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Progetto Osservatorio Fenomeno NAO anche in Lombardia .pdf



Nome del file originale: Progetto Osservatorio Fenomeno NAO anche in Lombardia.pdf
Autore: Goldm

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Progetto Osservatorio Fenomeno NAO
anche in Lombardia
NUOVI ANTICOAGULANTI ORALI, fondamentale il ruolo dei Centri e il
networking con territorio e MMG per una gestione ottimale della terapia

Prosegue in Lombardia l’”Osservatorio Fenomeno NAO”, il progetto promosso da Daiichi Sankyo
per aiutare le regioni italiane a garantire sostenibilità ed efficienza al nuovo sistema terapeutico.
Dalla tavola rotonda di Milano, apertura di un dialogo con amministrazioni e associazioni pazienti, al
fine di ottenere il riconoscimento formale del ruolo dei centri di gestione della terapia anticoagulante
e l’implementazione del networking tra Centri e territorio.
19 dicembre 2017 – Dopo l’apertura in Veneto, prosegue in Lombardia l’Osservatorio Fenomeno
NAO, il progetto promosso da Daiichi Sankyo per aiutare le regioni italiane a garantire sostenibilità ed
efficienza al nuovo sistema terapeutico, e che coinvolgerà in questa prima fase anche Toscana, Emilia
Romagna e Lazio, con l’obiettivo di favorire la diffusione di una appropriata gestione dei NAO,
migliorare la compliance e l’aderenza del paziente, diminuire le aree di rischio, e supportare il
controllo della spesa sanitaria.
A quattro anni dall’ingresso nel panorama terapeutico italiano dei nuovi anticoagulanti orali, infatti, si
riscontra chiaramente l’esigenza di una ripianificazione delle strategie cliniche e organizzative,
soprattutto per i Centri per la gestione della terapia anticoagulante, anche in considerazione del futuro
calo di prescrizioni degli AVK, che con ogni probabilità resteranno terapia elettiva per quei pazienti
che non avranno l’indicazione al trattamento con i nuovi anticoagulanti. Il progetto dell’osservatorio in
Lombardia ha visto la partecipazione di 9 Medici di Centri di terapia anticoagulante della Regione, che
si sono riuniti per esplorare e condividere la propria esperienza riguardo al tema del management, a
livello clinico e organizzativo, del paziente in trattamento con i nuovi anticoagulanti orali (NAO), al
fine di individuare azioni o strategie utili a rispondere agli attuali unmet needs e garantire la

