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JUVETORO n. 10 Juve Roma bassa .pdf



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GIORNALE DEI TIFOSI DI JUVENTUS E TORINO - Anno VII - N. 10 - 23 DICEMBRE 2017 - Copia omaggio
3 domande a BB

La Partita / Il Punto

“Dybala valore aggiunto
ma deve spingere sempre
sull'acceleratore”

La Signora ha ripreso a
correre con tanta 'Joya'.
Roma, resti 'Peter Pan'?

a pag. 2

a pag. 4

Forum Giornalisti

“Madama più forte della
Lupa! E arriverà anche il
7° scudetto...”

a pag. 6

L'Analisi

Serata insidiosa in
compagnia degli eredi di
Romolo e... Turone!

a pag. 7

OLTRE L'OSTACOLO

NEL BIG MATCH PRENATALIZIO GLI UOMINI DI ALLEGRI AFFRONTANO I GIALLOROSSI ALLO STADIUM.
UN'OCCASIONE PER DISTANZIARE UNA DELLE RIVALI NELLA CORSA SCUDETTO

JUVENTUS-ROMA | SABATO 23 DICEMBRE ORE 20.45

2

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3 domande a... Bruno Bernardi

“La Juve resta la squadra da battere!”
“Dybala sa bene quale valore aggiunto sia per i compagni ma deve spingere sempre sull'acceleratore”

B

runo Bernardi, l'ultima partita dell'anno
solare, allo Stadium, coincide con il big-match JuveRoma. Si sfidano due contendenti per lo scudetto,
con i bianconeri reduci dal
convincente successo di

Bologna e la qualificazione
ottenuta in coppa Italia a
spese del Genoa...
“Sì, la Juve arriva in buona
salute dopo aver sbancato
agevolmente Bologna con
una prova di grande perso-

nalità. Peccato per l'infortunio che ha colpito qualche
giocatore, vedi Mandzukic e
De Sciglio. Infortuni che non
ci volevano perché il croato
aveva dimostrato una volta
in più il suo peso determinante nell'attacco juventino
e la qualità delle sue giocate ; il difensore ex-Milan
aveva dimostrato di sapersi
adattare bene agli schemi e
al gioco del suo allenatore.
Dopo le ultime prestazioni
positive stava dimostrando
di poter essere una pedina
molto utile e aveva tolto
parecchi dubbi ai più scettici circa le sue qualità. E'
stato fortemente voluto da
Allegri e farà del suo meglio anche per dare ragione
all'allenatore. A Bologna si
è vista una Juve tonica che
ha dimostrato non soltanto
la voglia di proporsi ancora nelle zone altissime della

classifica ma anche di aver
eliminato gran parte di quei
problemi tecnici, tattici e
fisici di qualche elemento
che impedivano ai campioni di esprimere tutta la loro
potenzialità. In Emilia si è

rivista una squadra che ha
alternative di qualità che
hanno dato un'energia tale
alla squadra per dare corposità ad una vittoria molto
importante dal punto di vista della classifica e sul piano mentale. La Juve resta la
favorita per lo scudetto. È
sempre la squadra da battere e la vittoria di Bologna
è la conferma.”
Veniamo al caso-Dybala.
Due panchine consecutive
in campionato, poi è tornato titolare in coppa Italia e
ha subito segnato una rete
bella e importante.
“L'argentino ha potuto capire che per diventare fenomeni bisogna anche saper
soffrire e lottare come se
si fosse gregari. Le qualità
tecniche di Dybala non si discutono e proprio su queste
colonne ho più volte sottolineato le sue doti immense,
la similitudine, sotto molti
aspetti, tra lui e un altro
grande argentino: Omar Sivori. Dybala sa bene quale è
il suo valore aggiunto nella
Juve e sa quanto questo valore possa fare la differenza in ogni partita e in ogni
competizione. Ma nel calcio
bisogna spingere sempre
forte sull'acceleratore se
si vogliono ottenere grandi
risultati. È una riflessione
vecchia come il calcio ma
sempre utile. Quando è entrato in campo nella ripresa, a Bologna, la gara era
già segnata ma Dybala ha
comunque tirato fuori due
o tre colpi dei suoi che hanno fatto capire a tutti che
la... riflessione era servita.
In Coppa Italia altro nume-

ro di alta scuola con il gol
che ha sbloccato il risultato
conto il Genoa. Presto, molto presto, tornerà a tempo
pieno anche in campionato
a fare sempre la differenza,
per la 'joya' sua, di Allegri
e di tutti i tifosi bianconeri.
Ad iniziare magari proprio
con la Roma...”
Roma che non ha entusiasmato nelle ultime uscite
in campionato ed è stata
eliminata in Coppa Italia
ma è saldamente nel gruppo delle pretendenti al tricolore. Senza dimenticare
l'ottimo cammino disputato fino ad ora in Champions
League dai giallorossi, con
un girone vinto sovvertendo tutti i pronostici.
“La Roma viene a Torino
per misurarsi alla pari con
la Juve. E ci viene con un
biglietto da visita importante come il successo nel

girone di qualificazione in
Champions League, dove ha
superato due squadroni europei come il Chelsea e l'Atletico Madrid. Un risultato
straordinario per la Roma e
per il calcio italiano. Campionato e Champions sono
due competizioni diverse,
è vero, ma con un denominatore unico: il gruppo

sapientemente forgiato dall'ottimo tecnico giallorosso
Di Francesco. La gara di
sabato sera allo Stadium
quindi, non è decisiva per lo
scudetto ma sarà un esame
estremamente importante
per entrambe le squadre.”
Roberto Grossi

L'arbitro di Juve-ROMA ai raggi X
TAGLIAVENTO Paolo
Nato a Terni il 19/09/1972
Sezione AIA Terni
* Internazionale
Esordio Serie A - 16/05/2004 Chievo-Bologna 2-1
Assistenti:
ASS1: Costanzo Alessandro - Sez. Orvieto (TR)
ASS2: Manganelli Lorenzo - Sez.Valdarno
IV°: Damato Antonio - Sez. Barletta
VAR: Irrati Massimiliano - Sez. Pistoia
AVAR: Pinzani Riccardo - Sez. Empoli
Partite dirette in A: 212
Vittorie interne: 99
Pareggi: 46
Vittorie esterne: 67
Rigori assegnati: 97
Espulsioni: 76

Precedenti (A/B )con Juventus: 23
Vittorie: 10
Pareggi: 5
Sconfitte: 8
Precedenti con la Roma: 34
Vittorie: 22
Pareggi: 4
Sconfitte: 8
Precedenti in Coppa Italia
Vittorie: 2
Pareggi: 0
Sconfitte: 2

(a cura di Ermanno Vittorio)

Via Carlo Alberto, 30 • 10123 TORINO • Cell. 328 0055286

4

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Punto Juve

La Signora ha ripreso a correre con tanta 'Joya'
lontà di super Mario di partecipare alla battaglia.

Foto Vincenzo Glinni

J

uve-Roma
è
sempre
Juve-Roma. Dagli anni
'80 in poi abbiamo assistito
(prima, durante e dopo la
sfida) a feroci polemiche tra
i due 'poli opposti'. Le invettive si sono sprecate, dando
vita ad esilaranti siparietti
dirigenziali, giornalistici e
tra tifosi. Questa volta è andato tutto liscio, complice
anche il turno infrasettimanale di coppa Italia che ha
spostato per qualche giorno
l'attenzione. Occorre anche
constatare, con una certa
prudenza, che negli ultimi
tempi le 'grandi nemiche' si
sono trasformate in 'grandi avversarie', un upgrade
significativo e inedito per
il sempre avvelenato calcio
nostrano. Merito forse della
proprietà Made in Usa dei
giallorossi che mal sopporta
alcuni atteggiamenti paleolitici del football italico? Può
darsi. Ma attenzione, il pericolo di sconfinare nel 'sangue e arena' è sempre dietro l'angolo. Quindi meglio
non farsi troppe illusioni e
vivere alla giornata.
SIGNORA TIRATA A LUCIDO,
MA L'INFERMERIA... - La
Juve arriva alla sfida di
sabato sera in condizioni
psico-fisiche generali ottime ma con alcuni elementi
non di poco conto in infermeria. Se il buon Szczesny

per ora non sembra far
rimpiangere Buffon, Lichsteiner non è all'altezza del
miglior De Sciglio visto nelle
ultime gare. L'ex milanista,
trasformato finalmente nel
giocatore fortemente desiderato e voluto da Allegri,
si è fermato proprio sul più
bello. Benatia è la sorpresa
positiva della retroguardia: il marocchino sembra
tornato ai livelli... romanisti e potrebbe mettere una
volta per tutte il bavaglio a
chi continua a rimpiangere
Bonucci. Chi l'avrebbe mai
detto? Di Howedes, che rientrerà nel nuovo anno,
meglio non parlare visto
che in questa stagione è
come non ci fosse mai stato.
A centrocampo, al momento
di andare in stampa, sono
tutti abili e arruolati e il
tecnico livornese, dopo aver
timbrato il modulo da adottare, avrà solo l'imbarazzo
della scelta sugli elementi
da mandare in campo. In
avanti, 'recuperato' Dybala
(ne parliamo subito dopo)
c'è l'incognita Mandzukic,
reduce da tredici punti di
sutura al polpaccio, la sua
cartolina ricordo di Bologna. Il guerriero croato, più
volte celebrato dalla curva
sud, proverà ad essere della gara ma i dubbi sul suo
impiego non mancano, a
prescindere dalla ferrea vo-

RIECCO DYBALA - Tornato titolare dopo le panchine contro Inter e Bologna,
la 'Joya' è tornato anche a
segnare firmando la vittoria bianconera di mercoledi scorso, in coppa Italia,
contro il Genoa. Una prestazione convincente ribadita
poi con l’assist a Higuain
che ha chiuso la partita un
quarto d’ora dopo che l'altro argentino era entrato in
campo. Sei partite a secco di
gol per Dybala, fino al colpo che ha steso il Grifone
e forse chiuso una scia di
polemiche infinita in cui le
'accuse' al fratello procuratore da parte della società
bianconera viaggiano sotto
coperta ma si sentono eccome. E una gara giocata, almeno sino all'entrata di Higuain, da centravanti o falso
nueve, come faceva nel Palermo. Un ruolo che Paulo
ha interpretato ovviamente

con il proprio stile, arretrando per liberare spazio
a centrocampisti ed esterni,
sino a quando si è ritrovato
a fianco di Gonzalo e da li in
poi è stato 4-4-2. D'altronde, nella conferenza stampa
di vigilia della Coppa Italia,
Allegri si era lasciato andare ad una frase che aveva
colpito molti addetti ai lavori: “Nell'attacco a tre Dybala giocherà punta centrale”.
Anche in futuro? Nutriamo
dubbi...
VOLATA PER IL TITOLO
D'INVERNO – Contro la
Roma i bianconeri si giocano anche una grossa fetta del titolo – platonico ma
non troppo - di campioni
d'inverno. In classifica il
Napoli è sopra di un punto
e prima del giro di boa Higuain e soci saranno ospiti
dell'Hellas al Bentegodi,
mentre il Napoli, almeno
sulla carta, ha due turni più
abbordabili: in casa contro
la tremebonda Sampdoria

vista nelle ultime settimane
(guarda caso da dopo che
i blucerchiati hanno vinto
contro la Juve...) e il Crotone in trasferta. Sempre sulla carta il Napoli è favorito
per chiudere il girone di andata al comando ma, in ogni
caso, un successo juventino
contro la Roma significherebbe distanziare un'altra
possibile rivale scudetto,
aspettando i prossimi passi
falsi dell'Inter.
IL PUBBLICO HA GIÀ VINTO
Facile (ma non troppo di
questi tempi in Italia) fare
il tutto esaurito contro la
Roma. Ma un applauso al
pubblico juventino va fatto
soprattutto per i quasi
40.000 spettatori paganti
di mercoledi scorso contro
il Genoa. Nonostante la
serata ghiacciata con il
termometro che segnava
meno 5 e la partita di scarso
richiamo i fans della Vecchia
Signora hanno riempito
l'impianto della Continassa

quasi in ogni ordine di posto.
Loro, i tifosi, hanno già
vinto l'ennesimo scudetto
nonostante la squalifica
della curva sud sanzionata
dalla giustizia sportiva (per
la nota querelle sui biglietti
distribuiti dalla società
agli ultras) da scontare nel
prossimo turno interno di
campionato, sempre contro
il Genoa. Una giustizia
quanto meno discutibile,
per non dire altro...
Andrea Montanari

Roma, resti 'Peter Pan' o diventi adulta?

