZIONE ALLE ORE 17 DI MERCOLEDÌ 6 DICEMBRE 2017


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