sostenibilità e l’efficienza dei Centri. La tavola rotonda di Milano ha anche valutato l’opportunità di
redigere un documento di consenso da presentare alla Regione, come primo passo per l’apertura di un
dialogo con amministrazioni e associazioni pazienti, che conduca ad un riconoscimento formale del
ruolo svolto dai Centri di terapia anticoagulante nella gestione dei pazienti anticoagulati, creando così
le basi per l’implementazione del networking tra Centri e territorio.
Necessità sul piano clinico
Per la terapia anticoagulante, la Regione Lombardia segue le Linee Guida ESC (2016) che
raccomandano, con evidenza IA, l’utilizzo dei NAO rispetto al trattamento con AVK, laddove vi sia
indicazione all’anticoagulazione e il paziente non presenti controindicazioni, incluse quelle riguardanti
la misurazione del CHA2DS2-VASc e dei livelli di anticoagulazione e, infine, la gestione degli
interventi chirurgici. Tuttavia si rileva la necessità di implementare i dati sulle interazioni
farmacologiche: se infatti sono state già raccolte tutte le evidenze a disposizione rispetto a farmaci
cardiovascolari, antimicotici, antibiotici, immunosoppressivi e antiretrovirali, attualmente mancano del
tutto dati sulle interazioni con gli antineoplastici, rispetto alla quale potrebbe fornire nuove evidenze
HOKUSAI VTE CANCER, lo studio che sta confrontando l’anticoagulante diretto edoxaban con il
trattamento gold standard di dalteparina, per la prevenzione dell'esito combinato di TEV o
sanguinamento maggiore, nei soggetti con TEV associato al cancro.
Rispetto all’uso dei NAO, risulta inoltre fondamentale il monitoraggio per la verifica dell’aderenza alla
terapia, ma eventuali criticità in merito si riscontrano più sul piano organizzativo che su quello clinico.
Criticità organizzative e gestionali
Il confronto tra le diverse modalità di accesso e gestione dei pazienti in TAO e NAO all’interno dei 9
Centri di terapia anticoagulante lombardi, ha rilevato una forte eterogeneità territorio-dipendente del
monitoraggio nella fase di follow up, soprattutto rispetto al coinvolgimento della medicina di base,
che in alcuni contesti rappresenta un supporto attivo per il Centro nella gestione quotidiana dei pazienti
e della verifica dell’aderenza alla terapia; in molti altri casi, invece, i Centri si trovano ad effettuare
controlli di monitoraggio di pazienti in carico ad altri specialisti quali, ad esempio, i cardiologi.
Dunque emerge con evidenza la necessità di strutturare una maggiore collaborazione con gli specialisti
al fine di rendere “formale” il passaggio ai Centri, consolidandone il ruolo di riferimento nella gestione
di tali pazienti, per i quali, nella maggior parte dei casi, è necessaria una rivalutazione clinica che rende
quindi auspicabile una formale presa in carico del paziente da parte del Centro.
In alcuni contesti, si riscontrano inoltre difficoltà nell’organizzazione dello switch da AVK a NAO, a
causa della mancanza di personale nei Centri.
Il percorso terapeutico in Lombardia
- PRIMA VISITA: Gli invii al Centro di terapia anticoagulante, che si tratti di candidati ad AVK o NAO,
avvengono da parte dei diversi reparti ospedalieri (cardiologia, medicina vascolare, medicina interna,
neurologia), dai cardiologi del territorio e dalla medicina generale; nella maggior parte dei casi i tempi di attesa
per la prima visita, della durata massima di 45 minuti, non superano i 15 giorni per la TAO e i 30 per la terapia
NAO. La strutturazione della prima visita, momento centrale per l’educazione del paziente al trattamento con i
NAO, varia a seconda che il paziente sia già in trattamento anticoagulante (switch). La compilazione del Piano
Terapeutico avviene in genere contestualmente alla visita e al paziente vengono forniti gli appuntamenti per i
successivi follow up. Nella maggior parte dei Centri è previsto, in caso di urgenza, l’accesso diretto dei pazienti
entro 72 ore.
- FOLLOW UP: Nel caso della TAO, il timing e la strutturazione dei controlli si basano sulle condizioni dei
pazienti, sulle caratteristiche del Centro e sul numero dei soggetti che questo ha in carico: nella maggior parte

dei casi i controlli (verifica INR) vengono eseguiti in un ambulatorio dedicato,e il PT viene inviato per mail
successivamente al paziente; è inoltre prevista una visita strutturata laddove le condizioni del paziente la
rendano necessaria. In alcuni Centri, invece, tutti i pazienti dopo il prelievo effettuano una visita che prevede
raccordo anamnestico, presentazione di eventuale documentazione clinica, prescrizione di altre terapie e infine
ricezione del PT TAO con relativo appuntamento ad un successivo controllo. Per il trattamento NAO, il timing
dei controlli, che varia in funzione delle caratteristiche dei pazienti, prevede, nella maggior parte dei casi, follow
up a 1, 6 e 12 mesi (per il rinnovo del PT), i controlli vengono fissati di volta in volta e non sono quindi previsti
tempi di attesa. Ad ogni controllo di follow up vengono richiesti in visione esami generali (coagulazione di base
dove indicata, emocromo, funzionalità epatorenale), eventuali visite specialistiche o accertamenti effettuati di
relativa valenza clinica (tali da non richiedere controlli estemporanei non programmati).
- MODALITÀ DI PRESCRIZIONE/RINNOVO Il momento del rinnovo è fondamentale, in quanto consente la
rivalutazione del paziente e la verifica dell’appropriatezza prescrittiva.
Nella maggior parte dei casi il rinnovo del PT è redatto direttamente dal centro al momento del follow up a 12
mesi, e la sua compilazione varia a seconda della provenienza dei pazienti (regionali o esterni) e del software
utilizzato.