N

on veder sfumare 2 obiettivi in 3 giorni.
Dopo la sorprendente eliminazione di
mercoledì contro il Toro in Coppa Italia (che
ha fatto saltare la possibilità di affrontare la
Juve nei quarti) la Roma proprio all'Allianz Stadium deve mantenere vivo il secondo obiettivo
stagionale: lo scudetto, o almeno la lotta per il
titolo. Perdere anche contro la Juve, oltre a far
trascorrere un triste Natale ai tifosi giallorossi, significherebbe per gli Eusebio-boys l'addio
anche al tricolore. Dopo tanti elogi ricevuti,
sarebbe una doccia gelida per l'autostima dei
romanisti.
CONTRO LA DEPRESSIONE,
RIECCO I TITOLARI
La Roma di scorta vista mercoledì contro il
Toro è parsa anche una Roma di scarto. Di
Francesco non ha 22 titolari come la Juve, anche se lo sperava. Nella Torino bianconera tor-

DE ROSSI E NAINGGOLAN
Servono i combattenti contro la Juve. Di Francesco chiederà l'uso della sciabola anche se il
fioretto non sarà messo in valigia. Il rischio è
che a qualcuno, De Rossi in primis, possano saltare i nervi per la pressione. Anche questo è un
rischio, ma va accettato: per non rischiare di
vedere in campo un'altra Rometta.
neranno i titolari, ammesso che sia sufficiente
per tornare nella Capitale con qualche punto.
L'ambiente giallorosso è frizzantino: si passa
dall'esaltazione alla depressione in poco tempo.
Ed aspirare già a Natale solo ad un piazzamento
Champions, e non allo scudetto, farebbe tornare nubi dense sull'ambiente. La faccia attonita di
Totti in Tv, nel finale di Roma-Toro è l'emblema
del momento giallorosso. A cui forse un leader
carismatico come 'er Pupone' manca davvero.
Più nello spogliatoio che in campo.

ESAME DI MATURITÀ
Frase banale, ma le ultime partite sottotono
(inclusa la vittoria sul Cagliari giunta al 94' in
coda ad indicibili sofferenze e a una Var generosa) la giustificano. La Roma sabato sera dove
decidere cosa vuol fare da grande. Restare
Peter Pan o diventare squadra adulta. Bisogna
svoltare e superiore ostacoli irti. Altrimenti anche la Champions potrebbe riservare delusioni.
Alessandro Costa

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Forum Giornalisti e Opinionisti

“Juve, sei più forte della Roma! E arriverà anche il 7° scudetto...”
“Troppe tensioni nella Capitale, bianconeri più abituati a vincere e con un organico migliore.
Benatia decisivo per la difesa ma contro i giallorossi occorrerà giocare con intelligenza”
A

due
settimane
dal
derby d’Italia, le luci
dell’Allianz Stadium tornano ad accendersi per
un’altra gara di cartello. In
programma sabato sera c’è
Juventus-Roma, un anticipo
di Natale con i fiocchi per
tutti i tifosi bianconeri, ai
quali la formazione di Massimiliano Allegri ha già regalato il passaggio del turno in Coppa Italia, con tanto
di derby nei quarti in programma il 3 gennaio. Quello contro i giallorossi sarà
un altro crocevia importante per lo scudetto, dopo gli
scontri diretti con Napoli e
Inter. Sui temi della sfida
fra bianconeri e giallorossi
“JuveToro” ha interpellato
alcuni prestigiosi giornalisti, di tv e carta stampata,
al seguito delle partite della
squadra bianconera.

Per Gianni Balzarini, inviato delle reti Mediaset,
la Juve si presenta all’appuntamento di sabato sera
con i favori del pronostico,
anche per effetto della Coppa Italia, che in settimana
ha avuto un esito differente
per le due compagini: “Se
vale il teorema di Allegri,
ovvero che chi fa bene in
Coppa Italia ne trae benefici anche in campionato,
allora i bianconeri arrivano
all’appuntamento in condizioni migliori rispetto ai
giallorossi. La forza della
Juve di Allegri è stata che

ha saputo affrontare ogni
impegno, compresa la Coppa Italia, senza trascurare
nulla. Dagli umori che sento pervenire dalla capitale,
per la Roma questa partita
sta già assumendo toni della partita della vita, mentre
per i bianconeri è 'soltanto' una partita importante. E’ stato così anche per
Napoli-Juventus ed è un altro dei tratti che distinguono la Juve da tutte le altre
pretendenti allo scudetto.
Fatte queste dovute considerazioni, la Roma di Di
Francesco mi ha sorpreso.
Il giovane tecnico giallorosso è stato molto bravo
ad imporre lo stile di gioco
che aveva a Sassuolo anche
in un ambiente complicato
come quello della Capitale,
dove all’inizio c’era molto
scetticismo nei suoi riguardi. Sarà molto interessante
assistere al confronto tra il
miglior attacco del campionato, che è quello dei bianconeri, e la miglior difesa,
ovvero quella giallorossa.
Sono rimasto colpito dalle
dichiarazioni di Allegri, che
sostiene di non avere mai
visto compiere un intervento da Allison, segno che
i romanisti evidentemente
concedono poche occasioni
agli avversari. Sarà comunque una bella sfida tra due
serie candidate alla vittoria
dello scudetto”.

Per Stefano
Tallia della
redazione
torinese della Rai “l’eliminazione
dalla Coppa Italia subita
dai giallorossi ad opera del
Toro può essere un segnale
incoraggiante per i bianconeri, nonostante i giallorossi abbiano affrontato
l’impegno di coppa con i
granata con una formazione ampiamente rimaneggiata. Viceversa, la Juve mi
sembra che abbia preso a
marciare a ritmo sostenuto
dopo un inizio con qualche
difficoltà, dovute all’inserimento di giocatori importanti come Douglas Costa e
Matuidi, che adesso si stanno integrando nel gioco di
Allegri. D’altronde la forza
della Juve è proprio quella
di avere in rosa tanti giocatori di valore, in modo da
poter sopperire anche alle
presunte crisi, avvenute in
tempi comunque diversi, di
due fuoriclasse del calibro
di Higuain e Dybala”.

Dopo essere stato per tanti anni l’inviato alle partite
della Juve sulle pagine del
Corriere dello Sport, Antonio Barillà è recentemente
passato sulle colonne del
quotidiano torinese 'La
Stampa': “La Roma è un’ottima squadra, indipendentemente dall’eliminazione
subita in Coppa Italia. Ma
per lo scudetto continuo a
vedere favorita la Juve. Se

i bianconeri ci mettono la
giusta voglia non ce n’è per
nessuno...”
Oltre
ai
giornalisti
al seguito
della squadra bianconera abbiamo interpellato
anche alcuni opinionisti
televisivi di 'Telenova', la
storica emittente lombarda
dove il settimanale 'JuveToro' - insieme all'emittente
torinese 'Rete7' - è sovente
ospite con le sue firme più
prestigiose.
Domenico Marocchino, indimenticato esterno destro
alto della Juve primi anni
'80, cresciuto nel vivaio
bianconero, vede così la
sfida di sabato sera: “JuveRoma non è scontata, sarà
una gara aperta a qualsiasi
risultato, con una leggera
prevalenza per una vittoria bianconera. La Juve, se
vuole portare a casa i tre
punti, deve giocare con intelligenza. Come ha fatto ad
esempio contro il Napoli al
San Paolo, dove i bianconeri hanno vinto centrando
un'impresa non semplice
per nessuno, giocando una

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bellissima gara, gestendo
il vantaggio e concedendo
praticamente nulla ai padroni di casa. Altrettanto
contro l’Inter dove avrebbe
potuto anche ottenere di
più. La squadra di Allegri
ha poi giocato bene anche
a Bologna ma la prossima
gara con la Roma, seppur
sconfitta in coppa Italia
contro il Toro, non sarà sicuramente facile perchè i
giallorossi vanno presi con
le dovute cautele. La Juve
la vedo più forte delle altre
sugli esterni ed è questa
una caratteristica che la
porterà a vincere il campionato”.
Anche Gigi Balestra (giocatore del Milan degli anni
'50 e poi allenatore delle
giovanili rossonere) propende per una vittoria da
parte di Higuain e compagni: “La Juve ha trovato la
quadra nel reparto difensivo. Benatia è stato il segreto
di questa ricrescita. Partito
Bonucci sembrava che la
Juve avesse perso molto
ma in realtà Benatia è in
grande spolvero e sta crescendo di gara in gara. La
Juve è favorita perché non
vuole lasciare spazio a nessuno: prevedo una vittoria
bianconera contro i rivali di
sempre...”.
Stessi pensieri positivi per
la Vecchia Signora anche da
parte di chi vede il mondo
in rossoneroazzurro. Sentite Massimo Canta, giornalista della radio 'MilanInter': “La differenza tra

Juve e Roma c’è nel gruppo
e nella qualità dei giocatori,
inoltre la Juve ha ripreso a
macinare gioco e risultati.
Vedo una squadra ben assortita anche dagli scambi
tra i titolari e gli uomini di
panchina,
assolutamente
competitivi su tutti i fronti.
Contro la Roma non credo
che la Juve possa perdere il
confronto...”.

L'unico che va controcorrente – ma è una sua caratteristica che lo rende 'appetibile' come opinionista
televisivo - è Enzo Gambaro, ex di diverse squadre
tra cui Sampdoria, Parma,
Milan e Napoli: “La Juventus ha un parco giocatori sicuramente superiore
alla Roma ma credo che,
alla fine, a vincere questo
confronto diretto saranno
i giallorossi. Dunque vedo
favorita la squadra di Di
Francesco, che reputo un
ottimo allenatore”.
Giovani Rolle / Marco Venditti
(Nelle foto Domenico Marocchino
ed Enzo Gambaro)

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L'Analisi

Serata insidiosa in compagnia degli eredi di Romolo e... Turone!
M

eno volgare di un palio con i pony neo borbonici; velenosa, ma non
quanto un giro di giostra
con la Virgobiscia, la serata
alla vaccinara in compagnia
degli eredi di Romolo e...
Turone rischia, paradossalmente, di essere la più insidiosa del morente girone
d'apertura del torneuccio
peninsulare. Se la potenziale minaccia si tramuterà
in un reale pericolo, lo stabilirà il campo, ma solo in
seconda istanza, giacché,
quanto sarà dato constatare, dipenderà molto dalla
parte in cui si abbasserà la
bilancia in settimana. Tra il
rispetto e l'eccessivo timore
corre, molto più in fretta di
Khedira, parecchia differenza, e un atteggiamento improntato a soverchia
prudenza potrebbe svelarsi
ancora una volta penalizzante, maldestro e svilente
la natura di una rosa che
vanta i petali più profumati
dell'italico giardinetto. Cionondimeno, il dubbio che
l'ospitata sia allestita, come
sempre quando l'asticella
si alza un pochetto, a base
di Imodium, è ben lungi dal

lasciarsi fugare. Sarebbe un
peccato, l'ennesimo, ma ben
sappiamo che, come recita
l'incipit di un noto brano del
duo Mina/Celentano, “Semplici e un po' banali io direi
quasi prevedibili e sempre
uguali son fatti tutti così...”
gli appuntamenti più significativi di nostra Signora del
Serenissimo, e sarebbe un
esercizio estremamente spericolato attenderseli diversi.
Eppure, a dispetto di tutte le
evidenze, sperare di rivedere la stessa Juve (magari in
formazione riveduta, corretta e migliorata secondo logica e talento) che al Renato
Dall'Ara ha spadroneggiato
come sempre si vorrebbe
perché è nelle sue corde,
specialmente al cospetto di
una concorrenza che per
quanto si arrabatti mal camuffa l'appartenenza ai
ceti più disagiati, dovrebbe
essere la cosa più naturale
del mondo anziché un avvenimento. Dopo ben 25 apparizioni ufficiali (quasi metà
stagione...), la condizione
atletica appare finalmente
in crescendo e il ripristino
della modulazione compendiante due centrocampisti

di ruolo oltre l'alemannotunisino (una sorta di rotatoria stradale che obbliga a
rallentare e girarci intorno)
ha innervato nella squadra
certezze date per smarrite,
consentendo una protezione
più adeguata del reparto difensivo e consegnando agli
abitanti delle terre più alte
maggior libertà di inventare
giocate in proprio, dato che
per difetto di schemi offensivi non hanno uno spartito da
interpretare. Il tutto, a beneficio di un ritrovato equilibrio tradotto in una solidità
complessiva scevra di inopportune ricreazioni in corso
d'opera; affatto casualmente, infatti, le prestazioni in-

dividuali dei difendenti denunciano una confortante
lievitazione, e ancor meno
fortuita è diventata l'incidenza di Miralem Pjanic sul
destino delle partite, tant'è
che il senso euclideo del
bosniaco è in costante progresso; se, adeguatamente
affiancato, riuscirà a pensare con superiore velocità
a un calcio più verticale e
di lunga gittata, il collettivo guadagnerà un tempo di
gioco e lui si evolverà presto
da regista di cortometraggi a direttore artistico di
“filmoni”. C'è chiaramente
ancora molto da smussare,
raffinare ed evitare, a esempio: le piaghe da decubito

inflitte al miglior giocare
del torneo dal follower di
mr. Muscolo. Quella parte
di critica iscritta all'”Ordine
dei Cavalieri dello Stuoino”
attribuirà il merito della
bella prestazione sfoderata
dalla Joya nel Trofeo Tim
alle panchine cui l'ha obbligato il capobastone, perché
totalmente allineata all'exit
strategy cogitata per indurre la tifoseria meno smagata
ad accogliere benevolmente,
quasi con sollievo, la monetizzazione di una plusvalenza che con mesi d'anticipo
già brilla nello sguardo di
un certo dirigente; in realtà, Paulino Dybala non è un
gaudente scapigliato amante delle artificiali luci notturne, ma solo il progetto
avanzato di un fuoriclasse
che vorrebbe giocare come
il talento consegnatogli dalle muse del pallone imporrebbe: nei paraggi dell'area
ostile, per far danni o contribuire a crearli, e non in
una posizione che declassa
le sue fibre di pura seta a
volgare iuta. Valga a esempio la rete grazie alla quale
l'approdo ai quarti di finale
della coppetta nazionale si è

risolto in una scaramuccia
da cortile. In ordine al resto,
ove si intenda per tale un
vero adeguamento globale
alle esigenze del calcio che
conta e paga bene, quanto
finora dimostrato entro il
confine è ancora Pochettino.
Dulcis in fundo e come ampiamente previsto, ma non
sussistevano perplessità al
riguardo già dal giorno in
cui il padrone del vapore si
è schierato inequivocabilmente al fianco del cugino,
l'assurda inibizione comminata al Presidente Agnelli è
evaporata del tutto, delegittimando prepotentemente
le richiesta avanzata dallo
squallido personaggio a
capo della Procura Federale. Per festeggiare il Santo
Natale al meglio, ora manca soltanto un'autorevole e
convincente addomesticamento della lupa capitolina.
I reciproci stati di forma,
fisica e mentale, inducono
un fondato ottimismo sulla buona riuscita dell'operazione, anche se la palla
continua a esser rotonda e a
dispetto di chi si prodiga per
renderla spigolosa... Augh.
Ezio Maletto

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Numeri e Statistiche di Massimo Fiandrino

Le 'magie' di Pjanic: Miralem ha eguagliato Diego
Dopo il gol su punizione a Bologna il bosniaco 'punta' ora Totti. Tra gli 'all time' bianconeri comanda Del Piero con 22 reti

Foto Vincenzo Glinni

Q

uando si pensa a un gol
su punizione, si pensa a
una magia di un fuoriclasse, che si può accostare a
un tiro da tre punti nel basket o l’ace su battuta nella pallavolo. Nella seconda
metà degli anni ’80, l’Italia
era piena di questi grandi
campioni che regalavano
magie, non solo giocatori
italiani (dopo il volano della
nostra Nazionale Campione
del Mondo nel 1982). Indimenticabili Diego Armando
Maradona, Michel Platini
e Arthur Coimbra detto
Zico. Ma non solo loro sono
riusciti a regalare emozioni
al loro tifosi in questa peculiarità. Successivamente,
nella seconda metà degli
anni ’90, altri due giocatori hanno lasciato una forte
impronta e sono i due bomber che si sono inseguiti in
questa speciale classifica:
Sinisa Mihajlovic (attuale
allenatore del Torino) con
28 centri e Andrea Pirlo
(che da poco ha lasciato il
calcio giocato) al 2° posto

AU

GU

RI

27. Mihajlovic è addirittura riuscito a segnare una
tripletta su punizione il
13/12/1998 in Lazio-Sampdoria 5-2, (questo ko costò la panchina a Spalletti),
stesso exploit anche per
Beppe Signori contro l’Atalanta nel torneo 1993/94,
ma per la cronaca solo una
su tre era una punizione diretta, le altre due erano 'di
seconda'. Ma per tornare
alla sfida Juventus-Roma
tante le sfide decise dai
fuoriclasse bianconeri sui

giallorossi con una rete su
punizione. Ne ricordiamo
alcune: Platini nel 1983, Del
Piero nel 2008 e Tevez nel
2015. Ma la storia juventina è piena di straordinari
campioni abili a realizzare
punizioni, su tutti troviamo Alex Del Piero con 22
centri per questa causa in
campionato, precede Platini a 13, Pirlo a 12 e infine
Dybala già al 4° posto con
7 (e quest’ultimo ha già superato 'mostri sacri' come
Zinedine Zidane e Roberto
Baggio fermi a quota 5). In
questo torneo la Juve puo’
disporre di due talenti per
trovare questo tipo di soluzioni, il già citato Dybala
e Miralem Pjanic, ex giallorosso che a Bologna ha
realizzato la sua punizione
numero 14 in campionato,
11 di queste reti per le sorti della Roma e le ultime 3
per quelle della Juventus.
Negli ultimi 10 anni nessuno ha fatto meglio del forte giocatore bosnico (solo
Pirlo ha fatto altrettanto) e

ha cosi' raggiunto in questa
speciale classifica Diego Armando Maradona. Contro
la Roma ha la possibilità
di realizzare la sua prima
punizione-gol alla Stadium
in Campionato (in Champions ha deciso il match
con lo Sporting Lisbona),
nella sua sfida più sentita
e anche più 'temuta' oltre
che una rivincita contro i
suoi 'detrattori' che hanno alimentato non poche
polemiche contro l’uomo e
contro il giocatore quando è passato due stagioni
fa sulla sponda bianconera
della città della Mole. Anche
Dybala aspetta l’occasione giusta per ritornare. Di
Francesco e i suoi ragazzi
sono avvisati…
DAGLI ANNI '80 A OGGI
GLI SPECIALISTI DEI
CALCI DA FERMO
28 Mihajlovic; 27 Pirlo; 22
Del Piero; 20 Baggio R. e
Zola; 15 Totti; 14 PJANIC e
Maradona; 13 Chiesa, Conti,
Lodi, Platini, Recoba

30/11/14
ROMA-Inter
30/08/15
ROMA-Juventus

4-2
2-1

26/09/15
ROMA-Carpi

5-1

17/10/15
ROMA-Empoli

3-1

05/12/15
Torino-ROMA 1-1
06/11/16
Chievo-JUVE
27/11/16
Genoa-JUVE

1-2
3-1

Il dettaglio delle reti di
Pjanic:

17/12/17
Bologna-JUVE 0-3

29/01/12
ROMA-Bologna

1-1

11/11/12
Lazio-ROMA

3-2

BOMBER JUVE SU
PUNIZIONE DAL
1982/83: COMANDA
ALEX

24/02/13
Atalanta-ROMA

Foto Vincenzo Glinni

24/09/14
Parma-ROMA 1-2

2-3

18/10/13
ROMA-Napoli

2-0

16/02/14
ROMA-Samp.

3-0

PLATINI 13
“Le Roi” è al secondo posto:
il francese ha segnato 13
punizioni in serie A nelle 5
stagioni giocate con i Bianconeri.
PIRLO 12
Sul gradito più basso del
podio c'è Andrea Pirlo: con
la Juventus su calcio piazzato ha segnato 12 dei 16
gol in Bianconero.
DYBALA 7
Paulo Dybala è al quarto
posto di questa speciale
classifica e inoltre ha staccato due mostri sacri come
Roberto Baggio e Zinedine
Zidane fermi a quota 5.