Soluzioni attraverso strategie di Networking
La Tavola Rotonda dell’Osservatorio Fenomeno NAO in Lombardia, ha valutato anche la possibilità di
redigere un documento di consenso da presentare alla Regione, in cui convergono le criticità relative ai
Centri di terapia anticoagulante, evidenziando la necessità di operare un formale riconoscimento dei
Centri stessi a fronte del ruolo centrale che assumono nella gestione dei pazienti, e di implementare
le reti tra territorio e Centri, anche rendendone più equa la distribuzione, al fine di far fronte in
modo ottimale al numero crescente di pazienti in trattamento anticoagulante con le nuove molecole.
L’eterogeneità del territorio non rende percorribile l’ipotesi di proporre un modello di gestione
uniforme ed applicabile a tutte le diverse realtà, tuttavia appare utile sottolineare i punti cardine della
corretta gestione dei pazienti, tanto dal punto di vista clinico (corretta educazione del paziente, follow
up, verifica dell’aderenza), quanto da quello organizzativo (distribuzione dei Centri sul territorio,
incremento e formazione del personale medico ed infermieristico, riduzione dei tempi di attesa per le
visite).
“L’eventuale stesura di questo documento può rappresentare il primo passo per aprire un dialogo
finalizzato al miglioramento delle criticità che si riscontrano quotidianamente nella gestione dei
pazienti anticoagulati. Implementare le collaborazioni e strutturare una rete funzionale tra i vari
Centri e tra questi e il territorio consentirebbe interventi mirati a migliorare il dialogo con le
Amministrazioni e le Associazioni Pazienti. E’ anche indispensabile dare maggiore visibilità alla mole
di lavoro svolto dai Centri per la gestione quotidiana dei pazienti in terapia anticoagulante, e
promuoverne quindi il riconoscimento formale. – spiega il coordinatore della Tavola Rotonda
Lombardia, Dr. Marco Moia, Responsabile dell’Unità di Terapia Anticoagulante presso la Fondazione
Ca’ Granda, Ospedale Maggiore Policlinico di Milano ed attuale Presidente della Federazione dei
Centri per la diagnosi della trombosi e la Sorveglianza delle terapie Antitrombotiche (FCSA) –
Dovremo inoltre essere capaci instaurare una solida collaborazione con la medicina generale,
magari , partendo da iniziative educazionali, per coinvolgere maggiormente in questa attività, i
MMG, come è giusto che sia. Son infatti convinto che possano porsi come figure centrali nella
gestione del follow up e nella verifica dell’aderenza alla terapia nei pazienti in NAO.”
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Contatti
Daiichi Sankyo
Elisa Porchetti
Tel.+39 0685255-202
elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it

Daiichi Sankyo
Daiichi Sankyo è un Gruppo farmaceutico attivamente impegnato nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione di farmaci innovativi
con la mission di colmare i diversi bisogni di cura ancora non soddisfatti dei pazienti, sia nei mercati industrializzati che in quelli
emergenti. Con più di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in più di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 15.000 dipendenti in
tutto il mondo, contano su una ricca eredità di innovazione e una robusta linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a
mantenere il suo robusto portafoglio di farmaci per il trattamento dell'ipertensione e dei disordini trombotici, e con la Vision del Gruppo
al 2025 di diventare una “Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica“, le attività di ricerca e sviluppo di
Daiichi Sankyo sono focalizzate alla creazione di nuove terapie per l’oncologia e l’immuno-oncologia, con un ulteriore focus su nuove
frontiere quali la gestione del dolore, le malattie neurodegenerative e cardiometaboliche, e altre patologie rare.
Per maggiori informazioni visita il portale Lixiana http://pressportal.lixiana.it/ e il sito www.daiichi-sankyo.it

Fonte: Daiichi Sankyo

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