(In alto a sinistra Pjanic:
il bosniaco ha eguagliato Maradona
in quanto a reti su calcio di
punizione; in alto a destra Del

DEL PIERO 22 RETI
Alex Del Piero davanti a
tutti gli altri juventini a segno su punizione diretta dal
1982/83: 22 gol su 188 totali in Campionato.

Piero e Zidane: Alex è al comando
della classifica degli 'all-time'
bianconeri con 22 reti; qui a
sinistra Dybala: in questa speciale
classifica è quarto con 7 reti e ha
staccato due mostri sacri come
Roberto Baggio e Zidane)

AU

GU

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Numeri e Statistiche di Massimo Fiandrino

Juve sempre ok allo Stadium contro la Roma: 7 Su 7
22/4/2012
Juve-Roma 4-0
Reti: Vidal al 4° e 8°, Pirlo
al 28°, Marchisio al 53°
Espulso: Stekelenburg
(Portiere Roma) al 26°
(chiara occasione da rete)
29/09/2012
Juve-Roma 4-1
Reti: Pirlo (J) al 11°, Vidal
(J) al 16° (rig.), Matri (J)
al 19°, Osvaldo (ro) al 69°
(rig.),
Giovinco (J) al 90°
05/01/2014
Juve-Roma 3-0
Reti: Vidal al 17°, Bonucci
al 49°, Vucinic al 77° (rig.)
Espulsi: De Rossi (ro) al 75°
(gioco falloso); Castan (ro)
al 76° (fallo di mano)
05/10/2014
Juve-Roma 3-2
Reti: Tevez (J) al 27° (rig.),
Totti (ro) al 32° (rig.),
Iturbe (ro) al 44°, Tevez (J)
al 48° pt (rig.),
Bonucci (J) al 86°
Espulsi: Morata (J) e
Manolas (ro) al 44°
(reciproche scorrettezze)
24/01/2016
Juve-Roma 1-0
Rete: Dybala al 77°
17/12/2016
Juve-Roma 1-0
Rete: Higuain al 14°
24/01/2012
(Coppa Italia - Quarti)
Juve-Roma 3-0
Reti: Giaccherini al 6°,
Del Piero al 30°,
aut. Kjaer al 90°
Espulsi: Lamela (Ro) al 68°
(fallo di reazione)

JUVE IMBATTUTA DA
371 MINUTI E MIGLIOR
ATTACCO (44 GOL).
NON SEGNAVA COSI
TANTO DA 67 ANNI
1 Un punto in meno dei
bianconeri rispetto a un
anno fa (41 contro 42), nello scorso torneo la Juventus
era in fuga (42 punti contro
i 35 della Roma al 2° posto).
371 i minuti della Juventus
senza subire reti in questo
Campionato, record stagionale per i nianconeri, l'ultimo gol subito a Marassi
da Ferrari (Sampdoria) al
79°. In 9 gare totali su 17 i
bianconeri non hanno subito gol.
44 le reti segnate sino ad
ora dall'attacco juventino.
Come nel '59/'60. Il dettaglio degli attacchi più
prolifici: 50 reti 1933/34 e
1949/50; 48 reti 1950/51;
47 reti 1951/52; 45 reti
1952/53; 44 reti 1959/60
e 2017/2018. Nello scorso
torneo i bianconeri dopo 17
gare avevano segnato 36
gol (8 in meno di adesso)

PRECEDENTI IN A: JUVE
CON IL DOPPIO DELLE
VITTORIE
Totale: 166
Vittorie Juve: 79
Pareggi: 48
Vittorie Roma: 39
Reti Juve: 260
Reti Roma: 179

BOREL II E DEL PIERO I
BOMBER DELLA SFIDA
I bomber Juve nelle sfide
contro la Roma: 10 Borel II

(15 presenze), 10 Del Piero
(24), 9 Bettega (23), 9 Boniperti (21), 7 Sivori (12).
I bomber Roma nelle sfide
contro la Juve: 9 Totti (34
presenze), 6 Da Costa (9), 6
Bernardini (18), 6 Giannini
(20), 5 Pruzzo (15)
4 i giocatori che hanno segnato una tripletta in 166
precedenti di Campionato:
il primo è stato Borel II (il
1 ottobre 1933 in RomaJuventus 2-3), assieme
a Guglielmo Gabetto nel
1936, Karl Aage Hansen nel
1950 e l'ultima di Schillaci
il 18/11/1990. 37 invece le
doppiette.
4 i giocatori capaci di andare a segno con entrambe le
maglie: Fabio Capello, Dino
Da Costa, Giampaolo Menichelli e Pablo Osvaldo.
9 le reti nelle sfida con più
reti: Juve-Roma 7-2 del
8/10/1950

CURIOSITÀ SFIDE
A TORINO
3 le triplette delle sfide e
tutte bianconere: Gabetto in Juve-Roma 5-1 del

22/11/1936, Karl Hansen in Juve-Roma 7-2
dell’8/10/1950 e Schillaci in Juve-Roma 5-0 del
18/11/1990.
7-1 è la vittoria più vistosa ottenuta dalla Juve il
6/3/1932: è anche la sconfitta esterna più pesante dei
giallorossi nella loro storia
in A.
54 le vittorie bianconere, le
ultime 6 allo Stadium (16
gol realizzati, 3 subiti).
21 i pareggi (l’ultimo 0-0
nel 1993/94)
8 le vittorie “corsare” giallorosse (l’ultima il 23/01/2010
per 2-1 con Ranieri ex mister bianconero).

GLI ALLENATORI:
ALLEGRI PARI VS ROMA,
DI FRANCESCO KO VS
JUVE E ALLEGRI. E DA
CALCIATORE SOLO 2
VITTORIE...
16 i precedenti ufficiali di
Allegri in panchina contro
la Roma, bilancio in parita':
5 vittorie a testa e 6 pareggi.
2 le vittorie di Di Francesco
in panchina in 8 precedenti

contro Allegri, 1 pareggio e
5 sconfitte.
1 sola la vittoria di Di Francesco in 8 precedenti ufficiali in panchina contro la
Juve, 1 pareggio e 6 ko. La
vittoria il 28/10/2015 (Sassuolo-Juve 1-0, Sansone al
20° su punizione).
2 le vittorie di Di Francesco da calciatore contro la
Juve. Il 15/11/1998 (2-0 per
i giallorossi) e l'ultima nel
suo ultimo match contro i
bianconeri con la maglia
del Perugia il 2/5/2004 (1-0
per gli umbri e gol di Ravanelli al 49°). Ha sfidato la
Juve con le maglie di Piacenza, Roma e Perugia con
un bilancio di 2 vittorie, 3
pareggi e 11 ko .

ROMA 12 VITTORIE
CONSECUTIVE IN
TRASFERTA E MIGLIOR
DIFESA
12 le vittorie consecutive della Roma a cavallo
di 2 campionati. Le ulti-

me 7 trasferte del Torneo
2016/2017 (Crotone, Inter,
Palermo, Bologna, Pescara,
Milan, Chievo) e le prime
5 del 2017/2018 (Atalanta,
Benevento, Milan, Torino e
Fiorentina).
3 i punti in più della Roma
rispetto allo scorso anno.
Ora i giallorossi vantano 38
punti con una gara da recuperare, un anno fa erano a
35 dopo 17 gare giocate.
5 le vittorie della Roma per
1-0 in questo campionato
(Atalanta, Torino, Crotone,
Bologna e Cagliari) su 12.
10 i gol subiti dalla Roma
con 16 gare giocate su 17,
miglior difesa del campionato. Nello scorso torneo
con Spalletti a questo punto
avevano già subito 17 segnature. Roma imbattuta
da 214 minuti e 9 gare su
16 giocate senza subire gol.
2 i rigori sbagliati da Perotti (14 tentativi totali) e
Dybala (Atalanta e Lazio in
questo torneo), i 2 campioni
argentini della sfida.

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Giustizia Sportiva

Agnelli e Juve sono salvi, anzi no...
Solo una multa a Presidente e Società. E chiusura curva per un turno. Ma quante domande rimaste inevase...

L

a notizia è stata appresa e digerita alla velocità della luce, e ora si è già
tornato a parlare dei supposti problemini di Dybala
e via discorrendo. Quale
notizia? Ovviamente quella
della Corte Federale della
FIGC che, nel processo di
appello, ha ridotto la squalifica iniziale di 12 mesi ad
Agnelli, per i rapporti non
consentiti con i tifosi, e che
ha aggiunto però anche una
multina di 100 mila euro.
Multina per lui, s’intende. E
da questo momento l’inibizione è finita e la pena è già
scontata.
Senza dimenticarci, non sia
mai, che ha anche inflitto
alla Juventus una multa di
600 mila euro e ha chiuso
per un turno la curva dei tifosi bianconeri allo Stadium
(quello col nome di un gruppo assicurativo tedesco). La
chiusura della curva varrà
per la prima partita casalinga del 2018, JuventusGenoa del 21 gennaio, e non
per questo match pre-nata-

lizio in casa con la Roma di
Di Francesco. E fino a qui
fatti noti e stra-noti.
Ma, prima di abboffarci
come porcelli tra vivande,
panettoni e spumanti, veniamo a qualche domanda
fisiologica che si materializza non appena si mette il
tasto di accensione del cervello sulla posizione “ON”.
Si, vabbè, lo ammetto, son
domande retoriche, ma
servono per ammazzare il
tempo prima che arrivino
gli antipasti base di trigliceridi e colesterolo…
Che fine ha fatto la famosa
tremendissima
telefonata citata in audizione alla
Commissione Antimafia dal
procuratore federale Giuseppe Pecoraro? Datemela,
la voglio sentire!
La suddetta Commissione,
che intenzioni ha riguardo
al fatto che, in relazione
al bagarinaggio, biglietti, ultras, e via dicendo, ci
siano in tutta Italia infiltrazioni mafiose? Lo ha detto
la stessa presidente Rosy

Bindi, mica il mio tabaccaio. Pubblicità pomposa e
chiacchiere pre-elettorali,
o si cominceranno a prendere delle decisioni serie?
E il gentilissimo Gentiloni e
il suo governo, a quest’ora
sono ancora a letto?
Per ciò che riguarda gli altri
club, il procuratore federale, ha già definitivamente
deciso che sono tutti più
buoni, anche non a Natale,
o invece procederà con ulteriori procedimenti? O è
ancora troppo arrabbiato
per la barzelletta di quel
pastore pecoraro a cui gli
scappò un agnello?
Gli altri club, hanno lavorato su questo problema in
collaborazione con la Digos,
come ha fatto la Juve, o
hanno fatto e fanno sempre
tutto da soli, che tanto “chi
fa da se fa per tre”?
Ah ecco, quasi mi dimenticavo, quando comincerà il
pro-cesso sportivo contro la
Digos? Ci sono già delle ipotesi di richiesta di inibizioni,
squalifiche e multe da parte del buon Pecoraro? Una
condannina-ina-ina
alla
Juve dovrebbe automaticamente, a cascata diciamo,
generare una condanninaina-ina anche per la Digos,
no? Lascia stare che la Digos non è un club di calcio… Son dettagli, visto che
in Italia è Carnevale tutto
l’anno e anche a Natale... E
diamogliela una bottarella
anche a loro, dai!
Procediamo oltre. Come già
è stato scritto e detto, la Juventus e Agnelli hanno subito una piccola condanna,
che è stata smaltita quasi

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tutta, mancano solo un paio
di assegni, ma pur sempre
di condanna si tratta. Ora,
essendo tutta la vicenda
un altro grosso pasticcione vergognoso, con tanto
di giornali che con il solito entusiasmo anti-Juve
hanno associato le parole
Juve e Agnelli alla parole
mafia-‘ndgangheta, ecc, chi
paga i danni d’immagine
subiti dalla Juventus? (sì,
solo dalla Juventus, perché
di Agnelli sinceramente ci
interessa nulla, visto che è
adulto, ricco e vaccinato).
A che punto siamo in procura con le indagini sull’ultrà
bianconero Raffaello Bucci, detto Ciccio, suicidatosi
buttandosi giù dal viadotto
vicino a Fossano (lo stesso
cavalcavia da dove tanti
anni fa si buttò giù Edoardo
Agnelli, figlio dell’Avvocato), che a quanto pare lavorava per i servizi segreti
(non si sa bene a che titolo),
e che nei giorni pre-suicidio
aveva tanta tanta tanta
paura di morire?
Cos’è Ciccio, solo un effetto,
morto, collaterale e chi se
ne frega?
Questa vicenda nel suo
complesso è l’esempio per-

fetto (tra milioni di altri
esempi, s’intende) del motivo per cui l’ItaGlia si trova nello stato complessivo
che tutti fin troppo bene
conosciamo. Questa storia
racchiude tutti i difetti, le
distorsioni e i buchi oscuri
del sistema. Per questi innumerevoli motivi infatti,
l'Italia è solo la Svizzera
dell’Africa.
Piccolo consiglio gratuito,
ossia regalino natalizio, agli
uomini di buona volontà
(che magari indossano una
toga con dignità): perché
non dare una bella e scrupolosa occhiata anche alla

vendita dei biglietti dei concerti?
Ma quante ne so, quante ne
so…
Auguri a quasi tutti!
Ps: faceva bene Totò, in un
vecchio film, a chiedersi: “a
quest’ora il Questore è ancora in Questura?"
Antonio Catapano
'Crazeology'
www.giùlemanidallajuve.com
(Qui sopra il Presidente Agnelli
firma autografi ai tifosi a Villar
Perosa; in alto a sinistra la curva
Sud dello Stadium)

Giornale sportivo per i tifosi di Juventus e Torino
Direttore Responsabile
Roberto Grossi
rogro@inwind.it
Hanno collaborato
Bruno Bernardi
Antonio Catapano
Salvino Cavallaro
Massimo Fiandrino
Ezio Maletto
Andrea Montanari
Dan Morino
Paolo Rachetto
Giovanni Rolle
Marco Sanfelici
Marco Venditti
Ermanno Vittorio
Segreteria di redazione
Cristina Zecchino
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Impaginazione e grafica
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CHIUSO IN REDAZIONE ALLE ORE 17 DI GIOVEDÌ 21 DICEMBRE 2017

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Juve Global/Local

Il Chierese, terra da sempre bianconera!
Giuliano, la moglie di Boniperti, Viola e Parola. L'albergo dei ritiri, l'attuale preparatore atletico, il capo
dei riabilitatori e lo psicologo. Senza dimenticare l'ufficio stampa. E, ovviamente, Claudio Marchisio...

O

rizzonti sempre più
proiettati verso una dimensione planetaria e radici che rimangono ben salde
nel territorio continuando
ad alimentarsi. È la doppia
anima che da sempre caratterizza la Juventus, ben
rappresentata dal curioso
legame dei colori bianconeri con il Chierese, fatto da
quasi un secolo di scambi
di talenti e collaborazione
all'insegna della reciproca soddisfazione. Bisogna
fare un tuffo nel passato
al calcio eroico dei pionieri
per trovare il primo esponente del football chierese
approdare alla corte della - all'epoca non ancora Vecchia Signora. Si tratta
di Giuseppe “Ciccio” Gola,
roccioso terzino che nella
stagione 1927/'28 colle-

zionò 7 presenze al fianco
di mostri sacri del calibro
di Combi, Rosetta, Bigatto, Munerati, Cevenini III
e Vojak, chiudendo il campionato al terzo posto. Dopo
la parentesi juventina Gola
vestì le maglie di Vomero
Napoli, Derthona, Sampierdarenese e Atalanta,
tornando a Chieri in veste
di allenatore nella seconda
metà degli anni '50. Pochi
sanno che anche il presidentissimo Giampiero Boniperti e il suo storico braccio destro Pietro Giuliano
hanno uno stretto legame
con Chieri: il primo per matrimonio, dato che dal 1954
è sposato con Maria Rosa
Vergnano, figlia di Carmelo
Vergnano, centromediano
del Chieri che negli anni
'20 arrivò a militare fino in
Terza Divisione Nazionale
(l'attuale serie C); il secondo il qualità di giocatore
con 48 presenze e 1 rete
nel Chieri dal 1958 al '61
fra ambito regionale e serie
D. Capitano della Juventus
che nel 1961 si aggiudicò
per la prima volta il prestigioso Torneo di Viareggio
era Francesco “Cece” Stacchino, brevilineo attaccan-

te chierese doc, che in precedenza, il 5 aprile 1959,
aveva debuttato in serie A
indossando la casacca numero 8 dell'indisponibile
Boniperti in un JuventusBari 2-2, in cui aveva siglato la rete del definitivo
pareggio juventino dopo i
gol di Sivori e dei pugliesi
Conti ed Erba. Per Stacchino in bianconero ancora
una presenza nel massimo
campionato ed un'apparizione in Coppa Italia, prima
di una carriera comunque
soddisfacente sui campi
della serie C con Sanremese, Biellese e Cremonese,
chiusa in serie D con la maglia azzurra della squadra

della sua città natale. Gli
anni '60 furono “mitici” anche per la rampante società
calcistica chierese, che si
affacciò per quattro stagioni consecutive ('62-'66) sul
palcoscenico della serie D.
Quel periodo fu impreziosito da un costante travaso
di tecnici e giocatori dalla casa madre bianconera
alla succursale azzurra.
Sulla panchina sedettero a
più riprese gli indimenticati Giovanni Viola e Carlo
Parola, mentre in campo
deliziarono il pubblico, tra

gli altri, Patrucco, Donino,
Francescon e Aggradi, tutti
prodotti del vivaio juventino con qualche precedente
apparizione in serie A. Non
solo intrecci di allenatori e
calciatori, ma anche sede
dei ritiri prepartita. L'albergo chierese Tre Re in
corso Torino, già tana dei
granata di Giagnoni, all'alba degli anni '70 ospitò anche la Juventus durante la
ristrutturazione dell'hotel
di Villar Perosa. In collina
i bianconeri prepararono la
doppia, sfortunata finale di
Coppa delle Fiere (l'antesignana dell'Europa League)
del 1971 contro gli inglesi del Leeds e gettarono le
basi per i primi scudetti
dell'era bonipertiana. Affievolitosi negli ultimi decenni
del secolo scorso, il legame
tra Juventus e Chierese ha
ripreso vigore ai giorni nostri, con numerosi personaggi che hanno contribuito e continuano a dare il
loro apporto in più settori
all'attuale straordinaria cavalcata di successi. Su tutti
Claudio Marchisio, cresciuto fra Cambiano, Chieri e
Andezeno, uno dei talenti
più cristallini espressi dalla società bianconera, vera

SOCCORSO STRADALE

GIANNONE

a propria bandiera già entrata nella storia del club.
A stretto contatto di gomito
con Marchisio sia in allenamento, sia nelle partite,
lavora Andrea Pertusio,
rivese, classe 1977, dopo
una lunga gavetta nelle
giovanili da quattro stagioni preparatore atletico di
Buffon e compagni, primo
assistente di Simone Folletti, preparatore di fiducia
di mister Allegri. Di importanza strategica il ruolo di
Marco Luison, chierese di
Pessione, classe 1970, a
capo dello staff dei riabilitatori, professionisti che accompagnano i giocatori infortunati dalla fisioterapia
alla preparazione atletica
verso il completo recupero. Carattere gioviale, sono
note le sue dispute scherzose con il concittadino
Marchisio sulla “centralità

mondiale” della frazione
Pessione e quelle con il sanremese Sturaro sull'andamento delle squadre delle
rispettive città nel campionato di serie D, che spesso
alleviano la tensione del
prepartita. A strettissimo
contatto con la prima squadra lavora anche la poirinese Gabriella Ravizzotti,
da quasi vent'anni colonna
dell'ufficio stampa in cui
gestisce assieme ad Enrica
Tarchi e Cristina Demarie
i rapporti dei media con i
calciatori, oltre agli eventi
di comunicazione che coinvolgono squadra e società. Alessandro Spugna, di
Pino Torinese, classe 1973,
è la presenza chierese nello staff tecnico del settore
giovanile bianconero, che
in questa stagione lo vede
alla guida degli Under 14.
Infine, dietro le quinte lavorano Riccardo Tinozzi, psicologo referente dell'area
residenziale cui sono affidati i ragazzi dello Juventus
College e la formazione per
quanto riguarda l'attività di
base, e il suo collega Luca
Corbetta, tutor dei giovani giocatori bianconeri che
risiedono allo Juventus Village della Continassa, a ulteriore testimonianza di un
legame sempre più florido
fra club bianconero e la fucina del Chierese.
Luca Ceste
(si ringrazia Ermanno
Vittorio per la ricerca
storico-fotografica)

(Nella 1a colonna Gola con
Agnelli e, in basso, Giuliano;
nella 3a colonna Francescon;
nella 4a Viola; nella 5aAggradi)

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Dicembre Juve

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di Ermanno Vittorio

I 'Palloni d'Oro' di Michel e Pavel
La scomparsa di Gianni Brera, giornalista e scrittore che inventò uno stile particolare. La prima volta con la maglia Kappa
16 dicembre 2010
Per l’Europa League s’incontrano all’Olimpico di Torino Juventus e Manchester
City: partita non eccelsa e
pareggio 1-1. Da ricordare
l’esordio di Boniperti Filippo, classe 1991, nipote di
Giampiero, dopo 49 anni un
altro Boniperti calca il prato
del Comunale-Olimpico. Da
rimarcare anche il gol del
giovane Giannetti alla sua
prima segnatura in bianconero.
17 dicembre 1978
Compare per la prima volta
sulle maglie della Juventus un logo commerciale:
si tratta del marchio Kappa del Maglificio Calzificio
Torinese, ditta che produce
gli indumenti di gioco per la
Juventus. La partita di campionato è Roma-Juventus
(1-0)

21 dicembre 1952
Juve-Roma al Comunale:
s’impone la Juve 3-2 grazie
ai gol di Praest (2) e J. Hansen. Strepitoso il gol che decide la partita nella ripresa:
Praest recupera il pallone
a metà campo ed in slalom
salta 5 giallorossi presentandosi in area di rigore
dove con un tocco vellutato
sigla il gol vittoria. L’avvocato Agnelli torna allo stadio per la prima volta dopo
l’incidente automobilistico
che lo aveva coinvolto in
quell’estate.
tra i suoi libri più conosciuti:
'Storia critica del calcio italiano', 'Il corpo della ragassa' (dal quale fu ricavato anche un film), 'L’arcimatto'.
Buona tavola, pipa e sigari le
sue passioni. Commentò per
anni nel periodo 1950/1970
i successi della Juventus ed
anche gli insuccessi…

22 dicembre 2003
Nedved vince il Pallone
d’Oro davanti a Henry e
Maldini. France Football lo

20 dicembre 1968
La disciplinare conferma le
pesanti squalifiche ai giocatori del Napoli e Juventus Panzanato (9 giornate),
Sivori (6), Salvadore (4): si
erano resi protagonisti di
una rissa durante la partita
di campionato Napoli-Juventus (2-1) del 1 dicembre.
Questa squalifica porterà
Omar Sivori al ritiro dal calcio agonistico
18 dicembre 1932
Travolgente Juventus che
si sbarazza agevolmente
dell’Ambrosiana (3-0) mandando in delirio il pubblico
amico di Corso Marsiglia.
Si tratta della nona vittoria
consecutiva in campionato,
goleador di giornata sono la
piccola ala brasiliana Sernagiotto, Orsi su rigore e
Varglien I.
19 dicembre 1992
Muore in un tragico incidente d’auto Gianni Brera.
Giornalista e scrittore, inventò uno stile particolare,

incorona miglior giocatore
d`Europa 2003. Il ceco vince
il suo 1° Pallone d'Oro dopo
aver conquistato lo scudetto
2002/03 e portato la Juve
alla finale Champions, nella
quale non gioca per squalifica. Nedved si è qualificato
con la Repubblica Ceca per
l'Europeo 2004 precedendo
l'Olanda e diventa il 2° giocatore ceco, dopo Masopust
nel 1962, ad essere incoronato miglior calciatore
militante in una squadra
europea. È il 6° bianconero
a ricevere il premio dopo

gala alla squadra una prestazione super siglando tre
goal che fissano la partita
sul punteggio finale di 3-1.
Esordio in Coppa Italia per
il terzino Carlo Buscaglia.
26 dicembre 1983 e 1993
Primo dei tre 'Pallone d'Oro'
consecutivi per Michel Platini nel 1983; dieci anni
dopo tocca a Roberto Baggio
aggiudicarsi il premio.

Platini, Sivori, Paolo Rossi,
Roberto Baggio e Zidane.
23 dicembre 1934
La Juve del “quinquennio”
liquida l’Alessandria a Torino 4-1, doppietta di Cesarini,
e gol di Borel II e Serantoni.
Esordio nella Juventus per il
ventenne mediano Luciano
Ramella.
24 dicembre 1972
Per l'ultima volta si gioca
in serie A alla vigilia di Natale. Giornata 12: AtalantaPalermo 1-0, FiorentinaRoma 2-1, a Torino la Juve
batte la Ternana 2-0 (Causio
e Altafini), Lazio-Torino 0-0,
Napoli-Milan 0-0, Sampdoria-Bologna 2-1, VeronaCagliari 1-1. Inter-Vicenza
non si gioca per nebbia (recuperata il 31 gennaio con
i veneti vittoriosi 2-1). Al
termine di quella giornata
il Milan comandava con 18
punti, Inter, Juve e Lazio 17.
Lo scudetto andò alla Juve
che chiuse a 45, Milan 44 e
Lazio 43.
25 dicembre 1938
La Juve passa il Natale a Padova dove affronta la squadra locale in partita unica
per i sedicesimi della Coppa
Italia. Il primo tempo termina con i locali in vantaggio
1-0, nella ripresa Gabetto in
versione Babbo Natale re-

27 dicembre 1959
L’ultimo turno di campionato dell’anno vede la Juve
affrontare in casa la Roma,
partita a senso unico con
il pubblico infreddolito ma
contento di vedere la squadra orchestrata da Boniperti andare in gol quattro volte
per un 4-0 che non ammette scusanti per i romanisti
privi di trame e marcature
in grado di fermare Sivori,
in gol due volte, Stacchini e
Boniperti.
28 dicembre 1991
Torneo di Capodanno a Palermo, vi partecipano oltre
alla Juventus, il Milan ed il
Cska di Mosca. Partite di 45
minuti, la Juve s’impone al
CSKA (1-0) con goal di Baggio mentre è battuto dal Milan (1-0), goal di Van Basten
su rigore. Gli spettatori paganti sono 25.000.
29 dicembre 1972
La nebbia incombe ma è
scartata l'ipotesi di anticipare le partite al nord Italia
alle 14. Dal 1946 al 1972 le
partite di campionato sospese sono state 109 di cui
58 per nebbia, 27 per neve
e 24 per pioggia. La stagione 1955/56 ha visto il
maggior numero di partite
sospese per nebbia: 11. Le
partite sospese della Juve
sino alla stagione 1971/72:
8/12/1948
Bologna-Juventus (nebbia): 2/1/1949
Novara-Juve
(impraticabilità campo); 29/12/1955

Juve-Padova
(impraticabilità campo); 29/12/1957
Juve-Sampdoria
(nebbia);
18/12/1958 Inter-Juventus
(nebbia); 16/4/1961 JuveInter (invasione di campo
pacifica)
30 dicembre 1975
Esordio in nazionale per
Gaetano Scirea, la partita
è l’amichevole Italia-Grecia
(3-2) disputata a Firenze,
Scirea raccoglierà in nazionale 78 presenze con 2 goal.
31 dicembre 1947
Si conclude la querelle di
mercato che vede Juve e
Milan lottare per strapparsi
il danese Ploeger: quando
sembrava fatta per i rossoneri arriva il colpo d’ala dei
dirigenti bianconeri che soffiano il danese al Milan del
presidente Trabattoni. Per
alleggerire lo sgarbo la Juve
lascia via libera al Milan per
l’acquisto del centravanti
svedese Gunnar Nordhal...

(Nella prima colonna
la maglia Kappa
indossata da
Giuseppe Furino;
nella seconda colonna
Gianni Brera e, in basso, il
danese Ploeger conteso tra
Juve e Milan; nella terza
colonna Nedved solleva il
Pallone d'Oro nel 2003; nella
quarta Michel Platini;
nella sesta Gaetano Scirea
con Dino Zoff nella copertina
di Hurrà Juventus)

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Sport Vari / Basket

Auxilium, sconfiggere Reggio Emilia per festeggiare bene il Natale
Un vero peccato la contemporaneità con la partita di calcio Juve-Roma: i tifosi dovranno scegliere...

U

na serata speciale quella di sabato 23 dicembre. Se all'Allianz Stadium
la Juventus sarà di scena
nel big match contro la
Roma, in contemporanea, al
PalaRuffini, l'Auxilium Torino si contenderà i due punti
del campionato di basket
con la Grissin Bon Reggio
Emilia. Davvero un'occasione sprecata per la città di
Torino i cui tifosi dovranno
decidere se recarsi all'impianto della Continassa oppure a quello di Parco Ruffini. Una contemporaneità
che di sicuro non fa bene
al basket torinese. Si sarebbe potuto immaginare un
anticipo o un posticipo per
permettere agli appassionati di assistere ad entrambi gli eventi trasformando
l'antivigilia di Natale in una
ricca giornata di sport. Ha
vinto invece la miope cura

del proprio orticello come
purtroppo spesso capita sul
suolo italico. Passiamo però
alle questioni tecniche del
match che attende l'Auxilium Torino. A farle visita
una Reggio Emilia che l'anno scorso aveva frequentato
le parti alte della classifica
e che quest'anno era stata protagonista di un avvio
shock che l'aveva relegata
al fondo della classifica per
le prime giornate con addirittura sei sconfitte su sei.
Purtroppo per Torino però
la Grissin Bon che si presenterà al Palaruffini non è
più quella di inizio stagione.
Un filotto di 4 vittorie su 5
la fa invece essere una delle squadre più in forma del
momento. Pericolo pubblico
della squadra Reggiana è
una giovane / vecchia conoscenza del basket piemontese: quel Amedeo del-

la Valle, temibile cecchino
dalla media e soprattutto
lunga distanza. In questa
prima vera stagione per
lui da giocare protagonista
con tanti minuti in campo,
Amedeo sta ripagando le
attese e completando il suo

In Libreria
David Trezeguet, una vita di gol
«Quando gioca segna sempre Trezeguet». Quante volte abbiamo sentito questo coro allo stadio? David captava il messaggio e segnava,
segnava e segnava. A raffica, 171 volte, tanto da diventare il bomber
straniero più prolifico della storia della Juventus. Per i tifosi bianconeri è sempre stato Trezegol. E “Je suis Trezegol” è proprio il titolo della
sua autobiografia, scritta in collaborazione con il giornalista Florent
Torchut e ora tradotto per il mercato italiano. Edito da Edizioni Effedì
e impreziosito dalle foto di Salvatore Giglio. I primi 40 anni di David,
raccontati in prima persona con aneddoti, episodi e naturalmente
i gol. Dai primi calci in Argentina, all’esplosione in Francia, fino alla
consacrazione in Italia, con addosso la maglia bianconera numero 17.
Il percorso di un campione che ha lasciato il segno, accompagnato
da importanti compagni di viaggio che hanno lasciato la loro testimonianza: da Del Piero a Zidane, da Montero a Camoranesi, da Deschamps al suo grande amico Henry. Trezeguet ha smesso di giocare,
ma continua a segnare nella memoria di tutti gli juventini.

Lo Scudetto dei record raccontato
da Salvatore Giglio
Questione di capolavori: la Gioconda sta a Leonardo come la foto di Platini disteso sul prato di Tokyo
sta a Salvatore Giglio. Un’immagine simbolo, scattata nella finale di Intercontinentale del 1985, che
ha fatto il giro del mondo. Una delle innumerevoli
scattate dal più celebre dei fotografi bianconeri in
oltre 40 anni a bordo campo. In ogni parte del mondo, sempre a seguito della Juventus. Salvatore Giglio
ne ha immortalati tanti di trionfi bianconeri. Ultimo,
in ordine di tempo, lo Scudetto dei record conquistato lo scorso maggio. Il sesto consecutivo, come
mai nessuno prima era riuscito nel campionato italiano. E che potrebbe essere irripetibile. Un’intera
stagione di emozioni, la 2016/17, percorsa con le spettacolari fotografie, scattate partita dopo partita.
Dal ritiro estivo, fino alla sfortunata finale di Champions League, a Cardiff, contro il Real Madrid. Un ko
doloroso che non può cancellare la storica impresa di Buffon e compagni. Quasi 350 pagine di emozioni,
edito da Edizioni Effedì, un vero pezzo da collezione per chi ama la Juventus.

cammino di crescita cestistica. Sempre dal perimetro
Markoishvili dovrà essere
un altro osservato speciale.
Importanti anche i centimetri ed il peso sotto le plance.
Non stiamo parlando dello
strapotere fisico di Mila-

no ma di certo la presenza di Julian Wright, abile
anch'egli nel tiro da tre, e
Jalen Reynolds darà del filo
da torcere ai centrali torinesi. Un piacevole ritorno
sul parquet del PalaRuffini è quello del neoacquisto
reggiano Chris Wright. Di
lui, oltre alle buone prestazioni in maglia gialloblu, si
ricorda la forza e la dignità
con cui affronta la terribile
malattia da cui è affetto, la
sclerosi multipla. Se quindi
Reggio Emilia ha tutto per
continuare nel cammino di
risalita verso le parti alti
della classifica, altrettanto
vero è che il risultato del
23 dicembre dipenderà in
gran parte dal roster di Torino. Con una prestazione
di squadra come le ultime
in cui è stata vista all'opera,
anche la fatal Bologna dove
il risultato finale è stato

purtroppo una sconfitta, e
con una ritrovata vena realizzativa da parte di Vujacic
che difficilmente ripeterà lo
0 su 10 dell'ultimo match,
l'Auxilium ha a disposizione tutto quanto le serve
per poter uscire vincitrice
e festeggiare il Natale con
2 punti in più in classifica.
Da Bologna si torna poi con
un ritrovato minutaggio da
parte di Mazzola che si spera possa confermare quanto di buono fatto vedere. Un
buon Natale quindi a tutti:
a quelli che dallo Juventus
Stadium tenderanno un
orecchio per essere aggiornati sul risultato dell'Auxilium Torino e a quanti dal
PalaRuffini butteranno un
occhio per vedere cosa succede nel big match tra Juventus e Roma.
Dan Morino

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Oroscopo Speciale 2018

Spettacoli e cultura

Al grattacielo Intesa
la 'Madonna col bambino'
Fino al 7 gennaio è possibile ammirare il dipinto di ispirazione biblica del pittore fiorentino

M

odernità ed arte religiosa al 36esimo piano del
grattacielo Intesa Sanpaolo
di Torino. Dal 21 dicembre
al 7 gennaio sarà esposta la
"Madonna col bambino, santa Elisabetta e san Giovannino di Agnolo" di Cosimo
di Mariano, detto il Bronzino,
opera proveniente dal Museo
e Real Bosco di Capodimonte
di Napoli, che ne ha appena
completato il restauro. Il dipinto sarà visibile nella sala
Spazio Trentacinque, dove il
capolavoro cinquecentesco
potrà essere ammirato in un
ambiente di modernità, cir-

condato dalla natura della
serra bioclimatica. Un regalo, quello di Intesa Sanpaolo,
a quanti vivono, lavorano o
si trovano in visita in città in
occasione delle festività natalizie. Il dipinto raffigura la
Vergine con il Bambino sulle
ginocchia nell'atto di giocare
con il piccolo San Giovanni,
alle spalle del quale si staglia
la figura della madre Santa
Elisabetta. L'opera, di ispirazione biblica, pone a confronto due diverse maternità,
quella della Vergine Maria e
quella dell'anziana Elisabetta e simboleggia il passaggio

di consegne dal profeta san
Giovanni al Messia, il Bambin Gesù. Un tema sacro
reinterpretato dal Bronzino
in chiave manierista, con accenti, colori e pose plastiche,
che nei tratti ricordano Michelangelo.
Agnolo di Cosimo (Monticelli di Firenze 1503 - Firenze 1572), detto il Bronzino - Forse per il colore
dei suoi capelli, fu allievo di
Pontormo, da cui presto si
differenziò con uno stile personale, frutto della sintesi
fra naturalismo ed astrazione. Lasciò Firenze solo per
brevissimi periodi e svolse
gran parte della sua attività
al servizio dei Medici. Celebri i suoi ritratti dei membri
della famiglia ducale e la
decorazione della cappella
della duchessa Eleonora de
Toledo a Palazzo Vecchio.
Nelle migliori opere sacre
- ed è il caso del dipinto di
Capodimonte - egli riesce ad
aggiungere note di tenera
umanità alla consueta preziosità delle forme e dei colori. Bronzino fu anche poeta
versatile e membro dell'Accademia della Crusca. Solo

pochi decenni fa studi più
approfonditi hanno permesso di individuarne la sicura
paternità, collocando l'opera
nel periodo della produzione
tarda del Bronzino, a cavallo del 1560. Giunto a Napoli
assieme ad altri quadri in seguito al sequestro effettuato
dal commissario borbonico
Venuti presso il deposito rivoluzionario di San Luigi
dei Francesi a Roma (prima
del 1799), dal 1929 al 1994
il quadro è stato esposto a
Roma presso Palazzo Madama, sede del Senato della
Repubblica. L'ingresso è gratuito, con prenotazione obbligatoria sul sito www.grattacielointesasanpaolo.com/
news. Oltre a questa esposizione, nell'ambito dell'iniziativa Luci d'Artista sostenuta
dalla Banca, all'imbrunire
sarà possibile ammirare "acromactive", l'installazione
realizzata
appositamente
per il grattacielo e composta
da due elementi, uno sospeso nella serra bioclimatica e
uno collocato nella terrazza
al 35esimo piano.
Paolo Rachetto

(Foto Luciano Basagni - Napoli)

A cura di Elis

 ARIETE (21/03-20/4)
L'Ariete dovrà vedersela con Saturno e Plutone contrari. Un passaggio
impegnativo, ma superabile se si mostrerà riflessivo, cauto, prudente. I due
pianeti chiederanno di crescere, di sviluppare consapevolezza, di
evitare conflitti inutili che andranno evitati il più possibile, pena il ritrovarsi
spesso nei guai. Ad aiutarvi, Urano in Ariete e da novembre il generoso
Giove: un sostegno fondamentale per mettere a punto i vostri progetti e
chiudere bene il 2018.
 TORO (21/04-20/05)

Il Toro sarà decisamente sotto i riflettori. Saturno, Plutone e Nettuno
favorevoli e Giove teso vi spingeranno verso una trasformazione continua,
a volte lenta e a volte più veloce. Urano in Toro da maggio a novembre
coagulerà una prima volta questi cambiamenti, che renderà visibili. Ma
nel corso dei prossimi anni aspettatevi continui rivolgimenti: questa sarà solo
una prima fase, e quanto più sfrutterete gli ottimi passaggi planetari, tanto più
questa fase sarà vantaggiosa per l'intera vostra vita.

 GEMELLI (21/05-21/06)

I Gemelli aprono l'anno sospirando di sollievo: finalmente Saturno si è
tolto dalle orbite! In più, fino a maggio, sarete coccolati da Urano, che
si prenderà cura delle novità e v'aiuterà a svoltare, se lo desiderate.
Dei fastidi precedenti, vi porterete dietro solo Nettuno ostile, che a tratti vi
renderà confusi e incerti. Occhio ai passi falsi in ambito economico da
novembre in poi: sarà il consiglio di Giove in Sagittario.

 CANCRO (22/06-22/07)
Il Cancro con tutta probabilità avrà un anno tra complicazioni e
successi. Come da anni accade, le contraddizioni saranno pane quotidiano,
ma con una differenza: che nel 2018 imparerete a credere in voi stessi e
avrete meno timori di affrontare i cambiamenti. Saturno in opposizione vi
chiederà responsabilità e impegno, ma con Giove e Nettuno a favore
saprete reagire sempre nel modo giusto. Inoltre, tra maggio e novembre
avrete un assaggio della positività di Urano in Toro che nei prossimi anni
vi offrirà situazioni favorevoli.
 LEONE (23/07-23/08)

Giove in Scorpione sarà una minaccia solo se ti lascerai tentare dal desiderio
di fare il passo più lungo della gamba! Urano in Ariete sarà lo sponsor di
cambiamenti positivi, ti darà energia e tanta voglia di fare. Occhio, però,
tra maggio e novembre: Urano in Toro potrebbe renderti impulsivo,
con il rischio di cedere a facili entusiasmi e di mandare all'aria i solidi risultati
ottenuti negli anni precedenti. Favorevolissimi e fortunati gli ultimi due mesi
dell'anno.

 VERGINE (24/08-22/09)
La Vergine recupererà tono, grinta, fiducia in se stessa, e si sentirà finalmente
pronta ad accogliere opportunità in grado di migliorare la sua vita. Un pizzico
di fortuna sarà il giusto premio di questo nuovo atteggiamento, maturato da
Saturno e Plutone in Capricorno e da Giove in Scorpione e da Urano
in Toro tra maggio e novembre. In barba a Nettuno che dai Pesci
cercherà, a momenti, di minare le tue certezze. A fine anno, con Giove in
Sagittario, occhio ai passi falsi.
 BILANCIA (23/09-22/10)
Bilancia non avrà un anno semplice, tra Plutone e Saturno in Capricorno
e Urano in Ariete che la spingeranno a trasformazioni continue, a revisioni
fondamentali che potrebbero non essere facili. L'intera struttura della tua vita
sarà in discussione: dunque rifletti e lascia andare solo i rami marci, le situazioni
che ormai non hanno più senso per te. A novembre, Giove in Sagittario
renderà meno difficoltoso il tuo cammino e proseguirai più forte che mai.
 SCORPIONE (23/10-22/11)

'Si riallestisce la GAM', storia del
1° Museo Civico d'arte moderna
L

a Gam di Torino ha
inaugurato mercoledì
20 dicembre una nuova
esposizione
permanente
delle sue collezioni con un
allestimento
innovativo,
che abbandona l’ordinamento tematico per offrire
al pubblico un percorso
che ricompone la storia del
primo Museo Civico d'Arte
Moderna d'Italia raccontando la storia dell’arte
moderna attraverso le proprie raccolte, acquisizioni e
politiche culturali. Il riallestimento è guidato da Carolyn Christov-Bakargiev.
Tre linee di lettura: la storia dell’arte, del museo, e
il contesto storico, sociale
ed economico di Torino. Il
percorso, suddiviso in 17
sale, segue un ordinamento
cronologico con temi quali

"Il rinnovamento del paesaggio", "L’arte alle grandi
esposizioni", "La fortuna
del ritratto" e "La pittura
divisionista e simbolista".
Al 1° piano le opere dal
primo decennio del secolo scorso fino al 1965, con
opere del '900 Italiano di
Carena, Sironi, Carrà, Savinio, De Chirico; i Futurismi
di Balla, Severini, Boccioni
e Prampolini; le Avanguar-

die storiche di Dix, Picabia,
Ernst, Klee. Al 2° piano dipinti e sculture dalla nascita del museo nel 1863
fino ai primi '900. Per i colori delle pareti si è scelta
un’alternanza di rosso e
verde, colori utilizzati nel
1913 da Enrico Thovez.
Il percorso è intervallato
dalle stanze monografiche
con i capolavori di Casorati, Martini, Morandi e De

Pisis. Un’ampia sala, dedicata all’Arte a Torino tra
le due guerre, è introdotta
da Amedeo Modigliani. Si
prosegue con la sala degli
artisti Astratti italiani anni
'30 (sculture di Fontana,
Melotti e i dipinti di Licini);
le opere dei protagonisti
anni '40 e '50 (Chagall, Picasso, Hartung, Arp); le ricerche di Fontana e Burri,
di Jorn e Gallizio, del gruppo CoBrA e dell’Internazionale Situazionista; gli anni
'60 con la storia del Museo
Sperimentale, le opere donate da Eugenio Battisti
al museo, allargando infine lo sguardo sulla scena
Pop italiana con opere di
Schifano e Scarpitta e l'arte internazionale con Andy
Warhol, Louise Nevelson e
Beverly Pepper.
(p.r.)

Lo Scorpione si preparerà per un anno di grandi successi e novità! Lo
affermeranno Saturno e Plutone in Capricorno, che renderanno solidi i
risultati raggiunti, lo confermerà Nettuno in Pesci e soprattutto lo dirà
Giove in Scorpione. Tra maggio e novembre con Urano in Toro faranno
capolino dei cambiamenti che prenderanno piede negli anni successivi.
Osserva con attenzione e fatti trovare pronto!

 SAGITTARIO (23/11-21/12)
Il Sagittario esce da anni di Saturno nel Segno. Ma ne esce bene, grazie
ai favori di Urano che quando sarà in Ariete continuerà ad incoraggiare
novità e consapevolezza. Solo Nettuno in Pesci minerà le tue certezze,
specie affettive, lasciando un vuoto nel tuo cuore che dovrai riconoscere e
imparare a colmare. E a novembre Giove sarà in Sagittario: chiusura da
top ten!
 CAPRICORNO (22/12-20/01)
Avrà finalmente la rivincita che aspetta da anni. Sì, cara e caro amico, il 2018
vedrà la tua ascesa professionale o sociale, o personale: dipende dai tuoi
obiettivi, da quello che hai lungamente sognato. Certo, come sempre, nulla
ti verrà regalato: ma con Saturno e Plutone in Capricorno sarai una
roccia e con Giove in Scorpione avrai le occasioni che desideri. E che
meraviglia Urano in Toro tra maggio e novembre: un primo assaggio delle
ricche novità che ti aspettano anche negli anni successivi!
 ACQUARIO (21/01-19/02)
A voi, care amiche e cari amici dell'Acquario, negli anni precedenti le stelle
hanno riservato soddisfazioni lavorative e personali destinate a rendere
stabile il vostro percorso. Proprio quei risultati che nel 2018 saranno messi
alla prova da Giove in Scorpione. Non perdete di vista i risultati raggiunti
e siate costanti. Urano in Ariete vi aiuterà, ma tra maggio e novembre
sarà in Toro e potreste cercare di cambiare le carte in tavola nel momento
meno opportuno. Meno male che a novembre arriverà Giove in Sagittario
a difendervi a spada tratta!
 PESCI (20/02-20/03)

I Pesci non vedranno l'ora di lasciarsi alle spalle in un pacchetto all inclusive
i pesantissimi anni precedenti! Bene, il 2018 sarà tutto vostro! Saturno,
Plutone, Nettuno, Giove, Urano tra maggio e novembre indicano
che sarete i protagonisti di vicende finalmente positive. Forse voi vi
accontentereste della serenità, ma avrete molto, molto di più! La fortuna vi
amerà e voi dovrete solo cercare di corrisponderle facendo le azioni e le
scelte giuste. Occhio a Giove tra novembre e dicembre quando sarà in
Sagittario e indicherà piccole, passeggere, tensioni.

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Spettacoli e cultura

'Charlot' siamo tutti noi, anche dopo 40 anni!
Il ricordo di Charlie Chaplin a 4 decadi dalla sua scomparsa. Uomo geniale, i temi dei suoi film erano orientati ad una riflessione sulla condizione umana

4

0 anni fa, esattamente il
25 dicembre del 1977,
in Svizzera, moriva Charlie
Chaplin. Sir Charles Spencer “Charlie” Chaplin è stato
tante cose nella sua vita artistica: attore, comico, regista,
sceneggiatore, compositore,
produttore cinematografico,
e chissà quanto altro. Era anche una sorta di atleta dilettante, aveva un fisico elastico, e un talento per la mimica
inarrivabile. Cosa dire su di
lui oggi, nel 2017, per celebrare degnamente questa
ricorrenza? E’ un personaggio che tutti conoscono, ma
questo solo in teoria, perché
probabilmente le nuove generazioni, perse tra playstation, smartphone, grandi fratelli, reality sciocchi e osceni,
talent show con tanto talent
di plastica, ecc, non sanno chi
è. Ricordano solo di aver visto qua e là, forse, nella loro
breve vita, qualche frame, o
la caricatura di uno strano
Tizio con bombetta, bastone
e baffetti alla Hitler. Magari
ad una festa in maschera, a
carnevale, o in qualche spot
pubblicitario, chissà dove lo
hanno visto... E chi era quel
Tizio? Se qualcuno ponesse una domanda del genere
a chi Chaplin lo conosce, la
risposta che bisognerebbe
dare è sostanzialmente solo

una: era un genio. Un genio
del Cinema (quello con la C
maiuscola). E l’adolescente o
il ragazzino, giustamente, farebbe notare che lui in tv non
ha mai visto i film di questo
attore. E avrebbe ragione,
perché a parte qualche breve
spezzone, capitato forse per
caso da qualche parte, o per
dare un tono culturale ad un

servizio giornalistico, negli
ultimi anni i suoi film ormai
vengono dati molto poco in tv.
Molti poi sono muti, e con gli
occhi scioccamente moderni
di oggi, sono molto difficili
da vedere e digerire. Tutti noi
ormai siamo abituati a suoni esagerati, dialoghi forti e
fuori dal mondo e dalla realtà, e ad una qualità dell’im-

magine molto alta; quindi,
per vedere un film muto dei
primi decenni del secolo 900,
bisogna per forza di cose entrare in un’altra dimensione
mentale. E poi c’è sempre
quella maledetta audience,
che è quella che porta i soldi in cassa, quindi se i suoi
film passano in tv, passano
sempre ad orari improbabili,
magari in piena notte, ossia
quando la tv non la guarda
quasi nessuno. E allora proviamo noi, nel nostro piccolissimo, ad incuriosirle un
po’ le nuove generazioni che
forse non conoscono questo
genio del 900. Charlie, che
era in grado di fare moltissime cose (mica per niente
è sostanzialmente uno degli
inventori del Cinema come lo
intendiamo oggi), principalmente però, aveva inventato
un personaggio, “il vagabondo”, che in Italia chiamiamo
generalmente “Charlot”, che
film dopo film, si trovava
nelle situazioni comiche più
disparate, ove ne combinava
di tutti i colori e gliene capitavano di tutti i colori. Ma il
bello è che nell’interpretarlo, oltre a delle gag e a delle
pantomime geniali da tutti
i punti di vista, è riuscito a
raccontare le diverse sfaccettature, belle e brutte, della
vita e dell’umanità. Con raffinatezza, con intensità e con
leggerezza, con gioia e con
malinconia, con concretezza
e con poesia. Guardando i
suoi lavori, soprattutto quelli più “autoriali” e con trame
più lunghe delle sue iniziali e
brevi “comiche”, si potevano
avere lacrime agli occhi sia
per le grasse risate e sia per
la grande commozione. Non
si trattava affatto di un semplice attore comico, perché i

temi dei suoi film erano sempre orientati ad una riflessione sulla condizione umana,
soprattutto quella dei più
deboli. Mettevano in qualche
modo in discussione tutte le
fragilissime e posticce cer-

tezze della modernità. Sono
ancora oggi, e forse anche
più di allora, tremendamente
attuali. Ha anticipato molto
di tutto quello che poi è avvenuto. In buona sostanza i
suoi film ci hanno raccontato
chi siamo e dove stiamo andando, quali sono i motivi e
gli obbiettivi, giusti e sbagliati, che ci guidano nella nostra
piccola e insulsa esistenza.

Non usava molti escamotage narrativi, di quelli un po’
ostici da capire, o che magari portano a riflessioni più
“alte” solo post visione, in genere le sue opere sono molto
dirette e immediate, e hanno
una semplicità di fondo che li
rende comprensibili anche ai
bambini (che ai suoi tempi lo
adoravano quanto gli adulti).
E il ragazzino di oggi, quello di cui sopra, potrebbe risponderci o chiederci, forse,
se in sostanza questo artista
è una specie di Totò. Ecco,
quello in effetti è un altro genio del 900 e, nonostante le
dovute differenze di contesto,
vi è in effetti qualche piccola
analogia, ma Totò purtroppo
è rimasto sostanzialmente
entro i confini italiani. “Italiani” intesi sia come nazione che come precisa identità
culturale. Chaplin invece ha
respirato l’arte del cinema
in un modo molto più ampio,
infatti metaforicamente ha
“vagabondato” per il mondo
ed è arrivato in ogni dove.
Lui è morto 40 anni fa, ed
era già molto anziano, ma
le sue opere lo hanno reso
immortale e soprattutto universale. E nel tempo hanno
persino messo un po’ in disparte le riflessioni sulla sua
vita sentimentale travagliata
con ragazze troppo giovani
per lui, e le accuse ricevute
per una supposta vicinanza ad idee filo comuniste. E’
così strano oggi, pensare che
era nato alla fine del secolo
800, quattro giorni prima di
Hitler, sul set ne portava gli
stessi strani baffetti (in realtà Chaplin li portava già da
molto prima dell’ascesa del
dittatore tedesco sanguinario), e ha anche realizzato
un film, “il grande dittato-

re”, dove con una incredibile
eleganza ridicolizzava il dittatore vero. Il secolo 900 ha
dato all’umanità tante cose
brutte: due guerre mondiali, tante altre guerre in tante parti del mondo, bombe
atomiche, incidenti nucleari,
dittature, milioni di morti un
po’ ovunque, inquinamento,
alienazione e mercificazione
industriale del genere umano, la diffusione delle droghe
su scala mondiale, ecc. Ma
tra le poche cose belle che ci
ha dato, uno dei doni più belli è sicuramente stato il suo
straordinario talento, che
attraverso la fisiologica ridicolizzazione del dramma ha
toccato, divertito, commosso e accarezzato l’anima di
ognuno di noi. Per invitare le
nuove generazioni a guarda-

re i suoi film, bisogna raccontargli che Charlie Chaplin, e
il suo “Charlot” in particolare, sono il primo motivo per
cui bisognerebbe amare il
Cinema. Bisogna anche oggi
guardare i suoi film, perché
Charlot sei tu, Charlot sono
io, Charlot siamo tutti noi.
Antonio Catapano


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